CONTRO IL TORINO CONTRO IL NAPOLI
CREMONESE - TORINO 0 - 0
CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto (84’ Barbieri), Pezzella; Floriani Mussolini (69’ Zerbin), Bondo, Grassi (73’ Payero), Vandeputte (59’ Okereke); Bonazzoli, Sanabria (84’ Djuric). All.: Marco Giampaolo.
TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Maripan (67’ Marianucci), Ebosse; Pedersen, Casadei, Gineitis, Obrador (76’ Biraghi); Vlasic (76’ Anjorin); Simeone (67’ Njie, 90’ Kulenovic), Adams. All.: Roberto D’Aversa.
ARBITRO: Michael Fabbri di Ravenna.
NOTE: ammoniti Coco, Ebosse, Njie. Spettatori totali: 12.242 (paganti 4.034, abbonati 8.208).
GLI AVVERSARI
NAPOLI - CREMONESE 4 - 0 ( 3 - 0 )
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic; Olivera (53’ Beukema), Rrahmani Buongiorno; Politano (53’ Mazzocchi), Lobotka (53’ Gilmour), McTominay, Gutierrez; De Bruyne (75’ Elmas), Alisson; Hojlund (61’ Giovane). All.: Antonio Conte.
CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto (61’ Folino), Pezzella; Floriani Mussolini (46’ Vandeputte), Bondo (46’ Grassi), Maleh (77’ Barbieri), Okereke (46’ Zerbin); Payero, Bonazzoli. All.: Marco Giampaolo.
ARBITRO: Daniele Doveri della sezione di Roma 1. RETI: 3’ McTominay, 44 aut. Terracciano, 45’+3 De Bruyne, 52’ Alisson Santos.
Malgrado i problemi societari la Lazio può sognare la Coppa
In una delle stagioni più difficili della sua storia recente, la Lazio è riuscita a ricompattarsi e ad ottenere il massimo consentito con una rosa che non si è potuta rinforzare. Merito di Maurizio Sarri, che nelle difficoltà si esalta, malgrado una piazza che ha voltato le spalle alla squadra per protesta nei confronti della presidenza Lotito. Eppure la resilienza dei biancazzurri, oltretutto falcidiati dagli infortuni, ha fruttato una finale di Coppa Italia (la 14^ della sua storia), da affrontare all’Olimpico contro l’Inter la sera del 13 maggio. Fino ad allora, l’obiettivo della Lazio è onorare il campionato, schierando qualche riserva e soprattutto facendo attenzione a non perdere per infortunio i titolarissimi. Con il mercato bloccato a causa della situazione economi-
le finali di Coppa Italia 14
ca del club, la Lazio in estate si è limitata a far rientrare alla base qualche prestito, mentre a gennaio si è dovuta privare di elementi importanti come i centrocampisti Guendouzi (al Fenerbahce) e Vecino (al Celta Vigo), l’attaccante Castellanos (al West Ham), oltre al portiere Mandas (al Bournemouth), al posto dei quali sono arrivati l’estremo difensore Motta (dalla Reggiana), il centrocampista Taylor (dall’Ajax), gli attaccanti Maldini (dall’Atalanta) e Ratkov (dal Salisburgo). Ricambi sulla carta poco efficaci, ma il portiere Motta è stato l’eroe di Coppa a Bergamo e Taylor si è dimostrato un ottimo elemento. Poi ci sono le certezze Romagnoli, Nuno Tavares, Isaksen, Zaccagni e Noslin a rendere la Lazio comunque competitiva.
Il portiere Motta
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Dezotti: «Saluti dall’Argentina e forza Cremo»
«Sapete quale è stata la più grande fortuna della mia carriera calcistica in Italia? Quando Erminio Favalli nell’estate del 1989 è andato a Roma per parlare con i dirigenti della Lazio e chiedere il mio trasferimento alla Cremonese». Queste sono le parole di Gustavo Abel Dezotti, attaccante argentino, uno dei protagonisti della storia grigiorossa. «A Roma avevo giocato 29 partite e segnato solo tre gol, anche perché spesso venivo utilizzato in un ruolo non adatto alle mie caratteristiche. Ero arrivato in Italia dopo sei anni giocati a Rosario con la maglia degli Newell’s Old Boys, non è stato facile andare via dal mio Paese e ripartire con un calcio comunque diverso da quello argentino. La Cremonese è stata una opportunità, anche se in quel momento avrei voluto una destinazione più importante. La squadra era in serie A, ma stava facendo fatica. Favalli mi ha fatto parlare con il presidente Luzzara e lì ho capito che a Cremona avrei trovato l’ambiente giusto». Dezotti arriva a Cremona con Burgnich in panchina. Segna 13 gol, ma alla fine la Cremo retrocede in serie B. «Avevamo una buona squadra - dice Dezotti - ma non siamo riusciti


nell’impresa. L’anno dopo siamo partiti male con Burgnich, a metà campionato eravamo molto indietro. Poi arriva Giagnoni, un’altra intuizione di Favalli, e torniamo su».
Ancora una volta però è retrocessione. Nel 1992 Favalli chiama in panchina l’amico Gigi Simoni, che allora allenava la Carrarese. La partenza è falsa, ma poi la squadra comincia a volare e conquista la promozione in serie A e vince a Londra il Torneo Anglo-Italiano. «Sono stati anni fantastici quelli con Gigi Simoni in panchina, in campo si era formato un gruppo molto affiatato. Quante soddisfazioni mi ha dato quella maglia gri-
giorossa». Dezotti ha segnato in cinque stagioni 28 gol in serie A e 23 in B per la Cremonese. La sua principale vittima (non è un caso) è stata la Lazio. Ma tutti ricordano i due gol contro il Milan, la doppietta con l’Inter, il gol al Napoli, lo straordinario colpo di testa a Verona, la rete contro la Roma.
«A Cremona sono stato benissimo, la città mi ha voluto bene. Ho ancora tanti amici e ogni tanto faccio un salto nella città che mi ha permesso di giocare un Mondiale nel 1990 con la maglia della mia Nazionale. Addirittura la finale con la Germania, che non meritava di vincere. Quando sono tornato qualche anno fa mio figlio ha detto, “papà, ma ti conoscono più qui che in Argentina”. Sono ricordi che mi emozionano ancora, ringrazierò sempre Luzzara e Favalli per aver creduto in me».
Adesso è diventato un imprenditore edile a Rosario, segue ancora il calcio italiano e la Cremonese in particolare. «Avevo molte speranze - dice - ma poi la squadra si è bloccata. Spero che possa fare i punti necessari per raggiungere la salvezza. Un saluto ai tifosi grigiorossi dall’Argentina e sempre forza Cremo”.
Dezotti in grigiorosso... ...e ai tempi della Lazio
2-1 0-1 2-2 2-3 2-2 2-1 1-1 2-0 0-5 0-0 2-1 1-4 1-1 1-0 2-1 3-1 0-1 4-1 0-1 0-2 0-2 3-2 0-0 0-2 3-3 0-0 4-0 1-0 2-2 0-0
24ª GIORNATA 8 febbraio 2026
Atalanta-Cremonese
Bologna-Parma
Fiorentina-Torino
Genoa-Napoli
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Lecce-Udinese
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28ª GIORNATA 8 marzo 2026
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