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Festivalnews Il Quotidiano del Festival, Giovedì 3-2-2022

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SANREMO 2O22

Via Matteotti, 39 C.so Imperatrice, 3

Via Matteotti, 39 C.so Imperatrice, 3

SANREMO

SANREMO Direttore responsabile ILIO MASPRONE • ANNO XXXII • NUMERO 3 • GIOVEDI’ 3 FEBBRAIO 2022

UN Festival affollato di Sponsor

Le superstar dell’Eurovision

che non pensano alla città di Ilio MASPRONE S A N R E M O. Passando, per un momento, agli aspetti economici che riguardano la presenza degli Sponsor del Festival della Canzone, questi sono massicciamente presenti nei palinsesti della tivvù italiana anche tutto l’anno, tranne qualche eccezione. Dopo la rinuncia di TIM (durate tre anni) a sponsorizzare il FestiSegue a pag 10

Le votazioni di Festivalnews

di MERCOLEdí,

in ordine di uscita da 5 a 10

di Enrica GUIDOTTI Al secondo round del Festival Amadeus si presenta in sfavillante giacca rossa con lo speciale sorriso di chi la sera prima è riuscito a tenere undici milioni di italiani inchiodati alla televisione. Il primo pensiero è per Monica Vitti: “Un’attrice che ci

ACHILLE LAURO PROTAGONISTA DI QUESTI NOSTRI TEMPI di Susanna GIUSTO Servizio a pag. 20

UN FESTIVAL TRIBUTO AL GRANDE VINCENZO BELLINI

ha fatto piangere, pensare e ridere tantissimo. La sua scomparsa è un lutto per l’intero Paese”. Il primo dei tredici cantanti in gara è Sangiovanni, esordiente al Festival. Diciannove anni e diciassette dischi di platino Segue a pag 2

Il Premio del Giro d’Italia al Casinò

di Alessandra LUTI Servizio a pag. 18

di Marzia TARUFFI Servizio a pag. 30

www.f est ivalnews.it

SANGIOVANNI Farfalle (Voto 7) GIOVANNI TRUPPI Tuo padre, mia madre, Lucia (Voto 5) LE VIBRAZIONI Tantissimo (Voto 6) EMMA Ogni volta è cosí (Voto 7) MATTEO ROMANO Virale (Voto 7) IVA ZANICCHI Voglio amarti (Voto 6) DITONELLAPIAGA RETTORE Chimica (Voto 7) ELISA O forse sei tu (Voto 8) FABRIZIO MORO Sei tu (Voto 8) TANANAI Sesso occasionale (Voto 5) IRAMA Ovunque sarai (Voto 8) AKA 7EVEN Perfetta così (Voto 5) HIGHSNOB – HU Abbi cura di te (Voto 5)


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Le superstar dell’Eurovision scherzose proteste di Amadeus: “Tutti fanno di me quello che vogliono!”. Per dire quanto è mainstream, Aka 7even stamattina ha twittato “E’ assurdo, ho più ansia per il Fantasanremo che per Sanremo stesso”. Il pubblico in sala rumoreggia, l’audio delle canzoni è trop-

po basso, Amadeus chiede “Mi sentite?” e quando la sala urla “No!” come un prof in dad conclude trionfante: “E allora perché mi avete risposto?”. Il debutto all’Ariston di Lorena Cesarini, star di Suburra e una delle più apprezzate attrici della nuova generazione, è sotto il se-

gno dell’emozione. Davanti ai messaggi degli haters che contestano la conduzione di un’artista di colore legge con voce rotta una pagina da “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun, conquistandosi il pubblico con la commossa sincerità del suo monologo.

per Malibù, la canzone più scaricata del 2021, canta Farfalle, dedicata a un amore ragazzino che può fare un po’ paura. Fedele copincolla dei suoi brani precedenti, ha una vaga somiglianza anche con “A me piace ‘a Nutella”, come fanno perfidamente notare sui social. Vestito di rosa, urla “Fantasanremo” e “papalina”, facendo l’en plein di voti al gioco che sta spopolando on-line, tra le

Il secondo cantante in gara è il cantautore napoletano Giovanni Truppi, che canta Tuo padre, mia madre, Lucia (e Spinoza su Twitter: “E’ l’elenco dei positivi dopo il cenone”). C’è anche Pacifico tra gli autori di questa ballata d’amore, delicata e ben scritta, ma è più da Tenco che da Sanremo e il pubblico resta freddino. Applausi convinti invece per il martellante rock delle Vibrazioni, alla loro quarta partecipazione al Fe-


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stival. Sul tamburo della batteria hanno stampato un’immagine di Stefano D’Orazio e al termine della loro esibizione omaggiano il musicista dei Pooh scomparso. “Dopo il caso Morgan-Bugo tutto può succedere, non mi spaventa niente” ha detto Amadeus in conferenza stampa, ma la prima volta a Sanremo di Checco Zalone, re del politicamente scorrettissimo, è un’incognita anche per lui. Dal loggione il comico pugliese lo apostrofa: “Tu vai a salutare la platea, io voglio partire da qui, dalla gente vera” e poi rivolto al pubblico “Amadeus l’ho conosciuto in questi tre giorni, ha ritmo, sceglie bene le canzoni. Bella anche la scelta di Ornella Muti doppiata dalla De Filippi”. Sulle co-conduttrici: “Le ha imposte tua moglie Giovanna, manca quella scema” e poi, “per scrostare i pregiudizi e il maschilismo endemico” racconta una versione calabrese di Ce-

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nerentola in cui il principe si innamora di un trans brasiliano, sulle note di “Almeno tu” in versione LGBTQ. “Se qualcuno domani mi denuncia sappia che il foro di competenza non è il mio ma quello di Amadeus”, conclude tra le risate del pubblico, che come sempre si divide tra chi capisce il gioco di specchi di Zalone e chi invece non ride, forse perché ne è ben rappresentato. Arriva Laura Pausini, come sempre impeccabile, ma emozionatissima: “Ho il cuore a go go, devo bere”. Racconta com’è nata la collaborazione con Madame per il suo nuovo singolo (“A marzo 2021 l’ho vista in gara, sono rimasta affascinata e le ho mandato un messaggino, dopo qualche mese mi è arrivato un mp3 con la canzone, si era ispirata a una foto insieme alle mie compagne di classe”) e presenta il suo film, “Piacere di conoscerti”, che uscirà il 7 aprile: “In cui conoscerete


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la Laura che nel 1993 non ha vinto il Festival e non ha avuto una vita così fortunata”. Con Mika e Alessandro Cattelan, Laura Pausini condurrà l’Eurofestival e i tre sul palco appaiono molto ben affiatati. La gara riprende con Emma, che si ripresenta a Sanremo a dieci anni dal successo di Non è l’inferno con Ogni volta è così, che canta con voce potente, elegante padrona della scena, mentre

Francesca Michielin dirige l’orchestra. Quinto cantante in gara il cuneese Matteo Romano, in quota baby coi suoi diciannove anni. Covincitore della selezione di Sanremo Giovani, ha spopolato su Tik Tok, dove ha ottenuto milioni di like. Proviene dai social anche il titolo del suo brano, Virale, che è una ballata incalzante cantata con un bel timbro: facile prevedere che andrà fortissimo. Con una

certa dose di cattiveria al più giovane artista in gara segue il più anziano, la perennial Iva Zanicchi, vestita un po’ da madre dello sposo, che però si fa le scale per ottenere i punti del Fantasanremo e anche se la sua canzone è vecchissima la canta con voce pazzesca. “La prima volta che Iva Zanicchi è stata al Festival capo dello stato era Tarquinio il Superbo” commentano impietosi su Twitter, ma intanto è il suo il palmarès più ricco, con dieci partecipazioni e tre vittorie, e il pubblico le tributa una sentita standing ovation. Torna Checco Zalone nei panni del trapper Ragadi, afflitto da evidenti sofferenze. Spiega che lui non è nato povero ma poco ricco e canta un brano che asfalta i vari Fedez, Ghali, Fasma, raccontando il disagio di chi “ha la Playstation 2 quando già c’era la tre” o “vede le insegne di Prada ma sente una voce amara che dice Zara”. Amadeus fa cantare a Lorena la sua canzone di Sanremo preferita, “Non amarmi”, che cantava da piccola in coppia con la cugina. Il risultato non è felicissimo e su Twitter il


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www.Festivalnews.it riera luminosa, canta O forse sei tu, brano perfetto per la sua voce purissima. Sembra una super ospite, non una cantante in gara e a fine serata dominerà entrambe le classifiche. Le giovani star de L’amica geniale, Gaia Girace e Margherita Mazzucco, presentano le nuove puntate in onda da domenica prossima. Fabrizio Moro, due volte vincitore del Festival, canta la sua Sono io, che curiosamente sembra rispondere al titolo di Elisa, poi torna

commento più benevolo è “Bravo Amadeus che chiama sul palco Lorenza Cesarini per superare il mito del ritmo nel sangue”. Il suo secondo abito è un vistoso stampato con una grande tigre: “Preso direttamente dai filtri di Retrica” la boccia-

Checco Zalone nei panni del virologo Oronzo Carrisi, cugino di Al Bano dotato di agente, che porta al collo a mo’ di collana il primo tampone positivo di Cellino San Marco e incoraggia i giovani vulcanologi e altri studiosi di disastri: “Non pensate di aver sbagliato strada, prima o poi Fazio vi chiama pure voi. Andy Wharol diceva che quindici minuti di catastrofe capitano a tutti nella vita”. La sua Pandemia ora che vai via, cantata in stile Al Bano con

tanto di mashup coi Queen impersonati dai più popolari virologi, è irresistibile. Gli ultimi artisti in gara sono Tananai, Irama, Aka7ven e Highsnob e Hu, poi è tempo di classifiche: sul podio della parziale ci sono Elisa, Emma, Ditonellapiaga e Rettore, nella prima classifica generale Elisa, Mahmood e Blanco, La rappresentante di lista. Ma non abituatevi troppo bene che stasera vota il pubblico. Enrica GUIDOTTI

no i social. Ditonellapiaga e Rettore cantano Chimica, un brano-tormentone che darà del filo da torcere a Dargen D’Amico. Poi arriva Elisa e non ce n’è più per nessuno. A ventun anni dal suo Luce (Tramonti a Nord Est), che ha segnato l’inizio di una car-

TEMPO MASSIMO - di Massimo Morini Sono giunto al mio 32° Festival di Sanremo consecutivo. Perché lo sottolineo? Perché la notizia è che, in 32 anni, ho visto cambiare tutto, più volte. Soprattutto la musica. Quest’anno, per Festivalnews, ho deciso di parlare delle canzoni di questa edizione che mi hanno particolarmente colpito. Inizierò da DOVE SI BALLA di DARGEN D’AMICO. Forte. Forte. Fortissima. Divertente. Martellante. Facile, immediata, ma sincera. Il testo è un misto tra vita vissuta e idee senza senso. Lo stile musicale sottolinea l’auto-ironia di una canzone “dance” che si auto-celebra. Idea

DARGEN D’AMICO DOVE SI BALLA pazzesca. In questa canzone c’è un’altra magia: la versione originale, quella realizzata in studio di registrazione, è ovviamente arrangiata in modo totalmente adeguato al genere musicale e dunque completamente inadatta ad un’esecuzione orchestrale, seppur supportata dalle sequenze provenienti dal computer (per regolamento ammesse solo se non sostituiscono strumenti suonabili dal vivo dagli orchestrali). Ma il geniale arrangiamento orchestrale, diretto da Enzo Campagnoli (uno dei

musicisti passati da suonare nell’orchestra di Sanremo a dirigerla) non cambia il sapore e la percezione della canzone stessa. E non era facile, per nulla. Nel corso dei miei 32 anni di professionismo ho coniato un mio personale dizionario di parole per definire i generi musicali. Questa canzone rientra nelle “canzoni da casino” che tanto amo ed ammiro (e compongo, quando riesco). Sono invidioso, moltissimo, vorrei averla scritta ed arrangiata io (sta perfettamente nelle mie corde) e spero che arrivi più

in alto possibile, sia nella classifica di Sanremo che in quella delle vendite. Ultima cosa, ma forse la più importante. Al termine dello “special” (parte musicale che per definizione non si ripete nella canzone e che in linea di massima si trova tra il secondo e il terzo ritornello – la potete ascoltare a circa 2’30” dall’inizio) c’è un meraviglioso coretto che fa “pà para-rà pararà pà-pà”. Ti entra in testa e non esce più, essendo stato creato apposta con questo obiettivo. Troppo semplice? Troppo commerciale? Troppo bana-

le? Risponderò così: qual è la canzone di Sanremo più famosa di sempre? A tal punto di diventare a furor di popolo l’inno del Festival? Bravi, esatto: “Perché Sanremo è Sanremo” (scritta dal Maestro dei Maestri, ovvero l’inarrivabile Pippo Caruso) il cui tema è proprio: “parà-papàpà-parà”. Bravo Dargen!


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Giovedì 3 febbraio - 7

Monte-Carlo

Galerie du Park Palace - 27, Avenue de la Costa - Tél. +377 97984280

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Il Look della 2ª prima serata di Maria BRUNO

AMADEUS (8)

SANGIOVANNI (7)

Vestiti dal marchio Gaelle Paris, chiodi rock con palme ricamate con paillettes, gilet, pantaloni a zampa per tutti i componenti della band.

EMMA (9)

Giacca lilla e petto glitterato e, poi, giacca argento per il conduttore che, dopo il successo della prima puntata, sceglie ancora le proposte luccicanti di Gai Mattiolo.

Oversize e tessuti cangianti sui toni pink e grigio per Sangiovanni, che nella seconda serata veste Diesel con camicia XL, su shirt a girocollo, pantaloni in coordinato e sneaker dal mood futuristico. Moderno, trendy e originale.

GIOVANNI TRUPPI (2)

LORENA CESARINI (4)

Super spacco e tacco alto. Décolleté e calze a rete: Emma conquista l’Ariston con la sua femminilità.

CHECCO ZALONE (5)

Anticonformista, ha sorpreso tutti nel look: canotta nera, fuori da ogni eleganza da prima serata.

LE VIBRAZIONI (6)

Firmata Valentino, la co-conduttrice veste un abito con scollo geometrico, ricoperto con una trama lucente. Per la prima uscita, indossa uno splendido collier in diamanti e oro bianco, Bvlgari. Nel corso della serata, il cambio abito ha peggiorato il suo punteggio: vestito morbido con una tigre stampata: change!

L’ospite veste uno smoking Giorgio Armani, con giacca in velluto nero e pantaloni tuxedo dalle bande laterali in satin. Elegante l’abito, ma fuori luogo il lupetto a collo alto.


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LAURA PAUSINI (6)

Per l’occasione, la cantante sfoggia un lungo abito nero, molto semplice, aderente e con spalle strutturate, firmato Atelier Versace. Il vestito a giro collo ha linee essenziali ed è impreziosito da un motivo a onda glitterato.

Giovedì 3 febbraio - 9

RETTORE - DITO NELLA PIAGA (7)

FABRIZIO MORO (6)

Rettore sfoggia un completo con dettagli lucenti di Stefano De Lellis alla Crudelia Demon. DitoNellaPiaga un tailleur bianco oversize di Philosophy di Lorenzo Serafini su top nero.

ELISA (9)

MATTEO ROMANO (7)

Illuminano il suo look firmato Philipp Plein un paio di slippers luccicanti. Bello l’abito, ma stona la camicia nera.

ORIETTA BERTI (3)

Giacca doppiopetto per il tiktoker, un vero must di stagione. Cool e pronto per selfie e scatti da social.

IVA ZANICCHI (8)

Paillettes della mantella non disturbano, anzi contribuiscono a dare un tocco glam all’outfit essenziale e dalle linee pulite.

Meraviglioso abito bianco Valentino con strascico, dal quale spuntano un paio di ballerine a punta Rock Stud, ancora Valentino, ancora bianche. A coronare tutto, il maxi-anello di perle e il make-up.

MARGHERITA MAZZUCCO GAIA GIRACE (8)

Colori accesi, tessuti morbidi e maxi-scollature: abiti freschi ed eleganti.

Abito e cappello colorati. Troppo, tanto da risultare pacchiana e fuori luogo.

FABIO ROVAZZI (6)

Colori sobri, bordeaux di base, look semplice.


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TANANAI (6)

HIGHSNOB & HU (6)

ARISA (4)

Super cool le sneaker ai piedi e il dettaglio della camicia a stampa

Black and White per la coppia. Opposti nel look ma vicini nella musica. Abiti semplici e colori contrastanti: effetto non da podio.

Abito semplice ma messo al contrario: Arisa nel mirino dei fan. Non convince.

AKA 7EVEN (5)

IRAMA (3)

MIKA (8)

Smoking blu chiaro per la star internazionale che trionfa nel look, e sul palco.

Completo dalla stampa colorata di Stella McCartney. Divertente il completo full print, ma gli anfibi che stonano con il look. Dalla prima pagina val, a causa della situazione aziendale, Rai Pubblicità ha dovuto prontamente mettersi al lavoro per cercare di recuperare la consistente cifra di almeno una decina di milioni di euro, indispensabili a coprire una piccola parte del budget indispensabile al Festival. In questo senso, pare certo, che sia anche intervenuto un intermediario esterno il quale, con le sue profonde qualità imprenditoriali e relazioni internazionali, ha portato a casa la ex Eni, oggi Plenitude (che brutto nome), poi l’auto Suzuki, Lavazza (ma solo in

Total look Givenchy con pull traforato a maglia in stile ragnatela, su pantaloni scuri e anfibi in bella mostra. Del tutto fuori luogo per la tipologia di serata.

ALESSANDRO CATTELAN (7) look semplice per il futuro conduttore dell’Eurovision. Total black per giacca e cravatta: semplice ma distintivo.

UN Festival affollato di Sponsor, che non pensano alla città parte) e la Costa Crociere, con la nave Costa Toscana ormeggiata in rada a 2 km dal porto di Sanremo. Tutti nomi eccellenti, importanti, ai quali fa sempre comodo partecipare ad un Festival di Sanremo, perché usufruiscono di una visibilità che non ha eguali nella televisione pubblica, a parte alcune partite di Calcio internazionali. Certo, mettono sul piatto un bel po’ di quattrini per arriva-

re a circa 40 milioni di euro, denaro che incassa Rai Pubblicità per il solo Festival per conto della rete. Trattandosi però di una città come Sanremo, titolare del Marchio del Festival, questi cari Sponsor non hanno mai pensato di venire incontro anche alle esigenze della città la quale, purtroppo, va detto, non è mai riuscita a preoccuparsi di contattare direttamente le Aziende alle quali poter

rivolgere la cortese domanda: perché non destinate anche solo un 2% del budget che dedicate al Festival a favore delle iniziative collaterali comunque legate all’evento musicale? Non sarebbe solo un dovere di riconoscenza, ma un grande aiuto concreto ad un Comune che nell’arco dell’anno porta avanti, con fatica, interessanti iniziative, sempre piú colme di difficol-

tà, ovviamente, anche economiche. Per fare qualche esempio, la Moda, il Jazz, l’altro Festival SanremoCantaNapoli, il Teatro, la Danza, attività che se avessero piú sostegno avrebbero un ritorno promozionale eccezionale e la presenza di molto piú pubblico, che a Sanremo accorrerebbe tutto l’anno, se ne avesse un altro plausibile motivo. Il Marchio di quelle aziende, infatti, potrebbe essere presente in tutte queste occasioni di spessore culturale che incrementerebbero l’immagine delle aziende stesse. Ilio MASPRONE


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di Susanna GIUSTO SANREMO. 28 anni fa cominciò il racconto del Festival, con le voci degli artisti in gara e la musica di Radio Bellla & Monella. Quell’entusiasmo di far vivere agli ascoltatori la settimana più chiacchierata d’Italia, non è mai diminuito, anzi, è stato un continuo crescendo di incontri, interviste, di voci raccolte dai protagonisti che cantano, ma anche da quel foltissimo contorno di artisti di varie estrazioni che atterrano nella Riviera dei Fiori perché devono presentare qualche novità o, piú semplicemente, perché è un must esserci. Quest’anno Radio Bellla & Monella occupa una location di grande prestigio nel cuore della città: Villa Nobel. Ed è all’interno delle sue sale che sono stati allestiti gli studi, i palchi e le regie per ospitare, virtualmente, i 25 Artisti della gara ma anche tutti i loro ospiti. Tutto in presa diretta. Tutti, uno via l’altro, com’è di consuetudine in questi giorni di fermento musicale. Luogo d’incontro per dibattiti di scienza e cultura, biblioteca e museo ricco di cimeli, il nido di Alfredo Nobel, come lui stesso amava definirla, è il look che ha voluto per il 2022 Radio Bellla & Monella che diffonde in radio e in televisione, con la sua TV, tutte le sensazioni di una settimana... tutta da cantare. Con la voce e la curiosità della brava e bel-

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Sanremo, Bellla & Monella, la radio tutta da cantare al Festival da 28 anni

Rossana Santolin inviata al Festival di Sanremo 72. lissima Rossana Santolin (nella foto) e dei preziosi collaboratori Paolo Verlanzi, Stefano Favero e il coordinamento di Leonardo Bano, a guidare gli ascoltatori e i telespettatori alla scoperta dei cantanti. Nel

mondo più leggero e fresco possibile, come è nel dna del nuovo palinsesto made in Italy. Un restyling iniziato poco tempo fa, ma che già inizia ad essere apprezzato: gli ultimi dati d’ascolto uffi-

ciali rilevati da TER, relativi al secondo semestre del 2021, testimoniano che, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli ascolti nel giorno medio (168.000) sono cresciuti del 20% e quelli del

Direttore tricolore Un vasetto di pesto, un mappamondo, un semaforo (funzionante!). Ogni anno Massimo Morini stupisce il pubblico portando all’Ariston un oggetto stravagante, di cui svela il significato nel corso del Festival. Quest’anno invece nessun mistero: la vistosa fascia tricolore di cui si fregerà ogni volta che si esibirà Massimo Ranieri (di cui è direttore tecnico) ricorda a tutti il voto preso al Quirinale: “Un testa a testa con Mattarella, che però ha preso 759 voti, io uno solo” scherza lui, 32 partecipazioni al Festival di Sanremo e un’innata passione per la goliardia che lo ha portato ad essere il frontman della più famosa rockband dialettale ligure, i Buio Pesto.

quarto d’ora medio (16.000), il parametro più importante per il mercato pubblicitario, di ben il 33,3%, facendo un rapido confronto con i dati del secondo semestre dell´anno 2019, la crescita è ancora molto più significativa: rispettivamente +27,3% nel giorno medio e +45,5% per il quarto d’ora medio. Trainante è stato soprattutto il riscontro ricevuto dalla radio in Veneto (+28,3% nel giorno medio rispetto allo stesso semestre del 2020 e +33,9% rispetto al medesimo periodo del 2019). Questa è una settimana in cui la città di Sanremo la fa da padrona nei palinsesti dell’etere italiano ma Bellla & Monella non dimentica le hit di oggi e di ieri. E, a fianco di quanto scorre sull’FM, c’è un’altra interessante novità: Bella & Monella Talk. Fruibile dalla rete, in streaming, anch’essa offre soltanto bellissime hit ma il suo focus verte sull’informazione: ci sono i giornali radio, le voci delle aziende del territorio e delle start-up innovative, i racconti flash di piccoli paesi e grandi città. Ben ritrovata, allora, Radio Bellla & Monella che prosegue sulla strada dal grande successo.


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LE SCHEDE DEGLI ARTISTI IN GARA di Rosa REVELLINO

8. FABRIZIO MORO Sei tu, questo è il brano che Fabrizio Moro porterà al Festival di Sanremo 2022. Il cantautore e musicista classe 1975 non è nuovo al Teatro Ariston, ha infatti ricevuto numerosi premi in seguito alle sue svariate partecipazioni sanremesi . È nel 2018 che, in coppia con Ermal Meta, Fabrizio Mo-

mi e portata proprio al Festival Sanremo. E poi ha scritto testi pure per Fiorella Mannoia, Elodie, Valerio Scanu, Gli Stadio e per Emma, sua avversaria tra poche settimane al Festival nella categoria dei big. Fabrizio Moro ha un’anima rock, è ombroso ma audace e tra i suoi mentori musicali citiamo i Doors e gli U2, degli stessi replicava i pezzi nei suoi primi live da giovanissimo. Per molti Fabrizio Moro è un cantautore impegnativo, e impegnato, nel senso che canta brani profondi e sempre con una morale più o meno evidente. Sono veri spunti di riflessione e le sue parole non sono mai scelte a caso, anche a costo di innescare polemiche. Fabrizio Moro ha un grande seguito, di nicchia ma non solo e molti colleghi musicisti lo apprezzano proprio per i suoi brani non scontati e di certo mai frivoli. Siamo tutti curiosi di vederlo sul palco di Sanremo 2022.

9. GIANNI MORANDI

Al Festival di Sanremo 2022 anche Gianni Morandi reduce dal successo estivo di L’Allegria, brano scritto da Lorenzo Cherubini alias Jovanotti. Lo stesso autore ha firmato pure il brano sanremese, Apri tutte le porte, e prodotto da Mousse T. noto

PHOTO © Fabrizio Cestari

ro conquista pubblico e giuria e vince il Festival di Sanremo con il brano Non mi avete fatto niente. Lo stesso pezzo li ha fatti conoscere a livello europeo grazie all’Eurovision Song Contest svoltosi pochi mesi dopo. Da solista ha invece ricevuto, tra i tanti, il Premio della Critica Mia Martini a Sanremo nel 2007 per il brano Pensa, mentre l’anno successivo è la Rivelazione di Sanremo 2007/2008. Fabrizio Moro è molto ermetico, realizza testi crudi a volte, decisi, afferma le sue idee senza tanti giri di parole e ha un timbro vocale forte e austero. Ha oggi all’attivo ben 9 album registrati in studio, il primo risale al 2000, ma il suo primo singolo risale al 1996 e si intitola Per tutta un’altra destinazione. La prima volta di Fabrizio Moro al Festival di Sanremo? Nel 2000 nella sezione Giovani dove però si classifica solo al tredicesimo posto, il brano presentato è Un giorno senza fine. Qualche curiosità su Fabrizio Moro in attesa di vederlo sul palco del Teatro Ariston? L’artista ha imparato a suonare da autodidatta e la sua prima canzone l’ha scritta a 15 anni. Moro ha scritto inoltre diversi brani di successo per altri colleghi come Sono solo parole cantata da Noe-

Direttore Artistico Amadeus insieme al suo staff si sono riuniti, si è deciso di non squalificare Gianni Morandi per l’accaduto. Da regolamento infatti i brani devono restare inediti fino alla esecuzione ufficiale live su Rai 1 nelle serate preposte. L’anno scorso anche Fedez fu protagonista di un fatto analogo e non venne squalificato, arrivò al contrario secondo in classifica con la partner canora Francesca Michielin. Ma parliamo di Gianni Morandi, nato a Monghidoro in provincia di Bologna nel 1944 con il nome di Gian Luigi Morandi. Il cantautore è al suo quarto Festival di Sanremo, la prima partecipazione risale 1972 quando presentò il brano Vado a lavorare classificandosi al quarto posto. L’artista ne vinse uno di Festival, quello del 1987 quando, con Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi, portò sul palco più ambito d’Italia Si puo’ dare di più. Degni di nota sono anche i film e le serie TV dove Gianni Morandi è spesso protagonista e dove sfodera la sua empatia e dedizione al lavoro, all’impegno. Secondo molti Gianni Morandi riesce bene in tutto ciò che fa, ma è soprattutto in epoca recente che ha riscosso tantissimo successo appassionando un pubblico decisamente eterogeneo sui social network. Le sue pagine Facebook e Instagram soprattutto sono seguitissime e l’artista riesce a intrattenere con quel suo animo retro e da Peter Pan che tutti abbiamo imparato a conoscere. E chissà quale foto di Anna, sua moglie, sarà la prima pubblicata sui suoi profili nella serata ufficiale che sancirà l’inizio del Festival di Sanremo 2022. Intanto siamo riusciti a carpire, da quei pochi secondi pubblicati sul web, che Apri tutte le porte di Gianni Morandi si preannuncia come molto ritmata, vivace, un pezzo che rimane in testa e che ricalca la scia di L’Allegria, la sua hit della scorsa estate.

10. Giovanni Truppi

producer e musicista tedesco ma di origine turca, sono suoi anche molti brani di musica dance che hanno spopolato negli anni ‘90 e 2000. Sul brano di Gianni Morandi, in gara al Festival tra i big, sono però già sorte delle polemiche: un frame della canzone è stata resa pubblica sui social. Lo stesso Gianni Morandi, accortosi dell’errore, ha rimosso il video incriminato dopo circa mezz’ora. Si è poi scusato, sempre sui social network, affermando di aver sbagliato. Dopo ore di attesa, nelle quali il

Giovanni Truppi al Festival di Sanremo 2022 si presenta con la canzone Tuo padre, mia madre, Lucia. Il cantautore, nato a Napoli nel 1981, è anche un abile musicista, suona dall’età di 7 anni anni il pianoforte e dall’adolescenza, come autodidatta, la chitarra elettrica. Nel suo background anche 10 anni nella veste di insegnante di canto e molti altri dedicati allo studio del jazz, ai live e a varie band nelle quali ha militato. Giovanni Truppi ha all’attivo 5 album registrati in studio, il primo pubblicato nel 2010 mentre l’ultimo è del 2019. Inoltre ha pubblicato un EP nel 2020 e sono stati realizzati 9 videoclip dei suoi brani musicali. Giovanni Truppi per alcuni è l’outsider poli-strumentista del Festival di Sanremo 2022, specie perché di lui si sa poco e perché, rispetto a molti altri, è un cantautore più di nicchia e che ha vissuto poco del mainstream nazionale. Di certo c’è il suo


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Giovedì 3 febbraio - 13 infatti la cantante donna italiana ad aver venduto più copie nel mondo, tra album e singoli, dopo il lancio mediante un reality. Inoltre è rimasta in assoluto per più tempo al primo posto delle classifiche nazionali con ben 4 suoi successi e per 47 settimane consecutive, Madonna è rimasta ai vertici solo per 38 settimane. Inoltre, con la collega Baby-K con la quale ha collaborato e inciso il brano Roma-Bangkok, ha ricevuto un disco di diamante. Giusy Ferreri ha all’attivo 7 album, di cui un EP risalente al 2008, ma negli ultimi anni sono soprattutto i singoli estivi a portarla ai vertici delle classifiche. Annoveriamo la consolidata collaborazione con Takagi & Ketra con i quali ha realizzato hit del calibro di Amore e Capoeira, Jambo e Shimmy Shimmy. Ha collaborato anche con la già citata Baby-K ed Elettra Lamborghini, tanto per

PHOTO © Mattia Zoppellaro

talento, dote che gli ha permesso di schierarsi in gara tra i big nella competizione canora più famosa e ambita d’Italia. Qualche curiosità su Giovanni Truppi? Sappiamo che gestisce direttamente lui i suoi canali social, che i suoi mentori musicali sono sempre stati i cantautori degli anni ‘70 e che lo affascinano le sonorità di Surjan Stevens. Inoltre moltissimi suoi componimenti sono stati utilizzati a teatro, in TV e al cinema, e ha conseguito il titolo di Miglior Artista Indipendente nel 2019 al MEI. Tra i compositori e i pianisti è conosciuto per aver distrutto un pianoforte nel 2016 per poi rimontarlo minuziosamente includendo dei jack e rendendo la tastiera non solo elettrica e acustica ma pure smontabile. Giovanni Truppi è un virtuoso e ha pubblicato un libro che è anche una canzone, L’Avventura, nel quale narra un suo viaggio in camper di uno/due mesi che lo ha portato on the road insieme a due cari amici. Non sappiamo ancora nulla sul pezzo sanremese Tuo padre, mia madre, Lucia, ma dalle vecchie produzioni dell’artista possiamo certamente affermare che si tratterà di un testo che racconta una storia, un’avventura, magari con una morale. Almeno così sono le sue canzoni più recenti e nelle quali si raccontano pure spaccati contemporanei, vizi e virtù della moderna società, di noi italiani. Il timbro vocale di Giovanni Truppi richiama quelli pacati dei nostrani cantautori e cantastorie evergreen e possiamo azzardare dicendo che sa enfatizza i tratti peculiari della base musicale, non a caso Truppi è polistrumentista e musicista prima di essere un cantante. Non ci resta che attendere la prima volta dell’artista sul palco del Teatro Ariston per vedere se, anche in questa veste, il suo cantautorato rispecchia il mood che finora ci ha mostrato nelle sue produzioni più varie.

11. Giusy Ferreri

Giuseppa Gaetana Ferreri, in arte Giusy Ferreri, è una nota cantante italiana scoperta nella prima edizione del talent show X-Factor del 2008 dove si classificò al secondo posto, dietro agli Aram Quartet. Da lì fu un’escalation di successi per la palermitana Ferreri classe 1979 che, tra l’altro, detiene anche ben 3 record in ambito musicale. È

PHOTO © Cosimo Buccolieri

citare due dei più recenti featuring. La voce inconfondibile di Giusy Ferreri è stata protagonista indiscussa, insieme a quella di altri 50 e più artisti italiani, della raccolta fondi a favore delle vittime più fragili del Covid-19 negli anni 2019-2021. I proventi venivano raccolti sul venduto del singolo-cover Ma il cielo è sempre blu, brano storico di Rino Gaetano qui rivisto in versione corale. Al Festival di Sanremo 2022 Giusy Ferreri si presenta con il brano intitolato Miele, e sicuramente sarà una delle donne più attese sul palco del Teatro Ariston, nonché una delle rappresentanti più conosciute. A renderla subito riconoscibile è il suo timbro vocale, molto particolare e che esprime il meglio sulle note soul e jazz, generi molto cari alla stessa cantautrice. Negli anni si è dimostrata comunque molto versatile pur non distorcendo la sua vocalità che, secondo la stessa Ferreri, si muove sia da contralto che da soprano a seconda che canti di petto o di testa. Qualche curiosità sulla cantante? Tiziano Ferro, suo grande sostenitore, ha dichiarato al Corriere della Sera che la voce della Ferreri è molto duttile, tormentata nel suo mood e ovviamente riconoscibile, punto di forza per i cantanti soprattutto moderni. Inoltre Ferro ha affermato che questa vocalità particolare non la si può acquisire con lo studio ma è un dono, una peculiarità innata e unica. La prima partecipazione al Festival di Sanremo di Giusy Ferreri risale al 2011 dove arrivò al decimo posto tra i

big con il brano Il mare immenso. Si ripresenta poi nel 2014 con il brano Ti porto a cena con me classificandosi al nono posto e nel 2017 arrivò 20esima con la canzone Fa talmente male. L’attesa, e ancora inedita, Miele accompagnerà la cantante sul palco dell’Ariston tra poche settimane a suggellare il suo quarto Sanremo: Festivalnews vi darà tutti gli aggiornamenti del caso.

12. Highsnob e Hu

Al Festival di Sanremo 2022 si presentano come duo anche Highsnob e Hu, due artisti italianissimi e dal nome d’arte che li accomuna per la lettera iniziale H. Sono giovani sia per età anagrafica sia per quanto riguarda la presenza sulla scena musicale nazionale. Calcheranno il palco del Teatro Ariston intonando Abbi cura di te, titolo appunto del loro brano inedito in gara nella categoria dei big. Ma chi sono Highsnob e Hu? Highsnob è il nome d’arte di Michele Matera, rapper avellinese cresciuto però a La Spezia e classe 1985. Muove i primi passi nelle crew hip hop trasferendosi a Milano, patria attuale della più fervida scena rap giovanile nazionale, e nel 2016 dopo un’esperienza nel collettivo Bushwaka, si dedica alla produzione da solista. I suoi brani su Spotify raccolgono in media 300 mila ascolti al mese e tra i pezzi più conosciuti annoveriamo: Harley Quinn, La miglior vendetta e 23 coltellate. La produzione del giovane rapper si articola anche sul genere trap e restano impresse soprattutto le parole dei suoi testi, spesso crude. In generale i suoi testi sono considerati originali e perfettamente calzanti con il modus operandi e il pensiero dei giovani d’oggi, anche dei Millennials. La sua compagna al Festival di Sanremo 2022 è Hu, all’anagrafe Federica Ferracuti, classe 1994 che ha già respirato l’aria sanremese nel 2020. La cantautrice e polistrumentista infatti è stata tra i finalisti delle nuove proposte proprio di quell’anno e oggi entra di diritto nella categoria big. Hu ha un background molto ricco, specie a livello di conoscenza musicale, canta, suona, scrive i suoi pezzi e si è anche auto-prodotta; conosce bene più strumenti musicali e arriva dal mood jazz. I suoi pezzi sono una miscellanea di generi ed influenze, secondo


14 - Giovedì 3 febbraio gli esperti ha uno stile giovane e fresco, attuale e si denota una preferenza spiccata per il mondo dell’elettronica. Tra i suoi brani più conosciuti c’è Millemila che, secondo noi di Festivalnews, è anche la canzone ideale per capire di che pasta è fatta Hu e per farsi un’idea di ciò che potrebbe, insieme ad Highsnob, farci ascoltare al Festival di Sanremo 2022. Qualche curiosità su Highsnob e Hu? Il rapper ha già ricevuto un disco d’oro per il brano Harley Quinn e ha collaborato con noti colleghi come Ernia, Livio Cori Junior Cally. Hu, marchigiana, ha firmato con i suoi brani diversi spot pubblicitari e non mancano le collaborazioni vip. Tra queste annoveriamo quelle con il marchio Lamborghini, con Jagermeister e Chiara Ferragni. Hu, il suo nome d’arte, deriva dalla divinità egizia che aveva il potere di conferire le facoltà del pensiero e della parola agli esseri umani. Hu inoltre è laureata e per la sua tesi ha realizzato un’installazione in quadrifonia. Ad un primo colpo d’occhio Hu e Highsnob potrebbero ricordare i Coma Cose, arrivati al 20esimo posto della classifica sanremese lo scorso anno, ma riscuotendo poi grande favore di pubblico e radio nelle settimane successive alla competizione. Ciò che ci ricorda i Coma Cose è lo stile di Hu e Highsnob, l’appeal con il quale si presentano e anche il fatto che, rispetto a tantissimi altri big, loro sono certamente meno famosi e rodati, per così dire. Non ci resta che attenderli sul palco del Teatro Ariston in quel di Sanremo e vedere con i nostri occhi se sapranno smentire o confermare la nostra intuizione.

13. IRAMA

Irama, classe 1995 nato a Carrara, è il nome d’arte di Filippo Maria Fanti. L’artista, definito cantautore e rapper, ha mosso i suoi primi passi nel mainstream grazie al programma TV Amici di Maria De Filippi, anche se di fatto aveva già avuto esperienze discografiche con diverse etichette prima del talent. Il Festival di Sanremo 2022 è il suo terzo: il primo l’ha vissuto in veste di nuova proposta con il brano Cosa resterà nel 2016, mentre nel 2019 con Cuore di latta ha gareggiato tra i big ed

www.Festivalnews.it è arrivato al settimo posto. Infine l’ultima partecipazione sanremese risale all’anno scorso, 2021, dove si classificò quinto con il pezzo La genesi del tuo colore. A causa di un positivo al Covid-19 nel suo entourage Irama fu costretto a non esibirsi live, ma venne mandato in onda il video delle prove. Irama quest’anno presenta Ovunque sarai sul palco del Festival di Sanremo 2022 e noi di Festivalnews vi terremo aggiornati sulle prossime indiscrezioni sul testo, sulla tematica del brano e su eventuali dichiarazioni in anteprima sulla sonorità e varie. Nelle ultime edizioni con Amadeus come Direttore Artistico c’è molto riserbo riguardo alle canzoni in gara, salvo pubblicazioni social non consentite come quella dell’anno scorso di Fedez e di Gianni Morandi di pochi giorni fa. Ma facciamo un passo indietro, Irama si fa conoscere soprattutto grazie al già citato talent show Amici nel 2018, che vince. Si aggiudica pure la vittoria di Amici Speciali, uno spin-off dell’omonimo programma TV dedicato alla raccolta fondi a favore della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza pandemica da Covid-19. Irama ha ricevuto tantissimi premi tra i quali 30 dischi di platino e 3 d’oro e ha venduto quasi due milioni di copie. Il suo pubblico è prettamente femminile e di fascia giovane ma, ad esempio con Cuore di latta, ha saputo raccogliere consensi tra altre fasce d’età e conquistando pure diversi giornalisti della sala stampa sanremese. All’attivo il cantautore ha 3 album registrati in studio e 2 EP, ma negli ultimi anni è stato portavoce soprattutto di tormentoni estivi presentati in giro per l’Italia tra i Festival più noti. Alcuni degli ultimi brani più orecchiabili, e che ci hanno fatto ballate, sono: Nera (2018), Arrogante (2019), Melodia Proibita (2021). Qualche curiosità su Irama? Il nome d’arte Irama arriva dall’anagramma del suo secondo nome, Maria. L’artista ha affermato di aver scritto la sua prima canzone a soli 7 anni, mentre segno distintivo del suo look sono i vistosi tatuaggi con serpenti. Altro segno caratteristico sono i suoi gioielli raffiguranti per lo più delle piume, simbolo portafortuna e a lui caro tanto che il primo EP si intitola proprio Plume, come anche parte del nome del suo profilo Instagram. Il timbro graffiante di Irama è più che riconoscibile e versatile, mentre musicalmente possiamo dire che i pezzi finora pubblicati siano una miscellanea di generi: basi per lo più trap, sonorità latine e reggaeton con pure sfumature pop. Con queste premesse ci chiediamo quali caratteristiche avrà il suo brano sanremese Ovunque sarai: restiamo in attesa di ascoltarlo.

14. IVA ZANICCHI

Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio come veniva chiamata agli esordi, sale sul palco del Teatro Ariston come concorrente ufficiale dopo ben 13 anni dalla sua ultima gara. Risale infatti al 2009 la sua partecipazione con il brano Ti voglio senza amore: purtroppo la Zanicchi venne eliminata non senza polemiche e amaro in bocca. Fu quello un Festival di Sanremo ricco di malumori proprio per le eliminazioni, annoveriamo anche quella dei Albano, Tricarico e degli Afterhours. La prima apparizione al Festival sanremese di Iva Zanicchi è del 1965 dove duetta con Gene Pitney con il brano, scritto anche da Mogol, I tuoi anni più bel-

li. In totale partecipò in gara a ben 10 edizioni del concorso canoro più famoso d’Italia e ne vinse 3: quella del ‘67 in coppia con Claudio Villa dove intonò la canzone Non pensare a me, l’edizione del ‘69 con il brano Zingara, in coppia con Bobby Solo e quella del ‘74 con il pezzo Ciao cara come stai? scritto, tra gli altri, anche da Cristiano Malgioglio. Al Festival di Sanremo 2022 Iva Zanicchi si presenta con Voglio amarti, brano che secondo noi di Festivalnews ci mostrerà senza dubbio tutte le peculiarità del canto raffinato dell’artista ma, perché no, potrebbe avere delle sonorità non del tutto classiche. Qualche curiosità su Iva Zanicchi? È stata euro-deputato per Forza Italia e per il Popolo delle Libertà, ha pubblicato 3 libri: Polenta di castagne, del 2001 edito da Mondadori, I prati di Sara, della stessa casa editrice nel 2005 e Nata di luna buona, nel 2019 ed edito da Rizzoli. Ha anche curato e scritto la prefazione del libro di Massimo Zanicchi dal titolo Pittori piuttosto pittoreschi, nel 2007 ed edito da Giraldi. Iva Zanicchi ha posato per Playboy finendo proprio in copertina nel 1978 quando aveva 40 anni, oggi però ha dichiarato che non lo rifarebbe, anche se si tratta di scatti oggi ricercati dai collezionisti e non del tutto osé. La cantante emiliana è la prima italiana ad essere stata in tour in Unione Sovietica, avvenne nel 1981, ed è anche la prima ad essersi esibita in concerto al Madison Square Garden di New York. Iva Zanicchi è stata protagonista pure di film, trasmissioni TV e serie, la ricordiamo in Caterina e le sue figlie al fianco di Virna Lisi, come conduttrice storica di Ok! Il prezzo è giusto e come opinionista del Grande Fratello VIP. Sono in realtà tantissime le apparizioni e i ruoli rivestiti dall’artista negli anni e che hanno fatto emergere la sua versatilità: chissà quali sue sfumature svelerà al Festival di Sanremo 2022. A livello musicale Iva Zanicchi ha un timbro vocale di contralto che le consente, data anche la grande esperienza e verve, di spaziare tra i generi canori più vari. Sono molti i pezzi di musica melodica, anche dai testi impegnati, interpretati dalla stessa, ma al contempo ha pure intonato brani per bambini e pezzi più moderni, leggeri e ritmati.


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UN FESTIVAL TRIBUTO AL GRANDE

VINCENZO BELLINI di Alessandra LUTI

SANREMO. Mentre a Sanremo prosegue il 72mo Festival, la Sicilia pensa all’estate e al Festival intitolato a Vincenzo Bellini, il grande operista catanese, una delle tante iniziative più rappresentative della Regione Siciliana. Una kermesse che ha coinvolto le principali istituzioni musicali, culturali e formative della Sicilia, che chiamano le forze del territorio ad un confronto con i grandi nomi del panorama internazionale. Il Festival Tributo a Bellini unisce localizzazione e internazionalizzazione, con manifestazioni che spaziano dai convegni di studi alle tavole rotonde, dai concerti sinfonici e cameristici agli allestimenti operistici, dalla danza e le altre forme d’arte alle trasposizioni e

riletture in chiave moderna e multidisciplinare dell’opera belliniana. Tradizione e innovazione sono due ingredienti fondamentali di un Festival che sta attirando su di sé l’interesse degli appassionati di tutto il mondo, dei melomani, ma anche dei tanti turisti che animano la Sicilia nei mesi estivi. L’aspetto turistico e quello della destagionalizzazione o quanto meno dell’allungamento della stagione turistica estiva, sono punti cardine della programmazione e obiettivi primari. Il Festival nasce in un contesto musicale e culturale già molto ricco di stimoli e realtà attive che presidiano il territorio. Tuttavia, la “tipicità” di questa manifestazione non lo pone come una iniziativa “in ag-

giunta” alle altre, bensì come qualcosa di nuovo, non sovrapponibile, né in concorrenza con alcuna delle realtà culturali territoriali. Anzi, il Festival si pone come realtà aggregante e catalizzatore di tutte le altre, contribuendo ad agevolare lo sviluppo turistico e culturale della Regione, raggiungendo plurimi obiettivi un aumento delle presenze turistiche. Destagionalizza l’offerta turistica perché svolgendosi a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, contribuisce quindi ad “allungare” la stagione turistica attraverso l’organizzazione di eventi in oltre due mesi di attività; Diversifica il target turistico perché contribuisce ad ampliare e diversificare le

tipologie di turisti grazie alla realizzazione di eventi in grado di richiamare in Sicilia i melomani, gli amanti della lirica, gli appassionati di Vincenzo Bellini e tutto un mondo culturale e musicale difficilmente intercettabile e avvicinabile in altro modo. Il Festival fa registrare un ampliamento del target di pubblico, segmentando e sviluppando un turismo altamente culturale perché con l’aumento dei luoghi di provenienza dei turisti amplia e implementa non solo il numero di turisti e la loro tipologia, ma fa registrare presenze di turisti provenienti da molti Stati, tanto in forza di una proposta culturale che propone, oltre ad eventi “popolari” di facile e immediata fruizione, anche

in grado di richiamare specialisti e studiosi, appassionati e ricercatori, musicologi che concentrano i propri interessi intorno alla figura di Bellini un aumento della permanenza turistica. Il Festival contribuisce a favorire la permanenza nel territorio regionale del turista, offrendo ogni sera per 15 giorni spettacoli diversi e la creazione del brand Bellini, sfruttando la rilevanza internazionale di un operista come Vincenzo Bellini, la cui produzione musicale e operistica lo annovera tra i primi 20 operisti più eseguiti al mondo, per dare visibilità a luoghi d’arte, teatri, palazzi e location non sempre compresi negli abituali percorsi turistici. La reazione di un indotto


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A sinistra, Piazza Vincenzo Bellini e il teatro dell’opera Massimo Bellini in stile barocco siciliano (Catania). turistico correlato al brand Bellini, attraverso azioni e strumenti variegati (creazioni di pacchetti turistici ad hoc con i principali tour operator, attività di rete con l’intera filiera della ricettività, ecc.), permette un aumento della visibilità della Sicilia a livello nazionale e internazionale e l’ampliamento dell’offerta culturale ed artistica. L’edizione del 2021 si è svolta dal 6 agosto al 6 ottobre, con una anteprima a luglio, diretta da Riccardo Muti al Teatro Antico di Taormina, e ha coinvolto numerose location della Regione (Teatro Antico di Taormina, Casa del Cinema di Taormina, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Villa Bellini e Teatro Massimo Bellini di Catania, Palazzo Biscari, Cattedrale di Catania, ecc.), con una maggiore concentrazione degli eventi nel capoluogo etneo. Oltre 30 spettacoli realizzati tra allestimenti operistici (Rigoletto diretto da Placido

Domingo e interpretato, nel ruolo del protagonista, da Leo Nucci), concerti sinfonici (tra i direttori Riccardo Muti, Fabrizio Maria Carminati ecc.), galà belliniani (con protagonisti del calibro di

Lisette Oropesa, Marina Rebeka, Franco Vassallo ecc.), concerti cameristici, messe cantate, convegni e incontri culturali, pièce teatrali, presentazioni di CD e documentari su Vincenzo Bellini, spettacoli di danza (con la presenza e il premio alla carriera a Eleonora Abbagnato) e molto altro. Le presenze di pubblico sono state molto superiori alle aspettative, anche in considerazione del periodo pandemico. Circa 15.000 spettatori per eventi e spettacoli eterogenei dal punto di vista dello stile, del genere, della realizzazione, quasi tutti organizzati in location all’aperto. Per l’edizione 2022, in continuità con le linee programmatiche del 2021, sono previsti quattro allestimenti operistici (Puritani di Bellini, Traviata di Verdi e Cavalleria Rusticana di Mascagni, il cui soggetto è di Giovanni Verga, di cui quest’anno ricorrono i cento anni della morte, Rita di Donizetti), due galà belliniani con la presenza dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo e dell’Orchestra del Teatro Bellini di Catania, concerti

sinfonici, da camera, spettacoli teatrali e incontri da organizzare in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, partner del progetto. L’anteprima del Festival è prevista il 10 luglio con l’eccezionale presenza in Sicilia del noto soprano Pretty Yende. In corso di definizione il calendario dettagliato che sarà presentato alla stampa nel mese di maggio e che comunque coprirà un arco di oltre due mesi di programmazione. La direzione artistica, sempre affidata al direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, ha pun-

tato su un Festival che facesse interagire, in rete, le principali istituzioni della Sicilia, sotto l’egida della Regione Siciliana, soggetto organizzatore della kermesse. Tra i partner principali si citano il Teatro Massimo Bellini di Catania, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, la Fondazione TaoArte di Taormina, l’Università degli Studi di Catania, la Diocesi di Catania. Tante le istituzioni pubbliche che hanno dato supporto al Festival, tra cui, in primis, il Comune di Catania.

Il monumento a Vincenzo Bellini in Piazza Stesicoro


PROFILI 20 - Giovedì 3 febbraio

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di Susanna GIUSTO SANREMO. Tra i grandi artisti, il 72º Festival di Sanremo abbiamo visto la prima sera il ritorno di uno tra i più discussi dell’attuale panorama musicale italiano: Achille Lauro. Personaggio poliedrico, eccentrico e irriverente, il trentunenne romano divide da sempre pubblico e critica, raccogliendo entusiastici consensi o stroncature decisamente molto feroci. Quel che è certo è che Lauro De Marinis - questo il vero nome del cantautore - riesce puntualmente a far parlare di sé, soprattutto sul palco di Sanremo, dove ha fatto la sua prima apparizione nel 2019 con “Rolls Royce”; un brano abbastanza rock da permettergli di affrancarsi dall’etichetta di “Trapper” e di farsi conoscere al grande pubblico. Dal battesimo sanremese, Achille Lauro è emerso nella sua dirompente quanto istrionica identità artistica, costruendo un’iconografia basata sul trasformismo, sulla fluidità di genere e sulla provocazione. Ma anche, anzi soprattutto, sul grande contrasto tra i vari aspetti di una personalità sfaccettata, in cui convivono lo showman dai look estremi e scenografici - come quelli sfoggiati nelle ultime edizioni del Festival - e il ragazzo introverso e un po’ naïf, ma comunque solare. Un personaggio che può confondere, nel bene o nel male. Eterogeneo come i mondi musicali con cui si è confrontato nel corso degli anni, che lo hanno visto spaziare tra l’Hip-hop, la musica

Achille Lauro

inafferrabile protagonista di questi nostri tempi decisamente incerti Ottima la sua prestazione della prima serata


www.Festivalnews.it latina, il pop, il rock, il punk rock, lo swing (che ama particolarmente con il Jazz) e la disco dance dei provocanti anni ‘90. Eclettico come i contenuti del suo repertorio, dove si alternano storie di droga, canzoni d’amore e versetti evangelici. Ma chi è davvero Lauro De Marinis? Difficile a dirsi, dato che sembra fare di tutto pur di non essere incasellato e in particolare definito. Sicuramente, però, è un artista-uomo che sa sfruttare molto bene il proprio tempo. Dall’esordio nel 2012 con il mixtape “Barabba” ad oggi ha pubblicato otto album e tre libri. Nel contempo si è dedicato al cinema in veste di attore, autore di testi e produttore, vincendo peraltro il Premio MaTiff per giovani produttori con il documentario “Terrurismo”. E poi ha condotto anche programmi televisivi: lo si ricorda alla guida del talk show “Extra Factor” nel 2019 insieme all’attrice Pilar Fogliati. E non si è fatto mancare nemmeno il mondo del Reality, che lo ha visto prendere parte a “Pechino Express” 2017

Giovedì 3 febbraio - 21 e alla seconda edizione di “Celebrity Hunted (Caccia all’uomo)” nel 2021. L’ex Trapper romano intanto ha fatto passi da gigante anche nell’industria discografica, ottenendo, nel 2020, la carica di direttore creativo dell’etichetta discografica Elektra Records. Primo artista italiano a ricoprire questo ruolo. Collateralmente, Lauro ha continuato a coltivare il suo interesse per il cinema e le arti visive e, sempre nel 2020, ha partecipato alla 35esima edizione del Lovers Film Festival di Torino con la sua prima opera “Love is Love”, dedicata al tema delle discriminazioni. Mentre a settembre dello scorso anno, in occasione dell’evento “Achille Lauro is present. Photo book Experience”, tenutosi al Museo delle Culture di Milano, si è esibito in una performance per omaggiare Marina Abramović. In questa costante alternanza tra l’amore per l’espressione artistica fine a sé stessa e lo spettacolo di consumo, Achille pare di cogliere la stessa istrionica tendenza a voler essere tutto e il con-

trario di tutto, a fagocitare esperienze senza identificarsi necessariamente in alcuna di esse. È forse questo il punto di forza di Lauro, il suo passare da un estremo all’altro, il suo essere una sorta di “esistenzialista” che parla la lingua della periferia, ma anche un “boyscout” bene educato. E a ben vedere non è poi così strano, a giudicare dal suo vissuto. Il cantautore, del resto, non ha mai fatto mistero del proprio passato. Lauro De Marinis è il figlio di una famiglia borghese che a 14 anni, dopo la separazione dei genitori e alla luce di un rapporto conflittuale con il padre, va a vivere con il fratello maggiore in una comune di artisti nella periferia di Roma. Insomma, una sorta di figlio dei fiori “millennial” cresciuto a suon di rap underground e punk-rock. Cambia il contesto storico, ma le dinamiche sono sempre le stesse. Lauro si appassiona alla musica e affida alla scrittura i propri pensieri, come fanno molti adolescenti. Perché il disagio, chi più chi meno, lo hanno vissuto tutti a quell’età. Ma i suoi primi

dischi sono senza copertina, perché non vuole mostrare il suo volto. Da qui il soprannome di “No face”, che in seguito diventerà anche il nome dell’etichetta da lui fondata nel 2016 dopo l’abbandono di Roccia Music, nonché il titolo del docufilm autobiografico “ No Face 1” (il primo di una trilogia), uscito nel 2019. Oggi tutti conoscono quel bel volto. Tuttavia, l’alone di mistero di “No face” sembra permanere nelle mille sembianze assunte dall’artista de Roma, confermandone in fondo la volontà di non svelarsi del tutto e il desiderio di sperimentare liberamente, restando per certi versi inafferrabile. Forse Achille Lauro è lo specchio di una “Società liquida”, dove «il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza» per dirla con Bauman. O forse è semplicemente un ribelle che ha trovato nella musica un modo per uscire dal vortice dell’insofferenza. Quel che è certo è che oggi Achille Lauro è un artista dal valore economico di 15 milioni di

euro, spicciolo più, spicciolo meno. E probabilmente non avrebbe avuto un simile successo se non fosse stato, prima ancora, un ragazzo squattrinato di periferia che viveva alla giornata ma aveva grandi sogni. Chissà se tra i progetti del giovane cantautore c’era anche quello di calcare, un giorno, il palco più ambito d’Italia. Di sicuro il Festival di Sanremo è stata una tappa fondamentale nella carriera del ragazzo Achille Lauro, che quest’anno e tornato all’Ariston come concorrente per la terza volta, con il brano “Domenica”. C’era molta attesa per la sua esibizione (andata benissimo), con la partecipazione dell’Harlem Gospel Choir, uno dei più importanti cori gospel statunitensi. Mentre nel corso della quarta serata (domani sera), dedicata alle cover, Achille Lauro interpreterà “Sei bellissima” al fianco di quel mostro sacro della canzone rocchettara di Loredana Bertè. Un duetto assolutamente esplosivo e da non perdere.


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Da Fazio a “Che Tempo che fa” la Signora Coriandoli promuove i fiori italiani e saluta Sanremo!

di Virginia DE MASI MILANO. Ospite di “Che tempo che fa”, dal savonese Fabio Fazio, la Signora Emma Coriandoli (Maurizio Ferrini, sempre molto apprezzato in Rai) è arrivata con un bellissimo abito di

fiori freschissimi, in arrivo dal bel Paese Italia, come è stato ricordato più volte in trasmissione. La produzione di “Che tempo che fa“ di Fazio, ha accolto molto favorevolmente questo gioioso momento dei fiori messi a disposizione dalle cooperative aderenti ad AF-

FI Associazione Fioristi Floricoltori Italiani (qualcuno anche dalla Riviera dei fiori), confezionato dalla Stilista di Arte Floreale Sammarinese Mara Verbena, amica della Coriandoli. Nella puntata di domenica scorsa, la Signora Coriandoli, tutta vestita di fiori coloratissimi, ha

stretto sempre più amicizia con Orietta Berti (presente sulla nave Costa Toscana a Sanremo, ma sabato sarà in teatro), con la sempre brava e simpatica torinese Simona Ventura, con l’irriducibile personaggio, Cristiano Malgioglio, oltre che con il piccolo-grande Fabio Ro-

vazzi che sabato sarà anche lui al Festival. Ci sarebbe la speranza che la stessa Emma Coriandoli possa accompagnare la Berti, tutte e due vestite di fiori: sarebbe un’ottima occasione per promuovere davvero i fiori italiani e della bella Riviera Ligure!

Radio Esercito al Festival di Sanremo 2022 L’emittente radiofonica con le stellette in diretta da Casa Sanremo

di Filippo BROGLIA SANREMO. L’emittente Radio Esercito, “la radio che marcia al tuo fianco”, approda per la prima volta al Festival della Canzone,

trasmettendo in diretta da Casa Sanremo. Speaker e tecnici in divisa intervisteranno cantanti e ospiti che prenderanno parte alla manifestazione canora del panorama musicale italiano. Un ruolo importante, che ve-

de impegnato il personale militare anche tra le fila della giuria della “Sala Stampa, Radio e TV”, per esprimere il proprio voto nell’ambito della competizione canora sanremese. Trasmissioni no stop e informazioni relative al mondo militare, contraddistinguono il palinsesto, amplificato attraverso una pagina Instagram dedicata (@radioesercito), ricca di contenuti che spaziano dalla musica, a interventi dei personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport con la rubrica “Radio Chat”, nonché di esponenti del giornalismo di settore con la rubrica “Giornalisti di trincea”. Una comunicazione interconnessa che permette di interagire con gli speaker, al numero WhatsApp 366 5756028 richiedendo brani musicali o

semplicemente inviando un saluto, di seguire le collaborazioni e le dirette social direttamente sull’app di Instagram. Nata nel giugno 2019, all’interno degli studi del 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia” con sede a Pesaro, “Radio Esercito” è un’emittente di flusso, interamente gestita da un team di militari professionisti del settore, trasmette in streaming sul sito www.esercito.difesa. it, oltre che sulle principali app e piattaforme di agglomerazione di radio, modalità che la rendono facilmente fruibile e immediata.


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TOP TEEN al Festival di Amadeus

Con i ragazzi di Teen Social Radio, la prima web social degli adolescenti che si trasferisce a Sanremo

di Marina OREY SANREMO. 2020, in televisione parlano di una notizia strana: un pipistrello in Cina ha attaccato l’influenza ad una persona: da quel giorno la nostra vita è cambiata. Nelle chat iniziano a girare una marea di messaggi tra alcuni giovanissimi amici di casa nostra che hanno tuttavia un’idea illuminante: ehi la facciamo una radio? Pare proprio un buon modo per superare una sorta di noia di giornate infinite e dare voce e corpo ad una vita sanitaria che stiamo tutt’ora vivendo. Detto fatto ecco che nasce, anche dietro questa valida motivazione, il TEEN SOCIAL RADIO, la prima web social radio degli adolescenti. Febbraio 2022: sono passati due anni, ma la situazione non è

molto diversa. Essere adolescenti in epoca Covid, non è affatto facile viverla. Per fortuna che c’è la radio… un progetto unico, che permette a questi adolescenti di crescere, creare, imparando soprattutto ad usare i social, per comunicare nel modo piú corretto. Esprimendo, anche, la propria opinione. E’ con

questo spirito adolescenziale che Angelo Cattivelli, Cecilia Laffranchi, Sophia Notarstefano, Rebecca Martini, Francesco Mancuso, Melissa di Pasca e Jasmine Panoscia, si sono momentaneamente trasferiti nella città di Sanremo, da dove trasmettono in diretta raccontando questo 72mo Festival a modo loro.

È possibile seguirli su Instagram (@teensocialradio), ma anche su Tik Tok e YouTube. Il Festival di Sanremo, tra l’altro, e sicuramente un’ottima occasione per aprire ufficialmente anche questi due canali. Ma non è tutto. Dopo aver premiato l’artista Achille Lauro, per la vittoria schiacciante di Mille, nella TOP TE-

EN SUMMER 2021, adesso e la volta di eleggere quella che sarà la canzone più amata dai teen per questo ultimo Festival della Canzone di Amadeus. Quindi potete votare tutti, è facilissimo: basta andare sul sito della radio (www.teensocialradio.it) cercare la TOP TEEN Sanremo 2022 e votare! Freccia verde date un punto, freccia rossa lo togliete. Potete votare tutti i giorni, ma una sola volta al giorno. Dal primo febbraio (quando abbiamo iniziato) alle ore 23 del cinque febbraio. Curiosi di scoprire la vincitrice o il vincitore? Anche noi, tantissimo!!! Le opinioni dei nostri ragazzi le troverete anche su Festivalnews, il giornale del Festival di Sanremo che ci ospita. Se vi servono altre info chiamate: Monica Volta 3662573103 – teen@ teensocialradio.it


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Il nuovo Liceo Musicale di Sanremo

di Romano LUPI A partire dal prossimo anno scolastico Sanremo avrà finalmente il suo liceo musicale. Una scelta che andrà a colmare una lacuna della nostra provincia, l’unica della Liguria a non avere un indirizzo liceale di questo tipo. Nell’anno scolastico 22/23, infatti, la prima classe di questo corso di studi verrà ospitata negli storici locali di villa Magnolie. Una scelta fortemente voluta dal dirigente scolastico del liceo “Cassini”, Claudio Valleggi, il quale, in meno di due anni di direzione, è riuscito a raggiungere quest’importante traguardo. Lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione e per meglio capire come questo indirizzo liceale andrà ad inserirsi nel tessuto musicale cittadino. A che punto siete con le iscrizioni? «Abbiamo 16 iscritti che

frequenteranno il liceo musicale a partire dal 1° settembre. È un numero congruo perché siamo agli inizi di quest’unica realtà provinciale che va ad inserirsi nell’offerta del Cassini che prevede classico, scientifico e linguistico. Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico avremo una prima di musicale. Il corso si integrerà all’interno dell’attività che la scuola sta già svolgendo, come ad esempio il laboratorio musicale». Per il futuro ritiene possibile che Sanremo abbia uno sbocca universitario per questo tipo di liceo? «Il liceo musicale è uno dei quattro indirizzi previsti dalla riforma Gelmini e risponde a tre esigenze: la prima dare continuità alle scuole medie che hanno già l’attività musicale, la seconda preparare gli studenti che lo desiderano alla frequenza del conservatorio, la terza fornire una preparazione liceale (con

particolare attenzione al linguaggio musicale) in tutti i diversi aspetti. Una preparazione che possa favorire sia l’avvio alle professioni legate al mondo musicale che la frequenza e l’accesso a qualunque facoltà universitaria. Tutti i licei sono strutturati su due bienni e un monoennio. L’ultimo anno, anche gli studenti del liceo musicale

devono svolgere un’attività e una formazione che li prepari alla scelta di qualunque facoltà universitaria e alla frequenza ai corsi di istruzione di livello superiore. Questo liceo permetterà ai suoi studenti di studiare le discipline previste negli altri corsi e agli studenti degli altri corsi di approfondire lo studio di uno strumento. Avremo a di-

sposizione insegnamenti di pianoforte, flauto, strumenti a corda, batteria, tromba, composizione e, al contempo, potremo quindi indirizzare gli altri studenti verso l’approfondimento dello studio di uno strumento. Ricordo, inoltre, che il conservatorio è l’unica università che si può frequentare assieme ad un’altra».


www.Festivalnews.it Sì, quello che io intendevo era però una sinergia con l’Università di Genova per creare uno sbocco universitario a Sanremo. In passato c’era il Dams, facoltà ormai chiusa da anni, e la città del Festival non ha mai avuto un corso universitario proprio. Adesso sarebbe l’occasione giusta… «Il conservatorio più vicino è a Genova. La formazione musicale, in una zona a vocazione turistica come la nostra, è fondamentale. Se il sindaco di Sanremo usa lo slogan “Sanremo città della musica” lo intende in senso ampio, comprendendo i musicisti e quei professionisti che ruotano attorno ad essa e al mondo dello spettacolo. I cittadini di Imperia e Sanremo devono sentirsi europei. Bisogna avere radici ben solide ma un respiro ampio, come minimo europeo. La musica italiana è una risorsa che noi abbiamo e dobbiamo sfruttarla fino in fondo. Bisogna però coltivarla tutto l’anno. In questo senso vedo una collaborazione stretta con il liceo linguistico. Per esempio, mettere in siner-

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gia il tedesco con i gradi compositori come Mozart, Bach, Beethoven. E poi, dimostrando una conoscenza linguistica adeguata, con il diploma del liceo musicale ci si iscrive a qualunque università europea. Per quanto riguarda l’università a Sanremo non dipende da noi. Ma, del resto, questo vale per

tutti i licei…». Intendete legarvi ai privati che, in loco, operano nel settore musicale e dello spettacolo? «Certo. Invitiamo la città ad aprirsi e a collaborare con noi. “Sanremo città della musica” vuol dire vivere la musica 365 giorni all’anno, vuol dire dar vita ad eventi

e sviluppare le risorse della città, da quelle culturali a quelle economiche. Stiamo già organizzando una settimana della cultura russa con esponenti di alto livello e i nostri studenti che studiano il russo. Una nostra docente di musica sta trascrivendo le lettere di Čajokvskij scritte da Sanremo. Come si può

vedere la musica è la ciliegina sulla torta di tali legami culturali e questo liceo non poteva non nascere a Sanremo e al liceo Cassini, il più antico e prestigioso della provincia. Il modello di città, invece, dovrebbe essere quello di Salisburgo e Sanremo dev’essere la Salisburgo italiana».

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Un’anticipazione della Corsa Rosa

in sinergia con Rai, Rcs, Comune di Sanremo e Casinò Municipale di Marzia TARUFFI SANREMO. “In questa importante settimana dedicata alla Canzone Italiana non poteva mancare il legame con lo sport e con i grandi eventi che contraddistingueranno il 2022 per il nostro territorio“ sottolinea il Consiglio d’Amministrazione del Casinò: “Il

Trofeo Rcs - una scultura di 12 chili in metallo laminata in oro a forma di spirale, recante il nome di tutti i vincitori del Giro d’Italia dal 1909 ad oggi, rappresenta l’ambito premio della gara a tappe su due ruote che da sempre unisce il nostro Paese e che rappresenta un’altra vetrina internazionale per il territorio con forti ricadute turistiche e

di immagine. Diamo quindi il benvenuto anche al Giro d’Italia e ai suoi protagonisti. Ancora una volta Sanremo e il suo Casinò sono al centro delle più importanti manifestazioni mediatiche.” Il prossimo 20 maggio Sanremo e la Liguria “tornerà in rosa” – e non a caso quel giorno la casa da gioco verrà illuminata in tale colore - come protagonista del Giro

d’Italia, con una tappa che da Sanremo arriverà a Cuneo, sottolineando il legame che da sempre corre tra la Riviera dei Fiori e il Piemonte. In attesa del 20 maggio e, ancora prima del 19 marzo per la Classicissima Milano Sanremo, durante la settimana del Festival è possibile ammirare nella hall del Casinò il Trofeo destinato al vincitore. Ha visitato il Casinò anche

il Sottosegretario di Stato all’economia e Finanze Alessandra Sartore, che ha potuto ammirare il trofeo Rcs “Giro d’Italia” e incontrare gli amministratori del Casinò, il Presidente Adriano Battistotti, il consigliere Barbara Biale, l’Amministratore Delegato Gian Carlo Ghinamo e Massimo Rossano, Assessore alle Finanze e Partecipate di Sanremo.

COLOPHONE: Festivalnews: Testata registrata presso il Tribunale di Sanremo - Iscrizione nel Registro Giornali e Periodici n° 3/1998 in data 10/04/98 Periodicità: periodica - quotidiano Editore: Innovation Media Sas - Via F.lli Biancheri, 1 - Bordighera - Italy info@innovationmedia.it - info@sanremo.it Direttore responsabile: Ilio Masprone

Dir. editoriale, commerciale, multimedia & IT: Luca Giovannetti +39 334 18 32 828 luca.giovannetti@innovationmedia.it Collaboratori: Katia Ferrante, Susanna Giusto, Enrica Guidotti, Romano Lupi, Alessandra Luti, Virginia De Masi, Massimo Morini, Marina Orey, Tiziana Pavone, Rosa Revellino, Monia Rossi, Simone Zani. Foto: Duilio Rizzo Stampa:Tipografia Sant’Erasmo -Via G.Matteotti,20 - Ospedaletti (IM)


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