SICUREZZA
L’IA per il controllo della contaminazione dell’aria
COMPONENTI
Affidabilità, robustezza e protezione per ogni ingresso cavi
TRANSIZIONE DIGITALE
Trasformare la produzione cosmetica per l’era digitale







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Produttori di Fragranze e Aromi, dal 1998. Aromi dal carattere glaciale e accattivante, perfetti per esaltare la percezione di freschezza e donare una firma aromatica inconfondibile, “Frosty” è la linea L.R. pensata per rivoluzionare l’esperienza sensoriale dei lip plumper.
L.R. FLAVOURS & FRAGRANCES INDUSTRIES S.p.A. info@lrindustries.it | lrindustries.it




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Cinque assi per vincere la partita della qualità di Alessandro Bignami

4. EDITORIALE
La bellezza dell’innovazione 6. STORIA DI COPERTINA
Cinque assi per vincere la partita della qualità 10. ATTUALITÀ
Cosmetica italiana: crescita strutturale in un mercato globale in trasformazione
14.
BUSINESS NEWS
Il balsamo occhi con melatonina incapsulata in oli vegetali dermoaffini
Cosmoprof 2026: l’ecosistema globale della bellezza professionale
30.
Faravelli scommette sul talento con “The Un.expected”
38.
L’IA per il controllo della contaminazione dell’aria
42.
Soluzioni a canale caldo per il settore beauty & personal care
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46.
Affidabilità, robustezza e protezione per ogni ingresso cavi
47.
Materiale biologico progettato per la produzione in piccole serie e per la prototipazione
48.
Il packaging nella cosmetica: funzione, estetica e sostenibilità
52.
Trasformare la produzione cosmetica per l’era digitale


Zero cross contamination
Engineering | Design | Planning | Construction & Commissioning
Equipment & Validation | Turnkey Solutions | Utilities | Cables & Piping | Support & Maintenance

L’industria cosmetica continua a confermarsi uno dei comparti manifatturieri più dinamici e resilienti del panorama industriale globale. Il 57° Rapporto Annuale del Centro Studi di Cosmetica Italia restituisce con chiarezza la fotografia di un settore che, pur operando in uno scenario economico e normativo sempre più complesso, mantiene una straordinaria capacità di generare valore, occupazione e innovazione. La cosmetica italiana, in particolare, si distingue per una filiera altamente specializzata e per una forte integrazione tra ricerca, produzione e design, elementi che ne rafforzano il posizionamento competitivo sui mercati internazionali. Il 2024 ha rappresentato un anno di trasformazione significativa per il settore. A livello globale, il mercato cosmetico ha raggiunto i 555 miliardi di euro, con prospettive di crescita media annua intorno al 6% che potrebbero portarlo a superare i 700 miliardi entro il 2028. Gli Stati Uniti restano il primo mercato mondiale, seguiti dalla Cina, mentre l’Europa consolida il proprio ruolo di hub industriale e tecnologico. Parallelamente, nuove aree come Medio Oriente e Africa emergono come territori di sviluppo strategico grazie a una popolazione giovane e a una crescente domanda di prodotti personalizzati. A guidare questa evoluzione sono tre direttrici principali: innovazione tecnologica, sostenibilità e personalizzazione. L’integrazione di intelligenza artificiale e realtà aumentata consente oggi di sviluppare prodotti sempre più mirati, costruiti sulle esigenze specifiche dei consumatori. Allo stesso tempo, la collaborazione tra grandi imprese e start-up accelera l’introduzione di ingredienti innovativi, soluzioni up-cycled e nuovi modelli di packaging sostenibile. La sostenibilità, infatti, non rappresenta più soltanto un valore reputazionale, ma un vero fattore competitivo, che coinvolge materiali, processi produttivi e logiche di economia circolare.
In questo contesto di forte evoluzione, le piattaforme internazionali di incontro tra domanda e offerta assumono un ruolo strategico. Cosmoprof Worldwide Bologna, in programma a BolognaFiere dal 26 al 29 marzo 2026, si conferma uno dei principali hub globali per l’industria della bellezza professionale. Tra le diverse aree espositive, Cosmopack rappresenta il cuore tecnologico della manifestazione: il salone dedicato alla supply chain riunisce produttori di materie prime, packaging, macchinari e servizi conto terzi, offrendo una visione completa delle innovazioni che stanno ridisegnando l’industria. Con oltre 250.000 visitatori e circa 3.000 espositori, Cosmopack si configura come una piattaforma unica dove brand e fornitori possono anticipare trend, sviluppare nuove partnership e presentare tecnologie capaci di rispondere alle sfide future del settore: tracciabilità, automazione, circolarità dei materiali e nuovi modelli produttivi sempre più flessibili.
In un mercato che evolve alla velocità delle tecnologie e delle aspettative dei consumatori, la capacità di innovare lungo tutta la filiera diventa la vera chiave competitiva. Ed è proprio qui che l’industria cosmetica dimostra ancora una volta la propria forza: trasformare cambiamento e complessità in opportunità concrete di crescita.



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Dopo aver festeggiato i 60 anni con un’ulteriore crescita sui mercati, Bruno Wolhfarth alza ancora l’asticella su precisione e produttività installando un centro di lavoro a elevata efficienza energetica, che integra tornitura e fresatura.
di Alessandro Bignami tecnologiecosmetiche.it
Il Sessantesimo anno dalla fondazione, celebrato nel 2025, è stato decisamente all’altezza della storia della Bruno Wolhfarth. L’azienda, specializzata nella produzione di pompe e filtri lavorati da barra piena in acciaio inox, è cresciuta ulteriormente nel settore chimico e ha consolidato la sua presenza nel pharma, nella cosmetica e nell’alimentare. Un anno importante, che ha visto la Bruno Wolhfarth esporre con ottimi riscontri all’ultima edizione di Ipack-Ima a Milano e che si è concluso con ulteriore slancio, grazie alla presentazione uf-
ficiale a clienti e partner, lo scorso dicembre nella sede di Sordio, del nuovo centro di lavoro a 5 assi, destinato ad aprire una nuova fase nell’evoluzione dell’azienda. Si tratta di una macchina pensata a misura delle esigenze produttive della Bruno Wolhfarth. Rappresenta addirittura il primo centro di lavoro installato in Italia che integra al proprio interno le fasi di tornitura e fresatura per la lavorazione dell’acciaio inox. È una macchina di nuova concezione anche per il costruttore stesso, che ha seguito da vicino la Bruno Wolhfarth nella fase di allestimen-
tc tecnologiecosmetiche


to e messa in funzione.
Il centro di lavoro, che ha tutti i requisiti per la programmazione digitale, migliora la qualità delle superfici interne e diminuisce i tempi di lavorazione. Le sue notevoli dimensioni permettono di ottenere forature e finiture adatte anche al corpo pompa più grande della gamma Wolhfarth.
tc tecnologiecosmetiche
marzo 2026
Dettagli del nuovo centro di lavoro a 5 assi
L’efficienza energetica è uno degli aspetti chiave dell’impianto, che abbatte i consumi del processo ben oltre i requisiti necessari a ottenere il massimo credito di imposta previsto dal Piano Transizione 5.0.
“L’ottimizzazione produttiva è notevole”, confermano Marco Parapetti e Rossella Wolhfarth, terza e seconda generazione alla guida dell’azienda di famiglia. “Prima, con tornio e fresa separati, dovevamo dedicare molte ore ai piazzamenti. Ora, con i sensori e i tastatori che permettono un’ottimale centratura del pezzo, il piazzamento può essere fatto anche in soli 10 minuti. Avvenendo in minor tempo, le lavorazioni risparmiano energia, venendo così incontro ai requisiti del piano Transizione 5.0. L’incentivo premia proprio l’efficienza energetica del processo, non dell’impianto in sé o dello stabilimento”.
“Nei primi due mesi dopo l’installazione, ci siamo dedicati ad attrezzare la macchina e ad allestire i programmi dei software”, aggiunge Parapetti. “Da quando è entrata in funzione a tutti gli effetti, ha già dato risultati importanti. Pur essendo presente un operatore a bordo macchina per seguire da vicino le fasi del processo, la macchina può essere programmata e controllata da remoto, in una logica di connessione totale”.


Sopra: particolari del nuovo centro di lavoro di Bruno Wolhfarth. A sinistra: Rossella Wolhfarth e Marco Parapetti (al centro), titolari della Bruno Wolhfarth, insieme a Matteo Capella, ingegnere progettista in forza all’azienda da 10 anni




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Alcuni
momenti della presentazione del nuovo centro di lavoro a 5 assi
nello stabilimento di Sordio (LO)
“La qualità delle finiture delle superfici è impressionante anche nelle parti solitamente più difficili da lavorare o caratterizzate da geometrie complesse: si ottiene una precisione superiore alle stesse lavorazioni a mano”, dice Wolhfarth. “Questo progresso è determinante per le nostre soluzioni destinate all’industria farmaceutica. Tutto il processo è automatizzato, la macchina preleva da sé l’attrezzo dall’armadio integrato che contiene 120 utensili. L’efficienza e la velocità vanno di pari passo con la sicurezza dell’operatore e della macchina stessa, grazie a sofisticati sistemi di protezione”.
Fra sapienza artigianale e automazione spinta
“Un unico centro di lavoro che associa le fasi di tornitura e fresatura rappresenta per noi una scelta operativa strategica, in quanto il nostro è un processo di lavorazione fortemente integrato: in questo modo evitiamo i continui passaggi e spostamenti dei pezzi dal tornio alla fresa e viceversa”, riflette Parapetti. “In pratica riusciamo a puntare su innovazione e automazione spinta senza disperdere la sapienza artigianale che ci accompagna fin dalla fondazione di mio nonno Bruno Wolhfarth. Con il nuovo centro di lavoro siamo riusciti a raddoppiare la produttività alzando ulteriormente l’asticella della qualità e della precisione”.
Con il nuovo acquisto, oggi l’azienda dispone in tutto di due centri di lavoro e di due torni CNC. La programmazione delle macchine, con il supporto di Parapetti, è affidata a Matteo Capella, ingegnere progettista da 10 anni in forza alla Bruno Wolhfarth. L’ingegnere ha assorbito totalmente l’approccio alla qualità e la capacità di coniugare tradizione e innovazione tipica della storica azienda di Sordio: “Ha capito e fatto proprio fin da subito lo spirito del nostro lavoro, che si esprime per esempio nella progettazione orientata al design igienico, essenziale, senza necessità di saldature, senza zone di ristagno, in linea
con quanto ci insegnò mio padre”, commenta Rossella Wolhfarth. “L’ingegnere è una persona pratica, che vive pienamente la realtà in cui si trova, in un proficuo confronto con noi e gli operatori dell’officina”.
“L’ingegner Capella ci ha supportato inoltre nel gestire con fluidità e senza tensioni il passaggio generazionale che inevitabilmente abbiamo dovuto attraversare dopo il graduale ritiro e poi la scomparsa di mio nonno”, afferma Parapetti. “Con il suo bagaglio tecnico, Capella si è guadagnato la fiducia e l’ascolto dello staff a cui ha saputo trasmettere in modo convincente idee e tecnologie innovative. Negli ultimi anni, l’azienda ha così aumentato il livello di automazione, ottimizzato la produzione e la gestione dei macchinari, oltre ad aver segnato importanti progressi nella lavorazione del titanio”.
“Mio padre aveva l’abilità tecnica di un artigiano, ma al contempo era molto aperto alle nuove tecnologie e all’evoluzione dei concetti produttivi”, interviene Rossella Wolhfarth. “L’importante è che ogni innovazione avesse un obiettivo preciso e misurabile e che non fosse inseguita solo per il gusto di cambiare. Sfruttando le conoscenze di oggi, l’ingegner Capella ha saputo aggiornare alcune soluzioni messe a punto decenni fa da Bruno Wolhfarth. Per esempio, ha reso un nostro filtro tradizionale più semplice da aprire e più leggero grazie a una copertura a tecnologiecosmetiche.it


scorrimento in acciaio che aumenta la protezione del fluido preservandolo da evaporazione o dispersione, nel caso soprattutto dei profumi, e da contaminazioni esterne, requisito cruciale nel processo farmaceutico”.
“E ora è tempo di riprendere in mano il progetto delle elettropompe con girante d’acciaio”, annuncia Parapetti. “Per avere una gamma completa basteranno 4-5 modelli con questa variante. La girante in acciaio è infatti adatta solo al travaso dei prodotti liquidi, mentre per i viscosi continueremo a proporre le elettropompe con girante flessibile, disponibile in diversi elastomeri”.
I settori di riferimento per l’applicazione di pompe e filtri Wolhfarth restano la chimica, la farmaceutica, la cosmetica e l’alimentare. “Siamo in crescita nella chimica, grazie all’espansione di una nota azienda italiana di respiro internazionale nel campo dei prodotti per l’edilizia, e abbiamo consolidato le applicazioni nel pharma e nella cosmetica”, proseguono Wolhfarth e Parapetti. “Nel food la domanda è un po’ meno vivace anche perché i nostri clienti storici usano le nostre pompe per decenni, senza bisogno di ripararle o sostituirle. Pensi che un famoso produttore di miele installò alcune nostre soluzioni nel 1990 e poi non si fece più sentire, tanto che ci eravamo ormai convinti che si fosse rivolto a concorrenti. Invece qualche mese fa ci ha contattato per il cambio della girante. Insomma, in 35 anni le nostre pompe hanno funzionato talmente bene da non richiedere alcun intervento”.
Rapidità di consegna: un vantaggio determinante
La ricambistica è un altro punto di forza della Bruno Wolhfarth. “Riusciamo a consegnare i pezzi di ricambio in tutto il mondo in tempi stretti”, spiega Parapetti. “Se riceviamo l’ordine entro le 16, il giorno dopo è in partenza. Tutti i ricambi sono già in magazzino pronti per la consegna, come giranti, tenute, alberi motore…”.

“Abbiamo investito molto nel magazzino, anche perché producendo tutto internamente dobbiamo disporre sempre dei componenti e dei materiali necessari alle lavorazioni: soprattutto quelli che rappresentano il cuore dei nostri impianti, come il corpo pompa e il motore”, sottolinea Wolhfarth. “Non esternalizzando a terzi, vogliamo avere un controllo meticoloso degli approvvigionamenti, a partire dall’acciaio inox, che compriamo esclusivamente sul mercato europeo anche in funzione dell’andamento del prezzo. Un impegno notevole, che però ci permette di godere del vantaggio competitivo formidabile di un tempo di consegna che non supera i 7-10 giorni, contro i persino 2-3 mesi impiegati da diversi concorrenti”.
I filtri Farminox di Bruno Wolhfarth sono impiegati nell’industria cosmetica per la brillantatura di profumi, acque di colonia e lozioni. Sono molto apprezzati perché non hanno guarnizioni e sono interamente costruiti in acciaio inox
Le elettropompe a girante flessibile con Variatore di velocità o inverter di Bruno Wolhfarth travasano delicatamente i prodotti, anche quelli molto densi o viscosi, come creme, gel e detergenti


Il 57° Rapporto Annuale del Centro Studi di Cosmetica Italia fotografa un settore solido e competitivo, capace di generare valore, occupazione e innovazione. Il 2024 ha segnato un nuovo equilibrio tra dinamiche globali, evoluzione normativa e consumatori sempre più consapevoli.

Il 57° Rapporto Annuale, elaborato dal Centro Studi di Cosmetica Italia, rappresenta un punto di riferimento ricco di dati, analisi e statistiche utili a interpretare le dinamiche che stanno plasmando sia l’attuale scenario sia le prospettive future del settore. Dall’analisi emerge con chiarezza come l’industria cosmetica italiana continui a distinguersi per solidità, capacità di creare valore, generare occupazione e promuovere innovazione, affrontando con determinazione le sfide di un contesto globale in costante e rapida evoluzione.
Nel dettaglio, il 2024 si è configurato come un anno di profondo cambiamento per il comparto, caratterizzato da una crescente attenzione verso personalizzazione, sostenibilità e innovazione tecnologica, in risposta a consumatori sempre più informati, consapevoli e diversificati nelle loro esigenze.
Gli scenari dell’industria cosmetica
Il panorama internazionale della cosmetica è stato caratterizzato, nel corso del 2024, da una trasformazione significativa a livello internazionale, guidata da innovazioni tecnologiche, cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e dinamiche di mercato regionali. Senza trascurare, tra le minacce, l’evoluzione normativa che impatterà sempre più sulla competitività del settore.
Numerosi elementi caratterizzano gli attuali scenari di riferimento.
tc tecnologiecosmetiche marzo

• Trend globale e dinamiche regionali che incidono sull’espansione del mercato: l’industria cosmetica mondiale ha raggiunto un valore di 555 miliardi di euro nel 2024, con una crescita media prevista per i prossimi tre anni del 6%, arrivando a superare i 700 miliardi di euro nel 2028.
• Evidenza della leadership di USA e Cina: nella lettura per singoli paesi, gli Stati Uniti hanno mantenuto la principale quota di mercato con 107 miliardi di euro nel 2024, mentre la Cina (65 miliardi di euro), pur affrontando una crescita più lenta, rimane il secondo mercato mondiale. In una visione aggregata per aree, l’Europa rappresenta il secondo mercato mondiale con 104 miliardi di euro. Per quanto concerne i mercati emergenti, il Medio Oriente e l’Africa si stanno affermando come nuovi poli di crescita, grazie a una popolazione giovane e a un crescente interesse per prodotti di bellezza personalizzati.
• In tema di innovazione tecnologica e offerta declinata su specifiche esigenze, tra gli scenari più dinamici, si registra la iper-personalizzazione: l’uso dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata ha permesso la creazione di prodotti su misura, analizzando i fabbisogni distintivi dei consumatori.
• Altro recente fenomeno è la collaborazione tra startup e imprese consolidate: le grandi aziende collaborano con nuove piccole realtà imprenditoriali per integrare soluzioni innovative, come ingredienti up-cycled e packaging sostenibili.

• Con riferimento ai temi della sostenibilità e consapevolezza ambientale, si rafforza il tema del packaging eco-friendly: cresce infatti l’adozione di materiali riciclati e riciclabili, oltre che soluzioni a basso impatto ambientale nel packaging dei prodotti.
• Prosegue l’evoluzione in materia di digitalizzazione e nuovi canali di vendita anche attraverso le nuove esperienze virtuali: l’integrazione di app e realtà aumentata hanno trasformato l’esperienza d’acquisto, permettendo ai consumatori di provare virtualmente i prodotti.


mava a 7 miliardi di euro. Il dato relativo alle esportazioni è ancora più significativo se confrontato con quello del 2004: nell’arco di vent’anni il valore si è quadruplicato oltre al fatto che il peso sul fatturato totale è raddoppiato passando dal 24 a circa il 48%.
• Crescita del modello direct-to-consumer (DTC): molti marchi hanno rafforzato strategie di comunicazione presidiando community spontanee attraverso i social media e piattaforme digitali.
• Non va tra trascurata, infine, l’evoluzione delle preferenze dei consumatori, sempre più sensibili a temi come l’inclusività, si assiste infatti alla crescente domanda di prodotti gender-neutral e adatti a diverse etnie e tipi di pelle, oltre alla connessione mente-corpo: psicodermatologia e neurocosmetica, benché siano termini non ufficiali, non afferenti alla classificazione regolatoria dei cosmetici, stanno guadagnando attenzione, suggerendo la connessione tra benessere mentale e salute della pelle. In sintesi, il 2024 ha segnato un anno di trasformazione per l’industria cosmetica, con un focus su personalizzazione, sostenibilità e innovazione tecnologica, rispondendo alle esigenze di consumatori sempre più consapevoli e diversificati.
Come accade da diversi anni, su questo andamento, agevolate anche da un rincaro dei prezzi, incidono positivamente le esportazioni, che crescono del 12% con un valore di poco superiore a 7,9 miliardi di euro, nel confronto col valore dell’anno precedente che si approssi-
A completare lo scenario di riferimento contribuisce la valutazione di tre numeri che descrivono in misura più ampia l’ecosistema in cui si inserisce l’industria cosmetica: il valore del fatturato della filiera cosmetica, il valore aggiunto creato dal sistema della cosmetica in Italia e il valore del sistema economico della cosmetica in Italia. Il primo racchiude l’industria cosmetica a cui si unisce la filiera a monte, ovvero, oltre alle aziende cosmetiche, i macchinari per la produzione e il confezionamento, il packaging e le materie prime con un valore di fatturato complessivo di 22 miliardi di euro. Il valore aggiunto, cioè la ricchezza effettivamente sostenuta dalle imprese cosmetiche, nel 2024 ha toccato i 30,8 miliardi di euro, che equivale al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero italiano. Il sistema economico comprende, invece, la filiera a monte (materie prime, macchinari di produzione imballaggio) a cui si aggiunge la distribuzione finale, per un valore complessivo del fatturato che raggiunge i 41,2 miliardi di euro.
La dinamica positiva dei livelli di produzione cresce anche grazie al valore degli acquisti di cosmetici da parte degli italiani. Infatti, a fine 2024 il mercato cosmetico in Italia registra un +6,9% portando il valore a quasi 13,4 miliardi di euro e una previsione per il 2025 di ulteriori 3,6 punti percentuali.
L’andamento dei consumi di cosmetici
Il valore degli acquisti di cosmetici in Italia conferma anche nel 2024 andamenti positivi grazie all’effervescen -

za del panorama competitivo e dalle abitudini di acquisto e di consumo oramai radicate. Si registra, inoltre, l’accelerazione dei fenomeni legati sia all’offerta di nuovi prodotti che di nuove formule distributive grazie a modalità di ingaggio innovative omnicanale. Le modulazioni registrate nella vendita di cosmetici portano ad un valore del mercato prossimo a 13.400 milioni di euro con una crescita, rispetto al 2023, di 6,9 punti percentuali.

Tuttavia, le tensioni geo-politiche e commerciali, il rallentamento della reperibilità delle materie prime, oltre al rincaro energico che ha impattato fortemente sulla vita delle imprese e delle famiglie italiane, suggerisce caute stime proiettate a fine anno e al 2025. Entrando nel merito delle stime, ad oggi si proietta una chiusura del mercato cosmetico a fine 2025 pari a +3,6%, curva di crescita in lieve ripresa per il 2026, +4,4%, che porterà nel prossimo biennio un valore di consumo di cosmetici a circa 14.500 milioni di euro. La lettura consolidata dei prodotti cosmetici mantiene la storicità delle sottocategorie analizzate: i nuovi mix di prodotto confluiscono inevitabilmente in queste voci rimandando alle analisi qualitative i trend emergenti legati all’offerta di cosmetici in Italia e nel mondo.
Importazioni ed esportazioni
I livelli di fatturato generato dall’interscambio cosmetico sono elaborati dal Centro Studi ed estratti dalla piattaforma online fornita dall’Istat che, in misura retroattiva, applica le correzioni relative agli anni precedenti: è evidente, quindi, che anche le statistiche elaborate da Cosmetica Italia adeguano i valori dei corrispettivi esercizi.
Salvo rare occasioni, comunque, il peso degli scostamenti è marginale ma è opportuno prendere in considerazione la pubblicazione più recente per valutare l’evoluzione storica dell’interscambio cosmetico.
Nel 2024 le esportazioni di cosmetici sono cresciute del 12% e superano, a valori di chiusura, i 7,9 miliardi di euro, confermando il ritmo di crescita a doppia cifra delle esportazioni che caratterizza il fondamentale contributo alla crescita del fatturato totale dell’industria cosmetica in Italia. Infatti, nell’arco di vent’anni il peso dell’export sul totale del fatturato dell’industria cosmetica in Italia è raddoppiato, passando dal 24,7% del 2004 a quasi il 48% di fine 2024 con significativo e progressivo contributo ai valori di fatturato totale del comparto. Inoltre, nello stesso periodo, se consideriamo il solo valore assoluto, le esportazioni di cosmetici Made in Italy sono quasi quadruplicate passando da 2 a oltre 7,9 miliardi di euro. Positivo è anche il livello di concentrazione nelle prime dieci destinazioni che, per valore dell’esportazioni cosmetiche italiane, con poco più del 64% del peso sul totale, mantiene costante nel tempo il valore nei primi dieci partner commerciali. Anche le importazioni evidenziano, a valore, ottime performance, trainate anch’esse dalla profumeria alcolica (+25,7%) e dai prodotti per la cura pelle (+10,7%): le due categorie concentrano quasi due terzi del totale delle importazioni cosmetiche verso l’Italia. La profumeria alcolica e i prodotti per la cura dei capelli registrano il più alto saldo commerciale nel confronto con le altre categorie cosmetiche, rispettivamente con 1,6 e 1,2 miliardo di euro, dimostrando il grado di specializzazione e di competitività delle imprese cosmetiche nel contesto mondiale.
Il 2024 ha segnato un anno di trasformazione per l’industria cosmetica, con un focus su personalizzazione, sostenibilità e innovazione tecnologica
> > Il balsamo occhi con melatonina incapsulata in oli vegetali dermoaffini
Per contrastare gli effetti del freddo e degli sbalzi termici, Cosmetici Magistrali presenta Nutriage Eye Balm, un trattamento anti-age dalla texture in balsamo, nutriente, decongestionante e lenitivo, che restituisce morbidezza e protezione anche nei mesi più rigidi. La sua consistenza in balsamo, ricca e fondente, è pensata per offrire comfort immediato e difendere dalla secchezza indotta dal freddo. A contatto con la pelle, la texture si scioglie delicatamente, rilasciando un complesso di attivi dermoaffini e riparatori che nutrono e leniscono la zona perioculare. Il risultato è uno
> > Raffaella Capece nominata marketing & innovation director di Cantabria Labs Difa Cooper Nuovo ingresso di rilievo in Cantabria Labs Difa Cooper: Raffaella Capece assume il ruolo di Marketing & Innovation Director, rafforzando così la struttura manageriale e il posizionamento strategico dell’azienda attiva nella dermatologia.
“Cantabria Labs Difa Cooper prosegue il suo percorso di crescita con la dermatologia al centro”, dichiara Stefano Fatelli, amministratore delegato.

“I professionisti della salute rimangono i veri protagonisti e il fulcro della nostra strategia: sono loro a guidare la credibilità scientifica, la raccomandazione e il posizionamento dei nostri brand. La nostra visione si fonda sempre di più sulla capacità di interpretare in modo integrato il mondo farmaceutico e quello cosmetico, anticipando l’evoluzione



> > Centro Software sostiene l’evoluzione digitale del settore cosmetico e nutraceutico in Italia
L’industria cosmetica italiana continua a distinguersi per dinamismo e innovazione, consolidando un ruolo strategico nell’economia nazionale. Le stime per il 2025 prevedono un fatturato complessivo di 17,4 miliardi di euro, in crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente, con l’export a quota 8,5 miliardi (+7%), pari a circa la metà delle vendite totali. La filiera cosmetica italiana, con un valore complessivo di 41,2 miliardi e circa 440 mila posti di lavoro, continua a essere un motore di crescita, innovazione e sostenibilità. Le soluzioni ERP di Centro Software offrono alle aziende la possibilità di integrare contabilità, CRM e business intelligence, con moduli dedicati alla gestione dei prodotti, della logistica e dei costi di produzione. Centro Software ha sviluppato funzionalità specifiche che supportano l’intero ciclo produttivo, dal processo di trasformazione al confezionamento e alla distribuzione, garantendo la piena conformità alle normative europee e statunitensi in materia di qualità e tracciabilità. Il sistema gestionale integra in modo continuo la
pianificazione della domanda, la produzione, gli acquisti, i controlli qualità e la logistica, assicurando un flusso efficiente e controllato fino alla consegna del prodotto finale. Il caso di Spa rappresenta un esempio concreto del valore aggiunto apportato da Centro Software. Fondata negli anni Venti, Variati è una delle realtà storiche italiane nella distribuzione di materie prime per cosmetica e nutraceutica. L’azienda ha evoluto il proprio modello di business concentrandosi sulla consulenza e commercializzazione di prodotti naturali e biotecnologici e sulla linea proprietaria di ingredienti di alto valore funzionale, servendo clienti in Italia e all’estero. La necessità di migliorare l’efficienza operativa e consolidare i processi ha portato Variati ad adottare il software ERP di Centro Software. Il sistema è stato personalizzato per le esigenze specifiche dell’azienda, con moduli introdotti per soddisfare esigenze molto differenti. La produzione delle Variati Specialties ha richiesto strumenti su misura per il monitoraggio dei costi di produzione, manutenzione e logistica, mentre per la gestione commerciale delle commodities importate e distribuite sul territorio italiano l’azienda ha scelto di rafforzare l’utilizzo del
> > Veeva amplia la partnership con Roche Veeva Systems ha annunciato che Roche Pharmaceuticals ha esteso la propria partnership con Veeva adottando Veeva Vault CRM. “Roche e Veeva collaborano da molti anni”, ha dichiarato Peter Gassner, CEO di Veeva. “Siamo onorati di estendere la nostra partnership a Vault CRM e di portare la nuova generazione di CRM abilitato dall’AI ai team sul campo di Roche Pharma a livello globale”.
“Siamo felici di espandere la nostra partnership con Veeva implementando Vault CRM in tutta la nostra

portale CRM e l’implementazione della business intelligence per tenere sotto controllo dati e numeri, valutare l’allineamento con gli obiettivi prefissati e prendere decisioni informate. L’utilizzo è stato esteso non solo all’interno del perimetro aziendale, ma anche agli agenti esterni. L’adozione dell’ERP di Centro Software ha consentito di eliminare errori, migliorare il customer service, ottimizzare il lavoro dell’ufficio acquisti e semplificare i processi di certificazione qualità.
organizzazione Pharma globale”, ha affermato Wafaa Mamilli, chief digital and technology officer di Roche.
“Mettendo dati e AI al centro, Vault CRM ci aiuterà a creare interazioni più personalizzate, offrendo ai nostri team gli insight necessari per supportare al meglio i professionisti sanitari e i pazienti”.
Vault CRM fa parte di Vault CRM Suite, una serie di applicazioni che costituisce la base per l’execution commerciale. Veeva AI è l’AI agentica integrata nella piattaforma Vault, con agenti AI specializzati per il settore in tutte le applicazioni Veeva.
> > Maschera ultra-idratante e rimpolpante per rafforzare la barriera cutanea
L’idratazione è uno step fondamentale della skincare, il primo alleato per mantenere la pelle luminosa e dall’aspetto sano. Un’esigenza che diviene ancora più sentita quando fattori come stress ambientali e sbalzi climatici mettono a dura prova la barriera cutanea e conducono a stati di disidratazione cronica. Per questo Teoxane, azienda svizzera punto di riferimento per i trattamenti estetici a base di acido ialuronico, arricchisce la sua gamma di dermocosmetici con RHA® Hydra Mask: la nuova maschera in gel ultra-idratante e rimpolpante che agisce su più livelli per restituire comfort, elasticità e vitalità all’incarnato.
Grazie a una formula dalle elevate performance, basata sull’esclusivo
Tri-Complex Teoxane, RHA Hydra Mask offre un effetto immediato e prolungato, garantendo un’idratazione intensa, che arriva a superare le 8 ore rinforzando progressivamente la barriera cutanea. Il risultato è una pelle visibilmente più levigata, rimpolpata e luminosa già dalla prima applicazione.
Ispirata alla tecnologia dei filler dermici, la nuova maschera utilizza lo stesso approccio avanzato alla formulazione che caratterizza l’intera gamma dermocosmetica Teoxane. I tre ingredienti chiave sono l’RHA Resilient Hyaluronic Acid, il saccaride Isomerato e glicogeno.
RHA Hydra Mask è adatta a tutti i tipi di pelle, inclusa quella sensibile, e si inserisce facilmente in qualsiasi routine skincare. Si applica su pelle detersa e asciutta, evitando il contorno occhi; dopo 10-15 minuti,
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si risciacqua con acqua tiepida. La texture in gel rende l’applicazione piacevole e immediata, trasformando il trattamento in un vero momento di benessere.
L’efficacia di RHA Hydra Mask è supportata da test clinici condotti su volontari per 28 giorni, con applicazioni due volte alla settimana e valutazioni dermatologiche e strumentali. Dopo una sola applicazione è stato osservato un aumento del livello di idratazione cutanea del 20%, che si mantiene all’8% dopo 8 ore, anche se il prodotto è da risciacquo. Il 95% degli utilizzatori ha percepito la pelle più idratata, l’86% più rimpolpata e l’81% più levigata. I risultati confermano un effetto idratante immediato e duraturo.


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> > BMG Pharma: riorganizzazione strategica per crescere nei mercati globali
dall’AI per accompagnare i prodotti dal concept alla commercializzazione. Fondata nel 2008, NHCO Nutrition Laboratory è diventata un punto di riferimento nel campo della micronutrizione. Affiliata al Gruppo Chiesi dal 2018, NHCO è un laboratorio francese di integratori alimentari specializzato nella ricerca e sviluppo di formule a base di aminoacidi.
Dopo l’acquisizione, NHCO Nutrition è entrata in una nuova fase di espansione, collaborando in particolare con le affiliate italiane e spagnole del Gruppo Chiesi. La crescente complessità nella gestione dei dati di prodotto ha evidenziato la necessità di una maggiore tracciabilità, di una gestione sicura delle informazioni, di flussi strutturati lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e di una collaborazione più stretta tra i reparti di R&D, qualità, regolatorio, marketing operativo e produzione a contratto (CMO). Spinta da una crescita costante
BMG Pharma Spa, realtà italiana di riferimento nella ricerca e sviluppo di nuovi biomateriali a base di acido ialuronico coniugato, annuncia una profonda riorganizzazione societaria che segna una nuova fase di crescita e consolidamento internazionale. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore farmaceutico e una leadership riconosciuta nella tecnologia brevettata Hyaluromimethic®, l’azienda ha avviato un processo di razionalizzazione e spin-off delle proprie linee di business per focalizzare le risorse sulle aree a più alto potenziale di sviluppo.
Il piano, approvato dal Consiglio di Amministrazione e già operativo, prevede tre direttrici principali. In primo luogo, è stata completata la cessione del portafoglio dei prodotti terapeutici “legacy” riguardanti i settori dell’igiene orale e della dermatologia a Healthea Licensing Srl, parte del gruppo BioDue Spa per concentrare le energie sulle piattaforme
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e dalla necessità di mantenere agilità operativa NHCO Nutrition ha adottato Centric PLM come piattaforma digitale best-inclass per snellire la complessità aziendale e scalare in modo efficiente.
NHCO Nutrition ha implementato con successo Centric PLM sfruttando la metodologia agile e l’expertise di Centric Software, che si concentra su una stretta collaborazione con i team aziendali durante la fase di configurazione e su un rilascio progressivo basato sui Business Use Case (BUC).
Ora, tutti i team globali e delle affiliate di NHCO utilizzano Centric PLM in tutte le lingue e nei Paesi in cui i prodotti sono commercializzati, con un’integrazione completa con il sistema ERP. Attualmente, il team PLM si trova nella fase finale di fine-tuning dei KPI con i dati Centric C8 e sta valutando l’integrazione di FoodChain ID®, insieme a una connessione fluida dell’intero flusso della supply chain.
proprietarie di nuova generazione. In parallelo, sono state create due società spin-off: BMG BioAesthetic, dedicata allo sviluppo di dispositivi medici iniettabili di classe III per la medicina estetica, e BMG Biochemical, con l’obiettivo di espandere lo stabilimento chimico di Torviscosa (Udine), cuore della produzione di ingredienti funzionali basati su un’esclusiva coniugazione dell’acido ialuronico. Lo stabilimento di Torviscosa, recentemente conferito al ramo d’azienda BMG Biochemical, sarà potenziato con nuovi investimenti per aumentare la capacità produttiva e il grado di produzione farmaceutica. L’impianto, qualificato da TÜV Süd Europe e dotato di clean room e laboratori all’avanguardia, è interamente dedicato alla derivatizzazione chimica di polisaccaridi e alla produzione di acido ialuronico coniugato sia di grado topico che iniettabile. Qui nasce il Sodium Hyaluronate Lipoate Formate (SHLF), molecola brevettata che costituisce l’asse portante dei progetti in dermatologia, medicina estetica, osteoartrite e oftalmologia.

Particle size, shape and chemical analysis
Smell analysis
High resolution images with elemental analysis


Particle size distribution

Spray and aerosol droplet size

High pressure homogenization


Powder flow and packing properties

Density



Nanosystems size, concentration and zeta potential




Flow and viscoelastic properties Thermal analysis
Stability and shelf-life
Surface tension and contact angle






> > Interpack 2026: il futuro del packaging passa dai nuovi materiali
Le nuove tecnologie dei materiali stanno plasmando il packaging di domani: plastiche altamente evolute, materiali a base di fibre e rivestimenti intelligenti stanno ottimizzando la durata di conservazione, la protezione e la riciclabilità. Dal 7 al 13 maggio a Düsseldorf, l’area packaging di Interpack 2026 presenterà soluzioni consolidate applicate in nuovi contesti, insieme agli ultimi sviluppi e innovazioni. Saranno presenti più di 1.000 produttori di soluzioni di packaging, materiali e ausili per l’imballaggio provenienti da tutto il mondo, distribuiti in
> > COSMOPROF
26 - 28 marzo 2026
Bologna, Italia www.cosmoprof.com
> > IN-COSMETICS GLOBAL
14 -16 aprile 2026
Parigi, Francia www.in-cosmetics.com/ global/en-gb.html
> > INTERPACK
7 -13 maggio 2026
Düsseldorf, Germania www.interpack.com
sette padiglioni e livelli, tra cui molte anteprime di espositori presenti per la prima volta. In totale, a Interpack sono attesi 2.800 espositori.
Osservando la situazione del mercato globale, gli imballaggi in plastica flessibili e rigidi rappresentano la quota maggiore nel packaging dei beni di consumo, con un totale del 65% del mercato (2024, VDMA/ Euromonitor).
A Interpack, presso il Padiglione 9, gli espositori presenteranno numerose soluzioni in plastica –contenitori e imballaggi flessibili, tra cui film bio-based, con un forte focus sulla sostenibilità.
Il packaging a base di carta e cartone, collocato presso il Padiglione 8a, detiene una quota globale di circa il 16% nel mercato degli imballaggi per beni di consumo.
Il packaging metallico, in particolare lattine e sistemi di aggraffatura delle lattine, sarà presentato nel Padiglione 7a. Secondo i dati di settore, la quota del packaging metallico è attualmente del 12%.
> > CHINA BEAUTY EXPO (CBE)
12 - 14 maggio 2026 Shanghai, Cina www.chinabeautyexpo.com
> > FCE COSMETIQUE
1 - 3 giugno 2026
São Paulo, Brasile www.fcecosmetique.com.br
> > IN-COSMETICS KOREA
1 - 3 luglio 2026
Seoul, Corea del Sud www.in-cosmetics.com/ korea
Il packaging in vetro, un classico tra le soluzioni di imballaggio, sarà anch’esso rappresentato a Interpack. Nel Padiglione 10, l’Associazione Federale dell’Industria del Vetro tedesca (BV Glas) sarà un punto di riferimento centrale per informazioni su sviluppi e tendenze attuali.
Nel 2024 il vetro ha rappresentato l’8% delle vendite nel retail di packaging per beni di consumo.
Materiali alternativi e nuovi materiali, soprattutto nel Padiglione 9, daranno ulteriore impulso all’offerta. Qui l’attenzione sarà concentrata su innovazioni nel campo delle plastiche bio-based, mentre i materiali a base di fibre saranno presentati nel Padiglione 8a. Con “Innovative Materials”, Interpack pone nuovamente una particolare attenzione sul tema dei materiali e pone l’attenzione su concetti di materiale e approcci di design che combinano funzionalità, efficienza nell’uso delle risorse e riciclabilità.
> > COSMOPROF NORTH AMERICA 13 - 15 luglio 2026 Las Vegas, USA www. cosmoprofnorthamerica.com
> > IN-COSMETICS LATIN AMERICA
23 - 24 settembre 2026
São Paulo, Brasile www.in-cosmetics.com/ latin-america
> > LUXE PACK MONACO 28 - 30 settembre 2026 Monaco www.luxepackmonaco.com/en
> > COSMETIC 360 14 -15 ottobre 2026
Parigi, Francia www.cosmetic-360.com
> > IN-COSMETICS ASIA
3 - 5 novembre 2026
Bangkok, Thailandia www.in-cosmetics.com/asia


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tc tecnologiecosmetiche marzo 2026




All’offerta espositiva, si aggiunge un palinsesto di iniziative speciali e contenuti formativi pensati per favorire aggiornamento tecnico, ispirazione creativa e opportunità concrete di business
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Da giovedì 26 a domenica 29 marzo 2026, Cosmoprof Worldwide Bologna torna a BolognaFiere con un’edizione che mette al centro l’evoluzione della bellezza professionale e le esigenze della community internazionale. In questo scenario, Cosmo Hair & Nail & Beauty Salon si conferma il salone di riferimento per il settore, grazie a un percorso espositivo completo per rispondere alle esigenze di distributori, titolari e operatori di saloni di acconciatura, centri estetici, spa, barber shop, nail salon e hôtellerie. All’offerta espositiva, si aggiunge un palinsesto di iniziative speciali e contenuti formativi pensati per favorire aggiornamento tecnico, ispirazione creativa e opportunità concrete di business.
In sinergia con le altre aree della manifestazione, il salone propone le soluzioni più avanzate dedicate ai professionisti: dalle apparecchiature hi-tech ai prodotti spe-

cialistici per la cura della pelle e dei capelli, dagli arredi all’accessoristica, fino ai servizi di formazione e consulenza. Un ecosistema integrato, progettato per valorizzare ogni comparto e accompagnare il mercato verso nuovi standard di qualità, performance e personalizzazione dell’esperienza.
Cosmopack: tecnologie rivoluzionarie e iniziative di sostenibilità
L’edizione 2026 di Cosmopack – salone internazionale dedicato alla filiera produttiva della cosmetica – si svolge all’interno di Cosmoprof Worldwide Bologna, dal 26 al 28 marzo, e riunisce produttori di materie prime, macchinari, packaging, automazione e conto terzi.
“Anche in un contesto di trasformazione delle strutture commerciali, la supply chain globale continua a dimostrarsi agile e affidabile. Cosmopack 2026 metterà in mostra la preparazione dell’industria cosmetica e della profumeria alle sfide future, presentando le più recenti
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BolognaFiere diventa il punto di convergenza per brand, fornitori e operatori di tutto il mondo. Dalla supply chain alle performance live, passando per tecnologia, sostenibilità e nuove competenze, l’edizione 2026 di Cosmoprof e Cosmopack disegna gli standard futuri del settore.


soluzioni di prodotto e packaging, oltre a innovazioni in ambito di circolarità, tracciabilità e automazione, capaci di generare risultati e valore duraturo”, afferma Enrico Zannini, direttore Generale di BolognaFiere Cosmoprof.
Eccellenza globale della supply chain
Cosmopack attira ogni anno oltre 250.000 visitatori e 3.000 espositori. Questo format offre ai leader dei brand un accesso senza precedenti ai fornitori di ingredienti, fragranze, packaging, produzione, macchinari e molto altro. Allo stesso tempo, consente ai fornitori di esplorare nuove idee e concept innovativi che i brand stanno portando sul mercato. Cosmopack è il luogo in cui i fornitori dell’industria cosmetica, della cura personale e della profumeria presentano le innovazioni più rilevanti dell’anno, tecnologie rivoluzionarie e iniziative di sostenibilità, insieme a nuove capacità produttive e servizi. È qui che i terzisti lanciano nuovi formati di prodotto, prototipi formulativi e collezioni in linea con i trend; che i fornitori di
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marzo 2026




packaging ed etichette presentano nuovi materiali, opzioni decorative e design ispirati per astucci e contenitori; che le case di fragranze svelano nuove collezioni olfattive e nuovi ingredienti e metodi di approvvigionamento; che le aziende di ingredienti e i distributori mostrano soluzioni innovative e formule starter originali; ed è qui che i produttori di macchinari espongono le linee più avanzate e le macchine standalone più recenti. A Cosmopack 2026, aziende della supply chain come Intercos, Lubrizol, Berlin Packaging, Fiabila, Froma, Marchesini Group, Ancorotti Cosmetics e Woowon presenteranno le loro migliori e più recenti proposte.
Cosmopack non è focalizzata su un singolo mercato: è il luogo in cui nascono connessioni di business, prendono forma collaborazioni e si concludono accordi che hanno
un impatto su quasi tutti i Paesi, le regioni e le comunità toccate
dall’industria cosmetica
È importante sottolineare che Cosmopack è un evento di grande valore sia per le aziende globali sia per le piccole e medie imprese (PMI). La manifestazione è ideale per rispondere alle esigenze di brand, retailer, trend scout e innovatori del settore, dai player di nicchia alle multinazionali e a tutti gli operatori intermedi. E sebbene l’eccellenza del Made in Italy sia ampiamente rappresentata, Cosmopack non è focalizzata su un singolo mercato: è il luogo in cui nascono connessioni di business, prendono forma collaborazioni e si concludono accordi che hanno un impatto su quasi tutti i Paesi, le regioni e le comunità toccate dall’industria cosmetica.
“Cosmopack è orgogliosa di ospitare ancora una volta a Bologna fornitori e buyer da tutto il mondo”, afferma Zannini. “Il nostro team ha progettato il layout espositivo e curato contenuti e iniziative per favorire networking, incontri di business e scoperta dell’innovazione”.
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Area espositiva e contenuti speciali di Cosmopack
L’area espositiva di Cosmopack sarà organizzata con attenzione per agevolare agende di appuntamenti ben strutturate, lasciando allo stesso tempo spazio a connessioni spontanee e alla condivisione di idee. La Fragrance & Ingredients Zone, nel Padiglione 20, sarà dedicata alle aziende di ingredienti e materie prime; ai fornitori specializzati in oli essenziali e componenti per fragranze; alle case di profumi e agli atelier di fragranze; nonché ai terzisti di prodotti beauty profumati. Il Padiglione 19 ospiterà il mondo di macchinari, robotica e automazione, con espositori che presenteranno attrezzature progettate specificamente per la lavorazione, il confezionamento, le soluzioni end-of-line, l’ispezione visiva e il controllo qualità, i sistemi di track & trace e molto altro. L’intera gamma di packaging primario e secondario, insieme ai terzisti e ai produttori private label, sarà presente nei Padiglioni 15, 15A, 18, 20 e 28.

Un ricco programma di sessioni formative ed educational si terrà sul palco Cosmopack, situato in una posizione strategica che consentirà a espositori e visitatori di assistere agli incontri senza lasciare l’area espositiva. Il prestigioso programma dei Cosmopack Awards premierà le innovazioni degli espositori lanciate tra aprile 2025 e marzo 2026 nelle seguenti categorie: formula hair care, Formula skin care, formula make up, design & materiali di packaging, tecnologia Innovativa, sostenibilità Anche il podcast settimanale CosmoFactory sarà presente in fiera per il terzo anno consecutivo: la conduttrice Deanna Utroske registrerà interviste che saranno pubblicate nelle settimane successive a Cosmopack 2026. Il podcast CosmoFactory propone conversazioni con esperti del settore e permette di scoprire soluzioni di nuova generazione e idee ispiranti. Un nuovo episodio viene pubblicato ogni martedì ed è disponibile su tutte le principali piattaforme podcast. Tutto questo e molto altro si potrà trovare quest’anno a Cosmopack, a Bologna. Cosmopack 2026 sarà la più importante fiera dell’anno dedicata alla supply chain cosmetica. Come l’industria beauty e fragrance stessa, Cosmopack abbraccia ogni settore, ogni categoria e quasi ogni continente: è dinamica, collaborativa, di grande valore e orientata alle soluzioni.

A BolognaFiere il Gruppo presenta una linea completa per il packaging dei profumi e soluzioni tecnologiche per la produzione cosmetica. Tra le novità, sistemi di tracciabilità digitale e applicazioni di intelligenza artificiale per migliorare qualità, sicurezza ed efficienza delle linee produttive.

Cosmopack 2026 offrirà a Marchesini Group Beauty l’opportunità di presentare a un pubblico internazionale le più recenti innovazioni sviluppate per l’industria cosmetica. Dal 26 al 28 marzo, il Gruppo sarà presente a BolognaFiere con soluzioni tecnologiche avanzate dedicate ai processi di produzione e confezionamento. In risposta alle nuove esigenze del mercato, la business unit cosmetica ha ulteriormente ampliato il proprio portafoglio con linee complete per la gestione di prodotti liquidi di qualsiasi viscosità, dal personal care al makeup fino alle fragranze, tema centrale di questa edizione. Allo Stand A9 – Padiglione 19, i visitatori potranno osservare da vicino una linea completa “chiavi in mano” progettata per il packaging dei profumi. La soluzione esposta è composta da macchine robotizzate Vibrotech per la movimentazione
“Un supporto che va dal processo al fine linea”
“La linea che presenteremo in questa edizione di Cosmopack dimostra l’impegno del Gruppo nello sviluppare soluzioni turnkey sempre più flessibili, progettate per semplificare le operazioni, automatizzare i processi, ridurre i tempi di cambio formato e ottimizzare l’efficienza delle linee produttive”, commenta Valerio Soli, CEO di Marchesini Group. “Supportiamo le aziende cosmetiche in tutte le fasi della produzione, dal processo fino al fine linea. Le nostre macchine integrano sempre più tecnologie avanzate di tracciabilità e sistemi di intelligenza artificiale, ormai diventati essenziali per garantire sicurezza, qualità e competitività in un settore in continua evoluzione”.
e il caricamento automatico di flaconi vuoti e tappi, una riempitrice e tappatrice Axomatic, soluzioni V2 Engineering tra cui astucciatrici verticali per il confezionamento dei flaconi e un avvolgitore automatico; infine, un cartopallet dotato di sistema di tracciabilità.
Quest’ultimo è una soluzione software sviluppata da SEA Vision. Fa parte di un progetto Digital Product Passport end-to-end per l’industria cosmetica, che consente di identificare ogni prodotto tramite un identificatore univoco, stampato, registrato e verificato lungo l’intera catena di fornitura. Collegando il prodotto fisico alla sua identità digitale, questo identificatore contribuisce a garantire autenticità e qualità del prodotto, a contrastare la contraffazione globale e ad aiutare le aziende a soddisfare i crescenti requisiti normativi legati al Digital Product Passport.
Nel più di 400 metri quadrati di stand, saranno esposte anche altre soluzioni dedicate all’industria cosmetica, tra cui turboemulsori di diverse dimensioni e capacità sviluppati dai brand Axomatic e Dumek, adatti sia per piccoli laboratori sia per grandi impianti produttivi. Tra le altre macchine presenti ci saranno una riempitrice per tubetti, un monoblocco per riempimento e tappatura flaconi di Rejves Machinery, una macchina per rossetti prodotta da Cosmatic e una linea di riempimento per liquidi e creme capace di gestire diversi tipi di flaconi, sviluppata grazie alla stretta collaborazione tra Axomatic e Vibrotech. Infine, uno spazio sarà dedicato ai servizi software di Auteco e a un’area dimostrativa del sistema A-Eye Lipstick di SEA Vision, basato sull’intelligenza artificiale, che mostra come gli algoritmi neurali possano migliorare il controllo qualità.
Stand A9 - Padiglione 19
Dettaglio di una macchina per il confezionamento di profumi

> > Il sistema integrato di Roboqbo con tecnologia all-in-one
Nel panorama dell’industria cosmetica contemporanea, la competitività si misura nella capacità di ridurre tempi di sviluppo e produzione, garantendo massima versatilità qualità e riproducibilità. In questo scenario nasce Qbo, il Sistema integrato per la lavorazione cosmetica sviluppato da Roboqbo.
Grazie alla tecnologia all-inone, il Sistema Qbo introduce un cambio di paradigma nella produzione cosmetica: tutte le materie prime vengono caricate simultaneamente in un’unica fase iniziale, ad eccezione dei componenti termolabili. Ne deriva un processo continuo e controllato che segna una svolta radicale rispetto alla logica frammentata delle lavorazioni tradizionali.
Rossetto in 30 minuti con il Sistema Qbo
L’integrazione delle principali funzioni di processo –miscelazione, fusione, emulsione,
> > COSMETICA ITALIA VALORIZZA
LE AZIENDE DEL SETTORE
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raffinazione, dispersione, granulazione e omogeneizzazione – consente di comprimere il ciclo produttivo, permettendo di realizzare mascara e fondotinta in soli 25 minuti ed emulsioni in circa 20 minuti, tempi che ridefiniscono in modo sostanziale gli standard operativi del settore.
L’elevata efficienza termica, l’alto grado di vuoto, il lavaggio automatico e un software applicativo user friendly garantiscono il controllo costante dei parametri operativi.
Cosmetica Italia rinnova la propria presenza accanto allo storico partner BolognaFiere Cosmoprof in occasione della 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna – una partnership che dura da oltre 50 anni e che permette di sostenere e valorizzare il sistema della cosmetica, promuovendone le peculiarità e la competitività.
La conferenza stampa di lancio della kermesse, che si è svolta a Milano, ha permesso all’Associazione nazionale delle imprese cosmetiche di evidenziare i tratti distintivi del beauty italiano e le opportunità di crescita che guideranno il settore nel 2026, oltre a segnalare le principali iniziative che proporrà in fiera. Con una filiera che genera un fatturato di oltre 41 miliardi, creando circa 440.000 posti di lavoro, il comparto cosmetico è un settore strategico, riconosciuto in tutto il mondo.

“Elevati standard di qualità, abbinati a creatività, stile autentico e un profondo legame con l’heritage culturale del nostro Paese, sono tra gli elementi che caratterizzano l’Italian beauty e rendono
L’automazione integrata minimizza l’errore, preservando qualità e stabilità e riducendo sprechi e variabilità, con benefici concreti dall’R&D allo scale-up industriale. Disponibile dal laboratorio alla produzione su larga scala, il Sistema Qbo rappresenta una soluzione trasversale per startup, PMI, laboratori e grandi imprese. Scoprilo a Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 – Padiglione 19Stand D6/E5.
Stand D6/E5 - Padiglione 19
i cosmetici prodotti nel nostro Paese ambiti e richiesti sui mercati internazionali”, ha commentato Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia. “La nostra strategia si basa sullo sviluppo del sistema della cosmetica in Italia attraverso la creazione di valore e la promozione della bellezza e della salute sostenibile e inclusiva, contribuendo così allo sviluppo del tessuto economico del Paese attirando capitali e talenti. E proprio lo sviluppo sui mercati internazionali, accanto alla transizione digitale e alla sostenibilità, sono le principali opportunità che indirizzano la crescita del nostro settore”. Per tutta la durata di Cosmoprof Worldwide Bologna 2026, Cosmetica Italia sarà presente nel cuore della manifestazione, presso il Centro Servizi, con una lounge istituzionale dove sarà affiancata da Cosmetica Italia Servizi, la società interamente partecipata dall’Associazione che ha l’obiettivo di trasformare l’ascolto delle esigenze delle aziende in soluzioni concrete, modulari e ad alto impatto.
Centro Servizi
> > Borin: un unico partner per l’igiene industriale nel cosmetico
Nel settore cosmetico, l’igiene non è un requisito secondario: è una condizione di processo che influenza qualità, stabilità del prodotto, audit e continuità produttiva. Borin lavora su questo punto: progetta e realizza sistemi di lavaggio e sanificazione per operatori e ambienti industriali ad alta criticità, con soluzioni in acciaio inox, stazioni igienizzanti e impianti centralizzati che rendono i flussi più ordinati, controllabili e ripetibili.
Il metodo è end-to-end. Si parte da un’analisi iniziale di reparti, accessi e punti critici, si definiscono interventi e priorità, si progetta l’integrazione degli impianti negli spazi (anche con simulazioni e rendering per ridurre incertezze e varianti), quindi si passa a produzione, installazione, messa in servizio e manutenzione
programmata. Per i responsabili di produzione, qualità e manutenzione questo significa una cosa concreta: meno frammentazione tra fornitori, meno tempo speso a “tenere insieme” pezzi diversi, più responsabilità chiare e un unico interlocutore.
Il risultato non sono solo “macchinari”, ma un sistema che sostiene la conformità e la continuità: materiali e finiture pensati per la pulizia, soluzioni progettate per ridurre sprechi e variabilità operativa, componenti e accessori che rendono le routine più ergonomiche e standardizzabili. In altre parole: la serenità operativa nasce da scelte tecniche verificabili e da un metodo che riduce rischi e imprevisti.
Nel 2026 Borin rafforza anche la propria capacità produttiva con nuove tecnologie robotizzate per la carpenteria inox: un investimento
> > Lawer: pesatura automatica delle polveri per ridurre l’errore umano
Lawer affianca i produttori di cosmetici con sistemi automatici di pesatura delle polveri che riducono drasticamente il rischio di errore umano, eliminano il contatto diretto con le sostanze e assicurano un processo affidabile e controllato. Supercolor ID-TAG è un sistema di pesatura completamente automatico per la preparazione sicura e pulita di ricette in polvere.
L’impianto è composto da silos di stoccaggio indipendenti (standard da 150 l o doppi da 300 l), ciascuno dotato di un dispositivo di erogazione combinato coclea/vibrazione (brevetto Lawer) che garantisce velocità e precisione di dosaggio.
L’impianto è racchiuso in un box di protezione che isola completamente l’area di lavoro, rendendolo idoneo anche alla gestione di polveri tossiche. Un sistema di aspirazione e filtraggio integrato garantisce massima sicurezza e un ambiente sempre pulito. TD-MATIC è una soluzione da laboratorio dedicata alla micro-pesatura di piccole

mirato ad aumentare precisione, ripetibilità e controllo interno, con effetti diretti su qualità costruttiva e affidabilità delle forniture. In parallelo, il Gruppo sta rendendo più chiara la propria architettura di marca e la gestione dei sub-brand, introducendo Borin Provision per coordinare funzioni trasversali e supportare una crescita più strutturata.

Per chi opera nel cosmetico e vuole trasformare requisiti igienici e GMP in processi più stabili, Borin porta in Cosmoprof 2026 un approccio semplice: partire dall’analisi, progettare con metodo, realizzare con qualità industriale, mantenere nel tempo con assistenza e continuità. Piegatrici
quantità di polveri per la preparazione di campioni. Il sistema combina movimentazione robotizzata, mini-silos da 2,7 l e bilancia elettronica con risoluzione 0,001 g, all’interno di un’area di lavoro completamente isolata, assicurando precisione, ordine e sicurezza. COS-LAB è un sistema automatico e compatto per la preparazione di creme, ideale per le prove di tintura su ciocche di capelli sintetici o naturali. La macchina esegue la micro-pesatura delle polveri fino al decimo di millesimo di grammo e gestisce automaticamente dissoluzione e riscaldamento. Fondata nel 1970, Lawer è un’azienda italiana specializzata in sistemi di pesatura industriale per polveri e liquidi. La crescita dell’azienda si basa su un processo produttivo fortemente verticalizzato, sulla centralità delle persone e su investimenti costanti in tecnologia, sicurezza e miglioramento dell’ambiente di lavoro.

Lawer sarà presente al Cosmopack, dal 26 al 28 marzo (Pad. 19 - Stand D2/ E2), dove sarà possibile vedere dal vivo e in funzione il sistema di laboratorio COS-LAB.
Stand D2/E1 - Padiglione 19


> > Red of View: approccio OEM per prodotti d’avanguardia
Fondata nel 2006 dalla famiglia Bondioli, Red of View nasce dall’intuizione di trasformare la cosmetica Made in Italy in un laboratorio di idee, texture e visioni da creare su misura per ogni brand. Da allora, i tre fratelli – ciascuno con un talento diverso, ma tutti mossi dalla stessa passione – intrecciano competenze e creatività, dando vita a un approccio OEM unico, dove tecnologia e sensibilità estetica si incontrano. Al centro di tutto
> > MECH-I-TRONIC:
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
PER PROCESSI PREVEDIBILI
E RIPETIBILI

MECH-I-TRONIC è un gruppo internazionale specializzato in soluzioni meccatroniche su misura per l’automazione industriale che riunisce competenze complementari in stampi, automazione, elettronica, software e ispezione. Attraverso una federazione di aziende altamente specializzate, il gruppo lavora su un approccio integrato che parte dal design industrializzabile del componente, passa per la realizzazione degli stampi e arriva all’assemblaggio e al pack-ready, includendo quando necessario anche printing e labeling. In questo modo il passaggio dal prototipo
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c’è la Ricerca & Sviluppo, cuore pulsante dell’azienda: qui formule, colori e sensazioni prendono forma grazie a processi agili e a una produzione modulare pensata per accompagnare ogni cliente nel proprio percorso di identità. Con servizi ampi e flessibili, Red of View traduce le idee in prodotti che parlano la lingua dei mercati di tutto il mondo, con la precisione della tecnica e la poesia dell’artigianalità italiana.
“Per Red of View, ogni incontro è una scintilla – un momento in cui idee, valori e persone si connettono”, commenta Caterina Bondioli. “È attraverso questa alchimia unica che prendono forma prodotti guidati dalla passione, dalla collaborazione e dalla ricerca dell’eccellenza. La qualità è il risultato di persone appassionate, unite nel creare eccellenza”.
“L’innovazione e la tecnologia sono il motore della nostra produzione; investire in questi aspetti ci consente di offrire soluzioni all’avanguardia che rispondono alle sfide di un mercato in continua evoluzione”, spiega Riccardo Bondioli.
“Il personale di Red Of View è il cuore pulsante dell’azienda; senza la loro passione e competenza, non saremmo in grado di garantire la qualità e l’attenzione ai dettagli che i nostri clienti si aspettano”, conclude Elisabetta Bondioli.
alla produzione scalabile diventa più rapido, senza sacrificare né la qualità estetica né l’affidabilità funzionale del packaging. Dal punto di vista tecnico, il valore dell’approccio MECH-ITRONIC sta nella combinazione tra automazione di assemblaggio e sistemi di controllo avanzati, dalla vision inspection ai test di tenuta e di flusso, pensati per intercettare difetti e derive di processo prima che si traducano in scarti, rilavorazioni o micro stop. La logica non è solo quella di “andare più veloci”, ma di rendere il processo più prevedibile e ripetibile, così che pump, spray, rossetti, valvole e chiusure escano con prestazioni e finiture coerenti lungo l’intero lotto, anche in
presenza di varianti di gamma e piccoli lanci. Changeover rapidi, set-up guidati e controlli integrati permettono infatti di gestire la complessità con maggiore agilità, migliorando l’efficienza operativa sia per i brand owner, che puntano su una qualità percepita stabile e premium fino all’utilizzatore finale, sia per CMO e contoterzisti, che devono comprimere inefficienze e tempi senza perdere affidabilità. In questa chiave si legge anche la presenza del gruppo a Cosmopack 2026 (Padiglione 19, Stand H20), presentata più come occasione per mostrare un modello industriale già maturo che come semplice vetrina fieristica.
Stand H20 - Padiglione 19

> > La soluzione Antares Vision Group per il controllo delle microperdite nei prodotti aerosol
Nelle formule cosmetiche in aerosol, una microperdita di gas, seppur impercettibile ai controlli tradizionali, può tradursi in un rischio di sicurezza, in una non conformità o in una perdita di performance nell’erogazione. La qualità, quindi non dipende solo dalla formula, ma anche dall’affidabilità del contenitore pressurizzato.
Per soddisfare questa esigenza, Antares Vision Group, multinazionale italiana esperta in tracciabilità e controllo qualità attraverso la gestione integrata dei dati, ha progettato LDA – InLine Micro Leakage Inspection for
Aerosols, un sistema che si avvale di sensori spettroscopici avanzati per individuare microperdite nei contenitori, ispezionandoli direttamente in linea e senza fermi di produzione. Il controllo è continuo e consente la verifica del 100% delle confezioni, riducendo scarti e rilavorazioni, garantendo la conformità normativa nei prodotti pressurizzati, in cui la sicurezza del packaging è parte del valore finale del prodotto. Questa soluzione tecnologica è candidata ai Cosmopack Awards 2026 (categoria Innovation Technology) e sarà presentata a Cosmopack 2026 (Padiglione 19, Stand C12-D11).
Sul fronte della tracciabilità, le soluzioni del Gruppo contrastano la commercializzazione dei prodotti nei mercati paralleli e
> > Amita health care fonde biotecnologia, upcycling e sensorialità
Con oltre 25 anni di esperienza nel settore dell’health care, amitahc è un gruppo internazionale specializzato nella promozione e nella distribuzione di ingredienti innovative e sostenibili per i mercati del Personal Care, della Nutraceutica e del Medical Device.
Con headquarter in Italia e filiali in Polonia e Spagna, l’azienda combina una visione globale con un approccio locale, offrendo un supporto tecnico e formulativo su misura per ogni mercato.
Nel mondo del Personal Care, amitahc si distingue per una proposta orientata ai trend più evoluti del settore, dove biotecnologia, upcycling e sensorialità si fondono per dare vita a formulazioni cosmetiche contemporanee e sostenibili. Un posizionamento reso possibile grazie
supportano l’adeguamento ai requisiti di marcatura digitale per l’export in Russia, con interventi su packaging, linee di produzione e flussi informativi per garantire la conformità a Chestny ZNAK (sistema nazionale russo di tracciabilità e marcatura digitale).
L’ecosistema integrato di soluzioni si completa con DIAMIND Connect, la piattaforma software modulare e scalabile per governare i dati di filiera e abilitare tracciabilità endto-end, trasparenza e customer engagement, contribuendo al contrasto della contraffazione e alla sostenibilità. La piattaforma è già allineata ai requisiti del Digital Product Passport e si integra con le infrastrutture IT esistenti.
“Con LDA e l’ecosistema DIAMIND supportiamo i brand nel garantire prodotti sicuri e tracciabili lungo l’intera filiera, facilitando l’accesso ai mercati internazionali, mitigando la contraffazione e fornendo strumenti per la corretta gestione dei mercati paralleli”, sottolinea Carlo Ravelli, Business Owner Cosmetics di Antares Vision Group.
Stand C12/D11 - Padiglione 19

a partnership strategiche con produttori internazionali rinomati per la qualità delle loro tecnologie e dei loro ingredienti all’avanguardia. Il recente restyling del R&D Innovation Hub ha rinnovato la divisione Personal Care, creando un luogo in cui l’esperienza di cosmetologi esperti si traduce in concept formulativi innovativi capaci di rispondere alle tendenze del mercato. Grazie a un solido know-how tecnico e commerciale, amitahc supporta i propri clienti lungo l’intero percorso di sviluppo – dall’idea al prodotto finito – offrendo soluzioni complete e personalizzate. Lo staff di Amita healt care

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Con il brand FARAemotions, lo storico Gruppo italiano mette al centro i giovani talenti, trasformando un bando formativo in una collezione reale. Abbiamo intervistato gli ideatori delle cinque fragranze vincenti.
Che cosa succede se un’azienda storica decide di mettere da parte le convenzioni e affida la nuova collezione del suo brand di fragranze cosmetiche – FARAemotions – a giovani promesse ancora sconosciute? Succede…”The Un.expected”. Così è nato il bando creativo promosso da Faravelli per FARAemotions (www.faraemotions.com), il brand dedicato al mondo olfattivo e immaginativo del Gruppo: un’iniziativa che non solo ha dato vita a cinque fragranze cosmetiche sorprendenti, ma ha anche spalancato le porte a una nuova visione, in cui impresa e formazione si incontrano per creare valore culturale, oltre che estetico.
La nota che non ti aspetti: un gesto coraggioso, una scommessa vera
Lanciato a maggio 2025 dalla Faravelli Academy, il bando “La Nota che Non Ti Aspetti” ha coinvolto gli studenti del corso ITS in Fragrance & Cosmetic Products della Scuola Nuove Tecnologie della Vita – ITS Academy. Il brief proposto dall’azienda è stato tutt’altro che semplice: ideare una fragranza per valorizzare la cosmesi di viso, corpo o capelli, capace di sorprendere, stupire, incuriosire, inserendo una nota olfattiva inusuale e anticonvenzionale. Il progetto è un esempio di sinergia tra impresa e formazione e l’inizio di un nuovo approccio per FARAemotions, brand sensibile al linguaggio delle emozioni e dell’innovazione sensoriale.
Una collezione che custodisce l’imprevedibile
Tra le 11 proposte ricevute, una giuria tecnica interna a Faravelli ha selezionato 5 progetti finalisti valutati per originalità, coerenza con il tema e potenziale innovativo. Le cinque fragranze vincitrici, che riportiamo in ordine alfabetico, sono diventate le protagoniste della nuova collezione
The Un.expected:
• Deep Breeze - Beatrice Guerra, Sara Scalera, Matteo Gaudio
• Honey Menthose - Monica Patrizio
• Kaffa - Maria Rosa Panelli, Emmanuella Eba
• Lotus Aura - Cindy Yamileth Delgaso Sosa
• Sensoria - Ciro Palomba
Cinque piramidi olfattive che uniscono freschezza, audacia e sensualità. Cinque creazioni inserite nella proposta formulativa Faravelli, pronte a ispirare nuove linee cosmetiche.
Ogni idea cela un piccolo o grande segreto, un indizio inedito, un sentore inatteso, pronto a rivelarsi solo a chi saprà cercarlo.
Faravelli ci ha tenuto a ringraziare non solo i selezionati, ma tutti gli studenti che hanno partecipato al bando, per l’entusiasmo, l’impegno e la qualità delle proposte presentate.
Un grazie speciale è stato rivolto alla Scuola Nuove Tecnologie della Vita - ITS Academy e ai Tutor del corso ITS in Fragrance & Cosmetic Products nelle persone di Arianna Raimondi e Davide Fumagalli che hanno accompagnato gli studenti lungo questo percorso creativo e formativo, con passione e competenza.
Per Faravelli, il progetto The Un.expected è una scommessa sull’imprevedibile, su sfrontatezza e idee. Un atto creativo che butta il cuore oltre l’ostacolo e riscrive le regole del gioco.
Tra accordi arditi, impressioni fugaci, creatività a briglia sciolta e sensualità trasversali, The Un.expected ha dato forma a qualcosa di sorprendente, nuovo e inaspettato, pronto a svelarsi solo a chi saprà affrontarlo con fiuto, curiosità, spirito libero e intuizione.
Per capire meglio come è nato questo progetto e cosa ha significato per chi lo ha vissuto in prima persona, Tecnologie Cosmetiche ha raccolto le testimonian-


Monica Patrizio: “Una fragranza costruita su un contrasto netto e sorprendente: la sensualità intensa della tuberosa e la dolcezza del miele incontrano la freschezza spiazzante della menta, creando un equilibrio tra calore, dolcezza e una nota fresca che interrompe e rilancia la composizione”
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ze degli ideatori delle cinque fragranze vincitrici. Abbiamo chiesto loro quali emozioni hanno provato nel lavorare alla propria fragranza e quanto impegno ha richiesto il processo creativo; perché alcuni hanno scelto di lavorare in gruppo mentre altri hanno preferito affrontare la sfida individualmente e quali difficoltà hanno incontrato lungo il percorso; su quali elementi hanno puntato per costruire una fragranza davvero sorprendente e anticonvenzionale, in linea con lo spirito Un.expected della collezione; cosa hanno imparato da questa esperienza, sia dal punto di vista professionale sia personale; e infine quali sono i loro progetti e sogni per il futuro nel mondo della profumeria e della cosmetica.
“Un profumo che inizia con un sorriso e finisce con una traccia di mistero”
A raccontare la genesi di Deep Breeze sono Matteo Gaudio, Beatrice Guerra e Sara Scalera, che hanno lavorato insieme alla creazione della fragranza. Il loro progetto nasce da un ricordo condiviso: una vacanza estiva. Da questa suggestione prende forma una composizione olfattiva ispirata al Mojito, dove la freschezza agrumata incontra un’evoluzione più intensa e avvolgente. Nella loro piramide olfattiva, pompelmo e bergamotto dialogano con il pepe rosa, per poi lasciare spazio alla profondità di rum e incenso, in un equilibrio tra leggerezza e intensità che rappresenta la loro idea di “inaspettato”.
“Lavorare ad una fragranza tutta nostra è stato come dare forma a un ricordo, a un’emozione”, spiegano
Il gruppo Deep Breeze: “Trasformare quella sensazione in profumo è stato emozionante e complesso allo stesso tempo, un viaggio tra intuizione e ricerca” “
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i ragazzi del gruppo Deep Breeze. “All’inizio c’era solo un’immagine: il mare al tramonto, la pelle ancora calda di sole, una brezza leggera che ti sfiora. Trasformare quella sensazione in profumo è stato emozionante e complesso allo stesso tempo, un viaggio tra intuizione e ricerca. Abbiamo passato molte ore a bilanciare note, a capire come far convivere freschezza e calore e ogni passaggio ci ha insegnato che dietro un profumo non c’è solo creatività, ma anche precisione, pazienza e tanta collaborazione”.
“Abbiamo scelto di lavorare in gruppo perché ciascuno di noi ha una sensibilità diversa, e volevamo che Deep Breeze fosse la somma di queste diversità”, commentano Matteo, Beatrice e Sara in merito alla loro scelta di lavorare in squadra. “La nostra idea ha preso forma durante una vacanza che abbiamo trascorso tutti e tre insieme la scorsa estate. Per questo motivo abbiamo deciso di proporre la nostra rivisitazione del drink ‘Mojito’ utilizzando materie prime del territorio, in modo che chiunque sentisse la fragranza potesse rivivere una parte di questa splendida vacanza insieme a noi. Mettere insieme questi approcci è stata la nostra forza, ma anche la sfida più grande: a volte le idee si scontravano, ma proprio da quel confronto sono nati gli spunti più interessanti. Per noi l’inaspettato non doveva essere uno shock olfattivo, bensì un’emozione che evolve sulla pelle e sorprende nel tempo. Deep Breeze nasce dall’idea del Mojito, fresco e agrumato, per proseguire poi con la nota pungente e frizzante del pepe rosa, che si trasforma col passare del tempo in qualcosa di più profondo e raffinato. Abbiamo giocato su questo contrasto: pompelmo e bergamotto incontrano la sensualità calda del rum e la spiritualità dell’incenso. L’inaspettato è proprio lì, nel passaggio tra leggerezza e intensità, tra libertà e introspezione. È un profumo che inizia con un sorriso e finisce con una traccia di mistero”.
“A livello professionale abbiamo scoperto quanto lavoro tecnico e sensibilità ci siano dietro la creazione di una fragranza. Capire le materie prime, le famiglie olfattive, l’equilibrio tra le note è stato affascinante e ci ha fatto apprezzare ancora di più la complessità di questo settore. A livello personale, è stata un’esperienza che ci ha resi più consapevoli delle nostre capacità. Abbiamo imparato a fidarci delle nostre intuizioni, ma anche del valore della collaborazione e del confronto. Ci ha insegnato che la creatività nasce sempre da una contaminazione di idee, emozioni e punti di vista diversi.
Tutti e tre sogniamo di continuare a lavorare nel mondo della cosmetica e della profumeria, ognuno seguendo la propria strada ma con lo stesso entusiasmo che ci ha uniti in Deep Breeze”, concludono i ragazzi guar-
Aneybla Marie Emmanuella Eba:
“Ho provato felicità nella realizzazione di questa fragranza, grazie alla libertà di scegliere autonomamente le componenti da inserire all’interno della fragranza, rendendola unica e personale”
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dando al futuro e condividendo le loro aspirazioni nel mondo della profumeria e della cosmetica. “Ci piacerebbe poter trasformare altre emozioni in fragranze, continuare a sperimentare e imparare. Questo progetto ci ha fatto capire che un profumo può raccontare molto più di una semplice combinazione di note: può racchiudere una storia, un ricordo, un’identità. E il nostro sogno, oggi, è proprio questo: continuare a dare voce alle emozioni, una fragranza alla volta”.
“Un gioco tra sensualità, freschezza e leggerezza”
A raccontare il suo progetto è Monica Patrizio, ideatrice della fragranza Honey Menthose. Il suo legame con il mondo degli odori nasce molto presto: fin da bambina l’olfatto è stato il senso che l’ha guidata. Da questa sensibilità olfattiva nasce una fragranza costruita su un contrasto netto e sorprendente: la sensualità intensa della tuberosa e la dolcezza del miele incontrano la freschezza spiazzante della menta, creando un equilibrio tra calore, dolcezza e una nota fresca che interrompe e rilancia la composizione. Un gioco di contrasti pensato per sorprendere e incuriosire chi lo indossa.
“Come dico sempre, l’olfatto, il profumo e gli odori in generale sono il senso che mi guida fin da quando ero bambina. Racconto spesso un aneddoto: quando andavo al mercato con mia madre sceglievo i vestiti prendendoli e annusandoli. Qualcosa che per me è sempre

stato naturale fare”, spiega Monica ricordando quanto l’olfatto abbia sempre avuto un ruolo centrale nella sua vita e spiegando l’entusiasmo provato nel poter creare una fragranza tutta sua. “Per questo poter realizzare una fragranza tutta mia è stata un’esperienza unica, che mi ha entusiasmato moltissimo. Amo non solo la parte creativa, ma anche quella di storytelling e di costruzione del concept. Mi affascina molto anche l’aspetto più tecnico, dalla ricerca delle materie prime fino alla formulazione vera e propria”.
“Sono stata abbastanza fortunata perché l’idea è arrivata quasi come un lampo. Io sono la creatrice di Honey Menthose e ho avuto questo flash mentre era appena uscito il bando del concorso, proposto da Faravelli non sapevo ancora se avrei partecipato o meno, ma l’idea era già lì. L’impegno, comunque, è stato notevole.
Bisognava sviluppare il concept, selezionare le materie prime, bilanciare la formula e cercare di realizzare qualcosa che potesse funzionare davvero. In totale ho lavorato circa un mese: il bando è uscito alla fine di maggio e il progetto, con formula e concept, andava consegnato entro il 30 giugno”.
“Ho deciso di lavorare da sola anche per una questione legata al mio percorso personale. Sono una studentessa un po’ fuori target rispetto alla media dei miei compagni: ho qualche anno in più e devo conciliare studio e lavoro”, spiega Monica raccontando le ragioni personali e pratiche che l’hanno portata a sviluppare il progetto in autonomia. “All’inizio ero incerta se partecipare o meno al concorso, nonostante ne avessi una grandissima voglia. In quel periodo mi trovavo a Grasse, e questo mi ha aiutata molto perché lì è possibile entrare facilmente in contatto con i produttori e reperire le materie prime. Ho potuto scegliere personalmente alcune essenze da produttori professionali, oltre a utilizzare i materiali messi a disposizione dalla scuola. Alla fine, ho deciso di portare avanti il progetto da sola perché l’idea era arrivata improvvisamente e mi trovavo già sul posto: ho semplicemente iniziato a lavorarci. Ho voluto costruire la fragranza su un contrasto molto preciso”, prosegue Monica descrivendo il contrasto olfattivo
Cindy Delgado: “La fragranza descrive un passaggio preciso: dall’acqua al legno, dalla trasparenza alla quiete. Il concetto nasce da un contrasto profondo legato al fior di loto: un fiore che emerge dal fango rimanendo immacolato”

su cui ha costruito la fragranza. “L’idea era quella di unire una nota estremamente sensuale e floreale – inizialmente la rosa, poi sostituita dalla tuberosa per questioni di compatibilità con l’aroma – con qualcosa di completamente diverso. La tuberosa rappresenta una sensualità molto intensa. A questa ho affiancato una nota fresca e spiazzante: la menta. Non è stato semplice bilanciare la menta con le note floreali e con la dolcezza del miele. Nella mia idea originaria il profumo doveva proprio giocare su questo contrasto: da un lato i fiori e la dolcezza del miele, dall’altro la menta come una sorta di ‘schiaffo’, qualcosa che interrompe la dolcezza e riporta alla realtà. È un gioco tra sensualità, freschezza e leggerezza, quasi un piccolo inganno olfattivo. Anche il nome Honey Menthose nasce proprio da questo gioco di contrasti”.
“Per noi studenti formulare non è qualcosa che possiamo fare continuamente; quindi, questa esperienza è stata prima di tutto un grande arricchimento tecnico. Ho imparato molto nella ricerca e nella selezione delle materie prime, che per me restano uno degli aspetti più importanti della formulazione”, dice ripercorrendo ciò che questa esperienza le ha lasciato, sia dal punto di vista tecnico sia umano. “Ma la parte che mi ha colpito di più è stata la fiera. Per due giorni ho avuto la possibilità di essere davvero il ‘naso’ dietro alla mia fragranza: raccontarla, spiegare come è nata l’idea, condividere le emozioni che ci sono dietro. È stato un momento di confronto molto bello anche con altre persone del settore”.
Guardando avanti, Monica racconta quali sono i prossimi passi del suo percorso professionale e il sogno di lavorare come fragrance evaluator: “Mi piacerebbe innanzitutto consolidare questa esperienza dal punto di vista professionale. Grazie all’opportunità avuta con il concorso di Faravelli, sono stata contattata da un’azienda che lavora nel mondo delle fragranze, soprattutto per gli ambienti. Anche se si tratta di un ambito

diverso dalla profumeria personale, credo che la funzione sia molto simile: creare emozioni e contribuire al benessere delle persone. Tra l’altro l’azienda sta iniziando a lavorare anche sulle fragranze personali; quindi, potrebbe essere davvero un ottimo punto di partenza per crescere professionalmente. Il mio sogno, però, sarebbe diventare Fragrance Evaluator e realizzare creazioni molto particolari e curate.Sono consapevole di non essere più giovanissima, ma proprio per questo il mio desiderio è costruirmi una nuova possibilità professionale. Ho già un’esperienza lavorativa in altri ambiti, ma sento il bisogno di rafforzare la parte tecnica: è anche per questo che ho deciso di intraprendere questo percorso”.
“Trasformare un elemento quotidiano in qualcosa di inaspettato”
A raccontare la nascita della fragranza Kaffa è Aneybla Marie Emmanuella Eba, che ha sviluppato il progetto insieme a Maria Rosa Panelli. La loro creazione prende ispirazione dalla cerimonia del caffè, un rito ricco di significato culturale e simbolico che diventa il punto di partenza per costruire una fragranza capace di evocare ricordi, atmosfere e momenti di condivisione. Partendo da un ingrediente familiare come il caffè, le due studentesse hanno scelto di reinterpretarlo in modo non convenzionale, tornando alle sue origini, nella regione etiope di Kaffa, da cui prende il nome anche la fragranza. Il risultato è una composizione che unisce dimensione quotidiana e ricerca olfattiva, trasformando un gesto semplice e universale in un’esperienza sensoriale nuova e sorprendente.
“Le emozioni provate durante questo progetto sono state molte, ma le principali sono state tre”, racconta Emmanuella ricordando le emozioni contrastanti provate durante la creazione della fragranza. “La prima è stata l’ansia, perché era la prima volta che creavo una fragranza partendo da zero. Temevo di non riuscire a ot-
tenere la nota olfattiva ‘unexpected’ richiesta dal progetto di Faravelli e di non riuscire a trasmettere un significato chiaro e coerente alla fragranza, soprattutto a causa della mia mancanza di esperienza nella creazione di profumi. La seconda emozione è stata la gioia, poiché per la prima volta mi sono messa in gioco in modo attivo nella creazione di una fragranza. È stato stimolante ed emozionante poter lavorare concretamente, sperimentando e partecipando in prima persona alla realizzazione della fragranza. Infine, ho provato felicità, grazie alla libertà di scegliere autonomamente le componenti da inserire all’interno della fragranza, rendendola unica e personale. Questo lavoro ha richiesto un grande impegno, sia dal punto di vista del tempo sia da quello mentale, poiché spesso il profumo non risultava del tutto convincente e ha richiesto diverse riformulazioni”.
“La scelta di lavorare in gruppo nasce dal fatto che io e la mia collaboratrice, Maria, condividiamo spesso le nostre esperienze di vita”, spiega Emmanuella. “Durante una di queste conversazioni è emerso il tema della cerimonia del caffè, che ci ha ispirate nella creazione della fragranza. Le principali difficoltà che abbiamo affrontato insieme sono state, innanzitutto, trovare un’idea originale che piacesse a entrambe e che ci rappresentasse. Inoltre, non è stato semplice trasformare la cerimonia del caffè in una fragranza, cercando di riprodurre, attraverso ingredienti specifici, gli odori e le sensazioni che si percepiscono durante questo rito”.
“Per elaborare una fragranza sorprendente e anticonvenzionale, in linea con il concetto di ‘Un.expected’, abbiamo puntato sulla semplicità, reinterpretando il caffè in modo non scontato”, prosegue descrivendo il concept alla base della fragranza Kaffa. “Il caffè, infatti, è spesso associato a un momento di pausa e di calma, un rito quotidiano presente nella vita di molte persone, che permette di staccare dalla frenesia della giornata. Allo stesso tempo, abbiamo deciso di andare oltre questa visione comune, tornando alle origini del caffè, nel luogo in cui è stato scoperto, ovvero Kaffa. Questo ritorno alle radici ci ha permesso di creare una fragranza che unisce familiarità e sorpresa, trasformando un elemento quotidiano in qualcosa di inaspettato”.
“Ho imparato molte cose, sia a livello professionale sia personale”, commenta ripercorrendo ciò che questa esperienza le ha insegnato sia dal punto di vista professionale sia personale. “Ho capito quanto sia fondamentale la comunicazione, soprattutto per valorizzare e vendere efficacemente il proprio prodotto. Inoltre, ho compreso l’importanza della puntualità e di una buona organizzazione, aspetti essenziali per portare avanti un progetto in modo serio ed efficace”.

Guardando al futuro, Emmanuella racconta il desiderio di continuare a crescere professionalmente nel settore della profumeria: “I miei progetti per il futuro sono quelli di continuare a lavorare all’interno di un’azienda di profumi, con l’obiettivo di crescere professionalmente in questo settore e approfondire sempre di più le mie competenze nella creazione di fragranze”.
“Un viaggio olfattivo che non si svela al primo colpo” Cindy Delgado è l’ideatrice della fragranza Lotus Aura. La sua creazione nasce dall’idea di un percorso olfattivo che si rivela gradualmente, invitando chi lo indossa ad attendere l’evoluzione del profumo nel tempo. Il concept prende ispirazione dal fiore di loto, simbolo di purezza e trasformazione: un fiore capace di emergere dal fango rimanendo immacolato.
Nella fragranza questa immagine si traduce in un contrasto evocativo: il loto viene trasportato idealmente lontano dal suo ambiente naturale, nel cuore di un bosco misterioso illuminato dalla luce del tramonto. Tra note cristalline e accenti legnosi, la composizione accompagna chi la indossa in un passaggio simbolico dall’acqua al legno, dalla trasparenza alla quiete, lasciando emergere la purezza del fiore proprio dove me-
Ciro Palomba: “Ho voluto uscire dalla comfort zone, evitando accordi troppo prevedibili.
Per me ’Un.expected’ significa giocare sui contrasti e sulle sensazioni: volevo creare una fragranza capace di lasciare un ricordo nella mente di chi la indossa”
no ci si aspetterebbe di trovarla.
“È stata una sfida stimolante che ho accolto con grande entusiasmo”, racconta Cindy ricordando il lungo lavoro di selezione delle materie prime e di bilanciamento della formula. “Il processo ha richiesto una dedizione totale: partendo dal moodboard, ho selezionato meticolosamente le materie prime, procedendo per tentativi e affinando i dosaggi in formula fino a trovare l’equilibrio perfetto tra le diverse componenti. Un impegno ripagato dalla soddisfazione del risultato finale”.
“Lavorare in autonomia mi ha permesso di proteggere la purezza della mia visione creativa”, spiega in merito alla sua scelta metodologica.. “La difficoltà maggiore è stata l’autocritica: senza un confronto esterno, ogni prova, ogni variazione nelle percentuali hanno richiesto una sicurezza interiore notevole per non smarrire la direzione artistica iniziale”.
“Ho puntato tutto sull’idea di un viaggio olfattivo che non svela il cuore subito, ma che richiede il coraggio di attendere l’evoluzione. L’elemento unexpected è l’invito a non soffermarsi alle note di testa per scoprire, il segreto del profumo inaspettato”, prosegue Cindy descrivendo il concept alla base di Lotus Aura e il viaggio olfattivo che caratterizza la fragranza. “La fragranza descrive un passaggio preciso: dall’acqua al legno, dalla trasparenza alla quiete. Il concetto nasce da un contrasto profondo legato al fior di loto: un fiore che emerge dal fango rimanendo immacolato. Per rendergli onore, ho creato un accordo che lo trasporta lontano dal suo habitat, nel cuore di un bosco misterioso avvolto dalla luce del tramonto. In questo scenario, tra sentori boschivi e cristallini, il loto fiorisce dove nessuno se lo aspetterebbe, diventando la nota di purezza sorprendente da scoprire nel cuore della foresta”.
“A livello professionale, ho compreso l’importanza della coerenza rispetto a un brief”, aggiunge, riflettendo su

ciò che questa esperienza le ha insegnato. “Vedere che il mio progetto ha risposto con successo a una richiesta complessa come quella di Faravelli mi ha dato una prospettiva nuova: la creatività non è solo ispirazione, ma la capacità di tradurre un concetto astratto in una formula concreta e bilanciata”.
“A livello personale, la lezione più grande è stata imparare a credere nelle mie intuizioni. Vedere che quell’idea, protetta e perfezionata con fatica, è stata premiata, mi ha insegnato che non devo temere la mia voce creativa”. Guardando al futuro, Cindy racconta il desiderio di continuare a creare fragranze capaci di suscitare emeozioni:
“Il mio obiettivo è quello di dar vita a ogni progetto trasformandolo in una sfida personale. La mia metodologia unisce passione a una cura meticolosa per il dettaglio, credo fermamente che l’originalità nasca dalla capacità di far dialogare l’istinto con le richieste del mercato. Aspiro a creare fragranze che non siano solo prodotti, ma veri e propri ricordi olfattivi destinati a durare nel tempo. Professionalmente, cerco il confronto con realtà ambiziose come Faravelli, contesti che richiedono di superare i propri limiti e di trasformare la complessità in bellezza autentica e funzionale. L’esperienza con Faravelli mi ha spinto ad alzare ancora di più l’asticella, cerco sempre la perfezione in tutto ciò che creo”.
“Giocare sui contrasti e sulle sensazioni”
Ciro Palomba è stato l’ideatore della fragranza Sensoria. La sua creazione nasce dalla volontà di uscire dai percorsi olfattivi più prevedibili e costruire una composizione capace di lasciare un ricordo nella mente di chi la indossa. L’obiettivo era superare la comfort zone creativa, lavorando su contrasti e sfumature sensoriali.
Sviluppata lavorando principalmente in autonomia, “Sensoria prende forma attraverso una ricerca attenta
dell’equilibrio tra le note. Uno degli aspetti più complessi è stato costruire un accordo di cola capace di dialogare con le altre componenti senza sovrastarle, fino a trovare una proporzione capace di definire l’identità della fragranza. Le emozioni provate sono state molteplici e tutte uniche: gioia, entusiasmo, orgoglio, ma anche una forte ansia da prestazione”, racconta Ciro ricordando le emozioni contrastanti provate durante la creazione della fragranza. “L’impegno è stato elevato, soprattutto nel trovare un equilibrio tra istinto creativo e metodo, due aspetti fondamentali nel processo di creazione”.
“Ho lavorato principalmente in autonomia, perché sentivo il bisogno di seguire un filo creativo unico e coerente”, spiega l’ideatore. “La difficoltà maggiore è stata creare un accordo di cola che non sovrastasse le altre note olfattive; dopo numerose prove, però, sono riuscito a trovare la proporzione giusta, adatta all’identità di Sensoria”.
“Ho voluto uscire dalla comfort zone, evitando accordi troppo prevedibili. Per me ’Un.expected’ significa giocare sui contrasti e sulle sensazioni: volevo creare una fragranza capace di lasciare un ricordo nella mente di chi la indossa”. “A livello professionale ho imparato quanto sia fondamentale il processo, non solo il risultato finale”, riflette poi sugli insegnamenti ricevuti da questa esperienza, sia sul piano professionale sia personale. “A livello personale, invece, ho compreso che la pazienza e l’ascolto – anche dei propri dubbi – fanno parte del percorso creativo tanto quanto la tecnica”.
“Nel futuro mi vedo crescere ulteriormente nella formazione, fare esperienza sul campo e continuare a sperimentare. Il sogno è lavorare concretamente nel mondo delle fragranze, contribuendo a progetti che abbiano identità, emozione e una storia da raccontare, perché credo che il profumo racconti chi siamo e la nostra storia”.
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Nel comparto cosmetico contemporaneo, la qualità non è più soltanto una promessa di performance formulativa o di gradevolezza sensoriale: è un impegno misurabile che attraversa ambienti, processi e persone. In questo scenario, il controllo della contaminazione dell’aria rappresenta uno dei pilastri meno visibili ma più determinanti per garantire sicurezza, conformità normativa e continuità produttiva. È qui che l’approccio di S4S – Service for Solutions si distingue, integrando competenze impiantistiche, cultura GMP e
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strumenti di intelligenza artificiale in un modello operativo orientato alla prevenzione.
Il controllo della contaminazione: da requisito a vantaggio competitivo
La produzione cosmetica, soprattutto nelle linee skin care, make-up e hair care ad alta complessità, richiede ambienti a contaminazione controllata in grado di limitare particolato, carica microbica e cross-contamination. Le Good Manufacturing Practices, in linea con la norma ISO e con gli standard di classificazione delle
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Per anticipare problemi, allineare le funzioni aziendali e supportare la produzione, S4S integra competenze impiantistiche, cultura GMP e strumenti di intelligenza artificiale in un modello operativo orientato alla prevenzione.
cleanroom (come la ISO 14644), impongono parametri stringenti su pressioni differenziali, ricambi d’aria, filtrazione HEPA, temperature e umidità.
Tuttavia, la sola conformità non è sufficiente. La vera sfida è garantire stabilità nel tempo, prevenendo derive prestazionali degli impianti HVAC, inefficienze energetiche e criticità che potrebbero compromettere lotti produttivi. Un sistema non correttamente bilanciato può generare turbolenze indesiderate, zone morte, flussi non unidirezionali o sovrappressioni che favoriscono contaminazioni crociate.
L’approccio integrato di S4S
S4S – Service for Solutions opera con una logica sistemica: progettazione, realizzazione, qualifica e manutenzione non sono fasi isolate ma elementi di un unico ecosistema. L’azienda interviene fin dalle prime fasi di layout engineering, supportando il cliente nella definizione dei flussi di materiali e personale, nella zonizzazione e nella classificazione ambientale.
La progettazione degli impianti aeraulici viene sviluppata con strumenti di simulazione fluidodinamica (CFD), che consentono di prevedere il comportamento dei flussi prima della messa in opera. Questo approccio riduce il rischio di interventi correttivi post-installazione e garantisce una maggiore precisione nel raggiungimento dei target di classe.
In fase esecutiva, l’attenzione si concentra su materiali, finiture e dettagli costruttivi, fondamentali per evitare accumuli di particolato e facilitare le operazioni di cleaning. Segue poi la qualifica: Installation Qualification (IQ), Operational Qualification (OQ) e Performance Qualification (PQ), con test di integrità dei filtri, smoke test, misurazioni particellari e microbiologiche.
tc tecnologiecosmetiche marzo 2026

Dall’intervento reattivo alla manutenzione predittiva Tradizionalmente, la gestione degli impianti di trattamento aria è stata improntata a una logica reattiva: si interviene quando un parametro supera la soglia o quando si manifesta un’anomalia evidente. Questo approccio comporta rischi operativi e costi indiretti elevati. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di monitoraggio rappresenta un cambio di paradigma. Attraverso sensori IoT distribuiti, S4S raccoglie in continuo dati su pressione differenziale, portate, temperatura, umidità, vibrazioni e consumi energetici. Tali informazioni vengono elaborate da algoritmi di machine learning capaci di identificare pattern ricorrenti e deviazioni minime rispetto alla baseline. L’AI non si limita a segnalare un’anomalia: la interpreta. Un progressivo aumento della perdita di carico su un filtro, combinato con una variazione nei consumi del ventilatore, può anticipare la necessità di sostituzione prima che si verifi-
Un aspetto distintivo di S4S è la capacità di affiancare il cliente non solo come fornitore di impianti, ma come partner nella produzione

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Attraverso sensori IoT distribuiti, S4S raccoglie in continuo dati su pressione differenziale, portate, temperatura, umidità, vibrazioni e consumi energetici
chi un decadimento della classe ambientale. Analogamente, microvariazioni nei profili di temperatura possono evidenziare criticità nei sistemi di regolazione o nell’isolamento.
Questo modello predittivo consente di pianificare gli interventi in modo mirato, riducendo fermi macchina, scarti e costi energetici. Ma soprattutto, rafforza l’affidabilità del sistema nel lungo periodo.
AI come strumento di allineamento strategico
Oltre alla dimensione tecnica, l’intelligenza artificiale svolge un ruolo strategico nell’allineare qualità, produzione e management. I dati raccolti vengono trasformati in dashboard intuitive che permettono ai responsabili di stabilimento, ai quality manager e al top management di avere una visione condivisa e in tempo reale delle performance ambientali.
Questo favorisce decisioni basate su evidenze oggettive: investimenti in upgrading impiantistico, ottimizzazione dei turni di manutenzione, ridefinizione dei flussi produttivi. L’AI diventa così un facilitatore di dialogo tra reparti, superando la tradizionale frammentazione informativa.
Inoltre, la capacità di storicizzare e analizzare grandi moli di dati supporta audit interni ed esterni, offrendo tracciabilità e documentazione puntuale, elementi cruciali in un mercato sempre più regolamentato.
S4S come partner produttivo
Un aspetto distintivo di S4S – Service for Solutions è la capacità di affiancare il cliente non solo come fornitore di impianti, ma come partner nella produzione. Questo significa comprendere le dinamiche specifiche del prodotto cosmetico, le criticità legate a emulsioni sensibi-

li, polveri micronizzate o formulazioni wa ter-free, e adattare l’infrastruttura ambienta le alle esigenze reali del processo.
In progetti di ampliamento o revamping, S4S interviene per garantire continuità operativa, pianificando le attività in modo da minimizzare l’impatto sulla produzione. La flessibilità progettuale consente di integrare nuove linee o modificare la classificazione di alcune aree senza compromettere l’equilibrio complessivo del sistema. In ottica Industria 4.0, l’interconnessione tra impianti HVAC, sistemi di produzione e piattaforme di gestione dati apre la strada a una fabbrica sempre più intelligente, dove ambiente e processo dialogano costantemente.
Verso un modello sostenibile e resiliente Il controllo della contaminazione dell’aria non può prescindere da una riflessione sulla sostenibilità. Gli impianti di trattamento aria sono tra i principali consumatori energetici in uno stabilimento cosmetico. L’ottimizzazione dei ricambi, la regolazione dinamica delle portate in funzione dell’effettivo utilizzo delle aree e l’impiego di recuperatori di calore sono leve fondamentali per ridurre l’impronta ambientale. Grazie all’AI, è possibile modulare le performance impiantistiche in modo intelligente, evitando sovradimensionamenti e sprechi. Questo approccio coniuga sicurezza e responsabilità ambientale, rispondendo alle crescenti aspettative del mercato e degli stakeholder.
Nel panorama delle tecnologie cosmetiche, il controllo della contaminazione dell’aria si conferma un elemento strategico, non solo per garantire conformità ma per costruire un vantaggio competitivo duraturo. L’esperienza di S4S – Service for Solutions dimostra come l’integrazione tra ingegneria impiantistica e intelligenza artificiale possa trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di innovazione.
Anticipare i problemi, allineare le funzioni aziendali, supportare la produzione con soluzioni flessibili e data-driven: è questa la direzione verso cui si muove l’industria cosmetica più evoluta. E in questo percorso, la qualità dell’aria diventa non solo un parametro tecnico, ma un indicatore della maturità tecnologica e organizzativa dell’intero stabilimento.




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Soluzioni a canale caldo Oerlikon HRSflow dedicate al packaging cosmetico di lusso con uno spessore delle pareti fino a 12 mm. © Oerlikon HRSflow
In occasione del K 2025, Oerlikon HRSflow ha presentato la tecnologia a canale caldo STARgate HRS, che consente un controllo preciso dell’iniezione del materiale plastico nella cavità dello stampo grazie ad un innovativo concetto di otturazione. Tra le novità anche la soluzione GLOW HRS, progettata per l’iniezione diretta di componenti estetici in materiali amorfi. I visitatori hanno potuto inoltre scoprire gli ultimi sviluppi nel campo delle applicazioni multicavità. Tra le innovazioni, la serie di iniettori Up progettata per componenti compatte con ridotti pesi di iniezione, e soluzioni a canale caldo avanzate per prodotti di lusso ed ecosostenibili destinati al settore beauty & personal care.
La partecipazione al K 2025 è stata organizzata in stretta collaborazione con Oerlikon Balzers, a conferma dell’approccio sinergico del Gruppo Oerlikon all’innovazione e l’eccellenza. Con la tecnologia a canale caldo STARgate HRS, Oerlikon HRSflow ha presentato per la prima volta al pub-
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blico, in occasione del K 2025, una soluzione innovativa per l’industria dello stampaggio a iniezione. Questa tecnologia rappresenta un passo avanti decisivo nello stampaggio di materiali come PP, PE, PS e altri termoplastici amorfi. Rispetto ai sistemi tradizionali, consente di eliminare la produzione, l’assemblaggio e la manutenzione di numerosi componenti; riduce notevolmente il tempo ciclo; semplifica il cambio colore; diminuisce il consumo energetico e le perdite di pressione. Inoltre, permette di ridurre lo spessore delle piastre posteriori e garantisce tempi di riempimento e di impaccamento più rapidi. Durante il K 2025, la tecnologia STARgate HRS è stata in funzione presso lo stand di BMB, azienda italiana produttrice di presse a iniezione, nel corso di una produzione live di un secchio. Il progetto è il risultato della collaborazione tra Oerlikon HRSflow, BMB, i trasformatori di materie plastiche Dijkstra Plastics, Oerlikon Balzers, Piovan e R&D Plastics.
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Oerlikon HRSflow presenta l’ultima generazione di tecnologie a canale caldo, che garantiscono un controllo ultra-preciso nell’iniezione del materiale e offrono soluzioni avanzate per applicazioni multicavità, estetica di lusso e prodotti ecosostenibili.
Come evitare aloni e linee di giunzione
Un’altra novità che è stata presentata per la prima volta al K 2025, attualmente in attesa di brevetto, è la tecnologia GLOW HRS che consente la produzione di componenti di alta qualità tramite iniezione diretta, evitando la formazione di aloni e linee di giunzione. Grazie a un controllo preciso della temperatura sulla superficie e a un design compatto, questa soluzione all’avanguardia si adatta con facilità a diverse applicazioni.
Componenti automotive senza verniciatura
Presso lo stand del costruttore di presse a iniezione Haitian International Germany Oerlikon HRSflow ha presentato una live demo per mostrare come, grazie alla tecnologia a otturazione servo-controllata FLEXflow HRS, sia possibile ottenere componenti automotive di alta qualità direttamente dallo stampo, riducendo al minimo le lavorazioni successive. L’applicazione sarà un passaruota per autoveicoli. Sviluppato in collaborazione con DNP Group (specialista in film decorativi per il settore automobilistico) e Inevo (costruttore di stampi), questo progetto dimostra come si possa eliminare la verniciatura di parti stampate di grande formato, riducendo così la necessità di costose lavorazioni post-processo, anche quando si utilizzano materiali riciclati. Tra gli ulteriori vantaggi della tecnologia FLEXflow HRS vi sono la rapidità nei cambi colore e la riduzione degli scarti di materiale.
Ugelli Up e soluzioni per pareti spesse in PET
Con un passo compatto tra gli iniettori, fino a 15 mm, la nuova serie Up di Oerlikon HRSflow è stata progettata per spazi ridotti e bassi pesi di iniezione. Grazie a uno scavo dello stampo di 12 mm, garantisce prestazioni eccellenti anche in zone difficili da raggiungere. Queste caratteristiche rendono la serie di ugelli la soluzione ideale per settori come beauty e personal care, packaging, beverage e applicazioni tecniche.
Presso il proprio stand, Oerlikon HRSflow presenterà
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inoltre innovative applicazioni altamente trasparenti ed eco-sostenibili, realizzate con soluzioni a canale caldo dedicate al packaging cosmetico di lusso. Questi componenti offrono tutti i vantaggi della tecnologia, tra cui trasparenza cristallina, spessori fino a 12 mm e un’elevata ripetibilità di processo.
Tecnologie di stampaggio a iniezione all’avanguardia, dal vivo
• Presso lo stand Engel era in funzione un sistema a canale caldo a tre ugelli della serie Ga di Oerlikon HRSflow, parte della linea Diamond Lux, per la produzione di un’applicazione concept per fanali posteriori. In questo processo, un film decorativo viene retroiniettato con il materiale PLEXIGLAS® 8N di RÖHM e successivamente sovrainiettato con PUR. La pellicola migliora l’aspetto estetico del prodotto finale. Il progetto è il risultato della collaborazione tra Zechmayer (costruttore di stampi), LEONHARD KURZ (integrazione di LED e design della superficie), Engel (produttore di presse a iniezione) e RÖHM (fornitore di materiali).
• Presso lo stand Haitian è stato prodotto un fermacavi in PA6.6-GF30 del peso di appena 1,2 grammi, utilizzando uno stampo a 16 cavità. La configurazione a canale caldo prevede 16 ugelli della serie SA di Oerlikon HRSflow con sistema a flusso aperto. Gli iniettori sono stati sviluppati appositamente per la lavorazione di materie plastiche rinforzate con fibra di vetro, garantendo un riempimento perfetto delle cavità e un’eccellente ripetibilità di processo.
• Lo stand BOY ha invece ospitato lo stampaggio a iniezione di un filtro ematico conico, realizzato con uno stampo dimostrativo medicale di Jestar su una pressa BOY 35E. Il processo utilizza la tecnologia Multi Valve Plate (MVP) di Oerlikon HRSflow, abbinata a un sistema MULTIflow HRS da 16 ugelli della serie SP. Questa tecnologia offre un’attuazione sincronizzata degli otturatori e una riduzione della distanza tra gli ugelli, migliorando la precisione nelle applicazioni a basso peso.

La nuova serie di ugelli Up: con un passo tra gli ugelli di 15 mm e uno scavo di 12 mm, è ideale per applicazioni con bassi pesi di iniezione e zone difficili da raggiungere. © Oerlikon HRSflow







Le soluzioni di icotek GmbH & Co. KG garantiscono sistemi di ingresso cavi, pressacavi divisibili e schermatura EMC progettati per condizioni estreme e per l’integrazione anche su impianti esistenti, senza disconnettere i cavi.
Ovunque sia necessario collegare in modo sicuro macchine e impianti, entrano in gioco i sistemi passacavo di icotek. Con soluzioni che resistono anche a sollecitazioni estreme dovute ad acqua, polvere, vibrazioni o temperature, icotek assicura l’affidabilità dell’ingresso di cavi elettrici, tubi pneumatici e idraulici. icotek GmbH & Co. KG è un’azienda tedesca con sede a Eschach, nel BadenWürttemberg. Dal 1995 sviluppa, produce e commercializza sistemi per la gestione dei cavi, con una chiara focalizzazione su sistemi di ingresso cavi, pressacavi e soluzioni per la schermatura EMC per applicazioni industriali. Con i suoi prodotti per l’ingresso, il fissaggio e la schermatura dei cavi, icotek copre un ambito decisivo
per l’affidabilità dei sistemi elettrici ed elettronici. La gamma prodotto comprende è composta da:
• Sistemi di ingresso cavi brevettati che consentono l’ingresso di cavi con o senza connettore in quadri elettrici, bordo macchina o Impianti
• Pressacavi divisibili per l’adeguamento di installazioni esistenti senza dover disconnettere i cavi collegati
• Componenti per la schermatura EMC, ad esempio molle di schermatura e sistemi di passaggio cavi EMC
• Accessori e utensili, come sistemi di fissaggio dei cavi e scarico della trazione, fascette in velcro, punzonatrici, punzoni e taglierina per guida DIN
• Ulteriori applicazioni come i sistemi di illuminazione per

Edificio aziendale di icotek GmbH & Co. KG a Eschach, Baden-Württemberg– dal 1995 l’azienda sviluppa, produce e commercializza sistemi specializzati per la gestione dei cavi, con focus su sistemi di ingresso cavi, pressacavi e soluzioni per la schermatura EMC per applicazioni industriali. Foto icotek GmbH & Co. KG
macchina e quadro ALLIOLiGHT
Le soluzioni icotek sono utilizzate in tutto il mondo in settori quali la costruzione di macchine e impianti, la costruzione di quadri elettrici, l’automazione, impianti eolici e fotovoltaici, la costruzione di veicoli nonché l’industria alimentare e la tecnologia delle camere bianche. Brevettati, semplici, robusti Icotek non fornisce semplici accessori per cavi, bensì componenti robusti e tecnicamente evoluti per la gestione dei cavi e per la schermatura EMC in applicazioni industriali.
L’elemento distintivo è rappresentato dai sistemi brevettati e divisibili di ingresso cavi e pressacavi: a differenza dei sistemi non divisibili, essi permettono di mantenere la garanzia sui cavi con connettore e di realizzare la sigillatura del quadro elettrico anche in applicazioni esistenti dove i cavi sono già instradati, senza doverli disconnettere.
Ulteriori vantaggi sono la loro robustezza e la modularità. Molti prodotti sono inoltre certificati secondo i più stringenti gradi di protezione (IP66 fino a IP68, UL Type 4X), come ad esempio i supporti di ingresso cavi della serie KEL-DPU-OD.
Volete farvi un’idea diretta delle soluzioni icotek? Alla fiera Hannover Messe dal 20 al 24 aprile 2026, icotek presenterà i propri sistemi di ingresso cavi e schermatura EMC in applicazioni pratiche – da un’ampia gamma di diametri per piccole celle di automazione fino a soluzioni per grandi impianti industriali. In loco saranno a disposizione esperti per approfondimenti tecnici, domande applicative concrete e consulenze personalizzate.
> > Materiale biologico progettato per la produzione in piccole serie e per la prototipazione
Krill Design ha debuttato alla PCD Paris – evento europeo dedicato all’innovazione nel packaging e nei materiali per cosmetica e personal care –

con un’anteprima esclusiva: la nuova barra realizzata con un materiale innovativo, progettato specificamente per lavorazioni di tornitura e fresatura. La nuova formulazione rappresenta un significativo passo avanti rispetto alle alternative attualmente disponibili sul mercato, grazie al suo equilibrio tra prestazioni tecniche e sostenibilità ambientale. Composta per l’80% da materiale organico, la barra è realizzata da una combinazione di bio-resina e fibre vegetali riciclate. Il nuovo prodotto unisce alte prestazioni, elevata precisione dimensionale ed eccellenti proprietà meccaniche e chimiche. Tutto ciò conferisce resistenza meccanica, stabilità
> > Il progetto pilota che trasforma gli scarti dell’uva in packaging di design Lumson, azienda italiana esperta nel packaging cosmetico primario presenta MEMORA: il concept sviluppato in collaborazione con la startup Krill Design e i ricercatori del Politecnico di Milano, che si basa su una nuova visione del lusso, dove bellezza e impatto positivo si incontrano in un packaging che rispetta l’ambiente e valorizza l’esperienza del consumatore. Lumson, con il progetto pilota Memora, ha partecipato al programma Spoke 5 di MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action). Un ecosistema dell’innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che ha visto la collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca, ente proponente, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi, l’Università Statale di Milano, l’Università Cattolica Del Sacro Cuore e numerosi partner pubblici e privati. Memora è un progetto pilota che nasce dall’idea di recuperare ciò che normalmente verrebbe dimenticato. Il nome, che deriva dal latino “memor” – ricordare, essere consapevoli – evoca un prodotto che fa
dimensionale e precisione nella lavorazione, aprendo la strada a nuove applicazioni nel design e nella produzione industriale. Krill Design, da sempre pioniera nello sviluppo di materiali sostenibili per filiere industriali circolari, continua la propria ricerca su soluzioni ad alto contenuto tecnologico e basso impatto ambientale. In linea con questa missione, l’azienda sta già sviluppando ulteriori formulazioni: due in Rekrill® 100% bio, differenziate per livello di rigidità, e una al 60% bio, con 15% di fibra vegetale e acetato riciclato, progettata per valorizzare e dare nuova vita a un materiale che, in altri contesti industriali, sarebbe difficile da riciclare, introducendo così un approccio ancora più circolare.
da ponte tra passato e futuro, che custodisce –e rispetta - la natura e i suoi valori. Emblema di un nuovo approccio industriale che interpreta gli scarti e i sottoprodotti di altre filiere, in primis quella alimentare, come preziose materie prime a cui dare una seconda vita (un processo virtuoso di upcycling), Memora trasforma gli scarti dell’uva in packaging di design. Al centro del concept c’è Deluxe, il vaso refill da 50 ml in vetro PCR (postconsumer recycled) sviluppato da Lumson. Piattina, cover e sistema ricaricabile (inner cup) del vaso sono realizzate in ReKrill Uva, una bioplastica compostabile al 100% (Certificato come ‘ok compost industrial’ da TUV Austria) sviluppata da Krill Design, start-up italiana specializzata in materiali sostenibili ricavati dai sottoprodotti dell’industria alimentare. Grazie ad un chip NFC integrato, il vaso si trasforma in un vero e proprio digital tool che consente l’accesso semplice e immediato a una piattaforma pensata dal brand per i consumatori, che raccoglie informazioni tecniche, di autenticità, antitaccheggio, tracciabilità, contenuti dinamici ed etici (volti ad incoraggiare il riutilizzo e il riciclo del pack) e permette la partecipazione programmi di fidelizzazione e ad altre iniziative.
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Il packaging è uno strumento di comunicazione potente che esprime l’identità del brand. Estetica, ergonomia, funzionalità, sostenibilità e innovazione lo rendono una parte strategica soprattutto nell’industria cosmetica.


Che la confezione di un prodotto, quella che oggi si chiama packaging, fosse centrale rispetto alla sua visibilità e vendibilità si sapeva da molto tempo. Non a caso, nel corso degli ani ci sono stati studi infiniti sua questo argomento. D’altra parte pensare che il packacing possa esser ridotto a un mero involucro contenitore di una merce è del tutto inadeguato. Così non sfugge che oggi il packaging è uno degli strumenti più potenti di comunicazione di un brand per la propria identità. Questione non solo estetica. Perché l’aspetto esteriore trasmesso e percepito, la ergonomia ( e quindi la funzionalità della confezione) sono tutti elementi che contribuiscono alla strategia dell’industria della cosmetica. Qui di seguito quindi un approfondimento sulle diverse sfaccettature che questa scienza comporta: dalla funzione per cui nasce all’aspetto estetico passando per impronta ambientale e innovazione.
Il ruolo funzionale del packaging
Il packaging nasce per una funzione precisa: conservare, proteggere e ospitare il prodotto assicurando che non si alteri nel tempo anche grazie a una protezione da fatti esterni quali la luce, l’ossigeno contenuto nell’aria ( fonte di ossidazione) l’umidità, il calore e non meno importante la contaminazione batterica. Da qui deriva di conseguenza la scelta dei materiali, dei sistemi di
chiusura. Tutte scelte che hanno la funzione di preservare la stabilità del prodotto. Stabilità che diviene ancora più significativo preservare quando si è in presenza di composti al cui intero si trovano ingredienti attivi sensibili, come la vitamina C o i retinoidi. Il packaging a sua volta è suddivisibile in due differenti aree: il packaging primario ( quello a diretto contatto con il prodotto) e il packaging secondario ( che invece è costituito spesso dalla scatola esterna o dall’imballaggio protettivo. Quest’ultimo assume una forma comunicativa e logistica determinante nella comunicazione del prodotto. A questa si deve poi aggiungere l’impatto ambientale che di sicuro non è di importanza inferiore.
Packaging come Strumento di Marketing
Si deve tener conto di un aspetto fondamentale: il packaging è il primo approccio reale fra consumatore e prodotto. Questo significa che in un settore ad alto livello di competitività come è il mondo dei cosmetici l’aspetto esteriore del packaging può avere effetti ingiustificati sulla percezione e quindi sui risultati commerciali. A fare da richiamo non solo i colori o le forme, ma anche la texture le finiture della confezione, il design delle decorazioni. Si tratta di cose che tutte insieme contribuiscono a dare la desiderata percezione del brand e del prodotto. Per questo è importante il linguaggio visivo, la capacità di riuscire a trasmette-
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re i punti di riferimento che contraddistinguono il marchio. Che si tatti di lusso, di minimalismo o sostenibilità non è importante: l’importante è che questo messaggio sia ben identificabile con il packaging. Se ad esempio il prodotto deve essere trasmesso come eco friendly, sarà inevitabile che si faccia ricorso a carta riciclata, inchiostri vegetali e confezioni riciclabili o addirittura compostabili prorio per rafforzare questa identità. Allo stesso modo anche le indicazioni riportate sono parte integrante del messaggio al cliente finale, quindi devo essere elemento di fiducia e trasparenza
L’Evoluzione del Packaging nel Tempo
Come accaduto anche per molti degli oggetti di uso comune, nel corso degli anni il packaging è stato al centro di un cambiamento importante che ha dentro di sé i segni di come si è trasformata la società, la cultura e la tecnologia. Si è così passati dalle immagini degli anni ‘60 in cui a farla da padrone erano i contenitori rigidi, decorati e molto orientati ai concetti di eleganza femminile, per variare nel corso dei decenni fino ad arrivare alla confezione sostenibile e possibilmente personalizzata. In mezzo ci sono gli anni ‘90 fatti di minimalismo e funzionalità. Oggi dicevamo il packaging vira fra il green e la personalizzazione seguendo le tendenze dei consumatori che cercano prodotti che interpretino il loro modo di essere senza rinunciare allo sguardo verso l’ambiente.
seguici sui social bientale. Così si cerca di ridurre il ricorso alla plastica e soprattuto a quella monouso anche in considerazione che l’industria cosmetica è fra le responsabili di milioni di tonnellate da rifiuti da imballaggio prodotti ogni anno. Da qui la decisione di impegnarsi nella semplificazione del packaging attraverso il minore utilizzo di strati e un design essenziale. Altro aspetto molto cambiato è il ricorso a materiali riciclati come il PET ma anche il vetro, l’alluminio e le bioclastiche. Ne consegue un packaging ricaricabile o refilabile che si accompagni spesso alla logica zero waste in cui prodotti rinunciano del tutto all’imballaggio.
I contraltare di questa tendenza è la crescita delle operazioni che prendono in considerazione il ciclo di vita del prodotto e il ricorso a scelte sostenibili evitando operazioni di green washing che alla fine danneggiano l’immagine dell’azienda. Importante anche il packaging intelligente che attraverso QR code o elementi simili riesca a trasmettere al cliente tutta una serie di informazioni che rientrano nel campo delle utilità. Stesso discorso vale per il packaging attivo che ha anche scopi diversi quali ad esempio la capacità di assorbire l’umidità o rilasciando ingredienti attivi nel corso del tempo. Infine la stampa 3D che sposa l’idea di confezione on demand e altamente personalizzata del packaging.
Il Futuro del Packaging Cosmetico

Packaging e Sostenibilità
Un altro aspetto molto importante e al centro della discussione sul packaging è la sostenibilità am-
Non è facile immaginare un packaging del futuro. Però si possono individuare o cercare d’individuare lungo quali direttrici si muoverà. Sicuramente ci sarà un grande lavoro nel far condividere sempre meglio estetica, funzionalità, sostenibilità e ovviamente innovazione. E sempre più ci sarà integrazione fra esperienza di acquisto e packacing che man mano diventerà parte maggiormente integrante del prodotto. Magari contribuendo ala digitalizzazione dell’esperienza di acquisto come nel caso dei canali di e-commerce. Così le confezioni potranno loro stesse diventare strumenti di narrazione offrendo esperienze immersive, accompagnando il consumetore nella sua scelta. Al tempo stesso però la crescita delle norme e la pressione che ne deriva sulle aziende le spingeranno semrpe più verso la scelta di materiali e soluzioni eco compatibili. Tutto si riferisce a un universo davvero complicato in cui si incontrano molte differenti forme di espressione che finiscono per diventare sintesi proprio nella ricerca della soddisfazione del cliente. Tutto ciò si traduce in una nuova fusione del packaging che non è più mero contenitore ma strumento di diffusione di un modo di pensare e di agire delle aziende e dei loro consumatori nei confronti dell’ambiente in cui viviamo


In un mercato in espansione ma sempre più instabile e normato, i produttori cosmetici devono ripensare processi, tecnologie e modelli operativi per coniugare agilità, qualità e conformità.
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L’industria cosmetica sta vivendo una scossa che ricorda da un lato il suo enorme potenziale, ma dall’altro anche le sue complessità operative. Partiamo dal potenziale: la recente decisione di Louis Vuitton di entrare nel make-up dimostra che, dopo anni di crescita rapida, i grandi conglomerati del lusso continuano a vedere nella bellezza e nei cosmetici un’importante leva di sviluppo. Si prevede, ad esempio, che il mercato globale del make-up crescerà di quasi 25 miliardi di dollari entro il 2032. Mentre il settore moda è stato rallentato da una frenata globale – LVMH ha recentemente riportato un calo del 9% nelle vendite di moda e pelletteria – i brand hanno sempre più ampliato la propria offerta beauty. Ma le notizie recenti hanno evidenziato anche le difficoltà. Sia Kering sia Coty starebbero valutando dismis-

Ogni prodotto cosmetico deve essere accompagnato da un “Product Information File” completo, che documenti ingredienti, risultati dei test e valutazioni di sicurezza
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sioni miliardarie delle loro divisioni make-up. Per Coty, una delle criticità citate è stata la difficoltà di marchi tradizionali come Rimmel nel competere con rivali più piccoli, più agili e fortemente orientati ai social media. Queste decisioni riflettono il ritmo di cambiamento che caratterizza oggi il settore cosmetico, con implicazioni dirette sulla produzione.
Il peso della conformità colpisce piccoli produttori e multinazionali
Questo ritmo di cambiamento è evidente nei trend di consumo: i social media generano picchi improvvisi di domanda, mettendo i produttori in costante tensione tra agilità ed efficienza. La pianificazione deve adattarsi a impennate rapide e a cali altrettanto bruschi, con un rischio maggiore di rotture di stock o di invenduto –entrambi costosi.
Allo stesso tempo, ogni prodotto cosmetico deve essere accompagnato da un Product Information File completo, che documenti ingredienti, risultati dei test e valutazioni di sicurezza. Questi documenti devono essere disponibili per eventuali ispezioni. L’entità dello sforzo è significativa: il sistema europeo Safety Gate ha registrato oltre 2.000 allerte e richiami relativi ai cosmetici nel 2024 e 2025, spesso legati a sostanze vietate, come il BMHCA, o a errori di etichettatura. I cosmetici hanno rappresentato il 36% di tutte le allerte, di gran lun-


ga la quota più alta. Per i produttori di medie dimensioni che si affidano ancora a registri cartacei dei lotti, inventari manuali e sistemi scollegati tra loro, essere più agili nella produzione mentre cresce il peso normativo è particolarmente difficile. La spinta verso prodotti di nicchia e personalizzati aumenta i costi unitari e rende la documentazione ancora più complessa.
I grandi gruppi sono più avanti nella trasformazione digitale, ma devono affrontare le sfide della scala: standardizzare processi tra stabilimenti e Paesi per garantire che una tonalità di rossetto sia documentata e identica, sia sulla carta sia fisicamente, che venga prodotta a Lione, Chicago o Shanghai. Il tutto è aggravato da normative sempre più stringenti e differenziate, come il CPNP dell’UE, il MoCRA 2022 della FDA negli Stati Uniti e la NMPA in Cina, che impongono requisiti diversi in materia di sicurezza, etichettatura e test. Inoltre, nei grandi gruppi può capitare che più stabilimenti utilizzino versioni incompatibili dello stesso software, creando lacune nei report e pratiche di conformità incoerenti. E non si tratta solo di regolamentazione sui prodotti. Nell’UE, l’ultima versione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane impone ai produttori di farmaci e cosmetici – principali fonti di microinquinanti nelle acque urbane – di contribuire almeno all’80% dei costi aggiuntivi per il trattamento quaternario necessario a eliminarli. Anche solventi e PFAS, le cosiddette “sostanze eterne”, sono sempre più sotto esame, rendendo la trasparenza un obbligo.
Le basi digitali di una fabbrica connessa
Le esigenze combinate di agilità, efficienza e trasparenza stanno spingendo i produttori a ripensare la propria architettura digitale attorno a tre livelli che creano un filo operativo dal laboratorio alla linea produttiva: • un Manufacturing Execution System (MES), • un Quality Management System (QMS),


• un Enterprise Asset Management (EAM). Insieme, creano continuità operativa dal laboratorio alla produzione.
QMS: guidare coerenza e conformità
Il QMS è probabilmente l’elemento più importante per garantire operazioni scalabili. Centralizza la gestione documentale, la formazione, il monitoraggio delle non conformità e le azioni correttive.
Migliorare l’efficienza ed eliminare software frammentati e obsoleti è essenziale per anticipare problemi di qualità e requisiti normativi. Un importante gruppo di beni di consumo ha sostituito oltre 700 sistemi qualità frammentati con un’unica piattaforma globale, Octave Reliance, collegando sicurezza, ambiente e qualità. Il risultato è stata una struttura documentale uniforme, audit più semplici e rilascio dei prodotti più rapido. Nel settore cosmetico, questa integrazione elimina errori di versione e garantisce che ogni lotto rispetti le specifiche più aggiornate. Con l’aumento dei richiami globali, una documentazione qualità tempestiva e accurata è ormai fondamentale non solo per la conformità, ma anche per la gestione del rischio.
EAM: garantire affidabilità e continuità operativa I sistemi EAM estendono il controllo digitale al reparto produttivo. Macchinari come miscelatori, linee di riempimento e omogeneizzatori operano entro parametri molto ristretti: fermi imprevisti o errori di calibrazione possono compromettere un’intera campagna produttiva.
Una piattaforma EAM connessa pianifica la manutenzione preventiva, traccia le calibrazioni e registra automaticamente le validazioni. In ambienti regolamentati, può persino bloccare la produzione su asset non qualificati.
Collegato a MES e QMS, l’EAM crea un circuito chiuso: i dati di manutenzione alimentano le analisi qualità e le deviazioni qualità possono attivare controlli tecnici. Questa combinazione riduce i fermi, previene guasti ripetuti e garantisce la tracciabilità. Per i gruppi globali con più stabilimenti, l’EAM consente di confrontare le performance degli impianti e standardizzare la gestione dei ricambi, generando efficienze cumulative tra i siti.
Il ruolo fondamentale della qualità per crescita e innovazione
Integrare QMS ed EAM con i sistemi di progettazione e formulazione consente di raccogliere tutti i dati – qualità, manutenzione, conformità – in un’unica struttura. Non più visioni parziali, ma una verità operativa unica. I Laboratory Information Management Systems (LIMS) completano il quadro, acquisendo in tempo reale i dati dei test qualità e collegandoli direttamente ai lotti. Questo permette di individuare precocemente eventuali deviazioni e rafforza la tracciabilità, cruciale in un settore in cui anche una contaminazione minima può generare un richiamo.
Questo insieme di tecnologie può affrontare i problemi sia dei produttori piccoli sia di quelli grandi. Per i più tradizionali, significa superare processi obsoleti, migliorando efficienza, produttività e agilità. Per i grandi, offre una base replicabile per maggiore visibilità operativa, conformità semplificata ed eccellenza operativa. E per entrambi rappresenta un’opportunità: ridurre il time-to-market o sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare le performance e ridurre i fermi.
In un mercato in espansione ma complesso, la capacità di combinare rapidità di esecuzione, qualità costante e conformità efficace diventerà un vantaggio competitivo. E questo significa che i processi produttivi tradizionali devono essere aggiornati.
In un mercato in espansione ma complesso, la capacità di combinare rapidità di esecuzione, qualità costante e conformità efficace diventerà un vantaggio competitivo







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