Enzo Arnone
Aguzzare
gli occhi
al vero
In cammino con Dante
Presentazione di Giuseppe Pezzini
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Enzo Arnone
Aguzzare gli occhi al vero In cammino con Dante Presentazione di Giuseppe Pezzini
Nelle edizioni Itaca The Tree of Tales Tolkien e la polifonia della creazione A cura di Giuseppe Pezzini, Emmanuele Riu Francesco Candor Lucis aeternae Lettera Apostolica in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri Fabio Ciollaro «Con amore e con disio» In viaggio con Dante, compagno di cammino Luigi Maria Epicoco Vergine Madre, figlia del tuo figlio Meditazioni sull’Inno alla Vergine di Dante
Enzo Arnone Aguzzare gli occhi al vero. In cammino con Dante www.itacaedizioni.it/aguzzare-gli-occhi-al-vero Prima edizione: ottobre 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0710-3 Immagine di copertina: Moreno Bregagnollo Stampato in Italia da Mediagraf, Noventa Padovana (PD)
Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo libro è stato stampato su carta certificata FSC‰ per una gestione responsabile delle foreste. Stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.
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A mia moglie Bernardetta, che mi ha molto aiutato a scoprire dove tendono, pur nel loro girovagare, le parole che sgorgano nelle nostre giornate
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Presentazione
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Presentazione
Questo non è esattamente un libro su Dante – l’ennesimo. Non è una raccolta di pensieri e parole accumulati nel corso di una lunga carriera d’insegnamento. Non è il compendio di una saggezza e un’esperienza – sicuramente autorevoli – o la divulgazione di una conoscenza acquisita. Quello che avete tra le mani è semmai la cronaca di un viaggio, il resoconto di un pellegrino che ha voluto rimettersi in cammino. Il diario di bordo di un vecchio marinaio, che ha deciso di prendere di nuovo il mare, mettendo a repentaglio, e non solo metaforicamente, la propria stessa vita. Ignorando ogni raccomandazione alla cautela, rinunciando agli affetti e alle comodità di discorsi già saputi – su chi è Dante, e su cosa significa far cultura (cristiana), per esempio. Lasciandosi alle spalle la codardia e l’arroganza di chi non vuole coinvolgersi con la realtà che cambia, magari imparando da chi è più giovane e inesperto. All’origine di questo libro c’è dunque una disponibilità al cambiamento, a tutti i livelli: non a caso il genere letterario dei testi raccolti in questo libro è quello del podcast, non la lezione frontale tipica dell’insegnamento liceale – con la quale ovviamente l’autore sarebbe stato più familiare. Questa disponibilità al cambiamento ha coinciso anche con un’apertura al coinvolgimento e all’incontro con l’alterità, tra cui soprattutto, e ovviamente, l’alterità di Dante: i capitoli che compongo-
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no questo libro sono infatti tanti piccoli incontri, tanti passi di un cammino che hanno portato l’autore a (re)incontrare Dante, realmente – non ad usare i suoi testi per esprimere una dottrina data a priori, come lo stesso autore ha confessato, con grande umiltà, di aver fatto spesso in precedenza. Rimettersi in viaggio non significa però rinnegare il passato, cambiare non significa perdere sé stessi, ma esattamente l’opposto, come sapeva bene il grande Santo John Henry Newman. In questo libro non troverete dunque le confessioni di un rinnegato o un convertito, desideroso di allineare Dante – e sé stesso – alle parole d’ordine di un nuovo discorso culturale à la page. Sono certo invece che i suoi studenti ritroveranno in questo testo il vecchio professore, con il suo stile e la sua verve – lo stesso professore, eppure diverso, più autentico, in senso etimologico. Le stesse parole della giovinezza, ma qui ridette con più chiarezza e spessore – rinvigorite, e dunque approfondite, da un’esperienza rinnovata. Per chi non conosce ancora Enzo, e il suo rapporto con Dante, il piacere sarà come quello di chi stappa una vecchia bottiglia di barolo, per una grande occasione. Ma come può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio? O, parafrasando, come può un professore di lungo corso imparare quello che già conosce? Ristupirsi per qualcosa – o qualcuno – di cui ha parlato per tanti anni, a migliaia di studenti, con competenza e passione? Faticare, soffrire, per ottenere qualcosa che già possiede? Alla domanda di Nicodemo non si è risposto con un prontuario ma con un’immagine: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Presentazione
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Al cuore di questo libro ci sono dunque il desiderio e la libertà di Enzo di seguire questo soffio di vento, che viene e che va. E allo stesso modo, per chi scrive, ascoltare Enzo è stato porgere orecchio alla voce di questo vento, stupendosi per il mistero della sua origine. Ed è solo per questo stupore che abbiamo deciso, insieme al suo autore, di offrire questo libro a tutti voi. Giuseppe Pezzini Professore di Latino Università di Oxford
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Introduzione
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Introduzione
Per tutta la vita ho amato Dante, che non è stato solo contenuto d’insegnamento, ma anche “compagno di cammino”; nella sua opera ho visto sempre la metafora del viaggio dell’uomo attraverso la vita e attraverso la poesia. A seguito di una proposta dell’Associazione Newman di Torino, ho realizzato ventiquattro video di circa dieci minuti l’uno, usciti su YouTube e su Facebook con cadenza quindicinale, dedicati alla Divina Commedia. Ho scelto otto canti per ogni cantica, e per ciascuno di essi ho scritto un commento che ho poi registrato in formato podcast. Nella stesura di questi testi mi sono posto in un atteggiamento per me nuovo: non ho voluto scrivere e rappresentare ciò che so e ho capito di Dante e del suo poema, ma ho voluto incontrarlo come fosse la prima volta, per scoprire cosa dice oggi a me, alla mia età, al tramonto di una vita densa di sollecitazioni, di eventi e di incontri. Ho lasciato che il testo mi parlasse, quasi cassando tutte le mie precedenti cognizioni in proposito. Ne è emerso un percorso che non è solo di Dante attraverso le tre cantiche o attraverso la sua storia poetica o attraverso la sua storia personale, ma è anche la mia storia e quella di ogni uomo che si dispone a scoprire e riscoprire il senso della sua vita, di quello che gli è accaduto. Il punto di vista è quello che si trova all’inizio della Vita Nova, che Dante scrive per riconoscere il senso dell’incontro con Beatrice. Ma la vita è intessuta di incontri, ognuno dei
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quali illumina il grande incontro e ne è a sua volta illuminato. Quindi sono emerse le grandi direttrici della vita di Dante e della vita di chi vuol capire cosa è successo e cosa si prepara ancora. Indico alcune di queste direttrici. – Molti sono gli incontri, ma uno illumina tutti gli altri. – Solo la scoperta di un incontro che dà senso alla vita fa diventare storia il tempo che passa. – Ogni vita è dentro la storia del suo tempo e concorre al forgiarsi della storia. – Dante scrive nell’età del fallimento della sua vita: ma è nell’ora del fallimento che può scaturire la vera grandezza e la vera costruzione di un uomo. – La poesia non è descrivere quello che è stato, ma ricerca attraverso la tensione del linguaggio del senso del mondo e del destino. Perciò essa è per un cambiamento del giudizio, su tutto, non per congelare il tempo e la realtà, ma per contribui re a indirizzarli verso il loro destino, cioè il loro compimento. – L’immersione nella storia del proprio tempo fa capire chi siamo e a cosa siamo chiamati. L’attenzione al reale permette la scoperta e l’approfondimento della propria identità. Tutto questo è proposto per chiunque abbia interesse per Dante e desideri un paragone tra la propria storia e quella di Dante per cogliere i tratti essenziali e comuni a tutti gli uomini nel cammino della vita. Perciò questo libro non è destinato agli esperti dantisti né vuole entrare nell’agone accademico. Vuole raccontare il senso dell’andare dell’uomo attraverso il tempo che gli è dato da vivere, documentando come ad ogni passo è presente, a volte adombrato nei segni, altre volte o per alcuni esplicito, l’approdo di tanto camminare. Enzo Arnone
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Indice
Presentazione Giuseppe Pezzini 7 Introduzione 11 I. All’inizio fu la selva oscura
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II. Il racconto di un viaggio Inferno canti I-II
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III. Estranei a sé e alla vita Inferno canto III
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IV. Libertà e desiderio Inferno canto V
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V. Il no all’essere Inferno canto XIII
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VI. La perdita di sé Inferno canto XXV
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VII. Una paternità senza luce Inferno canto XXXIII
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VIII. Il mistero della libertà Inferno canto XXXIV
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IX. Il mondo come promessa Purgatorio canto I
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X. Nobiltà e limite della ragione Purgatorio canto III
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Indice
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XI. Aguzzare gli occhi al vero Purgatorio canto VIII
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XII. Da dove viene il male? Purgatorio canto XVI
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XIII. Amore, desiderio, libertà Purgatorio canto XVIII
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XIV. Da dove sorge la poesia Purgatorio canti XXIII-XXIV
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XV. Ritorno a Beatrice Purgatorio canti XXX-XXXI
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XVI. «In pro del mondo che mal vive» Purgatorio canti XXXII-XXXIII
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XVII. «Trasumanar» Paradiso canto I
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XVIII. «La divina voglia» Paradiso canto III
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XIX. Senso e fine della storia Paradiso canto VI
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XX. Francesco e madonna Povertà Paradiso canto XI
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XXI. La poesia come missione Paradiso canto XVII
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XXII. Il desiderio, via al divino Paradiso canto XXIII
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XXIII. Un attendere certo Paradiso canto XXV
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XXIV. Il «fine di tutt’i disii» Paradiso canto XXXIII
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Ringraziamenti 125
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Una sola cosa bella deve entusiasmare l’uomo, ma lo splendore di questo incontro deve illuminare tutto il resto. Franz Schubert
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Questo non è un libro su Dante, ma semmai la cronaca di un viaggio, il resoconto di un pellegrino che ha voluto rimettersi in cammino e (re)incontrare Dante.
Giuseppe Pezzini
Per tutta la vita ho amato Dante, ma nella stesura di questi testi mi sono posto in un atteggiamento per me nuovo. Ho voluto incontrarlo come fosse la prima volta, per scoprire cosa dice oggi a me, alla mia età, al tramonto di una vita densa di sollecitazioni, di eventi e di incontri. Ne è emerso un percorso che non è solo di Dante, ma è anche la mia storia e quella di ogni uomo che si dispone a scoprire e riscoprire il senso della sua vita, di quello che gli è accaduto.
Enzo Arnone
Enzo Arnone ha insegnato per oltre trent’anni letteratura italiana e latina nei licei classici e scientifici di Arezzo, Napoli e Torino. È stato preside e rettore dell’Istituto Sant’Anna di Torino fino al 2015. È padre di quattro figli e nonno di sette nipoti.
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