LE PAGELLE MALEN SEMINA PANICO, MA SI ACCENDE A SPRAZZI
Genoa-Roma 2-1 A Marassi subiamo l’aggressività della squadra di De Rossi, andiamo sotto su rigore ma la riportiamo subito in parità, poi la seconda rete rossoblù mette a nudo una lunga serie di indecisioni. Manca però un rigore netto per mani di Malinovskyi. Subito testa a Bologna
VARI PROBLEMI
LA PARTITA
TU QUOQUE FIGLIO NOSTRO
Ci batte De Rossi Primo tempo spento, nella ripresa a segno Messias su rigore, Ndicka e alla fine Vitinha
Genoa 2
Roma 1
Genoa (3-4-2-1)
Bijlow 6; Marcandalli 6,5, Ostigard 6,5, Vasquez 6; Ellertsson 6 (34’ st Martin s.v.), Frendrup 6,5, Masini 6,5, Sabelli 6; Messias 6,5 (19’ st Malinovskyi 6,5), Ekuban 6,5 (30’ st Vitinha 6,5); Ekhator 6 (19’ st Colombo 6,5)
Svilar 6; Mancini 5,5 (39’ st Ziolkowski s.v.), Ndicka 6, Celik 5,5 (39’ st Robinio Vaz s.v.); Rensch 6 (25’ st Ghilardi 5,5), Pisilli 6,5, Koné 5,5, Tsimikas 5; Pellegrini 4,5 (11’ st El Aynaoui 6), Venturino 5 (1’ st Cristante 5); Malen 6
N.e.: De Marzi, Gollini, Angeliño, El Shaarawy, Zaragoza
Allenatore: Gasperini 5,5
Reti: 7’ st Messias (rig.), 10’ st Ndicka, 35’ st Vitinha
Arbitro: Colombo 5 (RossiVecchi). Var: Mazzoleni
Note: spettatori 30758. Recupero: 2’ + 5’. Ammoniti: Ndicka, Masini, Malen, Cristante per gioco scorretto
Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Tu quoque, Dani, fili mi. Doveva succedere prima o poi ed è successo ieri: Daniele De Rossi ha battuto la Roma in una partita combattuta e molto muscolare, magari poco spettacolare, povera di contenuti tecnici, ricca di significati agonistici. Ha vinto il Genoa, ha perso la Roma e per come è andata la gara è stato forse giusto così anche se sull’esito finale pesa come un macigno il mancato intervento del Var Mazzoleni su un chiaro fallo di mano di Malinovski sull’1-1, su una conclusione di Koné che l’arbitro avrebbe dovuto vedere in diretta (poteva sembrare fuori area, ma sarebbe stato comunque intanto da indicare la punizione) e il Var avrebbe poi potuto far sanzionare con il rigore perché come testimoniano le immagini l’impatto avviene esattamente sulla riga, che come tutti sanno è già considerata geograficamente “area”. La sconfitta è
PARTITA BLOCCATA: SUL RISULTATO PESA COME UN MACIGNO LA MANCATA
CONCESSIONE DI UN RIGORE ALLA ROMA
costata il quarto posto in solitaria: avendo vinto tutte intorno, ora il Como ci ha appaiato e la Juventus è salita a un punto di distanza. E domenica, dopo gli ottavi d’andata di Europa League giovedì a Bologna, ci aspetta proprio il Como: e senza Ndicka, ieri ammonito, era diffidato. Si è visto subito che sarebbe venuta fuori una partita spigolosa, bloccata sui duelli, muscolare e poco spettacolare. Succede quando alla filosofia gasperiniana si somma una contrapposizione analoga e De Rossi stavolta l’aveva studiata proprio così. Per questo ha scelto una formazione a sorpresa, senza il faro Malinovski, senza la coppia d’attacco titolare (Colombo e Vitinha), senza Martin e senza Norton-Cuffy, i due più utilizzati esterni di centrocampo. Dentro i soliti tre in difesa, Mercandalli, Ostigard e Vazquez, con Ellertsson e l’ex Sabelli sulle fasce, Frendrup e Masini nel mezzo, Messias e Ekuban alle spalle di Ekhator, per un sistema di gioco speculare a quello romanista. Nessuna sorpresa invece per Gasperini che in assenza dei suoi trequartisti mancini stavolta ha deciso di mandare sul centrodestra Pellegrini confermando Venturino sul centrosinistra, dietro a Malen; e poi Pisilli a metà campo a furor di ragione dopo la grande prestazione con la Juventus preferito a Cristante accanto a Koné, Rensch e Tsimikas sulle fasce e Mancini con Ndicka e Celik in difesa. Incombente il rischio diffidati: e dopo pochi minuti Ndicka è stato colpito col giallo che lo terrà fuori col Como. Il problema è che il cartellino è arrivato prestissimo (12’) e dunque Gasperini non ha potuto neanche trovare una soluzione dalla panchina, magari togliendo l’altro diffidato (Mancini) per evitare di trovarsi la difesa decimata contro Fabregas: l’ha fatto alla fine. Tra tante contrapposizioni individuali a mancare nel primo tempo sono state proprio le soluzioni tecniche. Il Genoa è partito a razzo con le pressioni altissime, la Roma ha subito l’iniziativa e un po’ anche la spinta dello stadio esaurito (ha ragione De Rossi, per loro è davvero un giocatore in più) e le occasioni di tiro sono state rarissime. Nel taccuino abbiamo segnato giusto un paio di iniziative di Malen, con percussioni centrali partite dalla trequarti, con un tiro deviato in corner al 21’ e con uno scarico per Mancini poco più avanti, con cross ancora per l’olandese che si è coordinato per una sforbiciata
stacco di Mancini e Ndicka in occasione dell’azione che ha portato al pareggio della Roma MANCINI
Nell’altra pagina, il rigore di Messias e sotto Malen, osservato speciale per i difensori del Genoa AS ROMA
VIA GETTY IMAGES
Nelle due immagini in basso, il dettaglio del braccio di Malinovskyi sul tiro di Koné e la sua posizione sulla linea, e quindi in area, vista dall’alto
in area che però ha trovato la testa di Ostigard (ed è arrivato il giallo per Malen). Sul corner successivo al primo tiro dell’attaccante giallorosso va sottolineato anche un contatto assai dubbio tra Ellertsson e Ndicka, su cui Colombo (così come Mazzoleni al Var) ha comunque sorvolato. Anche il Genoa si è fatto vedere pochissimo dalle parti di Svilar nel primo tempo. Al 24’ una rimessa laterale lunghissima di Ostigard respinta dalla difesa ha trovato il tap-in impreciso di Messias, comunque neutralizzato dal portiere. Al 45’ invece un cross ancora di Messias ha trovato l’impatto di Ekuban di punta in anticipo su Mancini, ma la palla è terminata oltre la traversa. Da sottolineare infine una particolarità: al 27’ De Rossi ha chiesto al portiere Bilow di calciare una punizione per il Genoa nella metà campo romanista. È un evento piuttosto raro, teso a trovare un uomo di movimento in più in mezzo al campo pur correndo il rischio di un’intercettazione del pallone che potrebbe portare a subire una ripartenza senza il portiere tra i pali. Nella ripresa, la Roma si è presentata in campo con Cristante al posto del poco ingaggiato Venturino, ma la Roma si è trovata sotto al primo ruggito dei padroni di casa: è capitato su calcio d’angolo, il primo battuto nella gara, con Ellertsson lasciato solo di ricevere il passaggio corto praticamente al limite dell’area (continuano in questo senso i problemi di piazzamento dei giallorossi sulle palle inattive), con il maldestro intervento di Pellegrini in copertura, con un pestone che ha steso l’islandese: alla trasformazione ha pensato Messias, calciando forte e centrale. Un gol in una partita così chiusa può significare molto anche perché il primo segnale è stata una rapidissima ripartenza rossoblù con Ekhator che ha spizzato
un bel pallone per Ekuban che ha spostato il pallone sul sinistro e ha calciato forte, ma alto. E invece su un’altra azione da corner, Mancini ha colpito bene di testa verso la porta, Messias ha respinto sulla linea e Ndicka ha ribadito in porta d’istinto, senza neanche indirizzare dritto, con la traiettoria che si è alzata e ha ingannato tutti, riscendendo dentro la rete tra la sorpresa generale. Subito dopo El Aynaoui ha sostituito Pellegrini: sono i centrocampisti i new attaccanti, in assenza dei titolari del ruolo. Ed è proprio l’egiziano che al 13’ ha fintato il tiro per trovare in verticale Malen che dopo un controllo difficoltoso ha scaraventato il pallone in porta per l’esultanza contagiosa di Gasperini: purtroppo però al momento del passaggio l’olandese era in fuorigioco e il gol del vantaggio è stato annullato. Ma l’abbrivio a quel punto sembrava a favore della Roma: Mancini da destra ha crossato per Malen, testa alto. De Rossi è corso ai ripari, aumentando la qualità dei suoi nserendo Malinovskyi e Colombo per Messias ed Elhator, Gasp ha risposto come ha potuto, con Ghilardi per Rensch (e Celik allargato a destra). Al 28’ l’episodio chiave del mancato rigore, lo abbiamo analizzato a parte. Ddr ha inserito anche Vitinha e Martin per Ekuban e Ellertsson, e quasi casualmente è arrivato il gol decisivo: con i giallorossi a dormire su un’altra palla inattiva, stavolta un fallo laterale, la palla è arrivata a Malinovskyi che l’ha messa in profondità per Masini che ha trovato da solo in mezzo Vitinha. Subito dopo Mancini ha trovato a sinistra Tsimikas bravo a prendere il tempo a Martin, ma poi ha sbagliato il cross: Malen attendeva da solo. E nel finale, dopo un tentativo respinto di Malen, è stato Svilar a salvare il terzo gol con un intervento prodigioso su Malinovskyi. ■
Primo ko con Colombo, la gara gli sfugge subito e il Var Mazzoleni lo “affossa”
GASPERINI HA INSERITO I SOLITI UOMINI DI METÀ CAMPO PER PROVARE A MIGLIORARE IL REPARTO D’ATTACCO
Arriva la prima sconfitta della Roma con l’arbitro Andrea Colombo per mano del Genoa di De Rossi. Serata da dimenticare: parte subito male il direttore di gara di Como che ammonisce Ndicka e lo costringe a saltare, ironia della sorte, proprio la partita di domenica prossima contro il Como, per una trattenuta su Ekhator: i due si tengono a vicenda (di solito non si fischia neanche), ma il centrale della Roma lo fa in maniera più vistosa. Il giallo sembra davvero esagerato, con Ekhator che va verso l’esterno. Subito dopo grazia Ekuban per uno sgambetto netto su Mancini. Al 15’ ammonisce Masini, SPA su Rensch. Al 22’ su calcio d’angolo trattenuta al limite di Marcandalli su Ndicka. Colombo
non fischia, Mazzoleni al Var sorvola. Al 40’ ammonito Malen perché in rovesciata colpisce Ostigard in testa. Colombo sorvola anche sul giallo a Messias per fallo su Koné, dopo aver concesso il vantaggio. E non fa giocare i 30 secondi finali del primo tempo per far arretrare di 5 metri una rimessa laterale... Nella ripresa dopo 7’ è ingenuo a dir poco Pellegrini su Ellertsson in area di rigore in posizione quasi innocua, lo tocca e procura la massima punizione per i padroni di casa. Colombo avrebbe anche potuto ammonire, ma il pestone è lieve. Al 13’ Malen trova il gol da posizione centrale ma sull’imbucata di El Aynaoui è in fuorigioco, gol annullato per la disperazione di Gasperini.
L’episodio più grave è al 17’: tiro di Koné dal limite, Malinovskyipiazzato sulla linea dell’area - respinge prima sfiorando con l’addome e poi con il braccio largo («da pallavolo», dice Gasp), praticamente una parata. Colombo è a pochi metri e non vede il fallo (già è grave), Mazzoleni e Manganiello (Avar anche all’andata, quando non fu concesso un rigore a Ostigard) sorvolano anche qui. Combo nefasta. L’arbitro lariano sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il gol del 2-1 rossoblù: Mancini protesta, l’ultimo tocco è di Vitinha. Sul finire, prende il cartellino giallo anche Cristante un minuto prima del 90’: blocca la ripartenza di Masini. Serata nera. ■
ANDREA COLOMBO COMO
a cura di Gabriele Fasan
LE PAGELLE
PISILLI RESTA LUCIDO
Gara urticante Niccolò mantiene la barra dritta, che invece sfugge ai compagni, non solo in mediana
Malen si accende a sprazzi. Ingenuità colossale di Pellegrini. L’ingresso di Cristante non porta benefici
6 MILE SVILAR
5,5 GIANLUCA MANCINI
6 EVAN NDICKA
5,5 ZEKI CELIK
6 DEVYNE RENSCH
6,5 NICCOLÒ PISILLI
5,5 MANU KONÉ
5 KOSTAS TSIMIKAS
Fabrizio Pastore fabrizio.pastore@ilromanista.eu
Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti di alcune gare. E quella di Genova si presenta urticante fin dal principio, contro una squadra aggressiva e più possente. Assenze, errori e scarsa fertilità offensiva la indirizzano sul versante peggiore. C’è da rimboccarsi le maniche. Subito.
6 SVILAR. Fino al rigore di ansie ne vive poche. Poi però ha responsabilità evidenti nell’uscita a vuoto che causa il secondo svantaggio. L’errore viene parzialmente compensato da un miracolo nel recupero che tiene (teoricamente) in piedi le speranze.
5,5 MANCINI. Colpito duro a inizio partita, appare claudicante ma ancora una volta resiste. Anche alla tentazione di usare le maniere rudi, da diffidato. Uno dei suoi inserimenti in avanti risulta proficuo, con la zuccata che propizia il pareggio. Ma si perde nelle proteste sull’1-2.
6 NDICKA. Ekhator è un cliente ostico: per fermarlo deve ricorrere alle cattive, rimediando già in avvio il giallo che gli costerà Como. La sanzione però non lo limita, anzi: trova il terzo gol consecutivo con una singolare traiettoria aerea.
5,5 CELIK. Nel terzetto arretrato non sfigura, ma l’apporto alla fase offensiva è limitatissimo. Anche quando viene spostato più avanti.
6 RENSCH. L’ottima prestazione con la Juventus gli vale la conferma dal 1’. Comincia proponendosi a più riprese, tanto da spostare l’asse offensivo decisamente verso destra. Cala alla distanza.
6,5 PISILLI. Parte basso in possesso, ma è dotato di qualità e ritmo per catapultarsi dall’altro lato. E per coprire, contrastare, perfino tentare di rifinire. Nettamente il più lucido, non solo in mezzo.
5,5 KONÉ. L’aggressività dei rossoblù lo manda in confusione a metà primo tempo, quando innesca una pungente ripartenza di Messias, che
5,5
Subisce la fisicità del Genoa, ponendo rimedio in parte nella ripresa. Le attenuanti delle assenze ci sono eccome, ma questi sono punti che pesano.
6,5
poi attenta pure alle sue caviglie (ma resta impunito). Cresce nella ripresa senza però riuscire a incidere.
5 TSIMIKAS. Che Wesley sia tutt’altro è evidente, ma il greco resta timido per tutto il match e nel finale spreca anche due potenziali occasioni.
4,5 PELLEGRINI. La panca di Cristante gli restituisce la fascia; la rotazione a trequarti lo dirotta a destra, dove gli scambi con i sodali di corsia sono pregevoli ma poco concreti. La qualità in rifinitura latita, in cambio il fallo da rigore è un mix di ingenuità e casualità, che induce Gasp a cambiarlo. Fa però in tempo a battere il corner che genera l’1-1.
5,5 VENTURINO. Debutta da titolare nel suo stadio, da tifoso prima ancora che da giocatore. L’emozione però lo tradisce e resta un po’ ai margini, fino alla sostituzione nell’intervallo.
6 MALEN. Per 20’ è imbrigliato nella morsa genoana, poi all’improvviso si accende e manda nel panico l’intera difesa avversaria. Ingaggia un duello duro con Ostigard, che colpisce tentando l’acrobazia ma rimediando un giallo. Trova la rete, quando però è in fuorigioco.
5 CRISTANTE. Qualche nebbia di troppo nelle ultime partite gli costa la titolarità, per la prima volta in A. Entra a inizio ripresa per aggiungere peso alla trequarti, ma si nota più per errori e falli che per un palpabile apporto.
6 EL AYNAOUI. Ingresso positivo, che “rischia” di risultare determinante quando pesca Malen per il possibile vantaggio, vanificato dall’offside. Resta comunque centrato sulla giusta inerzia, più dei compagni.
5,5 GHILARDI. Viene mandato in campo a metà secondo tempo e si mostra subito propositivo, ma anche lui partecipa alla distrazione collettiva che costa la rete decisiva.
S.V. ZIOLKOWSKI. Dentro nel finale di gara, senza infamia e senza lode.
S.V. VAZ. Dovrebbe portare soluzioni alternative all’assalto conclusivo, ma si rivela più evanescente che utile. Si resta in attesa di segnali.
4,5 LORENZO PELLEGRINI
5 LORENZO VENTURINO
6 DONYELL MALEN
5 BRYAN CRISTANTE
6 NEIL EL AYNAOUI
5,5 DANIELE GHILARDI
S.V. JAN ZIOLKOWSKI
S.V. ROBINIO VAZ
GIAN PIERO GASPERINI
NICCOLÒ PISILLI
L’ALLENATORE
IL MIGLIORE
DAL CAMPO
Dubbio Soulé L’emergenza si allarga alla difesa
Simone Valdarchi Inviato a Genova
Gasperini non vuole sentir parlare delle assenze come un alibi ai risultati, ma la Roma continua a perdere pezzi ed è difficile fare finta di nulla. La trasferta in Liguria, col passo falso in casa del Genoa, non ha portato altri infortuni, ma una squalifica sì: quella di Ndicka. Evan, diffidato, è stato ammonito da Colombo e il centrale ivoriano non potrà presenziare al centro della difesa nello scontro diretto col Como di domenica prossima.
Prima però tutti i pensieri possono andare alla coppa, al ritorno dell’Europa League, anche se questo arriverà entro i confini italiani. Giovedì, la Roma sarà chiamata all’andata degli ottavi di finale al Dall’Ara, contro un Bologna ferito dalla sconfitta in
MATIAS DA VALUTARE VERSO BOLOGNA. NDICKA SQUALIFICATO PER COMO, MENTRE MANCINI NON CI SARÀ IN COPPA
rimonta subita ieri, sempre in casa, dal Verona penultimo in classifica. Italiano ha dimostrato, già con le scelte di formazione, di avere i pensieri già proiettati all’impegno di coppa. Gasperini non se l’è potuto permettere, visto il peso specifico della trasferta a Genova e le tante assenze di cui sopra. A Bologna ritroverà Wesley, ma dovrà fare a meno di Mancini, squalificato dopo il rosso rimediato ad Atene.
Da valutare le condizioni di Soulé e Hermoso. Matias combatte da tempo con la pubalgia, mentre lo spagnolo ha dovuto fare i conti con una serie di fastidi muscolari. Qualora Mario non dovesse farcela, allora la difesa vivrebbe una mini-emergenza, viste le squalifiche di Mancini prima e Ndicka dopo, quella in cui l’attacco ormai è abituato a navigare. ■
DALLA PANCIA DEL FERRARIS
«MOMENTO NON POSITIVO
MA REAGIREMO FORTE»
Gasperini «Il braccio di Malinovsky? Non so perché il VAR non sia intervenuto»
Andrea Di Carlo Inviato a Genova
Da Gatti a Vitinha, com’è cambiata la vita sul pianeta Roma in pochi giorni. Dal potenziale successo e +8 sui bianconeri, tramontato nei minuti finali, al ko del Ferraris che adesso rimette tutto in discussione nella corsa per il quarto posto. Poca energia e poca qualità, la squadra di Gian Piero Gasperini non è sembrata ai soliti livelli di brillantezza e intensità, anche se il tecnico non è d’accordo: «No, ci siamo calati benissimo. Loro hanno impostato la partita così ed era molto difficile giocarla. Noi abbiamo risposto bene, non siamo mai stati sotto e poi il rigore è stato un episodio. Abbiamo creato di più di loro. Partita difficile e poco giocata, con grande aggressività e molti lanci lunghi. Non è un momento molto positivo come in tante piccole mischie. Ma per me non usciamo affatto ridimensio-
VENTURINO? NON ERA LA PARTITA IN CUI POTEVA
ESALTARSI, CI VOLEVA FISICITÀ. SOULÈ? NON POSSO FARE PREVISIONI
nati da questa partita».
Gasperini è stato poi sollecitato sul tema difensivo, in un momento in cui la Roma sembra stia concedendo qualcosa in più rispetto ai soliti standard: «Ogni partita ha una sua storia. Svilar non è mai stato impegnato, ma neanche minimamente. Unica cosa qualche mischia sui falli laterali, è stato un certo tipo di partita a cui ci siamo adattati bene. Poi è uscito fuori il rigore. Dopo l’1-1 abbiamo avuto più occasioni noi, ma alla fine basta un episodio. Siamo stati distratti ma non abbiamo subito tanti tiri e non farei un processo alla difesa. Ci sono 87 minuti in cui la difesa non ha rischiato nulla. Lo spirito della squadra è stato straordinaria. Dobbiamo arrivare alla sosta nella posizione in cui siamo e in più abbiamo l’Europa League. Non mi preoccupa perché l’atteggiamento di questi ragazzi è straordinario. Ho veramente poco da rimproverare se non qualche episodio».
Nel finale c’è stato un episodio (braccio di Malinovsky sul tiro di Koné) dove il VAR non è intervenuto dopo il silent check. Questa l’opinione del tecnico giallorosso: «Non è intervenuto il VAR, si vede che non l’ha ritenuto da rigore. Se non ha certezza faccia un altro mestiere. Si può dire che non ha visto, ma la realtà è abbastanza evidente. Non l’ha ritenuto da rigore, fine». Tra le scelte dell’undici titolare c’è stato spazio anche per l’ex di turno, Venturino: «Non era la partita in cui poteva esaltarsi, ci voleva
Massara: «Ko Dybala? Spero recuperi presto»
Prima della sfida del Ferraris tra Genoa e Roma, ha parlato il direttore sportivo giallorosso Frederic Massara, facendo il punto su Paulo Dybala: «Non abbiamo parlato del contratto di Paulo prima e non è corretto farlo ora. Speriamo possa recuperare velocemente e confidiamo che possa darci una mano nelle ultime partite. L’infortunio non impatta sulle nostre strategie e sul rapporto con Paulo. Non entro nelle questioni mediche. Gli specialisti hanno fatto delle considerazioni, ma è sempre meglio provare prima delle soluzioni conservative concentrandosi soprattutto sulla salute del giocatore. Ora il problema sembra risolto e presto lo riavremo a disposizione». Il ds giallorosso ha parlato anche degli altri giovani attaccanti a disposizione di Gasperini: «Abbiamo tanti infortuni in attacco e non aiuta, ma abbiamo recuperato El Shaarawy che ci può aiutare. Vaz è molto giovane ed è arrivato da poco, deve adattarsi ma sta facendo vedere cose interessanti e abbiamo fiducia in lui così come in Zaragoza e Venturino».
fisicità stasera. Ci darà un aiuto e anche stasera non ha demeritato. Poi avevamo bisogno di altre caratteristiche. Non è stata una partita fortunata, ma reagiremo forte». Preoccupato per la lotta Champions? La risposta di Gasperini non si fa attendere: «Chi è preoccupato se ne stia a casa. Andiamo a giocarci le nostre partite, c’è chi a questo punto della stagione certe gare le guarda. Assenza di Wesley? Tsimikas ha fatto buona prestazione, adesso siamo in una fase di dover scontare alcune squalifiche». E sulla solitudine di Malen: «Non è stata una partita facile per trame di gioco, siamo stati pericolosi nella ripresa. Ho fatto entrare Cristante e El Aynaoui che con la loro fisicità hanno sopperito e aiutato in attacco. Senza dubbio è stata una gara particolare, dove contava la palla in area. E Malen è stato pericolosissismo, ogni volta che ha avuto palla ha sempre creato delle difficoltà. Soulé? Non sono nelle condizioni di fare previsioni sul suo rientro». ■
CHI È PREOCCUPATO SE NE STIA A CASA. SIAMO QUARTI E AGLI OTTAVI DI EUROPA LEAGUE. C’È CHI CERTE GARE SE LE GUARDA
Gian Piero Gasperini durante la sfida andata in scena al Ferraris tra Genoa e Roma, conclusasi col successo dei rossoblù GETTY IMAGES
Gianluca Mancini in campo a Genova. Salterà l’andata degli ottavi per squalifica GETTY
GLI SPOGLIATOI
TSIMIKAS: «DELUSI, MA SIAMO IN CORSA»
Il greco «Dobbiamo reagire subito Remiamo tutti nella stessa direzione»
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu
Ci si aspettava la reazione dopo la rimonta subita contro la Juventus, e invece una Roma decisamente brutta cade a Marassi contro il Genoa di De Rossi. I giallorossi si ritrovano ora agganciati al quarto posto dal Como, proprio il prossimo avversario in campionato, domenica prossima al Sinigaglia. Le difficoltà di Pellegrini e compagni, al Ferraris, sono state evidenti fin dal primo minuto, complice il grande agonismo dei rossoblù, che hanno pressato in maniera asfissiante la Roma fin da Svilar. Ai giallorossi purtroppo non è bastato il terzo gol consecutivo di Evan Ndicka, riscopertosi bomber di recente: il centrale ivoriano, peraltro, ha rimediato ieri un cartellino giallo
L’ultimo Genoa-Roma gli aveva tolto il sogno di allenare la squadra che ama da sempre, quello di ieri, di Genoa-Roma, gli regala se non la certezza l’assoluta convinzione, supportata dai numeri della classifica, di poter salvare la squadra che allena. Una convinzione figlia però dell’atto più contraddittorio possibile: De Rossi che batte la Roma. Una frase che stona anche solo a pensarla, figurarsi a scriverla o a pronunciarla, ma tant’è, conviene farci l’abitudine, visto che la carriera di Daniele da allenatore è ancora solo agli inizi e, grazie a qualche dirigente - una in particolare -, è destinata a proseguire lontana da Trigoria, da casa sua. Il mio miglior nemico, citando il film di Verdone, ieri pomeriggio, costruendo le fortune del suo Genoa, ha messo un bel bastone tra le ruote alla Roma di Gasperini e alla sua corsa a un posto Champions, che rimane comunque a portata visto l’attuale 4° posto ora però più debole - il Como è a pari punti, con la trasferta in riva al lago in programma per domenica prossima, mentre la Juventus è a -1. Il peso emotivo della partita s’è visto da subito, tatuato sul volto di De Rossi, che dopo aver salutato il collega Gasp ha abbracciato i due Mancini: il
che farà scattare la squalifica per la trasferta di Como. Non nasconde la sua delusione Kostas Tsimikas, schierato a sinistra da Gasperini per sostituire lo squalificato Wesley: «Ovviamente sono deluso - dice il greco ai microfoni di DAZN - come tutti i miei compagni. Eravamo venuti qui per fare una determinata partita, ma è stata una gara combattuta. Dobbiamo imparare dai no-
IL PARI CON LA JUVE DURO COLPO, MA SAPPIAMO QUANTO È COMPETITIVO IL CAMPIONATO. QUESTA SQUADRA MI PIACE MOLTO
PENSIERI E PAROLE
stri errori». Finora, in stagione, l’ex Liverpool non ha mai avuto continuità, giocando piuttosto a singhiozzo: «Ovviamente, come tutti i calciatori, vorrei giocare di più, ma il mio compito è quello di farmi trovare sempre pronto, che poi credo sia alla base dei successi che ho ottenuto nella mia carriera. Darò il mio massimo fino alla fine: questa squadra mi piace molto, tutti abbiamo lo stesso obiettivo. Personalmente spero di poter giocare di più da qui alla fine, ma quello che conta sono gli obiettivi di squadra».
Dopo il pari con la Juve, al corsa per la Champions si è complicata, ancor di più a causa della sconfitta di ieri: «Quello con la Juve è stato un duro colpo e oggi avremmo voluto vincere. Ma il campionato è molto equilibrato e competitivo. Dobbiamo reagire. Chiaramente sarebbe stato meglio arrivare alla sfida col Como con un margine di vantaggio, ma siamo comunque in piena corsa. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, serve una grande prestazione a Como». E i tre punti, auspicabilmente. ■
3 reti: Pellegrini, Ferguson, Dovbyk e Ndicka (Roma)
2 reti: Cristante, Koné e Dybala (Roma)
1 rete: Celik, Hermoso, e Pisilli (Roma)
gare della Roma
Rossi «Non esultare è il minimo che devo ai miei tifosi»
difensore, col quale poi si è attaccato durante la gara, e lo storico fotografo di cronache romaniste. Il resto è stata pura trance agonistica, urli contro Colombo e i suoi assistenti dopo ogni decisione. La calma, Daniele, l’ha ritrovata dopo i due gol del Genoa e al triplice fischio, insieme alla lucidità che l’ha portato, di fatto, a non esultare mai. Applaudendo solo il pubblico di casa nel finale. «Io non credo negli ex che non sono felici, ma non esultare è il minimo che io devo ai miei tifosi, ai miei giocatori. Anche grazie a loro io sono qui e posso allenare in Serie A. Non posso fare finta di essere dispiaciuto, ma dal momento che io mi metto a fare l’allenatore due volte l’anno ci sfideremo. Un giorno, magari, torneremo a tifare insieme per 38 partite all’anno, chissà. Mi man-
cano sempre molto». E sull’assenza della sua gente: «Mi dispiace che non ci fossero i tifosi della Roma, li avrei salutati con l’amore di sempre, come fatto all’andata dopo una brutta sconfitta». Poi parole per un altro romanista, Pellegrini: «Per me rimane un giocatore fortissimo, con numeri clamorosi che sono nella storia della Roma, ma come tutti i romani nella Roma spesso vengono criticati. Non vado oltre però, non voglio giudicare giocatori non miei. Magari tra qualche anno diremo: “Ti ricordi com’eravamo felici con Pellegrini, quando vincevamo la Conference League”. Siamo spesso borbottoni». Quella prima persona plurale, quando De Rossi parla della Roma e dei romanisti, non se ne andrà. Mai. E magari un giorno, come detto da lui, chissà. ■
Kostas Tsimikas, ieri riproposto titolare da Gasp per la squalifica di Wesley GETTY IMAGES
Simone Valdarchi
Inviato a Genova
L’abbraccio tra De Rossi e Gasperini MANCINI
Donyell Malen, capocannoniere della Roma GETTY
I
NEL POST-GARA
di Trigoria
Parla Guidi
«Loro esperti
Ora alziamo la maturità»
A fine gara, Guidi guarda il bicchiere mezzo pieno: «Era una partita equilibrata, il pareggio sarebbe stato più giusto». La sua Roma gestisce bene e lotta, ma non impensierisce. Gli avversari si mostrano invece cinici: «Da squadra molto esperta, hanno sfruttato un singolo episodio; abbiamo sbagliato su una preventiva e ci siamo esposti a una loro ripartenza su cui si è fatto male Litti. In questi episodi dobbiamo migliorare». C’è comunque da riflettere sul valore del Parma. E su questo, il tecnico non ha dubbi: «Per me è con la Fiorentina la squadra più esperta e forte del campionato. E noi stiamo facendo belle prestazioni, partite equilibrate. Dobbiamo aumentare il livello di maturità, fiutare il pericolo». Poi, una precisazione sull’episodio dell’espulsione: «Ho chiamato il tempo, se ne stava perdendo tanto. Mi dispiace non esserci contro la Fiorentina per non aver detto nulla. Ma questa è la decisione dell’arbitro».
NOI MALE IN PREVENTIVA, MA LÌ SI È INFORTUNATO LITTI. IL ROSSO? STAVO SOLO CHIAMANDO IL TEMPO, NON HO DETTO NULLA
Positività anche nelle parole del capitano, Mirra: «Rispetto alla gara di Coppa Italia, siamo usciti meglio palla al piede da dietro. Magari siamo stati inefficaci sul pressing, ma tre partite in una settimana potrebbero aver influito». Anche il fattore infortuni toglie qualcosa. Ma bisogna andare avanti: «Incontrare il Parma ai playoff sarebbe una grande soddisfazione. Ma usciamo contenti da questa sfida, abbiamo dimostrato che palla a terra possiamo metterli in difficoltà. Il gol piano piano arriva». Lo segue Di Nunzio: «Loro combattono per i primi posti, vedremo come si evolverà il campionato. Ci è mancato l’ultimo passo verso il gol, ci lavoriamo da un po’ e speriamo di poter migliorare, perché siamo forti». Ora è tempo di riordinare le idee e di preparare la Fiorentina. ■ SC
PRIMAVERA
DOCCIA FREDDA CON IL SOLE
IL PARMA VINCE E ACCORCIA
29ª giornata Equilibrio al Tre Fontane, poi decide Plicco all’83’. Roma ancora 1ª
Roma (3-4-2-1)
Zelezny; Mirra, Seck, Terlizzi; Nardin (30’ pt Litti; 39’ st Bonifazi), Di Nunzio (39’ st Scacchi), Bah, Carlaccini; Maccaroni (16’ st Panico), Della Rocca (16’ st Almaviva); Arena
Note: Ammoniti: Della Rocca (R), Litti (R), Bah (R), Pajsar (P), Almaviva (R). Espulso Guidi (R) per proteste. Recupero: 1’ e 5’
Sergio Carloni sergio.carloni@ilromanista.eu
Al Tre Fontane regnano equilibrio e disattenzioni. Quella decisiva arriva all’83’ e favorisce il Parma, che passa 0-1 contro la Roma Primavera, nella 29ª di campionato. La pressione è poca e l’atteggiamento finisce per dar ragione alla squadra di Corrent, squalificato ma parecchio presente dalla tribuna. Gli
spunti quasi non ci sono. Una delle uniche vere occasioni porta al gol di Plicco. Episodio a cui la formazione, ricalcata sulla scia delle ultime uscite, non riesce a opporsi: è un ko che accorcia una classifica di per sé breve, almeno nei piani alti. Roma a 51 punti, gialloblù a 50, Fiorentina con 49. Si resta primi. Ma c’è da ringraziare la sconfitta dei viola in casa dell’Inter.
Classifica
Imporsi è da subito difficile. Col passare dei minuti, la fisicità avversaria si fa sentire; soprattutto in difesa, dove Arena viene quasi annullato dal coetaneo Varali. Manca comunque una padrona in campo: il Parma gestisce maggiormente il gioco, sì, ma poche volte dà l’impressione di poter essere pericoloso. Sono tanti i cross sbagliati, da una parte e dall’altra. C’è una Roma forse troppo suffi-
29ª giornata
Partite Risultati
Napoli-Sassuolo 5-2 Juventus-Genoa 3-0
Bologna-Lazio 1-2
Roma-Parma 0-1
Verona-Frosinone 3-1
Inter-Fiorentina 3-2
Cagliari-Monza 2-0
Lecce-Torino oggi ore 11
Cremonese-Atalanta oggi ore 13
Cesena-Milan oggi ore 15
Prossimo turno
Partite Date e orari
Torino-Inter 14/03 ore 11
Atalanta-Cagliari 14/03 ore 13
Lazio-Juventus 14/03 ore 13
Frosinone-Napoli 14/03 ore 15
Sassuolo-Verona 14/03 ore 15
Genoa-Cremonese 15/03 ore 11
Milan-Bologna 15/03 ore 13
Parma-Lecce 16/03 ore 12
Monza-Cesena 16/03 ore 14
Fiorentina-Roma 16/03 ore 18
ciente nella gestione: distanze corte tra i centrocampisti, imprecisioni da correggere anche nella costruzione dal basso. Terlizzi e Seck rischiano a più riprese, mentre ci sono poche occasioni a scandire il tempo che passa. Della Rocca manda alto di testa al 22’; poi è il turno di Gemello, che clamorosamente spedisce fuori di fronte a Zelezny; ci provano anche Terlizzi e Mikolajewski. Fino alla parata ravvicinata del polacco su Nwajei, favorito da uno stato confusionale dei giallorossi in area. La pressione è poca. Così come la comunicazione nello stretto tra i tre d’attacco della Roma. E alla ripresa, la strada non cambia. Gli avversari mantengono il pallino, creando occasioni non convincenti. Di riflesso, Guidi mette fisicità con Panico e alza il raggio d’azione di Di Nunzio, con Almaviva a trequarti. Ma è il Parma a risultare audace, sull’unica vera possibilità concessa alla ripresa. All’83’, la discesa di Mikolajewski trova impreparata la difesa, anche a causa di un problema accusato da Litti; sul passaggio orizzontale, il neo-entrato Plicco raccoglie, salta Zelezny e deposita la palla in porta per lo 0-1 definitivo al Tre Fontane. Doccia fredda, condita dal nervosismo che nel finale porta all’espulsione di Guidi. Ossa rotte, anche a causa dell’infortunio di Nardin. È la 2ª sconfitta in tre gare stagionali col Parma, sempre incisivo nei minuti finali. La prossima è con la Fiorentina. Vincere sarebbe importantissimo. ■
OCCASIONI,
L’attaccante
della Roma Mattia Della Rocca e il difensore del Parma Lorenzo Varali si contendono un pallone nell’area di rigore gialloblù. In primo piano, Antonio Arena, esordiente a gennaio con la Roma dei grandi in Coppa Italia GETTY IMAGES
Federico Guidi, 49 anni, con lo sguardo perplesso durante Roma-Parma GETTY IMAGES