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Analisi dei rischi

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Ente giuridico ecclesiastico

“Casa Maria Ausiliatrice” delle Salesiane di Don Bosco con sede legale in Lecco – Via Caldone n. 18 DPR n. 967 del 03.08.1961 – G.U. n. 242 del 28.09.1961 C.F. – P. IVA 00578870131

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI GESTIONE Analisi dei Rischi settore scuola

Redatto secondo il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231

M.O. – Analisi Rischi - Ed. 1 Rev.0 del 22 novembre 2013


REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Malversazione a danno dello Stato o dell’Unione Europe Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o dell’Unione Europea (art. 316-ter cod. pen.) Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis cod. pen.) Truffa in danno dello Stato, di altro ente pubblico o dell’Unione europea (art. 640, comma 2, n. 1 cod. pen.) Valutazione del rischio BASSO (limitato di norma alla gestione dei corsi di formazione finanziati ed alla percezione dei contributi per la scuola paritaria. Non è da escludere però la possibilità di partecipare ad iniziative e progetti finanziati con denaro pubblico). IPR: 3 x 2 x 4 = 24 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Ottenimento ed utilizzo di contributi e finanziamenti pubblici (statali, regionali, provinciali e comunali) difforme da quanto stabilito dall’ente finanziatore. 2 Partecipazione del personale dell’Ente a corsi Fonder o comunque finanziati con denaro pubblico. 3 Trasmissione dei bandi e rendicontazione al finanziatore dell’attività svolta.

Concussione (art. 317 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: non più riferibile alle attività dell’ente nella forma comune, dacché la legge Severino del 2012 ha riformato il reato, prevedendo che possa essere commesso solo dal pubblico ufficiale e non anche, come nel testo precedente, dal privato incaricato di pubblico servizio (nel quale concetto rientravano alcune figure della scuola paritaria)

Fattori di rischio e possibili non conformità

Corruzione per un atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio (art. 318 -319-320 cod. pen.) Istigazione alla corruzione (art. 322 cod. pen.) Concussione per induzione (art. 319 quater cod.pen.) Valutazione del rischio MEDIO: riferibile sia ai rapporti con la PA, sia ai casi in cui il personale dell’ente agisce come incaricato di pubblico servizio, alla luce della nuova forma di concussione per induzione introdotta nel 2012 dalla legge Severino IPR: 4 x 2 x 4 = 32 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Conseguimento di benefici non dovuti, ottenuti corrompendo un pubblico ufficiale, con elargizioni in denaro o di altra natura, purché suscettibile di valutazione economica (es. offerta di posti di lavoro per sé o per congiunti). 2 Accettazione di tentativi di corruzione da parte di un pubblico ufficiale, con particolare riferimento alle attività ispettive svolte dalla PA. 3 Indebite pressioni da parte dei docenti verso le famiglie per acquistare prestazioni professionali a pagamento da parte degli stessi docenti o di terzi da costoro indicati. 4 Indebite pressioni psicologiche da parte dei docenti sugli alunni, dirette, attraverso la minaccia di una ritorsione sul piano didattico, a far conseguire al docente stesso una qualche forma di utilità (ad esempio favori sessuali). 5 Qualunque abuso del ruolo di incaricato di pubblico servizio diretto ad ottenere o far promettere utilità illecite.

Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee di stati esteri (art. 322-bis cod. pen.)

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Valutazione del rischio Non applicabile: il personale dell’ente non ha rapporti diritti con organismi comunitari o stati esteri

Fattori di rischio e possibili non conformità

Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter cod. pen.) Valutazione del rischio RESIDUALE: riferibile solo ai casi di svolgimento di procedimenti civili o penali in cui l’ente sia parte. IPR: 3 x 1 x 2 = 6 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Tentativi di corruzione di un pubblico ufficiale (es. magistrato o CTU) nell’ambito di un procedimento giudiziario in cui l’Istituto è parte in causa.

Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico ( art. 640-ter cod. pen.) Il reato si configura nel caso in cui, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico o manipolando dei dati in esso contenuti, si ottenga un ingiusto profitto arrecando danno a terzi Valutazione del rischio BASSO (i processi sensibili identificati sono riferiti soltanto per analogia alla frode informatica ai fini di un maggior controllo sul flusso delle comunicazioni alla Pubblica Amministrazione) IPR: 3 x 1 x 5 = 15 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Anagrafe studenti – Dote scuola (mancata comunicazione alla PA del ritiro di alcuni alunni o degli esoneri totali, allo scopo di ottenere un contributo non dovuto).

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REATI SOCIETARI

a) per la contravvenzione di false comunicazioni sociali, prevista dall'articolo 2621 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecento quote; b) per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, primo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; Valutazione del rischio BASSO: la fattispecie integra il reato comunemente noto come “falso in bilancio” e costituisce un reato di pericolo che è compatibile anche con la particolare natura degli enti ecclesiastici, che sono comunque tenuti alla redazione del bilancio. La fattispecie sostanziale prevista nel punto b) è la stessa del reato di cui al punto a) e rientra nel concetto di falso in bilancio, con la differenza che in questo caso non si tratta di reato di mero pericolo, essendo richiesto anche l’elemento del danno per la società, i soci o i creditori. In ogni caso le situazioni a rischio sono le stesse, ovviamente con riferimento solo ai creditori (nel caso dell’ente ecclesiastico non ci sono società né soci). IPR: 3 x 2 x 4 = 24 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Redazione del bilancio con notizie false od omissioni di informazioni dovute, in modo tale da poter indurre in errore sulla reale situazione finanziaria dell’Istituto.

c) per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, terzo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame si riferisce alle sole società quotate in borsa.

Fattori di rischio e possibili non conformità

h) per il delitto di impedito controllo, previsto dall'articolo 2625, secondo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; Valutazione del rischio BASSO: la fattispecie può essere riferita ai rapporti con i soggetti incaricati della revisione dei conti. IPR: 3 x 2 x 4 = 24 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Gestione non corretta della documentazione strumentale a consentire l’attività dei soggetti preposti alla revisione dei conti.

i) per il delitto di formazione fittizia del capitale, previsto dall'articolo 2632 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici, che non dispongono di capitale sociale.

Fattori di rischio e possibili non conformità

l) per il delitto di indebita restituzione dei conferimenti, previsto dall'articolo 2626 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; M.O. – Analisi Rischi - Ed. 1 Rev.0 del 22 novembre 2013


Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici, che non dispongono di capitale sociale.

Fattori di rischio e possibili non conformità

m) per la contravvenzione di illegale ripartizione degli utili e delle riserve, prevista dall'articolo 2627 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a duecentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici, che non dispongono di utili e riserve da ripartire.

Fattori di rischio e possibili non conformità

n) per il delitto di illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, previsto dall'articolo 2628 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

o) per il delitto di operazioni in pregiudizio dei creditori, previsto dall'articolo 2629 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

p) per il delitto di indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, previsto dall'articolo 2633 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

q) per il delitto di illecita influenza sull'assemblea, previsto dall'articolo 2636 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

r) per il delitto di aggiotaggio, previsto dall'articolo 2637 del codice civile e per il delitto di omessa comunicazione del conflitto d'interessi previsto dall'articolo 2629-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote; AGGIOTAGGIO Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

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OMESSA COMUNICAZIONE DEL CONFLITTO D'INTERESSI Valutazione del rischio NON APPLICABILE: il reato in esame non si può riferire agli enti ecclesiastici.

Fattori di rischio e possibili non conformità

s) per i delitti di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, previsti dall'articolo 2638, primo e secondo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote; Valutazione del rischio BASSO: riferibile ai rapporti con i soggetti istituzionali che svolgono verifiche sull’attività dell’ente, volendo intendere, in modo estensivo e funzionale ad una maggiore scrupolosità nella gestione del rischio, per “autorità pubblica di vigilanza” qualunque pubblica amministrazione che svolga funzioni di vigilanza rispetto all’attività dell’ente. IPR: 3 x 2 x 4 = 24 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Falsificazione od omissioni nella predisposizione della documentazione esibita a funzionari pubblici pubblici, in sede di vigilanza.

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REATI CONTRO LA VITA E L’INCOLUMITÀ INDIVIDUALE Omicidio colposo con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 589, comma 2, cod. pen.) Lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 590, comma 3, cod. pen.) Valutazione del rischio MEDIO-ALTO: il rischio è quello comune a tutti gli enti che gestiscono rapporti di lavoro o di collaborazione ed è legato al sistema di garanzia della sicurezza e salute sul lavoro. Inoltre, i rischi legati alla sicurezza sul lavoro possono essere riferiti anche all’incolumità degli alunni, dal punto di vista sia fisico che psicologico. IPR: 5 x 4 x 4 = 80 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Adempimento non pieno dei requisiti contenuti nel D. Lgs. 81/08. 2 Carenze nella tenuta della documentazione della sicurezza sul lavoro. 3 Non corretta individuazione dei rischi per il personale, ai sensi dell’art. 28 TU. 4 Mancata predisposizione dei DUVRI ex art. 26 TU per le attività appaltate. 5 Mancato svolgimento delle attività formative rivolte ai vari livelli del personale in materia di sicurezza. 6 Mancata attuazione dell’accordo europeo sullo stress lavoro correlato. 7 Malattie professionali causate da una non corretta organizzazione del lavoro. 8 Forme di mobbing orizzontale o verticale. 9 Mancata attuazione dell’art. 30 del TU, che prevede l’applicazione della Norma Internazionale OHSAS 18011, o equivalenti (es. Linee Guida Uni Inail). 10 Violazione della riservatezza e del segreto professionale sui dati personali e familiari relativi agli alunni. 11 Violazione della riservatezza del contenuto dei colloqui con il datore di lavoro, con i colleghi e con i genitori. 12 Violazione delle istruzioni del garante per la privacy con particolare riferimento alle foto e riprese audio-video dei bambini. 13 Violazione del divieto di fumo negli ambienti scolastici. 14 Accettazione di regali di valore non simbolico, soprattutto da parte di singoli genitori. 15 Gestione della ristorazione scolastica, con particolare riferimento alla gestione delle diete speciali. 16 Violazione delle istruzioni ministeriali rispetto alla somministrazione di farmaci nella scuola. 17 Responsabilità del personale scolastico nell’organizzazione delle gite scolastiche, soprattutto in caso di pernottamento. 18 Eccessi nell’inflizione di sanzioni disciplinari agli alunni, che potrebbero determinare ingiusta sofferenza nell’alunno. 19 Mancata vigilanza o repressione delle varie forme di bullismo, sia fisico che verbale che informatico. 20 Mancata individuazione e repressione di tutte le forme di mobbing orizzontale o verticale ai danni del personale.

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REATI CONTRO LA PERSONALITÀ DELL’INDIVIDUO Riduzione in schiavitù (art. 600 cod. pen.) Alienazione o acquisto di schiavi (art. 602, cod. pen.) Valutazione del rischio RESIDUALE (reato di regola non riferibile al personale scolastico né al rapporto con l’utenza scolastica) IPR: 5 x 1 x 2 = 10 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Impiego di lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno, direttamente o tramite appalti 2 Sfruttamento dei lavoratori, mediante imposizione di condizioni di lavoro estreme. 3 Gestione dei contratti di appalto in cui sono impiegati lavoratori extracomunitari. 4 Induzione al lavoro in favore della scuola di alunni minorenni (anche attraverso un uso non corretto delle sanzioni previste nel regolamento).

Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies cod. pen.) Il reato consiste nell’organizzazione e propaganda di viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori Valutazion del rischio NON APPLICABILE: fattispecie del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Prostituzione minorile (art. 600-bis cod. pen.) Il reato si realizza qualora qualcuno induca alla prostituzione di una persona minore di anni 18, ovvero ne favorisca o sfrutti la prostituzione. Valutazione del rischio BASSO (reato di difficile commissione nella scuola, ma non escludibile in astratto, tenendo anche conto della minor età degli alunni e della possibile responsabilità del personale scolastico per culpa in vigilando). IPR: 5 x 1 x 2 = 10 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Relazioni non corrette di personale adulto docente e non con alunni minorenni all’interno della scuola. 2 Mancato intervento a fronte di atti sessuali dietro corrispettivo nei rapporti tra alunni. 3 Mancato intervento o segnalazione in caso di conoscenza da parte del personale scolastico di forme di abusi sessuali a danno degli utenti della scuola, subiti nel contesto familiare o comunque extrascolastico.

Pornografia minorile (art. 600-ter cod. pen.) Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater cod. pen.) Valutazione del rischio MEDIO (a fronte del numero rilevante di postazioni PC presenti nelle scuole e della presenza di un elevato numero di minori) IPR: 5 x 5 x 2 = 50 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità Raccolta, distribuzione o commercio di materiale pedopornografico attraverso la rete Internet dell’Istituto o attraverso altri dispositivi video.

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REATI CONTRO IL PATRIMONIO MEDIANTE FRODE

Ricettazione (art. 648 cod. pen.) Riciclaggio (art. 648-bis cod. pen.) Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter cod. pen.) Valutazione del rischio BASSO (reato tendenzialmente estraneo all’attività dell’ente ma non escludibile in astratto, poiché comunque riferibile alla gestione del patrimonio immobiliare e delle risorse finanziarie). IPR: 3 x 2 x 5 = 30 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Atti di compravendita dell’immobile. 2 Gestione dei pagamenti e degli incassi, con particolare riferimento alla soglia legale di divieto di operazioni in contanti. 3 Gestione del denaro contante e di eventuali titoli o azioni. 4 Gestione delle operazioni bancarie.

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REATI INFORMATICI

Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615quater cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinques cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

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Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art. 640quinquies cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

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DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Associazione per delinquere per commettere i reati di cui all’art. 416 n. 6 cod. pen. Valutazione del rischio BASSO: il rischio può sussistere qualora taluni dei reati in oggetto, già classificati come applicabili nell’analisi dei rischi (riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico) sia commesso da due o più addetti della struttura. Tale rischio è effettivamente remoto, ben più del rischio della commissione da parte di singoli addetti, ed in ogni caso, per le fattispecie considerate, appare inimmaginabile ravvedervi un interesse o vantaggio per l’ente. IPR: 4 x 1 x 3 = 12 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Stessi fattori individuati nei corrispondenti reati, qualora commessi in forma associata.

Associazione di tipo mafioso (art. 416 bis cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Scambio elettorale politico - mafioso (art. 416 ter cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (art. 630 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente

Fattori di rischio e possibili non conformità

Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) Valutazione del rischio MEDIO: l’art. 74 del decreto richiama la commissione in forma associativa dei reati di cui all’art. 73, che punisce chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope, IPR: 4 x 2 x 4 = 32 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Assunzione e spaccio di droga all’interno della scuola. 2 Mancata vigilanza, denuncia o repressione da parte del personale scolastico.

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Associazione per delinquere commi da 1 a 5 (art. 416 cod. pen.) Valutazione del rischio MEDIO: la norma è particolarmente significativa, giacché rende di fatto sensibili tutti i reati, allorché commessi in forma associata. Il rischio si estende pertanto a qualsiasi illecito penale commesso da tre o più addetti dell’ente, nell’esecuzione del medesimo disegno criminoso. IPR: 3 x 4 x 2 = 24 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Associazione tra più addetti dell’ente che potrebbero avere interesse alla commissione di un reato. 2 Carenza nella vigilanza da parte del personale apicale rispetto a condotte illeciti di più addetti in accordo tra loro. 3 Forme di bullismo di gruppo, con particolare riferimento ad umiliazioni, maltrattamenti ed abusi sessuali a danno di alunni deboli o indifesi. 4 Introduzione di armi ed oggetti contundenti e pericolosi a scuola.

Illegale fabbricazione, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di comuni armi da sparo (art. 407, comma 2, lettera a, numero 5 cod. proc. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

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DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA O IL COMMERCIO

Turbata libertà dell’industria e del commercio (art. 513 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513 bis cod. pen.) Valutazione del rischio RESIDUALE: ipotizzabile solo a fronte della commissione di tali illeciti nei confronti di strutture concorrenti IPR: 3 x 1 x 2 = 6 su 125.

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Compimento di atti di concorrenza sleale nei confronti di strutture concorrenti, commessi con violenza o minaccia, oppure mediante la diffamazione di scuole concorrenti o la rivelazione di notizie riservate.

Frodi contro le industrie nazionali (art. 514 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 cod. pen.) Valutazione del rischio MEDIO: riferibile alla gestione del servizio di ristorazione. IPR: 4 x 3 x 4 = 48 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Violazioni della normativa HACCP da parte della scuola o del fornitore se il servizio è appaltato. 2 Gestione non corretta delle diete speciali, con riferimento all’acquisizione delle informazioni da parte delle famiglie, alla preparazione dei pasti ed alla tracciabilità delle ricette, alla lavorazione in aree e con utensili separati, alla somministrazione dei pasti. 3 Gestione non corrette delle scadenze sui prodotti, sia in fase di acquisto, che di consegna che di conservazione e somministrazione. 4 Controllo visivo non adeguato sullo stato dei prodotti e delle confezioni. 5 Mancato svolgimento di audit sul rispetto della normativa di settore. 6 Mancata applicazione delle Linee Guida Nazionali sulla ristorazione scolastica, con particolare riferimento ai LARN.

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Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517 ter cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazione di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517 quater cod. pen.) Valutazione del rischio NON APPLICABILE: ipotesi del tutto estranea all’attività dell’ente.

Fattori di rischio e possibili non conformità

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DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI D’AUTORE

Reati previsti dagli artt. 171, 171 bis, 171 ter, 171 septies e 171 octies della legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge in materia dei diritti d’autore). 1) chi mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta o parte di essa; 2) chi compie una qualunque delle violazioni previste dall’art. 171 della legge sul diritto d’autore su un‘opera altrui non destinata alla pubblicazione, con usurpazione della paternità dell’opera ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera medesima, qualora ne risulti offesa all’onore e alla reputazione dell’autore; 3) chi abusivamente duplica per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini, importa, distribuisce, vende, detiene, a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE); 4) chi, al fine di trarne profitto, su supporti con contrassegnati SIAE, trasferisce su altro supporto, distribuisce, comunica, presenta o dimostra in pubblico il contenuto di una banca dati in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 64-quinquies e 64 sexies della legge 633/41, ovvero esegue l’estrazione o il reimpiego della banca dati in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 102-bis e 102ter della stessa legge, ovvero distribuisce, vende e concede in locazione una banca dati; 5) chi, abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri e supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; 6) chi abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati 7) chi, pur non avendo concorso alla duplicazione o riproduzione, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, pone in commercio, concede in noleggio o comunque cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della Tv con qualsiasi procedimento, trasmette a mezzo della radio, fa ascoltare in pubblico duplicazioni e produzioni abusive; 8) chi detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della radio o della Tv con qualsiasi procedimento, videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, o altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della presente legge, l’apposizione di contrassegno da parte della SIAE, privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato; 9) chi, in assenza di accordo con il legittimo distributore, ritrasmette o diffonde con qualsiasi mezzo un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato; 10) chi introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, vende, concede in noleggio, cede a qualsiasi titolo, promuove commercialmente, installar dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l’accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto; 11) chi fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l’uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche di cui all’art. 102-quater ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattatati o realizzati principalmente con la finalità di rendere possibile o facilitare l’elusione delle predette misure. Fra le misure tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle

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misure medesime conseguentemente a iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi tra questi ultimi e i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimento dell’autorità amministrativa e giurisdizionale; chi abusivamente rimuove o altera le informazioni elettroniche di cui all’art. 102-quinquies, ovvero distribuisce, importa a fini di distribuzione, diffonde per radio o per TV, comunica o mette a disposizione del pubblico opere o altri materiali protetti dai quali siano rimosse o alterate le informazioni elettroniche stesse; chi riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi; chi, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa; chi, esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d’autore o da diritti connessi si rende colpevole dei fatti previsti dal comma 1; i produttori o importatori dei supporti non soggetti al contrassegno di cui all’art. 181-bis,i quali non comunicano alla SIAE entro trenta giorni dalla data di immissione in commercio sul territorio nazionale o di importazione i dati necessari alla univoca identificazione dei supporti medesimi; chi dichiari falsamente l’avvenuto assolvimento degli obblighi in materia di diritto d’autore; chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico o privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale. Si intendono ad accesso condizionato tutti i segnali audiovisivi trasmessi da emittenti italiane o estere in forma tale da rendere gli stessi visibili esclusivamente a gruppi chiusi di utenti selezionati dal soggetto che effettua l’emissione del segnale, indipendentemente dall’imposizione di un canone per la fruizione di tale servizio.

Valutazione del rischio MEDIO: riferibile in primo luogo alla condotta dell’addetto che provveda a scaricare programmi senza autorizzazione e senza pagare la relativa licenza. Riferibile altresì alla gestione del materiale didattico, con riferimento sia al materiale audio-video che alla gestione dei libro di testo e delle fotocopie. IPR: 3 x 4 x 4 = 48 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Download di programmi informatici senza l’autorizzazione delle figure preposte. 2 Mancanza di controlli in ordine all’installazione di programmi sulle macchine dell’Istituto. 3 Mancanza di controlli rispetto al possesso di programmi a pagamento o gratuiti. 4 Mancanza di controlli sull’accesso dei vari operatori alle macchine dell’Istituto. 5 Assenza di firewall sulle postazioni PC utilizzate da utenti ed addetti. 6 Mancata formazione/informazione/addestramento del personale che utilizza le postazioni PC. 7 Aggiornamento e tenuta del sito Internet. 8 Pubblicazione di materiali. 9 Riprese audiovideo e proiezione di video agli alunni. 10 Diffusione di materiali didattici (testi, fotocopie, dipsense...)

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REATI IN MATERIA DI IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IN CUI IL SOGGIORNO È IRREGOLARE art. 2 comma 12 bis TU Immigrazione Valutazione del rischio BASSO: riferibile soltanto alla gestione del personale extraUE, sia interno che appaltato. IPR: 5 x 1 x 4 = 20 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Assunzione di lavoratori stranieri non in regola con il permesso di soggiorno da parte dell’Istituto o delle ditte appaltatrici, con l’aggravante prevista dal comma 12 bis.

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REATI AMBIENTALI

Art. 727-bis. cod. pen. Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette. Art. 733-bis. cod. pen. Distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 137 (sanzioni penali per violazione di norme ambientali) D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 256 gestione dei rifiuti D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 257 (bonifica dei siti) D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari.) D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 259 D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 260 D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 260 bis Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 art. 279 Sanzioni L. 7 febbraio 1992, n. 150 (commercio internazionale di animali e piante in via di estinzione) Reati richiamati dalla legge 150 del 1992 art. 3 bis comma 1, contenuti nel Regolamento CE n. 338/97 art. 16 paragrafo 1 Legge n. 549/93 art. 3 comma 6 (misure a tutela dell’ozono stratosferico e dell’ambiente) D. Lgs. 202/07 Inquinamento provocato da navi e conseguenti sanzioni Valutazione del rischio Basso: i rischi connessi ai reati in questione sono riferibili soltanto all’eliminazione dei rifiuti speciali (es.olio) ed alla gestione dei rifiuti speciali. IPR: 3 x 1 x 4 = 12 su 125

Fattori di rischio e possibili non conformità 1 Mancata applicazione delle norme in materia di eliminazione dell’olio. 2 Violazione della normativa locale sulla raccolta differenziata dei rifiuti.

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