Oltre la produzione: quando l’efficienza è una scelta organizzativa
Pulizia industriale semplificata per ottimizzare la produttività
Macchine utensili: raccolta ordini in frenata, pesa l’incertezza globale
Editoriale
Tra frenata congiunturale e nuove rotte di crescita (E. De Vecchis) 4
Storia di copertina
Pulizia industriale semplificata per ottimizzare la produttività 6
Attualità
Hexagon investe nell'AI per potenziare il monitoraggio degli asset 9
Il sistema-Italia consolida le relazioni nel Golfo 10
Industria metalmeccanica: ripresa fragile in un contesto complesso 14
Macchine utensili: raccolta ordini in frenata, pesa l’incertezza globale ................................................ 18
Tra riorganizzazione e rilancio, un esercizio finanziario impegnativo 22
Industria metalmeccanica: ripresa fragile in un contesto complesso Il sistema-Italia consolida le relazioni nel Golfo
Oltre la produzione: quando l’efficienza è una scelta organizzativa Cinque assi per vincere la partita della qualità
Appuntamenti
Il settore del fissaggio torna a incontrarsi a Milano 24 L’agenda 24
SPS Italia: automazione e digitale per spingere la manifattura industriale 26
Formazione
Oltre 300 studenti per costruire il ponte tra scuola e industria ................................................................ 29
IVS rafforza il legame con le scuole e il territorio 30
Le discipline STEM accolgono le sfide della difesa e della sicurezza 32
Macchine
Precisione e accuratezza nella metrologia a coordinate .............................................................
Componenti
Crescita solida e innovazione tecnologica: lo slancio verso il futuro 38
Componenti
Cinque assi per vincere la partita della qualità (A. Bignami)
Logistica
Materiali Lavorati:
• Acciaio Inox 304/316/303/307
• Inconel628, Alloy, Monel
• Acciai comuni da costruzione;
• Acciai speciali;
• Acciai automatici e leghe leggere;
• Materiali plastici.
Lavorazioni eseguite:
• Tornitura da barra fino a Ф65
• Tornitura di ripresa fino a Ф 180
• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300
• Produzione ingranaggi e dentatura
• Piccoli assemblaggi di precisione
F.lli Locatelli s.r.l. meccanica di precisione dal 1967
Settori di sbocco:
• Aeronautico e navale
• Costruttori di macchine/impianti
• Elettromeccanico
• Illuminotecnica
• Raccorderia speciale o ad alta pressione
• Settore Petrolchimico
• Valvole e piccoli gruppi premontati
• Ruote dentate e ingranaggi
• Medicale
• Settore alimentare
TRA FRENATA CONGIUNTURALE E NUOVE ROTTE DI CRESCITA
Nel pieno del 2025, la fotografia dell’industria metalmeccanica italiana restituisce un’immagine nitida e, al tempo stesso, instabile. I risultati della 176ª Indagine congiunturale di Federmeccanica, parlano chiaro: dopo timidi segnali di risveglio a inizio anno, il terzo trimestre riporta la produzione complessiva in territorio negativo (-0,5% sul trimestre precedente), pur con un +0,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un rimbalzo, quello di settembre, che non basta a invertire una tendenza fragile. Quando si chiede alle aziende dove intervenire per recuperare produttività, la risposta nell’immediato è pragmatica: riduzione dei costi e ottimizzazione dei processi. Ma lo sguardo si allunga: nel medio-lungo periodo emergono innovazione e digitalizzazione, crescita dimensionale, internazionalizzazione e competenze.
Ed è proprio sull’internazionalizzazione che il sistema-Italia prova a giocare una partita più ambiziosa. Ad Abu Dhabi, nell’Hub for Made in Italy di Italiacamp, è stata siglata un’intesa industriale tra Assolombarda, Fouad Alghanim & Sons, SIMEST e SACE per rafforzare la presenza delle filiere lombarde nell’area del Golfo. Parliamo di un interscambio da 29,4 miliardi di euro per l’Italia, 6,9 per la Lombardia, 3,7 per il quadrilatero di Assolombarda. L’accordo prevede supporto finanziario e assicurativo, business matching e uno steering committee dedicato. Non un’operazione simbolica, ma un tentativo strutturato di presidiare mercati che crescono
mentre l’Europa rallenta. Intanto, dal fronte delle macchine utensili arrivano segnali meno incoraggianti. Nel quarto trimestre 2025 l’indice ordini elaborato da UCIMU segna -13,6% rispetto all’anno precedente (indice a 68). Gli ordini esteri calano del 17,1%, quelli interni del 2,9%. Su base annua il saldo resta positivo (+3,1%), ma il giudizio è netto: risultato in linea con gli ultimi due anni, quindi deludente. Il piano 5.0, tra stop and go e incertezze attuative, non ha prodotto la spinta attesa. Le imprese guardano ora ai nuovi decreti con aspettative alte e con una richiesta semplice, quella di chiarezza e tempi rapidi.
C’è però un terreno su cui il settore non può permettersi attendismi, ovvero, l’ingresso dell’intelligenza artificiale in fabbrica. Nel confronto tra imprese e centri di ricerca, il messaggio è chiaro: servono analisi dei dati, collaborazione scientifica e uso intelligente dei finanziamenti, ma soprattutto un’IA “antropocentrica”, capace di aumentare efficienza e qualità senza espellere competenze.
La verità è che la metalmeccanica italiana non è ferma, ma è a un bivio. Può limitarsi a inseguire la congiuntura, o può trasformare questa fase complessa in un passaggio di maturazione industriale. Costi, mercati, tecnologie, competenze non sono capitoli separati, sono parti della stessa strategia. E la differenza, oggi più che mai, la farà chi avrà il coraggio di tenerle insieme.
di Eva De Vecchis
SISTEMI AUTOMATIZZATI
Mewa offre soluzioni capaci di ottimizzare la pulizia delle macchine in modo sostenibile ed efficiente: panni riutilizzabili e lavapezzi automatiche con liquido detergente biologico aiutano a migliorare la continuità operativa, ridurre l’impatto ambientale e liberare tempo prezioso.
Partner affidabile per le aziende industriali, Mewa offre soluzioni che semplificano la pulizia e la manutenzione delle macchine in modo sostenibile ed efficiente. Grazie al sistema a 360° Mewa, le aziende migliorano la continuità operativa, riducono l’impatto ambientale e liberano tempo prezioso per concentrarsi sul proprio core business.
Pulizia industriale semplificata per ottimizzare la produttività
Grazie alla lavapezzi EcoMatic, il personale può liberare tempo prezioso da dedicare ad altre attività. Tutte le foto: Mewa
Un modello di economia circolare concretamente integrato nell’industria: il sistema di panni Mewa riutilizzabili consente fino a 50 utilizzi per singolo panno all’interno di un ciclo chiuso che comprende consegna, ritiro e lavaggio professionale. Una soluzione che riduce i rifiuti, tutela le risorse e semplifica le attività quotidiane delle aziende. Attualmente Mewa lava ogni anno oltre 1,2 miliardi di panni, una quantità enorme che a prima vista è difficile da immaginare. Solo con i panni lavati in un’ora si potrebbe costruire una torre alta circa 137 metri, equivalente a un edificio di oltre 40 piani. Questo dato rende tangibile l’effettiva portata della pulizia industriale, un’attività essen-
ziale che spesso passa inosservata, nonostante costituisca un tassello fondamentale per la gestione quotidiana di migliaia di aziende.
UN SISTEMA CIRCOLARE CHE PRESERVA LE RISORSE
Come garantire la pulizia nelle officine, negli stabilimenti produttivi e nelle tipografie, senza produrre grandi quantità di rifiuti? Con il suo sistema circolare sostenibile, Mewa offre la soluzione: i panni resistenti, progettati per garantire la massima efficienza in base all’uso e al tipo di materiale, vengono ritirati dopo essere stati utilizzati, per poi essere lavati e rigenerati con processi rigorosamente controllati, pronti per essere riconsegnati e riprendere
nuovamente il ciclo.
Grazie a questo modello, ogni panno può essere lavato fino a 50 volte, con un conseguente ridotto impatto sui rifiuti, minore impegno operativo e una sostenibilità realmente tangibile.
“I nostri panni offrono un esempio di come modelli di economia circolare possano creare un reale valore aggiunto, sia per le aziende che per l’ambiente”, spiega Giulio Vanoli, amministratore delegato di Mewa in Italia. “Dimostrano che la tutela delle risorse non deve necessariamente essere complessa, ma può integrarsi in modo del tutto naturale nelle attività di lavoro quotidiane, grazie a un servizio ben strutturato.”
PER SETTORI CHE RICHIEDONO
PRESTAZIONI ELEVATE
Nei settori dell’auto e metalmeccanico, per esempio, che quotidianamente lavorano con oli, vernici, lubrificanti o particelle di metallo, i panni Mewa offrono eccellente capacità assorbente e grande resistenza. Il servizio garantisce inoltre che i panni siano sempre disponibili, eliminando il problema della gestione delle scorte e trasferendo al fornitore la responsabilità ambientale per i panni sporchi.
MENO SFORZO, PIÙ EFFICIENZA
Mewa si occupa di tutto: consegna
quotidianità lavorativa, fanno una grande differenza per le aziende.
UNA LAVAPEZZI COMPLETAMENTE AUTOMATICA CON UN SERVIZIO A 360°
dei panni puliti negli appositi contenitori di sicurezza SaCon sviluppati internamente, ritiro dei panni usati, lavaggio professionale, controllo di qualità e sostituzione, nel caso il panno non superi il test dopo il lavaggio, con la riconsegna finale dei panni puliti. Le aziende non devono più preoccuparsi di acquistare i panni, di stoccarli in magazzino né di smaltire il materiale di pulizia monouso, dopo averlo utilizzato. In questo modo guadagnano tempo prezioso da dedicare al proprio core business.
SOSTENIBILITÀ CHE CONVIENE
Il sistema di panni riutilizzabili non solo contribuisce alla protezione dell’ambiente, ma offre anche vantaggi economici. Inoltre, i suoi effetti positivi sono facilmente misurabili: un ridotto consumo di risorse, minori emissioni di CO2 e una quantità di rifiuti decisamente inferiore.
UN PICCOLO PANNO DAL GRANDE IMPATTO
Ciò che sembra insignificante può rivelarsi molto efficace: i processi vengono ottimizzati, le risorse risparmiate e le attività semplificate. Con Mewa la sostenibilità nella pulizia aziendale si realizza senza gesti complessi. Il sistema circolare offre soluzioni intelligenti che, anche in ambiti apparentemente piccoli della
Oltre ai panni riutilizzabili, un altro prodotto che Mewa fornisce alle industrie con un servizio completo a 360 gradi è la lavapezzi, indispensabile per garantire la pulizia e la manutenzione dei componenti delle macchine. Accanto alle tradizionali lavapezzi a pennello, Mewa propone la lavapezzi più recente e innovativa, Eco-Matic, che automatizza completamente il processo di pulizia, riducendo al minimo l’intervento manuale degli operatori. Questo sistema avanzato consente di pulire componenti di diverse dimensioni in modo rapido, sicuro ed efficiente, mantenendo elevati standard di igiene e performance, e integrandosi perfettamente nelle attività quotidiane delle industrie. Per garantire processi di lavoro senza intoppi, tutte le aziende richiedono interventi regolari di manutenzione e pulizia delle macchine. In contesti che spaziano dall’officina per camion all’industria più avanzata, fermare le attività a causa di pezzi sporchi comporta infatti costi elevati e perdita di tempo prezioso. Per massimizzare l’efficienza, le aziende puntano quindi sempre più a una prevenzione efficace, evitando pos-
Servizio Mewa a 360°: un autista consegna i panni puliti nei contenitori ermetici SaCon e ritira quelli usati
sibili interruzioni nei flussi di lavoro. Nelle attività di manutenzione, la pulizia dei componenti delle macchine è spesso un’operazione lunga e complessa. Anche le più piccole particelle di sporco o una minima traccia di grasso possono creare criticità rilevanti. Nel settore manifatturiero, residui di questo tipo possono bloccare l’intero processo produttivo, mentre in officina una riparazione pregiudicata da componenti sporchi può avere ripercussioni e tradursi nell’insoddisfazione dei clienti.
SENZA
INTERVENTO DIRETTO DELL’OPERATORE
Per la pulizia dei componenti si utilizzano generalmente lavapezzi a pennello o ad alta pressione, che però richiedono sempre l’intervento diretto di un operatore. Mewa propone anche la lavapezzi automatica Eco-Matic, che pulisce i componenti in modo completamente automatico, permettendo agli operatori di dedicarsi ad altre attività. La pulizia avviene tramite 21 ugelli che spruzzano i pezzi dall’alto, dal basso e dai lati con una pressione fino a 6 bar e a una temperatura di 41 °C. I componenti vengono collocati in un cestello rotante, che ruota continuamente sul proprio asse durante l’intero processo di pulizia.
La lavapezzi Mewa Eco-Matic può essere utilizzata per pulire componenti di piccole e medie dimensioni ed è in grado di rimuovere in modo efficace anche lo sporco più ostinato. A seconda dell’intensità dello sporco, la durata del ciclo di pulizia può essere impostata fino a un massimo di 30 minuti. Come tutte le lavapezzi Mewa, anche Eco-Matic utilizza un liquido detergente privo di VOC, un’alternativa ecologica rispetto ai prodotti chimici tradizionali, che non comporta rischi per la salute degli operatori.
“I nostri clienti apprezzano molto l’affidabilità del nostro servizio lavapezzi. Con il modello Eco-Matic hanno a disposizione un’opzione innovativa che richiede un intervento manuale minimo,” spiega Giulio Vanoli. “Una volta installata e messa in funzione in un’industria manifatturiera o in un’officina automobilistica, la lavapezzi Eco-Matic permette di pulire e sgrassare i componenti in modo rapido, sicuro ed efficiente. Il nostro team si impegna a mantenere i dispositivi sempre al massimo delle prestazioni”.
Tutte le lavapezzi Mewa vengono fornite con un servizio a 360 gradi: vengono installate direttamente dove verranno utilizzate e messe in funzione dal team Mewa, che si assicura che siano pienamente
I panni resistenti vengono ritirati dopo essere stati utilizzati, per poi essere lavati e rigenerati con processi rigorosamente controllati, pronti per essere riconsegnati e riprendere nuovamente il ciclo
operative prima di concludere l’intervento. Il personale viene formato e istruito all’uso corretto delle lavapezzi. I responsabili dell’azienda non devono preoccuparsi che le lavapezzi siano pronte per essere utilizzate: sia nel caso di una lavapezzi ad alta pressione tradizionale, sia con la Eco-Matic, ogni apparecchio viene fornito con un servizio completo di assistenza e il team Mewa provvede al rabbocco del liquido detergente e alla manutenzione periodica della lavapezzi a intervalli concordati.
LIQUIDO DETERGENTE BIOLOGICO
A differenza delle tradizionali lavapezzi a freddo, che utilizzano sostanze chimiche contenenti spesso VOC potenzialmente dannosi per la salute, tutte le lavapezzi Mewa, incluso il modello Eco-Matic, utilizzano un liquido detergente a base d’acqua, completamente privo di etichettatura CLP e questo concretamente significa che non comporta nessun rischio di incendio o per la salute. Inoltre, il liquido può essere utilizzato molto più a lungo rispetto alle lavapezzi a freddo, mantenendo intatta la qualità. In questo modo è possibile ridurre i costi, adottando al contempo una soluzione decisamente più sostenibile in una fase cruciale del flusso di lavoro.
Mewa Eco-Matic utilizza un liquido a base di sgrassanti e microrganismi che degradano grassi e oli in modo completamente naturale e biologico. Questa soluzione sostenibile permette di ottenere un eccellente grado di pulizia ed elimina facilmente grassi, residui di olio, sali, polveri e trucioli.
Mewa Eco-Matic è una soluzione sostenibile e pensata per gli operatori, ideale per la pulizia quotidiana dei componenti delle macchine. I vantaggi sono fin da subito evidenti: la pulizia automatizzata libera tempo prezioso per altre attività, mentre l’efficienza del processo garantisce continuità e previene eventuali interruzioni operative.
TRATTAMENTI SUPERFICIALI
Argos ST: prossimità e innovazione per rafforzare la filiera industriale
Le recenti tensioni e i colli di bottiglia che hanno attraversato le filiere produttive mondiali, hanno spinto le imprese manifatturiere a ripensare i propri modelli di approvvigionamento. Considerato che nel 2025 il numero medio di giorni di interruzione delle operazioni è salito a 23, contro i 17 dell’anno precedente recando alle diverse realtà imprenditoriali danni economici ingenti e perdita di tempo in termini di produzione, per correre ai ripari il 43% delle aziende ha deciso di appoggiarsi a fornitori locali per ridurre la propria dipendenza dalle supply chain globali. In questo scenario, cresce così la fiducia verso partner capaci di garantire continuità, tempi certi e qualità costante. Argos Surface Technologies, esperto nei trattamenti superficiali e rivestimenti industriali, dal 2020 ha acquisito diverse realtà d’eccellenza nel Nord Italia per riuscire a servire in maniera capillare PMI e grandi leader del mercato. La strategia espansiva del Gruppo, infatti, mira a costruire un network di
collaborazioni proficue attraverso l’annessione delle principali eccellenze sparse sul territorio italiano per una filiera corta, controllata, rapida ed efficiente. L’integrazione delle competenze conseguite negli anni nei vari stabilimenti, grazie a una scrupolosa strategia di acquisizioni e investimenti tecnologici, ha contribuito non solo a incrementare l’efficienza produttiva, velocizzare le lavorazioni e ampliare la gamma di servizi offerti, ma anche di garantire oggi consegne in soli tre giorni e una capacità di intervento tempestiva in caso di urgenze o variazioni progettuali.
In un contesto produttivo caratterizzato da incertezza e crescente complessità, il fornitore ideale è colui che unisce prossimità, innovazione, sostenibilità e competenza tecnica. Questi elementi non rappresentano solo un vantaggio competitivo, ma costituiscono la base per una filiera più resiliente, reattiva e capace di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato.
Presenza territoriale diffusa: un partner con una rete produttiva distribuita sul territorio può assicurare continuità operativa anche in momenti di instabilità, grazie a tempi logistici più brevi e a una maggiore rapidità nell’interazione quotidiana. Investimenti in nuove tecnologie: la disponibilità di impianti di nuova tecnologia e processi automatizzati permette di migliorare la qualità del servizio, aumentare l’efficienza e salvaguardare la sicurezza delle
persone. Sostenibilità e tracciabilità: un ecosistema produttivo solido deve essere in grado di monitorare l’impatto delle proprie azioni, limitare consumi e sprechi e mantenere la trasparenza lungo tutto il ciclo operativo. Know-how tecnico e supporto al cliente: la capacità di accompagnare il cliente dalla definizione della tecnologia più idonea per il trattamento delle superfici fino alla verifica finale del risultato consente di ottimizzare tempi e performance.
ACQUISIZIONI
Hexagon investe nell'AI per potenziare il monitoraggio degli asset
Hexagon AB ha annunciato l'acquisizione di IconPro, azienda tedesca specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per la manutenzione intelligente degli asset. IconPro è sviluppatrice di Apollo, una piattaforma software di manutenzione intelligente che consente il monitoraggio remoto delle operazioni,
delle condizioni e delle attività delle macchine. L'integrazione di queste funzionalità nelle attuali soluzioni di metrologia di Hexagon permetterà di introdurre la manutenzione intelligente delle macchine di misura a coordinate (CMM), riducendo i tempi di inattività e migliorando produttività, qualità e velocità dei processi
produttivi. L'integrazione della tecnologia di IconPro consentirà a Hexagon di offrire analisi e informazioni dettagliate basate sull’AI lungo tutta la sua base installata globale, a partire dalla divisione Stationary Metrology dell’area di business Manufacturing Intelligence.
Il completamento dell'acquisizione è previsto per dicembre, con la piena integrazione attesa entro breve. Nel 2026, IconPro genererà ricavi per circa 2 milioni di euro, con una redditività inizialmente inferiore rispetto a quella dell'area di business Manufacturing Intelligence di Hexagon.
ACCORDO OPERATIVO
Ad Abu Dhabi è stata firmata l'alleanza Assolombarda-AlghanimSace-Simest per coinvolgere le PMI nei progetti strategici della regione.
Il sistema-Italia ha fatto un altro importante passo in avanti per consolidare le relazioni con l’area del Golfo. Nell’Hub for Made in Italy di Italiacamp ad Abu Dhabi, nella Sky Tower di Reem Island, è stata siglata un’intesa industriale di ampio respiro volta a consolidare la presenza delle eccellenze produttive italiane nei Paesi del Golfo. Si tratta di un accordo operativo sottoscritto da Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, dal legal representative di Fouad Alghanim & Sons Group of Companies, da Vittorio de Pedys, presidente di SIMEST, e da Michele Pignotti, Chief Executive Officer di SACE.
L’obiettivo della sinergia è quello di stabilire una nuova dinamica di cooperazione tesa a promuovere l’identificazione e il successivo sviluppo di potenziali bandi e progetti selezionati nella regione del Gulf Cooperation Countries, con il coinvolgimento delle filiere
Il sistema-Italia consolida le relazioni nel Golfo
produttive del territorio di Assolombarda. Il protocollo prevede un coordinamento con SACE e SIMEST per un potenziale supporto finanziario e assicurativo, oltre che per la pianificazione di eventi di presentazione e di business matching, nell’ottica di agevolare la partecipazione delle imprese in un’area, quella del Golfo, il cui interscambio commerciale vale
29,4 miliardi di euro per Italia, 6,9 miliardi per la Lombardia e
L’obiettivo della sinergia è quello di stabilire una nuova dinamica di cooperazione tesa a promuovere potenziali bandi e progetti selezionati nella regione del Gulf Cooperation Countries, con il coinvolgimento delle filiere produttive del territorio di Assolombarda
3,7 miliardi per il “quadrilatero” di Assolombarda. Nel quadro dell’alleanza, uno steering committee si riunirà due volte l’anno per monitorare le opportunità, esaminare lo stato di avanzamento dei progetti e coordinare la cooperazione.
IL NUOVO PRESIDIO NELL’HUB FOR MADE IN ITALY DI ITALIACAMP DI ABU DHABI
La firma dell’intesa è stata anche l’occasione per celebrare, in contemporanea, alla presenza del General Manager di Italiacamp EMEA, Leo Cisotta, il taglio del nastro del nuovo spazio di Assolombarda all'interno dell’Hub for Made in Italy di Abu Dhabi. Un nuovo presidio fisico che costituisce il primo tassello della presenza di Assolombarda negli Emirati Arabi Uniti, che presto avrà anche una sede operativa a Dubai. Il presidio consolida il ruolo dell’Italia e del territorio rappresentato
da Assolombarda come partner tecnologico e industriale di riferimento per gli Emirati Arabi Uniti, oltre che per l’intera regione del Golfo, testimoniando la volontà dell’Associazione di garantire una continuità operativa in un’area considerata strategica. Nel 2024, l’interscambio commerciale con gli Emirati Arabi Uniti vale, del resto, 10 miliardi di euro per l’Italia; 2,4 miliardi per la Lombardia; 1,6 miliardi per il “quadrilatero” Milano-Monza e Brianza-LodiPavia. In termini di esportazioni, nell’ultimo, decennio la crescita è stata considerevole: dal 2014 al 2024, le vendite negli Emirati Arabi Uniti sono cresciute del 49% a livello italiano, del 70% in Lombardia e dell’86% nel territorio di Assolombarda. Anche i dati più recenti confermano la rilevanza dei rapporti con il nostro territorio: tra gennaio e settembre 2025, le esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti sono cresciute del 3,9%, raggiungendo 1,1 miliardi di euro.
“Oggi il sistema-Italia, con il contributo di Assolombarda e di rilevanti partner nazionali e internazionali, conferisce nuovo slancio alle relazioni con i Paesi dell’area del Golfo", ha commentato Alvise
Biffi, presidente di Assolombarda.
"Grazie all’accordo con Alghanim, SACE e SIMEST, poniamo le basi per una presenza strutturale nella regione. L’accordo, in particolare, rappresenta un nuovo modello proattivo dove è l’Associazione a coinvolgere le imprese in opportunità progettuali di business e diverrà pilota del nostro approccio all’internazionalizzazione: intendiamo, infatti, riprodurlo anche in altre aree del mondo per garantire al nostro territorio, che rappresenta il 13% del PIL nazionale, un accesso privilegiato ai mercati globali”.
Nel quadro dell’alleanza, uno steering committee si riunirà due volte l’anno per monitorare le opportunità, esaminare lo stato di avanzamento dei progetti e coordinare la cooperazione
LE PERSONALITÀ PRESENTI
L’evento ha visto la partecipazione di un parterre di altissimo profilo, a testimonianza della rilevanza del rapporto bilaterale. Erano presenti alla cerimonia: Tariq Altayer, Director Foreign Direct Investment Department, UAE Ministry of Investment; Badr Al-Olama, direttore generale di ADIO-Abu Dhabi Investment Office; Massimo Falcioni, Chief Competitiveness Officer di ADIOAbu Dhabi Investment Office); Lorenzo Morini, ambasciatore d’Italia in Kuwait; Massimo Casini, rappresentante di Alghanim. Ha participato alla cerimonia anche una delegazione del mondo industriale e professionale italiano ed emiratino.
“Attraverso questo accordo strategico con Assolombarda, SACE e SIMEST, stiamo stabilendo una piattaforma concreta per tradurre le storiche relazioni bilaterali tra l'Italia e i paesi del Golfo in opportunità strutturate di investimento e sviluppo industriale", ha spiegato Fouad Alghanim & Sons Group. "Per il Gruppo Fouad Alghanim & Sons, questa partnership riflette il nostro impegno a fungere da ancora regionale a lungo termine per i partner internazionali, facilitando l'accesso al
mercato, l'avvio di progetti e l'esecuzione locale in settori prioritari quali l'energia, le infrastrutture, la produzione industriale e i servizi avanzati. Consideriamo questa alleanza non solo come una porta d'accesso per le PMI italiane nel GCC, ma come un modello scalabile per la costruzione di catene del valore transfrontaliere integrate, in grado di generare un impatto economico sostenibile per entrambe le regioni".
“SIMEST aderisce con convinzione a questo Accordo quadro che rafforza il modello di collaborazione del Sistema-Paese a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane", ha dichiarato Vittorio de Pedys, presidente di SIMEST. "L’intesa con Assolombarda, Alghanim e SACE rappresenta un’opportunità concreta per accompagnare le PMI e le filiere produttive del territorio nell’accesso a progetti strategici nell’area del Golfo, un mercato ad alto potenziale di crescita. In questo quadro, SIMEST metterà a disposizione il proprio know-how e i propri strumenti finanziari per favorire
ATTUALITÀ
lo sviluppo di iniziative imprenditoriali sostenibili, contribuendo a rafforzare la presenza industriale italiana e a creare valore di lungo periodo per le imprese e per il Paese”.
“Siamo felici di fare squadra con Assolombarda e SIMEST al fianco di un player come Fouad Alghanim & Sons Group of Companies per supportare lo sviluppo di nuove opportunità in un’ampia gamma di settori strategici per le nostre imprese e filiere italiane dall'ingegneria alle infrastrutture, dall'energia alle tecnologie
industriali", ha spiegato Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE. "L’export è il principale motore di crescita dell’economia nazionale e noi di SACE, in qualità di Export Credit Agency italiana, abbiamo la responsabilità di fare da apripista al Made in Italy in mercati ad alto potenziale come quelli dell’area del Golfo”. "Ospitare nel nostro Hub for Made in Italy di Abu Dhabi la firma di un accordo tra realtà di primo piano conferma quanto abbiamo osservato negli ultimi anni lavorando a stretto contatto con l’ecosistema emiratino: questo contesto rappresenta un’opportunità strategica per le imprese italiane, chiamate a valorizzare le proprie eccellenze e a costruire sinergie con gli attori istituzionali ed economici locali", ha commentato Leo Cisotta, General Manager di Italiacamp EMEA. "In questa direzione si inserisce l’apertura del presidio di Assolombarda all’interno del nostro Hub di Abu Dhabi che, grazie alla sua collocazione nel principale centro istituzionale e finanziario della regione, consentirà di rafforzare la presenza dell’organizzazione sul territorio e di integrarla in un network qualificato di relazioni ad alto valore”.
TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE
VIGEL acquisisce MCM
Vigel Spa e MCM Spa completano il trasferimento della proprietà di MCM a MCM Manufacturing Technologies Srl, società controllata dalla holding GENFIN, che controlla anche VIGEL.
Sia Vigel sia MCM sono riconosciute come realtà di eccellenza nel settore delle tecnologie per la produzione. L’acquisizione sostiene una visione di lungo periodo orientata alla costruzione di un’organizzazione solida e diversificata, focalizzata su soluzioni avanzate di lavorazione meccanica per l’industria globale.
VIGEL è un’azienda fondata nel 1947 a Torino ed è tuttora di proprietà della famiglia fondatrice. È stata tra i pionieri nella progettazione e produzione di centri di lavoro multi-mandrino ed è oggi una realtà multinazionale con stabilimenti in Italia (Torino), India e Cina, e filiali in Europa, Stati Uniti, Messico, India, Cina e Corea. Oltre ai centri di lavoro, la gamma prodotti di VIGEL comprende anche torni verticali e macchine utensili speciali per il settore automotive.
MCM è un’azienda fondata nel 1978 a Piacenza, specia -
lizzata nella progettazione e produzione di centri di lavoro orizzontali e sistemi produttivi flessibili che operano tramite software di supervisione sviluppato dalla propria divisione IT. Le tecnologie di lavorazione meccanica di MCM trovano applicazione in diversi settori industriali, con particolare attenzione all’aerospazio.
L’acquisizione rafforza la capacità di offrire una gamma più ampia di prodotti e tecnologie, di diversificare i mercati di riferimento e di sviluppare strategie volte a consolidare le sinergie tra le
due aziende - nelle vendite, nello sviluppo prodotto, nella produzione e negli acquisti - oltre a rafforzare la presenza e la vicinanza a una base clienti oggi ancora più ampia e diversificata.
TRATTAMENTI TERMICI
Carbotempra è una azienda di trattamenti termici, con impianti di ultima generazione, dotata di laboratorio per prove metallurgiche e tecnologiche. L’azienda è specializzata nella tempra di acciai per cuscinetti e speciali, nella cementazione gassosa e carbonitrurazione.
Laboratorio metallurgico
Cementazione
Carbonitrurazione
Tempra e rinvenimento
Sottoraffreddamento
Normalizzazione
Ricottura normale e in bianco Sabbiatura
La sede di MCM a Vigonzole (PC)
L'INDAGINE DI FEDERMECCANICA
Nei primi 9 mesi del 2025 il comparto metalmeccanico e meccatronico ha registrato una contrazione. Nel breve periodo le imprese puntano su taglio dei costi e ottimizzazione dei processi per recuperare efficienza.
Sono stati diffusi i risultati della 176ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana. La dinamica dell’attività produttiva osservata in questi primi nove mesi del 2025 ha continuato ad evidenziare la debolezza che sta caratterizzando la nostra industria da tempo. Infatti, i moderati segnali di ripresa di inizio anno si sono successivamente ridimensionati e nel terzo trimestre i livelli di produzione sono tornati in territorio negativo, malgrado il rimbalzo osservato a settembre. Nel terzo trimestre del 2025, la produzione nel suo complesso ha registrato una variazione negativa rispetto al trimestre precedente (-0,5%) e una positiva nel confronto con l’analogo periodo del 2024 (+0,7%).
Sempre nello stesso periodo, l’attività produttiva metalmeccanica, in termini congiunturali si è mantenuta positiva (dal +1,1% del primo trimestre al +1,6% nel terzo), mentre in termini tendenziali, dopo i risultati negativi dei primi due trimestri (rispettivamente -5,8% e -2,6%), nel terzo ha registrato un incremento del 3,2%.
Industria metalmeccanica: ripresa fragile in un contesto complesso
Tuttavia, tra gennaio e settembre dell’anno in corso, i livelli di produzione settoriale risultano mediamente inferiori del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una contrazione più accentuata di quella registrata per l’intero comparto industriale (-1,7%).
A condizionare l’attività produttiva metalmeccanica è stato, in particolar modo, il sensibile calo tendenziale della fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi (-14,3%) accompagnato dalle contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-2,5%), di Macchine e apparecchi elettrici (-1,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-1,3%).
Le dinamiche produttive sono state disomogenee nei diversi
comparti e questo anche perché il settore metalmeccanico è fortemente eterogeneo sia per l’inclusione di una vasta gamma di attività produttive, molto diversificate tra loro, sia per le differenti dimensioni che caratterizzano le imprese metalmeccaniche.
settoriale risultano mediamente inferiori del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024
Tra gennaio e settembre del 2025, i livelli di produzione
DISOMOGENEITÀ PRODUTTIVE
NEI PAESI DELL'UE
Relativamente all’Unione europea, nella media dei 27 paesi membri, la produzione metalmeccanica dell’area appare ancora debole ( -0,7% il calo tendenziale nel periodo gennaio-settembre 2025) e si riscontrano delle difficoltà e disomogeneità produttive nei principali paesi membri. Se in Francia e Spagna si è verificato un recupero dell’attività produttiva (rispettivamente +1,1% e +1,2% nel confronto con gli analoghi mesi dell’anno precedente), in Germania la produzione metalmeccanica, al contrario, è diminuita del 2,8%. Malgrado il difficile contesto internazionale, nei primi nove mesi dell’anno in corso le esportazioni in valore sono aumentate del 2,0% nel confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente, (+1,5% verso i paesi UE e +2,5% verso i mercati extracomunitari); le importazioni sono anch’esse aumentate dell’1,5% e l’interscambio ha determinato un saldo positivo della bilancia commerciale di 39,5 miliardi. Nell’area comunitaria solo i flussi verso la Francia registrano una variazione negativa (-0,4%),
mentre nell’area extra UE c’è da sottolineare il miglioramento delle vendite sui mercati statunitensi (+3,2%) dovuto al comparto dei mezzi di trasporto ad esclusione degli autoveicoli che invece hanno registrato un crollo del 22,0%.
I risultati confermano la difficile e complessa fase che sta attraversando il nostro Settore come evidenziato dagli ordini in portafoglio, negativi oramai da diversi trimestri. Le prospettive a breve delle imprese, condizionate ancora da un clima di forte incertezza, tendono verso una parziale ripresa produttiva (più contenuta per la componente estera della domanda) ma senza alcun riflesso sull’occupazione settoriale: Il 33% (in aumento rispetto al precedente 24%) delle imprese intervistate ha dichiarato una diminuzione delle consistenze in essere del portafoglio ordini a fronte del 28% di quelle che, invece, hanno registrato un aumento. Il 45% ritiene che per i prossimi mesi non ci saranno variazione nei volumi di produzione (il 31% prospetta incrementi a fronte del 24% che, invece, prevede contrazioni). Rimane significativa e pari al 10%, la percentuale
di imprese che valuta “cattiva o pessima” la situazione della liquidità aziendale. Il 68% delle imprese non pensa di modificare la propria forza lavoro (il 17% prevede aumenti a fronte del 15% che, invece, pronostica ridimensionamenti). "Siamo ancora dentro un tunnel e le luci sono flebili", ha commentato Alessia Miotto vicepresidente di Federmeccanica. "Ci sono alcuni segni più ma non si possono definire segnali positivi perché il quadro complessivo è molto fosco e perché siamo molto distanti da quegli standard necessari per sostenere un’adeguata crescita del Settore. Abbiamo perso molto terreno negli ultimi mesi e in questi anni. Fa impressione vedere che un’azienda metalmeccanica su dieci continua ad avere problemi di liquidità. Occorre fare grandi sforzi come Sistema Paese per recuperare mettendoci in carreggiata e per andare avanti all’insegna della crescita. È necessario affrontare e risolvere il problema della produttività che da troppo tempo
Malgrado il difficile contesto internazionale, nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni in valore sono aumentate del 2,0%
costituisce un freno allo sviluppo dell’Industria e del Paese. Sono chiari gli ambiti di intervento e si deve incidere su tutti i fattori abilitanti, sia nel breve che nel medio e lungo termine. Ognuno deve fare la propria parte. Le parti sociali, anche con il rinnovo del CCNL, hanno dato un contributo e dobbiamo continuare a farlo ad ogni livello. Ci aspettiamo che le Istituzioni utilizzino tutte le leve che ci sono per sostenere la competitività della manifattura a partire dal supporto agli investimenti con misure efficaci e di ampio respiro fino a interventi funzionali a contenere i costi di produzione e utili alla crescita dimensionale delle imprese. È in gioco il futuro del Paese nessuno può chiamarsi fuori".
"Rimangono tante incertezze e questo è un fattore negativo, allo stesso tempo c’è la certezza che oggi si produce a caro prezzo, ed anche questo è molto negativo", ha spiegato Stefano Franchi direttore generale di Federmeccanica. "Tra i tanti dati che ballano e oscillano anche in maniera sensibile ce n’è uno che ogni volta andiamo a leggere auspicando di osservare una effettiva inversione di tendenza che purtroppo fino ad oggi non c’è mai stata. Questa indagine ce lo conferma. I prezzi alla produzione, che evidenziano il livello dei costi per produrre, sono da tanti trimestri su livelli di guardia, essendo aumentati del 20% circa rispetto alla norma. C’è quindi una nuova normalità con cui occorre fare i conti e i conti non tornano. Se le imprese evidenziano che nell’immediato la priorità è la riduzione dei costi di produzione, evidentemente quel macigno pesa ancora tanto e rappresenta un grande freno alla crescita".
ATTUALITÀ
LE LEVE PER MIGLIORARE LA PRODUTTIVITÀ DELLE IMPRESE
È stato chiesto di indicare i fattori più importanti da potenziare per migliorare la produttività delle imprese nell’immediato e nel medio/lungo periodo: il primo fattore da potenziare nell’immediato è la riduzione dei costi di produzione (energetici, materie prime, lavoro), che ha raccolto il 24,9% delle preferenze, seguita da ottimizzazione dei processi produttivi e aziendali (20,6%). Poi troviamo formazione continua e sviluppo delle competenze (16,9%) e innovazione e digitalizzazione (11,1%) intese come R&S, automazione, IoT, IA, cloud, ecc. A seguire sviluppo/rafforzamento dell'internazionalizzazione dell'azienda (sia su mercati già in essere sia cercando nuovi mercati di sbocco e nuovi clienti) (7,6%) a potenziamento delle infrastrutture nazionali/transnazionali ed efficientamento logistico (4,1%). Se invece si considera il medio-lungo periodo, la distribuzione delle preferenze risulta meno differenziata, come
se per migliorare la produttività, nel tempo, occorresse intervenire, contestualmente, su più fronti. Pertanto, ai primi posti, si posizionano innovazione e digitalizzazione (R&S, automazione, IoT, IA, cloud, ecc.) e strutturazione/crescita dimensionale delle imprese che raccolgono, rispettivamente il 14,7% e il 14,3% delle preferenze; a seguire sviluppo/rafforzamento dell’internazionalizzazione dell’azienda (sia su mercati già in essere sia cercando nuovi mercati di sbocco e nuovi clienti) (13,2%), Formazione continua e sviluppo delle competenze (12,0%) e ottimizzazione dei processi produttivi e aziendali (11,1%). Con percentuali sempre superiori al 10% si collocano: potenziamento delle infrastrutture nazionali/transnazionali ed efficientamento logistico e riduzione dei costi di produzione (energetici, materie prime, lavoro, ecc.), mentre con quote più basse troviamo reti d’impresa e aggregazioni e efficienza del sistema amministrativo/giudiziario.
Fanuc riconosciuta tra le 100 aziende più innovative
Fanuc Corporation è stata riconosciuta come una delle “Top 100 Global Innovators 2026” da Clarivate Plc, una delle principali società mondiali specializzate nell’analisi e nella valutazione dell’innovazione e della proprietà intellettuale. Questo è il settimo anno in cui Fanuc entra nella classifica e il quinto consecutivo.
Ogni anno, Clarivate individua e classifica le 100 aziende e istituzioni più innovative al mondo, utilizzando un metodo originale basato su brevetti proprietari. Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’innovazione: le aziende selezionate nel 2026 rappresentano circa il 16% delle invenzioni ad alta intensità di AI.
Fanuc ha concentrato il proprio business nel settore dell’automazione industriale, investendo costantemente in ricerca e sviluppo per creare prodotti altamente competitivi. Per distinguersi sul mercato, l’azienda ha rafforzato la propria strategia brevettuale globale, costruendo un portafoglio di proprietà intellettuale competitivo e incrementando
il valore aziendale.
Negli ultimi anni, Fanuc ha puntato sulla tecnologia AI per favorire l’innovazione nei siti produttivi. Parallelamente, ha depositato numerosi brevetti legati all’intelligenza artificiale in diversi ambiti, dai dispositivi di controllo numerico al controllo dei robot. Secondo un’indagine dello scorso anno dell’Ufficio Brevetti Giapponese, Fanuc si è classificata 18ª in Giappone per numero di brevetti legati all’AI.
Questo riconoscimento è il frutto della capacità di innovare e della strategia di proprietà intellettuale di Fanuc, valutate in modo indipendente. L’azienda continuerà a rafforzare la propria competitività, perseguire una crescita sostenibile e promuovere attività di proprietà intellettuale in linea con i cambiamenti del contesto globale. Proteggendo e valorizzando la proprietà intellettuale, Fanuc intende sostenere l’innovazione tecnologica e, attraverso la propria attività, contribuire a risolvere sfide sociali e ambientali, favorendo lo sviluppo di una società sostenibile.
I DATI DI UCIMU
Nel quarto trimestre 2025 sono arretrate le commesse, soprattutto oltreconfine, mentre il bilancio annuo resta positivo ma senza slancio. Attese ora per nuovi strumenti a sostegno degli investimenti e per una strategia più efficace sui mercati internazionali.
Nel quarto trimestre 2025, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per produrre, ha registrato un calo del 13,6% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2024. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 68 (base 100 nel 2021).
Sul fronte interno, gli ordini hanno segnato un arretramento del 2,9%, rispetto al quarto trimestre del 2024, per un valore assoluto di 56,3.
Più pesante è stato il risultato degli ordini raccolti oltreconfine che hanno registrato un calo del 17,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 69,3. Su base annua la raccolta ordini resta in territorio positivo grazie al segno più registrato nei primi tre trimestri, e si concretizza in un +3,1% (67,6 indice assoluto) rispetto al dato 2024; +38,9 % gli ordini interni (indice assoluto 55,1); -9,4% gli ordini esteri (indice assoluto 76,4).
"Il risultato complessivo della raccolta ordini relativo al 2025 è in linea con quello degli ultimi 2 anni e dunque ancora una volta deludente", ha commentato Riccardo Rosa, presidente UCIMU.
“Con riferimento in particolare all’ultimo trimestre appare eviden-
Macchine utensili: raccolta ordini in frenata, pesa l’incertezza globale
te che al rallentamento dell’attività sui mercati esteri non è corrisposta una sostanziale ripresa sul mercato domestico. Sul fronte interno, i risultati raccolti dimostrano che il piano 5.0 non ha funzionato come avrebbe dovuto. Certo il provvedimento, insieme al 4.0, ha mosso un po’ la domanda ma gli innumerevoli start and stop hanno reso tutto poco fluido fino alla sua conclusione a dicembre”.
“Ora – ha continuato Riccardo Rosa – siano in attesa dei decreti attuativi del nuovo provvedimento che accompagnerà gli investimenti in nuove tecnologie di qui al 2028. Le imprese italiane hanno grandi aspettative rispetto a questo provvedimento soprattutto per la durata che permette una migliore pianificazione
Su base annua la raccolta ordini resta in territorio positivo grazie al segno più registrato nei primi tre trimestri, e si concretizza in un +3,1% (67,6 indice assoluto) rispetto al dato 2024. A fianco: il presidente di Ucimu Riccardo Rosa
degli acquisti da parte degli utilizzatori e quindi anche una più efficace e efficiente distribuzione dell’attività produttiva delle nostre aziende.
Crediamo però sia fondamentale che i decreti arrivino a strettissimo giro per poter operare da subito con chiarezza dando sostegno alla domanda in un momento in cui lo scenario internazionale mette a dura prova i sistemi industriali delle economie tradizionali”.
“Volgendo lo sguardo oltre confine, il contesto di grande incertezza, determinato dall’instabilità geopolitica, è un fattore che incide pesantemente sui risultati delle nostre imprese che, sul fronte estero, si trovano oggi precluse molte opportunità di business. I conflitti aperti, la strategia commerciale di Trump con le continue ritrattazioni in merito ai dazi, la crisi dell’automotive e della Germania, la chiusura e la ormai inaccessibilità di alcuni mercati quali Russia e Cina limitano molto quella che da sempre è uno dei nostri punti di forza ovvero l’attività esportativa. A questo proposito – ha aggiunto Riccardo Rosa – accogliamo con grande favore la firma dell’accordo di libero scambio appena siglato da UE e India, un paese dalle enormi potenzialità di sviluppo e crescita, potenzialità che sicuramente i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione sapranno cogliere al meglio. D’altra parte, con 135 milioni di euro di export (nei primi 9 mesi del 2025, ultimo dato disponibi -
Tra i prossimi obiettivi, ci sarà anche quello di trasformare l'Intelligenza Artificiale e i nuovi quadri normativi europei in leve concrete di crescita per il manifatturiero avanzato
quelli dell’area", ha commentato il presidente Rosa. "Molti di quei paesi, primo fra tutti il Brasile, rappresentano mercati potenzialmente interessanti per le nostre aziende di cui gli utilizzatori locali apprezzano alta qualità e personalizzazione dell’offerta. Per questo, occorre intervenire al più presto per dare attuazione all’accordo che libererebbe oltretutto le nostre vendite da molte imposte daziali attualmente in vigore”.
le), l’India è oggi il nostro quarto mercato di sbocco e crediamo che il trattato appena firmato insieme all'abrogazione da parte del ministero delle industrie pesanti, dell'ordine "Omnibus", che avrebbe dovuto entrare in vigore a inizio 2026 e che avrebbe vincolato l’import di macchinari all’ottenimento della licenza BIS, daranno ulteriore slancio alla nostra attività nell’area”. “Al contrario consideriamo la decisione di rinviare l’accordo UEMercosur ad una valutazione della Corte un duro colpo per l’industria manifatturiera e in particolare per la macchina utensile italiana che da sempre guarda con attenzione anche ai mercati emergenti o con andamenti altalenanti come sono
“Anche in virtù di questo accordo, nell’ultimo biennio, l’associazione ha potenziato le sue iniziative dedicate ai paesi dell’America Latina. Oltre alle missioni esplorative svolte in Brasile, pensate per rafforzare le partnership con il sistema locale fatto di istituzioni, imprese e organizzazioni di rappresentanza, UCIMU ha avviato interessanti interlocuzioni con le organizzazioni di rappresentanza industriale dell’Argentina propedeutiche a nuove collaborazioni tra le industrie dei due paesi. Non abbiamo poi tralasciato i cosiddetti “paesi associati” e “osservatori” legati all’accordo, certi che anche questi potranno offrire opportunità interessanti per i costruttori italiani. Tra gli associati al Mercosur abbiamo volto l’attenzione sul Cile ove, a seguito di una missione di ricognizione, è stato messo allo studio un progetto di
ATTUALITÀ
sviluppo di un Centro Tecnologico. Tra i paesi osservatori dell’accordo, invece, il nostro obiettivo è puntato sul Messico dove, da inizio 2025, è operativa l’Oficina Italiana de Promotiòn Mexico, un desk che opera per supportare le aziende italiane, nell’attività di conoscenza e penetrazione del mercato rilevante, anche per l’area del Centro e NordAmerica”.
“Non possiamo permettere – ha concluso il presidente Rosa – che le grandi potenzialità delle imprese e il lavoro fatto dalle organizzazioni come la nostra siano vanificati da una decisione assolutamente insensata. Ne va della competitività del manifatturiero europeo”.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA IN FABBRICA
Tra i prossimi obiettivi, ci sarà anche quello di trasformare l'Intelligenza Artificiale e i nuovi quadri normativi europei in leve concrete di crescita per il manifatturiero avanzato. È questo il messaggio emerso durante l'incontro del Gruppo di Lavoro "Fabbrica Digitale" UCIMU, tenutosi lo scorso 29 gennaio, presso la sede del centro di innovazione digitale Cefriel di Milan. L’incontro ha visto la partecipazione attiva di oltre 20 imprese associate a UCIMU.
L'evento, aperto da Davide Della Bella, direttore generale UCIMU-
Sistemi per produrre, e da Alessandro De Biasio, amministratore delegato Cefriel, ha segnato l'avvio di un percorso di collaborazione basato su tre linee d'azione: l'analisi tecnica e manageriale dei dati, la collaborazione con esperti e centri di ricerca e lo sfruttamento dei finanziamenti a sostegno dell'innovazione.
Al centro del dibattito è emersa la necessità di una IA "antropocentrica", che mantenga la persona al centro dei processi produttivi per migliorare l'efficienza e la qualità. In questo contesto, il ruolo dei partner legali e tecnologici è stato fondamentale per delineare i pilastri della fabbrica del futuro:
• Quadro Normativo e Data Act: Studio Legale ISL e P4I hanno approfondito le implicazioni del Data Act e i principi di condivisione dei dati industriali. Il loro contributo è essenziale per guidare le aziende nella gestione della proprietà dei dati e nella definizione di strategie di compliance per l'adozione di soluzioni innovative basate sull’utilizzo dei dati.
• Intelligenza Artificiale come alleata strategica: Cefriel ha sottolineato come l’AI richieda un approccio mirato per essere integrata nelle macchine e nei sistemi e generare valore per i clienti. Cefriel mette a disposizione la propria esperienza al
servizio dell'ecosistema del Machinery offrendo alle aziende percorsi personalizzati per assessment strategici, roadmap di adozione dell'I Ae sperimentazioni reali.
• Infrastrutture HPC e Fondi CINECA: l'iniziativa IT4LIA mette a disposizione servizi e infrastrutture di calcolo avanzate per supportare l'ecosistema dell'Intelligenza Artificiale nazionale.
• 5G Industriale e Cloud: asset indispensabili, presentati da TIM Enterprise, per garantire la trasmissione e la gestione dei dati in tempo reale necessarie ai sistemi intelligenti.
• Data Space e Machinery X: il ruolo della piattaforma è quello di agire come catalizzatore per la condivisione sicura e sovrana dei dati tra i player coinvolti nelle applicazioni di Intelligenza Artificiale.
"L’intelligenza artificiale non è più solo una prospettiva futura ma è una variabile determinante per l'efficienza dei processi e la qualità del prodotto finito", ha rilevato Alessandro De Biasio, amministratore delegato del Cefriel. "Per le nostre aziende, l'integrazione dell’intelligenza artificiale è strettamente legata alla disponibilità dei fattori abilitanti: solo attraverso l'adozione di dataspace, di tecnologie cloud e del 5G è possibile estrarre valore reale dai dati che si hanno a disposizione. Questa sinergia, che va resa compatibile con il perimetro normativo, è la chiave per mantenere la leadership globale del settore”, ha affermato Davide Della Bella, direttore generale UCIMU-Sistemi per produrre.
"Il nostro obiettivo è supportare le imprese nella costruzione della Fabbrica Digitale, trasformando i dati in valore tangibile. Attraverso il confronto costante, identifichiamo casi industriali reali e avviamo sperimentazioni che garantiscano sicurezza e sovranità del dato, ponendo le basi per una crescita sostenibile del comparto grazie a ecosistemi industriali avanzati".
COOPERAZIONE STRATEGICA
Sistemi frenanti e soluzioni software per la mobilità del futuro
JAC Group, uno dei principali produttori di auto cinesi, e Brembo, esperto globale nelle soluzioni frenanti, hanno firmato il 5 febbraio un accordo di cooperazione strategica per rafforzare la collaborazione di lungo periodo e promuovere l’innovazione sulle piattaforme dei veicoli del futuro. L’accordo rappresenta una tappa significativa per entrambe le aziende e pone le basi per una partnership più ampia, fondata sull’obiettivo comune di portare sul mercato le tecnologie più avanzate per la mobilità di nuova generazione. Grazie a questa collaborazione, Brembo e JAC lavoreranno insieme per svilup-
pare sistemi frenanti evoluti e soluzioni software avanzate, in grado di rispondere alle esigenze in continua evoluzione del mercato automotive cinese.
“Brembo è un esperto globale dei sistemi frenanti e un partner di fiducia. Abbiamo già costruito una solida base lavorando insieme sulla Maextro S800", ha spiegato Xiang Xingchu, segretario del Comitato di Partito, presidente e General Manager di JAC Group. "Questo accordo strategico segna l’inizio di una nuova fase di collaborazione e di sviluppo congiunto, per offrire agli utenti esperienze di guida più sicure e di qualità
superiore”.
“La Cina è un mercato strategico per Brembo. Questa partnership rappresenta un passo importante nel nostro ruolo di solutions provider", ha spiegato Daniele Schillaci, CEO del Gruppo Brembo. "Unendo i nostri sistemi frenanti con software proprietari e competenze digitali, offriamo ai nostri clienti soluzioni integrate a più alto valore aggiunto. È un onore collaborare con importanti produttori cinesi come JAC per contribuire, attraverso le nostre innovazioni, allo sviluppo dei veicoli di nuova generazione”. La cerimonia della firma si è
svolta il 5 febbraio presso la sede centrale di JAC a Hefei, alla presenza dei massimi dirigenti di entrambe le aziende, tra cui Xiang Xingchu, segretario del Comitato del Partito, presidente e General Manager del Gruppo JAC; Daniele Schillaci, CEO del Gruppo Brembo; Bogdan Bereanda, COO della Foundation Brake Global Division di Brembo; Ignacio Álvarez Troncoso, Chief Research and Development Officer di Brembo; e Aleksandar Gramatikov, presidente e CEO di Brembo China. La cerimonia è stata presieduta da Ma Cuibing, Direttore della Holding del Gruppo JAC.
STRATEGIA 2030
Debolezza economica, dazi e costi strutturali frenano la performance di Bosch. ll piano industriale della società punta quindi su innovazione, AI e razionalizzazione per rafforzare solidità e investimenti nel medio periodo.
Per Bosch, fornitore globale di tecnologie e servizi, il 2025 è stato un esercizio finanziario impegnativo. Secondo i dati preliminari, il fatturato si è attestato leggermente al di sopra del livello dell’anno precedente, raggiungendo i 91 miliardi di euro (2024: 90,3 miliardi di euro). Al netto degli effetti dei tassi di cambio, i ricavi sono cresciuti del 4,2%. Il margine EBIT delle attività operative, pari a circa il 2%, è stato al di sotto delle aspettative (2024: 3,5%).
"La realtà economica si riflette chiaramente nei nostri risultati: il 2025 è stato per Bosch un anno difficile e, in alcuni momenti, particolarmente impegnativo", ha dichiarato Stefan Hartung, presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch. "In un contesto sfavorevole, continuiamo a portare avanti in modo sistematico la nostra strategia di crescita, che richiede anche un rafforzamento della nostra competitività. Ora stiamo definendo con chiarezza la rotta per il futuro". Secondo Hartung, Bosch continuerà a fare leva sulla propria presenza globale, su un marchio forte e su un solido know-how tecnologico.
Le principali ragioni della crescita contenuta nell’ultimo esercizio finanziario sono riconducibili alla debole situazione economica e a
Tra riorganizzazione e rilancio, un esercizio finanziario impegnativo
condizioni di mercato sempre più complesse. Il risultato è stato penalizzato dalla riduzione dei margini dovuta a minori volumi di vendita, nonché dall’aumento dei dazi e da consistenti accantonamenti destinati ai necessari adeguamenti strutturali e alle correlate misure sul personale. L’obiettivo di questo processo di riorganizzazione è garantire che l’azienda rimanga solida dal punto di vista economico, finanziariamente indipendente e sicura nel lungo periodo. Per raggiungere tale obiettivo, Bosch deve continuare a conseguire una crescita annua del fatturato compresa tra il 6 e l’8%, con un margine di almeno il 7%. Alla luce dell’attuale contesto, l’azienda ritiene ora che
Le principali ragioni della crescita contenuta nell’ultimo esercizio finanziario sono riconducibili alla debole situazione economica e a condizioni di mercato sempre più complesse
il raggiungimento di tale margine non avverrà nel 2026, ma solo a partire dal 2027.
RIDURRE IL DIVARIO DEI COSTI E RAFFORZARE LA CAPACITÀ DI INVESTIMENTO
Nel corso dell’ultimo anno, Bosch ha continuato a perseguire in
modo sistematico la propria Strategia 2030 di lungo periodo. Oltre al raggiungimento dell’obiettivo di margine, la strategia prevede che l’azienda si collochi tra i primi tre fornitori nei propri mercati chiave in tutte le regioni del mondo. Ciò richiede, in particolare, livelli di costo competitivi e capacità produttive adeguate alla domanda. "Stiamo lavorando intensamente sui costi dei materiali, utilizziamo l’intelligenza artificiale in misura ancora maggiore per aumentare la produttività e valutiamo ogni investimento con ancora più attenzione rispetto al passato", ha dichiarato Hartung. "Tuttavia, per garantire nel lungo periodo la nostra competitività e la nostra capacità di investimento, è necessario fare molto di più per ridurre i costi del personale e snellire l’organizzazione". In particolare, la trasformazione strutturale verso l’elettromobilità e l’elevatissima pressione sui prezzi e sulla concorrenza nell’industria automobilistica globale stanno generando, nel solo settore di business Mobility, un divario annuo di costi pari a circa 2,5 miliardi di euro a livello mondiale, rispetto all’obiettivo di margine del settore. Di conseguenza, lo scorso anno Bosch ha annunciato la necessità di ridurre ulterior-
mente l’organico di circa 13.000 collaboratori.
STRATEGIA 2030: INNOVAZIONI E ACQUISIZIONI CREANO NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS
Nonostante il contesto sfavorevole, Bosch individua significative opportunità di rilancio in numerosi segmenti di mercato. Il software Vehicle Motion Management per il controllo centrale di freni, sterzo, propulsione e telaio è già accolto molto positivamente dal mercato, come spiegato da Hartung. Lo scorso anno il fornitore di tecnologie e servizi è riuscito ad aggiudicarsi ordini per soluzioni di guida autonoma, per la relativa tecnologia dei sensori e per computer centrali per un valore di 10 miliardi di euro, confermando così la propria competitività a livello globale. La progressiva integrazione delle attività recentemente acquisite nel business delle soluzioni HVAC garantisce prospettive di crescita solide: Bosch Home Comfort punta a quasi raddoppiare nel medio termine il proprio fatturato, portandolo a 8 miliardi di euro, ed è oggi uno dei maggiori fornitori a livello mondiale nel mercato del riscaldamento, della ventilazione e della climatizzazione per edifici
residenziali e commerciali leggeri. La divisione Power Tools ha accelerato i processi di sviluppo dei prodotti, riducendo in media di due mesi il time to market.
PROSPETTIVE PER IL 2026: LA PRESSIONE COMPETITIVA E SUI PREZZI CONTINUA A CRESCERE Bosch non prevede un miglioramento della situazione nell’esercizio in corso. L’azienda stima attualmente che l’economia globale crescerà del 2,3% nel 2026.
Il software Vehicle Motion Management per il controllo centrale di freni, sterzo, propulsione e telaio è già accolto molto positivamente dal mercato
"Ci sono molti segnali che indicano un lieve rallentamento della crescita economica mondiale", ha commentato Forschner. "La pressione competitiva e sui prezzi tenderà probabilmente ad aumentare ulteriormente e gli effetti dei maggiori dazi si faranno sentire pienamente per la prima volta". Bosch prevede di ottenere progressi significativi grazie alle misure introdotte per l’attuazione della Strategia 2030. "Cominceremo a vedere effetti positivi sul margine una volta migliorata la nostra situazione in termini di costi e competitività", ha dichiarato Forschner. "Tuttavia, alla luce del contesto economico debole e sfavorevole, il margine del 7% sarà raggiunto al più presto nel 2027".
FASTENER FAIR ITALY
Il settore del fissaggio torna a incontrarsi a Milano
Dopo il successo della quarta edizione, che ha riunito oltre 200 espositori provenienti da 19 Paesi e attirato più di 2.400 visitatori qualificati da tutta Europa, Fastener Fair Italy tornerà dal 24 al 25 giugno 2026 negli spazi di CityLife - Allianz MiCo a Milano. La manifestazione si conferma come il principale punto di incontro in Italia per i professionisti della viteria, bulloneria e dei sistemi di
fissaggio. A inizio 2026, numerose aziende avevano già confermato la presenza importanti player come Ambrovit, Berardi Bullonerie, Bontempi, Corbetta Ermanno, Fastbolt, Gandini, Index/Chavesbao, Vilux Viterie, Vipa, Viteria Fusani, Viteria Smel e molti altri ancora. Sono inoltre ancora disponibili opportunità espositive per produttori, grossisti e distribu-
L’agenda
Simodec
2 - 6 marzo 2026
La Roche-sur-Foron, Francia www.en.salon-simodec.com
Mecspe
4 - 6 marzo 2026
Bologna www.mecspe.com/it
Global Industrie
30 marzo - 2 aprile 2026
Parigi, Francia www.global-industrie. com
Hannover Messe 20 - 24 aprile 2026
Hannover, Germania www.hannovermesse.de/ en/hannover-messe-2026
Subcontracting 26 - 29 maggio 2026 Poznań, Polonia subcontracting.pl/en/
Subcon Show
3 - 4 giugno 2026 Birmingham, Regno Unito www.subconshow.co.uk
Interzum Forum Italy
4 - 5 giugno 2026 Bergamo www.interzum-forum. it/it/home
tori di sistemi di fissaggio, produttori di macchinari e fornitori di tecnologie e servizi correlati. La quinta edizione di Fastener Fair Italy introduce un format rinnovato e arricchito da diverse novità. Tra gli elementi di maggiore rilievo figurano due nuove aree tematiche. Una sarà dedicata all’utensileria manuale e presenterà un’ampia gamma di strumenti utilizzati nelle attività di assemblaggio, installazione e manutenzione: prodotti complementari che supportano e valorizzano le applicazioni di fissaggio, offrendo ai professionisti una panoramica immediata delle soluzioni più rilevanti per il proprio lavoro. La seconda area sarà invece focalizzata sulla torneria di precisione e riunirà produttori specializzati in lavorazioni meccaniche avanzate
e subfornitura, offrendo ai visitatori l’opportunità di incontrare aziende qualificate ed esplorare componenti torniti di alta qualità realizzati da esperti del settore. “In un momento in cui il settore dei sistemi di fissaggio si trova ad affrontare un contesto di mercato complesso, diventa ancora più importante creare occasioni di dialogo e collaborazione lungo tutta la filiera”, afferma Stephanie Cerri, Event Director per le fiere europee Fastener Fair. “Guardiamo con fiducia a un promettente 2026 per il nostro settore: la manifestazione offrirà ai visitatori l’opportunità di incontrare i principali operatori del comparto, esplorare soluzioni all’avanguardia e comprendere da vicino le tecnologie che stanno definendo i nuovi standard produttivi“.
Plast 9 - 12 giugno 2026 Milano plastonline.org
Fastener Fair Italy 24 - 25 giugno 2026 Milano www.fastenerfairitaly.com/
Farete 14 - 15 settembre 2026 Bologna www.farete.confindustriaemilia.it/home
Automazione e IA hanno portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi. A Parma un hub fondamentale per le aziende che vogliono adottare le nuove tecnologie in modo consapevole.
La fiera principale del nostro paese su automazione e digitale per l’industria, ovvero SPS Italia. si terrà dal 26 al 28 maggio a Parma. La 14esima è stata presentata a inizio anno MADECompetence Center Industria 4.0, una sorta di tempio dell’innovazione per la manifattura industriale. Ad aprire la conferenza ci ha pensato Donald Wich, da tempo amministratore delegato e colonna portante di Messe Frankfurt Italia. “In questo inizio di 2026 le tensioni geopolitiche hanno già vissuto un picco. In questo quadro incerto l’industria resta un motore di innovazione oltre che una garanzia di continuità. Più che mai in Italia, che oggi è il quarto esportatore al mondo. A garantire l’eccellenza delle soluzioni tecnologiche in mostra a SPS è il Comitato Scientifico della fiera, che continua a crescere. Ma SPS non significa solo alta tecnologia: protagoniste restano le persone, che vivono questo appuntamento come un’imperdibile occasione di networking e scambio di esperienze”. La manifestazione si presenterà nel suo tradizionale layout espositivo: sei padiglioni con il meglio delle tecnologie e delle soluzioni per il mondo industriale. Confermato anche Digital District, il percorso
SPS Italia: automazione e digitale per spingere la manifattura industriale
dimostrativo articolato in quattro aree: Academy, Start-up, Industrial IT&AI, Focus AI. Quest’ultimo spazio si consolida guardando alle opportunità d’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica nei processi produttivi.
Come ogni anno la fiera non sarà solo una vetrina espositiva, ma un momento qualificato di dialogo e approfondimento sui temi più strategici per la manifattura. Tra gli argomenti al centro del palinsesto dei convegni: AI Agents, Cybersecurity, Robotics & Physical AI, Software-defined manufacturing per una maggiore flessibilità nella produzione, ESG Environmental Social Governance - sostenibilità come pilastro nella pianificazione
industriale.
"SPS Italia è un riferimento per le aziende che puntano sulla tecnologia e sull’aggiornamento di persone e competenze per affrontare un presente complesso, fatto di sfide ma anche di opportunità da intercettare e valorizzare”, ha
DAL 26 AL 28 MAGGIO 2026
Sotto: un momento della presentazione della 14esima edizione di SPS Italia a Milano presso gli spazi del MADECompetence Center
Industria 4.0
continuato Donald Wich. “Automazione, digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity, formazione, upskilling e reskilling si confermano direttrici portanti della manifestazione del percorso On Tour, articolato in tre tappe sul territorio nazionale”.
MERCATO DELL’AUTOMAZIONE IN CRESCITA DEL 4%
È intervento poi Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione: “Secondo il preconsuntivo 2025 dell’Associazione, il nostro mercato ha registrato una crescita del fatturato del 4% rispetto all’anno precedente. Le attese per il 2026 indicano una sostanziale continuità, pur in un contesto di visibilità limitata caratterizzato da elementi di opportunità e da fattori di incertezza: da un lato la coda del PNRR e tassi favorevoli sostengono gli investimenti, dall’altro le continue perturbazioni esogene e il nuovo Piano Transizione condizionano i comportamenti degli imprenditori e richiedono un atteggiamento ponderato anche nel formulare qualunque previsione. Nonostante ciò, l’automazione industriale continua a distinguersi per la sua dinamicità, capacità
innovativa e varietà applicativa: digitalizzazione e Industrial AI, integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze umane, si confermano tra i principali motori di crescita.
L’edizione 2026 di SPS Italia offrirà a espositori e visitatori un’occasione concreta per osservare le trasformazioni in atto e quelle ancora in fase embrionale, oltre che per scoprire come le tecnologie dell’automazione potenzino le capacità dell’uomo e sostengano trasversalmente settori chiave nel nostro paese”.
GOVERNARE LA COMPLESSITÀ, UNA NUOVA LEVA COMPETITIVA
“Negli ultimi anni l’industria ha accelerato sull’adozione di tecnologie digitali, dall’automazione avanzata all’intelligenza artificiale”, ha detto nel suo intervento Federico Milan, Digital Innovation Manager di Breton, membro del Comitato Scientifico di SPS Italia.
“Questa evoluzione ha portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi, spesso sottovalutata. Il tema non è più solo cosa la tecnologia è in grado di fare, ma come viene governata,
compresa e integrata nei processi decisionali.
Il Position Paper 2026 nasce da una constatazione: oggi il vero fattore critico non è l’innovazione in sé, ma la fiducia nei sistemi che stiamo costruendo. Una fiducia che si fonda su architetture leggibili, regole chiare, metriche coerenti e, soprattutto, su persone in grado di interpretare e guidare la tecnologia in modo consapevole.
L’obiettivo è offrire all’industria non un elenco di tecnologie, ma un quadro di riferimento per prendere decisioni migliori, evitando semplificazioni e deleghe implicite. In un contesto di trasformazione profonda, governare la complessità diventa la vera leva competitiva e culturale”.
LA PAROLA AGLI ESPOSITORI
“SPS Italia si conferma un punto di riferimento per l'ecosistema manifatturiero e tecnologico italiano, da sempre un’eccellenza tecnologica e meccanica riconosciuta nel mondo”, ha dichiarato Stefano Gandolfi, Regional Marketing Manager di Omron, coinvolto nella tavola rotonda con alcuni espositori e moderata da Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione. “Mai come in questi anni dove le nuove tecnologie, i nuovi trend di mercato, e la complessità delle relazioni internazionali compongono un rebus difficile da risolvere, l’ecosistema ha bisogno di lavorare in sinergia per difendere la propria posizione di leadership tecnologica”, ha proseguito Gandolfi. “Omron, da 93 anni pioniere di innovazione, da tempo ha messo al centro della propria strategia la collaborazione uomo-macchina, come fondamento per gli obiettivi di performance e flessibilità, e quest’anno porteremo a SPS Italia 2026 nuove tecnologie e un percorso di evoluzione nati dalla
volontà della corporate di mettere l’Europa, e soprattutto l’Italia, al centro della propria evoluzione tecnologica”.
Duilio Perna, Managing Director di Beckhoff Italia ha spiegato che “progresso vuol continuità di innovazione: un percorso in cui le tecnologie cambiano ma resta centrale l’attenzione a soluzioni concrete per l’automazione. Le rivoluzioni tecnologiche diventano decisive quando si traducono in strumenti affidabili e utilizzabili, capaci di portare valore misurabile nei processi e nelle macchine. Per Beckhoff l’AI è il passo naturale di una rivoluzione tecnologica iniziata con il PC-based control: portare la potenza dell’IT dentro l’automazione mantenendo realtime e affidabilità. Oggi i modelli di AI, soprattutto i LLM, accelereranno progettazione, messa in servizio e gestione operativa delle macchine; l’obiettivo è farli diventare strumenti quotidiani per gli ingegneri, non soluzioni ‘da laboratorio’. In parallelo, l’evoluzione del controllo continua a spingere prestazioni ed efficienza”. La parola è poi passata a Stefania
Svanoletti, Head of Sales Vertical Markets Digital Industries, Siemens Italia: “L’AI industriale non è un add-on, ma l’intelligenza distribuita che amplifica la nostra automazione e connette progettazione, esecuzione ed energia in un’unica architettura affidabile. Il MADE è il luogo ideale per raccontarlo: siamo soci fondatori dal 2018 e, dal 2025, il Competence Center è parte dell’ecosistema Siemens Xcelerator, ampliando insieme le possibilità per la trasformazione digitale delle imprese. Qui abbiamo portato tecnologie concrete – Digital Twin, software di progettazione e simulazione, automazione Siemens – e soluzioni basate sull’AI”. Alla tavola rotonda, è seguito un breve speech di Elisa Signaroldi, Marketing & Communication Manager di 40Factory “SPS Italia rappresenta da sempre la bussola della nostra crescita: il passaggio dai primi passi del 2018 al grande salto nel Padiglione 5 (Stand I45) riflette l'evoluzione di un’azienda che ha saputo raccogliere 5 milioni di euro e la fiducia di decine di leader del manifattu -
riero, entrando quest'anno a far parte del Comitato Consultivo della fiera
Il nostro obiettivo è chiaro: creare un ponte tra OEM e End User, trasformando il rapporto da puramente transazionale a relazionale. Per farlo, puntiamo tutto sul timing e sulla capacità di anticipare i bisogni del mercato. Ne è un esempio la nuova verticalizzazione sulla Safety, novità del 2026: la nostra piattaforma MAT evolve in un marketplace di moduli specialistici sviluppati con partner d'eccellenza. Insieme ad Access Safe, presentiamo una soluzione d'avanguardia per la prevenzione infortuni che integra l'infrastruttura di data collection di MAT con tecnologie di frontiera, approcciando la sicurezza in modo totalmente data-driven”.
I TEMI DEL NUOVO POSITION PAPER
SPS Italia sarà l’occasione per la presentazione di un nuovo Position Paper del Comitato Scientifico della fiera, il documento che mira a offrire alle aziende linee guida utili per orientarsi nel panorama delle tecnologie. Quattro i principali argomenti scelti per questa edizione: governare sistemi complessi: regole, standard e fiducia come infrastruttura invisibile dell’innovazione; l’architettura decide: dal campo al cloud, integrazione, responsabilità, controllo; automazione e controllo: robotica avanzata nei sistemi socio-tecnici complessi; comprendere per decidere: metriche, KPI e il ruolo critico delle persone nei sistemi industriali digitali.
A cura di alcuni membri del Comitato Scientifico, il progetto cresce con la presentazione del libro “Tecnologie e Competenze in evoluzione per le fabbriche digitali”, che raccoglie esperienze, competenze e considerazioni dei suoi autori.
Oltre 300 studenti per costruire il ponte tra scuola e industria
La terza edizione del Tech4Students Day si è confermato un appuntamento strategico per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e rafforzare il dialogo tra sistema educativo e tessuto produttivo del territorio.
Sono stati oltre 300 gli studenti coinvolti nella terza edizione del Tech4Students Day, iniziativa organizzato da OMET e CAMA in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio dedicata all’orientamento dei ragazzi e alla scoperta delle professioni tecniche e industriali, svoltasi a fine gennaio 2026 presso le sedi delle aziende OMET e CAMA a Molteno (LC). Due i momenti fondamentali della giornata: le visite aziendali delle scuole del territorio, e la talk serale con Luigi Mazzola, ingegnere di pista ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale.
L’evento, articolato in diversi momenti della giornata, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, aziende, famiglie, stampa e soprattutto numerosi studenti provenienti da diversi istituti del territorio lecchese (Liceo Scientifico Grassi, Liceo Scientifico
Leopardi, Istituto Maria Ausiliatrice, IIS Badoni di Lecco, Fiocchi e CFP Aldo Moro). Durante la giornata, i ragazzi hanno visitato le sedi produttive delle aziende e visto da vicino tecnologie e processi produttivi, confrontandosi direttamente con professionisti del settore e approfondendo i relativi ruoli aziendali.
“Siamo alla terza edizione di questo evento che connette mondo scuola e mondo del lavoro”, ha commentato ha detto Annalisa Bellante, vicepresidente di CAMA. “Aprire le nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale. Le imprese del territorio rappresentano un patrimonio di competenze, innovazione e cultura del lavoro che può aiutare i ragazzi a orientarsi con maggiore consapevolezza nel loro futuro professionale". Nel tardo pomeriggio, le due aziende hanno ospitato un evento aperto al pubblico che
ha registrato oltre 100 partecipanti: una Tech Talk sul tema “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro” che ha avuto come ospite speciale Luigi Mazzola, che ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare sé stessi seguendo le proprie passioni, coinvolgendo con i racconti della sua esperienza in Formula 1.
UN'INIZIATIVA IN LINEA CON L’IMPEGNO DELLA REGIONE LOMBARDIA
“La testimonianza di Luigi Mazzola ha ancora una volta fatto capire come la passione sia un elemento centrale per costruire il proprio futuro professionale e la tecnologia sia un campo ricco di opportunità”, ha dichiarato Antonio Bartesaghi, CEO di OMET. “Questi sono i valori fondanti su cui la nostra azienda è nata e ai quali oggi punta per esprimere il proprio miglior risultato. Nell’industria manifatturiera i giovani possono trovare percorsi professionali di alto livello, fondati su lavoro di squadra, innovazione, ricerca e dimensione internazionale auguro loro di trovare nel lavoro la realizzazione, la felicità, che siano sempre motivati e mai stanchi di mettersi in gioco”.
L’incontro, moderato dal giornalista Luca Viscardi, è stato anche un’importante occasione di networking istituzionale sul rapporto tra scuola e mondo del lavoro.
“Questo incontro si tiene in una fabbrica mentre di solito i convegni si tengono nelle sale: non è un tema di logistica, ma un messaggio preciso, perché nelle fabbriche sono concentrate in modo unico tecnologie e competenze”, ha detto Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. “E dalla scuola alla fabbrica non deve esserci un salto, ma un percorso, ed è un dovere del sistema e di tutti i suoi attori lavorare sodo affinché questo percorso esista e sia denso di significato e di contenuto. Incontri come questo lo dimostrano”.
Mauro Piazza, sottosegretario di Regione Lombardia con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha portato il saluto istituzionale, sottolineando come queste iniziative siano in linea con l’impegno della regione su orientamento, formazione e valorizzazione del capitale umano. Sono intervenuti anche Raffaele Cesana in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale e Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno.
Il Tech4Students Day creato e promosso da OMET e Cama si conferma così un appuntamento strategico per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e rafforzare il dialogo tra sistema educativo e tessuto produttivo del territorio.
ORIENTAMENTO
Industrial Valve Summit ha promosso un progetto che coinvolge 45 studenti che si metteranno alla prova nello sviluppo di una scheda elettronica per il controllo e la diagnostica di una valvola industriale.
Coinvolgere attivamente gli studenti degli istituti superiori del territorio e avvicinarli a un comparto industriale strategico, quello delle valvole industriali, che vede la provincia di Bergamo come baricentro a livello nazionale. È questo l’obiettivo del progetto di formazione e training promosso da IVS - Industrial Valve Summit, evento internazionale di riferimento per le tecnologie delle valvole industriali e delle soluzioni di controllo del flusso, in qualità di partner istituzionale, insieme all’IISS Ettore Majorana di Seriate (BG) e a Starline, azienda con sede a Costa di Mezzate (BG) specializzata nella progettazione e produzione di valvole a sfera per applicazioni industriali.
L’iniziativa, alla prima edizione, è stata presentata ufficialmente presso l’aula magna dell’Istituto Ettore Majorana, alla presenza dei partner del progetto e dei 45 studenti partecipanti, che saranno suddivisi in diversi gruppi di lavoro. Iscritti alle classi 3AEI (corso di elettronica) e 4ELO (corso di logistica) dell’indirizzo Tecnico Tecnologico dell’Istituto, gli alunni e le alunne sono protagonisti di un cammino che si sviluppa nell’arco di sette mesi. Avviato nelle scorse set -
FORMAZIONE
IVS rafforza il legame con le scuole e il territorio
timane con incontri di formazione in aula, il programma prevede momenti di immersione nel contesto industriale di riferimento, e culminerà con la presentazione dei lavori da parte degli alunni in occasione del convegno di apertura della sesta edizione di IVS - Industrial Valve Summit. L’evento, organizzato da Confindustria Bergamo e Promoberg, è in programma dal 19 al 21 maggio 2026 presso la Fiera di Bergamo.
UN CONTROLLER ELETTRONICO PER LA GESTIONE DELLA
VALVOLA
Il progetto prevede lo sviluppo di una scheda elettronica per il controllo e la diagnostica di una valvola industriale per le applicazioni tipiche del settore
Oil & Gas. L’attività si concentra sulla progettazione e realizzazione di un controller elettronico basato su piattaforma Arduino, in grado di gestire i principali segnali di comando e di ritorno della valvola, garantendo affidabilità operativa e sicurezza. Nel corso del progetto, gli studenti saranno coinvolti in tutte le fasi di sviluppo: dalla defini -
Le classi 3AEI (corso di elettronica) e 4ELO (corso di logistica) dell’indirizzo Tecnico Tecnologico dell’istituto scolastico Ettore Majorana di Seriate (BG)
zione dell’architettura elettronica allo sviluppo del software di controllo, fino alla realizzazione di un prototipo funzionante e testato in ambiente simulato. Il percorso include inoltre l’analisi e la simulazione del processo logistico di consegna del prodotto al cliente finale, offrendo una visione completa del ciclo di vita della soluzione, dalla progettazione alla sua immissione sul mercato. Il traguardo del percorso è la validazione di una soluzione integrata, capace di riprodurre in modo realistico sia le logiche di controllo e diagnostica utilizzate in ambito industriale, sia le dinamiche operative che accompagnano la distribuzione del prodotto.
LUCA PANDOLFI (IVS):
"UN'INIZIATIVA CHE RISPONDE ALLA CARENZA DI MANODOPERA QUALIFICATA"
“Sin dalla sua fondazione, IVS - Industrial Valve Summit è una fiera pensata per valorizzare l’intera filiera delle valvole industriali, promuovendo obiettivi condivisi e sostenendo, attraverso iniziative che vanno oltre l’evento fieristico, le strategie di sviluppo e promozione del
L’iniziativa è stata presentata presso l’aula magna dell’istituto scolastico
territorio”, ha commentato Luca Pandolfi, Project Manager di IVS - Industrial Valve Summit. “In questo quadro si inserisce l’attenzione dedicata ai giovani. Il progetto che abbiamo presentato rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di avvicinamento tra istruzione secondaria e un ambito industriale, quello delle valvole, di cui Bergamo è fulcro a livello nazionale. L’iniziativa risponde inoltre a un’esigenza sempre più sentita dalle aziende: la carenza di manodopera qualificata. In assenza di percorsi di studio specifici, il settore fatica a essere percepito come attrattivo dal mondo della scuola. Con IVS Young, offriamo agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino un comparto strategico e le sue prospettive professionali”. “Il progetto nasce con l’obiettivo di incrementare capacità, competenze e conoscenze delle nuove generazioni, accompagnando gli studenti di oggi nel percorso che li porterà a diventare i professionisti di domani”, ha dichiarato Maristella Carrozzo, Dirigente
Scolastica dell’IISS Ettore Majorana. “È una visione che questo istituto porta avanti nella convinzione che il percorso scolastico, pur fondamentale, debba aprirsi in modo strutturato al mondo che cambia. Il coinvolgimento di imprese e realtà esterne rientra in una scelta strategica, che mira a costruire una scuola capace di guardare al futuro e di offrire agli studenti strumenti concreti di orientamento. L’incontro con contesti professionali diversi non sostituisce ciò che si apprende sui banchi, ma lo completa e lo arricchisce, dando profondità e prospettiva al percorso di studenti e studentesse. In questo contesto, la scuola si propone come alleata nella crescita degli alunni anche sul piano umano, valorizzando lo sviluppo di soft skills trasversali come parte integrante del percorso educativo”. “Con IVS - Industrial Valve Summit abbiamo stabilito una collaborazione consolidata nel tempo e, nel solco di questo legame, sentiamo la responsabilità di contribuire in modo concreto alla crescita dei talenti che si affacciano al mondo del lavoro, per intercettarli e facilitarli in questo percorso. Incontriamo studenti curiosi, motivati, spesso già pronti a mettersi alla prova, e creare occasioni di confronto significa valorizzare questo potenziale”, ha spiegato Marco Freuli, Head of Automatic Division di Starline Services S.p.A. “Portare fuori dalla fabbrica conoscenze ed esperienze e lasciarle sul territorio è per noi fondamentale, così come raccogliere stimoli, idee e punti di vista nuovi dai ragazzi. È uno scambio che arricchisce entrambe le parti e contribuisce a rendere il settore più attrattivo agli occhi dei giovani che non conoscono il panorama in cui operiamo”.
NUOVE GENERAZIONI
Le discipline STEM accolgono le sfide della difesa e della sicurezza
Un evento istituzionale promosso da Leonardo e Fondazione Leonardo ETS ha acceso il dibattito su difesa, innovazione e capitale umano, coinvolgendo rappresentanti del Governo, divulgatori ed esponenti del mondo accademico insieme agli studenti delle scuole superiori.
Leonardo e Fondazione Leonardo ETS, nell’ambito della settimana nazionale delle STEM organizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, hanno promosso un evento istituzionale dedicato al ruolo delle discipline scientifiche e tecnologiche nel mondo della Difesa e della Sicurezza, con particolare attenzione alle sfide contemporanee e alle opportunità per le nuove generazioni. All’evento, tenutosi a Roma presso il nuovo spazio espositivo di Leonardo al Pratibus District, hanno partecipato la Ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella, la senatrice Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa, Marta Schifone, l’amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, Roberto Cingolani, il direttore generale di Fondazione Leonardo ETS e Chief Digital Identity & Outreach Officer di Leonardo, Helga Cossu, Antonio Liotti Chief People & Organization di Leonardo, il divulgatore scientifico Alberto Angela e Antonello Giannelli, Associazione Nazionale Presidi. Presenti, inoltre, alunni delle classi di quarta e quinto Liceo superiore. L’incontro è stato l’occasione per promuovere un dialogo aperto tra Istituzioni, industria, mondo accademico e mondo scientifico, mostrando dal vivo alle
giovani generazioni presenti le sfide e le opportunità derivanti dallo studio delle discipline STEM.
"COMPETENZE STEM COME STRUMENTO FONDAMENTALE PER L'ITALIA"
“Abbiamo avuto l’opportunità di illustrare come le competenze STEM rappresentino uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza del nostro Paese", ha detto Helga Cossu, direttore Generale Fondazione Leonardo ETS e Chief Digital Identity & Outreach Officer di Leonardo. "La ricerca, l’innovazione tecnologica e la difesa sono elementi centrali
per la tutela delle persone, delle infrastrutture critiche e dei valori democratici che costituiscono il fondamento della nostra società. In un mondo in continua evoluzione, dove le minacce e le sfide sono sempre più complesse e interconnesse, è essenziale avere la consapevolezza che il capitale umano del futuro dovrà avere basi di natura tecnico-scientifica. Fondazione Leonardo ETS condivide questa visione e ha l’ambizione di stimolare la curiosità e l’interesse delle giovani generazioni attraverso un’offerta formativa diversificata e innovativa, che comprende seminari, cicli di incontri nelle scuole e altre iniziative
di divulgazione scientifica per contribuire a costruire una società più sicura, più sostenibile ed equa”.
Leonardo e Fondazione Leonardo ETS - attraverso interventi, testimonianze ed esperienze divulgativeintendono contribuire alla diffusione di una cultura della Difesa consapevole, evidenziando come ricerca, innovazione tecnologica e sicurezza siano elementi centrali per la tutela delle persone, delle infrastrutture e dei valori democratici. Presso lo spazio espositivo, sono state messe in mostra alcune delle tecnologie sviluppate dai ricercatori e dagli ingegneri di Leonardo.
TECNOLOGIE DI MISURA
Precisione e accuratezza nella metrologia a coordinate
Al CEM in Spagna la prima installazione europea della macchina Legex Takumi di Mitutoyo, che è in grado di garantire una tracciabilità metrologica in settori strategici, tra cui quello aerospaziale e automobilistico.
Il Centro Metrologico Spagnolo (Centro Español de Metrología - CEM) è recentemente diventato il primo cliente europeo ad installare una macchina di misura a coordinate Mitutoyo Legex Takumi. L’installazione della nuova macchina pone la Spagna all'avanguardia nella metrologia a coordinate in Europa e dimostra come la tecnologia più avanzata di Mitutoyo venga utilizzata negli istituti di metrologia di più alto livello. Il CEM è un ente autonomo collegato al Ministero dell'Industria e del Turismo. È responsabile del mantenimento dei campioni nazionali per le unità di misura e del supporto all'intera rete di laboratori di taratura del paese. La macchina di misura a coordinate Legex Takumi consente al CEM di garantire la tracciabilità metrologica in settori strategici come quello aerospaziale, automobilistico e dei dispositivi medi-
ci. I suoi laboratori effettuano migliaia di tarature ogni anno, assicurando la competitività dell'industria spagnola in più di 54 paesi.
ALLA RICERCA
DELL'ECCELLENZA IN OGNI NANOMETRO
In qualità di Istituto Nazionale di Metrologia, il CEM conserva e mantiene i campioni nazionali del Sistema Internazionale, partecipa a confronti internazionali nell'ambito dell'Accordo di riconoscimento reciproco (CIPM-MRA) e sviluppa progetti di ricerca che risolvono problemi metrologici che vanno oltre le capacità degli strumenti commerciali.
Aelio A. Arce Criado, responsabile del Laboratorio di strumenti topografici e geodetici del CEM, spiega la sfida: “In qualità di istituto nazionale di metrologia, cerchiamo sempre di eseguire
tarature al massimo livello. Pertanto, cerchiamo di controllare tutte le variabili che possono influenzare la misurazione, cercando di ridurne al minimo gli effetti e fornendo così la minima incertezza possibile nelle operazioni di taratura. Abbiamo quindi bisogno di strumenti che ci consentano di ottenere il massimo livello di precisione e accuratezza”.
CONTESTO E CRITERI DI SELEZIONE
Il laboratorio di ingegneria di precisione e misure dimensionali utilizzava già apparecchiature Mitutoyo con prestazioni eccezionali. Il sistema di misura ottico Mitutoyo Ultra Quick Vision 350 Pro (2005), che ha un'incertezza inferiore a 0,5 μm, è in servizio continuo da vent'anni per la taratura di campioni estremamente accurati. Il rotondimetro Mitutoyo Roundtest RA-5100 CNC (2008), che ha una risoluzione di 1 nm, consente di determinare la rotondità delle sfere campione con un'incertezza inferiore a 10 nm. Questa lunga durata operativa dimostra l'affidabilità delle soluzioni Mitutoyo in applicazioni critiche nei laboratori metrologici nazionali. In quanto ente pubblico, il CEM adotta una politica di acquisto imparziale, selezionando le apparecchiature esclusivamente sulla base di criteri tecnici oggettivi.
La macchina di misura a coordinate Mitutoyo Legex 574 Takumi si è distinta per le sue
prestazioni tecniche superiori, la comprovata affidabilità, l'automazione all'avanguardia, la gestione avanzata dei dati metrologici e l'assistenza tecnica specializzata. L'aggiunta di questa attrezzatura consente al CEM di ampliare la gamma di misurazioni che può offrire, con un errore massimo ammissibile di MPE E0 =(0,23 + 0,7L/1000) µm.
ASPETTATIVE SODDISFATTE
L'installazione della prima macchina Legex in Europa è stata un processo meticoloso che ha coinvolto i team tecnici di Mitutoyo, il distributore spagnolo Sariki e il personale del CEM. Le attività svolte hanno compreso il condizionamento ambientale per garantire la stabilità termica, il posizionamento e il livellamento con precisione micrometrica, la calibrazione iniziale, la formazione specializzata e la validazione operativa.
Sin dalla sua messa in funzione, la macchina ha soddisfatto e superato le aspettative di CEM in termini di precisione, ripetibilità e stabilità. Inoltre, per un laboratorio che esegue centinaia di tarature all'anno, l'automazione è un fattore strategico: “L'automazione dei nostri processi è fondamentale, poiché ci consente di ridurre l'influenza dell'operatore sulla misurazione, riducendo al contempo il tempo necessario per eseguirla”, spiega Aelio Arce. “Ciò si traduce in una riduzione del tempo di indisponibilità delle apparecchiature di misura del cliente”.
Macchina di misura a coordinate Mitutoyo Legex 574
CASE HISTORY
Dalla gestione degli utensili alla crescita delle persone, Armando Capeccio di OMAS DM racconta come l’interazione tra soluzioni, servizi e prodotti di Hoffmann Group abbia contribuito alla trasformazione dell’officina meccanica in un’azienda evoluta, fondata su metodo, dati e competenze condivise.
In un settore dove la tecnologia corre veloce e la competitività non lascia margini all’improvvisazione, c’è chi ha scelto di non limitarsi a “stare al passo”, ma di ridefinire con intelligenza e lungimiranza il proprio modo di operare. È il caso di OMAS Divisione Meccanica SRL, guidata da Armando Capeccio, che ha impostato la crescita dell’azienda su una visione chiara: l’innovazione è, prima di tutto, mentalità e metodo. "Oggi non parliamo più di officine, ma di aziende evolute, dove ottimizzazione, innovazione e tecnologia sono parte integrante del modello organizzativo", spiega Capeccio. "Pensare in grande non è solo una questione di dimensioni, ma di mentalità. Anche una PMI può rappresentare un modello industriale se sceglie di strutturarsi, organizzarsi e lavorare con metodo”. In quest’ottica, l’innovazione non coincide con l’acquisto di macchinari nuovi, ma con un lavoro più profondo: l’innovazione sta in tutto ciò che ruota attorno alle macchine: persone,
Oltre la produzione: quando l’efficienza è una scelta organizzativa
strumenti, dati e processi che permettono di governare ogni decisione”.
Questa mentalità ha guidato Armando Capeccio nell’evoluzione di OMAS DM in una realtà strutturata, consapevole e governata dal dato. “La differenza tra un’azienda improvvisata e una organizzata è minima: sta tutta nella cultura, negli strumenti che si scelgono e nelle menti di chi la guida”.
CRESCERE SIGNIFICA
ORGANIZZARE, LA SFIDA
CULTURALE DA VINCERE
OMAS DM è una realtà in espansione, quindi chiamata a gestire complessità crescenti. Tuttavia, la complessità può diventare
Grazie all’interazione perfetta tra utensili e soluzioni digitali, Hoffmann Group porta benefici concreti a processi produttivi, gestione dei dati, processi di acquisto e ambiente di lavoro, aumentando la produttività fin da subito
caos, se non guidata con metodo.
“In un’azienda che cresce, le vere sfide non sono solo produttive, ma prima di tutto culturali e organizzative", commenta Capeccio. "Un’azienda è un team e come in ogni squadra deve essere chiaro chi allena, chi gioca e dove gioca".
La crescita deve poggiare su fondamenta solide. Pianificazione dei flussi, ruoli chiari, risultati misurabili e condivisione degli obiettivi: sono questi gli elementi che, secondo Capeccio, trasformano una PMI in una realtà industriale matura.
"Per noi, la collaborazione ha valore solo se genera miglioramento misurabile nei tempi, costi
e qualità", aggiunge Capeccio. "Hoffmann Group ci affianca nella scelta degli utensili, nell’ottimizzazione dei parametri di taglio e nella definizione di standard condivisi. Contribuisce a costruire efficienza, ma anche cultura industriale".
HOFFMANN GROUP: DA FORNITORE A PARTNER INDUSTRIALE
In questo percorso, OMAS DM ha scelto Hoffmann Group come partner strategico. Non un semplice fornitore di utensili, ma un alleato competente capace di integrarsi nei processi aziendali. “Oggi non cerchiamo fornitori, ma alleati industriali capaci di portare competenza, metodo e soluzioni che si integrano nei nostri processi”, commenta Capeccio.
OMAS DM si affida a Hoffmann Group per circa il 90% degli utensili per asportazione truciolo, ma il valore aggiunto sta nel sistema integrato di prodot -
ti, servizi e soluzioni. “Avere tutto in un unico ecosistema non è una comodità: è una scelta strategica", aggiunge Capeccio. "Quando costruisci un modello organizzativo fondato sul metodo e sulla misurabilità, hai bisogno di partner che parlino la tua stessa lingua. Hoffmann Group ci offre proprio questo: un ecosistema che collega fornitura, gestione digitale, formazione avanzata, analisi tecnica e servizio, riducendo le variabili e aumentando il controllo”. Questo ecosistema integra soluzioni di distribuzione automatica, la digitalizzazione dei processi di acquisto tramite eShop, la riaffilatura degli utensili e banche dati utensili come ToolScout e Machining Calculator, ma anche consulenza e formazione con un’Academy dedicata. Ciò che altrove è frammentazione, in Hoffmann Group diventa flusso continuo.
“In un contesto come il nostro, dove vendiamo ore, avere al fianco un partner che condivide la stessa visione organizzativa e
industriale significa fare un salto di livello”.
COMPETENZA CONDIVISA: FAR CRESCERE LE PERSONE PER FAR CRESCERE LA PRODUTTIVITÀ
Per OMAS DM, la conoscenza non è un dettaglio accessorio, ma una leva strategica. Come racconta Capeccio, “poter contare su un team di esperti significa accelerare la crescita tecnica e culturale dell’organizzazione”. La collaborazione con i tecnici di Hoffmann Group non si limita alla scelta dell’utensile, ma si traduce in un confronto continuo su processo, dati e obiettivi. “In Hoffmann Group incontriamo persone che analizzano il processo, leggono i dati e individuano la soluzione migliore in base a obiettivi misurabili. Questo per me ha un valore enorme: condividere la competenza significa costruire cultura industriale, ridurre la variabilità e migliorare le performance”.
Questo approccio si riflette chiaramente anche nella formazione interna. “Non è suffi -
Armando Capeccio, AD e Plant Manager di OMAS DM
ciente introdurre nuove tecnologie: serve formare le persone per farle diventare consapevoli del “perché” di ogni scelta”. I corsi tecnici organizzati da Hoffmann Group hanno contribuito, appunto, a rafforzare quella competenza diffusa e quella cultura industriale condivisa che permette agli operatori di agire, comprendendo le relazioni causa-effetto, e prendere decisioni consapevoli. In un contesto dove ogni secondo e ogni dettaglio contano, è ormai chiaro che per crescere come azienda, bisogna crescere come persone. Il valore aggiunto si vede quando un partner è capace di mettere a sistema competenze, strumenti e metodo. Hoffmann Group non è solo un fornitore di utensili, ma un alleato che ci supporta in modo trasversale: dalla consulenza tecnica alla gestione digitale, fino alla standardizzazione dei processi.
UNA PARTNERSHIP FONDATA
SU RISULTATI RIPETIBILI E
MISURABILI
Maggiore stabilità di processo, tempi di attrezzaggio ridotti e standard qualitativi più costanti: questi sono stati i risultati ottenuti da OMAS DM, grazie alla collaborazione con Hoffmann Group.
“Ma – aggiunge Capeccio – la vera crescita è stata culturale: oggi sappiamo perché accade qualcosa, non solo che cosa accade. Per noi l’utensile è il cuore pulsante delle nostre lavorazioni. In azienda diamo modo all’operatore di gestirlo con metodo: ogni ciclo è strutturato con i propri utensili e le relative sostituzioni programmate”. L’esempio del flusso di sostituzione programmata lo testimonia da solo: un sistema integrato che collega MES, distributore automatico di utensili e pianificazione finanziaria.
“Dall’utensile alla pianificazione: istantaneamente. Dare euro, avere euro. Semplice come la partita doppia. Questo è l’esem -
pio del nostro modo di intendere l’organizzazione: un flusso continuo, senza stop, senza secondi persi. È l’unico metodo che conosciamo per consolidare efficienza, produttività e qualità”.
OMAS DM si affida a Hoffmann Group per circa il 90% degli utensili per asportazione truciolo, ma il valore aggiunto sta nel sistema integrato di prodotti, servizi e soluzioni
OMAS DM non considera la propria trasformazione conclusa. “La crescita non è mai un traguardo: è un percorso senza fine, se si punta a essere costantemente migliori”. Hoffmann Group continuerà ad affiancarla in questa evoluzione, portando innovazione tecnica, strumenti digitali evoluti e formazione mirata, ma soprattutto condividendo visione e metodo. "Il futuro per noi è chiaro: non smettere di pensare in grande, con la solidità di un’organizzazione – conclude Capeccio – che misura, comprende e migliora ogni giorno”.
GIUNTI ROTANTI
Dopo un anno chiuso con risultati oltre le attese, nonostante uno scenario industriale complesso, Mayr guarda al 2026 puntando su interconnessione, monitoraggio avanzato e soluzioni su misura ad alto contenuto tecnologico.
Un 2025 particolare per l’industria italiana, che ha dovuto far fronte a una congiuntura complessa e dar fondo a tutte le proprie doti di flessibilità è innovatività per rimanere competitiva sui mercati, nonostante situazioni di crisi internazionali, dazi e restrizioni di varia natura. Sono comunque molti i settori che hanno saputo resistere alle difficoltà; le aziende che operano su più segmenti hanno potuto bilanciare i risultati ottenuti nei mercati in crescita e in realtà più statiche ottenendo risultati complessivamente positivi. Per Mayr Italia, filiale della multinazionale tedesca Mayr, che da più di trent’anni offre alle aziende italiane soluzioni vincenti per le trasmissioni di potenza, il 2025 è stato positivo e il 2026 si preannuncia interessante: ne parla Alberto Surace, General Manager di Mayr Italia.
Com’è stato il 2025 di Mayr Italia? Avete raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati?
"Il 2025 è stato un anno complesso per l’industria meccanica a livello globale, per via
Crescita solida e innovazione tecnologica: lo slancio verso il futuro
dell’incertezza macroeconomica e di cicli di investimento non sempre lineari. Nonostante questo contesto, Mayr Italia ha chiuso l’anno con una crescita significativa rispetto al 2024, raggiungendo pienamente i target fissati. Il mercato ha attraversato una fase interme -
brake checker
Alberto Surace, General Manager di Mayr Italia
dia di rallentamento – in particolare tra primavera ed estate –ma la capacità delle aziende di riprogrammare gli investimenti negli ultimi mesi dell’anno ha generato un recupero che ha inciso positivamente sul nostro risultato finale.
È un dato particolarmente rilevante se si considera che tutte le nostre principali famiglie di prodotto hanno contribuito alla crescita: dai freni ai giunti limitatori di coppia, fino ai giunti per la trasmissione. Questo equilibrio dimostra sia la solidità della nostra proposta tecnologica, sia la capacità di servire settori con dinamiche differenti.
Per quanto riguarda i mercati applicativi, il food & beverage
ROBA
si è confermato molto dinamico, compensando settori che hanno vissuto una domanda più irregolare. Le macchine utensili, da sempre un ambito chiave per noi, hanno mostrato un andamento a “macchia di leopardo”, ma con aziende particolarmente innovative che hanno investito in componenti di qualità per migliorare performance, sicurezza e affidabilità dei propri impianti. Nel complesso, il bilancio è decisamente positivo".
La capacità di creare soluzioni custom è per voi un fattore di successo che vi permette di distinguervi dalla concorrenza: nell'ultimo anno la centralità di questo aspetto è stata confermata?
"La personalizzazione è un elemento identitario della nostra azienda: è ciò che ci permette di andare oltre il catalogo e di trasformare esigenze specifiche in soluzioni realmente su misura. Riceviamo richieste da progettisti che operano in ambiti molto diversi: dalle macchine ad alta velocità ai sistemi destinati ad ambienti estremi. Lavoriamo spesso su applicazioni con dinamiche elevate, dove servono componenti capaci di
operare a 20.000 o 30.000 giri al minuto mantenendo la stabilità delle prestazioni. Sono casi in cui ogni dettaglio – materiali, geometrie, bilanciamento –gioca un ruolo fondamentale. Allo stesso tempo sviluppiamo soluzioni destinate a contesti ambientali difficili: temperature molto alte o molto basse, umidità elevata, presenza di nebbie saline, sostanze corrosive o agenti aggressivi. In queste condizioni la protezione superficiale, la scelta delle guarnizioni e la selezione dei materiali sono determinanti per la durata del componente. Forniamo inoltre prodotti conformi alle direttive ATEX per
Il magazzino Mayr nello stabilimento di Saonara (PD)
gli ambienti potenzialmente esplosivi, e sviluppiamo freni pienamente compatibili con le normative del settore ascensoristico – dalla EN 13849 alla EN 81 – aggiornando costantemente le soluzioni man mano che le normative evolvono.
Un altro ambito che ci distingue è quello della grande potenza: siamo tra i pochi a fornire limitatori in grado di gestire coppie che raggiungono decine di migliaia di Nm, fino a 100.000 Nm. In questi casi spesso non ci limitiamo a modificare un prodotto esistente, ma procediamo a una riprogettazione completa per garantire sicurezza, ripetibilità e durata anche nelle condizioni più gravose.
Un ulteriore vantaggio competitivo è rappresentato dal nostro magazzino italiano: grazie a un assortimento molto ampio riusciamo a fornire rapidamente gran parte dei prodotti richiesti, riducendo sensibilmente i tempi di attesa e migliorando la continuità produttiva dei clienti".
Ci saranno innovazioni di prodotto nel 2026? Quali soluzioni vi aspettate che offrano maggiori soddisfazioni?
ROBA topstop
COMPONENTI
"Il 2026 sarà un anno caratterizzato dal consolidamento delle tecnologie di monitoraggio e dalla maggiore integrazione con i sistemi digitali dei nostri clienti. La novità più importante sarà ROBAGateway, un dispositivo che semplifica il collegamento IoT con PLC, PC di supervisione e dispositivi mobili. Il suo valore sta nella capacità di trasmettere ai sistemi superiori non solo alcuni parametri selezionati, ma l’intero insieme di dati raccolti dal modulo ROBA-brake checker, esportandoli in un formato immediatamente utilizzabile dagli applicativi di manutenzione, diagnostica o analisi di processo. Questo permette ai costruttori di macchine e agli end user di fare un salto di qualità nella gestione dei dati, trasformando le informazioni provenienti dai freni in un vero strumento di ottimizzazione e prevenzione guasti. Una seconda novità sarà la nuova linea di freni ROBA-topstop, progettata per integrarsi in modo nativo con i nostri moduli di monitoraggio e con ROBA-Gateway. Le prestazioni meccaniche, già ampiamente riconosciute, restano immuta -
te, mentre aumenta in modo significativo la loro interconnettività. Questo apre la strada a processi più efficienti, a una manutenzione predittiva più accurata e a un maggior controllo qualitativo".
Quali settori si mostreranno secondo voi più ricettivi verso queste innovazioni?
"Le nuove soluzioni sono pensate per tutti i contesti in cui la sicurezza degli assi gravitazionali è un requisito imprescindibile.
Ci aspettiamo un forte interesse da parte di settori già consolidati per noi – packaging, lavorazione del legno, macchine utensili, argani – ai quali si aggiungono ambiti in rapida crescita legati alla robotica e all’automazione avanzata. In generale vediamo un mercato sempre più orientato a componenti che sappiano coniugare affidabilità, performance e capacità di integrarsi con architetture digitali complesse. È su questo terreno che crediamo di poter offrire un valore aggiunto particolarmente elevato".
Nel 2025 avete proseguito le attività formative. Sono
previsti nuovi webinar anche per quest'anno?
"Negli ultimi anni abbiamo investito molto sulla divulgazione tecnica, con webinar che hanno riscosso un riscontro molto positivo da parte dei progettisti. Nel 2026 proporremo nuovi appuntamenti focalizzati sulle innovazioni di prodotto, sulle applicazioni nei settori più strategici e sull’evoluzione delle normative di sicurezza.
Tutte le registrazioni dei webinar passati resteranno consultabili dal nostro sito: basta una registrazione semplice e veloce per accedere all’intero archivio in qualsiasi momento. È un servizio molto apprezzato perché permette di approfondire i temi trattati anche a distanza di tempo".
Quali occasioni di incontro con i clienti sono previste nei prossimi mesi?
"Il contatto diretto rimane per noi un valore fondamentale. Le fiere, oltre a rappresentare un’importante vetrina per le novità il prodotto, sono momenti privilegiati per confrontarci con i clienti, attuali e potenziali, ascoltare le loro esigenze e discutere dei progetti futuri.
Anche quest’anno saremo difatti presenti a MECSPE, che si terrà a Bologna al 4 al 6 marzo 2026. Sarà l’occasione per presentare dal vivo le nuove soluzioni legate all’interconnessione e alla raccolta dati, per mostrare l’evoluzione della nostra offerta orientata alla sicurezza e alla continuità produttiva e per rispondere alle domande di un pubblico qualificato, confermando la nostra capacità di affiancare e supportare aziende e progettisti con la nostra esperienza e competenza".
POMPE E FILTRI
Dopo aver festeggiato i 60 anni con un’ulteriore crescita sui mercati, Bruno Wolhfarth alza ancora l’asticella su precisione e produttività installando un centro di lavoro a elevata efficienza energetica, che integra tornitura e fresatura.
di Alessandro Bignami
Il Sessantesimo anno dalla fondazione, celebrato nel 2025, è stato decisamente all’altezza della storia della Bruno Wolhfarth. L’azienda, specializzata nella produzione di pompe e filtri lavorati da barra piena in acciaio inox, è cresciuta ulteriormente nel settore chimico e ha consolidato la sua presenza nel pharma, nella cosmetica e nell’alimentare. Un anno importante, che ha visto la Bruno Wolhfarth esporre con ottimi riscontri all’ultima edizione di Ipack-Ima a Milano e che si è concluso con ulteriore slancio, grazie alla presentazione ufficiale a clienti e partner, lo scorso dicembre nella sede di Sordio, del nuovo centro di lavoro a 5 assi, destinato ad aprire una nuova fase nell’evoluzione dell’azienda. Si tratta di una macchina pensata a misura delle esigenze produttive della Bruno Wolhfarth. Rappresenta addirittura il primo centro di lavoro installato in Italia che integra al proprio interno le fasi di tornitura e fresatura per la lavorazione dell’acciaio inox. È una macchina di nuova concezione anche per il costrut -
COMPONENTI
Cinque assi per vincere la partita della qualità
tore stesso, che ha seguito da vicino la Bruno Wolhfarth nella fase di allestimento e messa in funzione.
Il centro di lavoro, che ha tutti i requisiti per la programmazione digitale, migliora la qualità delle superfici interne e diminuisce i tempi di lavorazione. Le sue notevoli dimensioni permettono di ottenere forature e finiture adatte anche al corpo pompa più grande della gamma Wolhfarth.
L’efficienza energetica è uno degli aspetti chiave dell’impianto, che abbatte i consumi del processo ben oltre i requisiti necessari a ottenere il massimo credito di imposta previsto dal Piano Transizione 5.0.
“L’ottimizzazione produttiva è notevole”, confermano Marco Parapetti e Rossella Wolhfarth, terza e seconda generazione alla guida dell’azienda di fami -
Da destra: Rossella Wolhfarth e Marco Parapetti, titolari della Bruno Wolhfarth, insieme a Matteo Capella, ingegnere progettista in forza all’azienda da 10 anni
glia. “Prima, con tornio e fresa separati, dovevamo dedicare molte ore ai piazzamenti. Ora, con i sensori e i tastatori che permettono un’ottimale centratura del pezzo, il piazzamento può essere fatto anche in soli 10 minuti. Avvenendo in minor tempo, le lavorazioni risparmiano energia, venendo così incontro ai requisiti del piano Transizione 5.0. L’incentivo premia proprio l’efficienza energetica del processo, non dell’impianto in sé o dello stabilimento”.
“Nei primi due mesi dopo l’installazione, ci siamo dedicati ad attrezzare la macchina e ad allestire i programmi dei software”, aggiunge Parapetti. “Da quando è entrata in funzione a tutti gli effetti, ha già dato risultati importanti. Pur essendo presente un operatore a bordo macchina per seguire da vicino le fasi del processo, la macchina può essere programmata e controllata da remoto, in una logica di connessione totale”.
“La qualità delle finiture delle superfici è impressionante anche nelle parti solitamente più difficili da lavorare o caratterizzate da geometrie complesse: si ottiene una precisione superiore alle stesse lavorazioni a mano”, dice Wolhfarth. “Questo progresso è determinante per le nostre soluzioni destinate all’industria farmaceutica. Tutto il processo è automatizzato, la macchina preleva da sé l’attrezzo dall’armadio integrato che contiene 120 utensili. L’efficienza e la velocità vanno di pari passo con la sicurezza dell’operatore e della macchina stessa, grazie a sofisticati sistemi di protezione”.
FRA SAPIENZA ARTIGIANALE E AUTOMAZIONE SPINTA
“Un unico centro di lavoro che associa le fasi di tornitura e
fresatura rappresenta per noi una scelta operativa strategica, in quanto il nostro è un processo di lavorazione fortemente integrato: in questo modo evitiamo i continui passaggi e spostamenti dei pezzi dal tornio alla fresa e viceversa”, riflette
Parapetti. “In pratica riusciamo a puntare su innovazione e automazione spinta senza disperdere la sapienza artigianale che ci accompagna fin dalla fondazione di mio nonno Bruno Wolhfarth. Con il nuovo centro di lavoro siamo riusciti a raddoppiare la produttività alzando ulteriormente l’asticella della qualità e della precisione”. Con il nuovo acquisto, oggi l’azienda dispone in tutto di due centri di lavoro e di due torni CNC. La programmazione delle macchine, con il supporto di Parapetti, è affidata a Matteo Capella, ingegnere progettista da 10 anni in forza alla Bruno Wolhfarth. L’ingegnere ha assorbito totalmente l’ap -
proccio alla qualità e la capacità di coniugare tradizione e innovazione tipica della storica azienda di Sordio: “Ha capito e fatto proprio fin da subito lo spirito del nostro lavoro, che si esprime per esempio nella progettazione orientata al design igienico, essenziale, senza necessità di saldature, senza zone di ristagno, in linea con quanto ci insegnò mio padre”, commenta Rossella Wolhfarth.
“L’ingegnere è una persona pratica, che vive pienamente la realtà in cui si trova, in un proficuo confronto con noi e gli operatori dell’officina”.
“L’ingegner Capella ci ha supportato inoltre nel gestire con fluidità e senza tensioni il passaggio generazionale che inevitabilmente abbiamo dovuto attraversare dopo il graduale ritiro e poi la scomparsa di mio nonno”, afferma Parapetti.
“Con il suo bagaglio tecnico, Capella si è guadagnato la fiducia e l’ascolto dello staff a cui ha saputo trasmettere in modo convincente idee e tecnologie innovative. Negli ultimi anni,
Dettaglio del nuovo centro di lavoro a 5 assi
Filtro a piastre in acciaio Inox Farminox
La pompa serie HRS con sistema di drenaggio per la sanificazione
livello di automazione, ottimiz zato la produzione e la gestione dei macchinari, oltre ad aver segnato importanti progressi nella lavorazione del titanio”.
“Mio padre aveva l’abilità tecnica di un artigiano, ma al contempo era molto aperto alle nuove tecnologie e all’evoluzione dei concetti produttivi”, interviene Rossella Wolhfarth.
“L’importante è che ogni innovazione avesse un obiettivo preciso e misurabile e che non fosse inseguita solo per il gusto di cambiare. Sfruttando le conoscenze di oggi, l’ingegner Capella ha saputo aggiornare alcune soluzioni messe a punto decenni fa da Bruno Wolhfarth. Per esempio, ha reso un nostro filtro tradizionale più semplice da aprire e più leggero grazie a una copertura a scorrimento in acciaio che aumenta la protezione del fluido preservandolo da evaporazione o dispersione, nel caso soprattutto dei profumi, e da contaminazioni esterne,
requisito cruciale nel processo farmaceutico”.
“E ora è tempo di riprendere in mano il progetto delle elettropompe con girante d’acciaio”, annuncia Parapetti. “Per avere una gamma completa basteranno 4-5 modelli con questa variante. La girante in acciaio è infatti adatta solo al travaso dei prodotti liquidi, mentre per i viscosi continueremo a proporre le elettropompe con girante flessibile, disponibile in diversi elastomeri”.
I settori di riferimento per l’applicazione di pompe e filtri Wolhfarth restano la chimica, la farmaceutica, la cosmetica e l’alimentare. “Siamo in crescita nella chimica, grazie all’espansione di una nota azienda italiana di respiro internazionale nel campo dei prodotti per l’edilizia, e abbiamo consolidato le applicazioni nel pharma e nella cosmetica”, proseguono Wolhfarth e Parapetti. “Nel
food la domanda è un po’ meno vivace anche perché i nostri clienti storici usano le nostre pompe per decenni, senza bisogno di ripararle o sostituirle. Pensi che un famoso produttore di miele installò alcune nostre soluzioni nel 1990 e poi non si fece più sentire, tanto che ci eravamo ormai convinti che si fosse rivolto a concorrenti. Invece qualche mese fa ci ha contattato per il cambio della girante. Insomma, in 35 anni le nostre pompe hanno funzionato talmente bene da non richiedere alcun intervento”.
RAPIDITÀ DI CONSEGNA: UN VANTAGGIO DETERMINANTE
La ricambistica è un altro punto di forza della Bruno Wolhfarth. “Riusciamo a consegnare i pezzi di ricambio in tutto il mondo in tempi stretti”, spiega Parapetti. “Se riceviamo l’ordine entro le 16, il giorno dopo è in partenza. Tutti i ricambi sono già in magazzino pronti per la consegna, come giranti, tenute, alberi motore…”.
“Abbiamo investito molto nel
Qui e nella pagina seguente: alcuni momenti della presentazione del nuovo centro di lavoro a 5 assi nello stabilimento di Sordio (LO)
magazzino, anche perché producendo tutto internamente dobbiamo disporre sempre dei componenti e dei materiali necessari alle lavorazioni: soprattutto quelli che rappresentano il cuore dei nostri impianti, come il corpo pompa e il motore”, sottolinea Wolhfarth. “Non esternalizzando a terzi, vogliamo avere un controllo
meticoloso degli approvvigionamenti, a partire dall’acciaio inox, che compriamo esclusivamente sul mercato europeo anche in funzione dell’andamento del prezzo. Un impegno notevole, che però ci permette di godere del vantaggio competitivo formidabile di un tempo di consegna che non supera i 7-10 giorni, contro i persino 2-3 mesi impiegati da diversi concorrenti”.
QUALITÀ D’ACCIAIO E DESIGN IGIENICO
Fra i cavalli di battaglia della Bruno Wolhfarth, le serie Rapid Sanitaria e HRS (Hygienic Rapid Sanitaria) continuano a essere applicate con successo in diversi settori, poiché progettate secondo le regole del design igienico, in ottemperanza ai rigorosi standard europei. La pompa HRS rappresenta l’ultimo brevetto registrato dall’azienda, essendo la prima pompa a girante flessibile con sistema di drenaggio per la sanificazione. Per il travaso di prodotti particolarmente delicati o molto densi e viscosi, che richiedo -
no di poter variare la velocità del motore, all’esecuzione con variatore meccanico si è affiancata l’esecuzione con inverter elettronico a bordo e tastierino di comando remotabile. Per il travaso di acidi corrosivi che intaccano l’acciaio inox si è aggiunta la serie AC, con corpo pompa in titanio e girante in EPDM resistente agli acidi. Tutte le elettropompe Wolhfarth sono reversibili e fortemente autoadescanti, grazie alla meccanica interna del corpo che fa flettere le alette flessibili della girante, creando un forte risucchio. Grazie alla visione lungimirante del suo fondatore e al costante impegno degli eredi nel perfezionare e innovare il processo produttivo sotto l’aspetto meccanico, tecnologico e della sostenibilità ambientale, Wolhfarth si trova saldamente tra le aziende leader per le soluzioni di travaso e filtrazione di fluidi.
CONTINUITÀ OPERATIVA
Porta rapida con ripristino immediato dopo gli urti
Nei settori industria e logistica, dove sicurezza e continuità operativa sono determinanti per la competitività, Hörmann introduce una soluzione che segna un punto di svolta nella gestione efficiente dei varchi interni: la nuova porta flessibile V 5025 Z.
Progettata per rispondere alle esigenze dei contesti più dinamici, questa chiusura presenta l’esclusiva tecnologia Zipper che consente al telo della chiusura di reinserirsi automaticamente nelle guide laterali dopo un urto, garantendo il ripristino immediato della propria funzionalità e azzerando i tempi di fermo macchina.
DIGITALIZZAZIONE
Il principio è tanto semplice quanto efficace: in caso di collisione, ad esempio con un carrello elevatore, il telo fuoriesce dalle guide laterali ma, al successivo ciclo di apertura, i cursori in plastica si reinseriscono come in una cerniera, senza necessità di intervento tecnico. Un sistema che ridefinisce il concetto di resilienza applicata all’infrastruttura industriale.
La porta V 5025 Z è la risposta concreta a uno scenario operativo sempre più orientato all'automazione e alla riduzione dei costi di manutenzione; con una velocità di apertura fino a 2 m/s e di chiusura fino
a 1 m/s, questa soluzione è progettata proprio per ottimizzare i cicli di lavoro intensivi nei magazzini automatizzati, nei centri di distribuzione e nelle aree di produzione a traffico elevato. Il suo sviluppo ha posto al centro l’integrazione di componenti robusti e intelligenti, come le guide in plastica esenti da manutenzione e il nuovo design laterale con tutti i punti di fissaggio in linea, che consentono un funzionamento affidabile anche a fronte di sollecitazioni elevate, con una resistenza al vento fino alla classe 3 secondo la norma DIN EN 12424.
La struttura inferiore flessibi-
Ottimizzare il processo di etichettatura
SATO ha annunciato un investimento strategico in MobileLogic Sweden AB, azienda svedese specializzata nella digitalizzazione e semplificazione dei processi aziendali. L’operazione si inserisce nella strategia di espansione della multinazionale giapponese, che punta a diversificare il proprio portafoglio di prodotti e servizi per rispondere in modo ancora
più efficace alle esigenze del mercato globale.
La missione di MobileLogic è semplificare e ottimizzare i processi aziendali attraverso strumenti software scalabili e facili da usare che non richiedono lunghe implementazioni. Una filosofia in linea con la visione di SATO.
In questo contesto si inserisce LogicCenter, la piattaforma no-code low-code esclusiva di MobileLogic, che consente a utenti non tecnici di creare applicazioni e integrazioni tra sistemi IT aziendali e soluzioni di etichettatura SATO. La piattaforma è già stata adottata da numerose realtà internazionali, tra cui una nota concessionaria automobilistica svedese e uno
dei principali marchi globali nel settore dei beni di consumo. La collaborazione tra SATO e MobileLogic ha già dato vita a diversi progetti innovativi. L’ultimo in ordine di tempo è AEP Cloud, l’applicazione Platform as a Service (aPaaS) progettata per automatizzare, centralizzare e ottimizzare ogni fase del processo di etichettatura. Un’interfaccia a blocchi intuitiva e personalizzabile che permette di gestire in modo unificato hardware, dati variabili e flussi di lavoro coerentemente con i requisiti di tracciabilità.
I comparti industriali che traggono maggiore vantaggio da AEP Cloud sono tre: la produzione, dove è necessario aggiornare l’inventario e acqui-
le del telo, realizzata in una doppia fascia di PVC nero, e la presenza di un ampio campo visivo trasparente a tutta larghezza (90 cm in altezza) assicurano la massima sicurezza durante le manovre e un’ottima tenuta anche su pavimentazioni irregolari
sire dati in tempo reale; il retail, caratterizzato da frequenti variazioni di prezzo, promozioni e rotazione delle scorte; e la logistica, che richiede processi di spedizione senza errori e tracciabilità continua per consegne rapide e affidabili. “L’investimento in MobileLogic conferma gli obiettivi strategici di SATO, che punta a generare nuovi flussi di fatturato attraverso lo sviluppo di soluzioni integrate. Un passo deciso verso un approccio fondato sul valore aggiunto e sulla personalizzazione in contrapposizione ad un mercato che rimane tuttora fondato sul massimo ribasso”, afferma Carlo Bulizza, responsabile marketing per SATO Italia.
PER IL SETTORE AUTOMOTIVE
Unità con sbraccio esteso per lavorazioni gigacasting
Fanuc ha ampliato la sua gamma di robot industriali ad alte prestazioni della serie M-1000 con l’introduzione del nuovo modello M-1000/550F-46A con sbraccio esteso. Progettato per soddisfare le esigenze delle lavorazioni giga-
casting nel settore automobilistico, oltre ad altre applicazioni pesanti, questo robot articolato a sei assi offre un payload di 550 kg e un impressionante sbraccio di 4,6 metri, e allo stesso tempo assicura le migliori velocità della sua categoria per un robot di questa classe di portata. Un numero crescente di costruttori automobilistici sta stampando grandi strutture di carrozzeria in un pezzo unico di alluminio, un processo noto come gigacasting o megacasting. Come molte attività industriali pesanti, anche il gigacasting richiede sempre più spesso la movimentazione di pezzi di grandi dimensioni, alimentando così
la domanda di robot con alta capacità di carico, lungo raggio d’azione e polso robusto. Il nuovo M-1000/550F-46A, con il suo raggio d’azione di 4,6 m, è più lungo del 40% rispetto ai 3,3 m dell’attuale M-1000iA. Qualsiasi applicazione che preveda l’estrazione di un pezzo pesante o voluminoso da una macchina o da una pressa trarrà vantaggio da questo robot con alta capacità di carico al polso e sbraccio extra lungo. Uno sbraccio lungo combinato a un’elevata capacità di carico richiede anche un polso estremamente robusto, necessario non solo per i componenti pesanti, ma anche per la movimentazio-
ne di pezzi il cui baricentro è lontano dal punto di presa. Il nuovo M-1000/550F-46A dispone di un robusto polso con grado di protezione IP67, progettato e supportato da una struttura del braccio ad alta rigidità. Il robot adotta la configurazione a collegamento seriale tipica della serie M-1000. Questo design elimina le interferenze tra il braccio principale J3 e il braccio J2, in quanto non è presente il meccanismo di supporto tipico della configurazione a collegamento parallelo usata nei robot a payload elevato. Il risultato è una maggiore libertà di movimento, più versatilità e un footprint ridotto.
Robot industriale versatile e compatto
Yaskawa ha presentato l’innovativo robot industriale a 6 assi Motoman GP10, un modello che arricchisce e consolida la rinomata serie GP (General Purpose), celebre per la sua versatilità, velocità e precisione. I robot Motoman della serie GP si distinguono per la loro compattezza, l'alta ripetibilità e l'ampia gamma applicativa, con modelli che spaziano da 4 a 600 kg di carico utile. Il nuovo GP10 è in linea con questa filosofia, offrendo una capacità di carico fino a 10 kg e uno sbraccio di 1.101 mm.
Inoltre, questo robot è stato progettato per eccellere in compiti che richiedono una
grande accuratezza, come l'assemblaggio, la movimentazione generale, l'asservimento di macchine utensili CNC e il packaging. La sua elevata ripetibilità di ±0,015 mm garantisce risultati costanti e affidabili in ogni ciclo di lavoro.
Come per gli altri modelli della serie GP, anche nel caso di Motoman GP10 l'ingombro ridotto e il braccio sottile riducono lo spazio d'installazione, aumentando la flessibilità. Il design compatto si combina con elevate prestazioni di movimento, frutto di un servoazionamento ad alta inerzia di nuova concezione. Un elemento chiave del GP10 è l'integrazione avanzata: è
dotato di un cavo Ethernet integrato (compatibile con Cat6A) che semplifica il collegamento di strumenti smart come pinze intelligenti e sistemi di visione, eliminando la necessità di pacchetti
multimediali esterni. I cavi multimediali sono integrati all'interno del braccio, dall’ AX 1 al AX 4.
Il robot è compatibile con i controller Motoman YRC1000 o YRC1000micro. Per chi si avvicina per la prima volta alla robotica, lo Smart Pendant offre un'interfaccia intuitiva, mentre il teach pendant tradizionale fornisce opzioni di programmazione avanzate per gli utenti esperti. Con un grado di protezione IP67, Motoman GP10 è costruito per resistere agli ambienti di produzione più gravosi, rendendolo una soluzione robusta e affidabile per un'ampia gamma di settori.
AMPIA GAMMA DI APPLICAZIONI
ELENCO INSERZIONISTI
IN QUESTO NUMERO
ABBIAMO PARLATO DI...
In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie
ARGOS ST 9
ASSOLOMBARDA 10
BOSCH 22
BREMBO 21
BRUNO WOLHFARTH 45
CAMA GROUP 29
CARBOTEMPRA 13
CHIARI BRUNO 2A COP.
F LLI LOCATELLI 3
FANUC 17, 47
FEDERMECCANICA 14
FONDAZIONE LEONARDO ETS 32
HAITIAN MM ITALY 4A COP.
HEXAGON AB 9
HOFFMANN GROUP 34
HÖRMANN 46
IVS 30
JAC GROUP 21
"Fa impressione vedere che un’azienda metalmeccanica su dieci continua ad avere problemi di liquidità. Occorre fare grandi sforzi come Sistema Paese per recuperare mettendoci in carreggiata e per andare avanti all’insegna della crescita".
Alessia Miotto, vicepresidente di Federmeccanica, pagina 15.
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