Mentre i Giochi Olimpici estivi mancano da 66 anni e chissà quanto tempo dovrà passare ancora per rivederli, quelli invernali tornano per la terza volta in Italia, a vent’anni esatti da Torino 2006. L’edizione di Milano Cortina si annuncia interessante, perché coinvolge due regioni e alcune località montane di pregio del nostro Paese. Oltre all’aspetto sportivo, questi Giochi devono servire da volano per il turismo, così importante per il Pil dell’Italia. Come sempre arriviamo con il patema di non aver fatto le cose come sono state programmate, ma speriamo che gli orrori di Italia ’90 siano solo un deplorevole ricordo e da lombardi siamo fiduciosi nella bontà delle strutture e della loro sostenibilità. Naturalmente, come per l’atletica leggera nella rassegna a cinque cerchi estiva, sulla neve l’interesse maggiore è per lo sci alpino, che si divide tra le storiche piste di Cortina e quelle altrettanto belle della Valtellina. Ma siamo certi che anche le altre discipline del programma saranno seguite con interesse, soprattutto se gli azzurri si faranno valere, come è accaduto nel 2006. Buona Olimpiade invernale a tutti. Fabio Varesi
Società editrice: UP Uggeri Pubblicità Piazza Fiume, 17 - Cremona
Supplemento al nº 5 de: edizione del 31 Gennaio 2026
Dir. responsabile: Vanni Raineri Testi: Fabio Varesi Grafiche: Gianluca Galli
Nello
sci le speranze di medaglie sono al femminile
L’Italia della neve è rosa
Nelle prove alpine
Brignone e Goggia, nel biathlon Wierer e Vittozzi e nello snowboard Moioli puntano al podio
Obiettivo dichiarato fare meglio delle 17 medaglie (solo 2 d’oro) conquistate quattro anni fa a Pechino. La squadra azzurra ci tiene tanto a ben figurare in patria, anche se la concorrenza è numerosa e ben agguerrita. Sulla neve le migliori frecce azzurre sono quasi tutte al femminile. Partiamo dallo sci alpino, che si affida a due veterane come Federica Brignone e Sofia Goggia. La prima ha vinto quasi tutto nel 2025 (coppa generale, di discesa e di gigante e oro mondiale), prima della terribile caduta del 3 aprile durante i Campionati Italiani di slalom gigante, con frattura scomposta del piatto tibiale che le ha fatto seriamente temere di dover saltare le Olimpiadi. Con la sua proverbiale determinazione, vuole gareggiare a Milano Cortina, ma non si sa in che condizioni, visto che arriva alle prove olimpiche con pochissime gare ufficiali (è rientrata in gigante a Plan de Corones con un ottimo 6º posto). Ma con il tifo del suo pubblico, proverà ad andare oltre i suoi attuali limiti. Al contrario, la Goggia sta bene fisicamente, ma continua ad avere un rendimento altalenante. Però in discesa è tra le favorite e dopo l’oro di Pyeongchang e l’argento di Pechino, cerca il tris a casa sua. Poche chance hanno gli altri azzurri, anche se Giovanni Franzoni (vittorioso sulla mitiche pista di Wengen e Kitzbühel), Dominik Paris, Florian Schieder nella velocità e Alex Vinatzer nelle prove tecniche possono imbroccare la giornata giusta.
Nel biathlon le reginette azzurre sono Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi. La Wierer, tre volte campionessa del
mondo individuale e un oro in staffetta, oltre a 71 podi in Coppa del Mondo (diciannove vittorie individuali), ha la fortuna di gareggiare ad Anterselva dove è nata e ha mosso i primi passi sugli sci. Dopo le Olimpiadi chiuderà la sua grande carriera e lo vuole fare con una medaglia. La Vittozzi ha vinto nel 2024 la Coppa del Mondo assoluta e l’oro mondiale a Nove Mesto, ma nella scorsa stagione è rimasta ferma per un infortunio alla schiena. Ora però è rientrata alla grande e va annoverata tra le pretendenti ad almeno un podio. Il biathlon azzurro è anche al maschile, grazie a Tommaso Giacomel, che ai Mondiali del 2025 ha dimostrato di essere tra i migliori (argento). Arriva alle Olimpiadi molto carico dopo le due vittorie in Coppa del Mondo a Oberhof, ma per puntare in alto dovrà essere preciso al tiro, visto che ogni tanto risulta un po’ falloso.
Anche nello snowboard l’Italia è ben rappresentata. Michela Moioli, oro olimpico nel cross di Pyeongchang, quest’anno è tornata in gran forma e vuole essere protagonista sia nella prova individuale, sia in coppia con Lorenzo Sommariva. Le altre speranze azzurre sono Maurizio Bormolini, Mirco Felicetti e Roland Fishnaller nello slalom parallelo. Quest’ultimo, a 45 anni, continua a restare ai vertici e in questa stagione in Coppa si è imposto a Carezza e a Scuol in Svizzera. Con il tifo del pubblico di casa vuole ancora una volta stupire tutti.
Anche nel freestyle non mancano gli atleti di punta. Simone De Romedis, nello ski cross, lo scorso 12 dicembre ha riportato l’Italia sul podio di Coppa del Mondo dopo ben 16 anni. Quinto a Pechino nel 2022, stavolta vuole fortemente salire sul podio. Jole Galli ha fatto doppietta nel 2025 nello ski cross (a Passo San Pellegrino e a Guduri in Georgia) ed ha la fortuna di gareggiare per le medaglie a Livigno, dove è cresciuta. Da seguire anche i fratelli Miro e Flora Tabanelli, oro agli X Games di Aspen in Colorado nella specialità big air. Malgrado la giovane età e i postumi di un infortunio per Flora, possono far bene nelle prove olimpiche. Nello sci alpinismo, infine, fari puntati su Michele Boscacci e Alba De Sivestro, che hanno iniziato la Coppa del Mondo con una vittoria, che li annovera tra i pretendenti al podio.
Sofia Goggia
Federica Brignone
Dorothea Wierer
A Torino 2006 il primo di 11 podi olimpici (record azzurro) Fontana, 20 anni dopo
Uno dei due titoli olimpici azzurri di quattro anni fa è arrivato in una specialità che in Italia è diventata popolare grazie alle imprese di Stefania Constantini e Amos Mosaner, oro vincendo tutte le gare. Impresa non isolata, visto che la coppia si è ripetuta ai Mondiali del 2025 a Fredericton in Canada, anche in questo caso senza perdere nemmeno un match. Stavolta la pressione sarà tutta sulle loro spalle, ma hanno la freddezza necessaria per essere ancora protagonisti. Sempre sul ghiaccio, uno dei simboli della spedizione azzurra è Arianna Fontana, reginetta dello short track, che ha esordito ben 20 anni fa a Torino 2006, vincendo il bronzo in staffetta. Quella è stata la prima di 11 medaglie olimpiche (record azzurro) conquistate dalla ragazza di Sondrio, due delle quali d’oro nei 500 metri. Alle soglie dei 36 anni ha la possibilità di concludere la carriera con un’altra Olimpiade casalinga e lo vorrà fare ancora una volta da protagonista. Da seguire anche Pietro Sighel, bronzo mondiale nel 2025 sui 1000 metri e due volte sul podio a Pechino, bronzo nella staffetta maschile e argento in quella mista. Per quanto riguarda il pattinaggio di velocità, le punte azzurre sono tre. Davide Ghiotto, bronzo olimpico nel 2022 e oro mondiale sui 10000 metri per tre volte consecutive dal 2023 al 2025, è tra i pretendenti al podio, come Andrea Giovannini, che nella mass start è campione del mondo in carica. I due con Michele Malfatti hanno conquistato l’argento agli ultimi Mondiali e formano una squadra di grande livello. E poi c’è Francesca Lollobrigida, alla quarta Olimpiade. A Pechino ha conquistato un bronzo nei 3000 metri e un argento nella mass start ed essendo campionessa del mondo in carica dei 5000, va annoverata tra le favorite in tutte le gare alle quali parteciperà. Passiamo allo slittino, che all’Italia ha regalato nella storia 18 medaglie (di cui 7 d’oro). Stavolta ci provano Leon Felderer, Verena Hofer e la coppia
L’eterna campionessa cerca il terzo oro nello short track. L’Italia punta anche sui campioni in carica del curling
Ivan Nagler-Fabian Mallerier, tutti protagonisti in Coppa del Mondo e quindi a caccia del podio. Nel bob, invece, nutriamo qualche speranza con Patrick Baumgartner, che sulla nuovissima pista di Cortina (insieme a Eric Fantazzini, Robert Mircea e Lorenzo Billotti) proverà a rinverdire nel bob a 4 dei fasti del passato.
Concludiamo con lo sci di fondo, che si affida al grande vecchio Federico Pellegrino per avere chance di medaglia. Nelle prove sprint vanta due argenti e vuole fare tris prima di ritirarsi. Oltre che nell’individuale, gareggerà anche in coppia con Elia Barp, con il quale ha conquistato un secondo posto a Davos in Coppa del Mondo.
Stefania Constantini e Amos Mosaner
Federico Pellegrino
Arianna Fontana
IL CALENDArIO
MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO
19.05 - Curling: round robin doppio misto
GIOVEDÌ
5 FEBBRAIO
10.05 - Curling: round robin doppio misto
12.10 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
14.35 - Curling: round robin doppio misto
14.40 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
16.40 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
19.05 - Curling: round robin doppio misto
19.30 - Snowboard: qualificazioni big air maschile
21.10 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
VENERDÌ 6 FEBBRAIO
09.55 - Pattinaggio di figura: team event
10.05 - Curling: round robin doppio misto
12.10 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
14.35 - Curling: round robin doppio misto
14.40 - Hockey su ghiaccio: turno preliminare femminile
10.45 - Sci freestyle: finale aerials a squadre miste
11.00 - Sci di fondo: mass start 50 km tecnica classica maschile
12.00 - Sci freestyle: finale ski cross maschile
13.30 - Sci alpinismo: finale staffetta mista
14.05 - Curling: finale 3°-4° posto femminile
14.15 - Biathlon: mass start 12,5 km femminile
15.00 - Pattinaggio di velocità: mass start maschile
15.00 - Pattinaggio di velocità: mass start femminile
19.00 - Bob: 3ª e 4ª manche bob a due femminile
19.05 - Curling: finale 1°-2° posto maschile
19.30 - Sci freestyle: finale halfpipe femminile
20.00 - Pattinaggio di figura: gala di esibizione
20.40 - Hockey su ghiaccio: finale 3°-4° posto maschile
DOMENICA 22 FEBBRAIO
10.00 - Bob: 3ª e 4ª manche bob a quattro maschile
10.00
11.05
- Sci di fondo: mass start 50 km tecnica classica femminile
- Curling: finale 1°-2° posto femminile
13.40 - Hockey su ghiaccio: finale 1°-2° posto maschile
19.00 - Cerimonia di chiusura
EVIDENZIATi gli eventi da medaglia
In Televisione: sui canali Rai in chiaro e sui canali Eurosport (per abbonati Dazn)
onoranzefun eb rigras si.com
Lo svizzero e il norvegese (con la Shiffrin) sono tra i più attesi
Odermatt e Klaebo, le star
I dominatori dello sci alpino e il re del fondo i personaggi da vetrina, insieme all’incredibile 41enne Lindsey Vonn
A parte gli azzurri, i personaggio copertina di Milano Cortina 2026 sono quattro, tre dei quali grandi protagonisti dello sci alpino. Tra gli uomini, la star assoluta è lo svizzero Marco Odermatt, 53 vittorie in Coppa del Mondo, un oro olimpico e tre mondiali, ma soprattutto dominatore della Coppa di cristallo da cinque anni. Re indiscusso del gigante, spesso vince anche in supergigante e in discesa libera, quindi ha l’ambizione di conquistare tre ori, anche se non sarà comunque facile. Ma la sua freddezza gli permette di non sbagliare negli appuntamenti che contano, quindi la sua sfida è sicuramente da seguire. Fari puntati anche su Mikaela Shiffrin, 108 vittorie in Coppa del Mondo, 70 delle quali in slalom speciale, nel quale non ha rivali. Dopo il grave infortunio patito nel gigante di Killington a fine novembre 2024, ha perso competitività tra le porte larghe e ha deciso di non gareggiare più in velo-
cità, ma tra i pali stretti è tornata imbattibile e in questa stagione solo la svizzera Camille Rast (oro iridato a Saalbach-Hinterglemm nel 2025) sembra poterle dare fastidio. Ai Giochi Olimpici vanta “solo” due ori, il primo a Sochi 12 anni fa quando non aveva ancora compiuto 19 anni, naturalmente in speciale, e ha vinto il gig ante a Pyeongchang 2018 (in quella edizione ha conquistato anche l’argento in combinata). Quattro anni fa, stranamente fuori forma, ha steccato in tutte le gare e per una dominatrice come lei, è stato clamoroso. Alla sua quarta Olimpiade vorrà quindi rimpinguare il suo bottino, francamente un po’ magro per una sciatrice come lei. Oltre a essere favoritissima
in slalom, può vincere anche nella nuova combinata a squadre, che fa il suo esordio olimpico, dopo essere entrata nel programma degli ultimi Mondiali e vinta proprio dalla Shiffrin in coppia con Breezy Johnson. Altro personaggio da seguire con interesse è Lindsey Vonn, nata Kildow, che a 41 anni suonati è tor nata a vincere in Coppa del Mondo in discesa libera (due volte). Per anni dominatrice del circo bianco, vanta 84 successi in Coppa, ma “solo” due titoli iridati e un oro olimpico. Già in gara a Salt Lake City nel 2002, si è imposta solo a Vancouver nel 2010 in discesa. Ritiratasi nel 2019, nel novembre del 2024 ha deciso il clamoroso rientro, ma nessuno pensava potesse tornare a questi livelli, tanto che nelle prove veloci le favorite dovranno fare i conti con lei.
L’ultima star di Milano Cortina è il fondista Johannes Høsflot Klaebo, che a 29 anni vanta un palmares incredibile: 5 ori olimpici, 15 mondiali, 5 Coppe del Mondo generali e 7 nella sprint (per un totale di 103 podi con 80 vittorie). Nelle precedenti due Olimpiadi ha dominato nelle sprint, oltre a vincere in staffetta nel 2018, ma è diventato anche fortissimo nelle prove più lunghe, tanto da essere accostato al suo grande connazionale del passato Bjørn Daehlie. In questa edizione vuole lasciare il segno.
Johannes Høsflot Klæbo
Mikaela Shiffrin
Marco Odermatt
Con la Compagnoni ha regalato all’Italia ori incredibili Tomba, eroe delle nevi
Quella che sta per iniziare è la 25ª edizione dei Giochi Olimpici invernali, che non hanno certamente la cassa di risonanza di quelli estivi, ma che hanno accresciuto la loro popolarità da quando (nel 1994) non vanno più in scena nello stesso anno con le Olimpiadi estive. Dopo esattamente 20 anni la rassegna sulla neve e sul ghiaccio torna in Italia, quando Torino ha organizzato i Giochi invernali del 2006, a sua volta riapprodati nel nostro Paese dopo 50 anni da Cortina 1956. È lungo l’elenco dei grandi campioni che hanno illuminato la scena negli ultimi decenni. Senza far torto a nessuno, cerchiamo di ricordare le imprese (soprattutto quelle azzurre) entrate nelle memorie dello sport della neve. L’Italia vanta un medagliere complessivo di 141 podi (42 ori, 43 argenti e 56 bronzi) e si colloca al 12° posto (10° se non si considerano Unione Sovietica e Germania Est che non esistono più). Al comando c’è la Norvegia con 405 medaglie (di cui 148 d’oro), davanti agli Stati Uniti (113 ori), ma in vetta ci sarebbe la Germania sommando le medaglie conquistate dai tedeschi, prima e dopo il Muro di Berlino. Il maggior numero di ori per l’Italia è arrivato dallo sci alpino (14) grazie a campioni indimenticabili come Zeno Colò (a Oslo in discesa nel ’52), Gustav Thöni (a Sapporo nel ’72 in gigante), Piero Gros (a Innsbruck ’76 in speciale davanti a Thöni), Alberto Tomba (due successi a Calgary ’88 e uno a Albe rtville ’92 in gigante e speciale), Giuliano Razzoli (in speciale a Vancouver 2010), senza dimenticare il meno noto successo di Josef Polig in combinata nel ’92. Tra le donne, il primo oro è arrivato nel 1984 a Sarajevo con Paoletta Magoni (in slalom speciale), al quale ha fatto seguito il fantastico tris di Deborah Compagnoni (nel 1992 in supergigante, nel 1994 a Lillehammer e a Nagano nel 1998 in slalom gigante). Nel 2002 a Salt Lake City arrivò l’inatteso oro di Daniela Ceccarelli in supergigante (unico successo
Il bolognese ha reso lo sci popolarissimo in Italia con le sue imprese soprattutto a Calgary nel 1988, mentre la valtellinese è la sciatrice italiana più vincente di tutti tempi nelle Olimpiadi invernali
in carriera per l’atleta romana) e la meritata vittoria di Sofia Goggia in disces a libera a Pyeongchang 2018. In campo straniero, mitici sono Toni Sailer (tre ori a Cortina ’56) e Jean-Claude Killy (tris d’oro a Grenoble ’68). Mai più nessuno ha fatto tripletta nelle tre gare tradizionali (discesa libera, slalom gigante e speciale), ma da allora la specializzazione degli sciatori rende la vita più difficile anche ai più forti in epoche recenti, come l’austriaco Marcel Hirscher (due ori in speciale e combinata nel 2018).
Jean-Claude Killy, 3 ori a Grenoble ’68
Alberto Tomba in trionfo a Calgary ’88
Deborah Compagnoni con le medaglie di Nagano ’98
Gustav Thöni, oro a Sapporo ’72
Per Daehlie e Bjørgen 8 ori a testa, ma l’Italia ha i suoi miti
Fondo, scrigno norvegese
Meritano citazione anche Ingemar Stenmark (forse il più grande sciatore di tutti i tempi, due ori a Lake Placid 1980), il norvegese Kjetil André Aamodt (4 ori in tre diverse Olimpiadi), la tedesca Rosi Mittermaier e Hanni Wenzel del Liechtenstein (due ori e un argento a Innsbruck ’76 e Lake Placid ’80), la svizzera Vreni Schneider (tre ori nelle prove tecniche nell’88 e nel ’94), la croata Janica Kostelic (4 ori e due argenti tra Salt Lake City e Torino), le tedesche Katja Seizinger e Maria Riesch (tre ori a testa tra il ’94 e il 2014) e la più vittoriosa di sempre in Coppa del Mondo, l’americana Mikaela Shiffrin, due ori, ma tra le favorite tra i pali stretti anche a Milano Cortina. Passando allo sci di fondo (o nordico, come lo chiamano in Scandinavia), sono 9 i trionfi azzurri, il primo con Franco Nones nella 30 km a Grenoble 1968. Un successo clamoroso, perché a quei tempi era difficile strappare un oro agli scandinavi e ai sovietici. Vent’anni dopo Maurilio De Zolt è tornato sul podio (nella 50 km a Calgary). Il “grillo del Cadore” ho poi vinto l’oro in staffetta (insieme a Vanzetta, Albarello e Fauner) nello storico sprint a Lillehammer davanti alla favoritissima Norvegia. Gli altri due ori in campo maschile sono arrivati a Torino 2006 con Giorgio Di Centa nella 50 km e ancora in staffetta (lo stesso Di Centa insieme a Valbusa, Piller Cottrer e Zorzi). La famiglia Di Centa ha regalato altri due ori all’Italia, con le imprese di
Gli azzurri hanno conquistato nella staffetta due vittorie che sono indimenticabili. Il re dello slittino è Zoeggeler
Manuela a Lillehammer nel 1994, mentre Stefania Belmondo i due ori li ha vinti ad Albertville ’92 e a Salt Lake City dieci anni dopo, dove trionfò anche Gabriella Paruzzi. Nel fondo i miti sono sicuramente Bjorn Daehlie e Marit Bjørgen, otto ori e quattro argenti (come il re del biathlon Ole Einar Bjørndalen), mentre Johannes Høsflot Klæbo vanta 5 ori, ma è ancora in attività. Ci sono poi i 7 ori azzurri nello slittino (due di Zoeggeler e altrettanti di Paul Hildgartner), disciplina che ha sempre regalato grandi soddisfazioni ai colori azzurri, mentre dal bob sono arrivati quattro successi, due grazie al mitico Eugenio Monti (soprannominato il “rosso volante”), trionfatore sia nel bob a due (con Luciano De Paolis) che nel bob a quattro (con lo stesso De Paolis, Armano e Zandonella) a Grenoble nel ’68. L’ultimo oro è datato 1998 (a Nagano), dove Gunther Huber e An-
tonio Tartaglia vinsero nel bob a due a pari merito con il Canada. Il pattinaggio sul ghiaccio di velocità, da sempre terreno di caccia di olandesi e americani, ha avuto il suo apice azzurro proprio a Torino, con un super Enrico Fabris, che ha trionfato nei 1500 e nella staffetta con Matteo Anesi, Ippolito Sanfratello e Stefano Donegrandi. Il ghiaccio ha regalato tante soddisfazioni all’Italia anche nello short track, grazie soprattutto a un’eterna Arianna Fontana, già sul podio nel 2006, oro nei 500 metri a Pyeongchang 2018 e a Pechino 2022 (oltre a 4 argenti e 5 bronzi). Veniamo ora a due discipline relativamente giovani: lo snowboard e il curling. Nel primo, la reginetta azzurra è Michela Moioli, oro nel cross nel 2018 e nel secondo la coppia Amos Mosaner e Stefania Costantini ha battuto tutte le nazioni più forti, strabiliando il mondo a Pechino 2022.
Ingemar Stenmark
Bjørn Dæhlie
Marit Bjørgen
Armin Zoeggeler Enrico Fabris Giorgio Di Centa
3 Novembre 2025
Salone d’onore del Coni - Foro Italico – ROMA
Alla Canottieri Bissolati viene conferito il Collare d’Oro al Merito Sportivo, la più alta onorificenza dello sport italiano, “per riconoscere i più alti successi sportivi conseguiti e per l’impegno e la dedizione allo sviluppo dello sport espressi dall’Associazione in oltre 100 anni di storia”
BISSOLATI: DA SEMPRE LO SPORT PER TUTTI
BISSOLATI: DA SEMPRE LO SPORT PER TUTTI
DIVENTA SOCIO BISSOLATI
PROMOZIONI dal 1° Gennaio 2026
NUOVO SOCIO
Quota d’ingresso 4.000 €
Pagabili anche in 5 anni
CONIUGI E CONVIVENTI
Quota d’ingresso 1.500 €
Pagabili anche in 5 anni
Seguici e partecipa sui social e scarica la nostra app
PULIZIE CIVILI E INDUSTRIALI
Il nostro è un servizio di pulizia professionale organizzato, controllato e misurabile. Operiamo con un approccio scientifico, tecnologie avanzate e una struttura tecnica dedicata, per trasformare ogni ambiente in uno spazio più sano, efficiente e realmente rigenerato.