Skip to main content

Tecnologie Alimentari n°1 Gennaio Febbraio 2026

Page 1


Dalla scuola alla fabbrica del futuro

Una piattaforma industriale per i salati da forno

Sistema integrato per il confezionamento

RIVISTA DELLE

SISTEMI PER PRODURRE

Caramelle, confetti e dragées sono le applicazioni che proponiamo alle industrie dolciarie, con l’obiettivo di garantire sempre la vostra soddisfazione e quella dei vostri clienti.

Qores per il mercato confectionery: il partner con cui condividere un futuro di successi. qores.it

L’ingrediente più importante per il vostro processo? Un pizzico di perfezione.

Troppi cuochi rovinano il brodo. Ecco perché la nostra tecnologia di misura di livello e di pressione si concentra sull’essenziale: affidabilità, efficienza e precisione. Grazie alla tecnologia più avanzata, avrete sempre i valori di cui avete bisogno, ovunque vi troviate, in modo che possiate concentrarvi completamente sulla vostra ricetta personale per il successo.

Tutto è possibile – con VEGA.

S S4

Dalla progettazione alla manutenzione: soluzioni integrate per l’industria alimentare

Engineering | Design | Planning | Construction & Commissioning

Equipment & Validation | Turnkey | Utilities | Equipment

Cables & Piping | Support & Maintenance

6 Attualità

Agrifoodtech italiano: il meglio dell’Europa

Nel 2025 gli investimenti nel settore nazionale sono cresciuti del 18%, in controcorrente rispetto al rallentamento europeo. In crescita anche numero di start up, occupazione e uso dell’IA.

30 Dalla scuola alla fabbrica del futuro

Organizzata da Cama Group e Omet, in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio, la terza edizione del Tech4StudentsDay ha coinvolto oltre 300 studenti: “Aprire le nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale”.

42 Se l’igiene inizia dal design

Le tecnologie di pesatura e ispezione di Minebea Intec supportano gli alti requisiti di igiene dell’industria alimentare: assicurano quantità di riempimento corrette, rilevano corpi estranei e sono progettate in modo da essere pulite facilmente.

48 L’igiene veste Mewa

L’abbigliamento da lavoro è un fattore critico per il rispetto dei principi HACCP nell’industria alimentare. Ecco perché occorre affidarsi a un fornitore di servizi tessili che assicura processi controllabili e tracciabili.

56 Ottenere il peso corretto con meno sprechi

Con i sistemi di pesatura intelligenti di Mettler-Toledo, il produttore di frutta e verdura surgelata Greenyard ha aumentato l’accuratezza, ridotto gli scarti e migliorato l’efficienza produttiva.

EDITORIALE

Oltre la tempesta (A. Bignami) 4

ATTUALITÀ

pag.

E editoriale

Il 2026 è iniziato nel segno del prolungarsi e dell’acuirsi delle gravi tensioni internazionali che stanno scuotendo l’assetto geopolitico del mondo che avevamo conosciuto dal 1945 in avanti e su cui, almeno in Occidente, ci eravamo abituati a dormire sonni tutto sommato tranquilli. L’incubo della guerra, se non ancora in casa certamente già a ridosso dei cancelli d’Europa, ci sta spaventando, dopo esserci illusi di aver lasciato alle spalle il peggio, con la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia del 2020-2021. In questo non affatto lineare primo quarto di XXI secolo, l’economia globale è stata sottoposta a durissimi shock da cui per ora, seppure a fatica, è riuscita in qualche modo a rialzarsi. Abbiamo ripreso ogni volta a camminare, anche se con il passo incerto e destabilizzato dal nuovo disordine mondiale, i cui più recenti colpi sono stati la fiammata inflazionistica del post Covid e la crisi energetica seguita all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Questioni vitali che sono state affrontate, in parte addomesticate, ma certamente ancora non assorbite dallo scenario internazionale e pronte a riaccendersi, con conse guenze imprevedibili.

OLTRE

LA TEMPESTA

Nonostante le innegabili difficoltà e la tendenza forse frettolosa degli analisti a collocarci già in piena era post-in dustriale, a dare un po’ di solidità alla terra su cui ci muoviamo è stata ancora la cara, vecchia e vituperata mani fattura. All’interno della quale, almeno in Italia, trovano ancora largo spazio i settori legati alla filiera alimentare. Si pensi infatti che il comparto agroalimentare rappresenta circa il 15% del Pil italiano, confermandosi un pilastro del nostro Paese. E mentre l’economia nazionale accusa un sostanziale stallo, il food ha aumentato nel primo tri mestre 2025 sia la produzione (+4,5%) sia l’export (+5%). Persino i dazi di Trump sembrano non avere intaccato, al momento, questo trend.

In un mondo ansioso per l’allargarsi dei conflitti e per la rivoluzione dell’intelligenza artificiale che sembra destina ta a ribaltare qualsiasi settore economico, viene davvero voglia di tenersi stretto il valore di eccellenze produttive che hanno finora continuato a brillare oltre la furia delle tempeste.

Design igienico, in conformità alle buone norme di fabbricazione per macchine destinate ai settori alimentare e farmaceutico.

La prima pompa a girante flessibile con sistema di drenaggio per la sanificazione.

Materiali di alta qualità, idonei all’uso a contatto di alimenti.

La stessa pompa può trattare prodotti liquidi e anche molto densi, dall’acqua alle creme e gel.

Nel 2025 gli investimenti nel settore nazionale sono cresciuti del 18%, in controcorrente rispetto al rallentamento europeo. In crescita anche numero di start up, occupazione e uso dell’IA.

ITITOLO TITOLO

AGRIFOODTECH ITALIANO: IL MEGLIO DELL’EUROPA

Mentre l’economia italiana nel 2025 cresce a un ritmo moderato (+0,5-0,6% del Pil), il comparto agroalimentare, che rappresenta circa il 15% del Pil nazionale, si conferma il pilastro del nostro Paese. L’industria alimentare ha subito un’accelerazione, con una produzione in crescita del 4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2024, e un export che nel 2025 ha raggiunto la cifra record di 73 miliardi di euro (+5-6% su base annua). In questo contesto di solidità, l’Italia si è affermata come un vero e proprio benchmark europeo, capace di unire la cultura tradizionale del cibo a un’innovazione tecnologica d’eccellenza.

IN ITALIA UN ECOSISTEMA DI COMPETENZE, CAPITALI E VISIONE INDUSTRIALE

In contrasto con il trend internazionale, che vede una flessione del 12% a livello globale e del 3,7% in Europa, l’Agrifoodtech italiano nel 2025 dimostra una forte vita-

lità: gli investimenti crescono del 18%, con 121,6 milioni di euro raccolti, rispetto ai 103 milioni del 2024.

“Il 2025 segna un punto di svolta per il sistema agroalimentare italiano: mentre l’Europa rallenta, noi acceleriamo”, commenta Alberto Barbari, Regional VP Italy di Eatable Adventures. “Questo è il risultato di un ecosistema che ha raggiunto una massa critica di competenze, capitali e visione industriale”.

È quanto rivela il nuovo Report sullo Stato dell’AgriFoodtech in Italia elaborato da Eatable Adventures, filiale italiana del principale acceleratore del settore su scala globale, per il Verona Agrifood Innovation Hub, primo polo di sviluppo dell’ecosistema agrifoodtech nazionale, nato dalla collaborazione tra Eatable Adventures e un gruppo di partner istituzionali e industriali di prestigio tra cui Fondazione Cariverona, UniCredit, Veronafiere, Comune di Verona, Confindustria Verona VasonGroup,

Mulino Padano, Zeep! Agency e istituzioni accademiche come l’Università degli Studi di Verona e Università degli Studi di Padova. Il Report è stato realizzato con il patrocinio del Cluster Manager Cl.uster A.grifood Nazionale CL.A.N. e il supporto di ICC Italia.

Una crescita trainata dalla capacità dell’ecosistema italiano di attrarre investitori specializzati, maggiori fondi internazionali e investimenti più grandi e di qualità superiore. Calano, infatti, i micro-investimenti (sotto i 350.000 euro) dal 60% al 42%, mentre il balzo dei round superiori al milione di euro, che passano dal 12,4% del 2024 al 39,4% del 2025, racconta di un progressivo processo di maturazione dell’intero ecosistema in grado di riallocare il capitale verso modelli industriali più solidi e credibili.

501 STARTUP ATTIVE E NUOVI POSTI DI LAVORO

Parallelamente alla crescita degli investimenti, il 2025 registra anche un aumento del numero di startup nel settore rispetto al 2024, a conferma di un ecosistema dinamico e attrattivo. Le startup attive sul territorio nazionale raggiungono quota 501, con

un incremento significativo pari al +23% rispetto al 2024.

Un’espansione significativa che si traduce anche in un impatto occupazionale concreto: le startup agrifoodtech italiane hanno generato nel 2025 4.410 posti di lavoro totali, con una crescita del 47% rispetto all’anno precedente, segnale che indica l’ingresso in una fase di espansione e il rafforzamento delle strutture organizzative aziendali per puntare alla scalabilità.

Un hub nazionale per l’innovazione foodtech

Il Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH) è un polo d’eccellenza dedicato alla promozione dell’innovazione e della sostenibilità nel settore agroalimentare. Offre programmi di formazione avanzata, eventi di networking e supporto alle startup. Con un forte focus sull’Open Innovation il VAIH mira a creare sinergie tra imprenditori, PMI, ricercatori e studenti, promuovendo lo sviluppo di nuove tecnologie e progetti imprenditoriali. Situato nel cuore del Triveneto, si posiziona come un punto di riferimento strategico per l’innovazione foodtech in Italia, attirando talenti e investimenti a livello locale e globale.

Eatable Adventures, tra i principali acceleratori in materia di foodtech, identifica e sostiene le startup alimentari più innovative e dirompenti del mondo alimentare aiutandole a crescere sul mercato globale. Con l’obiettivo di agire sul fronte agroalimentare e

Fonte: Report AgrifoodTech

2025 elaborato da Eatable Adventures per Verona Agrifood Innovation Hub

Dal punto di vista geografico, la distribuzione delle startup vede una forte concentrazione nel Nord Italia, con la Lombardia che si posiziona come hub principale raccogliendo il 28,1% dei progetti più innovativi. Seguono il Piemonte con l’11,7% e l’Emilia-Romagna con il 10,9%, regioni che beneficiano di un ecosistema industriale maturo e di forti tradizioni agroalimentari. Il Veneto e il Trentino-Alto Adige si attestano entrambi al 7,8%, confermando la

spingere l’adozione di modelli di business più sostenibili, all’insegna di un uso più sapiente e smart della tecnologia, Eatable Adventures ha sviluppato più di 40 programmi annuali, una comunità di oltre 25.000 fondatori e imprenditori. Attraverso la promozione di una sinergia tra innovazione, etica e sostenibilità, l’azienda lavora sulla promozione, sviluppo e democratizzazione delle tecnologie nel food, per costruire il sistema alimentare di domani: sostenibile, efficiente, salutare e sicuro a livello globale. Il report oggetto di questo articolo, che indaga il panorama del Foodtech nel 2025, si basa su un questionario somministrato a 128 startup italiane, con un margine di errore del ±7,45% e livello di confidenza del 95%. La metodologia comprende l’uso di un questionario online auto-somministrato. L’indagine è stata condotta tra novembre e dicembre 2025.

vitalità del Nord-Est anche grazie a iniziative territoriali come il Verona Agrifood Innovation Hub.

IDENTIKIT DEI FOUNDER

Il capitale umano si attesta il vero motore del settore. Il founder italiano ha un’età media di 38,7 anni ed è altamente qualificato: oltre il 90% possiede un titolo universitario e ben il 35,2% ha conseguito un PhD, un dato che posiziona l’Italia ai vertici europei per preparazione accademica degli imprenditori dell’Agrifoodtech. Il settore premia l’esperienza dei fondatori: il 53,1% è composto da “serial founder” ovvero imprenditori che hanno già fondato e gestito altre startup, portando con sé competenze preziose in termini di gestione aziendale, fundraising e scaling. Il 73% dei founder vanta inoltre una competenza pregressa nel settore agroalimentare, garantendo una profonda comprensione delle dinamiche di mercato.

INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

UNIVERSITÀ-IMPRESA

L’ecosistema agroalimentare italiano si distingue per una forte capacità di sviluppo tecnologico autonomo: oltre il 62% delle startup sviluppa la propria tecnologia internamente mantenendo il pieno controllo sull’innovazione e creando soluzioni proprietarie ad alto valore aggiunto. La tutela della proprietà intellettuale è altrettanto strutturata, con il 42,2% delle startup che ha depositato almeno un brevetto e il 46,9% che ha registrato marchi commerciali.

Sul fronte delle tecnologie adottate dalle startup, l’Intelligenza Artificiale si attesta al primo posto (43,8%), seguita da Biotecnologie (30,5%) e Machine Learning (29,7%). Ma ciò che davvero distingue l’Italia è la maturità di queste soluzioni: ben il 74,3% delle startup si posiziona in fasi avanzate di sviluppo, con tecnologie validate e pronte per l’adozione industriale.

La combinazione di sviluppo autonomo interno e di maturità delle tecnologie si intreccia con un crescente dinamismo nel trasferimento tecnologico che raggiunge il 22,4%, un valore superiore alla media europea grazie a una maggiore collaborazione tra università e impresa, pur restando uno dei punti su cui accelerare ulteriormente nei prossimi anni. Il 17,6% delle tecnologie nasce in collaborazione con università, a testimonianza di come l’Italia stia progressivamente costruendo ponti più solidi tra ricerca accademica e applicazione industriale, valorizzando il patrimonio scientifico nazionale e trasformandolo in asset competitivi per il mercato.

DOMINANO INNOVATIVE FOOD E AGRITECH

Le innovazioni italiane si concentrano in quattro aree chiave: Produzione e Trasformazione Alimentare guidano

il mercato con il 31,1%, seguite dall’Agritech (27,7%), che vede una predominanza di soluzioni per l’auto mazione delle colture e la robotica. La Logistica e il Delivery (19,6%) e le tecnologie per Retail e HORECA (16,2%) completano il podio confer mando una filiera sempre più integra ta e digitale. Insieme, questi comparti rappresentano il 95% di un mercato che punta ormai alla leadership globale.

“L’Italia sta dimostrando che è possibile coniugare eccellenza agroalimentare e innovazione tecnologica ad alto livello, creando un modello unico che attrae investitori internazionali”, conclude Barbari. “Siamo passati dall’essere un mercato emergente a diventare un benchmark europeo. Ora la sfida è consolidare questa leadership, trasformando il potenziale in scalabilità globale e facendo dell’Agrifoodtech Made in Italy un asset strategico”.

WIKA ACQUISISCE LA MAGGIORANZA DI ASYSTOM

Gli strumenti multisensoriali di Asystom rilevano segnali acustici e vibrazioni (Foto WIKA)

A dicembre, WIKA ha acquisito una partecipazione di maggioranza in Asystom SAS, azienda francese specializzata in soluzioni smart per il monitoraggio industriale e la manutenzione predittiva. Il produttore di tecnologie di misura e fornitore di soluzioni IIoT deteneva già una partecipazione in Asystom dal 2024. In qualità di azionista di maggioranza, WIKA intende ora contribuire in modo ancora più attivo a definire la direzione strategica dell’azienda. La rete globale delle filiali WIKA rafforzerà le attività di vendita e assistenza

delle soluzioni Asystom, ad esempio nelle fasi di installazione. Inoltre, WIKA metterà a disposizione le proprie risorse di ricerca e sviluppo per collaborare con Asystom al continuo potenziamento della sua gamma di prodotti.

Asystom sviluppa sensori avanzati e soluzioni intelligenti per il monitoraggio remoto dei sistemi industriali. L’offerta dell’azienda si fonda su tecnologie integrate di elaborazione dei dati acustici e vibrazionali, combinate con strumenti di analisi e diagnostica basati sull’intelligenza artificiale che consentono il monitoraggio continuo dello stato di salute delle macchine. Gli strumenti multisensoriali supportano l’acquisizione dei segnali, mentre il livello software IIoT analizza i dati e rileva eventuali deviazioni tramite algoritmi di apprendimento automatico. Ciò permette alle aziende del settore di processo e manifatturiero di identificare in anticipo le anomalie ed eseguire interventi di manutenzione mirati. Gli utenti possono così evitare guasti costosi e pianificare le

attività di manutenzione in modo più efficiente.

“WIKA si considera un motore per lo sviluppo di tecnologie IIoT all’avanguardia”, afferma Thomas Hasenoehrl, Vice President IIoT Systems & Solutions di WIKA. “La partecipazione di maggioranza in Asystom rappresenta un’ulteriore pietra miliare strategica in questa direzione. L’IIoT offre un enorme potenziale di ottimizzazione per l’industria, in particolare nell’ambito della manutenzione predittiva. Con la sua soluzione innovativa e scalabile, Asystom completa la nostra rete di partner”.

“Gli operatori industriali hanno bisogno di soluzioni che resistano alla prova del tempo”, aggiunge Pierre Naccache, Ceo di Asystom, “Con WIKA uniamo capacità di implementazione globale e una visione tecnologica condivisa, per offrire un approccio completo, integrabile e scalabile che unisce sensori, connettività, software e servizi e risponde alle esigenze industriali a breve, medio e lungo termine”.

UN 2025 DA RECORD PER LA FINOCCHIONA IGP

Il 2025 è stato l’anno con il volume di insaccato più alto: 2 milioni e 550mila kg di impasto atto a diventare Finocchiona

IGP una volta stagionato.

Per la prima volta, la denominazione abbatte il muro di 1 milione di pezzi insaccati, fermandosi poco sopra 1 milione e 36mila pezzi (+5,73% rispetto al 2024) e confermando una crescita positiva del +11% di prodotto elaborato nel quinquennio 2021-2025. Una produzione che si traduce in una solida crescita del prodotto certificato e immesso sul mercato (1 milione 960 mila kg) pari al +4,79% rispetto

all’anno precedente. Torna a crescere anche il dato complessivo del prodotto confezionato sottovuoto che chiude, dopo un 2024 di contrazione, a doppia cifra (+15%) arrivando così a 738mila kg confezionati. Nel corso del 2025, sono state confezionate 4 milioni 865 mila vaschette, segnando una crescita del 34,9% rispetto al 2024.

L’Italia si conferma, così, il primo mercato di riferimento per la Finocchiona IGP con il 68,2% delle quote (-1,2%) e oltre 1 milione e 330mila kg di prodotto certificato (+2,9% in volume).

Guardando all’export, la Finocchiona nel 2025 conferma sostanzialmente invariati per macroaree i numeri del 2024, ma con interessanti spunti di riflessione. Primo su tutti, l’avvio dell’export negli Stati Uniti. Un risultato celebrato dal Consorzio che ha subito colto l’opportunità presentando il prodotto nella più importante kermesse a stelle e strisce: il Summer Fancy Food Show di New York (presenza già riconfermata per l’edizione in agenda nel 2026).

FORMAGGI DI BUFALA IN CRESCITA

Fattorie Garofalo, protagonista nella produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP, ha partecipato alla 22ª edizione di Marca by BolognaFiere, a gennaio nel quartiere fieristico di Bologna. La presenza alla fiera è avvenuta in una fase di forte espansione per il comparto dei formaggi di bufala. Secondo dati NielsenIQ elaborati per Fattorie Garofalo, nell’ultimo anno le referenze realizzate con solo latte di bufala hanno registrato una crescita del +7,7% in volume e del +8,1% in valore, a fronte di un incremento più contenuto del +1% a volume e + 5,1% a valore del comparto complessivo che include anche le varianti di latte vaccino, caprino e pecorino. L’analisi per singola categoria evidenzia una dinamica particolarmente positiva per alcune referenze chiave. La burrata di bufala si conferma uno dei principali

driver di crescita, con un aumento del +18%, mentre la ricotta di bufala registra anch’essa una crescita a doppia cifra (+11%). Anche la mozzarella di bufala mostra performance superiori rispetto alla media di categoria, rafforzando il posizionamento premium del segmento (+8%). In questo contesto di mercato favorevole si inserisce lo sviluppo della stracciatella di bufala. Le stime indicano per questa referenza un potenziale di penetrazione fino al 20% del mercato della categoria.

Parallelamente, continua a rafforzarsi la dimensione internazionale del comparto bufalino. Sempre secondo dati NielsenIQ elaborati per Fattorie Garofalo, nel primo semestre del 2025 sono state vendute nel mondo circa 105mila tonnellate di formaggi di bufala, con una crescita del +3% nella gdo. È in quest’ottica che anche la linea

frozen assume un ruolo strategico per Fattorie Garofalo. La gamma frozen consente ai prodotti bufalini di raggiungere destinazioni geograficamente molto lontane, superando i limiti logistici del prodotto fresco e garantendo elevati standard qualitativi, sicurezza alimentare e zero sprechi.

Fattorie Garofalo alleva oltre 12.700 bufale, lavora ogni anno 40 milioni di litri di latte e realizza circa 9.700 tonnellate di prodotti caseari destinati ai mercati nazionali e internazionali in oltre 40 paesi al mondo.

Veneto Est

DECRETO DEALCOLAZIONE, “POSITIVO PER IL VINO MADE IN ITALY”

“Con il decreto sulla dealcolazione, l’Italia recupera un ritardo competitivo e può finalmente presidiare un mercato in forte crescita, come già fanno da anni Germania,

Francia e Spagna”. Lo afferma Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, commentando la normativa che apre prospettive concrete per le imprese italiane e quindi del Veneto.

La norma consente al settore vitivinicolo di rispondere a una domanda internazionale crescente di vini a basso contenuto alcolico e dealcolati, segmenti in forte espansione, soprattutto sui mercati extraeuropei.

“Il modo di bere vino è cambiato”, sostiene Pizzolato. “Si sta superando un modello consolidato dal secondo dopoguerra, fatto di vini strutturati e alcolici. Questi continueranno ad avere un mercato, ma oggi si afferma una nuova fase: vini leggeri, aromatici e freschi, adatti a molteplici occasioni di consumo”. Il vino dealcolato è fatto a partire

dall’uva, e mantiene profumo e gusto: “Non è un prodotto artificiale”, continua Pizzolato. “Grazie a macchinari innovativi e investimenti in tecnologia enologica, oggi è possibile rimuovere l’alcol senza perdere le caratteristiche sensoriali del vino”.

L’Italia entra in questo segmento con un patrimonio di competenze enologiche e tecnologiche che può fare la differenza, valorizzando la qualità e l’identità dei prodotti. “Il settore ha tutte le carte in regola per conquistare quote di mercato significative a livello internazionale”, aggiunge il presidente. “I produttori italiani e in particolare del Veneto orientale, con il loro talento, sapranno creare qualità in una categoria dalle grandi potenzialità. Fondamentali saranno le scelte in vigneto, la gestione della vendemmia e ogni singola fase in cantina”.

”IL POMODORO ITALIANO VA TUTELATO DALL’IMPORT DALL’EGITTO”

L’Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali) accoglie con favore l’interrogazione presentata da Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ai ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci, volta a tutelare la filiera italiana della trasformazione del pomodoro rispetto ai rischi connessi al crescente incremento delle importazioni di derivati del pomodoro provenienti dall’Egitto.

L’Italia è il secondo trasformatore di pomodoro al mondo, dopo gli Usa e prima della Cina, con un fatturato di 5,5 miliardi di euro, di cui oltre il 50% derivante dall’export. Il nostro Paese è, inoltre, il primo produttore ed esportatore di derivati del pomodoro destinati direttamente al consumatore finale. Negli ultimi anni comincia a pesare la concorrenza di Paesi sia europei sia soprattutto extraeuropei, come l’Egitto, che stanno iniziando a produrre ed esportare le stesse nostre referenze (polpa e passata) a costi significativamente inferiori. Solo nell’ultimo semestre 2025 le esportazioni dall’Egitto verso il mercato europeo sono aumentate dell’85,77%.

“Sul nostro sistema industriale grava una forte preoccupazione legata alla penetrazione dei mercati europei da parte di

realtà che non possono vantare i profili di qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale ed eticità della produzione italiana, e che immettono sul mercato, soprattutto sotto forma di semilavorati, prodotti a basso costo che determinano fenomeni di concorrenza sleale, con il rischio concreto di compromettere le esportazioni italiane di qualità all’interno dell’UE e di danneggiare occupazione, consumatori, ambiente e stabilità del nostro sistema economico”, dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav.

“È indispensabile rafforzare la competitività del comparto italiano del pomodoro da industria, intervenendo su una serie di criticità esogene ed endogene che pesano negativamente sulla redditività e sull’efficienza della filiera”, dichiara Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav. “Abbiamo già sottoposto la questione all’attenzione del Governo, riscontrando particolare sensibilità da parte del Ministro Lollobrigida. All’Europa abbiamo chiesto regole chiare alla messa in commercio di derivati del pomodoro a basso costo provenienti da Paesi che producono sotto le soglie minime di sostenibilità ambientale e sociale: è necessario introdurre vincoli di reciprocità, tutti devono avere e rispettare le stesse regole”.

Our Innoweightion. Your Progress.

Nuova serie di bilance MiNexx®

Scoprite i pluripremiati indicatori MiNexx®: in combinazione con le piattaforme di pesatura o le celle di carico Minebea Intec, MiNexx® può essere integrato in quasi tutte le applicazioni di pesatura immaginabili.

Ha tutto ciò che serve: conformità GMP per registrazioni tracciabili. Interfaccia utente Blue HMI premiata con il Red Dot Award per la sicurezza e la stabilità dei processi. Certificazione NSF per la massima igiene.

Aumentate l’efficienza e proteggete la reputazione del vostro marchio: rimanete all’avanguardia in ogni fase del vostro processo, oggi e domani.

Scansiona ora!

Minebea Intec GmbH

Meiendorfer Strasse 205 A 22145 Amburgo, Germania info@minebea-intec.com www.minebea-intec.com

FILIERA ITTICA: AL VIA L’OBBLIGO DI TRACCIABILITÀ DIGITALE

Il 2026 si apre con un’importante novità per il settore ittico europeo: da quest’anno la raccolta, la trasmissione e la conservazione delle informazioni relative alla tracciabilità dei prodotti devono obbligatoriamente avvenire in formato digitale. A stabilirlo è il Regolamento (UE) 2023/2842, che aggiorna le norme sul controllo della pesca e dell’acquacoltura introducendo un sistema di tracciabilità digitalizzato applicato a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, dalla cattura o raccolta del pesce sino alla vendita al dettaglio. Il Regolamento (UE) 2023/2842 si applica già ora al pesce fresco e surgelato,

sia pescato sia ottenuto da acquacoltura. Dal gennaio 2029 verrà esteso anche ad alghe marine, preparazioni e conserve di pesci, crostacei, molluschi o di altri invertebrati acquatici. Dunque, dal 2026 la semplice identificazione dei prodotti ittici non è più sufficiente. “La normativa europea mira a migliorare l’efficienza e la verificabilità dell’intera catena del valore e a garantire, al tempo stesso, la trasparenza, la legalità e la sostenibilità di questo comparto” dichiara Linda Vezzani, Standard manager di GS1 Italy. “Ma per massimizzare l’efficienza della filiera, non basta una semplice identificazione dei prodotti, occorre un linguaggio universale e

comune a tutta la catena di approvvigionamento: un linguaggio standard, com’è quello di GS1, che permetta a tutti gli attori della filiera di comunicare senza ambiguità e di condividere in modo digitale le informazioni relative all’intero ciclo di vita dei prodotti ittici”.

Per aiutare le aziende del settore ittico e le organizzazioni distributive in questo percorso, GS1 Italy ha realizzato la guida gratuita “Tracciabilità del pesce fresco e surgelato: nuovi obblighi di legge e standard GS1”, in cui approfondisce le implicazioni del Regolamento (UE) 2023/2842, illustrando le informazioni di tracciabilità obbligatorie tra gli operatori del settore e che vanno a integrare i requisiti informativi destinati al consumatore finale.

Questo vademecum non si limita ad approfondire i contenuti delle nuove norme UE, ma fornisce un supporto concreto agli operatori della filiera ittica poiché illustra gli

standard GS1 che permettono la codifica e la condivisione della maggior parte dei dati richiesti e che si inseriscono in quattro aree fondamentali di questo percorso di adeguamento normativo:

- Identificazione dei prodotti: codici a barre e standard AIDC (Automatic Identification and Data Capture) per una corretta e univoca codifica delle informazioni.

- Scambio dei dati: EDI (Electronic Data Interchange) per lo scambio elettronico di documenti commerciali in modo sicuro ed efficiente.

- Sincronizzazione dei dati: GS1 GDSN (Global Data Synchronisation Network) per l’allineamento e la gestione di informazioni aggiornate sui prodotti tra tutti i partner commerciali.

- Visibilità: EPCIS (Electronic Product Code Information Services) per la cattura e la condivisione di eventi chiave che permettono di seguire il percorso di un prodotto in tempo reale.

LEGUMI IN SCATOLA: UN COMPARTO DA OLTRE 1,2 MILIARDI DI EURO

In occasione della Giornata Mondiale dei Legumi, il 9 febbraio, Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali) ha fatto il punto della situazione sul settore dei legumi in scatola, analizzando dati e trend di consumo.

Quella dei legumi in scatola si conferma una produzione importante per il comparto delle conserve vegetali con un fatturato, nel 2025, di oltre 1,2 miliardi di euro (+3% sul 2024), di cui circa 700 milioni deri-

vano dall’export che continua a crescere sia in valore che in volume (circa +4%), a dimostrazione che la qualità dei prodotti italiani è sempre più apprezzata e riconosciuta sui mercati internazionali. Per quanto riguarda i consumi interni, nel 2025 si è registrato un trend positivo sia in termini di volumi che di valore. I fagioli in scatola sono ancora una volta il prodotto più venduto, rappresentando circa il 42% del mercato delle conserve vegetali al netto delle conserve rosse.

BOFROST E ALCE NERO: COLLABORAZIONE NEL BIO SURGELATO

Bofrost, player europeo nella vendita a domicilio di prodotti surgelati, ha annunciato una collaborazione con Alce Nero, pioniera dell’agricoltura biologica italiana, per unire le rispettive competenze e offrire al pubblico prodotti biologici di eccellenza nel mercato dei surgelati. Negli ultimi anni, i trend legati al benessere hanno mostrato una forte penetrazione e una crescente propensione alla spesa nel mercato, con livelli di diffusione che superano il 90% delle famiglie italiane e un incremento del valore di acquisto medio nel tempo. In particolare, il settore del biologico ha registrato un’attenzione sempre maggiore da parte dei consumatori, che ricercano soluzioni alimentari pratiche ma con la garanzia di ricevere qualità e trasparenza dalle materie prime.

La partnership tra le due aziende si

fonda su valori condivisi: l’azienda friulana promuove alimenti naturali e rispettosi dell’ambiente, con particolare attenzione al benessere animale e alla sostenibilità delle filiere; un impegno che si riflette di conseguenza nei rigorosi controlli di qualità applicati a ogni prodotto, dalla selezione all’origine, fino alla verifica negli stabilimenti. Il rigore di Bofrost incontra così la capacità agronomica d’avanguardia firmata Alce Nero, che distribuisce prodotti a tutela della terra e di chi la lavora, trasformati con tecniche che ne valorizzano le caratteristiche, attraverso l’utilizzo di ingredienti semplici ed essenziali.

“Questa collaborazione rappresenta per noi un passaggio naturale e strategico”, dichiara Gianluca Tesolin, amministratore delegato di Bofrost Italia. “Condividiamo con Alce Nero una

visione comune fatta di rispetto per la terra, attenzione alle filiere e centralità della qualità. Portare il biologico nel mondo del surgelato con standard così elevati significa offrire ai nostri clienti non solo praticità, ma anche la massima trasparenza e un valore concreto in termini di benessere e sostenibilità”.

Automazione e IA hanno portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi. A Parma un hub fondamentale per le aziende che vogliono adottare le nuove tecnologie in modo consapevole.

ITITOLO TITOLO

SPS ITALIA: AUTOMAZIONE E DIGITALE PER SPINGERE

LA MANIFATTURA INDUSTRIALE

La fiera principale del nostro paese su automazione e digitale per l’industria, ovvero SPS Italia. si terrà dal 26 al 28 maggio a Parma. La 14esima è stata presentata a inizio anno presso gli spazi di MADE - Competence Center Industria 4.0, una sorta di tempio dell’innovazione per la manifattura industriale.

Ad aprire la conferenza ci ha pensato Donald Wich, da tempo amministratore delegato e colonna portante di Messe Frankfurt Italia. “In questo inizio di 2026 le tensioni geopolitiche hanno già vissuto un picco. In questo quadro incerto l’industria resta un motore di innovazione oltre che un fattore di continuità. Più che mai in Italia, che oggi è il quarto esportatore al mondo. A garantire l’eccellenza delle soluzioni tecnologiche in mostra a SPS è il Comitato Scientifico della fiera, che continua a crescere. Ma SPS non significa solo alta tecnologia: protagoniste restano le persone, che vivono questo appuntamento come un’imperdibile occasione di

networking e scambio di esperienze”.

La manifestazione si presenterà nel suo tradizionale layout espositivo: sei padiglioni con il meglio delle tecnologie e delle soluzioni per il mondo industriale. Confermato anche Digital District, il percorso dimostrativo articolato in quattro aree: Academy, Start-up, Industrial IT&AI, Focus AI. Quest’ultimo spazio si consolida guardando alle opportunità d’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica nei processi produttivi.

Come ogni anno la fiera non sarà solo una vetrina espositiva, ma un momento qualificato di dialogo e approfondimento sui temi più strategici per la manifattura. Tra gli argomenti al centro del palinsesto dei convegni: AI Agents, Cybersecurity, Robotics & Physical AI, Softwaredefined manufacturing per una maggiore flessibilità nella produzione, ESG Environmental Social Governancesostenibilità come pilastro nella pianificazione industriale.

“SPS Italia è un riferimento per le aziende che puntano sulla tecnologia e sull’aggiornamento di persone e competenze per affrontare un presente complesso, fatto di sfide ma anche di opportunità da intercettare e valorizzare”, ha continuato Donald Wich.

“Automazione, digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity, formazione, upskilling e reskilling si confermano direttrici portanti della manifestazione”.

MERCATO DELL’AUTOMAZIONE IN CRESCITA DEL 4%

È intervento poi Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione: “Secondo il preconsuntivo 2025 dell’Associazione, il nostro mercato ha registrato una crescita del fatturato del 4% rispetto all’anno precedente. Le attese per il 2026 indicano una sostanziale continuità, pur in un contesto di visibilità limitata caratterizzato da elementi di opportunità e da fattori di incertezza: da un lato la coda del PNRR e tassi favorevoli sostengono gli investimenti, dall’altro le continue perturbazioni esogene e il nuovo Piano Transizione condizionano i comportamenti degli imprenditori e richiedono un atteggiamento ponderato anche nel formulare qualunque previsione”.

“Nonostante ciò, l’automazione industriale continua a distinguersi per la sua dinamicità, capacità innovativa e varietà applicativa: digitalizzazione e Industrial AI, integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze umane, si confermano tra i principali motori di crescita”.

“L’edizione 2026 di SPS Italia offrirà a espositori e visitatori un’occasione concreta per osservare le trasformazioni in atto e quelle ancora in fase embrionale, oltre che per scoprire come le tecnologie dell’automazione potenzino le capacità dell’uomo e sostengano trasversalmente settori chiave nel nostro paese”.

GOVERNARE LA COMPLESSITÀ, UNA

NUOVA LEVA COMPETITIVA

“Negli ultimi anni l’industria ha accelerato sull’adozione di tecnologie digitali, dall’automazione avanzata all’intelligenza artificiale”, ha detto nel suo intervento Federico Milan, Digital Innovation Manager di Breton, membro del Comitato Scientifico di SPS Italia. “Questa evoluzione ha portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi, spesso sottovalutata. Il tema non è più solo cosa la tecnologia è in grado di fare, ma come viene governata, compresa e integrata nei processi decisionali”.

“Il Position Paper 2026 nasce da una constatazione: oggi il vero fattore critico non è l’innovazione in sé, ma la fiducia nei sistemi che stiamo costruendo. Una fiducia che si fonda su architetture leggibili, regole chiare, metriche coerenti e, soprattutto, su persone in grado di interpretare e guidare la tecnologia in modo consapevole”.

“L’obiettivo è offrire all’industria non un elenco di tecnologie, ma un quadro di riferimento per prendere decisioni migliori, evitando semplificazioni e deleghe implicite. In un contesto di trasformazione profonda, governare la complessità diventa la vera leva competitiva e culturale”.

Un momento della presentazione della 14esima edizione di SPS Italia a Milano presso gli spazi del MADECompetence Center Industria 4.0

LA PAROLA AGLI ESPOSITORI

“SPS Italia si conferma un punto di riferimento per l’ecosistema manifatturiero e tecnologico italiano, da sempre un’eccellenza tecnologica e meccanica riconosciuta nel mondo”, ha dichiarato Stefano Gandolfi, Regional Marketing Manager di Omron, coinvolto nella tavola rotonda con alcuni espositori moderata da Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione. “Mai come in questi anni dove le nuove tecnologie, i nuovi trend di mercato, e la complessità delle relazioni internazionali compon-

gono un rebus difficile da risolvere, l’ecosistema ha bisogno di lavorare in sinergia per difendere la propria posizione di leadership tecnologica”, ha proseguito Gandolfi. “Omron, da 93 anni pioniere di innovazione, da tempo ha messo al centro della propria strategia la collaborazione uomomacchina, come fondamento per gli obiettivi di performance e flessibilità, e quest’anno porteremo a SPS Italia 2026 nuove tecnologie e un percorso di evoluzione nati dalla volontà della corporate di mettere l’Europa, e soprattutto l’Italia, al centro della propria evoluzione tecnologica”.

Duilio Perna, Managing Director di Beckhoff Italia ha spiegato che “progresso vuol continuità di innovazione: un percorso in cui le tecnologie cambiano ma resta centrale l’attenzione a soluzioni concrete per l’automazione. Le rivoluzioni tecnologiche diventano decisive quando si traducono in strumenti affidabili e utilizzabili, capaci di portare valore misurabile nei processi e nelle macchine. Per Beckhoff l’AI è il passo naturale di una rivoluzione tecnologica iniziata con il PC-based control: portare la potenza dell’IT dentro l’automazione mantenendo real-time e affidabilità. I modelli di AI, soprattutto i LLM, ac-

celereranno progettazione, messa in servizio e gestione operativa delle macchine; l’obiettivo è farli diventare strumenti quotidiani per gli ingegneri, non soluzioni ‘da laboratorio’. In parallelo, l’evoluzione del controllo continua a spingere prestazioni ed efficienza”.

La parola è poi passata a Stefania Svanoletti, Head of Sales Vertical Markets Digital Industries, Siemens Italia: “L’AI industriale non è un addon, ma l’intelligenza distribuita che amplifica la nostra automazione e connette progettazione, esecuzione ed energia in un’unica architettura affidabile. Il MADE è il luogo ideale per raccontarlo: siamo soci fondatori dal 2018 e, dal 2025, il Competence Center è parte dell’ecosistema Siemens Xcelerator, ampliando insieme le possibilità per la trasformazione digitale delle imprese. Qui abbiamo portato tecnologie concrete – Digital Twin, software di progettazione e simulazione, automazione Siemens – e soluzioni basate sull’AI”.

Alla tavola rotonda, è seguito un breve speech di Elisa Signaroldi, Marketing & Communication Manager di 40Factory: “SPS Italia rappresenta da sempre la bussola della nostra crescita: il passaggio dai

primi passi del 2018 al grande salto nel Padiglione 5 (Stand I45) riflette l’evoluzione di un’azienda che ha saputo raccogliere 5 milioni di euro e la fiducia di decine di leader del manifatturiero, entrando quest’anno a far parte del Comitato Consultivo della fiera.

Il nostro obiettivo è chiaro: creare un ponte tra OEM e End User, trasformando il rapporto da puramente transazionale a relazionale. Per farlo, puntiamo tutto sul timing e sulla capacità di anticipare i bisogni del mercato. Ne è un esempio la nuova verticalizzazione sulla Safety, novità del 2026: la nostra piattaforma MAT evolve in un marketplace di moduli specialistici sviluppati con partner d’eccellenza. Insieme ad Access Safe, presentiamo una soluzione d’avanguardia per la prevenzione infortuni che integra l’infrastruttura di data collection di MAT con tecnologie di frontiera, approcciando la sicurezza in modo totalmente data-driven”.

I TEMI DEL NUOVO POSITION PAPER

SPS Italia sarà l’occasione per la presentazione di un nuovo Position Paper del Comitato Scientifico della fiera, il documento che mira a offrire alle aziende linee guida utili per orientarsi nel panorama delle tecnologie. Quattro i principali argomenti scelti per questa edizione: governare sistemi complessi: regole, standard e fiducia come infrastruttura invisibile dell’innovazione; l’architettura decide: dal campo al cloud, integrazione, responsabilità, controllo; automazione e controllo: robotica avanzata nei sistemi socio-tecnici complessi; comprendere per decidere: metriche, KPI e il ruolo critico delle persone nei sistemi industriali digitali. A cura di alcuni membri del Comitato Scientifico, il progetto cresce con la presentazione del libro “Tecnologie e Competenze in evoluzione per le fabbriche digitali”, che raccoglie esperienze, competenze e considerazioni dei suoi autori.

Perché usare lo sciroppo di glucosio?

Hai davvero bisogno della maltodestrina?

Perché non ripensare il latte?

Cioccolato

Prodotti da forno Creme spalmabili

Vuoi saperne di più sui nostri estratti di avena e riso?

Contattaci a contact@meurensnatural.com

Creiamo snack migliori. Insieme.

TUTTOFOOD: UN EVENTO STRATEGICO PER I PAESI DELL’AREA MENA

Confermata la partecipazione alla kermesse di Milano, per la prima volta, di Egitto e Arabia Saudita, mentre crescono le adesioni dal Centro Africa. In aumento anche i buyer provenienti dalla regione.

Adesione superiore alle aspettative alla serata di networking organizzata da Tuttofood Milano 2026, in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano e ICE - Agenzia, lo scorso gennaio a Dubai: circa 300 ospiti tra produttori della filiera agrifood, buyer, istituzioni e stampa in rappresentanza dei Paesi dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e, in particolare, del GCC (Consiglio di Cooperazione del Golfo) hanno affollato l’elegante Salotto by Chic Nonna, esempio di design italiano nel cuore della metropoli emiratina, per incontrare i vertici di Fiere di Parma e ICE Agenzia che, in occasione di Gulfood, hanno presentato l’edizione 2026 della manifestazione.

Alla serata sono intervenuti Matteo Zoppas, presidente di ICE - Agenzia, Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma, Riccardo Caravita, Food & Beverage Global Brand Manager di Fiere di Parma, Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse Italia, ormai storico partner strategico di Fiere di Parma, e Carmine Forbuso, CMO Consorzio Parmigiano Reggiano, che affianca il tour mondiale di Tuttofood. Il celebre formaggio emiliano ha avuto un ruolo di primo piano durante la serata, suggellata dal taglio spettacolare di una sua forma.

Tuttofood 2026, in programma dall’11 al 14 maggio 2026 nel quartiere fieristico di Rho-Fiera Milano, a un anno dalla prima edizione curata da Fiere di Parma, si conferma, secondo Antonio Cellie, CEO Fiere di Parma, “una delle

piattaforme più strategiche per il settore agroalimentare e delle bevande a livello globale: un hub internazionale di riferimento per produttori, distributori e buyer del comparto, in grado di offrire opportunità di networking con professionisti da decine di Paesi, puntando a far convergere operatori da tutto il mondo a Milano”.

Il progetto “Made in Saudi”

Il successo della serata di Dubai ha confermato il deciso incremento di partecipazioni a Tuttofood 2026 da parte di aziende e operatori provenienti dall’area MENA, con un’adesione rilevante di espositori da Egitto e Arabia Saudita (presente con la sua collettiva più importante, Saudi Arabia) per la prima volta a Tuttofood, e dal Centro Africa.

“Per le aziende MENA/GCC partecipare a Tuttofood significa esporsi direttamente al mercato europeo e a buyer internazionali in cerca di prodotti riconoscibili, affidabili e ad alto valore aggiunto”, ha aggiunto Cellie.

L’orientamento dei consumatori e degli operatori dell’area MENA e del Golfo, come emerge dalle più recenti analisi sui trend agroalimentari del Golfo Persico, evidenziano un’evoluzione delle abitudini di consumo verso modelli più attenti alla qualità, alla trasparenza e all’origine dei prodotti.

Esemplificativo il progetto “Made in Saudi”, cuore del programma governativo “Saudi Vision 2030”, che incentiva la localizzazione della produzione per ridurre la dipendenza dalle importazioni, introduce regolamenti rigorosi da parte della Saudi Food and Drug Authority (SFDA), come l’obbligo di indicare le calorie nei menu e il divieto di grassi trans, che stanno forzando una riformulazione di massa dei prodotti industriali.

“I dati sull’export agroalimentare italiano verso i Paesi dell’area MENA e del Golfo, in costante crescita, rafforzano ulteriormente questo scenario e confermano la strategicità di questi mercati per le imprese italiane”, ha affermato Matteo Zoppas, presidente di ICE - Agenzia.

Riccardo Caravita, brand Manager di Tuttofood 2026 ha ringraziato ICE - Agenzia anche per la preziosa collaborazione in occasione dei roadshow internazionali: “Un’attività continuativa che tocca mercati strategici e che rafforza il posizionamento di Tuttofood come attrattore privilegiato per i diversi stili alimentari, non solo italiani, oltre che straordinario facilitatore di business”.

“Fondamentale la partnership Fiere di Parma - Koelnmesse, organizzatore della fiera Anuga in programma a Colonia ad anni alterni rispetto a Tuttofood, che crea con questa calendarizzazione alternata un punto fermo per i decisori chiave del food business mondiale”, ha detto Thomas Rosolia, ad di Koelnmesse Italia.

VERSO LA FIERA ITALIANA PIÙ COMPLETA PER LE

TECNOLOGIE FOOD&BEVERAGE

Forte dei risultati conseguiti nell’edizione 2023, che aveva richiamato una significativa presenza di espositori, oltre 1.200 aziende provenienti da 30 Paesi, e accolto 40.000 professionisti da più 120 Paesi, Cibus Tec 2026, in programma a Fiere di Parma dal 27 al 30 ottobre, mostrava a febbraio un’ulteriore crescita dei principali indicatori. Il confronto con lo stesso periodo dell’edizione 2023 evidenzia infatti un aumento del 20% nel numero di espositori e del 30% dell’area espositiva complessiva.

Decisamente positivo il dato della componente internazionale che risulta in marcata espansione, con +48% di espositori esteri e +38% di superficie espositiva dedicata. Questo trend di crescita costante lascia prevedere una partecipazione di visitatori professionisti superiore

L’agenda

Vinitaly

12-15 aprile 2026

Verona www.vinitaly.com

IFAT

4-7 maggio 2026

Monaco, Germania www.ifat.de

Interpack

7-13 maggio 2026

Düsseldorf, Germania www.interpack.com

Tuttofood 11-14 maggio 2026

Milano www.tuttofood.it

Emerson Exchange 19-21 maggio 2026

ai 40.000 registrati nella scorsa edizione. Il 2026 segna inoltre un’evoluzione significativa dei contenuti e dei progetti speciali della manifestazione.

A Cibus Tec 2026 debutta infatti Bakery? Yes, we tec!, un’ampia area dedicata alle tecnologie più innovative del mondo bakery, dando vita a un appuntamento industriale innovativo capace di connettere i migliori partner tecnologici del bakery con produttori e brand della filiera alimentare.

Una vetrina completa che valorizza impianti e tecnologia lungo tutta la catena dalla preparazione e lavorazione all’automazione, fino al confezionamento e al fine linea. Già nel parterre delle società presenti troviamo tra le altre: Awema,

Dubai, EAU www.emerson.com/en-gb/ emerson-exchange-2026

SPS Italia

26-28 maggio 2026

Parma spsitalia.it.messefrankfurt.com/ parma/it.html

LAB Italia 16-17 giugno 2026 www.lab-italia.com

Milano

Drinktec 15-19 settembre 2026

Monaco, Germania www.drinktec.com

Anuga Food Tec India 29 settembre - 1 ottobre 2026 Mumbay, India anugafoodtec-india.com

Sial Paris 17-21 ottobre 2026

Parigi, Francia www.sialparis.com

Cibus Tec 27-30 ottobre 2026 Parma www.cibustec.it

Labotec 27-28 ottobre 2026

Parma www.labotec.one/it/home/ index.php

Cake Concepts, Cepi, Fritsch, GEA, Handtmann, Rheon, Soren, Tanis Food Tec, Tecnopool. Lo stesso format è adottato per il settore bevande, con Beverage? Yes, we tec!: un’area dedicata che rappresenta l’intera catena tecnologica, dalla produzione all’imbottigliamento fino alle soluzioni di fine linea per favorire il dialogo tra technology provider e aziende delle bevande. Tra le aziende che hanno già aderito figurano: A DUE, Comac, Galdi, Krones, Matrix, Prismatech, Promec, Serac, SIG, Sipa,Tetra Pak.

FI Europe 17-19 novembre

Francoforte, Germania www.figlobal.com

Bevertech 17-20 novembre 2026

Milano bevertech.it

Simei 17-20 novembre 2026

Milano www.simei.it

Sigep 23-27 gennaio 2027 Rimini www.sigep.it

TRA ENERGIA RINNOVABILE E AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Con il Basket Bond Filiera Lombardia Minibond da 4,5 milioni di euro, ECO The Photovoltaic Group avvia un progetto agrivoltaico pilota da 4,5 MWp.

The

ECO The Photovoltaic Group è tra la prime imprese beneficiarie di ‘Basket Bond Lombardia’, il programma di Regione Lombardia che facilita l’accesso delle Pmi al credito alternativo per investimenti che si distinguono per la loro rilevanza in tema di crescita, innovazione e sostenibilità. L’iniziativa è finanziata dal Programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PR FESR) 2021-2027 di Regione Lombardia - Azione 2.6.1 “Sostegno all’adozione di modelli di produzione sostenibile”. L’operazione prevede l’emissione di un minibond da 4,5 milioni di euro, uno dei valori più alti approvati al momento tra le imprese beneficiarie, con durata di 7 anni, destinato a finanziare la realizzazione di un impianto agrivoltaico da 4,5 MWp a Covo (BG), sviluppato da Eco Fotovoltaico e Eco R&D in collaborazione con Sole d’Oro Società Agricola, tutte e tre società di ECO The Photovoltaic Group. Il progetto, realizzato sotto il marchio Agritalyco, rientra nella strategia a lungo termine del Gruppo, volta a creare dei modelli ottimizzati ed economicamente sostenibili per l’integrazione di produzione di energia rinnovabile e agricoltura di pregio.

agricoli dal 2028, a conferma di un modello economico sostenibile, orientato alla creazione di valore nel medio-lungo periodo.

L’iniziativa nasce dall’esperienza maturata dal Gruppo con un impianto sperimentale già realizzato in EmiliaRomagna e costituisce il primo tassello di una nuova linea di business che ECO The Photovoltaic Group intende sviluppare su scala nazionale. Sono già stati individuati terreni idonei per ulteriori sviluppi, con un obiettivo complessivo di circa 40 MW di potenza installata e 60 ettari di coltivazioni.

Questo importante risultato testimonia la solidità e la lungimiranza del Gruppo, supportate da bilanci positivi e, negli ultimi anni, da previsioni di ulteriore evoluzione, elementi che hanno permesso di affrontare con esito favorevole un articolato e rigoroso processo di valutazione finanziaria previsto dalla misura.

La misura Basket Bond Filiera Lombardia consente alle imprese di emettere minibond successivamente aggregati in un portafoglio e collocati presso investitori istituzionali, beneficiando di una garanzia pubblica regionale e di un contributo a fondo perduto per la copertura di parte dei costi di emissione. L’obiettivo è facilitare l’accesso a finanziamenti a medio-lungo termine per progetti con un impatto concreto sulla competitività e sulla transizione sostenibile delle filiere produttive lombarde.

RICAVI ATTESI A PARTIRE DAL 2027

L’impianto di Covo rappresenta un progetto pilota ad alto valore dimostrativo, pensato per validare su scala reale un modello agrivoltaico integrato, replicabile e orientato ad un più ampio sviluppo. I ricavi energetici dell’impianto sono attesi a partire dal 2027, mentre quelli

L’adesione al Basket Bond è stata presentata ufficialmente alcuni giorni fa a Palazzo Lombardia, nel corso dell’evento “Quota Lombardia e Basket Bond Lombardia - strumenti per crescere e competere”, alla presenza di istituzioni, investitori e stampa economico-finanziaria.

“L’adesione al Basket Bond Filiere Lombardia per noi non è stata solo un’operazione finanziaria, ma un gesto di coerenza”, ha dichiarato Valerio Natalizia, Ceo di ECO The Photovoltaic Group. “Coerenza con una visione che mette al centro la transizione energetica, il territorio e la capacità di creare valore duraturo, non solo economico ma anche ambientale e sociale. Un percorso che si è sviluppato in parallelo alla rendicontazione volontaria di sostenibilità, rafforzando ulteriormente l’impegno del Gruppo sui temi ESG. Grazie a questa esperienza abbiamo aperto un dialogo nuovo con investitori e mercati orientati al futuro, confermando che la finanza può diventare un alleato strategico dell’innovazione e della sostenibilità. Non stiamo semplicemente crescendo: stiamo costruendo un modello replicabile che unisce impresa, ambiente e territorio. Oggi non chiudiamo un capitolo, ma confermiamo una direzione chiara verso un futuro energetico più pulito, condiviso e consapevole”.

Valerio Natalizia, Ceo di ECO
Photovoltaic Group

COGENERAZIONE NELLO STABILIMENTO DEL GORGONZOLA

Cefla, società leader in Italia nella realizzazione e gestione di impianti tecnologici e nella produzione energetica, e Igor Gorgonzola, player globale nella produzione di Gorgonzola DOP, hanno firmato un accordo per l’analisi energetica e la realizzazione e gestione di tre impianti di cogenerazione, due a fuel cell (Nova Solution by Cefla), per la produzione di energia elettrica e calore ad alto rendimento, senza emissioni di inquinanti in atmosfera, e uno con motore endotermico, nel sito produttivo Igor a Cameri (Novara).

Il progetto di Cefla, che costituisce il

primo passo di una collaborazione di lungo periodo tra le due aziende, è stato sviluppato dopo un’analisi energetica dello stabilimento Igor a Cameri e definisce una configurazione ottimale delle fonti energetiche per ridurre i costi di produzione, oltre a supportare gli obiettivi di sostenibilità dell’azienda casearia. L’intervento prevede la conversione della centrale da vapore ad acqua calda per aumentare l’efficienza della generazione e ottimizzare il recupero di calore dai due impianti di cogenerazione esistenti a motore e da quelli di nuova realizzazione. Il progetto prevede di centralizzare la produzione termica in un unico Energy Hub, con una rete di distribuzione dell’acqua calda integrata sia nello stabilimento attuale sia nei nuovi spazi industriali che Igor sta realizzando, tra cui un caseificio e un impianto di polverizzazione del siero. Il sistema sarà completato da un serbatoio di accumulo termico che incrementerà il recupero di calore dai cogeneratori.

In particolare, i due impianti di cogenerazione a Fuel Cell Nova Solution

by Cefla prevedono un primo impianto da 650 kWe, alimentato a metano, che sarà integrato all’interno dell’Energy Hub a servizio dello stabilimento produttivo, e un secondo impianto da 750 kWe, alimentato a biogas, che sarà utilizzato come sistema di generazione elettrica e termica a servizio dell’impianto di produzione del biometano. I tre impianti forniranno circa il 40% del fabbisogno elettrico e circa il 20% di quello termico del sito produttivo di Igor a Cameri. La cogenerazione a Fuel Cell consente, inoltre, di raggiungere un’efficienza di generazione elettrica superiore alla cogenerazione tradizionale con rendimenti attesi che superano il 54%.

“Partendo dai due cogeneratori endotermici già operativi, l’azione di Cefla si traduce in un potenziamento strategico”, dichiara Fabio Leonardi, Ceo di Igor Gorgonzola. “Attraverso l’approccio Energy Hub, si crea una sinergia cruciale tra le infrastrutture esistenti e le nuove soluzioni, garantendo efficienza sia per l’attuale stabilimento che in vista dei futuri ampliamenti”.

GESTIONE DELL’INTERO CICLO DI VITA DI PROGETTI AGRIVOLTAICI

EOS Investment Management Group, asset manager indipendente tra i principali operatori europei negli investimenti sostenibili e nella transizione energetica, annuncia che Lexham Power, produttore indipendente di energia interamente controllato dal Gruppo, ha acquisito il 51% di Innovo Agri, realtà imprenditoriale fondata da Innovo Group e specializzata nello sviluppo e nella gestione integrata di progetti agrivoltaici, che introduce un modello di consulenza evoluto per affiancare imprenditori agricoli, sviluppatori e finanziatori lungo l’intero ciclo di vita dei progetti agrivoltaici. A seguito dell’operazione, la società sarà ridenominata

NT Innovo Agri. Completano la compagine azionaria Innovo Capital Partners (39%), holding operativa guidata da Rodolfo Bigolin attiva nella transizione energe-

tica e sostenibile delle infrastrutture critiche in Italia, e la società toscana Nextitude (10%), specializzata in ingegneria e consulenza nel settore energetico.

L’operazione dà vita a una piattaforma industriale integrata in grado di presidiare l’intero ciclo di vita dei progetti agrivoltaici: dalla consulenza agronomica preliminare alla progettazione esecutiva, dall’approvvigionamento di beni e servizi alla gestione operativa sul campo, fino ai servizi di AgriPV Compliance Monitoring, garantendo nel tempo la piena conformità agli standard normativi regionali e nazionali.

NT Innovo Agri si posizionerà come interlocutore unico per le componenti agricole ed energetiche dei progetti, assicurando produttività, tracciabilità delle attività e piena bancabilità delle iniziative.

Il sito produttivo di Igor a Cameri (NO)

Investendo in Alimenta

Produzioni, Fondo

Italiano accompagna il percorso di crescita di uno dei principali player nazionali nella produzione di piadina, pinsa e altre specialità regionali.

ITITOLO TITOLO

UNA PIATTAFORMA INDUSTRIALE PER I PRODOTTI DA FORNO SALATI

Fondo Italiano d’Investimento Sgr è entrato con una quota di maggioranza nel capitale di Alimenta Produzioni Srl, azienda italiana attiva nella produzione di piadina, pinsa e specialità regionali da forno salate, tra i principali operatori nazionali del settore. L’operazione, realizzata tramite il Fondo Italiano Agri&Food - FIAF, veicolo settoriale dedicato al sostegno delle eccellenze della filiera agroalimentare nazionale, avviene in partnership con l’attuale management, che resterà alla guida dell’azienda e parteciperà all’investimento a sostegno del percorso di sviluppo industriale e della crescita di medio-lungo periodo. Costituita nel 2013 e con sede principale a Riccione, Alimenta è guidata dal fondatore e Ceo Valter Baldacci insieme ai soci Alberto Fenati e Matteo Federici, impiega 265 dipendenti e nell’esercizio 2025 ha realizzato ricavi per circa 50 milioni di euro. La società si è affermata in poco più di un decennio come uno dei principali operatori nazionali nel mercato della piadina romagnola IGP, segmento in cui detiene una

posizione di leadership, ampliando progressivamente il proprio portafoglio prodotti alla pinsa e ad altre categorie di prodotto affini. L’azienda, che si rivolge prevalentemente alla Grande Distribuzione Organizzata, ha sviluppato nel tempo una piattaforma industriale solida e strutturata, articolata su tre principali hub produttivi e logistici tra Emilia-Romagna e Marche. Accanto al mercato domestico, Alimenta ha progressivamente rafforzato la propria presenza sui mercati esteri, che oggi rappresentano oltre un terzo dei ricavi complessivi, con attività in diversi Paesi europei – in particolare Regno Unito, Germania, Olanda, Polonia e Nord Europa – oltre che in Australia e negli Stati Uniti. Questo percorso di internazionalizzazione è stato sostenuto da un rilevante piano di investimenti industriali che, negli ultimi anni, ha portato alla realizzazione di impianti altamente automatizzati e tecnologicamente avanzati. In particolare, il recente avvio del nuovo stabilimento dedicato alla produzione di pinsa consen-

te oggi all’azienda di disporre di una significativa capacità produttiva ancora da saturare, creando le condizioni per un’ulteriore accelerazione della crescita, soprattutto oltreconfine.

UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO

L’ingresso di Fondo Italiano è finalizzato a supportare una nuova fase di sviluppo, accompagnando Alimenta nel rafforzamento della propria presenza internazionale, anche attraverso il prodotto pinsa, che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa e rappresenta oggi circa il 30% del fatturato della società, nonché nel consolidamento della leadership sul mercato italiano. In tale contesto si inserisce anche lo sviluppo di linee innovative, come quelle basate sulla farina Altograno, caratterizzate da un elevato contenuto naturale di proteine e fibre. Questo progetto, in particolare, è stato sviluppato in partnership con Molino Casillo, storica realtà pugliese produttrice di farine e semole d’eccellenza, di cui Alimenta è

licenziataria esclusiva per le proprie categorie di prodotto, e rappresenta uno degli elementi distintivi dell’offerta della società oltre che una leva strategica per intercettare le nuove tendenze di consumo orientate a prodotti premium e “better-for-you”. Il piano di crescita condiviso prevede inoltre una crescente attenzione allo sviluppo del canale Ho.Re.Ca., con particolare riferimento ad alcune geografie strategiche, ed ulteriori investimenti industriali, tra cui la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo, per rispondere in modo flessibile alle evoluzioni dei diversi mercati in cui il gruppo opera. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata ai temi ESG, in linea con l’approccio di investimento del FIAF. Alimenta ha già avviato un percorso strutturato in ambito di sostenibilità, testimoniato dalla redazione su base volontaria del bilancio di sostenibilità, e proseguirà nel rafforzamento delle pratiche ambientali, sociali e di governance anche facendo leva sul supporto e sull’esperienza maturata da

Fondo Italiano in tali ambiti, a supporto di una crescita responsabile e di lungo periodo.

“Alimenta rappresenta una piattaforma industriale solida, con un posizionamento distintivo e significative opportunità di sviluppo, in particolare sui mercati internazionali”, sottolinea Pier Felice Murtas, Senior Partner di Fondo Italiano d’Investimento SGR. “Con l’attuale management guidato da Valter Baldacci, di cui apprezziamo il lavoro realizzato in così pochi anni dalla fondazione della società, condividiamo una visione orientata al medio-lungo periodo: insieme intendiamo accompagnare il gruppo in una nuova fase del suo percorso, facendo leva su investimenti industriali, sviluppo della base clienti e rafforzamento della struttura organizzativa, con una piena valorizzazione delle competenze interne”. Aggiunge Valter Baldacci, Ceo della società: “L’ingresso di un partner come Fondo Italiano d’Investimento rappresenta un passaggio chiave per Alimenta e ci consente di dare ulteriore impulso agli investimenti a supporto del percorso industriale già in corso. In questo contesto continueremo a integrare in modo strutturato l’attenzione alle tematiche ESG nelle nostre scelte operative, come parte di un approccio orientato alla creazione di valore nel lungo periodo”. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre 2026 ed è subordinato alle usuali condizioni legate ai requisiti di legge. Con questa ulteriore iniziativa, il Fondo Italiano Agri&Food - FIAF prosegue l’attuazione della propria strategia di investimento a sostegno di imprese italiane della filiera agroalimentare caratterizzate da solide basi industriali, forte identità di prodotto e significative prospettive di crescita, sia in Italia sia sui mercati internazionali. FIAF detiene già nel proprio portafoglio le società Corradi e Ghisolfi (Corte de’ Frati, Cremona), Pasta Berruto (Carmagnola, Torino), Trinità - Industria Salumi (Vallese di Oppeano, Verona), Scatolificio del Garda (Pastrengo, Verona) e Santangelo Group (Terni).

Il team di FIAF - Fondo Italiano Agri&Food

Organizzata da Cama Group e Omet, in collaborazione con Confindustria

Lecco e Sondrio, la terza edizione del Tech4StudentsDay ha coinvolto oltre 300 giovani: “Aprire le nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale”.

ITITOLO TITOLO

DALLA SCUOLA ALLA FABBRICA DEL FUTURO

Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro. Questo il titolo della terza edizione del Tech4StudentsDay, fortunata formula creata dalle aziende del Lecchese Cama Group e Omet Srl, in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio, per favorire l’incontro fra studenti e imprese. L’iniziativa mette al centro il tema considerato cruciale per l’avvenire della nostra industria: lo sviluppo di competenze sul territorio. Sono stati oltre 300 gli studenti coinvolti dalla giornata dedicata all’orientamento dei ragazzi e alla scoperta delle professioni tecniche e industriali, che si è svolta presso le sedi delle due aziende a Molteno (LC). Due i momenti fondamentali della giornata: le visite aziendali delle scuole del territorio, e la talk serale con Luigi Mazzola, ingegnere di pista ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale. L’evento, articolato in diversi momenti della giornata, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, aziende, famiglie, stampa e soprattutto numerosi studenti provenienti da

diversi istituti del territorio lecchese (Liceo Scientifico Grassi, Liceo Scientifico Leopardi, Istituto Maria Ausiliatrice, IIS Badoni di Lecco, Fiocchi e CFP Aldo Moro). Durante la giornata, i ragazzi hanno visitato le sedi produttive delle aziende e visto da vicino tecnologie e processi produttivi, confrontandosi direttamente con professionisti del settore e approfondendo i relativi ruoli aziendali.

“OGGI

AL CENTRO DELL’IMPRESA C’È LA PERSONA”

Nel tardo pomeriggio, le due aziende hanno ospitato un evento aperto al pubblico che ha registrato oltre 100 partecipanti: una Tech Talk sul tema “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro”. L’incontro, moderato dal giornalista Luca Viscardi, è stato anche un’importante occasione di networking istituzionale sul rapporto tra scuola e mondo del lavoro.

L’introduzione è stata affidata ad Annalisa Bellante, vicepresidente di Cama Group ed esperta, oltre che appassionata,

di formazione: “La persona è al centro dell’impresa di oggi, per questo investiamo in training, welfare, sport, ma anche in cultura, arte e bellezza, tutti elementi che concorrono nell’obiettivo di migliorare il modo di lavorare e di fare squadra: un concetto ben testimoniato dall’opera che abbiamo installato in azienda, la Siphonophora, un macrorganismo che è in realtà l’unione di tanti singoli organismi, quali possono considerarsi, nel nostro territorio, le imprese, le istituzioni e le scuole”, ha detto Bellante, che ha aggiunto: “Aprire le nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale. Le imprese del territorio rappresentano un patrimonio di competenze, innovazione e cultura del lavoro che può aiutare i ragazzi a orientarsi con maggiore consapevolezza nel loro futuro professionale”.

Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari: “La fabbrica che ci ospita

non è una semplice location, ma un messaggio, perché qui si trovano tecnologie e competenze. E dalla scuola alla fabbrica non deve esserci un salto, ma un percorso. È un dovere del sistema e di tutti i suoi attori lavorare sodo affinché questo percorso esista e sia denso di significato e di contenuto. Incontri come questo lo dimostrano”.

Mauro Piazza, Sottosegretario di Regione Lombardia con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha portato il saluto istituzionale, sottolineando come queste iniziative siano in linea con l’impegno della regione su orientamento, formazione e valorizzazione del capitale umano. Sono intervenuti anche Raffaele Cesana in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale e Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno.

Special guest del pomeriggio, Luigi Mazzola, che dopo la lunga esperienza come ingegnere di pista e manager in Ferrari, si dedica da molti anni al coa-

Le due aziende organizzatrici

Studenti di istituti del territorio lecchese in visita allo stabilimento di Cama Group a Molteno (LC)

L’intervento di Annalisa Bellante, vicepresidente di Cama Group, al Tech4StudentsDay ospitato nell’Innovation Park di Omet a Molteno (LC)

ching e alla formazione aziendale. Mazzola ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare se stessi seguendo le proprie passioni, coinvolgendo con i racconti della sua esperienza in Formula 1: “L’acquisizione di competenze è fondamentale ma da sola non basta. Serve sviluppare le capacità relazionali e l’intelligenza emotiva: per far scattare la motivazione bisogna anzitutto capire quali sono i valori su cui intendiamo costruire la nostra vita, bisogna capire chi siamo”. “La testimonianza dell’ingegner Mazzola ha ancora una volta fatto capire come la passione sia un elemento centrale per costruire il proprio futuro professionale e la tecnologia sia un campo ricco di opportunità”, ha commentato, tirando le somme dell’intensa giornata, il Ceo di Omet Antonio Bartesaghi.

Cama Group è protagonista internazionale nella progettazione, ingegneria e produzione di sistemi di confezionamento secondario e soluzioni robotiche per il fine linea. In ambito alimentare, le sue tecnologie sono utilizzate soprattutto nei segmenti bakery, dolciario, caffè, gelato, latticini e piatti pronti. L’azienda integra robotica avanzata, soluzioni Industry 4.0 e automazione, garantendo elevata flessibilità, produttività e semplice gestione dei formati. Investe in ricerca e sviluppo oltre il 5% del fatturato. Ha una forte presenza internazionale con filiali e uffici in Europa, Usa, Australia, Cina e altre regioni. Omet è attiva dal 1963 nei settori stampa, tissue converting, movimentazione e cosmesi. Oggi conta oltre 500 dipendenti e un fatturato consolidato di oltre 150 milioni, con una solida presenza internazionale in tutti i mercati di riferimento. Il Gruppo opera attraverso aziende e business unit specializzate per settore, di cui le capofila sono: Omet Packaging Printing; Omet Tissue Converting; Omet Systems in Motion; O-PAC.

“Questi sono i valori fondanti su cui la nostra azienda è nata e ai quali oggi punta per esprimere il proprio miglior risultato. Nell’industria manifatturiera i giovani possono trovare percorsi professionali di alto livello, fondati su lavoro di squadra, innovazione, ricerca e dimensione internazionale. Auguro loro di trovare nel lavoro la realizzazione, la felicità, che siano sempre motivati e mai stanchi di mettersi in gioco”. Il Tech4Students Day creato e promosso da Omet e Cama si conferma un appuntamento strategico per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e rafforzare il dialogo tra sistema educativo e tessuto produttivo del territorio.

INGREDIENTE CON IMPRONTA DI CARBONIO INFERIORE ALL’UOVO LIQUIDO

Il gruppo CSM Ingredients, che fa parte di Nexture, ha annunciato i risultati di una valutazione dell’impronta di carbonio di Egg ’n Easy, la propria soluzione per la riduzione dell’uovo nelle applicazioni bakery che – si legge in una nota dell’azienda – “conferma un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto all’uovo liquido convenzionale”. La verifica, validata in collaborazione con HowGood – piattaforma di sustainability intelligence e società di ricerca indipendente che gestisce un ampio database globale sulla sostenibilità dei prodotti alimentari – evi-

denzia che Egg ’n Easy, diluito in acqua e utilizzato come sostituto dell’uovo nei prodotti da forno, presenta un’impronta di carbonio pari a 0,38 kg di CO2 e per kg.

“A fronte di un’impronta di carbonio tipica dell’uovo liquido pari a 4,54 kg di CO2 e per kg – dichiara ancora l’azienda – il confronto conferma che Egg ’n Easy consente una riduzione dell’impatto ambientale di circa il 91%”.

Christian Sobolta, Ceo del gruppo CSM Ingredients: “Offrendo alternative a minore impatto, supportate da dati rigorosamente validati, possiamo aiutare i nostri partner a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità, preservando al contempo la qualità che i consumatori si aspettano”.

Una recente ricerca di MintelSustainability in Food and Drink, Europe 2024 evidenzia che, sebbene gusto e prezzo rimangano i principali driver di acquisto, i consumatori mostrano una crescente propensione verso prodotti che presentano claim di sostenibilità, a parità di performance e fascia di prezzo.

Allo stesso tempo, i temi legati alla

sostenibilità – inclusa l’impronta di carbonio – non risultano ancora pienamente compresi dal consumatore finale, rendendo sempre più centrale, per l’industria, la disponibilità di dati solidi, comparabili e validati.

In questo scenario, Egg ’n Easy supporta i produttori alimentari nel: ridurre la dipendenza dalle uova in un contesto di volatilità dei prezzi e criticità di approvvigionamento; mantenere elevati standard di qualità e funzionalità del prodotto finito; adottare scelte di ingredienti a minore impatto ambientale, fondate su dati misurabili e verificati.

Egg ’n Easy è parte del portafoglio di soluzioni per la riduzione delle uova del gruppo CSM Ingredients, sviluppato per un’ampia gamma di applicazioni bakery, tra cui torte, muffin, brioches, waffle, pancake e pan di spagna.

Sviluppata integrando competenze avanzate di panificazione e knowhow sugli ingredienti di origine vegetale, la gamma Egg ’n Easy consente la sostituzione parziale o totale dell’uovo, preservando texture, struttura e profilo sensoriale.

LA FDA AMPLIA GLI USI CONSENTITI DEI COLORANTI BLU DA SPIRULINA

La Food and Drug Administration ha ampliato gli usi consentiti dell’estratto di spirulina come additivo colorante, permettendone l’impiego in generale in tutti gli alimenti. La decisione favorisce una diffusione più ampia dei co-

loranti blu naturali nell’industria alimentare degli Stati Uniti. L’estratto di spirulina è stato il primo colorante blu naturale approvato per uso alimentare negli Stati Uniti. I suoi utilizzi consentiti sono stati ampliati progressivamente attraverso diverse modifiche normative, tra cui l’autorizzazione all’uso nelle bevande nel 2022.

Ognuna di queste estensioni è stata sostenuta da petizioni presentate da GNT, azienda che produce i coloranti EXBERRY® a partire da frutta, verdura e piante non OGM. Questo aggiornamento è rilevante

per le applicazioni nel settore della panificazione, dove la domanda di tonalità verdi naturali continua a crescere e spesso dipende dalla disponibilità di soluzioni blu naturali. Storicamente, l’estratto di spirulina è stato utilizzato in decorazioni, ripieni e rivestimenti, con un impiego più limitato direttamente negli impasti e nelle pastelle da forno. Percorsi normativi più chiari ora permettono una pianificazione più sicura per l’utilizzo di coloranti di origine vegetale in queste applicazioni, comprese proposte ispirate ai gusti pistacchio e matcha e alle offerte stagionali.

DALLE MELE UNA FARINA RICCA DI FIBRE E SENZA GLUTINE

Dalla tradizione delle mele del Trentino Alto Adige nasce nuvela, la farina firmata VOG Products, player nella lavorazione della frutta da 60 anni.

Nuvela è stata presentata lo scorso gennaio al Sigep di Rimini. Per l’occasione, VOG Products ha creato una sinergia con Matteo Cunsolo – titolare de “La Panetteria” di Parabiago (MI), presidente dell’Associazione Panificatori Confcommercio di Milano e provincia e presidente di Richemont Club Italia – che ha utilizzato nuvela per la preparazione di biscotti e grissini.

Prodotta con mele coltivate da famiglie di frutticultori locali, nuvela è realizzata attraverso un procedimento brevettato da VOG Products, che rimuove semi e peduncoli e consente di

valorizzare le componenti più ricche di nutrienti e più adatte ad essere trasformate in farina.

Grazie a questa tecnologia, VOG Products riesce a produrre una farina naturale, ricca di fibre e senza glutine: un ingrediente innovativo per formulazioni che coniugano gusto, funzionalità e sostenibilità.

Nuvela è una farina altamente versatile, senza additivi, rivelandosi un super-ingrediente per pro-

Listello passacavo per l‘industria alimentare

Listello passacavo per cavi con connettore per l‘industria alimentare con grado di protezione IP65, compatibile con le aperture dei connettori industriali.

www.icotek.com

dotti da forno come pane e biscotti oppure pasta, dolci e specialità di alta pasticceria. Con il 60% di fibre, nuvela è una fonte eccezionale di fibre alimentari e, in più, contiene vitamine, sali minerali e antiossidanti come i polifenoli.

Grazie a queste caratteristiche, supporta uno stile di vita salutare ed equilibrato. È noto – e confermato da numerosi studi – che un elevato apporto di fibre contribu-

isce al senso di sazietà e al mantenimento dei livelli di colesterolo e glicemia.

Naturalmente priva di glutine, il processo di produzione brevettato da VOG Products rappresenta anche un’alternativa innovativa per i celiaci, mentre lo zucchero naturale riduce la necessità di dolcificanti raffinati nella lavorazione, a beneficio di un prodotto finale più sano e genuino.

Il target comprende operatori B2B nel settore alimentare: trasformatori e produttori ovunque si utilizzi farina, come panifici, pasticcerie, pastifici, oltre a canali HoReCa, gastronomia, distributori food service e produttori di farine interessati a soluzioni innovative e funzionali.

Ti interessa?

Richiedi ora il tuo campione gratuito

STAND OUT: COSÌ FARAVELLI RACCONTA I SUOI PRIMI 100 ANNI

Nel 2026 Faravelli celebra 100 anni di storia, un anniversario che diventa occasione narrativa e progettuale per ridefinire il proprio posizionamento e raccontare cosa significa oggi distinguersi davvero.

Nasce così Stand Out, la nuova campagna corporate dell’azienda milanese a conduzione familiare, fondata nel 1926 da Giusto Faravelli – imprenditore visionario e appassionato di fotografia – e oggi realtà internazionale nella distribuzione di materie prime per l’industria chimica, farmaceutica, cosmetica, alimentare, nutraceutica e petfood.

Stand Out non è solo un claim, ma una piattaforma di comunicazione. Un invito a emergere che prende forma in un linguaggio audace e human-to-human. In un contesto competitivo sempre più complesso, per

I processi di frittura sono impegnativi: richiedono temperature costanti, olio pulito e un ambiente igienicamente sicuro. Le farine tradizionali per spolveratura o separazione, con un elevato contenuto di particelle fini, possono penetrare nel bagno d’olio e depositarsi sul fondo della friggitrice. Ciò compromette il trasferimento di calore e accelera il degrado dell’olio, con conseguente aumento delle operazioni di pulizia, cambi d’olio più frequenti e costosi tempi di fermo macchina.

Per affrontare queste problematiche, GoodMills Innovation ha sviluppato TIPTOP®, una farina di processo termicamente modificata e a bassa polverosità, con eccellenti prestazioni di separazione e pratica-

Faravelli la qualità delle materie prime è fondamentale, ma rappresenta solo il punto di partenza. La vera diffe renza nasce dall’incontro tra visione, competenza, velo cità e capacità di costruire soluzioni su misura.

Sono questi “gli ingredienti giusti” per avere successo. Stand Out si sviluppa come un ecosistema creativo ampio e coerente, declinato su molteplici touchpoint: pagine ADV, materiali social, video, banner digitali, strumenti per fiere ed eventi, contenuti above the line e below the line. La creatività gioca su un meccanismo immediato e rico noscibile: la headline cattura subito l’attenzione, mentre il soggetto sembra uscire dalla pagina, travolto dalla sod disfazione, diventando parte attiva della scena.

L’identità visiva della campagna è immediatamente rico noscibile e non convenzionale. Ogni soggetto è caratte rizzato da un colore divisionale e da un QR code che apre a contenuti dinamici e inattesi.

Il progetto è stato sviluppato insieme all’agenzia creativa Puzzle di Milano.

A rafforzare il racconto, il logo ideato per il centenario: compatto ed essenziale, un segno grafico che sintetizza equilibrio, solidità e slancio verso il futuro.

Stand Out è un progetto che parla a chi comunica, a chi decide, a chi costruisce valore ogni giorno. Anche nel B2B, infatti, distinguersi significa saper raccontare il proprio valore.

“Con gli ingredienti giusti – e il partner strategico giusto – distinguersi dalla concorrenza non è difficile. È naturale”: è questa la promessa che Faravelli sceglie di raccontare nel suo anno più importante.

FARINA DI PROCESSO A BASSA POLVEROSITÀ PER FRITTURE PULITE

mente priva di particelle aerodisperse. TIP-TOP è prodotta mediante un processo idrotermico puramente fisico che modifica la struttura dell’amido e riduce significativamente la frazione di particelle fini. Il risultato è una farina secca e scorrevole, caratterizzata da una formazione di polvere estremamente ridotta.

“Durante la frittura, TIP-TOP forma uno strato uniforme e asciutto sulla superficie dell’impasto che aderisce in modo controllato, il che significa che quasi nessuna particella entra nella friggitrice”, spiega Jürgen Senneka, Group Manager Application Services International di GoodMills Innovation. “Con le farine convenzionali, invece, sul fondo del bagno d’olio si forma

rapidamente uno strato di farina depositata, il cosiddetto sludge. Questo interferisce con il trasferimento di calore e richiede pulizie regolari”.

Senneka riporta un caso pratico in cui, con l’uso di TIP-TOP gli intervalli di pulizia sono passati da tre-quattro turni fino a 13 turni: un miglioramento di tre volte che comporta notevoli risparmi di tempo e costi.

Lo stand a Marca 2026 a Bologna

NEXTURE ACQUISISCE SIPRAL PADANA

Nexture Spa – gruppo globale specializzato nello sviluppo e nella produzione di ingredienti alimentari di alta qualità, detenuto da una società d’investimento gestita in modo indipendente e affiliata a Investindustrial VII

L.P. – ha firmato un accordo per l’acquisizione di Sipral Padana Srl, gruppo italiano specializzato nella produzione di ingredienti semilavorati a valore aggiunto per l’industria del food & beverage.

“Integrando le competenze di Sipral con la nostra presenza sui mercati globali, non solo ampliamo il portafoglio prodotti, ma rafforziamo anche la capacità di offrire competenze e soluzioni specializzate in diversi canali”, dichiara Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Nexture.

“Questa acquisizione strategica è un esempio della volontà di Nexture di contribuire alla diffusione e alla valorizzazione del know-how italiano e

degli ingredienti di alta qualità nel mondo”.

“Siamo entusiasti di unirci a Nexture e al suo azionista, Investindustrial”, commenta Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Sipral. “L’operazione rappresenta un’opportunità straordinaria per Sipral per potenziare il proprio percorso di crescita a livello internazionale ed espandere la propria presenza in Europa e oltre”.

A seguito dell’acquisizione di Frulact, l’acquisizione di Sipral segna una nuova tappa nell’ambiziosa strategia di crescita attraverso acquisizioni di Nexture.

Dall’entrata di Investindustrial, quando l’azienda includeva solo CSM Ingredients e generava 517 milioni di euro di fatturato, Nexture si è evoluta in un player globale nel settore degli ingredienti ad alto valore aggiunto, con ricavi annuali stimati di circa 1,2 miliardi di euro, includendo le due recenti

acquisizioni. A seguito del completamento delle acquisizioni di Frulact e Sipral, la presenza industriale del gruppo è destinata ad ampliarsi dagli 8 stabilimenti iniziali a 29 impianti a livello globale, di cui 2 in Nord America, 4 in Africa, 1 in Asia e i restanti 22 distribuiti in 8 paesi europei. Parallelamente, si prevede un incremento dei centri di ricerca e sviluppo dagli 8 di CSM Ingredients a 21, e della forza lavoro da 1.400 a oltre 2.800 dipendenti.

LA PRIMA LINEA INDUSTRIALE PER LA PRODUZIONE DI FARINA D’OLIVA

PhenOlives, startup israeliana del settore food-tech pioniera nell’innovazione sostenibile degli ingredienti derivati dai sottoprodotti dell’oliva, ha annunciato l’avvio operativo della prima linea industriale completamente automatizzata e continua dedicata alla produzione di farina d’oliva. Installata a fine 2025 nel pluripremiato

frantoio ASSI a Emek Hama’ayanot (Valle delle Sorgenti), la linea ha già prodotto 10 tonnellate di farina d’oliva nella sua prima stagione operativa, segnando il passaggio dalla fase pilota alla vera produzione commerciale. Questo risultato rende PhenOlives la prima e unica azienda al mondo a trasformare la sansa d’oliva – a lungo considerata un costoso rifiuto – in un ingrediente alimentare standardizzato e pronto per il mercato su scala industriale.

“Su circa 25.000 frantoi nel mondo, oggi ce n’è uno che trasforma i rifiuti dell’olio in un prodotto economicamente sostenibile”, ha dichiarato Chen Lev-Ari, CEO di PhenOlives. “Disponiamo ora di un sistema automatizzato funzionante all’interno di un vero frantoio, che produce tonnellate di prodotto finito”. Il traguardo arriva in un momento cri-

tico per l’industria dell’olio d’oliva. La variabilità climatica ha ridotto le rese in alcune aree d’Europa, aumentando la pressione sulla redditività dei frantoi, mentre l’impatto ambientale e i costi di smaltimento della sansa aggravano ulteriormente la situazione. Il sistema PhenOlives affronta entrambe le sfide: riduce volumi e costi di smaltimento convertendo i sottoprodotti in ingredienti; crea una nuova fonte di ricavi da materiale precedentemente considerato rifiuto; opera in parallelo alla produzione di olio, con personale minimo e senza processi chimici.

“Non è solo sostenibilità, è un’opportunità di business”, ha aggiunto LevAri. “I frantoi possono diversificare i ricavi, stabilizzare i profitti nelle stagioni difficili e diventare produttori di ingredienti senza modificare le operazioni principali”.

ABBATTERE I CONSUMI ENERGETICI NELL’INDUSTRIA DEI SUCCHI

L’industria dei succhi di frutta potrebbe abbattere del 20% i consumi elettrici e del 60% quelli termici, se adottasse l’innovativa tecnologia a campi elettrici pulsati PEF con recupero di calore dalla pastorizzazione. È quanto emerge da una ricerca condotta da Enea, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno.

Lo studio ha analizzato vari livelli di efficienza nel recupero del calore e tre diverse temperature di preriscaldamento del succo di frutta (35°C, 45°C e 55°C) prima del trattamento PEF, utilizzando come caso studio un impianto industriale di medie dimensioni che tratta 16,5 milioni di litri di succo d’arancia all’anno. L’obiettivo era valutare i consumi energetici, la sostenibilità economica e l’impatto ambientale rispetto alla pa

ta da alta temperatura e breve durata. “L’adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili è fondamentale per ridurre consumi energetici e dipendenza dal gas dell’industria alimentare”, spiega Giovanni Landi, ricercatore del Laboratorio Enea Soluzioni integrate per l’efficienza energetica e coautore dello studio insieme ai colleghi Miriam Benedetti e Matteo Sforzini e ai ricercatori Gianpiero Pataro ed Elham Eslami dell’Università di Salerno. “Le tecnologie non termiche, come i campi elettrici pulsati – aggiunge Landi – possono rappresentare un’interessante alternativa o una possibile integrazione ai metodi termici tradizionali per la conservazione degli alimenti liquidi. La configurazione più efficiente, sia dal punto di vista energe-

Nel trattamento PEF, il succo di frutta viene esposto a impulsi elettrici di brevissima durata ed elevata intensità che danneggiano le membrane cellulari di lieviti e batteri patogeni, riducendo in modo significativo la carica microbica. Inoltre, la tecnologia PEF, che può essere facilmente integrata alle linee produttive esistenti, preserva la qualità del prodotto, mantenendo valore nutrizionale, sapore e colore fino a tre settimane.

Protocolli HACCP semplificati

Tracciabilità degli ingredienti

Etichette solubili in acqua

Meno sprechi alimentari

IN ITALIA IL LABORATORIO EUROPEO PER LO SMART

FOOD

Micro4Food è partner del progetto Smart Protein, che ha l’obiettivo di sviluppare alimentari alternativi utilizzando proteine vegetali: dalla pasta ai formaggi, dallo yogurt ai sostituti della carne.

Utilizzare proteine vegetali per creare nuovi alimenti – dalla pasta ai formaggi freschi fino allo yogurt e ai sostituti della carne – più sostenibili ma allo stesso tempo buoni e nutrienti. È questa la sfida al centro del progetto europeo Smart Protein, finanziato dall’Unione Europea, che riunisce università italiane, estere, centri di ricerca e aziende di diversi Paesi con l’obiettivo di ripensare il sistema alimentare puntando su fonti proteiche alternative.

Micro4Food, il laboratorio di microbiologia degli alimenti della Libera Università di Bolzano, partner del progetto, ha sviluppato e validato prototipi di nuovi

prodotti a base di proteine di lenticchie, fave, ceci, quinoa e ingredienti derivati da funghi e lieviti, sfruttando tecnologie come fermentazione, estrusione e trattamenti ad alta pressione. I risultati mostrano che è possibile ottenere alimenti con proteine vegetali con buone caratteristiche di gusto, struttura e valore nutrizionale, risultando una valida alternativa ai prodotti tradizionali.

“Smart Protein è un vero cantiere europeo degli alimenti del futuro”, spiega la professoressa Raffaella Di Cagno, della Libera Università di Bolzano, responsabile di Micro4Food. “Lavoriamo con partner di tutta Europa per trasformare legumi, pseudocereali e sottoprodotti dell’industria alimentare in ingredienti ad alto valore aggiunto, così da proporre ai consumatori pasta, formaggi freschi e yogurt vegetali che siano buoni, sicuri e più sostenibili”.

PASTA E CRACKER PROTEICI A BASE DI FARINA DI LENTICCHIE ROSSE E “PASTA REGRIND”

In collaborazione con partner industriali, tra cui un grande gruppo europeo della pasta, i ricercatori di Micro4Food hanno messo a punto cracker e pasta arricchiti con proteine isolate di lenticchia rossa (Red Lentil Protein Isolate, RLPI) e con “pasta regrind”, un sottoprodotto della produzione industriale di pasta tradizionale. Grazie alla fermentazione con lieviti e batteri lattici selezionati e all’utilizzo di “lievito madre” a base di questi ingredienti, è stato possibile ottenere prodotti con una buona struttura, una migliore digeribilità e un profilo sensoriale apprezzato nei test.

“La novità non sta solo nell’uso di proteine vegetali, ma anche nel recupero intelligente degli scarti”, sottolinea il ricercatore Andrea Polo. “Con il cosiddetto pasta regrind dimostriamo che è possibile fare economia circolare in un settore simbolo del made in Italy, riducendo sprechi e consumi di risorse senza sacrificare la qualità del prodotto”.

FORMAGGI

VEGETALI:

LEGUMI, MICELI FUNGINI E FERMENTAZIONE

Un altro fronte cruciale dell’attività di Micro4Food riguarda lo sviluppo di alternative vegetali ai formaggi. I ricercatori hanno creato “Cream cheese” vegetali a base di legumi e avocado, formaggi freschi ibridi ottenuti combinando farine derivate dalla fermentazione fungina di sottoprodotti dell’industria birraria con altre fonti vegetali, fermentati con ceppi selezionati di batteri lattici.

Questi prodotti mostrano buone proprietà di consistenza, tenuta all’acqua e stabilità, oltre a un contenuto proteico comparabile a quello degli yogurt tradizionali e un profilo sensoriale giudicato positivo nei test di assaggio. In alcuni casi, la fermentazione ha aumentato la biodisponibilità di composti fenolici ad azione antifungina, con potenziali benefici anche sulla conservabilità.

“Le alternative vegetali ai formaggi non sono più un prodotto di nicchia”, commenta Olga Nikoloudaki, ricercatrice di unibz del Micro4Food. “Formaggi freschi a base di legumi possono diventare una scelta quotidiana anche per chi non è vegano, ma vuole ridurre l’impatto ambientale della propria dieta. La fermentazione ci permette di migliorare gusto, digeribilità e stabilità, avvicinando questi prodotti alle aspettative dei consumatori”.

ALTA PRECISIONE NEL PROCESSO ENOLOGICO

Vinext Spa, protagonista nelle biotecnologie e nelle tecnologie applicate all’enologia, alla brassicoltura e al settore agroalimentare, annuncia una collaborazione con Purcari Wineries, parte del Purcari Group, realtà di riferimento internazionale nel panorama vitivinicolo e la più grande cantina della Moldova.

La partnership si fonda su una visione condivisa di eccellenza, innovazione e sostenibilità, e prevede l’adozione da parte di Purcari di diverse soluzioni tecnologiche sviluppate da Vinext, tra cui anche la più recente innovazione Next EquiFree®, frutto di anni di ricerca e sviluppo.

Next EquiFree rappresenta una piattaforma tecnologica avanzata basata su una membrana altamente selettiva e non invasiva, progettata per intervenire in modo mirato sui componenti del vino, preservandone la struttura, la complessità, il bouquet e l’espressività varietale. A differenza dei metodi tradizionali, la tecnologia si distingue per l’elevata precisione del processo e per il ridotto consumo energetico, in linea con i più avanzati criteri di sostenibilità ambientale.

La scelta di Vinext da parte di Purcari conferma l’attenzione del Gruppo verso le più moderne tecnologie applicate all’enologia e il costante impegno nella ricerca di soluzioni capaci di coniugare qualità, innovazione e rispetto per l’identità del prodotto.

Questa collaborazione rafforza il posizionamento di Vinext come partner tecnologico di riferimento per i principali player del settore vitivinicolo internazionale e testimonia come tradizione e innovazione possano dialogare per affrontare le sfide del mercato globale contemporaneo.

Salvatore

Vignola, CEO di Vinext

Una soluzione intelligente di Behn + Bates integra confezionatrice, applicatore di sacchi a valvola e sistema di scarico, massimizzando igiene, efficienza energetica e rapidità di installazione.

ITITOLO TITOLO SISTEMA INTEGRATO PER IL CONFEZIONAMENTO

La serie INTEGRA® IV di Behn + Bates per sacchi a valvola porta igiene ed efficienza energetica a un nuovo livello nel settore del confezionamento alimentare. L’innovativa serie Integra IV presenta un sistema completo Plug and Pack che integra macchina confezionatrice, applicatore di sacchi e sistema di scarico, massimizzando l’igienicità operativa e riducendo al minimo tempi e costi di installazione e avviamento.

“La serie Integra IV soddisfa le esigenze specifiche di una vasta gamma di prodotti alimentari e semplifica il lavoro dei produttori. Ogni macchina viene configurata su misura tramite un sistema di configurazione dedicato”, ha dichiarato Christoph Ransiek, Sales Manager di Behn + Bates. “Per i clienti che cercano una soluzione di confezionamento più pulita e silenziosa, Integra IV rappresenta un’alternativa convincente alle macchine carenate o non carenate nei settori in cui igiene, sicurezza e flessibilità sono priorità assolute”. Preassemblata, la serie Integra IV include un’unità di insacco

e un applicatore di sacchi integrati nella struttura esterna. Nella nomenclatura “Integra IV”, la lettera “I” sta per “integrated” (integrata) e la lettera “V” per “valve bag” (sacco a valvola).

La macchina carenata supporta fino a quattro bocche di riempimento, con un’ampia gamma di lunghezze e larghezze dei sacchi. Può essere equipaggiata con un’unità di riempimento e dosaggio a girante oppure ad aria. Il termine tedesco per girante è “turbine”, mentre per aria è “luft”. Di conseguenza, la Integra IV diventa una IVT se dotata di girante oppure una IVL se equipaggiata con tecnologia pneumatica. Completamente equipaggiata con il sistema di pesatura MEC 4.0, la Integra IV di Behn + Bates consente la comunicazione completa lungo l’intera linea. Il nuovo sistema di interfaccia uomo-macchina (HMI), con PC industriale (IPC) integrato, permette di adattare la macchina a uno specifico settore industriale, garantendo prestazioni ottimali senza complessità superflue. È dotata di un pannello operatore

Linee di insacco per l’industria alimentare

Behn + Bates è il marchio del gruppo Haver & Boecker specializzato in macchine di riempimento sacchi di alta qualità, con un focus particolare sull’industria alimentare. Behn + Bates fornisce linee di insacco completamente automatiche per i settori molitorio, dell’amido, del cacao e dello zucchero, oltre a macchine di riempimento ad elevato standard igienico per alimenti per l’infanzia e prodotti farmaceutici, pallettizzatori,

impianti per il riempimento di liquidi e sistemi di stoccaggio. Grazie a filiali e rappresentanti operanti a livello globale, Behn + Bates offre soluzioni ai propri clienti in oltre 60 Paesi nel mondo. Il concetto PROcheck mira a implementare sistemi completi, soluzioni digitali, progettazione di materiali di imballaggio e ottimizzazione della gestione dei ricambi e della manutenzione.

touch da 15,6 pollici riprogettato per migliorare l’usabilità.

La struttura carenata è stata completamente ripensata. Tutti i componenti critici sono sospesi anziché montati a pavimento, così da contenere la polvere durante il processo di riempimento e mantenere un ambiente più pulito. Per facilitare la pulizia, la cabina presenta ampie aperture e porte dal nuovo design flessibile, che riducono i tempi di pulizia interna fino al 50%. Anche il magazzino sacchi e la sedia di supporto si aprono per garantire maggiore accessibilità e facilità di intervento da parte dell’operatore. Il braccio applicatore è ora in grado di compiere movimenti diagonali oltre a quelli orizzontali e verticali, aumentando la velocità operativa fino al 10%. Tutte queste caratteristiche convergono in un design che supporta un livello completamente nuovo di standard igienici e di controllo degli allergeni,

richiesto dagli impianti alimentari. I quadri elettrici montati su supporti orientabili aumentano l’accessibilità per manutenzione e riparazioni.

Pneumatica ed elementi di rivestimento sono centralizzati in un unico spazio facilmente accessibile, con cavi e tubazioni fissati alle strutture attraverso il tetto della macchina, progettato per proteggere i componenti elettrici.

EQUIPAGGIAMENTO

CON TECNOLOGIA IA

L’ultima generazione Integra può essere equipaggiata con una tecnologia IA specializzata, denominata suite di prodotti QUAT²RO®

QUAT²RO BAGcheck elimina il problema dell’inserimento del prodotto corretto nel sacco sbagliato, un errore comune che genera milioni di euro in resi e accrediti. Il sistema scansiona il sacco vuoto per verificare che corrisponda alle specifiche definite dall’operatore. Se il

INTEGRA IV di Behn + Bates per sacchi a valvola

sacco posizionato sulla bocca di riempimento non è corretto, il processo non si avvia.

QUAT²RO VALVEcheck consente di aumentare la produzione in media del 10%, rilevando se la valvola del sacco è sufficientemente aperta per garantire un’applicazione precisa. I sacchi con apertura non corretta vengono scartati e sostituiti automaticamente.

QUAT²RO MATEXcheck riduce i rischi legati allo scoppio dei sacchi, aumentando la sicurezza degli operatori ed eliminando ore di pulizia. Il sistema MATEX utilizza una telecamera ad alta definizione per monitorare il sacco durante il riempimento e arresta immediatamente la macchina in caso di rottura. A differenza dei sistemi standard basati sull’aumento di peso, che possono impiegare diversi minuti per fermarsi, questo sistema interviene in pochi secondi.

QUAT²RO SEALcheck rileva chiusure errate o difettose dei sacchi, affrontando la seconda causa più frequente di reclamo da parte dei clienti. Sebbene la tecnologia di sigillatura a ultrasuoni garantisca elevata affidabilità e ampia accettazione nel settore, diversi fattori – come l’architettura del sacco, il tempo di applicazione della saldatura a ultrasuoni e il volume di prodotto nella valvola durante la chiusura – possono influire sulla qualità della sigillatura. Monitorando ogni sacco durante il trasporto dalla confezionatrice al pallettizzatore, SEALcheck garantisce che i sacchi non correttamente sigillati non lascino lo stabilimento.

Le tecnologie di pesatura e ispezione di Minebea Intec supportano gli alti requisiti di igiene dell’industria alimentare: assicurano quantità di riempimento corrette, rilevano corpi estranei e sono progettate in modo da essere pulite facilmente.

SE L’IGIENE INIZIA DAL DESIGN

Nell’industria alimentare, chimica, farmaceutica e cosmetica, l’igiene non è un’opzione, ma un prerequisito per prodotti sicuri e processi stabili. Le moderne tecnologie di pesatura e ispezione danno un contributo decisivo in tal senso: assicurano quantità di riempimento corrette, rilevano corpi estranei e aiutano i produttori a mantenere in

modo affidabile standard di qualità elevati. Allo stesso tempo, i sistemi utilizzati devono soddisfare gli alti requisiti igienici, in modo da poter essere puliti rapidamente, senza residui e in modo economico. La base di tutto ciò è il design igienico. Superfici lisce in acciaio inossidabile, geometrie arrotondate, costruzioni autodrenanti e la co-

Famiglia di prodotti MiNexx

stante assenza di spazi morti riducono il rischio di contaminazione microbiologica fin dall’inizio. “L’igiene non inizia solo con il processo di pulizia, ma già dalla fase di progettazione”, afferma Nils Hubrich, Product Manager di Minebea Intec. “I rischi possono essere ridotti al minimo in modo permanente solo se la progettazione e la scelta dei materiali sono corrette fin dall’inizio”. Il risultato è una tecnologia che protegge, riduce i tempi di inattività e rende gestibili i requisiti igienici.

EHEDG E NSF: DUE PROSPETTIVE CON UN UNICO OBIETTIVO

Linee guida chiare sono essenziali nelle industrie sensibili all’igiene. In Europa, le raccomandazioni dell’EHEDG (European Hygienic Engineering & Design Group) forniscono il quadro di riferimento per la progettazione. Esse descrivono come macchine, sistemi e componenti devono essere progettati per prevenire la contaminazione e consentire una pulizia efficace, a partire dalle finiture superficiali fino ai concetti di saldatura e sigillatura igienica.

Negli Stati Uniti, la NSF (National Sanitation Foundation) assume un ruolo diverso: testa e certifica i prodotti sulla base di standard vincolanti, confermando così la conformità ai

Piattaforme di pesatura MiNexx 3000

requisiti normativi, ad esempio in materia di materiali, sicurezza dei prodotti e produzione. Insieme, EHEDG e NSF forniscono un quadro completo: dalla progettazione igienica all’implementazione conforme agli standard per i mercati internazionali.

SISTEMI DI PESATURA PROGETTATI

IN MODO IGIENICO

Con la serie di prodotti MiNexx ® , Minebea Intec copre un’ampia gamma di applicazioni di pesatura industriale. Gli Indicatori di peso MiNexx registrano i segnali di misura con estrema precisione e controllano sia semplici processi di pesatura che applicazioni complesse come il riempimento o il controllo della quantità di riempimento. In combinazione con le piattaforme di pesatura MiNexx

Modulo di pesatura Novego

3000, che possono essere utilizzate come bilance da banco e da pavimento, si ottiene un sistema ad alte prestazioni per un’ampia gamma di requisiti, dai carichi leggeri alle robuste applicazioni industriali con carichi elevati. Una caratteristica fondamentale delle piattaforme di pesatura MiNexx 3000 è il loro design igienico costantemente implementato. Il design aperto e autodrenante, con superfici orizzontali esposte ridotte al minimo, impedisce l’accumulo di residui di prodotto. “Un buon design igienico si riconosce dal fatto che lo sporco non può accumularsi”, afferma Hubrich. “Questo riduce lo sforzo di pulizia e aumenta allo stesso tempo l’affidabilità del processo”. Anche le connessioni a vite, progettate in modo igienico e senza filettature esposte nella zona di contatto con il prodotto, contribuiscono a ridurre al minimo i rischi di contaminazione in modo mirato e ad evitare che si accumulino le impurità.

LE SUPERFICI COME FATTORE CHIAVE

Un’altra attenzione è rivolta al trattamento superficiale del materiale utilizzato. Le piattaforme di pesatura MiNexx 3000 utilizzano superfici in acciaio inossidabile satinato che combinano una struttura omogenea con un’elevata robustezza. Con una rugosità superficiale di soli 0,8 µm, le superfici sono particolarmente facili da pulire e allo stesso tempo resistenti alle sollecitazioni meccaniche della produzione quotidiana. “Rispetto alle superfici elettrolucidate, le strutture satinate sono più robuste nell’uso quotidiano e altrettanto affidabili in termini di igiene”, spiega Hubrich. “Questo è un chiaro vantaggio, soprattutto in condizioni di produzione reali”. Anche gli indicatori di peso MiNexx seguono questo approccio. I frontali in acciaio inox con lamina frontale integrata a filo evitano spigoli e spazi vuoti, mentre le classi di protezione

elevate come IP 69K consentono una pulizia sicura ad alta pressione e ad umido. I prodotti sono certificati NSF e sono stati sviluppati in conformità ai requisiti EHEDG: una prova degli alti standard igienici di Minebea Intec.

DESIGN IGIENICO ANCHE

NELLA TECNOLOGIA DI ISPEZIONE

I principi del design igienico giocano un ruolo centrale anche nelle bilance per serbatoi e nei sistemi di ispezione. Con il modulo di pesatura Novego®, Minebea Intec dimostra come il design igienico possa essere realizzato fin nei minimi dettagli. Il kit di montaggio integrato – composto da sistema di ritenuta a 360 gradi, protezioni contro il sollevamento e contro l’inclinazione – evita ulteriori transizioni e superfici di contatto, mentre le superfici orizzontali ridotte al minimo, la bassa rugosità superficiale e i materiali conformi alla FDA favoriscono

una facile pulizia.

Selezionatrice ponderale Flexus

Anche la tecnologia di ispezione, come la selezionatrice ponderale Flexus®, si concentra su design aperti senza corpi cavi, superfici di contatto ridotte e buona accessibilità. Ciò fa-

cilita l’ispezione e la pulizia e aumenta l’affidabilità del processo durante la produzione.

PROCESSI A PROVA DI FUTURO

La progettazione igienica è molto più di una semplice questione di dettagli costruttivi. È la base per processi produttivi sicuri, stabili ed efficienti nelle industrie sensibili all’igiene. Pensare all’igiene fin dall’inizio riduce i rischi, abbrevia i tempi di pulizia e di inattività e crea fiducia tra i revisori, i clienti e, in ultima analisi, i consumatori. Le moderne tecnologie di pesatura e ispezione danno un contributo decisivo in tal senso. Combinano una tecnologia di misurazione precisa con concetti di igiene costruttivi e rendono la pulizia gestibile, giorno dopo giorno, processo dopo processo. In questo modo, l’igiene non diventa un obbligo a valle, ma una parte integrante della produzione sostenibile.

ARIA COMPRESSA PRIVA DI CONTAMINAZIONE DA OLIO

I primi compressori d’aria a spirale Atlas Copco della gamma SFe, particolarmente adatta al settore alimentare, sono compatti, silenziosi e garantiscono aria 100% oil-free.

Annunciati in Svezia lo scorso dicembre, i primi compressori d’aria oil-free Atlas Copco a spirale della gamma SFe, prodotti in Italia con gruppi di compressione provenienti dal Belgio, sono ora disponibili sul mercato. Si tratta di macchine compatte e funzionali, progettate per applicazioni che richiedono aria compressa continua e completamente priva di olio per poche ore al giorno. L’aria priva di olio è indispensabile in numerosi processi industriali. Nel settore chimico-farmaceutico è fondamentale per mantenere gli ambienti sterili; nell’industria alimentare evita la contaminazione dei prodotti destinati al consumo; nell’elettronica di precisione previene fenomeni di corrosione e danni ai componenti. La qualità dell’aria compressa è regolata dalla norma ISO 85731, che definisce le classi di purezza. Atlas Copco è stata tra le prime aziende produttrici a sviluppare e promuovere la tecnologia dell’aria completamente oil-free e a ricevere la certificazione ISO 8573-1 relativa allo standard di purezza dell’aria.

I compressori della gamma SFe 2-6 sono stati progettati per fornire aria completamente priva di olio, conforme alla certificazione ISO 8573 Classe 0. Questa purezza è garantita dalla tecnologia oil-less: durante il processo di compressione non vi è alcun contatto tra le parti mobili, eliminando così la necessità di lubrificazione e assicurando un’erogazione di aria affidabile e sicura. Tra gli elementi distintivi di questi sistemi spiccano il filtro di ingresso dell’aria ad alta efficienza che protegge la trasmissione, le tubazioni in alluminio e il refrigeratore sovradimensionato, progettati per garantire prestazioni stabili ed efficienti. Il motore IE3 Premium Efficiency e l’elemento a spirale raffreddato ad aria contribuiscono inoltre a ridurre in modo significativo i consumi energetici. Le operazioni di manutenzione risultano rapide e semplici, in quanto tutti i componenti sono facilmente accessibili.

Oltre al modello base, privo di refrigeratore e serbatoio dell’aria, è disponibile anche la versione Full Feature, dotata di essiccatore a refrigerazione e con serbatoio dell’aria opzionale da 90 o 270 litri.

Un design semplice e aperto “Questi sistemi rappresentano il punto di raccordo ideale tra i compressori oil-free a pistone – più economici, ma anche più rumorosi e soggetti a maggiori vibrazioni

– e i compressori a spirale della gamma SF+, più evoluti e performanti, ma anche più costosi”, afferma Andrea Trezzi, Product Marketing Manager di Atlas Copco Italia - Divisione Compressori. “Gli SFe sono invece macchine compatte e silenziose, caratterizzate da costi di esercizio contenuti. Sono la soluzione ideale per laboratori chimico-farmaceutici, strutture sanitarie e impianti di produzione alimentare o di componenti elettronici. Grazie al design semplice e ‘aperto’, ovvero senza cappottatura, possono essere installati direttamente in prossimità delle aree di lavoro”.

Compressore SFe

Madama Oliva amplia la stabilimento di Carsoli e affida a Misa la costruzione dei sistemi di refrigerazione industriale, che devono resistere agli elevati carichi e flussi logistici continui, garantire stabilità delle prestazioni termiche nel tempo e ottimizzare gli spazi produttivi.

ITITOLO TITOLO

CELLE FRIGORIFERE PER PROTEGGERE LE OLIVE

In un settore altamente competitivo come quello delle olive da tavola, crescere significa investire nella qualità lungo l’intera filiera. Madama Oliva, una protagonista nel mercato delle olive da tavola fresche, lupini e prodotti vegetali, continua il proprio percorso di sviluppo con l’ampliamento del sito produttivo di Carsoli (AQ), nell’ambito del quale ha confermato la fiducia in Misa, attiva nella progettazione e produzione di celle frigorifere modulari e parte del Gruppo internazionale Purever Industries. Una scelta che riflette una visione chiara: coniugare tradizione e innovazione per garantire la massima tutela del prodotto, dalle caratteristiche organolettiche fino alla sicurezza alimentare. Una collaborazione solida e strategica, che da dieci anni unisce due eccellenze nel nome della qualità. Madama Oliva, con una presenza consolidata in oltre 40 Paesi e una rete distributiva attiva nei cinque continenti, si conferma la prima azienda italiana esportatrice di olive

da tavola negli Stati Uniti e in Giappone. Nel 2024 ha conseguito un fatturato di 53,3 milioni di euro, registrando una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Fondata nel 1989 a Carsoli, Madama Oliva da gennaio 2025 è diventata una Spa e ha scelto di rafforzare il proprio impegno verso la sostenibilità trasformandosi anche in Società Benefit. Una tappa che consolida un percorso di investimenti in energie rinnovabili, ricerca di packaging ecosostenibili, attenzione alla qualità della filiera e iniziative a favore della comunità. L’obiettivo è generare valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale, integrando responsabilità e competitività in una visione d’impresa rigenerativa.

UN ECOSISTEMA DI CONSERVAZIONE MODULARE E SCALABILE

La scelta di affidarsi a Misa per la realizzazione delle nuo-

ve celle frigorifere risponde all’esigenza di Madama Oliva di individuare un partner in grado di gestire in modo integrato tutte le fasi del progetto, al fine di ridurre le complessità, accelerare i tempi di realizzazione e mantenere elevati standard qualitativi. Alla base della soluzione completa di Misa vi è la capacità del suo team multidisciplinare di realizzare spazi a temperatura controllata, studiati con attenzione in ogni dettaglio: dall’aeraulica all’accessibilità, fino all’illuminazione degli ambienti, al fine di assicurare un equilibrio ottimale tra efficienza e funzionalità. Il risultato è un ecosistema di conservazione affidabile, modulare e pronto a evolvere, in modo scalabile, insieme al business del cliente. Un ulteriore valore aggiunto è rappresentato dalla centrale a refrigerante naturale CO2, a espressione concreta di un impegno condiviso da Misa e Madama Oliva verso soluzioni sostenibili, che coniugano innovazione tecnologica e responsabilità ambientale.

Le soluzioni sviluppate da Misa soddisfano le esigenze progettuali di Madama Oliva in termini di solidità strutturale, per resistere agli elevati carichi e flussi logistici continui, stabilità delle prestazioni termiche nel tempo e ottimizzazione degli spazi all’interno dell’area produttiva. Due le tecnologie proposte: la prima prevede pannelli abbinati a unità remote Refreex, che si distinguono per l’utilizzo di appena il 20% di gas refrigerante rispetto ai sistemi tradizionali, grazie a un innovativo sistema di alimentazione dell’evaporatore. Una scelta che, oltre a ridurre l’impatto ambientale, esclude l’impianto dalla direttiva PED grazie all’assenza del serbatoio in pressione. La presenza di una valvola solenoide modulante, che supera i limiti delle tradizionali valvole termostatiche e di un sistema di sbrinamento a gas caldo più rapido ed efficiente, realizzato attraverso la linea del liquido, consente un sensibile risparmio energetico e una ridu-

zione della potenza elettrica assorbita. La seconda, riguarda la centrale a CO2, con GWP pari a 1, progettata per garantire una potenza frigorifera superiore ai 400Kw in media tempe-

ratura. Personalizzabile in base alle esigenze del sito, può essere dotata di funzioni avanzate come il recupero di calore e l’unità di backup e installata in ambienti esterni o in sala macchine, anche in virtù della sua elevata silenziosità. L’offerta si completa con pannelli isotermici, in classe di reazione al fuoco BS1D0 che, in caso di incendio, contribuiscono a contenere la propagazione delle fiamme. Realizzati in schiuma PIR con classificazione fino a REI 60, per pannelli di spessore 200 mm, risultano ideali in contesti produttivi ad alta intensità operativa.

“La nostra partnership con Misa nasce dalla fiducia nella capacità di offrire soluzioni all’avanguardia, perfettamente calibrate sulle nostre specifiche esigenze e in linea con i più alti standard qualitativi”, dichiara Antonio Mancini, Managing Director di Madama Oliva. “È proprio questa attenzione alla personalizzazione coniugata a un supporto tecnico pre e post vendita costante e puntuale, che ci spinge ad affidarci a Misa per accompagnare ogni fase di crescita della nostra azienda.”

Madama Oliva

“Collaborare da anni con Madama Oliva, con reciproca soddisfazione, significa per Misa mettere a completa disposizione del cliente tutte le nostre competenze nella progettazione di soluzioni per la refrigerazione”, commenta Marco Crosta, Industrial Sales Manager di Misa. “Forniamo prodotti di eccellenza, sviluppati secondo rigorosi criteri di sicurezza alimentare e operativa. Le nostre soluzioni per le industrie alimentari sono concepite proprio con l’obiettivo di comporre un’offerta altamente selezionata, pensata per durare nel tempo anche in ambienti particolarmente aggressivi, con la garanzia di un marchio storico come Misa. L’elevata qualità dei nostri prodotti rappresenta un valore aggiunto nei processi di conservazione di una filiera sempre più sostenibile, che porta l’eccellenza italiana sulle tavole di tutto il mondo”.

Marco Crosta, Industrial Sales Manager di Misa
Antonio

L’abbigliamento da lavoro

è un fattore critico per il rispetto dei principi HACCP nell’industria alimentare. Ecco perché occorre affidarsi a un fornitore di servizi tessili che assicura processi controllabili e tracciabili.

L’IGIENE VESTE MEWA

Ogni azienda che opera nella produzione, lavorazione e distribuzione di alimenti deve garantire standard di igiene impeccabili e poterlo dimostrare in modo documentato. La normativa europea 852/2004 impone l’adozione di un sistema basato sui principi HACCP, che identifica e controlla tutte le fasi critiche della filiera. Tra i fattori considerati rientra anche l’abbigliamento da lavoro, che deve essere mantenuto in condizioni igieniche ottimali, tali da non rappresentare un potenziale veicolo di contaminazione per i prodotti alimentari. Poiché il lavaggio domestico può non garantire i risultati igienici richiesti e non consente di documentare la conformità agli standard previsti, è preferibile affidarsi a un fornitore professionale di servizi tessili, in grado di assicurare processi controllati e tracciabili.

IGIENE CERTIFICATA

Mewa opera secondo la norma UNI EN 14065 e il modello

RABC (Risk Analysis and Biocontamination Control System), un sistema che consente di monitorare e controllare il rischio di biocontaminazione in tutte le fasi operative. L’intero processo, dalla raccolta dei capi sporchi al lavaggio (a temperature comprese tra 60° e 75°) fino alla riconsegna, è gestito secondo protocolli rigorosi e verificabili. In questo modo l’abbigliamento professionale che Mewa propone all’industria alimentare è pienamente compatibile con qualsiasi sistema HACCP e offre ai clienti i più elevati standard di igiene e sicurezza.

COLLEZIONI STUDIATE AD HOC PER L’ALIMENTARE

Le collezioni Mewa Euroclean e Move Clean sono state progettate specificamente per rispondere agli elevati standard di igiene e sicurezza richiesti nella produzione, lavorazione e vendita dei prodotti alimentari. Ogni capo

Tutte le foto ©Mewa

è studiato nei dettagli: assenza di bottoni, sostituiti da automatici o velcro per evitare la presenza di corpi estranei negli alimenti; assenza di tasche e cuciture, per non creare punti di accumulo di sporco e offrire la massima igiene. Allo stesso tempo, i capi sono comodi e funzionali, studiati per non ostacolare i movimenti degli operatori.

STANDARD DI IGIENE ELEVATI

ANCHE

NELLA MANUTENZIONE

Nel settore alimentare, il rispetto degli standard igienici non riguarda solo gli operatori e gli indumenti da lavoro: anche i macchinari e i loro componenti devono essere sottoposti a una pulizia accurata e costante. Residui di sporco o di grasso, anche in quantità minima, oltre a interferire con il corretto funzionamento delle macchine, possono compromettere la sicurezza dei prodotti. Anche in queste situazioni il fornitore di servizi tessili Mewa offre soluzioni efficaci e al tempo stesso sostenibili: il pratico sistema di panni, lavabili e riutilizzabili fino a 50 volte e le lavapezzi, ideali per la pulizia dei componenti negli interventi di manutenzione e riparazione delle macchine nell’industria alimentare. Il modello più recente, la lavapezzi Mewa Eco-Matic, funziona in modo totalmente automa-

tico e come tutte le altre lavapezzi Mewa utilizza un liquido detergente a base d’acqua, completamente privo di etichettatura CLP che elimina lo sporco in modo naturale e biologico. Rispetto alle lavapezzi a freddo questo processo è adatto ad essere utilizzato anche nell’industria alimentare, per rimuovere per esempio i composti chimici organici come lo zucchero.

Affidandosi a Mewa l’industria alimentare non solo mantiene standard igienici elevati, ma sceglie anche un modello sostenibile,

La collezione Mewa Move Clean è pensata per l’industria alimentare e studiata per agevolare i movimenti

Anche la manutenzione delle macchine alimentari richiede una particolare attenzione all’igiene. Il panno Mewa, fornito con il servizio a 360°, è un utile strumento per pulirle in modo sostenibile

La lavapezzi automatica Mewa Eco-Matic elimina lo sporco in modo naturale e biologico e può essere utilizzata anche per la pulizia dei componenti negli interventi di manutenzione e riparazione delle macchine nell’industria alimentare

all’insegna della sicurezza e della responsabilità ambientale.

Un impegno concreto che si traduce in processi controllati, risparmio di risorse e qualità costante lungo tutta la filiera.

Nel settore agroindustriale, la trasparenza ambientale e sociale diventa strategica per rafforzare il posizionamento sul mercato, migliorare l’efficienza operativa e consolidare le relazioni di filiera.

ITITOLO TITOLO

TRASPARENZA ED ESG

COME LEVA COMPETITIVA

Il 2026 si configura come l’anno in cui le filiere agroindustriali passano definitivamente dall’adempimento normativo alla costruzione di un vantaggio competitivo misurabile. La trasparenza ambientale e sociale, introdotta inizialmente in risposta alle normative europee come l’EUDR, diventa ora una leva strategica per rafforzare il posizionamento sul mercato, migliorare l’efficienza operativa e consolidare le relazioni di filiera. Alessandro Chelli, Ceo di Trusty – società benefit italiana che usa la tecnologia blockchain per la tracciabilità delle filiere alimentari e industriali e che lavora con brand come ICAM, Pellini, Sperlari, Altromercato – presenta le dinamiche e i cambiamenti strategici che domineranno i settori agroindustriali nel 2026.

DALLA CONFORMITÀ EUDR ALLA “TRASPARENZA

GEOGRAFICA CERTIFICATA”

Il Regolamento europeo sulla deforestazione ha imposto la raccolta e la gestione delle coordinate geografiche dei

terreni di produzione per le materie prime. Nel corso del 2026, questo requisito evolverà da obbligo documentale a infrastruttura strategica. I dati geografici, validati e strutturati, diventeranno una base affidabile per dimostrare il controllo della filiera, la continuità degli approvvigionamenti e la coerenza con gli impegni ambientali dichiarati. Tutte queste informazioni, in passato, restavano confinate nei dossier di due diligence. Ora, invece, iniziano a essere utilizzate per supportare decisioni industriali, strategie di sourcing e di comunicazione verso il mercato, contribuendo a rafforzare la credibilità dei prodotti e dei brand verso i consumatori e la GDO.

L’ESPANSIONE DELLA TRACCIABILITÀ: DAL CAMPO ALL’IMPRONTA SOCIALE

La spinta normativa, inizialmente concentrata su specifici fattori di rischio ambientale, sta evolvendo verso una ge-

Trasformare la tracciabilità in un vantaggio misurabile

Trusty è una Società Benefit che aiuta le imprese a trasformare la tracciabilità delle filiere in un vantaggio competitivo. La sua piattaforma blockchain proprietaria gestisce i dati in modo efficiente e affidabile, garantendo la conformità alle normative come il Regolamento Europeo contro la deforestazione (EUDR). Con una struttura snella, un approccio orientato al cliente e una visione che integra prospettiva globale e presenza locale,Trusty guida le aziende verso trasparenza, sostenibilità e innovazione. Ad oggi, grazie a Trusty sono stati mappati oltre 200.000 agricoltori in più di 12 Paesi, coinvolte più di 200 aziende e monitorate oltre 500.000 tonnellate di materie prime. Inoltre,Trusty aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite, impegnandosi a rispettarne i principi per un business responsabile.

stione strutturata dei dati ESG lungo l’intera filiera. Nel 2026 la richiesta di trasparenza non riguarderà più singole verifiche puntuali, ma la capacità delle aziende di raccogliere, governare e dimostrare in modo continuo dati affidabili sull’origine delle materie prime, sulle condizioni di produzione, sul rispetto delle normative locali e sulla tutela delle comunità coinvolte. La disponibilità di informazioni strutturate, verificabili e aggiornate diventa così l’elemento centrale per dimostrare controllo operativo, ridurre l’esposizione al rischio e sostenere decisioni industriali consapevoli. “In questo contesto, la tracciabilità non riguarda solo l’origine geografica, ma diventa trasparenza dei dati e delle situazioni operative”, afferma Alessandro Chelli,

Ceo di Trusty. “Le aziende saranno chiamate a raccogliere, organizzare e mantenere informazioni verificabili su pratiche agricole, relazioni con i produttori, conformità locale e gestione delle criticità lungo la filiera. Non sarà più sufficiente dichiarare il rispetto di determinati standard. La dimensione sociale entra così nella gestione ordinaria della filiera come elemento strutturale, diventando un fattore di affidabilità industriale, di riduzione del rischio e di solidità delle relazioni commerciali”.

L’INTEGRAZIONE TECNOLOGICA COME FATTORE DI EFFICIENZA E COMPETITIVITÀ

Nei settori ad alto volume come quello ittico, la gestione manuale dei

Alessandro Chelli, Ceo di Trusty: “Senza tracciabilità il rischio di esporsi, perdere credibilità e compromettere l’accesso al mercato è altissimo. La trasparenza, dal campo al prodotto finale, diventa imprescindibile”

dati e dei controlli non è più sostenibile. Il 2026 segna il consolidamento di piattaforme digitali e soluzioni Software as a Service per la tracciabilità e la governance della filiera. Questi strumenti consentono di integrare sistemi, automatizzare verifiche, ridurre errori operativi e abbassare i costi di gestione. Oltre a soddisfare i requisiti normativi, la tecnologia agisce come leva per migliorare l’efficienza complessiva del modello industriale. In questo contesto, anche l’intelligenza artificiale inizia a supportare l’analisi dei dati, l’individuazione di criticità e il miglioramento continuo dei processi. “Nel 2026 le filiere agroindustriali non si chiederanno più solo come essere conformi, ma come usare trasparenza geografica e sociale per proteggere e rafforzare la propria competitività”, aggiunge Chelli. “Oggi è chiaro che senza tracciabilità il rischio di esporsi, perdere credibilità e compromettere l’accesso al mercato è altissimo. La trasparenza, dal campo al prodotto finale, diventa una condizione operativa imprescindibile. L’integrazione dei dati di tracciabilità con dati EUDR ed ESG è il passaggio naturale per costruire filiere più solide, efficienti e credibili. Le aziende che sapranno trasformare la due diligence in un asset operativo e strategico guideranno il prossimo ciclo di mercato”.

POTENZIARE LO SVILUPPO DEL PRODOTTO E LA CONFORMITÀ NORMATIVA

Centric Software ® ha annunciato che NHCO Nutrition ® Laboratory, uno dei principali brand francesi di integratori alimentari, ha implementato con successo Centric PLM™, segnando una tappa significativa nel proprio percorso di trasformazione digitale. Centric Software fornisce soluzioni enterprise innovative, integrate, end-to-end e potenziate dall’AI per accompagnare i prodotti dal concept alla commercializzazione. I team nei settori cosmesi e cura della persona, moda, food & beverage, grocery e retail multi-categoria possono pianificare, progettare, sviluppare, approvvigionare, garantire la conformità, acquistare, produrre, definire strategie di prezzo, allocare, assortire, vendere e riassortire i prodotti per raggiungere obiettivi strategici e operativi di trasformazione digitale.

Fondata nel 2008, NHCO Nutrition Laboratory è diventata un punto di riferimento nel campo della micronutrizione. Affiliata al Gruppo Chiesi dal 2018, NHCO è un laboratorio francese di integratori alimentari specializzato nella ricerca e sviluppo di formule a base di aminoacidi.

Dopo l’acquisizione, NHCO Nutrition

Il produttore francese di integratori alimentari NHCO sceglie la soluzione PLM di Centric Software per snellire le operazioni e supportare la crescita internazionale.

una vera e propria svolta. In precedenza, i nostri team si affidavano a fogli di calcolo, email e chat, con il rischio di incoerenze nei dati ed errori. Ora, con un sistema centralizzato, abbiamo incrementato la produttività grazie a un’unica fonte di verità e a una collaborazione fluida tra i nostri reparti e le affiliate in Spagna e Italia”, spiega François Bernard, ICT Manager di NHCO Nutrition.

NHCO Nutrition ha implementato con successo Centric PLM sfruttando la metodologia agile e l’expertise di Centric Software, che si concentra su una stretta collaborazione con i team aziendali durante la fase di configurazione e su un rilascio progressivo basato sui Business Use Case (BUC).

è entrata in una nuova fase di espansione, collaborando in particolare con le affiliate italiane e spagnole del Gruppo Chiesi. La crescente complessità nella gestione dei dati di prodotto ha evidenziato la necessità di una maggiore tracciabilità, di una gestione sicura delle informazioni, di flussi strutturati lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e di una collaborazione più stretta tra i reparti di R&D, qualità, regolatorio, marketing operativo e produzione a contratto (CMO).

Con un portafoglio di oltre 70 prodotti e quasi 1.000 ingredienti, NHCO Nutrition evolve costantemente le proprie formulazioni tramite una continua attività di sviluppo, riformulazione e aggiornamento dei prodotti. Spinta da una crescita costante e dalla necessità di mantenere agilità operativa, l’azienda ha adottato Centric PLM come piattaforma digitale best-in-class per snellire la complessità aziendale e scalare in modo efficiente.

UN SISTEMA FLUIDO CHE INCREMENTA LA PRODUTTIVITÀ

“Integrare Centric PLM nel nostro lavoro quotidiano ha rappresentato

“L’approccio agile è stato fondamentale per il successo di questo progetto”, prosegue François Bernard. “Ci ha permesso di progettare la soluzione in modo progressivo, allineandola alla nostra riorganizzazione interna e al rollout internazionale. Il forte coinvolgimento dei team aziendali in ogni fase ha garantito coerenza e un elevato tasso di adozione”.

“La user experience è stata un fattore decisivo nella nostra scelta finale”, aggiunge François Bernard. “Fin dalle prime demo, Centric PLM si è distinto per la sua interfaccia intuitiva, il design ergonomico e un’eccellente UX. Oggi, gli utenti confermano che la soluzione mantiene la sua promessa: abbiamo ricevuto feedback estremamente positivi, in particolare dalle affiliate che utilizzano altri strumenti”.

Ora, tutti i team globali e delle affiliate di NHCO utilizzano Centric PLM in tutte le lingue e nei Paesi in cui i prodotti sono commercializzati, con un’integrazione completa con il sistema ERP. Attualmente, il team PLM si trova nella fase finale di fine-tuning dei KPI con i dati Centric C8 e sta valutando l’integrazione diFoodChain ID®, insieme a una connessione fluida dell’intero flusso della supply chain.

PIATTAFORMA IA PER LA FORMULAZIONE E L’OTTIMIZZAZIONE

AKA Studio consolida le conoscenze organizzative, incorpora la valutazione sensoriale e applica gli assistenti di intelligenza artificiale per creare e lanciare prodotti alimentari innovativi.

AKA Foods, guidato dagli imprenditori Alex e Michael Bronstein, si assicura 17,2 milioni di dollari in finanziamenti per lanciare un sistema di intelligenza artificiale per l’innovazione alimentare. Il finanziamento segna il lancio ufficiale di AKA Studio, una piattaforma proprietaria che consente alle aziende del settore alimentare di creare, ottimizzare e lanciare prodotti in modo molto più veloce, intelligente e conveniente. Progettato per trasformare il modo in cui i prodotti alimentari vengono ricercati, formulati e sviluppati, AKA Studio consolida le conoscenze di un’azienda e la continua ricerca e sviluppo in una base strutturata. Ciò incorpora misurazioni sperimentali e analitiche relative alla consistenza, all’aroma e al gusto da strutture di ricerca sensoriale dedicate, prima di applicare gli assistenti di IA per guidare la formulazione e l’ottimizzazione. Per i team di ricerca e sviluppo, questa integrazione accorcia il ciclo di innovazione da anni a settimane combinando dati storici e attuali di ricerca e sviluppo, specifiche degli ingredienti, feedback sensoriali e documentazione normativa in un quadro unificato e intelligente.

to on-premise, con air-gap, secondo gli stessi standard di protezione. I dati dei clienti non vengono mai condivisi o utilizzati per la formazione del modello e, in ogni caso, i clienti mantengono la piena proprietà e il controllo delle loro informazioni proprietarie.

UN NUOVO LINGUAGGIO

PER IL CIBO

Per i leader aziendali, trasforma le conoscenze organizzative in risorse di innovazione misurabili che migliorano la produttività e la redditività. Per gli investitori, rappresenta una tecnologia difendibile e rivoluzionaria, all’incrocio tra intelligenza artificiale e scienza alimentare, arricchita dalla valutazione sensoriale.

La formulazione rimane un processo scientifico pratico. AKA Studio lo accelera e migliora la qualità delle decisioni. Inoltre, collegando informazioni digitali strutturate con prove sensoriali, AKA Studio consente alle aziende di ottimizzare scientificamente le formulazioni e di introdurre sul mercato prodotti più sani e sostenibili con maggiore precisione e sicurezza. La piattaforma supporta anche la riformulazione per etichette pulite, riduzione del contenuto di zuccheri e grassi e catene di approvvigionamento più resilienti.

Sicurezza e riservatezza sono al centro del design del sistema. AKA Studio opera come piattaforma SaaS sicura gestita da AKA Foods, offrendo ai clienti ambienti privati per i loro dati. Per le organizzazioni con requisiti di sicurezza elevati, può anche essere implementa-

“AKA Foods sta essenzialmente introducendo sul mercato un nuovo tipo di grammatica, un linguaggio per il cibo, creando agenti di intelligenza artificiale in grado di connettersi a diverse fonti di dati esterne e quindi fornire consigli su come migliorare le ricette“, dichiara Il professor Alex Bronstein, capo ricercatore presso AKA Foods, direttore del Centro per i sistemi intelligenti presso il Technion - Israel Institute of Technology e professore presso l’Istituto di scienza e tecnologia austriaco. “Questo è qualcosa che un modello di intelligenza artificiale generico come ChatGPT non sarà mai in grado di raggiungere”. “L’industria alimentare globale detiene enormi quantità di preziose conoscenze, ma fatica a utilizzarle in modo efficace”, aggiunge David Sack, fondatore e CEO di AKA Foods. “AKA Studio offre alle aziende la possibilità di acquisire, organizzare e applicare tali conoscenze in modo sicuro. Questo investimento ci consente di espandere l’implementazione ai clienti aziendali in tutto il mondo e di continuare a far progredire la scienza alla base del modo in cui viene creato il cibo”.

Il quadro sensoriale basato sull’IA sottostante ha anche il potenziale per applicazioni future in aromi, fragranze, cosmetici e prodotti farmaceutici, dove la valutazione sensoriale e la formulazione di precisione sono ugualmente critiche.

AKA Studio stabilisce un nuovo standard per l’innovazione alimentare sicura e basata sui dati, offrendo ai team di ricerca, ai dirigenti e agli investitori un percorso condiviso verso progressi misurabili sia nella scienza che nelle prestazioni aziendali.

AUMENTARE LA VELOCITÀ DI CARICO DEI CARRELLI ELEVATORI

Zebra Technologies Corporation, protagonista internazionale nella digitalizzazione e automazione dei flussi di lavoro, ha annunciato l’implementazione di successo dei suoi scanner industriali fissi FS40 e tablet ET60 presso Royal Canin, specializzata nella nutrizione salutare per cani e gatti. L’operazione ha a un aumento del 50% delle cadenze di carico dei carrelli elevatori. La tecnologia avanzata, implementata dal partner Zebra WIIO, migliora la sicurezza degli operatori in

prima linea e ottimizza i processi logistici. Nel magazzino Royal Canin di Cambrai, in Francia, l’azienda spedisce ogni giorno 1.800 pallet di alimenti, operando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per servire i mercati di tutto il mondo. Ogni pallet viene scansionato prima del caricamento sui rimorchi, garantendo visibilità end-to-end ed efficienza operativa.

“Con i nostri precedenti processi manuali, gli operatori a terra dovevano scaricare i pallet e muoversi per eseguire le scansioni”, afferma Camilo Caro Urrego, Focus Improvement Manager di Royal Canin.

ROBOT

FLESSIBILE

“Sapevamo che riducendo il contatto tra operatori e pallet attraverso soluzioni di automazione avremmo potuto migliorare in modo significativo la sicurezza sul lavoro e accelerare le attività di tracciamento”.

In soli tre giorni, WIIO, Zebra Premier Solution e Industrial Automation Partner, ha installa-

to scanner industriali fissi FS40 e tablet ET60 in tutto lo stabilimento di Cambrai in collaborazione con Zebra.

“Zebra e WIIO non ci hanno semplicemente offerto un prodotto”, ha affermato FrançoisXavier Bréhon, Factory Manager di Royal Canin. “Hanno portato un sistema plug-andplay direttamente nel nostro stabilimento, ci hanno permesso di testarlo senza interrompere la produzione e sono rimasti coinvolti durante tutto il processo. La tecnologia di Zebra integrata con WIIO ha davvero cambiato il nostro modo di operare”.

La soluzione, che è stata pienamente integrata con il Warehouse Management System (WMS) già in uso, elimina la circolazione pedonale e garantisce una tracciabilità accurata, senza che ci siano interventi manuali per ogni pallet.

“Siamo orgogliosi di aver aiutato Royal Canin a ottenere un ritorno positivo sull’investimento in soli tre mesi”, ha affermato Benjamin Defaye, Machine Vision and Fixed Industrial Scanning Manager, France, Zebra Technologies.

CON CINEMATICA A 6 ASSI

Con l’introduzione della variante Codian AR, B&R amplia ulteriormente la propria offerta di soluzioni robotiche.

Grazie ai sei gradi di libertà, la meccanica di Codian AR consente di eseguire percorsi 3D complessi, manipolazioni multi-angolo e movimenti ripetuti dentro e fuori dall’area di lavoro. Le applicazioni spaziano dalla movimentazione e smistamento fino alle operazioni di assemblaggio.

“Codian AR e SR offrono versatilità, precisione e prestazioni elevate, fornendo ai costruttori di macchine soluzio-

ni compatte e integrate per le attività di automazione più complesse”, ha dichiarato Sebastian Brandstetter, Product Manager Machine-Centric Robotics di B&R.

Con un raggio d’azione da 1.400 mm a 600 mm, Codian AR è progettato per garantire la massima adattabilità: anche negli spazi più ridotti, sia in configurazione a parete, a soffitto o a pavimento, assicura prestazioni costanti.

Codian AR si distingue per performance dinamiche grazie a un design di trasmissione ad alta rigidità che mantiene stabilità ed accuratezza anche sotto carichi elevati, con tempi di risposta rapidi in applicazioni impegnative. Riduttori e cuscinetti di precisione incrementano ulteriormente durata e qualità del posizionamento. Un algoritmo avanzato di traiettoria ottimizza i movimenti in tempo reale per garantire movimenti fluidi, efficienti e affidabili, anche in condizioni operative complesse o variabili, assicurando rendimento e precisione.

I robot Codian sono progettati per integrarsi con i controllori e il software B&R, riducendo notevolmente lo sforzo di ingegnerizzazione. I costruttori di macchine possono operare con un solo controllore e una sola piattaforma per sviluppo, diagnostica e manutenzione.

AUTOMAZIONE CONTINUA, SICURA E APERTA

In occasione dell’ultima di SPS a Norimberga, lo scorso novembre, Keba ha presentato le sue soluzioni innovative per l’automazione industriale.

La piattaforma Kemro X consente un’automazione continua, sicura e aperta – dal controllo ai drive e alla robotica – e supporta un’ampia varietà di combinazioni hardware e software, comprese le applicazioni di terze parti. Il nuovo HMI wireless KeTop T150/T155 Safe Wireless di Keba è una nuova generazione di terminali portatili senza fili per macchine e robot. I terminali uniscono operatività intuitiva e sicurezza certificata fino a SIL 3 / PL e. La nuova stazione base CB42x integra un’opzione fieldbus PROFINET/PROFIsafe, riducendo la necessità di hardware esterno. Gli utenti beneficiano di flessibilità, integrazione semplificata e riduzione dei costi complessivi.

Con il modulo AE 550 AI, Keba porta l’intelligenza artificiale direttamente nell’automazione industriale. Questo modulo compatto consente l’elaborazione in tempo reale di reti neurali direttamente sul controllore, supportando l’implementazione rapida di funzioni basate su AI, come il controllo qualità o la manutenzione predittiva. Grazie alla sua architettura aperta, alla sovranità dei dati e alla robustezza industriale, l’AE 550 è ideale per un utilizzo continuo in ambienti produttivi.

Il Keba Drives Configurator assiste gli ingegneri nella scelta della soluzione di azionamento più adatta. Lo strumento digitale guida l’utente passo dopo passo attraverso tutti i criteri rilevanti, fornendo una preselezione tecnicamente valida. Questo consente di pianificare e implemen-

tare i progetti in modo più efficiente. Il configuratore è disponibile gratuitamente su www.keba.com/kedriveconfigurator.

Il compatto KeDrive D5 amplia la gamma di azionamenti Keba con un potente servoazionamento monoasse per diversi tipi di motori e si integra pienamente nella piattaforma Kemro X. Grazie al fieldbus basata su Ethernet, al filtro di rete integrato e all’ampio intervallo di tensione (24 V DC - 480 V AC), è ideale sia per macchine compatte che sistemi modulari.

Infine, con il sistema robotico KeMotion, Keba dimostra come i robot possano essere completamente integrati nel sistema di controllo macchina. Il controllo del movimento, la logica di processo e la gestione dei dati lavorano in totale sinergia. La base comune Kemro X consente di pianificare, simulare e mettere in opera programmi e processi in modo efficiente, per una maggiore produttività e tempi di sviluppo ridotti.

SISTEMA COMPUTERIZZATO PER GESTIRE LA MANUTENZIONE

Rockwell Automation, Inc., player globale dell’automazione industriale e della trasformazione digitale, ha annunciato la collaborazione con DLG Group, uno dei principali produttori dell’Europa settentrionale di mangimi e prodotti per l’agricoltura, con l’obiettivo di ridurre i tempi di fermo impianto grazie alla soluzione Fiix ® Computerized Maintenance Management System (CMMS).

Utilizzando il software Fiix, DLG Group sta modernizzando i propri processi di manutenzione per ottenere maggiore efficienza, ridurre i downtime e migliorare la gestione delle scorte. A un solo mese dall’adozione di un flusso di lavoro digitalizzato per la gestione della manutenzione, l’azienda sta già registrando miglioramenti nel tempo medio

tra i guasti (MTBF). Entro un anno, prevede di raggiungere una riduzione del 10% dei downtime.

“La strategia di implementazione adottata da DLG Group rappresenta un modello di best practice e innovazione”, ha dichiarato Katarina Hart, country sales director, Nordics, Rockwell Automation. “Grazie a Fiix CMMS, DLG Group prevede di conseguire miglioramenti di efficienza tali da compensare ampiamente l’investimento nel nuovo sistema”. Oltre a incrementare l’efficienza dei team di manutenzione, il software consente a DLG Group di sviluppare nuove best practice in ambito manutentivo. Attraverso team, siti produttivi e un’ampia gamma di sistemi eterogenei, l’azienda sta raccogliendo dati su problematiche ricorrenti, interventi corretti-

vi e ottimizzazioni basate sui dati.

Il know-how non è più isolato nei diversi stabilimenti ed è ora possibile condividere rapidamente best practice e interventi critici a livello aziendale.

Con i sistemi di pesatura intelligenti di MettlerToledo, il produttore di frutta e verdura surgelata Greenyard ha aumentato l’accuratezza, ridotto gli scarti e migliorato l’efficienza produttiva.

ITITOLO TITOLO

OTTENERE IL PESO CORRETTO CON MENO SPRECHI

Affermata nella produzione di frutta e verdura surgelata, con sede a Westrozebeke, Greenyard Frozen Belgium confeziona ogni anno milioni di prodotti per il mercato nazionale e internazionale.

Per risolvere le sfide legate al sovrariempimento e agli sprechi sulle linee di confezionamento ad alta velocità, Greenyard ha collaborato con Mettler-Toledo per implementare dei sistemi di controllo peso dinamici intelligenti, dotati di controllo tramite feedback. Questa innovazione ha migliorato significativamente l’accuratezza del confezionamento, ha ridotto lo spreco di prodotto e migliorato l’efficienza operativa.

CONTRASTARE IL SOVRARIEMPIMENTO E LO SPRECO

Il processo di confezionamento di Greenyard prevede che le verdure sfuse passino attraverso rilevatori di metalli per determinare un’eventuale contaminazione da

metalli, seguiti da sistemi di controllo peso che verificano il peso delle confezioni prima dell’inscatolamento. Il sovrariempimento era diventato ingestibile e l’azienda aggiungeva 40 grammi in più per busta da un chilogrammo come margine di sicurezza per evitare un riempimento insufficiente. Tuttavia questo margine si è tradotto rapidamente in tonnellate di cibo sprecato ogni anno. Le regolazioni manuali si sono rivelate inefficaci e non sono riuscite a mantenere un’aderenza stretta ai pesi target, rendendo necessaria una soluzione più precisa e automatica.

La funzione di regolazione intelligente del livello di riempimento del sistema di controllo peso C33 PlusLine di Mettler-Toledo era stata sperimentata l’anno precedente con risultati promettenti. Il sistema di controllo peso monitora continuamente il peso medio delle confezioni e regola automaticamente il margine di riempi-

mento della bilancia multitesta da 40 grammi a 10 grammi per busta da un chilogrammo.

Dopo il successo del progetto pilota, Greenyard ha sostituito quattro sistemi di controllo peso più vecchi per integrare la funzione di regolazione intelligente del livello di riempimento su più linee.

L’anno successivo tutte e sei le linee di confezionamento di piccole di -

mensioni sono state dotate di questa tecnologia, supportata dall’assistenza in loco e dalla formazione degli operatori da parte di Mettler-Toledo.

REGOLAZIONE AUTOMATICA DEL PESO DI RIEMPIMENTO

Questo sistema di controllo peso intelligente va oltre la misurazione del peso. Monitora costantemente i pesi medi delle confezioni e si

Dominiek Vierstraete, Greenyard Frozen Belgium: “Possiamo controllare molto meglio il peso in eccesso e rimanere più vicini al peso di riempimento desiderato. Ciò consente di risparmiare prodotto, evitare gli sprechi e contribuire a un processo più efficiente”

adatta per effettuare regolazioni in tempo reale. In questo modo si riduce il peso in eccesso senza rischiare un riempimento insufficiente, mantenendo il peso più vicino al target desiderato.

“Utilizziamo i sistemi di controllo peso e quelli di rilevazione dei metalli di Mettler-Toledo da molti anni”, afferma Dominiek Vierstraete, responsabile tecnico del reparto confezionamento di Greenyard. “Inizialmente abbiamo testato la funzione di regolazione intelligente del livello di riempimento su uno dei nostri sistemi di controllo peso più recenti. I risultati sono stati così convincenti che abbiamo deciso di sostituire quattro dispositivi più vecchi e integrare questa funzione in tutte le linee di confezionamento”.

FACILE IMPLEMENTAZIONE E RISPARMI TANGIBILI

L’impostazione iniziale ha richiesto l’inserimento manuale dei margini di peso target personalizzati per diversi tipi di prodotti, come i piselli sfusi rispetto ai pezzi di cavolfiore. Sono stati necessari un po’ di coordinamento e alcuni test per gestire prodotti con forme e pesi variabili, mentre un’interfaccia visiva ha consentito agli operatori di monitorare i trend del peso medio in tempo reale. Mettler-Toledo ha fornito supporto in loco durante l’avvio e l’impostazione iniziale, oltre alla formazione degli operatori per garantire un’implementazione senza intoppi.

I risparmi sono stati evidenti. Su una delle linee il sovrappeso è diminuito dallo 0,69% allo 0,14%. “Può non sembrare molto, ma calcolato annualmente su grandi volumi, rappresenta quantità significative di prodotto non più confezionate inutilmente”, spiega Vierstraete. “Ciò consente di ridurre sia i costi sia gli sprechi”.

I risultati chiave ottenuti sono stati: riduzione significativa delle percentuali di sovrappeso dal 0,69% al 0,14% su una linea e dal 0,30% al 0,11% su un’altra; risparmio di prodotto stimato di circa 1,8 chilogrammi al minuto a una velocità di 60 confezioni al minuto; notevoli risparmi sui costi e riduzione degli sprechi ogni anno; maggiore efficienza dei processi con una riduzione degli interventi manuali.

I VANTAGGI DELLA COLLABORAZIONE

Mari Bögels, responsabile degli account della divisione Ispezione prodotti di Mettler-Toledo, spiega come i produttori possano ottenere rapidamente rendimenti significativi adottando soluzioni intelligenti per l’ispezione prodotti: “I margini sono molto ridotti e ogni grammo conta: le aziende possono risparmiare notevolmente con la tecnologia intelligente. In media l’investimento viene recuperato entro pochi mesi, a seconda del prodotto e della linea”.

Mari Bögels, Mettler-Toledo: “I margini sono molto ridotti e ogni grammo conta. Le aziende possono risparmiare molto con la tecnologia intelligente. In media l’investimento viene recuperato entro pochi mesi, a seconda del prodotto e della linea”

I vantaggi principali osservati da Greenyard dal momento dell’inserimento della funzione di regolazione intelligente del livello di riempimento includono: rapido ritorno sull’investimento, spesso entro uno o pochi mesi; riduzione dei costi delle materie prime grazie all’ottimizzazione del peso delle confezioni; maggiore sostenibilità dovuta alla riduzione al minimo dello spreco di prodotto; tecnologia scalabile con la possibilità di un’applicazione in altre sedi e linee di prodotti Greenyard.

Per Vierstraete il messaggio è chiaro: “Se l’avessi saputo cinque anni prima, l’avremmo già fatto”.

L’intuizione chiave? “Possiamo controllare molto meglio il peso in eccesso e rimanere più vicini al peso di riempimento desiderato. Ciò consente di risparmiare prodotto, evitare gli sprechi e contribuire a un processo più efficiente. Alla fine si tratta di un investimento che si ripaga rapidamente”.

CONCLUSIONI

L’adozione da parte di Greenyard della funzione di regolazione intelligente del livello di riempimento, che incorpora il controllo tramite feedback, evidenzia come la tecnologia di pesatura intelligente possa ridurre significativamente gli sprechi, abbassare i costi e migliorare l’efficienza nel confezionamento degli alimenti.

Collaborazione, formazione e supporto continuo sono di fondamentale importanza per sfruttare al massimo i vantaggi di questa tecnologia. Secondo Greenyard i punti di forza principali di Mettler-Toledo sono il supporto e il trasferimento delle conoscenze offerti durante l’implementazione.

Il team di assistenza ha lavorato a stretto contatto con il cliente per costruire, collaudare e mettere a punto il sistema, consentendo loro di sfruttare appieno la tecnologia. Inoltre i contratti di assistenza e la formazione contribuiscono a mantenere questi vantaggi nel tempo. “Il nostro ruolo va oltre l’installazione”, commenta Janus Dumelie, tecnico dell’assistenza sul campo presso Mettler-Toledo Benelux. “Lavorando a stretto contatto con il team di Greenyard li aiutiamo a ottenere il massimo dalle loro soluzioni di controllo peso intelligenti ogni giorno”.

CARTA CON BARRIERA AD ALTA RESISTENZA

Mondi, protagonista internazionale nel settore della carta e degli imballaggi sostenibili, ha collaborato con il produttore polacco di spezie essiccate Prymat per creare un packaging che contribuisca all’economia circolare proteggendo al contempo le sue erbe aromatiche.

La partnership vedrà la transizione di Prymat verso un nuovo imballaggio in carta, creato con re/cycle FunctionalBarrier Paper Ultimate di Mondi. Questa soluzione con barriera ad altissima resistenza è stata scelta in seguito a prove e test approfonditi che ne hanno dimostrato la sostenibilità in quanto alternativa alle classiche strutture multistrato non riciclabili. Secondo lo strumento di valutazione dell’impatto dei prodotti di Mondi, FunctionalBarrier Paper Ultimate riduce significativamente l’impatto delle emissioni di CO2 rispetto alle classiche soluzioni multistrato in plastica o in alluminio. Composto da almeno l’80% di carta di alta qualità e da uno strato di barriera funzionale ottimizzata per il riciclo, FunctionalBarrier Paper Ultimate è riciclabile secondo l’ultimo metodo di laboratorio CEPI per la riciclabilità, contribuendo a mantenere

in circolo materiali pregiati. Assicura una protezione eccezionale e duratura dall’ossigeno, dal vapore acqueo e dal grasso, con un tasso di trasmissione dell’ossigeno (OTR) inferiore a 0,5 cm3/m2d e un tasso di trasmissione del vapore acqueo inferiore a 0.5 g/ m2d, permettendo di preservare l’aroma e il gusto delle spezie.

FunctionalBarrier Paper Ultimate di Mondi offre, inoltre, risultati di stampa di alta qualità per una presentazione accattivante della gamma di spezie Prymat sugli scaffali. Il livello di rigidità garantisce un’ottima piegatura, permettendo al cliente finale di ripiegare la confezione per chiuderla dopo il primo utilizzo e mantenerla intatta.

Il nuovo imballaggio è compatibile con le linee di riempimento di Prymat, consentendo di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità del cliente e, al tempo stesso, di integrarsi in modo efficiente nei processi esistenti, eliminando così la necessità di investire in macchinari.

“È fondamentale comprendere le esigenze individuali di ogni cliente nella realizzazione delle soluzioni d’imballaggio”, afferma Adrian Goralski,

Managing Director Mondi Solec. “I percorsi verso la sostenibilità sono spesso diversi e, da Mondi, lavoriamo a stretto contatto con i brand per conoscere a fondo ogni step della loro produzione, distribuzione ed impiego finale, in modo da poter progettare e testare varie opzioni e assicurarci di ottenere il miglior risultato possibile e il più sostenibile”.

“Prymat, in quanto produttore leader di spezie ed additivi alimentari, ha da sempre ricercato soluzioni per passare da un imballaggio multistrato a materiali riciclabili”, aggiunge Marta Kleka-Nowa, PR Manager Prymat.

“Una sfida tecnologica significativa è stata posta dai requisiti molto elevati in termini di barriera e dalla necessità di preservare qualità, aroma e freschezza delle spezie”.

SACMI ACQUISISCE GROUPE EMBALLAGE TECHNOLOGIES

Sacmi ha acquisito la maggioranza del Gruppo francese Emballage Technologies, composto dalle società Etpack, Sermatec e Pactisoud. L’acquisizione, ufficializzata lo scorso dicembre, riguarda il 65% delle quote ed è stata perfezionata tramite la controllata Sacmi Packaging & Chocolate Spa, business unit di riferimento per le attività del Gruppo nel settore del packaging alimentare. Sacmi collabora con Etpack già dal 2019, attraverso la propria consociata in Polonia. Alla base dell’operazione, dalla forte valenza commerciale e industriale, vi sono quindi relazioni consolidate tra i due Gruppi industriali e una comune visione strategica. Con questa acquisizione, si realizzano l’ampliamento e il completamento della gamma Sacmi Packaging & Chocolate nell’ambito del packaging secondario attraverso l’integrazione di tecnologie specifiche, ed alla pos-

sibilità di presidiare, grazie all’ampliamento dell’offerta, ulteriori industries e segmenti del mercato. Una sinergia che si estende anche alla costruzione e assemblaggio delle gamme flowpack e alle confezionatrici verticali a piccola e media velocità, progettate da Sacmi ed assemblate in Sermatec, rafforzando così la capacità di rispondere alle dinamiche del mercato.

Foto Mondi

Il report internazionale di Every Can Counts conferma il ruolo strategico dell’alluminio e della lattina, che rispondono alle richieste di imballaggi realmente sostenibili e riciclabili all’infinito.

LA LATTINA, UN ESEMPIO DI ECONOMIA CIRCOLARE

In occasione della Giornata Mondiale della Lattina, che ricorreva lo scorso 19 gennaio, il CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio) ha richiamato l’attenzione sul ruolo della lattina in alluminio come esempio concreto di economia circolare, alla luce dei dati emersi dal nuovo report internazionale “Global Recycling Habits and Attitudes 2025”. Realizzato su iniziativa di Every Can Counts, in Italia Ogni Lattina Vale, il progetto è attivo attualmente in 21 Paesi e ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini al riciclo dell’alluminio fuori casa e coordinato nel nostro paese da CIAL.

Dallo studio basato su un campione di oltre 16.000 persone in 16 Paesi, Italia inclusa, emerge un quadro chiaro: i cittadini sono consapevoli dell’urgenza ambientale e riconoscono che la responsabilità del riciclo è condivisa tra persone, industria e istituzioni e chiedono con forza packaging realmente sostenibili e riciclabili all’infinito.

L’ALLUMINIO INTERCETTA UNA SENSIBILITÀ CRESCENTE

Il primo dato evidente è il livello di preoccupazione per le grandi questioni ambientali: quasi 9 persone su 10 considerano “importanti” temi come il cambiamento climatico, l’inquinamento da rifiuti e la gestione dei materiali. Allo stesso tempo, oltre 7 su 10 dichiarano che la plastica e i rifiuti dispersi rappresentano un problema “molto” o “estremamente” rilevante. In questo contesto, il riciclo dell’alluminio viene percepito come una risposta concreta e misurabile: un materiale permanente, che può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità e che, una volta raccolto in modo corretto, torna sul mercato sotto forma di nuovi imballaggi, spesso proprio nuove lattine, in tempi molto rapidi.

LA CIRCOLARITÀ ENTRA NEL LINGUAGGIO COMUNE

Un altro segnale significativo emerso dalla ricerca è di

natura linguistica e culturale: la parola “circolarità” non è più solo un concetto tecnico. Una persona su due associa spontaneamente il circular packaging a un imballaggio riciclato nello stesso tipo di prodotto, segno che il principio del ciclo chiuso è sempre più presente nel percepito dei consumatori. Questa lettura si riflette anche nei criteri pratici di valutazione: per il 57% degli intervistati, un imballaggio è considerato riciclabile soprattutto quando il packaging è progettato per essere reinserito nello stesso ciclo produttivo, più che in base ad altre caratteristiche come la forma o il materiale.

Per molti consumatori, quindi, la circolarità non significa semplicemente “non buttare via” un materiale, ma chiudere il cerchio, consentendo a un imballaggio di tornare a svolgere la stessa funzione dopo il riciclo. È ciò che accade con la lattina in alluminio, riciclabile infinite volte senza perdita di qualità e capace di tornare sugli scaffali come nuova lattina, preservando valore materiale ed energia incorporata.

Allo stesso tempo, il report evidenzia una distanza tra la comprensione concettuale della circolarità e il riconoscimento concreto delle soluzioni che già la rendono possibile: solo il 17% degli intervistati identifica oggi la lattina come il packaging “più riciclabile”. Un dato che non mette in discussione l’attenzione dei cittadini

verso il tema, ma mostra come la crescente sensibilità ambientale non sempre si traduca automaticamente in una piena conoscenza delle performance dei singoli materiali. Per CIAL e Ogni Lattina Vale, colmare questo divario è una priorità strategica di comunicazione, attraverso informazione chiara, semplicità del gesto e maggiore consapevolezza dell’impatto del riciclo.

LA RESPONSABILITÀ

DEL RICICLO VA CONDIVISA

Il report conferma che i cittadini non si chiamano fuori: più della metà degli intervistati indica i consumatori come primi responsabili del corretto riciclo delle lattine per bevande. Allo stesso tempo, emerge un quadro di responsabilità diffusa, che coinvolge anche industria e istituzioni: il 39% assegna un ruolo centrale all’industria del packaging, il 36% ai gestori dei rifiuti, il 35% ai brand e il 34% ai governi. Per CIAL questa fotografia conferma la necessità di un approccio di filiera, che coinvolga cittadini informati e consapevoli, aziende che scelgono imballaggi permanenti e riciclabili all’infinito, istituzioni e sistemi di raccolta in grado di valorizzare al meglio il materiale conferito.

Parallelamente, il messaggio forse più netto che emerge dalla ricerca riguarda le aspettative verso le aziende: quasi 9 persone su 10 (87%) ritengono che produttori e brand dovrebbe-

Stefano Stellini, direttore generale di CIAL: “La circolarità non è più un concetto astratto o tecnico, ma un criterio sempre più importante nella considerazione degli imballaggi da parte dei cittadini”

ro essere obbligati a utilizzare imballaggi infinitamente o pienamente riciclabili, oppure realizzati con materiale riciclato. La richiesta di packaging “veramente circolari” non è più una nicchia green, ma un’esigenza trasversale alle diverse fasce d’età e ai Paesi coinvolti.

Il report evidenzia inoltre come 7 persone su 10 sarebbero più motivate a riciclare se l’esperienza fosse più coinvolgente, semplice e gratificante, ad esempio attraverso meccanismi di gioco, premi o strumenti digitali capaci di rendere visibile l’impatto dei propri gesti. È l’approccio che Ogni Lattina Vale porta avanti da anni, trasformando il riciclo delle lattine in un’azione partecipata e “a portata di mano”, grazie a postazioni dedicate, attività di sensibilizzazione e format pensati per coinvolgere il pubblico in modo positivo, in particolare durante grandi eventi e manifestazioni.

“I risultati della ricerca Every Can Counts confermano che la circolarità non è più un concetto astratto, ma un criterio sempre più presente nel modo in cui cittadini e consumatori guardano agli imballaggi”, sottolinea Stefano Stellini, direttore generale di CIAL.

Cereal Docks inaugura a Porto Maghera

la nuova infrastruttura sotterranea per il trasferimento di oli vegetali, che elimina la movimentazione su gomma tra i due stabilimenti del Gruppo e migliora il servizio alle filiere agroalimentari.

In alto, lo stabilimento

di Cereal Docks

a Porto Marghera (VE)

LA PIPELINE PIÙ LUNGA D’ITALIA

PER GLI OLI VEGETALI

È stata inaugurata lo scorso dicembre a Porto Marghera la nuova pipeline sotterranea per il trasporto di oli vegetali che mette in connessione diretta l’impianto produttivo di via Banchina Molini di Cereal Docks, dove avviene lo sbarco del prodotto via nave, e il deposito costiero di via Righi, in cui è situato il parco serbatoi di stoccaggio. L’opera rientra nel Piano Operativo Triennale dell’Autorità di Sistema Portuale e porterà significativi vantaggi sia in termini ambientali che di efficienza logistica.

Ad inaugurare la nuova infrastruttura logistica, insieme a Mauro Fanin, presidente del Gruppo Cereal Docks, erano presenti Matteo Gasparato, presidente dell’Autorità portuale del Mare Adriatico settentrionale e Massimo Bitonci, assessore regionale alle attività produttive. Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica è intervenuta tramite video messaggio.

L’opera è il frutto di un investimento dal valore complessivo

di 5 milioni di euro e si sostanzia in una condotta interrata lunga 3,1 km, di cui 2,7 km realizzati con tecnologia TOC (Trivellazione Orizzontale Controllata), in grado di trasferire fino a 300 m³/ora di oli vegetali tra i due siti. Si tratta della TOC monotratta più lunga d’Italia e di una delle principali realizzazioni europee nel suo genere, un’infrastruttura strategica per la modernizzazione logistica del Gruppo Cereal Docks all’insegna della riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti.

La nuova pipeline, infatti, elimina oltre 10.000 trasferimenti anno su gomma tra i due stabilimenti di Cereal Docks a Porto Marghera, con un risparmio stimato di 28 tonnellate di CO2 l’anno, aumentando efficienza, sicurezza della rete viaria e assicurando continuità di servizio al mercato.

La realizzazione ha richiesto un importante lavoro ingegneristico: la condotta, interrata a 50 metri di profondità, attraversa più di venti proprietà private e tre canali della Laguna

Veneta. L’opera è stata realizzata con la tecnica “Meeting in the Middle”, che ha visto due cantieri lavorare in parallelo fino a congiungersi in un’unica tratta continua, dotata di stazioni di rilancio della pressione e sistemi PIG (Pipeline Inspection Gauge) per pulizia e ispezioni interne.

UN HUB INDUSTRIALE E LOGISTICO POTENZIATO PER LA FILIERA AGROALIMENTARE

La pipeline si inserisce in un piano di investimenti che Cereal Docks – principale operatore agribulk del Porto di Venezia e protagonista in Italia nella prima trasformazione agroalimentare con un fatturato di 1,4 miliardi e 11 impianti produttivi – da tempo sta portando avanti a Porto Marghera per rafforzare uno snodo fondamentale del suo assetto industriale: lo stabilimento produttivo di via Banchina Molini.

L’impianto, acquisito nel 2011 da Bunge, rinnovato e potenziato nel tempo con investimenti complessivi superiori agli 88 milioni di euro, è dotato di banchina per navi transoceaniche e può ricevere e trasformare semi oleosi (da cui si ricavano oli, farine e lecitine) provenienti da diverse aree del mondo destinati ad applicazioni nel settore alimentare e nella nutrizione animale. Con una capacità di lavorazione di circa un milione di tonnellate l’anno e 80.000 tonnellate di stoccaggio, è supportato da una piattaforma logistica

intermodale che integra nave, ferrovia e gomma e, grazie al deposito costiero di via Righi, dedicato allo stoccaggio degli oli vegetali, può contare su una capacità di stoccaggio ulteriore pari a 33.000 tonnellate.

La nuova pipeline supera una criticità logistica storica: l’impossibilità per il deposito costiero di ricevere navi a causa dei fondali insufficienti, che per anni aveva imposto il trasferimento via gomma degli oli sbarcati presso Banchina Molini. Il nuovo collegamento elimina questo passaggio, riduce il traffico nell’area industriale, aumenta la sicurezza e rende più efficiente e sostenibile la gestione delle operazioni di sbarco e stoccaggio. L’attesa realizzazione dell’escavo del Canale Industriale Ovest potrebbe permettere, in futuro, l’accesso a navi di maggiore stazza, completando il quadro degli investimenti infrastrutturali e rafforzando ulteriormente il ruolo strategico del Porto di Venezia nella filiera produttiva di Cereal Docks. “Dal 2011 a oggi lo stabilimento di Marghera ha trasformato quasi 10 milioni di tonnellate di materie prime vegetali, arrivando a rappresentare circa il 50% del traffico portuale legato all’agribusiness”, afferma Mauro Fanin, presidente di Cereal Docks Group. “I continui investimenti per il revamping dell’impianto, ma anche per l’efficientamento energetico e la logistica sono la prova tangibile del nostro impegno. Cereal Docks ha sempre riconosciuto il ruolo strategico del Porto di Venezia e anche

questo nuovo investimento – che non genera un ritorno economico diretto, ma ha una forte valenza ambientale, logistica e infrastrutturale – va in questa direzione. L’obiettivo che ci siamo posti nel piano industriale al 2028 è aumentare i volumi dell’impianto di Marghera del 50%, raggiungendo un milione e mezzo di tonnellate lavorate l’anno; per farlo, però, sono necessarie infrastrutture adeguate, in primis gli interventi per l’escavo dei canali che consentano il passaggio di navi di maggior stazza per il rifornimento di materia prima”.

“L’accessibilità nautica del porto di Venezia, e in particolare di Porto Marghera, è una condizione imprescindibile per garantire sicurezza della navigazione, continuità operativa e pieno

La pipeline collega l’impianto produttivo di via Banchina Molini di Cereal Docks, dove avviene lo sbarco del prodotto via nave, e il deposito costiero di via Righi, in cui è situato il parco serbatoi di stoccaggio

sviluppo del nostro sistema portuale”, dichiara il presidente dell’AdSP MAS. Matteo Gasparato. “In questo quadro, il parere favorevole espresso dalla Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) nazionale sul nuovo sito per la messa a dimora dei sedimenti a sud dell’Isola delle Tresse rappresenta un passaggio decisivo: senza una soluzione strutturale e di lungo periodo per la gestione dei sedimenti non è possibile assicurare dragaggi manutentivi costanti ed efficaci. Parliamo di un progetto strategico da 82 milioni di euro, esteso su 46 ettari, con una capacità di conferimento di 6,8 milioni di metri cubi e un orizzonte operativo di almeno quindici anni, che consentirà di dare certezza agli interventi indispensabili per Porto Marghera”.

Le copertine di TECNOLOGIE ALIMENTARI

In questo numero abbiamo parlato di...

In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie

DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com), Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)

ALIMENTA

INTERPROGETTI EDITORI S.R.L. Via Roggia Borromea, 16 - 22060 Carugo (CO) Redazione, vendite e abbonamenti Tel.: +39 031 3665163 www.interprogettied.com

DIRETTORE COMMERCIALE: Marika Poltresi Tel. +39 031 3665163 - e-mail vendite@interprogettied.com

AMMINISTRAZIONE: amministrazione@interprogettied.com

VENDITE: Simone Ghioldi (vendite@interprogettied.com)

SEGRETERIA COMMERCIALE: Raffaella Sepe (raffaella@interprogettied.com)

© Copyright Interprogetti Editori Srl

Le rubriche e le notizie sono a cura della redazione. É vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, fotografie e disegni senza autorizzazione scritta.

TARIFFE ABBONAMENTI

Italia: spedizione ordinaria € 61,00, contrassegno € 65,00

Estero: spedizione ordinaria € 89,50, spedizione prioritaria Europa € 101,00 spedizione prioritaria Africa, America, Asia € 125,00 spedizione prioritaria Oceania € 140,00

Una copia € 8,00

L’Iva sugli abbonamenti che possono essere sottoscritti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’editore ai sensi dell’art. 74 primo comma lettera C del 26/10/72 n.633 e successive modificazioni e integrazioni. Pertanto non può essere rilasciata fattura.

Registrazione Tribunale di Milano n. 30 in data 23/01/1987 - Iscrizione al ROC nr. 19882

Direttore responsabile: Simone Ghioldi Finito di stampare il 27/02/2026 presso Litogi, Milano

Informativa ai sensi dell’art. 13 d. lgs. 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - Via Maggiolino 34 F - 23849 Rogeno (LC). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loro stampa, al confezionamento e spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs. 196/2003 è possibile esercitare i relativi diritti tra cui consultare, modificare, aggiornare e controllare i dati, nonché richiedere elenco completo ed aggiornato, rivolgendosi al titolare al succitato indirizzo.

Informativa dell’editore al pubblico ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n° 196 e dell’art. 2 comma 2 del Codice deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica. Interprogetti Editori - titolare del trattamento - rende noto che presso i propri locali siti in Via Maggiolino 34 F - 23849 Rogeno (LC), vengono conservati gli archivi personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano con il predetto titolare attingono nello svolgimento della propria attività giornalistica per le finalità di informazione connesse allo svolgimento della stessa. I soggetti che possono conoscere i predetti fati sono esclusivamente i predetti professionisti, nonché gli addetti preposti alla stampa ed alla realizzazione editoriale della testata. Ai sensi dell’art.7 d. lgs. 196/2003 si possono esercitare i relativi diritti, tra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo, rivolgendosi al predetto titolare. Si ricorda che, ai sensi dell’art. 138 d. lgs. 196/2003, non è esercitabile il diritto di conoscere l’origine dei dati personali ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera a), d. lgs 196/2003, in virtù delle norme sul segreto professionale, limitatamente alla fonte della notizia.

RIVISTA DELLE

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook