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il piccolo 10 del 07-03-26

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Il Festival Monteverdi trova

Legge elettorale

fatemi capire...

Anche stavolta l’Europa mostra la solita coesione: di fronte alla guerra scatenata in Iran da Usa e Israele ognuno in ordine sparso, in mille direzioni. D’altra parte, che volete che sia una guerra? Pensate che l’organo di sicurezza dell’Unione Europea si è riunito due giorni dopo lo scoppio del conflitto: il giorno dopo cadeva di domenica, e “nel fine settimana - sono le parole nel post su X di Ursula Von Der Leyen - non lavora nessuno”. Vanni Raineri

Raineri a pagina

ISPETTORATO DEL LAVORO

Sospensione in materia di sicurezza per un cantiere

Nel corso di un’attività di vigilanza nel settore edile, il personale ispettivo dell’ITL di Cremona ha effettuato un controllo che ha consentito di accertare numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Nel cantiere, che vedeva impegnate 4 ditte e 30 lavoratori, sono state elevate contestazioni sia alla ditta affidataria che alle ditte esecutrici. Alla prima, tra i vari provvedimenti, è stata comminata la sospensione dell’utilizzo della gru e dell’area di cantiere dedicata, a causa della presenza di differenziali salvavita malfunzionanti. Il totale delle sanzioni irrogate ammonta ad oltre 9.500 euro.

CRONACa

COMMERCIO

Botteghe del Centro: Marchesi confermato presidente

Si è tenuta mercoledì, presso la sede di Confcommercio a Cremona, l’assemblea di rinnovo delle cariche di Botteghe del Centro, la storica associazione cremonese dedita alla valorizzazione del commercio cittadino. Il consiglio direttivo composto da France sca Galli , Massimo Ghezzi , Marco Stanga , Antonio Colace e Pierluigi Bonardi ha cooptato Alessandro Pisani ed Eugenio Marchesi e, dopo essersi riunito nel pomeriggio, ha riconfermato alla presidenza Eugenio Marchesi. A Marchesi si affiancheranno Francesca Galli, vice presidente vicario, e Marco Stanga, vice presidente.

IN PROVINCIA

Due settimane fa abbiamo presentato il programma delle attività per il 2026 di Fondazione Cariplo, che mette a disposizione dei progetti lombardi la bella cifra di 215 milioni di euro. Questa settimana la stessa Fondazione ha reso nota la destinazione di 8 milioni di euro a 5 Progetti Emblematici della nostra provincia: ai 5 messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo si sono aggiunti 3 milioni da Regione Lombardia.

Lo stanziamento più corposo, di 2,2 milioni, è stato destinato al progetto riguardante il restauro della chiesa barocca dei Santi Marcellino e Pietro, in via Ponchielli a Cremona, e la sua trasformazione in un centro culturale dedicato alla musica e alle arti performative. “Il culto della musica al centro della città” è il nome del progetto, che prevede un intervento che amplia il ruolo dell’edificio come auditorium, spazio espositivo e luogo di formazione, restituendolo pienamente alla comunità cittadina.

La candidatura del progetto avvenne nel marzo dello scorso anno, e nell’estate successiva arrivò la notizia dell’ammissione alla fase due. In verità il progetto par te da più lontano: il percorso iniziò nel 2021 con il coinvolgimento di 46 studenti del Politecnico provenienti da tutto il mondo, che hanno studiato come dare nuova vita alla chiesa.

Proprietaria dell’immobile è la Parrocchia dei Ss. Giacomo e Agostino, che ha unito le forze con il Comune di Cremona, la Diocesi, il Teatro Ponchielli e il Politecnico di Milano per sostenere questa importante iniziativa. Non solo: il Comune di Cremona aveva garantito, in caso di approvazione del progetto, un cofinanziamento di 750mila euro in tre anni, il che porta il totale a circa 3 milioni di euro. In cambio, la chiesa sarà concessa in comodato d’uso gratuito al Comune per

Per il recupero della chiesa dei Santi Marcellino e Pietro 2,2 milioni da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, e 750mila euro dal Comune, che la gestirà per 30 anni

Tre milioni per la sede del Monteverdi Festival

un periodo di 30 anni, con l’impegno di gestire la manutenzione ordinaria dello spazio. Questo accordo garantirà la sostenibilità del progetto nel lungo periodo e permetterà di restituire alla città un luogo di grande valore. L’iniziativa punta ad eseguire interventi di restauro e recupero strutturale, volti a garantire la sicurezza e la stabilità della Chiesa. Saranno affrontate problematiche urgenti come infiltrazioni d'acqua nel presbiterio, lesioni sulla facciata e la necessità di consolidare il por tale d’ingresso. Inoltre, il progetto comprende l’adeguamento impiantistico e la creazione di un auditorium

con un’acustica studiata specificamente per la musica d’arte con par ticolare riguardo per la tradizione barocca, valorizzando così la particolare conformazione architettonica della chiesa, che al suo interno custodisce opere di grande valore storico e artistico, che la rendono un contesto ideale per ospitare eventi culturali di rilievo.

Infatti il progetto di recupero permetterà di dotare di una sede stabile e adeguata il Monteverdi Festival, promosso dal Teatro Ponchielli e recentemente riconosciuto manifestazione di interesse internazionale, e di offrire inoltre un nuovo spazio per altri usi

rivendicati da altre associazioni cittadine. Fra gli altari lignei, infatti, si configura un auditorium specificatamente progettato per rispondere alle esigenze degli ensemble di musica barocca, coeva del complesso, ma anche uno spazio flessibile e adatto anche a concerti, conferenze, e altre attività culturali, sempre nel rispetto della sacralità del luogo.

Da sottolineare che la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro è un edificio sacro ma ormai da decenni non vi si svolgono più celebrazioni liturgiche, data la vicinanza alla chiesa parrocchiale di S. Agostino e alla chiesa del patrono S. Omobono.

Da Fondazione Cariplo altri 6 milioni a 4 progetti

Come detto, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia hanno finanziato 5 progetti in provincia di Cremona. Di uno scriviamo a parte, gli altri sono i seguenti:

Progetto “ Palazzo Stanga Trecco . 600 anni di storia, 100 anni a servizio dell’agricoltura cremonese e delle nuove generazioni” presentato dalla Provincia di Cremona. Il progetto mira alla riqualificazione di Palazzo Stanga Trecco, attraverso il restauro delle facciate, degli spazi interni e del giardino storico, per restituire alla città un bene pienamente fruibile. L’intervento potenzia inoltre i laboratori agrari dello storico Istituto Agrario, con la creazione di un laboratorio sensoriale e nuovi spazi didattici avanzati. Contributo: 1.100.000 euro.

Progetto “ Casa Zani 1915 - Music is social change” presentato dal Comune di Casalmaggiore. Il progetto intende trasformare Casa Zani ( foto ) in un polo musicale aperto e accessibile alla comunità, con una scuola di musica, una sala concerti, un museo dedicato al Maestro Zani e una sala prove attrezzata. Contributo: 1.300.000 euro. Progetto “C.A.S.A. Stalloni ” presentato dal Comune di Crema. La proposta mira alla rigenerazione dell’ex complesso Stalloni di Crema, trasformandolo in un luogo di inclusione, benessere e socialità. Il progetto prevede la creazione di nuovi servizi e percorsi educativi dedicati a giovani con disabilità, ragazzi in dispersione scolastica e persone con demenze, insieme alla riqualificazione degli edifici storici e degli spazi verdi, che saranno resi accessibili e aperti alla cittadinanza. Contributo: 1.900.000 euro. Progetto “Bene(f )attori. Attori del bene comune” presentato dalla Fondazione Benefattori Soresinesi onlus. Il progetto punta a costruire un ecosistema inclusivo nei piccoli comuni dell’AT2 cremonese, offrendo servizi educativi, formativi e culturali rivolti a bambini, giovani e famiglie. Cuore dell’iniziativa è la rigenerazione di Palazzo Zucchi Falcina , che diventerà un luogo aperto alla comunità con spazi rinnovati, un parco accessibile e numerosi servizi di supporto. Contributo: 1.500.000 euro.

VANNI RAINERI

“La salute è di tutti: informare, coinvolgere, partecipare”. Con questo obiettivo, tanto ambizioso quanto auspicabile, Asc Cremona Solidale promuove un evento che ha proprio questo titolo, e che si svolgerà sabato prossimo, 14 marzo, alle ore 9 presso la Sala Quadri di palazzo comunale a Cremona ( nella foto ). Si tratta di un talk e dibattito aperto che da programma si concluderà attorno a mezzogiorno, e che vede un’adesione prestigiosa e la partecipazione di importanti professionisti. L’evento gode infatti del patrocinio di Comune di Cremona, Fondazione Città di Cremona, Università degli Studi di Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Ordine dei Medici e Odontoiatri di Cremona, Asst Cremona, Ats Val Padana, Associazione Italiana Terapisti Occupazionali, Ordine delle professioni infermieristiche di Cremona e Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.

La sessione partecipata, ad ingresso libero, sarà aperta a citta-

“La salute è di tutti”: un evento in Sala Quadri

dini, associazioni, operatori. Scopo dell’evento sarà promuovere la conoscenza fondata e scientificamente attendibile dei principali determinanti di salute del quotidiano, favorendo la condivisione di buone pratiche e la relazione con i professionisti di riferimento afferenti alle varie specialità. I lavori verranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Cremona,  Andrea Virgilio Moderatori del talk saranno Alessandro Morandi (Unibs, Asc Cremona Solidale) e Simona Gentile (Asc Cremona Solidale). Questo l’elenco degli argomenti

Efficientamento della rete idrica: addio alla Torre Pretoria

Proseguono, avviandosi verso il termine, i lavori di Efficientamento Reti Acquedottistiche tramite Sistema Integrato (E.A.S.I.), l’importante progetto finanziato dal Pnrr per rendere più efficienti le infrastrutture idriche della provincia di Cremona. Nell’ambito del maxipiano di interventi su scala provinciale, si inserisce anche il cantiere in via Lombardini a completamento dei lavori di riqualificazione della Centrale idrica “Realdo Colombo”. L’intervento, che si concluderà entro fine marzo, consiste nella posa di due sfiati automatici, dispositivi fondamentali per la gestione ottimale delle pressioni di rete. Le apparecchiature garantiranno una maggiore efficienza idraulica e svolgeranno anche una funzione preventiva contro eventuali danni strutturali alle tubazioni. L’installazione di questi componenti tecnolo -

gici è propedeutica a un passaggio tecnico significativo: la dismissione del serbatoio idrico della Torre Pretoria, all’intersezione tra via Lombardini e piazza della Pace. L’edificio storico, incorporato nel Palazzo Comunale, ha cessato la sua funzione di stoccaggio dell’acqua potabile che viene ora svolta dalle due vasche di accumulo ristrutturate all’interno della stazione di rilancio “Realdo Colombo”. «Con l’intervento in via Lombardini portiamo a compimento un percorso di ammodernamento tecnologico che ha l’obiettivo di rendere l’acquedotto di Cremona sempre più resiliente e performante», commenta l’amministratore delegato di Padania Acque,  Alessandro Lanfranchi . «Grazie all’integrazione di sistemi di controllo avanzati e alla nuova Centrale idrica, siamo oggi in grado di gestire in modo efficien-

te i flussi idrici, il che ci permette di ottimizzare il servizio per i cittadini del centro storico e, al contempo, di svincolare la rete da vecchie strutture di accumulo non più necessarie».

Simona Pasquali , assessora all’Ambiente del Comune di Cremona, dichiara: «Questo importante intervento potenzia la rete idrica cittadina rendendola sempre più efficiente e sicura». I lavori in via Lombardini si inseriscono in un investimento complessivo di 2,6 milioni di euro (finanziato all’83% dal Pnrr) destinato alla Centrale “Realdo Colombo”, il primo acquedotto cittadino risalente al 1910. L’intero progetto di riqualificazione garantirà un risparmio energetico di circa 100.000 kWh all’anno e una riduzione delle emissioni pari a 60 tonnellate di CO2 annue, migliorando sensibilmente la qualità del servizio idrico.

trattati e, tra parentesi, dei relatori, in programma. “Come prendersi cura della propria salute nel quotidiano” ( Federico Bontardelli , Asst Cremona); “La promozione della salute tra ospedale e territorio” ( Guendalina Graffigna , Unicatt); “Spazi di comunità e salute sociale” ( Daniela Cabrini assistente sociale Comune di Cremona); “Cibo, e benessere: stili di vita per vivere meglio” ( Margherita Dall’Asta , Unicatt); “Il ruolo del farmacista nella promozione della salute” ( Filippo Ziliotti , Farmacia Porta Venezia); “La terapia occupazionale per favorire le autonomie nell’invecchiamento” ( Alessandro Lanzoni , Ausl Modena); “Muoversi: l’impor tanza dell’esercizio fisico” ( Matteo Trovati , Holis Medical Center); “Il Ruolo della Riabilitazione come processo di nuove acquisizioni motorie nell’invecchiamento” ( Gianluca Bertoni Asst Cremona, Unibs). Al termine, spazio per le domande dal pubblico e la discussione moderata.

Il cantiere in via Lombardini

CREMONA SOLIDALE
PADANIA ACQUE

Il caso politico di giovedì è stata certamente l’intervista concessa dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al nostro collaboratore Enrico Galletti, che l’ha intervistata su Rtl 102.5. Mentre la premier rispondeva alle domande di Galletti, era in corso in Parlamento la discussione sulla risoluzione che impegnava il governo allo sforzo comune dell’Unione Europea per sostenere la difesa del territorio da attacchi missilistici o di droni da parte iraniana.  Tutti i leader del centrosinistra hanno attaccato Giorgia Meloni per aver preferito le frequenze della prima radio nazionale alla discussione in Parlamento. «Avrebbe dovuto accettare il confronto in Parlamento - ha detto Matteo Renzi -; Giorgia Meloni ha parlato con i bravi giornalisti di Rtl 102.5 e non è venuta a confrontarsi con i colleghi eletti dal popolo: è un atto di miopia politica e di arroganza istituzionale». Sulla stessa linea le dichiarazioni di Elly Schlein Nicola Fratoianni Giuseppe Conte e altri.

Enrico, pare che la premier abbia preferito parlare con te che con i parlamentari. Che ne pensi di questa polemica?

«L’intervista era programmata, ed è evidentemente stata fissata prima dell’escalation del conflitto in corso. Ho trovato pretestuosa la polemica sul fatto che un’intervista alla radio abbia sostituito un passaggio parlamentare, fino a quel momento peraltro non previsto (ci sarà la settimana prossima, l’11, ndr). In Aula, oltretutto, non c’erano due passanti, c’erano due ministri: quello degli Esteri e quello della Difesa, i ministri competenti a intervenire su una guerra in corso. Ho letto addirittura di politici che, in Parlamento, hanno criticato la Presidente del

LA MELONI a rtl da galletti «perché non in parlamento?»

L’intervista

Consiglio accusandola di essere andata, nel pieno di una crisi internazionale, a parlare del Festival di Sanremo in radio. Ovviamente non solo non c’è stata una domanda su Sanremo nella mia intervista, come è ovvio, ma neppure una vaga citazione. Insomma, a volte la battuta “acchiappalike” arriva a stravolgere la realtà e a inventare scenari totalmente campati in aria. Il problema è che oggi, nell’epoca dei social, molti interventi in Aula sembrano pensati e strutturati apposta per renderli adattabili a un video da un minuto da far girare in rete…».

Il tuo è stato certamente, a livello giornalistico, un colpaccio. Basti pensare che sul Corriere di venerdì la tua intervista era citata

diventa

il caso del giorno

in ben cinque pagine diverse, a seconda dell’argomento trattato. L’eco a livello nazionale è stata enorme. «Sono ovviamente contento del fatto che l’intervista abbia fatto il giro di tutte le testate, ho lavorato molto, direi per mesi, per far sì che quel colloquio si concretizzasse. Un’amica che vive a Londra mi ha girato un pezzo del Guardian che ne riprendeva alcuni passaggi integrali, tradotti in inglese. Ho sentito molti amici che non sentivo da un po’, perché mi hanno girato per tutto il giorno, ma anche ieri, foto della tv: “Ho visto la tua intervista al Tg!”. Non penso ci siano grandi miei meriti, penso piuttosto che tutto questo sia la dimostrazione di quanto è forte il mezzo radio: tramite un semplice collegamento

telefonico, e anche senza video, hai la possibilità di imbastire una chiacchierata e creare notizie, che talvolta entrano in maniera così netta nell’agenda politica. Mi è dispiaciuto sentir parlare qualcuno, in questa occasione, della radio in senso dispregiativo. Mi spiego, cito un altro parlamentare: “La premier questa mattina è andata alla radio, a farsi intervistare fra una canzone e la pubblicità di un materasso…”. Una frase che si commenta da sola. Alla radio non è forse possibile fare informazione di qualità? Mi pare, fra l’altro, che sia il mezzo più antico e vicino alle persone che esista…».

A intervistare la Presidente del Consiglio eri solo tu in studio a fare le domande, per oltre mezz’o-

ra, che lavoro c’è stato dietro? «Sicuramente un grande lavoro di preparazione. L’obiettivo era parlare in maniera seria e diretta, senza troppi fronzoli, della delicata situazione internazionale, visto e considerato che fino alle comunicazioni di giovedì in Aula la posizione dell’Italia non era ancora stata illustrata. Quel tema ha, ovviamente, occupato buona parte del colloquio. Ho voluto inserire tutti gli aspetti in quel momento sul tavolo: quanto ci deve preoccupare questo scenario, il tema delle basi americane in Italia, quello degli aiuti ai Paesi del Golfo, il rischio di escalation e quello legato ad attacchi terroristici, i rincari, il prezzo dell’energia e dei generi alimentari che rischia di schizzare verso l’alto con possibili, conseguenti, difficoltà per le famiglie italiane. E poi il referendum, la legge elettorale, l’immigrazione…».

Le domande sono solo farina del tuo sacco o ti sono stati “imposti” temi o limitazioni?

«Le domande erano le mie domande, dalla prima all’ultima. Non c’è stato veto su un solo tema».

Passi per le critiche dei politici, ma cosa dire dei colleghi giornalisti che hanno criticato l’intervista mossi dall’invidia professionale?

«Che sono infinitesimamente di più i bei messaggi che ho ricevuto dopo il colloquio, anche da colleghi, anche inaspettati. Poi, per carità, è giusto che ognuno si faccia la propria idea, sia sulle domande sia sull’inter vista nel complesso. Io, nel mio piccolo, quando mi preparo, cerco sempre di chiedermi: cosa interesserà davvero, agli ascoltatori, su questo o quel tema? L’ho fatto anche questa volta, in un’occasione sicuramente per me importantissima. Spero di esserci riuscito, mettendo al primo posto le domande e tenendo invece dentro di me ciò che rappresentava quel momento, a livello professionale».

Parla il nostro collaboratore autore dello scoop che ha fatto il giro dei media
VANNI RAINERI

Rappresentanza e stabilità. Sono queste le due direttrici verso cui tendono le leggi elettorali. Peccato che la garanzia dell’una viaggi in senso opposto rispetto all’altra. Il sistema proporzionale puro è quello che garantisce una presenza in Parlamento specchio fedele del voto degli elettori, mentre per garantire stabilità si opta per formule che prediligono i collegi uninominali (in un cer to territorio vince il primo), la soglia di sbarramento (che favorisce le aggregazioni togliendo rappresentanza alle piccole forze politiche) e il premio di maggioranza, che consente alla coalizione che raccoglie più voti di poter governare con la maggioranza dei seggi anche se non arriva a raccogliere il 51% dei voti.

IL NUOVO DIBATTITO

Ci sono Paesi che hanno una legge elettorale stabile, ce ne sono altri, come l’Italia, nei quali spesso chi ha la maggioranza in Parlamento, prima della scadenza del mandato, cerca di approfittarne per approvare una nuova legge che sia vantaggiosa. Che poi spesso tale scelta si ritorce contro chi l’ha decisa, ma questo è un altro discorso.

Anche stavolta assistiamo al tentativo della maggioranza di approvare una nuova legge elettorale, che negli auspici manifestati da chi la propone vorrebbe garantire maggiore stabilità, e per questo è stata nominata “Stabilicum”.

IL LATINORUM

Strano vezzo questo di attingere al latino per definire una legge elettorale: si iniziò col Mattarellum per poi passare al Porcellum, al Consultellum, all’Italicum e infine al Rosatellum (per tacere del Tatarellum che vale per le Regioni). Nomi che più che al latino rimandano al “latinorum”, prendendo il

Rappresentanza o stabilità? Il bivio della legge elettorale

nome del proponente o di qualche uscita curiosa (tipo il Porcellum, la “porcata” ammessa da Calderoli ). A coniare il primo di questi termini, Mattarellum, fu il politologo Giovanni Sar tori (al quale la legge Mattarella non piaceva), che se avesse immaginato le storture seguenti probabilmente avrebbe scelto un nome diverso.

FAVORISCE LA DESTRA?

Secondo una simulazione elaborata da Youtrend sulla base degli attuali orientamenti di voto, la proposta di riforma elettorale avanzata dal centrodestra produrrebbe effetti molto diversi rispetto all’attuale Rosatellum. È basata su un sistema proporzionale con premio

di maggioranza attribuito su base nazionale, in modo da garantire a chi ha una maggioranza risicata (come oggi il centrodestra nei sondaggi) una maggioranza di seggi del 55%. Inoltre prevede una soglia di sbarramento del 3%. Verrebbero eliminati i collegi uninominali (ipotesi che sfavorirebbe la Lega, che però dovrebbe ottenere negli accordi con gli alleati altri vantaggi, probabilmente sull’autonomia), assegnando il premio di maggioranza alla coalizione più votata a livello nazionale. Una riforma caldeggiata soprattutto da Fratelli d’Italia. Tornando alla proiezione di Youtrend, emerge come nonostante l’equilibrio tra le due coalizioni, il centrodestra avrebbe garantita una

Dal 1994 l’Italia ha cambiato più volte nella speranza di chi governa di confermarsi al potere. Ora si discute dello “Stabilicum”, senza collegi uninominali né preferenze

solida maggioranza proprio grazie ai voti alla coalizione. È quindi ben comprensibile come il centrosinistra si stia opponendo alla riforma, anche se poi, alla prova del voto, anche questa volta i conti potrebbero diventare contesse. Grandi critiche si registrano anche sul fatto che la nuova riforma non prevede le preferenze, lasciando ai partiti ampia discrezione sui nomi da privilegiare: nonostante i costanti appelli a far sì che siano a cittadini a poter scegliere chi mandare in Parlamento, anche stavolta si va in direzione opposta. Non che sia una grande sorpresa, ma il rischio è di allontanare ancor più i cittadini dalle istituzioni.

70 ANNI DI RIFORME Come dicevamo, lo Stabilicum è l’ennesima riforma elettorale per il rinnovo delle Camere. Dal 1948 al 1992 si votò sempre col sistema proporzionale, con l’eccezione del premio di maggioranza introdotto dalla legge Scelba che assegnava il 64,4% dei seggi a chi avesse ottenuto almeno il 50% dei voti validi. Per questo fu denominata “legge truffa” dalla sinistra. L’esito non premiò chi la propose, e dopo qualche mese venne abbandonata. All’inizio degli anni Novanta le cose cambiarono grazie ai due referendum di Mario Segni che portarono ad un sistema maggioritario. Il Mattarellum restò in vigore dal 1994 al 2001: il 75% dei seggi era assegnato su base maggioritaria a turno unico in collegi uninominali e il 25% su base proporzionale. Questo favorì la creazione di due grandi coalizioni, a destra e a sinistra. Nel 2005 fu approvato il Porcellum, che riportava al proporzionale ma con un premio di maggioranza cervellotico e cancellava le preferenze. Solo 8 anni dopo la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale la legge, e ne derivò una formula denominata appunto Consultellum.

Fu nel 2015 che fu approvato l’Italicum, un sistema a doppio turno con premio di maggioranza, anche questo parzialmente corretto dalla Consulta.

Si arrivò così nel 2017 al Rosatellum, tuttora in vigore, frutto della bocciatura della riforma Re nzi che avrebbe disegnato un nuovo Senato. Un meccanismo misto a prevalenza proporzionale (il 37% degli eletti è scelto nei collegi uninominali, il 61% con sistema proporzionale e il 2% per gli italiani all’estero) col quale abbiamo eletto gli ultimi due Parlamenti, nel 2018 e nel 2022.

AGRICOLTURA

Coldiretti scrive ai sindaci chiedendo di approvare una delibera per la modifica del codice doganale sull’origine dei prodotti

“Stop agli usurpatori del made in Italy”

Coldiretti Cremona ha scritto a tutti i sindaci della provincia di Cremona, chiedendo che i Comuni approvino una delibera a sostegno della modifica del codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari. Un’iniziativa che Coldiretti sta portando avanti a livello nazionale, per arrivare all’abolizione di una norma che danneggia enormemente l’agroalimentare made in Italy e garantire alla nostra agricoltura e al nostro sistema economico un commercio libero e giusto. Si punta a superare il criterio della “ultima trasformazione sostanziale”. “Una norma che - denuncia Coldiretticonsente troppo spesso di “italianizzare” prodotti e materie prime provenienti dall’estero attraverso lavorazioni finali, aprendo la strada

a concorrenza sleale, confusione per i consumatori e danni economici alle aziende agricole”. Riportiamo di seguito alcuni passaggi della comunicazione indirizzata ai Sindaci, a firma del delegato confederale Giovanni Benedetti e del direttore di Coldiretti Cremona Giovanni Roncalli ( nella foto ). “L’Italia si è affermata come leader del settore agroalimentare in Europa, distinguendosi in par ticolare per il valore aggiunto agricolo, la qualità certificata (DOP/ IGP) e l'agricoltura biologica, primeggiando per la ricchezza creata nel settore. Mentre altri Paesi europei possono superare l'Italia per volumi produttivi di specifiche colture estensive, l'Italia detiene il

primato per la creazione di valore, la qualità e l'eccellenza delle produzioni tipiche e il Made in Italy agroalimentare è universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva “ad alto valore aggiunto” per lo sviluppo del Paese”. Da qui la richiesta ai sindaci

Anselmo Gusperti: dal Risorgimento all’Europa

Un interessantissimo meeting quello organizzato dal presidente Daniele Squintani del Lions Club Cremona Host, dedicato alla storia del nostro risorgimento. Relatore il socio Anselmo Gusper ti autore del volume “Genesi e Progenitori del Risorgimento Italiano - perché l’Italia può dirsi europea”.

Gusperti nella sua relazione ai soci ha voluto ringraziare Renata Patria ed Emanuela Zanesi per averlo aiutato, sostenuto e spronato a realizzare il volume a seguito di una serie di sue lezioni tenute presso l’Università della Terza Età. È nato così un agile e prezioso volume che, come sottolinea l’autore: «Deve essere considerato un promemoria e un veloce ripasso di reminiscenze scolastiche senza pretesa di essere un testo storico che affermi volontà sconosciute o nuove rivelazioni. Si tratta di una

raccolta di vite, avvenimenti e aneddoti, condita da commenti e mie considerazioni oltre che da ricordi di antologie, testi scolastici e riviste storiche». L’intento di Gusperti è quello di poter tramandare alle future generazioni tutte queste conoscenze e la passione per il nostro Risorgimento con un’opera che vorrebbe sensibilizzare i lettori al tema europeo cercando di colmare un vuoto culturale di molti (giovani, soprattutto) presentando un’operazione di pura, appassionata divulgazione per rinverdire i fasti di un’epoca determinante per l’Italia, ossia quella risorgimentale. Misteriosa alla gran parte degli italiani, la tematica è approfondita dall’autore con accesa passione e un tono volutamente leggero, facilmente accessibile a chiunque vi si volesse accostare: non c’è nulla d’inedito fra le sue pagine, per quanto sia facilmente verifi -

di aiuto “a sostegno dell’iniziativa che abbiamo adottato a livello nazionale; secondo la disciplina doganale l’origine di un prodotto è determinata dal Paese o territorio in cui lo stesso è stato interamente ottenuto oppure dal Paese o territorio in cui è avvenuta l'ultima lavorazione o trasformazione sostanziale, che deve essere sufficiente a cambiarne la natura o il valore. “L’applicazione di quest’ultimo criterio che consente di attribuire l’origine del prodotto all’ultimo Paese di trasformazione o lavorazione sostanziale genera esiti ambigui della disciplina doganale” Tramite l’adozione di una delibera, Coldiretti chiede ai presidenti delle Regioni e ai sindaci di tutta Italia di sostenere l’iniziativa.

Da sinistra Renata Patria, Anselmo Gusperti, Daniele Squintani e Emanuela Zanesi

cabile la volontà di riaffermare l’importanza di figure significative della scena storica nazionale, progenitori e/o seminatori d’idee patriottiche essenziali. «Un piccolissimo granello di sabbia buttato negli ingranaggi dell’incultura o dell’anti-cultura»: così Gusperti sintetizza il suo elaborato. Diversi volumi sono stati poi donati da Gusperti al Cremona Host, che i soci hanno poi acquistato con offerta libera. Il ricavato verrà poi utilizzato dal club per un service a favore di un’associazione di volontariato del territorio.

IN BREVE

Ancora due truffe via web a cremonesi

Ancora due truffe commesse attraverso il web che hanno visto come vittime due cremonesi. In entrambi i casi i Carabinieri hanno concluso le indagini denunciando rispettivamente un 64enne torinese e una 25enne barese. I fatti: nel primo caso una donna di Soncino aveva versato una caparra per l'acquisto di un'auto senza più rivedere i suoi soldi, nel secondo un uomo di Castelleone è stato convinto a versare la somma di 14mila euro per riuscire a scoprire chi fosse l’autore di un falso bonifico da 5mila euro con cui l'uomo sarebbe stato truffato. Ma la truffa consisteva proprio nel carpirgli i 14mila euro.

Campagna Amica in piazza Stradivari

Sarà una domenica 8 marzo in piazza Stradivari a Cremona ricca di sapori, colori, significato. È quanto promette Coldiretti Cremona, invitando i cremonesi in piazza Stradivari, per una giornata che vedrà in campo le aziende agricole di Campagna Amica e Terranostra (l’associazione per l’agriturismo e l’ambiente nata in casa Coldiretti), insieme alle imprenditrici agricole di Coldiretti Donne. Gli agricoltori danno appuntamento ai cremonesi domani dalle ore 9 alle 18.30, assicurando una giornata speciale, nel segno di tutto “il buono e il bello” che nascono dall’agricoltura. “Coltiviamo il rispetto” è il tema che sottolinea il valore e il significato della Giornata Internazionale della Donna.

LIONS CREMONA HOST

Di questi tempi - si dirà - è già una fortuna non essere direttamente coinvolti in un conflitto; tuttavia, la guerra mossa dagli Stati Uniti e Israele all’Iran tocca anche noi, e si fa già sentire nell’aumento temporaneo dei prezzi dell’energia. Se il conflitto si prolungherà, la portata delle conseguenze è destinata ad aumentare.

PETROLIO E GAS:

I PREZZI CORRONO

L’Iran affaccia sullo stretto di Hormuz ( nella mappa a fianco ), dal quale fino a qualche giorno fa passava il 27% del petrolio prodotto nel mondo. Con l’inizio del conflitto, lo stretto che separa l’Iran dalla penisola arabica è stato chiuso quasi del tutto. Sicché il petrolio di Kuwait, Qatar, Bahrain, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti deve trovare un’altra strada. Ne esiste una, spiega “ Pagella politica ”, che taglia il deserto saudita - l’oleodotto East-West - e però ha una capacità ridotta rispetto alla via marittima: 5, massimo 7 milioni di barili al giorno; a questi vanno aggiunti gli 1,5 milioni di barili via oleodotto di Abu Dhabi, che aggira lo stretto da terra. Si tratta però di meno di 9 milioni di barili al giorno contro i 20 che passano da Hormuz. Se la scarsità di un bene ne alza il prezzo, il petrolio e i suoi derivati - benzina e diesel compresi - vedono crescere i loro prezzi. Attenzione però: più che il petrolio a preoccupare l’Italia è la crescita del prezzo del gas. Proprio il Qatar è il secondo fornitore di gas naturale liquefatto dell’Italia, dopo gli Usa. Gli aumenti che paventano alcuni esperti arrivano anche al 40%: una pessima notizia per un’economia ad alto consumo energetico come la nostra.

Guerra e via del petrolio Quanto costerà agli italiani?

SOLO LA GUERRA DIETRO

L’AUMENTO DEI PREZZI?

Ma siamo proprio sicuri che l’aumento dei prezzi sia da imputare soltanto alla guerra? Il vicedirettore del Corriere della Sera , Federico Fubini , fa notare che il carburante oggi in vendita nei distributori è stato raffinato due o tre settimane fa, quando il conflitto non era ancora scoppiato e i prezzi del greggio erano quelli precedenti alla crisi; gli aumenti applicati oggi alla pompa, dunque, non troverebbero giustificazione nei costi effettivamente sostenuti dai produttori, il che lascia aperta l’ipotesi di una componen-

te speculativa. L’opinione è condivisa dal presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini : “Gli aumenti dei costi energetici (…) non sembrano del tutto giustificati considerato che gli stock in Europa sono intorno al 40% (in Italia al 48%): il rischio è che, come avvenuto per il conflitto in Ucraina, dietro questa nuova crisi energetica ci siano fenomeni speculativi”. Detto ciò, resta il problema strategico dell’approvvigionamento energetico dell’Italia: il costo dell’energia resta il “tallone d’Achille della nostra industria”. “Questa crisi - prosegue Pasinista dimostrando che dipendere

per il nostro fabbisogno energetico da pochi fornitori aumenta il rischio di shock, sia in termini di approvvigionamento che di costi.

Per questo motivo l’attuale crisi va affrontata come tema di sicurezza ed emergenza nazionale”.

I RISCHI DI EFFETTI A CATENA SULL’ECONOMIA

Nella trasmissione “ War room ” di Enrico Cisnetto , Giovanni Tria ha indicato il rischio maggiore nell’effetto combinato che potrebbero avere gli effetti economici di questa guerra duratura e la guerra commerciale lanciata da Trump all’Europa. Tuttavia,

pare si sia ancora in tempo per evitare il peggio. Sul Corriere della Sera Carlo Cottarelli invita a non fasciarsi la testa prima del dovuto: i prezzi di gas e petrolio sono sì cresciuti velocemente, ma restano più bassi di quelli raggiunti con lo scoppio della guerra in Ucraina. Nondimeno, Cottarelli precisa che lo scenario cambierebbe se la guerra si protraesse oltre la poche settimane di cui ha parlato Trump. Inoltre, spiega, l’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto dei consumatori e la capacità di reazione dell’Europa nel contenerne gli effetti inducono a moderare l’ottimismo. “Sia come sia - conclude l’economista -, se ce ne fosse stato bisogno, questi sviluppi confermano che prima riduciamo la nostra dipendenza dagli idrocarburi, che sfortunatamente sono localizzati nelle parti sbagliate (per noi!) del mondo, meglio sarà”.

DALLA LOMBARDIA AL MEDIO

ORIENTE: ANDATA E RITORNO Ma torniamo per un momento a quanto scrive Confindustria Lombardia. La nostra regione guarda con attenzione a quanto accade in Medio oriente non solo perché il conflitto ha un peso sul piano energetico, ma anche perché l’area ospita dei partner commerciali di rilievo: “verso i Paesi del Golfo Persico la regione (Lombardia, ndr), nel 2024, ha esportato prodotti manifatturieri per oltre 6 miliardi di euro, importando a sua volta 1 miliardo e 268 milioni di beni; un interscambio che vale tre volte quello della Lombardia con l’area Mercosur. Tra le filiere produttive maggiormente a rischio vi sono i macchinari e apparecchi (2 miliardi e 197 milioni di export), prodotti petroliferi raffinati (465 milioni di euro di importazioni), sostanze e prodotti chimici (434 milioni di import e 604 milioni di expor t), metalli di base e prodotti in metallo (175 milioni di import e 855 milioni di esportazioni)”.

ECONOMIA

7 Marzo 1945: si insedia il governo di Josip Broz sostenuto dal Regno Unito

Una nazione nasce e muore con Tito

TUTTO COMINCIA CON L’INSENSATO ATTACCO

ITALIANO ALLA GRECIA

Intricata situazione, quella della ex Jugoslavia, dove, tra il 1941 e il 1945 è combattuta una guerra di tutti contro tutti. La causa del disastro è, il 28 ottobre 1940, l’insensato attacco di Mussolini alla Grecia.

Insensato, perché le cose già non erano facili sul fronte africano di Sidi Barrani, e addirittura idiota perché Atene (guidata dal dittatore Iannis Metaxas ) e Belgrado (una dittatura monarchica) erano rette da due governi filo-fascisti e filo-nazisti. Perché attaccare degli amici e ammiratori? L’invasione della Grecia è oltretutto un disastro militare, col risultato che la Jugoslavia (come la Bulgaria) si rifugia in una politica di stretta neutralità. Peggio ancora, il primo aprile 1941 scoppia un colpo di stato dei generali a Belgrado (al grido di “meglio la guerra del patto”), causato dalla destabilizzazione di Mussolini nei Balcani. La Germania deve venire in soccorso dell’inetto Mussolini e occupa Jugoslavia e Grecia con una guerra lampo (dal 6 al 27 aprile 1941). Sconfitto, il governo jugoslavo di re Pietro II va in esilio, ma per l’Asse i veri problemi cominciano solo adesso, con la guerriglia di Tito

TITO

Josip Broz nasce nel 1892 presso una vasta famiglia contadina a Kumrovec, a nord ovest di Zagabria, la capitale della Croazia, da padre croato e madre slovena. Fa apprendistato presso un fabbro e si unisce al partito socialdemocratico di Croazia e Slovenia a Zagabria, che all’epoca fa parte dell’impero d’Austria-Ungheria. Nel 1914 partecipa come sottufficiale austro-ungarico alla prima guerra mondiale, combattendo in Serbia e poi in Russia, dove è ferito e preso prigioniero nell’aprile 1915. Durante la prigionia è raggiunto dalla propaganda bolscevica e quando scoppia la rivoluzione d’ottobre si unisce alla Guardie Rosse, com-

Venti di guerra continuano a soffiare, con i bombardamenti sul territorio iraniano da parte degli Stati Uniti e di Israele. L’Iran ha risposto con missili in diversi Paesi del Golfo

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battendo in Kirghizistan. Si sposa con una donna russa, torna in Croazia e si unisce al locale partito comunista. Dopo l’invasione tedesca, Josip Broz emerge con il nome di “Tito.”

GUERRA TOTALE E

MASSACRO DELLE FOIBE

Come capo dei partigiani comunisti, Tito partecipa a una guerra caotica di tutti contro tutti: combatte contro cetnici serbi, ustascia croati, bianchi sloveni, Germania, Italia e Ungheria (i quali, a loro volta, si combattono tra loro). Nascosto sotto la formula della “lotta per la liberazione nazionale” c’è il vero obiettivo di Tito: la conquista del potere e l’instaurazione della dittatura proletaria. Da qui l’estendersi della guerra di Tito anche ai cetnici, milizia armata dei nazionalisti monarchici serbi

Il premier spagnolo ha rifiutato di autorizzare l’uso delle basi Usa in Andalusia per l’operazione bellica congiunta in corso degli Stati Uniti e Israele in Iran. Donald Trump ha reagito annunciando l’interruzione delle relazioni commerciali con la Spagna, al che Sanchez ha replicato con una frase secca: «La posizione della Spagna si riassume in poche parole: no alla guerra», prima di chiedere la cessazione delle ostilità, «prima che sia troppo tardi».

di Draza Mihajlovic , fedeli al governo in esilio di re Pietro e trincerati sull’altopiano della Ravna Gora. In questo maelström assoluto rientrano anche le varie “pulizie etniche”, commesse da tutti, ma specialmente dai comunisti di Tito, con fenomeni di massacro indiscriminato come quello delle foibe. Duro ed efficiente, Tito emerge da questo caos etno-politico come il trionfatore assoluto. Già nell’ottobre del 1944 i suoi rossi si congiungono alle truppe dell’Armata Rossa e liberano la Serbia, bastione del lealismo monarchico jugoslavo.

7 MARZO 1945: IL GOVERNO DI TITO Il governo di Londra, che tramite il Soe (un tenebroso servizio segreto britannico) ha finanziato e rifornito i partigiani comunisti contro l’Asse e contro i cetnici, riconosce e sponsorizza il governo di Tito, instaurato il 7 marzo 1945. Inizialmente, su pressione di Londra, Josip Broz accetta nell’esecutivo Subasic , rappresentante di Pietro II, e altri due ministri non comunisti. Ben presto, i tre personaggi si sentono isolati e fuori posto, rassegnando le dimissioni. In novembre sono tenute le elezioni, un plebiscito dove si presenta solo la lista governativa, cosa che consacra la definitiva vittoria di Tito. La monarchia è abolita e re Pietro va in esilio negli Stati Uniti, dove si reinventa come Pr lavorando a New York.

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«E così hai fatto vincere Sal Da Vinci a Sanremo» Come?

«Non mi avevi detto che avresti fatto parte della giuria dei giornalisti? Quindi anche tu hai deciso il vincitore»

Mi raccomando, Pericle, non dire a nessuno che ero in giuria, mi raccomando

«Ti sei pentito?»

Non del mio voto: io ho dato il minimo a Da Vinci, ma non è bastato. Mi sono pentito piuttosto di aver rinunciato a tante ore di sonno per votare per 5 sere ogni cantante in gara per poi assistere a un esito del genere

«Si è detto che il televoto aveva messo al primo posto Sayf. Dunque il vincitore l’avete deciso voi giornalisti»

Le giurie erano tre: sia quella della sala stampa sia quella delle radio hanno messo al primo posto Ditonellapiaga, il televoto ha premiato Sayf. Nel complesso Da Vinci ha vinto di pochissimo grazie al voto delle prime serate

«Ma perché non ti piace il suo brano? Qualcuno l’ha accusato di inneggiare al patriarcato»

Questo forse è esagerato, per me è soprattutto una canzone brutta. Lui sul palco sembrava l’attore di un film comico che replicava i cliché della canzone neomelodica, invece era tutto vero «Cos’hai contro il neomelodico?»

Contro non ho niente, è che mi sembra molto banale, ma sono gusti personali «Ho capito. Ce l’hai con i napoletani»

Ma dai, ci sono tanti grandi cantanti che vengono da Napoli, da Bennato a Pino Daniele, fino a Enzo Gragnaniello, ma qui si parla di altra cosa. Piuttosto è vero che se uno afferma di non gradire la musica neomelodica rischia di offendere una città: mi sembra che i napoletani siano un po’ permalosi. Ad esempio non mi piace nemmeno la musica liscio, ma se anche lo dicessi nessun romagnolo se la prenderebbe con me «Scusa, ma tu il voto più alto a chi l’hai dato?»

A Chiello

«A chi? Non so nemmeno chi sia. Pensa se avesse vinto e fosse andato all’Eurovision»

E pensa invece che all’Eurovision avremo Sal Da Vinci «E quindi?»

Con tutto lo sforzo che abbiamo fatto per mostrare al mondo che non siamo solo spaghetti, pizza e mandolino, dopo Battiato, Ruggeri, Mia Martini, Gualazzi, Mengoni, Francesca Michielin, Gabbani, Mahmood, i Måneskin e Lucio Corsi, ecco Sal Da Vinci. E già sento quelli che dicono “eccoli lì, si mascheravano ma li abbiamo scoperti”! Buonanotte Pericle «Buonanotte»

Vanni Raineri

Lo scatto della settimana
Pedro Sanchez
La guerra nell'ex Jugoslavia è stata paragonata a un maelström, fenomeno simile a un grande e spaventoso gorgo causato dalla marea
PAOLO A. DOSSENA

E’ stato tante cose,  Licinio Valenti , scomparso all’età di 83 anni in un letto dell’ospedale Oglio Po. Per Casalmaggiore è stato, assieme a  Giovanni Moreschi , andatosene qualche anno prima di lui, nell’aprile 2019, una delle due Colonne d’Ercole che hanno sorretto per decenni la  Pro Loco. In qualità di presidente, di consigliere, di factotum. Certo di organizzatore di eventi, in anni non semplici, dove anche il ricambio era difficile da trovare.

Licinio Valenti se n’è andato nelle scorse ore. È stato, anche e prima di tutto, infermiere dall’ospedale Oglio Po, professione per la quale o si è vocati o meglio lasciar perdere. E Licinio aveva la vocazione.

A Casalmaggiore aveva portato, tra le altre cose, la Camminata tra le Terre dei Gonzaga, l’evento i Rami del Grande Fiume, ideato dalla moglie, l’invenzione dei Giovedì d’Estate partiti nel 2012, ultimo suo anno di presidenza Pro Loco, soprattutto la Sagra del Cotechino e del Blisgòn, che por tò poi il riconoscimento DeCo al tortello di zucca casalasco. Piazza Garibaldi, la sua seconda casa, lui che era originario di Martignana di Po e viveva a Vicobellignano, la frazione dove si svolgeranno, alle 14.30 di lunedì, i funerali, seguiti dalle Onoranze Funebri Roffia. Poi la tumulazione a Casalmaggiore, nella tomba di famiglia, vicino alla moglie  Lavinia Battagliero e fiero delle proposte avanzate, Licinio le difendeva a spada tratta anche quando, a volte e come spesso accade, la Pro Loco finiva in mezzo all’agone politico. È stato, soprattutto, una persona che ha voluto il bene di Casalmaggiore e che per questo ha seguito la Pro Loco fino al 2018, iniziando - si pensi - sin dagli anni ’70. Licinio lascia i figli  Lucilla  ed  Enrico , la prima insegnante e spesso in prima fila nell’organizzazione di eventi che vedono protagoniste le scuole e il secondo già consigliere comunale sotto la giunta Silla con delega al Turismo, a conferma di un impegno per la comunità ereditati dal padre. Nel manifesto vengono ricordati inoltre il genero Daniele , la nuora Chiara , i nipoti Elisa Damiano Davide Sofia Lavinia Raffaella , i cognati Guido e Ortensia , Ernesto e Donata e tutti i parenti. Il Rosario sarà recitato sia oggi sia domani, sempre alle 19.30, presso l’abitazione. La famiglia, che ringrazia il reparto Laboratorio Trasfusionale e Cardiologia di Oglio Po, invita a devolvere eventuali offerte all’Associazione Amici dell’Oglio Po.

La segretaria Gloria Barili: «Sappiamo che la carenza di medici e infermieri è globale, ma non c’è solo l’esternalizzazione»

Ospedale, la ricetta di Rive Gauche

«Il circolo Prc Rive Gauche è attivo dal 2004 e nel 2021 ha incluso il circolo Prc di Piadena diventando un punto di riferimento per la sinistra del territorio casalascopiadenese»: comincia così la nostra chiacchierata con Gloria Barili , segretaria di Rive Gauche. «Il nostro impegno sul territorio è stato costante e pratico - aggiunge Gloriae abbiamo mantenuto un confronto diretto coi cittadini sulle esigenze quotidiane della nostra comunità, dalla sanità ai servizi scolastici e ai servizi rivolti alle persone anziane (monitorando la casa di riposo Busi). Ci siamo occupati anche di crisi del lavoro, viabilità e lavori pubblici, ambiente e diritti civili. Abbiamo organizzato e supportato iniziative culturali ed espresso un impegno tenace, sempre rivolto a una visione di società fondata sulla solidarietà e l’inclusione». Barili ci ricorda, fra gli altri, il progetto “La Rete”, studiato e realizzato da Pierluigi Pasotto durante il suo mandato di assessore ai servizi sociali.

Nelle ultime settimane Rive Gauche si è occupata nuovamente dell’ospedale Oglio Po e del sempre più difficile reperimento di personale sanitario: «Siamo consapevoli che la carenza di medici e infermieri rappresenti una problematica nazionale non semplice da risolvere, ma siamo convinti che rivolgersi a soggetti esterni non sia

INAUGURAZIONE A MILANO

la soluzione obbligata, come dichiara il direttore generale dell’Asst di Cremona Ezio Belleri . Non si riescono a reperire infermieri con bandi pubblici, ma se ne trovano diversi tramite le cooperative. Questo ci porta a pensare che i criteri di assunzione in riferimento ai parametri standard non siano sempre in linea con quelli del pubblico».

Quali le proposte di Rive Gauche? «In primis ser ve che i dirigenti dell’Asst di Cremona s’impegnino in una pianificazione sull’Oglio Po a medio e lungo termine coinvolgendo medici e infermieri nelle scelte che li riguardano direttamente. Purtroppo capita spesso che il personale venga a sapere di decisioni importanti a cose fatte o con pochissimo preavviso e ciò crea un clima di incertezza, precarietà e sfiducia.

Inoltre è necessario e urgente rendere il nostro nosocomio più attrattivo per reperire nuovo personale e mantenere quello già assunto. Una delle strade è di adottare pratiche di welfare aziendale». E adesso? «Continuiamo a monitorare e riceviamo segnalazioni che verifichiamo e comunichiamo con la consapevolezza che il nostro nosocomio ha grandi potenzialità e dobbiamo difenderlo, evidenziandone l’efficienza, ma indicando le criticità con spirito propositivo perché vengano risolte. Chiediamo che i Comuni del territorio, attraverso l’assemblea dei sindaci, facciano lo stesso. Attualmente ci pare che siano poco attivi e coinvolti. Da parte nostra proseguiamo a supportare il “Coordinamento Cittadine e Cittadini per l’Ospedale Oglio Po” che sta facendo un gran lavoro».

Nasce la Biblioteca dello Sport Gianni Mura, con un occhio a Cremona

(g.m.) L’apertura di una biblioteca rappresenta sempre una bella notizia. Se poi si tratta di una “Biblioteca dello Sport”, intitolata a un grande giornalista come Gianni Mura , la notizia diventa ancora più rilevante e originale. La Biblioteca dello Sport è stata inaugurata la scorsa settimana a Milano, in via Confalonieri, di fronte al Bosco Verticale. L’iniziativa è stata lanciata dall’associazione “Altropallone” e dal suo responsabile Paolo Maggioni , volto noto del giornalismo sportivo in quanto conduttore della “Domenica Sportiva”. «L’idea - ci dice Maggioni - è nata due anni e mezzo fa. Dopo la scomparsa di Gianni Mura mi è stato chiesto di sostituirlo alla presidenza del premio “L’Altropallone” che attribuiamo ogni anno a uno sportivo che si è distinto per il suo impegno fuori dal campo nell’intento di utilizzare lo sport come vettore di valori positivi, contro ogni forma di discrimi -

nazione e di razzismo. Mi sono chiesto, allora, come si potesse ricordare Gianni, la sua penna straordinaria, la sua umanità, il suo modo unico e raffinatissimo di raccontare lo sport. Gianni Mura era un uomo analogico nel senso più alto del termine e faceva profumare la carta di parole meravigliose. Ho pensato che un luogo che potesse ospitare i suoi libri e, tenendo ben saldi i piedi nel futuro, tante altre storie di sport potesse essere una buona idea per tener viva la sua lezione giornalistica». «È belloprosegue il giornalista - che la biblioteca sorga in un quartiere che a Gianni sarebbe piaciuto molto: gentrificato e internazionale, ma con una profonda anima popolare». La Biblioteca dello Sport dispone già di oltre 2mila libri che stanno per essere catalogati, in collaborazione con Caeb, e che nel giro di qualche settimana potranno essere presi in prestito tramite il Sistema

Bibliotecario Milanese. Il 21 marzo, nell’anniversario della morte di Gianni Mura, si terrà la “Muratona” con la presentazione, fra l’altro, del libro di Giuseppe Smorto su “I quattro Gianni” (Brera, Clerici, Minà e Mura). Si prevedono altri appuntamenti in cortile durante i Mondiali di calcio. La Biblioteca dello Sport ospita anche le storie di Cremona e dei suoi atleti: «C’è un libro sulla Cremonese - ci informa Paolo Maggioni - e ci sono alcuni

libri di e su Luca Vialli (fra cui “Le cose importanti” e “La bella stagione”). Quella di Cremona è una realtà calcistica stupenda a cui siamo estremamente affezionati. Se dovesse arrivare altro materiale, lo valorizzeremo senz’altro. Quest’anno, se avessi avuto tempo, avrei scritto un libro su Vardy a Cremona. È la storia più romantica del nostro calcio. Se Jamie resterà in grigiorosso, cercherò di scriverlo l’anno prossimo».

Addio a Licinio Valenti, anima di tanti eventi di Casalmaggiore
IL LUTTO
GUIDO MORESCHI
A sinistra Gloria Barili, a destra l’ingresso dell’ospedale Oglio Po
Paolo Maggioni, Fabiana Della Valle, Raffaele Tomelleri e Luca Campedelli alla presentazione del libro “Chievo-Un delitto perfetto”

RICONOSCIMENTI

La premiazione da parte del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta il 22 maggio al Teatro all’Antica

Il Toson d’Oro assegnato a Gigi Buffon

Sarà un protagonista indiscusso dello sport italiano il destinatario del Premio Nazionale Toson d’Oro del Rotar y Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta: la apposita Commissione, sotto la presidenza 2025-2026 di Stefano Bozzetti , ha scelto Pierluigi Buffon quale “campione” di valori ed eccellenza a cui conferire la massima onorificenza del sodalizio.

L’appuntamento, aperto gratuitamente al pubblico, è per le ore 18 del 22 maggio, presso il Teatro all’Antica di Sabbioneta. Il Toson d’Oro è il pendente di cui potè fregiarsi il duca di Sab-

bioneta Vespasiano Gonzaga per i meriti politici riconosciutigli dal re di Spagna Filippo II nel 1585: quella storica “medaglia” fu ritrovata nella tomba del fondatore di Sabbioneta nel 1988 e da allora il Rc Cvs si è prodigato per rendere quel simbolo un premio da conferire alle personalità di spicco nei vari ambiti (scientifici, artistici, culturali) del nostro Paese: da Umberto Veronesi nel ramo della Medicina, premiato nel 2014, anno di istituzione del riconoscimento, a Philippe Daverio , Ennio Morricone , allo chef Massimo Bottura Carla Fracci Santo

Versace , Vittorio Storaro per fotografia e cinema, Horacio Pagani per ingegneria e automobilismo, alla virologa Ilaria Capua nel 2024. Ora tocca allo sport: del Toson d’Oro potrà fregiarsi uno dei portieri più forti di sempre, passato alla storia per le sue grandi parate e per la grande persona che è, Pierluigi Buffon. Parma, Juventus, Nazionale: le imprese sportive di Gigi Buffon ce le ricordiamo tutte, e potremo riviverle attraverso la sua testimonianza diretta a Sabbioneta il 22 maggio. Un’altra splendida occasione che il Ro-

Lavori alle fogne per risolvere un problema storico

Il cantiere di via Dossi a Gussola entra nella sua fase più impegnativa con la seconda parte dei lavori di rifacimento del collettore fognario, che interessa il tratto orientale della via, da via Garibaldi verso via Toselli, per la sostituzione di alcune sezioni della condotta. Si tratta della porzione tecnicamente più complessa dell’intervento, finanziato dal Ministero dell’Interno nel 2024 con 600.000 euro a fondo perduto. A eseguire i lavori è la ditta Aroldi F.lli di Casalmaggiore, già attiva sul cantiere dall’ottobre 2025. L’intervento si è sviluppato in sequenza su due settori, con inizio nel tratto occidentale, dall’incrocio con via Cavour fino a via Dossi e via Berlinguer per il rinnovo

delle camerette di ispezione della rete fognaria e successivamente si è spostato verso est. La seconda fase, prevede, oltre ad interventi analoghi a quanto già fatto, anche la sostituzione di tratti della condotta fognaria vera e propria, un’operazione di portata maggiore, sia per estensione che per impatto sulla viabilità. Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, il Responsabile dell’Area Tecnica ha emesso un’ordinanza che dispone la chiusura al traffico veicolare, eccetto residenti, di via Toselli, via Dossi nel tratto da via Garibaldi al civico 20 e via Berlinguer fino al parcheggio di via Aldo Moro, dalle ore 7 alle ore 19, fino al termine del cantiere.

Il cantiere di via Dossi si inserisce in una strategia di lungo periodo che l’amministrazione comunale ha costruito attorno a uno dei problemi più radicati del territorio: la vulnerabilità idraulica del centro abitato. Gussola ha pagato per anni un tributo pesante agli eventi atmosferici intensi, con allagamenti ricorrenti che hanno colpito nella zona interessata dai lavori. L’amministrazione ha scelto di affrontare questa fragilità in modo organico, costituendo un tavolo tecnico permanente con Padania Acque, l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, il Consorzio di Bonifica del Navarolo e Regione Lombardia, per coordinare interventi e risorse in una logica

tary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta offre a tutto il territorio: celebrare insieme, gratuitamente, una eccellenza nazionale.

di sistema.

Sul fronte finanziario, ai 600.000 euro già ottenuti si aggiunge una seconda domanda di contributo, presentata a settembre 2025 al Ministero dell’Interno per altri 400.000 euro a fondo perduto, destinati a interventi di sagomatura e ripristino dei canali confinanti con la rete stradale comunale nelle aree più vulnerabili.

All’Avis il nuovo romanzo di Stefano Ventura

La sezione Avis di Casalmaggiore organizza un incontro con l’autore sabato 14 marzo alle ore 17. A presentare il suo nuovo romanzo, “Il decimo scriba”, sarà Stefano Ventura , vincitore di numerosi premi letterari. Dialogherà con l’autore la professoressa Ornella Anversa , mentre leggerà alcuni brani del libro l’attore Simone Coroni . L’incontro si terrà presso la sala convegni “Braga Dionigi”. Durante la presentazione ci sarà un momento di intrattenimento musicale con il maestro Fabio Fava e l’Ensemble Salieri.

Al Soms venerdì prossimo incontro sul tema dei diritti

Lo scorso 10 febbraio il Parlamento Europeo ha approvato due testi legislativi centrali del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo: la lista comune dell’Unione europea dei Paesi di origine sicuri e il nuovo concetto di Paese terzo sicuro. Si tratta di un passaggio politico di estrema rilevanza, che segna un ulteriore e preoccupante arretramento delle garanzie previste per le persone che chiedono protezione internazionale nell’Unione europeo. Nell’ambito della Trama dei diritti l’Associazione Amici di Emmaus di Piadena Drizzona, con la Comunità Emmaus di Canove de’ Biazzi, ha invitato a parlarne Michele Rossi , direttore di Ciac (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione) di Parma. L’evento si svolge grazie alla collaborazione con Soms di Torre Picenardi, servizio Sai, Cooperativa La Famiglia del Vho e Associazione Agnese’s Friends di Piadena Drizzona, Associazione M.I.A. di Casalmaggiore, Csv Lombardia Sud Ets e con il patrocinio dei Comuni di Piadena Drizzona e Torre de’ Picenardi. L’appuntamento, gratuito e aperto a tutti, si terrà venerdì 13 marzo alle ore 21 presso il Teatro Soms in via Garibaldi, 31/A a Torre de’ Picenardi.

IN BREVE
GUSSOLA
L’incrocio tra via Dossi, via Garibaldi e via Toselli

In un’epoca dominata dalla ricerca di materiali performanti e dal basso impatto ambientale, il serramento in legno sta vivendo una vera e propria rinascita. Non si tratta più solo di una scelta estetica legata alla tradizione, ma di una decisione strategica che unisce efficienza energetica, benessere abitativo e design d’avanguardia. Mentre l’edilizia globale si sposta verso la “decarbonizzazione”, il legno si riprende il centro della scena come unico materiale da costruzione strutturale che stocca carbonio anziché emetterne durante la produzione.

ISOLAMENTO NATURALE

E RISPARMIO ENERGETICO

Il principale punto di forza dei serramenti in legno risiede nelle proprietà fisiche intrinseche della materia prima. Il legno è un isolante termico naturale per eccellenza: la sua conducibilità è nettamente inferiore a quella di alluminio o PVC. Questo si traduce in un taglio netto dei ponti termici e in una capacità straordinaria di mantenere costante la temperatura interna degli ambienti. In inverno, le finestre in legno impediscono la dispersione del calore; in estate, proteggono dal surriscaldamento. Grazie all’accoppiamento con vetrocamere di ultima generazione e guarnizioni a tenuta termica, questi infissi permettono di raggiungere valori di trasmittanza termica estremamente bassi, facilitando l’accesso alle certificazioni in Classe A e garantendo un risparmio concreto sulle bollette energetiche.

LA TECNOLOGIA

DEL LEGNO LAMELLARE

Uno dei pregiudizi storici legati al legno riguarda la sua presunta tendenza a imbarcarsi o deteriorarsi nel tempo. La moderna industria dei serramenti ha superato questo ostacolo grazie all’uso del legno lamellare. Questa tecnica prevede la sovrapposizione di lamelle con venature contrapposte, incollate sotto pressione.

Il risultato è un profilo estremamente stabile, rigido e resistente alle sollecitazioni meccaniche. Il lamellare annulla i movi-

Serramenti, nell’architettura

menti naturali del legno vivo, garantendo che la finestra mantenga la sua forma perfetta e la sua ermeticità per decenni. Inoltre, i moderni trattamenti con vernici all’acqua, atossiche e traspiranti, offrono una protezione duratura contro agenti atmosferici, raggi UV e funghi, riducendo drasticamente la frequenza della manutenzione rispetto al passato.

Serramenti, il ritorno del legno

moderna

COMFORT IGROMETRICO

E BENESSERE PSICOFISICO

Oltre alle prestazioni tecniche, il legno offre qualcosa che i materiali sintetici non possono replicare: il comfort sensoriale. Il legno è un materiale igroscopico, capace di “respirare” e regolare naturalmente l’umidità all'interno delle stanze, prevenendo la formazione di muffe e condensa.

Esiste poi una componente psicologica fondamentale, spesso definita biofilia. Vivere in ambienti circondati da materiali naturali riduce i livelli di stress e migliora la qualità del riposo. Al tatto, il legno non risulta mai gelido o eccessivamente caldo, mantenendo una temperatura superficiale vicina a quella del corpo umano, aumentando così la percezione di accoglienza della casa.

PERSONALIZZAZIONE:

ARTIGIANATO E DESIGN

Scegliere il legno significa avere a disposizione una tavolozza infinita. Dalle essenze classiche come il rovere e il castagno, fino al pino o ai legni esotici, ogni venatura è un pezzo unico. Le moderne tecnologie di fresatura CNC permettono di creare profili minimali, con nodi nascosti e telai a scomparsa, perfetti per l'architettura contemporanea che predilige superfici vetrate e linee pulite. Per chi non vuole rinunciare a nulla, esistono i sistemi legno-alluminio: una struttura interna in legno per il calore e l’estetica, protetta all'esterno da un guscio in alluminio che azzera la manutenzione esterna, offrendo il meglio dei due mondi.

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Investire in serramenti in legno significa fare una scelta etica. Se proviene da foreste gestite in modo responsabile (certificazioni FSC o PEFC), il legno è una risorsa rinnovabile e riciclabile al 100%. In un mercato immobiliare attento alla sostenibilità, un infisso di qualità in legno non è solo una spesa, ma un investimento che accresce il valore patrimoniale dell’immobile nel tempo.

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Spesso invisibile agli occhi dei non addetti ai lavori, la lattoneria rappresenta la “corazza” di ogni edificio. Se un tempo il lattoniere era l’artigiano che modellava a mano pentole e piccoli utensili, oggi è una figura tecnica specializzata, responsabile della tenuta idraulica e della finitura estetica delle coperture moderne. In un contesto di cambiamenti climatici con precipitazioni sempre più violente, il ruolo dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche è diventato cruciale per la salvaguardia del patrimonio edilizio.

DAL RAME

ALLE LEGHE MODERNE

La storia della lattoneria affonda le radici nell'antichità, quando l'uomo comprese che i metalli potevano offrire una protezione superiore rispetto a paglia o argilla. I Romani utilizzavano già il piombo per le condutture e le coperture, ma è nel Medioevo e nel Rinascimento che il rame diventa il protagonista assoluto delle grandi cattedrali e dei palazzi nobiliari. La sua capacità di ossidarsi, creando quella tipica patina verde che lo protegge per secoli, lo ha reso il materiale nobile per eccellenza.

Con l’avvento della rivoluzione industriale e lo sviluppo della metallurgia, la lattoneria ha accolto nuovi protagonisti: lo zincotitanio, l’acciaio inox e, soprattutto, l’alluminio. Quest’ultimo ha rivoluzionato il settore grazie alla sua leggerezza, alla resistenza alla corrosione e alla possibilità di essere pre-verniciato in un’infinità di varianti cromatiche, adattandosi così anche ai progetti architettonici più audaci.

FUNZIONALITÀ ESTREMA:

CONVOGLIARE E PROTEGGERE

Il compito primario della lattoneria resta la gestione delle acque piovane. Grondaie, pluviali, scossaline e colmi non sono semplici accessori, ma componenti di un sistema integrato che impedisce alle infiltrazioni di degradare le strutture murarie e l’isolamento termico. Un sistema di lattoneria mal progettato o posato in modo

Architettura, I fondamenti

approssimativo può causare danni strutturali gravissimi nel giro di pochi anni. Oggi, la progettazione si avvale di calcoli precisi sulla pluviometria locale per dimensionare correttamente i canali di gronda. Non si tratta più solo di "montare tubi", ma di garantire che l’edificio possa affrontare eventi atmosferici estremi senza subire danni. La precisione millimetrica nel taglio e nella piegatura delle lamiere assicura che ogni giuntura sia a tenuta stagna, riducendo al minimo la manutenzione.

L’ESTETICA DEL METALLO NELL’ARCHITETTURA

Negli ultimi decenni, la lattoneria è usci-

e sostenibilità

dell’arte della lattoneria

ta dal ruolo puramente funzionale per diventare un elemento di design. Le facciate ventilate in metallo e le coperture a “aggraffatura doppia” sono diventate i tratti distintivi dell'architettura contemporanea. Il metallo permette di rivestire forme organiche e complesse, seguendo linee curve o angoli acuti che sarebbero impossibili da realizzare con i materiali tradizionali. La scelta della finitura metallica definisce il carattere di un edificio: l'aspetto hi-tech dell'acciaio lucido, l'eleganza senza tempo del rame o la modernità sobria dello zincotitanio scuro. Questa versatilità permette ai progettisti di giocare con luci e ombre, creando superfici che cambiano aspetto a seconda dell'ora del giorno e delle condizioni meteo.

SOSTENIBILITÀ E RICICLO

In un’ottica di economia circolare, la lattoneria metallica rappresenta una delle scelte più ecologiche possibili. Metalli come alluminio, rame e acciaio sono riciclabili al 100% per un numero infinito di volte, senza mai perdere le proprie caratteristiche meccaniche. Inoltre, i sistemi di lattoneria moderni sono spesso integrati con soluzioni per il recupero delle acque piovane in appositi serbatoi, contribuendo al risparmio idrico domestico e agricolo. Installare una lattoneria di qualità significa fare un investimento che dura dai 50 ai 100 anni, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti e limitando lo spreco di risorse.

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Questa volta parliamo di… “L’AVVERSARIO ”

“La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia”. Proprio così: mentre la nostra vita scorre nel banale quotidiano, poco distante possono consumarsi vere e proprie tragedie. Con tale amara constatazione Emmanuel Carrère inizia a raccontare l’incredibile storia di Romand, che aveva sterminato la famiglia, moglie, figli genitori come estremo rimedio ai suoi fallimenti, imbrogli e finzioni. Pur se educato a dire sempre la verità, Romand, già all’inizio della sua fallimentare carriera universitaria, era rimasto prigioniero delle sue abili e fantasiose menzogne, fingendo di avere sostenuto esami, conseguito laurea e successi lavorativi mai ottenuti. Osserva in proposito Carrère che in questo caso “Fingere di fare Medicina gli richiedeva uno zelo e un’energia pari a quelli di cui avrebbe avuto bisogno per farla davvero.” Come è vero! A volte ci si affatica per trovare ingegnosi escamotages (evitare multe, tasse, fastidi) quando sarebbe tutto più semplice indirizzare le proprie energie nel corretto e diretto uso delle stesse. Ma tornando a Romand, l’autore racconta la sua storia come romanzo-verità, con un taglio giornalistico/psicologico entrando lui stesso nella terribile vicenda, parlando direttamente con il protagonista, cercando di capire cosa possa avere provocato tanto orrore. Carrère scava nell’animo di quel criminale, prigioniero del proprio narcisismo e di Satana (è lui l’Avversario), per scoprire se, dopo la giusta condanna, abbia veramente trovato la pace interiore (a dispetto di tutti) in un nuovo rapporto con sé stesso e con Dio, o se sia ancora preda dell’avversario, e infine si domanda se sia giusto raccontarlo, un dubbio che gli fa chiudere così la narrazione: ”Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera” (per i più pigri, c’è anche il film).

CON TINDARO GRANATA

“Vorrei una voce” domenica sera al Teatro Ponchielli

CULTURA

Scritto e interpretato da Tindaro Granata, “Vorrei una voce” (in scena al Teatro Ponchielli domani alle 20.30 in occasione della Giornata Internazionale della Donna), è uno spettacolo in forma di monologo

costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che l’autore e attore siciliano ha realizzato al Teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa

Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza, nell’ambito del progetto “Il Teatro per Sognare”. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.

Il libretto, edito da Kim Williams Books, sarà presentato giovedì 12 marzo presso la Biblioteca Statale

Una traduzione che riscopre l’Arlecchineide

“Prosecuzione e fine dell’Arlecchineide”, edito dalla prestigiosa casa editrice cremonese-torinese Kim Williams Books, sarà presentato a Cremona giovedì 12 marzo alle 16.30, presso la sala Conferenze della Biblioteca Statale di Cremona, in via Ugolani Dati 4. Il libro sarà presentato da Monica Zefferi, germanista ed italianista, autrice di questa prima traduzione italiana dell’Arlecchineide, della sua introduzione e delle note (inclusa quella biografica), che accompagnano questa pregiata ed elegante edizione (si noti, in copertina, il quadro “Aschermittwoch” di Carl Spitzweg). La professoressa ci ha gentilmente concesso l’intervista che segue. Di cosa tratta il libro?

«Si tratta di un libretto quasi sconosciuto, un testo teatrale tedesco di Ferruccio Busoni da me tradotto in italiano. Questo lavoro è presentato da Busoni come la continuazione poetica dell’atto unico “Arlecchino ovvero Le finestre”, capriccio teatrale in quattro quadri composto nel 1916. In re-

Oggi alle ore 17.30 l’Associazione Diogneto (in Corso Garibaldi 92 a Cremona e la Libreria Logos accoglieranno lo scrittore Paolo Musso per la presentazione del suo libro “Ucciderò Dio venerdì” (edizione Federica Picchi-Dominus

IN

altà, questa “Arlecchineide” da me tradotta, introdotta e annotata, è un’opera che, se non è frammentaria, è certamente non finita, in quanto lasciata in una serie di fogli e foglietti manoscritti (l’autore era notoriamente un grafomane)». Quando fu prodotta l’Arlecchineide?

«Si tratta di un’opera scritta a Zurigo tra il 1915 e il 1918. Busoni si trova nella città svizzera per sfug-

gire alla prima guerra mondiale. Il lavoro viene portato a termine nel 1918 con il titolo provvisorio di “Prosecuzione dell’Arlecchineide” o “Arlecchino 2”, un libretto che non è mai stato musicato e pubblicato e che è poi stato ritrovato a Berlino. Quindi il titolo pensato da Busoni era provvisorio». Come possiamo leggere questa “Prosecuzione e fine dell’Arlecchineide”?

«Come una sorta di testamento spirituale. Busoni critica infatti la società contemporanea, anticipando i temi della Scuola di Francoforte, criticando le nuove tendenze musicali, il consumismo, la pubblicità e la modernità in modo feroce e impietoso, ma soprattutto profetico. Come i grandi geni, Busoni anticipa i tempi. C’è anche una dura critica al conflitto in atto, la prima guerra mondiale, ritenuto estensione necessaria dell’ultra-capitalismo, funzionale all’arricchimento di pochi e allo sfruttamento dell’idealismo dei giovani che sono partiti volontariamente per la guerra. L’analisi sociale di Busoni è più culturale che altro e si sviluppa dopo la

morte dell’amico Umberto Boccioni, il pittore italiano futurista che lo aveva ritratto e che si era arruolato volontario partendo per il fronte, affascinato dagli aspetti eroici e dinamici del conflitto mondiale».

Qual è la stru ttura di “Prosecuzione e fine dell’Arlecchineide”? «Si tratta di un atto unico in quattro scene, con personaggi in parte fantastici in parte realmente esistiti (noti esponenti della letteratura)».

Il titolo de l libro è “Prosecuzione e fine dell’Arlecchineide”, come si chiama invece l’evento durante il quale sarà presentato?

«L’evento si chiamerà “Il teatro del capriccio di Ferruccio Busoni”, ed è organizzato congiuntamente dall’editore Kim Williams Books e dalla Biblioteca Statale di Cremona. Nel corso della manifestazione, oltre alla mia presentazione, gli intervenuti potranno assistere a una lettura drammatizzata del testo di Busoni a cura degli allievi del Laboratorio di teatro dell’Associazione degli Studenti di Musicologia e beni Culturale diretto da Enrico Tommasoni».

Paolo Musso ospite alla Libreria Logos

Production). Ambientato con grande realismo nel più celebre centro di ricerca del mondo, il Cern di Ginevra, il racconto parte da personaggi e teorie scien-

tifiche reali per svilupparsi in un giallo (fanta)scientifico avvincente in cui l’autore, attraverso i più profondi misteri della cosmologia e della teologia, con uno sti -

le chestertoniano a tratti auto-ironico, ci avvicina alla scienza e ai grandi misteri dell'uomo, in modo appassionante anche per il pubblico più giovane. Fino al sorprendente finale, quando a mettere a posto tutti i pezzi dell’impossibile vicenda sarà il dettaglio apparentemente più banale e proprio per questo trascurato da tutti i suoi geniali protagonisti. L’ingresso è libero.

“Il Grande Gioco” tra geopolitica e letteratura di Peter Hopkirk

“Il Grande Gioco. I servizi segreti in Asia centrale” di Peter Hopkirk è un punto d’incontro tra la storia della geopolitica e la letteratura: vi si raccontano le vicende politiche cruciali di un’area vastissima, compresa tra il Mar Caspio e il Tibet, occorse durante l’Ottocento. A fronteggiarsi sono, da un lato, la Russia zarista, impegnata nella conquista di un impero coloniale in Asia; dall’altro l’Inghilterra, decisa a difendere la “perla dell’impero”, l’India, dai presunti piani di invasione di Pietroburgo. Una guerra anglo-russa in quelle zone, però, non ci fu: i contendenti del Grande Gioco mossero le loro pedine senza mai fronteggiarsi direttamente, bensì scontrandosi o alleandosi con le tribù e i regni locali governati

dai khan (eredi dell’epopea turco-mongola). L’esito, all’inizio del Novecento, fu la sottomissione dell’area alle grandi potenze, facendone il confine degli imperi cinese, russo e inglese. Perno dello scacchiere fu l’Afghanistan, le cui popolazioni riottose diedero molto filo da torcere agli invasori, tanto che a nessuno riuscì l’occupazione permanente del Paese. Questa storia corale parte dal presupposto geopolitico dell’espansionismo inevitabile delle potenze coloniali; il quale però sbiadisce di fronte allo spirito d’avventura e alle ambizioni delle singole personalità: soldati, spie, politici, re, capitribù, avventurieri. Li vediamo impegnati in intrighi, acrobazie diplomatiche, marce forzate, feroci battaglie, assedi di

fortezze, in uno dei territori più aspri al mondo, fatto di terre brulle e montagne ciclopiche. Inoltre, si assiste all’oscillare dell’opinione pubblica e delle classi dirigenti europee, talora inclini a minimizzare, talaltra a esagerare la possibilità di un conflitto anglo-russo. L’espressione “Great Game” fu coniata da Arthur Connolly (18071842), valoroso e sfortunato ufficiale inglese, decapitato nella città di Buchara; nondimeno, la fortuna dell’espressione è dovuta anche a Rudyard Kipling, che la usò nel romanzo “Kim”. Sulla copertina dell’edizione italiana Adelphi (bella, la traduzione di Giorgio Petrini) compare una strepitosa fotografia di Steve McCurry, da un reportage in Afghanistan per Magnum.

CONSIGLI
LIBRERIA di Federico Pani

GIOVEDÌ MATTINA

MARTEDÌ 10 MARZO

“Essere cittadini europei”, incontri a Cremona e Crema Domani la presentazione del libro di Alessia Maggi Giovedì 12 marzo alle ore 8.30 a Crema, presso la sala Alessandrini e alle 11 a Cremona presso l’aula magna dell’ IIS J.Torriani, la Rete di scuole superiori aderenti al progetto “Essere cittadini europei. Percorsi per una Memoria europea attiva” propone un’altra iniziativa nell’ambito della Giornata della Memoria, rivolta soprattutto agli studenti che parteciperanno al Viaggio della Memoria 2026 a Norimberga e al KZ di Flossenbürg.

In occasione della Festa della donna, domani pomeriggio alle ore 16 presso la sala Polivalente del Comune di Derovere, viene presentato il libro dal titolo “La forza nella fragilità” di Alessia Maggi, scritto nel ricordo del figlio Alber to Pini, la cui vicenda personale è descritta come “un viaggio inaspettato che ti cambierà la vita”. Introdurrà l’incontro Michela Garatti.

Dal 10 al 26 aprile è in programma la prima edizione di un originale festival organizzato all’aperto

Incontrare l’arte a piedi nudi nel parco

Dal 10 al 26 aprile Cremona ospita la prima edizione del festival culturale e teatrale “A piedi nudi nel parco”, organizzato dalla Compagnia dei Piccoli. Si svolgerà tra Porta Mosa e il Parco del Vecchio Passeggio, trasformati dalla presenza di una struttura inusuale: un tendone da circo, simbolo di un’arte popolare e itinerante. Il cartellone è ricco e articolato. Si parte il 10 aprile con “Poveri Cristi” di e con Ascanio Celestini. Il 12 aprile va in scena “Kamikaze (Spero vada meglio dell’ultima volta)” di Giulio Santolini; il 15 aprile è la volta di “La costanza della mia vita” di Pietro Giannini; il 16 aprile “Queste calze sono blu” di Maddalena Sighinolfi e Sabrina Boarino; il 18 aprile “Eva. Diario di una costola” con Rita Pelusio. Il 22 aprile spazio a “Shakespearology” della compagnia Sotterraneo. Accanto agli spettacoli teatrali, il festival propone numerosi appuntamenti collaterali: la Graffiti Jam di Street Art (11 aprile), la proiezione del cortometraggio “Matél” (17 aprile) di Andrea Negroni, un concerto tra gli alberi dedicato ad Amilca-

“Provincia barocca” e “Un Museo tutto da giocare” sono le due iniziative che il Museo Diotti ha presentato nei giorni scorsi. La “Provincia barocca – Arte in dialogo tra Oglio e Po” rappresenta un importante progetto culturale che interessa l’intero territorio del Cremonese-Mantovano e che ha nel Diotti l’ente coordinatore. I promotori dell’iniziativa hanno spiegato che “c’è un forte interesse a livello accademico su questo periodo

re Ponchielli, il reading “Resistere senza armi” (19 aprile), fino alla per formance “A scuola nel parco” e al talk su Teatro e Danza in programma il 24 aprile. L’iniziativa non nasce soltanto con un intento artistico: si propone anche di guidare la comunità alla riscoperta di due spazi urbani dalle grandi potenzialità, Porta Mosa e il Parco del Vecchio Passeggio. Il titolo del festival richiama l’opera “Barefoot in the park” di Neil Simon e suggerisce l’idea di un contatto diretto, autentico e fisico con i luoghi che ospitano gli eventi. Il progetto, curato dalla Compagnia dei Piccoli con la direzione ar tistica di Mattia Cabrini, si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Il Giardino dei sogni” e gode del patrocinio e del contributo del Comune di Cremona, di Anci e del Dipartimento per le Politiche Giovanili, a conferma

della valenza culturale e sociale. In totale, comprende 18 spettacoli, 11 eventi tra incontri e musica e 6 laboratori, tutti a ingresso gratuito (con prenotazione consigliata, tramite il sito www.apiedinudinelparco.it ). Tra cinema, teatro, momenti di confronto, attività espressive, concer ti bandistici e dj set, il festival è pensato per coinvolgere il maggior numero di persone possibile. «Vorremmo che questa fosse l’occasione per mescolare persone, esperienze e linguagg. Ecco perché offriamo proposte così varie: teatro e musica (dalla banda al pop, dall’indie all’elettronica), ma anche contributi filosofici, spirituali, educativi. La sfida è tenere insieme più mondi: l’arte, la cultura e il sociale, inteso sia come comunità sia come attività di cura ai bisognosi», spiega il direttore artistico Mattia Cabrini.

Presentate due iniziative dal Museo Diotti

storico-artistico ed è giunto il momento di colmare la carenza di studi e valorizzare le espressioni barocche del territorio”. In cartellone numerosi appuntamenti, fra conferenze e visite guidate e un convegno finale di livello nazionale, il 23 e 24 ottobre a Palazzo Abbaziale. Il primo incontro è previsto per domani

alle 16 presso il Museo Diotti: Mario Marubbi (Museo Civico Ala Ponzone di Cremona) relazionerà su “Prima dei Natali: episodi di quadraturismo e illusionismo architettonico prima dell’età barocca”. Di tutt’altro genere è il progetto “Un Museo tutto da giocare”, selezionato dal Ministero della Cultura nell’ambi -

Al Filo le poesie di Bella Achmadulina grazie al Lyceum Club

il Lyceum Club Internazionale Cremona offre la possibilità di conoscere la voce di una straordinaria figura femminile, la poetessa russa Bella Achmadulina (Mosca 1937-2010). Relatrice sarà Fabiola Giancotti, ricercatrice, scrittrice ed anche regista che illustrerà quella che lei stessa definisce “la più grande poetessa di questa immensa regione” e che ebbe personalmente l’occasione di conoscere ed intervistare alla fine degli anni Novanta a Milano. L’incontro, dal titolo “La lingua della poesia” e in programma martedì 10 marzo alle 17.30 presso la sala Conferenze della Società Filodrammatica Cremonese (a ingresso libero), sarà arricchito dalla lettura di alcuni componimenti di Bella Achmadulina recitati in italiano da Emi Mori, ma anche in russo da Federico Telli.

to del bando 2024 per i Piccoli Musei. L’iniziativa è curata dal parmigiano Davide Carcelli, sviluppatore di giochi da tavolo, con la collaborazione dell’associazione culturale Googol e della casa editrice Creardo. Quattro i giochi che saranno realizzati nei prossimi mesi e avranno il Diotti come baricentro: Diventa direttore, Carte e autori, Pittore per un giorno, La grande mappa. Info: 0375-200416. Guido Moreschi

Consulenza in campo pensionistico

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Estratti contributivi e certificativi

Accredito maternità e servizio militare

Ricongiunzioni e Riscatti contributivi

Prestazioni socio-assistenziali

Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) Assegno di inclusione (ADI) Riconoscimento invalidità civile e disabilità

Benefici legge 104/92

Tutela della maternità Richiesta assegno unico Permessi di soggiorno

Sostegno al reddito

Naspi e Discoll

FEDERICO PANI

L’8 marzo non è una festa, ma una ricorrenza che affonda le radici nelle lotte operaie e nei movimenti di rivendicazione dei primi del Novecento. Sebbene il calendario la definisca "Giornata Internazionale della Donna", il suo significato profondo oscilla tra la memoria storica e la riflessione presente. In questo scenario, il fiore non è un semplice omaggio estetico, ma un vessillo carico di significati simbolici, capace di raccontare storie di resilienza e conquiste.

LA MIMOSA: UN SIMBOLO TUTTO ITALIANO

Mentre nel resto del mondo l’8 marzo viene celebrato con modalità differenti, in Italia la mimosa (Acacia dealbata) è diventata l’emblema ufficiale della giornata a partire dal 1946. Furono le organizzatrici dell'UDI (Unione Donne in Italia), tra cui Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, a sceglierla. La motivazione fu tanto poetica quanto pragmatica: la mimosa fiorisce proprio all'inizio di marzo, è un fiore economico e cresce spontaneamente, rendendolo accessibile a tutte le classi sociali. Ma c'è di più. La mimosa, con i suoi pallini gialli apparentemente fragili, nasconde una pianta estremamente vigorosa e resistente, capace di prosperare anche in terreni difficili. È l'immagine perfetta della forza femminile: una delicatezza esteriore che protegge una determinazione incrollabile. Regalare una mimosa oggi significa onorare quel "passaggio di testimone" tra le generazioni che hanno lottato per il suffragio e quelle che oggi combattono per la parità salariale.

IL TULIPANO: ORGOGLIO E CONSAPEVOLEZZA

Negli ultimi anni, accanto alla tradizionale mimosa, si sta facendo strada il tulipano. Questo fiore, celebrato per la sua linearità e la varietà di colori, porta con sé un messaggio di "amore perfetto" e nobiltà d'animo. Nel contesto dell’8 marzo, regalare tulipani gialli o rossi sot-

tolinea un riconoscimento del valore intellettuale e professionale della donna. A differenza della mimosa, che tende a seccarsi rapidamente, il tulipano continua a crescere anche dopo essere stato reciso, piegandosi verso la luce senza mai spezzarsi facilmente. È il fiore scelto da chi vuole dare una sfumatura più contemporanea alla ricorrenza, uscendo dal canone della tradizione per abbracciare un’estetica più sobria e internazionale.

LA ROSA: PASSIONE E SOLIDARIETÀ

Non si può parlare di fiori senza citare la rosa. Se la rosa rossa è il simbolo dell'a-

I fiori più belli per lE donne NON SOLO MIMOSE

more romantico, nell’economia dell’8 marzo sono le varianti rosa e bianche a farla da padrone. La rosa rosa simboleggia la gratitudine e l'ammirazione, rendendola ideale per celebrare il legame tra amiche, colleghe o familiari. Storicamente, il binomio "Pane e Rose" è diventato lo slogan delle lavoratrici tessili di inizio secolo: il pane rappresentava la sicurezza economica e le rose la qualità della vita, il diritto alla bellezza e alla dignità. Ancora oggi, la rosa ricorda che la lotta per i diritti non riguarda solo le necessità primarie, ma il diritto universale a un'esistenza piena e rispettata.

UN GESTO DI RISPETTO, NON SOLO DI CORTESIA

La scelta di un fiore può tornare a essere un gesto politico se accompagnata dalla consapevolezza. Acquistare fiori da filiere etiche e certificate significa supportare il lavoro femminile in molti paesi in via di sviluppo, dove il settore florovivaistico è una delle principali fonti di reddito per le donne. Il fiore, dunque, non deve essere un "contentino" annuale, ma un promemoria visivo. Il suo profumo e il suo colore negli uffici, nelle case e nelle piazze servono a ricordare che la fioritura dei diritti è un processo costante, che richiede cura, luce e, soprattutto, una memoria viva.

Grandi emozioni nelle prove multiple ai Campionati Italiani Assoluti indoor ad Ancora. Dario Dester e Sveva Gerevini, cremonesi in forza ai Carabinieri, hanno vinto l’oro confermando tutto il loro talento. Dester, finalmente a posto fisicamente, ha trionfato nell’eptathlon con la miglior prestazione italiana

Dario e Sveva d’oro agli Italiani indoor

di sempre (6121 punti).

Dopo il primato personale nei 60 metri (6”91), ha saltato nel lungo a 7,48 metri e nel peso ha lanciato a 14,86. Ha chiuso il sabato con la misura di 1,98 nel salto in alto che gli ha permesso di totalizzare al termine

delle prime quattro gare 3411 punti. Nella seconda giornata ha corso i 60 ostacoli in 7”96, ha poi saltato 4,70 nell’asta e si è migliorato nei 1000 metri in 2’37”69.

Per Sveva Gerevini si tratta del quinto titolo italiano assoluto nel

pentathlon indoor, concluso con 4449 punti. Dopo aver corso i 60 ostacoli in 8”39, ha superato l’1.69 nel salto in alto e ha scagliato il peso a 12.99 (primato personale). Poi ha saltato 6,19 nel lungo e ha corso gli 800 in 2’12”33

(totale 4449 punti). Con questo successo Sveva è diventata l’atleta italiana più titolata nelle prove multiple indoor. Da segnalare anche il terzo posto del piadenese Riccardo Orsoni (Fiamme Gialle) nei 5000 metri di marcia, nella gara vinta da Francesco Fortunato con il nuovo record del mondo (17’54”48).

» BASKET SERIE A Vanoli a Tortona per tornare a ben figurare

Dopo due lunghe settimane di pausa, nel weekend torna il campionato con la Vanoli impegnata nella difficile trasfer ta di Tortona contro la Bertram. Coach Brotto ad inizio settimana ha ritrovato i nazionali, tra i quali spicca Veronesi, che si è ben distinto all’esordio in maglia azzurra (8 punti e 3 rimbalzi), mentre Casarin è stato preservato ed ha giocato soli due minuti. Più utilizzato Ndiaye, che con il Senegal ha vinto due partite a Dakar contro Madagascar e Repubblica Democratica del Congo, dopo la sconfitta con la Costa d’Avorio. L’obiettivo della Vanoli è quello di ben figurare nell’ultima parte della stagione, sperando che non sia l’ultima della sua gloriosa storia. Domani in Piemonte esordirà l’ultimo arrivato Mattia James

INIZIATIVA AL PALARADI

La Vanoli al fianco di Admo per donare

C lassifica (29ª giornata)

Pesaro (27 gare) 38

Brindisi (27) 38

Fortitudo Bo (27) 36

Rieti (26) 34

Rimini (27) 34

Scafati (27) 34

Cividale (28) 34

Livorno (27) 32

Verona (27) 32

Avellino (26) 30

Urania Milano (28) 26

JuVi Cremona (28) 26

Mestre (28) 24

Torino (28) 24

Cento (26) 20

Forlì (27) 18

Ruvo di Puglia (28) 16

Pistoia (28) 12

Roseto (28) 10

Bergamo ritirata

Udom, che permette a Brotto di allungare le rotazioni. «Mi sto inserendo veramente bene nel gruppo. Conoscevo già Veronesi, Casarin e Grant, ma devo dire che anche con gli altri compagni e lo staff queste

Dopo due settimane di sosta i biancoblu sono impegnati in una trasferta molto impegnativa, con Veronesi carico per l’esordio in azzurro. Udom è disponibile

21 ª giornata (08-03)

Milano-Cantù (09-03 h 20), NapoliVirtus Bologna (07-03 h 20.30), Reggio Emilia-Trieste (07-03 h 20), Tortona-Vanoli Cremona (h 18), TrentoSassari (07-03 h 19.30), Treviso-Venezia (h 17), Udine-Varese (h 17.30). Riposa Trento.

22 ª giornata (15-03)

Cantù-Napoli (h 17.30), Sassari-Reggio Emilia (h 12), Trieste-Trento (1403 h 20.30), Vanoli Cremona-Brescia (h 18), Varese-Treviso (h 17), Venezia-Udine (14-03 h 20), Virtus Bologna-Milano (h 20). Riposa Tortona.

prime settimane d'inserimento sono state perfette. Mi sento parte del gruppo. Con coach Brotto ho parlato spesso per capire l'impronta che ha dato alla squadra ed inserirmi in questo flusso di

“Lo sport è vita e tu puoi donarne una!”. Questo è lo slogan della Giornata di tipizzazione dello sportivo, presentata da Vanoli Basket Cremona in collaborazione con Admo (Associazione donatori midollo osseo). Un evento benefico di sport,

C lassifica

Virtus Bologna 32

Brescia 30

Olimpia Milano 28

Venezia 26

Tortona 24

Trieste 20

Trento 18

Udine 16

Vanoli Cremona 16

Napoli 14

Reggio Emilia 14

Varese 14

Sassari 12

Cantù 10

Treviso 6

Trapani esclusa

lavoro», ha detto Udom, che ha scelto il numero 17. Per quanto riguarda il match di domani, i biancoblu dovranno fare molta attenzione a Vital, Strautins e Hubb, oltre alla voglia di ben figurare de-

solidarietà e salute che vuole unire simbolicamente tutta la comunità cremonese per raggiungere il più nobile degli obiettivi: aiutare a salvare vite umane messe a rischio da gravi malattie genetiche. Sabato 14 marzo al PalaRadi sono

gli ex Biligha e Pecchia. «Tortona è una squadra che gioca davvero bene. Lo testimonia la recente, eccellente final fight di Coppa Italia che ha disputato, arrivando a giocarsi la finale, eliminando una grande squadra come la Virtus Bologna in semifinale. Definirei la loro pallacanestro molto concreta, intelligente ed efficace. Affrontiamo una squadra che ha fatto vedere di poter competere alla pari o quasi con formazioni di livello Eurolega. Dovremo fare una partita molto solida. Siamo al completo, abbiamo voglia di giocare e di affrontare nella maniera migliore quest'ultimo terzo di campionato, ponendoci l'obiettivo di mettere in ghiaccio la salvezza il prima possibile. Dopodiché, se ci saranno possibilità di raggiungere ulteriori traguardi, proveremo a perseguirli», ha detto ieri coach Brotto.

convocate tutte le persone tra i 18 e i 36 anni non compiuti disponibili a intraprendere volontariamente il percorso di tipizzazione per la donazione di midollo osseo. Alcuni atleti e membri dello staff della Vanoli hanno aderito all’appello.

La JuVi cerca un’altra impresa a Pesaro

La Ferraroni JuVi è pronta a tornare sul parquet. La sosta è servita a tutti per rigenerarsi, recuperare gli acciaccati e allenarsi. Ora è tempo di tornare a lottare al rimbalzo. Domani alle 18 la squadra di coach Bechi (nella foto Zenzolo) sarà ospite della Victoria Libertas Pesaro. Si tratta di una sfida di prestigio, sul parquet del palazzetto di una squadra che è stata campione d’Italia. Tecnicamente è una sfida stimolante: Pesaro è prima in classifica, è una squadra forte e con un pubblico molto caldo pronto a sostenerla. Il match nelle Marche sarà quindi

Studi Medici

un banco di prova importante per la JuVi. I pesaresi hanno i loro problemi: dopo l’addio al marchio pubblicitario Carpegna Prosciutto, non hanno trovato un nuovo main sponsor e il bilancio economico

lamenta problematiche, ma sul piano tecnico è dura trovare grandi punti deboli nella squadra allenata da coach Spiro Leka, tecnico albanese molto conosciuto. I pesaresi sono primi per percentuale al tiro da due e terzi nel tiro da tre, hanno un ottimo rimbalzista (Miniotas), mentre Bucarelli smazza assist e Tambone è un grandissimo specialista dei tiri liberi (secondo migliore della serie A2 per percentuale di realizzazione). Ci vorrà, quindi, una JuVi perfetta per vincere, con l’apporto di tutti i protagonisti in oroamaranto. Alexandro Everet

B

La Logiman ha calato il settebello E domani salirà sull’ottovolante?

Nell’atmosfera infuocata del PalaCipir, la Logiman Orzinuovi non si è fatta intimorire ed ha trovato la settima vittoria consecutiva, conser vando il terzo posto in classifica. Una combattiva Omegna è stata piegata 88-75, grazie un ottimo secondo quarto da 30-21. Domani alle 18 al PalaBertocchi arriva Desio. Classifica (30ª giornata): Vigevano 44; San Vendemiano 42; Logiman , Gema Montecatini 40; Assigeco Piacenza, Legnano 34; Capo d’Orlando, Fabo Montecatini 3 2 ; Treviglio, Desio, Omegna 30; Vicenza 28; Lumezzane, Agrigento, Piazza Armerina 24; Fiorenzuola 22; Fidenza, Casale Monferrato 10; Bakery Piacenza 6.

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FABIO VARESI
SERIE A2: DOMANI ALLE ORE 18
SERIE
Veronesi ha esordito con la Nazionale
Dario Dester Sveva Gerevini

» calcio serie A

Un pranzo da “dentro o fuori”. Domani alle ore 12.30, sul campo dello stadio Via del Mare-Ettore Giardiniero andrà in scena un Lecce-Cremonese riservato ai cuori forti. Una vera e propria finale per rimanere attaccati al treno della serie A, ma anche una sfida a distanza tra Eusebio Di Francesco e Davide Nicola. I due allenatori si sono già sfidati in dodici occasioni in carriera a partire dal 2012: nel conteggio complessivo è avanti il grigiorosso, con 6 vittorie a 4 e quel ricordo da incubo per il tecnico dei salentini che risale al 18 maggio scorso, nel quale il Cagliari (all’epoca guidato proprio da Nicola) rifilò un secco 3-0 al Venezia di Di Francesco, battuto e retrocesso nel turno successivo contro la Juventus. Come curriculum, in chiave salvezza, non c’è partita. Nicola è uno specialista assoluto, mentre per Di Francesco c’è un tabù da

Cremo, con il Lecce

Risultati 27 ª giornata

Como-Lecce 3-1, Cremonese-Milan 0-2, Inter-Genoa 2-0, Parma-Cagliari 1-1, Pisa-Bologna 0-1, Roma-Juventus 3-3, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Udinese-Fiorentina 3-0, Verona-Napoli 1-2.

Atalanta-Udinese (07-03 h 18), Bologna-Verona (h 15), Cagliari-Como (07-03 h 15), Fiorentina-Parma (h 15), Genoa-Roma (h 18), Juventus-Pisa (0703 h 20.45), Lazio-Sassuolo (09-03 h 20.45), Lecce-Cremonese (h 12.30), Milan-Inter (h 20.45), Napoli-Torino (giocata ieri sera). 28 ª giornata (08-03)

PRIMAVERA 1 - Pronto riscatto dei grigiorossi (ora a -4 dai playout), che dopo il ko con il Monza (0-1), si sono imposti 2-0 sul Milan e lunedì alle 13 cercano il bis al Soldi con l’Atalanta.

sfatare dopo le due retrocessioni consecutive rimediate con Frosinone nella stagione 2023-24 e con il Venezia l’anno scorso. In campo, però, scenderanno due squadre reduci da momenti differenti.

Il Lecce, nonostante gli ultimi due ko contro Inter e Como, nell’ultimo mese è riuscito a vincere due gare consecutive contro Udinese e Cagliari. Per la Cremonese, invece, si può solo voltare pagina. L’ultima

vittoria in campionato fu proprio contro il Lecce nella gara d’andata e da allora sono arrivate 13 gare senza i tre punti con solo 4 pareggi e 3 reti all’attivo. Un’involuzione quasi imbarazzante, per uscire

Il Lecce è accomunato ai grigiorossi dalla sterilità offensiva

Dopo la sfida persa 2-0 allo Zini lo scorso 7 dicembre, il Lecce aveva 7 punti in meno della Cremonese (13 contro 20), che in tre mesi ha azzerato grazie agli 11 punti conquistati, contro i soli 4 dei grigiorossi.

La squadra di Eusebio Di Francesco ha quindi agganciato il treno salvezza ed è carica per lo scontro diretto di domani al Via del Mare all’ora di pranzo, anche se arriva da due sconfitte di fila, ma con Inter e Como.

Come la Cremo, i salentini hanno molte difficoltà a fare gol (solo 18 reti in 27 giornate, peggior attacco della serie A) e non solo per colpa degli attaccanti, ma nel proprio stadio possono mettere in difficoltà gli avversari. A gennaio il Lecce si è rinforzato in mezzo al campo con l’israeliano Gandelman (che però non è al meglio fisicamente), per sostituire l’infortunato Berisha, mentre la punta Cheddira (ultimamen-

te preferito a Stulic) fa tanto lavoro per la squadra e poco più. Di Francesco (nella foto) che vuole evitare la terza retrocessione di fila, si affida molto all’estro di Sottil e Banda sulle fasce (il primo è favorito per partire titolare domani) e spera che la difesa sia meno svagata di Como, dove ha fatto davvero male. Del resto, in partite così importanti, a primeggiare sarà chi sbaglia di meno.

F.V.

dalla quale serviranno teste fredde e cuori caldi, anche per contrastare uno stadio che si presenterà all’appuntamento in un clima infuocato. Il Lecce, sulla carta, non è sicuramente superiore a questa Cremonese, ma i grigiorossi dovranno tornare a fare gol, dopo la buona prova fornita contro il Milan, malgrado la sconfitta. Mister Nicola, che in settimana ha festeggiato i 53 anni, non potrà contare sullo squalificato Terracciano e su capitan Baschirotto (grande ex di turno) e dovrà pertanto ridisegnare una difesa diversa da quella titolare che bene ha fatto nella prima parte di stagione. A centrocampo dovrebbe tornare a disposizione Payero (almeno per la panchina), mentre in avanti la coppia più accreditata rimane quella formata da Vardy e Bonazzoli (con Djuric pronto a subentrare per sfruttare palle lunghe e alte nel finale di gara).

MATTEO VOLPI
GLI AVVERSARI

è la partita della verità

Classifica alla mano, la sfida in Salento vale tantissimo e la squadra di Nicola deve confermare la prestazione offerta contro il Milan, con un avversario alla sua portata

Ecco i consigli per la 28ª giornata di serie A (tre nomi per ruolo e tre possibili sorprese).

Portieri - Perin (Juventus) , potrebbe giocare anche Di Gregorio, in ogni caso fiducia ai portieri bianconeri. Skorupski (Bologna) , match da non sbagliare, possibile rete inviolata. Carnesecchi (Atalanta) , in una Dea che deve rialzare subito la testa dopo la brutta sconfitta con il Sassuolo, il portiere italiano non può sbagliare. Difensori - Gosens (Fiorentina) , rientrante dall’infortunio potrebbe rendersi subito pericoloso. Celik (Roma) , potrebbe rivelarsi la sorpresa di giornata, fiducia al turco. Pavlovic (Milan) , dimostratosi pericoloso da palla inattiva anche a Cremona, potrebbe ripetersi nel derby. Centrocampisti - Gandelman (Lecce) , in una partita cruciale in chiave salvezza, potrebbe rivelarsi l’arma in più dei salentini. Calhanoglu (Inter) , quante sono le pro -

babilità che sbagli un calcio due rigori in due derby consecutivi nel derby ? Perrone (Como) , sulla carta si prospetta un match di controllo per i ragazzi di Fabregas, lui sarà il centro nevralgico della manovra comasca. Attaccanti - David (Juventus) , partita da non sbagliare, per la Juve e per lui stesso, con Vlahovic pronto a riprendersi il posto da titolare. Castro (Bologna) , sempre uno dei più pericolosi, da confermare anche contro il Verona. Leao (Milan) , è tra i protagonisti della storia recente del derby della Madonnina, è lecito aspettarsi qualcosa di speciale anche questa volta. Possibili sorprese - Nzola (Sassuolo) , match che potrebbe dire molto sulle ambizioni europee dei neroverdi, senza Pinamonti, il gol potrebbe ritrovarlo l’angolano. Thorsby (Cremonese) , in una squadra che vuole conquistare questa salvezza sul campo, la sua esperienza potrebbe essere la chiave. Colombo (Genoa) , partita insidiosa e difficile da prevedere quella tra rossoblu e giallorossi, ma non priva di gol, quindi scommettiamo sull’ex Milan.

Sei punti casalinghi per credere nella salvezza diretta. Dopo aver battuto 2-0 la rassegnata Triestina, la Pergolettese si è confermata in salute battendo 2-1 la Pro Vercelli. Milesi e Petrovic gli autori dei due gol che hanno dato la vittoria ai gialloblu, mentre è stato di Comi, nei minuti di recupero, quello dei piemontesi. Per la squadra di Tacchinardi si tratta del terzo successo di fila al Voltini, che è tornato ad essere un fattore nella corsa alla permanenza in serie C. Peccato che l’Arzignano sia passato a Lumezzane, impedendo ai gialloblu l’aggancio ai veneti, ma a sole due lunghezze c’è anche l’Ospitaletto, quindi i giochi sono più che mai aperti, soprattutto se arrivasse un altro successo oggi alle 14.30 a Novara.

Il Crema chiede strada al Cittadella

Una prova di maturità, grazie alla quale il Crema ha frenato la capolista Desenzano, ora scavalcato dal Lentigione. La sfida in riva al lago è terminata 0-0, con la squadra di mister Piccolo che ha saputo soffrire, restare compatta e dimostrare grande solidità per tutti i 90 minuti. Un punto pesante, che mantiene il Crema a +9 sulla zona playout. Domani al Voltini arriva l’ostico Cittadella Vis Modena. CLASSIFICA (26ª giornata): Lentigione 58; Desenzano 57; Pistoiese 56; Piacenza 48; Pro Sesto 47; Cittadella Vis Modena 44; Rovato Vertovese 42; Pro Palazzolo 40; Sangiuliano City 37; Crema 35; Sant’Angelo 30; Scd Progresso 28; Correggese 26; Sasso Marconi 23; Imolese 21; Trevigliese 20; Tropical Coriano 19; Tuttocuoio 7.

alla candidatura.

• L’accreditamento degli Associati e degli eventuali delegati avrà inizio alle ore 14.00 e si chiuderà alle ore 15 00

• Il Consiglio Direttivo, in applicazione dell’art. 24 ultimo comma dello Statuto ha deliberato che le operazioni di voto inizieranno nel corso dell'Assemblea e continueranno della segreteria dell'Associazione ininterrottamente

SERIE C
Il gol di Pavlovic nel finale che in pratica ha condannato i grigioorssi contro il Milam
di matteo saviotti

CICLISMO SU STRADA

La Solme Olmo Arvedi a segno nel Trevigiano con Christian Fantini

Anche nell’edizione 2026, la Solme Olmo Arvedi ha messo la propria firma nell’albo d’oro del Gp De Nardi. Dopo i successi di Buda e Unfer, è stato il talentoso Christian Fantini a centrare la vittoria nell'edizione numero 24 del tradizionale circuito di Castello Roganzuolo (Treviso) che vale come primo successo stagionale e di squadra.

» VOLLEY SERIE A2

CANOTTAGGIO

A Piediluco in scena fino a domenica il 1º Meeting nazionale

Andrea Panizza campione mondiale assoluto di canottaggio indoor. Al Rowing Centre di Piediluco il compagno di equipaggio di Giacomo Gentili si è imposto con il tempo di 2’38”9. Intanto, fino a domani Piediluco ospita le regate del primo Meeting nazionale. Sarà il primo di cinque appuntamenti in programma nel 2026 nella provincia di Terni.

Le casalasche devono fare bottino pieno contro il fanalino di coda Modena e sperano in un risultato positivo delle cremasche nello scontro diretto al PalaCoim col Club Italia

Una giornata cruciale per Vbc e Offanengo

Una conferma importante. La Vbc E’più Casalmaggiore è uscita dal PalaBcc di Vasto con due punti dall’elevato peso specifico contro la Tenaglia Altino, dopo una maratona durata 132 minuti (17-25, 17-25, 25-22, 25-15, 13-15 i parziali). La trasferta abruzzese era temuta alla vigilia, ma le rosa si sono portate sul 2-0, sognando di portare a casa addirittura la posta piena. Il successo al tie break è comunque molto importante nella corsa alla salvezza. Quattro le giocatrici in

doppia cifra: Costagli 18, Vazquez 16, Nwokoye 14, Dumancic 10 e altra nota positiva è stata la prima presenza ufficiale di Ra-

Sorridono le nostre formazioni nella quarta giornata del campionato di Promozione di società con tre vittorie ed una sconfitta. In prima categoria il derby CapergnanicaFlora ha visto i rivieraschi corsari per 5-3. Inizio equilibrato, con la terna E. Massarini-Minoia-L. Domaneschi opposta a Belli-PezzettiComizzoli (Venturelli) che finiva in parità, stesso trend anche tra Giuseppe Domaneschi e Francesco Vitali. Decisivi gli incontri di coppia. I boys rivieraschi L. DomaneschiMinoia (Luccini) vincevano il primo set, ma venivano sconfitti nel successivo dai locali Belli e Pezzetti.

stelli. « È stata una partita molto impor tante per noi, siamo partite molto bene nei primi due set. Sapevamo che Altino era

una squadra molto forte, anche se giovane e che sta crescendo sempre di più. Siamo entrate un po’ in difficoltà nel terzo e nel quarto set, ma per fortuna nel quinto ci siamo rifatte al meglio. Volevamo portare a casa la vittoria visto che ci aspettano ormai solo finali, ce la metteremo tutta per raggiungere la salvezza», ha commentato la capitana e mvp del match Chiara Costagli. Domani al PalaMadiba di Modena è in programma la sfida con le emiliane ormai rassegnate alla retrocessione

e la Vbc deve assolutamente por tare a casa i tre punti. Una mano alle casalasche, ma anche a se stessa, la può dare la Trasporti Bressan Offanengo contro il Club Italia, nella sfida anticipata oggi alle 18 al PalaCoim. «Ogni partita ha un peso specifico importante, come lo è stato nel girone d’andata. Dovremo avere la lucidità di giocare senza ansia, che non ci permetterebbe di esprimerci al meglio. Il nostro obiettivo è vincere 4 partite per arrivare alla salvezza», ha affermato la schiacciatrice Sara Bellia.

In Promozione ok il Flora. Lunedì il Trofeo Cral

Determinante l’incontro che vedeva G. Domaneschi-A. Massarini imporsi sui beniamini di casa Venturelli-Vitali. Ha diretto l’incontro Antonio Vannucchi. In terza categoria missione compiuta per l’Arci

Crema Nuova che travolge la Corona Ferrea e consolida il primato in classifica. Quarto successo su altrettante partite disputate per il team guidato da Roberto Cerioli e qualificazione sempre più vicina.

Alessandro Minoia trionfa nel Reggiano

Momento d’oro per Alessandro Minoia, che vince il Trofeo Rdf (nel Reggiano), 3ª tappa del Circuito Prestige. Il sedicenne del Flora supera Federico Truzzi e Martina Scarriglia, infligge un “cappotto” a Samuele Brambilla, s’impone su Leonardo Capuano nei quarti e su Francesco Visconti in semifinale ed in finale batte il trevigiano Giona Vacilotto.

Sbaraglia la terna Magnini-Degli Agosti-Lacca, così come stravince Paolo Gatti. La coppia Degli Agosti-Gatti (Parmigiani-Vailati) senza problemi in entrambi i set, mentre Lacca-Magnini (Freri) cedevano il primo set, ma infliggevano un cappotto ai brianzoli nel successivo.

Sempre in terza categoria tutto troppo facile per la Codognese88 infliggere una severa lezione (8-0) alla Nervianese.

TROFEO CRAL

Lunedì l’epilogo della gara regiona-

RISULTATI (5ª giornata)

Altamura-Concorezzo 3-0

Altino- Vbc Casalmaggiore 2-3

Imola- Marsala 1-3

Modena-Club Italia 0-3 Riposa Offanengo

CLASSIFICA

Altamura 26 (12 gare); Altino 23 (12), Marsala 21 (11); Imola 20 (12); Offanengo 17 (12); Club Italia (11), Vbc (11) 1 6; Concorezzo 12 (11), Modena 5 (12).

PROSSIMO TURNO (08-03 h 17) Altamura-Marsala (07-03 h 17) Concorezzo-Imola

Modena- Vbc Casalmaggiore Offanengo -Club Italia (07-03 h 21) Riposa Altino

le, giunta alla 41ª edizione ed organizzata dall’omonima bocciofila di via Postumia. Nelle 12 batterie non sono mancate le sorprese. In categoria A successi di Ghisleri-Grazioli e di Massarini-Domaneschi. mentre in categoria B note positive per Ferrari-Passeri, MazzaschiSebastiani e Pompini-Cremonesi. Infine, in categoria C, tra gli altri in evidenza Assirati-Bergamaschi, Ricini-Luccini ed i beniamini di casa Dolara-Soana e Gregori-Masseroni. Tutta la fase finale presso il bocciodromo comunale dalle 19 con i quattro spareggi. Massimo Malfatto

La Vbc festeggia il successo in Abruzzo (foto Matteo Lannutti)
24 Sabato 7 Marzo 2026

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il piccolo 10 del 07-03-26 by Il Piccolo Cremona - Issuu