TATTICAMENTE REAL O SLOVAN PER GASPERINI PARI SONO
www.ilromanista.eu Anno X N° 291 Giovedì 22 ottobre 2026
Lo Monaco Pag 4-5
Fatti in casa Pisilli capitano con lo Slovan rinverdisce LA TRADIZIONE una tradizione solo nostra di «figli di Roma, capitani FASCIA PROTETTA e bandiere» che va da Ferraris IV e Bernardini ad Ago, Totti e De Rossi, in virtù di un legame indissolubile tra F la città e la squadra che la rappresenta. Roma tifa Roma Lorenzo Latini
P ag 2-3
iglio di Roma e capitano, in attesa di diventare bandiera. Niccolò Pisilli la fascia l’altra sera l’ha indossata soltanto per una quarantina di minuti, ma con quella al braccio ha fatto gol.
GETTY IMAGES
Pag 2-3
BRAVO NAZIONALE
E CAPITANO DAL CAMPO
ATTESA PER PELLE
Trigoria Squadra da ieri al lavoro. Oggi esami per Lorenzo Ciotti Pag 3
LO STUDIO
IL LUTTO
In totale 24 reti tra Campionato e Champions League Guidano la classifica Malen e Pisilli. In attesa di Dybala
Si è spento a 70 anni: volto di Tmc e La7, ospite di Radio Romanista
Fidanza Pag 3
Savelli Pag 6
UNDICI MARCATORI DIVERSI UN’INTERA SQUADRA DI GOL
ADDIO BERNABAI AMICO, COLLEGA
Giovedì 22 ottobre 2026 Il Romanista
2 Verso Napoli-Roma
PISO, NUOVO FIGLIO DI ROMA CON LA FASCIA COME DA TRADIZIONE
Fatti in casa Niccolò capitano dopo il ko di Pellegrini Una storia che va da Ferraris IV a Dibba, Totti, De Rossi
F
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu iglio di Roma e capitano, in attesa di diventare bandiera. Niccolò Pisilli la fascia l’altra sera l’ha indossata soltanto per una quarantina di minuti, in seguito all’infortunio di Lorenzo Pellegrini. Però si è tolto la soddisfazione di celebrarla con il gol, subito dopo, che è valso il momentaneo 3-0 romanista. E poco importa che la fascia sia finita al braccio di Niccolò perché mancavano Cristante, Mancini, Dybala e Svilar: le 87 presenze in prima squadra, oltre alla lunga militanza nel settore giovanile, rendono il suo curriculum assolutamente meritevole. Da un romano all’altro, da Cinecittà a Casal Palocco, da Pelle-
ATTILIO CEDETTE I GRADI A BERNARDINI, CHE PERÒ DOPO UN ROSSO GLIELI RESTITUÌ
grini a Pisilli. La tradizione che vuole i figli di Roma capitani di questa squadra è lunga, e risale giù fino agli albori del giallorosso, ormai quasi un secolo fa. Il 25 settembre 1927, nella prima gara ufficiale della sua storia contro il Livorno, la Roma fu guidata in campo da Attilio Ferraris IV, nato nel Rione Borgo, cresciuto nella Fortitudo, le cui spoglie riposano oggi nel cimitero del Verano. Un anno dopo Ferraris IV cedette la fascia a Fulvio Bernardini, originario dell’Esquilino, cresciuto a Monti, dicendogli: «A Fu’, tu sei er mejo, er capitano fallo tu». Nel 1929 però “Fuffo”, dopo un’espulsione per essere venuto alle mani con un avversario, restituì i gradi ad Attilio. Dopo di loro fu la volta di Amedeo Amadei, il “Fornaretto” di Frascati, capitano dal 1944 fino al 1948, anno del suo
Niccolò Pisilli, subito dopo aver ricevuto la fascia da capitano, festeggia il gol del 3-0 allo Slovan. Nell’altra pagina: sopra, Totti e De Rossi nel giorno dell’addio al calcio di Francesco e, sotto, Agostino Di Bartolomei, capitano designato dal 1981-82 al 1983-84 MANCINI, GETTY IMAGES
addio. Tutti e tre i loro volti comparivano nella splendida coreografia realizzata dalla Curva Sud in occasione del derby dell’11 gennaio 2015. I ritratti delle leggende erano accompagnati dallo striscione: «Figli di Roma, capitani e bandiere... questo è il mio vanto che non potrai mai avere», per sottolineare la distanza tra noi e quegli altri. Al loro fianco in Sud c’erano anche Agostino Di Bartolomei, indimenticabile
capitano della Roma più forte di sempre, designato dal 1981 al 1984, ma guida già da prima; Bruno Conti, altro simbolo di quella grande generazione di talenti che vide emergere anche Francesco Rocca, purtroppo fermato troppo presto dagli infortuni. E dopo Brunetto il “Principe” Giannini, originario di Frattocchie, che ha portato la Roma negli Anni 90. Gli anni in cui si è imposto Francesco Totti: alla fine del 1998, Aldair
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Original
A RIVEDER LE
STELLE RIVIVI LE NOTTI MAGICHE DELLA ROMA IN CHAMPIONS testi a cura di Fabrizio Pastore
Il Romanista Giovedì 22 ottobre 2026
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LO STUDIO L’ARBITRO
A Napoli fischia Colombo, al Var c’è Aureliano
mise idealmente la fascia al braccio del talento di Porta Metronia, che l’ha indossata per 19 anni. Quindi l’ha lasciata in buone mani, quelle di Daniele De Rossi, che da Capitan Futuro è diventato Capitano e basta. Com’era giusto che fosse, visto il suo attaccamento. Per un breve periodo la fascia passa al braccio di Alessandro Florenzi, quindi nel febbraio 2021 - in seguito alla lite tra Dzeko e Paulo Fonseca - il capi-
TRA I ROMANI DESIGNATI ANCHE AMADEI, GUARNACCI, BRUNO CONTI E FLORENZI
tano designato diventa Lorenzo Pellegrini, proprio colui che la indossava martedì sera al momento dell’ingresso in campo. L’infortunio e le assenze hanno permesso a Niccolò di vivere una serata emozionante, in cui, come lui stesso ha dichiarato, «ogni minuto con la fascia è stato un’emozione». L’augurio che gli si può fare è che quell’emozione non venga mai meno, e che ci siano ancora tante occasioni per essere capitano. ■
Al Maradona per Napoli-Roma il direttore di gara sarà Andrea Colombo. Con il fischietto della sezione di Como il bilancio giallorosso è positivo. Al Var ci sarà Aureliano. L’ultimo incrocio con Colombo è il 2-1 con l’Atalanta arrivato nei minuti finali grazie al gol di Soulé di settembre. 11 i precedenti totali, con 5 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta, arrivata nella sfida dello scorso marzo col Genoa di De Rossi. Lì ci furono malumori per un rigore negato dopo un evidente tocco di mano di Malinovskyi. Due le sfide già dirette tra Roma e Napoli: una nel dicembre del 2023, 2-0 firmato Pellegrini e Lukaku (espulsioni di Politano e Osimhen per gli azzurri) ; poi, il 2-2 di febbraio scorso al Maradona, 2-2 con due reti di Malen
DAL CAMPO
Attesa Pellegrini: oggi esami al flessore Soulé e Mora, una trequarti sulle spalle Attesa. La parola d’ordine del momento di Lorenzo Pellegrini. Dall’uscita dal campo contro lo Slovan Bratislava per infortunio a oggi, quando gli esami strumentali chiariranno l’entità del problema muscolare. Un’ottima prestazione in Champions League - anche con la fascia di capitano al braccio - interrotta al 51’ per un problema al flessore della coscia destra. Da lì l’uscita dal terreno di gioco visibilmente dispiaciuto, e consolato da Mancini, prima di riprendere direttamente la via degli spogliatoi dell’Olimpico. Un infortunio che interrompe la ripresa della condizione fisica del giocatore e del suo apporto in campo in una fase impegnativa e delicata del calendario della Roma tra campionato e Champions League. Dopo un’estate particolare e un inizio di stagione in crescendo: indisponibile con Fiorentina, Lecce, Atalanta e Fenerbahce; nuovamente tra i convocati ma rimasto in panchina con Torino e Inter; finalmente in campo con Como, Real Madrid, Genoa e Slovan Bratislava per un totale
Lorenzo Pellegrini contro lo Slovan GETTY
di 150 minuti giocati tra Serie A e coppa. Prima dello stop di martedì, che riporta la mente all’infortunio dello scorso aprile durante Roma-Pisa (in quel caso lesione al flessore destro), al finale di stagione trascorso a guardare i compagni e all’estate particolare, tra
CALENDARIO SENZA SOSTE: DA IERI SQUADRA DI NUOVO AL LAVORO A TRIGORIA. VERSO NAPOLI GASP PUÒ CONTARE SU CRISTANTE
recupero e rinnovo contrattuale, come raccontato alla vigilia di Roma-Slovan in conferenza. «Per quanto possa essere una cosa piccola, quando è muscolare ci vogliono 20 giorni e credo sia di quel valore lì», le parole di Gasperini in conferenza stampa dopo la vittoria contro lo Slovan. L’augurio, in attesa degli esami di oggi, è che l’infortunio non sia come quello di aprile e i tempi di recupero siano brevi. Per Pellegrini, Gasperini e, soprattutto, per la Roma. Considerando che l’elenco degli infortunati presenta già Svilar - che continua a lavorare in palestra, come documentato dal portiere su Instagram -, Koné e Dybala. Assenze con le quali Gasp ha iniziato a fare i conti da ieri, alla ripresa degli allenamenti al Fulvio Bernardini di Trigoria, verso il big match contro il Napoli al Maradona. Senza Pellegrini, le soluzioni sulla trequarti si riducono a Soulé e Mora, con la possibilità di avanzare Cristante, appena recuperato, o Pisilli in caso di necessità. ■ CC
La macchina da gol di Gasp Undici diversi marcatori Produzione 24 reti tra Serie A e CL Malen e Pisilli guidano la classifica
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Davide Fidanza davide.fidanza@ilromanista.eu
alle squadre di Gasperini non ci aspetta altro. La Roma in questo inizio di stagione ha già realizzato 24 reti, dimostrando una capacità di gran lunga superiore, rispetto a quella della passata stagione, di trovare la via del gol. Con il primo centro in giallorosso di Molina, arrivato due sere fa in Champions League contro lo Slovan Bratislava, la Roma ha mandato in gol ben 11 calciatori diversi, sintomo di una propensione offensiva che sta contagiando pian piano ogni singolo giocatore in rosa. I marcatori A guidare la classifica dei marcatori in queste prime settimane non può che esserci Donyell Malen. Il centravanti olandese, anch’egli a segno contro lo Slovan, ha già raggiunto quota 9 centri stagionali, andando vicinissimo alla doppia cifra appena a metà ottobre. Dietro di lui un altro dei marcatori dell’ultima serata di Champions, Niccolò Pisilli. Il centrocampista ha realizzato il suo terzo centro stagionale in appena 443 minuti di utilizzo, con un gol ogni 147 minuti, meno di due partite. Una media da attaccante che si spera possa mantenere fino alla fine della stagione. A
Gli undici marcatori romanisti Giocatore
Gol
Malen
9
Pisilli
3
Soulé
2
Hermoso
2
Koné
2
Castro
1
Mora
1
Lulli
1
Cristante
1
de Roon
1
Molina
1
quota 2 troviamo Mati Soulé, che ne ha realizzato uno cruciale nella rimonta contro l’Atalanta, Manu Koné autore della doppietta all’Inter ed infine Mario Hermoso. Fermi ad una rete ci sono anora diversi romanisti: Castro ne ha fatto uno, stupendo, lo scorso weekend contro il Genoa, Cristante ne ha realizzato uno in Champions, la prima rete giallorossa nella massima competizione internazionale dopo tanti anni di assenza. E poi ancora Lulli, anche lui a segno contro il Genoa, Mora a segno al Via del Mare contro il Lecce ed infine Molina, marcatore in Roma-Slovan Bratislava 4-0. Anche de Roon, non proriamente un bomber, ha già trovato la sua prima gioia in maglia romanista nella beffarda partita dell’Olimpico contro il Real Madrid. All’appello mancano ancora diversi nomi importanti: Dybala è ancora a caccia della prima firma, così come Lorenzo Pellegrini, entrambi però momentaneamente ai box. Devono ancora trovare la via del gol anche Mancini e Wesley, che nella passata stagione ne avevano trovati addirittura 5 a testa. Non ha ancora mai segnato con la maglia della Roma Daniele Ghilardi, che l’altro ieri ci è andato molto vicino con un gran destro al volo, annullato però per la posizione in fuorigioco di Castro che si trovava di fronte al portiere dello Slovan Bratislava. ■
ALL’APPELLO MANCANO ANCORA FIRME IMPORTANTI COME QUELLE DI DYBALA, PELLEGRINI, MANCINI E WESLEY
Donyell Malen, attaccante della Roma MANCINI
Giovedì 22 ottobre 2026 Il Romanista
4 TatticaMente L’ANALISI DI ROMA-SLOVAN BRATISLAVA
REAL O SLOVAN, PER GASP NON CAMBIA MAI NIENTE Calcio in purezza L’artigiano di Trigoria conosce due soli modi per vincere: pressare alto e attaccare ampio e verticale. Contro qualsiasi squadra giochi
I
Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Dentro le partite giallorosse Nel dettaglio
Roma, martedì 20 ottobre 2026 Champions League - League Phase - Gara 3 Roma
Slovan Bratislava
4
gol
0
3,14
gol
0,02
66%
possesso palla
33%
3
assist
0
8
calci d’angolo
1
2
contrasti vinti
2
3
contrasti persi
4
31
palle recuperate
26
10
falli commessi
10
4
fuorigioco
1
0
parate
6
1
rigori
0
0
ammonizioni
3
0
doppie ammonizioni
0
0
espulsioni
0
113
distanza percorsa (km)
109
588
passaggi riusciti
185
90%
precisione passaggi
74%
27
tiri totali
1
10
tiri in porta
0
10
tiri fuori
1
6
tiri respinti
0
0
pali
0
34
cross totali
6
13
cross riusciti
1
20
dribbling
15
Tempo di gioco Totale
93’ 00”
Effettivo
56’ 52”
fischio d’avvio della prima di campionato per trovare all’improvviso la concentrazione più pura. I risultati sono cambiati: dai quattro gol subiti in amichevole con il Cardiff o i tre col Brighton ai quattro gol fatti in campionato con Fiorentina e Lecce. E se a Roma si presenta lo Slovan Bratislava, che in due partite ha subito cinquantuno tiri verso la porta giocando contro Paris Saint-Germain e Stoccarda, si può pensare che la Roma sottovaluti l’avversario, ritenendo che il compito sia facile? No. Ognuno ha il suo riferimento. Ognuno ha il suo avversario. Ognuno sa quello che deve fare. E cambia poco persino che giochi Wesley o Lulli, Ghilardi o Mancini. Non possiamo dimenticare che quel Toloi che andò via dalla Roma senza il rimpianto di nessuno è diventato negli anni il più affidabile difensore di Gasperini, arrivando a essere il giocatore più utilizzato nella carriera del tecnico di Grugliasco. Non possiamo dimenticare quello che si diceva quando i giocatori andavano via dall’Atalanta, sull’onda di supervalutazioni milionarie, e poi si ritrovavano da altre parti quasi sempre senza quell’allure che avevano a Bergamo. Prendete Ghilardi. Siamo passati dal meme di Gasperini che, nell’amichevole di Frosinone, appena arrivato sulla panchina della Roma, si chiedeva dove fosse finito il suo giovane difensore, a prestazioni alla Maldini come quella con lo Slovan, dove si è permesso persino il lusso di segnare un grandissimo gol con un tiro al volo di collo pieno, annullato solo per il dettaglio di una po-
l tema lo avevamo già affrontato in qualche precedente edizione di questa rubrica, ma si ripropone poderoso ogni volta che la Roma supera agevolmente un’avversaria sulla carta più debole, proprio come ha fatto con lo Slovan Bratislava. Parliamo di uno dei più grossi vantaggi che, giocando alla maniera di Gasperini, ci si ritrova di serie, altro che optional. Ci riferiamo alla capacità di restare concentrati dentro una partita, a prescindere dal nome dell’avversario e persino dal contesto in cui la sfida si svolge. È anche uno dei motivi per cui raramente, nelle amichevoli, una squadra di Gasperini si esprime al cento per cento. Tutto ha a che fare con la filosofia stessa alla base del gioco di Gasp: le cosiddette pressioni estreme, uno contro uno in ogni zona del campo (che poi quest’ultima postilla non è vera, perché a volte esistono dei meccanismi di scambio tra giocatori che consentono di correre, magari all’indietro, per quaranta metri e non per ottanta, ma questo è un tema che tratteremo in un altro momento). Quel che invece è chiaro è che, quando c’è in palio qualcosa, nessun giocatore della Roma può permettersi di entrare in campo deconcentrato o di allontanarsi dall’obiettivo, anche fosse solo per qualche secondo. Infatti quando accade si sfiora il disastro. Recentemente è successo su quei calci d’angolo battuti dal Real Madrid, quando deve essere calato un velo davanti agli occhi, e probabilmente anche sui muscoli, dei giocatori della Roma, che all’improvviso, dopo il 3-2 così casuale, hanno pensato più a ciò che poteva sfuggire loro che al compito che ognuno avrebbe dovuto assumersi in quel momento. Ma è difficile che questo accada frequentemente. Wesley o Lulli, la pressione è quella La Roma non sente la pressione: la pressione la esercita sugli altri. E andare ad attaccare ogni singolo giocatore con quella ferocia trasferisce pressione agli avversari, scaricandola da se stessi. In prima battuta non devo pensare troppo e se faccio quello che devo fare, non devo pensare a nient’altro. Devo pensare semplicemente a impedire al mio avversario di essere pericoloso in quell’azione, sia che stia portando il pallone, sia che sia uno di quelli pronti a riceverlo. Che si tratti del Real Madrid o che di fronte si abbia lo Slovan Bratislava, la questione non cambia. Quando Wesley sa che deve occuparsi di Vinicius o di Barseghyan, cambia poco. Lo deve solo braccare, quasi impedire che riceva il pallone magari spalle alla porta. Gli deve stare addosso. Vale per Wesley come per ogni altro giocatore della Roma. Si può essere meno concentrati in amichevole, come dicevamo prima, perché le motivazioni non possono essere così feroci da spingerti al sacrificio costante, alla corsa continua, alla pressione estrema. Ricordate la Roma balbettante di agosto, nelle amichevoli europee? È bastato sentire il
CAMBIA ANCHE A PIACIMENTO I GIOCATORI DA UNA PARTITA ALL’ALTRA, L’EFFETTO È LO STESSO
sizione di fuorigioco attivo di Castro, incidentalmente sulla traiettoria del tiro.
Impressionante il baricentro mostrato dalle posizioni medie dei calciatori della Roma (nel grafico qui accanto) nella sfida con lo Slovan Bratislava: il solo Balerdi (26), centrale dei tre, è stato “fotografato” nella propria metà campo, tutti gli altri nove giocatori di movimento sono ben piantati nella metà campo avversaria, con Wesley (43) e Molina (20) allineati praticamente ai tre attaccanti, e con Ghilardi (87) e Hermoso (22) a fare da centrocampisti aggiunti. Per contro, solo l’esterno offensivo Camara, tra gli avversari, ha toccato mediamente i suoi palloni appena affacciato nella zona romanista mentre tutti gli altri si sono sostanzialmente solo difesi. Impressiona il numero basso di xg: appena lo 0,02, un record negativo
Pochi tentativi d’imitazione Sono solo le squadre fortemente connotate dal punto di vista tattico ad avere questa caratteristica di non rischiare mai la sottovalutazione dell’avversario. Perché non appena l’arbitro fischia l’inizio della gara, sanno qual è il proprio compito e, a maggior ragione, riescono a svolgerlo se il loro principale obiettivo se lo ritrovano di fronte, nella stessa zona di campo. Difendo con pressioni estreme, attacco cercando verticalizzazioni o plurime ampiezze. Ci si può chiedere, semmai, perché, a differenza di quello che è avvenuto con Guardiola, che quando cominciò a sorprendere il mondo con il suo calcio posizionale, vantò immediati e molto proficui tentativi di imitazione, sia invece sempre così difficile emulare il gioco di Gasperini. Ci hanno provato in tanti. C’è riuscito parzialmente solo Juric, scontrandosi però con la dura realtà delle squadre di livello superiore rispetto a piccole come il Verona, il Torino e adesso il Monza. Gasperini, invece, aveva solo bisogno di dimostrare, da qualche parte, che il suo gioco poteva funzionare anche ad altissimi livelli. Il viaggio se l’è pagato da solo, con l’Atalanta. Ora a Roma è pronto a rilanciare la sfida: giocando così si può vincere anche uno scudetto. Ma è inutile nasconderlo: di scetticismo ce n’è ancora tanto. Ed è stato sintetizzato dalle parole di Mourinho al termine della sfida tra Roma e Real Madrid: «Quel tipo di gioco non si può fare per tutti i novanta minuti. Noi lo sapevamo e ne abbiamo approfittato». Gasperini non ha preso bene quelle parole. Già con l’Atalanta ha dimostrato di poter vincere anche i trofei oltre alle singole tappe. Ma anche al Genoa e negli anni precedenti, quando aveva raggiunto risultati ben superiori alle potenzialità dei gruppi che gli erano stati messi a disposizione, aveva fatto vedere di poter centrare traguardi ambiziosi. Manca solo quello massimo. Perché non provarci? La Roma stritola i più deboli Della partita con i poveri slovacchi c’è poco da dire. A parlare chiaro sono soprattutto gli expected goals: più di 3 per la Roma, 0,02 per lo Slovan, probabilmente il numero più basso che sia mai stato registrato in una partita ufficiale della Roma dei tempi moderni. In archivio abbiamo ritrovato solo uno 0,07 con la Cremonese del 22 febbraio 2026. Il 4-2-3-1 di Touré è stato affrontato come il 4-2-31 di Fabregas e il 4-2-3-1 di Mourinho. Livelli diversi, giocatori diversi, ma modo di intendere la fase di possesso simile e, dunque, modo di intendere la fase di interdizione simile. Forse lo Slovan non ha battuto con sapienza l’unico calcio d’angolo avuto a disposizione, il Real sì. Ma al di là delle battute, è di tutta evidenza che quando si trovano squadre di basso livello tecnico, la Roma ti stritola. Perché poi la fase di possesso ti avvolge nelle sue spire lentamente. Ma inesorabilmente. Come un boa. ■
Il Romanista Giovedì 22 ottobre 2026
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Pagina monografica per Lorenzo Pellegrini, in campo martedì per 50 minuti conditi però da grande qualità 1 Apriamo la rassegna con l’occasione da lui favorita e da lui finalizzata al 10’. Wesley gli affida il pallone e attacca lo spazio, per Pellegrini è facile servirlo in profondità 2 Il brasiliano taglia l’area e serve Malen, nel frattempo Pellegrini è arrivato a supporto per tirare: si aspetterebbe la palla sul destro (freccia gialla), ma gli arriva sul sinistro (freccia rossa) e il tiro non è irresistibile
3 I due gol del primo tempo portano entrambi in qualche modo la sua ispirazione: al 21’ è proprio Lorenzo Pellegrini a calciare la punizione che scenderà perfettamente sul secondo palo per lo stacco di Ghilardi che, schiacciando il pallone, permetterà a Hermoso di segnare a porta vuota, secondo uno schema riconosciuto 4 Al 39’ è ancora il capitano ad inventarsi un taglio per Malen che potrà attaccare la porta con un uno contro uno, sulla respinta del portiere Molina ribatterà in rete per il 2-0
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Al 29’ il pezzo forte del suo repertorio, anche se nello specifico stavolta Lorenzo non è riuscito a dare la forza giusta alla sua conclusione e il portiere è arrivato a bloccare la palla 5 Funziona ancora una volta l’asse Wesley-Pellegrini sulla fascia: stavolta è il brasiliano a regalare il pallone al capitano che sul limite dell’area controlla e calcia a giro, come sa fare lui 6 Takac stavolta è sulla traiettoria, si tuffa verso il secondo palo e riesce a tenere il pallone tra le mani. Il raddoppio è solo rimandato
7 Al 38’ c’è un’altra azione che coinvolge ancora la catena di sinistra della Roma che non è neanche finita tra le occasioni per la rifinitura imprecisa. Ma merita una sottolineatura: stavolta la sovrapposizione di Wesley infatti è interna, e Pellegrini serve il compagno in profondità con l’esterno del piede 8 Wesley arriva sul fondo e prova a servire Malen sul primo palo (freccia rossa), ma Bajric interviene e respinge. Se avesse servito all’indietro (freccia gialla) sarebbe arrivato ancora Pellegrini
Giovedì 22 ottobre 2026 Il Romanista
6 Roma mia
Si è spento nella serata di martedì a Roma all’età di 70 anni l’amico Roberto Bernabai. Grande uomo, collega meraviglioso e perbene, romanista appassionato e competente. L’editore e tutta la famiglia del Romanista si stringono attorno alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.
ADDIO A BERNABAI
Ciao Roberto, collega perbene e uomo fuori dal comune
Iacopo Savelli Parlare di Roberto al passato mi costa molta fatica, perché tre giorni fa parlavamo della sua malattia, di come la stava affrontando e anche del futuro. Roberto è stato un amico, oltre che un collega, anzi più che un collega. Io da ragazzo lo seguivo sulle televisioni private, su Video 1, come tanti in quegli anni. Parlava della Roma e aveva una credibilità che io mi sono dovuto conquistare con molti anni di lavoro, anche grazie a lui, accanto a lui. Ci siamo incontrati
Roberto Bernabai in un’immagine da inviato. Il nostro Iacopo Savelli l’ha ricordato sui social: https://www.facebook.com/share/p/1CPeGsYUf8/
professionalmente nel 1990 a Telemontecarlo, quando venne ad aggiungersi alla redazione in vista del grande impegno che avremmo dovuto affrontare per i mondiali italiani. Siamo diventati amici subito, era facile, Roberto era una persona sensibile, buona, generosa, mai invidiosa. Io non l’ho mai visto arrabbiarsi con qualcuno, anzi sì, per una cosa ci restava male: quando gli storpiavano il cognome perché Bernabai diventava facilmente Bernabei. All’inizio la prendeva male, poi con il tempo ci abbiamo scherzato sopra mille volte, addirittura era lui a segnalarmi gli errori spesso assurdi che venivano fatti magari su un ac-
credito o su una lettera che gli arrivava, o anche semplicemente su un giornale che metteva il nome di chi avrebbe fatto una telecronaca. L’altra cosa per la quale era dispiaciuto era aver perso i capelli molto presto, ma devo dire che sono rimasti gli stessi di quando l’ho incontrato la prima volta quando aveva poco più di 30 anni. Da allora, durante tutto questo lungo tempo, abbiamo continuato a frequentarci, anche quando ci siamo allontanati lavorativamente. Roberto era un giornalista competente, serio, appassionato, ha finito la carriera da caporedattore gestendo persone che avevano dovuto digerire a fatica il passaggio da Telemontcarlo a
La Sette che aveva ridimensionato moltissimo il loro ruolo di giornalisti sporivi. Le migliaia di messaggi che sono arrivati alla notizia della sua morte sui social e a Radio Romanista e tutti gli articoli che lo hanno ricordato su quotidiani anche molto importanti, sono una testimonianza di quanto Roberto abbia saputo farsi volere bene. Non ho raccontato la sua carriera, non ce n’è bisogno, ci vuole poco per informarsi e sapere quante cose importanti abbia fatto in oltre quarant’anni. Ho provato a spiegare come fosse veramente un uomo meraviglioso e fuori dal comune, spero di esserci riuscito almeno un po’. ■
FILA 16
È FORTE E VINCERÀ
Roma-Slovan Bratislava in Tevere Allo stadio con il timore della buccia di banana dopo il Real Si torna a casa con la consapevolezza che l’orchestra è ben diretta e tutti sanno come suonare
C
Federico Vecchio
i arriviamo con una faccia un po’ così. È inutile fare finta di niente, perché quel fastidio, sia pure minimo, sia pure nella certezza della sua transitorietà, è li che alberga dentro, e, di tanto in tanto, fa capolino. Se, fino a domenica sera, non c’era uno solo che manifestasse una qualche preoccupazione, perché tutto era stato, sin lì, frutto anche del calendario e del caso («La nuova Cremonese», Silvio – nome, va da sé, di fantasia - con meravigliosa sintesi, dixit), dopo domenica la situazione è cambiata. Perché «se fosse capitato a noi de batteli tre a zero a Torino, stavamo già tutti à aspettali a Fiumicino …». E, quindi, quella presenza, per noi insopportabile, dà fastidio. Soprattutto guardando a quello che sarà sabato, quando noi andremo a combattere, lancia in resta, al San Paolo, mentre loro, «e come te sbaji…», avranno una partita facile facile. Quindi, quello che chiediamo a questo Roma – Slovan è un segnale di forza, che dia fiducia a noi e preoccupazione agli altri, e la conferma che la nostra rosa, per quanto limitata, sia composta da giocatori comunque sostituibili («Non c’è poi avè dù Dybala, ma ‘n Dybala e ‘n cambio forte, sì»). Leggiamo la formazione addirittura soddisfatti, perché alla Tevere piace questa difesa ogni volta diversa, che dimostra come il reparto sia solido. Di più: dà fiducia Cristante in panchina, perché il centrocampo riprende consistenza di uomini («Un cambio in più serve: semo rimasti in tre»). Qualcuno azzarda la preoccupazione legata al portiere («Gollini non è Svilar»), ma prontamente viene riportato su di un piano di realtà («Di Svilar ce n’è uno; Gollini sta facendo bene, al netto di quei sette minuti. E poi, in una squadra, due portieri, bravi alla stessa maniera, sarebbero un problema, perché si creano attriti»). Insomma, al netto del sassolino nella scarpa di ciascuno, quello che impera è
La Roma è squadra. I festeggiamenti per Pisilli dopo il gol del 3-0 contro lo Slovan Bratislava GETTY IMAGES
l’ottimismo legato alla solidità di un gioco, di un allenatore, di una squadra. Quando qualcuno azzarda, in verità con poca convinzione, a ricordare i due pareggi ed il Real in chiave negativa («A volerla dire tutta, se sei forte davvero, non ne pareggi due de seguito… e non perdi in sette minuti…»), la replica è tanto immediata quanto decisa («Hai pareggiato due partite che potevi vincere contro le tue avversarie dirette … i sette minuti non cancellano quello che è stato prima, con il Real che sembrava una squadra allo sbando …»). Si iniziava, quindi, dopo l’inevitabile «The Champions» urlato all’unisono da tutto lo Stadio – e, qui, il sospetto che cantiamo, di tutto l’inno, soltanto quelle due parole, perché soltanto quelle due abbiamo capito, è davvero forte – davvero a tamburo battente. Stazionavamo, difatti, immediatamente nella loro metà campo, e già al primo minuto Pelle, quello che sarebbe un problema, metteva Balerdi in condizione di segnare. La partita procedeva a senso unico, al punto che le preoc-
cupazioni legate al nostro portiere svanivano per mancanza di possibilità («Gollini oggi nun è che nun pija gò: nun je tirano proprio!»). La Tevere, quindi, entusiasta della prestazione dei nostri, Pisilli, Ghilardi e Balerdi tra tutti, dedicava le sue critiche prevalentemente a Molina, imputandogli una scarsa precisione, diciamo così, nei passaggi («Pè me dev’esse daltonico: ‘a dà sempre all’artri») e, ogni tanto, anche a Pellegrini (ma non chiedetemi perché, visto che stava giocando più che bene). Quindi, quando Ghilardi, su cross di Pellegrini, quello che gioca male, trovava Hermoso, e quando Malen su imbucata di Pellegrini, quello che gioca sempre male, trovava la respinta corta del portiere che trovava, a propria, volta Molina («Manco ‘a madre ce crede che ha segnato …»), a quel punto era chiaro a tutti che questa partita si sarebbe trasformata nella classica sgambata che, per chi ha memoria, si giocava il giovedì pomeriggio al Tre Fontane. E, a quel punto, la preoccupazione dei più era legata a due fattori: il rischio di
eventuali infortuni e la pioggia, ma questa non per il campo, ma «pè la strada che devo famme a piedi pè arrivà alla macchina…». Nell’intervallo, quindi, il tema tornava ad essere il campionato. Un po’ perché, come giustamente ribadito, «noi quello dovemo provà a vince»; un po’ perché, archiviata questa partita, della Champions «ne dovremmo riparlare dopo Manchester e Parigi: sono le partite che dopo ti rimangono quelle che, per noi, contano». Al di là del fatto che, magari Parigi, no, ma «a Manchester io me la gioco», il tema rimaneva il gioco espresso, che convinceva tutti. Addirittura, andando a ritroso, perché «la sensazione che questa squadra mi dà, che è quella che si possa segnare sempre, me la dava soltanto la Roma di Eriksson». Quindi, quando riparte il secondo tempo, si sta lì in attesa della goleada e di nient’altro. Il problema è che quel nient’altro arriva. Ed è quello che, sotto sotto, temevamo. Perché va bene che Pislli, e poi Wesley, e poi Malen, e poi Ghilar-
di che «nun je lo poi annullà!», ma Pellegrini che esce sconsolato è un problema la cui enormità, a quelli che vedono un problema dove c’è una risorsa, non è ben chiara. Perché Pellegrini «detta i tempi e raccorda i reparti»; perché Pellegrini «segna»; perché Pellegrini «non è un ragazzino»; perché Pellegrini «per restare qui, ha accettato un solo anno di contratto riducendosi lo stipendio». Perché Pellegrini, fascia o non fascia, è un capitano vero di questa Roma. E lo è con la C maiuscola. Ed è per questo che, a fine partita, a ripensare a quel fastidio iniziale, dato da una classifica del campionato che «nun se po’ vedè», ci viene un solco lungo il viso, come una specie di sorriso (mi si passi l’altissima citazione autoriale). Perché il vero problema, quest’anno, siamo soltanto noi. Perché, «se stiamo bene, senza infortunati, me la rigioco volentieri pure col Real Madrid». Ed allora, questo è il vero messaggio che ci lascia lo Slovan. Ed è che siamo forti. Non ci resta che andare a Napoli per dimostrarlo. ■
Il Romanista Giovedì 22 ottobre 2026
Il resto del mondo 7 Classifica
FEMMINILE
Un amore prolungato Giugliano fino al 2030 Lorenzo Paielli
Antonio Vergara, 23 anni, con la maglia del Napoli: l’esterno è tornato ieri ad allenarsi parzialmente in gruppo, dopo l’infortunio con l’Italia GETTY IMAGES
LÌ NAPOLI
SI RIVEDE VERGARA DI LORENZO POLEMICO Verso la Roma Lavoro parzialmente in gruppo per l’esterno
«S
Pietro Laporta pietro.laporta@ilromanista.eu erviva più a noi che a voi questa vittoria» ha detto Massimiliano Allegri a Gian Piero Gasperini, entrambi collegati martedì sera su Sky Sport, in riferimento alle rispettive vittorie in Champions League. Non ha tutti i torti: il 4-3 rifilato dal suo Napoli al Bodo Glimt sicuramentre dà morale, ma non cancella gli ultimi passi falsi tra campionato e coppa, né i 7 punti di distacco dalla Roma, che arriverà al Maradona sabato alle 18. Il bottino fin qui dei partenopei, 10 punti dopo 7 turni dall’inizio del campionato, è il peggiore dal 2009/10 (anche lì raccolti 7 punti). Non solo, dopo il ko di sabato col Venezia sono ar-
rivate a 5 le sconfitte nelle prime 9 uscite stagionali: il dato anche dopo martedì rimane il peggiore dal 2001. Numeri che hanno fatto vacillare la fiducia della piazza verso Massimiliano Allegri, ma non quella della dirigenza. Nel prepartita con il Bodo il ds Manna ha ribadito la massima fiducia verso il tecnico, che certo non sta attraversando il miglior periodo della propria carriera: tra la fine della seconda esperienza col Milan e le prime partite col Napoli, sono arrivate 11 sconfitte nelle ultime 20 panchine.
L’EX BRUSCOLOTTI SUL CAPITANO: «È POCA ROBA» LA REPLICA: «NON SI SPARA A ZERO SUL NAPOLI». POI ARRIVANO LE SCUSE SOCIAL
Allegri può però sorridere con le ultime dal campo: nella seduta di ieri mattina ha svolto in gruppo parte dell’allenamento Antonio Vergara, reduce dall’infortunio rimediato con l’Italia. Una boccata d’ossigeno per un gruppo che appare tutt’altro che sereno: ha fatto discutere tra i tifosi il battibecco social con protagonista l’ex capitano Bruscolotti. «Di Lorenzo è poca roba, non è un leader» ha detto a “SpazioNapoli”; senza giri di parole la risposta del terzino: «Non sarò tanta roba, ma sicuramente a 75 anni non sparerò a zero sul Napoli». Parole che, nonostante le successive scuse di Bruscolotti, caricano di tensione il cammino verso la Roma. Sempre sui social proprio il Napoli ha fatto gli auguri di pronta guarigione all’ex Kvaratskhelia: l’infortunio al crociato ha messo fine alla sua stagione, salterà naturalmente anche Psg-Roma. ■
Ben 235 presenze, 76 gol, 66 assist. Manuela Giugliano rinnova il proprio amore con la Roma fino al 2030. Nella Capitale ormai da 7 anni, la centrocampista e capitana giallorossa continuerà a scrivere pagine della storia del club. Con l’augurio che possano continuare ad essere caratterizzate da traguardi e trofei, come quelle vissute finora dalla stagione 2019-2020. Colonna portante di allenatori e compagne passate al suo fianco, Manuela continuerà a rappresentare il solito faro al Tre Fontane ancora per molto. E il club giallorosso ha annunciato il suo rinnovo prima con un bel post sui social «Altro capitolo da
LA CAPITANA RINNOVA PER DUE ULTERIORI ANNI IL PROPRIO CONTRATTO. IL CLUB SUI SOCIAL: «ALTRO CAPITOLO DA SCRIVERE» scrivere insieme», poi con una nota ufficiale: «Dal suo arrivo nella stagione 2019-20 Manuela ha totalizzato 235 presenze, segnando 76 reti e producendo 66 assist. Nella classifica all time è la calciatrice giallorossa con più presenze e con più gol realizzati. Nel corso delle sette stagioni in giallorosso è stata protagonista nella conquista di tre Scudetti, tre Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Inoltre, nella passata stagione è stata premiata come MVP assoluta della Serie A. Nel 2024 è stata anche la prima storica italiana ad essere candidata al Pallone d’Oro. Congratulazioni Manuela!». Una lista di record e traguardi importanti da continuare a raggiungere insieme. ■
#ROMANISTAGRAM
SQUADRE Inter Lazio Roma Milan Como Frosinone Cagliari Juventus Napoli Torino Atalanta Lecce Sassuolo Monza Bologna Udinese Genoa Fiorentina Parma Venezia
PT 19 19 17 15 14 13 13 11 10 10 9 9 8 7 5 4 4 4 4 3
G 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7
V 6 6 5 4 4 4 4 3 3 3 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1
N 1 1 2 3 2 1 1 2 1 1 0 0 2 1 2 1 1 1 1 0
P RF RS 0 21 9 0 14 4 0 16 3 0 14 7 1 12 7 2 13 9 2 6 7 2 9 8 3 10 7 3 10 9 4 10 11 4 9 12 3 12 14 4 13 15 4 6 10 5 9 16 5 5 13 5 8 17 5 4 13 6 6 16
7ª giornata
Frosinone-Sassuolo Venezia-Napoli Bologna-Inter Roma-Genoa Udinese-Lecce Fiorentina-Como Milan-Atalanta Juventus-Lazio Monza-Cagliari Parma-Torino
2-1 1-0 3-1 2-0 0-3 1-3 3-2 0-3 4-0 0-3
Prossimo turno (25/10/2026) Torino-Monza Cagliari-Bologna Como-Sassuolo Napoli-Roma Lazio-Parma Inter-Fiorentina Atalanta-Frosinone Genoa-Venezia Lecce-Juventus Udinese-Milan
23/10 ore 20.45 24/10 ore 15 24/10 ore 15 24/10 ore 18 24/10 ore 20.45 25/10 ore 12.30 25/10 ore 15 25/10 ore 15 25/10 ore 18 25/10 ore 20.45
I marcatori
7 reti: Raimondo (Frosinone) 6 reti: Malen (Roma), Varela (Monza) 4 reti: Rabiot (Milan), Lautaro Martinez (Inter), Krstovic (Atalanta), Maldini (Cagliari) 3 reti: Douvikas (Como), Che Adams (Torino), Frattesi (Lazio), Diego Moreira (Milan), Mastantuono (Fiorentina), Kvernadze (Frosinone), Ekkelenkamp (Udinese), Osmajic (Genoa), Adzic (Sassuolo), Calhanoglu (Inter), De Bruyne (Napoli) 2 reti: Koné, Soulé, Pisilli (Roma), Akor Adams (Venezia), Diao (Como) 1 rete: Lulli, Hermoso, Mora e Castro (Roma)
Raimondo esulta per il gol al Sassuolo GETTY
I prossimi impegni della Roma
Giugliano dopo la firma del rinnovo GETTY DIRETTORE RESPONSABILE
DANIELE LO MONACO
daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Napoli-Roma
Serie A
24/10
Roma-Cagliari
Serie A
27/10
Udinese-Roma
Serie A
31/10
Man United-Roma
UCL
03/11
Roma-Sassuolo
Serie A
07/11
Parma-Roma
Serie A
21/11
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TONINO CAGNUCCI
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IL ROMANISTA
«Clean sheet, più un gruppo compatto, più la nostra fame: una perfetta notte di Champions!» il messaggio social di Gollini lo Slovan Bratislava
Con Gollini a difendere i pali della Roma in sua assenza, prosegue il recupero di Mile Svilar, qui in una storia Instagram da lui ricondivisa
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Giovedì 22 ottobre 2026 Il Romanista
8
CHAMPIONS LEAGUE
2026/27
CLASSIFICA 08/09 18.45 08/09 18.45 08/09 21.00 08/09 21.00 08/09 21.00 08/09 21.00 09/09 18.45 09/09 18.45 09/09 21.00 09/09 21.00 09/09 21.00 09/09 21.00 10/09 18.45 10/09 18.45 10/09 21.00 10/09 21.00 10/09 21.00 10/09 21.00
20/10 18.45 20/10 18.45 20/10 21.00 20/10 21.00 20/10 21.00 20/10 21.00 20/10 21.00 20/10 21.00 20/10 21.00 21/10 18.45 21/10 18.45 21/10 21.00 21/10 21.00 21/10 21.00 21/10 21.00 21/10 21.00 21/10 21.00 21/10 21.00
24/11 18.45 24/11 18.45 24/11 21.00 24/11 21.00 24/11 21.00 24/11 21.00 24/11 21.00 24/11 21.00 24/11 21.00 25/11 18.45 25/11 18.45 25/11 21.00 25/11 21.00 25/11 21.00 25/11 21.00 25/11 21.00 25/11 21.00 25/11 21.00
19/01 18.45 19/01 18.45 19/01 21.00 19/01 21.00 19/01 21.00 19/01 21.00 19/01 21.00 19/01 21.00 19/01 21.00 20/01 18.45 20/01 18.45 20/01 21.00 20/01 21.00 20/01 21.00 20/01 21.00 20/01 21.00 20/01 21.00 20/01 21.00
1a GIORNATA
AEK ATENE- LASK CLUB BRUGGE- ASTON VILLA BORUSSIA DORTMUND - VILLARREAL PORTO - MAN CITY LILLE- REAL BETIS REAL MADRID- INTER BARCELLONA-FEYENOORD STOCCARDA- VIKING LIVERPOOL - ATLETICO MADRID PSG - SLOVAN BRATISLAVA SPORTING CP - GALATASARAY NAPOLI - ARSENAL FENERBAHCE-ROMA PSV - SHAKTAR DONETSK COMO-LIPSIA BAYERN MONACO - BODO GLIMT MAN UNITED - SABAH SLAVIA PRAGA - LENS
3a GIORNATA
FENERBAHCE- SLAVIA PRAGA SABAH - BORUSSIA DORTMUND ROMA - SLOVAN BRATISLAVA PORTO - PSV LIVERPOOL - VILLARREAL MAN CITY - AEK ATENE PSG - BARCELLONA NAPOLI - BODO GLIMT STOCCARDA - ATLETICO MADRID COMO - MAN UNITED LILLE - GALATASARAY ASTON VILLA - VIKING CLUB BRUGGE - LENS BAYERN MONACO - ARSENAL INTER - SHAKTAR DONETSK REAL MADRID - LIPSIA REAL BETIS - FEYENOORD SPORTING CP - LASK
5a GIORNATA
BODO GLIMT- LASK GALATASARAY- ASTON VILLA ARSENAL - BORUSSIA DORTMUND COMO - AEK ATENE FEYENOORD-PORTO MAN CITY - NAPOLI LIPSIA-LENS REAL MADRID- PSV SLOVAN BRATISLAVA - REAL BETIS SABAH - BARCELLONA SLAVIA PRAGA - VILLARREAL ATLETICO MADRID - VIKING CLUB BRUGGE - LIVERPOOL INTER - STOCCARDA SHAKTAR DONETSK-FENERBAHCE LILLE - BAYERN MONACO PSG-ROMA SPORTING CP - MAN UNITED
7a GIORNATA
BODO GLIMT- ATLETICO MADRID GALATASARAY- FEYENOORD AEK ATENE-ROMA ASTON VILLA - BORUSSIA DORTMUND INTER- LIVERPOOL PORTO- SLAVIA PRAGA LILLE-SLOVAN BRATISLAVA REAL MADRID- LASK STOCCARDA - CLUB BRUGGE FENERBAHCE - VILLARREAL SABAH - NAPOLI COMO - PSG MAN UNITED - BAYERN MONACO LIPSIA - SHAKTAR DONETSK LENS-MAN CITY REAL BETIS - ARSENAL SPORTING CP - BARCELLONA VIKING- PSV
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1-0 2-3 3-2 0-2 2-3 2-1 5-1 3-1 2-1 6-1 3-1 0-1 1-1 1-1 4-1 5-0 4-0 2-3
2-2 1-2 4-0 0-1 4-3 5-1 4-2 4-3 1-1 4-0 2-4 3-1 3-0 2-2 1-0 4-1 1-0 2-3
-
-
13/10 18.45 13/10 18.45 13/10 21.00 13/10 21.00 13/10 21.00 13/10 21.00 13/10 21.00 13/10 21.00 13/10 21.00 14/10 18.45 14/10 18.45 14/10 21.00 14/10 21.00 14/10 21.00 14/10 21.00 14/10 21.00 14/10 21.00 14/10 21.00
03/11 18.45 03/11 18.45 03/11 21.00 03/11 21.00 03/11 21.00 03/11 21.00 03/11 21.00 03/11 21.00 03/11 21.00 04/11 18.45 04/11 18.45 04/11 21.00 04/11 21.00 04/11 21.00 04/11 21.00 04/11 21.00 04/11 21.00 04/11 21.00
2a GIORNATA
LENS- SPORTING CP SABAH- SLAVIA PRAGA ARSENAL - LILLE ATLETICO MADRID - MAN UNITED INTER- CLUB BRUGGE GALATASARAY - BARCELLONA LIPSIA-PSV VIKING- BAYERN MONACO VILLARREAL - NAPOLI FEYENOORD - COMO LASK - LIVERPOOL ROMA-REAL MADRID ASTON VILLA - FENERBAHCE SHAKTAR DONETSK- AEK ATENE BODO GLIMT-BORUSSIA DORTMUND MAN CITY - PSG REAL BETIS- PORTO SLOVAN BRATISLAVA- STOCCARDA
4a GIORNATA
SHAKTAR DONETSK- SPORTING CP GALATASARAY- STOCCARDA ATLETICO MADRID- BAYERN MONACO BARCELLONA - ASTON VILLA FEYENOORD- INTER BODO GLIMT- LILLE LASK-SLOVAN BRATISLAVA MAN UNITED -ROMA VILLARREAL-PSG AEK ATENE - REAL MADRID FENERBAHCE- LIVERPOOL BORUSSIA DORTMUND - REAL BETIS PORTO - NAPOLI PSV - CLUB BRUGGE LIPSIA- MAN CITY LENS - COMO SLAVIA PRAGA - ARSENAL VIKING- SABAH
6a GIORNATA
08/ 12 18.45 VIKING- FEYENOORD 08/12 18.45 VILLARREAL- SABAH 08/12 21.00 AEK ATENE - GALATASARAY 08/12 21.00 ROMA-SPORTING CP 08/12 21.00 ASTON VILLA- PSG 08/12 21.00 BARCELLONA- MAN CITY 08/12 21.00 BAYERN MONACO- SLAVIA PRAGA 08/12 21.00 MAN UNITED- LIPSIA 08/12 21.00 NAPOLI - CLUB BRUGGE 09/12 18.45 REAL BETIS - COMO 09/12 18.45 SLOVAN BRATISLAVA- SHAKTAR DONETSK 09/12 21.00 ARSENAL-REAL MADRID 09/12 21.00 BORUSSIA DORTMUND-INTER 09/12 21.00 LASK - FENERBAHCE 09/12 21.00 LIVERPOOL-PORTO 09/12 21.00 PSV- ATLETICO MADRID 09/12 21.00 LENS - BODO GLIMT 09/12 21.00 STOCCARDA- LILLE
27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/ 01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00 27/01 21.00
8a GIORNATA
ARSENAL- SABAH ROMA-LILLE ATLETICO MADRID - FENERBAHCE BORUSSIA DORTMUND - AEK ATENE CLUB BRUGGE- BODO GLIMT BAYERN MONACO- REAL BETIS BARCELLONA-COMO SHAKTAR DONETSK-REAL MADRID FEYENOORD - LIPSIA LASK - PORTO LIVERPOOL - LENS MAN CITY - SPORTING CP PSG - GALATASARAY PSV - STOCCARDA SLAVIA PRAGA-ASTON VILLA NAPOLI - VIKING VILLARREAL - MAN UNITED SLOVAN BRATISLAVA - INTER
0-2 2-0 3-0 2-0 3-4 1-4 1-0 3-3 3-1 3-2 3-6 3-4 6-0 3-1 1-0 2-4 3-2 0-3
-
-
CLUB
G
V
N
P
GF
GS
DR
PT
1
Psg
3
3
0
0
14
5
9
9
2
Aston Villa
3
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0
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Liverpool
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4
Real Madrid
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0
10
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5
Real Betis
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6
Stoccarda
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Arsenal
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Barcellona
3
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1
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1
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5
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10
Man City
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1
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6
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Club Brugge
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Sporting
3
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1
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3
6
13
Borussia Dortmund
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Atletico Madrid
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17
Shaktar Donetsk
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Napoli
3
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23
Galatasaray
3
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Lask
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Sabah
3
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2
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Feyenoord
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Bodo Glimt
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3
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Porto
3
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2
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0
0
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-6
0
36
Slovan Bratislava
3
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13
-12
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Cosa succede dopo la Fase Campionato -
Dopo le otto partite della Fase Campionato, le prime otto squadre classificate nel grande gruppo composto dai 36 club partecipanti accederanno direttamente agli ottavi di finale della Champions League. Le squadre che otterranno invece un piazzamento tra il 9º e il 24º posto, si sfideranno ai playoff (andata e ritorno) e le vincitrici del turno otterranno il pass per accedere agli ottavi, dove ognuna sfiderà chi ha ottenuto la qualificazione diretta. Le squadre rimanenti saranno eliminate. Non sono previste retrocessioni in Europa League. Per quanto riguarda la classifica, in caso di pareggio si terrà conto di, in ordine: differenza reti; gol segnati; gol segnati in trasferta; il numero di punti ottenuti dalle squadre affrontate; il numero di gol segnati dalle squadre affrontate; la migliore situazione disciplinare e infine il coefficiente Uefa.
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