Se il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per il mercato del libro, va sottolineata l’importanza strategica di questo prodotto stampato nell’educazione e nella cultura , insistendo sulla necessità di una filiera europea del libro resiliente, innovativa e sostenibile. pag. 4
DOSSIER
La nobilitazione digitale consente di realizzare applicazioni con un forte impatto visivo su una vasta gamma di supporti e permette lavorazioni su differenti texture, spessori e densità tutto in un unico passaggio. Il risultato è una nuova “esperienza sensoriale” per i fruitori degli stampati. pag. 14
FOCUS
Dai dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano emerge che il mercato dell’AI in Italia cresce del 50% nel 2025, il 71% delle grandi imprese ha progetti di AI, ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo in diverse funzioni. pag. 18
Lungi dall’essere un quadro legislativo astratto, il PPWR è una forza destinata a cambiare radicalmente la realtà del settore, pronta a rimodellare il modo in cui le etichette vengono progettate, prodotte, applicate e riciclate. pag. 22
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Redazione
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Primo Piano
4 Mercato dei libri, il 2025 un anno difficile
6 Pirateria editoriale, impatto record sull’economia
8 Nuove prospettive nella filiera europea del libro
Osservatorio Mercato
10 Parità e inclusività, da impegno a strategia
12 La nascita della carta, viaggio dal becher alla bobina
14 Nobilitazione, la rivoluzione è digitale
18 AI in Italia, equilibrio tra aspettative e benefici
Label World
22 Navigare nel panorama delle normative
24 Smart, fast, flexible, l’industria delle etichette si trasforma
Strategie
32 Heidelberg, la trasformazione apre a nuovi mercati
34 Con Omet e Cama un ponte tra scuola e industria
Tecnologie
36 AccurioJet 30000, la stampa inkjet UV LED in formato B2 è vincente
Il network
Rassegna dell’imballaggio
Rassegna Gra ca
Editore
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38 Book Your Future Event 2026 l’innovazione nella finitura dei libri protagonista a Bergamo
40 Screen Truepress JET 560HDX pronta per un’adozione su larga scala
42 Fuji Seal crea valore attraverso il packaging
44 SureColor G9000, elevate prestazioni nel Direct To Film
46 Screen due soluzioni, infinite opportunità
Obiettivo Impresa
48 Colorcopy e Acube, la partnership continua con Xerox Iridesse
50 Cartoveneta punta sulla Q-Line con BHS180 di Zünd
51 Druk24h aumenta la produttività con Fujifilm
52 Stampa Sud, avanzamenti tecnologici nel post-stampa con Koenig & Bauer
Eventi
56 VISCOM 2026, il nuovo hub della comunicazione visiva
58 SALONE DEL LIBRO, innocenza e vitalità per un mondo nuovo
59 PACKAGING PREMIÈRE svela le novità 2026
Mercato dei libri Mercato dei libri il 2025 un anno difficile
Secondo i dati AIE, sono andati persi nel 2025 3 milioni di libri di varia, con una flessione del 3% rispetto al 2024. Il 2025 si chiude per l’editoria di varia, ovvero saggistica e narrativa, con tre milioni in meno di libri a stampa comprati dagli italiani nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione).
Nei dodici mesi sono state acquistate infatti 99,5 milioni di copie, in flessione del 3% rispetto al 2024. A valore il calo è del 2,1%, con 32,6 milioni di euro di acquisti in meno, su 1.483,9 milioni di euro di acquisti complessivi. In un anno di mercato in sofferenza aumentano però gli acquisti in digitale: gli e-book crescono del 2,4% fino a 87 milioni di euro di vendite, gli audiolibri del 13,3% sino a 34 milioni di euro di acquisti (abbonamenti). Se consideriamo anche il digitale, il mercato del libro di varia si attesta così a 1.604,9 milioni di euro, in flessione dell’1,6% rispetto l’anno precedente: ebook e audiolibri riescono così a ridurre le perdite del 2025. L’analisi, basata su dati di NielsenIQ BookData, è stata presentata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta durante la giornata conclusiva del XLIII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia. “Chiudiamo un anno difficile con un calo delle copie a stampa comprate che ci porta per la prima volta negli ultimi cinque anni sotto la soglia dei 100 milioni di libri nei canali trade – ha spiegato Cipolletta –. L’auspicio è che il 2026 possa innescare un cambio di direzione, anche grazie alle misure di sostegno alla domanda: fondo biblioteche da 60 milioni, la Carta Cultura per le famiglie meno abbienti da 17 milioni e, con riferimento al 2027, il Bonus Valore Cultura per tutti i diplomati entro i 19 anni che va a sostituire Carta Cultura e Carta del Merito”. “Inoltre i dati ci dicono – continua Cipolletta – che la spesa delle famiglie e la spesa per libri, al netto di periodi anomali come quello che va dal 2016 al 2025, tendono a seguire le stesse dinamiche. È quindi ragionevole immaginare che, sul medio periodo, la spesa per libri torni a crescere sulla scia della spesa generale delle famiglie”.
Segno meno in gran parte dell’Europa
Il calo a copie comprate del mercato italiano (-3%) è coerente con le performance di gran parte degli
altri Paesi europei. La Germania perde il 4,9%, i Paesi Bassi il 3%, Francia e Regno Unito il 2,5%, l’Irlanda lo 0,4%. La Spagna pareggia il risultato dell’anno precedente (più 0,2%), in controtendenza il Portogallo (più 7%). Andamenti diversi per classe di dimensione degli editori. La flessione del mercato è disomogenea rispetto alla dimensione degli editori: rispetto a un calo del mercato a copie del 3%, i gruppi perdono l’1,9%, gli editori oltre i cinque milioni di venduto fuori dai gruppi calano del 6%, quelli tra 1 e 5 milioni guadagnano l’1,2%, quelli fino a un milione di venduto calano del 6,2%. In calo tutti i canali. Nei 12 mesi, le librerie online hanno perso il 3,9% delle vendite a valore, la grande distribuzione il 4,2%, le librerie fisiche (indipendenti e di catena) lo 0,7%. Tra le librerie fisiche, però, sono in maggiore sofferenza le librerie indipendenti che, a copie, perdono l’8,5% degli acquisti, pari a 1,3 milioni di copie. Tra i generi, solo i libri per bambini e ragazzi sfuggono al segno meno. A livello di generi, solo il settore bambini e ragazzi cresce a copie dello 0,3%. La narrativa straniera e i fumetti calano dello 0,8%, la narrativa italiana flette dell’1,8%, la saggistica generale del 3,3%, la manualistica pratica del 6,8%, la saggistica specialistica del 10,6%. La top 10 vede invece un mix tra narrativa, soprattutto straniera, e saggistica di carattere divulgativo: sono comunque tutti titoli usciti nel corso dell’anno (vedi scheda allegata). In flessione sia novità che catalogo, ma il secondo cala meno delle prime. Nei 12 mesi le novità pubblicate sono state 70.409 (escluso scolastica e autopubblicati), in crescita dell’1,8% rispetto al 2024. Nonostante ciò, il calo a copie delle novità acquistate, pari al 3,7%, è più alto della flessione del catalogo, meno 2,7%.
Conclusioni
Il 2025 ha visto il mercato, per la prima volta negli ultimi cinque anni, scendere sotto i 100 milioni di copie comprate. Flettono tutti i canali, calano soprattutto le novità, ma perde terreno anche il catalogo. Confidiamo in un prima cambio di tendenza nel 2026 e ancor più nel 2027 anche grazie alle misure di sostegno alla domanda del governo. La spesa delle famiglie e la spesa per libri, al netto dei periodi anomali come il 2016-2017, tendono a seguire le stesse dinamiche. È ragionevole pensare che sul medio periodo la spesa per libri torni a crescere sulla scia della spesa generale delle famiglie.
Velocità
Risoluzione
Larghezza
Pirateria editoriale impatto record sull’economia
La pirateria nel mondo del libro vale 722 milioni di euro e provoca un danno complessivo di 1,95 miliardi. Cresce intanto l’uso di rielaborazioni di libri tramite IA, che coinvolge il 12% della popolazione e oltre la metà degli universitari, spesso con contenuti coperti da copyright.
Èpari a 722 milioni di euro il valore delle vendite che la pirateria ha sottratto nel 2025 al mondo del libro, pari al 30% del mercato complessivo (escludendo il settore scolastico e l’export), quasi un terzo del totale. Per il sistema Paese, ovvero calcolando anche le attività dell’indotto quali la logistica, i servizi e altro, la perdita è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi per la precisione) di fatturato, per il fisco 313 milioni. Valori che si traducono in una mancata occupazione per 4.500 persone nel mondo del libro, 11.500 posti con l’indotto. La stima delle dimensioni della pirateria nel mondo del libro nel 2025 (la rilevazione è di ottobre 2025 e riguarda i 12 mesi precedenti) è contenuta nella quarta ricerca sul tema commissionata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a Ipsos Doxa. Questi valori, tuttavia, sono al netto dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA), utilizzata dal 64% della popolazione di più di 15 anni, dal 79% degli studenti universitari per i testi di studio, dal 55% dei liberi professionisti per i contenuti professionali. Per la prima volta la ricerca ha gettato una luce anche su questo fenomeno.
IA: molto diffuse le rielaborazioni e i riassunti di libri
L’utilizzo di rielaborazioni prodotte con l’IA riguardanti libri di lettura, testi universitari e contenuti professionali, misurato quest’anno per la prima volta, è molto diffuso. Il 12% della popolazione sopra i 15 anni dichiara di aver utilizzato rielaborazioni prodotte dall’IA riguardanti libri di lettura ottenute da altri utenti, prodotte ponendo domande all’algoritmo, oppure caricando sull’IA materiali protetti dal diritto d’autore. Tale percentuale è del 58% tra gli studenti universitari per i testi di studio e del 22% tra i liberi professionisti per i contenuti editoriali professionali. Il tasso di soddisfazione degli utenti rispetto a tali rielaborazioni è superiore al 70%. Il 45% di chi utilizza tali rielaborazioni per i libri di lettura le conserva dopo averle lette, il 36% le condivide con altre persone. Tra chi utilizza rielaborazioni di libri universitari il 60% le conserva e il 22% le condivide. Per i contenuti professionali il 45% li conserva e il 20% li condivide.
Solo il 34% degli italiani sopra i 15 anni, il 38% degli studenti universitari e il 42% dei liberi pro-
Nota: i comportamenti illeciti rilevati riguardano l'acquisto, la ricezione o la stampa di libri fotocopiat i (>15%)o compendi, il download o la ricezione di contenuti illeciti in formato digitale, la stampa da formato digitale, la condivisione di abbonamenti o codici di accesso non personali
fessionisti si dice consapevole del fatto che caricare contenuti protetti dal diritto d’autore sull’IA senza autorizzazione è illegale. Aumenta la percezione della pirateria come reato e la consapevolezza del rischio di essere scoperti Il 63% del campione definisce la pirateria un reato grave: anche se di pochi punti percentuali rispetto al 58% del 2023 e al 61% del 2021 e del 2019, è il tasso più alto da quando sono state avviate le rilevazioni. Il 40% del campione ritiene inoltre probabile essere scoperti e sanzionati, contro il 30% del 2023.
Le dimensioni del fenomeno
Rispetto a due anni fa, il danno economico è in crescita nell’editoria trade (libri di narrativa e saggistica venduti nelle librerie fisiche e online e nei supermercati, a stampa e digitali) e in quella professionale e lievemente in calo nell’editoria universitaria, ma questo sempre senza tenere conto dell’impatto, per adesso non quantificabile, dell’utilizzo di strumenti di IA.
Sono 38 milioni le copie perse nell’editoria trade in un anno (erano 35 milioni nel 23), 4,4 milioni nell’editoria universitaria (5 milioni nel 23), 2,2 milioni le copie/licenze perse nell’editoria pro-
fessionale (2,4 milioni nel 23). Questo si traduce in mancate vendite per l’editoria trade di 439 milioni di euro (405 milioni nel 23), 165 milioni di euro per l’editoria universitaria (188 milioni nel 23) e 118 milioni di euro per l’editoria professionale (94 milioni nel 23). A livello di canali di vendita, i 722 milioni di euro di vendite perse si dividono in 361 milioni di euro negli store online, 293 nelle librerie fisiche, 68 milioni in abbonamenti. Se guardiamo invece ai formati, i 722 milioni di euro di vendite perse si dividono in 501 milioni di euro di libri a stampa e 221 milioni di euro in formati digitali.
Chi sono i pirati
Più di un italiano su tre (il 36% della popolazione sopra i 15 anni) ha compiuto almeno un atto di pirateria editoriale nell’ultimo anno. Nello specifico, il 25% ha scaricato gratuitamente almeno una volta un ebook o audiolibro da siti o fonti illegali su Internet, il 18% ha ricevuto da amici/ familiari almeno un ebook, il 14% ha ricevuto o comprato almeno un libro fotocopiato, il 9% ha ricevuto da amici un abbonamento o codici di accesso per usufruire di ebook e audiolibri.
Maggiore incidenza di pirati tra studenti universitari e professionisti
Se guardiamo ai settori specifici dell’editoria universitaria e degli utenti dell’editoria professionale, la situazione è più allarmante. Ha compiuto nell’anno almeno un atto di pirateria il 76% degli studenti universitari. I comportamenti più diffusi sono ricevere gratuitamente da compagni e amici ebook e altri materiali digitali (31%), scaricare ebook da siti illegali (27%), ricevere da amici o conoscenti un libro fotocopiato (26%), acquistare riassunti o compendi in copisteria o da altri studenti (24%), acquistare libri fotocopiati (23%), acquistare riassunti o compendi da siti Internet (23%). Se prendiamo invece in considerazione l’universo dei liberi professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri), il 48% ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno. Scaricare materiali da siti illegali (33%), stampare materiali da formati digitali (23%), scaricare o ricevere gratuitamente banche dati professionali (24%) sono i comportamenti più diffusi.
Riassumendo
La pirateria nel mondo del libro vale 722 milioni di euro, con un danno per il sistema Paese di quasi 2 miliardi di euro (1,95 miliardi per la precisione) In fumo 4.500 posti di lavoro nel mondo del libro, 11.500 con l’indotto. Il 12% della popolazione, il 58% degli universitari e il 22% dei professionisti utilizza rielaborazioni di libri prodotte con l’IA, in molti casi caricando contenuti coperti da copyright. Sale al 40% la percentuale di chi ritiene probabile essere sanzionati per reati di pirateria.
TREND DEL DANNO E DELL'IMPATTO SUL MERCATO DEL LIBRO
Nuove prospettive nella filiera europea del libro
Il 19 febbraio 2026 Intergraf ha riunito oltre 100 leader provenienti dall’intera filiera europea della stampa e dell’editoria libraria alla conferenza Shaping the Future with Books, tenutasi a Brussels.
La conferenza Shaping the Future with Books ha coinvolto editori, responsabili politici, esperti dell’industria della stampa, accademici e influencer di 22 Paesi per affrontare le principali tendenze che stanno plasmando il futuro del settore librario: dalla sostenibilità al coinvolgimento digitale, dai comportamenti di lettura alla cooperazione nella catena di approvvigionamento. L’evento ha visto il contributo di numerose figure di alto profilo, le cui presentazioni hanno offerto preziosi spunti sulle sfide e sulle opportunità attuali dell’ecosistema del libro.
Sonia Draga, Presidente della European Book Publishers Federation (FEP), ha illustrato le dinamiche in evoluzione dei settori europei dell’editoria e della stampa, sottolineando il loro ecosistema condiviso e la reciproca interdipendenza. Entrambi svolgono un ruolo vitale nel sostenere le fondamenta culturali dell’Europa e la loro cooperazione continua è essenziale.
Gina Lyons, Business Systems Director di Clays, ha parlato dell’importanza cruciale della sostenibilità nei prodotti e servizi di stampa, spiegando come l’azienda abbia integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale. Lyons ha condiviso approcci pratici per definire obiettivi di ridu-
zione delle emissioni basati su criteri scientifici, coinvolgere i fornitori e tradurre la sostenibilità in azioni misurabili lungo la filiera della stampa. Jasmine Darban, book influencer e cofondatrice di una casa editrice, ha presentato un intervento sull’impatto di BookTok nell’industria editoriale, analizzando come le piattaforme social stiano ridefinendo il coinvolgimento dei lettori, ampliando l’accesso alla letteratura e ispirando i giovani a scoprire e interagire con i libri. Il suo intervento ha evidenziato la crescente influenza della cultura digitale sulle pratiche editoriali tradizionali. Marte Pupe Støyva, dottoranda e Senior Librarian presso la Stavanger University Library, ha esaminato il modo in cui gli studenti leggono e interagiscono con diversi media a fini accademici, illustrando ricerche sui supporti di lettura, sul coinvolgimento corporeo nella lettura, sull’attenzione e su come il libro cartaceo contribuisca a un maggiore coinvolgimento e a migliori risultati di apprendimento. Il suo intervento è stato affiancato dal discorso di Andrea Cangini dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale, che ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’interazione fisica nell’esperienza cognitiva ed emotiva della lettura e della scrittura a mano. Adam Page, Managing Director di Smithers, ha presentato gli ultimi dati e trend di mercato nella sua panoramica sul mercato europeo del libro. Basandosi sulle ricerche approfondite di Smithers, ha delineato le attuali dina-
miche di mercato e fornito una previsione datadriven sugli sviluppi futuri del settore. La stampa di libri in Europa è valutata 7,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita media dell’1,5% dal 2020.
La stampa digitale è prevista in crescita del 7,3% fino al 2030, mentre la stampa analogica registrerà un calo del 5,0% entro il 2030.
Dal punto di vista politico, Normunds Popens, Vice Direttore Generale presso la European Commission Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture (DG EAC), ha sottolineato come l’alfabetizzazione e il coinvolgimento con i libri siano fondamentali per lo sviluppo del pensiero critico. Ha inoltre evidenziato i programmi dell’UE a sostegno della cultura e della lettura, invitando a un dialogo continuo con gli stakeholder.
Hermann Eckel, product manager di pagina, ha presentato BOOXITE, un software che consente una migliore comunicazione dei dati nel processo di produzione del libro, dall’autore all’editore, allo stampatore, al distributore e al consumatore.
Jonathan Huddart, Head of Sales di CPI, ha illustrato i vantaggi della stampa delocalizzata per ridurre i costi di trasporto e stoccaggio.
Tobias Kaase, CEO di mediaprint solutions, ha presentato come il Passaporto Digitale del Prodotto per i libri possa garantire una comunicazione più trasparente lungo la filiera e aumentare l’efficienza.
Cooperazione lungo la filiera
Uno dei momenti salienti del programma è stato il panel “Value Chain Cooperation to Enhance Supply Chain Resilience and New Supply Chain Models”. Moderato da Håvard Grjotheim, Presidente di ScandBook AB, il dibattito ha riunito voci del settore con profonda esperienza nell’editoria, nella produzione cartaria e nella stampa.
Peter Kraus vom Cleff, Managing Director della Börsenverein des Deutschen Buchhandels, ha discusso la necessità di rafforzare la cooperazione
tra editori, stampatori e stakeholder per garantire una filiera del libro resiliente e sostenibile.
Matt Baehr, Executive Director della Book Manufacturers’ Institute, ha evidenziato l’importanza della collaborazione strategica nella produzione e dell’adattamento alle condizioni di mercato in evoluzione, sottolineando che l’autopubblicazione non rappresenta una minaccia significativa per il mercato.
Oliver Kranert, in rappresentanza di Druckerei C.H.Beck, ha condiviso la prospettiva di una grande tipografia europea sulla resilienza operativa e l’innovazione dei processi, affermando che l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la più grande sfida per l’editoria.
Antti Makkonen, Sales Director per le carte grafiche di Sappi Europe, ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza e collaborazione tra produttori di carta, editori e stampatori per affrontare le pressioni di mercato e costruire modelli di approvvigionamento sostenibili.
Rafforzare il ruolo strategico dei libri
Nel corso delle sessioni, i relatori hanno costantemente ribadito l’importanza strategica del libro stampato nell’educazione, nella cultura e nelle abitudini di lettura, insistendo sulla necessità di una filiera europea del libro resiliente, innovativa e sostenibile.
I partecipanti riceveranno inoltre un Report esclusivo sul Mercato Europeo del Libro, preparato da Smithers e Intergraf, che offrirà un’analisi completa dei dati di mercato e delle principali tendenze che interessano il segmento librario dell’industria della stampa, oltre ai risultati della conferenza di Bruxelles.
L’evento si è concluso con intense opportunità di networking, rafforzando le connessioni tra gli operatori del settore e favorendo future collaborazioni. Intergraf ha ribadito il proprio impegno a promuovere un dialogo significativo per sostenere l’evoluzione del settore librario nei prossimi anni.
Parità e inclusività da impegno a strategia
Lo scorso 11 febbraio si è svolto il webinar sulla parità di genere:
“Parità: da impegno a strategia”, primo evento ufficiale del percorso di Girls Who Print Italia (GWP Italia), l’associazione nata con l’obiettivo di promuovere diversità, inclusione e giustizia sociale nel mondo della stampa e del converting.
Per Girls Who Print Italia (GWP Italia) il 2026
è iniziato con un webinar dedicato alla parità di genere che ha rappresentato una grande responsabilità per l’Associazione e, al tempo stesso, una straordinaria opportunità per la community. L’apertura dei lavori del webinar
“Parità: da impegno a strategia”, moderato da Alexia Rizzi, segretaria generale di GWP Italia, è stata affidata a Martina Corradi, Presidente di GWP Italia, che ha presentato l’associazione, illustrandone la visione. GWP Italia è una community che si propone di promuovere iniziative per superare i pregiudizi di genere, orientamento sessuale, etnia, disabilità con riflessioni sui temi diversità, inclusione, accessibilità e giustizia sociale. Nasce come affiliazione a Girls Who Print in U.S. su stimolo di un gruppo di donne professioniste nei settori della stampa e del converting. Tra le prime attività che si propone vi è un’indagine per offrire i numeri e una fotografia realistica
dell’attuale livello di diversità, accessibilità, inclusione e giustizia sociale (DEIA) nelle aziende del settore stampa e converting. Non mancheranno una serie di contenuti e approfondimenti per informare le aziende su temi e approcci che riguardano la diversity and inclusion. Infine, tra gli obiettivi vi è anche la costruzione di un database di riferimento con persone esperte del mondo della comunicazione stampata, per un maggior coinvolgimento di panelist appartenenti a minoranze discriminate.
Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere
A seguire la keynote di Martina Romano, ESG Partner di Quaterr, che ha approfondito i risvolti della Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, spiegando il quadro di riferimento, come ottenere la certificazione e i relativi vantaggi fiscali, che si traducono in benefici con-
Martina Corradi, Presidente di Girls Who Print Italia
creti per HR e management. Martina Romano ha sottolineato come la Missione 5 «Coesione e inclusione» del PNRR miri ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche, quali ad esempio, opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni e tutela della maternità. Il PNRR finanzia con quasi 10 miliardi di euro le politiche del lavoro, inclusa la parità, mirando ad ottenere la certificazione di almeno 3.000 imprese (60% PMI) entro il 2026. La certificazione UNI/PdR 125 analizza e monitora i dati di genere nelle organizzazioni con lo scopo di eliminare le attuali disparità, integrare il nuovo modello di parità di genere nella cultura aziendale, promuovere e tutelare le diversità e pari opportunità nei luoghi di lavoro. Ma come funziona? L’appartenenza dell’impresa a un cluster determina il numero di indicatori da soddisfare per ogni KPI al fine di raggiungere la certificazione. Per ciascun area sono stati identificati deli specifici KPI attraverso i quali misurare il grado di maturità dell’organizzazione e verificare, ogni due anni, attraverso un percorso di monitoraggio, i miglioramenti ottenuti. Ogni singolo indicatore è associato ad un punteggio il cui raggiungimento o meno viene ponderato per il peso dell’Area di appartenenza. È previsto il raggiungimento dello score minimo di sintesi complessivo del 60% per determinare l’accesso alla certificazione da parte dell’organizzazione. Ha una durata triennale con sorveglianze annuali. Tra i benefici che ne derivano vi sono incentivi connessi alla certificazione includono sgravi contributivi (fino all’1% di riduzione dei contributi previdenziali fino a €50.000) e premialit à nelle gare pubbliche. Non solo, ma questo approccio crea un ambiente inclusivo migliora la soddisfazione e la retention dei dipendenti, riducendo i costi legati al turnover.
Inoltre, migliora l’attrattivit à dell’azienda verso talenti, clienti e stakeholder, sempre più attenti ai valori e alla responsabilità sociale. Ultimo, man non meno importante si evidenzia un miglioramento nella produttività e un aumento nella capacità di innovazione. I team eterogenei, infatti,
prendono decisioni migliori grazie alla varietà di prospettive. La certificazione è sostenuta da incentivi pubblici concreti. A livello nazionale e regionale sono attivi bandi dedicati che riducono in modo significativo i costi di consulenza e certificazione, rendendo il percorso accessibile anche alle PMI.
In Lombardia, il bando “Verso la certificazione della parit à di genere – Annualità 2025–2027” mette a disposizione voucher a fondo perduto per accompagnare le imprese sia nella fase preparatoria sia nell’ottenimento della certificazione. Sono messi a disposizione due voucher, a fondo perduto, per:
• Servizi consulenziali di accompagnamento alla certificazione (Linea di finanziamento A);
• Servizio di certificazione della parità di genere (Linea di finanziamento B).
Per entrambe le linee di finanziamento il contributo pubblico erogato non potrà superare l’80% delle spese ammissibili. In conclusione, la parità di genere è un tema strategico: non è solo un tema valoriale o normativo ma incide su organizzazione, persone e competitività. La certificazione è un percorso, non un arrivo: misura il punto di partenza e accompagna le imprese in un miglioramento graduale sostenibile. È accessibile anche alle PMI: la UNI/PdR 125 è proporzionata alla dimensione aziendale ed è sostenuta da incentivi pubblici concreti. Infine, aiuta a fare ordine e dare metodo, rendendo strutturati e misurabili temi spesso gestiti in modo informale.
Un caso di eccellenza
Nel dialogo con Elisabetta Brambilla, Presidente di Eurolabel, realtà di eccellenza nel labelling sostenibile, si sono evidenziati i benefici legati alle pratiche a supporto della parità di genere in un’azienda leader e pluripremiata del settore e come questo orientamento di management crei e aumenti il valore aziendale, percepito e reale. Elisabetta Brambilla ha messo in evidenza la visione dell’azienda sulla parità di genere. Eurolabel è stata da sempre un’azienda di impronta femminile, questo sicuramente ha agevolato il per corso verso un approccio di parità di genere. Per Eurolabel, il percorso verso la certifica zione è stato naturale. La cer tificazione ha reso ancora più consapevole l’azienda stessa della gestione di questo aspetto e ha attivato una comunicazione a tutti i collaboratori, fornitori e clienti dell’approccio di inclusività che da sempre era nel DNA dell’azienda.
La nascita della carta viaggio dal becher alla bobina
Il percorso dal becher alla bobina di quella che diventerà carta non è mai lineare. Eppure è proprio questa complessità a elevare la carta da materiale passivo a protagonista attivo nelle nostre vite. Quando artigianalità, scienza e immaginazione si incontrano, danno vita a qualcosa che unisce funzione e personalità.
La carta è al centro di alcuni dei nostri ricordi più preziosi. Pensate ai colori vivaci della carta regalo che avete strappato per scoprire il vostro regalo di compleanno preferito da bambini. All’emozione di voltare l’ultima pagina di un libro indimenticabile. O magari a un semplice bicchiere di carta, colmo di cioccolata calda in una fredda sera d’inverno; forse gustata da soli, forse condivisa con qualcuno di speciale. Questi ricordi sono semplici da descrivere, ma definiscono chi siamo. Questo si riflette nei prodotti in carta che li rendono possibili: apparentemente semplici, ma in realtà sorprendentemente complessi. Un foglio di carta non è mai soltanto un foglio di carta. È più della somma delle sue parti, un prodotto dal potenziale illimitato che funge allo stesso tempo da tela bianca e da materiale da costruzione. E controllando ogni dettaglio dell’esperienza sensoriale della carta – dalla consistenza della fibra ai colori vividi che catturano l’attenzione – le aziende possono attingere ai ricordi che plasmano le nostre vite.
Una visione chiara
Offrire un’esperienza di questo tipo su larga scala richiede una combinazione di artigianalità, creatività e competenza tecnica lungo un processo produttivo articolato. All’inizio di questo percorso, la carta non è altro che una poltiglia grigiastra di fibre vegetali macerate e acqua, ben lontana dall’essere un materiale capace di suscitare profonde connessioni emotive e ricordi preziosi. Ma prima che la sua trasformazione possa iniziare, è necessario avere chiaro cosa diventerà quella pasta. È destinata a diventare packaging, cancelleria, materiale d’archivio, una stampa artistica, carta da ufficio o qualcosa per un’applicazione altamente specializzata? E quali proprietà deve
possedere per essere adatta a quell’uso? Deve essere resistente alla luce, alla sbavatura, robusta, flessibile, leggera o facilmente stampabile? Che tipo di esperienza sensoriale dovrebbe offrire – colori vibranti, una superficie liscia o una ruvidità tattile? E come verrà rifinita? Sarà goffrata, incisa, laminata a caldo, verniciata o trattata con un rivestimento specifico? Tutte queste domande richiedono risposte precise, perché determinano il percorso esatto che questo becher di poltiglia seguirà nel suo viaggio verso il prodotto finito. La produzione della carta è un processo complesso che unisce arte e scienza, in cui elementi creativi e chimici interagiscono costantemente. Nella maggior parte dei casi, una decisione su un aspetto influisce su tutti gli altri, rendendo necessaria un’attenta valutazione.
Dalla pasta alla produzione L’aspetto finale e la finitura della carta devono essere garantiti insieme alle proprietà funzionali richieste dall’applicazione. Questo significa che il processo di sviluppo richiede molto più che semplicemente mescolare pigmenti o coloranti finché il colore finale non corrisponde al brief. Per esempio, una borsa in carta di lusso per il retail deve essere robusta, resistente all’acqua e alla sbavatura o allo sfregamento. In questo caso, i pigmenti sono preferibili ai coloranti, poiché si fissano sulla superficie delle fibre e non sbavano facilmente quando bagnati, risultando ideali per un prodotto che deve mantenere le proprie prestazioni anche esposto agli agenti atmosferici. I coloranti, pur producendo tonalità più vivide, vengono assorbiti nelle fibre della carta e sono più soggetti a scolorimento e sbavature nel tempo. Entrambe le soluzioni devono essere combinate e bilanciate con altri trattamenti, come agenti sbiancanti ottici e rivestimenti, per ottenere un foglio colorato preciso e riproducibile su larga scala in modo coerente. Nel frattempo, la polpa grigia e anonima si trasforma attraverso un processo continuo di iterazione ed evoluzione. Viene estratta dal becher, miscelata con cariche e coloranti, quindi pressata in fogli. Ogni foglio prototipo ci avvicina un passo in più alla realizzazione delle proprietà funzionali, del peso, dell’aspetto e della sensazione richiesti dal brief, e un passo più vicino alla produzione su vasta scala. In James Cropper, produttore di carta per diversi settori, questo non è un viaggio che si compie da soli. Ogni progetto nasce da una stretta collaborazione, per garantire che ogni materiale sia perfettamente allineato alla visione del cliente, dal concept alla realizzazione. Finché la carta continuerà a custodire storie in ogni fibra, rimarrà un mezzo capace non solo di preservare i ricordi, ma anche di contribuire a plasmarli.
*Senior Technical Specialist presso James Cropper
Genevieve Dowson*
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Nobilitazione la rivoluzione è digitale
La capacità di andare a colpire l’attenzione del fruitore di una comunicazione in modo inaspettato, piacevole e sorprendente è sempre più richiesta dai brand, che ben conoscono la crescente influenza ed efficacia della multisensorialità nel marketing. La crescita della fruizione attraverso i sensi ha avuto un forte impatto anche nel mondo della stampa: la quantità di supporti è in aumento costante, così come lo sono le tecniche e le possibilità di nobilitazione.
In tal senso, oggi il mercato della stampa risulta
La nobilitazione digitale consente di realizzare applicazioni con un forte impatto visivo su una vasta gamma di supporti che spaziano dalla carta e cartone fino a superfici plastiche. Permette lavorazioni su differenti texture, spessori e addirittura densità tutto in un unico passaggio. Il risultato è una nuova “esperienza sensoriale” per i fruitori degli stampati.
essere molto sensibile alla nobilitazione, che sta diventando sempre più uno strumento di differenziazione dei prodotti stampati. La nobilitazione, infatti, consente di incrementare il valore delle stampe standard, che appaiono
sempre meno distintive a causa di un mercato altamente competitivo. Analisi e studi di mercato hanno dimostrato che toccare un prodotto aumenta la propensione all’acquisto da parte del consumatore del prodotto stesso.
Avere quindi la possibilità di nobilitare uno stampato consente agli operatori del settore di offrire ai propri clienti un servizio esclusivo e ad alto valore aggiunto, capace di creare, proprio attraverso la nobilitazione, una nuova “esperienza sensoriale” che rimarrà impressa più a lungo nella mente del consumatore finale. La nobilitazione, se sapientemente utilizzata, può evocare le caratteristiche di un prodotto, trasmetterne le sensazioni tattili e visive, colpire lo sguardo e l’attenzione, far sì che uno stampato diventi insostituibile rispetto a qualsiasi altro media.
Un mercato in crescita
Il settore della nobilitazione della stampa è in costante crescita e alla base di questo andamento ci sono diversi fattori. Vediamone alcuni: l’80% degli acquisti di oggi viene effettuata d’impulso. Ecco perché in ogni attività di comunicazione serve andare a colpire la sfera emozionale e personale dell’utente. Colpire la sfera emozionale e personale significa attivare i sensi del destinatario del nostro messaggio. La nobilitazione può trasformare un semplice stampato
in uno stimolatore sensoriale. La comunicazione su carta stampata ha la straordinaria capacità di veicolare esperienze sensoriali diverse – vista, tatto, udito, gusto e olfatto – e incrementare in tal modo l’impatto del brand di oltre il 70% (Millward Brown, Brand Sense research). La stimolazione simultanea di più sensi favorisce la memorizzazione e il recupero di maggiori informazioni contribuendo in tal modo ad aumentare l’efficacia della comunicazione di marca.
Il mercato, ed in particolare i print buyer, sono sempre stati molto sensibili alla questione della nobilitazione, ritenuta un elemento determinante per contribuire alla valorizzazione del prodotto o del brand, e quindi aumentarne l’efficacia comunicativa. Che si tratti di packaging o di etichette, di cataloghi o di brochure, il sapiente inserimento di marchi e fregi dorati, piuttosto che di rilievi e di texture ricercate, consente di impreziosire prodotti di fascia media stimolandone l’acquisto da parte dei consumatori. Ciò vale per le grandi marche, ma anche per prodotti meno affermati che si fanno così notare sugli scaffali delle boutique e dei supermercati.
Non da meno, la finitura è quella operazione che garantisce più margini e fornisce al cliente un prodotto distintivo. La competizione sul prezzo si concentra infatti maggiormente sul costo della stampa, mentre le lavorazioni aggiuntive, quelle che generano un impatto emotivo, offrono più opportunità per lo stampatore digitale di esprimere il suo valore.
Nobilitazione personalizzata
La nobilitazione ha sempre rappresentato uno degli strumenti più sofisticati e complessi nelle fasi di lavorazioni grafiche per aumentare la percezione sensoriale degli stampati. Oggi, alla stampa a caldo con foil metallici e agli effetti a
rilievo ottenuti con la serigrafia, si affiancano i sistemi di nobilitazione digitale che permettono di realizzare lavorazioni quali laminazione, verniciatura, rilievi, braille e molto altro su una gamma di supporti che possono spaziare dalla carta e cartone fino alle materie plastiche. Queste odierne tecnologie hanno anche un altro grande vantaggio, ossia quello della personalizzazione. Il tema della personalizzazione sta diventando un trend sempre più significativo perché richiesto costantemente dai print buyer che vogliono fare campagne di comunicazione di qualità.
D’altronde, che si tratti di etichetta, packaging, brochure o catalogo, è la percezione di unicità ciò che guida la scelta del cliente finale e costringe l’azienda grafica a valutare o a prediligere la flessibilità numerica del digitale. Le tecnologie tradizionali come la serigrafia e la stampa a caldo permettono di ottenere prodotti stampati con alto valore aggiunto, ma soltanto al di sopra di un certo numero di copie per riuscire ad ammortizzare i costi di produzione che altrimenti influirebbero troppo sul
costo finale del lavoro stampato, rendendolo invendibile. Le tecnologie di nobilitazione digitale, invece, consentono di avere a disposizione soluzioni in grado di garantire questo tipo di valorizzazioni e effetti anche sulle bassissime tirature della stampa digitale. Si hanno così a disposizione incredibili e nuove possibilità per rendere ciò che viene stampato qualcosa di veramente unico e innovativo.
Se sapientemente combinate, il connubio di diverse tecnologie di stampa e nobilitazione digitali hanno la capacità di fornire allo stampato una maggiore percezione sensoriale. Il loro abbinamento con i nuovi materiali permette infatti di dar vita a lavorazioni davvero singolari, a volte difficilmente riproducibili con le tecniche di stampa tradizionali, e soprattutto consente agli stampatori di aggiungere qualcosa in più per continuare a stupire i propri clienti.
Le magie del rilievo sulle superfici
Ha il dono di nobilitare qualsiasi stampato, creando movimenti raffinati, tra spessori, goffrature e sagomature. Parliamo del rilievo, una tecnica sempre attuale che, esaltando la tridimensionalità, catalizza l’esperienza sensoriale coinvolgendo vista e tatto. Facendo leva sulle mille risorse tecnologiche a disposizione, le superfici dei prodotti stampati hanno cominciato a trasformarsi, acquisendo caratteristiche inedite: innalzamenti inattesi del supporto hanno via via consentito di creare movimenti armoniosi, generando trame di effetti visivi e tattili speciali, capaci di coinvolgere l’interlocutore nella spirale di un gioco multisensoriale irresistibile. Un gioco – impressione, sensazione o effetto - tecnicamente definito rilievo.
Posto il tatto al centro del processo creativo, l’effetto tridimensionale è andato velocemente affermandosi quale espressione tra le più fertili e dinamiche del printing tridimensionale contemporaneo votato alla nobilitazione.
Da un punto di vista prettamente tecnologico, diversi sono i processi e gli strumenti per realizzarlo. Tecnica alternativa alla stampa a secco tradizionale è quella che prevede l’applicazione sullo stampato di vernici trasparenti o opache che hanno il compito di conferire a testo e immagini un effetto a rilievo o tridimensionale senza dover stressare il materiale.
In questa era ‘digitale’, vi sono in commercio soluzioni di stampa digitale che permettono di applicare sullo stampato una superficie trasparente in rilievo su un elemento specifico della pagina. Al contrario della serigrafia, utile per le lunghe tirature, le soluzioni di stampa digitali hanno il vantaggio di poter sfruttare le potenzialità del dato variabile, adatto per la verniciatura di basse tirature o per copie differenti l’una dall’altra.
Dai dati dell’Osservatorio
Artificial Intelligence del Politecnico di Milano emerge che il mercato dell’AI in Italia cresce del 50% nel 2025, il 71% delle grandi imprese ha progetti di AI, ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo in diverse funzioni. Vediamo in dettaglio i risultati dell’indagine.
NAI in Italia
equilibrio tra aspettative e benefici
el 2025 il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del +50% rispetto al 2024, secondo la ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Il 46% del mercato è frutto di soluzioni di GenAI o di progetti ibridi, il restante 54% di progetti in prevalenza di Machine Learning. Sono 1010 le aziende italiane censite dall’Osservatorio che offrono soluzioni e servizi di Intelligenza Artificiale e 135 le startup finanziate negli ultimi 5 anni, che propongono principalmente soluzioni verticali per singoli settori (in particolare Healthcare o Fintech) o funzioni aziendali. Nel 2025 il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di AI, una percentuale che scende all’8% tra le piccole e medie realtà. Anche se molte realtà hanno progetti soltanto in alcune funzioni, sei aziende su dieci rilevano un impatto significativo sul modello di business. Si registra inoltre un vero e proprio boom di applicazioni AI pronte all’uso: l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di Generative AI (+31% in un anno).
L’Intelligenza Artificiale sta già trasformando il mercato del lavoro italiano. In media, il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di AI in azienda e, tra questi, circa quattro su dieci stimano un risparmio di oltre 30 minuti nelle ultime due attività in cui hanno utilizzato l’intelligenza artificiale. Se l’impatto sul tempo non è così radicale, ben quattro lavoratori su dieci grazie all’AI svolgono attività che altrimenti non sarebbero in grado di fare. E gli effetti sono già rilevanti sulla domanda di competenze: nel 2025 è cresciuto del 93% il numero di annunci di lavoro pubblicati in Italia che richiedono skill di AI. Oggi in ben il 76% delle offerte per profili white-collar ad alta qualificazione compaiono le competenze di AI tra i requisiti per candidarsi.
AI: adozione, trasformazione, equilibrio
La ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano è stata presentata durante il convegno “Artificial Intelligence: adozione, trasfor-
mazione, equilibrio”. Uno dei 60 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management (www.osservatori. net) che affrontano tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione. “Il 2025 ha confermato la grande crescita del mercato e dello sviluppo tecnologico dell’AI, ormai di centralità assoluta nelle agende dei decisori di vertice - afferma Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence -. Questo entusiasmo, però, impone di fermarsi a ragionare. Innanzitutto, sulla capacità ancora ridotta di riconoscere in ogni settore e ambito le modalità corrette di ripensare interi processi con l’AI: servono persone con altissime competenze di dominio e tecnologiche per decostruire, re-immaginare, rimettere a regime il modello operativo. E poi sulla necessità di passare dalla semplice adozione individuale dell’AI, che ormai è elevata, alla trasformazione strutturale delle organizzazioni, che è ancora limitata, per cui servono dati ben organizzati e fruibili, competenze tecniche diffuse, cultura aziendale aperta alla sperimentazione”. “Il nuovo anno si apre con diverse sfide per l’AIaggiunge Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence -. La prima è trovare un equilibrio tra aspettative e benefici reali dall’adozione, che spesso si materializzano solo dopo percorsi di implementazione progressivi e personalizzati. La seconda sfida è proseguire con programmi di ricerca e formazione con la fine delle risorse PNRR: l’assenza di un piano strategico di finanziamento allo sviluppo dell’AI in Italia rischia di vanificare lo sviluppo degli scorsi anni. La terza sfida, di portata globale, riguarda la sostenibilità finanziaria degli enormi investimenti in atto, che si aggiungono ai rischi di approcci predatori al profitto, espulsione di persone dal mercato del lavoro, disinformazione e sorveglianza sistematica”. “Nel 2025 la parola dell’anno è stata ‘Agentic AI’, non tanto per la sua attuale portata economica o
per il suo impatto potenziale, ma per la semplicità con cui ci ricorda la potenza dell’innovazione combinatoria - spiega Nicola Gatti, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence -: una volta resi disponibili gli LLM, sono stati sbloccati tanti possibili utilizzi, tra cui gli agenti, in un meccanismo che si rinforza e accelera ogni giorno. La piena maturità tecnologica dell’Agentic AI arriverà quando si realizzerà una piena convergenza tra motori cognitivi probabilistici e capacità native di ragionamento logico e autocorrezione, che garantiranno robustezza in processi complessi. Fino a quel momento, l’approccio ‘human-in-the-loop’ non è solo consigliato, ma necessario. Inoltre, sarà molto importante monitorare nel 2026 l’impatto della fine del piano straordinario di investimenti legati al PNRR e come l’Europa vorrà intervenire per rafforzare la sua posizione attuale.”
Il mercato italiano
Il 77% del mercato italiano di Intelligenza Artificiale riguarda progetti “custom”, sviluppati ad hoc per singoli clienti. Sono però i modelli più scalabili, quelli basati su servizi e licenze software, a registrare la crescita maggiore. Guardando la tipologia dei clienti, si registra un’importante accelerazione nella Pubblica Amministrazione (che arriva a pesare il 19% del mercato) e nelle PMI (il 18% del totale).
Tra i settori, il Manifatturiero e il GDO/Retail mostrano una crescita superiore alla media, mentre altri più maturi, come Energy & Utilities, Telco & Media, Banking e Insurance, registrano dinamiche meno sostenute. In questi settori le realtà più grandi hanno costruito in questi anni team interni dedicati all’AI e oggi hanno una minore necessità di affidarsi a fornitori esterni. Tra le tipologie di soluzioni, i sistemi conversazionali o di analisi dei testi rappresentano la fetta più importante del mercato (il 39%), spinti in particolare da applicazioni della GenAI sulla knowledge base aziendale, come manuali, normative o documentazione di supporto. Seguono i sistemi di Data Exploration, Prediction & Optimization (30%) e le soluzioni di generazione e analisi di immagini, video e audio (16%, in forte crescita). È stabile la quota di Recommendation Systems (11% del mercato), mentre restano ancora marginali i sistemi di Process Orchestration e Agentic AI (4%), che si dotano però di meccanismi di orchestrazione sempre più intelligenti grazie al ruolo degli LLM.
I progetti AI nelle imprese
Nel 2025 il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di AI (soluzioni su misura che combinano e valorizzano anche dati aziendali), con un significativo aumento rispetto al 59% del 2024. Il 60% ha almeno un’iniziativa progettuale di Gen AI. Tuttavia, solo una grande impresa su cinque ha una buona pervasività dell’AI in diverse funzioni aziendali. I casi d’uso più diffusi riguardano l’uso di chatbot conversazionali per supporto clienti e assistenza agli operatori, e soluzioni di Intelligent Document Processing. Le funzioni più coinvolte sono ICT, Customer Service, Business Development & Sales e Production & Operations. I risultati sono positivi: seppur molte siano alle fasi iniziali, il 58% delle aziende che hanno avviato un progetto AI rileva un impatto significativo sul modello di business, in particolare sulla proposta di valore, sulla relazione con i clienti o sull’architettura operativa. Ma circa un’azienda su tre lamenta difficoltà a stimare ex-ante il rapporto costi-benefici. Tra le PMI, la diffusione delle sperimentazioni scende al 15% delle medie imprese e al 7% delle piccole. Si registra però un aumento di interesse, il 20% di queste realtà sta valutando di attivare dei progetti nel breve periodo.
Le licenze di GenAI
Nelle aziende, si registra un vero e proprio boom di AI pronta all’uso, attraverso applicazioni standard facilmente implementabili. Nel 2025 l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di almeno uno strumento di Generative AI, +31% rispetto al 2024. Quelle più diffuse sono Microsoft Copilot, Chat GPT Plus e Gemini Advanced. La stessa tendenza, su livelli più bassi, si osserva nelle piccole e medie imprese, tra cui il 9% utilizza strumenti a pagamento e un ulteriore 9% strumenti gratuiti. Le aziende
FOCUS
utilizzi così variegati che è difficile per le imprese stimarne ex ante il valore. Tra le grandi aziende che ne fanno uso, solo il 54% tenta una misurazione del beneficio e nella gran parte dei casi si tratta di una semplice raccolta di feedback dai dipendenti. Solo nell’11% delle aziende il monitoraggio è periodico e strutturato.
I lavoratori però percepiscono benefici concreti, anche se con guadagni di tempo ancora contenuti. Il 39% dichiara di aver risparmiato più di 30 minuti nelle ultime due attività in cui hanno utilizzato l’AI. Il 41% dei lavoratori afferma però che grazie all’AI svolge attività che non sarebbe in grado di fare o che potrebbe realizzare solo parzialmente. Solo il 19% degli utilizzatori dichiara di fare uso esclusivo di strumenti aziendali, un dato allarmante che lascia presupporre fenomeni di Shadow AI.
L’impatto dell’AI sulle competenze
sono attratte dal basso costo di accesso, dalla semplicità di utilizzo e da aspettative sulla produttività, ma sono anche consapevoli che vietarne l’uso porterebbe a fenomeni di Shadow AI e perdita di controllo: quattro grandi imprese su dieci hanno definito linee guida di utilizzo dell’AI e il 24% vieta l’utilizzo di strumenti di GenAI non forniti dall’organizzazione.
La governance dell’AI
Solo una ristretta minoranza di imprese italiane è davvero pronta nella gestione e compliance dell’AI: tra le grandi imprese, appena il 9% ha una governance strutturata dell’AI, con responsabilità delineate e allineamento delle iniziative con i principi etici e gli obiettivi aziendali. Una fetta consistente (54%) invece si sta muovendo per strutturare una governance centralizzata. Analizzando gli adempimenti previsti dall’AI Act, oltre un’azienda su due ha avviato iniziative di alfabetizzazione, ma solo il 15% ha in corso un progetto strutturato di adeguamento, già integrato con altre normative applicabili.
I benefici della GenAI
per i lavoratori
Gli strumenti di GenAI pronti all’uso permettono
L’Intelligenza Artificiale sta trasformando la domanda di competenze anche di profili non tecnologici e apicali. Analizzando più di 17 milioni di annunci di lavoro online pubblicati in Italia nel periodo 2019–2025, l’Osservatorio ha ricostruito in termini quantitativi l’evoluzione della domanda di lavoro legata all’Intelligenza Artificiale negli ultimi sette anni in Italia. Nel 2025, circa 44 mila posizioni su 3,2 milioni complessive richiedono competenze AI, +93% rispetto all’anno precedente. Le più impattate sono le professioni white-collar ad alta qualificazione: il 76% degli annunci di lavoro per queste figure richiede anche competenze AI. Ma l’AI è presente anche nel 27% degli annunci per Chief Human Resources Officer e nel 12% di quelli per Chief Marketing Officer. La domanda si concentra sulle competenze AI più avanzate e in rapida evoluzione, come Generative AI e AI Agent, a segnalare un’esigenza di figure in grado di contribuire a una trasformazione dei modelli organizzativi e produttivi.
Tra il 2024 e il 2025 cresce vistosamente il numero di annunci con competenze AI nella domanda di lavoro in Italia
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Navigare nel panorama delle normative
Questo articolo – il terzo della serie di resoconti sul FINAT European Label Forum 2025 – analizza come le aziende del settore etichette debbano adattarsi a questo nuovo contesto normativo. Grazie agli interventi di relatori e panelist di primo piano, tra cui Francesca Stevens (EUROPEN), Pablo Englebienne (FINAT), Jean-Emile Potaufeux (PRE), Marius Tent (CELAB-Europe), Jan ‘t Hart (AIM Europe/ HolyGrail 2.0) e Thomas Reiner (Berndt & Partner), possiamo sintetizzare cosa il PPWR e le altre normative attuali significano per il business delle etichette oggi, domani e oltre.
1.
La sfida centrale: la riciclabilità non è più un’opzione
Il PPWR stabilisce una scadenza chiara: entro il 2030, gli imballaggi non progettati per essere riciclabili saranno vietati sul mercato dell’UE. Entro il 2035, gli imballaggi dovranno non solo essere progettati per la riciclabilità, ma dimostrare di essere effettivamente riciclati su larga scala.
“Se un imballaggio, inclusa l’etichetta, non è riciclabile, perderà l’accesso al mercato. Questa è la realtà”, ha avvertito Pablo Englebienne, Regulatory Affairs Manager di FINAT. Per stampatori e fornitori di etichette, questo significa:
- le etichette devono essere compatibili con il processo di riciclo del corpo principale dell’unità di imballaggio;
- materiali, inchiostri, adesivi e altre decorazioni delle etichette dovranno allinearsi alle linee
Se c’è un acronimo, che oggi domina la conversazione nell’industria europea del packaging e delle etichette, è PPWR – il Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Lungi dall’essere un quadro legislativo astratto, il PPWR è una forza destinata a cambiare radicalmente la realtà del settore, pronta a rimodellare il modo in cui le etichette vengono progettate, prodotte, applicate e riciclate.
guida di design for recycling attualmente in rapido sviluppo;
- le etichette in plastica che rappresentano più del 5% di un’unità di imballaggio dovranno contenere materiale riciclato post-consumo. Questo solleva preoccupazioni pratiche per i converter: quali strutture di etichette soddisferanno i futuri standard? Come verrà valutata la riciclabilità nelle 22 categorie di imballaggio? Ora è il momento di collaborare con clienti e fornitori per testare, riprogettare e certificare le soluzioni.
2. Armonizzazione, ma non ancora chiarezza Sebbene il PPWR sia ora in vigore, molti aspetti restano indefiniti. Francesca Stevens, Executive Director di EUROPEN, ha fornito un aggiornamento
legislativo franco: “Ci sono ancora 40 atti di legislazione secondaria in arrivo… e molte definizioni critiche, come cosa rientra nella definizione di ‘imballaggio’, sono ancora irrisolte”.
Tra le principali aree ancora aperte:
- Il liner di supporto (release liner) è considerato imballaggio oppure no?
- Cosa si intende per compostabile (domestico o industriale)?
- Chi ha quali responsabilità: il brand owner, il converter di etichette o il fornitore di materie prime?
Queste incertezze comportano rischi significativi di non conformità. Le aziende del settore etichette non possono permettersi di restare in attesa. Come ha sottolineato Francesca: “Nonostante l’incertezza è comunque fortemente consigliabile avviare il processo di preparazione insieme ai partner lungo tutta la catena del valore”. Qui il ruolo di FINAT è cruciale: partecipando agli organismi di normazione e fornendo input tecnici dal settore ai decisori politici, l’associazione contribuisce a garantire che le specificità del mondo delle etichette siano considerate nella legislazione.
3.
Tecnologie rivoluzionarie: selezione automatizzata e smart label
Le etichette non fanno solo parte dei flussi circolari dei materiali, ma possono diventare anche abilitatrici di un’economia circolare più intelligente. Jan ‘t Hart ha illustrato i progressi del progetto Holy Grail 2.0, che utilizza watermark digitali per la selezione intelligente. “Abbiamo dimostrato che la selezione intelligente garantisce elevati livelli di purezza… oltre il 90% di accuratezza nel rilevamento su 2,4 milioni di confezioni”.
Per i converter, questo apre due opportunità: - innovazione nella stampa: il watermark digitale può essere integrato senza passaggi di stampa aggiuntivi; - valore per il cliente: le smart label possono supportare tracciabilità, trasparenza e conformità normativa dei brand.
Come ha osservato Jan: “Le etichette sono centrali nel meccanismo di rilevamento. Senza l’etichetta, il sistema non può leggere il prodotto”. È un promemoria del fatto che il ruolo dell’etichetta si sta evolvendo da semplice identificatore e strumento di marketing a infrastruttura informativa.
tegia CELAB-Europe 2.0: una piattaforma di matchmaking per scalare soluzioni circolari per il riciclo del liner e della matrice. “È il momento del PPWR. Non c’è nulla di più importante del PPWR oggi”, ha dichiarato Marius. Ha evidenziato che persistono lacune di consapevolezza nel settore. Molti co-packer e brand owner non sanno che esistono soluzioni di riciclo per i liner. La scala è fondamentale. Più stakeholder partecipano all’iniziativa, più il riciclo diventa economicamente sostenibile. Quale strategia basata sui dati, con una mappa interattiva delle soluzioni, CELAB offre indicazioni operative a converter e clienti. La conformità al PPWR non sarà imposta dall’alto dai regolatori. Deve essere co-creata da chi conosce meglio i materiali.
5.Oltre il 2030: le implicazioni strategiche per l’industria delle etichette
In un keynote di ampio respiro, Thomas Reiner ha delineato il quadro generale: un mondo di schemi EPR globali, divieti sui materiali, crescente responsabilità in termini di carbonio e scarsità di risorse. “Dopo l’automotive e il tessile, tocca al packaging. Altri settori competono per il vostro contenuto riciclato”, ha avvertito.
I suoi messaggi chiave:
- Le etichette devono soddisfare criteri di non tossicità, riciclabilità e tracciabilità.
- I brand owner richiederanno dati su carbonio, acqua e impatto dei materiali.
- Le esigenze decorative potrebbero cambiare drasticamente, poiché il packaging secondario sarà limitato, influenzando superficie e visibilità dell’etichetta.
- Le aziende del settore etichette devono prepararsi a un contesto in cui conformità, sostenibilità e innovazione convergono. Ciò significa ripensare non solo i materiali, ma anche modelli di business, partnership e proposta di valore.
Conclusione: l’agilità
è la nuova conformità
4. Il PPWR come opportunità di business
Piuttosto che opporsi alla regolamentazione, alcuni nel settore la stanno abbracciando come catalizzatore di innovazione. Marius Tent di Ceflex e 360packmastery, dal 2025 anche project manager di CELAB-Europe, ha riassunto la stra-
Il nuovo panorama normativo non è un ostacolo, ma una roadmap verso resilienza e rilevanza. Come ha affermato Pablo: “Deve esserci un flusso di informazioni lungo la catena di fornitura… dalle materie prime allo stampatore di etichette fino al brand owner”. FINAT continua a fungere da piattaforma unificante, offrendo competenze, attività di advocacy e strumenti pratici per aiutare l’industria delle etichette non solo a sopravvivere, ma a prosperare in questa transizione. È attraverso la condivisione delle conoscenze e piattaforme comunitarie come FINAT che possiamo collettivamente mettere il settore delle etichette nelle condizioni di affrontare le sfide e cogliere le opportunità dell’era PPWR.
packaging in rapida evoluzione, l’innovazione non è più un’opzione, ma una necessità competitiva. Dall’efficienza guidata dall’Intelligenza Artificiale alle soluzioni di stampa ibride, fino alla convergenza tra tecnologie narrow e wide web, il settore delle etichette si trova alle soglie di una nuova era. Questo è stato il messaggio centrale del FINAT European Label Forum 2025.
Smart, fast, flexible l'industria delle etichette si
trasforma
Questo articolo, il quarto di una serie dedicata all’approfondimento delle sessioni chiave del forum, analizza il ruolo della tecnologia e dell’innovazione nel rimodellare il business delle etichette e del packaging. I relatori Bram Verhoef (Axelera AI), Jörg Schönwald (consulente nel packaging flessibile) e un panel di leader tecnologici tra cui Noël Kasmi (Adapa Group), Erik van Sloten (Bobst), Alex Aarslew-Jensen (Nilpeter) e Michael Schrameyer (Coveris Flexible), hanno condiviso spunti significativi e indicazioni pratiche per la community delle etichette.
L’AI nella produzione
L’Intelligenza Artificiale (AI) ha superato la fase dell’hype per diventare un vero abilitatore dell’eccellenza operativa nella produzione di etichette.
Bram Verhoef ha delineato un quadro convincente di come l’AI sia destinata a generare valore nei prossimi 24 mesi: dalla manutenzione predittiva alla pianificazione dinamica, dal controllo qualità all’integrazione con i sistemi ERP. “L’AI non sostituirà le persone, ma cambierà sicuramente la natura del lavoro”, ha osservato Verhoef. “Supporterà il processo decisionale umano con raccomandazioni basate sui dati”.
Cosa significa per le aziende di etichette
Per gli stampatori di etichette, l’AI offre un percorso concreto per ridurre gli scarti, accorciare i tempi di consegna e migliorare la pianificazione delle commesse. L’adozione precoce di strumenti AI, soprattutto in ambiti come la manutenzione preventiva e la previsione della supply chain, può generare vantaggi competitivi tangibili. Per i fornitori, è un invito a integrare funzionalità AI nella prossima generazione di macchine da stampa e sistemi di finitura.
Packaging flessibile: un’opportunità di crescita Jörg Schönwald ha sostenuto con forza l’espansione del settore delle etichette nel packaging flessibile, in particolare nelle buste stand-up, un segmento che cresce di oltre il 10% annuo. Tradizionalmente dominato dai converter wide web, il packaging flessibile è oggi accessibile anche agli operatori narrow e mid-web grazie alla stampa digitale e all’evoluzione delle esigenze dei consumatori. “Le buste stand-up non sono più solo un’opportunità, ma una necessità per la crescita”, ha affermato Schönwald. “Oggi rappresentano il punto di ingresso ideale per i converter di etichette, grazie all’agilità e alla richiesta di personalizzazione”.
Perché è rilevante
per le aziende di etichette
Con tirature sempre più brevi e brand owner alla ricerca di personalizzazione e tempi di immissione sul mercato più rapidi, le capacità narrow web sono perfettamente allineate alle nuove esigenze. I converter di etichette possono accedere a mercati come pet food, cura della persona, bevande ready-to-drink e segmenti alimentari di nicchia. La chiave? Identificare SKU con lotti ridotti e investire in competenze complementari come la laminazione o creare partnership con converter wide web.
Il mix tecnologico: un ponte tra narrow e wide web
La convergenza delle tecnologie di stampa sta sfumando i confini tra i flussi di lavoro tradizionali delle etichette e quelli del packaging flessibile. Durante la tavola rotonda, i relatori hanno concordato: il futuro risiede nell’integrare strategicamente le tecnologie, non nel sostituirne una con un’altra. “Gli stampatori di etichette hanno l’agilità nel loro DNA. Questo dà loro un vantaggio nelle tirature brevi, nella personalizzazione e nella gestione delle versioni”, ha sotto-
competenze nella laminazione e complessità dei materiali rappresentano sfide concrete. “L’ingegneria dei materiali rimane un ostacolo critico. Mono-materiale non significa un solo strato. Spesso implica più strati dello stesso polimero, ciascuno con proprietà specifiche”, ha avvertito Noël Kasmi. Michael Schrameyer ha aggiunto: “I brand owner si aspettano coerenza e performance. Questo significa rispettare i loro standard di packaging e garantire le certificazioni adeguate”.
Dall’agilità al vantaggio competitivo I converter interessati a questo mercato dovrebbero iniziare con un’attenta due diligence. Collaborare con esperti del packaging flessibile già affermati. Formare i team sulle normative food-grade e investire in test e certificazioni (ad esempio BRC per il contatto diretto con alimenti). Valutare alleanze o joint venture per condividere competenze lungo la catena del valore. Un tema ricorrente durante il forum è stato l’agilità, una caratteristica che i converter di etichette già possiedono. Cambi lavoro rapidi, consegne veloci, gestione delle versioni e predisposizione al digitale sono competenze che i converter tradizionali di
lineato Noël Kasmi. Erik van Sloten di Bobst ha evidenziato il ruolo crescente delle macchine mid-web come soluzioni ibride, capaci di offrire una produzione economicamente efficiente per commesse di medie dimensioni. Alex Aarslew-Jensen di Nilpeter ha aggiunto che l’aumento dell’automazione e la rapidità dei cambi lavoro stanno rendendo le macchine narrow web sempre più competitive, anche in mercati tradizionalmente riservati al wide web.
Implicazioni per gli stampatori di etichette
Più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione. Macchine mid-web, nobilitazioni digitali e automazione end-to-end offrono ai converter l’opportunità di servire nuovi mercati senza abbandonare le competenze core. È anche un invito a ripensare i flussi di lavoro, ottimizzare i setup e integrare tecnologie più intelligenti nelle operazioni esistenti.
Barriere all’ingresso: reali, ma superabili
Nonostante le opportunità, la transizione verso il packaging flessibile non è immediata. Conformità normativa, certificazioni per la sicurezza alimentare,
packaging flessibile stanno ancora sviluppando. “Vediamo sempre più prodotti cosmetici e per la cura personale orientarsi verso soluzioni refill, aprendo nuove esigenze di packaging che i converter narrow web sono ben posizionati per soddisfare”, ha osservato Alex Aarslew-Jensen. “Se hai esperienza nella stampa di etichette, conosci già il controllo colore del brand, l’efficienza nelle tirature brevi e la rapidità di immissione sul mercato. È un enorme vantaggio”, ha aggiunto van Sloten.
La tecnologia come motore di crescita
Il messaggio del FINAT European Label Forum 2025 è chiaro: l’innovazione non è un lusso, ma la leva per la sopravvivenza e il successo. Dalla produzione potenziata dall’AI all’ingresso nel packaging flessibile, gli stampatori di etichette sono in una posizione privilegiata per ampliare il proprio ruolo nell’ecosistema del packaging. Ma il successo richiede investimenti strategici, una mentalità collaborativa e la volontà di mettere in discussione le logiche del passato. Come ha concluso uno dei relatori: “Non è una disruption. È un’evoluzione. E i converter di etichette sono in una posizione ideale per guidarla”.
Bram Verhoef, Co-Founder di Axelera AI
Amonn
Print avvia la produzione con Durst TAU G3 core LED
Amonn Print, storica azienda altoatesina specializzata da oltre 200 anni nella stampa di etichette in bobina, è tra le prime realtà a livello internazionale ad aver avviato la produzione completa con Durst TAU G3 core LED, la piattaforma di ultima generazione per la stampa digitale industriale di etichette. L’investimento si inserisce in un percorso di crescita orientato al comparto dell’industria alimentare, segmento in cui Amonn Print sta rafforzando il proprio posizionamento. Progettata per coniugare elevate prestazioni, semplicità operativa e stabilità produttiva, TAU G3 core LED è in grado di raggiungere velocità fino a 80 m/min e circa 60 m/min con inchiostro bianco, con una risoluzione fino a 1200 × 1200 dpi. Tra i plus, anche la riduzione dei consumi di inchiostro bianco, che rappresenta un elemento strategico per le applicazioni ad alta copertura tipiche dell’industria alimentare.
“Con TAU G3 core LED abbiamo compiuto un significativo passo avanti, registrando un incremento di produttività del 20% rispetto al sistema precedente”, afferma Christian Bortolin, General Manager di Amonn Print. “L’installazione è stata completata in poco più di un giorno e abbiamo potuto avviare la produzione quasi immediatamente, operando fin da subito alle massime velocità. Le performance della macchina e l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’inchiostro bianco hanno migliorato l’efficienza complessiva del nostro processo produttivo, permettendoci di trasferire progressivamente numerosi lavori dal
sistema precedente alla nuova piattaforma digitale”. Sul piano della stabilità, TAU G3 core LED integra soluzioni avanzate come Durst ARC (Automatic Register Control), che assicura un controllo automatico e costante del registro, e Durst MEP
Cartes completa la prima installazione al mondo di GEMINI
(Material Edge Protection), sviluppato per salvaguardare le testine di stampa in presenza di eventuali criticità dei materiali, contribuendo ad aumentare l’affidabilità operativa. L’interfaccia di gestione, completamente rinnovata, e l’ergonomia ottimizzata facilitano le attività dell’operatore in ambiente industriale, mentre la tecnologia LED contribuisce a ridurre rumorosità e consumi energetici, rispondendo alle crescenti esigenze di sostenibilità del mercato. L’investimento di Amonn Print si inserisce in una collaborazione pluriennale con Durst, che accompagna l’azienda in un percorso di evoluzione tecnologica. “Condividiamo un approccio orientato all’innovazione e alla qualità: Durst non è semplicemente un fornitore, ma un partner strategico che sostiene concretamente il nostro percorso di crescita”, conclude Bortolin.
Cartes annuncia l’avvio con successo della prima linea GEMINI al mondo con doppia barra di nobilitazione digitale Jet D-Screen presso Rotocel-Space, azienda italiana specializzata nella produzione di etichette premium per vino, olio, bevande alcoliche e prodotti per la cura della persona. Dopo aver introdotto la stampa digitale nel 2010, Rotocel-Space è stata apripista nella nobilitazione digitale e oggi, con GEMINI e Jet D-Screen, compie un ulteriore passo avanti in termini di qualità e produttività. Introdotta nel 2019, Jet D-Screen sta contribuendo a trasformare la nobilitazione delle etichette, consentendo ai converter di realizzare progetti di alto valore e redditizi anche in piccole tirature on-demand. La tecnologia di nobilitazione digitale Cartes è disponibile sia nella versione multi-pass, abbinata alle linee GT360, sia nella versione single-pass su piattaforma GEMINI. Grazie a due barre di stampa inkjet industriali, quest’ultima è oggi ancora più performante e raggiunge livelli inediti di prestazioni e ricercatezza. Rispetto alla versione standard, Jet D-Screen a doppia barra consente di raddoppiare la velocità di verniciatura spot, creare effetti di rilievo tattile con spessori più elevati oppure eseguire, in un unico passaggio, lavorazioni di verniciatura e applicazione del foil. La linea Cartes GEMINI scelta da Rotocel-Space include: stazione di verniciatura flexo, modulo di nobilitazione digitale Jet D-Screen a doppia barra e fustellatrice semirotativa. Una configurazione che garantisce al converter italiano elevati standard qualitativi, efficienza di processo e la capacità di rispondere alle applicazioni just-in-time più complesse e sfidanti.
Da sinistra a destra: Enrica Lodi, Ivan Spina e Mario Lodi di CARTES, Catia Cantelli, Matteo Zola, Nicola Roccati, Claudio Zola di ROTOCEL-SPACE.
Packaging verso il Digital Product Passport
La regolamentazione europea sulla sostenibilità sta ridefinendo il ruolo del packaging lungo le filiere manifatturiere. Con l’introduzione dei requisiti del Digital Product Passport e la transizione GS1 Sunrise 2027 verso identificatori bidimensionali, l’imballaggio è destinato a diventare un vettore di informazioni di prodotto verificate, e non più un semplice mezzo di comunicazione.
Il Digital Product Passport, previsto dal Regolamento Ecodesign for Sustainable Products, richiederà che dati strutturati sui prodotti siano accessibili durante l’intero ciclo di vita dei beni. Informazioni su materiali, riciclabilità e tracciabilità supporteranno le attività di vigilanza del mercato, le operazioni di riciclo e la conformità transfrontaliera all’interno del mercato unico.
Parallelamente, il settore retail si sta preparando a sostituire i codici a barre lineari con codici bidimensionali standardizzati in grado di integrare dati logistici, commerciali e regolatori in un unico identificatore. Per le PMI italiane orientate all’export, in particolare quelle attive nei mercati del Europa, la transizione presenta sfide operative rilevanti. Le imprese devono allineare progettazione del packaging, documentazione dei fornitori e procedure di rendicontazione, evitando al tempo stesso frequenti riprogettazioni legate all’evoluzione delle specifiche normative.
Alcuni produttori di imballaggi stanno introducendo sistemi di identificazione digitale collegati a database strutturati, pensati come estensione informativa dell’imballaggio stesso. BOTTA EcoPackaging, azienda italiana specializzata nel packaging sostenibile e attiva con PMI esportatrici, ha introdotto iQRcode™, un sistema di QR dinamico in cui ogni codice stampato è associato a una scheda digitale gestita centralmente per quello specifico imballaggio. Il codice non rimanda a una semplice pagina web, ma a informazioni organizzate e aggiornabili (istruzioni di smaltimento inclusi simboli nazionali, composizione dei materiali e indicazioni per l’utilizzatore).
In caso di aggiornamenti normativi, è sufficiente aggiornare i dati e tutte le confezioni già distribuite visualizzano automaticamente le nuove informazioni alla scansione, riducendo il rischio di non conformità e la necessità di ristampe urgenti.
Commenta Lara Botta, Vicepresidente di BOTTA
EcoPackaging: “Il packaging sta diventando parte dell’infrastruttura di conformità. L’identificatore stampato su una scatola collegherà sempre più logistica, documentazione regolatoria e informazioni ambientali. Per molte PMI la difficoltà non è stampare un codice, mamgestire i dati che vi stanno dietro”.
Con il progressivo chiarimento dei tempi di attuazione della normativa europea, la gestione dei dati associati al packaging sta diventando una variabile operativa, non più solo tecnica.
Nei prossimi anni la differenza non sarà tanto nell’adozione di un codice bidimensionale, quanto nella capacità di integrare tempestivamente sistemi informativi, progettazione dell’imballaggio e requisiti regolatori.
Scodix e Heidelberg Italia
Scodix e Heidelberg Italia rafforzano la partnership strategica per trasformare il mercato italiano della nobilitazione digitale. Scodix, fornitore di riferimento a livello globale nell’embellishment digitale, ha annunciato l’estensione della sua lunga partnership strategica con Heidelberg Italia. In base al nuovo accordo, Heidelberg Italia guiderà la distribuzione delle macchine Scodix Ultra 6500 SHD e della serie Scodix Ultra 2500 SHD, portando le più avanzate soluzioni di abbellimento digitale nel mercato italiano della stampa. La partnership rinnovata consoliderà la presenza di Scodix in Italia, integrando la sua tecnologia all’avanguardia nel portfolio di Heidelberg Italia. Questo consentirà ai clienti di Heidelberg Italia di soddisfare tutte le loro esigenze, dal prepress all’embellishment, con un unico fornitore. Per celebrare questo traguardo, Heidelberg Italia e Scodix ospiteranno un esclusivo VIP Open House Event il 3 marzo 2026 presso lo Scodix Experience Center di Düsseldorf. I partecipanti potranno assistere a dimostrazioni live della serie Scodix Ultra, scoprendo come la collaborazione favorisca produttività e differenziazione ad alto valore per gli stampatori italiani.
rafforzano
la partnership
La partnership si focalizza su due soluzioni di punta progettate per rispondere alle esigenze rigorose del mercato del packaging di lusso e della stampa commerciale: Scodix Ultra 6500 SHD: dotata di tecnologia SHD™ (Smart High Definition), questa macchina consente nobilitazioni su formati B1 con un posizionamento estremamente preciso del polimero. È ideale per design dettagliati, linee sottili e minuscoli fonts. Serie Scodix Ultra 2500 SHD: unisce flessibilità, qualità e produttività in una ampia gamma di applicazioni fino al formato 60x80cm., rappresentando un’alternativa conveniente e sostenibile ai metodi analogici tradizionali. La collaborazione metterà inoltre in evidenza la recente introduzione di Scodix Luxe, la 17ª applicazione del portfolio Scodix. Scodix Luxe consente l’embellishment digitale diretto su materiali speciali premium - tra cui pelle, lino, seta e tela. Grazie alla tecnologia MLE (Multilayer Enhancement), le macchine Scodix applicano più strati in un unico passaggio su materiali non patinati. Questo permette ai designer ed editori di entrare in segmenti a forte valore aggiunto come agende di lusso, libri
Nella foto da sx: Matteo Dago (Product manager digital inkjet); Moti Vaknin (VP Sales – EMEA & Global Channels); Eli Grinberg (CEO, Co-Founder); Rinaldo Mattera (Digital Business Manager) e Slawomir Iwanowski (Global Channel Director)
di alta gamma e packaging premium, offrendo una ricchezza tattile senza precedenti. Rinaldo Mattera, Digital Business Manager di Heidelberg Italia, dichiara: “Sono molto orgoglioso di continuare la collaborazione con Scodix, iniziata nel lontano 2013 con la prima macchina di nobilitazione S75. Oggi, in Heidelberg Italia, disponiamo di una struttura in grado di supportare attentamente i nostri clienti con attrezzature Scodix, dalle vendite all’assistenza fino ai consumabili”.
Canon Italia riceve la Certificazione per la Parità di Genere
Canon Italia ha ricevuto ufficialmente da Bureau Veritas la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022). Questo riconoscimento, ottenuto nel novembre 2025, segna un importante traguardo per Canon, confermando il suo impegno nel costruire una cultura organizzativa fondata su rispetto, equità e inclusione.
La visita dell’ente certificatore nell’headquarter dell’azienda rappresenta il coronamento di un lungo processo di audit che ha confermato l’efficacia del Sistema di Gestione per la Parità di Genere adottato da Canon Italia. Questo modello, allineato alla Strategia UE e al Gender Equality Plan 2020-2025, traduce i principi di equità in obiettivi concreti che agiscono su sei pilastri fondamentali: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità salariale e tutela della genitorialità. Il sistema adottato da Canon prevede un attento monitoraggio per garantire un ambiente di lavoro dove ogni individuo possa esprimere il proprio potenziale senza barriere di genere. “Ricevere ufficialmente la certificazione da Bureau Veritas è stato un momento sentito e molto emozionante per tutti noi” ha dichiarato Javier Tabernero da Veiga, Amministratore Delegato di Canon Italia. “Questo traguardo non è un punto di arrivo, ma la formalizzazione di un impegno che affonda le radici nella nostra filosofia Kyosei – vivere e lavorare insieme per il bene comune. Vogliamo che Canon sia un luogo dove ogni persona possa esprimere il proprio potenziale in totale libertà, contribuendo con la propria unicità alla nostra crescita e innovazione.”
“La parità di genere è una leva strategica fondamentale per il benessere organizzativo” ha commentato Arianna Ferrini, HR Director di Canon Italia. “Il nostro obiettivo è continuare a lavorare su azioni concrete: dalla formazione per superare i bias inconsci alla promozione di politiche flessibili che sostengano l’equilibrio tra vita privata e professionale. Questa certificazione ci sprona a migliorare costantemente le nostre politiche gestionali per attrarre e valorizzare i migliori talenti.”
Anche Bureau Veritas, attraverso le parole di Roberta Prati, South East Europe Certification Director, ha voluto sottolineare il valore del percorso svolto: “la certificazione per la parità di genere in Canon corona un percorso profondamente sentito e maturato nel tempo, arricchito dal confronto con la UNI/PdR 125. Siamo orgogliosi di valorizzare, con i nostri audit, le best practice delle aziende impegnate a garantire pari opportunità e un ambiente di lavoro aperto e inclusivo”.
Con questo riconoscimento, Canon Italia conferma la sua volontà di essere parte attiva del cambiamento sociale, costruendo una cultura organizzativa fondata su rispetto, inclusione ed equità.
Maxi impianti pubblicitari “green”
L’emergenza smog a Milano non è mai stata così evidente: eccessive concentrazioni di PM2,5 e NOx collocano infatti la città tra le cinque europee con la qualità dell’aria peggiore, secondi i dati rilevati dalla European Environment Agency (EEA). Ma proprio nel cuore del capoluogo lombardo, durante i giochi olimpici, ha preso forma un contributo concreto con l’installazione, sulle facciate di alcuni edifici per una superficie totale di 8.788 metri quadrati, di 11 grandi impianti pubblicitari che si sono così trasformati in delle vere “isole verdi diffuse” di depurazione dell’aria, abbattendo, grazie all’impiego della tecnologia fotocatalitica di REair, azienda specializzata in eco-tecnologie per la depurazione dell’aria, ben 949kg di ossidi di azoto (NOx), l’equivalente della piantumazione di 2.278 alberi. Questi 11 grandi impianti pubblicitari si vanno ad aggiungere ai 50, per una superficie totale di oltre 50mila metri quadrati (50.650) che sono stati trattati dal lancio, nell’aprile 2023, della partnership strategica tra REair e Acone Associati, concessionaria di affissioni pubblicitarie. Il risultato? L’abbattimento annuale di 5.702 chilogrammi di ossidi di azoto (NOx), equivalenti alla piantumazione di oltre 13mila alberi urbani (13.691). I grandi “tratti architettonici” installati su alcuni edifici simbolo, dal Pirellino a Corso Venezia, da Porta Ticinese a Porta Nuova, rappresentano un possibile contributo attivo e concreto e sono stati trattati con il prodotto REair Original Plus A, tecnologia certificata UNI EN 16980-1 dall’Università di Torino. Le superfici, che si attivano al contatto con la luce e l’aria, disgregano gli ossidi di azoto (NOx) e altri inquinanti organici presenti nell’aria, contribuendo concretamente alla salubrità urbana. “In un momento in cui Milano ha mostrato al mondo il suo volto migliore attraverso le Olimpiadi invernali, accogliendo milioni di visitatori, gli impianti pubblicitari si trasformano in preziosi e attivi alleati nella lotta allo smog urbano, agendo come veri e propri depuratori d’aria in grado di migliorare concretamente la qualità dell’ambiente circostante – dichiara Raffaella Moro, CEO di REair. Queste superfici, oltre a proteggere le facciate degli edifici durante gli interventi di ristrutturazione, svolgono una funzione attiva di purificazione dell’aria, contribuendo in modo misurabile alla riduzione degli inquinanti atmosferici e al miglioramento della salubrità urbana. Un approccio concreto – conclude Moro – che intende offrire un contributo significativo alla città di Milano nella lotta all’inquinamento, promuovendo un modello di metropoli sempre più sostenibile, vivibile e attento alla qualità dell’aria. Si tratta di una pratica, tra le soluzioni possibili, che può offrire un contributo concreto e significativo nel percorso verso una città più sana e responsabile dal punto di vista ambientale.”
ANTARO DIGITAL
La nuova era della produzione smart di libri La brossuratrice Antaro Digital non solo ha un design molto compatto, ma è anche estremamente flessibile nell‘uso. Nel settore OnDemand, raggiunge una velocità di produzione di 2000 cicli all‘ora, un dato che nessun‘altra macchina attualmente sul mercato è in grado di eguagliare, soprattutto con un numero di operatori così ridotto. La sua forza emerge quando entra in sinergia con il robot di taglio InfiniTrim per una produzione Smart Factory completamente variabile.
mullermartini.com/antaro-digital
Heidelberg la trasformazione apre a nuovi mercati
Il Customer Portal di Heidelberg è già il centro di controllo digitale per oltre 3.000 tipografie in tutto il mondo
Dopo nove mesi dell’esercizio finanziario 2025/26 (1° aprile – 31 dicembre 2025), l’andamento di Heidelberger Druckmaschinen AG (HEIDELBERG) è in linea con le aspettative. L’azienda ha ottenuto un notevole miglioramento della redditività e sta portando avanti con determinazione la propria trasformazione strategica, entrando in nuovi ambiti di business caratterizzati da una forte crescita. Nonostante un contesto sfidante, il fatturato dopo tre trimestri è salito a 1.602 milioni di euro – circa il 6,1% in più rispetto ai 1.509 milioni dell’anno precedente – nonostante effetti negativi di cambio per circa 44 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Particolarmente positiva è stata l’evoluzione del business in Europa e nel segmento delle macchine per la stampa di imballaggi ed etichette. Con 617 milioni di euro, il fatturato del terzo trimestre è stato superiore di circa il 4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, proseguendo la crescita trimestre su trimestre registrata nell’attuale esercizio.
Tutti i numeri in dettaglio
Il risultato operativo rettificato (EBITDA) dopo nove mesi è aumentato significativamente a 114 milioni di euro (periodo equivalente dell’anno precedente: 86 milioni).
Il margine EBITDA rettificato è migliorato in modo considerevole, raggiungendo il 7,1% (anno precedente: 5,7%). L’attuazione delle misure in ambito personale ed efficienza previste dal piano futuro sta producendo effetti tangibili. Ad esempio, i costi di produzione e i costi com-
Heidelberg registra un significativo miglioramento della redditività dopo nove mesi dell’esercizio 2025/26 –il riallineamento strategico procede come previsto. Le vendite sono in aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente. Posizionamento di successo nelle tecnologie per sicurezza, difesa ed energia.
plessivi operativi sono migliorati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il rapporto tra costi del personale e fatturato è sceso al 36% (anno precedente, rettificato per voci straordinarie: 39%). L’azienda prevede che i costi del personale complessivi rimarranno inferiori rispetto all’anno precedente per il resto dell’esercizio 2025/26. Gli ordini acquisiti dopo nove mesi hanno totalizzato 1.628 milioni di euro (anno precedente: 1.823 milioni). Considerando che l’effetto della drupa aveva reso l’anno precedente particolarmente forte, il risultato è in linea con le aspettative. Nel periodo di riferimento si sono registrati effetti negativi di cambio per circa 46 milioni di euro. Gli ordini acquisiti nel terzo trimestre sono stati pari a 517 milioni di euro (stesso trimestre dell’anno precedente: 550 milioni). Particolarmente positivo l’andamento nella regione Americas, dove gli ordini nel terzo trimestre sono cresciuti del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nuovi mercati in crescita
Nonostante un contesto di mercato ancora complesso, Heidelberg prosegue con coerenza la propria trasformazione strategica. Sulla base della propria forte competenza industriale e di sistema, l’azienda sta entrando sistematicamente in nuovi mercati nei settori della difesa,
La linea di stampa digitale di rubmedia comprende una Jetfire 50 e una Versafire LV di Heidelberg, nonché le relative attrezzature di post-stampa.
Un team del Gruppo Hoifu, riunito attorno al Presidente Ou Shun Chou , insieme ai rappresentanti di Heidelberg, durante il collaudo di accettazione della 1.000ª
Speedmaster CX 104 presso lo stabilimento di Shanghai
sicurezza, energia, infrastrutture di ricarica e soluzioni industriali di sistema. Un elemento chiave è la concentrazione di tutte le attività rilevanti sotto la società HD Advanced Technologies GmbH. Questo sviluppo strategico rafforza le prospettive future di Heidelberg e apre opportunità di crescita a lungo termine. Nel segmento Heidelberg Technology, il fatturato dopo nove mesi è stato pari a 42 milioni di euro, leggermente superiore ai 41 milioni dell’anno precedente. Sebbene la crescita attuale sia moderata, le misure strategiche avviate costituiscono una base per un contributo potenzialmente molto più significativo al business complessivo. In particolare, la strategia di ingresso in nuovi settori industriali e la creazione di nuovi modelli di business alimentano aspettative di un andamento positivo delle vendite nei prossimi anni. “Le misure avviate confermano il nostro piano di crescita”, afferma Jürgen Otto, CEO di Heidelberger Druckmaschinen AG. “Sia dal punto di vista strategico che operativo, Heidelberg è estremamente ben posizionata per affinare attivamente questo piano e sfruttare ulteriori opportunità nei mercati dinamici del futuro”.
Le basi per la trasformazione
Parallelamente allo sviluppo di nuovi ambiti di business, anche il core business dell’azienda mostra un andamento solido. Nel segmento Print & Packaging Equipment, Heidelberg beneficia della sua forte posizione di mercato nella stampa di imballaggi ed etichette. Nel periodo di riferimento, il fatturato di questo segmento è cresciuto a 804 milioni di euro (anno precedente: 705 milioni).
Nel segmento Digital Solutions & Lifecycle, l’azienda
sta rafforzando ulteriormente il proprio ruolo di integratore di sistemi – con stampa ibrida, software e soluzioni di assistenza come parte di un ecosistema digitale. In questo segmento, Heidelberg ha realizzato un fatturato di 755 milioni di euro dopo nove mesi (anno precedente: 763 milioni).
“La nostra forza risiede nella combinazione intelligente di macchine da stampa, software e servizi”, afferma il Dr. David Schmedding, Chief Technology & Sales Officer. “Espandendo in modo mirato il nostro portafoglio di stampa digitale e lanciando nuovi sistemi ad alte prestazioni come la Jetfire 75, stiamo creando ulteriore potenziale di crescita – sia nel nostro core business sia oltre”.
Il free cash flow di Heidelberg dopo tre trimestri è stato pari a -81 milioni di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente (anno precedente: -97 milioni), ma ancora negativo come previsto. Ciò è dovuto all’acquisizione di Polar e ai costi di ristrutturazione nell’ordine di diversi milioni di euro a cifra singola. L’utile netto dopo le imposte, pari a 17 milioni di euro dopo nove mesi, rappresenta un significativo miglioramento rispetto ai -42 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
Previsioni per l’intero esercizio confermate
L’azienda conferma le previsioni per l’esercizio 2025/26. Un solido portafoglio ordini, le attuali misure di efficienza e l’attuazione sistematica della strategia costituiscono la base per il raggiungimento degli obiettivi. Alla luce degli sviluppi macroeconomici, considerando opportunità e rischi e ipotizzando che l’economia globale non cresca meno di quanto previsto dalle istituzioni competenti, l’azienda prevede un fatturato di circa 2.350 milioni di euro nell’esercizio 2025/26 (2024/25: 2.280 milioni).
Tenuto conto dei significativi effetti di cambio, della persistente debolezza macroeconomica e dell’incertezza nel commercio internazionale, l’azienda prevede che l’aumento del margine EBITDA rettificato si collocherà nella parte bassa dell’intervallo previsto, fino all’8% (anno precedente: 7,1%).
con omet e cama
un ponte tra scuola e industria
Oltre 300 studenti provenienti da diversi istituti del territorio lecchese sono stati protagonisti nelle sedi di OMET e CAMA del Tech4Students Day. Tra i momenti più intensi la Tech Talk con protagonista l’ingegnere di pista ed ex manager Ferrari Luigi Mazzola, che ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare sé stessi seguendo le proprie passioni.
Sono stati oltre 300 gli studenti coinvolti nella terza edizione del Tech4Students Day, iniziativa organizzato da OMET e CAMA in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio dedicata all’orientamento dei ragazzi e alla scoperta delle professioni tecniche e industriali, svoltasi giovedì 29 gennaio 2026 presso le sedi delle aziende OMET e CAMA a Molteno (LC). Due i momenti fondamentali della giornata: le visite aziendali delle scuole del territorio, e la talk serale con Luigi Mazzola, ingegnere di pista ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale. L’evento, articolato in diversi momenti della giornata, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, aziende,
famiglie, stampa e soprattutto numerosi studenti provenienti da diversi istituti del territorio lecchese (Liceo Scientifico Grassi, Liceo Scientifico Leopardi, Istituto Maria Ausiliatrice, IIS Badoni di Lecco, Fiocchi e CFP Aldo Moro). Durante la giornata, i ragazzi hanno visitato le sedi produttive delle aziende e visto da vicino tecnologie e processi produttivi, confrontandosi direttamente con professionisti del settore e approfondendo i relativi ruoli aziendali. “Siamo alla terza edizione di questo evento che connette mondo della scuola e mondo del lavoro – ha detto Annalisa Bellante, Vice Presidente di CAMA. – Aprire le nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale.
Oltre la tecnica: competenze umane, emozioni e lavoro
di squadra
Ospite d’onore del talk organizzato da CAMA e OMET, Luigi Mazzola – ingegnere ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale – ha offerto ai numerosi giovani presenti una testimonianza intensa e concreta sul significato della performance e del miglioramento continuo. Partendo dalla sua lunga esperienza in Formula 1, dal lavoro con campioni come Ayrton Senna e Michael Schumacher, ma anche con protagonisti del mondo del tennis, Mazzola ha evidenziato come il successo non dipenda esclusivamente dalle competenze tecniche, ma soprattutto dalle competenze trasversali: comunicazione, leadership, gestione di sé e degli altri, capacità di creare relazioni efficaci. Nel contesto ipercompetitivo della Formula 1, paragonabile a un’azienda di eccellenza, non esiste un traguardo definitivo: anche quando si vince, occorre continuare a migliorare. Il vero confronto non è con gli altri, ma con ciò che si era in precedenza. Questo richiede una mentalità orientata alla crescita continua, all’analisi dell’errore e all’anticipazione del cambiamento. Grande attenzione è stata dedicata al valore del lavoro di squadra. Il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro implica l’abbandono della logica individuale a favore di una dimensione collettiva, fondata su cura reciproca, attenzione alle persone e obiettivi condivisi. L’esperienza Ferrari dimostra che il vero salto di qualità avviene quando le eccellenze individuali diventano una squadra integrata, capace di sviluppare intelligenza collettiva grazie alla diversità e a una forte sensibilità sociale. Mazzola ha inoltre sottolineato il ruolo centrale delle emozioni, vero motore dell’azione umana e collante dei team ad alte prestazioni. I grandi leader e campioni sanno muovere le persone attraverso le emozioni, non solo grazie alla tecnica. Da qui l’importanza dell’ascolto autentico, inteso come presenza totale e riconoscimento dell’altro, competenza chiave sia in azienda sia nelle relazioni familiari. Il messaggio finale è chiaro: le competenze tecniche aprono le porte, ma sono intelligenza emotiva, empatia, ascolto e capacità di stare insieme a permettere una performance duratura e l’espressione piena del potenziale umano.
Studenti in visita presso la sede di CAMA
Le imprese del territorio rappresentano un patrimonio di competenze, innovazione e cultura del lavoro che può aiutare i ragazzi a orientarsi con maggiore consapevolezza nel loro futuro professionale”. Nel tardo pomeriggio, le due aziende hanno ospitato un evento aperto al pubblico che ha registrato oltre 100 partecipanti: una Tech Talk sul tema “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro” che ha avuto come ospite speciale Luigi Mazzola, che ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare sé stessi seguendo le proprie passioni, coinvolgendo con i racconti della sua esperienza in Formula 1. “La testimonianza dell’ing. Luigi Mazzola ha ancora una volta fatto capire come la passione sia un elemento centrale per costruire il proprio futuro professionale e la tecnologia sia un campo ricco di opportunità”, ha dichiarato Antonio Bartesaghi, CEO di OMET . “Questi sono i valori fondanti su cui la nostra azienda è nata e ai quali oggi punta per esprimere il proprio miglior risultato. Nell’industria manifatturiera i giovani possono trovare percorsi professionali di alto livello, fondati su lavoro di squadra, innovazione, ricerca e dimensione internazionale. Auguro loro di trovare nel lavoro la realizzazione, la felicità, che siano sempre motivati e mai stanchi di mettersi in gioco”. L’incontro, moderato dal giornalista Luca Viscardi, è stato anche un’importante occasione di networking istituzionale sul rapporto tra scuola e mondo del lavoro. “Questo incontro si tiene in una fabbrica”, ha detto Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, “mentre di solito i convegni si tengono nelle sale: non è un tema di logistica, ma un messaggio preciso, perché nelle fabbriche sono concentrate in modo unico tecnologie e competenze. E dalla scuola alla fabbrica non deve esserci un salto, ma un percorso, ed è un dovere del sistema e di tutti i suoi attori lavorare sodo affinché questo percorso esista e sia denso di significato e di contenuto. Incontri come questo lo dimostrano”. Mauro Piazza, Sottosegretario di Regione Lombardia con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha portato il saluto istituzionale, sottolineando come queste iniziative siano in linea con l’impegno della regione su orientamento, formazione e valorizzazione del capitale umano. Sono intervenuti anche Raffaele Cesana in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale e Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno. Il Tech4Students Day creato e promosso da OMET e Cama si conferma così un appuntamento strategico per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e rafforzare il dialogo tra sistema educativo e tessuto produttivo del territorio.
Un dettaglio dell’Innovation Park di OMET
Un momento dell’intervento dell’ing.
Luigi Mazzola
AccurioJet 30000 di Konica Minolta produce qualità, formati, grammature e applicazioni da offset, ma lo fa azzerando i limiti operativi, qualitativi ed economici insiti nell’analogico. Il sistema di stampa lanciato a fine 2025, vanta già 3 installazioni in Italia.
accurioJet 30000
la stampa inkJet uv led
in formato b2 è vincente
Ci sono tecnologie che irrompono nel mercato con fragore, e altre che avanzano in silenzio, senza proclami, ma con una chiara promessa: imparare, migliorare, consolidarsi. La piattaforma di stampa inkjet B2+ di Konica Minolta appartiene alla seconda categoria. Quando a drupa 2016 il costruttore presenta KM-1, molti la osservano con curiosità. Del resto, è un concept di stampante digitale diverso, entrato in punta di piedi in un territorio dominato dalle certezze dell’offset e del digitale a toner e inchiostro elettrofotografico liquido. Quasi un decennio dopo, con centinaia di installazioni all’attivo, possiamo affermare che la curiosità si è trasformata in fiducia.
La tecnologia inkjet di Konica Minolta ha dimostrato di saper crescere, fino a incarnare le doti di affidabilità e ripetibilità che ogni tipografo esige.
Erede diretta di KM-1, di cui rappresenta il punto di maturazione, AccurioJet 30000 è una macchina da stampa inkjet a foglio in formato 585x750 mm, che impiega nuovi inchiostri UV ad asciugatura LED. Non, quindi, un semplice cambio di nome, ma il risultato di anni di ascolto dei clienti, di osservazione dei loro flussi produttivi e delle loro esigenze reali.
Cosa rende unica AccurioJet 30000?
Il cuore di AccurioJet 30000 è il suo motore di stampa, che sfrutta nuove teste inkjet industriali Konica Minolta
a 1.200 dpi, nuovi inchiostri proprietari e l’esclusiva tecnologia IJ Manager, che integra un RIP ad alte prestazioni e sensori per il controllo degli ugelli. Non è perciò una soluzione “assemblata”, ma un ecosistema di tecnologie progettate per lavorare all’unisono e non semplicemente coesistere. Anche il trasporto carta, il gruppo di voltura, il mettifoglio e l’impilatore ad alta capacità sono mutuati dall’offset, a garanzia di un’affidabilità senza compromessi.
“Se dovessimo riassumere AccurioJet in una frase, diremmo che stampa come una offset ma si comporta come una digitale”, afferma Alessandro Viganò, Product Manager Industrial Printing di Konica Minolta Italia. “Ovviamente non è magia, ma il risultato di anni di ricerca e sviluppo, scelte costruttive e fattori tecnologici che Konica Minolta detiene e padroneggia meglio da sempre”.
La chimica d’inchiostro UV, unita alla polimerizzazione LED, consente di stampare su carte naturali e patinate, cartoncini goffrati e martellati, supporti plastici, sintetici e metallizzati, senza pretrattamenti e con la massima stabilità dimensionale. L’esclusiva tecnologia di pinning Dot Freeze Technology controlla e stabilizza la goccia, evitando dispersioni e irregolarità nelle aree cromatiche critiche, producendo immagini pulite, dettagli netti e microtesti leggibili. Grazie a una nuova generazione di inchiostri, inoltre, le stampe prodotte da AccurioJet non hanno l’effetto “plasticoso” tipico
dell’inkjet UV. Al contrario, producono un risultato visivo simile all’offset, con valori di opacità e densità straordinari, neri pieni e campiture uniformi.
Un’unica macchina, mille mercati
Dove l’investimento diventa profitto
Se c’è un punto su cui AccurioJet 30000 cambia le regole del gioco è la sua elasticità applicativa. Non parliamo infatti di semplice “versatilità”, ma della capacità di gestire supporti da 0,06 a 0,6 mm, passando dal bugiardino farmaceutico all’espositore da banco al catalogo nello stesso turno di lavoro. Per lo stampatore commerciale, la macchina consente di gestire facilmente lavori che prima richiedevano più fasi di preparazione, testing, approvazione, stampa e asciugatura, ottenendo in pochi click prove colori fedeli, ristampe immediate, varianti per differenti aree geografiche, lingue e stagionalità. Sul fronte commerciale, lo scenario si apre ad astucci pieghevoli, materiali per il punto vendita cartotecnici e durevoli, locandine, libri d’arte. Grazie al modello economico a consumo, anziché sul tradizionale “costo per click”, AccurioJet risulta competitiva con l’offset anche nella stampa di interni di libri e prodotti monocromatici.
“La maggior parte degli stampatori guarda alla cartotecnica, dove si aprono spazi per pre-serie, microtirature, edizioni limitate, packaging personalizzato e contenitori per l’e-commerce”, sottolinea Viganò.
“Il bello di AccurioJet è che non ti obbliga a scegliere un mercato, ma ti permette di entrare in segmenti dove l’offset non è economicamente sostenibile, creando efficienze e generando opportunità commerciali”. Tra gli altri primati, AccurioJet è la prima tecnologia digitale ad aver ottenuto le certificazioni FOGRA39, 47, 51, 52, 53, 59, Japan Color, GRACoL Coated & Uncoated.
Prima vendita in Europa
GRAFICA EFFE2
Attiva dal 1980 nei segmenti cataloghi, packaging e materiali premium, l’azienda ha scelto di integrare la tecnologia inkjet UV LED per rispondere a esigenze produttive sempre più orientate a qualità certificabile, flessibilità e riduzione dei tempi di consegna.
Altre due installazioni sono in corso nella provincia di Vicenza e di Bolzano.
Sdoganata la qualità, l’obiezione più frequente mossa alla stampa digitale è sempre la medesima: “È più lenta dell’offset”. Un’affermazione innegabile, ma un confronto che ormai ha senso soltanto sulla carta. Nella produzione quotidiana, infatti, l’equazione cambia radicalmente. Anzitutto, AccurioJet 30000 non usa lastre, non richiede copie di avviamento e non ha tempi morti di setup. Ogni nuovo lavoro parte in pochi istanti, senza costi nascosti né sprechi. Nelle basse e medie tirature, dove i margini dell’offset evaporano, il digitale diventa perciò un alleato, e l’investimento in AccurioJet non è un compromesso, ma un vantaggio operativo. Grazie alla funzionalità “RIP while printing”, resa possibile dal DFE proprietario e dalla potente dorsale di trasmissione dati, AccurioJet 30000 azzera le attese tra un job e l’altro, e la macchina continua a stampare mentre prepara il lavoro successivo. Così la produttività reale cresce, e con essa la redditività. A tutto questo si aggiunge un fattore poco visibile ma decisivo: la ripetibilità. AccurioJet riduce al minimo le variabili dovute a temperatura, umidità, usura di lastre e caucciù, micro-regolazioni affidate all’esperienza dell’operatore. Se qualcosa funziona la prima volta, funziona anche la centesima, e meno variabili si traducono in meno contestazioni. Infine, forte delle KM-1 di prima generazione ancora in produzione dopo molti anni, Konica Minolta può dimostrarne la straordinaria durevolezza, che si traduce in una garanzia di salvaguardia dell’investimento.
A chi si rivolge AccurioJet 30000
AccurioJet 30000 parla a un’industria grafica evoluta, che richiede risultati costanti, ritmi produttivi elevati e la libertà di affrontare lavori diversi senza rigidità operative. È una piattaforma progettata per chi misura le scelte in termini di qualità percepita, efficienza industriale e capacità di adattarsi al mercato.
Nel formato B2, l’inkjet ha superato la fase di apprendimento ed è diventato uno strumento concreto di competitività. Konica Minolta intercetta questo momento con una proposta che si integra nei flussi produttivi esistenti e amplia le possibilità applicative, rendendo il digitale una leva strategica, non più solo complementare.
AccurioJet 30000 trova spazio sia in affiancamento o sostituzione dell’offset, sia nelle realtà digitali che vogliono crescere di livello: formati più grandi, lavorazioni più complesse, maggiore valore per commessa, senza compromessi operativi.
Con questa piattaforma, Konica Minolta sceglie di confrontarsi con un settore esigente, dimostrando che l’inkjet LED UV in formato B2 è oggi una soluzione tecnologicamente avanzata per la produzione industriale, grazie a stabilità di processo, qualità costante, polimerizzazione immediata, ampia compatibilità con i supporti e livelli di produttività adeguati a sostenere crescita e differenziazione nel medio-lungo periodo.
Entrata in punta di piedi in un mondo esigente e conservativo, con AccurioJet 30000 Konica Minolta punta a essere protagonista e dimostrare nei fatti che la stampa digitale B2 non è più un esperimento, ma una decisione strategica che non andrebbe più rimandata.
book Your future event 2026 l’innovazione nella finitura dei libri protagonista a bergamo
Meccanotecnica, leader nelle tecnologie di confezionamento di libri, ospiterà un evento esclusivo di quattro giorni, dal 26 al 29 maggio 2026 presso la sua sede in provincia di Bergamo. L’iniziativa riunirà stampatori e legatori per esplorare le ultime novità nella legatoria digitale, nell’automazione della finitura e nei flussi di lavoro per la produzione industriale di libri.
Progettato come un’esperienza immersiva, Book Your Future Event 2026 combinerà dimostrazioni dal vivo, approfondimenti tecnici e networking, offrendo ai visitatori una visione concreta di come la prossima generazione di soluzioni Meccanotecnica sta rimodellando l’economia della produzione di libri.
Debutto mondiale di una nuova incassatrice
L’evento presenterà il nuovo sistema di incassatura di Meccanotecnica dedicato alla produzione digitale e alle piccole tirature. Sviluppata per colmare il divario tra velocità, flessibilità e rapidità di cambio formato, la nuova soluzione risponde alla crescente domanda di una produzione di libri on-demand efficiente e di ambienti ibridi offset-digitali.
Una linea digitale, più applicazioni
Nel corso delle quattro giornate, gli ospiti potranno vedere in azione la linea di produzione multifunzionale per libri: una linea integrata in grado di gestire la preparazione dei blocchi con copertina rigida o dei libri con copertina morbida finiti all’interno di un unico processo automatizzato. Questa soluzione è progettata per eliminare i punti critici, ridurre la movimentazione manuale e supportare la crescente complessità delle moderne tirature.
Cucitura digitale di libri ad alimentazione continua
Un’altra tecnologia chiave che verrà presentata durante l’evento Book Your Future sarà la cucitrice automatica a filo refe Universe Web, progettata per la produzione di libri stampati in digitale direttamente da bobina. A differenza dei tradizionali flussi di lavoro a foglio, Universe Web integra svolgimento, taglio, cordonatura, piegatura, raccolta e cucitura a filo in un unico processo automatizzato e fluido.
Questa configurazione end-to-end riduce significativamente la movimentazione manuale, ottimizza i costi di produzione e migliora l’efficienza operativa.
Progettata per i moderni ambienti digitali, questa soluzione supporta cambi rapidi, auto-
La sede di Meccanotecnica in provincia di Bergamo
mazione intelligente basata su codici a barre e funzionamento con poca manodopera, offrendo libri cuciti a filo refe di qualità superiore con produttività e flessibilità eccezionali per tirature brevi e medie.
Cucitura di libri ad alto volume con automazione avanzata
Meccanotecnica presenterà anche la sua linea di raccolta e cucitura offset completamente
automatizzata, dotata di un sistema di scarico integrato con Cobot che stabilisce nuovi standard in termini di risparmio di manodopera e continuità produttiva. La configurazione rappresenta un punto di riferimento per le legatorie industriali che cercano affidabilità, ergonomia e un ROI misurabile.
Perché partecipare all’evento
• Scopri le ultime tendenze nelle cucitrici e nell’automazione della finitura dei libri
• Valuta le soluzioni per il confezionamento digitale e la produzione di libri in piccole tirature
• Confronta i flussi di lavoro per la produzione di libri con copertine rigide e morbide
• Quattro giorni di vera produzione, dati reali, vera innovazione.
Non limitarti a guardare l’evoluzione del mercato librario: guidalo con Meccanotecnica. Per informazioni e iscrizioni: contatta il tuo rappresentante Meccanotecnica.
Tutti i numeri di Meccanotecnica
Il Gruppo Meccanotecnica, fondato nel 1964, è leader mondiale nella produzione di gruppi e linee automatiche per la cucitura a filo refe di libri provenienti da stampa offset e digitale.
Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo rappresenta il 35% del personale di Meccanotecnica e sta portando l’azienda a diventare un fornitore di soluzioni complete per i propri clienti, sviluppando nuovi prodotti per la confezione del libro, dall’incolladorsi al trilaterale automatico fino alla brossuratrice.
Ad oggi Meccanotecnica conta migliaia di installazioni e, con 4 filiali e 47 rappresentanze a livello mondiale, riesce a seguire la propria clientela in ogni area. L’obiettivo di Meccanotecnica è fornire a stampatori e legatori soluzioni per produrre libri di alta qualità che creino valore e generino profitti.
Il nuovo sistema di incassatura di Meccanotecnica
La linea di raccolta e cucitura offset completamente automatizzata
La cucitrice automatica a filo refe Universe Web
La linea di produzione multifunzionale per libri
screen truepress Jet 560HdX
pronta per un’adozione su larga scala
SCREEN ha introdotto la Truepress JET 560HDX nel mercato europeo. Basandosi sul comprovato successo e sulla base installata della Truepress JET 520HD, questa soluzione di nuova generazione rappresenta un deciso passo avanti nella stampa inkjet ad alta velocità.
Dopo oltre due decenni di innovazione costante, la tecnologia inkjet digitale sta ridefinendo ciò che è possibile nella produzione di stampa commerciale. Con una crescente pressione sui fornitori di servizi di stampa per garantire tempi di consegna più rapidi, maggiore flessibilità, consumi energetici ridotti e una qualità di stampa elevata e costante, il settore richiede soluzioni che vadano oltre i miglioramenti incrementali. Per soddisfare questi requisiti, SCREEN ha
introdotto la Truepress JET 560HDX nel mercato europeo. Basandosi sul comprovato successo e sulla base installata della Truepress JET 520HD, questa soluzione di nuova generazione rappresenta un deciso passo avanti. Questa macchina da stampa opera a velocità fino a 150 metri al minuto, supportando la stampa ad alta risoluzione fino a 1200×1200 dpi su una larghezza bobina di 560 mm. Grazie a queste capacità, gli utilizzatori di questa nuova soluzione possono aspettarsi aumenti significativi nella capacità del flusso di lavoro e un miglioramento della redditività. Tuttavia, questa macchina inkjet rappresenta una nuova forza per il mercato che va oltre il semplice miglioramento delle specifiche tecniche.
Nuove opportunità per gli stampatori commerciali Fondamentali progressi nella gestione dei dati, nella formulazione degli inchiostri e nel controllo del nastro fanno sì che la qualità di output raggiunga e, in alcuni casi, superi le aspettative tradizionalmente associate alla stampa offset. I fornitori di servizi di stampa commerciale possono ora migrare con sicurezza una gamma più ampia di applicazioni e lavori verso l’inkjet, sapendo che gli standard visivi saranno soddisfatti in modo costante, mantenendo al contempo i flussi di produzione analogici per le tirature più lunghe. Inoltre, la maggiore larghezza di stampa della Truepress JET 560HDX apre nuove opportunità per gli stampatori commerciali. Stampare su una larghezza bobina di 560 mm consente guadagni di produttività significativi e permette di aumentare progressivamente il volume di lavori completati in digitale, ampliando il numero di commesse che l’azienda può gestire indipendentemente dalle dimensioni o dai tempi di consegna richiesti.
Sistema di asciugatura di nuova concezione
Uno degli aspetti più innovativi della Truepress JET 560HDX è il suo sistema di asciugatura di nuova concezione, un design rivoluzionario sviluppato dall’ingegneria giapponese di SCREEN. Il sistema di asciugatura della Truepress JET 560HDX è progettato per garantire sia prestazioni che efficienza, raggiungendo quasi immediatamente la temperatura operativa completa, riducendo al minimo gli scarti di avviamento e consentendo rapidi cambi di lavoro.
Una volta in funzione, il sistema utilizza zone di asciugatura intelligenti senza contatto che regolano l’energia erogata in base alla copertura d’inchiostro, assicurando che venga applicata solo la quantità di calore necessaria, riducendo i costi operativi e migliorando al contempo la sostenibilità della produzione.
Il nuovo punto di riferimento sulla stampa inkjet
Dopo due anni di sviluppo mirato e preparazione del mercato per la Truepress JET 560HDX, SCREEN non si limita a introdurre una nuova macchina da stampa, ma definisce il nuovo punto di riferimento per la stampa inkjet commerciale ad alta velocità. Formato più ampio, velocità elevate, qualità senza compromessi e un sistema di asciugatura altamente efficiente dal punto di vista energetico, il tutto costruito su un motore di stampa che rappresenta un riferimento di mercato in termini di affidabilità e costanza, per creare una soluzione digitale progettata per le esigenze di oggi e le opportunità di domani. Per gli stampatori commerciali che desiderano scalare la produzione, aumentare l’efficienza e rendere il proprio business pronto per il futuro, questo è il momento di adottare la stampa digitale con una soluzione pronta per qualsiasi applicazione.
THE PLACE FOR EXPERTS
fuJi seal
crea valore attraverso il packaging
L’azienda presenta un’ampia
gamma di tecnologie per l’imballaggio e l’etichettatura, si tratta di soluzioni end-to-end per proteggere i prodotti, valorizzarne l’aspetto e supportare gli obiettivi di sostenibilità.
Fuji Seal, riferimento globale nell’innovazione del packaging, espone alla Paris Packaging Week 2026, il 5 e 6 febbraio 2026, presso Paris Expo Porte de Versailles. Nel corso delle due giornate, i visitatori sono invitati a visitare lo stand
B130 per scoprire la selezione Fuji Seal di etichette sleeve termoretraibili, etichette autoadesive (PSL) e sacchetti pouch. Questi esempi mostreranno come il packaging possa proteggere i prodotti, veicolare informazioni essenziali e aiutare i brand a esprimere la propria identità, creare un aspetto distintivo e distinguersi a scaffale in un’ampia gamma di mercati consumer.
Tecnologie per ogni esigenza
Diverse sono gli elementi che compongono l’offerta di Fuji Seal. In primo luogo, etichette sleeve termoretraibili (shrink sleeve label) che offrono una decorazione a 360 gradi per supportare lo storytelling del brand e design promozionali su un’ampia varietà di bottiglie e forme complesse, includendo opzioni ad alto livello di finitura come lamina, effetti tattili e sleeve personalizzate per lanci stagionali o campagne speciali. In secondo luogo, etichette autoadesive (PSL) per prodotti che richiedono un tocco premium e distintivo. Fuji Seal presenterà una selezione di PSL con finiture decorative e tattili diversificate, conferendo a bottiglie, vasetti e confezioni rigide un aspetto e una sensazione immediatamente di alta qualità a scaffale.
La gamma comprende anche sacchetti pouch e altri packaging flessibili per prodotti come ricariche e formati on-the-go, aiutando i clienti a combinare facilità d’uso, protezione della confezione, sostenibilità ed efficienza dei materiali, consentendo al contempo ai brand di presentare un aspetto autentico e di alta qualità. In tutti questi formati, l’azienda lavora per
allineare struttura, design e decorazione di alta qualità affinché ogni packaging rispecchi il carattere del brand e garantisce prestazioni affidabili durante il riempimento, una logistica complessa e l’utilizzo da parte del consumatore.
Percorsi pratici verso la sostenibilità
La sostenibilità resta un elemento chiave nel lavoro di sviluppo di Fuji Seal e sarà ben rappresentata anche allo stand. L’azienda sta innovando attivamente su tutto il proprio portafoglio (sleeve, etichette, sacchetti e macchinari) per creare soluzioni che supportino modelli di economia più circolare. L’obiettivo è aiutare i clienti a raggiungere i propri traguardi ambientali mantenendo al contempo il livello di finitura, colore e coerenza che i brand proprietari si aspettano dalle gamme premium e lusso.
Un partner unico, competenze integrate
Oltre alle applicazioni in esposizione, Fuji Seal si posiziona come partner unico per ogni fase di un progetto di packaging. In qualità di inventore dell’etichetta sleeve termoretraibile commerciale, con radici in oltre un secolo di artigianalità del packaging in Giappone, Fuji Seal integra in un’unica proposta film, etichette, sacchetti, applicatori ad alta velocità e servizio tecnico. La sua rete globale di siti produttivi e di assistenza è supportata da team locali che conoscono mercati e normative regionali, operando secondo standard internazionali comuni. Questo approccio a 360 gradi è concepito per offrire ai brand qualità costante, prestazioni di linea affidabili e un percorso pratico verso packaging più circolare. Alla Paris Packaging Week 2026, il team è a disposizione per discutere esigenze specifiche, valutare campioni di packaging ed esplorare come sleeve termoretraibili, etichette e sacchetti pouch possano aiutare i brand a proteggere i propri prodotti, presentare una forte identità di marca e garantire un’immagine coordinata attraverso i diversi mercati e canali.
surecolor g9000 elevate prestazioni nel direct to film
SureColor G9000 è la nuova
top di gamma Epson per la stampa DTFilm roll to roll. Progettata per soddisfare la crescente domanda mondiale di stampa transfer su tessuto testimonia il continuo investimento di Epson nel segmento tessile.
Epson ha annunciato SureColor G9000, la nuova stampante tessile roll to roll top di gamma della famiglia DirectTo-Film (DTFilm) che si affianca al modello SC-G6000. Progettata per soddisfare la crescente domanda di stampa transfer su tessuto, SC-G9000 è ideale per chi opera nel settore della personalizzazione tessile e della stampa su tessuto e si contraddistingue per elevata produttività, maggiore velocità, affidabilità e i manutenzione semplificata. Questo annuncio testimonia il continuo investimento di Epson nel segmento tessile, un settore in forte crescita: la stampa Direct-To-Film (DTFilm) consente di creare stampe realizzate su film da trasferire su numerosi tessuti, tra cui cotone, poliestere, nylon, misti, pelle e superfici rigide e dal 2020 è diventata una delle tecnologie di stampa tessile digitale in più rapida espansione, con una crescita annuale prevista dell’8%. In questo scenario SureColor G9000 sfrutta
Caratteristiche di Epson SC-G9000
- Testina di stampa PrecisionCore micro TFP da 2,64 pollici con disposizione simmetrica degli ugelli, che garantisce un’elevata produttività mantenendo un’alta qualità dell’immagine;
- capacità dei supporti per rotoli larghi fino a 1.626 mm, compatibile con tutte le larghezze di pellicole DTFilm disponibili sul mercato;
- testine di stampa sostituibili dall’utente, con riduzione dei tempi di inattività e degli interventi di assistenza;
- manutenzione ridotta al minimo da parte dell’utente, grazie a sistemi di pulizia automatici che richiedono la sola sostituzione periodica;
- touchscreen da 4,3 pollici, torretta di segnalazione con spia luminosa e illuminazione interna dell’area di stampa per un feedback visivo chiaro durante la produzione.
il primo sistema Epson DTFilm roll-to-roll ad alta produttività, mettendo a disposizione una soluzione Epson completa, con stampante, testina di stampa, inchiostri e software prodotti dall’azienda, che garantiscono massima qualità di stampa, compatibilità di sistema e affidabilità a lungo termine.
“Con l’annuncio di SC-G9000 – ha affermato Renato Sangalli, Head of Sales C&I Printing di Epson Italia – la nostra azienda rafforza la leadership nel mercato DTFilm, un settore in rapida crescita. I clienti ci dicono che hanno bisogno di maggiore produttività, maggiore affidabilità e minore manutenzione manuale. Questo nuovo modello soddisfa tutte queste esigenze, offrendo agli ambienti di produzione più esigenti una soluzione ad alte prestazioni progettata interamente da Epson. Utilizzando la tecnologia collaudata delle stampanti Epson esistenti, quali SC-R5000 e SC-F3000, SC-G9000 assicura la velocità, l’affidabilità e la qualità dell’immagine che i clienti si aspettano dalla nostra azienda, riducendo al contempo il costo totale di proprietà e il time-to-market per le aziende che vogliono crescere nella produzione DTFilm.”
Alta produttività e qualità superiore
SC-G9000 integra la tecnologia delle testine di stampa PrecisionCore Micro TFP, un riscaldatore frontale integrato e grandi sacche di inchiostro UltraChrome DF da 1,6 litri per una produttività sostenuta. La risoluzione predefinita di 1200×600 dpi consente di ottenere velocità di produzione più elevate con una qualità dell’immagine superiore rispetto ai modelli precedenti, mentre un nuovo post-riscaldatore integrato garantisce l’asciugatura rapida dell’inchiostro e amplia la compatibilità dei supporti.
Il sistema supporta la manutenzione giornaliera automatica, compreso l’innovativo sistema di pulizia della testina di stampa con panno in tessuto e la pulizia automatica dei cap. Queste automazioni riducono significativamente gli interventi operatore e garantiscono continuità di funzionamento, indispensabili per ambienti di produzione intensivi.
SC-G9000 viene fornita con i software RIP Epson Edge Print Pro e Fiery Digital Factory Epson Production Edition, oltre a supportare le principali soluzioni RIP ISV di terze parti, garantendo una perfetta compatibilità del flusso di lavoro. SC-G9000 sarà venduta come unità solo stampante: i rivenditori partner dedicati forniranno agitatori di polvere o unità di polimerizzazione compatibili, insieme a pellicole, polveri e altri materiali di consumo.
Epson SureColor G9000 sarà disponibile presso i rivenditori autorizzati Epson a partire dall’estate 2026.
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Truepress
LABEL 350UV SAI Series
screen due soluzioni, infinite opportunità
Stampa digitale inkjet UV per etichette e tecnologia water-based food-compliant per imballaggi flessibili a base carta: SCREEN ridefinisce i confini del packaging digitale.
Nel panorama della stampa digitale industriale, la qualità non è più solo un valore aggiunto: è un requisito imprescindibile. SCREEN risponde con due sistemi complementari pensati per trasformare le esigenze del mercato in concrete opportunità di crescita. La Truepress LABEL 350UV SAI S e la Truepress PAC 520P rappresentano l’evoluzione tecnologica più significativa proposta da SCREEN al settore etichette e packaging: due macchine distinte, un’unica visione strategica orientata a qualità, semplicità d’uso e sostenibilità.
Truepress LABEL 350UV SAI S: qualità certificata, produttività senza compromessi
La Truepress LABEL 350UV SAI S è oggi il punto di riferimento per la stampa digitale inkjet UV di etichette e non solo. Nel marzo 2025 ha ottenuto la Digital Press System Certification di Idealliance, diventando il primo sistema inkjet UV per etichette a soddisfare lo standard CRPC7 per la stampa con
gamut cromatico extra-ampio. La certificazione attesta accuratezza colorimetrica, uniformità, ripetibilità, durabilità e registro: le stesse qualità che hanno portato la serie a superare le 300 installazioni mondiali a fine 2024 (stiamo per festeggiare la numero 350!) ad ottenere nel 2022 il riconoscimento di «Best Label Printer» dalla European Digital Press Association, per facilità d’uso, qualità e velocità.
La Truepress LABEL 350UV SAI S stampa fino a 60 metri al minuto su substrati fino a 350 mm di larghezza, con configurazione cromatica CMYK + bianco + arancio + blu che garantisce fedeltà anche sulla maggior parte dei colori corporate. La tecnologia SAI - stabile, accurata, integrata - assicura un uptime superiore al 90%, con interventi minimi da parte degli operatori e una curva di apprendimento rapida. La gestione del colore è automatizzata: la macchina mantiene la stessa resa cromatica costante nel tempo.
Elemento di assoluta novità è il Digital Primer inline, disponibile come opzione integrata. Senza richiedere spazio aggiuntivo né pre-trattamenti analogici, l’unità primer genera automaticamente uno strato di adesione, migliorando qualità, ancoraggio e durabilità su substrati speciali e film riciclabili. Uno strumento che amplia il portafoglio applicativo senza introdurre complessità operative.
Truepress PAC 520P
Truepress PAC 520P: il futuro del packaging sostenibile è digitale
Con la Truepress PAC 520P, SCREEN inaugura un nuovo capitolo per gli imballaggi flessibili in base carta. Presentata a Drupa 2024 e premiata con il Pap’Award de l’Impression for Transformation in Packaging alla Nuit du Papier 2024, la macchina risponde alla crescente domanda di soluzioni ecocompatibili anche per soddisfare la nuova normativa del PPWR. Il sistema stampa su substrati larghi fino a 520 mm con alta risoluzione e velocità di 80 m/min, grazie a un processo di essiccazione ottimizzato per la carta kraft. Gli inchiostri pigmentati a base acqua Truepress ink NP sono foodcompliant secondo le più stringenti normative europee riducono drasticamente solventi organici e composti volatili (VOC), per un ambiente di produzione più sicuro e minori emissioni. La sostenibilità va oltre gli inchiostri: la macchina lavora nativamente con materiali riciclabili e carta termosaldabile di nuova generazione, abilitando percorsi di packaging circolare concreti. I serbatoi inkjet adottano contenitori bag-in-box leggeri e riciclabili; il footprint ridotto consente installazioni semplici senza costose ristrutturazioni. La stampa di dati variabili (VDP) abilita scenari di personalizzazione avanzata: ogni imballaggio può essere unico, aprendo le porte a campagne mirate, gestione delle stagionalità e riduzione dell’obsolescenza delle scorte.
Ecopack 2026: riparte la sfida dell'ecodesign
Il primo converter al mondo ad installare la Truepress PAC 520P è stato il Gruppo Sacchital di Milano, operatore di riferimento nel packaging flessibile nazionale ed internazionale ottenendo tempi di consegna veloci per tirature brevi e un vantaggio competitivo diretto nella transizione verso imballaggi paper-based.
Workflow digitale: la semplicità come fattore competitivo
Entrambe le soluzioni si avvalgono del software EQUIOS, workflow proprietario SCREEN che coordina ogni fase della produzione: gestione dei file e del colore, impostazione automatizzata dei lavori, manutenzione predittiva, integrazione con sistemi di pre e post-stampa. L’interfaccia intuitiva riduce il rischio di errori, abbatte le barriere di accesso per operatori con diversi livelli di esperienza e garantisce continuità produttiva. Il risultato è una piattaforma in cui qualità elevata e semplicità d’impiego coesistono, massimizzando la resa produttiva per turno. Con la Truepress LABEL 350UV SAI S e la Truepress PAC 520P, SCREEN offre ai converter di etichette e packaging due strumenti distinti e sinergici per affrontare un mercato in rapida trasformazione. Qualità certificata, facilità d’impiego e sostenibilità non sono più obiettivi contrapposti: grazie alla tecnologia SCREEN, diventano i tre pilastri di un modello produttivo vincente.
REM DIGITAL è distributore in Italia delle soluzioni SCREEN.
Si accendono i riflettori sulla tredicesima edizione di Ecopack, il Bando per l’ecodesign promosso da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi. Un nuovo calcio d’inizio per le aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi che, nel biennio 2024/2025, hanno rimesso in gioco i propri pack puntando su innovazione, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale. Obiettivo: raccogliere e valorizzare le soluzioni di imballaggi più green immesse sul mercato nazionale, premiando chi ha saputo trasformare la sostenibilità in strategia industriale. La raccolta dei casi è aperta dal 3 marzo al 30 aprile 2026. E la sfida si gioca nuovamente su nove leve di ecoprogettazione: riutilizzo, ricarica, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materiale riciclato/recuperato, risparmio di materia prima, risparmio di materia prima vergine, ottimizzazione dei processi produttivi, ottimizzazione della logistica e semplificazione del sistema imballo. Possono candidarsi i progetti relativi a imballaggi in tutti i materiali: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. Non c’è un limite al numero di casi presentabili, a condizione che per gli imballaggi primari si tratti di formati differenti, e per gli imballaggi secondari o terziari l’intervento di ecodesign sia diverso. Anche per questa tredicesima edizione il montepremi complessivo è pari a 600.000 euro. 550.000 euro saranno ripartiti tra tutti i casi ammessi in funzione del punteggio ottenuto. 50.000 euro finanzieranno cinque super premi da 10.000 euro ciascuno, destinati ai casi più virtuosi in ottica di economia circolare. «Ogni edizione di Ecopack è un nuovo traguardo verso un sistema produttivo più sostenibile» commenta Simona Fontana, direttrice generale di CONAI. «Oggi più che mai, il modo in cui progettiamo gli imballaggi può fare la differenza: scegliere soluzioni che riducono l’impatto ambientale significa non solo ottimizzare l’uso delle risorse, ma anche dare un contributo concreto alla creazione di un modello sempre più circolare. Premiare le imprese che investono in innovazione sostenibile è il nostro modo di valorizzare chi sta giocando una partita decisiva per il futuro del Pianeta. Ci auguriamo che sempre più aziende raccolgano questa sfida». Ogni proposta sarà sottoposta ad analisi del ciclo di vita (LCA) attraverso l’Eco Tool CONAI e verificata dal Comitato tecnico, che ne controllerà la conformità ai requisiti previsti dal Regolamento. I cinque casi vincitori dei super premi, invece, saranno selezionati da un Comitato tecnico allargato, composto da esperti esterni. Per essere ammessi, gli interventi dovranno dimostrare – nel confronto tra imballaggio “prima” e “dopo” – benefici ambientali su almeno due dei tre indicatori LCA analizzati: risparmio energetico, riduzione dei consumi idrici, taglio delle emissioni di CO₂. Come in ogni edizione, le procedure di analisi saranno sottoposti alla verifica di un ente terzo di certificazione, a garanzia di trasparenza e correttezza. La lista dei casi vincitori, poi, sarà pubblicata a novembre 2026 in occasione del tradizionale evento di premiazione. Il regolamento completo è disponibile su www.conai.org e www.ecotoolconai.org.
colorcopY e acube la partnersHip continua con XeroX iridesse
In un contesto produttivo complesso, la stampa su carta resta un asset strategico. Da qui la decisione di Acube di introdurre Xerox Iridesse nasce proprio da un percorso condiviso con Colorcopy, un partner storico e di riferimento per l’azienda.
Nel settore della stampa professionale, la crescita non è solo una questione di volumi, ma di capacità di evolvere con scelte tecnologiche coerenti e sostenibili. È proprio in questo equilibrio tra visione imprenditoriale e strategia produttiva che si inserisce il percorso di Acube, azienda di Tortona (AL) che negli anni ha costruito un modello industriale articolato, affiancata da un partner in grado di supportare ogni passaggio chiave.
Al fianco di Acube nelle scelte strategiche
Sotto: plotter
Roland installati presso Acube
Fondata nel 2013, Acube nasce come broker specializzato nel mondo della stampa e del promozionale. Fin dall’inizio, l’azienda sviluppa una conoscenza diretta delle esigenze dei clienti e delle dinamiche di mercato. Già nel 2014 la direzione è chiara: internalizzare la produzione e strutturare un reparto stampa evoluto. Come racconta Ales-
sandro Danieli, titolare di Acube: “Nel 2014 iniziamo a introdurre i primi macchinari da stampa, grazie anche alla collaborazione con Colorcopy, per tutto quello che riguardava il mondo del grande formato”. Da quel momento, la crescita di Acube procede per step progressivi, sempre accompagnati da un confronto consulenziale sulle tecnologie più adatte al modello produttivo. E prosegue: “È una storia che abbiamo condiviso: quasi tutti i passaggi importanti hanno visto Colorcopy come interlocutore”. Un approccio che va oltre la semplice vendita e si traduce in continuità, supporto e capacità di guidare l’evoluzione industriale dell’azienda.
Diversificazione produttiva
Con il trasferimento nella nuova sede di Tortona, Acube consolida un modello produttivo capace di integrare applicazioni differenti: stampa commerciale, gadget, tessile e cartotecnica. Uno dei segmenti più rilevanti è il merchandising sportivo, in particolare nel mondo del calcio. Dal 2015 l’azienda ha iniziato a lavorare con Genoa e Sampdoria. Da lì sono nati i primi contratti per la produzione del merchandising ufficiale. Oggi Acube collabora con circa 14 squadre di Serie A, producendo internamente una gamma di articoli che spazia dalla cartotecnica ai gadget. Questa diversificazione è il risultato di una strategia industriale costruita nel tempo, sostenuta da investimenti coerenti e da partner in grado di affiancare l’azienda nel lungo periodo.
Xerox Iridesse: una scelta guidata dalla differenziazione
In un contesto produttivo complesso, la stampa su carta resta un asset strategico, soprattutto quando diventa strumento di differenziazione e non sem-
Xerox Iridesse
Da sinistra a destra: Simone Ghidoni, Rappresentate Commerciale Colorcopy; Alessandro
plice commodity. La decisione di introdurre Xerox Iridesse nasce proprio da un percorso condiviso con Colorcopy: individuare una tecnologia capace di ampliare l’offerta applicativa e rafforzare il posizionamento su mercati ad alto valore. Alessandro Danieli afferma: “Con Iridesse abbiamo acquisito dei plus che prima non avevamo: affidabilità e qualità superiori. La gestione di supporti più spessi e la possibilità di lavorare con colori speciali e nobilitazioni rappresentano un vantaggio competitivo concreto per packaging, cosmetico e lusso. Quando riesci a proporre uno stampato molto più personalizzato, ti trovi anche con meno concorrenza rispetto alla stampa commerciale tradizionale”.
Risultati misurabili e continuità operativa
A sei mesi dall’installazione, i risultati sono concreti: “Abbiamo superato il milione di copie in sei mesi”. Un cambio di passo legato non solo alla produttività, ma alla capacità di proporre al mercato applicazioni differenzianti. Ma per Acube, la tecnologia non è mai solo macchina: è sistema. Alessandro Danieli afferma: “Acquisire una tecnologia significa acquisire un ecosistema completo: assistenza, ricambi, consumabili, supporto. La rapidità degli interventi tecnici quando serve è davvero notevole. Nella maggior parte dei casi tutto si risolve entro le 24 ore”.
Formazione e autonomia: valore aggiunto del partner
Un ulteriore elemento distintivo è la formazione operativa che permette ad Acube di gestire internamente molte attività quotidiane, riducendo i tempi di fermo e aumentando l’autonomia produttiva. Innovazione e partnership Acube continua a investire con un approccio basato su analisi, confronto e scelte sostenibili. La collaborazione tra Acube e Colorcopy dimostra come un rapporto strutturato, fatto di consulenza e assistenza continuativa, possa trasformare ogni investimento in un passaggio concreto verso nuovi obiettivi produttivi.
Danieli, Titolare Acube e Davide Marinelli, Direttore Acube
cartoveneta cartoveneta punta sulla Q-line con bHs180 di zÜnd
Cartoveneta APCI è uno dei principali riferimenti sul mercato italiano per imballaggi di alta qualità, stampati in digitale. Con l’acquisto di una Zünd Q-Line 32-32 D con caricatore automatico BHS180, l’azienda porta la sua produzione digitale ad un nuovo livello.
Cartoveneta APCI, con sede a Scorzè vicino a Venezia, è un produttore di imballaggi a conduzione familiare, con circa 60 dipendenti. Fondata negli anni ’60 da Bruno Michieletto, l’azienda è oggi guidata dalla terza generazione della famiglia. Cartoveneta è un partner di successo per soluzioni di imballaggio personalizzate in cartone ondulato. La tecnologia di stampa digitale, l’elevata flessibilità produttiva e la sostenibilità sono profondamente radicate nel DNA aziendale. Con la continua crescita del settore digitale, processi a valle come quello del taglio rischiavano di diventare un collo di bottiglia. Con l’investimento in una Q-Line con BHS180 è stato possibile evitarlo: “Produciamo su 15 linee tutto quello che è il cartone ondulato, dalla microonda alle 3 onde, e lo facciamo in maniera sostenibile, perché è una delle filosofie che stanno alla base di Cartoveneta: tutto quello che produciamo è riciclabile al 100% e la Q-Line si sposa perfettamente con tutti i nostri principi”, spiega Stefano Michieletto, Co-Owner di Cartoveneta APCI.
Materiali diversi, un processo continuo
Un altro punto distintivo della Q-Line con BHS180 è la gestione di lotti variabili e materiali differenti – un aspetto quotidiano nella stampa digitale per imballaggi. I QR code collegano le informazioni dell’ordine direttamente a ogni materiale caricato in macchina. Il sistema legge le informazioni e assicura che i diversi job vengano ordinati e gestiti automaticamente. In questo modo Cartoveneta può combinare vari tipi di imballaggi, materiali o grafiche in un’unica pila, alta fino a 180 cm, mantenendo comunque una produzione completamente automatizzata e priva di errori. La Q-Line esprime così al meglio i suoi punti di forza dove anche Cartoveneta eccelle: in un ampio portafoglio di imballaggi e display digitali che richiedono elevata flessibilità e rapidità di risposta.
BHS180: alta produttività, senza presidio
La domanda digitale incontra limiti analogici
La domanda di imballaggi e display stampati digitalmente è in costante crescita. Per Cartoveneta questo significa: personalizzazioni e formati diversi su cartone ondulato; lotti più piccoli e cambi di ordine frequenti; richiesta di precisione elevata tra stampa e taglio e tempi di consegna brevi con costi di produzione competitivi Con Zünd Q-Line, Cartoveneta ha trovato la soluzione ideale per ottimizzare l’intero processo produttivo, in termini di prestazioni, automazione, economicità e qualità del prodotto finito. Q-Line con BHS180, il cutter su misura
La configurazione scelta da Cartoveneta, una Q-Line 32-32 D con caricatore automatico BHS180, risponde perfettamente alle esigenze di chi vuole un taglio digitale altamente automatizzato, in grado di combinare: - elevata velocità di lavorazione; - una gestione del materiale completamente automatizzata, da pallet a pallet;
- un controllo intelligente dei job tramite QR code; - la presenza di un’UNDERCAM integrata (una videocamera posta sotto la macchina, in grado di leggere il tipo di lavoro che viene caricato).
Grazie alla tecnologia a doppia trave, la Q-Line di Zünd raggiunge velocità produttive molto elevate: “La possibilità di avere il doppio braccio, le consente di avere una velocità molto alta; dividendo il piano di lavoro in 2 sezioni si possono lavorare 2 fogli contemporaneamente di 3,2 x 1,6 m. In termini di produttività vuol dire produrre almeno il doppio, rispetto a un plotter di pari livello. Aggiunta anche la velocità che la Q-Line ha a disposizione, si va anche addirittura a triplicare la velocità di produzione”, Denis Pesce. Dato che i cambi di job e la movimentazione del materiale sono gestiti digitalmente, Cartoveneta può far funzionare l’impianto anche senza presidio durante la notte: gli ordini partono automaticamente, i job vengono separati ed impilati correttamente e sono pronti per l’arrivo dell’operatore la mattina successiva. Per quanto impressionante sia la meccanica della Q-Line, per Cartoveneta una parte importante del valore aggiunto risiede nel software e nella preparazione dei file.
Primi risultati
Dopo pochi mesi di utilizzo, Cartoveneta traccia un primo bilancio chiaro: Q-Line è una macchina sorprendente, veloce, precisa ed affidabile. La produttività promette di essere di gran lunga maggiore rispetto a quanto fatto in passato, anche grazie all’autonomia di lavorazione della macchina anche nel periodo notturno, in più consente all’imprenditore di poter contare su dati e tempi di produzione certi.
druk24H
aumenta la produttività con fuJifilm
L’azienda di stampa 24/7 con sede a Varsavia semplifica il flusso di lavoro e migliora la qualità di stampa con Fujifilm Revoria Press PC1120 e Revoria XMF PressReady.
Fondata nel 1994, Druk24h è l’unica azienda di stampa in Polonia che opera 24 ore su 24, sette giorni su sette, e ha investito nella Revoria Press PC1120 e nella Revoria XMF PressReady di Fujifilm. Questo passaggio ha permesso all’azienda di soddisfare i tempi di consegna esigenti della sua variegata clientela mantenendo un’eccezionale qualità di stampa e efficienza operativa. Con tre sedi a Varsavia, inclusa una rivendita. Installata a settembre 2023, la Revoria Press PC1120 è rapidamente diventata la spina dorsale della produzione in formato ridotto dell’azienda. Stampando una vasta gamma di applicazioni SRA3, da brochure e volantini a biglietti da visita, la pressa ha offerto un’eccellente disponibilità, coerenza dei colori e produttività, aiutando l’azienda a mantenere la sua promessa di “stampa su richiesta”. Krzysztof Wiśniewski, Responsabile della Produzione, Druk24h, commenta: “La Revoria Press PC1120 ci offre la qualità e l’affidabilità per consegnare, mentre XMF PressReady ci consente di automatizzare e semplificare la produzione su più dispositivi. Questa combinazione ha trasformato il nostro modo di lavorare, specialmente per lavori urgenti e dell’ultimo minuto”.
Un flusso di lavoro rinnovato
XMF PressReady, introdotto all’inizio del 2024 dopo un trial di successo, ha rivoluzionato il flusso di lavoro di Druk24h. Automatizzando l’elaborazione dei lavori su più dispositivi, inclusa la Revoria Press PC1120, stampanti di grande formato e attrezzature di finitura, il sistema ha semplificato le operazioni per il personale di tutti i livelli di esperienza. Basta semplicemente nominare correttamente i file e inserirli nelle cartelle, gli operatori attivano flussi di lavoro di stampa e finitura completamente automatizzati, riducendo i tempi di consegna. Paweł Grot, Fondatore e CEO di Druk24h,
commenta: “Siamo entusiasti della nuova Revoria Press PC1120 e di XMF PressReady. La qualità di stampa è una priorità assoluta per Druk24h, considerando che stampiamo 24 ore su 24, e Fujifilm supera le aspettative. La pressa stampa in modo più accurato di qualsiasi cosa abbia visto prima, anche colori spot unici – come il mio preferito personale, Pantone 021 C. Siamo entusiasti di portare la nostra attività a nuovi livelli con queste soluzioni di stampa creative”. Il signor Wiśniewski spiega: “Ho visto subito il valore di XMF PressReady. Tutto ciò che dobbiamo fare ora per la maggior parte dei nostri lavori automatizzati è aggiornare il nome del file e inserirlo in una cartella, e il resto viene completato in background. In alcuni casi, un lavoro può passare da file a prodotto finito in meno di dieci minuti. nXMF PressReady è diventato il fulcro di tutta la nostra produzione. E per un’operazione 24/7 come la nostra, questo è un enorme vantaggio”.
Potenziale espansione di portfolio
Guardando al futuro, Druk24h vede potenziale per espandere il proprio portafoglio di presse Fujifilm man mano che l’attività cresce. Wiśniewski commenta: “Siamo orgogliosi di essere la prima azienda a Varsavia con la Revoria PC1120. Si è rivelata una decisione eccellente. Tra tutte le macchine che abbiamo testato, la qualità di questa pressa, grazie a caratteristiche come la cinghia di fusione elastica, e l’affidabilità dei loro tecnici ha fatto la differenza più grande”. Agnieszka Głowacka, National Sales Manager Graphic Communications, Fujifilm Poland, commenta: “Druk24h è un esempio perfetto di come combinare i nostri motori di stampa digitale di classe mondiale con le nostre soluzioni avanzate di flusso di lavoro possa aiutare le aziende a prosperare in ambienti ad alta pressione e a rapido turnaround. La loro operazione 24/7 richiede massima disponibilità, qualità ed efficienza, e siamo lieti che la Revoria Press PC1120 e XMF PressReady li stiano aiutando a raggiungere esattamente questo”.
stampa sud avanzamenti tecnologici nel post-stampa con koenig & bauer
Dopo aver rinnovato il parco macchine da stampa con una strategia che mira a nuovi segmenti di fascia alta in ambito cartotecnico, Stampa Sud sceglie di affidarsi a Koenig & Bauer anche per la fustellatura.
Da maggio è infatti operativo il sistema automatico CutPRO Q 106 SB, per una produttività e una qualità senza compromessi.
Stampa Sud è un’azienda familiare che nasce e si sviluppa a Mottola, in provincia di Taranto, dal 1947. Da piccola impresa artigiana è diventata una vera e propria industria. Dalla fine degli anni 2000, a seguito alla crisi dell’editoria, l’azienda ha iniziato a diversificare le proprie attività investendo nel 2010 in attività di cartotecnica. L’evoluzione è stata lunga e complessa, ma ad oggi, dopo circa 15 anni di sviluppo di questo settore, oltre il 70% del fatturato è derivante dal packaging. In una prospettiva di crescita in questo segmento di mercato, l’azienda continua a investire in tecnologia. A febbraio 2025 è entrata in funzione, infatti la Rapida 106 di Koenig & Bauer con impianto di verniciatura UV e UV LED, ibrido di Gew. Questo ha permesso all’azienda di indirizzarsi a mercati del packaging di alta gamma, che richiedono elevata qualità e offrono marginalità più alte.
Più flessibilità anche nel post-stampa
Quasi in contemporanea alla macchina da stampa, l’azienda ha deciso di investire nel post press, in particolare nel sistema di fustel -
Astuccio realizzato da Stampa Sud Brand: British Fires Agenzia: Cream - Creativi Mediterranei
latura automatico CutPRO Q 106 SB di Koenig & Bauer. Il sistema gestisce un’ampia gamma di supporti, dalla carta da 90 g/mq al cartone rigido fino a uno spessore di 1,5 mm o al cartone ondulato fino a 3 mm. Il cambio rapido dei lavori e la velocità di fustellatura fino a 9.000 fogli all’ora rappresentano i fattori chiave per risultati di prestazione elevata.
Il sistema di fustellatura automatico CutPRO Q106 SB di Koenig & Bauer
Koenig & Bauer propone soluzioni scalabili per il poststampa - dal formato medio per produzioni standard, fino alle soluzioni top di gamma alta produttività con automazioni avanzate - che vanno dalle fustellatrici piane alle piega-incolla.
In particolare, la serie di fustellatrici piane di Koenig&Bauer hanno caratteristiche comuni: precisione di registro grazie a sistemi ottici dedicati, eccellente qualità di taglio, velocità elevate e cambio lavoro rapido e, non ultimo, grande versatilità.
La gamma comprende i seguenti modelli:
Optima 106 / 106 K
- Formato medio, semplice ed efficace per iniziare con la fustellatura piana.
- Eccellente rapporto qualità/prezzo e tempi di cambio rapido.
- La versione “K” include blanking automatico (separazione dei pezzi).
- Flessibilità su carta, cartone e materiali più spessi.
Ipress 106 PRO S / SB
- Perfetta per produzioni industriali su formati medi.
- Velocità di produzione elevata e gestione semplice del foglio.
- Tecnologia avanzata con sistema di registro Cut2Print per precisione superiore.
- Mettifoglio ad altissime prestazioni.
CutPRO Q 106 SB
- Uno dei modelli top della fustellatura piana.
- Velocità fino a ~9 000 sheet/h con alta qualità di register e automazioni di set-up.
- Ottima flessibilità per una vasta gamma di substrati.
- Tecnologia avanzata con sistema di registro Cut2Print per precisione superiore.
- Mettifoglio ad altissime prestazioni.
Ipress 145 PRO / K PRO
- Formato largo per grandi formati di pacchi e astucci.
- Tecnologia Cut2Print per registro ottimale anche su materiali più spessi (fino a 4 mm).
- Versione K PRO con blanking automatico.
- Mettifoglio ad altissime prestazioni.
Oltre alle fustellatrici, Koenig & Bauer integra la sua gamma dopo-stampa con le piega-incolla della serie Omega Allpro, delle quali in Italia sono già presenti diverse installazioni.
Koenig & Bauer ha annunciato di aver concluso un accordo con un’azienda di servizi post-vendita che supporterà il costruttore tedesco nell’assistenza tecnica di tutte le macchine per il postpress in particolare nel Nord Italia.
Sulla CutPRO Q installata presso Stampa Sud, viene lavorato principalmente cartoncino teso per la produzione di astucci, talvolta accoppiato e a microonda.
Attilio Posa, Amministratore delegato di Stampa Sud, afferma: “La fase di scelta della CutPRO Q non è stata immediata. Inizialmente c’era un certo scetticismo, trattandosi di un investimento importante su una tecnologia recente. Tuttavia, dopo un primo periodo di rodaggio necessario per gestire il cambiamento tecnologico, la macchina ha dato grandi soddisfazioni agli operatori. Il lavoro si è snellito, gli avviamenti sono più rapidi e il controllo qualità è costante: lavorare su una macchina di nuova generazione si è rivelato stimolante e vantaggioso. Grazie all’elevata automazione e ad una tecnologia di nuova generazione, CutPRO Q 106 SB ci consente un pro-
cesso di produzione veloce ed efficiente. Inoltre, il separatore di pose in dotazione ci permette di alleggerire sicuramente il carico degli operatori che si occupavano della sfridatura e ottenere un lavoro più preciso, fondamentale nei settori più esigenti come ad esempio quello del lusso”. E prosegue: “Le fustellatrici di ultima generazione di Koenig & Bauer richiedono utensili più moderni e performanti; tuttavia, una volta realizzati strumenti come fustella, pulitore e separatore di pose, l’avviamento del lavoro risulta molto più semplice. Questo consente di affidare la macchina anche a un operatore meno esperto, che riesce comunque a ottenere ottimi risultati. Al contrario, sulle macchine più manuali la fustellatura è quasi un’arte: dipende in larga misura dall’esperienza e dalla sensibilità del fustellatore”. Grazie a sistemi di con-
Brand: Siopé - Agenzia: Beyond Brothers Agency
Esempi di lavori cartotecnici realizzati da Stampa Sud
Brand: Gourmandise Pasticceria - Agenzia: Push Studio
trollo come Logotronic, di cui Stampa Sud si è dotata, è possibile monitorare costantemente lo stato di avanzamento delle commesse. Attraverso specifiche scale di controllo, la macchina effettua verifiche qualitative su quanto stampato in precedenza e consente di mantenere elevati standard anche nella fase di fustellatura. Logotronic è un sistema proprietario della casa tedesca che gestisce tutte le attrezzature Koenig & Bauer, può integrarsi con soluzioni di terze parti e, nel caso di Stampa Sud, è stato interfacciato con il gestionale aziendale tramite XML. Parlando del rapporto di collaborazione con Koenig & Bauer, iniziato nel 2022 con l’installazione di una prima Rapida 106, Attilio commenta. “Nel febbraio 2025 è stato completato l’investimento con una seconda macchina e, recentemente, con il sistema di fustellatura CutPRO Q 106 SB. Siamo molto soddisfatti del supporto tecnico e dell’assistenza ricevuta. Per un’azienda come la nostra, logisticamente distante dai principali centri di assistenza, è fondamentale poter contare su macchine affidabili e su un team tecnico disponibile e proattivo, capace di intervenire tempestivamente anche in caso di guasti”.
Investimenti mirati a nuovi mercati
Oggi la strategia di Stampa Sud è orientata verso nuovi segmenti di mercato. L’azienda opera principalmente nel settore food, favorito dalla forte presenza di aziende alimentari sul territorio. Tuttavia, si tratta di un ambito caratterizzato da marginalità più contenute, dove la competitività si gioca soprattutto su servizio, macchinabilità dell’astuccio e gestione just in time, spesso per il mondo private label. L’obiettivo attuale è valorizzare, invece, il know-how maturato nella stampa commerciale ed editoriale per entrare in segmenti di packaging più sfidanti, come la cosmesi, il packaging di lusso e gli astucci monobottiglia per vino e olio, che richiedono lavorazioni speciali quali stampa a caldo e verniciature serigrafiche.
Uno dei principali punti di forza di Stampa Sud è l’ampiezza della gamma produttiva: dall’editoria commerciale al packaging alimentare e di lusso, dalle scatole rivestite alle shopper fino agli espositori. Questa versatilità rappresenta un elemento distintivo rispetto a molte aziende specializzate in un unico prodotto. Pur essendo una scelta più complessa dal punto di vista organizzativo, consente di soddisfare esigenze diversificate. Nel settore alimentare, le certificazioni restano un requisito imprescindibile: qualità, BRC Packaging e FSC sono garanzie a cui brand e grande distribuzione prestano grande attenzione, in un contesto in cui il consumatore è sempre più sensibile alla tracciabilità e alla sostenibilità. In questo quadro si inserisce anche l’impegno dell’azienda sui temi ESG: per il secondo anno consecutivo, nel 2025, Stampa Sud redige volontariamente un report di sostenibilità, rendicontando la riduzione dei consumi energetici, degli scarti e l’attenzione a una gestione etica della governance e del personale. L’innovazione tecnologica coniugata alla ricerca continua di ampliamento dell’offerta sono elementi di un percorso che sta contribuendo a rafforzare la percezione dell’azienda presso i clienti e a sostenerne la crescita.
Brand: Physio Natura - Agenzia: Push Studio
VISCOM 2026 il nuovo hub della comunicazione visiva
Due giornate, il 28-29 ottobre 2026, prendono forma in un ecosistema integrato di esposizione e contenuti in una nuova sede nel cuore di Milano, l’Allianz
MiCo Convention Center, per ripensare l’esperienza fieristica del settore.
Dopo trentasei anni di incontri, innovazioni condivise e cambiamenti, Viscom continua a evolvere con le radici salde nel solco della sua identità storica e si prepara a inaugurare nel 2026 una nuova fase del proprio sviluppo. La manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie, applicazioni e materiali per la comunicazione visiva e le arti grafiche tornerà quest’anno il 28 e 29 ottobre con una veste rinnovata, trasformandosi nell’hub della comunicazione visiva in Italia e rafforzando il dialogo tra imprese, professionisti e innovazione. Fin dalla sua nascita, Viscom ha accompagnato la crescita del comparto, diventando un punto di riferimento per aziende, professionisti e creativi. Oggi, in un mercato che cambia rapidamente e richiede strumenti sempre più agili e mirati, la manifestazione sceglie di compiere un passo deciso verso un modello più integrato, dinamico e orientato al valore. Presso l’Allianz MiCo di Milano prenderà forma infatti una nuova configurazione dell’evento: due giornate ad alta intensità che uniranno area espositiva e programma congressuale in un’unica esperienza coerente, completa e interconnessa. Non una semplice fiera, bensì una piattaforma di relazioni, contenuti e opportunità. La scelta della nuova sede, situata nel centro della città, risponde alla volontà di rendere la partecipazione ancora più accessibile e integrata nel tessuto professionale milanese. Una cornice prestigiosa e facilmente raggiungibile, pensata per favorire la presenza di una platea ampia e qualificata.
espositori, il format prevede soluzioni espositive modulari e preallestite di alto livello, pensate per semplificare l’organizzazione e alleggerire la gestione operativa rispetto a una fiera tradizionale. Gli spazi sono progettati per valorizzare tecnologie e innovazioni e facilitare dimostrazioni dal vivo e presentazioni di macchinari, con l’obiettivo di concentrare energie e budget su relazioni qualificate e nuove opportunità di business, grazie a una minore complessità logistica e un’allocazione più snella delle risorse. Per i visitatori, la formula compatta dell’evento consente una pianificazione più mirata ed efficiente, con una riduzione dei tempi di permanenza e dei costi di trasferta, senza rinunciare alla ricchezza dell’offerta. Il programma convegnistico sarà strutturato per aree tematiche dedicate ai principali segmenti di mercato e pensato sia per i grandi player sia per le piccole e medie realtà che costituiscono la spina dorsale del settore. Esperti e rappresentanti delle imprese contribuiranno a delineare una visione concreta e prospettica dell’evoluzione del comparto, con approfondimenti su scenari, trend e tecnologie emergenti. A completare l’esperienza, un’Arena dedicata alle presentazioni dinamiche consentirà agli espositori di raccontare prodotti e progetti in modo coinvolgente, creando un ulteriore spazio di visibilità e condivisione.
Continuità e trasformazione
Un format che mette al centro valore, efficienza e relazioni
La novità principale è il passaggio a un format inedito Exhibition & Conference, una formula all-inclusive che nasce per rispondere a un’esigenza sempre più centrale per il mercato: ottimizzare tempi, risorse e investimenti, rendendo la partecipazione più sostenibile ed efficace per tutti gli attori coinvolti. Per gli
Viscom 2026 si inserisce nel solco di una tradizione consolidata, reinterpretandone la forma alla luce delle esigenze contemporanee. L’ambizione è rafforzare il ruolo della manifestazione come punto di riferimento per l’intera visual community, con un modello capace di coniugare continuità e innovazione. Con l’edizione 2026 prende così forma un assetto fieristico rinnovato e più strategico: una configurazione ottimizzata che mette al centro la qualità delle interazioni, due giornate pensate per concentrare competenze, innovazione e networking, e un impianto organizzativo alleggerito per rendere la partecipazione ancora più efficace e orientata ai risultati. Un’evoluzione che guarda al futuro senza disperdere il patrimonio di relazioni, competenze e identità costruito in oltre tre decenni di storia. “Viscom 2026 nasce per essere un ecosistema snello e capace di rispondere alle sfide future”, spiega Cecilia Montalbetti, Exhibition Manager di Viscom. “Abbiamo voluto creare un modello che semplifichi la partecipazione ma moltiplichi il valore dei contenuti, offrendo a ogni partecipante, dagli espositori storici alle realtà più giovani, gli strumenti per far crescere il proprio business e condividere visioni in un contesto stimolante e professionale”.
SALONE DEL LIBRO innocenza e vitalità per un mondo nuovo
Il Salone Internazionale del Libro di Torino torna a Lingotto Fiere da giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2026. Cinque giorni per attraversare il mondo con i libri, le idee e le storie, esercitare l’ascolto e l’apertura e coltivare l’immaginazione.
Il titolo della XXXVIII edizione è “Il mondo salvato dai ragazzini”, dal libro di Elsa Morante del 1968. Annalena Benini, Direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino, ha affermato: “Un libro che ne contiene molti, e che attraversa forme diverse dell’arte e della parola. È un manifesto e una poesia, una festa e un’invettiva, un romanzo e una chiave magica. Apre tutte le porte. Tante definizioni, perché sfugge a ogni definizione: non è classificabile, come non lo è il mondo dei ragazzini, dei ragazzi e delle ragazze, a cui da sempre il Salone si rivolge. Il mondo salvato dai ragazzini è un titolo in movimento ed è, prima di tutto, un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione”. Se c’è qualcuno che può salvare il mondo, sono appunto le ragazzine e i ragazzini: con la loro innocenza, ma anche con la giovinezza festosa e rivoluzionaria. È un’edizione che celebra la vitalità e la possibilità di creare un mondo nuovo. Per questo nel manifesto de Il mondo salvato dai ragazzini l’illustratrice Gabriella Giandelli ha immaginato l’energia e la forza incontenibile di un gruppo di ragazzini che si nascondono dietro a un muro vegetale: una forza prorompente e irriverente, capace di far germogliare piante e visioni, dove immaginazione e sogno possono esistere nella realtà. Ad aprire il Salone sarà la lezione inaugurale di una grande voce della letteratura internazionale: Zadie Smith, scrittrice e saggista inglese tra le più brillanti della contemporaneità. Il titolo della lezione è “Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così. Una riflessione sull’adolescenza”.
arriverà Petros Markaris. Tra gli altri ospiti internazionali attesi: Emmanuel Carrère, Valeria Luiselli, David Grossman, Irvine Welsh, Ece Temelkuran, Abraham Verghese, Lea Ypi, Guillermo Arriaga, Hervé Tullet, Guillaume Perreault e Magali Bonniol. Molti degli ospiti internazionali saranno anche in dialogo con il pubblico per il ciclo di incontri L’AutoreInvisibile, curato da Ilide Carmignani e dedicato alla traduzione editoriale, il lavoro di restituire la voce.
I primi ospiti internazionali
Gli ospiti internazionali sono il capitolo più entusiasmante della manifestazione, e ogni anno arrivano da tutto il mondo per incontrare il loro pubblico di lettori e lettrici. Il Paese Ospite della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro sarà la Grecia, da cui
Il salone per i professionisti Il Salone Internazionale del Libro è anche il luogo in cui la filiera del libro si incontra, si confronta e si rafforza. Propone progetti, percorsi, spazio e strumenti di formazione per i professionisti dell’editoria. Tra questi torna il Rights Centre, l’appuntamento per i professionisti dell’editoria internazionale al Centro Congressi Lingotto da mercoledì 13 a venerdì 15 maggio. Anche con un programma di fellowship molto ambito grazie al prezioso sostegno di ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il Salone del Libro di Torino si conferma anche per il 2026 come hub di business e networking per i professionisti dell’editoria, con una nuova area specificamente dedicata alle aziende e alla programmazione di filiera, attiva nei primi due giorni di manifestazione. Torna anche il Publishers Centre, pensato come spazio di lavoro e di pausa per gli operatori che espongono in fiera, ma soprattutto come luogo privilegiato di confronto professionale e momenti di networking strutturato. Incontri professionali e incontri di formazione per chi vuole diventare professionista: tornano anche Book-Makers, il progetto pensato e progettato per persone interessate al settore dell’editoria, Incontra l’editor, lo spazio di consulenza editoriale gratuito, e The Illustrators Survival Corner, con un programma di masterclass, workshop e portfolio review per illustratrici e illustratori, realizzato grazie alla collaborazione con Bologna Children’s Book Fair. Torna anche la grande festa del libro diffusa e inclusiva del Salone, il Salone OFF, dall’8 al 19 maggio. Con lo sguardo rivolto al territorio e ai fermenti culturali per coinvolgere la città di Torino, la città metropolitana e alcune città della Regione.
PACKAGING PREMIÈRE
svela le novità 2026
Packaging Première amplia il proprio ecosistema creativo e innovativo con due nuove aree tematiche - The Beauty Hub e Discovery Zone - che debutteranno nell’edizione 2026, in programma dal 19 al 21 maggio presso
Allianz MiCo – Milano Convention Center.
Dopo aver annunciato il concept 2026 dedicato al ritorno consapevole all’artigianalità e al valore del gesto umano, Packaging Première presenta ora le nuove aree che arricchiranno il percorso espositivo, offrendo spazi di incontro, sperimentazione e visibilità per brand, designer, start-up e fornitori.
THE BEAUTY HUB
Il Beauty Hub è un’area esclusiva realizzata in collaborazione con PCD, interamente dedicata al packaging primario per profumeria, skincare, make -up e personal care. Uno spazio che riunisce vetro, plastica, tubetti, tappi, materiali sostenibili e soluzioni avanzate, creando un punto d’incontro privilegiato tra fornitori, designer e brand del mondo beauty. Il Beauty Hub nasce per favorire nuove collaborazioni, accelerare l’innovazione e offrire ai professionisti del settore un luogo dedicato dove esplorare le tendenze che stanno ridefinendo il packaging cosmetico contemporaneo.
DISCOVERY ZONE
La Discovery Zone debutta come area dedicata alle start-up, ai materiali all’avanguardia e alle tecnologie che stanno plasmando il futuro del packaging. Qui trovano spazio soluzioni sperimentali e nuove visioni che anticipano i cambiamenti del settore, con un focus su sostenibilità, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica. L’edizione 2026 dà ancora più risalto alle idee che stanno ridefinendo la filiera, posizionando Packaging Première come piattaforma di riferimento per chi vuole scoprire — in anteprima — ciò che arriverà domani. Le start-up possono candidarsi per esporre nella Discovery Zone seguendo le indicazioni presenti sul sito.
DESIGN HUB
Packaging Première conferma anche per il 2026 il Design Hub, lo spazio dedicato alle agenzie specializzate in packaging design e branding. Una galleria creativa che celebra lo spirito di collaborazione non competitiva: le agenzie condividono lo stesso ambiente espositivo per presentare progetti, concept e interpretazioni artistiche capaci di ispirare brand e designer. Il Design Hub valorizza il ruolo del design come leva strategica per raccontare identità, valori e unicità dei marchi, offrendo ai visitatori un percorso immersivo tra estetica, tecnica e narrazione visiva. Anche quest’anno sarà possibile candidarsi per esporre nel Design Hub, accedendo a un palcoscenico internazionale di grande prestigio.
Lara Castagna, Head of Event di Packaging Première, ha affermato: “Con il debutto del Beauty Hub e della Discovery Zone arricchiamo ulteriormente l’esperienza di Packaging Première, creando spazi dedicati all’innovazione, alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi del packaging. Queste aree nascono per offrire a brand, designer e start- up un palcoscenico internazionale in cui confrontarsi, crescere e dare visibilità alle idee che stanno trasformando la filiera. È un passo avanti naturale nella nostra missione: valorizzare il dialogo tra creatività, tecnologia e materiali del futuro”. Packaging Première rafforza inoltre il proprio impegno nella diffusione della cultura del packaging attraverso un programma di contenuti ancora più ricco, articolato in due sale conferenze: la Trend Hall e il Future Stage. La Trend Hall, sala principale dell’evento, ospiterà brand, designer, agenzie creative e case study internazionali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo il packaging di alta gamma. Il Future Stage sarà invece dedicato agli approfondimenti tecnici.
2026
TECHTEXTIL
Francoforte 21-24 aprile 2026
Fiera internazionale delle tecnologie per il tessile www.techtextil.messefrankfurt.com
Düsseldorf 7-16 maggio 2026
Fiera internazionale delle tecnologie per il packaging e il processo www.interpack.com
Torino 14-18 maggio 2026
Fiera internazionale dell'editoria libraria italiana www.salonelibro.it
Barcellona 19-22 maggio 2026
Mostra dedicata alla stampa di grande formato www.fespa.com
Milano 19-21 maggio 2026
Esposizione per il packaging di lusso www.packagingpremiere.it
Siviglia
27-29 maggio 2026
Congresso internazionale per l'industria delle etichette www.europeanlabelforum.com
Milano 9-12 giugno 2026
Salone internazionale per la lavorazione delle materie plastiche www.plastonline.com
Chicago 15-17 settembre 2026
Fiera delle tecnologie per etichette www.labelexpo-americas.com
Montecarlo 28-30 settembre 2026
Fiera del packaging di lusso www.luxepack.com
FRANKFURTER BUCHMESSE
Francoforte 7-11 ottobre 2026
Fiera internazionale del libro www.buchmesse.de
Milano 28-29 ottobre 2026
Fiera della comunicazione visiva www.viscomitalia.it
FORMNEXT
Francoforte 17-20 novembre 2026
Fiera internazionale sulla manifattura additiva www.formnext.mesago.com
Parigi 24-26 novembre 2026
Fiera internazionale del packaging e processo www.all-for-pack.com
maggio 2028
CEDESI CARTOTECNICA
VENDESI cartotecnica avviata con reparto di Stampa Digitale large format, specializzata nella produzione di espositori per GDO e punti vendita. L’attività è in vendita con possibilità di acquisto del capannone (immobile con oltre 4.000 mq coperti e ampio piazzale), situato nella zona di Milano Ovest. Attrezzatura e macchinari di proprietà, ottimo parco Clienti.
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con Master in Creative Direction presso IED e stage come Copywriter presso Leo Burnett. Inglese: Upper B2. Portfolio: www.behance.net/danielatria95 E-mail: daniela.tria1995@gmail.com
grafiche con esperienza nel settore. Sede di lavoro la ridente e accogliente Puglia ! Per info www.3esse.net – cell 337 822219
Attività ❯ Immobili
3 ESSE SRL, AZIENDA PUGLIESE è alla ricerca di un’azienda del centro/nord Italia per creare accordi di partnership, joint venture, fusione aziendale o che sia interessata all’acquisto dell’azienda o all’inserimento della nostra azienda in un gruppo di aziende grafiche che abbia la necessità di avvalersi della collaborazione di un “fiore all’occhiello”, cioè di una azienda in grado di dar forma a qualsiasi progetto, dal più elementare al più elaborato e complesso, soddisfacendo così le esigenze più svariate dei loro clienti importanti.
La 3ESSE SRL è un’ azienda pugliese con 25 dipendenti operante da circa quarant’anni nel settore della litografia, della cartotecnica (packaging in cartone teso e luxury), della serigrafia (gadget promozionali), della stampa digitale su carta e digitale grande formato, della realizzazione dei materiali di allestimento per negozi e fiere, della cartellonistica e della realizzazione di insegne luminose e non, con un’area di 6.000 mq coperti e oltre 10.000 mq di pertinenza. Per ulteriori informazioni: Sig. Silletti Giovanni: 337822219 o inviare mail: amministrazione @3esse.net
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Attrezzature serigrafiche
• Piano stampa 120x80 forato 50x70 possibilità di alzata porta telaio
• N° 20 Pinze x tesatrice cm 25 + punte e graffettatrice pneumatica + un polmone da 30 litri. Tessuto e varie attrezzature.
• Stenditoio da cm 140x105 - 50 piani.
• Lampada ad arco da 30 Amp.
• Cappa cm 70x55 Altezza regolabile.
• Macchina da stampa su rotondo e conico.
• Pressa a caldo cm 50x40.
• Forno 1000 gradi - Prof. cm 28 - Largh.17 - Altezza 12
• Piano espositore cm. 150x240 + Lampada da 5000 Wat
• Idrogetto con lancia per recupero telai.
• Telai per magliette cm 42752 n° 200
REGALO
• Taglierina elettrica Luce: cm 78
• Piano luminoso 130 x 80
• Bilancere e una marea di fustelle.
F. Giuseppe Biella
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