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Settembre 2011

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www.informatorenavale.it

Roma

BRuxelles

Assemblea Confitarma: a rischio l’economia marittima di bandiera

Pirateria: allerta Nato per aumento attacchi davanti Somalia

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milano Geodis punta sulla formazione di giovani talenti e crea il suo vivaio della logistica

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pag. 8 Sped. in A. P. - 45% - art. 2 comma 20/B, Legge 662/96 - Filiale di Napoli Imprimé a Taxe Reduite - Taxe Percue - Tassa Riscossa - Napoli Italy

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15° Euro-Med Convention: regole ambientali europee ed internazionali realistiche e comuni APRI – Quest’anno Grimaldi Group chiuderà il fatturato 2011 a circa 2 miliardi e mezzo di euro, riportandosi sui valori 2008, grazie ad un incremento del carico che ha calmierato l’abbassamento dei noli causato dall’eccesso dell’offerta di stiva del settore roro. Il mercato, in altre parole, premia l’innovazione, come attesta la crescita delle quote di mercato detenute dal gruppo, che da agosto scorso da solo ha il 50% del mercato roro in Alto adriatico, ripetendo quanto già da tempo ha consolidato in Nord Europa nei traffici tra Germania e Russia, mentre i volumi complessivamente trasportati nel Mediterraneo, dove Grimaldi Group è l’unico player ad avere navi di oltre 3000 m. lineari, attestano un +12% rispetto al 2010. Il merito del risultato è soprattutto tecnologico, grazie agli investimenti in nuove navi progettate su misura (oltre 3 miliardi di euro dal 2007 al 2012) con l’obiettivo di realizzare efficienza economica ed ambientale, combinando massima flessibilità con il minimo consumo di carburante Ton/km, ottenendo così break even più bassi di quelli della concorrenza aumentando contemporaneamente la qualità dei servizi offerti. Una politica della azienda perseverante anche nelle fasi più acute della crisi economica internazionale, tant’è che pur operando già con circa 100 navi, un significativo numero di nuove consegne sostituiranno le navi meno efficienti già entro il 2012 (8 consegne programmate), mentre per aggiungere flessibilità necessaria ad affrontare futuri scenari economici di bassa crescita, alcune navi più vecchie sono pronte per lo scrapping. Infine, per ACL entro dicembre sarà firmato con uno dei cantieri asiatici in short list, l’ordine di 5 postpanamax con-ros gemelle di 18 nodi di velocità e miglior rapporto sui consumi, con consegna 2013-2014. Sul riecheggio di questi dati si è dato corso alla 15°edizione della Convention EuroMed “From Land to Sea”, appuntamento annuale unico nel settore roro organizzato dalla Grimaldi Group e partecipato da oltre 300 rappresentanti di imprese e istituzioni, giornalisti e professionisti provenienti da diversi paesi comunitari e non.

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Mentre la crisi incalza, l’improvvisazione regna sui porti enza misure economiche correttive, Confindustria prevede entro dicembre il licenziamento di migliaia di lavoratori. Sul piano finanziario, le banche hanno chiuso il rubinetto del credito, prosciugato dal debito sovrano, dai derivati e dalla stretta interbancaria, mentre, già utilizzati nel biennio scorso, il finanziamento dei fondi delle CIG speciali è ormai prosciugato. L’orizzonte di medio periodo che si prospetta, quindi, è di inasprimento della contrazione di consumi e produzione, che si rifletterà nel corso del 2012 su tutti i comparti

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DALLA PRIMA PAGINA 15 EUROMED Il focus sul Mediterraneo, che più di altri mari è tutto percorribile seguendo la linea di costa e non conosce le asprezze stagionali dei climi nordici, è stato incentrato sulla estensione della Autostrade del Mare nel Mediterraneo e lo sviluppo dello SSS, su cui, tra l’altro, il porto di Barcellona punta fortemente con una politica di sconti e agevolazioni, come sottolineato dal Direttore commerciale del l’Autorità portuale Rosa Puig Vidal; mentre l’AD di RAM, Tommaso Affinita, ha auspicato una maggiore proiezione delle TEN-t verso i paesi nordafricani ed un’e -

Mentre la crisi incalza.... portuali sia merci che passeggeri, rincarando una situazione già molto difficile. Intanto, più pulpiti invocano la riforma dei porti, rispecchiata da un Disegno di legge di revisione della L.84/94, che continua ad essere rimaneggiato qua e là, ed anche l’autotrasporto, attraverso la Consulta, vi ha fatto ingresso, autopromuovendosi organo decisionale sulle destinazione d’uso delle aree pubbliche portuali. L’impressione è che si siano sollevati interessi di ogni genere a sciame disordinato, anche di chi non ha radici portuali, ognuno sperando di portare qualcosa a casa, senza che vi sia regia o almeno chiarezza generale sui principi ispiratori di base e sul progetto di portualità complessiva che si intende costruire in risposta ai processi economici nazionali, comunitari ed internazionali. Il Segretario generale CGIL, Fabrizio Solari, recentemente, a conclusione di un seminario interno del comparto porti della FILT, ha evidenziato l’improvvisazione con la quale si interviene e si dibatte di portualità in Italia, la frammentazione della catena logistica, l’inadeguatezza delle infrastrutture a valle delle banchine. Sta emergendo nei porti italiani che imprese private e sindacato hanno un terreno comune su cui poter giocare all’unisono in una medesima squadra. Questo terreno è il lavoro e la sua crescita qualitativa e quantitativa, un principio ispiratore fondamentale della nostra carta costituzionale che non può essere disgiunto dallo sviluppo dei porti, e, a quando sarà, dalla loro riforma. Un primo segnale forte della percorribilità di questa direzione è la difesa del contratto di lavoro dei porti sia da parte sindacale che imprenditoriale, per la capacità strumentale non solo di pacificatore sociale ma di dignità del lavoro e di sviluppo sostenibile delle imprese private, depotenziando qualsiasi tentativo di distorsione della concorrenza endo e infraportuale basato sul costo del lavoro. Questo dovrebbe anche indurre ad una riflessione approfondita sulla perdita occupazionale secca dal 1985, anno di inaugurazione della riforma, ad oggi del numero di portuali occupati, che non

stensione della best practice italiana dell’ecobonus non solo a livello comunitario ma a molti traffici inframediterranei con paesi extra UE. Ma un player globale come Grimaldi guarda costantemente anche alle decisioni internazionali che impattano sul proprio business, in particolare quelle nel campo della sostenibilità ambientale, dove, asserisce Emanuele Gri maldi, sono necessarie “regole oggettive e globali per giocare ad armi pari”. Dello stesso avviso il Direttore della logistica e del trasporto marittimo e terrestre della Direzione Generale Mobilità e Trasporto (DG Move) della Commissione Europea, Fotis Karamitsos, che ha criticato

l’iter decisionale dell’IMO, che non effettua preventivamente adeguate analisi di impatto, come accaduto nel caso dell’incremento percentuale della riduzione dello zolfo nel fuel delle navi ed in quello delle nuove regole per le acque di zavorra, per le quali non esiste ancora una tecnologia applicativa adeguata. L’UE pur essendo obbligata ad applicare le decisioni IMO, ne fa parte solo attraverso i singoli paesi membri e di conseguenza il pressing per l’approccio verso regole globali che evitino protezionismo e competizione su costi più bassi per scarsa applicazione degli standard ambientali e di sicurezza, e favoriscano mercati aperti, qualità dei servizi e sostenibilità, è

sono stati né sostituiti né sottoposti a processi di riconversione. Un processo di trasformazione del lavoro che complessivamente ha qualificato e professionalizzato i ruoli e incrementato fortemente la produttività entro confini di sicurezza e di regole, restituendo competitività ai porti italiani. Ritornando alla questione della riforma o dell’aggiornamento della legge sui porti, qualsiasi essa sarà non potrà prescindere dalla ricerca della stabilità dello sviluppo dei porti, fondata sulla crescita occupazionale e sulla sua alta specializzazione, con un coinvolgimento diretto anche delle infrastrutture terrestri non solo nell’ottica di mera logistica della merci, ma anche di qualificazione professionale delle maestranze che vi lavorano. Questo passaggio sarebbe necessario, tanto più che il profilarsi dello sviluppo dei traffici con il Nord

Africa non è tema né privilegio esclusivo dell’Italia, ma i porti del Nord Europa già vi ci guardano da un po’, mentre la Turchia è in sviluppo economico geometrico in stretta relazione con il mondo arabo. Se non si lavora di concerto, in un’ottica di sistema logistico mare terra aria, è dietro l’angolo il rischio per porti e logistica italiana di diventare un protettorato nord europeo. In questo senso è auspicabile la compattezza portuale nel suo insieme nel respingere ogni forma di improvvisazione e di ingorda speculazione, resa ancor più cinica un lungo periodo di vacche magre come questo, e con riflessione, ragionamento pacato e competente seppur nella diversità delle vedute, senso della misura e buon senso, si decida e i porti si riprendano i porti. Giovanna Visco giovannavisco@alice.it

ticco sped

affidato ai singoli paesi membri. Anche per questo “Dobbiamo evitare singole misure territoriali ha precisato Karamitsos - procedendo su un’unica linea europea e su regole comuni”. L’emendamento di revisione MARPOL Annex VI, che riduce lo zolfo nel fuel da 1,5 a 1,0 ed allo 0,1% nelle zone ECA, ha contrariato persino governi ambientalisti come quelli finlandese e svedese, che concordano con le associazioni armatoriali sugli effetti negativi di tali limiti. La sola riduzione all’1% dello zolfo nel fuel a partire dal 2015, costerà all’economia europea circa 10 miliardi di euro l’anno ed il 30% di ritor-

no alla gomma dal mare. C’è inoltre forte incertezza sulle reali capacità produttive del nuovo fuel necessarie a soddisfare la domanda, che solo le raffinerie cinesi ed indiane sono in grado di lavorare. Secondo Emanuele Grimaldi, paradossalmente, l’abbassamento della soglia dello zolfo nel bunker potrà causare ciò che non si è fatto finora con un provvedimento, determinando l’uscita dal mercato delle navi vetuste, che, di per sé costituirebbe una condizione sufficiente per favorire la sostenibilità ambientale ed economica, soprattutto in questo lungo periodo di crisi che rende molto onero-

si sotto il profilo finanziario gli adeguamenti a regolamenti impegnativi e complessi. Ancora sulla mobilità sostenibile, Eddy Bruyninckx della Autorità portuale di Anversa ha sottolineato che per essere competitivi occorre rivedere e trovare un nuovo equilibrio tra ambiente e mobilità, attraverso l’applicazione della razionalità di mercato e non di quella di lobbing. La realizzazione delle connessioni con l’hinterland richiede volumi sufficienti e massa critica, condizioni necessarie a creare lavoro sostenibile, fatto di tre elementi: ambiente, lavoro e guadagno. Giovanna Visco

L’INFORMATORE NAVALE di Napoli Giornale Marittimo È un periodico edito dalla EDI.MAR. sas di Gennaro Scotto Pagliara Direttore Responsabile GENNARO SCOTTO PAGLIARA Condirettore: SILVIO SCOTTO PAGLIARA Sede: Stazione Marittima (Porto), 80133 Napoli Direzione, Redazione e pubblicità: Calata Vitt. Veneto (ex manufatto USO) ☎ 081-203633 - Fax 081-289854 E-mail: gescotto@tin.it Registrazione presso il Tribunale di Napoli n° 1716 del 18/7/1964. Registro Nazionale della Stampa n° 9504 Spedizione in Abbonamento Postale

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Assemblea Confitarma: a rischio l’economia marittima di bandiera OMA – Se il numero di pagine dedicato ad un argomento di una relazione sono il segnale principale delle priorità, allora si può affermare con certezza che la condizione sine qua non di Confitarma, in questo anno di rinnovata ed incalzante crisi, è il Registro internazionale. Infatti all’Assemblea annuale della Confederazione Italiana Ar matori, partecipata dal Ministro Matteoli e dal Sottosegretario del Consiglio Letta, il Presidente Paolo D’Amico ha relazionato circa 4 pagine, su 12 totali, sulla questione. Come ribadito da D’Amico, il Registro internazionale, nato nel 1998, è l’architrave di tutto il settore, perché, con l’abbattimento del costo del lavoro e della fiscalità di impresa, ha consentito alla bandiera italiana di recuperare la competitività, che soprattutto nei traffici internazionali era da molto tempo in forte trend negativo, salvaguardando circa 38mila marittimi italiani a bordo e a terra, oggi, grazie a questa misura, arrivati a circa 60mila unità e a 110mila di indotto. In questi anni di Registro internazionale la flotta italiana mercantile è passata da 8,5 a 18 milioni di tonnellate, con un investimento in nuove navi di oltre 35 miliardi di euro, posizionandosi all’un-

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dicesimo posto nella graduatoria mondiale ed al quarto in quella europea, dopo Grecia, Malta e Cipro, con una ricaduta su tutto il complesso di attività di contorno alle navi che rende al paese oltre il 2,5% di PIL ed un dato occupazionale di quasi mezzo milione di addetti. Due primati riassumono le eccellenze che gli armatori italiani hanno raggiunto in questi 13 anni: al primo posto della graduatoria mondiale nel comparto delle navi traghetto con una quota di distacco assoluto rispetto alla concorrenza del 13% pari a 1,200mil di dwt e al primo posto in Europa per il settore crociere, animato da Costa Crociere che ha anche costruito ben 10 unità nei cantieri italiani di Fincantieri. Ma su questi importanti risultati ora si aggira lo spettro dei tagli lineari dei regimi fiscali agevolati, che nel caso dell’armamento non sarebbero tradotti in recupero di risorse ma in immediato allontanamento delle navi dalla bandiera nazionale, seguito già nel breve periodo dalla delocalizzazione dell’industria armatoriale in altri paesi europei o esteri, con drammatiche conseguenza occupazionali. Il Registro internazionale in sinergia con la tonnage tax sono strumenti di sviluppo e Confitarma è favorevole al “tagliando al

sistema industriale” di Tremonti per la verifica dell’efficacia di quel che è messo in campo per sostenere lo sviluppo, ma è anche pronta a studiare con i decisori possibili rivisitazioni normative di maggiore elasticità operativa che introducono la deregulation del settore, nella cui eventualità, Confitarma sin da ora respinge le responsabilità sulle ripercussioni negative che ne deriverebbero sull’occupazione e sugli investimenti - come ha ricordato a margine dell’assemblea il Presidente D’Amico, “la liberalizzazione non è sempre giusta né porta sempre all’abbattimento dei costi” – contraddicendo la volontà di avviamento di politiche di crescita del sistema industriale per la necessaria messa in moto dell’economia nazionale. UNITA è stato lo slogan di questa assemblea che cade nel Centenario, acronimo per gli armatori privati italiani di Uomini, Navi, Innovazione, Tradizione, Adde stramento, cioè di fatti realizzati in questi anni dal settore, non parole. Su questa concretezza chiedono di essere valutati dai decisori, prima che quest’ultimi prendano decisioni distruttive di un comparto così vitale per l’industria italiana e per il nostro PIL. Giovanna Visco


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Giuliano Gallanti: “Il Porto non sia solo business Si scommetta anche su cultura e valori”

Nella foto Giuliano Gallanti IVORNO - A working port in a living city. Un porto che lavora in una città che vive. A Rotterdam hanno utilizzato questo slogan per definire «l’identità di una realtà complessa che non vive soltanto di business e traffici, ma anche di cultura». E ad Amburgo ne sono talmente consapevoli che «non è raro scorgere su di una stessa banchina persone intente a fare jogging mentre a due passi da loro stanno scaricando un container». Dal Nord Europa all’Italia, e a Livorno, il passo non è poi così lungo: basta che si comprenda che il progetto Porto Aperto «è la plastica evoluzione di un ragionamento più complesso che è partito a livello europeo grazie alle iniziative ormai decennali di associazioni come Villes et Ports ed Espo». Il pensiero di Gallanti su un tema delicato come quello della compatibilità tra città e porto, industria e welfare, si consuma attraverso questi rapidi riferimenti agli scali del Northern Range e alla cultura di un Porto. L’occasione è fornita dalla tradizionale conferenza stampa dedicata alla nuova edizione di Porto Aperto, il progetto nato cinque anni fa per garantire il raggiungimento di una concreta integrazione tra lo scalo marittimo e il territorio. «Vi consiglio un libro, - ha suggerito il presidente dell’Autorità Portuale nel corso del suo intervento - un must-read per chiunque sia interessato alla portualità: è intitolato “Softvalues of seaports”, redatto da un avvocato, Eric Van Hoydoonk, e dall’attuale presidente di Espo, Patrick Verhoeven». «In questo saggio - ha spiegato Gallanti - si comprende molto bene come la percezione di un porto da parte della cittadinanza sia andata degradando a partire dal XIX secolo, da quando, cioè, gli scali marittimi, in ragione di una favorevole congiuntura economica, hanno cominciato ad espandersi verso il mare, abbandonando le vecchie dockland della città» Da allora - questo il succo del suo ragionamento - si è formata come una barriera tra porto e città, un ostacolo che le politiche di waterfront sviluppatesi all’inizio degli anni ’80 hanno contribuito solo parzialmente ad abbattere. Per questo motivo occorre che gli addetti ai lavori non perdano di vista uno dei loro principali obiettivi: «oggi i porti devono essere sempre più accessibili, visibili e attraenti, occorre uno sforzo immaginativo che vada oltre le consunte strategie di promozione». Al di là della pubblicazione di dati statistici e brochure, insomma, è necessario andare nella direzione indicata anni fa dai principali scali europei: «Auspico – ha concluso Gallanti - che con Porto Aperto i cittadini possano riscoprire veramente ciascuno il proprio Porto, vedendolo non solo come il principale volano economico del territorio, ma anche come una realtà fatta di persone e soft values, valori leggeri, per l’appunto»

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Che cos’è Porto Aperto? Porto Aperto è un progetto di apertura del porto alla città, che mira a facilitare la conoscenza del principale motore economico del territorio.

Nella foto Porto di Livorno Con Porto Aperto lo scalo livornese si mette a disposizione della città per svelare i propri “segreti”: le zone inaccessibili, i protagonisti, i meccanismi che lo regolano, ma anche il linguaggio e gli stili di vita che lo contraddistinguono e che hanno finito per permeare l’intera città. Porto Aperto è un progetto teso a favorire una concreta integrazione tra Porto e Territorio. Una liaison profittevole attraverso la quale consentire a cittadini e studenti di fare una diretta esperienza del porto, un’avventura conoscitiva fatta di: - Visite guidate ai terminal dello scalo labronico - Visite al Cantiere Navale Azimut Benetti, al Porto di Capraia Isola e all’Interporto Amerigo Vespucci - Scoperte affascinanti rivolte al futuro del porto, così come definito dagli strumenti di programmazione dell’Autorità Portuale: dal Piano Operativo Triennale al Piano Regolatore Portuale; - Articolate indagini critiche su concetti o idee a volte poco chiari, come la Logistica o il Green Port; Il progetto si propone inoltre di diffondere la cultura portuale partendo dai giovani; di coinvolgere i lavoratori e gli operatori portuali in un’operazione che crei un senso di appartenenza alla comunità portuale e di promuovere la cultura della sicurezza e della qualità. Da chi è promosso? Porto Aperto è promosso e organizzato dall’Autorità Portuale di Livorno, in collaborazione con Regione Toscana, Comune di Livorno e Centro Risorse Educative e Didattiche del Comune, Comune di Collesalvetti, Comune di Capraia isola, Capitaneria di porto di Livorno, Agenzia delle Dogane Ufficio Scolastico Provinciale di Livorno, Società Porto di Livorno 2000 e Società “Turismo e crociere”, Interporto Toscano “A. Vespucci”, Associazione Stella Maris di Livorno. A chi è rivolto? A giovani e studenti, che potranno così entrare dentro il porto, oltre i varchi doganali, per conoscere il principale volano di sviluppo dell’economia del territorio. Ai lavoratori del porto, che potranno diventare ciceroni della loro professione ed ambasciatori del progetto, dando quante più informazioni possibili sulle prospettive di crescita dello scalo. Ai cittadini in genere, che così potranno vedere da vicino come funzioni davvero un porto. Quali attività potranno essere svolte all’interno di Porto Aperto? Con questo progetto il Porto potrà essere:

• Visitato…… Si propongono due percorsi differenziati tra scuole e cittadinanza: A) Visite per le scuole: da novembre 2011 a maggio 2012, un giorno la settimana (3 visite giornaliere di due ore ciascuna: 09.00, 11.00 e 15.00) per un totale di 24 giornate e quindi 72 visite. Gli insegnanti potranno scegliere, al momento dell’adesione tramite scheda da compilare ed inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di Livorno ed all’Autorità Portuale, tra differenti percorsi: 1) visita generale del porto 2) visita dell’Interporto Toscano “A. Vespucci” 3) visita dell’Agenzia delle Dogane 4) visita del cantiere Benetti Yachts (si effettua nei mesi di marzo, aprile e maggio e sono previste solo 3 visite) 5) visite di uno specifico terminal (su richiesta da concordare direttamente con l’insegnante). Anche in questa quinta edizione sono previsti incontri propedeutici in classe che saranno presi in considerazione in funzione delle necessità didattiche segnalate dalle insegnanti. L’Autorità Portuale mette a disposizione per le visite un bus gratuito grazie al contributo della società “Turismo e crociere” e della società Porto di Livorno 2000. B) Visite per la cittadinanza: verrà messo a disposizione dei cittadini un bus per effettuare le visite gratuite in porto durante il periodo del Trofeo Accademia Navale- Città di Livorno e cioè dal 21 aprile al 1 maggio 2012, con il seguente orario: feriali alle ore 17,00, festivi alle ore 10,30 ed alle ore 16,00 per un totale circa di 1.500 posti. Gli interessati potranno iscriversi presso lo stand dell’Autorità Portuale al villaggio “Tuttovela”. Raccontato… Le classi che parteciperanno alle visite guidate in porto potranno prendere parte ad un concorso che prevede la predisposizione di materiale (foto, video, presentazioni in power point, racconti, ecc.) da presentare entro aprile 2012. Un’apposita commissione valuterà i migliori elaborati dividendoli per scuole (elementari, medie e superiori). Le classi che si classificheranno per prime e per seconde, in ogni ordine e grado, riceveranno un premio di 400 Euro per il primo posto e di 200 per il secondo con il quale potranno effettuare acquisti di materiale didattico e sportivo. Tutto il materiale verrà presentato il 20 maggio 2012, in occasione delle iniziative previste per celebrare la Giornata Europea

del mare, durante una giornata di porte aperte della sede dell’Autorità Portuale. Visto… Come ogni anno, Telegranducato dedicherà al porto, alla logistica e in generale e alla promozione di iniziative ed eventi legati alla portualità, un ampio spazio televisivo in orari di visione per il grande pubblico. Vissuto….. Con la Giornata Europea del Mare del 20 maggio, che conclude il progetto Porto Aperto, si celebrerà un momento significativo di condivisione con la cittadinanza che ha seguito il percorso formativo sin qui proposto. Come per le precedenti edizioni, saranno coinvolti gli studenti delle scuole cittadine e regionali in un evento, ancora da definire, che ribadisca di nuovo quanto il porto e il mare siano luoghi che si vogliono aprire alla cittadinanza e ai giovani. Insomma… Con il progetto Porto Aperto l’avventura, il divertimento e la conoscenza diventano gli elementi fondativi di una esperienza inedita che nasce dal legame indissolubile con il proprio porto, luogo senza frontiere nel quale giovani, studenti e cittadini possono finalmente provare a riscoprire le ragioni profonde del nostro essere comunità.


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Presso i parchi di San Giuseppe di Cairo sono arrivati i primi vagonetti carichi di carbone.

FUNIVIE S.P.A.: al via le prove generali del nuovo impianto Funivie S.p.A.. Sono iniziate in questi giorni le prove generali per l’avvio operativo del nuovo impianto sotterraneo e sottomarino realizzato da Funivie S.p.A. che collega la banchina del terminal Alti Fondali del Porto di Savona con lo snodo intermodale di San Rocco dove sorge la nuova stazione di carico degli storici vagonetti funiviari. Presso i parchi di San Giuseppe di Cairo (SV) i vagonetti hanno scaricato le prime tonnellate di carbone sbarcate presso il terminal Alti Fondali. L’inizio della piena operatività dei nuovi impianti e dell’intero complesso infrastrutturale è previsto entro novembre prossimo. Si ricorda che la realizzazione dell’opera, ideata da Funivie S.p.A. e finanziata dal Ministero dei Trasporti per un valore di circa 40 milioni di Euro, è iniziata nel 2004 e consiste in due tunnel, di cui uno sottomarino ed uno sotterraneo, dotati di un sistema di nastri trasportatori che collegano il

Terminal Alti Fondali con le due linee funiviarie di valico dell’Appennino ligure, lunghe 17 chilometri ciascuna, gestite in concessione dalla stessa Funivie S.p.A. Entrando nel dettaglio del progetto, l’opera ha riguardato la realizzazione di due tunnel per una lunghezza complessiva di 1600 metri circa. Il primo, di circa 500 metri, è stato realizzato al di sotto del piano di banchina e collega il terminal di sbarco ad un pozzo di raccordo profondo 40 metri. Dal fondo di tale pozzo parte il secondo tunnel, lungo circa 1100 metri, che collega la zona portuale alla nuova stazione di San Rocco, dalla quale ripartono le due linee funiviarie. All’interno di tali infrastrutture è stata realizzata una linea di nastri trasportatori, gli impianti di caricazione dei vagonetti e tutti i sistemi ausiliari necessari a garantire i più elevati standard di sicurezza. Il minitunnel, scavato all’interno della collina fronte mare in zona Valloria, è stato

ottenuto grazie all’utilizzo di una particolare tecnologia denominata “microtunneling”, fiore all’occhiello dell’ingegneria made in Italy. Dal punto di vista ambientale, la nuova struttura trasportistica, essendo completamente interrata per la quasi totalità del suo passaggio all’interno del tessuto urbano della città (dal punto di sbarco fino a via Loreto Nuova, nei pressi dei “Rondinini”), consente di eliminare ogni impatto verso l’esterno, sia visivo che di dispersione delle polveri. Sempre sotto questo aspetto, una volta a pieno regime, l’infrastruttura permetterebbe, alla potenzialità massima dell’impianto (8000 tonn/giorno), una riduzione del transito sulle strade di circa 300 camion al giorno, con un conseguente abbattimento delle emissioni inquinanti immesse nell’atmosfera. Occorre sottolineare che senza la realizzazione di questa opera, l’antica via funiviaria, sarebbe stata marginalizzata disperdendone il valore industriale, economico e soprattutto la valenza dal punto di vista ambientale. I Infine si ricorda che la prima delle due linee funiviarie ad oggi in concessione a Funivie S.p.A. è entrata in attività nel 1912 e costituì il primo progetto di interporto al servizio delle rinfuse solide in grado di collegare il mare con la pianura, al di là dell’Appennino. Nel 1936, grazie alla nascita della cokeria di Italiana Coke e alla conseguente necessità di approvvigionamento di materia prima, è stata realizzata la seconda linea funiviaria che ha permesso di raddoppiare la potenzialità di trasporto. Carlo Emilio Gadda, ingegnere e originale scrittore, già all’inizio del novecento descrisse quest’opera come “un’invenzione del futuro”. L’opera in numeri: Lunghezza complessiva dei tunnel: 1600 metri Lunghezza tunnel sottomarino - sotterraneo: 1100 metri Profondità pozzo di raccordo tra il tunnel scatolare in banchina ed il tunnel sottomarino - sotterraneo: 40 metri Dislivello tunnel sotterraneo: 140 metri Portata massima del nastro trasportatore: 500 tonnellate/ora Merce movimenta dalla nuova struttura funiviaria: circa 1.200.000 tonnellate su base annua.


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Pirateria: allerta Nato per aumento attacchi davanti Somalia a Nato aveva segnalato a tutto il mondo marittimo la possibilità di un aumento degli attacchi dei pirati a qualsiasi imbarcazione navigasse al largo della Somalia. L'allarme è contenuto in una nota datata 4 ottobre nella quale si sottolinea che "nei giorni scorsi il numero di attacchi di pirati è aumentato" e, considerando il fatto che "i monsoni si stanno indebolendo" , si avvisa che "i pirati sono di nuovo pronti ad attaccare le navi mercantili in transito attraverso l'Oceano Indiano.". "Negli ultimi anni - afferma nella nota il comandante del comando marittimo della Nato a Northwood, l'ammiraglio olandese Hank Ort - si è constatato che gli atti di pirateria avvengano maggiormente ad ottobre, quando il monsone sud-occidentale si indebolisce ed i pirati sono in grado di mettere in mare numerose imbarcazioni, anche molto distanti dalla costa".

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L'ammiraglio sottolinea che le forze della Nato sanno ormai che "ci sono gruppi di pirati che operano nell'oceano Indiano, nel mare Arabico e nel golfo di Aden". Per questo tutte le navi mercantili devono rispettare e mettere in atto le "migliori pratiche" per "rendere più difficile la possibilità per i pirati di salire a bordo e prendere il controllo". Dal canto suo la Nato "rimane sempre vigile", dice ancora l'ammiraglio Ort, e "nonostante la tregua negli attacchi dei pirati durante l'estate a causa del monsone, abbiamo continuato a pattugliare tutta la regione.". Secondo i dati forniti dall'Alleanza Atlantica, durante l'ultima settimana di settembre, ci sono stati tre attacchi e un tentativo di attacco nel sud del mar Rosso, due episodi di attività sospette nel Golfo di Aden e uno nel Mar Arabico, oltre al fermo di una nave pirata baleniera davanti alla Somalia. Anche all'inizio di ottobre l'attività dei pirati è risultata in "forte aumento" con il tentativo di sequestrare tre navi, che però sono riuscite a respingere l'assalto. "Le navi - afferma la nota - avevano i team di sicurezza a bordo, che sono consapevoli dell'utilizzo delle misure di protezione". Misure contenute in un opuscolo che la Nato ha già distribuito e pubblicato sul sito. Antonio Scotto Pagliara

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Una risposta concreta e uniforme alla lotta contro la pirateria

Nella foto: l’Ammiraglio Marco Brusco

OMA - Firmato dal Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Marco Brusco, il decreto dirigenziale con il quale nell ambito delle funzioni attribuite al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - si disciplinano le procedure tecnicoamministrative relative all' imbarco di Nuclei Militari di Protezione a bordo del naviglio nazionale che si reca nelle aree a rischio di pirateria.

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In particolare il decreto tratta gli aspetti espressamente connessi con la sicurezza della navigazione (safety of navigation) e la sicurezza marittima (maritime security), che hanno richiesto un necessario coordinamento per adeguare il nuovo assetto delle unità mercantili e permettere l imbarco dei Nuclei Militari in maniera conforme alla normativa nazionale e internazionale. Con la firma del provvedimento, è stato compiuto un ulteriore passo avanti nella lotta al dilagante fenomeno della pirateria, dando una concreta risposta alle sollecitazioni della Comunità internazionale e del cluster marittimo. Il decreto, infatti, consente l attuazione di una misura protettiva a carattere urgente adottata per contrastare quella che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ormai definito una minaccia alla

Nella foto: l’arresto dei pirati

sicurezza internazionale. Alla luce dei recenti eventi che hanno colpito navi di bandiera nazionale sequestro della petroliera SAVINA CAYLIN e delle motonavi MONTECRISTO e ROSALIA D’AMATO anche attraverso l 'azione di coordinamento di questo Comando Generale, l 'Italia si

impegna ancora una volta a rafforzare la tutela degli assetti di sicurezza e le misure di protezione delle navi (ship security) battenti bandiera italiana in conformità on le linee guida di settore sviluppate dall International Maritime Organization (IMO), dalla normativa nazionale e comunitaria.

Geodis punta sulla formazione di giovani talenti e crea il suo vivaio della logistica La Geodis lancia “Geodis Logistics School”, un corso teorico e uno stage pratico per conoscere il mondo della logistica e dei trasporti a 360° ILANO - Geodis Logistics - Divisione logistica in Italia del Gruppo Geodis ha aperto la prima Scuola di Logistica interna all’azienda. Lo scopo del progetto denominato “Geodis Logistics School” è quello di offrire ad una selezione di giovani diplomati e laureati una formazione nel settore della logistica e dei trasporti per creare un vivaio di giovani talenti con una esperienza e formazione completa, teorica e pratica, utile nel settore. Sono stati più di 530 i curriculum pervenuti presso la sede di Geodis a Milano, tra questi solo 15 sono stati i giovani selezionati e che da settembre hanno iniziato a frequentare i corsi organizzati dalla “Geodis Logistics School”. Il programma, totalmente dedicato alla formazione di addetti alla Logistica, ha preso il via con un corso intensivo in aula della durata di 4 settimane. I 15 studenti, provenienti

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da tutta Italia, con età inferiore a 30 anni, in possesso di un diploma di scuola superiore o una laurea ed un forte interesse ad intraprendere una carriera lavorativa nel settore della logistica e con forte aspirazioni anche di esperienze internazionali, hanno partecipato a lezioni teoriche tenute da docenti universitari, consulenti e dirigenti aziendali Geodis durante le quali sono state trattate tutte le tematiche e gli aspetti principali della logistica e del mondo dei trasporti. Al termine delle lezioni teoriche, la “Geodis Logistics School” prevede uno stage retribuito sul campo della durata complessiva di 6 mesi (da ottobre 2011 ad aprile 2012) che si svolgerà presso i siti logistici Geodis di Carpiano, Landriano e Castel San Giovanni.

I 15 giovani affiancheranno, a rotazione nei diversi siti logistici, i responsabili degli impianti per conoscere ed apprendere i diversi ruoli operanti nel settore della logistica. Questo corso di formazione è stato pensato e strutturato per supportare i giovani nella loro crescita, sia professionale che come individui, dando loro la possibilità di acquisire la tecnica lavorativa e condividere i valori che da sempre contraddistinguono Geodis. Una filosofia che ha reso Geodis uno degli operatori di riferimento della supply chain a livello italiano e mondiale.


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ANNO 49째 - N째9 - SETTEMBRE 2011


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Settembre 2011 by Informatore Navale - Issuu