CONTRO IL GENOA CONTRO LA ROMA
CREMONESE - GENOA 0 - 0
CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto; Zerbin (87’ Floriani Mussolini), Thorsby, Maleh, Payero (58’ Grassi), Pezzella (72’ Barbieri); Djuric (72’ Sanabria), Vardy (58’ Bonazzoli). All.: Davide Nicola.
GENOA (3-5- 2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy (71’ Martin), Junior Messias (71’ Baldanzi), Frendrup (89’ Amorim), Malinovskyi, Ellertsson; Colombo (71’ Ekhator), Vitinha (60’ Ekuban). All.: Daniele De Rossi.
ARBITRO: Simone Sozzadi Seregno.
NOTE: ammoniti Pezzella, Terracciano. S pettatori 13.128 (paganti 4.920, abbonati 8.208).
GLI AVVERSARI
ROMA - CREMONESE 3 - 0 ( 0 - 0 )
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ndicka, Mancini, Ghilardi (46’ El Aynaoui); Celik (85’ Ziolkowski), Cristante, Koné, Wesley; Pellegrini (71’ Pellegrini), Zaragoza (56’ Venturino); Malen. All.: Gian Piero Gasperini.
CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Luperto, Folino; Zerbin (73’ Faye), Thorsby, Maleh, Payero (49’ Bondo), Pezzella (73’ Djuric); Bonazzoli, Sanabria (63’ Vardy). All.: Davide Nicola.
ARBITRO : Marco Di Bello di Brindisi.
RETI : 59’ Cristante, 76’ Ndicka, 86’ Pisilli.
NOTE : ammoniti Thorsby e El Aynaoui.
Felice Garzilli ha il cuore diviso a metà
Dodici campionati, 358 partite ufficiali (72 in serie A) con la maglia della Cremonese. Felice Garzilli, classe 1958, è uno dei grandi protagonisti della storia grigiorossa. Difensore arcigno, marcatore implacabile, combattente sino all’ultima goccia di sudore. Felice è nato a Trani, ma quando aveva nove mesi la sua famiglia si è trasferita a Milano. «Ho cominciato a giocare da bambino nella famosa Aldini e ricordo il giorno in cui abbiamo battuto i pari età dell’Inter. Una grande soddisfazione per un tifoso milanista come me. Qualche settimana dopo gli osservatori rossoneri mi hanno chiamato per vestire la maglia del Milan. Quel giorno ho toccato il cielo con un dito, il sogno si avverava. Ho fatto cinque anni nelle giovanili e nel 1974 sono anche entrato nella rosa della prima squadra. Poi un anno a Iglesias, tre a Teramo e nel 1979 la chiamata della Cremonese. Due anni in grigiorosso, una mezza stagione alla Reggina (allora il mercato si chiudeva a novembre) e poi di nuovo il ritorno a Cremona, dove ho giocato per dieci stagioni consecutive. E quando ho smesso nel 1992 ho deciso di restare a vivere qui». Con la maglia grigiorossa

tante le soddisfazioni... «Gli anni della serie A, ma soprattutto la vittoria a San Siro in Coppa Italia contro l’Inter. La cosa più importante è che allora si è formato un gruppo di giocatori in cui contava, oltre al lavoro sul campo, anche l’amicizia. Non è un caso che oggi, a distanza di oltre 30 anni, ci si trovi spesso per stare ancora insieme. Con Montorfano, Rizzardi, Nicoletti, Viganò e altri andiamo nei club grigiorossi, siamo spesso allo Zini, ci troviamo a tavola. Perché la Cremo è il grande nostro amore». Allora la società era una famiglia, non c’erano ancora i procuratori, il rapporto con la gente era quotidiano. «Oggi il calcio è cambiato, non esistono più giocatori “bandiera’”, quelli che per anni indossano sempre la stessa maglia. Arrivare a 358 partite come me è quasi impossibile. E poi si lanciavano i giovani. Favalli diceva sempre che se un giocatore aveva richieste da grossi club, era giusto lasciarlo libero di decidere. Ma tante volte la Cremonese diceva no, io dopo la retrocessione avevo avuto offerte dal Como, ma non ci fu mai il via libera». A proposito di giovani ci sono giocatori che a Cremo-

na hanno avuto il trampolino di lancio per una grande carriera. Mi riferisco a Beppe Favalli, che poi vincerà proprio con il Milan una Champions e un Mondiale per club. «Beppe era bravo, ha meritato questa grande carriera. È l’unico giocatore che cresciuto nella Cremonese ha fatto strada con la maglia rossonera». Parliamo del Milan di oggi... «La squadra di Allegri gioca senza vere punte di ruolo e questo è un problema. È vero che ha uomini di qualità in grado di trovare la via del gol, ma alla lunga questa situazione si fa sentire. Ogni tanto rivedo le nostre partite con il Milan di Van Basten. Non c’è paragone». E la Cremo? « È una squadra che deve avere più coraggio. Lo dicevo mesi fa quando la classifica era decisamente bella. Proprio allora avrebbe dovuto giocare in modo più spavaldo, forte dei tanti punti raccolti. Adesso è costretta a rischiare, ma le possibilità di raggiungere il traguardo ci sono tutte. Mondonico mi diceva sempre: “Giochi bene sulla tua punta quando ti corre dietro”. E Mazzia mi ricordava di spingere al massimo, mai di aspettare. Concetti che sono ancora attuali e validi anche per la Cremo di oggi».


Garzilli alla Cremo...
... e nel Milan
24ª GIORNATA 8 febbraio 2026
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26ª GIORNATA 22 febbraio 2026
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28ª GIORNATA 8 marzo 2026
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