L’ALLARME COI CENTRALI DIFFIDATI, FRA SCELTA E NECESSITÀ
Genoa-Roma, ore 18 A Marassi contro DDR riprendiamo la nostra corsa dopo il pari con la Juventus. Al netto delle assenze, soprattutto davanti, servono tre punti per tenere il passo e confermarci padroni del nostro destino. Daje!
PUNTO E VIRGOLA CARO NEMICO
Daniele Lo Monaco Pronti, sono pronti, a dispetto delle notizie poco rassicuranti che provengono dall’infermeria. Ma adesso è il momento di partire per la volata di una stagione che prevede un minimo di tredici
COMPATTI PER NOI
OPZIONE VENTURINO
I titolari L’esterno verso la 1ª dall’inizio. Pisilli mediano
CONFERENZA
AVANTI
I PROBLEMI»
Frenquelli
Giornata
Arrivato proprio dal Genoa, il giovane Venturino
ENTRIAMO IN UNA FASE CON TANTE GARE RAVVICINATE, NON SERVE A NULLA FARE TANTI CALCOLI. CI SARÀ BISOGNO DI TUTTI MA ABBIAMO I NUMERI PER POTER FARE BENE COMUNQUE
Genoa-Roma Visita a casa De Rossi, la prima di tre trasferte di un ciclo decisivo
Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Pronti, sono pronti, a dispetto delle notizie poco rassicuranti che provengono dall’infermeria. Ma adesso è il momento di partire per la volata di una stagione che prevede - da questo momento in poi - un minimo di tredici e un massimo di diciotto partite, in caso di approdo a Istanbul, e non è il caso di sottilizzare sulle assenze e sulle presenze. Gasperini peraltro non è il tipo di allenatore che centra le sue chiacchierate pubbliche sugli alibi che danno gli infortunati, ma è un dato di fatto che nel momento decisivo della sua prima avventura romanista gli stanno mancando due dei tre centravanti della rosa (il terzo, Malen, è arrivato a gennaio) e entrambi i trequartisti di piede sinistro (uno, Soulé, dovrebbe tornare presto a disposizione, anche se non è ancora chiaro in quali condizioni, ma per l’altro, Dybala, se ne riparlerà nel caso solo per l’ultimo mese). Ma a prescindere dalle scelte che farà Gasp sulla formazione iniziale (ne parliamo a fianco, sono diversi i dubbi), la Roma è pronta a cominciare la parte più intensa ed importante della stagione, quella in cui si dovranno raccogliere i frutti di una semina così promettente. Primo ostacolo, il Genoa di Daniele De
Rossi (calcio d’inizio ore 18, stadio Luigi Ferraris con non molti tifosi romanisti, comunque non residenti a Roma, telecronaca a scelta tra Dazn e Sky, radiocronaca esclusiva su Radio Romanista), e non sarà un ostacolo basso.
La tradizione più recente è confortante: nelle ultime dieci sfide giocate a Marassi c’è una sola sconfitta (il 4-1 che costò quasi l’esonero a Mourinho), tre pareggi e sei vittorie romaniste. L’ultimo pareggio peraltro fa riferimento all’ultima sfida in ordine
temporale (1-1 firmato Dovbyk e, all’ultimo secondo, De Winter del 15 settembre 2024) che fu il pretesto per accompagnare proprio De Rossi alla porta di Trigoria, infausta decisione che poi portò all’allontanamento anche dell’allora ceo greca Lina Souloukou. Ma in assoluto quello è un campo mai troppo tenero con i colori giallorossi perché in 62 confronti solo 14 volte il Genoa ha lasciato l’intera posta in palio, 29 invece le partite finite bene per i padroni di casa. Ci sono stati poi perio-
Inutile negare l’emergenza, soprattutto in attacco, ma la Roma qualche risorsa e qualche alternativa ce l’ha comunque. A Marassi contro il Genoa la squadra di Gasperini comincia una serie di incontri ravvicinati che richiederà una gestione delle forze importante da parte del tecnico e lui, già da stasera e alla luce delle assenze di Dybala e Soulé, sta vagliando l’idea di iniziare anche in casa rossoblù. Genoa-Roma potrebbe essere la prima partita da titolare in maglia giallorossa di Lorenzo Venturino che, impiegato finora solo per degli spezzoni di gara, proprio contro la squadra che ne detiene il cartellino si può prendere il posto di trequartista sulla destra. L’altro cambio decisamente diverso rispetto alla norma potrebbe invece essere figlio dei segnali raccolti dal pa-
POSSIBILE DEBUTTO DAL 1’ PER L’ESTERNO. DIVERSI BALLOTTAGGI: TSIMIKAS IN VANTAGGIO SU RENSCH, ZARAGOZA INSIDIA PELLEGRINI
di davvero nefasti per la Roma in Liguria: nel ventennio tra il 93/94 e il 2013/14, ad esempio, si sono giocati solo dieci confronti da quelle parti (per 12 anni il Genoa è rimasto in B) e la Roma ne ha persi addirittura otto. Per i bookmakers il pronostico pende decisamente dalla parte romanista: 4,30 volte la posta verrà pagata mediamente la vittoria del Genoa, 3,30 il pareggio, 1,90 la vittoria della Roma. Per i giallorossi quella di Marassi sarà la prima di tre trasferte settimanali, da Genova a Como passando per Bologna. 260 più o meno i chilometri tra una città e l’altra, molto della stagione ci si giocherà in queste sfide. Che non saranno decisive, come ha detto ieri Gasperini, ma di sicuro molto indicative sia per il campionato (a maggior ragione dopo la vittoria del Como a Cagliari di ieri, che ha proiettato Fabregas agli stessi 51 punti della Roma) sia per l’Europa League, con l’andata degli ottavi da giocare in casa del Bologna, oggi impegnato col Verona ancora al Dall’Ara. Non sarà facile, ma la Roma è pronta. ■
NELLE ULTIME DIECI SFIDE A MARASSI UNA SOLA SCONFITTA (CHE QUASI COSTÒ L’ESONERO A MOU) E BEN 6 VITTORIE ROMANISTE
reggio contro la Juventus: sebbene abbia ammesso sia difficile da lasciare fuori, Gasp potrebbe far iniziare dalla panchina Cristante, componendo con Pisilli e Koné la coppia di mediani nel 3-4-2-1. La scelta su Venturino e Cristante è legata: se dovesse esserci il numero 4, è più plausibile immaginare che Pellegrini (favorito per la trequarti a sinistra anche su Zaragoza) si sposti a destra, con Pisilli più alto e Venturino inizialmente in panchina. Con Wesley squalificato, il candidato principale da esterno mancino è Tsimikas in leggero vantaggio su Rensch. L’olandese potrebbe comunque rientrare in rotazione se Celik dovesse essere tra i tre centrali difensivi al posto di Ghilardi da braccetto sinistro della linea completata da Mancini e Ndicka. ■
Lo stacco di testa con cui De Winter (oggi al Milan) segnò il pareggio all’ultimo secondo della partita con la Roma del 19 settembre 2024, che costò l’esonero a Daniele De Rossi AS ROMA VIA GETTY IMAGES
Lorenzo Venturino in campo al Maradona nella gara contro il Napoli GETTY IMAGES
Genoa-Roma
LA CONFERENZA STAMPA
«AVANTI NONOSTANTE I PROBLEMI»
Gasperini «Dovbyk torna a maggio, Ferguson si opera
Mi è piaciuto molto parlare di calcio con Totti a cena»
Metabolizzato il pareggio maturato in casa con la Juventus, la Roma si prepara a tornare in campo. Oggi alle 18 i giallorossi saranno impegnati in casa del Genoa. Alla vigilia della sfida, Gian Piero Gasperini ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa. Partiamo dai tanti assenti: sei giocatori. Mancando quattro attaccanti, a parte Malen ci sarà bisogno di avanzare un centrocampista o Zaragoza può partire dal 1’? «Il conteggio sarà sempre alto se continuiamo a contare Dovbyk e Ferguson. Dovbyk dopo l’intervento tornerà a fine aprile, non possiamo continuare a contarlo tra gli assenti, così come Ferguson, che probabilmente finirà la stagione così: verrà operato alla caviglia e non recupererà neanche per il finale. Quindi questi sono da depennare. In questo momento abbiamo fuori Dybala e Soulé, c’è Malen, c’è Vaz, c’è Venturino, abbiamo recuperato El Shaarawy e ruotiamo insieme a Pellegrini e Zaragoza. Abbiamo i numeri per giocare come abbiamo fatto finora, anche perché a parte Soulé gli altri ci sono stati sempre poco».
Viste le strategie andate male per Dybala e Ferguson, c’è qualcosa che non sta funzionando a livello di comunicazione o con lo staff medico?
«Sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina, è un argomento su cui non possiamo competere con chi è professionista da tempo. Vero è che quest’anno si sono
ENTRIAMO IN UNA FASE DI GARE RAVVICINATE, FARE CALCOLI NON SERVE A NIENTE. SERVIRANNO TUTTI
dovuti confrontare con casi al limite: Ferguson si è presentato dopo un intervento lo scorso anno e grosse difficoltà iniziali a recuperare con le poche partite giocate l’anno scorso, ha avuto un ottimo periodo a dicembre e poi c’è stata la ricaduta. Ci sono stati i casi Angelino e Bailey, poi Dovbyk, ora Dybala... Indubbiamente sono casi non frequenti nel calcio perché poi non sono infortuni muscolari ma di tipi non frequenti nel calcio. Sicuramente è pesante, ma arrivati fin qui andiamo avanti coi migliori propositi».
C’è stata la cena con Totti. Lei ha parlato di un ruolo che vedrebbe adatto per lui, mentre si è sempre parlato di un suo ruolo come ambasciatore... lei invece ha parlato con Totti di un ruolo tecnico? «Io non sono nelle condizioni di farlo, erano otto o nove mesi che ero a Roma e non lo avevo mai incontrato. Non è un argomento che ho tirato fuori io, ma ora da oltre un mese in conferenza mi parlate di Totti. C’era questo discorso della cena e ho detto “ma facciamola ‘sta cena!”, ma senza voler mettere in difficoltà nessuno. Si è trattato di una cena normalissima, indovinate di che si è parlato? Di calcio, perché di questo sappiamo parlare e devo dire che mi piace molto come ne parla lui, come tutti i grandi campioni ha angolazioni alte e dirette quando si parla di calciatori: questo sicuramente è molto piacevole per me che sono sempre incuriosito da chi ha capacità particolari».
Per la prima volta dal suo arrivo,
Malen va incontro a tre partite in una settimana. Lei ha in mente una gestione particolare per lui? A che punto è la crescita di Vaz?
IN STAGIONE DIVERSI INFORTUNI INUSUALI NEL MONDO DEL CALCIO. MA ABBIAMO I NUMERI PER FARE BENE
«Non si possono fare previsioni sulle partite, entriamo in una fase in cui sono tutte ravvicinate e importanti. Il campionato è importante, ma ora ci giochiamo l’opportunità di andare avanti in Europa League che è una competizione importantissima, e diventano fondamentali le prossime partite, che giocheremo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo partita per partita. Perciò fare calcoli non serve a niente, perché poi ti trovi in mezzo alle partite e cosa fai? Oltretutto abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni. Veramente bisogna guardare di volta in volta quello che c’è, vedere se qualcuno recupera e può fare spezzoni. Ci sono giocatori che recuperano e stanno bene, altri che magari hanno bisogno di fare spezzoni. Bisogna utilizzare la rosa: Vaz è l’alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo. Chiaramente giocando in modo ravvicinato avremo bisogno di lui, di Arena, di tutti i ragazzi. Come, dove e quando lo vedremo poi».
Alla luce dei numerosi infortuni e del recupero di giocatori importanti per le altre squadre, questo le fa credere che la Roma possa essere leggermente dietro rispetto alle concorrenti o possa ancora essere all’altezza della corsa alla Champions? Quando pensa di riavere Angelino? «Non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sicuramente sta meglio, sta acquisendo LÌ
sempre più capacità allenandosi, poi però per le prestazioni non lo so, negli ultimi tempo è sicuramente migliorato ma ha avuto un periodo in cui era fermo completamente, vediamo. Sul resto, siamo lì. Gli infortuni li hanno avuti tutte le squadre, i nostri sono stati particolari perché poi io ho avuto 14-15 highlander con pochissimi infortuni, soprattutto di natura muscolare sono stati pochi e sempre brevi. Purtroppo ci sono state alcuni giocatori fuori tanti mesi, come Bailey o Dovbyk, perciò poi nelle tabelle sulle partite saltate il numero sembra lo stesso ma è concentrato in pochi giocatori. Però io continuo a guardare avanti, guardo alla partita di Genova di cui non abbiamo ancora parlato. CI sarà il Genoa, il Bologna, il Como, il Bologna di nuovo, il Lecce e poi la sosta: sono due settimane non decisive, e continuo a ripetervi che l’obiettivo è rimanere dentro adesso, poi ad aprile e poi a maggio, perché le cose si decidono a maggio, sperando di stare dentro. L’obiettivo ora è stare dentro il più possibile».
Nonostante la rimonta dopo la gara con la Juve lei ha insistito sul non abbattersi. La squadra l’ha seguita o c’è stato un contraccolpo psicologico? Avete analizzato la recente tendenza a subire le rimonte?
«Oltre a Napoli e Juve, non mi sembra ce ne siano state. Dipende sempre da come si guardano le cose: all’andata contro Napoli e Juve avevamo perso, ora abbiamo fatto due punti e magari potevamo farne di più, quello sì, e siamo usciti dispiaciuti perché quando prendi gol a 2’
Senza Baldanzi si scalda Amorim. Davanti la coppia Colombo-Vitinha
Martina Stella martina.stella@ilromanista.eu
Il Ferraris si prepara ad una serata di grande atmosfera per la sfida tra Genoa e Roma. Alla vigilia della partita, il tecnico rossoblu Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa chiedendo una prova diversa rispetto alla gara d’andata, sottolineando come la sua squadra voglia sfruttare la spinta dello stadio per mettere in difficolta la sua ex squadra.
Durante la settimana di lavoro a Pegli, De Rossi ha insistito su intensita e transizioni offensive, provando diverse soluzioni tat-
DE ROSSI CI PROVA: VUOLE PRESSIONE ALTA E RITMO DAI SUOI UNDICI IN CAMPO
tiche e lavorando molto sui movimenti del reparto offensivo e sugli inserimenti dei centrocampisti. Le assenze pero costringono il tecnico a rivedere alcune scelte soprattutto nel reparto offensivo, dove mancano alcune soluzioni tra fantasia e trequarti. Per questo nelle prove della vigilia De Rossi ha testato un assetto piu diretto, con due attaccanti supportati da un giocatore mobile tra le linee. Tra i pali e atteso Bijlow, protetto dalla linea difensiva composta da Marcandalli, Ostigard e Vasquez. Sulle corsie laterali De Rossi valuta ancora il ballottaggio tra Ellertsson e Norton Cuffy a destra, mentre
sulla sinistra dovrebbe agire Aaron Martin. In mezzo al campo il motore della squadra restano Frendrup e Malinovskyi (coome a Milano), chiamati a dare qualita e inserimenti tra le linee, con l’aggiunta di Amorim tutti alle spalle del tandem offensivo formato dai soliti Vitinha e Colombo. Il portoghese sarà pronto a svariare e l’attaccante italiano farà da riferimento centrale. De Rossi ha sottolineato poi anche il peso dell’ambiente: il tecnico si aspetta un Ferraris caldo e una squadra aggressiva fin dai primi minuti, convinta di poter mettere in difficolta la Roma con ritmo e pressione alta. ■
Lorenzo Colombo, attaccante del Genoa contro il Napoli GETTY IMAGES
dalla fine pesa molto di più rispetto a quando come col Napoli lo prendi a 10’ dalla fine. Poi puoi continuare a parlare di questo o iniziare a parlare di come sei andato sul 3-1, di che razza di prestazioni hai fatto... dipende sempre da cosa vuoi vedere».
Sapere ora che inizia un ciclo di partite ravvicinate può incidere sull’approccio a Genova o sulla sua gestione della rosa?
«Faccio veramente fatica. Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio, pieno. Quella è una squadra che in casa va forte, spinta dal pubblico. Non dobbiamo fare altri pensieri, dobbiamo fare la nostra prestazione. Loro hanno 27 punti, noi 51. Questo vuol dire probabilmente che abbiamo fatto bene, ma è anche vero che se arrivi a determinate partite con certi mal di testa, certi pensieri, corri dei rischi. Dobbiamo arrivare forti alla gara, difficile come tutte quelle del nostro campionato. Dobbiamo guardare il loro 11 e i nostri, vedere come fare bene... Abbiamo fatto tante trasferte quest’anno, ed è sempre una partita che vale tre punti».
Vedendo il girone di ritorno la Roma contro le stesse squadre rispetto all’andata ha fatto sei punti in più, ha fatto 1.87 gol di media rispetto all’1.16, subendo però anche di più. Ciò è una conseguenza del gioco che è cambiato? Hermoso come sta? «Grazie, vuol dire che c’è qualcosa di buono! Ah, che bello! Lo vedi? Attacchiamoci alle cose belle anche! Sicuramente Malen pesa, e pesa molto bene, però non è che prima di
DOBBIAMO ARRIVARE AL FERRARIS SENZA ALTRI PENSIERI. È SEMPRE UNA PARTITA CHE VALE 3 PUNTI IMPORTANTI
lui le cose andassero malissimo. Sicuramente con lui abbiamo più potenzialità offensive, questo è l’altro mezzo bicchiere da vedere. Hermoso non ci sarà, vedremo la prossima settimana».
Si è spiegato il perché del calo con la Juventus? Cosa manca alla squadra? «No dai... Io ho rivisto la partita, hanno tirato pochissimo anche dopo il 3-2, noi abbiamo avuto le nostre azioni e poi c’è stata una punizione a 2’ dalla fine tirata dentro l’area, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta la gara, stop. Non riesco a ragionare in quell’ottica. Lo accetto, ma non ci riesco a giudicare da una punizione a quella distanza, scervellarci sul fallo se si poteva fare o no, ne avevamo fatti e subiti anche altri. C’era un avversaria, c’è stata la prestazione, ma rimanere ancorati a quell’episodio no, non ci riesco».
Come si sopperisce all’assenza di Wesley? Un giudizio su De Rossi?
«Eh, Daniele bene. Ha una squadra che gioca a calcio, che è convincente col proprio pubblico ed è un segnale positivo, quando la gente va allo stadio ed è soddisfatta è un bel segnale. Poi, giocano per obiettivi diversi ma stanno costruendo il loro traguardo, che è ancora tutto da decidere anche per loro. Sicuramente però sta facendo un lavoro molto buono. Wesley è squalificato, capita, abbiamo un paio di soluzioni, vediamo».
Rensch contro la Juve l’ha convinta? Può essere riproposto anche in vista di Norton-Cuffy?
«Le soluzioni sono quelle. Lui ha fatto bene, arrivava da un periodo di poco impiego con un infortunio, un grosso ematoma che nelle ultime settimane gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po’ i crampi ma è normale quando non giochi da tempo, ma lui aveva già fatto prestazioni buone. Può giocare lui, Tsimikas, Celik o Ghilardi. Le soluzioni sono queste».
Cristante è apparso un po’ in calo contro la Juventus, può riposare?
Chi ha pagato a cena, lei o Totti?
«Nessuno dei due, mi sa (ride, ndr)! Cristante sta giocando tantissimo, ora che giocheremo più partite ravvicinate l’aspetto più complicato per tutti sarà capire quando uno ha più bisogno o meno di riposare. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciarci perché nel gioco aereo è fondamentale, non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre alla duttilità in tutto il resto. Però anche lui ogni tanto ha bisogno di riposare, e la sua è la zona in cui abbiamo più alternative valide».
CRISTANTE PER NOI È CRUCIALE, DIFFICILE RINUNCIARCI. MA ANCHE LUI OGNI TANTO DEVE RIPOSARE
A Genova cielo parzialmente nuvoloso ma senza rischio di pioggia
Il nostro Paese, in questo momento, si trova ad essere terra di mezzo fra due figure bariche di segno opposto: a Ponente, quel che resta di una circolazione depressionaria, attiva nei giorni scorsi sulla penisola iberica e ora ridotta a un debole disturbo atmosferico, mentre sul lato orientale domina un vasto campo anticiclonico, che ha stabilito i suoi massimi fra il Baltico e il Mar Nero. Tale configurazione, pur non consentendo sulla scena
italiana il transito di impulsi o sistemi perturbati, con il contributo del riscaldamento diurno favorisce l’innesco di condizioni di instabilità a carattere sparso, ovvero i classici acquazzoni marzolini ad evoluzione prevalentemente pomeridiana, su gran parte delle regioni centro meridionali, specie sulle zone interne e lungo i rilievi. Al Nord Italia, dove estese nebbie caratterizzeranno le ore notturne e mattutine su Pianura
COI CENTRALI DIFFIDATI FRA SCELTA E NECESSITÀ
Occhio Mancini e Ndicka a rischio Ma stasera entrambi in campo dal 1’
Fabrizio Pastore fabrizio.pastore@ilromanista.eu
Diffidati con noi. Ancora una volta. Sembra esserci poca scelta per Gian Piero Gasperini, che pure nelle ultime due conferenze pre-partita (compresa quella di ieri) ha sottolineato il pericolo sanzioni. Eppure due dei tre giocatori a rischio stop da parte del giudice sportivo sono non soltanto due titolarissimi della Roma 2025-26, ma anche la coppia che difficilmente si scoppia nell’ambito del terzetto arretrato. A menoappunto - di soste forzate. Ndicka è sotto diffida dalla partita di Udine del 2 febbraio scorso; Mancini dopo un paio di stagioni più controllate dal punto di vista disciplinare, ha ripreso il ritmo di cartellini delle prime annate. Soprattutto nel mese scorso, con tre gialli in altrettante giornate. Il numero 23 peraltro è stato fermato anche in Europa League, per effetto dell’espulsione subita nell’ultima gara della fase campionato, in casa del Panathinaikos. Non essendo disponibile per Bologna, è quasi naturale il suo impiego oggi contro il Genoa. Premesse differenti, ma sostanza non troppo dissimile per quanto riguarda Ndicka, che sarà privo dell’abituale partner giovedì prossimo al Dall’Ara, ma non può essere oggetto di calcoli a causa della simultanea assenza di Hermoso, sia pure per motivi meramente fisici. Sia come sia, fra scelta e ne-
Padana e alto versante adriatico, qualche locale precipitazione è possibile sui due estremi della Liguria, ma non sul genovese, dove insisterà innocua nuvolosità. La domenica nella città della lanterna, infatti, trascorrerà con cielo da parzialmente nuvoloso a molto nuvoloso, ma senza pioggia: temperature massime del ciclo diurno sui 16/17°C, valori durante la gara sui 13/15°C; venti deboli settentrionali.
cessità Gasp dovrà ancora puntare su due dei suoi fedelissimi dietro, mentre è probabile che questa sera il terzo diffidato (El Aynaoui) cominci dalla panchina. Il possibile turno di riposo per Cristante dovrebbe rilanciare un Pisilli in forma araldica, con il franco-marocchino dirottato eventualmente verso un ingresso a gara in corso. Nel suo caso - come in quello di Ndicka - ci si trova davanti a un doppio rischio di squalifica. In campionato come in coppa sono entrambi diffidati. Ma in Europa League, oltre alla già citata squalifica di Mancini, il pericolo riguarda altri tre elementi: Hermoso, Tsimikas e Koné. Ma se la sanzione che incombe sullo spagnolo verrà vagliata quando tornerà disponibile e quella ai danni dell’ex Liverpool potrebbe passare in secondo piano col rientro di Wesley, affrontare la sfida con il Bologna con due mediani in diffida potrebbe creare più di qualche problema di formazione in ottica match di ritorno. Forse anche superiore a quello di oggi sulla difesa in prospettiva Como. L’imperativo non può che essere: massima attenzione a falli inutili e proteste. Incrociamo le dita ■
L’ASSENZA DI HERMOSO RIDUCE LE POSSIBILITÀ IN DIFESA, GIANLUCA POI È SQUALIFICATO IN EL. SOTTO DIFFIDA ANCHE EL AYNAOUI
FILIPPO THIERY
Genova Stadio Luigi Ferraris Domenica 8 marzo 2026
Gianluca Mancini in zione sotto gli occhi del suo allenatore Gian Piero Gasperini MANCINI
Dalla A alla Z Sfidiamo De Rossi nello stadio in cui lui ha guidato per l’ultima volta la Roma
Gasp torna dove la sua carriera ha spiccato il volo. E dove diventammo campioni dopo 41 anni
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu
ARMENO
ACome Henrikh Mkhitaryan, protagonista asssoluto in Genoa-Roma dell’8 novembre 2020: è sua la tripletta grazie alla quale vinciamo 3-1 contro i rossoblù.
BOMBER
BChi se non lui? Roberto Pruzzo da Crocefieschi, che la Roma acquista nel 1978 dopo 67 gol in 161 partite con il Genoa. Per dieci anni sarà il centravanti giallorosso, vincendo uno Scudetto e quattro Coppe Italia. Ad oggi è, dopo Totti, il miglior marcatore della nostra storia con 138 reti.
CAPODANNO
CIl 1° gennaio 1959 a Marassi si recupera la gara che era stata interrotta per pioggia il 21 dicembre 1958, con la Roma avanti per 1-0. Ma le regole dell’epoca prevedono che l’incontro ricominci dall’inizio e dallo 0-0: alla fine è 2-2, con reti giallorosse di Griffith e Selmosson.
DDR
DAvversario per un giorno, ma mai nemico: oggi ritroviamo Daniele De Rossi proprio nello stadio in cui ha guidato per l’ultima volta la Roma da allenatore. Era il 15 settembre 2024, e l’1-1 agguantato in extremis dal Grifone gli costò un (ingiusto) esonero.
ELSHA
EIl Faraone è un ex: a Genova è cresciuto calcisticamente e lì ha fatto il suo esordio nel grande calcio, prima di andare a farsi le ossa a Padova e poi passare al Milan.
FELIX
FButtato nella mischia a Marassi il 21 novembre 2021, il giovane ghanese Afena-Gyan firma una doppietta nei minuti finali, regalando alla Roma una vittoria per 2-0. Mourinho, per sdebitarsi, gli regala un paio di scarpe, come gli aveva promesso. Purtroppo, però, quello sarà l’unico lampo di Felix in maglia giallorossa.
GIANLUCA
GNome di battesimo dell’indimenticato Signorini, bandiera e capitano del Genoa tra la fine degli Anni 80 e l’inizio dei 90. Dopo aver militato nella Roma nel 1987-88, il libero si accasa al Grifone, dove resta fino al 1995. Ammalatosi di SLA, viene a mancare nel 2002, a soli 42 anni. A lui è stato intitolato il centro sportivo rossoblù a Pegli.
HORROR
HCon un secondo tempo degno di un film dell’orrore, il 20 febbraio 2011 la Roma si fa rimontare da 3-0 a 3-4 a Marassi nel giro di 38’. Dopo la sconfitta, Claudio Ranieri rassegna le dimissioni; al suo posto Vincenzo Montella.
Sopra, i tifosi giallorossi a Marassi attendono il triplice fischio che ci dà lo Scudetto l’8 maggio 1983. Qui accanto, Bruno Conti e Roberto Pruzzo, entrambi con un passato nel Genoa; sotto, Gian Piero Gasperini, tecnico del Grifone dal 2006 al 2010 e dal 2013 al 2016 GETTY IMAGES
IMMENSO
ICome Francesco Totti, che proprio contro il Genoa - ma all’Olimpico - dà l’addio al calcio il 28 maggio 2017, in un Olimpico stracolmo e in lacrime. Maledetto tempo...
LEGAME
LNon solo quello tra la Roma e De Rossi, ma anche quello tra il Genoa e Gian Piero Gasperini. Per il tecnico piemontese due esperienze sulla panchina dei liguri, portati dalla B all’Europa, per un totale di 297 panchine. La prima avventura va dal 2006 al 2010, la seconda dal 2013 al 2016.
MARAZICO
MPer Bruno Conti, prima della definitiva consacrazione in giallorosso, due parentesi al Genoa, sempre in Serie B: la prima nel 197576, 42 presenze e 3 gol, ma soprattutto una grande intesa con Pruzzo; la seconda nel 1978-79, con 36 presenze e 2 reti, ceduto in prestito nell’ambito dell’operazione che porta proprio il Bomber nella Capitale. Dal 1979 in poi i due si divertiranno insieme, e faranno divertire, all’ombra del Colosseo.
NOVITÀ
NDopo ben 33 anni di digiuno, l’11 ottobre 1981 la Roma torna a vincere in campionato in casa del Genoa: l’1-0 finale porta la firma dell’ex rossoblù Pruzzo.
OTTANTAQUATTRO
ONove mesi dopo averci vinto lo Scudetto, la Roma torna a Marassi il 19 febbraio 1984 e vince 2-0 grazie a una doppietta di Ciccio Graziani.
PETISSO
PSoprannome di Bruno Pesaola, protagonista al Ferraris il 4 gennaio 1948: l’argentino segna una tripletta nel 4-2 con cui la Roma batte il Grifone. Sotto di due gol dopo appena 13’, i giallorossi la ribaltano grazie al tris di Pesaola e al gol di Ferrari.
QUARANTATRÉ
QL’anno in cui la Roma vince per la prima volta in casa dei liguri: con il tricolore sul petto, Pantò e Amadei firmano il 2-0 giallorosso il 3 gennaio e rompono un tabù che durava da 13 partite.
RUDI
RIl Tedesco Volante Voeller è protagonista al Ferraris il 6 settembre 1989: grazie alla sua doppietta nel secondo tempo, la Roma di Radice vince 2-0.
SEBINO
SUn altro Campione d’Italia cresciuto in rossoblù: dopo 74 presenze e 6 gol col Genoa tra il 1978 e il 1981, Nela approda in giallorosso, dove resta fino al 1992, collezionando 397 presenze e contribuendo a scrivere la storia.
TRIPUDIO
TL’8 maggio 1983, a Marassi, va in scena l’apoteosi: alla Roma di Liedholm basta un 1-1 contro il Genoa per festeggiare il secondo Scudetto. I tifosi invadono il campo e portano in trionfo il Barone. Tutto il resto è gioia. Che - come ha scritto qualcuno - fa parecchio rumore.
ULTIMA
UL’incrocio più recente tra le due squadre è quello andato in scena il 29 dicembre scorso all’Olimpico: grazie ai gol di Soulé, Koné e Ferguson nella prima mezz’ora, la Roma ha piegato 3-1 il Genoa di De Rossi.
VOLONTÀ
VQuella mostrata dalla Roma il 2 maggio 2017: sotto 2-1, nel finale i giallorossi rimontano e vincono 3-2 anche grazie a un immenso Francesco Totti. Il Dieci prima firma il 2-2 su punizione, poi ispira il gol-vittoria di El Shaarawy all’87’.
ZONA CESARINI
ZDopo dodici anni, il 24 novembre 2007 la Roma torna a giocare a Marassi contro il Genoa, appena tornato in A. Sulla panchina dei liguri siede un Gasperini non ancora cinquantenne. I giallorossi vincono 1-0 grazie a un gol al 90’ di Panucci (altro calciatore cresciuto nel Genoa prima di essere acquistato dal Milan). ■
SERIE A Da Cunha lancia il Como Juve per 4 contro il Pisa
Dopo la vittoria del Napoli contro il Torino al Maradona, ad aprire il ventottesimo turno di campionato, ieri è proseguita la giornata con altre tre sfide. Nel primo pomeriggio il Cagliari ha ospitato all’Unipol Domus il Como. Dopo l’iniziale vantaggio dei lombardi con la rete ad aprire le marcature di Baturina, i rossoblù hanno alzato i ritmi fino ad arrivare al 13’ del secondo tempo a pareggiare con Sebastiano Esposito, lo stesso che poco dopo è stato ammonito per simulazione vicino all’area di rigore. A meno di venti minuti dalla fine della partita, il Como ha trovato la rete del definitivo vantaggio con Da Cunha, agganciando almeno momentaneamente la Roma a quota 51 punti.
PARMA ALL’ORIZZONTE
MATCH DA PODIO
A seguire si sono poi affrontate Atalanta e Udinese in una gara in cui nel secondo tempo è successo di tutto. Dopo il vantaggio dei bianconeri con Kristensen nei primi 45’, nella ripresa è arrivato il raddoppio a firma di Davis. Ma la Dea ha potuto contare su Scamacca che con due reti a distanza di 4’ l’una dall’altra ha rimontato la partita, poi terminata proprio 2-2. Risultato completamente diverso a Torino, in una sfida senza storia: la Juventus ha vinto 4-0, agevolmente, senza particolari ostacoli. A Cambiaso hanno seguito Thuram, Yildiz e Boga tutti nel secondo tempo. Oggi si riparte alle 12.30 con Lecce e Cremonese al Via del Mare. ■
Sergio Carloni sergio.carloni@ilromanista.eu
Big match da podio all’orizzonte, per la Roma Primavera. Alle 11 gli uomini di Guidi, rinvigoriti dagli ultimi due successi con Milan e Frosinone, scendono in campo al Tre Fontane contro il Parma. 29ª giornata alle porte: un’altra sfida in cui dare tutto (visibile in diretta tv su Sportitalia e in streaming su app e sito dell’emittente). A maggior ragione, calcolando le qualità degli avversari. Una squadra capace di creare più di qualche grattacapo ai giallorossi, nei due precedenti stagionali: il 2-2 (con rimonta subita) alla prima di campionato; il ko ai quarti di Coppa Italia di febbraio. In casa, al termine di una prestazione condita da chance non sfruttate. Parecchie. C’era una Roma alquanto altalenante in campo. La stessa Roma che però, oggi, pare aver ritrovato consapevolezza ed efficacia. «Le due partite precedenti sono state molto equilibrate e siamo stati puniti nei minuti finali. Dovremo stare attenti fino alla fine», è il segnale mandato dal tecnico alla vigilia. Preciso, senza girarci intorno. La concentrazione sarà fondamentale. Anche perché si tratta di uno scontro d’alta classifica: la Roma è la prima della classe con 51 punti, a più due sulla Fiorentina e a più quattro proprio sulla formazione di Corrent. Vincere significherebbe passare ad avere almeno momentaneamente cinque lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica e allontanare la terza. Stavolta è il risultato a fare da padrone; le prestazioni, d’altronde, non sono mai mancate. Con evidente crescita di molti interpreti, specie Maccaroni e Almaviva.
Certezze e applicazione «Troveremo una squadra di qualità e fisicità costruita per vincere lo scudetto». Le parole di Guidi non mentono. Per questo, soprattutto, gli undici favoriti a partire dal primo minuto sono i componenti dello zoccolo duro giallorosso. Su tutti, appunto, i due trequartisti già centrali nelle ultime uscite: per Maccaroni un gol col Cesena; Almaviva, invece, è stato protagonista con gol e rete provocata tra bianconeri e Milan. Due componenti dall’alta qualità. «Serve una grande prova di ma-
AL TRE FONTANE SI PUÒ ANDARE A +7 SULLA TERZA.
GUIDI: «DOVREMO STARE ATTENTI FINO ALLA FINE».
PRONTI GLI 11 DI FIDUCIA
turità, va alzata ulteriormente la qualità», ha spiegato l’allenatore della Roma. Senza Arena, convocato da Gasperini col Genoa, davanti si ricandida Morucci. Discorso simile in porta, a presidiare i pali del 3-4-2-1, dove è lotta tra Zelezny e Kilvinger senza De Marzi. Pochi dubbi dietro, col consolidato trio Mirra-Seck-Terlizzi a difendere il portiere; occhio comunque alla possibilità di rivedere Nardin sul centro-sinistra. O, magari, come esterno destro di centrocampo per poter dare più garanzie sotto il punto di vista della fisicità. Motivo per cui anche Panico può tornare in mezzo. Una delle doti più in evidenza nel Parma, dotato di giocatori tenaci e col fiuto del gol: non a caso, il capocannoniere del campionato è Mikolajewski, con 16 reti all’attivo. Sul cammino della Roma c’è l’ennesima battaglia. Da vincere. ■
Muhammed Bah, Samuele Carlaccini e Valerio Maccaroni esultano dopo
gol di Edoardo Morucci (al centro) contro il Milan (1-0) GETTY IMAGES