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Almanacco 2019

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presenta:

Supplemento al n. 4 de “il Piccolo Cremona” chiuso il 28-01-2020 alle ore 18

almanacco 2019 cronaca nera

Articolo a pagina 3

politica

cremona dissing citta’ terrorizzata dai baby bulli

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Raineri alle pagine 4-5

cronaca nera

Articolo a pagina 7

51 ragazzi ostaggio sul bus dirottato evitata la strage

galimberti rieletto in Provincia il caso signoroni

LA VANOLI IN TRIONFO Varesi a pagina 19

le storie

Articoli alle pagine 10-11

casalasco

canottaggio

doPo 21 mesi finalmente finito l’incubo Ponte

gli insulti social, il volontariato, donne Protagoniste CREMONA Piazza della Libertà 34 Tel. 0372 455144

Raineri a pagina 15

gentile e rodini staccano il Pass Per i giochi di tokyo

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CRONACA

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Le botte e poi i post Scacco ai baby bulli di Cremona Dissing L’operazione dei carabinieri con 25 studenti cremonesi minorenni nei guai: bullizzavano i coetanei, li filmavano e li postavano su una pagina Instagram diventata la loro base I La prima pagina de Il Piccolo del 6 luglio titolava “Pestati e postati”. Un’operazione che ha fatto discutere a livello nazionale. I carabinieri di Cremona, guidati dal maggiore Rocco Papaleo, hanno sgominato una baby gang che bullizzava i coetanei. Sette inizialmente gli arresti e diciotto le denunce, tutte nei confronti di ragazzi molto giovani. Dopo il primo atto di inizio luglio sono stati individuati, nel corso dell’anno, altri membri della baby gang che prendeva di mira i ragazzini. Era una gang come quelle dei film, composta da giovani di età tra i 15 e i 18 anni. Il fight club. E la prima regola del fight club è non parlare mai del fight club. Sembrava tutto molto simile a quel film inglese, del ’99. Agivano in branco, con la violenza come escamotage per vincere la noia. Una trentina di giovani erano l’anima di

un gruppo che per mesi, indisturbato, ha preso di mira decine di giovanissimi con un copione ben scritto. Prima la provocazione verbale nei confronti delle vittime, poi l’attesa di una reazione, anche minima, che provasse ad opporsi al loro comportamento. Bastava un nonnulla a scatenare la loro

violenza. E partivano i pugni, le botte, le umiliazioni. L’efferatezza della gang che faceva la voce grossa coi più deboli. E quando la violenza finiva, la resa dei conti continuava sul web. I malcapitati di turno venivano filmati, fotografati e poi postati sui social. La base era una pagina Instagram, Cremona Dissing,

diventata un vero e proprio palcoscenico in cui i componenti del branco rendevano direttamente pubblico il loro operato. Una sfida alle autorità rafforzata da quei “mi piace” e commenti virtuali che rendevano il gruppo sempre più forte. E’ stato forse uno di quei post a far venire i primi sospetti a ge-

17 e 18 anni. Un gruppo nitori, professori e presidi, composto principalmente che si sono rivolti alle forda minorenni, ma che per ze dell’ordine in cerca di la presenza di qualche disupporto. Così sono partite le indagini, serratissiciottenne ha reso necesme, dei carabinieri di Cresaria un’attività di indagimona, che nel giro di poco ne condivisa tra Tribunale tempo hanno individuato dei minori di Brescia, con i Pm Emma il gruppo. La Avezzù e Lara “bomba” mediatica è esploGhirardi, e Trisa con gli arrebunale di Cresti degli uomini FRASI CHOC mona, con il Pm guidati dal Vitina Pinto. maggiore Roc- “Questo ring Ora, sulla pagina co Papaleo, che è per uomini veri”: Instagram di hanno fatto il una delle frasi Cremona Dissing, dove prima giro d’Italia, che accompagnavano c’erano foto e sono diventati i pestaggi postati video di scazun vero e pro- sui social network prio caso. Sette zottate, c’è il misure cautemessaggio: lari - quattro in “Questo account carcere e tre ai domiciliari è privato”. In alto, accanto - e diciotto denunce in al nome, una foto nera. stato di libertà per spaccio Prima la violenza, dello di sostanze stupefacenti, stesso colore, poi quegli danneggiamento e rissa. arresti a raffica che hanno In totale, a finire nei guai fatto notizia per la loro ferocia. E per quel risvolto nella prima operazione di social che ha aperto gli ocluglio sono stati 25 studenti cremonesi di 15, 16, chi sui tempi duri della rete.


4 VANNI RAINERI

ELEZioni GIANLUCA GALIMBERTI, ECCO IL BIS

Il centroSInIStrA AVAntI Al prIMo turno

Non ci sono mai stati grossi dubbi poI nel bAllottAGGIo AllArGA lA forbIce: sulla rielezione a sindaco di GianIl SIndAco uScente VInce col 56% deI VotI luca Galimberti. Non tanto per l’orientamento politico nazionale, decisamente diretto verso destra, ma per le condizioni locali che si sono create attorno alla candidatura. Galimberti aveva illustrato i 12 punti cruciali del suo programma elettorale quando a destra si stava ancora discutendo (eufemismo) sul nome del candidato da apporre al primo cittadino uscente. La discussione si è protratta a livello regionale in quanto tra gli allepunto la Lega ha chiesto che a Berati andava trovata la quadra comgamo e a Pavia si candidassero due plessiva sulle elezioni comunali che suoi esponenti, rendendosi di fatto erano in programma in tre capodisponibile a rinunciare a Cremona, luoghi: Cremona, Bergamo e Pavia. considerata meno importante. Un I confronti tra Lega, Forza Italia e grave errore strategico quello Fratelli d’Italia erano finalizzati a compiuto dalla Lega: a Bergamo concordare le tre candidature. ForGiorgio Gori infatti si è dimostramalmente, il centrodestra di Creto tropo forte, staccando il leghista mona aveva sottoscritto un accorGiacomo Stucchi di ben 16 punti do in cui manifestava l’intenzione percentuali. Non c’è stata storia di candidare il leghista Alessandro invece a Pavia, dove l’altro candiZagni (la conferma ufficiale veniva dato verde, Fabrizio anche dal commissario Fracassi, ha travolto regionale di Forza Italia Ilaria Cristiani (cenMassimiliano Salini), trosinistra) staccandola ma le prime polemiche di 22 punti. non hanno tardato ad i contrasti Aver preteso Bergamo, arrivare, sia dall’interno Il centrodestra destinata in ogni caso che dall’esterno del prima si ritrova ad una sconfitta, ha Carroccio: dall’interno sul nome di Zagni, comportato per la Lega poiché qualcuno ha poi dirotta su la rinuncia a Cremona, iniziato a far circolare Malvezzi dopo Sopra Malvezzi e Zagni (vice) inaugurano forse decretando il sui social alcune dii summit regionali la sede del comitato elettorale. A destra doppio ko. Non solo chiarazioni rese in pasperché poi si è arrivati a sato da Zagni contro la Galimberti esulta dopo il trionfo bis candidare Malvezzi (il Lega. All’esterno il priche ha creato parecchi malumori mo a smarcarsi era stato l’ex asnella destra, alcuni dei quali si soe l’inceneritore mai spento divennel Paese. A Cremona l’ufficialità sessore della giunta Perri Franceno manifestati prima del voto, altri tavano i principali punti di attacco del nome di Malvezzi è arrivata sco Bordi: formalmente non per direttamente nell’urna), ma perché del centrodestra, mentre si profiquando mancava un mese e mezzo aver subito l’esclusione della prosi è perso tanto tempo dando la lavano gli altri avversari, che come al voto, e il percorso fatto aveva pria candidatura (di cui si vociferanetta percezione agli elettori di da pronostico sarebbero rimasti a ormai creato fratture insanabili. Il va) né per il nome di Zagni, ma una confusione che avrebbe rifare da contorno al vero duello. programma di Galimberti era invesolo perché non intendeva sottoschiato di compromettere l’evence condiviso dalle liste di appoggio Forza del sistema maggioritario, stare a decisioni che sarebbero tuale governo della città. e maturato per tempo, inoltre era che almeno per le Comunali resistate prese a livello regionale. E così non è bastato il vento di deste. impostato sulla continuità dell’aIntanto il nome di Carlo Malvezzi stra che stava soffiando impetuoso zione già intrapresa. La strada sud I nomi sulla scheda erano sette: rimaneva sullo sfondo. Ad un certo

Galimberti rivince su una destra

Gianluca Galimberti, sindaco uscente per il centrosinistra, catturerà il 46,37% dei consensi, Carlo Malvezzi il 41,65% per il centrodestra, Luca Nolli del Movimento 5 Stelle il 5,73%, Ferruccio Giovetti (ex Forza Italia) il 3,31%, Francesca Berardi (Rifondazione Comunista con una lista civica) l’1,45%, Diego Ratti (Casapound)


5 il grande SCONFITTO

una parte Di forza italia e una fetta Della leGa non accetta la canDiDatura Di Malvezzi: l’appoGGio Di zaGni non baSta

frantumata

lo 0,82% e Alberto Madoglio (Alternativa Comunista) lo 0,66%. Al ballottaggio andavano dunque Galimberti e Malvezzi. A quest’ultimo non restava che una carta da giocare: l’arrivo a Cremona del “Capitano” Matteo Salvini. Salvini in effetti ha radunato in piazza Roma migliaia di cittadi-

ni, non senza polemiche, come l’aggressione subita da un giovane reo di aver esposto uno striscione all’apparenza innocuo (“ama il prossimo tuo”) ma che è stato interpretato come una provocazione. Il resto dei contestatori intanto si radunavano nel vicino Corso Campi. La spinta sperata da Malvezzi però non c’è stata, anzi la forbice si è ampliata nel ballottaggio, che ha visto Galimberti raccogliere il 55,94% dei voti, lasciando al candidato del centrodestra il 44,06%. Complessivamente, il sindaco veniva riconfermato avendo saputo aumentare di 120 voti, mentre Malvezzi rispetto al primo turno ne aveva persi ben 1800. Qualche leghista esultava sui social, tanto per dare l’idea del clima. Per far capire con quale fretta si sono composte le liste, ecco lo scandalo di Cesare Di Giovanna, che si era candidato nella lista della Lega ma il cui nome è stato debellato a pochi giorni dal voto quando è emerso che lo stesso era coinvolto in una vicenda giudiziaria, conseguente ad un ordigno incendiario alla Centrale del Latte: Di Giovanna, imputato nel procedimento, pochi giorni dopo le elezioni ha patteggiato una condanna a sei mesi.

provincia di cremona

Mirko Signoroni, due volte presidente Eletto in agosto ma era ineleggibile, rieletto in novembre Se l’elezione del sindaco di Cremona ha riservato colpi di scena, ancor di più ne ha provocato quella dell’elezione del presidente della Provincia. Mirko Signoroni, candidato proposto dal Pd, aveva prevalso in agosto con 37.190 voti ponderati (si trattava di elezioni di secondo livello: a votare non erano i cittadini ma i consiglieri comunali dell’intera Provincia), prevalendo sull’unico altro candidato, Rosolino Bertoni, appoggiato da Forza Italia e Lega ma non dagli ex forzisti, che hanno puntato su Signoroni, a dimostrazione della spaccatura in essere. Da considerare che l’elezione rifletteva equilibri Signoroni nominato due volte presidente: in agosto e in dicembre che risalivano alle elezioni comunella sentenza che, in attesa del va nuove elezioni. E mentre Forza nali, quindi privilegiavano il cenpronunciamento del Tar di Brescia, Italia e Lega dichiaravano di controsinistra. “non vi è la possibilità per il Tribusiderare nulle tutte le deliberazioPochi giorni dopo però scoppiava ni del Consiglio Provinciale, rifiunale di incidere sulla volontà poil caso: il nuovo presidente della tando di esprimere un proprio polare disponendo la sostituzione Provincia era ineleggibile, come candidato alle nuove del candidato dichiarato ineleggisegnalato dal segretabile con quello che è giunto seconelezioni, la sinistra ririo generale Maria Rita presentava Signoroni. Il do nella competizione elettorale”. Nanni: questo perché 23 novembre si sono L’eventuale nullità degli atti veniSignoroni era compova quindi rimandata al Tar, senza svolte le nuove elezioni nente del Cda dell’A- la protesta accogliere la richiesta della minocon Signoroni unico zienda d’ambito otti- Dopo la ranza di dichiarare automaticacandidato, e il 6 dimale della Provincia, segnalazione di cembre veniva incoromente eletto il secondo arrivato, che sovrintende al raineleggibilità il nato per la seconda Bertoni. Signoroni era in condiziomo idrico per tutto il centrodestra ha ni di ineleggibilità, ma sulla scelta volta in pochi mesi da territorio provinciale, di nominare vicepresidente Rosoun Consiglio dimezzanonchè suo vicepresi- rifiutato di presentare un to, dato il ritiro di tanti lino Azzali il quale ha indetto le dente. consiglieri a partecipasuccessive elezioni non entrava A questo punto il cen- suo candidato re ad un consesso connel merito, lasciando che fosse il trodestra chiedeva che siderato non valido. Tar a farlo. Nelle elezioni di nopresidente fosse novembre l’ineleggibilità era decaIl 30 dicembre il giudice Andrea minato lo sconfitto Bertoni, menduta con le dimissioni di SignoroMilesi (che presiedeva il collegio tre Signoroni provvedeva a dimetni dal Cda dell’Ato, quindi non era del Tribunale di Cremona chiamatersi e a nominare suo vice Rosoto a decidere sul caso) indicava possibile dichiararne la decadenza. lino Azzali, il quale subito indice-


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STRAGE SFIORATA

Benzina, coltello e fascette: il folle piano di Ousseynou Sy, che ha tenuto in ostaggio sul bus 51 ragazzi cremaschi

«Ci stanno rapendo, non è un film» «Aiuto, l'autista ci minaccia con il coltello e ci tiene in ostaggio sul pullman. C’è per terra della benzina, la prego mandi qualcuno, non è un film, c'è tanta gente. Il bus sta andando verso la campagna». Della strage sfiorata a marzo a San Donato Milanese ci resta un audio, che a sentirlo mette ancora i brividi. C’è la voce di Rami, un tredicenne che si trovava su un bus che avrebbe riportato lui e i suoi compagni di classe a scuola (la media Vailati di Crema) dopo la lezione di educazione fisica e che per primo ha chiesto aiuto accorgendosi di quello che stava capitando. I fatti. L’autista, un uomo di origini senegalesi con la cittadinanza italiana, il 20 marzo ha incendiato l’autobus che stava guidando dopo aver provato a dirottarlo verso l’aeroporto di Linate. All’interno del mezzo c’erano 51 ragazzi della scuola media Vailati di Crema e alcuni insegnanti. Ousseynou Sy, questo il nome dell’autista, nel corso di un interrogatorio ha spiegato che avrebbe guidato fino a Linate e incendiato l’autobus per vendicare i migranti morti in mare. Ad evitare la strage sono stati i carabinieri, allertati dai genitori di un ragazzo, a loro volta contattati di nascosto dal figlio che si trovava a bordo del mezzo, e da una telefonata di Rami. I militari hanno rintracciato il mezzo e l’hanno inseguito finché sono riusciti a speronarlo. Prima di arrendersi, l’autista ha cosparso l’autobus di benzina e gli ha dato fuoco con un accen-

Cittadini italiani Il 27 luglio ai due ragazzini eroi Adam e Rami è stata conferita la cittadinanza italiana. A bordo del bus avevano chiamato di nascosto i soccorsi

dino. In quel momento, all’interno c’erano ancora alcuni ragazzi. I carabinieri hanno rotto i vetri e sono riusciti a farli scendere, anche i due ragazzini presi in ostaggio da Sy. Il primo ad aver allertato i soccorsi. A chiamare i soccorsi dal bus dirottato è stato, come detto, il tredicenne Rami. Nella telefonata che ha fatto il giro del web, il carabiniere all’ascolto reagisce chiedendo ai colleghi l'invio di una pattuglia.

«Subito, subito, veloce», dice. «Non è un film, non possiamo perdere la vita», aggiunge il ragazzo, chiedendo di fare presto. «Chi vi sta tenendo in ostaggio?», chiede il militare. «Il guidatore, ha un coltello in mano, veloce, c'è per terra della benzina, non resistiamo più», risponde il ragazzino. «Mi servono delle altre indicazioni», replica il carabiniere. «Certo, certo signore però la prego chiama

qualcuno. Non è un film questo. Non possiamo perdere la vita. Sta andando verso la campagna». «Sì, sì stai tranquillo», replica il militare. Intanto partono i soccorsi. Rami spiegherà tutto così: «Ho pensato solo ai miei compagni, volevo salvarli, ho cercato di tranquillizzarli, non mi importava cosa poteva succedere a me». Insieme a lui, anche il compagno di classe Adam si è tolto le manette, ha preso di na-

scosto il telefono sequestrato da Sy e ha richiamato il 112. E’ riuscito anche a fare una telefonata ai genitori: «gli ho detto che c’era un uomo che voleva ucciderci, dovevano chiamare la polizia. Poi ho riattaccato subito perché» l’autista «si era fermato» e «ho avuto paura succedesse qualcosa di brutto», ha detto. Il 27 luglio scorso ai piccoli eroi Adam e Rami è stata conferita la cittadinanza italiana.


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PAROLE CHIAVE

Il 2019 nelle ricerche di Google

La domanda più cliccata nel motore di ricerca durante la crisi politica: «Perché è caduto il governo?» Come ogni anno Google ha pubblicato la lista delle parole più cercate sul popolare motore di ricerca. Uno studio che ogni anno fa un bilancio di tendenze, novità, curiosità e richieste degli italiani. I trend più ricercati vengono ogni anno divisi per liste: ci sono le parole emergenti, i personaggi, fai da te, come fare, cosa significa, i perché, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti degli eventi. La domanda più digitata dagli utenti di Google nel corso del 2019 è stata “perché è caduto il governo”. Un quesito che cercava spiegazioni sulla crisi politica scoppiata in piena estate, e che ha quindi capitanato le ricerche della seconda metà dell’anno. Per quanto riguarda invece le singole parole più ricercate nel 2019 dagli utenti, vediamo insieme la top eight. 1. NADIA TOFFA Al primo posto c’è Nadia Toffa, la conduttrice de Le Iene scomparsa lo scorso 13 agosto dopo aver lottato per più di un an-

no contro il cancro. Una lotta, la sua, che ha scelto di condividere con il pubblico che l’ha sempre seguita, sia sui social sia in tv. Anche nelle parole più cercate nel 2018 su Google, al primo posto c’era Nadia Toffa. 2. NOTRE DAME Al secondo posto troviamo Notre Dame, la storica cattedrale di Parigi che ha subito un devastante incendio il 15 aprile scorso. Uno straordinario lavoro dei pompieri ha evitato il peggio e salvato un patrimonio dell’umanità. Le immagini della cattedrale in fiamme avevano fatto il giro del mondo. 3. SANREMO L’immancabile Festival di Sanremo si posiziona al terzo posto nella lista delle parole più ricercate su Google. L’edizione 2019, lo ricorderete, è stata condotta da Claudio Baglioni con Claudio Bisio e Virginia Raffaele. L'ultima serata, quella del 9 febbraio, è stata indicata come quella più

vista in Tv dell'intero anno. Il vincitore del Festival è stato Mahmood. 4. ELEZIONI EUROPEE Hanno segnato il 2019, anno in cui gli italiani, come il resto degli abitanti dell’Unione Europea, sono stati chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. A vincere le elezioni è stata la Lega guidata da Matteo Salvini che ha conqustato 28 seggi, 19, invece, quelli del Pd, 14 quelli del MoVimento 5 Stelle. 5. LUKE PERRY Il 2019 sarà l'anno che sarà ricordato per la scompara di Luke Perry, attore americano di grande fama, scomparso lo scorso 4 marzo dopo essere stato vittima di un ictus. Perry era noto per aver interpretato il personaggio di Dylan in Beverly Hills 90210. 6. GOVERNO Lo sottolineavamo poco fa: la crisi politica

scoppiata tra agosto e settembre ha interessato molti. L’8 agosto Matteo Salvini, allora ministro dell’Interno, ha ritirato il suo sostegno al governo. Il 20 agosto il premier Conte ha annunciato le dimissioni. In seguito è nato un governo composto da MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico, con il secondo mandato di Giuseppe Conte come primo ministro. 7. JOKER Al settimo posto c'è Joker, film diretto da Todd Phillips con la grande e apprezzata interpretazione di Joaquin Phoenix. La pellicola, nonostante il successo, ha riscosso tante critiche per le scene cruenti. 8. MIA MARTINI Si colloca all’ottavo posto fra le ricerche Mia Martini. Nel 2019 è uscito il film biografico della cantante scomparsa nel 1995, “Io sono Mia”. Una pellicola emozionante interpretata dall’attrice Serena Rossi.


10 30 marzo

I VOLTI OPERATO AL CUORE GRAZIE A POBIC

Salim, il bimbo curdo fuggito dall’Isis con la mamma Salim è un bimbo felice, ride, corre, poi si gusta un gelato in braccio alla mamma in piazza del Comune a Cremona. Salim sorride alla vita perché per una volta la vita ha deciso di sorridere a lui, chissà fino a quando. E’ nato in un campo profughi a Dohuk, vicino ad Mossul, nel Kurdistan iracheno, dove i suoi genitori si sono conosciuti dopo essere fuggiti dall’offensiva dell’Isis, prima che le forze di combattimento curde liberassero città ormai fantasma. Villaggi distrutti, minati, senza futuro almeno nell’immediato. Nel campo qualcuno si è accorto che soffriva di una patologia che, se non corretta in fretta, non lascia

15 giugno

scampo. Tecnicamente si chiama “difetto del setto interventricolare sottoaortico con ostruzione medio ventricolare destra”, che determina una ostruzione sull’efflusso polmonare. E’ qui che è entrata in gioco la ong Pobic onlus, che significa “progetti e opere di beneficenza per interventi in cardiopatie”, e in particolare la sede di Calvatone. Salim a febbraio è atterrato in Italia, facendo scalo a Istanbul, accompagnato da mamma Kwestan, mentre il padre è rimasto al campo profughi. Entrambi sono stati ospitati da una famiglia a Bozzolo. La malattia di Salim può sviluppare infezioni respiratorie, che in un am-

biente come il campo profughi può moltiplicare. Per questo prima dell’operazione ha dovuto attendere di migliorare il quadro clinico. L’8 marzo è stato poi operato all’Istituto Gaslini di Genova, con cui Pobic ha un rapporto di partenariato. A maggio Salim è rientrato nel campo profughi con la mamma. «Kwestan – afferma Franco Bordo, volontario di Pobic – ha comunicato che il viaggio è andato bene e che si sono ricongiunti col padre nel campo da cui erano partiti. Salim sta bene e ora è molto tranquillo, mangia e dorme ed è tornato a giocare coi suoi amichetti». Una bella storia, tra le migliori del 2019.

13 aprile

Andrea, il 34 in casa otto

, LA GIOCATRICE E L ALLENATRICE

Alessia e Viviana, le emozioni del calcio femminile Il 2019 è stato l’anno dei mondiali femminili di calcio: tutta l’Italia ha seguito le gare trasmesse in chiaro dalla Rai. Sul Piccolo del 15 giugno vi abbiamo raccontato la storia di due cremonesi, Alessia Capelletti e Viviana Schiavi, che con ruoli diversi stanno cercando di farsi spazio in questo mondo in rapida trasformazione. La prima è un giovane portiere di 20 anni appena promossa in serie A con l’Inter, la seconda un’ex difensore di 37 anni (ben 55 presenze in Nazionale) che ha appeso gli scarpini al chiodo tre anni fa e che ha iniziato una promettente carriera di allenatore nell’ambito della Figc. Cos’hanno in comune? Sono entrambe di Cremona, la

prima cresciuta nel Corona e nel Calcio Cremona, la seconda nel Maristella, e il loro immediato futuro si interseca in modo curioso. Alessia infatti era in attesa della possibile chiamata della Nazionale Under 23 che a luglio parteciperà alle Universiadi di Napoli, Viviana di quella squadra è vice allenatore. Alessia Capelletti è cremonese ed è cresciuta nel Corona, la stessa squadra di cui il padre è stato bomber. Poi, quando le carriere di maschi e femmine sono costretti a dividersi, il passaggio al settore giovanile Calcio Cremona, rampa di lancio per arrivare al Mozzanica (oggi Atalanta) e quindi all’Inter nell’estate 2017. Nell’ultima sta-

gione si è alternata con l’esperta ex azzurra Katja Schroffenegger: in tutta la stagione la difesa dell’Inter ha subito solo 6 gol. Era stata Alessia a parlarci per prima proprio del boom del calcio femminile, che tutti hanno seguito a inizio estate. «C’è un’attenzione diversa, e lo si vede dalla cura del dettaglio in allenamento agli sponsor, i social, i giornali che danno la visibilità che meritano i grandi club. Lo si è visto anche dalla Nazionale che grazie al lavoro fatto dai club sta portando l’Italia ad alto livello. Per quanto riguarda l’Inter, spero che possa puntare in futuro a fare sempre meglio, magari anche in Champions League».


11 21 dicembre

contro i luoghi comuni

Lezioni (femminili) di auto, la missione di Elena Un corso per imparare a gestire la propria auto in caso di emergenza, ma riservato solo alle donne. Se fosse un’iniziativa di un uomo, probabilmente sarebbe tacciato di maschilismo, ma se a proporlo è una donna tutto cambia. La proposta, raccontata sul Piccolo negli ultimi mesi del 2019, è arrivata dalla cremonese Elena Spelta, una lunga esperienza, nonostante la giovane età, nel settore degli pneumatici, la quale ha ideato il progetto #shecandoit: si tratta di un corso completamente gratuito, che mette a disposizione delle donne di ogni età (massimo una decina per corso) che vogliono approcciarsi alle nozioni di base della corretta manutenzione dell’autoveicolo. E che ha registrato un grande successo. Per questo l’abbiamo contattata per sapere da dove nasca l’idea. «Sono nata a Cre-

eroi moderni

4enne che accoglie ragazzi autistici Andrea ha 10 occhi e 10 orecchie, non gli sfugge nulla. Ha in casa sei ragazzi autistici, e alterna le risposte all’intervista con le attenzioni che richiedono i suoi ragazzi speciali, richiamandoli perché non devono assumere certe posizioni, non devono mettersi le dita nel naso, devono stare attenti a maneggiare certi strumenti, devono comportarsi in modo “civile”. Andrea Grandi sembra un angelo moderno, senza esagerare. Ha 34 anni, e un bel giorno ha deciso che fare l’educatore nella scuola non aiutava questi ragazzi abbastanza, e così ha messo a punto una via assai pratica per insegnare loro la vita, affiancandosi al ruolo dei genitori. Aveva raccontato sul Piccolo la sua storia: «Ho iniziato nel 2009 a lavorare per le cooperative, e nel 2010 ho iniziato a seguire in parallelo con l’attività della cooperativa alcuni ragazzini. Anche il concorso di educazione cinofila mi ha aiutato ad agevolare il rapporto coi ragazzi: qui in casa abbiamo due cani, li ho educati e si sono abituati ad interagire con loro. Mi sono reso conto in fretta di quali risultati avremmo potuto ottenere, e così ho messo a disposizione la mia casa». La casa è un appartamento in zona Po. Basta ascoltare con quale entusiasmo parla per capire come Andrea si sia tuffato a corpo morto in questa splendida, quanto ostica, avventura: «Sono 8 i ragazzi che vengono da me. Sono tutti autistici. Appena arrivano andiamo tutti a fare la spesa, poi organizziamo il pranzo e facciamo tante cose. Ho la fortuna di avere una casa in montagna, in una zona isolata del Parmense, e una volta al mese ci passiamo l’intero weekend, dal venerdì alla domenica sera».

14 DICEMBRE

mona, dove i miei genitori gestiscono due officine – ci ha raccontato –, e ho deciso di intraprendere questa professione nel 2007, ormai 12 anni fa. Mi sono resa conto che ci sono tante lacune nella gestione delle auto, il che avviene anche per certi uomini, ma la donna è ancora ritenuta incapace nel settore. In realtà è solo lontana dalla tematica, non è abituata ad armeggiarla poiché tradizionalmente non si occupa di manutenzione, ma è un atteggiamento antico che va sdoganato». Quando le iscrizioni al corso di Elena aprono, bisogna fare in fretta: «Accetto al massimo dieci persone per volta, il corso dura tre ore nel pomeriggio. Per ora ho avuto una quarantina di ragazze in tutto. I maschi oggi non sono pronti ad avere qualcuno che dica come fare una cosa: combattiamo i luoghi comuni».

NON SEI CREMONESE SE...

Fuori dal gruppo dei cremonesi, Davide contro l’odio Per quattro anni, ininterrottamente, ha controllato ogni singolo post. Non c’era contenuto, sulla pagina di “Non sei Cremonese se...” su cui lui, Davide Monteverdi, 49 anni, dj di professione, non avesse ragionato attentamente. Un’istituzione, quel gruppo Facebook, sia per chi ricorda la Cremona del cinema Tognazzi e delle vasche in Galleria XXV Aprile, sia per chi la città del Torrazzo la vive oggi. Diciassettemila membri in un gruppo nato alcuni anni fa da un’idea di Lu Bertolini e Stefano Guindani. Tutto ciò che

accade a Cremona oggi passa di lì: lavori pubblici, nuove aperture, presenze sospette. Nascono delle amicizie, ci si scambia dei consigli. A volte la situazione degenera, nascono dei litigi, si prendono provvedimenti. Dinamiche inevitabili, nell’era dei social, da qualche tempo però diventate più insistenti. E così, sulla pagina, a fine anno è arrivato il messaggio di Monteverdi, una delle “anime” della community: “Cari cremonesi, dopo una notte di riflessione la decisione è presa: oggi è il mio ultimo giorno

come amministratore e membro del gruppo. Vi ringrazio per questi anni incredibili, ma la vita reale mi chiama e io desidero risponderle. Un abbraccio a tutti, sapete dove trovarmi». Monteverdi ha lasciato il suo incarico denunciando l’odio che sempre più di frequente si annida tra le pagine dei gruppi Facebook. Dopo la sua intervista sul Piccolo, su “Non sei Cremonese se…” sono arrivati alcuni moderatori per gestire il flusso dei commenti e limitare episodi di violenza verbale.


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ambiente

LA STORIA • Ha cominciato riempiendo sacchi di immondizia in golena, molti hanno seguito il suo esempio

Mirko, il 30enne che pulisce le aree verdi VANNI RAINERI

E’ stata una notorietà inattesa e non voluta quella che a fine marzo ha circondato Mirko Zanini, 30enne di Cremona che ha trovato un modo intelligente per unire esercizio fisico, passeggiate all’aria aperta e difesa dell’ambiente. A fronte delle migliaia di ragazzi che scendono in piazza a difesa del clima imbracciando cartelli, Mirko imbraccia sacchi, coi quali percorre la golena raccogliendo rifiuti. Lo chiamiamo e lui risponde col fiatone. Ovvio, sta raccogliendo rifiuti, stavolta sotto il ponte dell’autostrada. Ecco la nostra intervista. Allora Mirko, come hai preso questa botta di notorietà? «Mi ha chiamato anche la Rai, ma io questa notorietà non lo volevo, avrei preferito l’anonimato. Rimango un semplice operaio di 30 anni, che lavora da quando ne aveva 14. Mi stanno bene le interviste solo perché spero che altre

persone condividano l’idea di spendere il loro tempo per l’ambiente e si sentano responsabilizzate». D’altra parte non fai parte di alcuna associazione. Non credi che potrebbe facilitare la condivisione, o temi strumentalizzazioni? «Vorrei solo vedere altra gente che raccoglie rifiuti. Ora io sono dietro casa mia e vorrei vedere qui altra gente. Mi fanno piacere i likes che raccolgo, ma io non sono iscritto ad alcun social. Se comunque serve per sensibilizzare ben vengano. Qualcuno ha addirittura proposto una raccolta fondi a mio favore perché possa acquistare un Ape, ma io non ne ho bisogno. Non voglio soldi, così come non è necessario che nessuno mi chiami. Basta che agiscano. Io voglio solo un mondo pulito domani, e quindi raccolgo rifiuti». Ti capita di incontrare altri come te nei tuoi giri?

«Ora con me c’è un signore di 72 anni che potrebbe starsene a casa ma che invece mi sta dando una mano a pulire. In due giorni abbiamo raccolto oltre 20 sacchi di immondizia: lui ha pulito la fontanella del Bosco, e tolto le sterpaglie». Cosa pensi del movimento giovanile che si è generato dall’e-

sempio di Greta? «Non seguo molto la tv e non ho capito bene come stiano le cose, a me piace più fare. Ho visto la ragazza e non la giudico, ognuno ha il suo modo per manifestare, ma se ognuna delle 400mila persone che ho sentito sono scese in piazza si mettesse i guanti e pulisse, sarebbe molto meglio. Ri-

peto, non voglio giudicare nessuno, e ben venga manifestare per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma io sono più per la manovalanza, preferisco essere sul campo e fare palestra nella natura». C’è un’iniziativa che una volta all’anno raduna persone a pulire i fossi, “Puliamo il mondo”. «Farlo una volta all’anno non serve praticamente a nulla, se non a sensibilizzare. Ma l’importante per me è che se lo faccio sto bene, non ho bisogno di postare nulla, io la visibilità non l’ho cercata». Possiamo dire che il tuo motto è “su le maniche e bocca chiusa”. O ancora, “meglio un sacco di un like”. «Esatto. Io non aspiro a modernità, faccio l’operaio da 16 anni, sono un tipo terra terra. Io raccolgo rifiuti nel verde, se qualcuno si unisce ben venga. Io sto nella natura, sia pur sporca, respiro all’aperto, sia pur aria inquinata, ma questo mi fa stare bene».

Fridays for Future, i ragazzi in piazza anche a Cremona Due le manifestazioni globali sul clima che si sono svolte nel 2019. Oltre 200 cortei solo in Italia. Anche a Cremona, come vediamo nelle foto a fianco, centinaia di ragazzi si sono dati appuntamento in piazza Roma. Slogan, cartelli, manifesti e striscioni per chiedere che si affronti il tema dei cambiamenti climatici. Molta della credibilità di chi protesta dipenderà dalla capacità di staccarsi sinceramente dalla politica, respin-

gendo gli attacchi di una destra storicamente scettica sul tema e di una sinistra che cerca nuove battaglie per rilanciarsi. L’urlo degli scienziati non lascia spazio al dubbio. Non parliamo della giovane Greta, ma dell’allarme lanciato proprio dall’Onu: i governi devono adottare da subito il taglio immediato delle emissioni di gas serra, per evitare uno scenario da incubo. Anche i ragazzi di Cremona erano in prima fila.


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SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

Finalmente a fine novembre del 2019 i primi autobus elettrici acquistati da Arriva Km hanno iniziato a circolare in città

La svolta green di Cremona passa dal trasporto pubblico

VANNI RAINERI

Sottolineavamo da tempo che esisteva un contrasto stridente tra il non consentire alle auto diesel di circolare in città e nello stesso tempo permettere che a Cremona circolassero non solo mezzi di trasporto pubblico diesel euro 3, ma anche euro 2. vere per un paio di deMezzi inquinanti vecchi cenni. vent’anni a volte col moE così Bergamo si era dotore acceso davanti alle tata di 12 nuovi autobus scuole in attesa dei raelettrici, così come Mangazzi. La giunta regionale tova, e Brescia addirittura lombarda per la verità 20. Cremona invece aveaveva messo a disposiva acquistato 9 autozione ingenti contribus a gasolio, una buti regionali a scelta discutibile. favore dell’acVerso la fine del quisto dei mezzi 2019 abbiamo pubblici meno registrato con I bus elettrici inquinanti. Sesoddisfazione acquistati nonché gli inun’inversione di da Km centivi non pretendenza, in miavano solo gli quanto Km ha acautobus elettrici e ibriquistato i primi due autodi, ma anche i diesel euro bus elettrici che da qual6. Considerata l’età meche tempo sono impiegadia di vita di un bus, si ti per il trasporto pubblico tratta di mezzi con cui in città. saremo costretti a conviE’ stato a fine novembre

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che è avvenuta la presentazione alla città dei due bus, si spera i primi che possano rinnovare il parco bus di Km, ma è ovvio che la strada intrapresa è ormai questa. L’incontro pubblico che si è tenuto a SpazioEventi in piazza Stradivari alla presenza delle autorità cittadine e dei vertici di Arriva-Km. Per il Comune erano presenti il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore alla Mobilità Simona Pasquali, per Arriva Italia l’ad Angelo Costa. Con lui una folta rappresentanza di Km, tra cui l’ad Luca Delbarba. I bus sono modelli Ecity L12, un classico 12 metri urbano realizzato da Alfabus, azienda cinese che produce circa 3mila autobus ogni anno nel proprio stabilimento di Jiangyin, a 150 chilometri da Shanghai. Oltre all’assemblaggio in Cina, è significativo il know-how di matrice europea in termini di ingegneria e di componentistica. Arriva e Alfabus avevano già collaborato in precedenza in occasione di Expo 2015 di Milano. L’introduzione degli autobus ad alimentazione

elettrica ha comportato la necessità di alcuni interventi presso l’attuale deposito di Cremona, al fine di predisporre idonei punti di alimentazione per la ricarica con una potenza installata di almeno 100 kW. Si è reso necessario anche attrezzare l’officina per un’assistenza e manutenzione che necessita di nuove professionalità. Il cuore dell’autobus elettrico è

costituito da un motore sincrono a magneti permanenti, capace di erogare fino a 210 kW e 2.400 newton metro e dalla dotazione di batterie, in grado di “stoccare” fino a 354 kWh di elettricità e di caricarsi completamente in circa sei ore. L’autonomia garantita è superiore a 200 chilometri. «Intendiamo spingere la mobilità urbana verso

LA MAPPA Nelle foto sotto la presentazione dei due nuovi bus avvenuta in piazza Stradivari alla fine di novembre

l’utilizzo del mezzo pubblico anche grazie all’attrattività di questi bus» ha affermato Costa. L3assessore Pasquali ha sottolineato la silenziosità di questi nuovi mezzi, mentre il sindaco Galimberti ha voluto rimarcare il quadro complessivo di intervento, che coinvolge le piste ciclabili, la pedonalizzazione e l'operazione sull’illuminazione pubblica a led.

Volvo V40 Momentum bianca km 145000 € 9.950 1.6d 115cv imm. luglio 2014

Volvo C30 Momentum grigio titanio km 86000 € 5.350 1.6b 100 cv imm. febbraio 2007

Mini Countryman euro 6 bianca km 102000 € 11.500 1.6b 98 cv imm. novembre 2012

Mini d Cou-man all4 Aut bianca km 61800 € 13.950 2.0d 112cv imm. dicembre 2011

Volvo V60 Business D2 grigio savile km 62500 € 15.950 2.0d 120cv imm. novembre 2015

Fiat New Panda Twin air metano bianca km 73000 € 6.950 0,9cc 85 cv imm. novembre 2013

Fiat New Panda Cross 4x4 verde met km 23400 € 14.950 1.3mjt 95cv imm. giugno 2016

Volvo V60 CC D3 Plus Aut bianca km 19900 € 29.900 2.0d 150cv imm. dicembre 2017

Volvo V40 d2 KM0 blu denim km 0 € 19.900 2.0d 120cv imm. novembre 2018

Volvo V90 CC PRO d5 awd Aut grigio savile km 0 € 53.900 2.0d 235cv imm. giugno 2019

Fiat 500 neopatentati bianca km 144000 € 5.650 1.3 mjt 75 cv imm. maggio 2010

Volvo S60 Cross Country aut grigio osmium km 0 € 29.900 2.0d 150cv imm. giugno 2018


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CASALASCO

Dal settembre 2017 al giugno 1019 l’interruzione del collegamento con la Regione Emilia Romagna ha provocato gravi disagi VANNI RAINERI

Il ponte sul Po riaperto è la fine di un vero incubo

Il 2019 è stato per i casalaschi soprattutto l’anno della fine dell’incubo, ovvero della riapertura di un ponte che era stato chiuso 21 mesi prima che impediva il collegamento verso il sud, verso la provincia di Parma che per Casalmaggiore in particolare rappresenta un pilastri. I lavori hanno approdo vitale. Si pensi al preso il via subito dopo il fatto che Casalmaggiore, Capodanno: come da copur in provincia di Crepione, dalle aziende parmona (e orgogliosamentecipanti al bando e risulte), dista 40 km dal catate perdenti è partito poluogo e solo 25 un ricorso che rikm da Parma, che schiava di allunha quasi il triplo gare i tempi, ma degli abitanti il ricorso è stato I giorni in cui rispetto a Crerespinto garanmona. Facile il ponte è rimasto tendo un’opedunque immagi- chiuso al traffico razione senza nare come Parma troppi intoppi. rappresenti un punUna visita dell’allora to di riferimento cruciale ministro Danilo Toninelsotto diversi aspetti. Ovli aveva svelato un provio che portando improvgetto relativo al futuro visamente da 25 a quasi il ponte. Era solo una bozdoppio i km da percorreza, ma intanto si provava re, considerate le tragiche a guardare oltre. Infatti i condizioni della linea ferlavori in corso stavano roviaria, i problemi sono garantendo la riapertura evidenti. Non solo per ladi un manufatto in grado voratori e studenti ma di resistere non oltre 10 anche per i commercianti anni: chiaro che al più che si trovano su vie di presto ci si doveva porre comunicazioni all’imil problema della realizprovviso deserte. zazione del nuovo ponte. Un incubo insomma, che Il collegamento tra Parma durava dal 7 settembre e Brescia è strategico, ed 2017, quando il ponte fu è superfluo sottolineare chiuso a seguito non di un come il costo di un ponte controllo degli enti comsarebbe in fretta ammorpetenti, bensì della setizzato dal pil che garangnalazione di un agricoltisce un collegamento di tore che, stando sui suoi questa portata. Toninelli campi, aveva notato le aveva annunciato lo condizioni pessime di stanziamento di 50 miconservazione di alcuni lioni di euro , di cui 17 per

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la progettazione di tre ponti, tra cui Casalmaggiore. I lunghi mesi dell’incubo appesantivano anche i ponti di San Daniele Po e di Viadana, già ammalati di loro, che dovevano sopportare, come ben si può immaginare, un cospicuo incremento di traffico. Finalmente, il 5 giugno 2019 alle ore 16, il ponte sul Po ha riaperto, alla presenza di istituzioni di entrambe le sponde. Pochi giorni prima era stata riasfaltata la rotonda di accesso, cosicché tutto era pronto per l’evento. Sul ponte possono transitare automezzi non oltre le 44 tonnellate, e non si devono superare i 50 km/h, tenendo una distanza di 50 metri tra i veicoli. Il punto è che l’assenza di controlli fissi, nonostante l’annuncio di varchi elettronici all’imbocco del ponte, rende quasi inutile i divieti. I 21 mesi, anzi i 637 giorni, senza il ponte sono diventati poi un libro, scritto a sei mani da Giovanni Gardani, Nazzareno Condina e Cristian Calestani: i primi due sono

giornalisti della sponda cremonese, il terzo di quella parmense. Per raccontare questo periodo di grande difficoltà per i territori del CasalascoViadanese e della Bassa Parmense e Colornese è nato questo libro, che raccoglie settanta storie, tutte abbastanza simboliche ed esplicative, legate appunto alla “crisi del ponte”. “637 - La vita al tempo del ponte” è il titolo emblematico. Il libro presenta interviste ai membri del Comitato Treno Ponte Tangenziale, a commercianti, lavora-

tori, semplici cittadini, sportivi, uomini e donne di cultura, che hanno visto la propria vita cambiare. Non mancano curiosità legate alla moda e alla musica e storie che raccontano i momenti clou di quei 21 mesi, con le manifestazioni di piazza, con i trattori, l’Aperiponte, le colazioni in stazione ferroviaria, unendo di fatto le due grandi ferite infrastrutturali (ponte e treni) che hanno colpito Casalmaggiore, Colorno e i territori che vi gravitano attorno (comprendendo la vicina Via-

FINALMENTE Sotto, le tante presenze istituzionali il 5 giugno 2019 all’imbocco del ponte per celebrarne la riapertura

dana e, sulla sponda parmense, Sorbolo e dintorni). Il volume è edito da Sometti e ha ottenuto il patrocinio dell’associazione Terre di Lombardia. E’ stato presentato, dopo la prima a Casalmaggiore, in altre località interessate, ed è stato ripubblicato grazie al grande successo di vendite. Col libro in mano sarà più semplice spiegare ai nipotini cosa significò vivere quasi due anni senza il ponte. Sperando che a loro non capiti mai di vivere un simile incubo.


CULTURA & SPETTACOLI

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I violini di Stradivari, Amati e Guarneri protagonisti di una registrazione e catalogazione digitale

A Cremona nasce la Banca del Suono Un progetto che ha fatto guadagnare al territorio cremonese visibilità sui giornali di tutto il mondo. È stato presentato a inizio 2019 al Museo del Violino, dal sindaco Gianluca Galimberti, dal presidente del network friends of Stradivari, Paolo Bodini e da Mattia Bersani, fondatore ed amministratore di Audiozone studios, il progetto Banca del Suono. Da lunedì 7 gennaio, per circa un mese, quattro capolavori di Stradivari, Amati, Guarneri delle Collezioni del Museo del Violino sono stati protagonisti di un nuovo progetto di registrazione, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, e di catalogazione grazie ad un software appositamente realizzato per codificarne e riprodurne il suono perfetto. Il progetto è stato realizzato da Audiozone studios, impresa culturale e creativa di Piacenza specializzata in servizi innovativi e digitali nel settore music production e sound zione utilizzando apdesign, con la collapunto queste note. borazione del ComuNon è il primo prone di Cremona, del getto di questo geMuseo e del network Il progetto nere, esistono altri friends of Stradivari. Un vero e proprio esempi di questo tiMa che cos’è, con- database di note po. La caratteristica cretamente, la banca che sarà accessibile inedita di questa nodel suono? Si tratta di online a musicisti vità, però, è quella un vero e proprio dadella messa a dispotabase di note, regi- e compositori e che sizione degli appasstrate accuratamente renderà immortale sionati, per la prima nelle loro possibili il suono dei violini volta, del suono univarianti, accessibile co e caratteristico online a pagamento degli strumenti della scuola per gli utenti (in special modo classica cremonese. La registramusicisti e compositori) che abzione, nota per nota, è stata biano la necessità di restituire le eseguita con oltre trenta microtracce audio di propria realizza-

foni per ottenere il miglior suono possibile. Ad entrare nel database sono stati i “gioielli” contenuti nell’auditorium Giovanni Arvedi: la viola Girolamo Amati “Stauffer” 1615, suonata dal maestro Wim Janssen, il violoncello Antonio Stradivari “Stauffer” (1700) suonato dal maestro Andrea Nocerino, il violino Antonio Stradivari “Vesuvio” (1727), suonato dal maestro Antonio De Lorenzi, ed il violino Guarneri del Gesù “Prince Doria” (1734), suonato dal maestro Gabriele Schiavi. In questi mesi i suoi vengono inseriti in un software appositamente realizzato

per riprodurre fedelmente i 4 strumenti storici. Il programma sarà disponibile a metà 2020. «Il progetto della Banca del suono – aveva spiegato il sindaco di Cremona e presidente del Museo del Violino Gianluca Galimberti - è davvero importante, non solo per il Museo del Violino ma per la città. Registrare nel magnifico auditorium Arvedi il suono degli strumenti di Amati, Stradivari e Guarneri per creare una vera e propria enciclopedia sonora di questi strumenti unici al mondo è una straordinaria operazione di futuro. Vuol dire conservare “la voce” di questi

strumenti, metterla a disposizione di liutai, musicisti, ricercatori nel mondo e consegnarla intatta alle generazioni future». La realizzazione del progetto Banca del Suono ha richiesto, per circa un mese, la limitazione del passaggio dei veicoli in via Belcavezzo e piazza Sant’Angelo nei giorni e negli orari della registrazione, per evitare rumori e vibrazioni che interferiscono con gli strumenti utilizzati per registrare il suono. Giorni di silenzio che hanno permesso di “catturare” i suoni dei gioielli cremonesi, perché rimangano intatti nel tempo e nella storia.


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IL DOCUMENTARIO DI CHIARA FERRAGNI SBARCA A VENEZIA

Il 2019 è stato l’anno in cui Chiara Ferragni, la popolarissima influencer cremonese, ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il docufilm sulla sua vita. «L’idea di un documentario su di me nasceva inizialmente da Netflix ma il loro progetto aveva un approccio che non ci interessava perché andava troppo sul personale – ha spiegato –. Volevo far capire a tutti che non sono quella che si fa i selfie e basta. Che dietro c'era un lavoro molto più complesso delle foto e dei video. Spero che questo documentario ispiri tante persone che hanno un sogno a crederci, ad impegnarsi per realizzarlo». “Chiara Ferragni – Unposted”, diretto da Elisa Amoruso, prodotto dalla Memo Films di Francesco Melzi d’Eril con Rai Cinema, è disponibile sulla piattaforma streaming Amazon Prime.

CULTURA & SPETTACOLI

La Tigre di Cremona il 22 novembre ha pubblicato l’album con il cantautore genovese

Mina fa un disco con Fossati

È stato un vero e proprio regalo di Natale anticipato: il 22 novembre è uscito Mina Fossati per Sony Music. Ivano Fossati e la tigre di Cremona insieme in un lavoro premiato dagli ascolti. Certificato Platino, il disco è ancora stabile nelle prime posizioni della classifica FIMI degli album più ascoltati. Nessun ripensamento da parte del cantautore genovese, che ha emozionato a Milano con il suo ultimo concerto nel marzo del 2012. «Dopo otto anni la mia decisione non cambia – dice Fossati parlando della sua amicizia con Mina, un sodalizio che continua da anni –: non torno a fare dischi né concerti, ma per niente al mondo mi sarei negato la gioia di scrivere questo album». Poi la riflessione: «Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina». I due protagonisti assoluti della musica italiana, da tempo lontani Mina Fossati è prodotto da Masdalla ribalta, per la prima volta similiano Pani per Pdu e Il Volahanno unito le loro voci in unditore ed è stato pubblicato da Soci brani inediti, scritti ny Music. L’album è e composti dallo disponibile in CD Distesso Ivano Fossati. gipack, CD Deluxe Dopo Tex Mex e Luna Hardcover Book, ViDiamante, brano Uscito a novembre nile Nero 180gr, Vinistruggente che ac- «Nessun musicista le Bianco Trasparente compagna forse la più sano di mente 180gr, Special Book importante scena del (contenente un Picdirebbe di no a film La dea Fortuna di ture Disc, un 45 Giri di Mina», ha detto Ferzan Ozpetek atSettembre, un CD e tualmente nelle sale, Ivano Fossati parlando una stampa speciale L’infinito di stelle è dell’album insieme di Mauro Balletti lidisponibile in rota- alla Tigre di Cremona mitata e numerata) e zione radiofonica e digitale. Una popolasulle piattaforme rità, quella del nuovo streaming in questi giorni, selavoro a due voci, che continua gnando il nuovo capitolo di un anche nel 2020. “L’infinito di album che è tutto da scoprire. stelle” che stiamo ascoltando in

questi primi giorni del 2020 è la canzone toccante e decisa che apre il disco, un brano dai chiari accordi di pianoforte su cui si appoggiano appassionate le voci di Mina e Fossati. Un piccolo manifesto dell’album che introduce il discorso sul presente, come un filo sottile che lega gli undici brani e che spiega l’essere insieme dei due artisti e la voglia di continuare a coltivare la speranza “in questa terra civilizzata, soprattutto dai poeti”. «La canzone è nata prima di tutto dalla parte musicale, del pianoforte spiega Ivano Fossati –, poi sono arrivate le parole, il testo, che volevamo fosse un testo a due come una sorta di botta e risposta. La canzone cerca di spiegare

la presenza mia e di Mina insieme, il senso del disco». Un album che parla anche un po’ la lingua del nostro territorio, come ci insegna la Tigre di Cremona, a cui tutta la sua città è ancora legata nel segno della musica.


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BASKET

Vittoria della Coppa Italia , secondo posto in regular season e la finale dei playoff sfiorata

Per la Vanoli è stato un anno da record Fabio Varesi

E’ stato un anno da record per la Vanoli e non poteva che essere firmato da coach Sacchetti, nel recente passato protagonista di uno storico “triplete” alla guida di Sassari. Alla seconda stagione sulla panchina biancoblu, dopo aver raggiunto la semifinale di Coppa Italia e i quarti dei playoff, ha compiuto un capolavoro con un roster ripartito da alcune certezze italiane e dall’inserimento di due autentici mattatori come Crawford e Mathiang. Una stagione iniziata bene, che ha visto la squadra centrare la final eight di Coppa Italia con un ottimo quarto posto al termine del girone d’andata. L’obiettivo di Sacchetti era quello di fare bella figura, come era capitato un anno

prima, ma proprio a Firenze la quella Vanoli, sarebbe stato difficile per tutti. Dopo dieci anni in squadra ha raggiunto il picco di serie A e a 20 anni dall’inizio forma, giocando un grande basket e tirando dalla distanza con dell’avventura partita in B2 a Soresina, ha fatto un certo effetto percentuali eccellenti. Nei quarti vedere i biancoblu fedi finale la Vanoli ha steggiare la conquista piegato senza difficoltà Varese dell’ex della Coppa Italia (foto sotto), biglietto Caja e poi in semifinale ha avuto la me- COACH VINCENTE per entrare nel gotha glio su una big come Dall’arrivo di Sacchetti del basket italiano. Sì, la Virtus Bologna, ca- la Vanoli ha centrato perché la Vanoli non pace di eliminare Mi- sempre l'accesso si è fermata e ha conlano. La Vanoli è stata ai playoff e alla final cluso la regular season al secondo posto brava a rintuzzare i eight di Coppa Italia ed ha vinto con autovari tentativi di rimonta dei felsinei e rità il quarto di finale trascinata da Crawford (poi eletdei playoff contro un’ottima to mvp della manifestazione), ha squadra come Trieste. Poi un semifinale c’è stato l’epico scontro raggiunto una storica finale. Atto con Venezia, arrivato a gara 5, conclusivo contro l’altra sorpresa dopo che la Vanoli si è trovata sul Brindisi, che le ha provate tutte 2-1 sbancando il Taliercio. Al per restare in partita, ma contro

match decisivo i ragazzi di Sacchetti sono arrivati stremati e non hanno potuto disporre del miglior Crawford, ma hanno venduto cara la pelle in un PalaRadi comunque in festa. Del resto la Vanoli ha perso con onore conto i futuri campioni d’Italia, che hanno potuto disporre di un roster molto più lungo. Archiviata una stagione esaltante, la dirigenza biancoblu ha dovuto sopperire alle partenze di Crawford e Mathiang, approdati entrambi in Turchia, avvicendati da Tiby e Williams, scelte che si sono rivelate ben presto sbagliate. Il centro Williams è stato tagliato già in precampionato, mentre l’ala grande Tiby ha lasciato Cremona dopo alcune partite. Ma la società è stata brava a rimediare, ingaggiando i centri

Sobin e soprattutto Happ e grazie all’americano arrivato dall’Olimpiakos, la Vanoli ha ribaltato la stagione, inanellando 5 vittorie di fila. La squadra ha iniziato, quindi, a scalare la classifica, dopo un inizio difficile e malgrado tanti infortuni. Tra le vittime anche Milano la capolista Virtus Bologna, cadute al PalaRadi, dove è passata solo Cantù. Per sopperire all’assenza di Stojanovic, che si è aggiunta a quelle di Diener e Mathews, è stato ingaggiato Richardson, rivelatosi tiratore di talento, che ha contribuito all’ennesima qualificazione alla final eight di Coppa Italia, certificata dal successo contro Brindisi, ottenuto ad inizio 2020. Il modo migliore per inaugurare il nuovo anno e archiviare dodici mesi da record.

azzurri di sacchetti poco brillanti

nazionale solo decima ai mondiali Oltre ad essere il condottiero della Vanoli, Sacchetti è anche il ct della Nazionale, che dal 2004 (storico argento olimpico) non ottiene risultati di rilievo. Purtroppo, anche Meo non è riuscito al momento ad invertire la rotta, anche se attorno gli azzurri si respira almeno un certo ottimismo. L’Italia puntava molto sul Mondiale in Cina e il sogno era centrare subito il pass olimpico, dopo tre

edizioni dei Giochi viste da casa. Ma dopo aver battuto Nazionali di secondo piano (Filippine e Angola), gli azzurri sono stati piegati da Serbia e Spagna ed hanno faticato tantissimo a battere Portorico. Il 10º posto finale non può soddisfare Sacchetti, che almeno ha centrato la partecipazione al torneo preolimpiaco (dal 23 al 28 giugno al Belgrado), ultima chance per arrivare a Tokyo.


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CAlCio

Tanti colpi di scena in panchina e dietro la scrivania, in campo risultati altalenanti e spesso deludenti

Cremo, dodici mesi come un reality MATTEO VOLPI

l’altro calcio

Un reality di dodici mesi, dal nome Cremonese. L’anno solare 2019 ha regalato agli appassionati grigiorossi una serie di colpi di scena degni del più privo di senso spettacolo televisivo. L’importante è fare audience... raggiungere l’obiettivo è secondario. Due direttori sportivi, due allenatori e l’insanabile via vai di giocatori per ottenere quale obiettivo? La permanenza in serie B. L’ultimo anno del decennio appena trascorso ha confermato quella che dopo tanti anni è diventata una sentenza: di questa Cremonese non ci si può proprio fidare. Esattamente un anno fa la truppa grigiorossa si trovava con Rastelli già in discussione, dopo non aver ancora trovato il bandolo della matassa dal suo subentro a Mandorlini. Una situazione protrattasi fino ad un pessimo mese di febbraio, ma quando tutto sembrava portare al secondo esonero stagionale dell’allenatore, ecco il primo colpo di scena: via Rinaudo ed ecco Bonato. Si cambia il direttore sportivo, anziché il tecnico. Era il 28 febbraio 2019, mercato chiuso e Cremonese in zona playout. Da allora, in tre mesi scarsi, una salvezza conquistata in anticipo imperniata su un 3-5-2 un po’ vecchia maniera, ma di colpo efficace e risolutivo che ha conpattato il gruppo sul campo, trascinandolo quasi sino alla conquista dell’ultimo posto per i playoff, svanito solo nell’ultimo turno di campionato. Confermato Rastelli, ecco allora l’occasione di poter programmare

la pergolettese vince lo spareggio e torna in serie c

Pareggiando con il Brescia, la Cremo ha compromesso la corsa ai playoff (foto © Ivano Frittoli)

con calma il mercato, puntando si allontana e ormai abituata ad ad alzare l'asticella, almeno a paalmeno un esonero all'anno nel role. Ma così non è. L’inizio di periodo autunnale, ecco chiedere campionato è ricco di a gran voce il cambio alti e bassi e si percein panchina. E punpisce presto che l’altuale arriva l'avvicenternativa a Castrovildamento: via Rastelli li, che nel frattempo porte girevoli a cui non viene perdonata la sconfitta consta stregando mezza Dopo un ottimo finale tro quel Cittadella coserie A, di fatto non è di stagione, Rastelli sì diverso da noi, sepstata trovata. Cera- è stato esonerato volo e Ciofani delu- ad inizio ottobre, per poi pur legato all’acciaio dono, nonostante gli essere richiamato (presidente che lascia sforzi economici efcarta bianca e agisce fettuati e valutati opall’insegna della proportuni ed ecco che il profilo di grammazione e della continuità...) e guidato dal bravissimo Rastelli inizia a perdere terreno. Venturato ed ecco il ritorno di La piazza insorge, perché la vetta

Baroni, già esonerato qualche anno prima. Il tecnico toscano prova a mischiare le carte senza trovare né capo né coda ad un gruppo sopravvalutato in partenza, ormai allineatosi sul fare il compitino, onorare nei limiti della sufficienza il contratto e incapace di giocare con il cuore. Il nuovo decennio si apre con una novità mai vista sinora: secondo esonero (di Baroni) e ritorno di Rastelli, che ancora sotto contratto eviterebbe così ulteriori spese extra. Il reality continua, speriamo che l’audience aumenti per i risultati e non solo per le elminazioni.

Al termine di una stagione tiratissima, la Pergolettese è tornata tra i professionisti, grazie alla vittoria per 2-1 (reti di Morello e Franchi) sul Modena nello spareggio di Novara. Una grande soddisfazione, anche se poi l’inizio di stagione in serie C si è rivelato più difficile del previsto, tanto che è arrivato l’esonero di Contini. La squadra, però, si è poi ripresa ed ha finito l’anno in crescendo. Dall’Italia e dal mondo • In serie A la Juventus ha suonato l’ottava sinfonia tricolore, anche se ha fallito la doppietta nazionale (la Coppa Italia è stata vinta dalla Lazio in finale contro l’Atalanta) e soprattutto l’ennesimo assalto alla Champions League (eliminati a sorpresa dall’Ajax). La coppa europea più prestigiosa è stata vinta dal Liverpool, che ha battuto nella finale tutta inglese il Tottenham. Per fortuna la nuova stagione ha offerto finalmente un equilibrio in vetta, con Inter e Lazio (vittoriosa in Supercoppa italiana) a contatto con la Juve di Sarri. Bene, infine, la Nazionale di Mancini, che ha vinto tutte le partite nel girone di qualificazione a Euro 2020.

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Cremona in bianco e nero La città in controluce

Due inediti di Dante Ruffini

Ritrovate casualmente, due opere dello scultore sono tornate "a casa"

Cappellana Soldi

Una cascina ben ancorata alle proprie radici


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VoLLeY & atLetica

La èpiù Pomì ha continuato a stazionare tra la 5ª e la 6ª posizione, dominando le piccole e perdendo regolarmente con le big

Tra alti e bassi, il bilancio è positivo boli, ma di non riuscire a dare fastidio più di tanto alle big. Un’altra costante è E’ stato complessivamente il tecnico: l’anno si è aperto un anno molto positivo il e si è chiuso con lo stesso 2019 ormai alle spalle per la allenatore, cosa che a CaVbc Casalmaggiore, targata salmaggiore negli ormai Pomì fino all’estate con parecchi anni di A1 non era l’aggiunta in corso di èpiù. mai successo. E la continuGuardando la ità possiamo sola posizione dire che stia pain classifica, gando. Sullo nulla sembresfondo va conrebbe cambia- conferma tecnica una to: le rosa ave- A differenza degli altri anni siderata c o m p e t i t i v ità vano chiuso al la dirigenza ha deciso internazionale 6° posto il 2018 di confermare l’allenatore delle nostre e hanno conGaspari e quattro colonne squadre, che si è cluso in 5ª podecisamente sizione il 2019. dell’ultima stagione elevata, come Allora si erano dimostrano i giocate solo 12 partite e Catanti successi internaziosalmaggiore era vicina al 2° nali. Anche il roster è camposto; oggi, dopo 13 partite, biato meno del solito: asi distacchi si sono ampliati sieme a Gaspari sono rimae a parità di vittorie (8) le ste Bosetti, Spirito, Cuttino sconfitte sono salite da 4 a (nella foto) e Carcaces. Il 5. Una costante è la capacipresidente Boselli Botturi ci tà di vincere contro le foraveva abituato ad una rivomazioni sulla carta più de-

VANNI RAINERI

luzione ogni estate, quella scorsa è stata meno radicale. D’altra parte Casalmaggiore aveva dimostrato di saper rilanciare atlete e tecnici, che poi venivano

regolarmente arruolati da società in grado di offrire stipendi che in Baslenga erano proibitivi. L’ultima rivoluzione, del 2018, era dettata invece dalla grande

delusione per il peggior campionato mai disputato nella massima serie. A livello di risultati, il 2019 era iniziato con un ko (0-3) in casa con l’Imoco, poi la

stagione era proseguita tra alti e bassi sino alla vittoria su Novara nell’ultimo turno del 30 marzo. La Pomì ha chiuso la stagione al 6° posto. Nei playoff scudetto è stata sconfitta subito ai quarti di finale nettamente da Scandicci. In Coppa Italia, sempre ai quart,i aveva affrontato Busto e anche qui doppia netta sconfitta. Quest’anno se la vedrà con Scandicci. Anche stavolta il giro di boa coincide con la fine dell’anno. Casalmaggiore ha avuto un percorso chiaro: ha perso 0-3 con Conegliano, Busto Arsizio e Novara (le prime tre in classifica), ha perso 2-3 con Scandicci e Monza (quelle che le contendono la 4ª posizione) e ha vinto le altre 8 partite, tutte contro le squadre che la inseguono (e tutte raccogliendo 3 punti, a parte con Bergamo, sconfitta al tie break).

Fausto Desalu in semifinale al Mondiale di Doha Uno degli appuntamenti clou dell’anno è stato il Mondiale di atletica leggera, andato in scena dal 27 settembre al 6 ottobre a Doha. In Qatar ha gareggiato anche il casalasco Eseosa “Fausto” Desalu, che ha superato il primo turno nei 200 metri, correndo in batteria in 20”43, quanto è bastato per raggiungere la semifinale di domani sera. Il sogno di avere un altro finalista iridato nello sprint dopo Filippo Tortu nei 100, purtroppo, è però sfumato visto che Desalu ha concluso al 7º posto la semifinale

con il tempo di 20”73). Il casalasco, dopo aver centraro la qualificazione iridata a Yokohama, non ha corso la 4x100. Il suo sostituto Federico Cattaneo, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu hanno corso bene, realizzando il nuovo record nazionale in 38”11, ma non è bastato in un contesto rivelatosi di livello stellare. L’Italia è salita una sola volta sul podio, grazie a Eleonora Anna Giorgi, 3ª nella 50 km di marcia. Nelle altre discipline, azzurri grandi protagonisti al mondiale di nuoto, con

ben 4 ori (Paltrinieri, Pellegrini, Quadarella e la pallanuoto maschile) e a quelli di sci alpino con la vittoria di Paris e l’argento della Goggia, entrambi in supergigante. Si sono difesi anche i fondisti, due volte sul podio grazie a Pellegrino nelle sprint (argento individuale e bronzo a squadre con De Fabiani). E’ stato un grande anno per il tennis azzurro, con Fognini e Berrettini sugli scudi, mentre ha ancora una volta deluso la Ferrari, surclassato dalla solita Mercedes pigliatutto.

Desalu impegnato a Doha


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CANOTTAGGIO & CANOA

A Linz in Austria, Giacomo ha conquistato il bronzo iridato e Valentina si è superata in finale B Fabio Varesi

Gentili e Rodini hanno il pass per i Giochi Olimpici di Tokyo

E’ ormai notorio, che il Mondiale che va inscena un anno prima delle Olimpiadi, è il più difficile perché tutte le nazioni schierano le migliopri barche per puntare alla qualificazione alla rassegna a cinque cerchi. Ecco perché aver staccato nove pass olimpici su dodici barche, di cui tre in campo femminile, è un risultato che esalta l’Italremo, tornata dai Mondiali di Linz con tre ori, quattro argenti e tre bronzi, che valgono il secondo posto nel medagliere. Per la verità, nelle barche olimpiche il bottino è stati più magro (un argento e un bronzo), ma quello che contava erano le qualificazioni per Tokyo e in quest’ottica, le cose sono andate benissimo. Tra i risultati più significativi, annoveriamo sicuramente il nuovo podio del quattro di coppia di Mondelli, Panizza, Rambaldi e Gentili, che dopo l’oro di Plovdiv nel 2018 e l’argento agli Europei di Lucerna, si è confermato ai vertici della specialità. Azzurri preceduti da Olanda e Polonia, ma tra qualche mese in Giappone le gerarchie potranno cambiare. «Siamo riusciti anche questa volta a salire sul podio mondiale, seppure con un po’ di rammarico per aver mancato l’argento per soli 51 cenPesi Leggeri con Fetesimi. Per quest’anno derica Cesarini. «Il va bene com’è andaMondiale è stato belta», ha rivelato il capovoga Giacomo Gen- AZZURRI PROTAGONISTI lissimo. Ero più serena del solito, anche se tili (Fiamme Gialle- Ai Mondiali l’Italia uscire in semifinale è Bissolati), sempre più ha conquistato 10 podi stato abbastanza e soprattutto nove punto fermo dell’armo brutto. Però riuscire a azzurro. Brava anche pass per i prossimi prendersi l’ultimo Valentina Rodini Giochi Olimpici di Tokyo posto disponibile, è (Fiamme Gialle e anstato bellissimo. Ho che lei cresciuta alla una gran voglia di impegnarmi Bissolati), che ha saputo metaboancora più di prima, perché quelizzare il mancato accesso in finasto deve essere solo il primo pasle A e con una strepitosa ultima so», ha rivelato Valentina. «I parte di gara, ha conquistato l’ulMondiali sono andati benissimo. timo pass olimpico nel doppio

Il quattro di coppia di Giacomo Gentili (secondo da sinistra) con il bronzo iridato al collo (foto Mimmo Perna)

Il doppio Pesi Leggeri di Valentina Rodini (a destra) e Federica Cesarini

Ora si lavorerà per un ulteriore potenziamento, in quanto l'Olimpiade sarà ancor più dura», ha aggiunto il tecnico bissolatino Gigi Arrigoni. Come da pronostico, Alessandra Montesano (Eridanea) è arrivata solo sesta in finale B nel quattro senza, ma ha ancora una carta nel 2020 per tentare la qualificazione olimpica. Nel giro della Nazionale è trnato anche Andrea Cattaneo (Bissolati), che agli Europei di Lucerna è giunto 9º nel doppio con Chiumento, dopo il 5º posto in semifinale. Un buon piazamento, dopo l’oro

conquistato ai Mondiali Under 23 di fine luglio a Sarasota negli Stati Uniti. Dopo i guai fisici, il suo recupero è sicuramente importante in ottica futura. CANOA • Esteban Gabriel Farias (alfiere della Bissolati) resta nel gotha mondiale. Nel KL1 200 alla rassegna iridata di Szeged, il campione del mondo in carica e medaglia d’argento agli Europei 2019, è stato ancora una volta battuto dal giovanissimo magiaro Peter Pal Kiss (per 75 centesimi), ma oltre ha conquistare un ottimo ar-

gento, ha staccato il pass paralimpico per Tokyo 2020. In precedenza, Farias aveva raggiunto la finale con il miglior tempo di 47”71. Lantana dei fasti degli anni ’90 e diemila, invece, la nazionale azzurra della canoa, riaffidata a Oreste Perri, si sta ricostruendo e tutto sommato il Campionato del mondo preolimpico di Szeged ha deto segnali positivi. Gli azzurri hanno partecipato a sei finali iridate, tre delle quali olimpiche e conquistato due pass a cinque cerchi per Tokyo 2020. Un primo passo per tornare protagonisti.


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CiCliSMo

Il movimento cremonese ha fatto incetta di successi, anche prestigiosi, sia su strada che in pista

I giovani hanno infiammato l’anno Bassano che difende i colori del team bergamasco della Valcar Cylance Cycling-Gs Fiamme Oro, Sfogliando l’ultima annata agonicampionessa europea Under 23 stica, emergono in maniera lamdell’inseguimento a squadre, pante i valori del ciclismo italiano, campionessa italiana nel derny su sebbene non ci sia nessuna squapista e vincitrice su strada di una dra Pro Tour nel nostro Paese (i tappa al Giro d’Italia Rosa. Annata corridori italiani vincono ma i tiscoppiettante pure per Miriam fosi non lo sanno). Se si contano Vece, 22 anni di Romanengo, anle vittorie, l’Italia con 107 successi che lei in forza allaq Valcar Cylanè nettamente in vantaggio davance Cycling, campionessa italiana ti a Francia (80) e Olanda (71). della velocità con il nuovo record Certo, il ciclismo è cambiato e le italiano in 10”985), vicecampiovittorie oggi più che contarle binessa europea Under 23 nei 500 sogna pesarle. Insomma, questa metri e bronzo nella velocità. Mimondializzazione al momento riam ha migliorato poi il record sembra aver privato i tifosi dei italiano nelle qualifipropri beniamini e ha che dello sprint (200 strappato quel cordometri lanciati) a Camne ombelicale che bridge in Nuova Zerappresentava la forza landa, con il tempo di vitale di questo sport. ragazze volanti 10”844. Elena BissolaIn campo femminile, Tra le vittorie spiccano ti, 22 anni di San Giogrande punto di forza sicuramente quelle vanni In Croce e del Gs è senza ombra di dub- di Marta Cavalli in pista Cicli Fiorin, terza atlebio la pista, mentre e di Federica Venturelli ta cremonese della sussiste la crisi di vo- nel ciclocross Nazionale su pista, secazione maschile, che sta nel keirin in Coppa rende difficile il ridel Mondo a Glasgow. cambio generazionale. Comunque Che dire di Federica Venturelli? guarda al futuro la Nazionale su Ragazzina 14enne volante di San pista del ct cremasco Marco Villa, Bassano. Di lei abbiamo detto con l’azzurro orobico Davide Plequasi tutto: vince su strada (109 bani (Arvedi Cycling), argento punti), pista e ciclocross. Difende i nell’inseguimento individuale eucolori del team brianzolo Gs Cicli ropeo a Minsk e bronzo al MonFiorin, due volte campionessa itadiale a Pruszkow e in quello a liana Esordienti (strada e cross) e squadre, disciplina in cui si è agvincitrice del Giro d’Italia di ciclogiudicato l’argento sia ad Apedocross Allieve. Irene Oneda (Madiorn che a Minsk (Bielorussia), insieme ai compagni di squadra Stegnanese), invece, ha collezionato fano Moro, Carlo Alberto Giordani, un’altra perla, laureandosi camsempre della corazzata formaziopionessa regionale su pista della ne Arvedi Cycling. Eterna confermadison. Puntale, reattivo e atma in maglia azzurra di Marta Catento Stefano Moro, 22 anni di valli, 21 anni, cremonese di San Fontanella al Piano (Bg), sprinter Fortunato chiodo

Marta Cavalli

azzurro polivalente (strada e pista) e uomo di punta nel 2019 del Club Arvedi Cycling, diretto dal team manager cremasco Massimo Rabbaglio. Allo sprint ha centrato cinque delle dodici vittorie in gare di Elite e Under 23 e una medaglia d’argento su pista nell’inseguimento a squadre. Poi Jalel Duranti, 25 anni di Soncino, che con la maglia del Team Colpack Continental nella categoria Elite e Under 23 è stato protagonista di due successi su strada al Giro della Nuova Caledonia. Bravo Luca Rastelli, 20enne del Boschetto di Cremona, accasatosi nel team bresciano Delio Gallina: ha vinto la classica e ambìta Targa Crocifisso di Polignano a Mare (Bari) tra gli Elite e Under 23, in procinto di passare al Team Colpack Continental. E’ umile, sereno, ascolta e impara, ha stupìto il suo talento. Alessio Brugna, 24 anni,di Rivolta

Federica Vanturelli

Luca Rastelli

d’Adda (figlio d’arte di Walter Brugna, professionista negli anni 1987-1991, campione del mondo del mezzofondo), velocista principe della Viris Vigevano. Tra gli Elite e Under 23 ha collezionato due trionfi nel Trofeo Rancilio a Villastanza di Parabiago e al Trofeo Fumagalli a Gessate (Mi) e dieci volte è giunto tra i primi sette (collezionando 50 punti) ed è stato ingaggiato dalla Zalf Euromobil Dèsirèe Fior (Treviso). Tra gli Juniores, Samuel Quaranta, 17 anni del Team Lvf, figlio d’arte dell’ex professionista Ivan Quaranta (ora trainer del Team Colpack Continental): al suo esordio stagionale ha fatto centro con 3 successi e 3 secondi posti in volata (28 punti). Samuel si cimenta su strada e pista, ha stupito tutti per il suo talento. Gabriele Coloberti, Junior del 1° anno, di Romanengo e accasatosi alla bresciana Aspiratore

Otelli, è una giovane promessa ed ha brillato nel 2019. Tra gli Allievi, Riccardo Tomasoni, 15enne cremonese della Madignanese, ha colto due vittorie stagionali ed è stato ingaggiato per la stagione 2020 alla bresciana Feralpi. Davide Maifredi (Madignanese), esordienti del 1° anno, Riccardo Tomasoni (Madignanese) rea gli Allievi, Matteo Visoli (Gioca in Bici Oglio Po Casalmaggiore), tra gli Esordienti del 2° anno e Rebecca Vezzosi (Gioca in Bici Oglio Po), hanno vestito la maglia di campioni provinciali. «Movimento in salute» quello dei mini atleti, utilizzando il commento di Antonio Pegoiani, presidente del Comitato provinciale della Federciclismo, senza dimenticare Stefano Ganini, 12 anni di Izano, dominatore assoluto della G6, che ha conquistato il titolo di campione Regionale e il Trofeo Lombardia.


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