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Il Romanista del 7 marzo 2026

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Joya finita L’artroscopia rivela la lesione del menisco per Dybala, che si opera a Villa Stuart con Mariani: «45 giorni per guarire, poi la riatletizzazione». A Gasp resta la certezza Donyell lì davanti

RIMANGO MALEN

PIETRALATA STADIO DELLA ROMA, SOLO FUMATE BIANCHE

Verso Genoa-Roma

LA CRONACA

JOYA FINITA, MENISCO KO PAULO OPERATO

A

Villa Stuart L’artroscopia rivela la lesione. Il professor

Mariani: «45 giorni per guarire, poi la riatletizzazione»

Simone Valdarchi simone.valdarchi@ilromanista.eu

Quanto tempo è ormai passato e passerà? La risposta, esatta, forse non ce l’ha nessuno, ma quella giusta è una: troppo. Troppo tempo è passato da quel 25 gennaio, quando un duro colpo subito in Roma-Milan dava il via al calvario del ginocchio sinistro di Paulo Dybala. Troppo tempo, ancora, passerà, prima di poterlo vedere in campo, visto l’intervento chirurgico al quale ieri si è sottoposto a Villa Stuart.

Già, perché l’esito dell’artroscopia esplorativa di ieri mattina ha dato l’esito temuto: lesione al menisco esterno. Che poi sia «piccola e parziale», come comunicato da Trigoria, o «longitudinale completa», come raccontato dal professor Mariani a Sky Sport,

DYBALA TORNERÀ IN CAMPO PER LA FINE DELLA STAGIONE. GASPERINI SI AGGRAPPA A MALEN

importa, ma fino a un certo punto. Ciò che davvero conta è che, almeno per un altro mese e mezzo, Gasperini non potrà contare sul giocatore più tecnico della sua rosa e, forse, del campionato. E oltre a Gasp e ai tifosi della Roma, proprio Dybala è la prima “vittima” di questa situazione. Ad Atene, a fine gennaio, lamentava il dolore al ginocchio, ma gli esami strumentali del giorno dopo - e i quattro delle settimane seguenti - avevano sempre escluso la necessità di un intervento. Perché il problema, in realtà, non era visibile da risonanza, ma serviva proprio l’artroscopia - quindi l’entrare dentro al ginocchio - per stanarlo. Eppure, si era tentato di riportarlo in campo con la terapia conservativa e il riposo, che in effetti avevano permesso a Paulo di tornare a correre con continuità, ma ogni qualvolta i carichi di lavoro sono aumentati

Qui a fianco, Paulo Dybala domenica scorsa in panchina, durante RomaJuventus 3-3. Sembrava poter essere un nuovo inizio per lui, dopo un mese di stop. A destra, dall’alto: l’argentino ieri in compagnia del professor Mariani, che lo ha operato a Villa Stuart; l’esultanza della Joya e di Malen, dopo il gol dell’olandese a Torino FOTO MANCINI E SKY SPORT

il dolore è tornato a bussare. O meglio, il fastidio di un ginocchio non stabile. E in effetti, con un menisco - che ha la funzione di “cuscinetto” per l’articolazione - lesionato è difficile avvertirlo tanto saldo.

Da ieri in poi lo sarà, visto l’intervento portato avanti da Mariani e la sua equipe: «L’intervento è stato deciso dopo un consulto con il dottor Petrucci (responsabile sanitario della Roma, ndr).

In artroscopia abbiamo trovato

la lesione del menisco esterno, longitudinale completa», ha spiegato il professore a Sky Sport. E ancora: «Ci vorranno 45 giorni in area ortopedica per il recupero, poi il ritorno in campo sarà deciso dallo staff». Insomma, la stagione per Dybala non è conclusa, ma fortemente compromessa e, purtroppo, ancora una volta la Roma dovrà fare a meno di lui nel periodo più importante dell’anno. Un dato che spazza via ogni dubbio -

anche se a Trigoria non ne hanno mai nutriti - sul futuro di Paulo. Il suo contratto finirà a giugno e sarà allora il tempo dei saluti. Non resta che augurarsi un lieto fine, che riguardi il ritorno in Champions o il sogno di coppe e di campioni. Questo dipenderà da Malen e compagni. All’olandese Gasperini si aggrapperà nelle prossime settimane, cercando di costruirgli intorno una Roma da vertice. Con la malinconia che il tempo andato non ritornerà. ■

IL CASO

LA CURIOSITÀ

Anche Totti nella clinica romana

Una coincidenza poco fortunata, visti i motivi della visita di Paulo Dybala a Villa Stuart, ma romanista. Nella mattina di ieri, infatti, anche

Francesco Totti si è recato nella clinica romana per alcuni controlli di routine. L’ex capitano rimane in orbita per un ritorno nel club

Hermoso e Soulé out Pisilli ora scalpita

Dal campo Dubbio Gasp sulla sinistra

Ancora lavoro a parte per Mati e Mario

Iacopo Mirabella iacopo.mirabella@ilromanista.eu

Siamo arrivati alla fase finale della preparazione per la sfida delicata del Ferraris contro il Genoa. Domenica alle 18 il fischio d’inizio e la Roma ha il compito di centrare una vittoria importante per rialzare la testa e tornare a conquistare i tre punti dopo il pari della scorsa giornata contro la Juventus. In queste ore Gian Piero Gasperini è al lavoro per sciogliere gli ultimi dubbi relativi all’undici iniziale, con un’infermeria ancora troppo piena di pezzi pregiati.

Attendere o intervenire? Nel calcio moderno, dove il tempo è spesso l’asset più prezioso, la parola “terapia conservativa” è diventata il mantra di staff medici e società. L’obiettivo è senza dubbio nobile: evitare l’invasività dell’operazione, preservare l’integrità anatomica e accorciare di conseguenza i tempi di recupero. Tuttavia, in casa Roma, questa strategia si è trasformata spesso in un pericoloso boomerang, portando a lunghi periodi di inattività conclusi, inevitabilmente, con il calciatore sotto i ferri.

Paulo Dybala è solo l’ennesimo caso stagionale (potenzialmente il terzo) in cui la terapia conservativa non ha portato i frutti sperati. Il primo è stato Artem Dovbyk: il gigante ucraino aveva rimediato nella sfida contro il Lecce dello scorso 6 gennaio una lesione miotendinea alla coscia sinistra rimediata, dopo aver siglato anche un gol. L’iniziale diagnosi aveva però condotto lo staff medico giallorosso e il calciatore a iniziare un percorso riabilitativo a Trigoria, senza prendere in considerazio-

ne l’intervento chirurgico. Pochi giorni dopo, dieci per l’esattezza, il dietrofront e la decisione di finire sotto i ferri. Non c’è ancora certezza ma tutti gli indizi portano a pensare che lo stesso tipo di percorso, forse ancor più tormentato, lo per-

TRE TRA I PROTAGONISTI

PIÙ ATTESI DI QUESTA STAGIONE RISCHIANO

DI SOMMARE QUASI 11 MESI DI ASSENZA DAI CAMPI

correrà anche Evan Ferguson. Diversi problemi alle caviglie nel corso della stagione, l’ultima apparizione il 22 gennaio con lo Stoccarda. Da quel momento la decisione di gestire la fragilità articolare con un percorso personalizzato, allontanando lo spettro di un intervento chirurgico, divenuto, nelle ultime ore, uno scenario imminente: addio ai sogni mondiali, addio Roma. E arriviamo a Dybala: la Joya si era fermata a fine gennaio con il Milan, ad Atene zoppicava vistosamente ma gli esami non avevano dato riscontri precisi. Terapia conservativa per cercare di riaverlo al meglio, ma oltre ad una panchina “simbolica” con la Juventus la Roma non ha tratto alcun beneficio, il calciatore men che mai. Ieri l’intervento a certificare l’ennesima terapia conservativa tornata indietro come un boomerang. Sommando i mesi di assenza, ad oggi, tra Dovbyk (110 giorni), Ferguson (99 giorni) e Dybala (potenziali 120 complessivi) arriviamo a quasi 11. Chissà che Roma sarebbe stata con loro.. ■ ADC

Nella giornata di ieri sui campi di Trigoria è andata in scena la seduta di allenamento (oggi rifinitura) e servirà ancora tempo per rivedere insieme al resto del gruppo Matias Soulé e Mario Hermoso. Entrambi continuano a lavorare a parte e nella prossima settimana potrebbero esserci passi in avanti per quanto riguarda il loro recupero, ma lo staff medico non vuole accelerare i tempi per evitare di rischiare ulteriori ricadute. La pubalgia non molla l’argentino che freme per tornare in campo. Entrambi naturalmente non saranno a disposizione di Gasperini per la trasferta contro il Genoa, così come anche Artem Dovbyk ed Evan Ferguson ma per loro è un discorso diverso viste le tempistiche per il recupero dai rispettivi infortuni.

Tra certezze e dubbi Genoa e Bologna, saranno questi i prossimi impegni per i giallorossi tra campionato ed Europa League. Due partite importanti ma con risvolti tattici diversi e nel preparare la sfida contro la squadra di De Rossi c’è un occhio di riguardo anche per quella con il Bologna di Italiano (dove la Roma potrebbe giocare con due punte e un trequartista). Contro il Genoa Gasp è pronto a riproporre il consueto 3-4-2-1 con qualche dubbio da sciogliere. In porta ci sarà Svilar mentre in difesa è pronto a tornare dal primo minuto Ghilardi come braccetto di sinistra con Mancini e Ndicka a formare il terzetto difensivo. Nella linea a 4 di centrocampo Celik è pronto a riprendere posto sulla destra mentre è la fascia sinistra a destare dubbi a causa dell’assenza di Wesley. Rensch e Tsimikas si contendono una maglia da titolare. Pisilli scalpita e sarà in campo dal 1’ ma il dubbio è se in mediana con Koné oppure sulla trequarti con Pellegrini alle spalle di Malen. Attenzione anche a Venturino e Saragoza che scalpitano per avere una chance dal primo minuto. ■

IL NUMERO 61 PRONTO A PARTIRE DAL PRIMO AL FIANCO DI PELLEGRINI SULLA TREQUARTI O IN MEDIANA CON KONÉ

Niccolo Pisilli, centrocampista della Roma durante l’esultanza dopo il gol con la Cremonese GETTY VERSO
Artem Dovbyk e Evan Ferguson GETTY IMAGES

Verso Genoa-Roma

INDIMENTICABILE

41 ANNI IN UN GIORNO

8 maggio 1983 Alle 17.45 finisce “la poesia dell’attesa” e “usciamo dalla prigionia del sogno”

A Genova contro il Genoa con cui eravamo gemellati diventiamo campioni d’Italia. Per sempre

Tonino Cagnucci tonino.cagnucci@ilromanista.eu

Ogni volta che scrivo di questa partita comincio sempre con un numero 41. Che poi non è un numero, ma sono gli anni passati da quel giorno di giugno coi fratelli Lalli e questo pomeriggio, di nuvole e sole, di Genova. Quante vite ci sono in quarantuno anni? Quante Roma dentro?

Lo Scudetto 1982/83, quello Scudetto contro la Juve più forte di sempre, agli inizi di questi anni Ottanta, quelli delle maglie belle, degli stadi pieni, gli anni delle nostre canzoni. I migliori della vita di tutti i romanisti. Genova per noi non era città lontana, ma vicina. Genova per noi era un gemellaggio, era sempre stato un altro Nord, introverso ma non ostile.

Genova per noi era anche la coincidenza più felice possibile: ai rossoblù sarebbe bastato un punto per la salvezza aritmetica, esattamente quanto mancava alla Roma per il tricolore. Mai come per questa partita l’X sarebbe stata la sintesi perfetta. L’incrocio fra tutto. Abbiamo avuto anche l’incredibile tempo per gustarcelo, questo Scudetto, persino il paradossale tempo – per chi aspetta già da quarantuno anni – di spizzarselo e mandare i pensieri più intimi ai luoghi e alle persone più care. Alle 10 dalle parti di San Lorenzo a Genova, a piazza De

Ferrari già ci sono i primi tifosi della Roma con le bandiere. Alle 13 arrivano “quelli di Testaccio”, con un bandierone di 80 metri per 10: saranno tanti i lenzuoli con cui sarà avvolta e in cui dormirà per giorni e giorni Roma. Un’ora dopo un giornalista della «Gazzetta» segnala l’arrivo della famiglia Rossi da Fiumicino con una Ford Taunus: marito, moglie e quattro figli. Gli anni Ottanta erano anche queste famiglie, questi viaggi. C’è praticamente tutto il Commando Ultrà: c’era sempre stato. In campo i ragazzi

della Sud e quelli della Fossa dei Grifoni rinnovano il gemellaggio, con un giro da porta a porta, un bandierone rossoblù tenuto da quattro mani in orizzontale, e due bandieroni romanisti a sventolare. Alle 15:45 la sciarpata unisce tutti. Manca un quarto d’ora e ci si potrebbe perdere in quel mare. In tribuna c’è Masetti, che è primo portiere, perché lui c’era quarantuno anni prima e ci dev’essere anche adesso. Ecco le 16. È il 20’, calcio d’angolo di Conti dalla nostra destra, palla respinta fuori area dove c’è il Capitano,

Agostino Di Bartolomei. Un tocco per prendere il pallone, un altro per aggiustarselo e il terzo per lo spiovente leggermente spostato da sinistra verso il centro. E al centro c’è il 9, c’è l’attaccante che ha sempre fatto gol e il primo della sua vita in serie A proprio col Genoa, alla Roma. Gol. Uno a zero. La Roma si abbraccia il suo attaccante, fa gruppo bianco attorno a questo vantaggio che, da una parte, stra-rassicura tutti, ma dall’altra rischia di valere come un guanto di sfida, di rompere un equilibrio fra colori e sentimenti che era stato comunque perfetto. La Roma lo capisce. La Roma lo sa. I tifosi pure. Erano la stessa cosa. Per questo quasi nessuno si scompone quando Giuliano Fiorini, a 2’ dalla fine, fa l’1-1. Adesso basta, intervallo. Adesso basta nel senso che l’intervallo è infinito. Non si ritorna in campo per giocare la partita ma per accompagnare il Genoa alla salvezza e Roma alla gioia più grande della loro vita.Non succede più niente perché sta per succedere tutto. Mancano 4’, mancano le parole adesso. Facciamo parlare solo chi c’era da questo

AMERI: «È UN MOMENTO ECCEZIONALE, GENTILI ASCOLTATORI, CHE NON ABBIAMO MAI DESCRITTO PRIMA»

momento in poi, il momento in cui la Roma diventa Campione d’Italia. Linea a Enrico Ameri in diretta a Tutto il calcio minuto per minuto: «È un momento eccezionale, gentili ascoltatori, che non abbiamo mai descritto nel corso di nessuna partita, di nessuna conclusione di nessun campionato di serie A che abbiamo descritto in circa 23 anni di attività in questa trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto… È la fine! La Roma è campione d’Italia! Sono le 17:45». Lino Cascioli su «Il Messaggero» scrive una cosa bellissima: «La poesia dell’attesa, coltivata come una religione per anni, con le speranze, le illusioni e le dannatissime, inutili cose che avevano aiutato i tifosi a sopravvivere, sono state incendiate da quell’esplosione e adesso bruciano in mille focolai». Il focolaio più bello è quello davanti alla panchina di Liedholm, il Barone, con Geppo, il poeta della Sud, che si abbraccia il suo allenatore. È la Roma, che è aristocratica e popolare. Nello spogliatoio, dopo che hanno parlato tutti, già vestito, c’è Di Bartolomei: «Le somme sono che la Roma in tre campionati è la squadra che è stata più in testa di tutti. Ovviamente c’è grande entusiasmo per una città che arriva a questo titolo dopo 41 anni. È anche giusto».È anche giusto finire con le parole di Agostino. Anche se Agostino poi non è stato giusto tutto quello che è venuto dopo per te. ■

Qui sopra, l’attimo prima del secondo Scudetto romanista: con i tifosi pronti ad invadere il campo del Ferraris e festeggiare la vittoria. In basso, il giro di campo della settimana successivo in Roma-Torino, all’Olimpico

I BIGLIETTI

SUPERARE GLI OSTACOLI

Trasferte random Tra dispositivi cervellotici e business sulle fidelity, i romani sempre a casa

Genova chiusa, a Como e Bologna settore ospiti aperto ai romanisti

Gabriele Fasan gabriele.fasan@ilromanista.eu

AGenova la Roma sarà sola soletta, almeno fisicamente e nello stadio Luigi Ferraris. Neanche per i romanisti “fuori sede” sarà facile acquistare un tagliando di ingresso per rivedere di nuovo Daniele De Rossi da avversario della Roma di Gasperini. Con il settore ospiti chiuso restano “fregati” anche i non residenti nella provincia di Roma. Ma divieto su divieto è venuta meno anche la speranza di accomodarsi in altri settori dello stadio: non facile, come detto, e non impossibile perché tecnicamente è possibile, anche se è reso impossibile dalla condizione di aver acquistato la fidelity del Genoa in precedenza (entro il 23 febbraio scorso). Il gioco delle tre carte, insomma. Che per fortuna verrà evitato per Como-Roma del 15 marzo alle 18.

L’iter è random: la base è che il decreto vieta il settore ospiti ai residenti nella provincia di Roma, poi di partita in partita l’osservatorio rimanda alla questura la decisione nel merito. A Napoli la questura di Napoli decise di aprire il settore ai soli possessori di card non residenti, così come scelto da quella di Bologna, mentre a Genova si è chiuso tutto, a Como è andata meglio. Infatti è partita ieri la vendita del settore ospiti, alle solite condizioni che permettono ai non romani di seguire la squadra. La vendita dei biglietti per il settore ospiti è attivata sul sito tickets.comofootball.com con fidelity card AS Roma (costo 35 euro) e si concluderà alle ore 19 del 14 marzo 2026.

Capitolo Europa League

Dal campionato alla coppa. Sempre ieri pomeriggio, alle 16, è partita la vendita dei tagliandi per Bologna-Roma, la gara valida per l’andata degli ottavi di finale di Europa League e in programma giovedì 12 marzo alle 18.45. La vendita dei biglietti avviene

La Roma va a San Siro nel giorno di festa: l’ultima volta ci fu l’esordio di Ago

Pietro Laporta pietro.laporta@ilromanista.eu

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Non per noi, non quest’anno. O forse, quest’anno più degli altri anni, questione di punti di vista. Con gli anticipi e posticipi della 31ª giornata resi noti ieri, è ufficiale: i giallorossi affronteranno l’Inter nel giorno di Pasqua, domenica 5 aprile alle

“fuori sede”. Calvario fino al 19

IERI È PARTITA LA VENDITA PER LA SFIDA A FABREGAS E PER L’ANDATA EUROPEA

esclusivamente online sul sito ufficiale del Bologna con fidelity card AS Roma al costo di 20 euro (più commissioni) e si concluderà alle 19 di mercoledì 11 marzo. Come annunciato l’acquisto non è consentito ai residenti della provincia di Roma, come disposto dal Viminale e confermato dall’OMNS.

Prosegue, e bene come al solito, anche la vendita per la gara di ritorno che disputerà all’Olimpico giovedì 19 e il dato si attesta a 54.300 spettatori. Dato però che

è inferiore rispetto a Roma-Lecce del 22 marzo, sempre alle 18, complice la quota abbonati al campionato, siamo a 57.800. Un calvario per i tifosi giallorossi che risiedono nella Capitale che durerà almeno fino al 19 marzo. Non solo perché la sera di quel giovedì potranno riabbracciare allo stadio Olimpico la propria squadra, ma anche per in quella data è prevista qualche notizia dall’appello di Airc e Utr al Consiglio di Stato contro il dispositivo del Ministero. ■

20.45. Una gara importante in un giorno importante, che solamente dall’anno scorso ha ripreso ad essere teatro di partite in Serie A per la prima volta dal 1978. Nell’ultima Serie A, la formazione allora di Ranieri giocò, come da prassi consolidata negli ultimi anni, comunque di sabato sera, vincendo in casa contro il Verona (1-0, gol di Shomurodov). Pochi giorni più tardi, un gol di Soulé avrebbe deciso proprio la sfida di San Siro contro i nerazzurri, affrontati a ridosso di Pasqua per l’ultima volta sabato 20 aprile 2019 (1-1, reti di Perisic ed El Shaarawy). Guardando solo al giorno di

Il settore ospiti dello stadio Sinigaglia di Como in occasione della gara della passata stagione, una partita che evoca tristi ricordi, ma in cui c’erano i romanisti sugli spalti MANCINI

PIETRALATA Nuovo stadio, solo fumate bianche

Andrea de Angelis

Come previsto anche ieri solo fumate bianche per lo stadio della Roma a Pietralata. Già dalla prima mattina è stata la volta delle Commissioni Mobilità, Ambiente e Urbanistica del Campidoglio, che in seduta congiunta hanno espresso parere favorevole sulla delibera che recepisce il Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) presentato dalla società giallorossa lo scorso 23 dicembre. Poco dopo pranzo è toccato alla Commissione Sport, guidata da Ferdinando Bonessio (Europa Verde Ecologista) dare il proprio via libera. Anche ieri, come giovedì, nessun contrario, con un paio di consiglieri di minoranza che hanno preferito non partecipare al voto, limitando la portata del proprio dissenso.

Ora toccherà all’Assemblea Capitolina dare il via libera finale al progetto per permettere la trasmissione dei faldoni (virtuali) alla Regione Lazio per l’avvio della Conferenza dei Servizi. Appuntamento in Campidoglio il prossimo venerdì 13 marzo alle ore 10, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri. Prima della discussione in Assemblea ci sarà spazio per un ulteriore confronto con i rappresentanti dei Comitati contrari allo stadio. Il Campidoglio ha infatti deciso di aprire al dialogo con le associazioni, escluse dalle commissioni, su richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo. L’iter comunque non finisce qui, come sottolineato da Albino Ruberti, direttore generale di Roma Capitale. «Non è che con questa delibera finisce l’iter per lo stadio della Roma – riporta su X il giornalista Alessio Di Francesco – Ci saranno altri passaggi importantissimi come l’assoggettamento a Vas e la Conferenza di Servizi Decisoria. Non si esaurisce qui né il dibattito né la procedura» ■

Pasqua, Roma e Inter si sono affrontate solo tre volte finora: il 17 aprile 1938, con la vittoria di misura dell’Ambrosiana all’Arena Civica (gol di Giovanni Ferrari); il 5 aprile 1953 (esattamente 73 anni prima rispetto al prossimo incrocio), con un’altra vittoria nerazzurra per 1-0 (rigore di Nyers); infine il 22 aprile 1973: il pareggio per 0-0 di San Siro passerà alla storia come la gara d’esordio di un diciottenne Agostino Di Bartolomei in giallorosso. Fu tra l’altro il primo di quattro pareggi, con cui nel 1978 si interruppe la tradizione della Roma a Pasqua: una tradizione che riprenderà il prossimo 5 aprile.

Mati Soulé esulta dopo il gol che ha deciso l'ultimo Inter-Roma GETTY IMAGES
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri MANCINI

LA STAGIONE 2025/26

DDR AVVISA I SUOI:

«VIETATO FALLIRE»

Al Ferraris Su Baldanzi:«Tommaso non ci sarà domani»

Martina Stella martina.stella@ilromanista.eu

Certe partite non sono mai come le altre. Perché ci sono di mezzo i ricordi, una vita intera con una sola maglia addosso. Daniele De Rossi si prepara ad affrontare la “sua” Roma, ma stavolta dalla panchina del Genoa. Allo stadio Luigi Ferraris arriva la squadra guidata da Gasperini e l’ex capitano giallorosso lo sa bene: contro un gruppo così non si può lasciare nulla al caso.

Nella conferenza stampa di ieri De Rossi non ha usato giri di parole. La sfida con la Roma sarà una partita ad altissima difficoltà. «Contro le grandi non devi sbagliare», è il concetto ribadito dal tecnico rossoblù. Perché contro giocatori di qualità basta un attimo, una lettura sbagliata,

un pallone perso per cambiare il destino di novanta minuti. Parole che raccontano bene il rispetto per una squadra che resta tra le più attrezzate del campionato. Ma De Rossi non si presenta alla sfida con spirito remissivo.

Anzi. L’allenatore del Genoa ha sottolineato quanto possa pesare giocare la partita in casa: «Sono contento di giocarla al Ferraris». Uno stadio caldo, viscerale, che quando sente l’odore della partita importante sa trasformarsi in un fattore. E domani sera all’ex 16 giallorosso servirà tutto: intensità, attenzione e la spinta di uno stadio che proverà a trascinare il club del cuore.

In casa Genoa resta però da valutare anche la situazione di Tommaso Baldanzi, alle prese con problemi fisici che ne mettono in dubbio la presenza contro la Roma. «Tommaso ha avuto qualche problema in settimana,

SERIE A Il Napoli batte il Torino 2-1 Conte ritrova De Bruyne

Pietro Laporta pietro.laporta@ilromanista.eu

lo stiamo valutando giorno per giorno, ma probabilmente non ci sarà», ha spiegato De Rossi, lasciando aperta la possibilità di una decisione solo a ridosso della partita. Per De Rossi non sarà mai una gara qualsiasi contro la Roma. Con quella maglia ha scritto la storia, diventando capitano e simbolo di un’epoca intera. Ma il calcio va avanti e adesso la missione è diversa: fare punti. Senza troppi sentimentalismi. Perché davanti ci sarà una Roma organizzata e ambiziosa, guidata da Gasperini e costruita per stare nelle zone alte della classifica. E allora la ricetta è una sola: attenzione massima, pochi errori e una partita giocata con coraggio. Domani sera al Ferraris sarà anche la sfida tra passato e presente di Daniele De Rossi. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio, conterà solo una cosa: provare a fermare la Roma.

Si è aperto ieri il 28° turno di Serie A. La giornata attuale di campionato, che come noto vedrà la Roma impegnata a Genova contro l’ex De Rossi, inizia subito con la formazione di Gasperini chiamata a rincorrere il terzo posto, da ieri ancora più distante. Nell’anticipo del Maradona infatti il Napoli di Conte ha battuto 2-1 il Torino del nuovo allenatore D’Aversa, che la scorsa settimana aveva debuttato battendo la Lazio. Gli uomini di Conte sono passati in vantaggio dopo appena 7’, col secondo gol in Italia del nuovo acquisto, il giovane Alisson Santos. L’attaccante, rientrando dalla sinistra, ha sorpreso Paleari con un destro sul primo palo. Al 68’ il raddoppio: cross dal fondo di Spinazzola e sponda di Politano per l’accorrente Elmas, che di prima intenzione ha trafitto il portiere della sua ex squadra. L’unica tegola per gli uomini di Conte arriva dall’infortunio di Vergara, costretto al cambio all’intervallo. Il tecnico tuttavia può sorridere, con il ritorno in campo dopo quasi cinque mesi di Kevin De Bruyne: il centrocampista belga è rientrato nel finale, accolto dai tanti applausi del pubblico. A nulla è servito il gol di testa di Casadei per il Torino, arrivato poco dopo: il Napoli vince 2-1 ed è ora a +5 dalla Roma quarta e, soprattutto, a +8 dal quinto posto occupato dal Como. Proprio la squadra di Fabregas aprirà questo sabato calcistico, con il match in trasferta a Cagliari in programma alle 15. Alle 18 l’Atalanta ospiterà l’Udinese di Runjaic, continuando un tour de force che vede la formazione di Palladino impegnata in Serie A, Coppa Italia e Champions League (il Bayern Monaco si avvicina). Alle 20.45 infine Juventus-Pisa.

I marcatori

14 reti: Lautaro Martinez (Inter)

9 reti: Hojlund (Napoli), Douvikas e Nico Paz (Como)

6 reti: Soulé e Malen (Roma)

4 reti: Wesley (Roma)

3 reti: Pellegrini, Ferguson e Dovbyk (Roma)

2 reti: Cristante, Koné, Ndicka e Dybala (Roma)

1 rete: Celik, Hermoso, e Pisilli (Roma)

Parma-Roma

Roma-Lazio Serie

Daniele De Rossi nel corso della sfida tra Inter e Genoa, conclusasi col successo dei nerazzurri GETTY IMAGES
Kevin De Bruyne, 34 anni GETTY IMAGES

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