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Barche aprile 2012

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COP. aprile 2012

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Sped. in ap. - 45% - art. 2 comma 20/B legge 662/96 - Milano APRILE 2012 Sped.

COVER

Itama 45 PROGETTI

MY 90 Fast Explorer Vismara

Vicem 61 Bahama Bay Barracuda 27’ Iwana 87 m

PROVATE PER VOI

Fiart Epica 58 Cranchi Fifty 6 soft top Rio Espera TA

Tempest 850 WA

INCONTRI RAVVICINATI

IL MEGAYACHT

Vincenzo Zottola

Isa 50 Liberty

Marco Abbate ECONOMIA

Il valore aggiunto delle imprese artigiane

Salpa 24 Granturismo

EVENTI

La nautica al BORN DESIGNERS LA GRANDE VELA

Il record atlantico di Giovanni Soldini

ANNO 19 • N° 4 • UK £ 6,50 - CH CHS 11,90 - CH Ticino CHS 9 - D € 9 - F € 8,50 - E € 7 - A € 9,90 - GR € 7 - P Cont € 8,10 - B € 7,50

APRILE 2012

Only Italy EURO 6


YMF

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YMF

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PERINI

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editoriale Aprile 2012 LAURA

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Passioni AUTO

mi costringe a partecipare nel mese di maggio all’udienza in un processo penale a carico mio e di un mio lettore per aver ospitato ed espresso delle opinioni sulla rivista. Pensate che la persona che mi ha querelato ha protestato cambiali per 600 mila euro a un Il mondo delle barche non è il solo alle prese con la crisi del conpiccolo costruttore edile facendo rischiare la chiusura dell’azienda sumo di beni di lusso. Molto opportunamente i creativi che proereditata dal padre. Pensate che il giudice aveva proposto per il muovono la vendita di auto “da sogno” fanno leva sulle emozioni che si provano a guidare una fuoriserie. La mio caso l’archiviazione, ma questo signore si Mercedes propone di far salire il commercialiè opposto costringendoci a perdere soldi e sta per un giro mozzafiato sul bolide per fartempo per partecipare alle udienze solo perché gli cambiare idea sull’incompatibilità che un vuole mantenere integra la sua immagine per acquisto di questo tipo avrebbe con il redditocontinuare a costruire barche, magari mettenmetro. do in difficoltà altri fornitori dando la colpa alla In questi mesi abbiamo parlato solo di tassa di crisi generale. Dobbiamo accettarlo perché stazionamento, crisi economica, evasori fiscali, non c’è nulla da fare? E non è il solo, i casi su dimendicandoci quasi completamente che per cui soffermarsi sono diversi. Dobbiamo accetmolte persone la barca è pura passione. Abbiatare che un altro imprenditore che ha protemo ridotto una legittima attività legata al loro stato dieci mila euro di cambiali per l’acquisto tempo libero a un mero fatto economico. di pubblicità sul nostro giornale venga interviAbbiamo accettato che l’assioma “barca uguastato dalla rivista inglese Ibi, International Boat Adolphe-Basile Routhier le evasore fiscale” fosse, in fondo, giusto. ForIndustry, (numero 382 febbraio/marzo 2012) come un costruttore che prevede un futuro tunatamente ci sono molti armatori (la larga roseo per la sua azienda con ben due nuovi modelli per la prossimaggioranza) che comprano una barca perché se la possono perma stagione? E magari lo troveremo al prossimo Salone nautico di mettere e trovano giusto contribuire con una tassa equa al disastro Genova? Il mio avvocato non vuole che scriva il suo nome perché della finanza pubblica. La comprano perché amano navigare in la legge lo tutela. E chi tutela noi, che cerchiamo di lavorare onetutte le forme possibili. stamente? Chi tutela i consumatori se neanche i giornali possono C’è stata una giusta pressione sul governo Monti che, con un provfare il loro lavoro? Franco Michienzi vedimento frettoloso, aveva già fatto allontanare dai nostri porti 26 mila imbarcazioni. Un dato inquietante se consideriamo che la maggioranza di queste avrebbe dovuto pagare al massimo circa dieci mila euro di tassa. Dobbiamo accettare che siamo un Paese che non ne vuole sapere in alcun modo di pagare le tasse? Dobbiamo accettare l’idea che l’evasore totale di Cremona, che possedeva una scuderia di auto sportive, tenute agricole, cavalli da corsa e una barca di 26 metri, è un furbo da invidiare o semplicemente pensare che sia un ladro che sta rubando i soldi dalle nostre tasche? Perché giustifichiamo tutti i comportamenti al limite del lecito con la crisi economica? Davvero dobbiamo far conto su quelli che rubano per vendere le barche? Io non ci credo, voglio pensare che tutte le aziende sane (nella testa) di questo settore non auspichino di vendere in Italia solo perché circola tanto denaro che altrimenti non si saprebbe come spendere.

Legalità ÈSVILUPPO

«È stupido essere giusti quando chi è ingiusto ottiene migliore giustizia». Esiodo, VIII sec. a.C.

«Non è necessario essere avvocato o magistrato per sapere che la legalità e la giustizia sono lontani dall’essere sinonimi».

Editoriale

Ripartiamo dal principio: perché avere e usare una barca nel nostro mare? Perché è il più bello del mondo, perché è una risorsa vera che dovremmo valorizzare, difendere e tutelare come un gioiello di famiglia. Perché navigare in Sardegna o a Filicudi non è come navigare nel Baltico. Il ritardo nelle politiche a favore del turismo integrato con i territori non aiuta, ma lo stesso ritardo si può trasformare in una opportunità di crescita e sviluppo. È vero che in questo Paese tutto è possibile e impossibile allo stesso tempo e, guardando nel mio piccolo, ripenso alla vicenda che

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CANTIERI DI SARNICO

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CANTIERI DI SARNICO

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IMP. SOMMARIO

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SOMMARIO

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COVER 160

ITAMA 45’ di Franco Michienzi

LE RUBRICHE

70

112

136

90

126

166

12

GLI EVENTI DEL MESE a cura della Redazione

16

PERSONAGGI ANTONIO SOCCOL di Franco Michienzi

20

LA POSTA DEI LETTORI a cura della Redazione

26

NEWS ECONOMIA di Diana Merlino

32

DALL’ITALIA E DAL MONDO a cura di Laura Biazzi

46

DALLE AMERICHE di Elisabetta Pianta

48

INDAGANDO TIPI E MODI di Decio G. R. Carugati

80

AVVOCATO A BORDO di Alberto Agnelli

82

NAUTICA E FISCO di Martino Vincenti e Paolo Galvagno

84

AMBIENTE MARE a cura di Marina Mancuso

86

CHARTER di Silvia Montagna

96

METEO di Gianfranco Maggiorin

100

LA BOUTIQUE di Marina Mancuso

104

PASSIONI SIGARI di Mark Bosshard

106

LIBRI di Laura Biazzi

122

COMPONENTI di Laura Biazzi

124

ELETTRONICA di Laura Biazzi

182

NOVITÀ SUZUKI AL BIG BLU 2012 di Luciano Pau

PROGETTI

178

50

VICEM 61 BAHAMA BAY - BARRACUDA 27

52

MY 90 FAST EXPLORER VISMARA

54

IWANA 87 M

182 EVENTI

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BORN DESIGNERS di Diana Merlino

90

RECORD CADICE-SAN SALVADOR di Silvia Montagna

108

UIM AWARDS GIVING GALA di Laura Biazzi

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CARTOLINE DA MIAMI

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SEATEC COMPOTEC 2012 di Niccolò Volpati


CRANCHI

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SOMMARIO ECONOMIA 70

VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA di Silvia Montagna

INCONTRI RAVVICINATI pensieri e parole raccolti da Franco Michienzi 112

VINCENZO ZOTTOLA

126

MARCO ABBATE

BARCHE FLASH 132

CRANCHI FIFTY 8 FLY E M40 SOFT TOP

134

M. EVOLUTION JE’ COLLINS 33 - 170 DAUNTLESS

VISTE PER VOI 136

ISA 50 LIBERTY di Marina Mancuso

PROVATE PER VOI 146

FIART EPICA 58 di Luciano Pau

152

CRANCHI FIFTY 6 SOFT TOP di Francesco Popia

166

RIO ESPERA TA di Niccolò Volpati

172

TEMPEST 850 WA di Luciano Pau

178

SALPA 24 GRANTURISMO di Romano Less

MERCATO 184

COMPRO VENDO

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BROKER


ITAMA

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iMP. COLOPHON apr

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BARCHE

®

IL MENSILE INTERNAZIONALE DELLA NAUTICA

www.barchemagazine.com DIRETTORE RESPONSABILE Franco Michienzi (f.michienzi@barcheisp.it)

CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ

Il Sole 24 ORE SpA System

ART DIRECTOR Francesca Villirillo (grafici@barcheisp.it) REDAZIONE Silvia Montagna (caposervizio, silvia.montagna@barcheisp.it) Laura Biazzi (laura.biazzi@barcheisp.it), Marina Mancuso (marina.mancuso@barcheisp.it), SEGRETERIA DI DIREZIONE Anna Tonelli (a.tonelli@barcheisp.it) FOTOGRAFO Andrea Muscatello (andrea.muscatello@barcheisp.it) CORRISPONDENTE DAGLI USA Elisabetta Pianta (elisabetta16@aol.com) EVENTI E SERVIZI SPECIALI Andrea Dini (andrea.dini@gmail.com) SEGRETERIA DI REDAZIONE redazione@barcheisp.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Alberto Agnelli, Mark Bosshard, Decio G. R. Carugati, Giorgio De Santis, Paolo Galvagno, Gianfranco Meggiorin, Romano Less, Diana Merlino, Luciano Pau, Elisabetta Pianta, Francesco Popia, Martino Vincenti, Niccolò Volpati UFFICIO ABBONAMENTI Via Tartini, 13/C - 20158 Milano, tel. 02 39359121 Abbonamento annuo € 60,00; abbonamento estero € 110,00 Europa; € 150,00 resto del mondo; un numero € 6,00; arretrati € 10,00. Pubblicazione mensile registrata al Tribunale di Milano in data 05/04/2004 al n. 233/2004. Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione se non autorizzata per iscritto. Printed in Italy. Distribuzione per C.D.M. Srl - V.le Don Pasquino Borghi 172 - 00144 Roma - Tel 065291419 - Fax 065291425 - www.cdmitalia.it . Gestione rete di vendita e logistica: PRESS-DI Via Cassanese, 224 - 20090 Segrate (MI).

Direzione e Amministrazione Via Carlo Pisacane, 1 – 20016 Pero (Mi), tel. +39 (02) 3022.1/3837/3807 – Fax +39 (02) 3022.3214 direzionegeneralesystem@ilsole24ore.com Responsabile vendite Roberto Oldani Via Carlo Pisacane, 1 - 20016 Pero (Mi), tel. +39 (02) 3022.3770 Mob. +39.348.900.90.88, email roberto.oldani@ilsole24ore.com Agente Liguria Isabella Corti Via Fieschi, 3/15 – 16121 Genova, tel. +39 (010) 586263 – 5531905 – Mob. +39.348.870.04.99, email isabella.corti@ilsole24ore.com Agente Lombardia Trentino A.A. Veneto Friuli V.G. Margherita Del Monaco Via Pisacane, 1 – 20016 Pero (Mi) tel. +39 (02) 3022-3209- Mob. +39.335.801.59.28 email margherita.delmonaco@ilsole24ore.com Agente Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Maura Reali Piazza Dè Peruzzi, 4 – 50122 Firenze, tel. +39 (055) 2385238 Mob +39.347.330.95.25, email maura.reali@ilsole24ore.com Agente Piemonte Valle D’Aosta Sara Scalmani Corso G. Ferraris, 108 – 10129 Torino, tel. +39 (011) 51 39838 Mob. +39 3474256216, email sara.scalmani@ilsole24ore.com Agente Centro Sud e Isole Angelo Perruolo Piazza Indipendenza, 23 b/c - 00185 ROMA tel.+39 (06)30226149 – Mob +39.389.514.21.11 email angelo.perruolo@ilsole24ore.com Direzione Estero Tel. +39 (02) 3022.3003 email internationaladvertisingdivision@ilsole24ore.com STAMPA Tipografia Rossi (Nola, Napoli)

EDITORE International Sea Press Srl, via Tartini, 13/C - 20158 Milano Tel. 02 39359111 - Fax 02 39359122 CONFINDUSTRIA

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Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Gli articoli firmati sono la libera espressione degli Autori e non rispecchiano necessariamente la linea editoriale del giornale. Questo numero è stato chiuso in Redazione il 13 marzo 20012.


MOCHI

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IMP. CALENDARIO

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Gli eventi DEL MESE

58 aprile

12 15

12 15

12 15

Sanya, Hainan P.R., China www.hainanrendezvous.com

Antibes www.antibesyachtshow.com

Singapore www.boat-asia.com

Praga, Repubblica Ceca www.lodenavode.cz

12 18

13

–

HAINAN RENDEZ-VOUS

aprile

–

ANTIBES YACHT SHOW

aprile

–

BOAT ASIA

aprile

–

APL BOATS ON THE WATER

13 15

SALONE DI VENEZIA

OTTAWA COTTAGE SHOW

13 22

Rio de Janeiro, Brasile www.boatshow.com.br

Parco San Giuliano, Venezia www.festivaldelmare.com

Ottawa (Ontario), Canada www.caneastshows.com

Buenos Aires, Argentina www.cacel.com.ar

17 22 aprile

19 22 19 22 19 22

Spalato, Croazia www.croatiaboatshow.com

Victoria, Canada, www.bcyba.com

aprile

–

RIO BOAT SHOW

–

CROATIA BOAT SHOW

– 15/20 22 aprile

aprile

–

VICTORIA HARBOUR FLOATING BOAT SHOW

aprile

aprile

–

–

TEXAS BOAT SHOW

Corpus Chrisiti (Texas), Usa www.texasinternationalboatshow.com

aprile

–

ARGENTINA BOAT SHOW

aprile

–

CHINA (SHANGHAI) BOAT SHOW Shanghai, Cina www.boatshowchina.com


IMP. CALENDARIO

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20 22 20 22 aprile

–

–

aprile

LAKE HAVASU BOAT SHOW

SOUTHEAST US BOAT SHOW

Lake Havasu City (California), Usa www.lakehavasuboatshow.com

21

Jacksonville (Florida), Usa southeastusboatshow.com

24

aprile 22 maggio

aprile 1 maggio

SNIM

ORILLIA PERCH FESTIVAL Orillia (Ontario), Canada www.orillia.com

Salone nautico di Puglia, Brindisi www.salonenauticopuglia.it

26 29 28 29 aprile

–

aprile

–

YARE

LUPO DI MARE

Yachting after sales & refit exhibition, Viareggio (LU), www.yarexhibition.com

Cantieri Navali Sciallino, due giorni per visitare e provare le barche del cantiere (prova su prenotazione), Marina di Loano (SV) www.sciallino.it

14 22 –

aprile

Nauticsud

È la fiera del pronto barca e offre la possibilità di effettuare le prove in mare. Alla Mostra d’Oltremare ci sono oltre 47.000 metri quadri di superficie espositiva, tra aree coperte e scoperte, mentre al Marina Nauticsud di Mergellina sono 720.000 i metri quadri a disposizione dell’evento e dei test. «Sole e brezza marina all’ombra del Vesuvio sono le leve strategiche su cui Nauticsud deve puntare», dichiara Cataldo Aprea, patron del prestigioso brand campano Apreamare. Sulla stessa lunghezza d’onda sono gli organizzatori, che concepiscono il Salone nell’ottica dei diportisti. Sul turismo nautico puntano la giunta regionale, presieduta da Stefano Caldoro, e Lino Ferrara, presidente dell’Unad. Come ogni anno non mancheranno convegni, seminari e workshop per discutere e confrontarsi sullo stato della nautica e del diporto, con una particolare attenzione allo sviluppo portuale. www.nauticsud.com


DE SIMONI

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CINA

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IMP. SOCCOL

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Personaggi ANTONIO SOCCOL

Il migliore Una perdita dolorosa per il giornalismo nautico italiano, Antonio Soccol ha lasciato un grande vuoto in tutti noi di Franco Michienzi

Antonio se ne è andato in punta di piedi, senza clamore, nello spirito dell’uomo che è sempre stato. Lui schivo, a tratti rigido, con un carattere apparentemente difficile. Un uomo di grande cuore, generoso e sempre pronto ad aiutare un amico in difficoltà. Per me è stato un maestro di giornalismo e di vita, mi ha insegnato il coraggio di un mestiere difficile. Il mestiere della coerenza e della verità, dove non c’è spazio per i compromessi che non accettava mai. Molti di voi mi chiedevano di Antonio, dei suoi articoli, ma lui non voleva rendere nota la sua malattia. Nelle sue ultime parole c’era, per altro, anche la richiesta garbata di non piangere per la sua scomparsa. Non voleva lacrime e preghiere. Purtroppo non possiamo accontentarlo, la tristezza infinita per la perdita di quello che certamente è stato il più grande di tutti i giornalisti nautici italiani è immensa. Con una cultu ra sconfinata, geniale e istintivo , trasformava un pezzo banale in una pagina di letteratura moderna. Lavoratore infaticabile, non era mai sazio, non si accontentava mai, voleva sempre il meglio da sé e dagli altri. Ha fondato riviste che hanno segnato la storia dell’editoria del mare come Sesto Continente e No Limits World, ne ha dirette 22, tra cui Mondo Sommerso e Aqva, ha scritto migliaia di articoli sui temi più disparati. Scrittore, saggista, filosofo e autore illuminato, aveva uno stile inconfondibile, diretto, senza perifrasi e giri di parole inutili, il suo linguaggio era accattivante, coinvolgente e colto. Non potremo mai emularlo, potremo solo ispirarci, guardarlo come si guarda un faro nella notte oscura. Abbiamo pregato e preghiamo per lui perché la sua bella anima possa riposare in pace. Essergli amico era un privilegio che non concedeva a tutti, condivideva il suo sapere con grande generosità per aiutarti a crescere. Nato a Venezia nel 1940, nel prossimo mese di giugno avrebbe compiuto 72 anni. Grazie Antonio , anche a nome di tutti i lettori di Barche che ti hanno amato in questi anni. 16


SNO

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RIO

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RIO

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IMP. POSTA

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La posta DEI LETTORI

Barcheeambiente Gent.mo direttore, le scrivo per complimentarmi, oltre che per il meraviglioso lavoro che ormai da tempo svolge per la sua rivista, anche per l’ottimo intervento che ho avuto il piacere di ascoltare sulla web Radio Rmc Marine che seguo insieme ai miei colleghi in studio. Come sostengo ormai da molto tempo, il futuro della motonautica da diporto non è nella ricerca di un nuovo modo di andar per mare più eco-sostenibile, non è – come propinatoci da tempo da progettisti e cantieri “verdi” – la via dell’ibrido o dell’elettrico (ben meno sostenibili in fase di smaltimento dei residui), bensì, come spesso sostenuto in alcuni miei interventi sul blog altomareblu.com (che lei conosce bene) e come sostenuto anche dal compianto amico Antonio Soccol, la ricerca di nuove forme, sistemi propulsivi e di motori che inqunino meno. Sono convinto che purtroppo fino a quando le tecnologie legate a carburanti alternativi non saranno completamente patrimonio culturale e tecnologico di tutti, l’unica via sia quella di risparmiare sui “costi” in termini di efficienza del sistema propulsivo e di resistenza, idroaero-dinamica, delle costruzioni al fine non di non inquinare, bensì di inquinare il meno possibile. Mi trovo quindi perfettamente in accordo con quanto da lei sostenuto nel contenuto del suo intervento che ancora una volta denota una critica attenta e libera da condizionamenti di mercato rispetto a quanto si sente di solito in giro. Cordiali saluti Francesco Fiorentino (yacht designer)

Caro direttore, seguo sempre i suoi editoriali con i quali mi trovo assolutamente d’accor do, almeno su quelli che trattano la materia specifica della mia attività. Bravo, continui così anche con le schede tecniche delle imbarcazioni, alle quali mi permetterei di dare solo un piccolo suggerimento (se i costruttori si dichiarassero d’accordo): la citazione di due dati, che nelle riviste americane sono quasi sempre riportati, cioè riduzione di giri dal motore all’elica e passo della stessa elica (il diametro non è importante ai fini dell’analisi del prodotto). Questi due ulteriori elementi che si aggiungerebbero a quelli, pur minuziosi, che già pubblicate, servirebbero a completare la “fotografia” tecnico/funzionale dell’imbarcazione esaminata. Ma credo che troverà qualche resistenza. La vostra rivista è sempre stata sensibile alla problematica legata all’ambiente e alle ripercussioni che vi esercita la nautica a motore e che creano talvolta qualche piccolo problema alla natura e al quieto vivere dell’uomo. Si tratta solitamente d’inquinamento acustico e atmosferico. È vero che le aziende impegnate nella progettazione e costruzione di motori marini hanno apportato, nel corso degli anni, continue migliorie in questo senso, ma l’altrettanto continua ricerca di prestazioni sempre maggiori da parte dell’utente tende a vanificare leggermente questo lodevole sforzo “ambientalista”. Anche i persistenti aumen-

Scrivete alla Redazione di Barche Cari lettori, se vorrete esporci i vostri dubbi e problemi, o anche raccontarci le vostre gioie ed emozioni legate all’andar per mare, la passione che ci lega, saremo lieti di rispondervi e di confrontarci con voi. Consultate i nostri esperti scrivendo a: FRANCO MICHIENZI, direttore, f.michienzi@barcheisp.it REDAZIONE BARCHE, redazione@barcheisp.it ALBERTO AGNELLI, avvocato, agnelli@quagliarella.com EMANUELE PASTORI, xkpastori@virgilio.it FRANCESCO POPIA, ingegnere navale, francesco.popia@barcheisp.it DECIO CARUGATI, decioc@libero.it ROMANO LESS, r.less@alice.it GIANFRANCO MEGGIORIN, g.meggiorin@navimeteo.it

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ti del prezzo dei carburanti spingono, o dovrebbero farlo, a ricercare soluzioni innovative ad hoc. A queste ovvie considerazioni ne va aggiunta un’altra, che di lodevole non ha molto ma che è ben nota a tutti i costruttori e rivenditori di barche a motore: l’esibizione, da parte di questo o di quell’armatore, del numero di cavalli disponibile in sala macchine. Spesso e volentieri lo si fa per impressionare l’amico o il vicino di banchina con la minaccia che la propria imbarcazione è in grado, volendo, di battere la sua, oltre a quella di tanti altri, anche se poi è tutto da dimostrare… ma comunque il dirlo fa una certa impressione e se non altro fa sentire potente, più che l’imbarcazione, il suo armatore. Da oltre 40 anni a questa parte progetto imbarcazioni a motore (per alcuni decenni le ho anche costruite io stesso in un cantiere/laboratorio artigianale di ricerca e sperimentazione), sempre con una gran voglia di fare barche più veloci e sicure dei miei colleghi/competitori; ma con un target diverso dai principi visti sopra, ossia “velocità superiori” non solo attraverso motorizzazioni più potenti (sono anche stato spesso criticato per questo), bensì migliorando l’efficienza delle carene in modo così determinante da contenere più possibile il numero di cavalli da installare (un po’ quel che fece Davide con Golia, se mi si perdona l’accostamento). Attraverso una lunga esperienza di osservazione, studio, uso e allestimento di molte decine di oneoff (quelli che prima si chiamavano prototipi), sono arrivato all’ideazione – a vederla sembra molto semplice – della carena a V Psp System, che non ha paragoni con nessun’altra carena a V al mondo. Prima di commercializzarne lo sfruttamento, tale design di carena è stato collaudato anche in competizioni offshore su decine di barche che di corsaiolo avevano solo le prestazioni, ma che in realtà erano daycruiser da diporto omologati Rina, usati durante la settimana dai suoi proprietari per andare a fare il bagno con la famiglia. Chi l’ha provato sa di cosa sto parlando. Sono cioè riuscito, e lo dico con un certo orgoglio, ad assicurare le stesse prestazioni a un’imbarcazione dotata di un terzo in meno della potenza altrimenti installata a bordo; il tutto con lo stesso dislocamento e, quindi, lo stesso rapporto peso/potenza di quella dotata di carena a V tradizionale. (continua a p. 22)


LAND ROVER

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IMP. POSTA

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La posta DEI LETTORI

(segue da p. 20) Ovviamente i vantaggi sono sotto gli occhi di tutti ma mi limito, in questa sede, a elencarne un paio tout-court: minor consumo, fino al 40%, alla stessa velocità, e quindi maggior autonomia fino a oltre il 70%. Tradotto in parole povere, minor costo di gestione e minor inquinamento ambientale in tutti i sensi (un motore da 200 cv inquina sicuramente meno di uno da 300). Chi è invece amante della velocità, a pari motorizzazione di quella che trova ora installata nella sua imbarcazione, può incrementarne le prestazioni fino al 30%! Se a queste considerazioni aggiungiamo anche la maggior sicurezza offerta all’utente da questa innovativa carena e la maggior robustezza che la sua costruzione garantisce allo scafo che l’ha adottata, appare evidente che non vi sia alcuna controindicazione o effetto collaterale negativo (come si dice per i medicinali) che ne ostacoli l’adozione. Tutt’altro! Maggiori dettagli sia sulla sua descrizione che sulla tecnologia che vi è a monte del Pdp System si possono trovare sul nostro sito (www.pdpsystem.com). Ricordiamo che questo va progettato già all’origine dal nostro studio per poterne ottimizzare l’adozione su questo o quello scafo planante, possibilmente già in fase di progettazione e costruzione dello stesso stampo che crea l’opera viva: si tratta infatti di un prodotto non teorico ma realizzato e ampiamente collaudato. Spero, con queste righe, di aver dato un contributo tangibile alle tante domande che spesso la vostra rivista ospita a firma di suoi appassionati lettori e di miei colleghi progettisti (che spesso sembrano concentrarsi più sull’opera morta e sugli interni che sull’opera viva). Queste domande sono quasi sempre relative ai consumi e ai costi di esercizio, oltre a quelli d’acquisto, delle loro barche a motore nella speranza, d’ora in poi realizzabile, di poterli ridurre o contenere. Complimentandomi ancora per la vostra bellissima rivista, vi ringrazio per l’attenzione e disponibilità, Riccardo Mambretti Francesco Fiorentino e Riccardo Mambretti sottolineano l’importanza dell’efficienza per ottenere un risparmio di consumo di combustibile come fonte di energia alternativa, una tesi che portiamo avanti da tempo, valida per l’oggi. Tuttavia, la ricerca su tutti gli altri aspetti, dalle nuove batterie al solare, passando per l’idrogeno, è di vitale importanza per uno sviluppo futuro. Sposare un’unica strada è un errore, ma se mettiamo insieme i piccoli risultati nei vari campi otterremo barche sempre più efficienti. Franco Michienzi

Egregio direttore, sono un grande appassionato di nautica fin da piccolo e seguo con grande interesse la sua rivista ogni mese, inizialmente da acquirente sporadico e ora da abbonato incallito. La volevo ringraziare per tutto quello che fa e che scrive. So che oggi dire la verità comporta avere solo problemi, in quanto per qualunque cosa si viene citati in tribunale, anche da persone che ne hanno combinate di ogni genere. La mia mail, oltre che per complimentarmi per la qualità di tutta la rivista, è per pregarla di continuare a svolgere il suo lavoro come ha sempre fatto e senza farsi intimorire. Noi lettori siamo sempre con lei! Andrea


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News ECONOMIA

I timori della tassa Il professor Renato Mannheimer ha presentato l’indagine nazionale sull’incidenza della tassa sull’economia del mare. Obiettivo: indagare l’impatto della manovra governativa e le sue conseguenze, con alcune

Opinioni sull’introduzione della tassa Sono d’accordo con entrambe le posizioni 3%

proposte di azioni correttive, già adottate dal testo approvato al Senato

Non sono d’accordo con entrambe le posizioni 4%

di Diana Merlino

Forte apprensione. È questo lo stato d’animo degli operatori del settore che emerge dall’analisi commissionata da Unioncamere Lazio a Ispo (Isti-

2. Causerà effetti negativi limitati contribuendo a risanare le casse dello stato 34%

tuto per gli studi sulla pubblica opinione) di Renato Mannheimer. Sono state intervistate le figure al

maggiori timori

Esprimono le imprese che si occupano di servizio di noleggio/vendita al dettaglio, mentre sono meno preoccupate le

vertice di imprese italiane del comparto nautico, appartenenti sia al settore industriale che al commercio, ai servizi e al turismo. Dal sondaggio è emerso che il 58% degli intervistati ritiene che la tassa colpirà negativamente il diporto, già provato dalla crisi

marittime.

Le conseguenze prospettate 17% 83% Un calo del diportismo con conseguenze negative sulle attività industriali, commerciali e turistiche collegate.

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Un cospicuo incremento del gettito fiscale utile a ridurre la spesa pubblica.

23% 76%

nel nord-est (88%) e per le aziende >9 addetti (84%)

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7

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45% Nel centro (76%)

2

Molto

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La fuga dei diportisti italiani verso i porti di Croazia, Francia o altri Paesi dove non è presente una tassa analoga.

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21

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Abbastanza

1. Provocherà dei danni all’economia del mare 58%

Poco

Per nulla

agenzie

economica, mentre il 76% pensa che causerà la fuga dei diportisti italiani all’estero con conseguenze negative sulle attività correlate. Tuttavia, però, la maggioranza del campione (il 53%) riconosce che in un contesto così difficoltoso, come quello in cui versa il nostro Paese, la manovra governativa è stata utile per ridurre la spesa pubblica. Quasi tutti concordano sulla necessità di apportare delle misure correttive: l’80% sollecita una riduzione delle aliquote in base all’anzianità della barca, una percentuale analoga chiede di affiancare alla tassa misure di sostegno per il diporto e il 67% vorrebbe sostituire questa tassa con una sulla proprietà. A fronte di queste correzioni, il 36% delle imprese riterrebbe la nuova tassa utile (ma non necessaria) e il 15% utile e necessaria; il restante 49% però continuerebbe a esprimere parere negativo, considerandola inutile e dannosa. Dichiara Mannheimer: «L’economia del mare sta rispondendo in maniera disomogenea: alcune aziende stanno reagendo bene ma altre non sopravvivranno alla crisi e il 76% condivide questa affermazione». Regna comunque un generale pessimismo, visto che alla domanda se l’economia del mare sta dimostrando capacità di crescita solo il 17% risponde di sì. Analogamente, l’82% ritiene che il comparto non uscirà rafforzato da questa crisi economica. «Solo 1 su 5 è ottimista per il futuro e, anche se le prospettive da un punto di vista scientifico non sono buone, sostengo questo 20%: ai periodi di crisi bisogna reagire con innovazione e atteggiamento fiducioso».


PRINCESS V62

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IMP. NEWS ECONOMIA varie

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News ECONOMIA

B Baglietto A seguito delle recenti comunicazioni di Rodriguez Group, il cantiere navale Baglietto vuole evidenziare che l’accordo di esclusiva mondiale comunicato dal Gruppo francese durante l’ultimo Salone di Miami riguarda esclusivamente il cantiere navale Cerri, facente parte del Gruppo Baglietto, capitanato dall’industriale piemontese Beniamino Gavio. Si precisa che sotto la denominazione “Gruppo Baglietto” all’interno del Gruppo Gavio si ritrovano sia l’omonimo cantiere, di cui è stato firmato recentemente l’atto finale di acquisto, sia Cerri, produttore di imbarcazioni performanti in composito. Nessuna esclusiva pertanto per Baglietto: il marchio del “Gabbiano” ha recentemente annunciato l’avvio di un piano di rilancio volto a rinnovare le strutture operative per nuove produzioni e refitting e sviluppare prodotti in continuità con il passato ma rispondenti alle richieste del mercato di oggi. 28

a cura di Diana Merlino

Emendamento Grillo-Cutrufo L’emendamento contenente le istanze del settore nautico è stato approvato e le norme prevedono ulteriori misure di sviluppo: trasformazione dell’attuale imposta da

tassa di stazionamento a tassa di possesso sul bene e da tassa giornaliera ad annuale ed estensione di quella di stazionamento a tutti i possessori italiani di imbarcazioni, anche se con bandiera estera. E ancora, rimodulazione degli importi dell’imposta per renderli meno impattanti per il comparto, esclusione della tassazione sulle unità di proprietà degli

Nauticzone Il gruppo di sviluppo dell’incubatore di Area Science Park, Innovation Factory (Trieste) ha incrociato i dati di diverse fonti ufficiali, creando una fotografia delle potenzialità e delle criticità del settore della nautica da diporto. Secondo un’indagine della Confederazione nazionale dell’artigianato e della pmi (Cna) soltanto l’8,5% prevede di tornare ai livelli di redditività del periodo pre-crisi (antecedente il 2008) nei prossimi 3-5 anni. Il 73%, invece, è pessimista. C’è da dire comunque che il 43% del campione dichiara di non aver subito significativi cali di fatturato negli ultimi quattro anni. L’Italia risulta essere il quarto Paese europeo per numero di unità da diporto ma i posti barca sono insufficienti e molto inferiori rispetto a Francia, Spagna e Tur-

stranieri, per i natanti e per le unità delle imprese di noleggio e locazione. Un’ulteriore norma agevola la permanenza delle grandi unità di stranieri nelle nostre acque, non richiedendo più l’assunzione della bandiera italiana e riallineando la nostra normativa a quella francese. Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, ha dichiarato: «Pur perdurando un contesto economico assai difficile, questi interventi rappresentano

un’iniezione di fiducia in quanto sanciscono un riconoscimento da parte del Governo dell’importanza dell’industria nautica e del contributo che può dare al Paese».

chia. La carenza di infrastrutture sommata a elevati canoni di concessione demaniale fa aumentare il costo medio annuale degli ormeggi, molto più onerosi rispetto a Paesi come Croazia e Turchia. Una serie di rilevazioni interessanti emerge dal settore del charter nautico, dove persiste una fascia di mercato cosiddetto abusivo a scapito degli operatori regolari, già condizionati da un calo di introiti del 36%. «La nautica – sottolinea Nauticzone – può essere alla portata di tutti gli amanti del mare, soprattutto attraverso il charter. Sarebbe utile offrire servizi in cui al noleggio di una barca si affianchi la proposta di un volo verso il porto di partenza o altre soluzioni utili al turista. Nel contempo andrebbero adeguate le norme relative agli operatori del settore».

Riviera Il cantiere australiano ha raggiunto il record di vendite in sei mesi siglando contratti per 12 nuove imbarcazioni e totalizzando 13,9 milioni di dollari australiani nel mese di febbraio. Secondo il direttore del marchio e della comunicazione, Stephen Milne, è un risultato sorpren-

dente e un segnale che il mercato del lusso sta riprendendosi in Australia e negli Stati Uniti, visto che il Miami boat show è stato proprio il luogo dove si sono concluse varie trattative per Riviera. Le 12 barche vendute in febbraio sono destinate a clienti australiani, americani e latinoamericani.

Suzuki Suzuki Motor Corporation ha reso pubblici i risultati economici consolidati del terzo trimestre del corrente esercizio sociale che si chiude al 31 marzo 2012. Nel terzo trimestre (dal 1° ottobre al 31 dicembre 2011), il risultato operativo consolidato ha registrato un calo rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato dei primi nove mesi dell’esercizio sociale è diminuito di 129,7 miliardi di yen (6,7%) rispetto al pari periodo dell’esercizio precedente, consuntivando 1.798 miliardi di yen. Le vendite del settore marine (e di altre attività escluso moto e auto) ammontano a 35 miliardi di yen e registrano un aumento del 4,6% (+1,5 miliardi di yen), mentre l’utile operativo consolidato ha subito una diminuzione dell’8,1% (400 milioni di yen) per un totale di 4,7 miliardi di yen. Per quanto riguarda i risultati operativi generali per aree geografiche, il Nord America ritorna alla redditività dalla sua perdita di 2,5 miliardi di yen con un utile operativo di 300 milioni di yen nello stesso periodo dell’esercizio precedente.


ATLANTIS

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SALPA

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Dall’Italia e DAL MONDO

a cura di Laura Biazzi

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Festival de la Plaisance di Cannes

Asta di yacht Cambi, casa d’aste di Genova, organizza per il 21 maggio un’asta di yacht. Il sistema è ampiamente in uso negli Stati Uniti e, per ora, poco diffuso in Europa. Cambi lo aveva già sperimentato con successo nel 2010 limitatamente alle barche d’epoca; ora invece si rivolge anche a imbarcazioni e yacht di ultima generazione. Si tratta di una nuova risorsa anche per le case di brokeraggio tradizionale, e non un concorrente. Le imbarcazioni e gli yacht sono venduti nello stato in cui si trovano al momento della accettazione (“as is, where is”). Per questo l’asta sarà preceduta da alcuni giorni dedicati alle ispezioni, per consentire ai potenziali acquirenti l’opportunità di verificare l’imbarcazione prima dell’offerta. Inoltre Cambi ha stipulato un accordo di collaborazione con un pool di esperti professionisti del settore – come Corrado di Majo, Alessandro Mazzoni, Aloisa Moncada di Paternò e Roberto Franzoni – e con l’ente di certificazione Bureau Veritas. 32

Il Salone si terrà dall’11 al 16 settembre al Vieux Port e al Port Pierre Canto e quest’anno festeggia i suoi 35 anni. Per l’occasione, la grafica visiva del Festival evolve, mantenendo al contempo il dna proprio al Salone e consoli-

dando la sua specificità: si fa “scrigno” dei gioielli marini esposti. Nell’edizione precedente hanno partecipato circa 54.000 visitatori, con 583 imbarcazioni in acqua, 173 novità, 181 scafi di oltre 20 metri e 425 espositori su 80.000 mq netti di superficie espositiva.

Premio al Salone di Barcellona Il sindaco della città spagnola, Xavier Trias, ha consegnato la medaglia d’oro per merito sportivo alla manifestazione nautica di Barcellona. Si tratta del più grande riconoscimento che l’amministrazione municipale dà agli individui o alle organizzazioni che attraverso il loro lavoro hanno dato un contributo notevole alla vita sociale ed economica della città. Ha ritirato il premio. Luis Conde, presidente del Salone nautico.

Beirut boat show Bureau Veritas Arno XI A maggio, presso RM Auctions a Monaco, si volgerà l’asta per la celebre Arno XI disegnata da Achille Castoldi. Costruita nel 1953 in legno e alluminio dai Cantieri Timossi di Azzano, sul lago di Como, montava un motore Ferrari 375 V-12, direttamente derivato d quello delle vetture di Formula 1 dei due anni precedenti. Il 15 ottobre dello stesso anno, con questa barca Castoldi fissò il record mondiale di velocità sul chilometro lanciato a 241,71 chilometri orari e il record nelle 24 miglia nautiche con una velocità media di 164,37 chilometri orari.

Fano yacht festival Giunto alla sua 8a edizione, il Salone nautico dell’Adriatico organizzato da AdriaticFestival ritorna dal 10 al 13 maggio nella cornice di Marina dei Cesari, a Fano. Fra le novità dell’anno si rafforzano, ampliandosi, alcune aree tematiche inaugurate nelle ultime edizioni: il mondo della

Blue Economy e della sostenibilità etico-ambientale, imbarcazioni a vela, nautica da pesca, sia sportiva che commerciale e accessoristica. Punto di forza sono senza dubbio le prove in mare per valutare le performance delle imbarcazioni direttamente in acqua e per trasformare il visitatore da spettatore a protagonista dell’evento.

Ice segnala la manifestazione fieristica che si terrà a Beirut dal 16 al 20 maggio 2012, alla luce sia dell’importante presenza italiana alla fiera nell’edizione del 2011, sia delle opportunità offerte dal mercato libanese, piattaforma commerciale per l’area del Medio Oriente. Il Salone si terrà presso il Marina di Beirut (circa 20 km a nord della città) e, in particolare, ci sarà una nuova sezione creata per questa edizione e dedicata agli articoli di lusso e “lifestyle”, con un ventaglio dei più prestigiosi marchi internazionali conosciuti.

L’ente di certificazione ha presentato un nuovo set di classificazione per yacht e megayacht costruiti in acciaio, alluminio o in composito. L’insieme delle norme si chiama NR500 DT R01E. Una parte di queste regole riguarda in particolare le imbarcazioni grandi ma non superiori ai 100 metri, che possono trasportare più di 12 persone in accordo con la normativa Solas e usate per il charter. In questo caso si prendono in considerazione stabilità, emergenza, elettricità, materiali, compositi utilizzati, equipaggiamento per la sicurezza.

1001Vela cup Al convegno “Nautica, formazione e ricerca”, svoltosi durante il Seatec, hanno partecipato alcuni tra i più qualificati atenei aderenti a 1001Vela Cup. La narrazione delle esperienze progettuali ha svelato una ricca attività di ricerca in campo nautico, svolta presso le facoltà di architettura e ingegneria dal 2005 a oggi. Un caloroso benvenuto è stato riservato, poi, anche a Luca Caruso, della facoltà di architettura dell’università di Palermo, che ha esposto il proprio progetto di skiff sul quale probabilmente regaterà a settembre assieme al neofita gruppo di lavoro.


FIART

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Dall’Italia e DAL MONDO

Midro 2012

Nassa boat show Dal 16 al 19 marzo, a Lugano, si è svolta la prima edizione di Nassa boat show, una manifestazione dedicata alle novità dei cantieri e dei rivenditori del territorio. La kermesse era suddivisa in 10 aree: imbarcazioni, accessori e attrezzature, sport acquatici, finanziamento, assicurazioni, cantieri e porti, abbigliamento, scuole, associazioni, istituzioni ed enti, modellismo. Il 17 e il 18, poi, si è svolto in concomitanza il Classic racers show, una dimostrazione di scafi da corsa d’epoca composta da 9 racer storici degli anni ’60.

Antibes yacht show Si svolge dal 12 al 15 aprile il Salone nautico di Antibes, dedicato al charter e al mondo dei broker, che quest’anno inaugura un’area per i seminari destinata al confronto tra operatori

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del settore e all’approfondimento delle tematiche attuali della nautica. Sono attese varie associazioni tra cui l’Iss (International superyaacht society), la Pya (Professional yachting association) e Myba (Mediterranean yacht brokers association).

Avvicendamento al comando generale CP Il forte Michelangelo sul porto di Civitavecchia ha fatto da degna cornice alla solenne cerimonia che ha visto l’Ammiraglio ispettore capo (CP) Marco Brusco passare il comando generale del corpo delle Capitanerie di porto all’Ammiraglio ispettore capo (CP) Pierluigi Cacioppo. Poche ma sentite parole di ringraziamento per il lavoro svolto e un augurio per il nuovo impegno ha espresso il ministro dello Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti Corrado Passera, accompagnato dal vicepresidente della Camera Antonio Leone. Il Capo di stato maggiore della Marina Amm. Branciforte ha ricordato i comuni valori ed elogiato l’impegno del corpo. Commosso e caloroso il saluto che l’Amm. Brusco ha voluto lasciare al personale del Corpo e alla sua città natale, Civitavecchia. I due ispettori, entrambi laureati in giurisprudenza, hanno percorso impegnative carriere con diverse esperienze di comando negli uffici marittimi più prestigiosi e nelle funzioni amministrative e di insegnamento. Una folta rappresentanza di autorità, alti ufficiali in servizio e a riposo, familiari e giornalisti ha seguito dalla tribuna lo svolgimento del protocollo formale, scandito dalla banda e illustrato dallo speaker ufficiale. Romano Less

Quarta tappa Volvo Ocean Race

Hiswa

È stato un finale molto intenso, quello vissuto ad Auckland per l’arrivo della quarta tappa della Volvo Ocean Race. Dopo la vittoria di Groupama, la lotta per gli altri gradini del podio è stata emozionante, con Puma che è riuscito a conquistare il secondo posto e un arrivo quasi al photofinish per Telefónica e Camper, che hanno concluso una battaglia durata tre settimane con solo 93 secondi di distacco. Gli spagnoli conservano la leadership nella classifica generale, i francesi salgono al secondo posto scalzando Camper. Migliaia di fan si sono dati appuntamento per dare il benvenuto alle barche in mare e altre migliaia hanno affollato il noto Viaduct Harbour di Auckland per seguire da vicino gli ultimi momenti di una tappa quanto mai appassionante, che ritorna nella capitale neozelandese dopo dieci anni di assenza ma che qui trova sempre un’accoglienza straordinaria.

Il centro nautico Hiswa di Amsterdam comincia a prendere forma per il Salone in acqua che si terrà dal 4 al 9 settembre. È stato realizzato il frangiflutti che permetterà anche la realizzazione del marina. «Siamo molto contenti che Hiswa sia approdato in questo punto della città, perché attrarrà molte

aziende nautiche in questo distretto e si creeranno nuovi posti di lavoro, oltre a dare un impulso notevole alla zona», ha dichiarato Rob Post, il presidente del consiglio distrettuale. Il frangiflutti ha una lunghezza di 600 metri e sarà sostenuto da 58 piloni su cui saranno anche posti i pontili.

La manifestazione si terrà dal 10 al 13 maggio all’Idroscalo di Milano e concilierà l’attenzione alla sostenibilità con la presentazione delle realtà imprenditoriali nautiche più interessanti del territorio lombardo. Parallelamente alla possibilità di provare le barche, si svolgeranno nel parco circostante eventi di settore e si esporranno prodotti inerenti il mondo della navigazione. «Anche quest’anno Midro si rivelerà capace di coniugare, nel migliore dei modi, la passione per la nautica e l’energia pulita», ha detto il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. All’Idroscalo faranno bella mostra di sé esemplari di natanti realizzati con sistemi alternativi di produzione/conservazione di energia e/o nuovi materiali sostenibili.

Big Blu L’ultima edizione del Salone di Roma ha visto 119 mila persone visitare i 10 padiglioni e ammirare le 690 imbarcazioni in mostra e gli stand dei 537 espositori che hanno ricoperto ben 112 mila mq. Più di 110 eventi hanno caratterizzato la manifestazione che ha visto, oltre ai momenti puramente espositivi, anche una serie di conferenze, approfondimenti e convegni. «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto. Nonostante il periodo di difficoltà del settore, Big Blu si conferma punto di riferimento non solo per il mondo della nautica ma anche per tutto quell’indotto che vive il mare sia come risorsa che come passione», ha commentato Mauro Mannocchi, presidente della Fiera di Roma.


dalla pietĂ

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Dall’Italia e DAL MONDO

Marina di Verbella

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Adriatic boat show

Viareggio Superyacht Vsy presenta il suo nuovo sito web www.vsy.it in lingua cinese. Gli utenti del Paese orientale, sempre più attratti dal mondo dello yachting e dallo stile made in Italy, hanno così la possibilità di scoprire la produzione del cantiere viareggino, a partire dal suo primo 62 metri, Candyscape II e dalla sua gemella RoMa. Non mancano anche i rendering delle altre imbarcazioni attualmente in costruzione: il 72 metri Stella Maris, in consegna per l’estate 2012, e il 64 metri Duchess of Tuscany II. La sezione News offre aggiornamenti periodici relativi al cantiere, agli eventi, alle attività e approfondimenti vari con un occhio di riguardo verso i temi ecologici.

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Si svolge a Sebenico (Croazia) dal 17 al 20 maggio presso Mandalina Marina ed è organizzato da Ncp (Nautical center prgin). È la prima volta che questa manifestazione si tiene nel mese di maggio, sono previsti 60 mila mq di area espositiva e sarà posta particolare attenzione al turismo nautico, promuovendo la regione con le destinazioni crocieristiche più importanti e dando risalto alle società di charter.

Absolute A Istanbul Negli 8 giorni di Salone erano presenti molti cantieri internazionali tra cui anche Absolute con tre delle sue novità per la stagione 2012: 40Sty con il suo ampio prendisole; 43Fly, l’imbarcazione più venduta in Europa; 53Sty con il pozzetto corredato di prendisole e divano a U. Il mercato turco è stabile e gli utenti nautici crescono soprattutto tra i giovani: nella prossima stagione molte imbarcazio-

ni Absolute navigheranno lungo la costa turca, tra cui anche due 70Sty. A Miami L’Absolute 64 Sty è stato esposto per la prima volta al Salone nautico internazionale di Miami. L’imbarcazione è stata realizzata per soddisfare le caratteristiche del mercato americano partendo dall’impiantistica in generale alle caratteristiche tecniche. Durante la fiera, inoltre, si sono concluse delle trattative che i dealer Absolute già avevano in corso da alcuni mesi. Il cantiere può vantare nella sua rete di vendita americana due importanti player del mercato: Strong’s Marine (New York) e Sundance (Florida).

Da dicembre 2011 è diventata legge l’obbligo di dotare tutte le unità da diporto natanti aventi motore/i dai 2,5 ai 10 m che navigano nelle acque di tutto il lago Maggiore dell’apposito “contrassegno”. Tale provvedimento è volto a incrementare la sicurezza della navigazione e il Marina di Verbella ricorda che per il rilascio è sufficiente compilare un modulo indicando i dati del detentore, dello scafo, del motore e luogo di stazionamento, allegare due fotografie del natante e pagare 30 euro circa. Anche le moto d’acqua di lunghezza superiore ai 2,5 m devono avere il contrassegno. La circolare della Provincia di Varese (Comando di Polizia) sancisce l’obbligo del possesso dei contrassegni e della relativa documentazione per i natanti di lunghezza superiore ai 2,5 m. Contrassegno “C” rilasciato per il Ceresio, contrassegno “V” rilasciato per il Verbano sponda lombarda, contrassegno P rilasciato per il Verbano sponda piemontese. Si rammenta che tutti i contrassegni “C”, “V”, “P” sono ritenuti validi per la navigazione nei due laghi indipendentemente dalla sede del loro rilascio. In Svizzera se si necessita oltre alla navigazione, anche lo stazionamento, si deve richiedere il contrassegno turistico “Z”.

Yanmar L’azienda produttrice di motori diesel festeggia i 100 anni di attività. Fondata in Giappone da Magokichi Yamaoka come rivenditrice di motori a benzina, si concentra sul mercato delle macchine agricole fino al 1921, quando viene adottato l’attuale brand Yanmar. Sono seguite innumerevoli innovazioni tecnologiche fino alla produzione del primo motore diesel del 1933.

Sessa Da marzo le strutture commerciali, marketing e amministrative di Sessa Marine hanno una nuova sede. Questa scelta permette di ottimizzare molti processi e unire le risorse con l’obbiettivo di accrescere la competitività dell’azienda e accelerare i tempi di reazione e risposta. Gli uffici di Vimercate sono chiusi definitivamente e tutte le funzioni aziendali sono riunite presso il seguente indirizzo: via Cortenuova 21/23, Cividate al Piano (BG), tel. 0363 976388.

Motore del 1933.

Oggi la società ha 15.000 dipendenti e una rete di vendita che opera in 130 Paesi di tutto il mondo. Per festeggiare, è in via di realizzazione un museo dedicato alla storia dell’azienda nella città natale del fondatore, Nagahama. In Europa Yanmar impiega 700 persone e ha un fatturato annuo di circa 800 milioni.


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Seaway La società slovena è stata fondata nel 1983 come J&J Design, studio di progettazione con alle spalle 250 modelli pensati per 48 cantieri in 19 Paesi del mondo. Le attuali gamme sono: Shipman carbon yachts, Greenline (barche con propulsione ibrida, 33’ e 40’) e Greenline Ocean Class (di misure maggiori, 70’). Da poco è stata lanciata l’ultima generazione della linea Shipman, sem-

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pre con scafi in carbonio con tecnologia ibrida e solare (che deriva dalla Greenline), batterie al litio, sistema propulsivo basato su motori diesel Mercury-Volkswagen e soluzioni Zf per ridurre le emissioni, ingegneria navale di Doug Peterson e Guillaume Verdier. Recente è anche il varo del numero 200 del Greenline 33, arricchito dal GreenPad, un’app per iPad specificatamente studiata per questa gamma.

Benetti Sail Division È in fase di allestimento finale il Bsd 98 Logica, lungo 30 metri e largo 7, caratterizzato da prua verticale, interni spaziosi, ampie finestrature continue, per offrire luminosità e vista panoramica al salone, e consumi ridotti. Interni ed esterni sono opera di Luca Brenta, mentre l’architettura navale è di Pierluigi Ausonio. Dispone di cinque cabine, ha un décor sobrio in cui predominano legno di noce canaletto per i pavimenti e di quercia per l’arredamento, marmi nei bagni e superfici a specchio che aumentano la luminosità.

Cgt Cat

Lectra

I motori Cat della Serie 3500, con potenze che vanno dai 578 ai 2.525 kW, sono progettati per le imbarcazioni da diporto dislocanti. Hanno manutenzione semplificata e costi ridotti di gestione. L’efficienza si esprime con bassi consumi, con un’altissima riserva di coppia che dà la possibilità di navigare anche con un solo motore, con il fatto di essere a controllo elettronico e in regola con le più restrittive normative in termini di emissioni inquinanti. La semplificazione della manutenzione è data dai “side access” che facilitano l’accesso al motore, dalle testate del motore che sono singole e dagli “overhall” effettuabili a bordo. Il Cat C32 Acert, invece, è uno dei cavalli di battaglia di Cgt. Motore diesel a 4 tempi, 12 cilindri a V (145 mm di alesaggio e 162 mm di corsa per una cilindrata totale di cc 32.100), è in grado di erogare una potenza di 1.925 cavalli a 2.300 rpm. È ideale sia per barche plananti che dislocanti e consente di raggiungere potenze elevate nonostante le sue ridotte dimensioni. La maggior parte dei rating del C32 Acert sono caratterizzati dalla modalità di impiego “Wide operating speed range”, che si traduce in una maggiore flessibilità di dimensionamento dell’elica, da 200 a 300 giri, e in un’ampia versatilità di impiego in funzione delle situazioni di carico della barca.

L’azienda opera nel settore delle soluzioni tecnologiche integrate per le imprese che utilizzano materiali morbidi (tessili, pelli, tessuti industriali e compositi) e ha ricevuto il riconoscimento di Greentec durante la fiera Seatec-Compotec. Obiettivo dell’iniziativa è individuare quei prodotti massimamente aderenti all’ecoso-

Volvo Penta Kåre Jonsson è stato nominato “Group senior specialist”, riconoscimento onora-

stenibilità: biodegradabili, ecosostenibili in misura superiore all’80%, costituiti da materiali riciclabili, con forte riduzione delle sostanze pericolose per la salute e l’ambiente, con packaging in prodotti riciclati. Lectra ha ottenuto il riconoscimento relativamente all’intera gamma di sistemi di taglio Vector, con consumo elettrico ed emissioni ridotti al minimo.

rio assegnato alle persone con capacità ed esperienza uniche nella specifica area di competenza presso il Gruppo Volvo. Jonsson è uno dei più esperti conoscitori delle trasmissioni propulsive e uno degli ingegneri che ha contribuito in modo significativo al posizionamento del marchio nel mondo. Giunto in azienda nel 1979 ha lavorato nell’ultimo periodo all’ottimizzazione degli Ips.

I compleanni di Riva Carlo Riva, classe 1922, ingegnere, nominato Pionere della nautica da Ucina nel 1988 e Personnalité de la mer da Alberto II di Monaco nel 2005, ha festeggiato i suoi 90 anni. Nato in una famiglia di costruttori nautici, animato fin dalla più giovane età da una passione sconfinata per le barche, negli anni ’50 ha trasformato il marchio in status symbol, grazie alla creazione di modelli come Ariston e Tritone, Sebino e Florida, fino all’Aquarama, presentato nel 1962. Proprio quest’ultimo, di cui si celebra quest’anno il 50° anniversario, ha rappresentato il trionfo della filosofia produttiva di Carlo Riva, divenendo il simbolo stesso del cantiere e del nome di Riva nel mondo. I festeggiamenti non si esauriscono con il compleanno di Carlo Riva e Aquarama: nel mese di giugno si festeggia il 170° anniversario del marchio per il quale sarà realizzato anche un sito web.


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Il cantiere rende noto che si sono verificate anomalie e sovrapposizioni nell’interpretazione del marchio DP e Dalla Pietà Yacht per quanto attinente le operazioni produttive, commerciali e promozionali e di garanzie in genere operate nel mondo nautico da persone e società non autorizzate. Al fine di ovviare a questo improprio uso e utilizzo

del nome e del marchio DP e Dalla Pietà Yacht, il cantiere informa che è l’unico autorizzato a gestire e utilizzare sia il nome che il brand stesso per le attività commerciali attinenti la nautica, la costruzione di nuove imbarcazioni, la promozione e la commercializzazione, coinvolgendo anche quelle che sono le garanzie, l’assistenza e le consulenze tecniche.

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Las Palmas

ISOLE di CAPO VERDE Boavista

Motomar International Durante il dealer meeting Sea Ray, che ha avuto luogo a Düsseldorf, a Motom a r International è stato riconosciuto il primato delle vendite nei mercati di Europa, Medio Oriente e Africa. Il riconoscimento è stato consegnato da Rob Parmentier, presidente del cantiere americano, a Giorgio Castelli, consigliere delegato della società italiana. «Questo premio ha un significato particolare – ha affermato Castelli (nella foto insieme al titolare Lorenzo De Cristofano) – non è il primo anno che Motomar raggiunge un importante risultato, ma esserci arrivati in un momento così difficile conferma che siamo un’azienda solida che ha saputo costruire negli anni un rapporto di fiducia con i propri clienti».

ISOLE CANARIE

Computer galeotto La cartina dell'“avventura atlantica” del DC10 Dellapasqua, pubblicata sul numero di marzo di Barche a pag. 140, era completamente sbagliata. Purtroppo il programma computerizzato per la realizzazione della mappa ha confuso Portorico dell’isola omonima dei Caraibi con quella più vicina delle isole Canarie. Ci scusiamo con i lettori, con il cantiere Dellapasqua e con gli armatori.

J Class La replica del famoso yacht J Class Rainbow che vinse l’America’s Cup nel 1934 è stata varata in Olanda presso il cantiere Hjb. La ricostruzione di questa imbarcazione di 40 metri, disegnata in origine da William Starling Burgess, sarà guidata da Chris Gongriep e dal suo team di semiprofessionisti. Gli interni ripropongono lo stile degli anni ’30 ma con comfort contemporanei per 8 ospiti.

Vismara marine L’azienda ha partecipato a un incontro sulla Green economy presso il Polo Tecnologico Lucchese per fare il punto sui princìpi che consentono di consumare e, soprattutto, progettare con “eco-rispetto”. Si è partiti dalle opportunità date dal fotovoltaico e dallo sviluppo di energie rinnovabili per passare

al tema sulla progettazione eco-sostenibile, dalla costruzione ai consumi, di edifici pubblici, case private, strutture ricettive e yacht con architetti, ingegneri, progettisti e imprenditori direttamente impegnati sul tema. Per Vismara Marine è intervenuto Alessandro Vismara con il tema “Costruire yacht basati sull’eco-rispetto”.

Ilver In occasione del Big Blu 2012 sono stati esposti alcuni dei modelli della gamma Ilver, dopo che il cantiere ha dedicato l’anno trascorso a un rinnovo societario e allo studio di nuove soluzioni sulle imbarcazioni. Gli scafi presentati per l’occasione sono: Scuba 50 Open con 2 Volvo

Penta D9-575, il Mirable 42 Open versione entrofuoribordo, con 2 Volvo Penta D6-330 e quello con 2 Volvo Penta D6-435 EB, il Thesi 34 con due motori Volvo Penta D4225. Le imbarcazioni sono prodotte interamente presso il cantiere di Adro (BS) e con la collaborazione di tutti i fornitori storici di Ilver.


AUSTIN PARKER

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IMP. NEWS VARIE

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Dall’Italia e DAL MONDO

Yamaha Porti aperti Per il terzo anno consecutivo Yamaha Motor Italia, in collaborazione con i suoi concessionari, presenta nei marina italiani l’iniziativa Porti Aperti 2012. Da marzo a giugno gli appassionati, i veterani e i neofiti potranno provare oltre alla gamma dei motori fuori-

bordo, le imbarcazioni e i gommoni dei Cantieri Capelli, le imbarcazioni Jeanneau e le moto d’acqua Waverunner. Si tratta di numerosi appuntamenti distribuiti lungo tutto il territorio nazionale e protagonista di questi eventi è il cliente finale. Il calendario completo è pubblicato sul sito www.yamaha-marine.it.

Oceanco

Revolver golf cup Dal 16 al 20 agosto Revolver 42 sarà a disposizione di chiunque voglia provarla in mare, presso una banchina dedicata nel vecchio marina di Porto Cervo. Inoltre tutti gli appassionati di golf sono invitati alla Revolver Golf Cup, formula Stabelford con premi per tutte le categorie che si disputerà il giorno 18 sul percorso del campo del Pevero. La giornata golfistica dei vincitori si concluderà con una cena “sull’acqua” al ristorante Il Pescatore ospiti di Revolver. Per informazioni: communications@revolverboats.com

Corporate Yachting Golf Cup Gruppo Ferretti A Mumbai Il Gruppo ha preso parte al Mumbai international boat show insieme al dealer locale Marine Solutions, presentando i brand Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Riva, Mochi Craft e Ferretti Custom Line. Nelle Americhe Al 24° Miami yacht and brokerage show era presente con 15 dei più recenti modelli e ha fatto il suo debutto per il mercato statunitense il restyling del Bertram 51’. L’impegno del Gruppo nell’espansione delle propria attivi-

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tà in Nord America è continuato con lo sviluppo di un network di uffici di rappresentanza e vendita in Florida, New England e in California. Ha inoltre sviluppato la propria rete di vendita e distribuzione in America Latina, dove è attualmente presente in sei mercati chiave: Brasile, Messico, Venezuela, Panama, Colombia e Repubblica Domenicana. Il Gruppo Ferretti prevede di lanciare nel corso della stagione estiva 2012 cinque novità per il mercato locale: Pershing 74’ e 82’, Riva Iseo, 63’ Virtus e 75’ Venere Super.

Altamira Srl organizza il 26 maggio la prima competizione riservata al mondo dello yachting: cantieri, porti turistici, aziende di servizi e accessori, editoria specializzata. L’evento ha luogo nella cornice del Versilia Golf Resort di Forte dei Marmi per condividere una giornata di sport, relax e diver-

timento. L’obiettivo è incentivare, motivare e fidelizzare i clienti invitandoli a un evento di golf dove poter associare un’immagine di stile al brand e creare opportunità di new business. Durante la giornata è possibile entrare in contatto con un numero di giocatori che va da 80 a 250, senza considerare accompagnatori e ospiti.

Arimar e Geonav Arimar divisione elettronica rafforza la sua offerta grazie alla partnership con Johnson Outdoors, diventando così distributore per l’Italia del marchio Geonav. L’obiettivo di Arimar è quello di offrire una gamma di prodotti sempre più ampia in grado di fornire un supporto completo alla propria clientela che spazia dalle piccole imbarcazioni ai superyacht, fino ad arrivare alle navi e alle imbarcazioni professionali. Geonav, produttore di articoli per la navigazione marina, permetterà ad Arimar di implementare il proprio catalogo attraverso i seguenti prodotti: strumenti multifunzione G10 da 10,4” Color, G12 da 12,1” Color, sensore gps, sensori radar 4 kW Radome, 4 kW open array per G10/G12, strumenti multifunzione Mid110, autopiloti Gsc110 con relativi accessori.

Il cantiere ha partecipato al Salone nautico di Dubai dove ha esposto numerosi modelli in scala dei propri yacht, dal più recente di 85 metri a quelli più celebri di 120 metri. Presenti anche le novità: il Remi Tessier di 92 metri e il modello disegnato interamente dal cantiere di 91,5 metri.

Baglietto Il cantiere annuncia un nuovo management per il piano di rilancio del marchio del “Gabbiano” nel mercato. Diego Michele Deprati è il nuovo amministratore delegato del Cantiere Navale Baglietto e al suo fianco, in qualità di direttore di produzione, c’è Angelo Giaccone . Deprati, classe ’63, ingegnere, dopo aver ricoperto ruoli di comando nella Marina militare ha maturato un’esperienza ultra ventennale nel gruppo Mondo fino alla nomina, nel 2001, di amministratore delegato di Mondomarine. Al suo fianco, da sempre compagno di avventura in Mondomarine, c’è Giaccone, 49 anni, con oltre 20 anni di esperienza come direttore di produzione.

Nella foto, Diego Deprati e Angelo Giaccone.


1_YAMAHA

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IMP. NEWS VARIE

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Dall’Italia e DAL MONDO

Gruppo Fipa

B

I cantieri del Gruppo puntano sul rinnovamento e l’innovazione, in particolare sull’attenzione all’ambiente (l’azienda è certificata Uni En Iso 14001:2004) e ai consumi. In primo luogo negli interni delle imbarcazioni sono stati introdotti materiali naturali per i rivestimenti e nella coibentazione. Successivamente si sono poi cercate soluzioni per le propulsioni, che abbattano i consumi, aumentando di gran lunga l’efficienza e il comfort di bordo. In quest’ottica il Gruppo sta sviluppando e studiando modelli a propulsione ibrida, una nuova linea per lo storico marchio Maiora.

Pavia-Venezia La leggendaria PaviaVenezia, la più lunga e antica competizione di motonautica del m o n d o organizzata da oltre settant’anni dall’Associazione Motonautica Pavia, è stata annullata. Per Enrico Beltramelli, presidente dell’Amp «le motivazioni sono da attribuire alla congiuntura economica nazionale, che si impone come fattore sfavorevole, così come all’ attesa delle decisioni che la Federazione Italiana Motonautica avrebbe dovuto prendere in merito alle richieste di modifica al regolamento della gara avanzate dal comitato organizzatore, ancora senza risposta». L’Associazione Motonautica Pavia confida di poter ripartire con il raid per l’ultima domenica di maggio 2013.

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Officine navali emiliane Luciano Calà è il fondatore e marketing manager di Officine navali emiliane Srl (One Yachts), un nuovo brand che ha come obiettivo la progettazione e la costruzione di yacht plananti in alluminio da 34 a 120 piedi. La società è a

DF40A Suzuki Suzuki offre l’opportunità di beneficiare delle prestazioni offerte dal DF40A a condizioni vantaggiose. A partire dal 1° aprile fino al 31 maggio, infatti, coloro che acquisteranno un nuovo motore fuoribordo DF40A potranno usufruire di un piano finanziario a Tasso 0 (Tan 0% e

Yacht Controller e Alea Insurance L’azienda che opera nel settore elettronico nautico e la società assicurativa presentano una proposta volta ai propri clienti che fa crescere i servizi agli armatori e la sicurezza di bordo. I prodotti Dual Band e Smart, con la loro versatilità e utilità, evitano costosi e fasti-

Castelfranco Emilia (MO) e si presenta sul mercato con un prodotto customizzato e tecnologico. Nel 2011 sono stati proposti due progetti, il 54’ e il 34’ (natante di 11,75 m) e l’intenzioni è di realizzarli entro il 2012 e portarne uno al Salone di Cannes.

Taeg 0%) con durata da 18 a 30 mesi per un importo massimo di 6.000 euro. Inoltre, sempre dal 1° aprile è possibile usufruire di un piano finanziario senza interessi, Tan 0% e Taeg massimo 5,10%, con durata da 18 sino a 30 mesi. La promozione è applicabile all’intera gamma di motori fuoribordo.

diosi sinistri in fase di ormeggio e Alea Insurance offre a chi non è ancora cliente YC la possibilità di avere uno sconto esclusivo sull’acquisto del radiocomando. Viceversa, YC offre uno sconto sulla polizza o consente di aderire a un’offerta specificatamente studiata da Alea Insurance per i clienti YC.

Bertam-Hatteras Shootout Il già annunciato 32° appuntamento della famosa gara di pesca organizzato da Bertram Yacht, Hatteras Yacht, Allied Marine e Marine Max, sarà riorganizzato dal 2013 come appuntamento biennale. Il comitato di Shootout riconosce lo sforzo e l’impegno associati al Big Game Fishing e le sfide per la creazione di un evento così significativo. Si è quindi ritenuto che era necessario dare tempo sufficiente per clienti, sponsor e partecipanti di prepararsi meglio e il fatto di svolgersi ogni due anni darà la possibilità a nuovi equipaggi di partecipare.

Marina d’Arechi A maggio saranno inaugurati i primi 400 posti barca del marina di Salerno che, a conclusione di tutti i lavori, disporrà di 370.000 mq di aree complessive, di cui 340.000 di specchio acqueo, 28 pontili, per circa 5.000 metri di ban-

chine destinate all’ormeggio e 1.000 posti barca da 10 a 100 metri, su fondali di 8 metri. Non mancheranno inoltre impianti e servizi portuali avanzati, grandi aree verdi, viali, parcheggi, eliporto, zone commerciali e spazi per l’intrattenimento.


MANO

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IMP. NEWS USA

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News dalle AMERICHE

a cura di Elisabetta Pianta

Marquis Yachts in Cina

La Fiu, Florida international university, ha accolto con grande entusiasmo un gruppo di studenti dell’università di Genova guidati dai professori Massimo Musio-Sale e Mario Ivan Zignego. La settimana di lavoro ha previsto visite al Miami boat show, un tour guidato a bordo della nave Carnival Glory e lo sviluppo del progetto di uno spazio a bordo della Oasis of the Seas di Royal Caribbean. Il rapporto di collaborazione tra i due poli universitari va avanti con un successo consolidato ormai da anni, con accordi di studio reciproci, workshop e programmi di sviluppo.

Il cantiere ha firmato un accordo con la più grande compagnia di Stato cinese, Poly Technologies, per la vendita e la distribuzione esclusiva di Marquis Yachts in Cina; la joint venture si chiamerà Poly Marquis Yacht Co. Ltd. Irwin L. Jacobs, presidente di Marquis, ha commentato l’accordo come uno dei successi maggiori nei 35 anni di storia dell’azienda e ha affermato che nei prossimi anni Poly Marquis Company aprirà uffici nel Serenity Marina e Yacht Club a Sanva, Cina, per barche tra i 42 e i 72 piedi.

B

Workshop Genova-Miami

Derektor e il “Chapter 11” Dopo essere uscita da soli quattro mesi dalla bancarotta, Derektor Shipyards ha firmato di nuovo il Chapter 11 della bancarotta assistita a Bridgeport, Connecticut; in Corte ha dichiarato più di 200 creditori con un passivo di circa 10

Azimut-Benetti Azimut Yachts ha annunciato che il commercio di barche solo nelle Americhe quest’anno è stato pari al 75% delle vendite totali del brand nella stagione 20102011; il Gruppo ha riportato ben 23 barche vendute al Miami Boat Show, incluso un Azimut 95’. Anche Atlantis ha segnato numeri positivi, grazie soprattutto all’accordo di distribuzione con Marine Max e al consolidamento della rete di dealer in centro e sud America. La divisione megayacht del Gruppo, composta dai brand Benetti e Azimut Grande, ha presentato due anteprime: Domani e Diamonds are forever. Proprio quest’ultimo, lungo 61 metri, era il più grande mai esposto a Miami. Per Azimut Grande era presente un 116’.

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Palmer Johnson Moran Yacht and Ship, società broker di Fort Lauderdale, ha annunciato che è stato firmato il contratto per lo yacht di 215 piedi chiamato Project Stimulus di Palmer Johnson e che il progetto creerà circa 500 posti di lavoro nel cantiere di Sturgeon

Bay, in Wisconsin; un riconoscimento particolare va attribuito a Timur Mohamed, businessman inglese, ex campione di cricket, che comprò PJ dalla bancarotta nel 2004 e che ha sempre creduto nella compagnia. Project Stimulus terrà il cantiere occupato fino al 2014.

milioni di dollari. Derektor ha precisato che l’operazione non coinvolgerà le sedi di New York e Florida. Il cantiere era già stato citato da un cliente per un debito di 12 milioni di dollari per la costruzione di Cakewalk V, il megayacht più grande prodotto negli Stati Uniti negli ultimi anni.

Brunswick Corporation Il Gruppo ha annunciato alcuni cambiamenti organizzativi interni per migliorare lo sviluppo del mercato nel settore nautico. Molti brand che per anni sono stati guidati, in Asia e in Europa, da Mercury Marine saranno ora gestiti direttamente da Brunswick Boat Group. Si tratta di Arvor, Quicksilver, Rayglass, Uttern e Valiant. Il presidente di Bbg, Andrew Graves dirigerà i brand a livello mondiale insieme a David O’Connel, presidente di Hatteras e Cabo Yachts.

Fountain firma per bancarotta

Calo di presenze ai Saloni invernali Il Progressive insurance Baltimore boat show e il Kansas City boat & sportshow hanno registrato rispettivamente un calo del 15% (con un picco del -60% la domenica) e del 9%; secondo la National marine manufacturers association (Nmma), espositori e cantieri rimangono comunque positivi circa l’andamento del mercato rispetto agli anni passati. Anche il Miami international boat show ha registrato un calo del 3% nonostante il clima mite e la concomitanza con il “long-weekend” del President day.

Fountain Powerboats, emersa già dalla bancarotta assistita nel 2010, ha firmato per la seconda volta in due anni il famigerato Chapter 11 (bankruptcy protection) con un debito dichiarato in corte di oltre 53,6 milioni di dollari al suo maggior creditore First Capital. Una sessione speciale della Corte della Carolina del nord ha esteso i termini della bancarotta anche alle altre compagnie del Gruppo: Baja, Donzi e Pro-Line.


BENETEAU

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IMP. DECIO

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Indagando TIPI e MODI

Amisurad’uomo

Antonio Citterio è un rappresentante di eccellenza dell’italian design, suoi oggetti sono presenti nella collezione permanente del MoMa di New York. Kinesis Personal è un caso senza precedenti, una vera e propria metamorfosi configurale dell’attrezzo ginnico di Decio G. R. Carugati

«Nelle mie intenzioni il progetto di architettura o di design deve essere sempre sotto controllo, definito in ogni sua parte. Non amo però il

un caso senza precedenti, quello di un oggetto destinato alla performance ginnica che accede al tempio del design per la casa. Citterio opera, infatti, una vera e propria metamorfosi configu-

dettaglio per il dettaglio, il particolare protagonista, che spicca su tutto il resto. Mi dà fastidio tutto quello che è over, che è super-disegnato; preferisco di gran lunga l’understatement del particolare, la non ostentazione del proprio virtuosismo. Non mi preoccupo che si veda il dettaglio, anche se i miei progetti sono iper-definiti in ogni loro parte. Preferisco un lavoro sulla tipologia alla ricerca formale». Con queste parole Antonio Citterio spiega i modi del suo approccio al processo progettuale. Esemplare in tal senso Kinesis Personal del 2006, per Technogym. Esposto per la prima volta al Salone del mobile di Milano dello stesso anno, fu all’epoca

Antonio Citterio 48

rale dell’attrezzo, da forma macchina a forma arredo, realizzando in essa una nuova identità tipologica della funzione rappresentata. Due unicità confluiscono e

determinano l’eccellenza della sintesi, il back-ground Technogym, leader mondiale nel wellness, e il design che ne interpreta l’assunto. Con Kinesis Personal lo spazio risulta valorizzato da modalità del tutto inedite, persino sorprendenti. È infatti oggetto di impiego universale, completo, esauriente; è altresì simbolo di status, esprime la sua identità esclusiva. All’impatto visivo e tattile non disvela il dettato degli apparati, quand’essi vengono celati, inscatolati nel carter a parete. Ben studiata, semplice e di facile utilizzo, posizionata sulla mezzaria del pannello frontale, l’interfaccia consente, con un solo gesto, di scegliere il carico di lavoro. E il gesto attiva un innovativo sistema

di forze che, grazie a un sofisticato brevetto, ottiene l’incremento di resistenza graduale, mantenendo, in fase d’uso, la massima fluidità e silenziosità di svolgimento. I bracci, monoscocca di alluminio microlucidata, due soprastanti e due sottostanti la spalliera costituita da staggi di rovere americano montati su struttura di acciaio inox lucidata fissata al pannello frontale, sono dotati ciascuno di tre pulegge rotanti, dove il cavo, passando, effettua il movimento di spinta e di rilascio. Maniglie trasparenti, piacevoli al tatto, sono altresì magnetiche, per l’accantonamento, in posizione di riposo, a ridosso delle pulegge rotanti. Conclude Citterio: «Kinesis Personal è un prodotto a misura d’uomo. È un desiderio che si realizza attraverso la consapevolezza del concetto di quality of life».

Si laurea in architettura al Politecnico di Milano e nel 1972 apre il suo studio iniziando a collaborare con Arclinea, B&B Italia, Boffi, Brionvega, Flexform, Flos, Inda, Kartell, T70, Valli & Valli, Vitra. Nel 1987 progetta edifici in Europa e Giappone insieme a Terry Dwan. Nello stesso anno viene assegnato il Compasso d’Oro al sistema di sedute Sity per B&B Italia. Docente presso la Domus Academy di Milano e l’università La Sapienza di Roma, nel 1999 fonda l’Antonio Citterio & Partners. Suoi oggetti sono presenti nella collezione permanente del MoMa di New York. Vive e lavora a Milano.


HONDA

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IMP. VICEM

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Progetti

Vicem 61 Bahama Bay Una barca che vuole unire la classicità di Vicem, con molto legno e atmosfere marine, alla tecnologia delle propulsioni Ips per raggiungere prestazioni di tutto rispetto. Il design esterno si distingue dalle altre barche del cantiere turco per un profilo più slanciato e il pozzetto interamente ricoperto. Gli interni sono molto luminosi, grazie all’ampia finestra laterale di forma ovale, e il layout è caratterizzato da una grande cabina master a centro barca, una ospiti a due letti e una vip. Sono arredati con molto mogano (khaya, ducia, wengé) e legno africano. Secondo modello di Vicem con il sistema Ips (dopo il 54 della stessa linea), il 61, in base alle previsioni del cantiere sarà una barca di facile manovrabilità, con prestazioni che si attesteranno tra i 20 e i 30 nodi.

LA SCHEDA COSTRUTTORE Vicem Yachts, Istanbul, Turchia DISTRIBUTORE ESCLUSIVO Vicem Yachts-Europe Antonio Caviglia Porto Mirabello, La Spezia (SP), tel. 0187 802450, a.caviglia@vicemyacht.com, www.vicemyacht.com PROGETTO Ufficio tecnico del cantiere (Hakki Koroglu, interni ed esterni) SCAFO Lunghezza ft m 18,50 • lunghezza m 17,25 • lunghezza al galleggiamento m 16,38 • larghezza m 5,06 • immersione m 1,30 • peso ton 29 • portata max 12 persone • riserva combustibile lt 2.400 • 2 motori Volvo Ips900 cv 700 • velocità max prevista 29 nodi • velocità di crociera prevista 24 nodi • autonomia prevista alla velocità di crociera 260 mn • certificazione Ce categoria B 50

Barracuda 27

LA SCHEDA

Questo runaboat carrellabile, ideale anche come tender, sarà varato la prossima estate ed è opera di Alberto Mancini, titolare dello studio Amyachtdesign. Rappresenta l’evoluzione – in dimensioni più compatte – del Barracuda 42 di cui riprende lo scafo dalle linee pulite con richiami vintage e al mondo velico. Il bimini top è a scomparsa mentre il design dei sedili guida e passeggero con fissaggio laterale permette maggior spazio calpestabile e un gioco di luce indiretta che illumina il paiolo del pozzetto. Il materiale della cuscineria esterna e la colorazione scafo saranno customizzabili. Sottocoperta c’è un letto doppio che, estendendosi fino al cielino, integra una chaise-longue dalla quale si può godere di un’ampia vetrata rialzata che filtra la luce esterna. L’arredamento interno si basa sull’abbinamento tra pelle trapuntata e teak. Ci sono anche un vano armadio con frigo bar e wc a scomparsa. È realizzato in composito avanzato con resina vinilestere. La carena è stata ottimizzata dallo studio di ingegneria Navalhead con le più evolute tecniche di fluidodinamica computazionale (Cfd) e testata presso i laboratori della vasca navale di Trieste. Le motorizzazioni proposte sono due: un Volvo Penta D4 di 300 cavalli oppure due Volvo Penta D3 di 220 cavalli.

COSTRUTTORE Barracuda Yachts, Assemini (CA), tel. 070 4510557, info@barracudayachts.com, www.barracudayachts.com PROGETTO Alberto Mancini • ufficio tecnico del cantiere • studio di ingegneria Navalhead e studio tecnico navale Biselli (carena) SCAFO Lunghezza ft m 8,20 • lunghezza al galleggiamento m 7,35 • larghezza m 2,50 • altezza max per il trasporto m 1,94 • cabina 1 • posti letto 2 • 1 motore Volvo Penta D4 cv 300 (velocità max prevista 40 nodi) oppure 2 motori Volvo Penta D3 cv 220 (velocità max prevista 44 nodi) • certificazione Ce categoria B


DE SIMONI

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RODMAN

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IMP. VISMARA 90

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Progetti

MY90Fast Explorer

Questo 27 metri è stato sviluppato in stretta collaborazione con l’armatore che voleva velocità e tenuta di mare in una navetta dislocante. Tra le peculiarità la prua

rovesciata tipica delle navi militari

Esteticamente questo 90’ di Vismara Marine si definisce per una

coperta libera con soluzioni come àncora a scomparsa sotto lo scafo, tambucci e oblò a filo coperta,

La propulsione è

sono due di 1.400

LA SCHEDA

composta da eliche

tonneggio retrattili a

cavalli ciascuno e si

intubate a sei pale

scomparsa e murata

stima una velocità

“high skew”, timoni

massima di 30 nodi e

laterali e braccetti

un’autonomia di 1.000

portaelica con profili

miglia nautiche a 25 nodi di crociera.

COSTRUTTORE Vismara Marine, Viareggio (LU), tel. 0584 371194, info@vismaramarine.it, www.vismaramarine.it PROGETTO Alessandro Vismara SCAFO Lunghezza ft m 27,5 • lunghezza scafo m 23,99 • larghezza m 7 • immersione m 1,2 • peso a vuoto kg 45.000 • peso a pieno carico kg 65.000 • velocità max stimata 30 nodi • velocità di crociera stimata a medio carico 26 nodi

bitte e verricelli di

senza corrimani.

Internamente è predisposta una zona alloggi per tre o quattro marinai, due locali servizio lavanderia e stivaggio con ingresso separato a poppa, due o quattro cabine ospiti e due vip. L’arredo prevede boiserie in teak naturale su pannelli in sandwich strutturali e, pertanto, molto leggera. 52

idrodinamici. I motori


TWIN

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IMP. IWANA 87m

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Progetti

Iwana 87m Il nuovo anno cinese del dragone ha ispirato questo progetto che richiama nelle linee e nel concept il simbolo della prosperità e dell’eenergia della mitica creatura astrologica dello zodiaco orientale Simile ai tetti panoramici di alcune automobili, una

L’armatore ha a

struttura in vetro ricopre l’intera tuga ed è dotata di un sistema a pannelli solari per integrare il

disposizione un intero

fabbisogno di energia a bordo. Tutti i vetri del

camera da letto, salone,

L’ispirazione per questo particolare viene dalle

sala da pranzo e ponte

branchie delle lucertole nei Paesi caldi.

superyacht, inoltre, si scuriscono e

L’illuminazione schiariscono a seconda delle a incasso ai bordi di necessità. scale e ponti regala effetti scenici molto .

suggestivi

ponte personale, con

esterno, mentre otto

sono le cabine doppie per gli ospiti.

Per estendere e massimizzare la poppa di Iwana,

lo scafo si apre in due, piegandosi verso il basso, e formando due piattaforme balneari laterali.

Sul ponte principale, nella zona relax a poppa, una

piscina offre una vista ininterrotta sul mare, mentre la Jacuzzi si trova sul ponte privato dei proprietari. Lo specchio di poppa e/o garage per il

tender può contenere un sommergibile oltre a numerosi water toy. LA SCHEDA PROGETTO Alex McDiarmid design, www.mcdiarmid-design.com SCAFO Lunghezza ft m 87 • larghezza m 15 • riserva carburante lt 280.000 • cabine ospiti 8 • posti letto 16 + 20 equipaggio • ponte privato armatoriale • autonomia stimata 6.900 mn a 14 nodi • velocità max stimata 18 nodi • 2 motori Mtu 20V 4000 M73L cv 4.830

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VULKAN

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IMP. BORN DESIGNER

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Eventi BORN DESIGNERS

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Courchevel, località sciistica sulle Alpi, ha accolto più di 20 designer internazionali che hanno presentato le loro ultime opere e discusso sul tema dell’Active luxury lifestyle per esplorare i nuovi confini del “transportation design”. A rappresentare l’Italia erano presenti Christian Grande e Lapo Elkann di Diana Merlino photo credit Born Designers 2012

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IMP. BORN DESIGNER

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IMP. BORN DESIGNER

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Eventi BORN DESIGNERS

Un evento che celebra la creatività al servizio del movimento oppure avanguardia tecnologica che si fa arte? La

Born Designers ha riunito insieme Arne Quinte, Lapo Elkann, Ora-Ïto, Laurens Van Den Acker, Christian Grande, Xavier Dixsaut, Jean-Michel Jarre, Christophe Pillet, Espen Oeino, Hicham Lahlou, Richard Mille, Yorgo Tloupas, Jean-Charles de Castelbajac, Rayson Tan, Jérôme Coste, L’Encrerie, Ramdane Touhami.

manifestazione è entrambe le cose e ha come obiettivo presentare al grande pubblico lo “style in motion” grazie ai progetti realizzati da alcuni tra i più importanti progettisti mondiali provenienti dai settori più disparati. La nautica non poteva mancare e in questo ambito spicca un nome tutto italiano: Christian Grande. Designer di Sessa Marine, Sanlorenzo e Sacs gommoni ha presentato il tender Sacs Abarth 695 Tributo Ferrari e la bicicletta Italia Veloce, espressioni dello stile nostrano e omaggi alla tradizione dell’artigianalità, tipica del made in Italy. A lui si affianca uno tra i più celebri nomi del settore: Espen Oeino (Norvegia), architetto navale e designer legato al cantiere turco Sunrise Yachts, che crea barche dai 50 ai 65 metri; in questo caso ha portato in esclusiva alcuni modellini dei suoi ultimi concept. Un terzo progetto legato alla nautica è quello di Iguana 29, uno scafo pensato dal duo Fristch & Durisotti, caratteriz-

zato dalla possibilità di entrare e uscire dall’acqua… da solo. È in grado di navigare a 35 nodi e di “correre” su strada a 7 km/h. Patrice Meignan, direttore della rivista Intersection France, co-organizzatore di Born Designers come commissario dell’esposizione e direttore artistico, ha scritto nel suo editoriale: «C’era un tempo in cui le auto erano disegnate esclusivamente per essere guidate su strada e i vestiti per proteggere e scaldare il corpo. Oggi nessun brand di abbigliamento o di automobili può sopravvivere sul mercato senza il supporto dei designer, senza la loro immaginazione e il loro apporto stilistico. Il pubblico odierno si aspetta oggetti che siano perfetti dal punto di vista estetico e tecnico: è proprio su questo che punta Born Designers». I cinque giorni di tavola rotonda, definiti anche “active lifestyle week”, si sono svolti in alcuni dei migliori spot e qui sono state esposte le creazioni dei designer. Un evento che ha saputo unire cultura e divertimento, con serate di gala, workshop, conferenze e una gara di sci il cui ricavato è stato devoluto all’Ela (association Européenne contre les Leucodystrophies).

Christian Grande Era presente con due differenti oggetti legati al “transportation design”. Il primo è Magnifica, bici della marca Italia Veloce, realizzata a mano con tubazioni Columbus e che può essere richiesta con guarnitura d’epoca, per un periodo che copre diversi decenni, dal 1950 agli anni ’70. L’altra opera di Grande è il veloce mini-tender Sacs Abarth 695 Tributo Ferrari, nato dall’amore per il car-design, con placche della plancia in carbonio, volante a tre razze, interruttori, spie e tappo serbatoio di derivazione “racing”; i tubolari, quasi totalmente di colore rosso, sono impreziositi dal bottaccio e dai tientibene neri e si fondono nella scocca, anch’essa in rosso.

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Eventi BORN DESIGNERS

Espen Oeino Il suo nome, nel mondo nautico, è sinonimo di yacht di prestigio e all’evento ha portato in esclusiva alcuni modellini dei suoi ultimi concept. Nato in Norvegia, dopo una laurea in architettura navale e in ingegneria all’università di Glasgow ha iniziato a lavorare con Martin Francis e, nel 1994, ha fondato il suo studio con base a Monaco. I suoi clienti provengono da Asia, Russia, Stati Uniti e le sue ultime creazioni tra i 50 e i 65 metri sono legate al marchio Sunrise Yachts.

La creatività in movimento non è solo una moda o una tendenza attuale, ma , uno stile di vita trasversale che accomuna i Paesi di tutto il mondo.

rappresenta un fenomeno planetario

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Fritsch & Durisotti Iguana 29 è stato uno dei progetti più innovativi presentati a questa edizione di Born Designers. È una barca che può stare in acqua e a terra e non ha bisogno di àncora per l’alaggio e il varo: fa tutto da sola. Antoine Fristch e Vivien Durisotti hanno collaborato con Iguana Yachts sotto la guida di Antoine Brugidou, ispirato dalle particolari condizioni delle maree di Mont Saint-Michel. Lo studio di progettazione è nato nel 1993 ad opera di Fritsch che negli anni 2000 si è unito a Durisotti, appassionato di sport acquatici, di biciclette e di auto. Le parole d’ordine dei loro progetti sono trasparenza, spazio, usabilità, modularità e privacy.

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Eventi BORN DESIGNERS

Lapo Elkann Secondogenito di Margherita Agnelli e del giornalista e scrittore Alain Elkann, è fratello di John, attuale presidente del gruppo Fiat, e di Ginevra, nonché nipote di Gianni Agnelli. Come responsabile del Brand Promotion Fiat, è diventato celebre soprattutto per il rilancio dell’immagine dell’intera casa automobilistica in Italia e all’estero e, tra le altre cose, è fondatore e presidente di Italia Independent, un marchio di abbigliamento e accessori. Photo: Julian Broad

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ORA-ÏTO Il giovane designer francese crea oggetti dai tratti eleganti e per l’occasione espone il suo ultimo progetto, in collaborazione con Citroën: Ufo è una concept car dal look totalmente futurista ispirata a un disco volante. Questo monotipo fa parte della “gamma” Evomobil, sempre pensata in collaborazione con Citroën e ispirata al concetto di mutazioni genetiche. Ha lavorato con molti marchi celebri tra cui Adidas, Toyota, Levi’s, Nike, Kenzo, Guerlain, Thierry Mugler ecc. Photo: Ellen von Unwerth

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Eventi BORN DESIGNERS

Ramdane Touhami

Guillaume Tétu

È francese ma ha origini marocchine ed è il tipico self-made man. Ha lavorato per molto tempo in Giappone al servizio della moda, dei media, della musica e del design. All’evento ha presentato un’originale reinterpretazione delle tradizionali candele Cire Trudon.

Guida il team della casa Hautlence, specializzata nella creazione di orologi contemporanei e all’avanguardia. Tétu ha iniziato a lavorare nel settore nel 1995 in Rolex per poi lanciare le proprie creazioni tra cui HL2, dove si fondono estetica, materiali preziosi e meccanismi meccanici. Photo : Dominic Khoo

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Jérôme Coste

Arne Quinze

Fondatore e direttore delle creazioni dell’Atelier Ruby, segue le sue due passioni per arte e motociclismo proponendo la nuova collezione 2012 di caschi. Sin da bambino è sempre stato affascinato dal motocross e nel 2007 ha creato la sua prima gamma di caschi in fibra di carbonio.

Viene dal Belgio ed è una figura emergente che esplora la dimensione spazio-oggetto. Si orienta su veicoli futuribili e gioca con superfici ed elementi strutturali nuovi. A Courchevel espone l’Eden Park Memory, 14 opere di oltre 1 metro di altezza ispirate allo stadio di Auckland in cui gli All Blacks giocano le loro partite.

Photo: Chris Roue

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Eventi BORN DESIGNERS

Rayson Tan È fondatore del marchio L’Ile aux Ashby, marca di bijoux che trasgredisce gli abituali codici, e presenta la sua collezione “oeuvre d’art à porter” (gioielli in movimento) definibile come espressione del “neo-nomadismo”. Le sue creazioni hanno uno stile contemporaneo ispirato all’Asia, alla sua natura, all’arte e a Singapore, simbolo dell’urbanesimo orientale.

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Laurens Van den Acker Viene dai Paesi Bassi ed è design director presso Renault. Conosciuto anche come “emotional designer”, si prepara alla svolta verso l’elettrico e presenta Renault Captur, un’opera singolare, sintesi di bellezza plastica per un crossover sportivo che si inserisce perfettamente nell’identità dell’evento e nello spirito di Born Designers. Van den Acker umanizza l’automotive adeguandolo al nostro stile di vita contemporaneo.

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Cathal Loughnane

L’Encrerie

Il giovane progettista irlandese è responsabile del design di Peugeot Cycles ed espone la sua ultima creazione, la bici dei suoi sogni: DL 121121Design Lab. Secondo l’azienda rappresenta una nuova dimensione nel mondo delle bici, ideale per la città e la vita moderna metropolitana.

Leo Gavaggio, disegnatore e tatuatore conosciuto come Walter Hego, immagina creazioni spettacolari per chiunque offra la propria pelle al suo inchiostro. Jeremy Taltaud, designer e direttore creativo dell’Encrerie, mixa generi ed epoche per un’arte dell’inchiostro particolare e contemporanea.

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Jean-Charles de Castelbajac

Xavier Dixsaut

È lo spirito vitale di Born Designers dove presenta, quest’anno, il suo marchio Rossignol e la Twingo presidenziale. È considerato l’inventore del luxury lowcost e nel 1997 ha ricevuto anche i complimenti di Papa Giovanni Paolo II per aver disegnato gli abiti per oltre un milione di giovani fedeli.

Francese, è direttore dell’innovazione presso Louis Vuitton e in questa occasione espone Soap Box, ispirata ai ricordi dell’infanzia e frutto della consapevolezza per cui il lusso necessita di una dimensioene ludica. Inoltre presenta in anteprima una tavola da surf e una “bike polo” appena disegnata.

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Jean-Christophe Chopin, fondatore e direttore generale di Born Designers, ha quest’anno in progetto di esportare l’evento oltre Europa, in aprile 2012 ad Hainan, in Cina, e in ottobre negli Stati Uniti, ad Aspen (Colorado), grazie alla sua collaborazione con Lisa Johnson, fondatrice di “The Aspen Fashion Week”.


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Economia VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA

La forza degli artigiani Un’indagine realizzata dalla Confederazione nazionale artigianato (Cna) produzione/nautica, Centro studi Cna e Istituto di ricerca Eures analizza il mondo del diporto focalizzando l’attenzione sul contributo e sul valore delle piccole e medie imprese che ne fanno parte. Ne emerge un settore colpito da una crisi profonda, ma consapevole delle

proprie potenzialità di innovazione e, se vuole, con ancora molte opportunità da cogliere di Silvia Montagna

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Economia VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA

La nautica italiana, con la sua eccellenza, è un settore che deve essere considerato nell’ottica di una filiera integrata, cioè un insieme di competenze e professionalità consolidate e non solo nella cantieristica vera e propria. Sono piccole imprese che

Per la costruzione di imbarcazioni i cantieri hanno bisogno di rivolgersi molto spesso a fornitori e componentisti specializzati esterni. Nella foto a destra, due operai posano il teak sul ponte di una barca (Cantieri di Sestri).

fanno del comparto qualcosa di originale rispetto ad altre più conosciute filiere del sistema manifatturiero italiano, in quanto poggia su un’integrazione funzionale tra cantiere e rete di subfornitori/componentisti specializzati. Migliaia di queste piccole e piccolissime aziende che operano nella produzione legata al diporto fanno parte di Cna produzione/nautica, organizzazione di categoria che fa parte del più ampio sistema associativo Cna. Nell’ambito delle proprie strategie generali di rappresentanza – esercitate a livello nazionale, europeo e nelle realtà territoriali dove il comparto della cantieristica e del suo indotto vanta un radicamento storico e una particolare rilevanza sul piano socio-economico – Cna produzione/nautica, in collaborazione con l’Istituto Eures di ricerche economiche e sociali di Roma e il centro studi Cna, ha sviluppato l’indagine “Valori e competenze delle imprese nella produzione nautica italiana” che può essere uno strumento molto importante per analizzare il settore e che si va ad

aggiungere e integrare ad altri studi e ricerche effettuati da altri soggetti istituzionali o della rappresentanza imprenditoriale. L’indagine è stata realizzata nel corso del 2011 attraverso tre azioni di ricerca: una rilevazione campionaria di 211 aziende operanti nelle principali specializzazioni produttive dalla nautica e rappresentative di aree territoriali particolarmente importanti per il diporto in regioni del centro nord e Sardegna; una seconda azione condotta dal Centro studi nazionale finalizzata ad affinare parametri d’analisi economicofinanziari delle piccole imprese della nautica tramite l’elaborazione mirata dei dati che provengono da studi di settore e da altre fonti statistiche di valore censuario; infine una terza analisi finalizzata a ricostruire, nel breve e medio periodo, un quadro delle dinamiche settoriali tramite una rilettura delle più significative indagini, pubblicazioni e statistiche ufficiali già realizzate. La prima inchiesta si è concentrata sulle attività o gruppi di attività principali delle filiere produttive e di quelle di rimessaggio e refit, escludendo dal piano di campionamento le imprese impegnate esclusivamente in altri servizi. Queste sono risultate la progettazione , la cantieristica (lavorazioni in acciaio e vetroresina), la manutenzione , il rimessag gio, l’impiantistica, la motoristica (produzione e ripa-

Attività realizzate dalle imprese intervistate - Valori % 34,6 22,7

Refitting Costruzione in vetroresina (vtr)

18,5

Rimessaggio

17,5

Impiantistica

13,3

Lavorazioni in altri materiali

12,3

Arredi e lavorazioni in legno

8,5 Costruzioni in acciaio

6,6 Motoristica

4,3

Progettazione tecnica

4,3 Servizi Vele e alberi

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2,8

Il campione: 211 imprese associate a Cna produzione/nautica (produzione e refit, con quote marginali di imprese dei servizi, se integrati alla produzione o derivanti da processi di riconversione). Stratificazione per regione (centro-nord + Sardegna) e attività prevalente. Periodo di rilevazione: marzo-luglio 2011. Molto significativa la diversificazione delle attività, riaggregate in 11 gruppi, con un peso rilevante del refit e del rimessaggio.


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razione), gli arredamenti primari e complementi di arredo e una voce generale che ha raccolto numerose imprese impegnate in più produzioni e servizi. A fronte dei cambiamenti del mercato, delle contrazioni dei nuovi ordini e della riduzione della liquidità che hanno investito il settore della nautica, si rileva una crescita di attenzione delle imprese verso le attività di rimessaggio e refitting (che sono il 34,6% delle società intervistate). Queste consentono una maggiore continuità di lavoro, un rapporto diretto con il cliente finale e una maggiore liquidità, oltre a rappresentare in sé una strategia di diversificazione. Il secondo gruppo di attività più citate dal campione è quello delle costruzioni in vetroresina (22,7%), a cui segue il rimessaggio (18,5%) che comprende anche il settore dei servizi associati; l’attività di impiantistica elettrica, idraulica e di ventilazione impegna oltre il 17,5% delle imprese della filiera intervistate, seguita dagli arredi e dalle lavorazioni in legno (12,3%) e dalle lavorazioni in “altri materiali” (metallo, vetro, ceramica, plastica e tessuti), che raccolgono il 13,3% delle indicazioni. La dinamica del fatturato delle aziende nautiche intervistate è caratterizzata, secondo la maggioranza del campione, da una significativa flessione a partire dalla crisi economicofinanziaria che ha investito l’economia mondiale nel 2008:

Distribuzione del fatturato tra le diverse imprese della nautica secondo l’esperienza dell’intervistato - Valori % Progettazione e design 13,1% Impianti 14,4%

Motoristica 11,3%

Informatica e radiotrasmissioni 10,7%

Costruzione scafi 35,9% Arredi e interni 14,6%

La struttura della distribuzione del fatturato proposta dal campione sembra spiegare il profilo di “filiera organica” che ancora caratterizza il settore nautico: poco più di un terzo del fatturato (35,9%) è assorbito dalla costruzione scafi, mentre quote comprese tra il 10 e il 15% sono distribuite in tutte le altre attività.

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Economia VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA per il 16,8% del campione questa flessione risulta superiore al -30%, mentre per il 38,9% assume valori compresi tra il -10% e il -30%. Il 43% del campione dichiara di non aver registrato significative variazioni, mentre decisamente marginale (1,3%) risulta la quota delle imprese che hanno visto crescere la ricchezza prodotta. Nonostante la dinamica registrata, l’81,8% delle imprese indica una sostanziale stabilità del proprio quadro occupazionale, evidenziando una politica di gestione delle risorse umane finalizzata a non perdere le professionalità e le competenze elevate di cui dispongono, concentrando piuttosto le politiche di contenimento dei costi in altre direzioni. Il 17,2% delle imprese intervistate indica comunque una riduzione del numero degli addetti. Più stabile, anche perché secondario se non residuale nella composizione del mercato delle piccole e medie imprese e di quelle artigiane (continua a p. 76)

Nella foto sopra, un operaio metallurgico effettua operazioni di carpenteria. A fianco, un momento della stesura della vetroresina sullo scafo.

Andamento del fatturato e del numero degli addetti tra il 2008 e il 2010 - Valori % 92,1 * Il 52,1% delle imprese 81,8 intervistate non opera sui mercati esteri

Andamento dell’indebitamento e dei crediti commerciali tra il 2008 e il 2010 - Valori % 85,6 70,8

55,7 43,0 17,2

29,2 5,0 14,4

1,3 1,0 2,9 In aumento Fatturato

In diminuzione Sostanzialmente stabile Addetti

In aumento Fatturato estero*

Indebitamento

Sostanzialmente stabile Crediti coomerciali

Tra il 2008 e il 2010 la crisi ha colpito duramente il settore nautico, con una riduzione del fatturato segnalata dal 55,7% del campione e degli addetti nel 17,2% dei casi. Sul fronte opposto nello stesso periodo si segnala un aumento dell’indebitamento per il 14,4% del campione e soprattutto una crescita dei crediti commerciali per il 29,2%.

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Effetti della crisi economico-finanziaria sul settore della nautica - Valori % 93,8

La crisi nel settore della nautica è percepita dalle imprese intervistate in primo luogo come evento che ha invertito un ciclo espansivo (70,3%). Tuttavia una quota consistente di imprese (21,3%) pensa che la crisi abbia aggravato una dinamica già negativa. Tale visione si concentra tra le microimprese (25,5%), scende in quelle della fascia 10-19 addetti (10,7%) ed è invece assente in quelle più grandi, che condividono nel 93,8% dei casi la lettura della inversione di ciclo.

70,3 75,0 66,7

21,3 25,5 10,7

10,7

5,4 3,0

6,3 0,0

0,0

3,6 5,2 2,6

Totale Oltre 19 adetti 10-19 adetti

Fino a 9 adetti

Ha aggravato le conseguenze di una dinamica già negativa

Non ha prodotto ripercussioni significative

Ha generato nuove opportunità

Ha invertito un ciclo espansivo

Leve strategiche su cui ha principalmente investito l’azienda per rispondere alla crisi - Valori % 35,1 Diversificazione dei prodotti

27,9

Ricerca di nuoi clienti/mercati nazionali

26

Riduzione costi di produzione

13,6 Specializzazione produttiva

12,3 Ricerca di nuovi clienti/mercati esteri

9,7

Alleanze/reti con altre imprese

7,1

Innovazione/tecnologie/macchinari Aumento della qualità dei prodotti/servizi

5,2

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Di fronte alla crisi, le strategie di risposta adottate dalle imprese sono state in primo luogo la diversificazione dei prodotti (35,1%), la ricerca di nuovi mercati nazionali (27,9%) e la riduzione dei costi di produzione (26%). Molto inferiore l’attenzione verso la più complessa e lontana ricerca di nuovi clienti/mercati esteri (12,3%) e una politica di alleanze/reti con altre imprese (9,7%)


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Economia VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA

Aspetti della produzione nautica che esprimono maggiormente la qualità del made in Italy e quelli che subiscono maggiormente la concorrenza estera - Valori % 47,1 Progettazione e design

2,2

Arredi e interni

2,2

41,2 Aspetti della produzione nautica che esprimono maggiormente la qualità del made in Italy

24,0 17,7

Costruzione scafi

Segmenti della produzione nautica che stanno subendo maggiormente la crescita qualitativa delle produzioni estere

15,2 5,5

Impanti (elettrici, idraulici)

Informatica e radio trasmissione

Motoristica

2,5

6,6 22,7

2,0

29,4

59,1

Tutte/nessuna in particolare

A fianco, il controllo di un motore revisionato prima di essere montato sull’imbarcazione.

Previsioni fatturato per il 2011 rispetto al 2010 - Valori % Crescita 34,3

Flessione 15,7

Stabilità 50

Da una prima analisi relativa alle previsioni di fatturato per il 2011, realizzata nel periodo marzo-luglio dello stesso anno, le imprese intervistate segnalano una situazione soltanto marginalmente migliore di quella dell’anno precedente: il 50% del campione indica una conferma del risultato 2010 e il 15,7% una ulteriore flessione, mentre poco più di un terzo (34,3%) indica una dinamica di crescita. 76

(segue da p. 74) intervistate, la quota del mercato estero, che non ha subito variazioni significative tra il 2008 e il 2010 per il 92,1% delle imprese intervistate; soltanto il 5% lo indica in diminuzione mentre per il 2,9% è in aumento. Di fronte all’impatto della crisi, il 73% ha adottato alcune specifiche azioni o strategie di risposta finalizzate a recuperare gli spazi di mercato perduti o, quantomeno, a contenere gli effetti del ciclo negativo (soltanto il 27% non segnala alcuna azione a riguardo); le leve strategiche più seguite risultano essere la diversificazione dei prodotti (35,1% delle indicazioni), seguita dalla ricerca di nuovi clienti/mercati nazionali (27,9%) e dalla riduzione dei costi di produzione (26%). Poche le citazioni relative alla ricerca di nuovi clienti e mercati esteri, eccessivamente lontani e poco visibili al sistema delle piccole imprese. Al di là delle specifiche strategie competitive avviate, la qualità del made in Italy nel settore nautico resta, nella percezione del campione, un vantaggio competitivo quasi strutturale, difficilmente recuperabile nel medio termine da parte della concorrenza estera. Emerge al tempo stesso la crescente consapevolezza che tale vantaggio si stia progressivamente assottigliando, in particolare per effetto della globalizzazione, dello spostamento degli equilibri economici mondiali e, conseguentemente, della domanda del settore verso i Paesi emergenti. Ed è proprio l’appartenenza a un paese leader nel mercato mondiale della nautica da diporto a spiegare la risposta delle imprese che non hanno individuato particolari elementi di rischio nel livello qualitativo dei propri prodotti e servizi né l’esigenza di modificare le proprie strategie. (continua a p. 78)


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Economia VALORI E COMPETENZE DELLE IMPRESE NELLA PRODUZIONE NAUTICA ITALIANA

Ritorno del mercato della nautica da diporto nei prossimi 3-5 anni ai livelli di redditività del periodo pre-crisi - Valori % Sicuramente Sì 8,5%

Probabilmente Sì 18,5%

Sicuramente NO 36,5%

(segue da p. 76) Le imprese intervistate, al di là delle letture a breve termine, non prevedono per i prossimi 3-5 anni per il mercato della nautica un ritorno dei livelli di redditività del periodo pre-crisi: oltre 7 aziende intervistate su 10 (73%) ritiene infatti che non saranno recuperati i livelli di fatturato (tale prospettiva è infatti definita “improbabile” dal 36,5% del campione e “impossibile” da un altro 36,5%); soltanto l’8,5% delle imprese intervistate immagina di recuperare nel medio termine i livelli di fatturato antecedenti al 2008, mentre un più consistente 18,5% ritiene tale evenienza almeno “possibile”.

Qui sotto, ancora un operaio con la fiamma ossidrica lavora una lamiera di acciao; in basso, un tecnico tra i tubi e i cavi della sala macchine.

Probabilmente NO 36,5%

Ritorno del mercato della nautica da diporto nei prossimi 3-5 anni ai livelli di redditività del periodo pre-crisi in base al mercato di riferimento - Valori % 73,0 78,1

68,7 50,0 50,0 27,0 31,3

21,9 Totale Estero Nazionale Locale/regionale

Sicuramente + probabilmente Sì

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Sicuramente + probabilmente NO


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IMP. AVVOCATO

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Avvocato a BORDO

Il certificato

di sicurezza Esaminiamo le regole

relative alle visite e ai controlli periodici per ottenere il rilascio del certificato: le tre categorie di unità da diporto considerate e gli obblighi previsti d dii A Allb beerrttoo A Aggn neellllii

Il tema relativo alle norme di sicurezza in materia di navigazione è sempre molto attuale, anche alla luce di recenti avvenimenti di cronaca, che hanno destato notevole scalpore nell’opinione pubblica. Particolare attenzione

In alto il Mochi Long Range 28 metri; nella pagina a lato il Key Largo 24 piedi di Sessa Marine. 80

vogliamo quindi dedicare al tema delle visite e dei controlli ai quali devono essere sottoposte le unità da diporto per poter navigare e, successivamente, per poter mantenere l’abilitazione alla navigazione. Il Regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto tratta la questione in una serie di norme, che cercheremo in questa sede di esaminare sinteticamente o di richiamare per un successivo approfondimento da parte del lettore. In termini generali, il Regolamento considera tre diverse categorie, cui corrisponde un differente trattamento: 1) natanti e imbarcazioni (art. 48 e ss.); 2) navi da diporto (art. 61 ss.); 3) unità da diporto adibite ad attività di noleggio (art. 78 e ss.). La prima comprende le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 2,5 e i 24 metri, munite di marcatura CE o meno. Vengono quindi stabilite le condizioni per il rilascio del certificato di sicurezza (art. 50), documento che attesta la rispon-

denza dell’unità da diporto alle disposizioni in materia di sicurezza. Il certificato è rilasciato dall’ufficio di iscrizione dell’unità, all’atto della prima iscrizione nel registro delle imbarcazioni da diporto. In caso di primo rilascio è valido per un periodo di otto o dieci anni, a seconda della categoria di progettazione (otto anni per le categorie A e B; dieci anni per le unità appartenenti alle categorie C e D). Dopo la prima scadenza, il certificato si rinnova di diritto ogni cinque anni, a seguito di rilascio di un’attestazione di idoneità da parte di un organismo tecnico, scelto dal proprietario dell’unità o dal suo legale rappresentante. La visita per il rinnovo è compiuta da un organismo tecnico, che esegue i controlli secondo delle modalità individuate nel Regolamento (art. 57). In particolare, il certificato di sicurezza è convalidato, in sede di rinnovo, sulla base di un’attestazione di idoneità comprovante la permanenza dei requisiti in base ai quali il certificato di sicurezza è stato rilasciato. L’organismo tecnico che ha effettuato la visita periodica di rinnovo annota l’esito sul certificato di sicurezza nonché gli estremi dell’attestazione rilasciata e trasmette all’autorità marittima copia del


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certificato annotato e dell’attestazione di idoneità rilasciata al proprietario. Oltre che per il rinnovo periodico, la visita per la convalida del certificato di sicurezza è altresì necessaria quando l’unità abbia subìto «gravi avarie o siano state apportate innovazioni o abbia subìto mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali» (art. 51). Qualora le innovazioni apportate all’apparato di propulsione o alle altre caratteristiche tecniche dell’unità siano «tali da far venire meno i requisiti essenziali in base ai quali è stato rilasciato il certificato di sicurezza», questo perde di validità e quindi sarà necessario richiederne uno nuovo. L’autorità marittima può sempre disporre che l’unità sia sottoposta alla procedura di convalida «qualora ritenga che siano venute meno le condizioni che hanno consentito il rilascio del certificato di sicurezza» dell’unità da diporto. Infatti, il proprietario dell’unità da diporto ha sempre l’obbligo di mantenerla «in buone condizioni di uso» e di provvedere «alla sua manutenzione per quanto riguarda lo scafo, l’apparato motore, l’impianto elettrico e la protezione contro gli incendi, nonché deve provvedere alla sostituzione delle apparecchiature, dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza» (art. 52). Per quanto concerne la categoria delle navi da diporto il Regolamento prevede una serie di visite (art. 62): quella iniziale, prima dell’entrata in esercizio; quelle periodiche, alla scadenza del periodo di validità del certificato di sicurezza; infine le occasionali, quando se ne verifichi la necessità. Quella iniziale consiste in un’ispezione completa della struttura, delle macchine, del materiale d’armamento nonché un’ispezione a secco della carena. La visita accerta inoltre che le installazioni elettriche, i mezzi di salvataggio, le dotazioni e i dispositivi antincendio e i mezzi di segnalazione siano conformi alle prescrizioni al Regolamento. Per quanto concerne le disposizioni di riferimento relative alle sistemazioni, alle caratteristiche dei materiali, ai dimensionamenti delle strutture nonché alla compartimentazione, alla stabilità, all’armamento e alla lavorazione di tutte le parti della nave bisogna fare riferimento ai vari regolamenti tecnici degli organismi che compiono le verifiche. Anche per questa categoria, le visite periodiche vanno effettuate dopo otto anni dall’immatricolazione iniziale e, successivamente, ogni cinque anni dal rinnovo. Per le visite occasionali si applicano i principi già previsti per la prima categoria, in relazione a eventuali gravi avarie subite o notevoli mutamenti apportati alla nave (art. 65), fatto salvo sempre il potere dell’autorità marittima di disporre la visita quando lo ritenga necessario. Si segnala però che per le navi è necessaria la visita anche qualora si sia realizzato un periodo di disarmo di durata superiore a un anno (art. 66). Delle regole diverse e specifiche sono invece stabilite per la terza categoria di unità da diporto, vale a dire quelle destinate al noleggio (art. 78 e ss.): è previsto il rilascio di uno specifico «certificato di idoneità al noleggio», che deve essere rinnovato ogni tre anni, a seguito di verifiche che tengono conto dell’attività svolta, che è di natura commerciale.

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In breve • Il certificato è rilasciato dall’ufficio di iscrizione dell’unità all’atto della prima iscrizione nel registro delle imbarcazioni da diporto.

apportate innovazioni o abbia subìto mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali».

• Dopo la prima scadenza, il certificato si rinnova di diritto ogni cinque anni.

• Il proprietario dell’unità da diporto ha sempre l’obbligo di mantenere l’imbarcazione «in buone condizioni di uso» e di provvedere «alla sua manutenzione».

• Oltre che per il rinnovo periodico, la visita per la convalida del certificato di sicurezza è necessaria quando l’unità abbia subìto «gravi avarie o siano state

• Per le unità da diporto destinate al noleggio è previsto il rilascio di uno specifico «certificato di idoneità al noleggio».


IMP. FISCO

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Nautica e FISCO

Intestazioni

societarie di comodo L’Agenzia delle entrate – con Provvedimento del 16 novembre 2011 – e l’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – con Circolare n. 27/IR del 2 febbraio 2012 – hanno fornito i primi chiarimenti sulla disciplina dei beni concessi in godimento ai soci introdotta dal D.L. 13 agosto 2011, n. 138 di Martino Vincenti e Paolo Galvagno*

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Si è già avuto modo1 di fornire alcuni commenti preliminari in merito ai meccanismi introdotti dal D.L. n. 138/2011 (cd. “manovra di ferragosto”) per disincentivare l’utilizzo di schermi societari per l’intestazione di beni poi concessi in godimento ai soci (cd. “intestazioni societarie di comodo”). La fattispecie è quella – piuttosto nota e diffusa – del socio (o suo familiare) che usa per finalità estranee all’esercizio di impresa e verso un corrispettivo “di favore” (se non addirittura nullo) un bene formalmente intestato alla società. In tal caso, in base alle recenti disposizioni: - la differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo pattuito concorre alla formazione del reddito complessivo del socio (o suo familiare) quale reddito diverso2; - i costi sostenuti dalla società in relazione al bene concesso in godimento al socio «non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile». Inoltre, in ogni caso – quindi anche in presenza di un corrispettivo a valore di mercato – le società che assegnano i propri beni in godimento ai soci, ovvero i soci stessi, dovranno comunicare


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all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai suddetti beni, ai fini di garantire l’attività di controllo. Le imprese interessate dalla disciplina in esame sono certamente: - società di persone esercenti attività d’impresa (Snc, Sas); - società di capitali (Srl, Spa, Sapa); - società non residenti con stabile organizzazione in Italia; - società non residenti “esterovestite” ai sensi dell’art.73, comma 5-bis, D.P.R. n. 917/1986. Gli utilizzatori dei beni interessati dalla disciplina in esame sono tutti coloro che abbiano una partecipazione al capitale sociale delle suddette società, senza alcuna soglia minima di partecipazione, nonché i “familiari dell’imprenditore”. Riguardo a questi ultimi, si precisa che il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 16 novembre 2011 ha esteso l’obbligo di comunicazione anche ai familiari dei soci (per tali intendendosi il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado). Con riferimento agli effetti della disposizione in commento – imposizione in capo al socio (o suo familiare) della differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo pattuito e indeduci bilità tout court in capo alla società dei costi relativi ai beni concessi in godimento – è certamente la questione dell’indeducibilità dei costi ad aver fornito i maggiori spunti di riflessione sul piano dottrinario. Ciò non tanto in termini di qualificazione dei suddetti costi indeducibili (può trattarsi, infatti, a titolo esemplificativo, di spese di manutenzione, canoni di locazione – anche finanziaria – quote di ammortamento, tasse di possesso, assicurazioni ecc.) quanto in termini di quantificazione. Il mero dato letterale della norma, infatti, farebbe propendere per un’indeducibilità totale dei suddetti costi. Ove così fosse, tuttavia, si paleserebbe un rischio di doppia imposizione, nella misura in cui il corrispettivo pattuito con il socio (seppur inferiore al valore normale) venisse interamente tassato. Sul punto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec), nella citata Circolare n. 27/IR, ha prospettato un’indeducibilità solo parziale, ovvero per «la parte dei costi proporzionalmente corrispondente al rapporto percentuale tra valore normale eccedente il corrispettivo e valore normale del diritto di godimento». A titolo esemplificativo, in presenza di: - valore normale pari a 120; - corrispettivo pattuito pari a 90; - eccedenza del valore normale rispetto al corrispettivo pari a 30; l’indeducibilità dei costi dovrebbe essere pari al 25% (i.e. 30/120). Il Cndcec, infatti, ha correttamente rilevato che l’indeducibilità totale dei suddetti costi era già prevista ex lege sin da prima della modifica normativa in commento; in presenza di beni concessi a soci e familiari per uso esclusivamente personale e senza previsione di corrispettivo, i costi sono (rectius, erano già) in ogni caso indeducibili per mancanza del requisito di inerenza3. A conclusione del presente articolo si desidera fornire una riflessione circa gli effetti che la presente norma – nella misura in cui non prevede una partecipazione minima al capitale della società per la sua applicabilità – potrebbe comportare per quei circoli nautici che adottano una delle forme societarie testé indicate

In breve • La differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo pattuito concorre alla formazione del reddito complessivo del socio (o suo familiare) quale reddito diverso. • I costi sostenuti dalla società in relazione al bene concesso in godimento al socio «non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile». • Le società che assegnano i propri

beni in godimento ai soci, ovvero i soci stessi, dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai suddetti beni, ai fini di garantire l’attività di controllo. • Gli utilizzatori dei beni interessati dalla disciplina in esame sono tutti coloro che abbiano una partecipazione al capitale sociale delle suddette società, senza alcuna soglia minima di partecipazione, nonché i «familiari dell’imprenditore».

e che concedono, a favore dei propri soci, l’utilizzo di posti barca, rimessaggio ecc. dietro un corrispettivo “simbolico”. In tale circostanza, questi circoli ricadranno nell’ambito di applicazione della normativa in esame, con un evidente aggravio in capo agli stessi in termini di carico fiscale (per l’indeducibilità dei costi) e di adempimenti formali richiesti (per l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate dei beni concessi in godimento).

1 Si veda “Tassati i soci per l’uso personale di beni intestati alle socie-

tà” in Barche, n. 10/2011. 2 Ai sensi della nuova lettera h-ter), comma 1, art. 67 D.P.R. n. 917/1986. 3 Ai sensi dell’art. 109, comma 5, D.P.R. n. 917/1986.

In apertura, Lady Lara, megayacht firmato Benetti e arredato da Fendi Casa. Sotto, Natori, nave di quasi 42 metri di Baglietto.

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Ambiente MARE

Balene stressate Troppo rumore provoca stress, anche negli animali. Le balene, per esempio, sono disturbate dalle eliche delle navi che emettono suoni con la stessa frequenza di quelli usati dai cetacei, tanto che molti animali hanno iniziato a cambiare le loro modalità di chiamata nei posti rumorosi. È stato misurato il livello degli ormoni dello stress nelle

a cura di Marina Mancuso

feci di questi animali, riscontrando quantità più alte nelle aree a maggiore densità di navigazione. Studi precedenti avevano mostrato che le balene alterano i loro schemi di vocalizzazione in ambienti rumorosi, proprio come succede a noi umani (ad esempio a una festa), ma questa è la prima volta che si documenta l’impatto dello stress a livello psicologico.

Patto salvaoceano Ben 65 Paesi sono stati invitati a portare il loro contributo alla Global conference on landocean connections (Gloc), organizzata a Manila dal Programma Onu per l’ambiente (Unep) e dal governo delle Filippine. Il tema era la tutela degli

oceani minacciati dalla pressione delle

attività umane e la salvaguardia delle fasce costiere in pericolo, anche per via di fenomeni di erosione e per l’innalzamento dei livelli delle acque attribuibili al cambiamento climatico. Risultato dell’incontro, durato quattro giorni, è la “dichiarazione di Manila”, un programma per contenere fenomeni dannosi per la qualità delle

acque, per la vita delle specie e per la proliferazione abnorme dei fenomeni algali. La dichiarazione farà parte dei documenti allestiti per la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) che si terrà a giugno e contribuirà all’attuazione del Global programme of action for the protection of the marine environment (Gpa) dell’Unep.

Gamberone king size

Oceani on line Grazie a un accordo con alcuni istituti di ricerca, a partire dal mese di settembre tramite Google Earth sarà possibile navigare attraverso 50 mila fotografie come se si fosse immersi nell’oceano. Il progetto Seaview Survey userà per le riprese a bassa profondità una speciale videocamera che si muoverà a 4 chilometri all’ora scattando fotografie a 360 gradi ogni 4/6 secondi in 20 siti lungo i 2.300 chilometri della barriera corallina. Per le immagini a profondità maggiori verranno invece usati dei robot sottomarini. La ricerca servirà anche per valutare lo stato di salute dei coralli . Inoltre i ricercatori sperano di ottenere informazioni anche sulle abitudini migratorie di squali, tartarughe e mante, e su come variano in relazione ai cambiamenti climatici, anche grazie a 50 segnalatori gps posti sugli animali che verranno seguiti via satellite.

È stata scoperta da un team di scienziati una nuova specie marina: un anfipode di ben 28 centimetri, circa 10 volte di più rispetto agli esemplari “normali”, diffusa nelle acque neozelandesi, in una fossa oceanica a 7.000 metri dalla superficie dell’acqua. Gli anfipodi sono speciali già di per sé: ne esistono tantissimi tipi e si adattano a vivere in qualunque condizione, sui fondali marini dei Poli come all’Equatore, in acque oceaniche o dolci.

Pochi tonni (piccoli) La pesca indiscriminata ha ridotto la popolazione di tonni nei mari del Pianeta, tanto che per alcune specie si è arrivati al

limite della sostenibilità. Lo dice un nuovo studio apparso su Proceedings of the national academy of science (Pnas) che dimostra come negli ultimi 50 anni la popolazione di tonno è diminuita del 60%.

Rocky 12 Oltre un metro di lunghezza per 12 chili di peso. Queste sono le misure di un astice gigante, soprannominato Rocky dal personale del Maine aquarium di West Boothbay, che era rimasto impigliato nelle reti per i gamberi al largo delle coste del Maine, dove la pesca dei crostacei è molto fiorente. Si tratta del più grande esemplare mai pescato in 84

Il quadro è comunque meno catastrofico di altri derivanti da diverse ricerche, pur autorevoli, alcune delle quali erano giunte a stimare la perdita addirittura al 90%. Tra le specie più colpite ce ne sono alcune i cui esemplari sono di piccole dimensioni, trascurate dalla pesca oceanica, ma indispensabili alla sopravvivenza di alcune comunità locali, soprattutto nei Paesi più poveri.

questo stato (per altro involontariamente, visto che le leggi non ne permettono la cattura sopra una certa taglia) e le sue chele sono in grado di spezzare il braccio di un uomo. Nonostante le sue dimensioni, non è comunque il più grande astice mai pescato: 35 anni fa, in Nuova Scozia, era stato scovato un esemplare lungo una decina di centimetri in più. Dopo essere stato fotografato, in ogni caso, l’animale è stato rimesso in libertà.


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Il mondo è blu

Questo mese riscopriamo il Mediterraneo, approfittando anche della tappa napoletana della Volvo Ocean Race, ma possiamo anche navigare ecologici al 100% ai Caraibi o andare alla scoperta dei 1.600 chilometri di barriera corallina della Nuova Caledonia di Silvia Montagna

Camper & Nicholsons

Mary Jean è una imbarcazione di quasi 50 metri molto marina e confortevole con sistemazioni versatili per un massimo di 12 ospiti in sette cabine. Tre di queste si trovano sul ponte principale, l’armatoriale e due cabine vip, le altre quattro doppie sono su quello inferiore. Tra le recenti operazioni di refit ci sono l’allungamento dello scafo di 4 metri, l’aggiunta di una vasca Jacuzzi sul ponte sole, la riverniciatura completa di scafo e sovrastruttura e l’inserimento del teak su tutti i ponti. A bordo una vastissima offerta di strumenti per l’intrattenimento e il divertimento in acqua, tra cui un Boston Whaler di 26’ motorizzato con un fuoribordo Yamaha di 225 cavalli, tre moto d’acqua, canoe, wakeboard, sci d’acqua e set completi per lo snorkelling. Questo yacht è offerto per tutto aprile in Nuova Caledonia, Fiji e Vanuatu, isole ricche di vita marina con coloratissime barriere coralline.

LA SCHEDA MARY JEAN Costruttore Campanella • anno 1981 (refit 2011) • lunghezza ft m 49,82 • larghezza m 8,43 • immersione m 3,5 • cabine 7 • posti letto 12 • equipaggio 12 • velocità di crociera 13 nodi • autonomia 3.500 mn a 13 nodi • prezzo € 150.000 a settimana CAMPER & NICHOLSONS Inghilterra, www.camperandnicholsons.com, dkraley@camperandnicholsons.com

photo credit Camper & Nicholsons

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CHARTER LA SCHEDA

E poi ancora... Bluenose è un’Alfa 51’ versione Luxury con quattro cabine doppie, alte oltre 2 metri e ben areate, tutte dotate di un bagno con doccia. Questa estate naviga in Grecia, gli imbarchi sono a cabina. Costa a partire da 500 euro a persona. Bluenose Yachting Srl, Bari, tel. 080 5760031, info@blunosya.it, www.blunosya.it

Princess Sissi è un Azimut 68 di 21 metri del 2004 con quattro cabine doppie. Mantiene una velocità di crociera di 25 nodi con punte massime di 30. Naviga nel Mediterraneo occidentale. Costa a partire da € 21.000 a settimana. Thierry Voisin, Nizza, tel. +33(0)492004240, info@thierryvoisin.com, www.thierryvoisin.com

Forzatre

Nemo è un catamarano Nautitech 47’ del 2009, con due persone di equipaggio, skipper e hostess, sempre a bordo. Può ospitare fino a otto persone in quattro cabine doppie tutte con letto matrimoniale e servizio privato. L’equipaggio alloggia nelle due cabine singole di prua e hanno un loro servizio. Oltre alla natura ecosostenibile del catamarano, Nemo ha la possibilità di essere autonomo a tutti gli effetti e per tutte le necessità, quali corrente e acqua, grazie ad alcune dotazioni optional: dissalatore e depuratore/gasatore dell’acqua, yogurt prodotto a bordo senza vasetti di plastica, sapone per i piatti e doccia shampoo biodegradabili al 99%. Ad aprile e maggio naviga alle Isole Vergini e Grenadines, Caraibi.

NEMO NAUTITECH 47 Lunghezza m 14,50 • larghezza m 7,60 • immersione m 1,20 • altezza dell’albero m 18 • peso kg 11.230 • riserva acqua lt 900 • riserva carburante lt 440 • cabine 4 • posti letto 10 • equipaggio 2 • bagni 4 + 1 • prezzo a partire da 12.000 dollari a settimana FORZATRE Lavagna (GE), tel. 0185 360205, forzatre@forzatre.it, www.forzatre.it

Maratticus

Per chi non si vuole perdere la tappa napoletana della Volvo Ocean Race e nel frattempo godersi qualche giorno in barca con amici, questo Ferretti di 23 metri può imbarcare fino a 17 persone. Lo yacht è spazioso con quattro cabine grandi per otto ospiti. Gli interni sono in ciliegio lucido, moquette in tutte le camere, ampio salone con divano in pelle circolare. La zona pranzo ha un tavolo per otto persone e la cucina separata. Esternamente molte sono le zone prendisole a prua e sul flybridge con cuscini, bar, frigorifero e cucina elettrica; a poppa sono a disposizione un ampio pozzetto con tavolo da pranzo, ice maker e plancetta di poppa con facile accesso al mare.

LA SCHEDA PAMPERO FERRETTI 760 Costruttore Ferretti Yachts • anno 2004 • lunghezza m 23,75 • larghezza m 5,95 • cabine 4 • posti letto 8 • equipaggio 3 • 2 motori Mtu cv 1.530 • prezzo € 4.000 al giorno MARATTICUS Milano, tel. 02 4818446, info@maratticus.it, www.maratticus.it

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e non delude Il Vor 70 Maserati guidato da Giovanni Soldini attraversa l’oceano e vince la sfida di velocità su un monoscafo. Un’impresa impegnativa ed emozionante che secondo lo skipper milanese sarà difficile da battere tteessttoo d dii SSiillvviia aM Moon ntta aggn na a ffoottoo d dii B Ba arrb ba arra a LLeed dd da a


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Record CADICE-SAN SALVADOR

Un record del mondo a vela non è mai una cosa semplice. Anche se ti chiami Giovanni Soldini, sei a bordo di uno scafo supertecnologico, hai un equipaggio da urlo e di imprese di mare – non c’è che dire – te ne intendi. Ed è anche per questo che le 3.884 miglia

L’equipaggio

(4.632 quelle reali) in oceano Atlantico dalla Spagna alle Bahamas percorse in 10 giorni, 23 ore, 9 minuti e 2 secondi, in diretta web e social network, hanno appassionato tanto. A cominciare dalla partenza «da cardiopalma – come lo stesso Soldini la definisce sul diario di bordo –, in una zona dove ci sono appena 5 metri d’acqua. Siamo partiti con marea alta, ma con un metro e venti di marea avevamo un margine di appena 80 centimetri sotto al bulbo. Vi assicuro che manovrare la barca lì dentro è stato un bello stress». Per poi continuare con una costola incrinata del tedesco Boris Herrmann, navigatore, che ha sbattuto contro un winch per la forza di un’onda, uno spi rotto a causa di una raffica di 30 nodi e un problema tecnico al sistema idraulico della chiglia durante le ultime, adrenaliniche, battute. In una corsa contro il tempo, iniziata alla grande («Cadice-Gran Canarie in 36 ore!»), dove ogni dettaglio è stato studiato in partenza, preparato, organizzato, ma dove tutto sottosta sempre al volere di Poseidone e dei venti. Tutto può cambiare. Così Giovanni sul suo diario on line a 1.500 miglia al largo delle Canarie: «Il clima è diventato mite e il morale di bordo alle stelle. Finora siamo veramente andati forte».

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Giovanni Soldini Skipper

Boris Herrmann Navigatore

Brad Van Liew Watch Leader

David Vera Whatch Leader

Nasce a Milano il 16 maggio 1966 e comincia a navigare in barca a vela da bambino. Il suo curriculum parla da solo: 21 anni di regate oceaniche, due giri del mondo in solitario e più di 30 transoceaniche sia in solitario sia in equipaggio. Tra le varie onorificenze, il 12 febbraio 2004 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana.

Tedesco, classe 1981, è tra i 10 migliori timonieri in classe 505 tra il 2005 e il 2007, ha tagliato il traguardo 11° nella Minitransat (2001), 2° all’Artemis Transat in solitario con il Class 40 Beluga (2008), 1° nella Global Ocean Race, il giro del mondo in doppio riservato ai Class 40, 5° a bordo del 60’ Neutrogena nella Barcellona World Race, il giro del mondo in doppio senza scalo (2010/11).

43 anni, di Charleston (South Carolina), è l’unico americano ad aver concluso tre giri del mondo in solitario e l’unica persona al mondo ad aver vinto il giro del globo a tappe in solitario aggiudicandosi tutte le tappe. Palmarès: 3° posto Around Alone 1998/99, 1° posto Around Alone 2002/2003, 1° posto Velux 5 Oceans 2010/11.

Sposato, tre figli, vive a Playa Blanca (Lanzarote). Campione mondiale Soling ’93 e ’95, olimpionico Soling ad Atlanta nel ’96, ha partecipato ai più importanti circuiti internazionali: Extreme 40, TP52, GP42, 50’. Nel 2008/09 ha gareggiato nella Volvo Ocean Race come prodiere a bordo di Telefonica Black e Telefonica Blue.


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Gabriele Olivo Trimmer

Guido Brogli Boat Captain

Corrado Rossignoli Primo prodiere

Marco Spertini Secondo prodiere

Originario di Belluno, classe 1971, è l’unico italiano ad avere partecipato all’edizione 2008/2009 della Volvo Ocean Race come media crew member su Telefonica Blue. Vanta diverse esperienze in regate d’altura: tre Rolex Sydney Hobart, due Tour de France à la Voile nonché numerose partecipazioni alla Giraglia Rolex Cup e alla Rolex Middle Sea Race.

Milanese, classe 1971, ha all’attivo migliaia di miglia in oceano. Dal 1998 al 2005 è stato il team leader nella costruzione e preparazione sportiva dell’open 60 Fila e del trimarano Tim di Giovanni Soldini, partecipando a tutte le regate in equipaggio.

Nato ad Alessandria nel 1977, ha partecipato alle più importanti regate d’altura del mondo, sempre come prodiere, gareggiando nei circuiti delle classi Maxi, TP52 e Ims (al suo attivo quattro Rolex Middle Sea Race e 11 Giraglia Rolex Cup). Nel 2008 è stato prodiere di +39 nell’America’s Cup Challenge. Nel 2009 è nel Class 40 Telecom Italia di Soldini ottenendo un 2° posto alla Rolex Fastnet Race.

Dal 2001 al 2005 ha lavorato con Giovanni Soldini sul trimarano Tim sia come shore team sia come equipaggio. Nel 2009 ha fatto parte dell’equipaggio del Class 40 Telecom Italia durante la Rolex Fastnet Race.

Demis Alcaras Responsabile della logistica a terra Nato a Genova nel 1972, ha sempre lavorato sui Maxi sia occupandosi della costruzione sia facendo parte dell’equipaggio in regate internazionali.


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Vor 70 Maserati È la barca che ha partecipato al giro del mondo in equipaggio 2008-2009. Uno scafo supertecnologico di oltre 20 metri che si è rivelato il monoscafo più veloce del mondo grazie all'albero in carbonio di oltre 30 metri, alla chiglia basculante, ai serbatoi di zavorra mobili (water ballast), alle derive di prua mobili (canard), alle linee d’acqua tiratissime e alle strutture in materiali compositi. Spiega Giovanni: «Dopo tre mesi di cantiere Maserati è una barca il 10% più leggera e più potente, con maggiore capacità di raddrizzamento. Abbiamo lavorato per ottenere un assetto più poppiero rendendo così l’imbarcazione particolarmente adatta alle andature più veloci». LA SCHEDA Volvo Open 70 Lunghezza m 21,5 • larghezza m 5,7 • pescaggio m 5,3 • randa mq 172 • genoa mq 140 • spinnaker mq 500 • altezza albero mq 31,5 • peso kg 12.500 • angolo massimo di chiglia 40 gradi

Ma poi, a due giorni dall’arrivo, diventa difficile: «Diluvia, siamo zuppi, impegnati in continue manovre per fare andare la barca il più veloce possibile. Ma il vento è instabile, ci sono raffiche improvvise, dobbiamo stare veramente attenti». È così tra tempeste, sole, onde e sudore che il 13 febbraio la “super” Maserati, un po’ acciaccata dalle fatiche, tocca San Salvador ed è record. «Un risultato che sarà molto spinoso da battere», commenta al traguardo il contentissimo skipper milanese. Il Vor 70 Maserati proseguirà senza fermarsi verso Charleston, South Carolina, dove verrà sottoposto a completa revisione. Altre due importanti sfide attendono Soldini e il suo equipaggio: Miami-New York (sulle 24 ore) e New York-Cape Lizard (UK). Tutti percorsi oceanici monitorati dal World Sailing Speed Record Council, l’organismo internazionale che certifica i migliori tempi di percorrenza sulle rotte storiche dei clipper.

4.632 miglia reali (anziché 3.884 teoriche, dato il percorso disegnato a Un totale di

zigzag) a colpi di strambate per sfruttare il vento, con una media finale di .

17,6 nodi

Boero La sfida in diretta web: 31.000 utenti singoli hanno visitato sito http://maserati.soldini.it/, 61.000 sono stati i follower di Giovanni Soldini su Twitter, 11.000 i suoi fan su Facebook.

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La Divisione Yachting del Gruppo Boero è sponsor tecnico della barca Maserati. I marchi Boero YachtCoatings e Veneziani Yachting sono stati scelti dall’equipe di Soldini per l’offerta di prodotti sviluppati appositamente per imbarcazioni da competizione. Alla carena è stato applicato un ciclo di pitturazione costituito solo da due prodotti – per poter così ridurre il peso della struttura – che rientrano nella gamma del marchio Veneziani Yachting e sono: Adherpox, ultimo ritrovato per garantire adesione e impermeabilizzazione, e l’antivegetativa Speedy Carbonium, a ridotto contenuto di biocidi altamente biodegradabili e di carbonio, che grazie alle micro particelle permette di ottenere una superficie liscia, favorendo la scorrevolezza dello scafo con una buona protezione dall’aggressione del fouling marino. Il fuoribordo è stato invece trattato con Durepox (sempre sotto il marchio Veneziani Yachting), sistema epossi-uretanico ad alta pigmentazione. Nella sovrastruttura è stato infine applicato il prodotto Challenger HS Clear, della linea Boero YachtCoatings. Si tratta di una finitura trasparente a basso Voc, che offre una valida protezione dai raggi uv e, in quanto lucidabile, permette di avere sempre una superficie brillante e speculare.


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«

Abbiamo stabilito un ottimo time reference che sarà molto difficile da battere. Peccato solo per l’ultima notte che è stata parecchio movimentata. Abbiamo avuto un problema tecnico al sistema idraulico della chiglia, che non si muove più. Siamo stati tutti svegli, abbiamo navigato con la chiglia fissa al centro ma ovviamente siamo andati più piano. In ogni caso non si poteva sperare di fare meglio. Abbiamo azzeccato tutte le scelte meteo e sono molto soddisfatto delle prestazioni della barca e dell’equipaggio. Giovanni Soldini

»

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A bordo anche strumenti di navigazione B&G: sistema H3000, Broadband radar 4G, display pilota Gpd, Acp2 centralina pilota, bussola Fluxgate Halcyon 2000 e Halcyon Gyro, Zeus 8, testa d’albero verticale e orizzontale, sensori e scafo Speed e Depth, sensore di angolo di barra e inclinometro.


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Meteo

Barche a motore plananti e rottameteorologica Navigare su un’iimbarcazione veloce significa poter compiere la propria rotta in tempi brevi, riuscendo a cogliere degli intervalli di meteo favorevoli, ma ci si può trovare comunque di fronte a problemi. Alcuni punti importanti per capire quando la velocità, dal punto di vista della scelta della navigazione meteorologica, è un fattore positivo e quando critico ddii GGiiaannffrraannccoo MMeeggggiioorriinn**

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Le barche plananti, a seconda delle loro caratteristiche (dimensione, scafo, propulsione) e con condizioni meteomarine favorevoli, possono mantenere medie piuttosto elevate, intorno ai 20 nodi. Ciò significa, per esempio, prevedere di compiere la traversata da Genova a Calvi, in Corsica, in poco meno di sei ore. Possono quindi spostarsi, in tempi rapidi, da una zona meteorologica all’altra. Vista la particolarità del tempo nel Mediterraneo, fortemente condizionato dall’orografia, durante la navigazione il diportista potrebbe incontrare sulla propria rotta, anche nell’arco di poche ore, condizioni meteomarine molto diverse. Ad esempio si possono mollare gli ormeggi in una zona di venti deboli e mare calmo e ritrovarsi, inaspettatamente, in un’altra battuta da venti tesi e mare mosso. Rifacendoci alla rotta dell’esempio, nella stessa giornata succede spesso di osservare sul golfo di Genova condizioni meteomarine molto diverse da quelle presenti della zona di Capo Corso.

Capire quando è bene cambiare rotta Vi è talvolta una scarsa predisposizione del diportista a considerare che anche una barca planante può essere sorpresa da un cambiamento repentino delle condizioni meteomarine oppure che queste possono essere molto diverse in due aree marittime attraversate dalla stessa rotta. Ancor più rara, nella pianificazione della navigazione a bordo di un motoryacht, è la valutazione di una rotta alternativa che permetta di raggiungere un ridosso quando, sulla rotta tracciata inizialmente, le condizioni del vento e del mare si fanno impegnative. In pratica si è troppo spesso portati a credere che la situazione meteomarina resterà pressoché identica lungo l’intera rotta, a causa di una scarsa conoscenza della meteorologia del Mediterraneo, dalla sottostima di

Alcuni punti importanti

1. È determinante poter essere

aggiornati sulle condizioni meteomarine in atto e previste sulla rotta tracciata, potendo contare su dati osservati e bollettini relativi anche alla zona di destinazione. 2. Equipaggio e timoniere non devono dare per scontato che il mare si mantenga uguale per l’intera navigazione. 3. Specie nelle traversate va considerata “critica” una previsione di venti contrari, anche se di moderata intensità. Si deve sempre avere l’accortezza di ridurre la velocità e, quando necessario, di decidere un cambiamento di rotta che permetta di raggiungere un ridosso con un’andatura più favorevole o addirittura portante. 4. Vanno studiate, in determinate condizioni meteo, le difficoltà di

Un tramonto velato e la

diminuzione della visibilità possono essere il preludio di un cambiamento del tempo. Per questo

è necessario osservare continuamente le variazioni meteorologiche anche tramite l’aiuto degli strumenti.

entrata in un porto e vanno verificati sul portolano i relativi venti di traversia (che rendono difficoltosa la sosta in quell’approdo). 5. È necessario stimare le ore di navigazione e i consumi di carburante anche in funzione di condizioni più impegnative del previsto. In conclusione, il principio che la velocità sia un fattore di sicurezza della navigazione a motore resta valido purché si consideri che la velocità stessa impone a bordo di un motoryacht una più accurata valutazione delle condizioni meteo. Ecco perché sono perplesso quando, ad esempio, sento qualcuno affermare con troppa sicurezza: «Con la mia barca navigo solo quando il mare è buono e, a 25 nodi di media, impiego appena quattro ore… per traversare!».

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Meteo

La presenza di onde formate è particolarmente problematica per le imbarcazioni plananti che, a causa della loro conformazione, risultano maggiormente instabili rispetto a quelle dislocanti.

alcune importanti problematiche della navigazione e di inesperienza.

Con il mare in prua Premesso che ogni imbarcazione ha delle caratteristiche che la rendono più o meno marina, in genere si osserva che una barca planante è veloce e plana bene con mare “buono” quasi calmo o poco mosso, ma se invece è mosso e l’onda è “contro” le cose si complicano. Se il vento e il mare si alzano di prua e sono contrari alla rotta, già a partire da mare agitato (forza 3 secondo la scala Douglas, con onda compresa tra 0,5 e 1,25 metri) lo yacht sarà costretto a ridurre la sua andatura per non “picchiare” troppo sulle onde e non sollecitare eccessivamente le strutture.

La navigazione inizia a farsi impegnativa

Navimeteo inaugura una nuova sede corsi In occasione dell’apertura di una sala didattica presso il porto di Chiavari, Navimeteo propone corsi di meteorologia a prezzo agevolato. I corsi, tenuti da Gianfranco Meggiorin, tra i maggiori esperti italiani di meteorologia applicata alle attività marittime, hanno un approccio pratico che ben si adatta all’esigenza della gente di mare di contare su un servizio di assistenza con informazioni semplici e immediate, alla portata pure dei meno esperti. Un’occasione unica per capire le regole della sicurezza in mare. Contattare Navimeteo per informazioni su date e costi, navimeteo@navimeteo.it - tel. 0185 456128.

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Vanno considerati poi il disagio a bordo per tutto l’equipaggio, la fatica del timoniere che deve agire su timone e motori per “passare” in modo morbido le creste, gli spruzzi e le onde che riducono la visibilità. Con mare mosso di prua, inoltre, i consumi di carburante e il tempo stimato della navigazione aumentano notevolmente. Abbiamo quindi visto che, in una situazione come quella qui descritta, lo “scenario” della navigazione si può trasformare rapidamente. Naturalmente l’ipotesi vale anche in positivo, quando le condizioni di navigazione migliorano.

Non va però dimenticato che per generare mare mosso, come nell’esempio, è sufficiente un vento moderato di una quindicina di nodi (forza 4 della scala Beaufort), a conti fatti poco più di una brezza tesa. Se poi i venti fossero più forti e il mare più formato? Il vento apparente, se contrario alla rotta, è dato dalla sommatoria del vento reale con il vento di velocità del mezzo, ragion per cui a bordo, se si viaggia a 14 nodi e il vento reale è di 15 nodi, in coperta il vento sferzerà a circa 30 nodi… Certo, se si naviga in prossimità della costa e con dei ridossi vicini si può sempre trovare un buon porto o una rada protetta, ma se ci si trova in mare aperto bisognerà comunque decidere come gestire le miglia che ci restano. *www.navimeteo.it


DELLA PASQUA

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IMP. SHOPPING

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La boutique

Tecnologia,

À la pa

ge

arredamento indoor e outdoor, orologeria. Questi sono i temi degli acquisti di aprile, tutti moderni e preziosi, utili e inimitabili, sempre con un “tocco in più” che li distingue con discrezione di Marina Mancuso

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Saga

La collezione di divani outdoor di Roche Bobois firmata Christophe Delcourt si chiama Saga ed è composta da prodotti ispirati alla natura e caratterizzati dalla struttura in legno di acacia massiccio tinto a olio. Roche Bobois collabora con designer di talento già dagli anni ’60 (Pierre Paulin, Marc Berthier, Olivier Morgue) e continua a circondarsi di importanti creatori europei, tra cui René Bouchara, Philippe Bouix, Luigi Gorgoni, Hans Hopfer, Sacha Lakic, Cédric Ragot, Daniel Rode, Stéphane Lebrun, Paola Navone, Roberto Tapinassi & Maurizio Manzoni, Sophie Larger e Carlo Zerbaro. www.roche-bobois.com

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Millenary 4101

L’interno e l’esterno di questo orologio si trovano in un rapporto di continuità con l’intento di fondere funzionalità e design. Sono disponibili due modelli, uno in acciaio con cinturino in coccodrillo nero, l’altro in oro rosa con cinturino marrone. Il calibro 4101 è stato creato affinché ciò che di solito viene dissimulato sul lato del fondo sia visibile frontalmente: gli elementi di rilievo dell’architettura del movimento e del suo aspetto funzionale hanno un ruolo essenziale sul piano dell’estetica complessiva e si fondono con i codici identificativi della collezione Millenary. La cassa è in acciaio inossidabile o oro rosa 18 carati ed è impermeabile fino a 20 metri. Il cinturino in coccodrillo nero è cucito a mano a “grandi scaglie quadrate” con fibbia pieghevole in acciaio inossidabile o oro rosa 18 carati. La versione acciaio costa 19.650 euro, quella in oro rosa 32.350 euro. www.audemarspiguet.com 100


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Antonio Lupi

Exelen è un sistema per l’ambiente bagno caratterizzato da un innovativo concetto di combinazione di funzioni e piaceri, di spazialità e tipologie compositive. La collezione si sviluppa in lavabi, vasche e docce, mobili orizzontali e verticali, specchi e vetri che si fondono, si sovrappongono e si accostano in molteplici architetture. www.antoniolupi.it

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La boutique

Tony Cairoli

Quarto di Miglio ha dedicato al campione del mondo (cinque titoli) di motocross Tony Cairoli un orologio con cassa in acciaio, fondo in acciaio a vite con vetro e quadrante in carbonio multilivello con lancette con lumi, cinturino in gomma e fibbia in acciaio pvd nero. Quarto di Miglio è un’azienda che ha trasformato la passione per i motori in oggetti da polso, grazie alla collaborazione tra Marco Colombo, fondatore ed ex direttore generale di Meccaniche Veloci, e Alessandro e Matteo Cavadini, storica famiglia di orologiai che da più di 50 anni progettano strumenti di misurazione del tempo per diversi brand mondiali. www.quartodimiglio.it

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Spillray

Axo Light ha firmato una linea composta da affascinanti giochi di calici in vetro, trasparenze che si sovrappongono e colori a contrasto disegnata da Manuel Vivian. Sono luci di diverse tipologie: sospensioni, applique, plafoniere e lampade da tavolo. Le tonalità usate sono cristallo, arancio, rosso e grigio, mentre il materiale è vetro con montatura in metallo cromato. www.axolight.it

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BeoVision 12-65

Progettato dalla David Lewis Designers, BeoVision 1265, oltre all’uso di un pannello NeoPdp, dotato della tecnologia al plasma più recente, ha due profili in alluminio piegati a V per creare un’illusione ottica che conferisce al televisore un aspetto particolarmente sottile e leggero. Il telaio è un foglio in alluminio nero con uno spessore di pochi millimetri che dà l’idea di una superficie di vetro continua e senza punti di giunzione visibili. È stata usata la tecnologia Icepower, 102

che permette un risparmio di spazio a parità di prestazioni. Il sistema audio contiene quattro amplificatori Icepower da 80 watt per i toni midrange e un amplificatore da 40 watt per quelli alti. Il pannello NeoPdp comprende un nuovo tipo di fosforo con un tempo di ritenzione molto breve che offre migliori prestazioni 3D e in movimento in una visione 2D. È dotato, inoltre, di Automatic Colour Management per compensare gli effetti di invecchiamento comuni della tecnologia al plasma. www.bang-olufsen.it


3_YAMAHA_janneau

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IMP. SIGARO

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Passioni SIGARI

Domanda (e risposta) curiosa Una volta mi è stato chiesto se il sigaro sia

arte e io ho dato una risposta semiseria e criptica: «Forse sì, ma anche no. Perché

occorre saper distinguere tra estetica e cultura». Ne è seguito un silenzio imbarazzato di Mark Bosshard

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Il sigaro è indubbiamente stato creato per dare piacere. E ciò che dà piacere, quando non procura utilità, tradizionalmente riguarda l’estetica. D’altro canto non ogni forma di manifestazione umana – quando creativa ed estetica – veniva considerata arte. Tradizionalmente l’arte è stata concepita come manifestazione creativa dell’ingegno umano che richiede una perizia tecnica, oltre che portare a un risultato estetico. Oggi, ma la cosa risale già al secolo scorso, le cose sono cambiate: l’arte è andata via via confondendosi con la cultura in genere, nel senso che chiunque in qualunque modo comunichi un concetto, attorno al quale si genera un consenso sociale (entrando in tal modo nella cosiddetta cultura), per questa sola ragione può essere considerato artista. Ecco dunque perché il sigaro – che è estetico e richiede perizia tecnica, ma non esprime alcun messaggio culturalmente accettato (anzi!) – non è arte in senso moderno, ma può forse avvicinarsi al concetto di arte in senso antico. O forse no. Sopra, il sigaro del mese fotografato su un’opera di Salvador Dalí, Destino, 1946, olio su masonite, cm 77 x 3 x 61.

Partagas “Lusitanias” Questa volta ho tolto dall’humidor un “grande classico” del sigaro cubano. Anzi: un classico doppiamente grande, tanto per dimensioni quanto per gusto. Si tratta infatti di un monumentale double corona, con capa di colore medio-chiaro che emana un deciso sentore di cuoio. Quanto al gusto, non aspettatevi la tipica aggressività e la nota “piccante” di Partagas: questo gigante buono si caratterizza per una fumata che si apre con una forza media, connotata da un ampio e avvolgente aroma di cuoio e di spezie, per poi sciogliersi – nel secondo terzo – in un morbido profumo di miele, cuoio e mandorla che continua sino alla fine della fumata, in cui emerge, in coda, una leggera e piacevole nota piccante. Sigaro indubbiamente impegnativo e da fumatori esperti, ma molto probabilmente il miglior double corona che sia in circolazione.


INTERACTIVE

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IMP. LIBRI

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LIBRI

di Laura Biazzi

La vita, a partire dal mare Pubblicato per la prima volta nel 1951, ha venduto oltre un milione di copie e occupato i primi posti della lista dei best seller del New York Times per 86 settimane consecutive; è stato tradotto in 28 Paesi, ha ispirato un film premiato con l’Oscar e ha vinto il National Book Award e il John Burroughs Medal. L’autrice, Rachel

Da Trieste ad Arbe È il racconto di un viaggio in barca a vela lungo le coste dell’Istria e del Quarnero, a bordo di Naïf, un 14 metri in legno. Queste pagine non sono solo la descrizione di un’avventura a vela, ma anche di una terra e delle sue acque, con aneddoti,

Tra storia e anima Protagonisti quasi esclusivi di questo libro sono la cinquantaduenne Vivì Cholevas e il figlio Linos, trentenne, condannato all’ergastolo. Approfittando di una licenza premio di cinque giorni che il tribunale ha accordato al giovane (condannato nel 1997, la storia

Il mito di Portofino Gotta, scrittore di successo e innamorato del piccolo borgo ligure che scelse come buen retiro, traccia una breve storia di Portofino: dalle tante ipotesi sull’origine del nome al culto di San Giorgio e ai molti visitatori celebri (Corradino di Svevia, Riccardo re d’Inghilterra, 106

Carson, è madre e simbolo del moderno movimento ambientalista e ha scelto come protagonista assoluto il mare, con la sua origine ed evoluzione. Attraverso un linguaggio semplice e poetico, descrive le montagne e i canyon sommersi, il rapporto che nei secoli l’uomo ha avuto col mare, gli effetti dei venti e delle onde, fino a oltrepassare i limiti della nostra immaginazione raccon-

tando il modellamento delle rocce liquide che fluttuano nelle grandi maree. Nel volume ci viene rivelato un aspetto insolito e poco conosciuto della profonda e straordinaria verità circa la natura e la vita. Il mare rappresenta l’inizio e la fine: è lì che ha avuto origine il primo organismo vivente ed è lì che possiamo trovare testimonianza delle antiche civiltà scomparse.

Rachel Carson, Il mare intorno a noi, 2011, Orme Editori, Roma, € 18,00

curiosità e leggende, viste attraverso le lenti di due passioni che s’incontrano: l’amore per l’Istria e quello per il mare. Rosanna Turcinovich Giuricin è nata a Rovigno d’Istria, è giornalista, vive e lavora a Trieste presso il Centro di documentazione multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e

dalmata ed è corrispondente del quotidiano La Voce del Popolo. Stefano De Franceschi è nato a Udine, è giornalista e videoreporter. Autore di documentari e reportage in tutto il mondo, realizza diverse trasmissioni televisive dedicate al mondo dei viaggi, della montagna e del mare.

Rosanna Turcinovich Giuricin, Stefano De Franceschi, Una raffica all’improvviso, 2011, Il Frangente, Verona, € 12,50

del romanzo si svolge nel 2007), Vivì decide di concedere a se stessa e al figlio una breve vacanza nella zona archeologica di Delfi, l’ombelico del mondo antico, nella speranza di recuperare il rapporto con Linos, nel contempo vittima e carnefice, e di rivelargli che dieci anni prima è stata proprio lei a denunciarlo alla

polizia e a farlo incarcerare. Nel corso della narrazione emergono tutti i dettagli relativi all’infanzia e all’adolescenza di Linos, al disadattamento del ragazzo, alla storia personale di Vivì, al modo in cui quest’ultima scopre che il figlio è uno stupratore seriale e un assassino, fino all’elegiaca conclusione, altamente simbolica.

Ioanna Karistiani, Ritorno a Delfi, 2012, Edizioni e/o, Roma, € 19,50

Napoleone, Guglielmo II). Una guida letteraria che indaga sulla magia di un luogo dove «le case e le cose degli uomini ostentano una loro apparente povertà, e dove i ricchi fanno anch’essi tutto il possibile per umiliarsi nel loro godimento». Gotta vola con le parole sulla baia in cui si specchiano le casette dei pescatori, sulla piaz-

za dove gli uomini di mare portano in secco i loro gozzi e che finisce nell’acqua del porto, sui portici dove si affacciano le boutique di lusso, sui ristoranti che espongono i loro tavolini: un’oasi di pace in un luogo di incomparabile bellezza naturale che ha mantenuto intatta la sua magia nel corso dei decenni.

Salvator Gotta, Breve storia di Portofino, 2012, Mursia Editore, € 5,00


RAYMARINE

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Eventi UIM AWARDS GIVING GALA

Eccellenze

Premiati i 60 Campioni del mondo 2011 delle varie discipline di powerboating e i più importanti “eco-yacht” del

diporto internazionale con l’Environmental award, quest’anno vinto da Azimut con Magellano 50 con special nomination per Frauscher, Planet Solar e Mercury di Laura Biazzi

L’Uim, l’organo di governo internazionale della motonautica e membro riconosciuto del Comitato olimpico, di SportAccord e di Arisf, conta oltre 60 federazioni nazionali affiliate che rappresentano migliaia di piloti e appassionati, molti dei quali si sono dati appuntamento nella sua sede di Monaco per il terzo Uim awards giving gala svoltosi nella Salle des etoiles. Raffaele Chiulli e Andrea Dini, rispettivamente presidente e segretario generale della Uim, hanno accolto i partecipanti provenienti da tutto il mondo. Presenti tanti sportivi, vip, giornalisti e i presidenti delle 60 federazioni nazionali affiliate. Ospite d’onore era Saeed Hareb, amministratore delegato del Dubai international marine sport club, giunto a Monaco per ritirare lo Stefano Casiraghi memorial trophy, per il grande impegno profuso per lo sviluppo della motonautica nel Middle East. L’Italia svolge da sempre un ruolo primario e l’ambasciatore italiano nel Principato di Monaco, Antonio Morabito, ha

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ricevuto e sostenuto i numerosi atleti azzurri saliti sul prestigioso palco della Salle des etoiles dello Sporting di Monte Carlo. «Si tratta di un’occasione importante per ribadire il ruolo e il peso dell’Italia nel settore della motonautica che ha sempre rappresentato per il nostro Paese una disciplina sportiva portatrice di tanti successi a livello internazionale, con tanti campioni che hanno fatto la storia di questo sport – dichiara. – Per il nostro Paese è l’espressione della passione sportiva di un comparto produttivo, quello nautico, che è sempre leader a livello mondiale e importante testimonial del made in Italy». Per Chiulli il gala in pochi anni ha assunto una grande rilevanza per la motonautica ma soprattutto «ha riavvicinato molto al mondo della nautica».

Environmental award Il premio è stato istituito come riconoscimento dell’eccellenza nell’innovazione, nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie ecocompatibili. È aperto ad aziende, team e partner Uim, a cantieri, costruttori di motori, università, centri di ricerca e Ong, organizzazioni e addetti ai lavori che hanno apportato un significativo contributo alla nautica in termini di ecologia e sostenibilità. I criteri per la selezione sono l’innovazione, la praticità, il valore, l’usabilità, la fattibilità economica e i benefici per l’ambiente.


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Iso 9001, Iso 14001 e Ohsas 18001). Monta due Cummins di 425 cavalli common rail e dispone del sistema Easy Hybrid Plus, progetto disegnato dal dipartimento R&D di Azimut-Benetti per navigare fino a 7 nodi con motori elettrici nel silenzio più assoluto. Paolo Casani, ceo di Azimut Yacht, ha dichiarato: «Realizzare grandi yacht e porre attenzione al rispetto per l’ambiente e per i lavoratori fa parte del dna di Azimut».

Menzione speciale per la Fattibilità economica a Mercury Racing per Mercury 60 Efi e Optimax 200 XS

Vincitore: Azimut Magellano 50 di Azimut Yacht (Gruppo Azimut-Benetti) È un motoryacht che può navigare nel totale rispetto dell’ambiente, come certificato dall’omologazione in classe A e dalla notazione di classe Rina Green Plus. Tra le caratteristiche principali ci sono motori a basse emissioni, carena ed eliche ad alto rendimento, pellicole anti raggi uv per diminuire lo scambio termico lungo le superfici dei cristalli, tracking dei consumi e dei livelli dei serbatoi, illuminazione a led, laminazione in infusione dei principali componenti in vetroresina. Una seconda certificazione, la Fsc (Forest stewardship council), garantisce che il legno impiegato a bordo proviene da foreste gestite secondo criteri di ecosostenibilità (tagli programmati, ripiantumazione delle piante utilizzate) e che il processo di lavorazione è ecocompatibile così da rispettare anche standard sociali (certificati

Mercury Marine si impegna costantemente nello sviluppo di sistemi di propulsione nautici a basse emissioni. In questo ambito il dipartimento Mercury Racing ha introdotto tecnologie innovative sui fuoribordo, come sul 60 Efi Formula Racing utilizzato nelle gare Uim F-4S. Brunswick Marine Svezia e il dealer avevano iniziato a produrre questa serie di scafi circa sei anni fa con il nome Mercury Formula Four e il criterio principale combinava sicurezza e sostenibilità ambientale con motori a basse emissioni. Nel tempo sono cresciute le competizioni Uim per questo tipo di barche (con motori 4 tempi) in Svezia, Germania, Polonia, Norvegia, Ungheria, Francia, Olanda, Cina e altre nazioni Uim, con circa 60 imbarcazioni registrate in tutto il mondo. La domanda per motori “race” ecocompatibili è cresciuta nel tempo ed è quindi sorta la necessità di creare delle gamme

A lato, a sinistra, Francesco Ansalone ritira il premio per Azimut Yachts dalle mani del presidente Raffaele Chiulli, del segretario generale Andrea Dini, di Stefan Novak della IEA, International Energy Agency; sotto Marilyn Demartini ritira il premio per Mercury Racing da Vahur Joala, membro dello Uim Environmental Working Group.

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Eventi UIM AWARDS GIVING GALA

Alcuni campioni del 2011 Circuiti (primi) 1. VANDYSHEV Dmitriy Russia, 2011 World Champion - Circuit Endurance Pneumatics - Class 1 VANDYSHEV Roman, Russia, 2011 World Champion - Endurance Pneumatics Class 1 YESAYAN Armen, Russia, 2011 World Champion Endurance Pneumatics Class 1 Aquabike (primo) BULTEAU Julie, Francia, 2011 World Champion Aquabike Class Pro - Ski Women F1 Pleasure navigation (primo) GABBIANI Gian Maria, Italia, 2011 World Champion - Pleasure navigation Endurance Group B - Class Pro Offshore (primi) TUNCER Kerem, Turchia, 2011 World Champion Offshore Class 3-225 AKDILEK Alpay, Turchia, 2011 World Champion Offshore Class 3-225 Nations Cup TEAM UAE - AL HAMELI Ahmed, Eau, 2011 World Champion - Uim Nations Cup TEAM UAE - AL MANSOORI Majed, Eau, 2011 World Champion - Uim Nations Cup

di prodotti idonei. L’Optimax 200 XS Sst è diventato il propulsore ufficiale per le gare Uim F1H2O Nations Cup, dove tutti i partecipanti competono con un unico tipo di barca e motore. Allo stesso tempo Mercury Racing ha contribuito allo sviluppo delle gare Uim Class 3C offshore; l’Optimax 200XS Ros (Race offshore) ha sostituito il 2.0 Liter Mercury XR2 fuoribordo. Secondo Fred Kiekhaefer, il presidente di Mercury Racing, i clienti vogliono e chiedono di poter navigare in acque pulite e l’azienda ha sempre dimostrato una certa responsabilità nel voler ricercare il minor impatto ambientale possibile, anche durante le gare.

Menzione speciale per i Benefici ambientali a Planet Solar È la più grande barca a energia solare al mondo, con 537 mq di pannelli e 6 blocchi di batterie ione-litio. Il catamarano è un vero laboratorio sperimentale per la propulsione navale completamente elettrica ed ecocompatibile. La struttura in carbonio è molto resistente e il nome completo Tûranor Planet Solar significa “potenza del sole” nella mitologia di J.R.R. Tolkien. Varato a Kiel (Germania) nel 2012 presso i cantieri Knierim Yachtbau dopo 18 mesi e oltre 65 mila ore di lavoro, ha quasi completato il giro del mondo, dopo aver fatto tappa a Singapore, Mumbai, Abu Dhabi e altri luoghi per promuovere il trasporto “verde” e l’energia solare. Raphael Domjan, l’ideatore del progetto, afferma che «con il completamento del primo giro del mondo utilizzando la sola energia solare abbiamo dimostrato di avere a disposizione le tecnologie necessarie per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili».

Menzione speciale per l’Innovazione a Frauscher Il cantiere ha cambiato la percezione di un intero comparto, per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. La produzione di imbarcazioni elettriche è iniziata nel 1969 e in questo settore Frauscher è tuttora uno dei produttori di maggior successo. Risale invece al 2008 il primo sistema propulsivo ibrido per imbarcazioni da diporto, realizzato in collaborazione con Steyr Motors. Nel 2009 ha costruito, in collaborazione con due aziende austriache, la prima imbarcazione elettrica di serie con propulsione a celle combustibili di idrogeno. Nel 2010 ha preso il via una collaborazione con Mastervolt per disporre delle più avanzate tecnologie disponibili a livello internazionale e poter ampliare la tipologia di imbarcazioni elettriche in grado di utilizzare batterie al fosfato litio-ionico. Stephan Frauscher, responsabile vendite e marketing, dichiara che il cantiere continuerà lo sviluppo di prodotti eco-compatibili perché nel futuro le tecnologie “verdi” saranno sempre più importanti per l’ambiente e per tutto il diporto.

In alto a sinistra, l’ambasciatore italiano nel Principato di Monaco, Antonio Morabito con Raffaele Chiulli; a lato Stephan Frauscher riceve il premio da Riccardo Ballesio. 110


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Ad maiora

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semper Grandi progetti e importanti fermenti per la nautica del Lazio, grazie anche a una

importante sinergia tra pubblico e imprese. Lo Yacht Med Festival, che ogni anno diventa più completo e variegato, contribuisce con vitalità ed entusiasmo a questo processo pensieri e parole raccolti da Franco Michienzi

La quinta edizione dello Yacht Med Festival si svolge a Gaeta, dal 21 al 29 aprile, con l’intento di approfondire tutte le tematiche legate all’Economia del mare e alla Blue Economy, mettendo in primo piano il rapporto e il confronto tra formazione e imprese. La precedente edizione, con 25.000 mq di superficie espositiva, 18.000 operatori coinvolti e oltre 1.000 aziende rappresentate, aveva attirato oltre 100.000 visitatori e generato 8 milioni di indotto. Abbiamo intervistato Vincenzo Zottola, vicepresidente di Unioncamere Lazio e presidente della Camera di commercio di Latina. Qual è il ruolo della Camera di commercio nel territorio e, in particolare, nel distretto nautico? Nel Lazio è molto importante e ha instaurato un solido legame con le imprese della cantieristica navale. In questa regione il percorso è iniziato prima che in altre, per cui abbiamo dato un apporto strategico. Bisogna tener presente, d’altra parte, che il distretto della nautica laziale è stato il primo a essere concepito a livello nazionale.

foto di Rastrelli

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Incontri ravvicinati VINCENZO ZOTTOLA

Lo Yacht Med Festival

Nel frattempo, poi, si è iniziato a parlare di reti e filiere, per cui credo che stiamo assistendo a un superamento parziale del concetto di distretti e alcune cose andranno riviste, ma non significa che tutto il lavoro fatto finora sia stato inutile. Qual è, nello specifico, l’intervento di cui va più fiero? Certamente è l’aver creato, con Camera di commercio di Roma e Unioncamere Lazio, un sistema culturale che ci ha permesso di lavorare assieme, tanto è vero che sono quattro anni che il settore laziale della fornitura e della subfornitura ha una sola location. Quest’anno al Big Blu eravamo al Padiglione 7 con circa 11.000 mq di esposizione e una partecipazione di imprese superiore a quella dell’anno passato. Un altro punto di cui possiamo vantarci è la creazione dello Yacht Med Festival, che si distingue per alcune caratteristiche innovative che ci premiano: mentre i sistemi fieristici tradizionali sono in decremento per presenze e per vendite, la partecipazione delle imprese di tutto il settore dell’economia del mare allo Ymf sarà variegata e notevole.

vuole essere un Questo festival è destinato a un pubvero laboratorio blico regionale o più ampio? in cui operatori e professionisti di tutta l’area mediterranea

si confrontano con l’iintento di dare un contributo allo sviluppo della cultura del mare.

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L’ambito a cui ci rivolgiamo è internazionale, tanto che hanno partecipato tutti i più importanti Paesi del Mediterraneo, tra cui Spagna, Tunisia, Turchia e Malta. L’iniziativa dà certamente un forte contributo allo sviluppo della cultura nautica nel nostro Paese. Crede che questo processo sia a buon punto? Siamo in una fase ancora “embrionale”, perché avendo a disposizione 7.500 chilometri di coste al centro del Mediterraneo dovremmo e dovremo fare molto di più di ciò che è stato fatto finora. Lo Yacht Med Festi-

val vuole contribuire in modo importante a questo percorso, visto che riunisce innovazione, green economy, formazione e molti altri ambiti. Una caratteristica importante della manifestazione, per esempio, è il fatto di riunire 40 istituti nautici in un confronto sulle problematiche legate alla formazione del mare a cui parteciperà anche tutta la stampa specializzata. In questo momento la nautica sta soffrendo anche per la tendenza a identificare la figura del diportista con quella dell’evasore. Cosa si può fare in questo senso? Innanzi tutto comunicare in maniera corretta i dati, in base ai quali sappiamo, per esempio, che la maggior parte delle imbarcazioni in Italia sono di misura inferiore ai 10 metri e che la nautica costa come un qualsiasi altro hobby. Per quanto riguarda nautica e cantieristica noi ci aspettiamo alcuni interventi da parte del Governo e credo che molto si possa fare ancora per il charter e per la tassa di stazionamento. L’identificazione con gli evasori è ovviamente sbagliata, ma in Italia c’è da sempre la tendenza a rappresentare noi stessi peggio di come siamo. Come si misura l’efficacia di un intervento pubblico in un settore dal vostro punto di vista? Pensate di essere nella giusta direzione? È molto difficile fare un’analisi del genere. Nel 2002 e 2003 sono stati fatti dei provvedimenti importanti per nautica e cantieristica che ci hanno messo allo stesso livello di Paesi nostri competitor, come Francia e Spagna e, a partire da quel periodo, siamo passati da 12.000 a 45.000 addetti circa, e nell’indotto da 45.000 a 120.000 nel comprensorio.


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Sopra, nel tondo, Vincenzo Zottola dĂ un riconoscimento a Lucio Dalla durante la passata edizione dello Ymf. Le altre foto del servizio ritraggono alcuni momenti piĂš importanti e suggestivi del festival.


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Incontri ravvicinati VINCENZO ZOTTOLA

Valorizzazione dei territori,

innovazione e sostenibilità sono alcuni dei punti forti dello Ymf, che vuole approcciare la cultura del mare

in modo multidisciplinare

e creare un filo conduttore tra nautica, turismo, pesca, trasporti, artigianato, enogastronomia, formazione, portualità. 116

Credo che questo sia un dato eccezionale. Naturalmente oggi dobbiamo fare i conti con la crisi internazionale ma non dobbiamo perdere la leadership in un settore strategico come la cantieristica, importante quanto il sistema auto.

Che cosa pensa dei provvedimenti legislativi introdotti dal governo Monti? Credo che la tassa rappresenti un problema allarmante per l’economia del mare; circa 27.000 barche fino a oggi sono già andate via dall’Italia, con una perdita di oltre 100 milioni di euro. In base a questi dati si può calcolare che c’è stato un decremento del 35% dello sviluppo della cantieristica e 1 miliardo e 400 milioni di mancati investimenti nella portualità turistica,

che è deficitaria rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Sei Camere di Commercio (Salerno, Napoli, Caserta, Latina, Roma e Viterbo) già a ottobre dello scorso anno avevano sottoscritto un protocollo di intesa per favorire la creazione di una rete comune di imprese in modo da poter lavorare insieme, a livello di internazionalizzazione e di marketing territoriale, e abbattere alcuni costi. Purtroppo tra molte aziende è diffuso un certo malessere, poiché in tanti hanno smesso di credere nella possibilità di un ulteriore sviluppo. In questo momento la vicinanza del sistema camerale potrebbe rappresentare un supporto strategico e comunicare grande fiducia. Cosa si aspetta dalla prossima edizione del Festival e qual è il momento centrale della manifestazione? La parte più importante è sicuramente quella legata ai convegni, soprattutto quelli dedicati alla formazione, i cui protagonisti si confronteranno per trovare sistemi migliorativi da proporre ai ministeri competenti. È un momento fondamentale per cogliere i suggerimenti da parte delle imprese.


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Yacht Med Festival 2012 È l’unica fiera sull’Economia del mare rivolta al Mediterraneo ed è su questo aspetto che l’edizione del 2012 ha intenzione di puntare. Al centro della manifestazione, anche quest’anno, lo Yacht Village da la possibilità di effettuare prove in mare delle imbarcazioni. Confermate anche le aree espositive di Yacht Charter Expo, me Village, Stadio della vela, Villaggio a emissioni zero e l’Expo delle antiche Repubbliche marinare. Le principali novità in programma nell’edizione 2012 saranno: • 1° forum nazionale sull’economia del mare; • Eat med, il festival della cucina mediterranea; • 1° festival Regio Prima Latium et Campania • Libridimare Libridamare, festival internazionale dell’editoria del mare; • Salone internazionale della nautica e del mare accessibile Un mare diversamente abile; • Festival delle rievocazioni storiche; • Art med. Da non perdere anche il Festival della Musica mediterranea e i Mediterranean awards.

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IMP. MIAMI

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Eventi MIAMI 2012

Cartoline

da Miami

Il Salone americano ha registrato segnali di ripresa molto confortanti per la nutrita rappresentanza di aziende italiane della nostra industria nautica

Da sinistra a destra: Stefano Mulas e Andrea Lotti; la delegazione di Ucina con al centro il presidente Anton Francesco Albertoni; Antonio Pianta, Dino Salvemini e Luigi Foresti di Mase Generators.

Da sinistra, un Frauscher tra i megayacht; al centro, Norberto Ferretti, Paola Galeazzi e Gianni Zuccon.

Da sinistra, Massimo Perotti di Sanlorenzo; Marco Stroppiana, Roberto Zambrini e Cristina Fagioli di Mondo Marine.

Da sinistra, lo stand di Sessa Marine; Carlo Cerri; la nave da diporto FB253 Diamonds are forever di Benetti.


IMP. MIAMI

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Andrew Schneider di Marine Max e Paolo Casani di Azimut.

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A sinistra, Danielo Scaburri di Uniesse; al centro, lo stand di Cranchi; a destra Francesco Frediani e Maurizio Balducci di Overmarine.

Da sinistra, Tiziano Porcedda di Yachts Group; Alberto Perrone Da Zara di Ferretti; Tilli Antonelli di Wider e Otello Sattin di Rolla.

Da sinistra, Carla Demaria di Monte Carlo Yachts; Nico Laude di Whyko, Vasco Buonpensiere di Cantiere delle Marche, Marco Fiorani di Whyko e Mario Pedol di Nauta Yachts; Cesare Mastroianni di Absolute.


IMP. SEATEC 2012

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SEATEC COMPOTEC 2012

E sono dieci

Hanno preso parte alla rassegna 7.086 visitatori professionali di cui il 6% stranieri. 632 presenti per Seatec, 407 marchi italiani e 228 esteri, mentre Compotec ha visto la partecipazione di 125 brand ddii NNiiccccoollòò VVoollppaattii

Quella del 2012 è stata la decima edizione del Seatec e, tornando indietro con la memoria, i passi in avanti rispetto alle primissime esposizioni sono stati da giganti. Dieci anni fa c’era un solo padi-

Tra le iniziative più apprezzate c’era Greentec, una foglia verde che ha evidenziato gli espositori con prodotti o processi produttivi e tecnologie attente alla sostenibilità ambientale, al recupero dei materiali e al loro riutilizzo. 120

glione, non moltissimi espositori e soprattutto subfornitura. La fiera aveva comunque ragione di esistere. Si tiene, infatti, a pochi passi da quella che era (e forse è ancora) la culla della cantieristica italiana: Viareggio. Certo i passi da gigante delle edizioni di qualche anno fa hanno lasciato il posto a quelli da formica di questi ultimi due. Non è colpa degli espositori, né degli organizzatori. Il settore non se la passa molto bene e, di conseguenza, anche una fiera B2B non fa i salti di gioia. Tuttavia c’è stato un discreto afflusso di visitatori e si è vista qualche novità interessante. Raymarine, dopo il plotter multifunzione e7, ha presentato per la prima volta in Italia i display e95 ed e125, con schermi da 9 e 12 pollici, tecnologia Hybridtouch, connettività wi-fi e Bluetooth. Altra tendenza ormai irreversibile è quella di protocolli di comunicazione sempre più condivisi. Questo concetto tradotto si legge Nmea2000, protocollo di comunicazione che favorisce la sinergia tra prodotti e aziende. È il caso di Mastervolt e Bep, con prodotti che comunicano su rete Can Bus. Il risultato è che il monitoraggio batterie MasterShunt e i caricabatteria ChargeMaster possono ora essere collegati alla stessa rete. I team di progettazione delle due aziende hanno elaborato il CZone Master Bus Bridge, un collegamento plug-in che permette di far dialogare le unità di entrambi i produt-

tori. Pompe, allarmi, caricabatterie e monitor si controllano dallo stesso display o dai plotter multifunzione di Simrad e B&G. Per quanto riguarda le invenzioni che possono contribuire a migliorare la vita a bordo, vale la pena segnalare Sentinel di Forniture Nautiche Italiane. Le pompe di sentina ad attivazione automatica hanno tutte, più o meno, il problema che stando a contatto con l’acqua di mare, prima o poi, si ossidano. Sentinel, invece, tiene a bagno solo i due sensori (due piastre in acciaio inox Aisi 316). L’interruttore di sentina viene collocato in un posto all’asciutto, distante dalla sentina, per evitare corrosione e correnti galvaniche. Nel campo delle nuove tecnologie c’è il Netskipper commercializzato da Nav Communications, una società con sede in provincia di Bologna. Che cos’è Netskipper? Un router multiwan capace di gestire qualsiasi connessione a bordo che supporta contemporaneamente le reti Gsm, Gprs, Umts, Hsdpa, wi-fi e Sat e garantisce una connessione al web al 100% (o quasi), indipendentemente da dove ci si trovi. Infine, Navimeteo offre un servizio che aumenta sensibilmente la sicurezza in navigazione: NavimeteoPilot, che permette di consultare previsioni geolocalizzate e di usufruire del sistema tracking. La centrale di Navimeteo seguirà la vostra rotta, inviando avvisi meteomarini e bollettini direttamente sullo Smartphone. Per attivarlo basta scaricare dallo store dello Smartphone l’app NavimeteoPilot. Poi si deve creare un account personale e, infine, inserire username e password. Una volta compiute queste operazioni, sull’iPhone o Smartphone che sia, si riceverà tutto il meteo della zona in cui ci si trova.


RANIERI

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IMP. COMPONENTI

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Componenti e IMPIANTI

Dettagliche

fannoladifferenza

Un’attenzione particolare al design e alla personalizzazione del proprio yacht, grazie ad accessori studiati nei minimi particolari e appositamente concepiti per il settore nautico

di Laura Biazzi

Infinity Lux Evoluzione della poltrona Infinity, di cui richiama il design, questa versione ha una forma più slanciata che riduce l’ingombro nella postazione di comando, senza rinunciare al comfort. Più spazio alla personalizzazione, con la possibilità di rifinire i dettagli del rivestimento in sky o pelle con inserti in acciaio o tessuto. Per le sue caratteristiche, questa poltrona soddisfa le necessità di chi deve affrontare lunghe navigazioni: grazie alla sua seduta ergonomica, all’inclinazione dello schienale e al poggiapiedi regolabile garantisce una comodità assoluta. È girevole a 180°, con movimenti automatici di scorrimento e alzata di seduta. Tutte le poltrone pilota Besenzoni sono progettate per le postazioni di timoneria, sia in interno sia in esterno, con un’ampia gamma di soluzioni di movimentazione e regolazione che assicurano la posizione di guida più comoda ed efficiente. www.besenzoni.it

Meb Marine Underwater Light Altraluce International presenta la serie composta da cinque modelli di faretti subacquei per illuminazione di yacht, piscine e tutto ciò che abbia attinenza con l’acqua. Quattro sono le versioni con luce bianca, una è Rgb (Red green blue) per lo sviluppo di luci colorate. Certificati Rina, dotati di grande potenza, con tecnologia led “minor consumo”, sono caratterizzati da bassa temperatura, alta 122

affidabilità e scarsa manutenzione. La peculiarità tecnica dei faretti è la loro smontabilità, intervenendo direttamente dall’interno della barca. La serie è stata per la prima volta installata sullo yacht FB249 Adora dei cantieri Benetti varato nel 2010 e riequipaggiato nei mesi scorsi con luci più pertinenti alle esigenze della navigazione. www.altraluce.it


NUOVA JOLLY

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IMP. COMPONENTI

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ELETTRONICA

Display multifunzione e95/e97 ed e125/e127 Raymarine ha lanciato di recente i nuovi formati, medio e grande, dei display multifunzione (Mfd) e-Series che seguono il compatto e7. La e-Series HybridTouch, caratterizzata da innovazioni tecniche, accesso intuitivo alle informazioni e ai comandi del sistema, potenza, collegamenti in rete estesi e connettività wireless, vanta ora due modelli più grandi che saranno anche disponibili nella versione tradizionale (non-touch) con la c-Series. Grazie all’applicazione Raymarine Viewer i display e/c-Series sono in grado di inviare video in streaming direttamente ad Apple iPad (1 e 2) e iPhone (4 e superiore) in tempo reale, mentre con la connessione wi-fi si potrà accedere a tutte le schermate dei display, che si tratti di carte di navigazione, immagini termiche, informazioni radar o fishfinder, da qualunque punto dell’imbarcazione tramite i dispositivi iOS mobile. La connessione Bluetooth consente il controllo della e-Series e c-Series tramite il comando a distanza Rcu-3, che può essere installato sulla ruota del timone o utilizzato come portatile. I display lcd sono ultraluminosi con retroilluminazione a led. www.raymarine.it

Intellian Vsat V80g Arimar propone l’antenna Vsat Ku-Band v80G di Intellian Technologies che soddisfa le esigenze di connessione a banda larga via satellite per imbarcazioni da diporto, professionali e navi mercantili. È dotata di un sistema stabilizzato a tre assi in grado di garantire ottime performance. Presenta una parabola di 82 cm di diametro e prevede una copertura satellitare anche in condizioni meteo avverse. Garantisce una connessione internet veloce a bordo e può essere utilizzata per aggiornamenti meteo e

Radar AS 12RD2KW e AS 21RD4KW Questi radar di Humminbird sono dotati di grande precisione e potenza di trasmissione. È possibile vedere sullo schermo dello strumento tutto chiaramente, sia che si tratti di stormi di uccelli, boe o altre imbarcazioni in acqua. Sono particolarmente resistenti, affidabili e si connettono facilmente alla rete Ethernet Humminbird con i moduli plug & play. La potenza di trasmissione 124

cartografia, e-mail, trasferimento file e immagini, video conferenze, VoIP e back up database. Il range di elevazione dell’antenna V80G è molto ampio, -15°/+110°, garantendo un’eccellente resa anche a livelli di latitudine che normalmente risultano critici (ad esempio nelle aree della penisola scandinava e delle regioni equatoriali). V80G garantisce performance e possibilità di tracking di alto livello con la stessa affidabilità delle antenne di diametro superiore. L’antenna V80G può essere abbinata su richiesta ad antenne tv sat con radome esteticamente identico e delle stesse dimensioni. www.arimar.com

fino a 4kW consente un accurato rilevamento degli obiettivi sia a breve sia a lunga distanza. Entrambi i modelli sono provvisti delle funzioni Vrm (Variable range marker) e Ebl (Electronic bearing line) regolabili per precise informazioni di rilevamento di ogni target. L’intensità variabile dei target aiuta a giudicare le condizioni meteo e a distinguere tra imbarcazioni grandi e piccole. È inoltre utilizzabile con i fishfinder Humminbird delle serie 800, 900, 1100, dotati di interfaccia Ethernet. www.europesca.it

Sonar XD Per ogni esigenza di profondità il sonar XD di Geonav garantisce elevate prestazioni e facilità d’uso, sia che si voglia pescare o tenersi alla larga da possibili ostacoli. Lo strumento offre un rapido aggiornamento dello schermo, una ricca tavolozza di colori e un sonar a doppia frequenza 50/200kHz con una potenza di trasmissione fino a 2kW integrato in ogni display multifunzione G12 e G10. È dotato di un ricetrasmettitore da 2kW in grado di raggiungere profondità fino a 1.000 metri circa. Il cono di precisione da 200kHz consente di rilevare i pesci, le strutture e il profilo del fondale. Il cono a bassa frequenza da 50kHz esplora più in profondità e offre un’area di ricerca più ampia. È possibile visualizzare i due coni separatamente, affiancati sullo schermo oppure combinati in un’unica immagine. Il sonar XD consente di impostare la luminosità e il contrasto in ogni condizione di luce e di individuare i pesci in due viste contemporaneamente sullo stesso schermo. Può essere inoltre combinato con un’ampia scelta di visualizzazioni di mappe, radar, video e dati. www.arimar.com, www.geonavmarine.com


victori

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IMP. MARCO ABBATE

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Incontri ravvicinati MARCO ABBATE

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IMP. MARCO ABBATE

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Tecnologiaecontinuità Quasi non si contano i record che caratterizzano la storia del cantiere e della famiglia Abbate. Non parliamo solo di velocità, ma anche di produzione, evoluzione e avanguardia costruttiva. Elementi riproposti nel nuovo modello B 41’, che si avvantaggia di prove nella galleria del vento pensieri e parole raccolti da Franco Michienzi

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Era il lontano 1870 quando Giuseppe Abbate costruì le prime imbarcazioni destinate a bisogni primari: pesca e trasporto di alimenti da un parte all’altra del lago di Como. La passione di quell’epoca è stata tramandata e sviluppata attraverso le generazioni seguenti e oggi si sposa con la tecnologia più avanzata, con un approccio dinamico di cui le sinergie con Pininfarina e Dac Racing ne sono la più stretta testimonianza. Abbiamo incontrato Marco Abbate – quarta generazione, figlio di Bruno Abbate – oggi a capo del cantiere, e ci ha svelato i “segreti” dell’ultima nata e le strategie per il futuro.

Come state affrontando questa crisi economica così violenta? Stiamo facendo un modello nuovo, dopo il 62 piedi stiamo ultimando il 41 in collaborazione con Pininfarina: investiamo nello sviluppo della gamma. Il 62 era nato nelle nostre menti in un momento differente, se avessimo dovuto decidere oggi probabilmente sarebbe stato un 26. Ora però dobbiamo finire quello che avevamo già iniziato e in futuro si vedrà. Qual è il problema più grande del settore nautico? L’essere accomunati ai ladri. È vero che alcuni disonesti frequentano la nautica ma non penso che questa generalizzazione faccia bene al comparto. Ci sono controlli ovunque, nei porti e in acqua.

Primatist e la famiglia Abbate hanno un’anima sportiva da sempre, evidente nelle manifestazioni nautiche ma non solo: dal Trofeo Guido Abbate al Primatist Trophy passando per il Motomondiale, il Ferrari challenge, l'offshore, l’inshore di motonautica e il rally. Nel rendering, il B41’ visto di profilo.


IMP. MARCO ABBATE

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Incontri ravvicinati MARCO ABBATE Questo atteggiamento è una posizione culturale o deriva dall'evasione fiscale dilagante? Siamo contenti per un determinato tipo di controllo, ma non deve diventare una vessazione. La barca si utilizza di solito un mese all’anno e se in questo periodo devo passare un’ora o due al giorno con la Guardia di finanza, allora anche il giro per mare diventa fastidioso. Alcuni miei clienti che mi hanno detto che hanno intenzione di spostare la barca all’estero (in Francia per esempio). È un serio problema per il nostro sistema di produzione e di ricezione.

Che cosa si può fare per invertire questa tendenza? Non credo che noi operatori possiamo fare molto perché dipende dall’acquirente: è lui che dovrebbe cambiare atteggiamento. In Italia abbiamo uno dei paradisi nautici mondiali e dovremmo riuscire a far capire a chi governa che le decisioni devono essere orientate verso lo sfruttamento del valore che abbiamo e non contro chi usa l’oggetto barca. Il discorso vale anche per aerei, elicotteri, auto di lusso, prodotti che costano molto e sono destinati a pochi, ma che favoriscono il mercato delle piccole imprese e dei piccoli artigiani. Io sono sardo d’adozione e mi chiedo quest’anno come sarà Oggi si vedono scafi improbabili, sembrano Cala di Volpe, il campo boe… Tenuto conto della difficile cassonetti, ma il mare situazione, un’azienda che è sempre il mare, non opera nel settore cosa può fare si è ancora trasformato per sopravvivere? Dovrebbe puntare sulla qualità e in asfalto, e sull’eccellenza dei servizi, sulla cura del cliente (dal rimessaggio all’organizzazione dei piccoli tour, dal posto barca alla gestione di bordo). E per quanto riguarda il prodotto? Aumentare l’offerta, nel senso di dare molto più valore aggiunto all’oggetto con un costo minore. Questo dà al cliente una percezione diversa rispetto a quella che aveva in passato: prima eravamo inquadrati come venditori di pezzi di plastica che poi il cliente avrebbe dovuto riempire a piacimento, oggi dobbiamo essere visti come fornitori di tutto ciò che serve per navigare (tranne il gasolio). La barca deve essere completa. E dal punto di vista tecnologico? È importante considerare l’impatto ambientale del prodotto. Inoltre abbiamo fatto delle ricerche in gallerie del vento (per abbattere i problemi di reflussi e di scie) e abbiamo sfruttato la collaborazione con Pininfarina sia per lo sviluppo delle linee estetiche sia per determinati aspetti funzionali.

«La barca è barca.

le

carene dovrebbero essere concepite sempre e solo per navigare».

Dove avete potuto applicare i risultati di queste ricerche? Sul 62, sul 46 e stiamo facendo modifiche anche sul 53. 128


IMP. MARCO ABBATE

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In queste pagine, altri rendering del B41’ Pininfarina. All’interno regna la luce naturale e lo studio del layout (modulare) è stato un esercizio di stile dei progettisti che hanno puntato a un’armonizzazione globale migliorando qualche criticità evidenziata dal modello precedente.

Alla luce della collaborazione con Pininfarina come vede il rapporto tra forma e funzione? C’è una correlazione, loro danno la forma e noi diamo la funzionalità, è un grande lavoro di equipe e il prodotto sembra arrivato a un buon livello di maturazione estetica e progettuale.

La barca Il B41’ Pininfarina è un entry level di qualità che esprime un design accattivante e richiama evidentemente tutta la linea Primatist studiata in partnership con il brand torinese.

La storia di una passione “veloce” Il lavoro di Giuseppe, l’antenato che dà inizio alla storia degli Abbate nel 1870, viene tramandato al figlio Guido (nonno di Marco e papà di Bruno) che alla fine del 1930 monta il suo primo motore su una barca dal fondo piatto... per cui fu un vero e proprio colpo di fulmine con le barche a motore. Dopo la II guerra mondiale, Guido crea il Cantiere di Porlezza e da quel momento inizia la sua fortuna, specializzandosi in barche veloci, come i rivoluzionari scafi “tre punti” motorizzati Bpm, che già allora superavano i 250 km/h. Fino al 1953 questi bolidi stabiliscono ogni tipo di record mondiale e negli anni successivi sono perfezionate le carene a V. Nel 1977 il legno lascia posto alla vetroresina e Bruno Abbate crea la linea Primatist. Il modello 23’ s’impone subito: dopo il Salone nautico vengono realizzati e venduti 750 esemplari. Nel 1982 nasce il cantiere di Grandola ed Uniti (CO). Bruno Abbate è molto conosciuto come pilota e inizia ad affermarsi anche come costruttore. L’Offshore classe 1 è la vetrina più importante: Pinot dei Pinot e Gancia dei Gancia vincono e fanno sognare gli appassionati. Nell’Europeo S5 il dominio è assoluto e i campi di gara di tutto il mondo attraggono un pubblico entusiasta e competente. Nel 1996 il record del mondo di velocità su chilometro lanciato (216,703 km/h) di Primatist a motore Maserati riempie le pagine dei giornali. La tecnologia delle corse viene applicata anche alla produzione delle barche da diporto dando un indiscutibile plus: nella gamma sono inserite barche più grandi e spaziose destinate alla crociera a lungo raggio, tra cui il 38’ e il 42’, che si fanno apprezzare per la loro versatilità unita alle performance. Nel 1995 nasce la linea G, che sta per Guidino Abbate: più che un ricordo una presenza quotidiana. Da ricordare il G 41, che rappresenta un nuovo modo di navigare: possiede un tetto apribile elettroidraulicamente che cattura i consensi dei più, diventando una moda e un’esigenza di chi vuole vivere il mare con qualsiasi condizione meteo. Questa barca batterà ogni record di vendita e darà un forte stimolo alla crescita del cantiere. In seguito Bruno e Marco Abbate stringono la mano a Sergio Pininfarina: è un importante accordo di collaborazione che darà un indiscutibile input stilistico alla produzione futura. Viene portato avanti e sviluppato un piano di lavoro congiunto tra i tecnici di Primatist e la Pininfarina Extra, con a capo l’ingegnere Paolo Pininfarina. Nel 2008 con la prematura morte di Bruno prende il timone dell’azienda Marco Abbate.


IMP. MARCO ABBATE

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Incontri ravvicinati MARCO ABBATE

I centri produttivi Primatist Arbatax (OG). Dedicata a Guido e Guidino Abbate, rappresenta la sede del futuro: i passi della tecnologia hanno consentito di poter adottare soluzioni all’avanguardia che hanno nella produzio-

ne a controllo numerico e nell’automazione per la lavorazione dei materiali i propri punti di forza. Arbatax è stata progettata dalla Water Supply, che ne ha curato gli aspetti ingegneristici e tecnici, e dal famoso architetto olandese Willem Brouwer per l’aspetto stilistico. Quest’ultimo dice: «Ci siamo molto interessati a capire questo singolare ed eccezionale fenomeno Bruno Abbate-Primatist per cogliere la filosofia e il motivo del suo successo. Dico sempre che la voglia di bellezza e di qualità è amare la vita. Arbatax vuole esprimere questo: non la fabbrica come semplice contenitore e scatola delle attività industriali, ma un’affermazione di passione e di interesse che intende stimolare positivamente. Sono quei valori che fanno la differenza tra architettura e semplice costruzione». Grandola ed Uniti (CO). Si estende su una superficie di 3.000 mq e il cantiere, costruito da Bruno Abbate nel 1982, fino a oggi ha prodotto l’intera gamma Primatist (ora parte della produzione sarà dislocata in Sardegna). Qui si continueranno a realizzare solo alcuni dei modelli, dedicandosi principalmente alle Special Editions, scafi con un alto tasso di customizzazione, spesso commissionati da enti locali, forze dell’ordine o clienti speciali. Qui si trovano anche l’ufficio tecnico, la sede amministrativa, quella commerciale e l’ufficio acquisti. Olbia (OT). Il Primatist Costa Smeralda Center rappresenta l’emblema del moderno rimessaggio, con un proprio supporto tecnico, per gli armatori che navigano in Sardegna. Presenti un travel lift di 75 tonnellate, carri ponte, aree officina e falegnameria unitamente a spazi soppalcati. Il capannone di 3.800 metri quadrati, con un’area antistante altrettanto ampia, può “ospitare” fino a 50 imbarcazioni. I lavori portano la firma di Vanni Sanna che ha una lunga esperienza nel settore mentre tra le partnership più costruttive e professionali c’è quella con Ruggero Donati, da sempre amico della famiglia Abbate.

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Pur mostrando linee e sfruttamento degli spazi diversi, il B41’ è comunque “figlio” del G41 Aerotop Evolution (che vanta un record di vendite con 150 esemplari consegnati). Il B41’ è una sua evoluzione, «un passo ulteriore» come ama definirlo Marco Abbate, verso quella che è la meta del cantiere: la completa soddisfazione del cliente che riesce a sfruttare appieno le caratteristiche di uno yacht studiato per la famiglia e per una crociera a medio raggio in assoluta sicurezza senza rinunciare al comfort di navigazione e alle performance. Lunga 12 metri e larga 4, ha linee decise che riprendono i concetti stilistici espressi nei modelli G46 e G53 Pininfarina, sviluppati poi sul B62, che riescono a dare a questo yacht un look da coupé del mare. Tra i plus c’è la modularità degli ambienti: grazie a pochi comandi si possono scoprire le aree per prendere il sole o isolare gli stessi spazi a vantaggio della privacy in porto e della navigazione con condizioni meteo non ottimali. La motorizzazione prevista è Volvo Penta D6 da 330, 370 oppure da 400 cavalli con piedi poppieri.

L’armatore e i suoi ospiti

possono navigare in estrema sicurezza grazie a delle soluzioni ad hoc,

pensate anche per i bimbi a bordo; da notare il parabrezza avvolgente che permette una

visuale a 360 gradi.

La scheda Primatist B41 Pininfarina COSTRUTTORE Primatist by Bruno Abbate Srl, Grandola ed Uniti (CO), tel. 0344 31581, primatist@primatist.it, www.primatist.it PROGETTISTA Ufficio tecnico Primatist e ufficio stile Pininfarina Extra SCAFO Lunghezza ft m 12,49 • lunghezza al galleggiamento m 9,50 • larghezza massima m 4 • immersione alle eliche m 0,60 • peso a vuoto kg 10.000 • portata omologata 12 persone • posti letto 4 + 1 • trasmissione con piede poppiero • velocità massima dichiarata 39 nodi (VP D6 400) • velocità di crociera 27 nodi • consumo dichiarato a velocità di crociera 64 lt/ora • autonomia a velocità di crociera 11 ore • riserva carburante lt 850 • riserva acqua lt 390 • motorizzazioni standard a scelta Volvo Penta D6 330-370-400 CLASSIFICAZIONE CE Categoria A


IMP. MARCO ABBATE

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Immagini della barca montata in Gdv senza spoiler

La galleria del vento «Uno dei maggiori inconvenienti riscontrati sulle barche di questo tipo riguarda il riflusso di aria-acqua nebulizzata fumo di scarico (Aerosol) che si riscontra in cabina nel momento dell’apertura della porta che la mette in comunicazione con la dinette. Azione che si rende necessaria soprattutto nei periodi di caldo, proprio per ventilare la cabina stessa. Lo scopo delle prove effettuate in galleria del vento era trovare una soluzione possibile per questo fenomeno. Dopo aver provato alcune modifiche sia alla balaustra della dinette che sulla parte terminale del tetto, abbiamo notato che la soluzione migliore era quella di installare uno spoiler alla fine dell’apertura del tetto apribile in modo da forzare il passaggio dell’aria nella cabina e opporre resistenza all’aerosol. Si sono studiati così non solo due diversi spoiler, ma soprattutto l’effetto dell’angolo di incidenza dello spoiler stesso, sulla scia nella zona della dinette».

Esempio: senza spoiler o con due differenti spoiler 131


IMP. CRANCHI USA

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Barche FLASH

Cranchi in Usa Al Miami boat show il cantiere ha presentato in esclusiva per il mercato americano il 58’ Fly Bridge e il 40’ Soft Top, distribuiti da Yacht Works che ha nominato un nuovo direttore vendite

Per la distribuzione delle proprie barche sul territorio americano Cranchi ha un accordo con Yacht Works, dealer con sedi a Door County, in Wisconsin, e a Fort Lauderdale, in Florida. Fondato nel 1959, è attualmente guidato da Russell Forkert e rappresenta, oltre al cantiere italiano, vari marchi europei e americani. Durante il Salone di Miami è stato presentato il nuovo direttore vendite di Yacht Works, Dirk Boehmer, con 17 anni di esperienza in ruoli manageriali anche nel settore nautico: è stato presidente di Vicem Yachts Usa e direttore vendite di Bertram Yachts (Ferretti Spa) con base a Miami, ha lavorato con Brunswick Corporation e Sea Ray Boats. In basso, da sinistra, Dirk Boehmer e Russell Forkert di Yacht Works.

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Le barche COSTRUTTORE Cantiere nautico Cranchi, Piantedo (SO), tel. 0342 683359, sales@cranchi.it, www.cranchi.it FIFTY 8’ FLY dispone di tre cabine, tra cui l’armatoriale a tutto baglio, e di un alloggio per il marinaio con accesso dal pozzetto. È dotata di Volvo Ips che agevola la manovrabilità e di trim Humphree. La velocità di crociera è di 24 nodi. SCAFO Lunghezza ft m 18,52 • larghezza m 4,85 • immersione m 1,32 • portata max 14 persone • peso a p.c. ton 26,9 • riserva carburante lt 2.000 • riserva acqua lt 540 • motori Volvo Ips-2 D11 di cv 600 o 700

M40 SOFT TOP si caratterizza per un design contemporaneo e il soft top elettrico che si ritrae per avere dinette, timoneria e pozzetto completamente open-air. La prua ospita il prendisole, all’interno troviamo una cabina matrimoniale molto luminosa e una a tutto baglio, verso poppa, che può ospitare tre persone per la notte. In dinette si possono ricavare due ulteriori cuccette. SCAFO Lunghezza ft m 13,70 • larghezza m 4,06 • immersione m 0,96 • peso kg 9.500 • portata max 12 persone • riserva carburante lt 1.000 • riserva acqua lt 300 • motori Volvo Penta Evc/Dp D4 di cv 300 oppure D6 di cv 330


YARE

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IMP. BARCHE FLASH

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Barche FLASH

M. Evolution Je’ Collins 33

LA SCHEDA PROGETTO Cabes Yachts COSTRUTTORE M.Evolution, Gricignano di Aversa (CE), tel. 081 5047765, www.manomarine.com SCAFO Lunghezza ft m 10,85 • lunghezza di omologazione m 9,90 • larghezza m 3,54 • deadrise di poppa 20° • diametro tubolare m 0,65 • altezza in cabina m 1,95 • posti letto 2 • motorizzazione massima 2 x cv 370 • certificazione Ce categoria B 134

LA SCHEDA

170 Dauntless Dauntless è una linea d’imbarcazioni dedicata alle famiglie e in particolare questo 17’ si può trasportare facilmente su strada e riporre nel garage di casa. È versatile e si può usare per la pesca, per fare sport acquatici oppure per passare una giornata in relax. Sui suoi 5,18 metri possono essere trasportate 7 persone e si trovano molti posti a sedere, tientibene in acciaio inox e una notevole quantità di gavoni e di vasche per le battute di pesca. Il sistema di idrodinamica AccuTrack e la motorizzazione 4 tempi Mercury fuoribordo consentono la facile manovrabilità dello scafo. Il sedile del pilota è reversibile per facilitare la conversazione con le persone a bordo o per seguire l’azione del traino dello sci d’acqua. L’imbarcazione è ben equipaggiata nella versione standard; tra gli optional ci sono la copriconsolle, coprisedili e il tendalino (nero o blu) con la struttura in acciaio per ripararsi dal sole.

Questo battello prodotto dal nuovo brand di Manò Marine misura una lunghezza fuoritutto di quasi 11 metri, ma grazie alle superfici amovibili riesce a ottenere una lunghezza di omologazione di 9,90 metri, quindi rientrante nella categoria natanti. Il layout è sportivo, con una carena profonda dal deadrise di 20° (che lascia intuire ottime prestazioni anche con mare mosso), una grande plancia di poppa con una scaletta a scomparsa e una coperta con due prendisole, a prua e a poppa. Quest’ultimo sormonta la sala macchine, che ospita una coppia di 4.3 Mpi benzina e piede poppiero Bravo 3 – ma sono disponibili soluzioni alternative anche con alimentazione a gasolio. Tra due mesi dovrebbe essere ultimata la versione con fuoribordo. Il battello prevede inoltre colorazione dei tubolari e delle cuscinerie esterne customizzabili, così come avviene per le essenze degli interni della cabina. La consolle è sportiva, mentre la seduta propone un divanetto montato su di un cassero che ospita anche angolo cottura, lavello e frigorifero, vicino al divano poppiero. Gli interni godono di una buona altezza e prevedono un ambiente living con letto matrimoniale a prua e un locale toilette separato. Luciano Pau

COSTRUTTORE Boston Whaler DISTRIBUTORE Brunswick Marine in Italy, Peschiera Borromeo (MI), numero verde 800 013695, www.brunswick-marine.com SCAFO Lunghezza ft m 5,18 • larghezza m 1,85 • deadrise allo specchio di poppa 14° • peso kg 762 • portata max 7 persone • riserva carburante lt 113,56 • potenza massima installabile cv 100


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Libertà di OSARE

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Decisamente singolare, il 50 metri di Isa è una nave con ambienti dalle atmosfere insolite, omaggio al mare e all’arte contemporanea. Teak, madreperla, tessuti e specchi creano un gioco di richiami e luci riflesse senza lasciare nulla al caso testo di Marina Mancuso foto di Marc Paris

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Nel salone del ponte principale (foto sopra), i maggiori elementi decorativi sono il legno dai toni di color taupe, le tappezzerie verde acqua, i mobili specchiati che creano un intenso gioco di luce, tende di lino turchese e con disegni colorati che riprendono le sedie del tavolo da pranzo sui toni del marrone, il tavolo in vetro bronzato e le lampade di bronzo disegnate su misura da un artigiano parigino. 138

Ogni nave di queste dimensioni (50 metri di lunghezza per 500 tonnellate di peso) è, per forza di cose, un oggetto unico. Liberty, però, si presenta come una mastodontica opera (d’arte) non solo customizzata sulle richieste del suo armatore, ma anche davvero, decisamente, senza ombra di dubbio, originale. Questo è un termine abusato da uffici tecnici, progettisti, designer e, per finire, giornalisti, quando parlano di una nuova barca cercando di esaltare un prodotto che per molti versi ce ne ricorda mille altri, certamente non uguali ma sicuramente simili. Nel nostro caso, però, parlare di originalità è davvero d’obbligo. L’elemento acqua, imprescindibile in tutti progetti nautici, qua ha un ruolo più che fondamentale. È stato, infatti, il leitmotiv di tutto il progetto che ha visto la collaborazione tra l’ufficio tecnico del cantiere, Andrea Vallicelli, già firma di altri megayacht di Isa, e Maria Stefania Biondo Dalla Casapiccola, interior designer che per la prima volta esordisce in campo nautico, portando con sé una

ventata d’innovazioni “artistiche”. È a lei che si deve gran parte della peculiarità di questa nave, frutto, quindi, di una “contaminazione” di settori diversi, in questo caso ben riuscita. «Contrariamente a quanto avviene nei progetti edilizi, lo spazio è immutabile, confinato dallo scafo stesso, senza alcun margine di manovra, neanche di pochi centimetri. È stato questo progetto, più che qualsiasi altro mio lavoro precedente, che mi ha insegnato che con passione, tenacia e molto studio si può davvero realizzare tutto, anche ciò che i tecnici giudicano inizialmente “impossibile”», ci racconta.

La forza delle forme Liberty è una nave dislocante in acciaio e alluminio a tre ponti, primo di una serie di 50 metri. Lo scafo scuro è stato abbinato a una sovrastruttura bianca, mentre il rosso corallo colora la linea di galleggiamento, richiamando da subito una tonalità fondamentale nel suo interno. Il disegno filante e le finestrature allungate vogliono dare alla nave un senso di movimento anche da ferma.


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Viste per voi ISA 50 LIBERTY Andrea Vallicelli, che firma le linee esterne, aveva l’obiettivo di disegnare spazi ampi, riservando scale e passaggi all’equipaggio, per garantire la privacy di ospiti e armatori. Sull’esterno di ogni ponte sono state progettate grandi zone che possono essere allestite in maniera diversa a seconda delle situazioni (relax, pranzo o divertimento). Il ponte sole a prua ospita un bar semicircolare rivestito in legno e ardesia, materiali insoliti in queste situazioni, oltre a un tavolo ovale ombreggiato e diverse cuscinerie e poltrone, mentre il ponte superiore vede la parte prodiera occupata dalla classica area prendisole e quella poppiera organizzata come un salotto all’aperto. Il main deck, infine, è arredato con sedie, divani e tavolo. In basso e a destra: questo salone è l’unico ambiente in cui il fulcro non è una gigantografia fotografica. Qui il “protagonista” è il bar riempito di acqua che, con effetti di luce effervescente e colorata, richiama volutamente il mare. Lo spazio è molto tecnologico e le pareti sono rivestite di sughero per garantire una grande insonorizzazione. Un tocco di originalità è dato dal top di ardesia trattata con effetto arrugginito.

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Dalle case alle barche Nata a Madrid da padre sudamericano e da madre italiana, Maria Stefania Biondo Dalla Casapiccola ha studiato interior design a Londra e decorazione e restauro a Roma. Ha vissuto in vari Paesi (Spagna, Regno Unito, Francia e Stati Uniti) e recentemente trascorre molto tempo in Russia. Qui ha seguito una villa di nuova costruzione di 3.000 mq per un oligarca, diversi attici in pieno centro e negozi, tra cui un’esclusiva enoteca per la degustazione di champagne. Il suo studio, Bdc Interior Design & Decor, si trova a Mosca. Come è stata questa sua prima “esperienza nautica” e quali sono state le principali difficoltà legate a un settore nuovo per lei? Al di là della sfida iniziale, lavorare su un progetto insolito come il Liberty è stata un’esperienza dalla quale ho ricevuto nuovi stimoli e insegnamenti da riutilizzare anche nei progetti su terra ferma. La maggiore difficoltà che ho incontrato è stata quella relativa allo studio degli spazi e ai numerosi vincoli tecnici.

È stato difficile accontentare le richieste di armatore e cantiere? Si è sentita libera di intervenire come voleva o le sono stati posti molti limiti? L’armatore voleva uno yacht lussuoso con tutti i comfort e le più moderne tecnologie, dove trascorrere momenti sereni con la sua famiglia. Al nostro primo appuntamento mi mostrò le foto dello yacht di un suo conoscente: un trionfo di opulenza fatta di legni, ori, moquette e velluti, da cui era rimasto impressionato, ma non convinto. Per una famiglia giovane e dinamica come la sua, infatti, quel tipo di lusso non era certo la scelta giusta. Insieme abbiamo quindi deciso di creare ambienti confortevoli e personali, ispirati al mare in modo nuovo. Fu allora che nacque l’idea di trasformare gli ambienti di Liberty in una sorta d’immersione marina, “popolando” lo scafo di creature e dettagli presi in prestito al mare. Per quanto attiene ai limiti, tutto sommato, non credo di potermi lamentare. A parte i vincoli tecnici, quelli di spazio e ovviamente di budget, ho avuto la fortuna di lavorare

con una squadra di tecnici non solo competenti, ma anche disposti a trovare soluzioni alternative (a volte anche molto complesse!). Senza di loro alcune mie idee non avrebbero potuto essere realizzate. Penso ad esempio al bar dell’upper deck, la cui base è costituita da una vasca riempita d’acqua in cui tante bollicine, come quelle emesse dai subacquei, vengono illuminate da led multicolore. È soddisfatta del risultato ottenuto e ha intenzione di continuare a lavorare nel settore nautico? Si, è stato un lavoro davvero gratificante, non solo per me ma soprattutto per gli armatori, che sono entusiasti. Trascorro da sempre le mie vacanze in mare, e mi sono sempre stupita che gli interni degli yacht moderni s’ispirassero più a ciò che sta sulla crosta terrestre piuttosto che all’ambiente che li avviluppa, ovvero i fondali marini. Per il momento sto lavorando principalmente sulla terra ferma di Mosca e di Londra ma immergermi nuovamente “negli abissi”, professionalmente parlando, è certamente un’esperienza che ripeterei volentieri in futuro.

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In queste immagini, alcuni particolari di opere presenti sulla nave. L’armatoriale ospita due busti maschili e femminili (in alto a sinistra e a fianco a destra) di David Begbie, artista scozzese le cui sculture sono caratterizzate da un senso d’immaterialità dovuto al supporto cavo in maglia metallica, mentre la forma ricavata in questo “guscio” suggerisce la grande potenza plastica ed erotica del corpo umano. Qui c’è anche un rilievo in acciaio inox, lucidato a specchio, della serie Luce di Helodon Xhixa, artista nato in Italia e conosciuto in tutto il mondo.

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143 È passando all’interno di Liberty, però, che si capisce davvero perché il mare è protagonista assoluto del progetto: ogni ambiente è stato realizzato attorno a un “esponente” della fauna o della flora marina da cui per altro prende il nome. Ogni spazio – tartaruga, cavalluccio marino, squalo, nautilia, gambero, stella marina e corallo – è quindi dominato da una gigantografia fotografica, punto focale sottolineato anche da un’illuminazione a effetto. Questi elementi marini, inoltre, influenzano e in parte determinano la scelta di materiali e dettagli decorativi per cui, per esempio, la cabina tartaruga ha le pareti rivestite da una seta goffrata simile al guscio, mentre i comodini e la testata del letto sono di un cuoio che sembra la pelle dell’animale e la texture delle tende in seta ne riproduce il guscio. Il bagno è caratterizzato da pareti in pietra grigia e da un lavandino scolpito da tante piccole tartarughe, mentre le maniglie sono in bronzo… tartarugato. Nulla è stato lasciato al caso, insomma. Un filo conduttore di tutti gli ambienti è dato dai colori, in particolare il beige e il grigio che ricordano i fondali, su cui spiccano i tocchi più accesi del turchese e del corallo. Tutte le gigantografie, tranne quelle di squalo e tartaruga, sono firmate da Gianluca di Pompeo, un fotografo di Ancona appassionato di fondali marini. Per ciascun ambiente è stato scelto un tipo di pietra e di tessuto diverso, con una preferenza per i materiali naturali o in qualche modo legati al mare. Caratteristica importante di questi spazi, poi, è l’uso diffuso del teak, presente non solo nei pavimenti esterni ma anche in quelli degli interni, ponte inferiore escluso. È un teak trattato e sbiancato, che crea una certa continuità con quello esterno, che il passare del tempo e il sole renderanno sempre più chiaro.

Nella suite dei proprietari (sopra) predominano madreperla, legni beige e laccati, teak (pavimento) e pelle (mobili). «Sono molto orgogliosa della cabina degli armatori. La sua musa ispiratrice è la nautilia, una conchiglia bianca dai riflessi turchesi. Della stessa forma sono anche le lampade da parete in bronzo, le maniglie delle porte e i riflessi turchesi della nautilia sono ripresi nella stoffa del diva-

no e dei cuscini che decorano il letto e le poltrone». (Maria Stefania Biondo Dalla Casapiccola) Nel bagno degli armatori (sotto) il pavimento e i piani sono in pietra dufour con fossili marini incrostati. I lavandini e la doccia sono scavati in un tipo di pietra che ricorda gli scogli, mentre le pareti sono ricoperte da mosaici dai toni madreperlati.


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12 posti letto

I del Liberty sono cosĂŹ organizzati:

quattro cabine doppie

nel ponte inferiore, a centro barca,

una grande suite per gli armatori nel main deck e una vip sul ponte superiore.

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Tutti i mobili sono stati progettati su misura con la possibilità di poterli usare in diverse posizioni: questa caratteristica permette di cambiare il layout degli ambienti, senza doverli riprogettare. Le funzioni elettroniche di tutto lo yacht sono gestite da un sistema di domotica di ultima generazione, ogni cabina ha il suo rec per ipod, dvd, televisione. La motorizzazione è affidata a una coppia di Mtu 12V4000 M71 da 2.480 cavalli grazie alla quale il 50 metri può superare i 16 nodi di velocità massima. L’autonomia è di 2.220 miglia nautiche a una velocità di 14 nodi, ma se si tiene una media di 13 nodi sale a 3.100 miglia.

LA SCHEDA COSTRUTTORE Isa – International shipyards Ancona, Ancona, tel. 071 502191, info@isayachts.com, www.isayachts.com PROGETTO Ufficio tecnico del cantiere (concept e architettura navale) • Andrea Vallicelli (design esterno) • Maria Stefania Biondo Dalla Casapiccola Bdc interior design & decor (design interno) • Andrea Lucantoni e Sandro Spaziani (project manager del cantiere) • Paul Egerton e James McCarthy (project manager dell’armatore) SCAFO Lunghezza m 49,95 • lunghezza al galleggiamento m 42,70 • larghezza m 9 • immersione m 2,50 • posti letto 12 • equipaggio 12 persone (6 cabine) • riserva acqua lt 15.000 • riserva combustibile lt 83.000 • dislocamento a pieno carico ton 493 • dislocamento a mezzo carico ton 460 • gross tonnage 495 • materiale di costruzione acciaio e alluminio • velocità massima 16,80 nodi • autonomia a 14 nodi 2.200 mn • consumo a velocità di crociera 255 lt/h MOTORI Due Mtu 12V 4000 M71 • potenza cv 2.480 (1.850 kW) • 12 cilindri a V • alesaggio x corsa mm 165 x 190 • cilindrata cc 2.972 CERTIFICAZIONE Lloy’d Register of Shipping 100°1 SSC yacht mono G6 Lcm, Ums Mca, Ly2 Code, Unrestrincted

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La costruzione di questa nave è durata circa .

300 persone

due anni e ha coinvolto


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Sorprendente Un nome che ricorda la mitologia e l’eroismo, ma in pratica una grande novità che nasce in casa Fiart, all’insegna di attualità e comfort di Luciano Pau

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Sottocoperta è possibile modulare la luce a seconda dei momenti, mentre quella naturale proviene e che si affacciano direttamente in murata e

da finestrature oblique dal passo d’uomo

Fiart propone l’imbarcazione più grande sinora mai prodotta: uno scafo di quasi 18 metri con un look sportivo , avvalorato ulteriormente da un particolare parabrezza che è parte integrante dell’hardtop in carbonio. La passerella poppiera e la scaletta bagno a scomparsa e a comando elettrico permettono di salire a bordo per raggiungere il quadrato in pozzetto dove c’è un grande divano a U che può essere usato sia come solarium che come area soggiorno o pranzo. La zona aperta prosegue con un angolo cucina sul lato destro e con un divano vicino alla postazione di pilotaggio, che ha due poltrone regolabili e una superficie dedicata alla strumentazione, di facile visibilità, controllo e gestione, incluso il pannello del sistema Axitude. Il sottocoperta dispone di un camminamento in cuoio scuro che ben si staglia da mobili e arredi in noce trattato, ma è possibile scegliere diversamente. La prima cabina ha due letti singoli separati da un comodino, mentre la seconda ha un matrimoniale disposto a baglio che si rivolge verso una finestratura obliqua. Sono entrambe servite da locali toilette separati, speculari tra loro. Proseguendo si entra in quadrato, un ambiente alto e arioso, con un divano posizionato di fronte all’area multimediale e, sulla sinistra, la cucina. È possibile modulare la luce a seconda dei momenti e dei gusti, mentre quella natura-

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le proviene da finestrature oblique che si affacciano direttamente in murata e dal passo d’uomo. In fondo alla dinette c’è una porta che divide l’ambiente dalla camera armatoriale. Torniamo in pozzetto e dai passavanti esterni accediamo a prua, dove la tuga è solo in parte occupata dal prendisole doppio, fruibile anche durante la navigazione in quanto ben incassato in posizione centrale.

La prova La massa dell’imbarcazione passa totalmente in secondo piano quando accendiamo i motori e lasciamo gli ormeggi, operazione che mette in luce una grande manovrabilità anche in spazi stretti e una piacevole sensazione di praticità.

In queste pagine, alcuni scatti degli interni: la cabina armatoriale (sotto) è molto ampia, ha il letto con la testata rivolta verso il centro barca e un locale toilette separato (sopra), più grande degli altri tre, con la doccia dotata di punto di seduta e il lavello montato su mobile con specchiera e mensola.

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LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località Marina di Scarlino (GR) • cielo soleggiato • mare forza 1 scala Douglas, onde 0,10 m; vento forza 0 Beaufort • persone a bordo 3 • combustibile imbarcato lt 1.850 ca • acqua lt 680 Note: tempo di planata 13 sec • tempo per raggiungere la velocità massima dal minimo di planata 24 sec

2.400 2.300

34,2 max

2.000

32,1

1.800

26,5

1.700

22

1.500

20

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16,4

1.000

11,5

crociera

min di planata

9,2

600 GIRI/M

5,4 0

5

10

15

20

25

30

35

VELOCITÀ IN NODI

2.400 2.300

263

2.000

233

1.800

172

1.700

136

1.500

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1.200

98

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62

600

37

GIRI/M

10 0

50

100

150

200

250

85

85

300

CONSUMO TOTALE LT/H

RUMOROSITÀ POSTO GUIDA DBA

100

93 84

80

74

84

87

75

69 60 GIRI 600

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1.000 1.200

1.500

1.700

1.800 2.000 2.300

2.400

LA SCHEDA COSTRUTTORE Fiart Mare Spa, Baia (NA), tel. 081 8040023, info@fiart.com, www.fiart.com PROGETTO Ufficio tecnico del cantiere e Divisione progetti Fiart Mare (carena) • Francesco Guida e Divisione progetti Fiart Mare (interni) SCAFO Lunghezza ft m 17,90 • lunghezza di omologazione m 17,40 • larghezza m 5,16 • cabine 3 + 1 • posti letto 6 + 1 • bagni 4 • portata max 16 persone • potenza max applicabile 2 x 700 cv Volvo Penta – Ips 900 • riserva combustibile lt 1.850 • riserva acqua lt 680 • peso con motori ton 17 • rapporto lunghezza/larghezza 3,46 • rapporto peso a vuoto/potenza installata 9,57 kg/cv ALCUNE MISURE IN CM Altezza cabina ospiti dx poppavia 200 all’ingresso e 173 zona letto, dimensioni letto matrimoniale 190 x 140 • altezza cabina ospiti sx poppavia 230 all’ingresso e 142 zona letto, dimensioni letti singoli 195 x 80 cad. • altezza cabina armatoriale 205, dimensioni letto matrimoniale 200 x 150 • dinette interna altezza 220 • altezza cabina equipaggio 190 • altezza locale bagno cabine ospiti 206 •

altezza locale bagno cabina armatoriale 195 • sala macchine 131 utili al centro MOTORI Due Volvo Ips 900 con D11 • diesel sovralimentato e postrefrigerato • 6 cilindri in linea 4 tempi 4 valvole per cilindro • iniezione diretta a controllo elettronico + Evc • alesaggio x corsa mm 123 x 152 • cilindrata cc 10.840 • potenza cv 700 (515 kW) a 2.350 giri/m • peso con trasmissione kg 1.800 • rapporto di compressione 16,5:1 DOTAZIONI STANDARD L’imbarcazione viene fornita full optional inclusi i winch elettrici a poppa a scomparsa, fatta eccezione degli accessori indicati espressamente tra gli optional. ALCUNI OPTIONAL Televisore B&O (€ 8.000) • scafo con vernice metallizzata (€ 35.000) • chiusura pozzetto con porta scorrevole (€ 18.000) • luci subacquee (€ 8.000) • divano in pelle Poltrona Frau (€ 12.000) • dissalatore elettronico automatico con pannello di controllo da 150 l/h (€ 22.000) CERTIFICAZIONE CE Categoria B PREZZO € 1.450.000 (+ iva) in versione base con motori di prova


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In plancia è presente anche il joystick della Volvo Penta, ma durante le manovre in uscita non viene impiegato e ci si affida unicamente alla grande elasticità del sistema Ips e alle manette elettroniche. Nonostante le sue 17 tonnellate di peso i due Volvo da 700 cavalli ognuno dimostrano di essere all’altezza della situazione e garantiscono navigazioni fluide contenendo il più possibile i consumi di carburante. Testiamo il sistema Axitude: la guida è meno ardua anche per chi non è proprio un “lupo di mare”. Disinseriamo questo apparato per avere un controllo più “naturale” dell’imbarcazione, agendo direttamente sull’assetto. Il tempo d’ingresso in planata è rapido se si considerano le dimensioni e i pesi (abbiamo tra l’altro i serbatoi di acqua e carburante al limite della loro capacità contenitiva), e 13 secondi sono sufficienti per far uscire lo scafo dall’acqua. A 1.500 giri navighiamo a 16,4 nodi, consumando 98 lt/h di carburante, ma se passiamo a 500 giri in più, quindi a 2.000, ci scopriamo navigare a 26,5 nodi, in un comfort totale (è anche vero che il mare è totalmente piatto) e riuscendo a chiacchierare senza alzare la voce. Proseguiamo il nostro test pigiando ulteriormente sulle manette elettroniche e a 2.400 giri tocchiamo il top velocistico che a noi risulta di 34,2 nodi, ma che il cantiere garantisce superare i 35 nodi con la carena pulita e con meno liquidi in pancia. È apprezzabile che anche a quest’andatura la rumorosità sia contenuta. L’imbarcazione dimostra tutte le sue doti marine affrontando sia virate chiuse e impegnative a oltre 30 nodi di velocità (e nel raggio di virata le trasmissioni Ips giocano un ruolo determinante) che impatti con onde da noi stessi create, senza dar vita a vibrazioni di alcun genere. Ottima la stabilità di rotta, così come la rapida risposta al cambio di direzione, una manovra che trova riscontro simile solitamente su barche più piccole e leggere. Anche il movimento da fermi senza ausilio del joystick è comunque preciso e rapido, il che si traduce in una guida divertente in ogni condizione. Proviamo infine il limite inferiore di planata e lo troviamo intorno ai 1.700 giri, a cui corrispondono 20 nodi.

Commento tecnico sullo scafo Tra i materiali impiegati nella costruzione, a parte il carbonio per l’hardtop, va segnalata la resina epossidica, lavorata con il sistema dell’infusione sottovuoto per scafo, coperta e controstampata. Le murate sono irrobustite con una costruzione a sandwich che prevede l’abbinamento alla vetroresina del poliuretano a cellule chiuse, mentre tra la carena e la controstampata viene creato un fondo monolitico che include sia strutture longitudinali (longheroni) che trasversali (madieri), direttamente fusi con lo scafo. La carena ha un deadrise a prua di 27°, che va pian piano scemando verso poppa sino a toccare il valore di 16° all’estremità posteriore.

Il sistema di correzione automatico dell’assetto Axitude, di provenienza dal settore aeronautico, agisce direttamente sui flap e permette di impiegare assetti già pre-testati in base alle condizioni del mare e del vento ed è in grado di adattare, di conseguenza, il comportamento dello scafo a qualsiasi regime di giri.

Giri 600 1.000 1.200 1.500 1.700 1.800 2.000 2.300 2.400

Autonomia teorica mn 1.128 520 385 349 340 337 321 287 267

Flap in %

Trim

10 10 10 10 10 10 10 10 10

0 0 0 0 10 10 10 10 10

Chi guida beneficia di un’ampia profondità di campo, dettata dalla presenza delle finestrature perimetrali incastonate nell’hardtop realizzato in carbonio, la cui parte sovrastante il pilota e il divano è

apribile elettricamente, mentre quella terminale rivolta in pozzetto accoglie un tendalino parasole che scompare quando non serve.

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Provate per voi CRANCHI FIFTY 6 SOFT TOP

Avantitutta Ogni singolo particolare è stato oggetto di attenta valutazione e trasmette una piacevole sensazione che si tramuta in sicurezza di navigazione e nel vivere bene lo yacht in mare e in porto. Monta due Volvo Penta Ips di 700 cavalli per prestazioni al top tteessttoo d dii FFrra an ncceessccoo P Poop piia a ffoottoo d dii A An nd drreea aM Mu usscca atteelllloo

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Provate per voi CRANCHI FIFTY 6 SOFT TOP

La linea filante suggerisce a prima vista un carattere sportivamente aggressivo con un layout deciso e spigoli ben definiti: il colore dello scafo e un’analisi più ravvicinata conferiscono al Cranchi Fifty 6 st un certo addolcimento, soprattutto per l’armonia con cui il

La luce naturale nella plancia e nel salone è molta grazie alle ampie finestrature e, nelle giornate con assenza di precipitazioni, per la presenza di un ben rifinito tettuccio della Webasto, movimentabile in maniera molto silenziosa.

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design è stato proposto e per la cura minuziosa dei dettagli che esaltano uno studio del particolare fin dal livello progettuale. La presenza diffusa di accessori utili alla buona conduzione dell’imbarcazione rappresenta l’attenzione che il cantiere pone alla sostanza più che all’apparenza. La scelta della propulsione con Ips è in linea con lo spirito dello yacht: sportività ponderata con soluzioni intelligenti adottate per ottenere ottimi risultati in termini di performance assieme a bassi consumi, facilità di conduzione in acque ristrette, prontezza di risposta nelle manovre. Anche il layout interno, valorizzato da spazi ergonomici, è teso a consentire agevoli movimenti anche con mare agitato. Il layout esterno è accattivante grazie alla slanciata linea longitudinale della tuga, caratterizzata da avviati montanti e finestrature che completano la superficie laterale; il prolungamento del tet-

tuccio contribuisce a conferire maggior linearità. L’assenza di sovrastrutture consente un’altezza massima di 4,6 metri necessaria per il trasporto. Il design delle linee è ben marcato con la presenza di angoli che conferiscono un carattere deciso a tutto lo yacht. Sottocoperta sono presenti tre cabine: quella vip a estrema prua, una ospiti con letti a castello incrociati e quella armatoriale posta leggermente a poppavia della mezzeria, a tutto baglio. Quest’ultima ha un letto matrimoniale disposto per madiere, soluzione non ottimale per il riposo in navigazione in presenza di mare agitato ed eccessivo rollio. L’assenza di una linea d’asse tradizionale consente di appoppare il più possibile la sala macchine, lasciando più spazio per gli altri locali, tra cui la cabina marinaio. Sebbene il design minimalista degli interni propenda per arredi ben definiti, gli spigoli sono ammorbiditi con sufficienti angoli di curvatura aiutando il personale di bordo a godersi la vita in mare in maggior sicurezza; a ciò contribuiscono i tientibene disposti nei punti più delicati dello yacht.

La prova Un elemento che subito si lascia apprezzare è l’assenza di vibrazioni grazie a una indubbia meticolosità (continua a p. 157)


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Nella foto in basso a sinistra, l’ingegner Francesco Popia ispeziona la sala macchine, l’apertura dei due portelloni superiori consente agevoli spostamenti e le manutenzioni dei macchinari sono comodamente eseguibili. Nelle altre immagini, alcuni dettagli di qualità presenti sull’imbarcazione, a partire dai principali accessori esterni in acciaio inossidabile Aisi 316. In basso a destra, la passerella a scomparsa di Besenzoni.


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Provate per voi CRANCHI FIFTY 6 SOFT TOP

Le linee degli interni sono molto decise, come quelle all’esterno, ma sono opportunamente ammorbidite in corrispondenza degli spigoli, consentendo una maggior sicurezza per i naviganti nel caso di mare agitato. I colori di questo scafo trasmettono vivacità e le tonalità sono arricchite da alcune pannellature e inserti di un rosso intenso che rendono dinamici i più tradizionali marrone, chiaro e scuro, e nero. La cabina armatoriale (a sinistra) è a centro barca con letto disposto per madiere.

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LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località San Giorgio di Nogaro (UD) • cielo sereno • stato del mare scala Douglas 1 • vento scala Beaufort 1 • temperatura 25 °C • carburante 40% • acqua 50% • persone a bordo 5 2.370

max

36,7

2.200

32,4

2.000

crociera

28

1.800

24

1.500

minimo di planata

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(segue da p. 154) costruttiva (particolare attenzione è stata posta nell’unione di tutte le paratie e pannelli del mobilio) unitamente alla tipologia di propulsione Ips e il loro ottimale matching con questo tipo di carena; le eliche traenti e la loro posizione più distaccata dallo scafo non trasmettono evidentemente vibrazioni allo scafo stesso. La rigidezza della struttura e la geometria della carena contribuiscono sicuramente positivamente. La manovrabilità è eccellente sia alle alte andature sia in fase di manovra, uno dei punti di forza del sistema Ips. I raggi di curvatura, procedendo a velocità comprese fra 20 e 30 nodi, si attestano intorno ai 60 metri e la risposta al timone è pronta e repentina, consentendo virate strette ma al contempo morbide. La reattività si manifesta anche in fase di accelerazione; con partenza da fermo il tempo minimo per planare è di 8,9 secondi e per raggiungere la massima velocità, superiore a 36 nodi, ne sono

La geometria della carena gioca sicuramente a favore delle

ottime performance

GIRI/M

1.000

9,9

VELOCITÀ IN NODI

0

5

10

15

20

25

30

35 40

2.370

espresse sia in termini di sia di .

263

2.200

velocità manovrabilità

208

2.000

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168

1.800

142

1.500

106

1.000

Commento tecnico dello scafo La carena è a geometria variabile con un deadrise poppiero di 15° e di 30° a 1/4 della lunghezza nave (partendo da prora). Lo scafo è realizzato in vtr la cui stratificazione dei primi strati avviene con resina vinilestere. Il processo produttivo prevede che questa sia distribuita attraverso un dedicato impianto di tubazioni a temperatura controllata, facendo in modo che al punto di erogazione questa sia sempre compresa fra i 19 e i 22 gradi centigradi. La laminazione della vetroresina è eseguita manualmente in ambienti climatizzati con temperatura e umidità a valori prestabiliti. Si ricorre alla fibra di vetro quadriassale, dalle ottime caratteristiche meccaniche, e a tessuti in carbonio per le zone maggiormente sottoposte a sollecitazioni. I rinforzi sono realizzati a sandwich con compensato marino e pvc espanso; le sovrastrutture sono a sandwich con tessuti di vetro o carbonio per limitare il peso a favore di un abbassamento del baricentro con conseguenze positive sull’altezza metacentrica. La presenza diffusa di protezione e staffe per tubi danno certezza sull’affidabilità nel tempo delle tubolature degli impianti a prescindere dall’intenso utilizzo a cui sarà sottoposto lo yacht. La buona illuminazione della sentina consente un efficace monitoraggio e controllo degli apparati. Interessante il sistema d’iniezione studiato dal cantiere e denominato “C System” che consente di realizzare pezzi, come antelli e vasche, con entrambi i lati lucidi.

GIRI

38 0

50

100

150

200

250

300

CONSUMO LT/H TOTALE

Giri 1.000 1.500 1.800 2.000 2.200 2.370

Autonomia teorica mn 521 318 338 336 311,5 279

Consumi l/nm 3,8 6,24 5,9 6,07 6,4 7,2

Autonomia teorica in ore 53 18,7 14,1 12 9,8 7,6

RUMORE IN DBA IN PLANCIA

100

80

73 64,3

GIRI

60

1.000

68

70

74,3

70

1.500 1.800 2.000 2.200 2.370


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Provate per voi CRANCHI FIFTY 6 SOFT TOP

La tipologia di yacht dal carattere sportivo impone una forma filante della tuga che induce un apparentemente limitato spazio sul ponte principale, in questo caso ampiamente compensato dai volumi disponibili nel sottocoperta.

necessari solo altri 20. Sono dati davvero eccellenti, imputabili alla funzionale sinergia fra geometria della carena e sistema propulsivo. A favore di ciò menziono i bassi consumi riportati nell’apposita tabella. Nelle controvirate strette la virata è repentina ma non brusca; il 56 cambia lato di inclinazione velocemente ma, allo stesso tempo, senza accelerazioni improvvise evitando di far perdere l’equilibrio a chi si trova in posizione eretta o facendo cadere materiale lasciato inavvertitamente sul tavolo. Sono tutti fattori che, messi insieme, delineano non solo un ottimale processo di progettazione, ma anche un’attenta messa a punto di tutto l’insieme carena, propulsione e timoneria (con l’Ips questi due ultimi sottosistemi sono ovviamente integrati). Buono l’assetto che varia di poco oltre i 4° nella fase di ingresso in planata.

LA SCHEDA COSTRUTTORE Cantiere Nautico Cranchi, Piantedo (SO), tel. 0342 683359, sales@cranchi.it, www.cranchi.it PROGETTO Aldo Cranchi SCAFO Lunghezza ft m 18,52 • lunghezza di costruzione m 16,59 • lunghezza al galleggiamento a p.c. m 14,13 • larghezza massima m 5,10 • immersione sotto le eliche a p.c. m 1,30 • peso a pieno carico ton 25,9 • peso con motori ton 22,3 • altezza sopra la WL con fanali m 7,00 • rapporto peso/potenza (a pieno carico) kg/cv 18,5 •

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rapporto lunghezza/larghezza 3,45 • riserva gasolio lt 2.000 • riserva acqua lt 540 • serbatoio acque nere-grigie lt 208 • centrale frigorifera Condaria da Btu 36.000 • dissalatore Idromar 120 lt/h • boiler da lt 40 • centralina Besenzoni per passerella, portelloni e plancetta di poppa MOTORI Due Volvo Penta Ips/2-900 Evc/Ec di cv 700 • 6 cilindri in linea • 4T diesel • velocità massima rpm 2.350 • alesaggio x corsa mm 123 x 152 • cilindrata cc 10.800 • rapporto peso/potenza kg/cv 2,5 • peso a secco kg 1.800 • consumo al massimo regi-

me lt/h 130 • sistema di iniezione common rail con iniezione diretta a controllo elettronico • turbosoffiante a singolo stadio • 4 valvole per cilindro • eliche T5 DOTAZIONI STANDARD Principali accessori esterni in acciaio inossidabile Aisi 316 • vhf/dsc • 2 pannelli touchscreen per controllo Volvo Penta Ips • display lcd per strumenti di navigazione • cucina a 2 fuochi in vetroceramica • bagni con sistema Vacuum Flush • piani in Corian in cucina e bagni CERTIFICAZIONE CE Categoria B PREZZO € 855.000 + iva


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Erede del celebre Forty, si presenta con grande equilibrio, ottime doti nautiche e prestazioni interessanti con

i suoi 34 nodi di velocitĂ massima d dii FFrra an nccoo M Miicch hiieen nzzii

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Il momento ideale per provare una barca come l’Itama 45 è certamente l’estate calda e solare della Sardegna. Tra un mirto ghiacciato e un tuffo nelle acque smeraldine di Cala di Volpe si assapora appieno lo spirito vacanziero di assoluto relax che ti offre questa tipologia di barca. Ma se vuoi sapere come sta in mare, come affronta le onde formate, come potrebbe essere il suo comportamento durante il tratto di Tirreno che separa la costa continentale dalla Sardegna o dalla Corsica, è molto meglio una mattinata fredda d’autunno con mare mosso, onda lunga e incrociata come quella che abbiamo trovato noi nel Golfo di Spezia. Ci accompagna nella nostra prova Andrea Frabetti, capo degli ingegneri di Ayt, il centro di studi e ricerche del Gruppo Ferretti. Dopo un rapido controllo alla sala macchine, accendiamo i motori e ci portiamo lentamente al largo per scaldarli a dovere. Siamo in sei, abbiamo circa 1.000 litri imbarcati tra gasolio e acqua e abbiamo anche un bel vento con raffiche di quasi 20 metri al secondo. L’onda di circa un metro-un metro e mezzo non ci spaventa più di tanto. Ci portiamo in acque libere e diamo mandata alle manette elettroniche che progressivamente ci portano in planata in un ottimo tempo di 9 secondi a 2.600 giri. Facciamo scendere i due motori Cummins di 5.900 centimetri cubici ciascuno e 480 cavalli fino a 1.910 giri/m per trovare il limite minimo in cui la barca resta in planata a 12 nodi. Dal minimo al massimo in 24 secondi per arrivare a 34 nodi con i motori a 3.400 giri/m. Niente male per una massa di oltre 13 tonnellate in un rapporto peso/potenza di 14,5 kg per ogni cavallo disponibile. La carena a V profonda, con un deadrise di poppa di 22°, affronta le onde con sicurezza, nessuna sbavatura, la scia è sempre diritta e stesa, le vibrazioni sono praticamente assenti. Ci lanciamo in una serie di virate e controvirate con i motori a un regime sostenuto, intorno ai 2.800 giri/m, la sensazione è di totale controllo del mezzo e di assoluta padronanza e sicurezza per sé e per gli ospiti a bordo. Mentre sono al timone, guardo con la coda dell’occhio il volto di Andrea Frabetti e vi leggo una particolare soddisfazione e una punta d’orgoglio per il comportamento della barca che ha costruito con i suoi uomini.

Evoluzione della specie


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Provate per voi ITAMA 45 La forma di carena consente di prendere le onde a tutta velocità con impatti morbidi, senza rimbombi dello scafo, a significare la grande qualità ingegneristica e costruttiva. Facciamo un cerchio perfetto a 2.830 giri impiegando 57 secondi. I timoni in bronzo rispondono perfettamente, solo i flap elettrici Bennet hanno una reazione leggermente lenta, meglio quelli elettro-idraulici. Le trasmissioni sono in linea d’assi in acciaio inox e le eliche hanno quattro pale. I consumi sono di tutto rispetto, con circa 150 lt/h a 3.000 giri e una velocità di crociera di 30 nodi. A questa andatura l’andatura è di circa 240 miglia nautiche. Il serbatoio contiene 1.130 litri di gasolio. Il 45 è l’evoluzione moderna del celebre Itama Forty. Progettato da Marco Casali, in collaborazione con l’Ayt e il team di architetti e designer del Centro Stile Ferrettigroup, è un daycruiser che rispetto ai modelli più piccoli vede introdotte alcune innovazioni interessanti, tra cui la passerella a scomparsa mediante sfilo integrata nello scafo, la spiaggetta di poppa che può scendere in acqua per varare e alare il tender e la nuova poppa, in cui è stata modificata l’inclinazione dello specchio. In questo spazio, inoltre, è stato ricavato un ampio e pratico gavone da utilizzare per i water toy e una doccetta free-hand. I cambiamenti stilistici riguardano anche il layout e gli interni, dove predomina il bianco in contrasto con il blu della plancia, con l’intenzione di dare maggiore luminosità e ariosità agli ambienti sottocoperta, grazie anche alle finestrature più ampie.

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163 Ci sono varie opzioni, con una oppure con due cabine ospiti, e l’armatoriale a prua è allestita con letto matrimoniale centrale (sotto). Nella versione a due cabine, la dinette – trasformabile in due comodi posti letto – è a sinistra e la cucina a destra, mentre la seconda cabina viene inserita a poppa. Il bagno è ruotato di 90° rispetto alla versione classica e consente di utilizzare meglio la doccia.


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LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località La Spezia • vento al traverso con raffiche di 20 metri al secondo • mare onda lunga leggermente mosso • persone a bordo 6 • gasolio imbarcato lt 600 • acqua imbarcata lt 330

3.200

34,1

3.100

31,6

2.900

30,5

2.700

27,8

2.500

25

2.300

22

1.910

18,7

GIRI/M

3.400

12 0

minimo di planata

5

10

15

20

25

30

35 La passerella è a scomparsa mediante sfilo, integrata nello scafo, mentre la spiaggetta di poppa può scendere in acqua per varare ed alare il tender. L’inclinazione dello specchio di poppa conferisce un nuovo dinamismo alle linee esterne che non prescinde dai valori formali del passato. In questo spazio inoltre è stato ricavato un ampio e pratico gavone da utilizzare per i water toy e la doccetta.

VELOCITÀ IN NODI

3.400 97,3

3.100

83

2.900

77

2.700

66

2.500

57,8

2.300

51

1.910

46,7

GIRI/M

3.200

26 0

20

40

60

80

CONSUMO LT/H X 1

Giri 1.910 2.300 2.500 2.700 2.900 3.100 3.200 3.400

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Autonomia

Autonomia

Consumi

in ore 21 12 11 9,8 9,2 7,8 6,8 5,8

in miglia 252 224 242 245 257 238 215 198

litri/miglio 4,3 5,3 4,6 4,64 4,3 4,7 5,2 5,7

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Il 45’ si caratterizza per una migliore fruibilità degli spazi e per una grande abitabilità. Può essere richiesto con una o con due cabine ospiti, mentre l’armatoriale si trova in ogni caso a prua, con letto matrimoniale centrale. Nella versione a due cabine, la dinette – trasformabile in due posti letto – è a sinistra e la cucina a destra, mentre il secondo alloggio per gli ospiti è inserito a poppa. Il bagno è stato ruotato di 90° rispetto alla versione di origine. Particolarmente soddisfatto, lo yacht designer Marco Casali commenta così il processo che ha portato all’ideazione di questo nuovo modello: «Progettare e realizzare l’Itama 45 è stato un compito molto stimolante. Lavorando sulle caratteristiche di due antenati illustri come il Forty e l’Itama 38, gli open che hanno reso celebre Itama nel mondo, ci siamo concentrati sulla valorizzazione degli spazi e dei volumi, proponendo un’evoluzione in chiave contemporanea del modello più amato dai nostri armatori».


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Commento tecnico sullo scafo La carena è a V con un deadrise poppiero di 22°. Lo scafo è realizzato su stampo femmina con laminazione del fondo e dei fianchi in infusione sottovuoto (scrimpt system) con sandwich con anima in pvc ad alta densità a cellula chiusa e resina vinilestere; la stratificazione dei rinforzi longitudinali e trasversali è ottenuta con poliuretano e/o pvc. Sulla carena sono presenti due coppie di pattini con differente estensione: una arriva fino a estrema poppa e l’altra fino a circa il 60% della lunghezza scafo.

LA SCHEDA COSTRUTTORE Itama, Forlì (FC), tel. 0543 787511, itama.webinfo@ferrettigroup.com, customer.service@itama-yacht.com, www.itama.it PROGETTO Marco Casali • engineering department di Itama e Ayt-Advanced yacht technology del Gruppo Ferretti SCAFO Lunghezza ft m 13,82 • lunghezza di costruzione m 12,48 • larghezza m 4,61 • pescaggio sotto le eliche a p.c. m 1,22 • peso a p.c. kg 13.700 • peso scarica e asciutta kg 10.700 • riserva gasolio lt 1.130 • riserva acqua lt 330 • altezza di costruzione da chiglia al parabrezza m 3,13 • rapporto peso/potenza (a pieno carico) 14,27 kg/cv • rapporto lunghezza/larghezza 3,50

ALCUNE DOTAZIONI STANDARD Parabrezza vetro stratificato e temprato • verricello di prua elettrico da 1 kW con pulsantiera stagna • divano dinette sunbrella Natte col. Heather Grey 10029 • copriletto cab. armatore Molteni Home Quilt Zenzero col. 17 • copriletto cabina ospiti Molteni Home Quilt Zenzero col. 17 • tessuto cuscinerie esterne Silvertex col. cream DOTAZIONI OPTIONAL Altoparlanti addizionali high quality per esterno (coppia € 900) • antivegetativa (una mano di primer + due mani di antivegetativa nera a rullo, € 2.500) • aria condizionata “Med” 18.000 btu/h (comprensivo di generatore 7 kw, € 23.100) • autopilota Raymarine (€ 6.600) • docking station Fusion a incasso per iPhone/iPod (€ 600 cad.) • elica di prua elettri-

ca (4 hp-3 kW, € 8.700) • frigorifero ad apertura frontale 42 lt in pozzetto (€ 1.848) • illuminazione pozzetto a led su archetto bimini top (€ 4.500) • impianto hi-fi con 2 altoparlanti in cabina armatore (€ 800 cad.) • impianto acque nere (€ 4.600) • pagliolo dogato in teak in tutti gli ambienti (€ 7.690) • set asciugamani Itama (€ 600) • teak in pozzetto (€ 8.700) • trasporto da cantiere a La Spezia con messa mare (€ 5.400) MOTORI Due Cummins Qsb 5.9 • potenza massima cv 480 • cilindrata 5.900 cc • trasmissione in linea d’asse • eliche a 4 pale CERTIFICAZIONE CE 94/25 Categoria A PREZZO € 550.000 nella versione a due cabine • totale barca e accessori € 628.138 (iva, documenti e trasporto esclusi)

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Provate per voi RIO ESPERA TA

Emozioni

assicurate È omologato come natante e, di questi tempi, significa

che non paga la nuova tassa di stazionamento. E quelli fiscali non sono gli unici vantaggi dell’ultimo nato in casa Rio tteessttoo d dii N Niiccccoollòò V Voollp pa attii ffoottoo d dii A An nd drreea aM Mu usscca atteelllloo

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In pozzetto ci si può sedere per chiacchierare e mangiare intorno al tavolo oppure o ancora, in ultima ipotesi, , che con l’aggiunta di alcuni cuscini diventa un prendisole di poppa.

si può avere un’area completamente sgombra si può regolare il tavolino

Alla Rio devono aver tirato un bel sospiro di sollievo. Quando è nato il progetto di Espera TA non era certo prevedibile che il Governo reintroducesse la tassa di stazionamento per le barche da dieci metri in su, ma quei 999 cm, che consentono di omologare questo scafo come natante, permettono ai futuri armatori di non incorrere nel balzello, né nella burocrazia necessaria per l’immatricolazione. Se ragioniamo sui centimetri, fa un certo effetto. Uno in più sarebbe costato 1.825 euro all’anno. Espera TA, comunque, non deve pagare la tassa di stazionamento, ma quella fiscale non è la sola freccia al suo arco. Nasce come evoluzione naturale di Espera 34, la barca che Rio si è dedicata per celebrare i 50 anni di attività del cantiere. La struttura è sempre quella di un open, ma con l’aggiunta di un t-top in acciaio e carbonio che protegge interamente la postazione di guida. La seduta del pilota è ampia, misura infatti 128 cm di larghezza e consente a un passeggero di affiancare il timoniere. L’altezza sotto il bimini è di 195 cm, pertanto o chi sta al timone è un campione di basket oppure qualsiasi persona normale ha tutto lo spazio sufficiente per pilotare seduto e in piedi. L’altra caratteristica che distingue questa barca da Espera 34 è la motorizzazione. Non più piedi poppieri, ma una coppia di fuoribordo di 300 cavalli. Si modifica parzialmente anche lo spazio a disposizione in coperta. Il pozzetto è sempre allestito con tre diva-

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netti che misurano ciascuno 170 x 50 cm. Due si trovano lungo le fiancate e uno a poppa con la seduta frontemarcia. Si crea in questo modo un’area living all’aperto capace di accogliere molte persone, se si considera che ci si trova a bordo del natante. L’allestimento è molto versatile grazie al fatto che i due divanetti laterali sono abbattibili e anche il tavolino centrale può scendere fino ad arrivare a filo del piano di calpestio. A prua si trova un prendisole diviso a metà dalla finestratura verticale che occupa tutta la tuga fino alla consolle di guida. Gli spazi sono stati davvero ottimizzati e l’allestimento è molto valido. Quello che, a nostro giudizio, manca un po’ a tutta la coperta è la possibilità di aggrapparsi a qualcosa. I tientibene scarseggiano. Ne servirebbero un paio in prossimità dei divanetti del pozzetto e anche uno che circondi il mobile cucina/bar che divide l’area living dalla postazione di guida. Per accedere a prua ci sono i due passavanti laterali che misurano 33 cm, ma, anche in questo caso, manca un tientibene. La battagliola, inoltre, è alta solo 12 cm. Fa molto “design”, ma non contribuisce a dare certezze a chi si sposta verso prua. L’ottimizzazione degli spazi è una caratteristica che si mantiene anche sottocoperta. Scendendo i tre gradini si ha a disposizione una cuccetta ospiti che, nonostante si trovi sotto il pozzetto, offre 64 cm di altezza. La dinette trasformabile è alta 179 cm, stessa misura che si trova in bagno. La cuccetta di prua è lunga ben 211 cm e ha una larghezza che varia da un minimo di 76 fino a un massimo di 236 centimetri. Una caratteristica che salta immediatamente agli occhi è l’eccezionale luminosità dei locali sottocoperta.

Sottocoperta (nel tondo e in alto a destra) c’è spazio per quattro persone e i volumi sono più che sufficienti, grazie all’ottimizzazione dello spazio che caratterizza interno ed esterno. Nella pagina di sinistra, in alto, l’area living in pozzetto.

Commento tecnico sullo scafo Espera TA è realizzato con resina rinforzata stratificata a mano. La carena a V è dotata di pattini di tipo Hunt che, rispetto a quelli tradizionali, garantiscono una spinta maggiore verso l’alto. Il compito è ovviamente quello di sostenere, ovvero far lavorare la carena meno immersa nell’acqua e i pattini Hunt hanno un angolo di incidenza che ottimizza appunto la spinta. Per quanto riguarda i materiali, i tessuti esterni sono in sky, mentre quelli interni sono in sky e pelle. Sottocoperta il pavimento è in teak, il t-top che protegge la consolle di guida, invece, è in carbonio.

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LA SCHEDA COSTRUTTORE Rio Yachts, Chiuduno (BG), tel. 035 927301, info@rioitalia.it, www.rioyachts.com PROGETTO Marino Alfani (design) • ufficio tecnico del cantiere (carena) SCAFO Lunghezza m 9,99 • larghezza m 3,40 • pescaggio m 0,55 • dislocamento a secco kg 5.000 • serbatoio carburante lt 700 • serbatoio acqua lt 115 • posti letto 2 + 2 • portata max 10 persone MOTORI Due 300 Verado • fuoribordo • cilindrata 2.598 cc • potenza cv 300 (kW 224) • peso kg 288 • 6 cilindri in linea • alimentazione a iniezione, SmartCraft Dts • 4 tempi sovralimentato • regime di rotazione max 5.800-6.400 giri/m • rapporto di riduzione 1,75:1 ALCUNE MISURE IN CENTIMETRI Altezza sopra la postazione di guida 195 • divanetti di poppa 170 x 50 • prendisole di prua 220 x 210 • cuccetta ospiti

130 x 188 • altezza sopra cuccetta ospiti 64 • cuccetta di prua 211 x 236 all’altezza della testa e 211 x 76 ai piedi • altezza in dinette 179 • altezza in bagno 178 ALCUNE DOTAZIONI STANDARD Serbatoio acque nere • bimini in carbonio e telo • cuscineria prendisole di prua • salpancora • plotter 7’’ touchscreen, cartografia elettronica 3D, trasduttore 1 kW ed ecoscandaglio • vhf • mobile cucina con lavello, piastra elettrica e frigorifero • tavolo in teak a scomparsa ALCUNI OPTIONAL Dotazioni fino a 12 miglia (€ 1.500) • àncora in inox da 15 kg (€ 600) • elica di prua (€ 4.000) • impianto acqua calda (€ 2.000) • passerella a scomparsa (€ 9.000) • tv, dvd e inverter (€ 2.000) CERTIFICAZIONE CE Categoria B PREZZO € 140.000 (+ iva e motori), € 180.000 (+ iva, con due Verado 300)


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Provate per voi RIO ESPERA TA

LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località Lago d’Iseo • 4 persone a bordo • vento inferiore ai 5 nodi • onda assente • benzina lt 400 • acqua lt 100 • carena pulita Note: tempo di planata 5 secondi e 55 max con trim giù

6.000 40,3

5.000

36,9

4.500

33,7

4.000

29,1

3.500

23,4

3.000

14,4

2.500

11,4

1.500

8,9

650

6,1

GIRI/M

5.500

crociera

min planata

è un day cruiser o un Espera TA non

2,5 0

10

20

30

40

50

VELOCITÀ IN NODI

6.000 5.500

226

5.000

162

4.500 3.500

82

3.000

69

2.500

50,6

1.500 600

36,2

GIRI/M

4.000

124 106

13 3,8 0

50

100

150

200

250

CONSUMO TOTALE LT/H RUMORE IN DBA IN PLANCIA

100 80

64 66

70

83 79 80 81 81 74 77

60 54 57 40 GIRI

170

650 1.000 1.500 2.000 2.500 3.0003.500 4.000 4.500 5.000 5.500 6.000

“one night” cruiser, ma un , perché in grado di accogliere più persone senza che il comfort e l’abitabilità risultino sacrificate.

“weekend” cruiser

Per quanto riguarda le prestazioni, Espera TA è una barca facile e divertente. È spinta da due fuoribordo Mercury Verado di 300 cv. Non difetta pertanto di accelerazione, tanto che in poco più di 5 secondi raggiunge la planata. Per uscire dal dislocamento sono sufficienti 14 nodi e 3.500 giri. Con la manetta del gas tutta abbassata e il trim negativo abbiamo superato i 40 nodi. Lavorando sull’assetto e la posizione del piede, quindi, si guadagnano ulteriori nodi di velocità. La prova si è svolta sul Lago d’Iseo, pertanto non abbiamo incontrato onde particolarmente impegnative. L’impressione comunque, cercando le scie di traghetti e battelli di passaggio, è che si comporti molto bene. Facile e sicura anche la virata stretta a velocità sostenuta.


MASE

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Provate per voi TEMPEST 850 WA

Mi faccio la cabina

Varazze, in Liguria, è stata il palcoscenico del meeting organizzato da Yamaha Motor Italia che, tra i vari marchi e prodotti, distribuisce anche i gommoni Tempest, Capelli Ribs Division. Questi vengono commercializzati in package con i motori dei tre diapason giapponesi e si suddividono in tre linee: Sweet Years (più glamour), Work (per gli “addetti ai lavori”) e Classic (che è anche la più numerosa in fatto di esemplari). Ed è proprio di quest’ultima linea la new entry 850 WA, un modello che va ad affiancare l’850 Sun, dal quale si differenzia 172

principalmente per il fatto di avere a prua la cabina celata sotto il prendisole e per una rivisitazione nell’area centro poppiera della coperta. Questo battello si indirizza a coloro che vogliono praticare il campeggio nautico. La prora del gommone inizia dalla protuberanza della delfiniera che si estende fuori dalla sagoma del natante per 30 centimetri. La plancetta accoglie il musone salpancora e il passaggio del calumo proveniente dal barbotin del verricello elettrico conservato sotto al coperchio munito di chiusura. Il pulpito in acciaio che avvolge l’intera area prodiera è dotato all’estremità di un gradino che favorisce le operazioni d’imbarco e sbar-


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Rispetto alla versione Sun, l’850 WA acquisisce la cabina a prua che incrementa le possibilità di utilizzo e consente di dormire a bordo. Sicuro e stabile anche con mare mosso, ha uno stile ricercato di Luciano Pau

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co delle persone e di due portaparabordi laterali che aiutano a tenere in ordine i fenders. La cuscineria sormonta l’intera tuga, occupando lo spazio perimetrale tracciato dalla vetroresina che ha parte predominante su tutta la coperta. La consolle di guida è studiata per lasciare su ambo i lati il passaggio necessario con gradini per trasferirsi da prua a poppa o viceversa. Inoltre condivide parte delle sue dimensioni con il portellone scorrevole che consente l’accesso all’area cabinata (sulla sinistra) e ha la parte superiore interamente avvolta dal parabrezza in acrilato trasparente e profilo in acciaio. Chi è preposto alla guida sfrutta la parte destra

della postazione, con a disposizione un poggiapiedi in legno, una tasca portaoggetti, il volante sportivo con timoneria idraulica di serie, la bussola, il pannello interruttori sul lato sinistro e, in alto, un doppio pannello centrale per altrettanti strumenti elettronici. Sono due i posti a sedere sul leaning post, ricavati da un unico cuscino sollevabile per condurre in piedi e con due poggiaschiena sportivi. Il tutto imbullonato su di un cassero di vetroresina che si erge dal piano di calpestio con un portello di accesso dal quale si può anche controllare il sottostante serbatoio della benzina e, lateralmente, il frigorifero a compressore. Dietro c’è un maniglione che


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Provate per voi TEMPEST 850 WA

LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località Marina di Varazze (SV) • cielo soleggiato • mare mosso forza 3, onde cm 50-60; vento 15/18 nodi proveniente da Nord • persone a bordo 4 • combustibile imbarcato lt 200 ca • acqua 0 • elica 19 Note tempo di planata 3,4 sec • tempo per raggiungere la velocità massima dal minimo di planata 23 secondi a 2.400 giri/m

max

5.600 5.000

42

4.500

37,8

4.000

34,2

3.500

31

3.000

26,7

2.500

22,2

2.000

16,3

1.500

8,7

1.000

8

crociera

minimo di planata

GIRI/M

5,8 0

10

20

30

40

50

VELOCITÀ IN NODI

5.600 165

4.500

123

4.000 3.500

94,2

3.000

37,1

2.500

45

2.000 1.500

36,4

1.000

14,3

GIRI

5.000

79,8

24,1 9,6 0

50

100

150

CONSUMO LT/H TOTALE

Giri 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500 4.000 4.500 5.000 5.600 174

Autonomia teorica mn 230 212 137 171 188 267 148 137 117 98

Trim in % 0 0 0 0 0 0 10 10 10 10

200

Negli interni si apprezza la più che soddisfacente altezza ottenuta in dinette (1,61 metri, ma è sempre un WA) e nel locale toilette (1,50 metri) e il fatto di essere riusciti a far coesistere sia il letto/divano componibile, il bagno separato e un angolo cottura.


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Commento tecnico sullo scafo La lavorazione avviene rigorosamente a mano, il tessuto impiegato per la realizzazione dei tubolari è un Pennel Orca da 1.670 dtex in colorazione Ivory 866, trattato con taglio longitudinale e attraverso la creazione di sei camere d’aria regolate da altrettante valvole distribuite due a poppa, sui coni, e le altre non a vista, accessibili da appositi portelli predisposti sulla scocca di vetroresina. Il perimetro del battello è percorso da una coppia di bottacci in gomma dalla forma unghiata, intervallati al centro da una fettuccia di tessuto di colore nocciola, cui si aggiungono quattro maniglioni di gomma rigida a forma di bitta incollati nella parte centro-poppiera dei tubolari esterni. Il diametro dei tubi è di 60 centimetri e sono strisciati per aderire perfettamente alla vetroresina della carena. Per i componenti in vetroresina s’impiegano invece stratificazioni di multistrati e guscio e carena vengono assemblati tra loro dopo aver inserito tra le due parti una struttura a longheroni e madieri a rinforzo.

movimento

Lo spazio di quando si pilota è e non ci si sente mai “chiusi”, neppure se a fianco si siede un passeggero.

agevole

175 lo avvolge a cui tenersi quando si naviga, un tavolo a ribalta che a riposo diventa un tutt’uno con il leaning post, altri maniglioni sulle pedanine laterali che sormontano i tubolari e poi il divano a L. Questo svolge una duplice funzione, perché può essere integrato con un piano di completamento centrale e diventare così un prendisole aggiunto. Sotto al divano c’è il grande gavone dei servizi che accoglie anche il serbatoio per l’acqua della doccia. A poppa troviamo l’impianto doccia, due bitte, il vano di raccolta delle acque reflue e le plancette. Queste sono fornite di serie e una già dispone di scaletta in acciaio inox ribaltabile. La zona “notte” del battello diventa disponibile entrando dal portellone scorrevole e scendendo un gradino. L’ambiente è stato sfruttato al massimo delle sue possibilità e presenta un’altezza di 1,61 metri e una dinette frontale con letto matrimoniale da 2,25 x 1,84 metri e uno specchio in verticale. La cabina include poi un paio di comodità per chi prevede di trascorrere a bordo alcune notti: un angolo cucina con piano di cottura monofuoco, lavello e oblò per far fuoriuscire i fumi e il locale toilette separato, corredato di lavello in vetro e wc marino.

La prova Le condizioni marine non sono state ottimali, perché un forte vento di tramontana spingeva dai 15 ai 18 nodi creando un moto ondoso con altezze comprese tra i 50 e i 60 centimetri. Dimostrazione è che per testare al massimo il battello abbiamo dovuto portarci parecchio sotto costa e spostarci verso est, fruendo della parziale protezione di alcune montagne. Il Tempest 850 WA può supportare sullo specchio poppiero diverse soluzioni motoristiche, sia mono

Come per tutti i WA, nulla si perde di giorno a livello abitativo, grazie al mantenimento di un prendisole fisso nella parte anteriore capace di accogliere almeno due persone sdraiate con la schiena poggiata sul cuscino fronte consolle, un prendisole a sua volta ampliabile all’occorrenza con quello componibile di poppa. I gommoni Tempest sono progettati e costruiti dai Cantieri Capelli con la divisione Capelli Ribs. Il battello è carrellabile su strada sgonfiando i tubolari.


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Provate per voi TEMPEST 850 WA

La carena è uno dei punti di forza del battello, proponendosi con un raggio di prua avanzato e con la presenza di due pattini più uno su ogni piano di scivolamento, a cui spetta il compito di implementare le doti di stabilità e di rapidità d’ingresso in planata e in virata.

che bimotore. Lo si può avere con un solo F300 o F350, oppure con una coppia di F200 o di F225. Ed è proprio quest’ultima la soluzione scelta da Yamaha Motor Italia per il test, motori esacilindrici da 4 litri di cilindrata accoppiati a eliche di passo 19. Dopo esserci ben protetti sia dall’aria che da qualche ipotizzabile schizzo d’acqua molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo fuori dal Marina di Varazze. Il lasso di tempo che intercorre nel trasferimento dentro il porto ci serve per valutare la buona manovrabilità del battello anche in spazi stretti e che ritroveremo poi durante il test, soprattutto nei rapidi cambi direzionali e nelle virate. Lascio i trim abbassati e dopo aver avvisato le persone a bordo (siamo in quattro) di tener-

si, mi metto con prua verso est, costeggiando, e spingo d’improvviso i comandi elettronici dei motori, ottenendo la planata in 3,4 secondi netti. I motori mi fanno capire con che puledro ho a che fare e pertanto mi regolo per le manovre successive, mentre il mare che propone onde di una certa consistenza e ravvicinate m’invoglia a provare sia l’impatto di prua piena che il controllo di un eventuale decollo. La prima prova è facile da ottenere, in quanto le onde arrivano un po’ da tutte le direzioni. La chiglia risponde con molta prontezza fendendo l’onda e scaricando verso l’esterno l’acqua tagliata, conferendo a bordo un certo grado di comfort e sicurezza. A un certo punto però viene facile anche il secondo test, in quanto su un’onda un po’ più alta e a seguito di una voluta accelerata il battello decolla staccando sull’acqua. Seppur la manovra possa sembrare impegnativa, l’assetto denota la correttezza del suo svolgimento, che non comporta rischi per chi è a bordo, ma solo un po’ di attenzione. Lo scafo, poi, messa la poppa e il centro chiglia in acqua, è pronto nuovamente per navigare in linea retta. Dopo l’emozione passiamo ai rilevamenti velocistici e per fare ciò mi porto sotto costa, più protetto dal vento. Intorno ai 3.000 giri (sempre con i trim sotto) filiamo a 22 nodi consumando 45 lt/h complessivi, mentre a 4.000 giri la velocità sale oltre i 30 nodi ma ahimè, i consumi arrivano a quasi 80 lt/h! Proseguiamo la nostra corsa sull’acqua dando un po’ di trim (circa un 10%) e a 5.000 giri sfioriamo i 38 nodi, per completare la nostra opera con il raggiungimento di 5.600 rpm e la velocità top di 42 nodi. In questa condizione i motori “bevono” circa 165 lt/h, lasciandoci con sole due ore di autonomia prima di svuotare il serbatoio del carburante. Le prestazioni ottenute sono importanti, anche in considerazione del fatto che le condizioni marine erano quelle che erano e che si è scelto di fare a meno dell’uso in positivo dei trim. La sicurezza conferita dal battello in queste condizioni però è decisamente più importante di qualche nodo in più e, anche in virata, abbiamo apprezzato la chiusura del cerchio in un raggio di 30 metri senza scivolamenti di poppa e a 30 nodi.

LA SCHEDA COSTRUTTORE Capelli Ribs division DISTRIBUTORE Yamaha Motor Italia, Gerno di Lesmo (MI), tel. 848 580569, www.yamaha-marine.it PROGETTO Ufficio tecnico del cantiere SCAFO Lunghezza ft m 8,60 • lunghezza interna m 7,98 • larghezza ft m 3,22 • larghezza interna m 1,12 • diametro dei tubolari m 0,60 • numero compartimenti stagni 6 • portata max 16 persone • carena a V monoedrica ad angolo variabile • pattini longitudinali di sostentamento • potenza massima applicabile cv 450 (331 kW) • carrellabile da sgonfio • riserva combustibile lt 330 • riserva acqua lt 70 • peso a vuoto kg 1.850 • rapporto lunghezza/larghezza 2,64 • rapporto peso a vuoto/potenza installata 4,11 kg/cv • elica Sds 19 176

MOTORI Due Yamaha F225F • iniezione elettronica Efi • 6 cilindri a V 60° Dohc 24 valvole • alesaggio x corsa mm 96 x 96 • cilindrata cc 4.169 • potenza max cv 225 (165,5 kW) a 5.500 giri/m • peso a secco kg 260 versione Fetx PRINCIPALI DOTAZIONI STANDARD Consolle di guida con timoneria idraulica • parabrezza • tientibene in acciaio inox su consolle • cruscotto portastrumenti • cuscineria di prua • doccia • flexiteek trincarini • frigorifero da lt 48 • gavone àncora • gonfiatore • luci di navigazione • musone di prua in vtr • leaning post di guida • divano di poppa • plancette di poppa • pompa di sentina • pulpito inox • roll-bar in vetroresina • scaletta bagno • serbatoio carburante da lt 330 • tavolo

poppa • tromba • verricello elettrico • wc marino • locale toilette separato • cabina con letto di prua componibile • angolo cottura in cabina PRINCIPALI OPTIONAL Asta sci (€ 345) • centralina servosterzo (€ 3.335) • flexiteek pozzetto e plancia di poppa (€ 3.825) • impianto elettrico 220V (€ 2.285) • impianto acque nere (€ 1.335) • prendisole addizionale poppa (€ 1.210) • impianto stereo con radio cd e 4 casse (€ 1.075) • telo copriscafo (€ 1.175) • telo copriconsolle e panca (€ 745) • tendalino parasole per roll-bar (€ 1.275) CERTIFICAZIONE CE Categoria B PREZZO € 118.000 (iva compresa) con 2 F225F Yamaha


MARTINI

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Provate per voi SALPA 24 GRANTURISMO

La sorpresanegli spazi 178


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Una barca di 7,5 metri piacevole, agile e veloce, adeguata all’uso nei fine settimana per cui è stata ideata, a dimostrazione che la qualità si esprime anche nelle piccole dimensioni tteessttoo d dii R Room ma an noo LLeessss ffoottoo iin ntteerrn nii d dii A An nd drreea aM Mu usscca atteelllloo


IMP. SALPA 24

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Provate per voi SALPA 24 GRANTURISMO

La scelta di Baia, a Napoli, di questo luogo pieno di magia e storia darà uno sfondo perfetto alle prove. Il golfo è calmo, appena un ricordo di onda morta da scirocco, poco traffico in mare e sole caldo. La barca mantiene l’estetica che abbiamo visto negli altri modelli, con un parabrezza arcuato e aerodinamico in cristallo speciale, che offre una buona protezione senza togliere aria e si collega direttamente al tettuccio, anch’esso con cristallo, sostenuto da due montanti verticali in nero “carbonio”. In questo progetto si è voluto privilegiare lo spazio esterno, in vista del più classico uso da weekend alle isole: grande pozzetto con divano, cucinino esterno e tavolo da pranzo a scomparsa. Il prendisole, a prua, è raggiungibile comodamente grazie ai larghi passavanti laterali protetti da una robusta battagliola in acciaio. La cura maniacale dei particolari – molti sono prodotti in sede – è evidente in ogni dettaglio, dalla tavoletta sul pulpito di prua alla possibilità di chiudere l’intero pozzetto con una cappottina, oppure di montare solo le protezioni laterali in caso di navigazione con cattivo tempo. Sotto il pagliolato in teak trova spazio un ampio gavone capace di contenere attrezzature, parabordi e ogni altro oggetto ingombrante. Dietro al posto di guida un mobile contiene frigo, lavello e cucinino, con molti cassetti e stipi. Un divano garbatamente arcuato chiude il pozzetto, separandolo dal motore e dalle due piattaforme ai lati, utili per lo sbarco e il bagno: vi si nasconde una scaletta estraibile molto lunga. Schienali e sedili sono smontabili per facilitare l’accesso al motore o per dare spazio piano ad attività di pesca, sub e simili. I tessuti delle tappezzerie si distinguono per aspetto e qualità, ma è la razionalità delle forme che si apprezza durante le virate, sedendosi o appoggiando la schiena al posto di comando. Questo è sulla dritta, con una plancia ampia e capace di alloggiare ogni utile stru-

LA SCHEDA COSTRUTTORE Nautica Salpa Srl, Vitulazio (CE) tel. 0823 622207, info@salpa.com, www.salpa.com PROGETTO Studio tecnico del cantiere SCAFO Lunghezza ft 7,65 • lunghezza scafo 6,99 • larghezza m 2,50 • immersione m 0,70 • peso a pieno carico kg 2.650 • chiglia a V • materiale di costruzione scafo e coperta vtr • laminazione manuale resina isoftalica • riserva acqua lt 100 • riserva carburante lt 200 • posti letto 2 + 2 • portata max 7 persone PRINCIPALI DOTAZIONI STANDARD Scafo bianco • coperta e hardtop colore bianco • pulpito in acciaio inox • bottazzo in gomma • bussola • tromba • autoclave • pompa di sentina automatica • impianto elettrico 12 Volt per due batterie da 100 amp (batterie escluse) • pan180

nello elettrico • presa 12V • cassetta porta-batterie • staccabatteria • scambia-batteria • luci di navigazione regolamentari • fanale fonda • 4 bitte in acciaio inox • 3 golfari in carena • grande gavone per stivaggio in pozzetto • parabrezza in Plexiglas • divano pozzetto • poggia schiena pilota e copilota in sky • porta cabina scorrevole • tavolino pozzetto in teak • scaletta mare in acciaio inox telescopica • cabina: divano a V, osteriggio circolare, oscuratore osteriggio, tavolino in rovere sbiancato, finestrature laterali, oblò, tendine oscuranti, per prolunga divano in letto, letto a poppa, 2 guanciali, illuminazione alogena, moquette • toilette: wc elettrico con maceratore, oblò, tendina, porta bagno in rovere sbiancato, lavello e rubinetto, specchio, illuminazione ALCUNI OPTIONAL Scafo colorato (€ 1.675) •

verricello 500 watt + m 30 catena + àncora (€ 950) • cuscino prendisole di prua (€ 450) • impianto 220 Volt + caricabatteria + cavo (€ 975) • impianto acqua calda + boiler (€ 925) • frigo in pozzetto (€ 845) • teak in pozzetto (€ 2.675) • tavolino pozzetto convertibile in prendisole (€ 490) • tenda da sole (€ 875) • impianto tv + antenna digitale terrestre (tv escluso) (€ 500) • gps con ecoscandaglio (€ 975) • serbatoio acque nere lt 40 (€ 925) • antivegetativa (€ 800) MOTORE Mercury Verado 250 • potenza cv 250 (183,88 kW) • 6 cilindri in linea • 24 valvole • doppio albero a camme in testa (Dohc) • cilindrata 2.598 cc • peso a secco kg 288 • alesaggio x corsa mm 82 x 82 rapporto ingranaggi 1.85:1 • elica acciaio inox passo 17’’ CERTIFICAZIONE CE Categoria C PREZZO € 49.500 + iva (motore non incluso)


IMP. SALPA 24

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LE PRESTAZIONI CONDIZIONI DELLA PROVA Località Baia, Golfo di Pozzuoli (NA) • cielo sereno con leggere velature • mare calmo, onda lunga 1 da SE, bava di vento di direzione variabile • persone a bordo 3 • benzina lt 70 circa • acqua lt 100 Note: plana da fermo in 5 sec. • da 0 al max (38 nodi) 23 sec.

5.200

non crea difficoltà ai passeggeri seduti. Evidentemente le carene a V hanno ancora la loro ragion d’essere e questa

si è dimostrata ben equilibrata tra portanza e penetrazione nell’onda.

39

4.500

36

4.000

30

3.500

25,5

3.000

19

2.500

10,3

2.000

9,4

1.000

8

550 GIRI/M

l’impatto sull’acqua è sempre dolce e

5.000

plana a 12,5 nodi

4,5 2,5 minimo 0 5 10

15

20

25

30

35

40

VELOCITÀ IN NODI

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5.000

GIRI/M

Agile e veloce, ha un assetto piano e stabile,

mento di navigazione, ormai indispensabile anche per il bagnetto fuori dal porto. Leggero il timone e molto sensibili le nuove manette elettroniche: bastano cinque minuti di pratica per impadronirsene a mestiere. A poppa il poderoso fuoribordo – qui c’è il Mercury Verado 250, ma anche 200 cavalli basterebbero – si sente appena ronfare, ma spinge, spinge, spinge. Il motore può essere totalmente sollevato fuori acqua, rendendosi accessibile per ogni evenienza, tipo la classica maledettissima busta di plastica che si incastra nell’elica. Una porta scorrevole in vetro scuro e due scalini conducono sottocoperta. E qui c’è la sorpresa: in poco più di sette metri ci sono bagno e due cabine di cui una sotto il pozzetto. Gli spazi sono quelli, ma il risultato è più che accettabile pensando, ad esempio, a una coppia giovane con due figli. La soluzione del classico divano a V che segue le forme dello scafo e si dispone a letto doppio abbassando il tavolino centrale è praticata da sempre, per la semplice ragione che è comoda e funzionale sia per chi costruisce sia per chi ci naviga. Ricavare invece una doppia cuccetta sotto il pozzetto, accessibile chinandosi a fianco della scaletta d’ingresso, è una idea meno comune. Buone le dimensioni del bagno e ben studiata anche la circolazione dell’aria, fondamentale per la sopravvivenza estiva sottocoperta.

4.500

79

4.000

63

3.500

39

3.000

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2.500

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CONSUMO TOTALE LT/H

L’hardtop permette di avere una visibilità completa a chi è alla guida e di navigare in qualsiasi condizione di sole o di pioggia. La lunghezza di omologazione è di 6,99 metri che fanno rientrare il Salpa 24 Granturismo nella categoria dei natanti.


IMP. SUZUKI

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Novità SUZUKI AL BIG BLU 2012

Piccoli ma audaci!

Si tratta di due motori presentati nella fascia bassa di potenza e dei tender prodotti direttamente in Italia a marchio Suzuki di Luciano Pau

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Il DF20A e 15A sono due nuove unità da 20 e 15 cavalli che condividono lo stesso gruppo termico e la stessa scocca, sono i più leggeri del mercato (solo 44 kg) e i primi a iniezione elettronica che non necessitano di batteria (addirittura il DF20 è il primo della sua categoria). Il fatto poi che i motori abbiano adottato il sistema d’iniezione elettronica ha consentito di sfruttare anche la tecnologia Suzuki Lean Burn, ossia a combustione magra, che permette di ottenere numerosi vantaggi tra cui risparmio sui consumi di carburante (almeno il 30% in meno rispetto al precedente 15 cavalli), più rapida risposta in accelerazione, avviamento facilitato e, grazie all’adozione di una barra di comando intuitiva, maggiore facilità nelle manovre. Il sistema di alimentazione di questi motori prevede una pompa ad alta pressione, un


IMP. SUZUKI

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nuovo corpo farfallato con sistema di gestione del minimo, un sistema di mantenimento costante della temperatura del carburante in base alla temperatura del motore, un separatore di vapore e un iniettore per ognuno dei due cilindri. Esternamente presentano un buon livello di finitura, con l’impiego di vernici anticorrosione Suzuki mentre l’alluminio garantisce un buon livello di durata nel tempo. I motori saranno disponibili sul mercato italiano da giugno 2012. La seconda novità riguarda i tender e sono tre prototipi. La linea si chiamerà “il Suzukino” e sarà interamente realizzata in Italia. Due dei modelli disponibili saranno del tipo “smontabile”, grazie a un pagliolato a stecche o fondo gonfiabile, mentre il terzo avrà la carena in vetroresina. Per ciò che concerne il “fondo a stecche” e quello con “pagliolato gonfiabile” si avranno a disposizione tre misure (185, 210 e 240 cm) fornite con sacche di dimensioni contenute e facili da trasportare. Del modello con carena in vetroresina le misure saranno sempre tre, con la più piccola di 1,85 metri e la più grande di 2,40 metri, mentre quella centrale disporrà di 10 centimetri in più, misurando 2,20 metri. Una peculiarità di quest’ultima gamma è poi il fatto di poter essere disponibile nelle misure da 220 e 245 cm anche con lo specchio di poppa abbattibile, forte di un brevetto di cui il produttore di questi tender è possessore. Scegliendo questa soluzione si potrà ribaltare il motore a bordo senza

Sopra, Paolo Ilariuzzi, responsabile commerciale del settore Marine di Suzuki Italia.

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staccarlo sia quando lo si trasporta sia quando è fermo in porto, riducendo notevolmente gli ingombri, una soluzione ideale per il rimessaggio in un box e per il trasporto dentro i garage dei grandi scafi. I modelli con carena in vetroresina dispongono di tubi realizzati con tessuto poliestere ad alta tenacità da 1.100 dtex ricoperti con plastomero, parabordi con paraspruzzi e carena stratificata a mano. Dispongono inoltre di gavoncino di prua, cuscineria per i modelli 220 e 240 fornita di serie e copribattello personalizzato con il logo “il Suzukino”. I tender sono disponibili da aprile.

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Anno 2010, 2 x 1100 MAN, 120 ore di moto, Leasing in corso, opportunità unica.

Anno 2004, 2 x 1670 Caterpillar, circa 450 ore di moto, 2 cabine, 2 bagni, bandiera italiana, elettronica completa.


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2005, 14,50 mt, Caterpillar 2x510, posti letto 6+1, servizi 2, cabina marinaio. Ottime condizioni, passerella idraulica, gps, radar. Visibile a Marina di Ravenna. Prezzo €430.000.

1997, lunghezza 14 mt, 2x435hp Aifo, interni in ciliegio opaco, 3 cabine, 3 bagni, pozzetto in teak, gruppo, elica di prua. Visibile a Marina di Ravenna - Prezzo € 190.000.

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2007, € 100.000,00, ottimo stato, rimessata al coperto, Mercruiser 2x310 – vis. in Campania 2 cabine, 1 bagno, dinette, interni in teak e pelle, elica di prua, tender.

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