A TRIGORIA SOULÉ ANCORA A PARTE. PERMESSO PER DYBALA Frenquelli Pag 3
Figlio di Roma Dopo tanta panchina a inizio stagione, Pisilli ha saputo attendere il suo turno, diventando una risorsa importante della squadra di Gasp. Nel 2026 è sempre fra i migliori e in odore di Nazionale già dai prossimi spareggi mondiali. Romano, romanista, orgoglio nostro
NICCOLÉ
GASP AVVICINA TOTTI
A tavola prove di futuro con il tecnico, oltre il ruolo di “rappresentanza”
Gabriele Fasan
Alla fine la cena c’è stata, la prima cena. Totti e Gasperini si sono seduti a tavola insieme e l’hanno fatto nel cuore di Roma, chissà se è un caso, salendo “al Colle” nel famoso ristorante Rinaldi al Quirinale. E la serata è già storia, grazie anche alla foto condivisa ieri da Vincent Candela... Pag 5
CALMA E BOOM RILANCIO DEL PISO
Fabrizio Pastore
Se davvero la pazienza è la virtù dei forti, alle doti mostrate in campo da Niccolò Pisilli bisogna aggiungerne un’altra. La sua prima parte di stagione, trascorsa molto più in panchina che in campo, avrebbe fiaccato anche gli spiriti più tenaci. Soprattutto perché seguita Pag 2-3
COGITO ERGO SUD QUELL’UMANITÀ CHE DÀ FASTIDIO
Il divieto delle trasferte per i residenti a Roma e provincia si estende anche in Europa. Gli altri romanisti potranno invece seguire la squadra a Bologna
Tonino Cagnucci
Adesso è pure ufficiale quello già sapevamo tutti (ci fate solo perdere tempo, cantava il poeta). Se vivi a Roma non puoi andare a vedere la Roma a Bologna, però a Genk, Mombasa, Sidney o a Narnia sì. Se vivi a Civita Castellana o a Voghera, puoi pure andare in Curva Andrea Costa Pag 2
DOPO LA CENA
foto destinata a essere ricordata: la prima cena tra Totti e Gasperini, con Candela
Verso Genoa-Roma
IL NUOVO CHE AVANZA
IL (RI)LANCIO DEL PISO COL METODO GASP
Calma e boom Niccolò ha saputo attendere il suo momento Dopo tanta panchina, oggi è fra i più proficui dell’intera rosa
Fabrizio Pastore fabrizio.pastore@ilromanista.eu
Se davvero la pazienza è la virtù dei forti, alle doti mostrate in campo da Niccolò Pisilli bisogna aggiungerne un’altra. La sua prima parte di stagione, trascorsa molto più in panchina che in campo, avrebbe fiaccato anche gli spiriti più tenaci. Soprattutto perché seguita all’anno di definitiva consacrazione, fra prestazioni, rinnovo di contratto e approdo in Nazionale. Appena 63 minuti in campionato e 155 in Europa da agosto a fine 2025, con quattro presenze in ognuna delle competizioni, una sola da titolare (a Glasgow contro il Celtic).
La lunga attesa di un turno che sembrava non arrivare mai avrebbe logorato più o meno tutti. Non Piso, come lo chiamano a Trigo-
FINO A FINE 2025 SOLO
218’ TOTALI IN CAMPO, IN DUE MESI SONO
DIVENTATI
962. CON TRE RETI
ria. Frustrato magari, ma senza una sola parola fuori posto. Serio, educato, professionale, timido, proprio come appare in pubblico. Ma non per questo privo di ambizioni. Tutt’altro: il calcio rimane la sua passione primaria come da ragazzino, anche oggi che ne ha fatto una professione, coltivata per tanti anni accanto al fratello Mattia, giocatore come lui ma arrivato in categorie differenti. Le doti di Niccolò sono esplose invece a ogni livello: dalla Primavera alla prima squadra, fino alla maglia azzurra. Anche quando dopo aver conquistato quella maggiore è tornato a indossare quella dell’Under 21, con cui ha vissuto un autunno in controtendenza rispetto a quanto avveniva nel Club: protagonista assoluto e autore di ben quattro gol. Nessun salto all’indietro, soltanto tanta fame. Ma per alimentarla, va da sé, bisogna giocare. Immediato, quasi logico, im-
maginare una sua partenza nella sessione invernale di mercato. Le pretendenti non sarebbero mancate, a partire dal Genoa (ma anche il Cagliari e diverse altre squadre fra Serie A e Bundesliga).
ESSENZIALE LA FAMIGLIA ALLE SUE SPALLE: RAPPORTO SPECIALE CON MATTIA, IL FRATELLO CALCIATORE
COGITO ERGO SUD
Divieto di umanità
De Rossi non ha mai fatto mistero della sua predilezione per Niccolò, tanto da affidargli una maglia da titolare nella tana della Juventus già alla seconda giornata del 2024-25. Una stagione terminata inopinatamente poco dopo l’alba per DDR, ma proseguita con 41 gettoni complessivi per Pisilli. Le lusinghe certo non hanno lasciato indifferente il ragazzo, per la fiducia già ricevuta e per l’altissima considerazione nutrita nei confronti della Bandiera romanista. Ma la possibilità di
ricalcarne le orme, restando più a lungo possibile nella squadra di cui è tifoso, è stata più forte. Eppure da sola non sarebbe bastata. Serviva la fiducia di un tecnico che in estate sembrava fatto apposta per esaltarne le caratteristiche di centrocampista dinamico e verticale, col vizio del gol. Ha saputo attendere Niccolò. Non senza brama di campo, ma con educazione e compostezza, anche grazie a una famiglia sempre presente. Proprio come al debutto fra i “grandi” lanciato da Mou e supportato da Bove (cui è rimasto legatissimo) nell’inserimento dentro lo spogliatoio. Ha saputo attendere e Gasperini lo ha ripagato. Dopo le briciole di inizio stagione, i nume-
Tonino Cagnucci tonino.cagnucci@ilromanista.eu
Adesso è pure ufficiale quello già sapevamo tutti (ci fate solo perdere tempo, cantava il poeta). Se vivi a Roma non puoi andare a vedere la Roma a Bologna, però a Genk, Mombasa , Sidney o a Narnia sì. Se vivi a Civita Castellana o a Voghera, e trovi biglietto e modo, puoi pure andare anche in Curva Andrea Costa in mezzo ai Forever Ultras, sennò te la devi vedere in TV (a pagamento, sia chiaro).
Dicono che non sia anticostituzionale perché si appellano alla Pubblica Sicurezza e di fatto non è limitata la libertà di movimento. Hanno ragione: questo divieto non vieta di andare sull’autostrada a scontrarsi, ma di tifare per la tua squadra del cuore per cui spendi tempo, soldi, km, affetto, ricordi e tante cose di cui evidentemente non si ha nemmeno idea.
Questo divieto vieta di tifare, vieta la ragione del pallone, vieta la soluzione culturale alla violenza: l’emozione. Non
si interrompe un’emozione, si diceva al cinema contro le pubblicità, qui ti vietano proprio di emozionarti. Stattene a casa (soprattutto quando viene la sera). La pubblicità la fanno a loro stessi e alle loro carriere: dovrebbero garantire la sicurezza ma visto che è problematico evitiamo proprio l’evento, così non sbagliamo. Vi prego, non dite che ci sono cose più serie perché altrimenti parliamo solo di quelle. E ci sto. Come chi dice che rispetto alla costruzione di stadi ci sono altre urgenze, principio secondo cui non bisognerebbe costruire nulla che non siano ospedali, strade e case popolari. Fatelo. Il tifo è la soluzione, non il problema. Domenica all’Olimpico è stata vietata persino la coreografia della Sud che ha risposto così: «Voi in campo noi sugli spalti siamo la coreografia più bella, uniti nonostante tutto e tutti». Niente, avranno letto e stavolta hanno deciso di vietare proprio le persone. Ultimamente è l’umanità che dà fastidio. Quella che manca: non fatela entrare. ■
Lo striscione esposto dalla Curva Sud nei minuti iniziali della sfida di campionato tra la Roma e la Juventus GETTY IMAGES
ri aggiornati raccontano che dal 2026 i minuti accumulati sono diventati 744 (962 totali), le presenze da titolare (altre) sette, le reti tre. Una netta inversione di tendenza, a suon di prestazioni altisonanti e certificata dopo quella super contro la Juventus di domenica scorsa anche da Gasp: «È stato strepitoso, sotto tutti gli aspetti». Proprio quello che rischia di essere il suo primo allenatore per un’intera stagione ne ha bloccato la cessione al Genoa quando sembrava cosa fatta. Scelta o necessità per la partenza di El Aynaoui in Coppa d’Africa, poco importa ora. Conta che Piso sia rimasto e che sia una risorsa vera, importante, tale da aver catturato le attenzioni di Gattuso in
SHOW ALL’OLIMPICO
vista degli spareggi (e quindi eventuali Mondiali, in caso di qualificazione). Non un’ossessione, ma una prospettiva più che allettante. Soprattutto considerata la partenza, a dir poco in sordina.
GASPERINI ENTUSIASTA DELLE SUE PRESTAZIONI E GATTUSO LO SEGUE, GIÀ PER GLI SPAREGGI DI MARZO
Oggi Pisilli è un giocatore ritrovato in primo luogo per la Roma. In grado però anche di catturare gli interessi commerciali di una multinazionale in crescita costante: Skechers lo ha scelto come unico testimonial italiano in attività, accanto a giocatori del calibro di Harry Kane. E tanto per dare un peso alla partnership, l’azienda americana è attualmente la terza al mondo per produzione di scarpe sportive. Il mondo di Niccolò si è capovolto. In soli due mesi. ■
A sinistra, dall’alto verso il basso: il classe 2004 abbraccia Gasp; la stretta di mano nel 2024 con DDR. A pagina 2, l’esultanza di Niccolò Pisilli dopo l’ultima rete segnata contro la Cremonese GETTY
Si riparte, tra concentrazione e qualche sorriso. Dopo il pari con la Juventus, che di certo ha fatto male ma il tecnico ha cercato da subito a non far percepire come un dramma, la Roma ieri è tornata al lavoro a Trigoria nella prima seduta di allenamento settimanale.
Sergio Carloni sergio.carloni@ilromanista.eu
Nico nella piaga. Non è Sanremo, ma Roma-Juventus. E non c’è un duetto magistrale a catturare l’attenzione; piuttosto, una prestazione coi fiocchi da parte di Niccolò Pisilli. L’ennesima da quando Gasp lo ha rigenerato e messo al centro della Roma. E i suoi 90’ più recupero nell’ultima dell’Olimpico sono solo la conferma di un giovane ritrovato, immerso a pieni polmoni nell’aria pura giallorossa. Ci sono le statistiche a coronarne il periodo d’oro: 2º, coi bianconeri, per passaggi riusciti tra i romanisti in campo (43 su 49, l’88%); 2º per contrasti vinti (6); 1º, addirittura, nella classifica dei duelli vinti (20 ingaggiati, 10 a suo favore). A convincere sono i dati difensivi, che non finiscono qui: il numero 61 è 1º anche per azioni difensive (18) e intercetti (7), poi 2º per chiusure (5). Non c’è solo un apporto sicuro e lucido in impostazione: l’impressione è che Pisilli si sia calato alla perfezione nell’ideale gasperiniano. Uomo tuttofare. Senza rinunciare alla qualità.
Niccolò Pisilli, 21 presenze in stagione GETTY
Protagonista col ruolo
E ASSIST DEL 61
Non più oggetto misterioso, quindi. Anche a causa della duttilità di “Piso”, una spina nel fianco per la Juve a trequarti. Pressione, ricevimento del pallone, recuperi. Compiti svolti in maniera ottimale, proprio come fatto nelle recenti uscite. Ma da mediano nel 3-4-21. Bravura, carattere e dedizione, da un classe 2004 partito mezzala nel percorso giovanile e finito per essere impiegato su più fronti. A cui piace avere il prato verde sotto gli scarpini. La tempra dell’astro nascente si fa sempre più presente e viene fuori anche in occasione dell’1-0 della Roma contro la Juventus: palla contesa con Kalulu, recupero con tracotanza e via al break che porta (con assist del centrocampista) allo splendido tiro a giro di Wesley. L’impatto è sicuramente rilevante. Purtroppo, non ha evitato il 3-3, a cui Niccolò ha reagito mostrando delusione e amarezza. Ma l’operato non passa inosservato. “Piso” ha cambiato volto, senza indossare maschere. Lo ha fatto col duro lavoro, non ancora concluso. Nel frattempo, i tifosi li ha già riconquistati. ■
C’è da archiviare i lati negativi del mancato successo in chiave Champions e lavorare sugli errori commessi, nella speranza di recuperare anche qualche energia in più strada facendo verso Marassi. Hermoso, Soulé e Dybala, tre giocatori che hanno provato a esserci coi bianconeri ma nessuno di loro, neanche se convocato, ha toccato il campo da gioco nella sfida dell’Olimpico. Nessuno di loro, allo stesso modo, ha lavorato insieme al resto dei compagni ieri al Fulvio Bernardini. Il centrale difensivo spagnolo ultimamente è stato spesso rallentato dagli infortuni, l’ultimo dei quali nel riscaldamento pre-Cremonese, ma sta lavorando per tornare a disposizione: la settimana è appena iniziata, la speranza è che riesca a rientrare tra i convocati per il Genoa. Ha lavorato individualmente anche Soulé, non convocato per la Juve come lo spagnolo, ma alle prese con una ben più fastidiosa e ormai nota pubalgia. «Viaggiamo un po’ a vista», ha detto sul suo
recupero Gasperini nel pre-Juve, aggiungendo poi che anche per lui la speranza è quello di riuscire ad averlo almeno in parte per la trasferta di Genova. Discorso diverso per Dybala: padre della piccola Gia da tre giorni, ieri ha ricevuto un permesso dal club per stare vicino a lei e alla moglie Oriana Sabatini. Paulo però era già rientrato in gruppo negli ultimi giorni di avvicinamento a Roma-Juventus, è stato convocato ed è rimasto in panchina per tutta la sfida. Se nel corso della settimana il suo recupero procederà come prima, potrà tornare a farsi vedere anche lui in questo week-end. Più lunga invece l’attesa per il recupero di Ferguson. Per quanto riguarda il resto del gruppo, niente musi lunghi, ma subito lavoro a ritmo alto. Con Ranieri presente alla seduta, Gasperini ha fatto lavorare i suoi sulla fase di finalizzazione (con Malen a dare l’esempio a Robinio Vaz), oltre a far giocare delle partitelle a campo ridotto. In queste, come si vede nei video pubblicati sui social dal club, appare molto attivo (oltre che regolarmente in gruppo) El Shaarawy, con loro anche Angeliño ■
LA JOYA NON SI ALLENA PER STARE CON MOGLIE E FIGLIA. IN ALLENAMENTO PARTITELLE A CAMPO RIDOTTO E RITMI GIÀ ALTI
Soulé in allenamento al “Fulvio Bernardini” di Trigoria GETTY IMAGES
Verso Genoa-Roma
I CALENDARI
MARATONA CHAMPIONS 11 TAPPE ALLA FINE
Il cammino Como, Inter, Atalanta e derby sul percorso della Roma
Davide Fidanza davide.fidanzailromanista.eu
La stagione è ancora lunga e discorso primo posto escluso è ad oggi impossibile stabilire con assoluta certezza quali saranno le squadre qualificate alla prossima Champions League. Al momento la classifica vede l’Inter in vetta a quota 67, a più 10 sul Milan secondo fermo a 57. Terza e quarta sono rispettivamente Napoli e Roma con 53 e 51 punti mentre al quinto posto, nell’ultima giornata, il Como ha sorpassato la Juventus piazzandosi a 48. I bianconeri sono sesti a meno 1 dalla squdara di Fabregas e, un pochino più attardata, c’è l’Atalanta settima a 45, a meno 8 dal quarto posto e con tre squadre davanti. Da qui alla fine del campionato - escludendo ovviamente le altre competizioni - resteranno 11 partite da giocare che metteranno in palio ben 33 punti, i quali ovviamente potrebbero disegnare una classifica completamente diversa da quella attuale. Importante sarà capire, delle squadre in lotta per un posto Champions, quale di esse potrebbe avere un calendario sulla carta più agevole.
I calendari
La Roma al momento si trova al quarto posto in classifica a più 3 sul Como e a più 4 sulla Juve. Delle 11 partite che restano, i giallorossi ne giocheranno 6 in trasferta e 5 in casa. Le 5 gare allo Stadio Olimpico saranno con Lecce, Pisa, Atalanta, Fiorentina e Lazio mentre le 6 fuori saranno le prossime 2 con Genoa e Como, poi l’Inter, il Bologna, il Parma e il Verona nell’ultima giornata di campionato. Calendario alla mano, gli scontri diretti ancora da giocare sono quelli con Como e Ata-
lanta, il big match contro l’Inter a San Siro, il derby con la Lazio e le due partite Bologna e Fiorentina.
La Juventus ha un calendario un po’ più semplice e soprattutto non farà nessun’altra competizione oltre alla Serie A da qui fino alla fine. Fino ad aprile, considerando anche la sosta, i bianconeri giocheranno solamente tre partite (contro le 5 della Roma) contro Pisa, Udinese e Sassuolo. Rimangono poi da affrontare Genoa, Atalanta, Bologna, Milan, Verona, Lecce, Fiorentina e Torino. 6 gare saranno casalinghe, 5 in trasferta. L’altra candidata diretta dei giallorossi è il Como, che ha un livello di difficoltà nel suo calendario particolarmente alto. Fabregas infatti deve ancora giocare contro la Roma, l’Inter e il Napoli, considerando inoltre il doppio confronto in semifinale di Coppa Italia contro la stessa Inter, con l’andata andata in scena ieri sera. Tra le tre principali accreditate per il quarto posto, la Juventus è quella con meno impegni e con gare sulla carta più abordabili. Anche il Napoli terzo, non avendo le coppe, è avvantaggiato dalle sole 11 gare di Serie A da disputare nelle quali giocherà solamente un big match contro il Milan. Anche se distante, lo stesso Milan di Allegri, pur non avendo coppe, non ha un calendario semplice. Nelle 11 che restano infatti affronterà l’Inter, il Napoli, la Juventus e l’Atalanta La stessa Dea affronterà Inter, Juventus, Roma e Milan nelle 11 che restano, un percorso di certo non semplice. ■
I GIALLOROSSI NE AVRANNO DA GIOCARE 6 IN TRASFERTA E 5 ALLO STADIO OLIMPICO. DA SEGNALARE LE GARE CON BOLOGNA E FIORENTINA
Calendario Inter
Calendario Milan
Calendario Roma
Calendario Como
Calendario Juventus
Calendario Atalanta
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma GETTY
A sinistra Wesley, a destra Malen GETTY IMAGES
IL DIECI
TOTTI, PROVE DI FUTURO
Questione di feeling Francesco a cena con Gasp. La Roma ha proposto un anno di contratto
Il ruolo di rappresentanza potrebbe estendersi proprio grazie al nuovo rapporto con il tecnico
Gabriele Fasan gabriele.fasan@ilromanista.eu
Alla fine la cena c’è stata, la prima cena. Totti e Gasperini si sono seduti a tavola insieme e l’hanno fatto nel cuore di Roma, chissà se è un caso, salendo “al Colle” nel famoso ristorante Rinaldi al Quirinale. E la serata è già storia, grazie anche alla foto condivisa ieri da Vincent Candela, fratello romanista di Francesco, e che attualmente collabora con Trigoria per diverse iniziative. Così, nel giorno di riposo concesso dopo il rocambolesco pari con la Juventus è nata la cena segreta che poi segreta a Roma non può essere, specialmente se non vai in giro mascherato o col casco in testa anche se non sei sulla moto.
Una cena per conoscersi meglio dopo che qualche anno fa si erano incontrati, ma «neanche allo stesso tavolo», come ha chiarito lo stesso Totti dopo la battuta rilasciata qualche giorno fa ai microfoni di Sky Sport. Un invito che Gasp ha accettato di buon grado, viste le voci insistenti di un ritorno in società della leggenda romanista, sicuramente più delle domande in conferenza stampa sul tema. «Io ho le idee chiare su come potrebbe essere valorizzato», aveva detto l’allenatore di recente, aggiungendo che uno come Totti «sarebbe una grande risorsa». Ma Gasp è un “martello” e vuole toccare con mano, artigiano, e conoscere per plasmare. Così tra una chiacchiera su Pisilli, una su Malen e sul lavoro di campo già svolto fin qui con ottimi risultati, Totti e Gasperini hanno parlato di calcio e di prospettive. A partire dallo stato dell’arte. Totti e la Roma si erano incontrati per infittire i discorsi dopo il disgelo degli ultimi mesi e i Friedkin avevano da subito proposto allo storico Capitano giallorosso un ruolo di rappresentanza con il focus della stagione del centenario. Un accordo intanto di un anno da porta bandiera, legato ovviamente alle iniziative delle Legends che il club ha già sviluppato in questi anni e senza alcuna mansione tecnica inerente la prima squadra. Poi erano arrivate le parole (a sorpresa) di Ranieri a Sky Sport: «I Friedkin stanno pensando al ritorno di Totti» e non si erano fatte attendere le conferme bipartisan: «Sì, stiamo parlando». Oltre all’ottimo menù, Gasperini ha voluto quindi assaggiare la competenza tecnica di Francesco e ascoltarne i pareri. Il Dieci, dal canto suo, ha voluto sentire dal vivo quelle «idee chiare» del tecnico di Grugliasco che tanto bene si è ambientato a Roma. E qui arriva il plusvalore Gasp, dopo che già Mourinho avrebbe gradito un ritorno di Totti, comprendendo bene la potenza di fuoco del binomio tra due esseri speciali, anche come supporto dell’area tecnica. Magari ripartendo da quelle occhiate autorevoli e quelle confidenze da ex calciatore a calciatore nello spogliatoi, o da quelle telefonate che partivano da
Francesco addirittura quando era giocatore per convincere questo o quel collega a venire alla Roma e poi proseguite nel primissimo periodo da dirigente dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, accanto a Monchi. Un ruolo «vicino al campo», si scrisse, si disse, e si postò. Proprio Totti, con una foto sui suoi profili social per “ammiccare” al ruolo al di fuori ma comunque a due passi dal campo: «Da lunedì sono pronto a ripartire - scrisse alla vigilia di Roma-Genoa del 28 maggio 2017 con un contratto di sei anni per mettersi dietro la scrivania già firmato -. Sono pronto per una nuova sfida». Chissà se oggi, alla vigilia invece di Genoa-Roma - e che Genoa-Roma, con De Rossi sulla panchina avversaria! - Totti si sente davvero pronto a supportare (e a essere supportato da) Gasperini per “estendere” il piano, ora o in futuro. Chissà se quelle «idee chiare» di Gian Piero oggi lo sono ancora di più, ma il dato è che proprio il tecnico “burbero”, che secondo i maligni ce l’aveva pure coi romani, rischia di diventare il main sponsor di uno dei Re di Roma. Del resto sono andati a cena al Quirinale. ■
GIAN PIERO HA GRADITO L’APPROCCIO DELLA
LEGGENDA DEL CLUB. RESTA
FERMO IL FOCUS DELLA
STAGIONE DEL CENTENARIO
Sempre più decisivi i calci piazzati per andare in gol. Roma-Juventus non ha fatto eccezione. Delle 6 reti, tre sono scaturite da altrettanti tiri da fermo. Una per la Roma, da calcio d’angolo, e due per la Juventus, da calci di punizione molto laterali e abbastanza lontani dalla porta. Sorvoliamo sul fatto che i due falli dai quali sono state fischiate le punizioni erano assolutamente da evitare, visto che il giocatore della Juve in possesso palla aveva indice di pericolosità zero. Una volta fischiata la punizione invece… E sorvoliamo anche sul fatto che, almeno in un’occasione il portiere poteva uscire quasi comodamente…
Veniamo a capire qualcosa di quello che succede in area quando arriva questo spiovente con effetto a rientrare. In entrambi i casi la Roma ha tenuto una linea difensiva abbastanza bassa con una marcatura mista e rinforzata nei numeri. Quindi più maglie giallorosse che bianconere.
Ma nel primo caso Mancini e compagni hanno lasciato inspiegabilmente libero un giocatore al limite dell’area, vale a
FOCUS TATTICO
dire Conceicao, che poi ha pescato il Jolly con un gran sinistro. Nel secondo caso, come rilevato da Gasperini, linea giusta ma troppo passiva. Mancava la testa di Cristante, magari ci sarebbe voluta quella di Ziolkowski che poteva entrare quando è entrato Gatti… Ma torniamo alla linea da tenere in questi casi, passando dal particolare (abbastanza doloroso) al generale. A uomo o a zona? E soprattutto sui calci piazzati contro, questa benedetta linea dove si deve posizionare? E il portiere dove deve stare? E quando deve uscire sparecchiando il tutto? Non c’è la soluzione ideale, ma ogni allenatore ha le sue soluzioni e le mette in campo. In
settimana si fanno esercitazioni in tal senso e sono tra quelle, giustamente, rigidamente a porte chiuse, lontano da occhi indiscreti.
C’è chi se ne infischia della linea e marca rigidamente a uomo. Uno contro uno, a stretto contatto fisico per evitare uno stacco pulito dell’avversario, contando anche sul fatto che hai un portiere che, particolare non da poco, può usare le mani e non può essere toccato, ammesso che esca…
Variante: linea molto bassa proprio per agevolare il portiere che in teoria dovrebbe arrivare per primo sul pallone. Oppure: linea molto alta con portiere più avanzato per costringere gli avversari a partire molto lontano dalla porta per evitare il fuorigioco ed eventualmente per favorire l’uscita del portiere stesso. Oppure, linea media con marcatura mista: la maggior parte dei difendenti a uomo con uno o due bravi colpitori di testa a zona e a caccia del pallone. Ognuno ha la sua ricetta, tutte più o meno valide, a patto, in ogni caso, di non essere passivi e (o) poco attenti. ■ * GIORNALISTA PROFESSIONISTA ALLENATORE UEFA B
Francesco Totti e la comitiva del Quirinale, con Gian Piero Gasperini e Vincent Candela in prima linea
Rinaldo Boccardelli*
Bryan Cristante, 31 anni GETTY IMAGES
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LA STAGIONE 2025/26
l’app
FORFAIT DI BALDANZI CONTRO LA ROMA
Le ultime Risentimento muscolare alla coscia sinistra
Iacopo Mirabella iacopo.mirabella@ilromanista.eu
Per Daniele De Rossi arriva un’altra brutta notizia dall’infermeria: Tommaso Baldanzi non sarà a disposizione per la sfida di domenica (appuntamento ore 18 al Ferraris) per la partita contro la Roma. L’ex giallorosso, dopo i consueti esami strumentali, ha riportato un risentimento muscolare alla coscia sinistra problema che lo terrà fermo ai box almeno fino a settimana prossima. Baldanzi ha già iniziato il programma di recupero ma dopo un consulto con lo staff medico potrebbe tornare a disposizione di De Rossi per la gara del 15 marzo in casa del Verona. Baldanzi aveva iniziato a trovare continuità in rossoblù grazie alla titolarità conquistata
contro il Torino e con l’Inter e proprio nella sfida con i nerazzurri di Chivu è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco per questo problema muscolare, che all’inizio non aveva dato preoccupazione. De Rossi perde un altro pezzo importante e per la sfida contro Gasperini spera di recuperare qualche pedina importante. Ancora in dubbio anche la presenza di Norton-Cuffy che è alle prese con il problema ai flessori della coscia destra. L’inglese è al lavoro per cercare di
EKUBAN POTREBBE ESSERE IL SOSTITUTO DELL’EX GIALLOROSSO SULLA TREQUARTI. NORTONCUFFY DA VALUTARE
PRIMAVERA Lotta serrata A Frosinone per un’altra prova di forza
Tempo di conferme, in una partita non proprio facile. Il fisico del Frosinone, seppur 18º, si intromette nel percorso della Roma Primavera: al Centro Sportivo Città dello Sport di Ferentino, alle 14, i giallorossi hanno l’opportunità per restare primi in classifica. E, in particolare, per riproporre le buone trame viste col Milan. In una gara (visibile in diretta tv su Sportitalia, canale 60 del digitale terrestre, e in streaming su app e sito dell’emittente) totalmente diversa. È Federico Guidi a tracciare la linea, alla vigilia della 28ª giornata: «Loro non sbaglieranno atteggiamento. Affrontiamo una squadra con molta più fisicità, che sa attaccare gli spazi e ha grandissima qualità tecnica». Dal canto suo, la Roma può vantare dell’estasi del momento: risultati altalenanti, prestazioni coinvolgenti. Convincenti, soprattutto. Domenica scorsa un solo gol, ma tante chance e risposte sempre
ALLE 14 CONTRO I CIOCIARI DA PRIMI IN CLASSIFICA, GARA SU SPORTITALIA. GUIDI: «PARTITA DIVERSA DA QUELLA COL MILAN»
recuperare in extremis ma il suo ritorno in campo nella sfida contro i giallorossi non è per nulla scontato. Lo staff medico non ha intenzione di accelerare i tempi e di rischiare un’ulteriore caduta per questo potrebbe essere presa la strada della precauzione. Le possibili scelte Il conto alla rovescia è iniziato e De Rossi è alle prese con i dubbi relativi all’undici titolare da schierare contro la Roma. Il Genoa si presenterà con il consueto 3-4-2-1 con Bilow tra i pali mentre Marcandalli, Ostigard e Vasquez formeranno il terzetto difensivo. Nella linea a 4 di centrocampo Ellertsson e Martin agiranno sulle corsie esterne con Frendrup e Malinovskyi che formeranno la coppia in mediana. Sulla trequarti con Baldanzi out si scalda Ekuban insieme a Vitinha alle spalle di Colombo. ■
più convincenti da chi aveva giocato meno. Leggasi Carlaccini, Maccaroni e Almaviva, su tutti. Scelte mirate da fare, dunque. Potrebbe esserci, per Arena, l’occasione per tornare ad agire in attacco. Anche se lo stato di grazia di Morucci, decisivo coi rossoneri, potrebbe portare a insistere su di lui. Difficile schiodarsi dal 3-4-2-1 e dalla consolidata retroguardia composta da Mirra, Seck e Terlizzi. Con anche Nardin pronto a rientrare dal 1’. Occhio all’opzione Di Nunzio in mezzo al campo. ■ SC
I marcatori
14 reti: Lautaro Martinez (Inter)
9 reti: Hojlund (Napoli), Douvikas e Nico Paz (Como)