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Napoli
Roma
L’Adriatico orientale sarà trivellato 29 volte per una lunghezza di 15mila chilometri
Presentato il 4° Rapporto Annuale
Il CdA di Fincantieri approva i risultati
di SRM ”Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”
al 30 settembre 2014
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Westfield: l’ACL del Gruppo Grimaldi ha scelto i nomi delle cinque supernavi G4 Westfield, 2 novembre 2014 – Sono in corso di costruzione le cinque nuove navi classe G4 dell’Atlantic Container Line, che saranno le più grandi RORO /Containerships al mondo. Le cinque navi G4 sostituiranno l’attuale flotta esistente di ACL, classe G3, nei servizi transatlantici della società. “Le nuovi navi classe G4 verranno chiamate Atlantic Star, Atlantic Sail, Atlantic Sea, Atlantic Sky e Atlantic Sun” ha fatto sapere Andrea Cox, che ha iniziato la sua carriera con ACL nel settembre 1996, ed ha annunciato i nomi dei vincitori. Andrea è un responsabile del Servizio Clienti al Customer Service Center di Halifax dell’ACL. Andrea ha detto che hanno scelto i nomi, basandosi sulla sua esperienza quotidiana con i clienti. Quando la costruzione dei G-4 è iniziata nel 2013, la società madre di ACL,il Gruppo Grimaldi, ha deciso che i dipendenti di ACL avrebbero tenuto un concorso per nominare i nuovi nomi. Oltre 5.000 proposte di nomi sono stati ricevuti. Ogni country manager ACL e responsabile del reparto hanno scelto i nomi dei 5 supertraghetti. I nomi più frequentemente selezionati (25 nomi) sono stati sottoposti a Grimaldi Group Management in Italia, che ha scelto i vincitori. Le nuove navi G4 saranno più grandi, più veloci del 10%, più ecologiche e più efficienti rispetto ai loro predecessori: il consumo di carburante per TEU sara’ ridotto.I megatraghetti G4 avranno una capacità di 3.800 teu contenitori e più di 28.900 metri quadrati di spazio RORO, con una capacità di 1.307 auto veicoli. Le nuove navi continueranno ad impiegare cellule-guide sul ponte, una caratteristica che permetterà all’ ACL di mantenere il suo record invidiabile di non aver perso mai un container in mare in più di 30 anni. Il primo G4 dell’ ACL entrerà in servizio la prossima estate e seguita ogni due mesi da una nave gemella fino a quando l’intera flotta ACL verra’ completamente sostituita.
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Grimaldi raddoppia su Igoumenitsa e lancia collegamento Brindisi-Corfù per l’estate 2015
Potenziati i collegamenti Puglia-Grecia con l’impiego, a partire da luglio prossimo, di una terza nave Napoli, 5 Novembre 2014 – Il Gruppo Grimaldi annuncia il potenziamento dei propri collegamenti marittimi tra Italia e Grecia con il lancio, a partire dal 6 luglio 2015, di una nuova linea regolare che collegherà i porti di Brindisi, Igoumenitsa e l’isola di Corfù. Il nuovo collegamento si aggiunge a quello già
offerto tutto l’anno dal gruppo partenopeo tra i porti di Brindisi, Igoumenitsa e Patrasso, operato dai due moderni traghetti “Euroferry Olympia” ed “Euroferry Brindisi”. Dedicato al trasporto di merci e passeggeri, il nuovo collegamento Brindisi-Corfù-Igou- menitsa sarà offerto grazie all’impiego di un terzo traghetto, il moderno “Catania”. Con una lunghezza di 186 metri e una stazza lorda di 26.000 tonnellate, è in grado di trasportare 2.250 metri lineari di
merce rotabile, 1.000 passeggeri e 170 auto al seguito. Costruito nel 2003, il traghetto è dotato di 93 cabine – interne, esterne e suite – e di 62 poltrone reclinabili e di tutti i servizi che rendono particolarmente piacevole l’esperienza della navigazione: ristorante self-service, caffetteria, area videogiochi e slot machine, negozio, solarium con lettini e bar. Tra Brindisi e Corfù, la frequenza del servizio sarà di quattro volte alla settimana con partenze dallo scalo pugliese il
lunedì, mercoledì, venerdì e sabato alle ore 12:00 e arrivo a Corfù alle ore 19:00. La ripartenza per Brindisi è prevista alle ore 23:59 con arrivo il giorno dopo alle ore 08:00. A supporto del flusso turistico, dal 27 luglio fino alla fine di agosto il servizio Brindisi-Corfù diventerà giornaliero, incrementando così la capacità complessiva di trasporto di merci e passeggeri, con partenze secondo gli orari sopra indicati.
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Napoli: Grimaldi ottiene da un pool di banche risorse finanziarie per 180Mln di euro Napoli, 7 novembre 2014 – Nei prossimi giorni sara’ erogata la prima tranche del prestito sindacato di 180 milioni di euro che DREAM Capital Partners S.p.A. ha organizzato in favore di Grimaldi Compagnia di Navigazione S.p.A., la società capofila del Gruppo Grimaldi, leader mondiale in logistica e trasporto marittimo Ro-Ro. Con un giro di affari annuo di quasi Euro 2,7 miliardi, una flotta di oltre 100 navi e circa 10.000 addetti, il Gruppo Grimaldi rappresenta una multinazionale di rilievo nel settore della movimentazione di merci e persone, collegando con una rete integrata di servizi marittimi regolari ed infrastrutture portuali oltre 120 porti in Nord Europa, Nord e Sud America, Africa Occidentale, e l’intero bacino Mediterraneo. Il finanziamento,che è stato sottoscritto la scorsa settimana a Milano, ha riscontrato un notevole successo presso il sistema bancario, con
adesioni per più del doppio dell’importo di lancio, e questo ha comportato la necessità di un riparto nonostante il beneficiario, in seguito all’interesse riscontrato, si sia reso disponibile ad incrementare significativamente l’importo da sottoscrivere.
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ANNO 52° - N°11 - NOVEMBRE 2014
DALLA PRIMA PAGINA GRIMALDI RADDOPPIA Con l’impiego della nave “Catania” verranno, inoltre, offerte sette nuove partenze settimanali da Brindisi per Igoumenitsa e viceversa. La partenza dallo scalo pugliese sarà tutti i giorni alle ore 12:00 con arrivo ad Igoumenitsa il martedì, giovedì e domenica alle ore 20:00 ed il resto della settimana alle ore 21:00. La partenza da Igoumenitsa per Brindisi è prevista tutti i giorni alle ore 22:00 con arrivo a Brindisi il giorno dopo alle ore 08:00 il martedì, giovedì e sabato e domenica e alle ore 06:00 il lunedì, mercoledì e venerdì. “Dopo aver stabilito Brindisi come uno dei principali hub del Mediterraneo per le merci, Grimaldi si rivolge ora a servire il tradizionale collegamento di
Brindisi con Corfù”, dichiara Hercules Haralambides, Presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi. “Questo nuovo sviluppo è salutato molto calorosamente dal territorio salentino e consolida ulteriormente Brindisi come uno scalo internazionale di indiscutibile importanza per la Regione Puglia, sia per il trasporto di merci che di passeggeri. Sono molto soddisfatto”, conclude il Presidente Haralambides. “Fin dall’inaugurazione dei collegamenti da Brindisi verso la Grecia nel 2012, abbiamo garantito la continuità del servizio e riscontrato un gran successo”, afferma Emanuele Grimaldi, Amministratore Delegato del Gruppo Grimaldi, insieme al fratello Gianluca. “Il lancio del nuovo collegamento estivo per Corfù conferma la grande attenzione del Gruppo a soddisfare le esigenze del mercato, soprattutto i turisti ai quali offriremo
POOL DI BANCHE Al prestito sindacato partecipano finanziatori nazionali ed internazionali: il Gruppo Intesa SanPaolo con Banca IMI nel ruolo di Banca Agente e di Joint Arranger insieme a Mediobanca ed ICBC – Industrial & Commercial Bank of China, Banca Popolare di Milano e Banco di Sardegna (Co-Arrangers), Banco do Brasil, Banca del Mezzogiorno – MCC, MPS Capital Services, Banca di Credito Popolare, Banco Popolare, Banca Popolare Sant’Angelo, Banca CR Savigliano ed un gruppo di Banche di Credito Cooperativo capitanate da ICCREA. Le banche hanno particolarmente apprezzato la capacità del Gruppo Grimaldi di generare risultati positivi con un trend de-correlato dall’andamento generale dello shipping e di conseguire utili significativi anche in anni difficili per l’eco-
un servizio affidabile e di qualità su traghetti moderni e a tariffe vantaggiose”, conclude Emanuele Grimaldi. Grazie al nuovo collegamento Brindisi-Corfù-Igoumenitsa, il Gruppo Grimaldi rafforza il suo legame con Brindisi, offrendo l’estate prossima ben 14 partenze settimanali per Igoumenitsa, sette per Patrasso, quattro e poi sette per Corfù, e rendendo in questo modo lo scalo pugliese il primo porto nel Basso Adriatico per numero di collegamenti verso la Grecia. La capacità di carico settimanale offerta dal Gruppo tra le due sponde del Basso Adriatico sarà in grado di soddisfare i bisogni della clientela più esigente. Le prenotazioni, sia per il trasporto merci che per i passeggeri, sono aperte a partire da oggi (per preventivi e prenotazioni: Gruppo Grimaldi Tel. 081/496 444 (passeggeri), 081/496 777 (merci)
nomiae i traffici mondiali. Il finanziamento ha natura chirografaria e prevede, oltre ai normali covenants finanziari, un innovativo covenant qualitativo legato all’età media massima della flotta del Gruppo Grimaldi, che è di gran lunga inferiore all’età media delle navi impiegate sul mercato. Il finanziamento è destinato al sostegno dell’attività caratteristica senza particolari vincoli nel suo utilizzo e, dopo l’erogazione della prima tranche pari al 50% nel corso del 2014, potrà essere tirato durante tutto il 2015 in funzione delle esigenze. Un possibile obiettivo nell’utilizzo del finanziamento, come illustrato dai vertici del Gruppo, è rappresentato dagli investimenti necessari per la riduzione dei consumi e delle emissioni delle navi che compongono la flotta, in modo da rendere questa forma di trasporto delle merci sempre più efficiente, competitiva e a minore impatto ambientale.
l’iNFoRmaToRe NaVale di Napoli Giornale marittimo È un periodico edito dalla EDI.MAR. sas di Gennaro Scotto Pagliara Direttore Responsabile GeNNaRo sCoTTo paGliaRa Condirettore: silVio sCoTTo paGliaRa sede: Stazione Marittima (Porto), 80133 Napoli Direzione, Redazione e pubblicità: Calata Vitt. Veneto (ex manufatto USO) Tel. e Fax: 081-203633 e-mail: gescotto@tin.it Registrazione presso il Tribunale di Napoli n° 1716 del 18/7/1964. Registro Nazionale della Stampa n° 9504 spedizione in abbonamento postale
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ANNO 52° - N°11 - NOVEMBRE 2014
Trieste: l’Adriatico orientale sarà trivellato 29 volte per una lunghezza di 15mila chilometri
Roma: in Confitarma presentato il ”Progetto Nave Veloce”
Trieste, 7 novembre 2014 – Per l’esplorazione e l’estrazione di risorse di gas e petrolio nell’Adriatico croato sono pervenute sei offerte da parte di alcune delle più grandi multinazionali che operano nel settore. Lo ha detto oggi il ministro dell’economia Ivan Vrdoljak, senza tuttavia rivelare i nomi delle societa’ in questione. Entro la fine dell’anno il governo croato deve scegliere i migliori offerenti, mentre i contratti per la trivellazione dovrebbero essere firmati entro la fine del marzo prossimo. Nei mesi scorsi le società inte-
ressate hanno potuto ottenere la documentazione relativa alla morfologia sismica del fondale marino in base ai dati raccolti lungo 15 mila chilometri a largo della costa croata. L’esplorazione è stata condotta dalla società norvegese Spectrum, su commissione del governo di Zagabria, con il metodo dello screening sismico. Il bando prevede la suddivisione della parte orientale dell’Adriatico in 29 blocchi esplorativi di superficie tra i mille e i 1600 chilometri quadrati. Otto di questi si trovano nell’Alto Adriatico, e gli altri
ventuno in quello centrale e meridionale. La concessione per la trivellazione in un blocco può essere assegnata solo a una società o compagnia. Il ministro Vrdoljak si e’ espresso in passato in termini molto ottimisti riquadro a possibili giacimenti nella parte croata dell’Adriatico. Oggi il primo ministro Zoran Milanovic ha assicurato che nel caso venissero scoperte risorse di gas o petrolio nel sottofondo marino, la Croazia si adopererà affinché siano rispettati i massimi standard ecologici.
Attivazione sperimentale a Napoli della procedura di sdoganamento in mare Napoli, 26 novembre 2014 – Presso la sala Calypso della Stazione Marittima di Napoli è stato siglato il disciplinare di servizio tra l’Ufficio delle Dogane di Napoli 1 e la Capitaneria di Porto di Napoli per l’attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare. Dal prossimo 15 dicembre,infatti,presso l’Ufficio delle Dogane di Napoli 1 sara’ aviata la sperimentazione dello ”Sdoganamento in Mare” cosiddetto ”Pre-Clearing” che consentira’ agli operatori di anticipare la presentazione della dichiarazione doganale trasmettendola alla Dogana prima ancora che la nave giunga in porto. In tal modo l’Agenzia avrà la possibilita’ di effettuare le previste analisi dei rischi e,laddove il circuito di controllo dovesse dare un esito favorevole,il contai-
ner ovvero la merce potrà liberamente prosegiore il proprio ”viaggio” verso la destinazione finale,non appena concluse le operazioni di sbarco. L’avvio della sperimentazione sarà reso possibile grazie all’apporto sinergio di tutti gli “attori” istituzionali e non,coinvolti nelle procedure di sdoganamento nel porto di Napoli, ed in particolare della Capitaneria di Porto di Napoli,ed in particolare della Capitaneria di Porto di Napoli coofirmataria del disciplinare. La Capitaneria di Porto mettera’ a disposizione di un settore squisitamente economio e dei relativi operatori,strumenti e procedure sinora adottate per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare quale testimonianza del notevole impatto del lavoro svolto
a favore della collettività. Tale strumento risulta innovativo ed e’ nato allo scopo di abbattere i tempi di sdoganamento,di giacenza e di giacenza e di consegna delle merci. Questa nuova proce-
dura di controllo comporterà un ulteriore recupero di competitività dell’intero “sistema portuale” e un effetto favorevole per tutte le attività legate ai traffici da e verso il porto di Napoli.
Roma, 11 novembre 2014 – Oggi, presso la sede di Confitarma, al termine dei lavori del Consiglio confederale presieduto da Emanuele Grimaldi, sono state presentate le attività del “Progetto Nave Veloce”, avente l’obiettivo di rendere note, anche attraverso una formazione mirata rivolta al personale dei consolati italiani, e mettere in rete le procedure svolte dalle Rappresentanze diplomatico-consolari all’estero connesse alla navigazione marittima, progetto promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) insieme con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. Sono intervenute delegazioni della Pubblica Amministrazione, guidate dall’Amb. Cristina Ravaglia, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI, dall’Amm. Felicio Angrisano, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, e dal Dott. Enrico Pujia, Direttore Generale del trasporto marittimo e per vie d’acque interne del MIT. In particolare, il Capitano di Vascello Giuseppe Troina, ufficiale delle Capitanerie di Porto distaccato al MAECI, e Francesco Beltrano, del Servizi Politica dei Trasporti di Confitarma, insieme all’Avv. Aurora Crolla, hanno illustrato il Prontuario amministrativo di navigazione marittima ad uso degli Uffici consolari e dell’utenza armatoriale, scaturito da un Gruppo di Lavoro ed elaborato in conformità con la normativa nazionale, europea ed internazionale di riferimento, per rispondere alle esigenze di snellimento delle complesse attività concernenti la navigazione marittima svolte all’estero dalle Rappresentanze diplomatico-consolari. Il Presidente Grimaldi ha rivolto un particolare ringraziamento all’Amb. Ravaglia che, in qualità di direttore generale della Direzione Italiani all’estero, ha promosso il “Progetto Nave Veloce”, la cui realizzazione è stata possibile anche grazie al supporto della Direzione guidata da Enrico Pujia. Oltre alla presentazione del “Progetto Nave Veloce”, è stato firmato il protocollo d’intesa fra Ministero degli Esteri e Comando Generale delle Capitanerie di porto, che prevede uno snellimento delle procedure per il rilascio all’estero dei certificati di sicurezza di competenza dell’Autorità marittima. Il Presidente Grimaldi ha ringraziato l’Amm. Angrisano e con lui il Comando Generale anche per questo notevole lavoro. Erano presenti tra gli altri, Amb. Andrea Meloni, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese del MAECI, Amm. Ilarione Dell’Anna e Amm. Nicola Carlone, rispettivamente Capo del Personale e Capo del VI Reparto del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. “Oggi attraverso risultati concreti – ha affermato il presidente di Confitarma – possiamo con orgoglio dimostrare che la sinergia tra Amministrazione ed utenza può funzionare e dare buoni risultati con soddisfazione per tutti. Sappiamo tuttavia che la strada della semplificazione è ancora lunga e piena di ostacoli soprattutto a causa di un contesto normativo per il settore che dovrebbe sicuramente essere rivisto per poterlo rendere adeguato alle esigenze del mondo marittimo, in continua evoluzione”.
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Damasco: beve RED BULL,vende petrolio e predica la Jihad violenta agli europei Damasco, 20 novembre 2014 – Dai recenti dati ufficiali della Dogana turca, il traffico commerciale export verso la Siria cresce, raggiungendo, nei primi 9 mesi dell’anno, il suo picco massimo in settembre con 1,3 miliardi di dollari in beni e prodotti. Nota di colore, la quota principale è stata costituita della nota bevanda Red Bull per un valore esportato di $800 milioni di lattine, mentre la vivacità commerciale complessiva è sostenuta anche da diverse imprese produttive, che allo scoppio dei primi disordini hanno trasferito le loro produzioni domestiche in Turchia. Come riportato da diverse fonti internazionali, tra cui Bloomberg, le imprese di autotrasporto turche compiono diversi viaggi al giorno varcando di poche miglia i confini controllati da due forze contrapposte, il Free Syrian Army dell’Isis (nota anche come Isil o Stato Islamico) e dal Fronte islamico, dove in punti convenuti le merci vengono trasbordate su un camion siriani e portate verso destinazioni sconosciute. Le sanzioni economiche della Turchia contro il Governo siriano alouita della minoranza sciita di Bashar alAssad, non riguardano lo scambio commerciale. In tutti
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i casi, Damasco ha perso il controllo di gran parte del confine con la Turchia (che confina anche con Iran ed Iraq), e versa in uno profondo buio finanziario ed economico, nonostante la linea di credito iraniana. Secondo Frontex, nei primi 8 mesi del 2014, più di 20.000 rifugiati sono passati illegalmente attraverso la Turchia, un ponte per l’esodo verso l’Europa, via terra per Grecia e Bulgaria o su imbarcazioni per Grecia, Cipro e Italia. In un’intervista a BuzzFeed News, che ha suscitato molte polemiche internazionali, un trafficante di persone, protetto dall’anonimato, ha parlato di infiltrazione di terroristi tra i rifugiati. Da quando nel marzo 2011 è scoppiata la guerra civile in Siria, costata finora circa 200.000 morti, milioni di fuggitivi e più di un milione di rifugiati, il trafficante svolge la sua “missione umanitaria”, come egli stesso la definisce, per 2.500 dollari a persona, trasferendo via mare i clandestini dalla Turchia verso la Grecia; ma nell’estate per la prima volta, dietro lauto compenso, ha anche confuso tra i rifugiati oltre 10 uomini iracheni e siriani dell’Isis. Le autorità internazionali hanno definito queste dichiarazioni false, non essendo corroborate da alcuna evidenza e peraltro troppo rischiose e complicate per una pianificazione terrorista. Piuttosto, ciò che preoccupa fortemente sono i circa
3000 europei passati, ferocemente, all’Isis e che legalmente possono raggiungere in ogni momento qualsiasi punto dell’Europa. Lo Stato Islamico diretto dagli estremisti sunniti si sta estendendo a macchia d’olio e, da fonti ufficiali curde, attualmente controlla 1/3 della Siria ed 1/3 dell’Iraq, equivalenti a 10-12 milioni di abitanti su un’estensione di 250.000 kmq, pari a quella della GB. In alcune aree dell’Arabia Saudita sta pericolosamente raccogliendo molti simpatizzanti, mentre si sono registrate alcune infiltrazioni nel complesso mondo tribale libico. Recentemente Abu Bakr al-Baghdadi, leader Isis, ha verbalmente esteso il califfato dello Stato Islamico anche in Yemen, Marocco, Tunisia, Algeria e Sinai egiziano. In Siria l’Isis controlla il 60% dei campi estrattivi, con cui sta sostenendo il bisogno energetico interno, soprattutto bellico, e sta assicurando l’afflusso continuo di denaro cash nelle proprie casse. Infatti, tutta l’eccedenza petrolifera è venduta sul mercato nero, a prezzi scontati del 50% rispetto alla quotazione Brent, ad una vera e propria catena di intermediari, che rivendono il greggio prevalentemente in Turchia. I ricavi per lo Stato Islamico sono stati calcolati intorno a 1 milione di dollari al giorno ($440 milioni all’anno – stima della societò di consulenza
IHS), che stanno alimentando l’efficienza e l’estensione militare delle sue forze (Isis recluta i militari alla megapaga di 400$ al mese), ma anche le politiche educative della popolazione civile verso il modello Isis. Recentemente, il dipartimento del tesoro dello Stato Islamico ha annunciato l’intenzione di creare un sistema finanziario ufficiale e coniare una propria moneta, di valuta libera “dalla tirannia del sistema monetario imposto ai mussulmani”. Finora il califfato utilizza per le proprie transazioni commerciali il dinaro iracheno, il pound siriano o il dollaro statunitense. Intanto, sta allargando il controllo nelle regioni siriane di produzione gassifera tra Homs e Palmyra. Nonostante i reteirati bombardamenti occidentali su campi e raffinerie sotto controllo Isis, che hanno ridotto la capacità produttiva di almeno un terzo, l’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) ha stimato la produzione sopravvissuta a circa 20.000 barili al giorno. La maggior parte del crudo prodotto nei territori controllati dall’Isis, che sempre più si sta conformando come un vero e proprio impero petrolifero, è venduto con innumerevoli transazioni su piccola scala e trasportato via camion lungo rotte di difficile intercettazione sui confini turchi, giordani e iracheni. Giovanna Visco
Da anni in molti porti italiani i rimorchiatori hanno adottato soluzioni di sostenibilità ambientale ed economica Roma, 25 novembre 2014 – Alcuni giorni fa sono apparsi sulla stampa informazioni relative ad un progetto, avviato a Genova, riguardo all’alimentazione energetica dei rimorchiatori in banchina con colonnine elettriche, definito nell’articolo “primo e unico caso del suo genere” in Italia. La Federazione Italiana degli Armatori Italiani, Federimorchiatori, coglie l’occasione per sottolineare che da anni le società di rimorchio associate lavorano per abbattere i costi a favore dell’utenza, coniugando l’efficienza all’attenzione per la tutela ambientale. Con investimenti privati delle società concessionarie del servizio, nel porto di Venezia e Fiumicino da oltre 10 anni i rimorchiatori sono alimentati regolarmente con pensiline elettriche alle banchine di ormeggio, mentre in quello di Napoli questo sistema è operativo già da circa un mese. Nel porto di Taranto si sta aspettando l’assegnazione definitiva di ormeggio per i rimorchiatori, per attrezzare nello stesso modo la banchina. Anche altri porti italiani hanno ugualmente adottato la medesima soluzione – compatibilmente all’assegnazione da parte dell’Autorità marittima di un ormeggio fisso ai mezzi di rimorchio in servizio – coerentemente a quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione Europea n. 339 dell’8 maggio 2006(GU L 125 del 12.5.2006), finalizzata a promuovere l’utilizzo di energia erogata da reti elettriche terrestri per le navi ormeggiate nei porti comunitari.
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Elezione del nuovo presidente dell’Istituto Italiano di Navigazione Roma, 28 novembre 2014 – Oggi, presso la sede di Confitarma, al termine dei lavori dell’Assemblea dell’Istituto Italiano di Navigazione, è stato eletto, con larga maggioranza, il nuovo Presidente, dott.ssa Palmira Petrocelli. Il Presidente Petrocelli ha accettato l’incarico e ha rivolto un particolare ringraziamento a tutti coloro che fortemente hanno creduto in lei dichiarando il proprio impegno a rappresentare gli interessi di tutti i settori dell’Istituto (marittimo, terrestre, aereo e spaziale) specificando che: «proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario di questo prestigioso Ente, il programma della mia Presidenza, attraverso un’attenta opera di valorizzazione e ristrutturazione dello stesso, si pone l’obiettivo di fare dell’Istituto Italiano di Navigazione il punto di riferimento nazionale della cultura, della tecnica e della scienza del mondo della Navigazione, in tutti i suoi aspetti». L’assemblea è stata caratterizzata da un’ampia partecipazione dei soci che hanno colto l’occasione per condividere le proprie esperienze e idee volte tutte alla crescita e allo sviluppo degli interessi dell’Istituto, sempre tesi alla promozione e diffusione della cultura della navigazione in tutte le sue declinazioni.
Copenhagen: CEO della Maersk è pronto ad una eventuale guerra al ribasso dei noli Copenhagen, 24 novembre 2014 – L’amministratore delegato di Maersk Line ha messo in guardia sullo stato precario del settore container, dicendo che il gruppo danese saprebbe accontentarsi di margini più bassi se i suoi concorrenti hanno noli piu’redditizi. Søren Skou teme che i bilanci in perdita dei molti concorrenti possano far abbassare i noli peggiorando la sovraccapacità in quanto manca una disciplina cosi’ come in altri settori. La distanza tra il più grande gruppo di trasporto container del mondo e il resto del settore è impressionante: Maersk registra un margine operativo dell’ 8,2 per cento nel secondo trimestre – 8,5 punti percentuali in più rispetto ad una media di più di una dozzina di concorrenti. Delle 13 societa’ rivali di Maersk, 10 erano in perdita o pareggio nel primo tempo. “Per Maersk Line è vantaggioso essere in una posizione in cui stiamo crescendo meglio in questo settore. Ma avremmo preferito vivere con un gap di margine inferiore e una redditività media più alta “, ha detto il Skou. Maersk è di gran lunga la societa’ di navigazione per trasporto container più redditizia, dopo aver trasformato una perdita di $ 550 milioni nel 2011 a un utile netto per l’intero esercizio previsto di oltre 2 miliardi di dollari, grazie ad un vasto programma di riduzione dei costi guidata da Skou e la consegna delle navi più grandi al mondo, conosciute come Triple E. Il resto del settore ha lottato per adattarsi ad un mondo in cui la crescita della domanda container è più che dimezzata rispetto a prima della crisi e che le merci sono scesi costantemente per 15 anni. “E ‘una preoccupazione che il comparto, nel suo complesso, non è piu’ redditizio. Abbiamo bisogno di essere in grado di svolgere il nostro ruolo nel mondo per facilitare il commercio globale e la fornitura di servizi a basso costo. E’ preoccupante che i prezzi siano così bassi e che un gran numero di compagnie sono in grado di realizzare un profitto e abbastanza denaro per cambiare le attività “, ha detto il sig Skou. Maersk ha siglato un accordo di nave-sharing con Mediterranean Shipping Company, numero due del settore, in una mossa che dovrebbe salvarlo $ 350mA anno. I prezzi del trasporto sono diminuiti del 2 per cento ogni anno negli ultimi dieci anni, secondo Skou. “Ogni anno abbiamo bisogno di trovare risparmi che prima mitigano l’inflazione e poi si spera di prendere un altro 1-2 per cento per mantenere lo stesso margine”, ha detto. “La riduzione dei costi è un cambiamento di stile di vita, non una dieta.” Maersk ha ridotto i costi imponendo alle sue navi di viaggiare piu’ lentamente e demolire le navi vecchie ogni volta che prende in consegna una delle 20 Triple Es, ciascuna delle quali può trasportare l’equivalente di 18.000 contenitori di 20 piedi (TEU). Mr Skou ha detto che Maersk stava trasportando il 10 per cento in più di volume con solo il 3-4 per cento in più di capacità rispetto a due anni fa. Maersk ha bisogno di ordinare nuove navi entro il primo trimestre del prossimo anno per mantenere la sua posizione di leader nella graduatoria dei top-ten delle societa’ di trasporto marittimo container del mondo, e si fa piu’ concreta un eventuale ordine di nuove triple E. Ma ha detto, che una nave più grande della Triple E era improbabile, mentre la domanda è cresciuta nel traffico dei contenitori da 4-5 per cento l’anno, piuttosto che il 10 per cento di pre-crisi.E comunque navi che superano la portata delle triple E si stanno gia’ profilando all’orizzonte. “Un paio di tendenze che hanno accellerato la crescita e che potrebbe aver fatto il loro corso. Non c’è molto da accelerare al di là della crescita del PIL mondiale “.
ANNO 52° - N°11 - NOVEMBRE 2014
Napoli: presentato il 4° Rapporto Annuale di SRM ”Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”
Convegno aperto dal messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: Lavorare con il massimo impegno per ristabilire le condizioni favorevoli allo sviluppo economico della regione mediterranea - 44 miliardi di euro l’export verso i Paesi Sud del Mediterraneo e l’area del Golfo, valore molto superiore alle esportazioni verso USA (27 mld) e Cina (9,9 mld) - L’Italia è tra i principali partner della sponda Sud del Mediterraneo, con 54,8 mld di euro in scambi commerciali - L’incidenza dell’Area sul totale del commercio estero dell’Italia è del 7,3%, 14,6% per il Mezzogiorno - Cresce la presenza di imprese italiane nell’Area. In Egitto, Marocco e Tunisia, in base ai report di SRM, vi operano in modo stabile circa 1.800 imprese italiane - In crescita il ruolo dei Fondi Sovrani MENA (FoS MENA) che gestiscono 2.700 miliardi di dollari e che si stima possano investire in Italia tra 1,5 e 2,5 miliardi di dollari - Nel Mediterraneo transita il 19% del traffico mondiale marittimo di merci, una quota in crescita dal 15% di fine anni ’90. Raddoppiati tra il 2000 e il 2013 i passaggi di navi dal Canale di Suez Napoli, 14 novembre 2014 – È stato presentato oggi, presso la sede del Banco di Napoli, il Quarto Rapporto Annuale su Le Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo realizzato dall’Osservatorio Permanente di SRM sull’economia del Mediterraneo. Il convegno è stato aperto dal Presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, dal Direttore Generale del Banco di Napoli, Franco Gallia, e dal Presidente di SRM, Paolo Scudieri. Il Presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, ha dato lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dove viene sottolineato l’antico intreccio di storia e cultura tra i paesi che si affacciano nel Mediterraneo e che “come emerso dall’ultimo rapporto del Centro Studi e Ricerche sul Mezzogiorno, le relazioni economico-commerciali tra l’Italia e i paesi della sonda Sud del Mediterraneo non abbiano perso, nonostante la profonda crisi politica che affligge quell’area, la loro tradizionale vivacità”. Il Direttore Generale di SRM, Massimo Deandreis, nel presentare il rapporto ha delineato il quadro dell’interscambio commerciale tra l’Italia e l’area MED, ha descritto le caratteristiche dei flussi finanziari dell’area MENA e analizzato i flussi di traffico marittimo e le prospettive del settore delle energie rinnovabili nei paesi del Mediterraneo. Dal report si evince come l’export italiano verso i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo è ormai su quota 29 miliardi, l’11,1% del totale dell’export dell’Italia, ai quali sommare
i 15 miliardi di export verso l’area del Golfo per un totale di 43,8 miliardi di €, valore di gran lunga superiore alle esportazioni verso gli Stati Uniti (27 miliardi di €) e verso la Cina (9,9 miliardi. L’Italia, con 54,8 miliardi di euro di scambi commerciali con l’Area (a fine 2013), è il principale partner commerciale della sponda Sud del Mediterraneo, dopo Stati Uniti (62 miliardi) e la Germania (oltre 57 miliardi). Da notare che il 2013 ha fatto registrare una contrazione (-11,2% sul 2012) dovuta essenzialmente al forte calo delle importazioni di petrolio dalla Libia (-37,8% nel 2013). L’incidenza dell’Area Sud Mediterraneo sul totale del commercio estero dell’Italia è stata pari al 7,3% nel 2013, una quota sensibilmente maggiore rispetto ai principali competitor; specializzazione maggiormente marcata per il Mezzogiorno dove si raggiunge un’incidenza pari al 14,6%. Le positive prospettive di sviluppo a medio termine fanno crescere l’interesse delle imprese italiane per l’Area. SRM ha analizzato e stimato il numero, le dimensioni e i settori di attività delle imprese italiane nei paesi dell’Area Med soffermandosi su Egitto, Marocco e Tunisia. Complessivamente, le imprese italiane che operano in modo stabile in questi 3 paesi sono circa 1.800. Importante e in crescita è il ruolo dei Fondi Sovrani MENA (FoS MENA) come veicolo di investimento e potenziale driver per rafforzare le relazioni economiche tra l’Italia e i paesi Med. Gestiscono 2.700 miliardi di dollari e si stima che nei prossimi anni possano investire in Italia una cifra compresa tra 1,5 e 2,5 miliardi di dollari. All’interno del bacino del Mediterraneo transita il 19% del traffico mondiale marittimo di merci, una quota in crescita dal 15% di fine anni ’90. Tra il 2000 e il 2013 i passaggi di navi dal Canale di Suez sono più che raddoppiati, con una crescita media di circa l’8% all’anno. I temi e gli spunti emersi dal Rapporto di SRM sono poi stati discussi nella tavola rotonda “Banche, Imprese, Infrastrutture: l’economia come leva di cooperazione politica con il Sud Mediterraneo” moderata da Alessandro Barbano, direttore de “Il Mattino” alla quale hanno partecipato: Vincenzo Amendola, Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati; Kaouther Trabelsi, Delegato Generale del CEPEX (Centre de Promotion des Exportations – Tunisia); Maurizio Massari, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Egitto; Ferdinando Nelli Feroci, Commissario Europeo uscente e Presidente IAI; Jean Marie Paintendre, IPEMED (Institut Perspective Economique Méditerranéen); Yasmina Sbihi, Country Director per l’Italia dell’Agenzia marocchina per lo sviluppo degli investimenti; Roberto Vercelli, Amministratore Delegato AlexBank Egitto. Maurizio Barracco, Presidente Banco di Napoli: “Con questo convegno e con il Rapporto presentato da SRM vogliamo sottolineare quanto le relazioni economiche con il Sud Mediterraneo siano molto più fitte e importanti di quanto comunemente percepito e
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questo vale sia per l’Italia in generale, ma soprattutto per il Mezzogiorno. La centralità economica del mare nostrum è anche evidenziata dal fatto che un quinto di tutte le merci che viaggiano via mare nel mondo passano per il Mediterraneo e che il Canale di Suez ha visto raddoppiare negli ultimi anni il numero di navi in transito. Eppure l’Italia non sa sfruttare a pieno le opportunità di crescita economica che derivano dal posizionamento geo-economico del Mezzogiorno nel cuore del Mediterraneo. Da qui dobbiamo ripartire se vogliamo rilanciare, su basi concrete, la crescita nelle nostre regioni.” Franco Gallia, Direttore Generale Banco di Napoli. “Il Banco di Napoli storicamente favorisce la vocazione mediterranea dell’economia del Mezzogiorno e lo fa perché convinto che i paesi del Mediterraneo siano la più importante leva di sviluppo del tessuto economico e sociale e la più immediata occasione d’internazionalizzazione delle imprese. Vediamo, infatti, che quelle che esportano sono più performanti, hanno saputo reggere meglio la crisi e hanno un migliore merito di credito. Imprese per le quali il Banco di Napoli è pronto a fornire tutto il credito necessario per il loro sviluppo. Momenti di riflessione e analisi come quelli di oggi ci consentono anche di parlare delle tante opportunità di business offerte da questi Paesi per i quali la nostra banca può offrire, grazie alla nostra vasta rete di uffici e banche estere, la necessaria assistenza ed un’ampia gamma di servizi.” Paolo Scudieri, Presidente SRM: “Sono pochi i centri di ricerca che in modo costante e con strutture permanenti, si concentrano sull’analisi delle relazioni economiche da e verso l’Italia con un focus specifico sul Mezzogiorno. SRM lo può fare con costanza e impegno grazie al sostegno del Gruppo Intesa Sanpaolo e del Banco di Napoli perché siamo consapevoli che questo è un tema strategico per il futuro della nostra economia. Il connubio Mezzogiorno-Mediterraneo può essere una leva vincente, a cui va aggiunta la dimensione dell’economia marittimo portuale, settore fondamentale per l’Italia e per il Sud in particolare. Occorre usare la rilevanza che hanno gli scambi economici come leva, come dice il titolo della tavola rotonda del nostro convegno, per rilanciare anche la cooperazione politica e, attraverso di essa, avviare un processo di più forte integrazione con il Sud Mediterraneo.” Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM: “Quello che stupisce analizzando questi dati è la loro evidenza. Ne basta uno: dal 2001 al 2013 l’export dell’Italia verso il Sud Mediterraneo (Turchia compresa) è cresciuto del 107%. Includendo anche il Golfo, con un valore di 44 miliardi di euro, l’Italia esporta nell’area più di quanto esporta negli Stati Uniti e il quadruplo di quanto vendiamo in Cina o in Russia. Ma non c’è solo l’export. Guardando ad Egitto, Tunisia e Marocco, SRM ha censito quasi 1800 aziende a capitale italiano, numero in costante crescita anno dopo anno. E’ confortante vedere che le imprese, e tra queste molte del Mezzogiorno, abbiamo compreso l’importanza crescente di questi mercati. Manca invece una visione strategica e di sistema. Eppure i dati parlano chiaro: il Mezzogiorno sarebbe una perfetta piattaforma logistica del Mediterraneo a beneficio di tutto il sistema produttivo italiano. Ma occorre comprenderlo e investire, altrimenti altri, anche più lontani, ci prenderanno il posto che la geografia ci ha dato”.
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Roma: il CdA di Fincantieri approva i risultati al 30 settembre 2014
Roma, 10 novembre 2014 – Il Consiglio di Amministrazione di FINCANTIERI S.p.A. (“Fincantieri” o la “Società”), riunito sotto la presidenza di Vincenzo Petrone, ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di gestione al 30 settembre 2014, redatto in conformità ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS). A margine della riunione del Consiglio Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato: “Nei primi nove mesi del 2014 abbiamo rilevato un aumento degli ordini acquisiti, in particolare nel business delle navi da crociera, e un andamento positivo dei ricavi in tutti i settori in cui il Gruppo opera, registrando una progressiva ripresa dei volumi nei siti italiani con otto navi da crociera attualmente in costruzione rispetto alle quattro dello stesso periodo dell’anno scorso. Nonostante le difficoltà della nostra controllata Vard nel terzo trimestre, il Gruppo ha mantenuto un EBITDA margin stabile al 7,1% grazie anche agli effetti della strategia di diversificazione del business adottata. Proprio in quest’ottica infatti, sono stati conclusi nelle ultime settimane due importanti accordi di cooperazione nel militare e nell’offshore, rispettivamente con Finmeccanica e Technip, che supporteranno ulteriormente le condizioni per il continuo sviluppo della società.” Andamento operativo del Gruppo nei primi nove mesi del 2014 I nuovi ordini acquisiti nel corso dei primi nove mesi del 2014 ammontano a 4,2 miliardi di euro (in crescita rispetto ai 4 miliardi di euro del corrispondente periodo del 2013), con un book to bill ratio (nuovi ordini/ricavi) di 1,5 (1,5 al 30 settembre 2013), confermando così il trend di crescita in tutti i settori in cui opera il Gruppo. Negli ordini complessivi (al lordo dei consolidamenti), il settore Shipbuilding pesa per il 71% (56% al 30 settembre 2013), il settore Offshore per il 25% (39% al 30 settembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 4% (5% al 30 settembre 2013). Gli ordini acquisiti dalla Capogruppo FINCANTIERI S.p.A. sono stati il 62% del
totale (51% al 30 settembre 2013). Per quanto riguarda il segmento Shipbuilding, la dinamica dei nuovi ordinativi evidenzia una ripresa nell’area di business delle navi da crociera e, per quanto riguarda le navi militari, oltre alla conferma della prosecuzione del programma Littoral Combat Ship per la US Navy (con l’assegnazione di due ulteriori opzioni alla controllata Marinette Marine Corporation) e la ripresa della domanda per mezzi complessi per il trasporto di beni per il settore chimico/petrolifero nell’area dei Grandi Laghi, si segnala la definizione con la Marina Militare Italiana della configurazione delle prime due navi del piano di rinnovo della flotta e la prosecuzione dei lavori congiunti per la definizione delle configurazioni delle altre navi, quali premesse alla formalizzazione dei contratti. Per quanto riguarda il segmento Offshore, il terzo trimestre ha registrato un previsto rallentamento degli ordinativi dopo un primo semestre caratterizzato da valori molto significativi per i riflessi prodotti sull’industria dell’estrazione petrolifera dell’andamento del prezzo del greggio. Il carico di lavoro (backlog) del Gruppo al 30 settembre 2014 è risultato pari a 9,5 miliardi di euro (8,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013), in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2013, con uno sviluppo delle commesse in portafoglio previsto fino al 2019. La crescita del carico di lavoro riflette il significativo aumento di ordini acquisiti nel corso degli ultimi 15 mesi e la capacità del Gruppo di finalizzare contratti in negoziazione, opzioni contrattuali e opportunità commerciali. Inoltre, il soft backlog, che rappresenta il valore delle opzioni contrattuali e delle lettere d’intenti in essere, nonché delle commesse in corso di negoziazione relative al programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana, non ancora riflessi nel carico di lavoro, è pari al 30 settembre 2014 a circa 5,7 miliardi di euro. Nel backlog complessivo (al lordo dei consolidamenti), il settore Shipbuilding pesa per il 71% (66% al 30 settembre 2013), il settore Offshore per il 26% (31% al 30 settembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 3% (3% al 30 settembre 2013). Gli Investimenti effettuati nei primi nove mesi del 2014 sono pari a 110 milioni di euro, in calo rispetto ai primi nove mesi del 2013 (201 milioni di euro al 30 settembre 2013), con un’incidenza sui ricavi pari al 3,7%, rispetto al 7,4 % nei primi nove mesi del 2013. In particolare, 90 milioni di euro sono stati investiti in nuove infrastrutture, tra le quali il completamento del cantiere di Vard Promar (Brasile), oltre che in ammodernamenti
tecnologici volti a incrementare l’efficienza produttiva, nonché a migliorare le condizioni di sicurezza e di rispetto dell’ambiente all’interno dei siti produttivi (170 milioni di euro al 30 settembre 2013). Gli investimenti in attività immateriali ammontano a 20 milioni di euro (31 milioni al 30 settembre 2013) e sono finalizzati principalmente allo sviluppo di nuove tecnologie nella costruzione delle navi da crociera (14 milioni di euro). Per quanto riguarda la ripartizione degli investimenti tra i diversi segmenti, il 60% si riferisce al settore Shipbuilding (55% al 30 settembre 2013), il 33% al settore Offshore (43% al 30 settembre 2013), il 3% al settore Sistemi, componenti e servizi (1% al 30 settembre 2013) e il 4% alle Altre attività (1% al 30 settembre 2013). Dati economico finanziari consolidati dei primi nove mesi del 2014 I Ricavi e proventi al 30 settembre 2014 ammontano a 2.935 milioni di euro, con un incremento di 220 milioni di euro (pari all’8,1%) rispetto a quelli dello stesso periodo del 2013 (2.715 milioni di euro), principalmente grazie ai maggiori volumi di attività registrati nell’area di business delle navi da crociera che hanno più che compensato la contrazione dei volumi nell’area militare, per effetto del progressivo ridotto impatto dei contratti in corso e in attesa dell’avvio dei nuovi programmi previsti dalla Legge navale. Nei ricavi complessivi (al lordo dei consolidamenti), il settore Shipbuilding pesa per il 62,4%, (61,7% al 30 settembre 2013), il settore Offshore per il 33,3%, (34,5% al 30 settembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 4,3% (3,8% al 30 settembre 2013). Nel corso del periodo chiuso al 30 settembre 2014, si registra un’incidenza dei ricavi generati dal Gruppo all’estero in linea con il corrispondente periodo del 2013 e pari all’81% dei ricavi complessivi. L’EBITDA è pari a 207 milioni di euro, in linea con quanto registrato nei primi nove mesi dell’anno precedente (208 milioni di euro al 30 settembre 2013). Si segnala peraltro che i primi nove mesi del 2013 avevano beneficiato, alla voce Accantonamenti e svalutazioni, dell’effetto positivo di un elevato valore di rilasci sul fondo garanzia prodotti (per effetto di una revisione del medesimo fondo in particolare per quanto riguarda la controllata VARD). L’EBITDA margin si attesta al 7,1% in lieve calo rispetto allo stesso periodo nel 2013 (7,6%). In termini di contribuzione i settori Shipbuilding e Sistemi, componenti e servizi hanno visto un incremento della marginalità rispetto ai primi nove mesi del 2013 che ha solo parzialmente compensato la riduzione della marginalità del settore Offshore. A tale proposito si segnala che la marginalità del settore Offshore nei primi nove mesi del 2014 è stata impattata dal risultato della controllata VARD che ha fatto registrare nel terzo trimestre 2014 un margine leggermente negativo, in parte compensato, a livello consolidato, dal totale utilizzo del fondo rischi su commesse stanziato al momento dell’acquisizione del Gruppo norvegese. L’EBIT conseguito nei primi nove mesi del 2014 è pari a 132 milioni di euro (pari a 141 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013). L’EBIT margin, pari a 4,5% nei primi nove mesi del 2014 (5,2% al 30 settembre 2013), riflette la maggiore incidenza degli ammortamenti a seguito degli investimenti entrati in funzione nel corso del 2014 (in particolare per quanto riguarda il nuovo cantiere di Promar
in Brasile), unitamente alla minore marginalità del settore Offshore. Il Risultato d’esercizio ante proventi ed oneri estranei alla gestione ordinaria e non ricorrenti si attesta a 68 milioni di euro (era pari a 88 milioni di euro al 30 settembre 2013), con un’incidenza sui Ricavi e proventi pari al 2,3% (3,2% nei primi nove mesi del 2013). Proventi ed oneri estranei alla gestione ordinaria e non ricorrenti nei primi nove mesi del 2014 ammontano a 35 milioni di euro ed includono i costi a carico Azienda della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (8 milioni di euro), gli accantonamenti per oneri connessi a piani di riorganizzazione (4 milioni di euro), gli oneri relativi a contenziosi per danni da amianto (20 milioni di euro) e gli oneri non ricorrenti collegati alla quotazione (3 milioni di euro). Al 30 settembre 2013 la voce, che ammontava complessivamente a 48 milioni di euro, accoglieva anche gli oneri accessori all’acquisizione del Gruppo VARD per euro 18 milioni. Il Risultato d’esercizio si attesta su un valore positivo pari a 43 milioni di euro e risulta in riduzione rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio per effetto delle dinamiche sopraesposte (53 milioni di euro al 30 settembre 2013). La Posizione finanziaria netta, che non ricomprende i construction loans, registrata dal Gruppo al 30 settembre 2014 risulta negativa per 238 milioni di euro (negativa per 155 milioni di euro al 31 dicembre 2013). La posizione finanziaria netta beneficia dell’aumento del capitale sociale avvenuto in data 3 luglio 2014 a seguito dell’avvenuta quotazione della Capogruppo e sconta l’assorbimento di risorse per il finanziamento del capitale d’esercizio a seguito dell’incremento dei volumi nelle navi da crociera, con tre unità – oltre ad un traghetto – in consegna entro il primo trimestre 2015, tra cui la nave da crociera Costa Diadema consegnata nel mese di ottobre 2014. Inoltre si segnala l’incremento degli altri crediti finanziari non correnti legato principalmente al differimento della scadenza di alcuni crediti finanziari correnti verso clienti su cui maturano interessi a tassi di mercato. Il Capitale d’esercizio netto al 30 settembre 2014 è positivo per 353 milioni di euro, in netto aumento rispetto al valore al 31 dicembre 2013 (quando era negativo per 67 milioni di euro). La variazione è dovuta principalmente all’incremento dei lavori in corso su ordinazione a seguito della crescita dei volumi nell’area delle navi da crociera, in cui sono previste le consegne di tre unità oltre ad un traghetto entro il primo trimestre 2015 e all’incremento degli acconti a fornitori per ordini emessi su commesse. I construction loans, considerati quali componenti del capitale d’esercizio, al 30 settembre 2014 sono pari a 584 milioni di euro, in aumento di 21 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013. Il Patrimonio Netto al 30 settembre 2014 è pari a 1.601 milioni di euro (1.210 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Il Flusso monetario netto del periodo risulta negativo per 31 milioni di euro (negativo per 420 milioni di euro al 30 settembre 2013) per effetto di un Free cash flow (somma del flusso di cassa delle attività operative e del flusso di cassa delle attività di investimento) negativo per 419 milioni di euro (negativo per 475 milioni di euro al 30 settembre 2013), compensato dal flusso di cassa generato dall’attività di finanziamento per 388 milioni di euro (55 milioni di euro al 30 settembre 2013).
Napoli: a Barcellona con Grimaldi Lines, il comfort della nave e l’allegria dei mercatini di Natale Napoli, 10 novembre 2014 – Dal 6 al 10 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata, la Compagnia propone un lungo week-end ad un prezzo promozionale in suite. Il giorno dell’Immacolata segna da sempre l’inizio delle festività natalizie, portando con sé una miriade di luci e colori. E’ questo il momento dei mercatini di Natale che, in tutte le città di tradizione cristiana, offrono addobbi, prodotti dell’artigianato locale e prelibatezze dolci e salate. Per la festa dell’Immacolata 2014, Grimaldi Lines vi porterà alla scoperta di una Barcellona allegra e suggestiva, dove potrete passeggiare piacevolmente tra i mercatini del Barrio Gotico e le bancarelle della Gran Via, scegliendo con tutta tranquillità i regali da portare a casa per il tradizionale scambio di doni natalizi. Il lungo week-end è in programma dal 6 al 10 dicembre 2014, con partenza da Civitavecchia a bordo dell’ammiraglia Cruise Roma. La navigazione sul Mar Mediterraneo verso la capitale catalana sarà un’esperienza particolarmente piacevole e offrirà agli ospiti numerose possibilità di svago e divertimento. Chi desidera il massimo del relax, potrà scegliere tra diverse tipologie di massaggi ed altri trattamenti di bellezza, facendosi coccolare nel centro benessere della nave. Grimaldi Lines per l’occasione offrirà accesso gratuito a palestra e percorso umido-sauna, bagno turco e vasca idromassaggiononché una dimostrazione di Nail Art professionale. Per gli appassionati del gioco, il casinò di bordo sarà sempre aperto durante la navigazione. Tra una puntata alla roulette e un giro di slot machine, un corso gratuito di black jack, tenuto dai croupier di bordo, insegnerà tutti i segreti del mestiere ai giocatori più incalliti. Il cuore della nave sarà come sempre il grande salone dello Smaila’s Club, dove durante il pomeriggio ci si potrà intrattenere giocando a carte, o partecipando alle sfide canore con il karaoke. Negli stessi spazi sarà possibile trascorrere la prime ore del dopocena, accompagnati dalla musica live del piano bar, prima di passare in discoteca per sorseggiare un drink e ballare fino a notte inoltrata. A terra vi aspettano 2 giorni pieni avvolti dalla magia di Barcellona addobbata a festa. Le serate si potranno trascorrere tra i locali dell’animato quartiere Port Olimpic, o al Borne, mentre le giornate saranno dedicate alla scoperta dei mercatini natalizi. Il più famoso è il Mercatino di Santa Lucia, sulla piazza della Cattedrale in pieno Barrio Gotico, dove acquistare statuine del Presepe artigianali, decorazioni e dolci di tutti i tipi; da non perdere anche la Fira de Reis sulla Gran Via, suddiviso in due sezioni distinte: il mercatino dei giocattoli in Plaza Catalunya e nelle zone limitrofe e il mercatino dell’antiquariato verso Plaza de España. Le quote di partecipazione sono davvero invitanti, grazie alla promozione che accoglie tutti in suite (fino ad esaurimento posti da verificare all’atto della prenotazione)! La junior suite matrimoniale costa solo € 199 a persona, ma si parte da un prezzo ancora più conveniente con i 139 euro a persona, della junior suite quadrupla. La formula proposta comprende per tutti: viaggio a/r da Civitavecchia a Barcellona con 4 pernottamenti in cabina, di cui due con nave ormeggiata nel porto di Barcellona, 4 prime colazioni, 2 pranzi e 2 cene business presso il self service di bordo, 2 ingressi al centro benessere (palestra e percorso umido), 2 buoni drink da consumare presso la discoteca di bordo, 1 buono da 10 euro da spendere presso lo shop di bordo,trasporto auto (senza possibilità di sbarco a Barcellona), attività di intrattenimento come da programma, diritti fissi.
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