Pag 6 IL DOCUFILM BOVE SI RACCONTA “IN UN BATTITO” Fasan
www.ilromanista.eu Anno X N° 288 Lunedì 19 ottobre 2026
Nella storia Contro il Genoa Gasp ha ottenuto la 300ª vittoria in Serie A: meglio di lui soltanto Trapattoni, Allegri, Spalletti e Rocco. È la prova di quanto forte sia la guida della nostra Roma, l’uomo giusto per sognare in grande
GOTHA FEELING
TRA I GIGANTI Lorenzo Latini sempre più nel Gdoasperini gotha del calcio: piegan2-0 il Genoa, il tecnico di Grugliasco ha raggiunto le 300 vittorie in Serie A. Un traguardo prestigioso e meritatissimo.
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GETTY IMAGES
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GIAN FIERO DAL CAMPO
SPERANZA DYBALA
Verso lo Slovan P aulo tenta di recuperare per la panchina Ciotti Pag 3
TATTICAMENTE
FEMMINILE
Tra infortuni e scelte tecniche la seconda squadra faticava col Genoa. Ma poi è andato tutto in discesa
Decisive la doppietta di Cimò e le firme di Giugliano e Greggi
FUNZIONA PURE LA ROMA “B” MA LA PARTITA VA STAPPATA Lo Monaco Pag 4-5
POKER ROMANISTA 4-2 CON IL MILAN Laporta Pag 7
Lunedì 19 ottobre 2026 Il Romanista
2 Verso Roma-Slovan Bratislava
GASP FA 300 NEL MIRINO C’È IL PODIO NELLA STORIA
Il traguardo Contro il Genoa trecentesima vittoria in A Ora punta Rocco (302) e spera nel sorpasso su Spalletti
G
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu
ian Piero Gasperini sempre più nel gotha del calcio: sabato, piegando 2-0 il Genoa, il tecnico di Grugliasco ha raggiunto le 300 vittorie in Serie A. Un traguardo prestigioso e meritatissimo, giusto riconoscimento di una carriera che ormai da vent’anni è ai massimi livelli calcistici. L’allenatore romanista è ora il quinto più vincente nella storia del calcio italiano, vicinissimo a un mostro sacro come Nereo Rocco: il “Paròn” (che in A allenò Milan, Torino, Triestina, Padova e Fiorentina) si fermò a 302; a lui però servirono 747 panchine, mentre Gasperini ha raggiunto quota 644. Poco più avanti, sul terzo gradino del podio, un allenatore
IL TECNICO ROMANISTA È QUINTO. DAVANTI HA IL “PARÒN”, I TOSCANI SPALLETTI E ALLEGRI E IL TRAP
attualmente attivo, ed ex romanista: Luciano Spalletti, che è a quota 306 in 595 panchine. Più staccato Massimiliano Allegri: se al momento al Napoli le cose non gli stanno andando benissimo, è pur vero che il livornese è secondo con 325 vittorie in 551 gare di Serie A. In prima posizione, notevolmente staccato, Giovanni Trapattoni, che conta 352 successi (su 689 panchine). Alle spalle di Gasperini numerosi mostri sacri, alcuni dei quali sono delle vecchie conoscenze romaniste: in quinta posizione con 275 successi Carletto Ancelotti, che in giallorosso ha militato da calciatore; alle sue spalle in sequenza Nils Liedholm (270 vittorie in 635 partite) e Fabio Capello (252 su 455), entrambi capaci di vincere lo Scudetto nella Capitale. Chiudono la top ten due romani doc come Carlo Mazzone (227 vitto-
L’abbraccio di Gian Piero Gasperini a Lulli dopo il gol del 2-0 contro il Genoa. Nell’altra pagina, il tecnico ai tempi della sua militanza nel Genoa MANCINI, GETTY
rie in 792 partite) e “Fuffo” Bernardini (219 in 580). La casualità ha voluto che Gasperini raggiungesse il prestigioso traguardo proprio contro il Genoa, la squadra con la quale ha esordito in Serie A, e con la quale ha conquistato anche la prima di queste 300 vittorie. Da allora sono passati 19 anni: era il 26 settembre 2007, quando a Marassi il Grifone piegava 3-2 l’Udinese grazie alla tripletta di Marco Borriel-
lo. Da lì, partita dopo partita e stagione dopo stagione, Gasp ha costruito la sua carriera con grande cultura del lavoro e con la perenne voglia di migliorarsi. Ha riportato il Genoa in Europa, poi ha fatto grande l’Atalanta, guidandola fino alla conquista dell’Europa League: è diventato un modello da cui prendere ispirazione, capace di reinventare il calcio. Il fatto che il suo nome compaia accanto a quelli di leggende del cali-
PODCAST
Original
A RIVEDER LE
STELLE RIVIVI LE NOTTI MAGICHE DELLA ROMA IN CHAMPIONS testi a cura di Fabrizio Pastore
Il Romanista Lunedì 19 ottobre 2026
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CHI BEN COMINCIA
CHAMPIONS LEAGUE
Con lo Slovan fischia Scharer dalla Svizzera
bro di Trapattoni, Liedholm, Capello e Ancelotti non è casuale. Il prossimo obiettivo è quello di scavalcare Rocco, distante soltanto due vittorie, e magari anche Spalletti, che ne conta sei in più. Considerando tutte le competizioni, a Roma Gasp ha raccolto 33 vittorie in 58 partite: numeri ottimi, che però il tecnico piemontese intende migliorare ulteriormente. È non accontentandosi mai che è arrivato dove è arrivato. ■
IL PRIMO SUCCESSO ARRIVÒ PROPRIO CON IL GRIFONE NEL 2007 (UN 3-2 CON L’UDINESE)
A dirigere la sfida sarà il fischietto tedesco, Sandro Schärer. Due i precedenti, entrambi in Europa League ed entrambi positivi: il primo in ordine cronologico risale alla stagione 2022-23, la vittoria arrivata in casa per 2-0 contro la Real Sociedad. L’ultimo, invece, è il 2-1 con l’Athletic Club della stagione 24-25. A completare la squadra arbitrale, i guardalinee De Almeia e Jonas Erni; il Quarto Uomo, Kanagasingam; il Var San e l’Avar Kwiatkowski
Serie A, i tecnici più vincenti Allenatore Trapattoni Allegri Spalletti Rocco Gasperini Ancelotti Liedholm Capello Mazzone Bernardini
Vittorie 352 325 306 302 300 275 270 252 227 219
Partite 689 551 594 747 644 486 635 455 792 580
DAL CAMPO
Lulli ad alta quota: l’esterno che avanza Fiducia per Dybala in panchina domani Senza sosta. Giusto il tempo di esultare, voltare pagina e pensare velocemente al prossimo impegno, in un calendario fitto di appuntamenti tra campionato e Champions League. Perché già ieri, all’indomani della vittoria contro il Genoa, la Roma è tornata ad allenarsi al Fulvio Bernardini e già domani sera la squadra di Gasperini è di nuovo in campo allo Stadio Olimpico contro lo Slovan Bratislava nel terzo incontro della fase campionato della competizione europea. E già oggi è una giornata di vigilia con il tecnico (accompagnato da un giocatore) atteso in conferenza stampa alle 13.30 a Trigoria e poi sul terreno di allenamento alle 15 per la consueta rifinitura. Senza sosta, appunto. Come la prova di Emanuele Lulli con il Genoa, titolare in una formazione rimaneggiata tra assenze forzate - infortuni e squalifica di Malen - e scelte di Gasp (in panchina dall’inizio Mancini, Hermoso, Wesley e Molina). Una prova in crescendo, come quella complessiva di tutta la squadra dopo un primo tempo
Emanuele Lulli, 19 anni, esterno destro GETTY
bloccato. Una prestazione che conferma l’affidabilità del talento classe 2007 tra la capacità di proporsi e saltare l’uomo e la caparbietà (come nel caso del calcio d’angolo conquistato), in grado di saper stare in una rosa di livello e competere per il posto sull’ester-
IERI LA RIPRESA, OGGI RIFINITURA PRE SLOVAN. IL TECNICO IN CONFERENZA STAMPA ALLE 13.30 AL FULVIO BERNARDINI
no con personalità. Una prestazione condita dall’emozione del primo gol tra i grandi, il primo in Serie A, dove finora ha già disputato 401 minuti, in attesa del debutto in Champions League. E magari l’occasione è già domani con lo Slovan Bratislava, dopo essere rimasto a guardare in panchina contro il Fenerbahce e il Real Madrid. Perché contro lo Slovan di Yaya Touré Gasperini deve fare i conti con assenze e rotazioni necessarie, considerando anche il successivo big match in campionato contro il Napoli in programma sabato al Maradona. Anche domani senza Svilar, Koné e Cristante (per Bryan l’obiettivo è la trasferta di Napoli), il tecnico spera almeno di recuperare Paulo Dybala per la panchina, dopo l’affaticamento accusato contro il Real Madrid. «Conto e spero di riaverlo per Napoli, sono fiducioso. Sarebbe importante averlo in panchina con lo Slovan», la speranza di Gasp nel post partita con il Genoa. E per questo la rifinitura di oggi è determinante. ■ CC
Subito in gol Castro come Malen, Elshaa Miki e Lamela Dall’inizio Rete alla prima da titolare A segno anche Kolarov e Shomurodov
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Davide Fidanza davide.fidanza@ilromanista.eu on era la primissima di Castro in giallorosso. L’attaccante argentino aveva già esordito con la Roma subentrando a gara in corso e in diverse occasioni aveva sfiorato la rete, colpendo anche due legni contro l’Atalanta. Il destino voleva, evidentemente, che la sua prima gioia romanista fosse riservata alla sua prima da titolare. Con una perla due sere fa Santi ha realizzato il gol del vantaggio della Roma contro il Genoa, rientrando nella cerchia di calciatori capaci di andare al gol alla loro prima apparizione in giallorosso dal primo minuto. L’ultimo a riuscirci, in ordine cronologico, è proprio il suo compagno di reparto Malen. L’attaccante olandese lo scorso gennaio si presentò con due reti a Torino, una annullata e una convalidata, nel successo degli uomini di Gasperini per 2-0. Un altro ad esserci riuscito era in campo proprio l’altra sera, ma indossava la maglia del Genoa. Nel 2016 Stephan El Shaarawy si presentò allo Stadio Olimpico realizzando di tacco uno dei gol più belli della sua carriera, in un Roma-Frosinone vinto 3-1 dai giallorossi. Un altro attaccante appartenente a questa cerchia è Eldor Shomurodov: il centravanti uzbeko segnò nella sua prima partita da titolare in maglia romanista nel successo degli uomi-
ni allora guidati da Mou contro il Trabznospor, nei playoff di Conference League. Quella partita fu anche la prima in giallorosso dello stesso Mourinho. Tra i giocatori offensivi presenti in questa lista troviamo anche Mkhitaryan, a segno nel 2019 in Roma-Sassuolo 4-2, ed Erik Lamela, che presentato ai tempi come uno dei nuovi astri nascenti del calcio, si mostrò per la prima volta ai tifosi romanisti segnando un bel gol con un mancino a giro in un Roma-Palermo 1-0 del 2011. Al calciatore argentino bastarono appena 7 minuti per mettere la sua firma sulla partita e sul campionato di Serie A. In questa lista è presente anche un difensore. Aleksander Kolarov infatti fu capace di segnare al debutto in maglia romanista, partendo dal primo minuto, in un Atalanta-Roma 0-1 del 2017. Il difensore realizzò il gol vittoria direttamente da calcio di punizione, facendo passare il pallone sotto la barriera ed ingannando l’allora portiere dell’Atalanta Berisha. Oltre ad essere la prima di Kolarov con la Roma, quella partita era anche la prima di quel campionato. ■
LA FIRMA ALLA PRIMA VOLTA DALL’INIZIO È UN BIGLIETTO DA VISITA ABBASTANZA RICORRENTE IN CASA ROMA NEGLI ULTIMI ANNI
L’esultanza di Castro dopo il suo gol in Roma-Genoa 2-0 MANCINI
Lunedì 19 ottobre 2026 Il Romanista
4 TatticaMente L’ANALISI DI ROMA-GENOA
FUNZIONA PURE LA ROMA B MA LA PARTITA VA STAPPATA Gasperini vola Tra infortuni e scelte tecniche si è vista la seconda squadra faticare un po’ col Genoa. Dopo il gol del vantaggio, è andato tutto in discesa
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Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Dentro le partite giallorosse Nel dettaglio
Roma, sabato 17 ottobre 2026 7ª giornata del campionato di Serie A Roma
Genoa
2
gol
0
1,40
x-gol
0,47
66%
possesso palla
34%
1
occasioni da gol
0
0
assist
0
5
calci d’angolo
3
53
palle recuperate
35
10
falli commessi
7
3
fuorigioco
2
1
parate
3
0
rigori
0
2
ammonizioni
3
0
doppie ammonizioni
0
0
espulsioni
0
119
distanza percorsa (km)
121
505
passaggi riusciti
221
82%
precisione passaggi
71%
15
tiri totali
9
5
tiri in porta
1
5
tiri fuori
5
5
tiri respinti
3
1
pali
1
12
tiri in area
7
3
tiri da fuori area
2
13
cross totali
12
6
cross riusciti
2
8
dribbling
3
Tempo di gioco Totale
95’ 08”
Effettivo
57’ 33”
difensiva. Ma le partite si devono vincere anche così ed è per questo che Gasperini è sembrato particolarmente felice anche per il gol realizzato da Lulli, grazie a una scelta strategica di attaccare il secondo palo che l’allenatore ha rivelato, a fine partita, di aver raccomandato lui stesso. È una trovata che discende dal calcio a cinque, quello che tecnicamente si definisce “allungare la porta”: fare in modo, cioè, che l’esterno opposto rispetto al lato del tiro si faccia trovare pronto all’altezza del secondo palo, per correggere eventuali conclusioni destinate a finire più larghe. Si tratta di soluzioni persino semplici da organizzare, ma che, messe insieme una dopo l’altra, contribuiscono ad allungare la lista delle risorse tecniche a disposizione di un allenatore per vincere, soprattutto le partite tatticamente più complicate.
i ha provato Daniele De Rossi, dopo aver trascorso, così ha raccontato a fine partita, tutte le notti della vigilia in bianco per pensare a come affrontare la Roma. E per un tempo c’è anche riuscito. Non che il piano gara fosse particolarmente sofisticato. Di fatto, ha deciso soltanto di tornare alla difesa a tre, dopo la variante a quattro che aveva funzionato contro la Fiorentina, per mettersi a specchio contro il maestro delle marcature individuali, magari puntando anche un po’ sul fatto che la Roma avrebbe dovuto rinunciare a diversi dei suoi giocatori migliori. Quello che invece non poteva sapere era che Gasperini avrebbe tenuto in panchina anche altri pezzi da novanta, come Mancini, Hermoso, Pellegrini e Wesley, tutti, a parte Gianluca, impiegati poi nel secondo tempo, quando il gol di Castro aveva già reso più facile il compito della Roma. Contro quella che a tutti gli effetti era una Roma B — di fatto, solo Ndicka era un titolare indiscutibile tra gli undici di partenza, considerando Soulé una valida alternativa a Dybala — il Genoa è riuscito a reggere per un tempo. Quelle rotazioni poco fluide E nel primo tempo il contraccolpo la Roma lo ha sentito, soprattutto sotto il profilo della qualità delle giocate e della fluidità dei meccanismi, in particolare nella costruzione del gioco. Ciò che è mancato, ad esempio, è stata la fluidità nelle rotazioni che portano solitamente la squadra giallorossa ad attaccare sulle fasce, attraverso le catene laterali, grazie all’apertura dei mediani sulla linea difensiva e alla ricerca della seconda, e spesso anche della terza ampiezza, per liberare le zone centrali da attaccare improvvisamente, soprattutto con i trequartisti che vengono dentro al campo. Con le linee di passaggio chiuse dall’organizzazione difensiva data da De Rossi — elogiata da Gasperini a fine partita, con una sottolineatura che è sembrata voler marcare soprattutto la differenza rispetto alla scarsa organizzazione tattica del Real Madrid di Mourinho — di fatto si è prodotto uno stallo dal quale si poteva uscire soltanto con una prodezza. Ci ha pensato Castro, con un guizzo da trequartista e un pallonetto ai limiti dell’area piccola che ha sorpreso tutta la difesa rossoblù. La porta allungata da Lulli La partita si è stappata e da quel momento in poi il compito della Roma è diventato indubbiamente più facile, anche perché l’organizzazione del Genoa in fase di possesso è risultata decisamente meno brillante rispetto a quella
svecchiare la rosa senza perdere i riferimenti necessari a una squadra matura, che vuole puntare a qualche bersaglio grosso, dando così una prospettiva sicura di crescita per il futuro. Nessuno può prevedere oggi quale sia il traguardo massimo che questa squadra possa raggiungere già quest’anno, anche se indubbiamente non sembrano stagliarsi, nel panorama della Serie A, squadre destinate a battersi per il titolo con l’Inter nettamente migliori della Roma. Ma è indubbio che un gruppo così armonioso garantisca di per sé un orizzonte ambizioso e Gasperini sembra l’uomo giusto per tirare fuori da questi ragazzi il massimo del loro potenziale. Tutti riposati per la Champions L’altro grande obiettivo centrato nella vittoria di sabato è proprio quello di aver fatto riposare giocatori che torneranno utilissimi martedì, nella sfida di Champions League con lo Slovan Bratislava, e nella già decisiva trasferta di Napoli di domenica, quando la Roma potrebbe dare il colpo di grazia definitivo alle ambizioni stagionali della squadra di Allegri, impantanata in una crisi senza fine. Ma a questo si penserà soltanto da mercoledì. A Napoli dovrebbero rientrare poi Cristante e Dybala, questa almeno la speranza di Gasperini.
Quanti ragazzini in campo Ad accrescere i meriti di Gasperini si possono considerare anche le giovani età dei giocatori impiegati sabato sera. Nella formazione iniziale c’erano i classe 2007 Mora e Lulli, ma anche i 2004 Pisilli e Castro e il 2003 Soulé. E nel secondo tempo ha fatto il suo ingresso in campo, esordendo in assoluto con la Roma, anche un altro 2007, il centrocampista della Primavera Di Nunzio. La bellezza di questa Roma sta anche nel progetto affidato al tecnico:
SUI CALCI D’ANGOLO LA ROMA HA CONTINUATO A MARCARE A ZONA. MA CERCANDO MEGLIO LA PALLA
Nelle due grafiche, gli schieramenti speculari di Roma e Genoa nella sfida di sabato sera. Nella Roma, vanno segnalate le posizioni decisamente alte dei due esterni di centrocampo, a destra Lulli (77) e a sinistra Rensch (2), soprattutto in rapporto alle posizioni dei giocatori del Genoa. Pisilli (61) e de Roon (15) hanno tenuto le stesse posizioni, mentre Mora (86) è rimasto più centrale rispetto a Soulé (18). Nel Genoa i tre difensori risultano aver sostanzialmente giocato sulla stessa linea difensiva, ma sembra visivamente molto ordinato anche lo schieramento di centrocampisti e difensori. Quando è entrato Pellegrini nel secondo tempo al posto di Mora, ha toccato zone di campo decisamente più alte
Il contributo di Mora Era tra i protagonisti più attesi e non ha tradito le aspettative. Rodrigo Mora è stato tra i protagonisti della sfida di sabato sera, alla sesta presenza stagionale, la terza dal primo minuto (l’ultima il 5 settembre, mentre nelle ultime due partite della Roma era rimasto in panchina senza giocare neanche un minuto). Nelle due precedenti uscite aveva giocato solo 53 minuti, sabato Gasp lo ha tenuto per 63 minuti. Nel corso della gara, il giovane portoghese ha tirato tre volte verso la porta, solo una tra i pali (il colpo di testa nel primo tempo respinto da Bijlow). Infine una considerazione sulle palle inattive: dopo l’incubo dei tre gol subiti dal Real Madrid su calcio d’angolo nei sette minuti finali della sfida di Champions, c’era molto attesa per vedere gli eventuali correttivi portati da Gasperini. In realtà però il tecnico ha mantenuto inalterato lo schieramento a zona, ma ha chiesto evidentemente una maggiore attenzione specifica e, soprattutto, si deve essere raccomandato rispetto alla necessità di andare ad attaccare la palla all’interno della rispettiva zona di competenza, cosa che nei 3 calci d’angolo del Genoa è stata stavolta osservata, in particolare nei due del secondo tempo, spazzati via rispettivamente da Castro e da Ndicka, con due precisi stacchi di testa dentro l’area piccola. E l’incubo del Real si è dissolto presto. Sotto con lo Slovan Bratislava. ■
Il Romanista Lunedì 19 ottobre 2026
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Tradita dai calci d’angolo nella sfida con il Real Madrid, la Roma è riuscita a sbloccare il risultato contro il Genoa proprio sfruttando una mischia da corner, con una prodezza di Castro 1 Soulé va a calciare cercando di infilare la palla sul primo palo, il Genoa marca a zona con marcature personalizzate nella linea davanti al fortino dell’area piccola 2 De Roon è il giocatore che viene incontro e che spizza la palla di testa in una zona dove Ndicka e soprattutto Castro vanno alla ricerca del controllo
3 L’attaccante argentino è il più lucido in quel fazzoletto di metri all’interno del quale sono in cinque a contendersi il pallone (i due romanisti con i tre difendenti del Genoa). Castro è velocissimo a controllare il pallone e ha un’accortezza che lo porterà a segnare: quando si sposta la palla sul sinistro, non tira subito come avrebbero fatto tanti altri, ma preferisce tornare sul destro 4 Qui l’intuizione: un tiro normale sarebbe respinto, il pallonetto inganna tutti e impedisce l’intervento al portiere
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La prodezza di Soulé alla base del gol di Lulli per il raddoppio della Roma 5 In questo dettaglio si nota la posizione di partenza dell’immarcabile azione che compirà l’argentino: entra in possesso del pallone sulla propria trequarti, in posizione laterale, fronte verso la tribuna e con due uomini a braccarlo 6 Con una doppia accelerazione/rallentamento, Mati parte in una fuga solitaria sulla fascia, con sterzata interna al campo e passaggio finale per Pellegrini , libero a sinistra all’ingresso in area
7 La bellezza dell’azione sta anche in tutto quello che accade di contorno: quando Soulé è entrato dentro al campo, Castro gli ha tagliato la strada davanti portandosi dietro Ostigaard, quando la palla è arrivata a Pellegrini sono stati altri due a tagliare in area (Rensch sull’esterno, Hermoso sull’interno) ingannando altri difensori. E mentre Lulli chiama il pallone (nel cerchio), Pelle restituisce la palla a Soulé 8 Il tiro di Soulé viene deviato di tibia da Ostigaard, la palla arriverà a Lulli, completamente solo: 2-0
Lunedì 19 ottobre 2026 Il Romanista
6 Romanismi
E LA ROMA CONTINUA FILA 16
Col Genoa in Tevere Dalla preoccupazione pre-partita per le tante assenze alla gioia finale Da Castro la rabbia di chi morde l’occasione, da Lulli la speranza che la storia può ripetersi
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a preoccupazione si taglia col coltello. Voltandoci indietro, vediamo comunque due pareggi ed una sconfitta («Alla fine, tre partite che non vinci«) e sentiamo ancora addosso il peso dell’inspiegabile («Abbiamo perso noi, mica vinto loro«, «c’hai ragione: è come se, a ‘n certo punto, hai deciso de perde, sennò nun se spiega», «su tre angoli in sette minuti: incredibile», «come le partite de mì fijo piccolo, che c’è uno che è già cresciuto e che è arto dù metri: er mister lo mette dentro pè i carci d’angolo e quello segna sempre. E tu lo sai da prima che sarà gò. M’è sembrato de rivive la stessa cosa»). C’è chi si spinge oltre, e parla del destino avverso e di nient’altro («Era segnata. Pensace ‘n attimo: la linea fatta cor Vinavil, sennò er pallone de Malen entrava, Mancini ammonito, Gollini che para, e er pallone je rimane lì: era destino». C’è chi, poi, lancia il cuore davvero verso un ignoto fatto di sogni («Vor dì che sarà più bello batteli in finale a casa loro«) e chi, tutto sommato, magari poco poco, ci crede («No, no a casa loro: se gioca nello stadio dell’Atletico»). Ma ci sta tutto. Perché poi, quando scorri la formazione e, soprattutto, la panchina, ti rendi conto che abbiamo talmente tanti ragazzini che è una fortuna che si giochi di sabato sera, e non di domenica sera, perché il giorno dopo (cito il mio amico Gabriele) avrebbero avuto scuola. Insomma, entriamo con addosso non la paura di non vincere, ma di fallire. Di vedere che il viaggio, quello che tutti – e che nessuno si nasconda – abbiamo immaginato, si sia bruscamente interrotto primo ancora di prendere il casello. Ovviamente, un po’ di attenzione, ma più per evitare polemiche che per altro, c’è nel pensare ad omaggiare, come meritano, DDR ed Elsha. E c’è, perché il momento, anche se non lo esplicitiamo, è delicato. La rosa è corta, un po’ perché ci manca quell’esterno benedetto, un po’ perché ti mancano «i quattro più
Gabriele Fasan gabriele.fasan@ilromanista.eu «Al Watford sono felice, ma un occhio sulla Serie A lo tengo sempre. Tornarci? Perché no. I tifosi della Roma sono speciali, vanno oltre il campo», sono le parole di Edoardo Bove alla Festa del cinema, all’interno di Spazio Coming Soon, a margine della conferenza stampa di presentazione di “In un battito”, il docufilm prodotto da Edoardo Leo con la regia di Giovanni Troilo. “Per fortuna la Roma ha vinto…” (il riferimento è alla gara col Genoa), si salutano così Edoardo & Edoardo, Bove e Leo all’arrivo alla conferenza. Dopo la delusione Real, il riscatto in campionato. Dopo una caduta, ci si rialza. Lo insegna Edoardo Bove con la sua storia, “iniziata” nel dicembre 2024 con l’arresto cardiaco in Fiorentina-Inter di campionato e la ripresa della sua carriera con il Watford a
Un dettaglio della Tevere durante Roma-Genoa MANCINI
forti«, che sono cinque, «perché aggiungo anche Cristante». Insomma, abbiamo capito che senza Svilar, Koné, Dybala e Malen, e aggiungo anche Cristante, non siamo quella Roma che trasmette sicurezza a tutta la Tevere, ma siamo una Roma che alimenta dubbi e paure. E che, quindi, sia meglio tralasciare, per un attimo, gli omaggi a due romanisti veri. E non è che i primi minuti aiutino a dissolvere questa sensazione sgradevole («è la prima volta che, il primo quarto d’ora, non è che non abbiamo solo tirato in porta ma è che proprio non siamo entrati nell’area loro»). E non bastano nemmeno la traversa di Balerdi («Questo è forte vero») ed il colpo di testa di Mora («Mora che segna de testa,
fa il paro con l’assurdità dei tre angoli de mercoledì…»), perché quando Elsha («E chi, se non lui?!») fa una cosa alla Elsha, la preoccupazione piano piano vira verso la certezza («E’ inutile: oggi perdemo»). L’intervallo diventa tutto una domanda con due sole, immancabili, risposte («In mezzo, deve mette Pellegrini pè dà ordine«, «Wesley, ce vole Wesley»), mentre in qualcuno aleggia il dubbio che «Lulli, con accanto Soulé, gioca male (?!): secondo me rende mejo quando c’è Dybala». Il problema è che anche i più ottimisti si rendono conto di un dato, e cioè che questa sia una squadra di undici che poco abbiano, sin qui, giocato insieme («Dimme quante volte Castro
ha giocato con De Roon o cò Pisilli…») e che, più che dal gioco, «oggi la vittoria può arrivare dalla giocata di uno». La fortuna è che noi, qualche credito, col Dio del Pallone ce l’abbiamo, soprattutto in questa settimana. Perché non passano cinque minuti che Castro inventa una giocata che, in Tevere, viene accolta col beneficio del dubbio («O ha fatto un capolavoro, o è un rimpallone con un avversario», «secondo me ha sbattuto addosso a uno», «non se poteva inventà ‘n pallonetto da lì: troppo poco spazio», «solo a Maradona, cò la punizione a due contro la Juventus, jo visto fa ‘na cosa der genere. Me sembra impossibile»). La realtà ci dirà, ma dopo, che Castro ha fatto proprio un capolavoro, per-
ché si è inventato un pallonetto in uno spazio inesistente. Che non sarà Maradona – ed a tanto nessuno si azzardi – però fa capire che, quest’anno, abbiamo due centravanti («Mentre ‘n’anno fa, de ‘sti tempi, ricordate quello che doveva succede pè mannalla dentro…»). A quel punto, lo capisci, ma solo a quel punto, che la possiamo portare a casa. Perché il Genoa non sembra potersi rendere pericoloso («Dimmi che altro hanno fatto prima e dopo la traversa?») e perché, stavolta, Gasp cambia e cambia bene. E quando Soulé nasconde la palla a tutti quelli che si approssimano lungo tutta la linea del fallo laterale, avversari e guardalinee compresi, a seguire parte una triangolazione da cui capisci che i calciatori che hanno tecnica devono sempre giocare insieme. E quando quell’azione finisce con quel ragazzino che non sa nemmeno come debba esultare uno che segna all’Olimpico («Nun sapeva che fa e dove annà!»), allora ti rendi conto che il viaggio è ripreso, e pure bene. E, finalmente, la Tevere si scioglie in un applauso per Elsha, ormai in panchina, e per DDR. Che, meglio di chiunque altro, conoscono quella preoccupazione che alberga in ciascun romanista quando speri che possa essere e invece no. E finisce. E finisce che abbiamo vinto. Che Gollini, in Campionato, non ha subito reti. Che Castro, il vice Malen, ha segnato. Che De Roon, se non fosse arrivato a Trigoria tre minuti fa, meriterebbe la fascia di Capitano. Che Soulé ha fatto Dybala. Che Mora «non è Baldanzi«. Che Lulli. E qui mi fermo. Perché Lulli, per alcuni seggiolini, è figlio di quella stessa madre che ha generato «Di Bartolomei, Righetti, Giannini, Totti, De Rossi, Florenzi«, è la prova che abbiamo un futuro, è il nostro destino, le nostre speranze, messe in mano ad uno dei nostri figli. Perché «Lulli che segna è la Storia della Roma che non finisce». E sono queste, tra tutte, le parole più belle. Poesia. Altissima poesia. ■
IL DOCUFILM
Bove raccontato “In un battito”: «Il mio sogno è il calcio» gennaio scorso. Un docufilm che parla «del ragazzo più che del calciatore» racconterà il suo «percorso interiore»: «Permettere di entrare in sfere così personali è difficile. Nel mondo del calcio non è frequente ma sono stato spinto dal desiderio di aiutare e ridare quello che ho ricevuto». Emozioni, come quelle provate all’Olimpico, quando è tornato con la Fiorentina in borghese e ha pianto a dirotto sotto la Sud: «È stato emozionante tornare a casa e ricevere quell’affetto che forse neanche sono riuscito a meritare sul campo. I tifosi della Roma sono anche questo, vanno oltre il campo». Emozioni anche per il ritorno col Watford: «È stata un’altra emozione grande, ma è stato
Edoardo Bove e Edoardo Leo durante la conferenza stampa di “In un battito”
difficile allenarmi, ci ho messo tempo e non ho giocato tanto. Il film non finisce bene, finisce “vero”. Perché io devo riconquistarmi tutto in campo e questa è una grande spinta per me». Poi uno sguardo al campionato e alla sua Roma: «È partita benissimo, ma il campionato è lungo, vediamo cosa succede. Tornare alla Roma un sogno? Ripeto che sono felice in Premier, era un mio obiettivo anche confrontarmi in carriera con altre realtà, ma non si sa mai. Più che un sogno magari tornare in Italia è una possibilità aperta». Dipenderà anche dai regolamenti, con la legge Bove che è stata calendarizzata in discussione a gennaio: «La differenza con l’Inghilterra attualmente è la
burocrazia: voglio chiarire che non è che in Inghilterra ti fanno firmare un foglio e giochi, ti fanno fare un sacco di visite. Qui invece c’è una tutela enorme dell’individuo, che è un bene, ma c’è la grande questione della responsabilità. Io mi sto spendendo dopo aver conosciuto le associazioni, fatte di gente che ha perso qualcuno di importante per le insufficienze che ci sono nel primo soccorso e voglio contribuire a formare fin da ragazzi le persone, per eliminare il tabù che rappresenta ancora soccorrere una persona e per fornire le competenze giuste». Intanto ieri sera, alla Festa del Cinema di Roma, la prima del film con Cristante e Pisilli presenti. ■
Il Romanista Lunedì 19 ottobre 2026
Il resto del mondo 7 LÌ BRATISLAVA
La carica di Yaya Touré: «Sensazioni positive» Lorenzo Paielli
Da sinistra verso destra Giada Greggi, Manuela Giugliano e Giada Pellegrino Cimò festeggiano la vittoria sul Milan, decisa proprio dai loro gol GETTY
FEMMINILE
POKER SUL MILAN VINTE TRE SU TRE
Al Tre Fontane Doppia Cimò, Giugliano e Greggi: è 4-2 Roma
4
Milan
2
Roma (4-1-3-2)
Baldi; Bergamaschi (1’ st Thøgersen), Antoine, Oladipo, Ottey; Rieke; Greggi, Giugliano, Doms (1’ st Pilgrim); Piemonte (22’ st Corelli), Pellegrino Cimò (30’ st Oliviero). N.e: Soggiu, Heatley, Jahnukainen, Van Dooren, Pandini, Babajide, Vergani, Piekarska Allenatore: Gianpiero Piovani
Milan (4-3-3)
Estévez Ogalla; Sorelli (35’ Piga), Park, Stokić, Nevado Gómez; Mascarello (24’ st Brighton), Grimshaw, Keijzer (24’ st Koivisto); Kyvåg, Fornés (15’ st Sesay), Soffia. N.e.: Tornaghi, Rainey, Arboleda Ortiz, De Sanders, Bonanomi, Taddei, Vitale Allenatore: Suzanne Bakker Reti: 10’ pt e 3’ st Pellegrino Cimò (R), 23’ e 29’ pt Grimshaw, 21’ st Giugliano (R), 45 + 5’ st Greggi (R)
tizione, contro il Milan. Al Tre Fontane, reduci dalla vittoria nel derby di due settimane fa, le ragazze di Piovani hanno sbloccato il risultato dopo appena 10’: su rinvio di Baldi - alla centesima presenza in Serie A - la sponda di testa di Greggi ha favorito l’assist di Giugliano. La numero 10 ha lanciato in campo aperto Pellegrino Cimò, che ha approfittato di una difesa del Milan inspiegabilmente alta per andare a segno. Le rossonere non si sono perse d’animo, trovando il gol del pari prima e del sorpasso poi in appena 6’: al
VITTORIA IN RIMONTA E VETTA CON INTER E COMO A PUNTEGGIO PIENO. SABATO LA JUVE, PIOVANI: «UNA FINALE»
23’ Grimshaw ha trasformato un calcio di rigore concesso per fallo di Bergamaschi su Stokic, quindi al 29’ la stessa centrocampista ha realizzato la propria doppietta personale. Ha risposto allora Cimò, realizzando anche lei la propria di doppietta: al 3’ della ripresa una sua conclusione da fuori ha colpito entrambi i pali, prima di infilarsi in porta. Al 66’ Giugliano con un colpo di testa ha realizzato il 3-2, quindi in pieno recupero ha chiuso i conti Greggi, brava in contropiede a saltare il portiere Estévez con un sombrero: 4-2 finale. Il Milan resta a 3 punti, la Roma sale a 9, prima insieme appunto al Como (che ha battuto la Juve, prossima avversaria delle giallorosse) e all’Inter, che ha avuto la meglio sul Parma. Piovani nel post partita: «Nel secondo tempo con un’altra marcia. Con la Juve una finale». L’appuntamento è a sabato, ore 18.30. ■
«Bello vincere il mio primo derby in Slovacchia, ma sto già pensando alla trasferta di Roma». Non si è fatto prendere troppo dalle emozioni, Yaya Touré, nelle parole arrivate dopo la vittoria senza storia contro lo Spartak Trnava, in casa dei rivali. Per lo Slovan, doppietta di Rahim Brahim e gol di Adam Griger. Un successo che accorcia le distanze tra le due squadre, con il club allenato da Yaya Touré a quota 20 punti, a meno uno dallo Spartak secondo in classifica, ma con una partita in più rispetto ai ragazzi allenati dall’ex centrocampista. «Sono molto soddisfatto della prestazione complessiva della squadra e di
SLOVACCHI REDUCI DALLA VITTORIA NEL DERBY. OGGI CONFERENZA E RIFINITURA ALL’OLIMPICO IN VISTA DELLA SFIDA CON LA ROMA diverse prestazioni individuali. Abbiamo meritato pienamente la vittoria, è una sensazione davvero fantastica. Dopo la partita, ho visto molti sorrisi negli spogliatoi, è un sollievo per tutti noi, ma dobbiamo anche concentrarci subito sulla preparazione per la prossima partita, perché lunedì voliamo a Roma. Le sensazioni sono positive», ha affermato lo stesso Touré. E proprio oggi, alle 17.15, il tecnico interverrà direttamente dallo Stadio Olimpico, accompagnato da un calciatore. Alle 18, invece, la rifinitura della squadra slovacca, al momento posizionata in fondo alla classifica di Champions League. Nelle prime due sfide, infatti, due ko contro il PSG e lo Stoccarda. ■
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Classifica
SQUADRE Inter Lazio Roma Milan Como Frosinone Cagliari Juventus Napoli Atalanta Lecce Sassuolo Torino Bologna Monza Parma Udinese Genoa Fiorentina Venezia
PT 19 19 17 15 14 13 13 11 10 9 9 8 7 5 4 4 4 4 4 3
G 7 7 7 7 7 7 6 7 7 7 7 7 6 7 6 6 7 7 7 7
V 6 6 5 4 4 4 4 3 3 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1 1
7ª giornata
Frosinone-Sassuolo Venezia-Napoli Bologna-Inter Roma-Genoa Udinese-Lecce Fiorentina-Como Milan-Atalanta Juventus-Lazio Monza-Cagliari Parma-Torino
N 1 1 2 3 2 1 1 2 1 0 0 2 1 2 1 1 1 1 1 0
P RF RS 0 21 9 0 14 4 0 16 3 0 14 7 1 12 7 2 13 9 1 6 3 2 9 8 3 10 7 4 10 11 4 9 12 3 12 14 3 7 9 4 6 10 4 9 15 4 4 10 5 9 16 5 5 13 5 8 17 6 6 16
2-1 1-0 3-1 2-0 0-3 1-3 3-2 0-3 oggi ore 18.30 oggi ore 20.45
Prossimo turno (25/10/2026) Torino-Monza Cagliari-Bologna Como-Sassuolo Napoli-Roma Lazio-Parma Inter-Fiorentina Atalanta-Frosinone Genoa-Venezia Lecce-Juventus Udinese-Milan
23/10 ore 20.45 24/10 ore 15 24/10 ore 15 24/10 ore 18 24/10 ore 20.45 25/10 ore 12.30 25/10 ore 15 25/10 ore 15 25/10 ore 18 25/10 ore 20.45
I marcatori
7 reti: Raimondo (Frosinone) 6 reti:Malen (Roma) 4 reti: Lautaro Martinez e Thuram (Inter), Varela (Monza), Maldini (Cagliari), Krstovic (Atalanta) 3 reti: Moreira e Rabiot (Milan), Kvernadze (Frosinone), Mastantuono (Fiorentina), Adzic (Sassuolo), Frattesi (Lazio), Osmaijc (Genoa), Calhanoglu (Inter), De Bruyne (Napoli), Ekkelenkamp (Udinese), Douvikas (Como) 2 reti: Koné, Soulé e Pisilli (Roma), C issé (Milan), Kamara (Udinese), Adams (Torino), Coulibaly e Thiago Gabriel (Lecce), Bremer e Zhegrova (Juventus), Hojlund (Napoli) 1 rete: Mora, Hermoso, Castro e Lulli (Roma)
Adrien Rabiot, centrocampista del Milan GETTY
I prossimi impegni della Roma
Arbitro: Liotta (Valcaccia-Scala). IV Uomo: Riglia. FVS: Nicodemo
Roma-Slovan
UCL
20/10
Napoli-Roma
Serie A
24/10
Note: Spettatori 1331. Recupero: 1’ + 6’. Ammonite: Park (M), Rieke (R)
Roma-Cagliari
Serie A
27/10
Udinese-Roma
Serie A
31/10
Man United-Roma
UCL
03/11
Roma-Sassuolo
Serie A
07/11
S
Pietro Laporta pietro.laporta@ilromanista.eu embra per il momento destinato a ruotare attorno al triangolo Milano-Como-Roma lo Scudetto. Il concetto, appare adatto sia per la Serie A maschile che per quella Femminile: in testa alla classifica, dopo tre giornate, ci sono Roma, Como e Inter. Le giallorosse ci arrivano grazie alla vittoria di ieri, la terza in altrettante partite disputate nella compe-
Yaya Touré al Parco dei Principi col PSG GETTY DIRETTORE RESPONSABILE
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Una bellissima sequenza di scatti al mare con la piccola Gia, per il post di auguri che Paulo Dybala ha dedicato a sua moglie Oriana per il compleanno: «Il tuo primo da mamma! Ti amiamo»
Testata registrata presso il Tribunale di Roma il 25 maggio 2017 al numero 84
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