Parata Champions Per raggiungere la quota 71 che potrebbe valere il quarto posto la Roma nelle ultime 11 partite dovrà fare 20 punti. Ce ne giochiamo 15 all’Olimpico e 18 fuori. Nulla di impossibile, ma sarà necessario recuperare la miglior solidità difensiva
Le ultime Oggi Dybala in gruppo, Ferguson è a Brighton
NEMICI MAI DDR E LA ROMA, AMORE SENZA FINE
VERSO GENOVA
IL DESTINO DIPENDE SOLO DA NOI
La media Il target sono i 20 punti nelle 11 partite restanti
Allo Stadio Olimpico ce ne sono 15 in palio, fuori gli altri 18
Davide Fidanza davide.fidanza@ilromanista.eu
Entrati ormai negli ultimi 3 mesi di campionato è tempo nuovamente di tabelle e proiezioni per quanto concerne la corsa al quarto posto. Niente di scaramantico o anti scaramantico, ma semplice aritmetica basata sulla media punti e sui punti a disposizione da qui alla fine del campionato. Come oramai abbiamo imparato a comprendere, la soglia per il quarto posto tende ad aggirarsi con frequenza intorno ai 70 punti, in questa stagione potrebbero servirne una manciata in più.
La Roma in questo momento si trova quarta in classifica a quota 51 e quindi indipendentemente da contro chi e quando li farà, l’obiettivo sarà di andare a conquistarne altri 20 da qui alla fine.
LA QUOTA “QUARTO POSTO” CHAMPIONS SI AGGIRA DI POCO
SOPRA I 70 PUNTI
FINALI
La media è quindi di 1,81 punti da tenere in questa fase finale di campionato, con i giallorossi che in questa stagione hanno viaggiato a 1,88, passo quindi abbondantemente alla portata. Per di più, a parità di avversarie, rispetto al girone di andata Gasp e i suoi hanno già ottenuto 6 punti in più, altro buon margine dal quale poter ripartire.
Su 33 punti a disposizione quindi la Roma potrebbe lasciarne 13 per strada, considerando realisticamente i 20 come un obiettivo sostenibile e che potrebbe valere la Champions. 15 punti saranno in palio nelle partite allo Stadio Olimpico contro Lecce, Pisa, Atalanta, Fiorentina e Lazio, 18 invece in trasferta contro Genoa, Como, Inter, Bologna, Parma e Verona. Ipoteticamente vincendo solo le partite in casa i giallorossi conquisterebbero 15 punti e basterebbe farne
Qui di fianco la Roma festeggia il gol di Ndicka contro la Juventus; nell’altra pagina, Mile Svilar, portiere dei giallorossi GETTY IMAGES
GIRONE DI ANDATA CHIUSO A 36 PUNTI. A PARITÀ DI AVVERSARIE GASPERINI NE HA GIÀ 6 IN PIÙ
altri 5 nelle 6 partite fuori per arrivare a 71. A differenza delle stagioni precedenti, per tornare finalmente in Champions League la Roma non sarebbe certamente chiamata al miracolo ma ad un finale in linea con le aspettative. Di certo questo non vuol dire che sarà facile, considerando che anche le avversarie in questo momento non sono troppo lontane in classifica. Per riuscirci inoltre sarà necessario ritrovare quella solidità difensiva che ha contrad-
distinto la squadra di Gasperini in questa stagione e, forse, anche il miglior Svilar. I tifosi ormai sono abituati al miracolo salva risultato che contro Juve e Napoli non è arrivato. Ovviamente Mile non ha alcuna responsabilità sui 5 gol incassati in queste due sfide ma lui ci ha abituato fin troppo bene con il livello delle sue parate. Sarà importante che il fortino difensivo, da qui fino alla fine della stagione, possa contare sulla sua miglior versione. ■
Niente Genoa per Soulé ed Hermoso Dybala spera
Le ultime Mati tornerà al lavoro lunedì Lo spagnolo sente dolore, Paulo ci prova
Andrea Di Carlo andrea.dicarlo@ilromanista.eu
Altro giro, altra corsa, ma l’infermeria continua a non liberare i lettini occupati ormai da tempo. E il riferimento non è alle situazioni di Dovbyk (ieri terapie) e Ferguson (l’irlandese è a Brighton per alcune visite specialistiche alle caviglie).
Il ko col Napoli condizionato dall’arbitro, il pari senza gol contro la Cremonese, poi tre punti col Torino e la sconfitta con l’Inter e ora la sfida alla Roma. Nella terza gara contro una big delle ultime cinque il Genoa di De Rossi ha bisogno di fare punti per allontanare una zona retrocessione ancora vicina. Ieri i rossoblù si sono allenati in mattinata lavorando sia sulla parte tecnica, sia su quella tattica, con l’ottica di prepare le contromosse per affrontare gli uomini di Gasperini. Solo terapie per Baldanzi che, come è noto già da un paio di giorni, non potrà prendere parte alla gara contro la squadra che ne detiene il cartellino. DDR sta studiando le alternative sia a livello di modulo sia sul piano di chi possa sostituire l’ex Empoli: il primo candidato, sia in caso di 3-4-2-1 sia di 3-4-1-2, è Messias, ma non è da escludere l’opzione 3-5-2 con Vitinha o Ekuban da seconda punta vicino a Colombo e un centrocampista in più. Dalle sedute di allenamento di que-
sti giorni De Rossi dovrà sciogliere un altro dubbio, quello del giocatore da schierare titolare sulla fascia destra. La prima maglia in quella posizione è di Norton-Cuffy, ma l’inglese ha lavorato a parte anche ieri e sta provando a recuperare dopo che un risentimento IERI ALLENAMENTO IN SEDUTA MATTUTINA. UNO TRA MARTIN E SABELLI L’OPZIONE
muscolare accusato contro il Torino che gli è costato l’assenza a San Siro con l’Inter. I rossoblù sperano ancora di recuperarlo, le idee saranno più chiare nei prossimi giorni, se e quando Norton-Cuffy verrà reintegrato in gruppo. In caso di una sua assenza è ballottaggio tra Martin e Sabelli. Dovrebbe tornare con i compagni a breve anche Otoa, assente nelle ultime due uscite per una distorsione alla caviglia ma parzialmente in condizione già lo scorso week-end. De Rossi confermerà la consolidata difesa a tre con Marcandalli (tra i diffidati insieme a Masini e Malinovskyi), Ostigard e Vasquez. A centrocampo, se dovesse optare per una linea a quattro, il tecnico di Ostia dovrebbe confermare la coppia Malinovskyi-Frendrup in mediana, con Norton-Cuffy a destra in caso di recupero e Martin sulla sinistra. Davanti come detto si candidano Messias e Vitinha sulla trequarti per agire alle spalle di Colombo. Intanto a Marassi sono quasi finiti i tagliani messi a disposizione dei sostenitori rossoblù ■ GLI AVVERSARI
Ma stiamo parlando di Hermoso, Soulé e in parte Dybala. Questa era la settimana in cui Gasperini attendeva sostanziali novità che rischiano però di non arrivare. Maledizione ligure L’esordio con la maglia della Roma, il gol di De Winter e il sorprendente esonero di De Rossi. Nominate il Genoa con moderazione a Mario Hermoso che senza dubbio ha un ricordo decisamente traumatico del Luigi Ferraris. Ma rischia di non avere chances di cancellare quel brutto ricordo. Dopo il duro pestone ricevuto in allenamento e il fastidio al polpaccio, lo spagnolo è tornato a fare i conti con l’ileopsoas, muscolo che agisce principalmente come il più potente flessore dell’anca. Nel corso di Torino-Roma aveva rimediato una lesione di secondo grado, il dolore è tornato ad acutizzarsi e al momento continua a lavorare solo a parte. Poche le chances di rivederlo, a questo punto, nella lista dei convocati, salvo sorprese dei prossimi giorni.
Non arrivano aggiornamenti confortanti nemmeno da Soulé. Dal gol dell’andata che aprì le danze nella vittoria giallorossa al quasi certo forfait di domenica. Il lavoro specifico che sta seguendo per la gestione della pubalgia lo lascerà ai margini del gruppo fino al termine della settimana. Da lunedì dovrebbe riaffacciarsi con più continuità in campo, iniziando un lavoro di ricondizionamento atletico in grado di riportarlo nel minor tempo possibile a disposizione di Gasperini.
Joya in attesa
Tra la culla della piccola Gia e il lettino di Trigoria dove continua a sottoportsi alle terapie prestabilite: la vita di Paulo Dybala sta viaggiando su questo doppio binario, mixando la gioia di esser diventato papà e la voglia di recuperare dal fastidio al ginocchio. Dopo la simbolica panchina contro la Juventus, la Joya spera di poter dare il suo contributo nella trasferta di Genova ma la sua presenza non è affatto scontata. Oggi è previsto che si riaggreghi in gruppo e farà il punto della situazione con Gasperini. ■
LA JOYA IN GIORNATA FARÀ IL PUNTO CON GASPERINI. FERGUSON A BRIGHTON PER SOSTENERE ALCUNE VISITE SPECIALISTICHE
L’abbraccio tra Soulé e Dybala nella sfida d’andata contro il Genoa GETTY IMAGES
Risultati girone d’andata
Partita Risultato Punti
Risultati girone di ritorno
Partita Risultato Punti
Verso Genoa-Roma
NON ARRIVANO I NOSTRI
PASTICCIACCIO BRUTTO
Lontano
da casa Tre trasferte in una settimana, ancora col divieto per i residenti a Roma e provincia
Fra una coreografia negata
Fabrizio Pastore fabrizio.pastore@ilromanista.eu
No. Forse. Sicuramente no. Ma forse, dai. E invece no (il sì è sempre stato poco contemplato). L’ultimo dispositivo del Ministero dell’Interno, reso noto martedì, ha troncato ogni possibile ipotesi: divieto di trasferta per i residenti a Roma e provincia confermato anche per la sfida di Europa League contro il Bologna. La terza nel giro di una settimana, che i giallorossi apriranno a Genova opposti alla squadra di De Rossi e chiuderanno nella tana del Como. Con la gara d’andata valida per gli ottavi di finale della competizione europea, in programma appunto al Dall’Ara giovedì 12, in mezzo ai due impegni di campionato. Un torneo differente quello continentale, che a rigor di logica avrebbe dovuto rispondere a regole diverse: se Mancini e compagni fossero stati abbinati a una qualsiasi delle altre 14 squadre in lizza, i tifosi romanisti avrebbero potuto seguirli senza alcuna limitazione. Ma su suolo italiano decidono le autorità nazionali, potrebbe essere la facile obiezione. Facile come insensata, però: il divieto nasce in seguito a scontri in autostrada, dopo un incrocio con una tifoseria rivale. Eventualità non così rara nei fine settimana di campionato; impossibile però in coppa con le (poche) italiane ancora in corsa e impegnate in casa. Peraltro non esiste alcun divieto di spostamento lungo la rete stradale (e ci mancherebbe), quindi in linea teorica tutto potrebbe accadere. A Bologna quantomeno sarà aperto il settore ospiti, in modo da raggruppare i romanisti provenienti dalle varie parti d’Italia (sempre tranne Roma e provincia) in uno spazio ben delimitato, senza rischiose commistioni con i tifosi avversari. Mentre per il momento resta ferma la chiusura dei settori del Ferraris e del Sinigaglia, dove potranno accedere sì alcuni romanisti, purché muniti di tessera di
e un settore aperto solo in EL (ma non per i romani), regna la confusione
a Udine,
Danilo Per la Roma
Avete presente quando, da ragazzini, con un bastone si tracciava una linea sul bagnasciuga?
«Fino a qui», si diceva: quello che valeva prima non valeva dopo. Un solo centimetro, cambiava tutto. E così nella sfera delle opinioni legate al calcio dove, nella migliore, la passione influenza giudizi e considerazioni. Uno sport in cui il risultato non è molto, è tutto. E hai voglia a parlare di gioco, progetto, idea e crescita... Se un allenatore non vince una partita entro le prossime cinque, le altre, di partite, avrà poi tempo
PER GENOVA E COMO NON È PREVISTO FINORA UNO SPAZIO
DEDICATO AI ROMANISTI DEL RESTO D’ITALIA
Ospite di Teleshow, Catherine Fulop, madre di Oriana Sabatini e suocera di Paulo Dybala, ha svelato un simpatico retroscena che lega la nascita della piccola Gia e Roma-Juventus: «Stavamo guardando la partita e al terzo gol dei giallorossi Oriana ha iniziato a urlare e saltare. Così sono arrivate le contrazioni ogni 5 minuti!»
PER LA ROMA
Fino all’istante prima
di vedersele da casa perché il comunicato in cui lo si ringrazia per il lavoro svolto, fino a quel momento, è dietro l’angolo.
Non avallo questa dinamica: semplicemente, la racconto.
E per farlo torno a domenica, a quella linea di demarcazione per la quale esiste un prima e un dopo: novantatreesimo minuto di ROMA-Juventus. Prima di quell’istante Gasperini era un profeta, taumaturgo di lunga esperienza. E i suoi ragazzi come frecce, nel suo arco, pronte a scagliarsi contro gli avversari. Una squadra fantastica, un allenatore preparato: un’alchi-
per
fidelizzazione e residenti lontano dalla Capitale e dintorni. Alla faccia delle discriminazioni territoriali, spesso utilizzate proprio dai cosiddetti organi di controllo per emanare provvedimenti restrittivi di ogni più elementare libertà personale. Ennesima crepa del teorema sulla sicurezza garantita dai divieti indiscriminati. Divieti che non toccheranno i tifosi bolognesi nel ritorno della gara europea all’Olimpico, giovedì 19: giustamente, dal punto di vista morale e del diritto; ma creando un netto squilibrio e rafforzando la sensazione di accanimento nei confronti dei romanisti. La stessa coreografia preparata per la Juventus, dopo aver passato ogni vaglio possibile, è stata bloccata dalla questura. Coercizione, punizione e confusione sembrano essere le linee guida. Ingredienti per un pasticciaccio brutto a via Merulana e dintorni. ■
mia perfetta. Al contrario di Luciano Spalletti: l’uomo che ha fallito con l’Italia. Quello che stava guidando i bianconeri alla deriva: diciassette reti subite nelle ultime sei partite – quattro sconfitte, un pareggio e una sola vittoria, inutile – durante le quali sono maturate anche le eliminazioni in Coppa Italia e, contro una squadra turca, in Champions League. Un fallimento totale: lui, i calciatori e dirigenti che li hanno scelti. Tutto questo fino al novantatreesimo, però. Perché poi è bastata una leggerezza di El Aynaoui nel regalargli una pu-
nizione, un paio di rimpalli e un gollaccio improvvisato, di un centrale di difesa subentrato per buttarsi in mischia, per cambiare racconto, significati, oneri e onori: Spalletti – aggiorniamo: sette partite, due pareggi, quattro sconfitte, una vittoria inutile e venti gol incassati – è tornato a essere un maestro e perciò a darsi un tono costruendo un personaggio anziché la caricatura di sé stesso. Mentre Gasperini, sessantotto anni di cui sessanta passati su un campo da calcio, a essere lo scemo del villaggio. Ma non viene da ridere anche a voi?!? ■
La suocera di Dybala: «Oriana e le contrazioni in Roma-Juve»
Un eloquente striscione dei tifosi romanisti presenti
la prima trasferta dopo il divieto
i residenti nella Capitale e provincia MANCINI
ETERNO VANTO
UN AMORE SENZA FINE DDR-ROMA NEMICI MAI
Leggenda In campo come in panchina, De Rossi è stato la nostra stella polare
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu
Scegliete voi quale immagine inserire sui vocabolari, accanto al termine “romanismo”. Purché raffiguri Daniele De Rossi, perché lui - più di chiunque altro - ha rappresentato i tifosi giallorossi all’interno del campo: con le sue esultanze sfrenate, la sua grinta, le sue arrabbiature, il suo vivere le partite anche con il cuore e con la pancia, oltre che con la testa e i piedi. Scegliete voi lo scatto più “iconico” (come va tanto di moda dire oggi) degli oltre vent’anni trascorsi assieme: l’esultanza con le braccia al cielo dopo il primo gol, in quel Roma-Torino del 10 maggio 2003, oppure il bacio allo stemma dopo il gol all’Inter di Mourinho il 27 marzo 2010. A proposito di gol all’Inter: quell’esultanza sotto la Sud, il 4 ottobre 2004, con la maglia numero 4 strappata sulla schiena, dice molto di Daniele De Rossi. Così come - sempre contro i nerazzzurri - l’esultanza con vena del collo pulsante il 19 agosto 2007, dopo il gol dal dischetto che vale la Supercoppa. Qualcuno magari sceglierebbe una foto più recente, tipo la gioia liberatoria per la vittoria nel suo primo derby da allenatore (6 aprile 2024), un derby cominciato nel ricordo di Di Bartolomei e quindi già per questo emozionante; o magari il giro di campo - commosso ma pacato - del 26 maggio 2019, giorno del suo addio alla Roma da calciatore. Un addio che tutti sapevano essere in realtà un arrivederci, perché come dice il poeta «certi amori non finiscono / Fanno dei giri immensi e poi ritornano». E infatti Daniele era tornato, chiamato a sostituire un tecnico ingiustamente mandato via, e a sua volta ingiustamente mandato via dopo otto mesi. Le ultime immagini da allenatore della Roma ritraggono Daniele proprio in quel Marassi che oggi è casa sua, mentre attraversa il campo per imboccare il tunnel che porta negli spogliatoi: i più malinconici e crepuscolari potrebbero scegliere persino questa, come immagine; De Rossi, espulso, esce con la Roma in vantaggio, ma di lì a pochi secondi arriverà il pareggio genoano. Poi, l’esonero. Ma neppure in questo caso sarebbe giusto parlare di addio.
Non tanto per le speranze future, quanto piuttosto per il semplice fatto che non esiste addio in certe storie d’amore. Ecco, quella tra De Rossi e la Roma è una storia di queste: non conosce fine, perché ha radici talmente profonde da non poter essere estirpate. DDR è molto più di 616 presenze e diciannove anni di carriera con la Roma, è molto più della breve ma significativa parentesi da allenatore: Daniele De Rossi è la nostra stella polare, una guida morale capace di indicarci la via in ogni momento. Lo è stato al fianco di Totti, pur lasciando a Francesco la fascia, e lo è stato quando Francesco ha appeso gli scarpini al chiodo. De Rossi ci ha guidato da leader fino a una semifinale di Champions League ed è stato l’ultimo capitano in grado di portare la Roma fra le prime quattro della classifica. Ma è lo stesso De Rossi che ha lottato su ogni pallone quando, nel 200405, servivano come il pane punti per allontanare lo spettro di una retrocessione.
Parlare di Daniele De Rossi è talmente facile che risulta difficile. Sembra un paradosso, ma non lo è, perché come scriveva Stephen King «le cose più importanti sono le più difficili da dire». Ecco, DDR è una “cosa” talmente importante da rendere quasi impossibile raccontarlo. Sono passati 25 anni, un quarto di secolo, da quel 31 ottobre 2001 in cuì esordiì, diciannovenne, in Champions League contro l’Anderlecht, mandato in campo da Fabio Capello al posto di Tomic: usciva una meteora ed entrava una stella polare, anche se ancora nessuno lo sapeva. Ma forse l’immagine migliore per descrivere la parola “romanismo” è quella che risale alla sua infanzia: un Daniele bambino, con un sorriso e un caschetto biondo, orgoglioso di indossare il completo giallorosso targato Barilla. È la stessa immagine che scelse per salutarci la prima volta, nel 2019. In quella circostanza scrisse: «Nessun mai vi amerà più di me». Ritrovandolo da avversario (mai da nemico) domenica prossima, nello stadio in cui la Roma divenne Campione d’Italia proprio nell’anno in cui lui nacque, viene da pensare che calcio e amore hanno proprio questo in comune: ci ricordano cosa significhi essere felici come da bambini, quando tutto era ancora possibile. ■
Dall’alto verso il basso: Daniele De Rossi in ComoRoma del 25 gennaio 2003, sua prima presenza in Serie A; il bacio alla Lupa dopo il gol all’Inter il 27 marzo 2010 e, in basso, l’esultanza al triplice fischio dopo il suo primo derby da allenatore, vinto 1-0 il 6 aprile 2024 GETTY IMAGES
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LA STAGIONE 2025/26
l’app
CARLACCINI, SECK E TENACIA FROSINONE KO E
1º POSTO OK
28ª giornata 2-0 della Roma a Ferentino, altro clean sheet e quota 51 punti
Frosinone 0
Roma 2
Frosinone (4-4-2)
Minicangeli; Toci (18’ st Molignano), Obleac, Pelosi (45’ st Luchetti), Ndoye; Schietroma, Grosso, Majdenic (1’ st Buonpane), Befani; Colley (18’ st Cichero), Gori (31’ st Mboumbou)
N.e.: Di Giosia, Rodolfo, De Filippis, Zorzetto, Jobe, Carpentieri Allenatore: Cinelli
Roma (3-4-2-1)
De Marzi; Mirra, Seck, Terlizzi; Carlaccini (27’ st Nardin), Di Nunzio (37’ st Arduini), Bah, Litti; Maccaroni (37’ st Panico), Almaviva (13’ st Della Rocca); Arena
Carlaccini più Seck, uno per tempo. Anche il Frosinone cede di fronte alla qualità della Roma
Primavera: la sfida di Ferentino della 28ª giornata si chiude sul 2-0 per i giallorossi, senza particolari difficoltà. Altro clean sheet, quindi ambizioni rilanciate e vetta della
classifica mantenuta, ora a quota 51 punti. Con qualche modifica in formazione rispetto al Milan: Di Nunzio torna in mediana, davanti c’è Arena. Tra i pali, De Marzi al posto dell’ottimo Kilvinger. Ancora out Lulli, Marchetti e Cama. Già le premesse dei primi minuti sono buone. Quelle di una squadra senza paura di giocare,
Classifica
SQUADRE PT G V N P RF RS
Roma 51 28 15 6 7 48 25
Fiorentina 49 28 13 10 5 46
Parma
Cesena
Lecce
Bologna
Frosinone
Cagliari
Cremonese
con la voglia di mostrare le proprie qualità. Escono tutte fuori nel pressing, tra un Bah insistente e un Di Nunzio più che diligente. Centrali, ancora una volta, i due trequartisti. Ma a creare maggiore scompiglio, un po’ a sorpresa, è Terlizzi: spesso avanzato, è lui a sbagliare all’8’ la chance per il vantaggio e 2’ più tardi a servire di testa l’assist sull’1-
28ª giornata
Partite Date e orari
Monza-Napoli
Genoa-Verona
Sassuolo-Juventus
Lazio-Lecce
Frosinone-Roma
Torino-Cagliari 3-1
Parma-Inter 0-0
Fiorentina-Bologna 2-1
Atalanta-Cesena oggi ore 14
Milan-Cremonese oggi ore 16
Prossimo turno
Partite
Napoli-Sassuolo 07/03 ore 11
Juventus-Genoa 07/03 ore 13
Bologna-Lazio 07/03 ore 15
Roma-Parma 08/03 ore 11
Verona-Frosinone 08/03 ore 11
Inter-Fiorentina 08/03 ore 13
Cagliari-Monza 08/03 ore 15
Lecce-Torino 09/03 ore 11
Cremonese-Atalanta 09/03 ore 13
Cesena-Milan 09/03 ore 15
0. Sulla linea, Carlaccini deve solo appoggiare in rete per centrare la prima gioia in Primavera. E consacrare il suo splendido momento di forma, che si ripete per lunghi tratti sulla fascia destra. Sul versante opposto, i ciociari sono poco presenti. Mirra battaglia con Gori e Colley (facendo ammonire il 42), Seck amministra senza particolari difficoltà. Ci sarebbe anche la possibilità di raddoppiare: Maccaroni va vicino al bis al 38’, ma viene fermato da un super Minicangeli. È una prima frazione distante dalle aspettative: la fisicità avversaria non si fa sentire, la Roma è libera di scorrazzare. Lo fa mostrando facilità nel dialogo, specie quando a prendere palla è Di Nunzio. Ma è un calcio piazzato, su azione molto simile a quella della prima rete, a portare al raddoppio. Che vede la firma di Seck sul match: al 54’, lasciato passare un cross da corner, il difensore è libero di colpire di testa dal centro dell’area. Il gol porta ulteriore tranquillità. Le tentate imbucate avversarie (con Schietroma, su tutti, protagonista) non trovano risvolti grazie all’attenta risposta della retroguardia. Neanche i cambi danno brio a un Frosinone fuori giri. Due posizioni irregolari, nel finale, tolgono un gol a testa, prima dei tiri di Della Rocca e Arena. Ma va bene così: un altro risultato positivo per restare primi e mantenere il distacco di due punti sulla Fiorentina. ■
NEL POST-GARA Parla Guidi
«Si stanno evidenziando progressi»
Continuità non solo nella prestazione. C’è costanza anche nell’espressione di Federico Guidi, inevitabilmente soddisfatto: «È stata una gara approcciata bene. Era quello che avevo chiesto loro. Sono stati bravi a metterlo in campo. Dobbiamo continuare così: è chiaro che la squadra sta evidenziando tanti miglioramenti, quindi dobbiamo crescere ancora e riproporre questo tipo di prestazione». Una partita, quella col Frosinone, in cui la Roma ha concesso praticamente nulla ai suoi avversari. Con attenzione e premura ai minimi dettagli. Ma ora c’è un’altra sfida da preparare: quella col Parma, terzo. «Dobbiamo recuperare le energie. Sarà uno scontro diretto estremamente importante per la classifica». Ci sarà una raccomandazione da fare ai ragazzi: «Quello a cui tengo, e di cui parlerò alla squadra, è approcciare alla partita come
I RAGAZZI HANNO FATTO QUELLO CHE AVEVO CHIESTO LORO. VORREI CHE CONTRO IL PARMA APPROCCIASSIMO ALLO STESSO MODO
stiamo facendo nelle ultime settimane. Con la consapevolezza che davanti avremo una squadra costruita per vincere lo scudetto, che ci ha estromesso dalla Coppa Italia. Dovremo avere tanto spirito di rivalsa».
Lo segue Mohamed Seck, autore del raddoppio: «Dopo il ko di Coppa Italia, visto pure lo scontro diretto, dovremo avere voglia di vincerla». Sulla partita di Ferentino, poco da aggiungere: «Siamo scesi in campo con determinazione, abbiamo dato tutto. Era importantissimo vincere tenendo conto anche degli altri scontri diretti». Elemento di cui tener conto è l’ennesimo clean sheet stagionale. Di cui il difensore si dice contento. Ora, tutti al lavoro. Di nuovo. ■ SC
Federico Guidi, 49 anni, 16 vittorie in stagione al comando della Roma Primavera GETTY IMAGES