Confindustria: “L’UE tuteli l’industria dei territori”
Impianto fotovoltaico in PPA per accelerare sulla transizione energetica
MATERIALI
Resina per la stampa 3D di ingranaggi ad alte prestazioni
TO R N I TU R A DE G L I ACC I A I AN CO R A PI Ù P E R F O R M A N T E CO N I NU O V I IN SE RT I GA R AN T H B 70 - 2
Con la nuova generazione di inser ti GARANT HB70-2, Ho mann Group rende la tornitura dell’acciaio ancora più stabile e precisa, anche in condizioni produttive intense
Rivestimento super ficiale CVD resistente all’usura e al calore , con orientamento cristallino controllato per valori di durezza massimi, e valori elevati di tenacità del substrato del metallo duro per evitare scheggiature
Speciale strato legante tra TiCN e Al 2 O 3 che assicura una maggiore durata
Trattamento super ciale degli inser ti che riduce le tensioni interne nel rivestimento CVD , impedendo così la propagazione delle cricche che si formano durante la lavorazione instabile, quindi meno micro-fratture e una vita utile dell’utensile più lunga
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Tornitura: principi, utensili e applicazioni
presso la sede di Ho mann I talia, Vigonza (PD)
12 marzo 2026
utensili: le esportazioni trainano
Rifiuti industriali: l'accordo per una soluzione globale, integrata e sostenibile Impianto fotovoltaico in PPA per accelerare sulla transizione energetica
Editoriale
Un 2026 tra cautela e resilienza (E.De Vecchis) 4
Storia di copertina
La flessibilità che fa la differenza (E.De Vecchis) 6
Attualità
Valvole e rubinetti: un comparto da 10 miliardi di euro 8
"L'UE tuteli l'industria dei territori" 12
Notizie attualità 14
Frenano i beni strumentali: pesa il contesto internazionale ........................................................ 16
Macchine utensili: le esportazioni trainano la ripresa del settore 20
Il network tra le PMI del Centro-Sud 24
Imprese di Lecco e Sondrio: risultati competitivi nonostante export difficile e rincari 26
Appuntamenti
Training Summit 2026: la formazione si fa infrastruttura strategica 29
Ambiente Rifiuti industriali: l'accordo per una soluzione globale, integrata e sostenibile 30
Macchine Utensili Il ruolo dei giunti rotanti nella lubrificazione delle macchine utensili 32
Utensili L’evoluzione digitale delle Tool Room industriali 34
Energia
Impianto fotovoltaico in PPA per accelerare sulla transizione energetica
per la stampa 3D di ingranaggi ad alte
Transizione Digitale
per l'ottimizzazione del portfolio prodotti
to reel
la ripresa del settore
"L'UE tuteli l'industria dei territori"
La flessibilità che fa la differenza
UN 2026 TRA CAUTELA E RESILIENZA
Il nuovo anno si apre in un clima di prudenza, ma anche con la consapevolezza che il sistema industriale italiano ha dimostrato, ancora una volta, una notevole capacità di tenuta. Il 2025 è stato un esercizio di resistenza: risultati contrastati, segnali di recupero sul mercato interno e un quadro internazionale che continua a pesare sulle prospettive di crescita. È da qui che occorre partire per leggere le sfide e le opportunità del prossimo anno.
Nel comparto delle macchine utensili, robot e automazione, il 2025 si è chiuso con una crescita produttiva modesta, pari all’1,5%, per un valore di 6.420 milioni di euro. Un dato che racconta un settore ancora in affanno, frenato soprattutto dalla forte contrazione dell’export, sceso del 13,2%, a fronte di una domanda internazionale debole e instabile. La ripresa del mercato interno, con consumi in aumento del 20,5%, ha parzialmente compensato questa flessione, sostenendo le consegne interne dei costruttori italiani. Tuttavia, i livelli restano lontani dai picchi degli anni migliori. Le previsioni per il 2026 indicano un miglioramento cauto: produzione in crescita del 2,6%, export in lieve recupero e una domanda interna ancora positiva, ma senza slanci decisivi.
Uno scenario analogo emerge osservando l’industria dei beni strumentali nel suo complesso. Dopo un 2024 già complesso,
il 2025 ha registrato un ulteriore calo del fatturato (-2,1%), attestatosi a 51.840 milioni di euro. Anche in questo caso è l’export a rappresentare l’anello debole, con una flessione del 5,4%, mentre il mercato interno mostra segnali di maggiore vitalità. Il 2026 si profila come un anno di sostanziale stazionarietà: fatturato stabile, export ancora leggermente negativo e una crescita molto contenuta delle consegne domestiche. Un equilibrio fragile, che riflette l’incertezza del contesto globale.
In questo quadro, assumono un valore strategico le iniziative volte a rafforzare le relazioni tra imprese e territori. L’accordo siglato tra le Piccole Industrie di Unindustria Napoli e dell’Area Roma va letto proprio in questa direzione: creare network interregionali, favorire integrazioni di filiera, sviluppare ecosistemi capaci di generare massa critica e nuove opportunità di business. Collaborazione, condivisione e formazione diventano leve fondamentali per affrontare una fase in cui crescere da soli è sempre più difficile.
Il 2026, quindi, non sarà probabilmente l’anno della svolta, ma può diventare quello del consolidamento. A patto di continuare a investire in innovazione, competenze e relazioni. Perché, in un contesto instabile, la vera competitività passa dalla capacità di fare sistema.
di Eva De Vecchis
MOLLE E MICROCOMPONENTI
Dalla produzione di molle miniaturizzate al co-design con il cliente, Mollificio Lombardo costruisce la propria crescita sulla diversificazione settoriale e su standard qualitativi pensati per le filiere industriali più esigenti, inclusa quella cosmetica.
a cura di Eva De Vecchis
Mollificio Lombardo, azienda bergamasca specializzata nella produzione di molle e microcomponenti metallici, estende progressivamente il proprio raggio d’azione verso settori ad alta complessità e requisiti stringenti. Tra questi, figura anche il comparto cosmetico, che continua a rappresentare una delle eccellenze manifatturiere italiane. Secondo i dati diffusi da Cosmetica Italia, il 2025 conferma un clima di fiducia per il settore, nonostante l’incertezza legata ai dazi internazionali. La produzione resta solida e i consumi mostrano segnali positivi, mentre l’export continua a trainare la crescita. Particolarmente significativa è la performance verso l’area Mercosur, che nella prima metà dell’anno ha registrato un incremento superiore al 40% rispetto allo stesso periodo del 2024, a fronte di una media quinquennale di poco superiore al 4%. L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur apre così nuove opportunità soprattutto per quelle imprese che, come Mollificio
La flessibilità che fa la differenza
Emilio Longoni, Amministratore Delegato di Mollificio Lombardo
"Ci
Lombardo, operano nella fascia tecnologicamente più avanzata della catena del valore.
COMPONENTI MINIATURIZZATI A SERVIZIO DELLA COSMETICA
L’ingresso dell’azienda nel mondo della cosmetica è avvenuto attraverso una collaborazione con un produttore locale di packaging, il primo cliente specializzato in questo ambito, interessato a integrare molle di precisione all’inter-
consideriamo una famiglia di imprenditori e collaboratori uniti, pronti ad affrontare nuove sfide con coesione e flessibilità"
no delle proprie soluzioni tecniche. "Si tratta di un segmento che ha registrato un importante impulso dopo la pandemia, soprattutto grazie all’ingresso della cosmetica anche nel canale farmaceutico. Da qui la nostra scelta: esplorare nuove applicazioni e mercati, come facciamo abitualmente", spiega Emilio Longoni, sottolineando come la richiesta sia nata dall’esigenza di sviluppare componenti sempre più miniaturizzati e affidabili. Una dinamica che Mollificio Lombardo conosce bene, avendo già maturato una solida esperienza in settori come il medicale, l’alimentare e l’ortodonzia.
La produzione di molle con diametri estremamente ridotti, nell’ordine di pochi decimi di millimetro, rappresenta infatti uno dei punti di forza dell’azienda. Si tratta di componenti invisibili per l’utilizzatore finale, ma determinanti per il corretto funzionamento dei dispositivi in cui vengono integrati. "Parliamo di misure come 0,14 o 0,25 millimetri, con standard qualitativi elevati", precisa Longoni, richiamando l’attenzione sulla crescente richiesta di affidabilità e ripetibilità da parte dei committenti industriali.
SUPPORTO E ORGANIZZAZIONE
INTERNA PER ACCEDERE A NUOVI SETTORI
In quest’ottica, la cosmetica
costituisce solo una delle possibili declinazioni di una strategia più ampia di diversificazione settoriale. L’azienda sta infatti investendo anche nel comparto dei sistemi salvavita per l’edilizia, un mercato in espansione legato all’adeguamento normativo delle coperture degli edifici. In questo ambito le molle svolgono una funzione cruciale nell’assorbimento dell’energia in caso di caduta degli operatori impegnati in attività di manutenzione. A rendere possibile l’ingresso in ambiti così diversi tra loro è soprattutto l’organizzazione interna di Mollificio Lombardo, strutturata per accompagnare il cliente fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto. L’ufficio tecnico analizza ogni nuovo progetto valutandone la fattibilità produttiva e i potenziali rischi, sia nella prototipazione sia nella successiva industrializzazione. Un approccio che consente di ridurre errori, tempi di avviamento e costi nascosti, aumentando al contempo l’affidabilità complessiva della fornitura.
L'ATTENZIONE ALL'AMBIENTE
COME LEVA DI CRESCITA
La versatilità settoriale si accompagna anche a una crescente attenzione agli aspetti ESG, oggi sempre più rilevanti nelle poli -
tiche di acquisto delle grandi imprese. Mollificio Lombardo utilizza esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili, garantisce la tracciabilità dei materiali e mantiene un’impronta carbonica contenuta, elementi che contribuiscono a rafforzarne il posizionamento come fornitore qualificato per multinazionali e gruppi strutturati. "Ci consideriamo una famiglia di imprenditori e collaboratori uniti, pronti ad affrontare nuove sfide con coesione e flessibilità", racconta Emilio Longoni. Pur rimanendo una realtà di dimensioni contenute, l’azienda rivendica infatti un modello basato su relazioni dirette e continuità nel rapporto con il cliente.
La sede di Mollificio Lombardo a Carvico (BG)
DATI DI SETTORE
La produzione in Italia ha fatturato 9,55 miliardi di euro nel 2024 con l’export che rappresenta ben il 63% dei ricavi. Restano però alcune criticità per il 2026 come i dazi verso gli Stati Uniti, la carenza di personale qualificato e l'impatto del quadro normativo.
Le valvole e i rubinetti sono ovunque, dal settore energetico alle nostre case fino agli impianti industriali e alle infrastrutture. E l’Italia, con circa 500 imprese industriali e 30mila addetti, si conferma un’eccellenza a livello globale, posizionandosi come secondo mercato per dimensione più forte in Europa, dopo la Germania, e tra i primi sei a livello mondiale, insieme a Corea, Giappone, Cina, Usa e Germania. Secondo i dati dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria, presentati a Milano da Sandro Bonomi, presidente dell’Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria (federata ad Anima Confindustria), nel 2024 il settore ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% rispetto al 2023. L’export si conferma il principale motore del comparto, rappresentando il 63% dei ricavi.
Valvole e rubinetti: un comparto da quasi 10 miliardi di euro
Anche nel primo semestre del 2025, le vendite verso l’estero sono cresciute del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando i 3 miliardi di euro.
Tra i Paesi di destinazione, nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024, gli Stati Uniti si confermano al primo posto sia
per quota di export (11,3%, pari a 343,4 mln di euro), sia per crescita (+19,4%). Seguono la Germania, con una quota dell’8,9% (272,2 mln di euro, +1,9%) e l’Arabia Saudita, anch’essa all’8,9% (271,9 mln di euro, +13,3%). La Cina, con una quota del 6,1% (186,9 mln di euro), registra invece una contrazione del 4,4%.
Un settore strategico, come emerge dall’analisi presentata da Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison: il codice Ateco “Altri rubinetti e valvole” si colloca all’ottavo posto nella classifica dei primi dieci prodotti italiani (Ateco a 4 cifre) per saldo commerciale nel 2024, con un valore di 5,3 miliardi di euro (elaborazione Fondazione Edison su dati
Istat), davanti a comparti come la farmaceutica di base e i componenti per autoveicoli.
SEGNALI POSITIVI E FATTORI DI RISCHIO
Dall’assemblea sono emersi segnali positivi per lo sviluppo del comparto, ma anche criticità che potrebbero incidere sulla competitività delle imprese. Tra le opportunità, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur apre nuovi spazi di crescita, prevedendo la graduale eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti industriali: un’intesa che offre al settore italiano delle valvole e dei rubinetti la possibilità di rafforzare la presenza in Sud America – in particolare in Brasile e Argentina – e di diversificare i flussi di export, riducendo per quanto possibile la dipendenza da mercati soggetti a tensioni tariffarie.
Tra i fattori di rischio, invece, preoccupa l’incertezza costituita dai dazi verso gli Stati Uniti, primo mercato di destinazione per il comparto, che potrebbe comportare nei prossimi anni una contrazione del fatturato attualmente difficilmente quantificabile.
A questo si aggiungono ulteriori fattori di rischio: l’eccessivo carico burocratico e doganale, che aumenta sensibilmente il lavoro necessario per l’export, sottraendo risorse alla produzione e alla vendita; la carenza strutturale di personale qualificato, in particolare figure tecniche e
specializzate; l’impatto del cambiamento del quadro normativo, che potrebbe penalizzare le imprese italiane; la perdita di competitività dovuta al rafforzamento dell’Euro sul dollaro USA; il considerevole aumento del prezzo del rame che pare si protrarrà nei prossimi anni. Inoltre, bisognerà prestare particolare attenzione al settore energetico, i cui costi, tra i più alti della Ue, impattano direttamente sulle imprese italiane. Nucleare, idrogeno, transizione verso fonti energetiche pulite sono quindi le sfide per rendere le nostre imprese più competitive rispetto agli altri Paesi.
SANDRO BONOMI (AVR):
"ISTITUZIONI E IMPRESE COLLABORINO PER PRESERVARE UN COMPARTO STRATEGICO"
“Il settore delle valvole e della rubinetteria rappresenta un’eccellenza a livello globale: un comparto altamente specializzato, riconosciuto in tutto il mondo per qualità, innovazione e capacità di servire mercati complessi", ha dichiarato Sandro Bonomi, presidente di Avr. "Le nostre aziende si trovano oggi ad affrontare sfide strutturali rilevanti: la complessità burocratica, i dazi, la carenza di personale tecnico qualificato e i costi dell’energia, tra i più alti nella UE, rappresentano ostacoli concreti alla crescita e alla competitività. In questa fase è fondamentale che le istituzioni e il Governo collaborino a stretto contatto con
Da sinistra: Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison, Greta Cristini, analista geopolitica e Sandro Bonomi, presidente dell’Associazione Italiana
Costruttori Valvole e Rubinetteria
associazioni e imprese per preservare un comparto che oggi vale quasi 10 miliardi di euro e rimane strategico per l’intero Sistema Paese. L’assemblea di è stata un momento essenziale di confronto sul futuro del settore grazie anche alla presenza di rappresentanti politici, associazioni internazionali ed esperti di mercato. Un’occasione fondamentale per consolidare la reputazione globale dell’industria italiana delle valvole e dei rubinetti, emblema di innovazione e di qualità del Made in Italy”. L’assemblea ha riunito rappresentanti istituzionali, economisti, analisti geopolitici, operatori del settore e 12 associazioni internazionali provenienti da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e altri paesi, riunite a Milano per il “Milano White Paper”, il position paper condiviso su idrogeno, nucleare ed energia, confermando il capoluogo lombardo come punto di riferimento globale per l’industria e mettendo in luce la forza dell’export, la rilevanza economica e il ruolo strategico del Made in Italy.
Tra le opportunità del comparto c'è l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur che apre nuovi spazi di crescita, prevedendo la graduale eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti industriali
Dopo gli interventi iniziali di Sandro Bonomi, presidente di Avr, e di Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, moderati da Greta Cristini, analista geopolitica, l’assemblea si è sviluppata in cinque open panel tematici. Ogni panel ha affrontato temi chiave per le imprese associate, tra cui internazionalizzazione, innovazione tecnologica, transizione energetica, idrogeno, nucleare, processi produttivi e sviluppo delle competenze delle Pmi.
SEMICONDUTTORI
ANIE Confindustria firma un memorandum con KSIA
In occasione della visita ufficiale in Corea del Sud della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la Federazione ANIE annuncia la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) con la Korea Semiconductor Industry Association (KSIA), principale organismo di rappresentanza dell’industria dei semiconduttori in Corea. L’accordo, sottoscritto da Marco Vecchio, direttore Tecnico di
ANIE, e JeongHoi Kim, vice Chairman di KSIA, mira a promuovere una cooperazione strutturata e di lungo termine tra le filiere italiane e coreane, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle supply chain, stimolare l’innovazione tecnologica e generare nuove opportunità di crescita industriale e scientifica. Il Memorandum prevede, tra le principali linee di cooperazione: • lo scambio di informazioni
TECNOLOGIE DI VERNICIATURA
e best practice su tecnologie emergenti;
• l’identificazione di aree di collaborazione volte a promuovere l’innovazione;
• la promozione di eventi congiunti e missioni industriali.
L’intesa si inserisce nel quadro delle politiche europee per l’autonomia tecnologica e risponde agli obiettivi dell’European Chips Act, che punta a raddoppiare la quota europea nel mercato globale dei semiconduttori entro il 2030, promuovendo investimenti strategici, innovazione e sviluppo del capitale umano.
Nel 2024, il mercato italiano dei semiconduttori ha generato un valore di circa 1,8 miliardi di euro, pari al 3% del mercato europeo. Il settore dei chip in Italia è trainato principalmente dai mercati
automotive e industriale.
L’Italia si distingue per una forte specializzazione tecnologica in dispositivi di potenza (SiC, GaN), sensori, MEMS, analog e soluzioni per applicazioni industriali. Pur non essendo un hub di produzione di chip avanzati, il Paese svolge un ruolo strategico in fasi critiche della filiera, dalla progettazione al testing. La Corea del Sud, attiva nei processi produttivi ad alta intensità tecnologica, rappresenta invece un nodo essenziale delle supply chain globali. Questa complementarità apre prospettive di cooperazione in: elettronica per la mobilità elettrica e le energie rinnovabili; packaging avanzato; integrazione di fornitori italiani nelle catene coreane; co-sviluppo di tecnologie per AI, IoT e smart industry.
CPM e Olpidürr si fondono per costituire Dürr Systems Italy
A partire dal 1° dicembre 2025, Dürr ha unito le sue due filiali italiane fondendo Olpidürr e CPM, dando vita alla nuova società denominata "Dürr Systems Italy S.p.A.". Operando da due sedi (Milano e Torino) l'azienda impiegherà circa 120 persone sotto la guida di Andreas Hohmann in qualità di amministratore delegato. La fusione unisce decenni di esperienza nei sistemi chiavi in mano per l’assemblaggio finale con tecnologie dei processi di verniciatura e pretrattamento, principalmente rivolte alla produzione di veicoli.
La fusione non influirà sui termini o servizi contrattuali esistenti. Al
contrario, i clienti beneficeranno di un portafoglio di servizi più ampio, di soluzioni innovative e sostenibili, nonché della comodità di disporre di un unico punto di contatto per tutte le esigenze di produzione. Dürr Systems Italy fornirà un portafoglio unificato che include consulenza, pianificazione e implementazione di processi di assemblaggio, unitamente alla tecnologia di verniciatura, al pretrattamento e ai sistemi di verniciatura elettroforetica. Ricordiamo inoltre che le tecnologie ad alte prestazioni di Dürr, quali i veicoli a guida automatica (AGV) ProFleet, sono utilizzate presso i produttori di automobili di tutto il mondo,
consentendo una produzione flessibile ed efficace sotto il profilo dei costi, specificamente adattata alle esigenze industriali individuali. La struttura ottimizzata facilita il coordinamento dei progetti, riduce la complessità amministrativa e garantisce continuità nelle relazioni con i clienti e nella qualità del servizio. I clienti possono contare su un supporto a lungo termine attraverso la manutenzione preventiva, l'assistenza tecnica e la modernizzazione degli impianti. Dürr gestisce inoltre un’altra filiale in Italia: Verind, con sede a Milano, specializzata in tecnologie robotiche e sistemi di applicazione. L’azienda continuerà a operare
come entità autonoma e con il proprio marchio all’interno del Gruppo Dürr.
Il consiglio di amministrazione di Dürr Systems Italia, da sinistra: Enrico Magnetto (CFO), Andreas Hohmann (CEO), Savio Castagno (COO)
MANIFATTURA ADDITIVA
Roboze nomina Scott Sevcik
Executive Vice President Aerospace & Defense
Roboze, esperto globale nelle soluzioni avanzate di manifattura additiva per componenti in polimeri e compositi ad alte prestazioni, ha nominato di Scott Sevcik a Executive Vice President Aerospace & Defense, con un ruolo globale a supporto dei programmi del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) e delle forze di difesa alleate. Sevcik vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore industriale aerospaziale e della difesa, con una profonda competenza negli ambienti di acquisizione della difesa, nella qualificazione della manifattura additiva e nella sua implementazione in applicazioni produttive e di supporto operativo mission-critical. Prima di entrare in Roboze, ha ricoperto ruoli quali VP Aerospace e VP Manufacturing Product in Stratasys, dove ha guidato la strategia globale per l’Aerospace & Defense e promosso l’adozione di soluzio -
ni di manifattura additiva in polimeri ad alte prestazioni per l’aviazione commerciale, lo spazio e la difesa, collaborando con prime contractor, fornitori Tier 1 e organizzazioni di supporto. In precedenza, Sevcik ha ricoperto ruoli di ingegneria e program management in Lockheed Martin, guidando progetti a supporto della difesa missilistica, dei lanci spaziali e della sorveglianza marittima.
Nel suo nuovo incarico, Sevcik guiderà l’organizzazione globale Aerospace & Defense di Roboze, con un focus primario sui requisiti produttivi allineati al DoD, inclusi controllo di processo, ripetibilità, tracciabilità, qualifica e scalabilità, sia per la produzione sia per il supporto operativo. Lavorerà a stretto contatto con prime contractor della difesa, agenzie governative, system integrator e partner internazionali per integrare le tecnologie Roboze nei programmi in essere, nelle iniziative di modernizzazione, nelle attività di supporto operativo a livello depot e nello sviluppo di sistemi di nuova generazione. Roboze è attivamente coinvolta in iniziative aerospaziali e della difesa a livello internazionale, collaborando con le principali organizzazioni globali del settore per supportare lo sviluppo e la produzione di sistemi di nuova generazione.
MANIFATTURA
Confindustria Veneto Est incontra gli eurodeputati a Bruxelles. La presidente
Paola Carron: "L’industria sia al centro della politica europea".
Confindustria Veneto Est ha riunito lo scorso settembre il suo Consiglio di Presidenza a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, quindi a Ca’ Veneto, sede della Regione del Veneto e infine nella sede della Delegazione Confindustria a Bruxelles.
Durante le sessioni, presiedute dalla Presidente Paola Carron, sono intervenuti Michelangelo Nerini, primo consigliere della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue, Nicolò Brignoli, membro di Gabinetto del Commissario Ue all’Economia e produttività, Attuazione e semplificazione Valdis Dombrovskis, il direttore Relazioni Internazionali, Regione del Veneto Annalisa Bisson, il direttore Affari Europei di Confindustria, Matteo Borsani.
Il Consiglio ha incontrato una rappresentanza degli Eurodeputati della Circoscrizione Nord Est: obiettivo del confronto, introdotto dalla Presidente Carron, il rilancio delle politiche europee per l’industria e la competitività del sistema manifatturiero, con
"L'UE tuteli l'industria dei territori"
particolare attenzione alle esigenze delle principali filiere produttive del territorio, tenuto conto anche che il Veneto è la terza regione manifatturiera d’Italia e la sesta in Europa, con un valore dell’export (80,2 miliardi nel 2024) superiore a quello di interi Stati dell’Ue.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’urgenza del momento che
Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est alla sede del Parlamento Europeo di Bruxelles
vive il tessuto industriale italiano e dei territori più produttivi, come il Veneto orientale, nel contesto di una competizione mondiale sempre più agguerrita: la rinnovata attenzione alla competitività è la strada giusta da seguire, ma ora servono azioni rapide e concrete per intervenire su temi chiave come dazi, energia e la riduzione della burocrazia che ostacola la crescita. Al centro della politica europea deve tornare la politica industriale.
PAOLA CARRON: "SERVONO AZIONI RAPIDE SU COSTI DELL’ENERGIA, SEMPLIFICAZIONE, MERCATO UNICO E INVESTIMENTI COMUNI"
"Oltre il 70% delle norme di riferimento per le imprese arriva dall’Unione europea, quasi il 60% del nostro export avviene nell’Ue", ha dichiarato la Presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron.
"Ecco perché oggi abbiamo scelto Bruxelles, nel cuore del Parlamento Europeo, per un confronto fortemente voluto, franco e operativo con gli eurodeputati del Nord Est e con la Regione del Veneto per contribuire a fare squadra come Sistema veneto in Europa. Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere agli eurodeputati è che le nostre imprese credono in un’Europa capace di garantire regole efficaci e sostegno concreto a chi crea sviluppo sostenibile e lavoro, ma si oppongono fermamente al declino industriale innescato negli ultimi anni da politiche ideologiche, burocrazia e iper-regolamentazione che stanno presentando un conto pesantissimo e che, ingessando le imprese, hanno minato la competitività della nostra manifattura a vantaggio di Usa, Cina, India. Serve un radicale cambio di rotta".
"L’urgenza è chiara: solo riportando l’industria manifatturiera al centro delle sue politiche, innovando e proteggendo l’autonomia delle filiere, rispettando il principio di neutralità tecnologica, l’Europa potrà garantire alle imprese un futuro di competitività e ai cittadini benessere e prosperità. E servono azioni rapide su costi dell’energia, semplificazione, mercato unico e investimenti comuni. Un Piano straordinario per l’industria, non solo la difesa, in deroga al Patto di Stabilità. In caso contrario, il con-
tinente europeo sarà condannato a diventare un mercato passivo, irrilevante dal punto di vista geopolitico e dipendente da terzi in tutte le fasi delle supply chain. L’Europa può ancora vincere, ma solo se agisce ora", ha concluso la Presidente Carron.
"Un’Europa che mantenga un confronto diretto con i territori tradizionalmente più produttivi, come il Veneto, sulle politiche e le risorse da allocare nell’ambito della futura Politica di Coesione Ue, in modo da integrare coesione, politiche industriali e formazione delle competenze in sintonia con le specificità dei territori, ribadendo il ruolo delle Autonomie locali nella sua programmazione ed attuazione,
insieme al mondo imprenditoriale e del lavoro, per vincere insieme la sfida della competitività e delle transizioni".
CRITICITÀ E PROPOSTE DELLE IMPRESE
Numerosi i dossier europei, le criticità e le proposte delle imprese oggetto del confronto tra il Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est e gli europarlamentari. Tra cui: costo dell’energia a prezzi che consentano alle imprese italiane ed europee di competere ad armi pari con Usa e Cina; semplificazione delle normative ambientali e di rendicontazione di sostenibilità; politiche commerciali e apertura di nuovi mercati; distorsioni alla competitività delle imprese europee derivanti da normative asimmetriche con gli altri competitor globali; politiche europee per l’abitare sostenibile; quadro finanziario pluriennale europeo 2027-2034 e nuova politica di coesione. Hanno inoltre partecipato agli incontri i funzionari della Commissione europea (DG Politica regionale, DG Commercio, DG Energia) e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue. Per la Regione del Veneto, Carlo Clini, direttore sede Bruxelles.
Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est a Bruxelles
EFFICIENZA ENERGETICA
Elesa integra i temi ESG nella sua strategia di crescita
Elesa (casa madre del Gruppo Elesa) ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2024, il primo documento che raccoglie in modo strutturato e trasparente le performance ESG della sede centrale di Monza. Un risultato che segna un’evoluzione naturale per un’azienda familiare che, da oltre ottant’anni, fonda il proprio sviluppo sull’innovazione tecnologica, la qualità progettuale e l’attenzione verso le persone e il territorio.
La stesura del primo Bilancio di Sostenibilità testimonia la volontà dell’azienda di integrare i temi ESG nei processi decisionali e produttivi, con un approccio proporzionato alla propria dimensione ma orientato verso modelli evoluti di rendicontazione. Il Bilancio presenta risultati
CARPENTERIA METALLICA
concreti che delineano il profilo di un’impresa solida, competitiva e sempre più consapevole del proprio ruolo nella filiera industriale globale.
Nel 2024 Elesa ha continuato a rafforzare le proprie politiche di efficienza energetica e ottimizzazione dei consumi:
• Il 100% dell’energia utilizzata è acquistata da fonti rinnovabili (impegno preso dal 2020);
• Il 93,6% dei rifiuti sono avviati al recupero (incluso il recupero termico);
• Le emissioni climalteranti Scope 1 e 2 si attestano a 968 tCO2eq (market based), supportate da sistemi interni di monitoraggio avanzato e da un consumo energetico complessivo pari a 22.550 GJ;
• La gestione dei materiali e dei rifiuti segue criteri di circolarità e prevenzione degli scarti: sono state utilizzate 2.410 tonnellate di materiali e prodotti 373,5 tonnellate di rifiuti, di cui il 93,6% avviato a processi di recupero energetico o materico;
• Contestualmente, l’evoluzione del Centro Logistico automatizzato di Monza ha introdotto una maggiore efficienza nei processi, riducendo movimentazioni superflue, migliorando la puntualità delle spedizioni, 99,7%.
Con 366 collaboratori, di cui il 50% donne, e 6.318 ore di formazione erogate nel 2024, Elesa S.p.A. conferma la centralità del capitale umano nella propria strategia di crescita, con un team di giovani
talenti e persone più esperte, in grado di garantire un approccio dinamico e innovativo alle sfide aziendali.
Le attività dedicate a salute, sicurezza e benessere organizzativo sono state potenziate attraverso programmi strutturati e interventi mirati negli ambienti di lavoro soprattutto nelle aree di produzione e logistica, dove l’automazione delle postazioni ha garantito condizioni operative più ergonomiche e sicure.
Sono stati introdotti programmi formativi specifici e misure preventive, tra cui un sistema di welfare con assistenza sanitaria integrativa e un portale welfare per garantire il benessere psicofisico dei collaboratori.
Fassi acquisisce Tecnove e amplia la filiera meccanica in Italia
Fassi Group, esperto globale nella progettazione e costruzione di gru articolate con oltre 60 anni di storia, ha completato l’acquisizione di Tecnove, azienda specializzata
nella lavorazione di lamiere e nella carpenteria metallica.
Con sede a Novellara (RE), Tecnove si è affermata nel corso degli anni come azienda in grado di proporre soluzioni
tecnologiche all’avanguardia e di elevata qualità, con l’obiettivo di soddisfare le richieste di una clientela sempre più internazionale. Tecnove conta più di 100 dipendenti, che verranno mantenuti nel passaggio al Gruppo Fassi. Con questa acquisizione Fassi – partecipata indirettamente dal Fondo Investindustrial ed un fatturato che nel 2024 ha superato i 500 milioni di euro a fronte di oltre 1.800 dipendenti – punta a rafforzare la leadership di settore continuando a investire nella tecnologia e filiera italiana e ad ampliare il controllo e l’integrazione delle proprie lavorazioni con tecnologie distintive.
“L’ingresso di Tecnove porta nuove competenze e un’esperienza fondamentale per il percorso di sviluppo dell’azienda e del Gruppo, che negli ultimi due anni è cresciuto fino a raggiungere il fatturato record dei suoi sessanta anni di storia”, sottolinea Giovanni Fassi, presidente del Gruppo Fassi. “Il Gruppo Fassi punta sulla qualità delle lavorazioni e sulla leadership tecnologica, garantita da una filiera meccanica di eccellenza", aggiunge Victor Gottardi, amministratore delegato di Fassi Gru. "Grazie a Tecnove saremo in grado di rafforzare ulteriormente il portafoglio di soluzioni al servizio dei nostri clienti”.
Lavorazione nella sede di Tecnove a Novellara (RE)
ASSISTENZA INTELLIGENTE
SDProget accelera su servizi digitali, formazione e integrazione dei processi
SDProget Industrial Software chiude il 2025 con una crescita del fatturato del + 6,7% rispetto all’anno precedente, rafforzando la propria
usabilità e produttività, rafforzando l’automazione del processo di progettazione elettrica. Tra le principali novità figura SPAC
stati ampliati il supporto alla simbologia NEMA con conversione automatica degli schemi, la generazione degli schemi di
elettrica. Accanto agli aggiornamenti dell’ambiente planimetrico, con il Project Center e un database
MADE IN ITALY
Secondo il Gruppo
Statistiche Federmacchine nel 2025 l'industria italiana costruttrice di beni strumentali registra un calo dovuto soprattutto ai valori dell'export. Si prevede un 2026 stazionario.
Dopo un già difficile 2024, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali, nel 2025, ha visto calare ulteriormente il dato di fatturato. Le previsioni per il 2026 sono di sostanziale stazionarietà, a conferma di quanto l’incertezza del contesto stia impattando sull’attività delle imprese del comparto; su tutto pesa la riduzione dell’attività di export. Questo è, in sostanza, quanto emerge dalle rilevazioni appena effettuate dal Gruppo Statistiche Federmacchine, la federazione delle imprese costruttrici di beni strumentali. Secondo i preconsuntivi, nel 2025, il fatturato dell’industria italiana di settore si fermerà a 51.840 milioni di euro, il 2,1% in meno rispetto al 2024. Sul risultato pesano i negativi riscontri raccolti dalle imprese sul mercato estero. L’export è sceso a 34.760 milioni di euro (-5,4%). In particolare, secondo l’elaborazione del Gruppo Statistiche a partire dai dati ISTAT, principali mercati di sbocco del Made in Italy di comparto, nel periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), sono risultati: Stati Uniti (2.384 milioni di euro, -3,1%); Germania (1.703
Frenano i beni strumentali: pesa il contesto internazionale
Secondo le previsioni, nel 2026 il fatturato si attesterà a 51.850 milioni di euro, dunque perfettamente in linea con il valore del 2025
milioni, -7,9%), Francia (1.153 milioni, -4,8%), Spagna (752
milioni, +3,2%), Polonia (730 milioni, +18,8%). Le consegne
sul mercato interno sono tornate a crescere attestandosi a 17.080 milioni di euro (+5,3% rispetto all’anno precedente), sostenute dalla ripresa del consumo domestico di macchinari cresciuto a 27.270 milioni di euro (+4,8%).
Il 2026 dovrebbe essere stazionario. Secondo le previsioni, infatti, il fatturato si attesterà a 51.850 milioni di euro, dunque perfettamente in linea con il valore del 2025. L’export resterà in campo negativo, scendendo a 34.550 milioni di euro (-0,6%). Le consegne dei costruttori italiani registreranno una debole crescita, dell’1,3%, a 17.300 milioni di euro, trainate dal consumo domestico che, in virtù di un incremento, dell’1,2%, salirà a 27.600 milioni di euro.
BRUNO BETTELLI: "SERVONO MISURE CHIARE E DI SEMPLICE UTILIZZO"
“Dopo gli anni di grande espansione, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali si è trovata ultimamente a fare i conti con una condizione di instabilità geopolitica profonda e generalizzata", ha commentato
Bruno Bettelli, presidente Federmacchine. "Di ciò ne ha risentito il nostro export e, di conseguenza, il fatturato di comparto. Crisi della Germania, dazi di Trump, conflitti in Ucraina e in Medioriente,
chiusura del mercato cinese e rafforzamento della capacità manifatturiera del Paese del Dragone sono gli elementi che rendono davvero complicata la nostra attività oltreconfine”.
Le previsioni per il 2026 sono di sostanziale stazionarietà, a conferma di quanto l’incertezza del contesto stia impattando sull’attività delle imprese del comparto
ATTUALITÀ
“Quanto all’Italia l’auspicio è che i provvedimenti per la competitività previsti dalla Legge di Bilancio 2026 possano effettivamente sostenere la domanda italiana che, come dimostrano i nostri dati, è tornata a crescere. Ciò che è importante – ha concluso Bruno Bettelli – è che le misure siano chiare, di semplice utilizzo e possano essere fruibili già dalle prime settimane dell’anno nuovo, evitando i continui posticipi che abbiamo purtroppo conosciuto con Transizione 5.0 e che hanno congelato la domanda per troppi mesi. Pluriennalità della misura e esclusività di applicazione al Made in EU e ai beni con componenti extra UE a patto siano assemblati in Europa, se confermate, sono, a nostro avviso, ottime scelte,
capaci di rispondere, da una parte, all’esigenza delle imprese di pianificare al meglio le proprie attività e, dall’altra, alla necessità di rafforzare il mercato EU, il nostro vero mercato interno”.
GIAN PAOLO CRASTA
NOMINATO SEGRETARIO
GENERALE DI FEDERMACCHINE
I dati sono stati presentati nell’ultimo Consiglio Generale di Federmacchine che si è riunito presso la sede della federazione e ha deliberato la nomina a Segretario Generale di Gian Paolo Crasta (ACIMAC e UCIMA) succedendo ad Alfredo Mariotti dopo oltre trent’anni di attività al servizio del sistema dei beni strumentali italiani. Gian Paolo Crasta, 46 anni, è attualmente
direttore generale di ACIMAC e UCIMA.
La nomina di Crasta si inserisce in un percorso di continuità e rafforzamento dell’azione di Federmacchine. Nel salutare Alfredo Mariotti, la federazione ne riconosce il ruolo determinante svolto in oltre tre decenni di attività durante i quali Mariotti ha contribuito in modo significativo allo sviluppo, alla crescita e al posizionamento internazionale dell’organizzazione e dell’intero comparto.
Gian Paolo Crasta, segretario generale di Federmacchine
“Federmacchine, in questo momento, è chiamata a svolgere, con particolare attenzione e determinazione, il suo ruolo di rappresentante delle istanze del bene strumentale sui tavoli nazionali e dell’Unione Europea", ha spiegato Bruno Bettelli. "Ad Alfredo Mariotti va il ringraziamento per il lavoro svolto in oltre trent’anni di attività. Sotto la sua direzione, Federmacchine ha acquisito autorevolezza in Italia e all’estero, a beneficio di tutte le imprese che appartengono al mondo del bene strumentale. La nomina di Gian Paolo Crasta risponde all’esigenza di continuare a rafforzare con determinazione la capacità di rappresentanza del nostro sistema nei confronti delle istituzioni, accompagnando le aziende nelle sfide della transizione tecnologica, della competitività internazionale e della difesa del manifatturiero come asset strategico nazionale. Con la nomina del nuovo segretario generale, Federmacchine conferma il proprio impegno a sostegno delle imprese dei beni strumentali, promuovendo innovazione, competitività e dialogo con le istituzioni nazionali ed europee”.
Secondo i dati elaborati da Ucimu-Sistemi per produrre, l’industria italiana della macchina utensile archivia un 2025 piuttosto fiacco. Per il 2026 i costruttori si attendono una crescita moderata.
Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 è risultato piuttosto fiacco per i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione che hanno visto crescere di poco la produzione, frenata dal calo dell’export a cui non si è contrapposta una sufficiente ripresa dell’attività sul mercato interno. Il 2026 sarà migliore ma le previsioni sono cautelative a causa della forte instabilità del contesto. Questo, in sintesi, quanto emerge dai dati di preconsuntivo 2025 e previsione 2026 rilasciati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMUSistemi per produrre. In particolare, nel 2025, la produzione si è attestata a 6.420 milioni di
Macchine utensili: le esportazioni trainano la ripresa del settore
euro, segnando un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
L’anno è stato caratterizzato da una forte contrazione dell’export che si è ridotto a 3.710 milioni, il 13,2% in meno del 2024. Quasi tutti i principali mercati di destinazioni del made in Italy settoriale hanno registrato segno meno, a conferma della difficile situazione internazionale. Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nel periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (423 milioni
di euro, -8,1%), Germania (196 milioni di euro, -29,7%); Francia (145 milioni, -0,5%), India (135 milioni -4,2%), Polonia (135 milioni, +13,3%).
Sul fronte interno la ripresa del consumo, cresciuto del 20,5% a 4.465 milioni, ha trainato la crescita delle consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico che si sono attestate a 2.710 milioni, il 32% in più rispetto all’anno precedente. Nonostante gli incrementi di questi due indicatori siano significativi, i risultati sono poco soddisfacenti perché restano ancora molto inferiori ai valori ottenuti negli anni precedenti.
MERCATI
Riccardo Rosa, presidente UCIMU-Sistemi per produrre
PREVISIONI 2026: PRODUZIONE IN CRESCITA PER IL RITORNO POSITIVO DELLE ESPORTAZIONI
Per il 2026, le previsioni elaborate dal Centro Studi UCIMU indicano una crescita (ancora) moderata dei principali indicatori economici. In particolare, nel 2026, la produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025). Tale risultato sarà determinato sia dal ritorno in campo positivo delle esportazioni (+0,7%) rispetto al valore del 2025, attestandosi a 3.735 milioni di euro, sia dall’incremento delle consegne dei costruttori italiani che cresceranno a 2.855 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2025), sostenute dall’aumento della domanda domestica. Il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione crescerà a 4.730 milioni, pari al 5,9% in più rispetto al 2025. Anche le importazioni potranno giovarsi della ripresa della domanda interna, come dimostra il dato di previsione che indica una crescita, del 6,8%, a 1.875 milioni di euro. Il dato di export/ produzione scenderà ancora, fermandosi a 56,7%.
“Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 si è confermato l’anno di inversione di tendenza
con il passaggio dal segno meno alla crescita, seppur timidissima, registrata dal dato di produzione", ha commentato Riccardo Rosa, presidente UCIMU-Sistemi per produrre. "In realtà non ci aspettavamo fosse l’export a zavorrare il risultato finale come invece è accaduto.
“L’instabilità geopolitica internazionale, i conflitti aperti in Europa e Medio Oriente, la guerra dei dazi del presidente Trump e il conseguente nuovo (dis)ordine del commercio mondiale hanno messo a dura prova le nostre esportazioni”.
RICCARDO ROSA: "SERVONO PROVVEDIMENTI DI INCENTIVO DI SEMPLICE UTILIZZO E RAPIDA OPERATIVITÀ"
“Meglio del previsto è risultata invece la performance che i costruttori italiani di macchine utensile hanno raccolto sul mercato interno dove, però, hanno recuperato solo una piccola porzione del terreno perso nel biennio precedente complici le criticità legate a Transizione 5.0 che, dopo essere partita con imperdonabile ritardo, ha subito diversi aggiustamenti, divenendo facilmente utilizzabile solo negli ultimi mesi di operatività, salvo
poi chiudere improvvisamente con più di un mese di anticipo sul termine fissato al 31 dicembre”, ha spiegato il presidente Rosa.
“Nonostante le numerose difficoltà riscontrate i risultati ottenuti hanno però dimostrato l’utilità del 5.0, oltre ovviamente al 4.0, come misura volta a sostenere gli investimenti in nuove tecnologie di produzione in Italia”.
Per il 2026 si prevede una crescita moderata dei principali indicatori economici: in particolare, la produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025)
“L’auspicio è che i provvedimenti di incentivo previsti dagli organi di governo in discussione durante le settimane di definizione della Legge di Bilancio 2026, siano effettivamente di semplice utilizzo e rapida operatività. Noi costruttori italiani di macchine utensili chiediamo semplicemente chiarezza e immediatezza. Per funzionare, la misura deve prevedere poca burocrazia e deve essere rilasciata e resa disponibile fin dalle prime settimane dell’anno nuovo. Solo così il provvedimento – che sulla carta, per come lo abbiamo conosciuto, ci sembra complessivamente valido – potrà portare reali benefici al manifatturiero del paese”.
“Detto ciò, apprezziamo molto il recente annuncio del governo di voler puntare sulla pluriennalità del provvedimento", ha aggiunto Riccardo Rosa. "Poter disporre di una misura dall’inizio del 2026 al 2028 è certamente una scelta oculata, in grado di permettere alle aziende clienti di pianificare gli acquisti, e ai costruttori di organizzare la produzione, così da distribuire al meglio il lavoro rispetto alla propria capacità produttiva”.
INIZIATIVE E MISSIONI ESPLORATIVE PER POTENZIARE L'ATTIVITÀ INTERNAZIONALE
“Sul fronte estero l’indebolimento di alcuni mercati, a partire dalla Germania travolta dalla crisi dell’automotive, la difficoltà delle vendite negli USA, nostro primo
ATTUALITÀ
mercato di sbocco, a causa dei dazi, la chiusura di alcune aree particolarmente ricche di opportunità come la Russia, impongono un lavoro ancora più intenso per lo sviluppo delle relazioni commerciali con le aree tradizionali e con quelle “alternative” tra cui i paesi dell’Area del Mercosur. Per tale ragione – ha continuato Riccardo Rosa – desta sconforto leggere sui giornali che l’Italia è tra i paesi che mettono in dubbio il prosieguo dell’iter per la chiusura dell’Accordo EU-Mercosur, di fatto, giunto al rush finale. Tornare sui propri passi ora, in un momento particolarmente delicato per il commercio internazionale, sarebbe un grave errore”. “Anche sulla base di questo accordo, nell’ultimo biennio, l’associazione ha potenziato le sue iniziative dedicate ai paesi dell’America Latina", ha aggiunto il presidente Rosa. "Oltre alle missioni esplorative svolte in Brasile, pensate per rafforzare le partnership con il sistema locale fatto di istituzioni, imprese e organizzazioni di rappresentanza, UCIMU ha avviato interessanti interlocuzioni con le organizzazioni di rappresentanza industriale dell’Argentina propedeutiche a nuove collaborazioni tra le industrie dei
è operativa l’Oficina Italiana de Promotiòn Mexico, un desk che opera per supportare le aziende italiane, nell’attività di conoscenza e penetrazione del mercato rilevante, anche per l’area del Centro e Nord America”.
due paesi. Oltre a ciò, non abbiamo tralasciato i cosiddetti “paesi associati” e “osservatori” legati all’accordo, certi che anche questi potranno offrire opportunità interessanti alle nostre imprese. Tra gli associati al Mercosur abbiamo volto l’attenzione al Cile ove, a seguito di una missione di ricognizione, è stato messo allo studio un progetto di sviluppo di un Centro Tecnologico con la partecipazione di università locali. Tra gli osservatori, invece, il nostro obiettivo è puntato sul Messico dove, da inizio 2025,
“Con riferimento all’Asia, India e paesi del Sud est asiatico sono per noi osservati speciali perché caratterizzati da una crescita molto forte e da una buona predisposizione nei nostri confronti, come dimostra la dinamicità delle attività sostenute dalla associazione: dal Desk India alla Rete ITC India e alla Rete IMT Vietnam, entrambe appena rinnovate”.
“Volgendo lo sguardo all’Europa, in attesa di conoscere come l’economia e l’industria manifatturiera tedesca risponderanno alle misure messe in campo dal governo Merz, l’auspicio è che l’Ue intervenga per correggere i tempi e le modalità della transizione verso la mobilità green, così da evitare il rischio di desertificazione industriale del Vecchio Continente. Il principio di neutralità tecnologica è a nostro avviso l’unica corretta risposta a questa situazione”.
Nel 2026 il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione crescerà a 4.730 milioni, pari al 5,9% in più rispetto al 2025
VALVOLE E SISTEMI GAS
Valvitalia: portafoglio ordini in crescita del 14% a 230 milioni di euro
Il Gruppo Valvitalia ha ottenuto, al 30 novembre 2025, una raccolta ordini pari a 230 milioni di euro, registrando una crescita del 14% rispetto al pari periodo dell’esercizio precedente. I risultati confermano la solidità del percorso di crescita internazionale del Gruppo, specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, oltre che di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale. Tra gli ordinativi più recen -
ti, in particolare, figurano due importanti contratti ottenuti dalla Divisione Valves & Systems nella Penisola Arabica, per un valore complessivo di 37 milioni di euro. L’aggiudicazione di tali commesse consolida la presenza di Valvitalia in un’area geografica strategica e ad alto potenziale come la Penisola Arabica, supportando lo sviluppo delle infrastrutture energetiche in un mercato caratterizzato da una forte crescita della domanda, trainata da rilevanti programmi di investimento e di ammodernamento. Al 30
novembre 2025, il business generato nella macroregione contribuisce per quasi il 30% al volume complessivo di ordini acquisito dal Gruppo, per un valore che supera i 60 milioni di euro.
L’accordo principale ha un controvalore economico pari a 30 milioni di euro e riguarda la fornitura chiavi in mano di due stazioni di regolazione e misura del gas destinate ad altrettante centrali di produzione energetica in Arabia Saudita.
L’ordine arriva su incarico di una tra le maggiori società di ingegneria e costruzio -
ne di impianti industriali su scala globale. L’accordo apre prospettive favorevoli per un incremento delle forniture nell’area e per la costruzione di una partnership industriale di lungo periodo, in linea con la strategia di sviluppo sostenibile del Gruppo.
Di rilievo anche l’ordine dal valore di 7 milioni dagli Emirati Arabi Uniti, preso in carico da Valvitalia China, che realizzerà valvole di mediegrandi dimensioni e ad elevata complessità destinate ad un impianto offshore nel Golfo Persico.
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Carbotempra è una azienda di trattamenti termici, con impianti di ultima generazione, dotata di laboratorio per prove metallurgiche e tecnologiche.
L’azienda è specializzata nella tempra di acciai per cuscinetti e speciali, nella cementazione gassosa e carbonitrurazione.
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ATTUALITÀ
CULTURA D'IMPRESA
Il network tra le PMI del Centro-Sud
A Napoli è stato siglato un accordo di collaborazione tra le piccole e medie imprese che punta ad attivare ecosistemi di aziende e processi di integrazione di business su scala interregionale.
DUE REGIONI POLI
DELL'ECONOMIA ITALIANA
È stata firmata a Palazzo Partanna – dal presidente del Gruppo Piccola Industria di Unione Industriali Napoli, Guido Bourelly, dal presidente del Comitato Piccola Industria dell’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, Cristiano Dionisi, e dal presidente del Comitato Piccola Industria dell’Area Roma Unindustria, Oscar Ricci – l'intesa volta a realizzare di un network tra le PMI che crei ecosistemi di imprese e processi di integrazione di business su scala interregionale Sulla base dell’accordo di collaborazione, si punterà a promuovere momenti di condivisione per connettere le realtà imprenditoriali presenti nei rispettivi territori attraverso l’organizzazione di riunioni e missioni congiunte, la realizzazione di B2B interregionali e di visite aziendali. Sarà inoltre portato avanti uno specifico Progetto
Periferie in collaborazione con i relativi Uffici scolastici regionali. "Con l’accordo sperimentiamo per la prima volta una forma innovativa di collaborazione tra le Piccole industrie delle due associazioni principali del Centro-Sud", ha commentato Guido Bourelly, presidente Gruppo Piccola Industria Unione Industriali Napoli. "La svolta intrapresa, sul piano dei servizi di supporto, ci permetterà di valorizzare meglio le nostre imprese, sia attraverso opportunità di business, sia grazie alla maggiore massa critica che potremo concretizzare in diverse circostanze. L’accordo di collaborazione avrà a tal riguardo anche una ricaduta ‘politica’. La maggiore forza rappresentativa potrà infatti avere un valore aggiunto anche in termini di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle forze sociali per lo sviluppo di una cultura d’impresa".
"Questo accordo rappresenta una concreta volontà di collaborazione tra due territori che, pur distinti per caratteristiche e tradizioni produttive, sono due poli fondamentali dell’economia italiana: connettori naturali tra Nord e Sud, tra innovazione e manifattura, tra impresa e cultura", ha commentato Cristiano Dionisi, presidente del Comitato Piccola Industria dell’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo. "Le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante dei nostri territori: generano valore e attraverso questo accordo, intendiamo offrire loro nuove opportunità di crescita, di formazione e di confronto, favorendo percorsi condivisi. Lavoreremo insieme su tematiche che riteniamo centrali per lo sviluppo e il rafforzamento delle Pmi, collaboreremo per diffondere una nuova cultura d’impresa che valorizzi il coraggio di chi crea lavoro, innovazione e ricchezza. La centralità del ruolo dell’im-
prenditore nella società vuole essere uno dei punti di riflessione e collaborazione tra le nostre componenti. Dobbiamo restituire al ‘mestiere’ dell’imprenditore centralità nello sviluppo sociale del Paese, per ridare dignità e prospettiva al cuore pulsante dell’economia, le PMI".
"Roma e Napoli condividono un patrimonio straordinario: la forza delle piccole e medie imprese, un tessuto produttivo vivo e dinamico che crea valore, lavoro, innovazione e coesione sociale", ha dichiarato Oscar Ricci, presidente del Comitato Piccola Industria dell’Area Roma Unindustria. "Le nostre PMI sono comunità, non semplicemente imprese: presidiano i quartieri, alimentano filiere, coltivano talento e custodiscono tradizioni, interpretando al tempo stesso il cambiamento. Oggi rilanciamo questa visione insieme. Uniamo due grandi capitali del Mediterraneo per promuovere un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, innovazione, inclusione e responsabilità sociale".
L'incontro a Napoli presso Palazzo Partanna, per firmare l'accordo di collaborazione
Materiali Lavorati:
• Acciaio Inox 304/316/303/307
• Inconel628, Alloy, Monel
• Acciai comuni da costruzione;
CYBERSECURITY
• Acciai speciali;
• Acciai automatici e leghe leggere;
• Materiali plastici.
SICUREZZA
Consulenza strategica e attuazione operativa per proteggere l'industria manifatturiera
Lavorazioni eseguite:
• Tornitura da barra fino a Ф65
• Tornitura di ripresa fino a Ф 180
dipendenza da fornitori e compo nenti di terze parti hanno ampliato la superficie di rischio, aprendo nuove vulnerabilità.
• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300
• Produzione ingranaggi e dentatura
• Piccoli assemblaggi di precisione
La cybersicurezza è oggi una priorità assoluta per il settore manifatturiero italiano, sempre più esposto a minacce informatiche che colpiscono in profondità l’intera filiera produttiva. Il 90% delle aziende industriali del Paese ha subito almeno un tentativo di attacco nell’ultimo anno1, con conseguenze dirette e immediate sulla continuità operativa e l’affidabilità delle consegne, senza trascurare le perdite finanziarie e il danno reputazionale dell’organizzazione nel mercato di riferimento. La progressiva digitalizzazione dei processi, l’adozione di tecnologie OT (Operational Technology) e la
che consente agli aggressori di penetrare in profondità e su larga scala all’interno delle reti aziendali.
Il Rapporto Clusit 2025 conferma la criticità del settore, con ransomware, compromissioni dei fornitori e interruzioni delle attività produttive tra gli scenari più frequenti. Nonostante la crescente consapevolezza dei rischi, le imprese manifatturiere italiane lamentano ancora una carenza di competenze cyber adeguate. La supply chain è uno dei bersagli privilegiati degli attacchi informatici, perché rappresenta un punto di ingresso strategico
Centro Software propone quindi un approccio integrato e modulare pensato per la manifattura: asses sment del rischio lungo l’intera supply chain, monitoraggio con tinuo tramite threat intelligence, patch management specializzato per ambienti misti IT/OT e piani di risposta agli incidenti tarati sulle dinamiche produttive. Le competenze consolidate nelle recenti acquisizioni societarie (Datapro Srl e Polaris Srl) e i continui percorsi di certificazione interna consentono
essere in linea con le prescrizioni dei principali Prime Contractor nazionali ed europei del settore e con gli obblighi contrattuali previsti per i fornitori.
F.lli Locatelli s.r.l. meccanica di precisione dal 1967
L'andamento congiunturale per le Pmi delle province di Lecco e Sondrio registra risultati stabili. Restano critici i costi di approvvigionamento delle materie prime e delle commodities.
L’andamento congiunturale rilevato in ottobre per le imprese delle province di Lecco e Sondrio presenta un quadro in cui gli indicatori risultano orientati al mantenimento, sia per prevalenza diretta dell’indicazione di stabilità, sia per via del sostanziale bilanciamento tra i giudizi di aumento e di riduzione. Tra gli indicatori, ordini e fatturato rivelano alcune differenze tra mercato domestico ed export, con il primo che risulta stabile per via dell’eterogeneità dei giudizi mentre il secondo mostra più dinamicità, seppur in uno scenario di complessiva conservazione.
Anche sul fronte delle aspettative per l’evoluzione del business nei mesi finali dell’anno e su quello dell’occupazione il parere principalmente formulato dalle imprese lecchesi e sondriesi riguarda la
Imprese di Lecco e Sondrio: risultati competitivi nonostante export difficile e rincari
conservazione dei livelli.
Non mancano criticità legate alle dinamiche geo-politiche e all’andamento dei costi di approvvigionamento delle materie prime e delle commodities energetiche, che influiscono erodendo par -
L’attività produttiva mostra andamenti coerenti con quanto esaminato per gli ordini, rivelando per oltre una realtà su due (51,2%) un’indicazione di stabilità
zialmente i margini di profitto aziendali.
"IMPRESE DINAMICHE E UN TESSUTO PRODUTTIVO IN SALUTE"
"Il quadro delineato per le nostre province, sebbene caratterizzato da una certa eterogeneità dei giudizi, evidenzia complessivamente una situazione stabile, con indicatori di domanda, attività produttiva e fatturato prevalentemente orientati alla conferma dei livelli attuali", commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari. "Emergono alcune difficoltà sul mercato estero, con impatti significativi o moderati sui volumi di export che interessano circa una realtà su cinque, ovvero il 17,7% del campione
delle imprese associate. Nonostante ciò, il livello competitivo delle imprese del nostro territorio rimane elevato, così come lo stato di salute generale del tessuto produttivo locale. Le dinamiche rivelate non sono inaspettate e, sebbene possano comportare riflessi sui mercati e nelle relazioni con i clienti, la situazione attuale si mantiene sotto controllo ed è monitorata con attenzione dagli imprenditori e dall’Associazione. In questo contesto, restano fondamentali le misure di politica industriale che metterà in campo il Governo, mentre registriamo con favore la revisione del Green Deal europeo, ora riformulato in modo meno irrazionale: nel perseguire il nobile fine di una maggiore sostenibilità, dobbiamo ricordare che ogni politica deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale".
"Le aziende di Lecco e Sondrio, nonostante un contesto economico complesso nell’ultimo anno, continuano a conseguire risultati significativi, distinguendosi sui mercati internazionali e registrando dinamiche di crescita", commenta il direttore generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori. "A conferma di ciò vi è non solo il prevalente giudizio di stabilità degli organici, osservato sia nel mese di ottobre sia nelle prospettive per i
prossimi mesi dell’anno, ma anche il costante fabbisogno di nuove risorse, in particolare figure tecniche e specializzate. Una domanda che viene quotidianamente segnalata dagli imprenditori e trova parziale risposta grazie agli interventi promossi dall’Associazione, in stretta collaborazione con il mondo dell’istruzione e della formazione del territorio".
GLI EFFETTI DELLA SITUAZIONE GEO-POLITICA
Le imprese di Lecco e Sondrio hanno comunicato di aver riscontrato, nel periodo agosto-ottobre 2025, ostacoli all’export determinati da dazi e tensioni geo-politiche, con effetto sulla loro competitività.
Nel dettaglio, oltre una realtà su quattro (26,5%) tra quelle aderenti all’Osservatorio ha indicato delle criticità che hanno influito marginalmente sull’attività aziendale nel 28,5% dei casi, in maniera moderata nell’11,8% mentre in modo significativo nel 5,9%; nel rimanente 53,8% dei casi, invece, non sono stati segnalati impatti di particolare rilevanza.
Con riferimento agli ambiti principalmente colpiti, le imprese del campione hanno indicato una diminuzione dei volumi di export (36,6% dei casi), un inasprimento della competitività sul mercato
(20%), una più difficile relazione con i clienti esteri (20%) e un aumento dei costi di produzione (10%). In casi più limitati sono stati inoltre segnalati incrementi dei costi di logistica e dei tempi di consegna (entrambi al 6,7%).
Ad ottobre l’indicatore associato alla domanda risulta principalmente orientato alla stabilità dei livelli, con alcune differenze tra perimetro nazionale e mercato estero.
Gli ordini in Italia sono considerati in conservazione rispetto a settembre da circa quattro realtà su dieci (39,5%), in espansione dal 30,3% mentre in calo dal 30,2%.
La domanda oltre confine è valutata invece in mantenimento sui livelli del mese precedente da circa la metà del campione (48,7%), in aumento dal 21,6% e in contrazione dal 29,7%.
PRODUZIONE E FATTURATO
COERENTI CON IL RESTO DELL'ANNO
L’attività produttiva mostra andamenti coerenti con quanto esaminato per gli ordini, rivelando per oltre una realtà su due (51,2%) un’indicazione di stabilità mentre, in caso di variazione, è riscontrabile una maggior incidenza delle valutazioni di crescita (26,8%) rispetto a quelle di diminuzione (22%).
La capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese lecchesi e sondriesi in ottobre si attesta al 76,3%, confermando sostanzialmente il dato registrato per l’Osservatorio congiunturale
ATTUALITÀ
rapido dello scorso marzo 2025 (76,2%).
All’interno delle realtà aderenti all’Osservatorio sono riscontrabili alcune differenze riguardo il tasso medio di utilizzo degli impianti, in particolare per quanto concerne la dimensione aziendale mentre a livello settoriale l’attività mostra variazioni meno marcate.
Nel dettaglio, per le aziende di Lecco e Sondrio fino a 50 occupati la capacità utilizzata è pari in media al 71,6% mentre per le realtà più grandi il dato sale all’81,2%.
Per quanto riguarda invece i comparti merceologici, si registra un impiego medio del 75,3% per le realtà metalmeccaniche e meccatroniche e del 77,4% per le imprese tessili e degli altri settori globalmente considerati.
Il fatturato delle aziende di Lecco e di Sondrio registra andamenti differenziati rispetto agli ambiti territoriali di riferimento; è riscontrabile, infatti, un giudizio più eterogeneo a livello italiano, con indicazioni di stabilità, crescita e riduzione segnalate da circa un terzo del campione ciascuna, mentre una più diffusa propensione alla stabilità e alla crescita sul mercato estero.
Le vendite sul mercato italiano sono valutate in mantenimento sui livelli di settembre dal 32,6% del campione, in diminuzione dal 30,2% e in aumento dal restante 37,2%.
L’export è invece indicato come stabile per circa una realtà su due (48,7%), in aumento per il 32,4% mentre in calo per il rimanente 18,9%.
Le imprese lecchesi e sondriesi aderenti all’Osservatorio prevedono per le ultime settimane dell’anno una conferma dei livelli di business; a fianco della quota di sette realtà su dieci (69,8%) che indicano direttamente la stabilità, si riscontrano anche diffusione simile tra le ipotesi
di crescita (11,6%) e quelle di diminuzione (18,6%).
Per quanto concerne la visibilità sugli ordini in portafoglio, circa un terzo (34,1%) del campione segnala di poter pianificare l’attività per un periodo limitato a poche settimane, il 47,7% delle aziende comunica un orizzonte di qualche mese e il rimanente 18,2% indica una visibilità che supera il trimestre.
MATERIE PRIME COSTOSE: CRITICITÀ E INASPRIMENTO
DELLA GESTIONE AZIENDALE
Sul versante dell’approvvigionamento delle materie prime, le realtà dei due territori confermano la presenza di alcune criticità, sia per quanto concerne l’andamento dei listini praticati dai fornitori, sia in relazione agli effetti che l’inasprimento dei costi determina sulla gestione dell’attività aziendale.
Nel mese di ottobre 2025 un’impresa su cinque (20%) tra quelle del campione ha registrato aumenti dei costi delle commodities necessarie ai processi aziendali.
La combinazione tra l’incremento dei costi di acquisto delle materie prime fisiche e delle dina -
miche dei costi dell’energia ha generato alcune conseguenze sulle imprese; esaminando nello specifico, sono stato segnalati il ridimensionamento o il posticipo degli investimenti aziendali già pianificati per circa un’impresa su dieci (9,1%), la necessità di riorganizzare parte del lavoro o dell’attività produttiva per il 13,6% del campione e una contrazione dei margini di profitto per il 40,9%. Solo in casi più limitati, infine, è stata indicatala riduzione parziale dell’attività aziendale.
Da segnalare altresì che, per via delle inefficienze esistenti lungo le catene di fornitura, interessate nel corso dell’anno anche dalle tensioni geo-politiche e dall’applicazione di misure protezionistiche, il 16,3% delle realtà lecchesi e sondriesi ha riscontrato un’estensione delle tempistiche necessarie a ricevere le merci mentre, in rari casi, le aziende hanno indicato problemi di fornitura in termini di quantità di merci richieste (il 4,7%).
La combinazione tra l’incremento dei costi di acquisto delle materie prime fisiche e delle dinamiche dei costi dell’energia ha generato alcune conseguenze sulle imprese
Training Summit 2026: la formazione si fa infrastruttura strategica
In un mercato sempre più complesso e dinamico, dove le hard skills diventano obsolete in meno di 24 mesi, la capacità di disimparare e imparare di nuovo rappresenta l’unico vero vantaggio competitivo, capace di fare la differenza. È questo lo scenario che emerge dall’analisi di EFI (Ecosistema Formazione Italia), che fotografa un anno di profonda transizione che non possiamo più ignorare. Nonostante i segnali positivi, l'Italia affronta una
L’agenda
Fornitore Offresi 19 - 21 febbraio 2026 Erba www.fornitoreoffresi.com
sfida strutturale. Mentre l’UE punta all’80% di adulti con competenze digitali entro il 2030, l'Italia (pur risalendo all'11,6% di partecipazione alla formazione) resta sotto la media europea. La formazione non può essere un elemento accessorio perché, senza persone formate, gli investimenti in innovazione rischiano di restare al palo.
L’IA predittiva, la gestione della FOBO, la leadership coach, la certificazione delle competenze, l’in-
novazione delle startup HrTech ed EdTech, la formazione finanziata, le sfide e le politiche per un efficace inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, la competitività del Sistema Italia nel mercato globale saranno al centro della terza edizione dell'Innovation Training Summit, che si terrà a Roma il 26 e 27 marzo a Roma presso il centro congressi l’Auditorium della Tecnica. Con oltre 250 relatori nazionali e internazionali, 3.500 partecipanti, 150+ media e community partner, il Summit giunge alla terza edizione e rappresenta oggi il più grande evento sulla formazione in Italia, punto di riferimento del settore in continua crescita, coinvolge decisori, innovatori, HR manager, formatori che desiderano trasformare il cambiamento in un asset strategico.
Due giorni di confronto serrato e costruttivo per passare dalla retorica dell'innovazione all'ingegneria dei processi formativi, per costruire un ecosistema in cui il talento umano resti il fulcro di ogni evoluzione tecnologica. Quest’anno – per la prima volta in assoluto – si terrà, collaterale all’evento principale, il Symposium della Formazione, momento strategico oltre che sistemico, che nasce con un obiettivo preciso: far dialogare l’ecosistema italiano della formazione e del lavoro e mettere a fattore comune esperienze, dati e idee e costruire insieme soluzioni concrete per il futuro delle competenze in Italia. Rivolto a circa 200 stakeholder su invito, è promosso dall’Associazione Ecosistema Formazione Italia, in collaborazione con Studio Galvan.
Global Industrie
30 marzo - 2 aprile 2026
Parigi, Francia www.global-industrie.com
Simodec 2 - 6 marzo 2026
La Roche-sur-Foron, Francia www.en.salon-simodec.com
Mecspe 4 - 6 marzo 2026
Bologna www.mecspe.com/it
Hannover Messe 20 - 24 aprile 2026
Hannover, Germania www.hannovermesse. de/en/hannover-messe-2026
Automobili Lamborghini e il Gruppo Hera collaborano per la gestione dei rifiuti nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, con l’obiettivo di potenziare il recupero di materia e sviluppare iniziative di economia circolare a elevato contenuto tecnologico.
Èattraverso sette Super Robot alti più di quattro metri, costruiti con scarti di produzione delle supersportive Lamborghini, che prende forma la collaborazione tra la Casa di Sant’Agata Bolognese e il Gruppo Hera, per una gestione globale, integrata e sostenibile dei rifiuti industriali.
Esposti a Ecomondo 2025 i Super Robot protettori dell’ambiente –realizzati dalla multiutility attraverso il proprio progetto SCART, che da quasi trent’anni trasforma i rifiuti in opere d’arte – rappresentano il linguaggio simbolico scelto per presentare una visione condivisa che si articola in servizi avanzati di global waste management.
FOCUS SU PROGETTI INNOVATIVI
L’intesa affida a Herambiente (società del Gruppo Hera e primo
Rifiuti industriali: l'accordo per una soluzione globale, integrata e sostenibile
operatore in Italia nel settore ambiente per dotazione impiantistica e volumi trattati) la gestione fino al 2028 dell’intero ciclo dei rifiuti speciali dello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese: circa 3.500 tonnellate annue, con una percentuale di recupero di materia arrivata
Andrea Ramonda (Herambiente): "Al centro della collaborazione c’è la ricerca congiunta di soluzioni innovative per recuperare materiali ad alto valore aggiunto e ridurre l’impronta carbonica"
all’80% nel 2024 e ulteriormente incrementabile. Il contratto, rinnovato per il triennio 2025-2028 dopo una prima assegnazione nel 2022, mira a ridurre al minimo lo smaltimento e valorizzare gli scarti secondo criteri di efficienza, garantendo tracciabilità e sicurezza. Un aspetto particolarmente importante dell’accordo di global waste management riguarda il presidio della compliance normativa, gestita chiavi in mano da Herambiente (incluso il nuovo sistema RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti). Rientrano nell’accordo anche la classificazione e lo smal -
Foto di gruppo scattata nel corso della conferenza stampa di presentazione a Ecomondo 2025
timento sicuro di rifiuti obsoleti, la distruzione certificata di prototipi e componenti, la demolizione di asset non più utilizzabili e il riuso dei pallet in casse per batterie al litio. L’ottimizzazione di carichi e trasporti avrà un impatto positivo sia in termini economici sia sulle emissioni in atmosfera.
CIRCOLARITÀ E NET ZERO:
L’IMPEGNO DI AUTOMOBILI
LAMBORGHINI E GRUPPO HERA
La collaborazione con Herambiente si inserisce nel percorso strutturato di Automobili Lamborghini in direzione ESG, che ha già visto lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese ottenere nel 2015 la certificazione di neutralità carbonica, mantenuta negli anni nonostante il raddoppio delle superfici produttive. Un risultato frutto di una strategia integrata tra riduzione diretta delle emissioni, progetti di compensazione e investimenti in efficienza energetica. L’accordo con il Gruppo Hera rafforza questo impegno: da un lato assicura una gestione specializzata dei rifiuti orientata alla massima valorizzazione delle risorse, dall’altro contribuisce alla
riduzione delle emissioni indirette legate a logistica e trattamento. Nel 2024 i rifiuti avviati a recupero da Automobili Lamborghini sono infatti cresciuti del 15%, superando l’80% dei volumi complessivi. Il Gruppo Hera rappresenta un partner pienamente allineato su questo fronte: la multiutility punta al Net Zero al 2050, con una riduzione complessiva delle emissioni climalteranti del 90% rispetto al 2019. I filoni progettuali congiunti – gestione completa dei rifiuti, rigenerazione delle risorse e progetto artistico SCART – testimoniano una visione condivisa tra i due gruppi, in cui l’economia circolare è leva tecnica, ambientale e culturale.
"PROGETTO COERENTE CON LA STRATEGIA DI CREAZIONE DI VALORE CONDIVISO"
“La collaborazione con Automobili Lamborghini esprime al meglio il nostro modello di servizi integrati e su misura, in grado di coniugare sostenibilità e competitività", afferma Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente. "Al centro c’è la ricerca congiunta di soluzioni
I Super Robot protettori dell'ambiente
innovative per recuperare materiali ad alto valore aggiunto e ridurre l’impronta carbonica: un elemento distintivo del nostro approccio al global waste management, particolarmente efficace nei contesti industriali complessi come l’automotive. È un impegno che si inserisce nella strategia di creazione di valore condiviso che guida il Gruppo e che fa leva sugli investimenti e sul knowhow maturati da Herambiente nei progetti di economia circolare. Un esempio è l’impianto FIB3R di Imola, primo in Europa su scala industriale per la rigenerazione delle fibre di carbonio, progettato per supportare la transizione ecologica in settori ad alta intensità tecnologica come motorsport, nautica e aerospazio”.
"UN
ACCORDO TRA ECCELLENZE INDUSTRIALI ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITÀ"
“Per Automobili Lamborghini l’attenzione alla sostenibilità si traduce in processi e soluzioni che devono essere all’altezza degli stessi standard qualitativi delle nostre vetture”, dichiara Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer di Automobili Lamborghini.
“I progetti condivisi con il Gruppo Hera nascono da una visione comune: integrare solidità industriale e innovazione ambientale in modo coerente con il nostro percorso ESG”.
COMPONENTI
La corretta gestione dei fluidi lubrificanti garantisce efficienza, precisione e continuità delle lavorazioni. In questo senso, i giunti rotanti sono fondamentali nel migliorare qualità e sicurezza del processo.
Nelle lavorazioni meccaniche con asportazione di truciolo, gli utensili vengono impiegati per portare il pezzo alla forma e alle dimensioni desiderate, rimuovendo materiale in eccesso. Si tratta di processi che richiedono tempo ed energia, caratterizzati da velocità di rotazione elevate, attrito, vibrazioni e usura. La corretta gestione di questi fenomeni è determinante per la qualità del risultato finale e per l’efficienza produttiva. In questo contesto, la lubrificazione assume un ruolo centrale, capace di incidere in modo significativo sulle performance complessive.
PERCHÉ UTILIZZARE UN FLUIDO
LUBRIFICANTE
Il fluido lubrificante agevola l’interazione degli utensili con i pezzi lavorati, raffreddandoli e favorendo l’evacuazione dei trucioli. Oli emulsionabili specifici per macchine utensili consentono di proteggere le componenti dall’usura e dall’ossidazione, ridurre l’attrito e prevenire fenomeni come il grippaggio, migliorando al tempo stesso la finitura superficiale del pezzo. Una lubrificazione corretta limita le vibrazioni, aumenta la stabilità del processo e riduce il rischio di rotture improvvise degli utensili.
LE APPLICAZIONI DOVE LA LUBRIFICAZIONE È INDISPENSABILE
L’utilizzo del lubrificante diventa cru-
Il ruolo dei giunti rotanti nella lubrificazione delle macchine utensili
ciale nelle lavorazioni ad alta velocità come fresatura, tornitura e foratura, ma anche nei processi di precisione, dove qualità superficiale e ripetibilità rappresentano requisiti fondamentali. Materiali difficili da lavorare, quali leghe di titanio e acciai inossidabili, necessitano sempre di un apporto adeguato di lubrificante per ridurre l’usura degli utensili e preservare l’integrità del materiale. Nei processi di filettatura, maschiatura e rettifica la lubrificazione è essenziale per garantire precisione ed evitare rotture o bruciature del pezzo. Le moderne macchine CNC, che integrano più lavorazioni ad alta velocità, richiedono un apporto costante e mirato di fluido.
PROBLEMI DERIVANTI DA UNA
GESTIONE INEFFICACE
Un fluido inadeguato o insufficiente
può compromettere seriamente il processo: usura accelerata dell’utensile, surriscaldamento, incrostazioni e deformazioni del pezzo sono alcuni degli inconvenienti più frequenti. Anche l’eccesso di lubrificante, pur meno dannoso, riduce l’efficienza e genera sprechi, aumentando i costi complessivi di esercizio.
TIPI
DI LUBRIFICANTE E MODALITÀ DI APPLICAZIONE
Nell’industria meccanica si impiegano diverse tipologie di fluidi: oli interi minerali o sintetici, emulsioni olio-acqua, oli additivati e soluzioni a lubrificazione minima (MQL). In taluni casi si utilizza anche aria. L’applicazione può avvenire in modo esterno, mediante ugelli, oppure interno, con sistemi che portano il lubrifi -
Macchina utensile con mandrino e giunto
cante direttamente nella zona di taglio attraverso giunti rotanti. Questa seconda soluzione, oggi largamente diffusa sulle macchine CNC, assicura un raffreddamento mirato, una migliore evacuazione dei trucioli e un’efficienza energetica superiore.
GIUNTI ROTANTI: PRINCIPI E
APPLICAZIONI
Il giunto rotante è il componente che consente il trasferimento di fluidi da una parte fissa a una in rotazione. Nelle macchine utensili permette di portare il lubrificante dal serbatoio all’utensile, anche in presenza di condizioni operative estreme. Johnson - Fluiten propone un’ampia gamma di soluzioni: giunti rotanti esterni con cuscinetti, versioni integrate nell’elettromandrino senza cuscinetti e giunti multipassaggio, capaci di gestire diversi media, dall’acqua all’olio, fino all’aria compressa.
PARAMETRI DI PROGETTAZIONE E
BENEFICI
Velocità, pressione e portata sono i parametri critici da considerare nella progettazione di un giunto rotante. Valori che, nelle moderne lavorazioni meccaniche, possono raggiungere livelli molto elevati. Un giunto ben progettato evita trafila menti, riduce il rischio di guasti e garantisce la continuità produttiva. Sebbene si tratti di un componen te soggetto a usura, una corretta manutenzione programmata con sente di eliminare i fermi imprevisti, con notevoli vantaggi per l’efficien za complessiva.
INNOVAZIONE
E
PERSONALIZZAZIONE
da ha introdotto soluzioni in grado di gestire qualsiasi fluido impiegato nelle macchine utensili, mantenendo prestazioni elevate anche alle massime velocità.
L’attenzione alla ricerca e sviluppo ha portato Johnson-Fluiten a introdurre tecnologie innovative nelle tenute meccaniche, applicate con successo ai giunti rotanti. Oggi l’azienda offre
Dal 2003 Johnson-Fluiten sviluppa giunti rotanti per le più diverse esigenze applicative, sfruttando l’esperienza derivante dall’unione tra la tradizione americana di Kadant Johnson e la competenza italiana di Fluiten. L’azien-
le esigenze applicative lo richiedono, vengono sviluppate soluzioni su misura, come nel caso di un elettromandrino di grandi dimensioni per un centro di fresatura, dove il giunto progettato ha garantito portate fino a 200 litri al minuto, velocità di 8.000 giri/minuto e pressioni di 140 bar.
I costruttori di macchine utensili possono così contare su una gamma completa di prodotti standard e su un servizio tecnico in grado di sviluppare in tempi rapidi configurazioni customizzate, compatibili con gli standard dei diversi mercati industriali.
Oltre agli aspetti tecnici, JohnsonFluiten dedica particolare attenzione anche alla sostenibilità e all’organizzazione dei processi interni. L’azienda è completamente plastic free, utilizza energia da fonti rinnovabili e imballaggi riciclabili, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale della produzione. In parallelo, ha investito in un magazzino automatizzato conforme ai criteri della smart factory.
Qui e sotto: Giunto rotante
ASSEMBLAGGIO AUTOMATIZZATO
DMG Mori e Haimer ampliano la loro partnership strategica per accelerare la digitalizzazione delle officine utensili, integrando soluzioni software avanzate e sistemi di automazione completa nei siti produttivi e nei centri tecnologici a livello globale.
DMG Mori e Haimer GmbH hanno annunciato un ampliamento della loro collaborazione strategica di lunga data per accelerare la digitalizzazione delle Tool Room, l'automazione e la distribuzione globale di software. L'accordo estende le attività congiunte agli showroom, ai centri tecnici e agli stabilimenti produttivi DMG Mori in tutto il mondo, a vantaggio dei loro clienti globali comuni. Una lavorazione di successo richiede sia macchine potenti che una tecnologia periferica altamente pre-
L’evoluzione digitale delle Tool Room industriali
cisa, che garantisca il trasferimento della precisione dal mandrino fino al tagliente dell'utensile da taglio. Ecco perché la collaborazione tra DMG Mori, esperto nel settore delle macchine utensili, e Haimer, esperto
Da sinistra a destra: Koichi Nosaka, presidente Haimer Japan K.K., Andreas Haimer, presidente Haimer Group, Masahiko Mori, presidente DMG Mori Co., Ltd. e Kentaro Blumenstengel, direttore esecutivo DMQP e presidente di DMG Mori Technium
mondiale nella tecnologia di alta precisione per utensili, calettamento, presetting e bilanciamento, è stata molto proficua e affidabile per quasi vent'anni. Ora questa collaborazione incorpora l'evoluzione del settore verso la trasformazione della lavorazione (MX) e la trasformazione digitale (DX), aggiungendo l'ultimo software Haimer ai prodotti qualificati DMG Mori (DMQP) per la rivendita in tutto il mondo.
"In qualità di azienda esperta nel settore delle macchine utensili, insieme a Haimer offriamo un'integrazione completa dei processi e una trasformazione digitale nel nostro programma DMQP", ha commentato Masahiko Mori, presidente di DMG Mori. "Questo passo accelererà la connettività dei gemelli digitali in tutto il nostro ecosistema di macchine".
Tecnologia di calettamento
“Porteremo la nostra partnership globale a un livello superiore imple-
mentando il concetto di "Tool Room of the Future", con presetting, calettamento e bilanciamento i4.0, includendo il nostro software di gestione digitale degli utensili e dei dati WinTool e Tool Room Manager, nonché le nostre soluzioni di vendita intelligente Toolbase in tutte le strutture, gli showroom e i centri tecnologici DMG Mori in tutto il mondo", ha spiegato Andreas Haimer, presidente del Gruppo Haimer.
In dettaglio, l'accordo prevede l'implementazione della “Tool Room of the Future”, ovvero l'utilizzo congiunto di soluzioni di presettaggio, calettamento e bilanciamento Industry 4.0 collegate al software Haimer presso la sede centrale globale di DMG Mori a Tokyo, nonché nei principali siti produttivi di Iga (Giappone), Pfronten (Germania) e in altre sedi DMG Mori in tutto il mondo. Nella “Tool Room of the Future” di Haimer ogni singola fase di assemblaggio viene tracciata, controllata e confermata dal software Tool Room Manager. I gemelli digitali vengono creati da WinTool e i lavori di assemblaggio, comprese le tolleranze degli utensili da taglio, vengono inviati ai dispositivi di Presetter, calettamento e bilanciatura per una connettività dati senza soluzione di continuità. Il riordino degli utensili da taglio può essere completamente automatizzato con le soluzioni Toolbase.
AUTOMATION CUBE ONE: UNA
SVOLTA PER LO STABILIMENTO DI PRODUZIONE
Inoltre, presso lo stabilimento di produzione di Iga è stato recentemente introdotto Haimer Automation Cube One per l'assemblaggio completamente automatizzato degli utensili con componenti Magnescale, garantendo la massima precisione. Questa cella automatizzata di calettamento e presettaggio con cobot a 12 assi è la soluzione ideale per un assemblaggio affidabile ed efficiente degli utensili in un ambiente di produzione ad alto volume. In combina-
zione con i mandrini a calettamento di alta qualità Haimer, l'installazione dell'Haimer Automation Cube One si è già rivelata una svolta per il sito produttivo di Iga. “Abbiamo già registrato un aumento significativo della produttività del 30% e oltre nella nostra produzione, passando alcuni anni fa dai tradizionali sistemi di fresatura giapponesi e mandrini a pinza alla tecnologia a calettamento termico Haimer", ha dichiarato Kazutoyo Moriguchi, Senior Executive Officer Production Engineering e Vice President DMG Mori Iga. "Ora, con l'investimento nell'Automation Cube One, possiamo fare il passo successivo, automatizzare completamente la Tool Room e lavorare senza operatore per colmare il divario di competenze”.
DISTRIBUZIONE GLOBALE DELLE SOLUZIONI DIGITALI
Alla fiera EMO Hannover 2025, Haimer, DMG Mori Technium e WinTool hanno dato il via a una solida partnership con l'obiettivo di plasmare il futuro della gestione digitale degli utensili. Allo stand DMG Mori è stata presentata WinTool, una nuova soluzione digitale per la gestione degli utensili e dei dati, che DMG Mori Technium rivenderà a livello globale, fornendo gestione digitale degli utensili e connettività digital twin a oltre 20 sistemi CAM per i loro
clienti comuni.
“Haimer è sempre stato il nostro partner DMQP più importante per l'automazione e la digitalizzazione delle Tool Room", ha dichiarato Kentaro Blumenstengel, direttore esecutivo DMQP e presidente di DMG Mori Technium. "Ora abbiamo ampliato questa partnership con un accordo di distribuzione software globale attraverso DMG Mori Technium per rivendere WinTool, Tool Room Manager e tutte le soluzioni software Haimer ai nostri clienti”.
VANTAGGI PER I CLIENTI GIAPPONESI E INTERNAZIONALI
"I nostri clienti giapponesi e internazionali possono trarre vantaggio da questa partnership per accedere facilmente a tutti i nostri prodotti tramite DMG Mori", ha concluso Koichi Nosaka, presidente di Haimer Japan K.K. "Abbiamo constatato presso clienti comuni in Giappone che i sistemi di equilibratura Haimer hanno prolungato la durata dei mandrini in applicazioni critiche fino al 300%.
Inoltre, l'introduzione della nostra tecnologia di presettaggio Microset presso grandi aziende automobilistiche giapponesi ha portato a una maggiore precisione, a operazioni software più semplici e a un numero molto inferiore di cicli di calibrazione grazie alla base in ghisa termicamente stabile delle nostre macchine".
Presetter per utensili Microset
CASE STUDY
Metallurgica Marcora ha scelto il servizio proposto da E.ON, che ha seguito l’intero processo di realizzazione del sistema energetico, contribuendo alla transizione verso un modello industriale più sostenibile.
Èstato recentemente allacciato in rete l’impianto fotovoltaico da 999 kWp che fornirà allo stabilimento produttivo di Metallurgica Marcora, azienda siderurgica italiana con sede a Cuggiono, circa 1,2 GWh/anno di energia verde – pari al 30% dei consumi annuali dell’azienda e con una stima di emissioni di CO 2 evitate pari a 465 TonCO 2 (fonte ISPRA anno 2024). Il sistema è stato contrattualizzato con un PPA (Power Purchase Agreement), accordo in base al quale E.ON Energy Infrastructure Solutions, divisione ESCo di E.ON in Italia, è proprietaria dell’impianto e si impegna a fornire al cliente, per dieci anni, l’energia solare prodotta. Il PPA è infatti una formula contrattuale che garantisce la fornitura, a un prezzo pattuito per un numero predefinito di anni, dell’energia prodotta da un impianto dedicato a un’impresa che intende utilizzare energia solare per alimentare i suoi sistemi produttivi senza dover investire risorse economiche nella realizzazione, nella gestione e nella manutenzione di un impianto fotovoltaico di proprietà.
Impianto fotovoltaico in PPA per accelerare sulla transizione energetica
UN'AZIENDA ATTENTA ALLE
EVOLUZIONI DEL MERCATO
Metallurgica Marcora è uno dei principali produttori di laminati per trafila e per componenti destinati al mercato “automotive”, oltre che di profili speciali adatti a molteplici applicazioni in vari altri settori. Fondata nel 1878 come azienda commerciale operante nel settore dell’acciaio, nel corso del XX secolo l’attività siderurgica aziendale ha subi -
La sede di
to molteplici evoluzioni fino a concentrarsi sulla sola laminazione a caldo nel 1995, con il contestuale ampliamento produttivo e logistico presso l’attuale sede di Cuggiono. Da sempre attenta a mantenere uno sviluppo del business in linea con le evoluzioni del mercato nel 2022 ha investito in un progetto di revamping dell’area evacuazione prodotti in barre con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dell’im -
Metallurgica Marcora a Cuggiono (MI)
Andrea Marcora: "Questa soluzione ci garantisce di ottimizzare i costi energetici a lungo termine insieme all'affidabilità di una fornitura green"
pianto, automatizzare alcuni processi manuali e garantire maggior sicurezza degli operatori nell’area confezionamento barre. Coerentemente con i valori ESG (Environment, Social, Governance), nel 2023 ha acquisito la certificazione ambientale ISO14001, che definisce i requisiti per progettare e implementare un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) in grado di migliorare le prestazioni ambientali delle aziende e consentire migliori controlli sui costi e ridurre gli sprechi quali risorse energetiche e idriche. Nel percorso intrapreso verso uno sviluppo industriale più responsabile e rispettoso dell’ambiente, Metallurgica Marcora nel 2024 ha deciso di installare sul tetto dello stabilimento di Cuggiono un sistema per la produzione di energia solare. L’azienda ha scelto il fotovoltaico in forma di servizio proposto da E.ON, che si è occupata dell’intero processo di realizzazione del sistema energetico: dalla progettazione, alla presentazione e ottenimento dei titoli autorizzativi, fino alla manutenzione dello stesso.
IL SUPPORTO ALLE AZIENDE INDUSTRIALI
E.ON, tra i primi gruppi energetici europei con più di 47 milioni di clienti, è protagonista del cambiamento verso una nuova energia, più indipendente e decentralizzata, e promuove uno sviluppo sostenibile a livello economico, sociale e ambientale a beneficio delle generazioni di oggi e domani.
In questo contesto il gruppo propone soluzioni per supportare le aziende industriali che devono affrontare un percorso di transizione energetica proponendo impianti fotovoltaici che possono essere installati on-site, su aree interne o contigue agli stabilimenti dei clienti, oppure off-site, installati in zone più favorevoli da un punto di vista di irraggiamento e producibilità energetica. In ambedue i casi non è previsto alcun investimento da parte del cliente, ma l’impegno pluriennale a ritirare l’energia prodotta dall’impianto a un prezzo definito. Questi accordi consentono al cliente di beneficiare di energia pulita e sostenibile senza dover investire direttamente nell'installazione e nella manutenzione di un impianto fotovoltaico,
Fabio Rossi, Head of Sales B2BLarge di E.ON Energy Infrastructure Solutions Italia (a sinistra), e Andrea Marcora, rappresentante della quinta generazione di Metallurgica Marcora
di tutelarsi dalla volatilità del prezzo dell’energia, di aumentare il rating ESG, sempre più importante ai fini della valutazione delle imprese. Con il recepimento della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) il numero di aziende che devono redigere il bilancio di sostenibilità è in costante crescita, fornendo informazioni non solo sull’impatto delle proprie attività su società e ambiente, ma anche su come le questioni di sostenibilità influenzino lo sviluppo e le performance aziendali.
“L’impianto realizzato per Metallurgica Marcora rappresenta un esempio concreto di come E.ON supporti le aziende industriali nella transizione energetica, offrendo soluzioni innovative come i PPA", ha affermato Fabio Rossi Head of Sales B2BLarge di E.ON Energy Infrastructure Solutions Italia. "Siamo orgogliosi di accompagnare le imprese verso un modello produttivo più sostenibile, riducendo l’impatto ambientale e favorendo al contempo efficienza e affidabilità energetica”, “L'attivazione dell'impianto fotovoltaico in partnership con E.ON rappresenta un traguardo fondamentale per Metallurgica Marcora", ha commentato Andrea Marcora, rappresentante della quinta generazione di Metallurgica Marcora. "Questa soluzione ci garantisce non solo una migliore ottimizzazione dei costi energetici a lungo termine, in un mercato energetico sempre incerto, ma anche l'affidabilità di una fornitura green. Siamo pronti a raccogliere i frutti di questa scelta strategica, che unisce concretamente l'impegno economico a un maggior rispetto dell’ambiente”.
INDUSTRIA MECCANICA
Volantini a disco e a razze in alluminio
La scelta del volantino giusto influisce sulla sicurezza, sul comfort di utilizzo e sulla funzionalità degli impianti e dei processi. In questo campo, il materiale alluminio offre vantaggi evidenti: peso ridotto, buona stabilità e una superficie che convince anche in condizioni complesse. Per gli utilizzatori, questo significa volantini che offrono una presa piacevole, si azionano con facilità e restano affidabili nel tempo. Uno dei criteri fondamentali è la forma. I volantini a disco sono costituiti da un disco chiuso. Questa caratteristica protegge le mani degli operatori, poiché
TRASMISSIONE A CATENA
non si formano spazi in cui le dita potrebbero rimanere intrappolate. Inoltre, grazie alla struttura chiusa, i volantini sono insensibili allo sporco e ai depositi di polvere e quindi sono spesso utilizzati nei trasportatori degli impianti industriali e nelle macchine per l’imballaggio.
I volantini a razze presentano invece una struttura aperta. Sono più leggeri e si utilizzano in tutte le situazioni in cui la riduzione del peso e un design funzionale sono aspetti prioritari, come ad esempio nelle costruzioni meccaniche in genere, nelle macchine utensili o nell’impiantistica tradizionale.
Indipendentemente dalla forma, tutti i volantini di KIPP sono prodotti in alluminio, verniciati a polvere in nero o argento e si distinguono per la resistenza alla corrosione. La sensazione al tatto rimane piacevole anche in caso di uso frequente e l’utilizzo è sicuro.
• Volantini a 2 razze: nuovi diametri di 140 e 200 mm.
• Volantini a disco: nuovi diametri di 140, 160 e 200 mm.
• Varianti: senza impugnatura, con impugnatura cilindrica girevole o con impugnatura cilindrica ribaltabile.
• Versioni: con foro di accoppiamento o con cava supplementare
Tensionatori a catena per diverse esigenze
In più dimensioni e opzioni per la forza di serraggio, materiali robusti, ausili per il montaggio e possibilità di ritensionamento, la nuova gamma di tensionatori a catena di Norelem soddisfa con efficacia praticamente ogni esigenza del settore meccanico, dagli spazi di installazione ristretti fino alle applicazioni con catene sottoposte a forti sollecitazioni. I ten-
sionatori a catena sono utilizzati in una grande varietà di macchine e impianti. La loro principale funzione è compensare l’allungamento progressivo della catena dovuto all’usura garantendo una tensione costante. Di conseguenza, aumentano la durata utile e l’affidabilità della trasmissione a catena. Il funzionamento dei tensionatori a catena di Norelem è oscillante ed elastico: in questo modo si evitano le pressioni superficiali eccessive, mentre la forza complessiva dovuta al peso della catena e alla forza centrifuga nel ramo libero viene controllata in modo ottimale. Il montaggio è semplice e si effettua idealmente subito dietro la ruota motrice, in modo da mantenere il più corto possibile il ramo libero della catena. L’alloggiamento dei tensionatori a catena è realizzato in
plastica o acciaio; per le esigenze più complesse sono disponibili anche versioni in acciaio inox. I profili di scorrimento sono prodotti con polietilene ad altissimo peso molecolare PE-UHMW.
La robusta dimensione TS viene fornita nella versione standard con un alloggiamento in acciaio zincato con verniciatura plastica, a scelta con profilo arcuato o ellittico. Il sistema di serraggio è dotato di due molle a compressione precaricate. Queste molle possono essere rilasciate singolarmente per ottenere tre livelli della forza di serraggio:
• solo molla destra rilasciata: forza di serraggio elevata
• solo molla sinistra rilasciata: forza di serraggio bassa
• entrambe le molle rilasciate: forza di serraggio extra
La dimensione compatta 0 è
nel mozzo, entrambe con foro trasversale.
Con le nuove dimensioni, KIPP amplia la gamma esistente con altre pratiche varianti. Gli utilizzatori dispongono così di una scelta più ampia e possono scegliere in modo ancora più mirato il volantino che offre vantaggi ottimali per le loro macchine e i loro impianti.
disponibile in due versioni con diverse forze di serraggio: forza elastica bassa (58-32 N) e forza elastica alta (132-60 N). Il design compatto rende questo sistema di serraggio la soluzione ideale per le installazioni in spazi ridotti e, grazie al suo alloggiamento in plastica, è totalmente esente da corrosione. I versatili tensionatori a catena della dimensione 1 sono disponibili in due versioni con diverse forze di serraggio e in due forme: forza elastica bassa (174-32 N), forza elastica alta (396-60 N), forma A (alloggiamento corto) e forma B (alloggiamento lungo).
Tra gli extra figurano una scala cromatica per un rapido controllo visivo della tensione della catena e diversi angolari di fissaggio e fori asolati, per una facile regolazione e compensazione degli errori di allineamento.
Foto KIPP
Foto Norelem
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
Digitalizzazione su misura per la produzione di precisione
MICROingranaggi si è affidata alla soluzione MES modulare di TXT Industrial, capace di adattarsi a processi ad alta variabilità e fornire dati affidabili per la definizione di standard e obiettivi di miglioramento.
MICROingranaggi, azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di microcomponenti meccanici di precisione, ha scelto TXT Industrial per un progetto di trasformazione digitale volto a potenziare il controllo dei processi produttivi e la raccolta dati in ottica Industria 4.0.
L’azienda, attiva nei settori dell’automazione industriale, dell’avionica/aerospace e della domotica, vanta una lunga tradizione iniziata nel 1973, unendo competenze artigianali, tecnologia avanzata e un forte orientamento alla qualità, come dimostrato dalle certificazioni EN 9100:2018 e UNI ISO 45001:2018.
In un contesto produttivo caratterizzato da lotti medio-piccoli, un unico turno di lavoro e fino a 5-7 cambi di attrezzaggio a settimana per risorsa, MICROingranaggi necessitava di una soluzione MES flessibile, capace di adattarsi a processi ad alta variabilità e di fornire dati affidabili per la definizione di standard
e obiettivi di miglioramento.
TXT Industrial ha risposto a queste esigenze introducendo SmartDMP, un sistema MES modulare progettato per integrarsi in modo naturale nella produzione dell’azienda. La soluzione oggi monitora e raccoglie dati in tempo reale dalle 13 dentatrici e dagli 8 torni, sostituendo la precedente piattaforma e garantendo una maggiore solidità dei dati, una migliore comunicazione tra produzione e pianificazione e un’integrazione diretta con il reparto qualità. Il progetto, sviluppato in circa sei mesi dall’assessment iniziale, ha coinvolto tutte le fasi di interfacciamento macchina e oggi costituisce una base scalabile verso futuri sviluppi nei reparti assemblaggio e magazzino.
"UNA PIATTAFORMA SOLIDA SU CUI COSTRUIRE LE SUCCESSIVE EVOLUZIONI DIGITALI"
“La collaborazione con MICROingranaggi incarna per-
fettamente la nostra visione di un MES realmente su misura, pensato per adattarsi e non per costringere le aziende entro modelli rigidi”, illustra Mirco Mariani, Managing Director di TXT Industrial. “SmartDMP sta offrendo al cliente dati affidabili, un maggiore controllo dei processi e una piattaforma solida su cui costruire le successive evoluzioni digitali. È un esempio virtuoso di come tecnologia e flessibilità possano convivere nel manifatturiero di precisione”.
“Per un’azienda come la nostra, che lavora quasi esclusivamente conto terzi e in piccoli-medi lotti, le soluzioni standard di mercato risultavano spesso troppo rigide", ha commentato Marco Garavaglia, Innovation & Marketing manager di MICROingranaggi.
"La possibilità di customizzare il MES, unita al supporto tecnico costante di TXT Industrial, ci ha permesso di creare uno strumento davvero adatto alle nostre esigenze. La criticità principale che abbiamo risolto è in particolare quella di avere
finalmente un partner affidabile per sviluppare un sistema su misura. Ora disponiamo dei primi dati reali sulla produzione e siamo vicini alla definizione di standard e obiettivi: da qui potremo misurare in modo concreto l’efficienza, i costi e i miglioramenti organizzativi futuri”.
L’implementazione del MES rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio: MICROingranaggi sta valutando l’introduzione di un sistema PLM e soluzioni di Business Intelligence per sviluppare un ecosistema digitale integrato, aumentando la capacità di controllo, programmazione e analisi a supporto delle decisioni strategiche.
La collaborazione tra MICROingranaggi e TXT Industrial conferma come un approccio realmente personalizzato alla digitalizzazione rappresenti oggi un fattore abilitante fondamentale per le produzioni di precisione e per le aziende che operano con lotti medio-piccoli e alta variabilità.
MATERIAL MASTER DATA
Un'app per l’ottimizzazione del portfolio prodotti
La soluzione lanciata da Celonis e Cavalis utilizza la Process Intelligence per offrire ai produttori un digital twin vivente delle operazioni, rendendo possibili decisioni più intelligenti per ridurre i costi e aumentare i ricavi.
Celonis, esperto mondiale nella Process Intelligence, e Cavalis lanciano l’app Product Portfolio Optimization for Manufacturing powered by Cavalis. La nuova soluzione fornisce alle aziende manifatturiere una visione in real-time e data-driven del proprio portfolio di prodotti con l’obiettivo di ridurre la complessità operativa e incrementare i ricavi. Il rilascio dell’app arriva in un momento in cui i produttori affrontano pressioni crescenti dovute a supply chain fragili e a oscillazioni dei costi. Questa nuova soluzione è infatti progettata per aiutare le aziende a recuperare competitività grazie a decisioni più rapide e intelligenti sui prodotti. Un produttore attivo a livello globale ha per esempio utilizzato l’app per rendere più veloce e intuitivo il processo di allineamento dei material master data di componenti e prodotti finiti.
“L’AI sta creando opportunità senza precedenti nell’industria manifatturiera, tuttavia molte
aziende faticano ancora a coglierne appieno il potenziale nelle aree più critiche”, ha dichiarato Liam Mawe, Global VP, Industries di Celonis. “Questa nuova app contribuisce a colmare questo divario. Combinando la nostra Process Intelligence con l’expertise di Cavalis, forniamo all’AI il contesto necessario per definire, monitorare e aggiornare in real-time i product portfolio complessi, generando un impatto significativo su entrambe le linee top e bottom”.
“La gestione del product portfolio è sempre stata un processo manuale e frammentato, rallentato da dati in silos e team disallineati”, ha aggiunto Fabian Gatzka, Managing Director & Co-Founder di Cavalis. “Portando la Process Intelligence di Celonis al centro di questo workflow, stiamo trasformando questo processo in un vantaggio strategico e intelligente che aiuta le aziende a ottenere risultati di business concreti”.
OTTIMIZZARE LA GESTIONE DEL PRODUCT PORTFOLIO
La nuova app utilizza dati provenienti da sistemi di procurement, order management, manufacturing e supply chain per creare un digital twin vivente dell’intero ciclo di vita dei prodotti di un’azienda. Una caratteristica fondamentale è la scomposizione della Bill of Material (BoM), che consente una valutazione granulare del product mix per identificare i driver di costo, analizzare le dipendenze dei componenti e individuare opportunità di standardizzazione e riduzione dei costi.
Queste informazioni permettono ai product manager di ottimizzare la razionalizzazione del prodotto, migliorare l’efficienza dell’inventario e allineare le decisioni relative al portfolio con la domanda di mercato.
Key feature e vantaggi:
• Insight sulle performance in real-time: visibilità approfondita sulla performance dei
prodotti, sulla redditività e sull’efficienza operativa.
• Decision making data-driven: supporto ai product manager nell’identificazione dei prodotti più performanti, nella razionalizzazione del portfolio e nell’allineamento dell’offerta alla domanda di mercato.
• Ottimizzazione della dismissione dei prodotti: supporto nell’ottimizzazione strategica finalizzata all’aumento dei ricavi e alla significativa riduzione dei costi di manutenzione e gestione delle scorte.
• Miglioramento dell’efficienza operativa: identificazione e rimozione dei colli di bottiglia nonché delle inefficienze nei processi produttivi e di supply chain.
• Aumento dei ricavi e riduzione dei costi: incremento dei ricavi grazie alla possibilità di liberare capacità operative per nuovi prodotti e innovazioni, riducendo al contempo i costi grazie alla diminuzione del lavoro manuale e della complessità.
ELABORAZIONE DI IMMAGINI
Piattaforma cloud-based per la creazione di modelli AI
AI Lab semplifica ogni fase del lavoro con l’AI: dalla creazione dei modelli al caricamento delle immagini, fino all’integrazione con i dispositivi hardware Wenglor tramite uniVision 3. Il sistema consente di operare in modo molto efficiente, in quanto i modelli AI, generati e allenati direttamente nel cloud, operano parallelamente al software uniVision 3 che, in tal modo, resta dedicato alla gestione dell’acquisizione delle immagini e dell’esecuzione efficiente dei modelli AI sui dispositivi di Machine Vision di Wenglor. A garantire la comunicazione tra la piattaforma cloud AI Lab e il software di elaborazione immagini uniVision 3 è il sof-
TRATTAMENTI GALVANICI
tware weHub, che consente di implementare un workflow integrato “AI Loop” che opera in automatico l’upload delle immagini e il download dei modelli. Il risultato è un processo intuitivo e immediato per creare e implementare modelli AI in modo semplice e veloce.
La semplicità d’implementazione del sistema “AI Loop” è supportata dallo stesso uniVision 3, con cui è possibile analizzare immagini e profili 3D con flessibilità, senza alcuna competenza di programmazione. uniVision 3 è una piattaforma software modulare che si trova integrata nei dispositivi di Machine Vision Wenglor, come le Smart Camera della
serie B60 e i Machine Vision Controller della serie MVC. Con il licence package uniVision AI, i modelli di intelligenza artificiale creati con AI Lab possono essere integrati in UniVision 3 per operare con le tradizionali funzioni di elaborazione basate su regole. Questo permette di combinare metodi classici e modelli AI nello stesso progetto, offrendo una grande flessibilità nello sviluppo delle applicazioni di visione. L’hardware Wenglor utilizzato nel sistema di visione viene automaticamente rilevato nella rete locale da weHub, che consente così di configurarlo in modo semplice e diretto, fungendo da collegamento operativo tra AI Lab e l’infra-
Reel to reel per rafforzare la capacità produttiva
L’industria metalmeccanica ed elettronica vive una fase di forte trasformazione, in cui rapidità, qualità e continuità della supply chain rappresentano fattori decisivi per la competitività delle aziende. In questo contesto il Gruppo Argos ST, specializzato in trattamenti industriali e rivestimenti superficiali, introduce nella propria offerta una tecno-
logia che finora è sempre stata realizzata da fornitori esteri, il trattamento galvanico con tecnologia reel to reel a seguito dell’acquisizione al 70% di Ag Technical. Portando un livello di specializzazione che permette alle imprese italiane di accorciare la filiera produttiva, ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti internazionali e rispondere con
maggiore reattività alle richieste del mercato.
Il trattamento galvanico eseguito con tecnologia reel to reel, noto anche come “trattamento elettrolitico su nastro" o "trattamento elettrolitico in continuo” è un processo industriale preciso ed efficiente, fondamentale nella produzione di componenti elettronici e contatti elettrici su larga scala. Nello specifico un nastro metallico viene svolto, fatto avanzare attraverso una sequenza di vasche galvaniche e riavvolto in modo completamente automatizzato. Il vero punto di forza del trattamento è la sua capacità di “essere selettivo”: attraverso questa lavorazione automatica è
struttura locale.
L’efficacia d’uso di AI Lab è dovuta essenzialmente alla disponibilità per l’utente di flussi di lavoro coerenti e intuitivi. Tramite il Connection Tool weHub, le immagini vengono trasferite nel cloud in modo automatico, sia da uniVision 3 sia tramite upload diretto.
possibile depositare un metallo prezioso, come l'argento, solo su aree specifiche del componente in lavorazione (nei punti esatti dove è richiesta una determinata proprietà elettrica o meccanica). Un approccio mirato che permette una semplificazione operativa importante, poiché non vi è necessità di coperture per le parti che non devono essere trattate, e non sono richieste operazioni aggiuntive per rimuovere il metallo depositato in eccesso, data la sua estrema precisione. Non solo, in conseguenza il reel to reel permette: il risparmio di materia prima, ottimizza tempi e costi di produzione e permette una verticalizzazione dei processi.
MOTION CONTROL
Tapematic si affida agli azionamenti e motori torque Sigma 7 di Yaskawa per una esecuzione della movimentazione compatta e potente.
Quando si devono sostituire elementi di un design già ben rodato, non è sufficiente assicurare il rispetto delle performance richieste: è anche importante poter ridurre al minimo le modifiche al progetto. Poter attingere ad una proposta completa e performante fa effettivamente la differenza, come dimostra il caso della linea PST Line II di Tapematic, per la prima volta equipaggiata con azionamenti e motori torque Sigma 7 di Yaskawa.
SPECIALISTA IN PACKAGING DI PREGIO
Dal 1973, Tapematic progetta e sviluppa interamente in-house sistemi in linea completamente automatizzati per la verniciatura UV, la decorazione e la metallizzazione con tecnologia sputtering di diversi tipi di packaging. Tapematic ha adottato il concept di linea completa, modulare e personalizzata già dal 2010, quando ha presentato PST Line I, il primo sistema completamente autonomo per l'applicazione
Metallizzazione e verniciatura UV ad alta produttività
L’abbinamento tra i motori torque con encoder assoluto multigiro a 24 bit della serie SGM7D con parte rotante esterna, ideale per gestione di grosse inerzie
di vernice UV di alta qualità e di un rivestimento metallico agli articoli da imballaggio. Nella seconda metà del 2018 Tapematic ha fatto un ulteriore importante salto tecnologico, introducendo la PST Line II, divenuta a breve il modello di riferimento. A completare la proposta, l'innovativo modulo di stampa a caldo e decorazione laser IDM II, lanciato nel 2021 e progettato per essere integrato in una linea modulare, come Tapematic PST Line II, combinando metallizzazione, decorazione e rivestimento in una soluzione in linea completamente automatizzata.
MODULARITÀ E SOSTENIBILITÀ
Come il precedente, anche il sistema PST Line II è costituito da diversi moduli integrati tra loro e combinabili in base alle esigenze del
cliente. Vi sono moduli dedicati a ogni singolo aspetto del processo: carico e scarico manuale e/o automatico, pulizia e pretrattamento, primer, verniciatura di base, metallizzazione, decorazione e verniciatura top. Con il supporto degli ingegneri Tapematic, ogni cliente può quindi personalizzare PST Line II in base al flusso di lavoro e ai prodotti da gestire, per ottenere un processo di metallizzazione e rivestimento UV ottimale ed efficiente.
La grande novità rispetto alla versione precedente è legata alla produttività: PST Line II porta, infatti, a 7800 pezzi all'ora la capacità di lavorazione, grazie a vassoi in grado di contenere fino a 13 pezzi ciascuno, movimentati tra i diversi moduli con un nastro trasportatore. Il sistema è inoltre molto flessibile: i
nuovi formati sono facili e veloci da impostare ed è possibile memorizzare nel sistema diverse configurazioni per un richiamo istantaneo e un cambio rapido, consentendo cicli di produzione brevi per una maggiore flessibilità.
Gli alti standard tecnologici hanno permesso a Tapematic di offrire ai propri partner soluzioni ad hoc per il proprio business, ponendo particolare attenzione alla riduzione dei costi di produzione e alla tutela dell’ambiente. Questo perché un processo in linea garantisce l’eliminazione di passaggi intermedi. Un unico operatore è in grado di gestire la linea completa, avendo il controllo dell’intero flusso di lavoro. Le vernici utilizzate sono esclusivamente
UV e, combinate all’ottimizzazione del metodo di spruzzo, rendono il sistema estremamente flessibile, economico e con un bassissimo impatto ambientale, dando vita ad un impianto assolutamente green. Grazie a tutti questi vantaggi, oggi sono più di 50 le linee Tapematic in servizio a livello internazionale presso aziende dei settori più disparati, primi tra tutti il cosmetico, il beverage, il farmaceutico e l’automotive.
RINNOVARE UN PROGETTO DI SUCCESSO
In occasione della realizzazione di una delle più recenti linee PST Line II, customizzata ad hoc per un cliente attivo nella decorazione di packaging per il settore della cosmesi, Tapematic si è trovata a
dover valutare alternative ai sistemi di azionamento tradizionalmente adottati sulle proprie macchine per la parte di handling relativa agli oggetti in lavorazione. La questione era tutt’altro che di semplice gestione. Il nuovo sistema avrebbe infatti dovuto rispondere non solo a precisi requisiti prestazionali, ma anche assicurare un ingombro non superiore al suo predecessore: per garantire la sostenibilità del progetto, infatti, i nuovi azionamenti avrebbero dovuto poter trovare spazio senza bisogno di rivedere il design del sistema.
Dopo un’analisi delle alternative disponibili sul mercato, Tapematic ha optato per le soluzioni di motion control della famiglia Sigma 7 di Yaskawa. L’abbinamento tra i motori torque con encoder assoluto multigiro a 24 bit della serie SGM7D con parte rotante esterna, ideale per gestione di grosse inerzie, e i servodrive SGD7S con funzione di Posizionatore integrato (Indexer) ha permesso di ottenere una esecuzione della movimentazione compatta e potente, con ottimi risultati dal punto di vista prestazionale.
ELETTRONICA ULTRAVELOCE E SETUP SEMPLICE
Benché sulla carta questo sistema avesse una coppia ridotta del 30% rispetto a quello originale, le sue caratteristiche di servo-loop (31 usec) e di ridotto tempo di assestamento a fine posizionamento, combinate alla densità di potenza
elevata e all’eccezionale accelerazione, hanno permesso di raggiungere e addirittura superare le tempistiche richieste.
“I prodotti impiegati hanno dimostrato di avere un’elettronica veloce che ci ha fatto registrare dei tempi di posizionamento mediamente inferiori dell'ordine di un decimo di secondo rispetto alle soluzioni proposte da altri marchi”, spiega Massimo Albè, responsabile dell’Automazione di Tapematic. Gli azionamenti Sigma 7 hanno quindi trovato applicazione sia per la movimentazione delle tavole, sia per quella dei manipolatori.
Il sistema PST Line II di Tapematic è costituito da diversi moduli integrati tra loro e combinabili in base alle diverse esigenze
“Vi era poi una esigenza meno tecnica, ma ugualmente rilevante”, ricorda Italo Holguin Scacco, Technical Manager Mechatronics Applications di Yaskawa, che ha seguito la parte tecnica del progetto. “I sistemi PST Line II, per loro campo d’applicazione, hanno la necessità di venire sottoposti periodicamente a operazioni di pulizia. Di conseguenza, i sistemi di azionamento devono poter venire smontati e rimessi in opera in modo agevole”.
SOLUZIONI PERSONALIZZATE
Resina per la stampa 3D di ingranaggi ad alte prestazioni
L’esclusivo materiale messo a punto da Igus consente di realizzare ingranaggi di elevata precisione e resistenza, con una durata d'esercizio fino a cinque volte superiore rispetto alle resine standard.
Gli ingranaggi sono il cuore di molti sistemi meccanici. Azionano macchine, rendono possibili movimenti precisi nei robot e sono indispensabili nei riduttori e nei distributori automatici. Applicazioni che, nella maggior parte dei casi, richiedono soluzioni personalizzate in grado di assicurare la massima resistenza. Per rispondere a queste specifiche esigenze, igus ha sviluppato la nuova resina iglidur i4000 per la stampa 3D tramite processo DLP, appositamente messa a punto per la realizzazione di ingranaggi ad alte prestazioni. Questo innovativo materiale, infatti, offre un allungamento a rottura 13 volte superiore e una durata
d'esercizio cinque volte superiore rispetto alle più comuni resine per la stampa 3D. Solo tre anni fa, igus ha introdotto sul mercato iglidur i3000, la sua prima resina ad elevata risoluzione e precisione per la stampa 3D tramite processo DLP destinata alla produzione di componenti resistenti all'usura. "Da allora abbiamo registrato una crescente domanda di ingranaggi esenti da lubrificazione in forme e dimensioni sempre più personalizzate. Le resine sono un'ottima opzione per rispondere a queste richieste, poiché consentono di ottenere tramite stampa 3D componenti di qualità comparabile a quelli realizzati mediante stampaggio a inie -
zione", spiega Nicolò Fassi, responsabile della Business Unit Additive Manufacturing in igus Italia. Così, igus ha continuato a investire nella ricerca sulle resine sintetiche e ha sviluppato iglidur i4000, un materiale particolarmente adatto per la produzione di ruote dentate precise e resistenti all'usura. "Questa resina risulta ideale anche in fase di pre-sviluppo, ovvero per realizzare prototipi, quando il progettista è alle prese con il proof of concept o proof of principle", aggiunge Fassi. "La produzione tramite DLP, infatti, è veloce e conveniente e le personalizzazioni possono essere fatte in tempi molto brevi". Iglidur i4000, inoltre,
è compatibile anche con altre tecnologie di stampa come SLA e LCD.
LA DURATA D'ESERCIZIO È QUINTUPLICATA
Oltre alle specifiche meccaniche, le resine convenzionali spesso non sono progettate per resistere all'abrasione, all'usura e ai carichi presenti nelle applicazioni con ingranaggi. "Iglidur i4000 è stata sviluppata in stretta collaborazione con i clienti per soddisfare i requisiti di prestazioni, flessibilità e stabilità richiesti", racconta Fassi. Inoltre, è caratterizzata da un'elevata resistenza all'usura e all'allungamento a rottura, proprietà fondamentali per gli ingranaggi esposti a carichi permanenti durante il movimento. I test condotti nel laboratorio igus di Colonia dimostrano che iglidur i4000 offre una durata d'esercizio cinque volte maggiore e un allungamento a rottura 13 volte superiore rispetto a iglidur i3000 e alle altre resine ad alta durezza disponibili sul mercato. Le specifiche autolubrificanti del materiale consentono, inoltre, di eliminare grassi o oli nell'applicazione, rendendo l'ingranaggio esente da lubrificazione e da manutenzione. iglidur i4000 è già disponibile e i primi clienti la stanno già utilizzando per la realizzazione dei propri ingranaggi.
Iglidur i4000 è stata specificamente progettata per la produzione di ingranaggi precisi e resistenti all'usura (Fonte igus GmbH)