OLI D’ITALIA

LABIANCA
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2026 BARI wine & olive oil technology Fieradel Levante
LA FIERA DELLE SOLUZIONI PER CHI PRODUCE OLIO DI OLIVA E VINO


OLIVICOLTURA & PRODUZIONE OLEARIA FINE LINEA E PACKAGING

Macchinari agricoli, prodotti, servizi e attrezzature per le attività agronomiche su oliveti e vigneti
Tecnologie e impiantidi trasformazione per frantoio e cantina, fine linea, imbottigliamento e packaging
VITICOLTURA & PRODUZIONE ENOLOGICA FINE LINEA E PACKAGING
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CAMPANIA
UN’ANNATA “IN LINEA”. DOMINANO AMARO E PICCANTE
Giovanni Pipolo: “A distinguersi sono sempre l’avellinese e il beneventano con note accattivanti di erbaceo e pomodoro”
TESTO/WORDS
Francesco Carrubba
Un’annata sui generis condizionata dal notevole caldo estivo e dall’umidità spesso presente”.
Ma la produzione è “in linea” con gli altri anni, senza grosse criticità.
Giovanni Pipolo, Capo Panel di Acap per la Campania e della CCIAA di Salerno, illustra così la campagna olearia. “La qualità media è leggermente inferiore al normale per l’andamento climatico che ha favorito il proliferare della mosca, a cui non sempre si è riusciti a far fronte. Le caratteristiche sensoriali dominanti sono l’amaro e il piccante, spesso ai limiti dell’astringenza. Le note aromatiche prevalenti? Mandorla, vegetale amaro e carciofo”.
Il fruttato medio è lo stile di olio che caratterizza quest’anno, in cui si sono comportate meglio le cultivar a maturazione tardiva, Biancolilla e Frantoio. Sul piano geografico, “a distinguersi sono sempre l’avellinese e il beneventano con le note accattivanti di erbaceo e pomodoro”.
Un consiglio a buyer e ristoratori? “Acquistare sicuramente un olio di Ravece o di Ortice, insieme a un buon olio delle colline salernitane”.

“La qualità è lievemente inferiore al normale: il clima ha favorito il proliferare della mosca cui non sempre si riesce a far fronte. Mandorla, vegetale amaro, carciofo: le note aromatiche prevalenti”
A “TYPICAL” HARVEST. BITTERNESS AND SPICINESS DOMINATE
Giovanni Pipolo: “The Avellino and Benevento oils always stand out, with appealing notes of herbaceousness and tomato”
“A rather unusual year, influenced by the intense summer heat and frequent humidity.”
Yet production remains in line with previous years, without major issues. Giovanni Pipolo, Head of the Panel for Acap in Campania and of the Salerno Chamber of Commerce, describes the olive oil campaign this way. “The average quality is slightly below normal due to the climatic conditions, which encouraged the proliferation of the olive fly, not always easy to control. The dominant sensory characteristics are bitterness and spiciness, often approaching astringency. The main aromatic notes? Almond, bitter green vegetable, and artichoke.” The medium fruitiness is the style that defines this year’s oils, with late-maturing cultivars such as Biancolilla and Frantoio performing best. Geographically, “the oils that always stand out are those from Avellino and Benevento, thanks to their appealing herbaceous and tomato notes.”
Advice for buyers and restaurateurs? “Definitely consider purchasing a Ravece or Ortice oil, along with a good oil from the Salerno hills”.
Extra virgin olive oil is the soul of our dishes, a storyteller of the territory’s history. Sabine olive oil, in particular, holds a special significance.

























DIFFERENZE TERRITORIALI SIGNIFICATIVE
Nord: stagione complessa tra mosca olearia e clima avverso (Lago di Garda, Liguria)
Centro: equilibrio e qualità, quantità in calo (Toscana, Abruzzo, Lazio)
Sud: produzione in linea, priva di criticità (Campania)
Isole: alta qualità, senza attacchi di mosca (Sicilia, Sardegna)
COSA CONSIGLIANO I CAPI PANEL A CHI COMPRA
-Tra buyer e consumatori, ad esempio nel Nord e sul Garda, emerge il bisogno di dritte sull’uso dell’olio al fine di esaltarne le caratteristiche e aiutare “una scelta consapevole”.
-Al Sud, un suggerimento è puntare su oli certificati e su monovarietali, per valorizzare la biodiversità del territorio, dagli oli più delicati ai più strutturati. -Tra i “consigli per gli acquisti: Igp Sicilia, olii di Ravece, di Ortice e delle colline Salernitane”.
-E per la cucina moderna dei ristoranti? Vale il principio “ad ogni piatto il suo olio”.
IL MESSAGGIO DELL’ANNATA
Nonostante mosca olearia e avversità meteorologiche abbiano messo alla prova le rese, l’Italia dell’olio extravergine chiude l’annata con una certezza: la qualità, quando è sostenuta da competenza e biodiversità, continua a vincere.
YIELDS CHALLENGED BY WEATHER AND OLIVE FRUIT FLY. BUT QUALITY REMAINS HIGH Italy’s olive oil 2025–2026 according to Panel Leaders: some difficulties in the
North, balance in Central Italy, and a “steady” South
A variable season, yet one marked by overall good quality.
Some difficulties were recorded in northern olive groves: due to olive fruit fly infestations and adverse weather conditions in the Lake Garda area, as well as anomalous heat in June and low yields in Liguria.
Central Italy shows balance but reduced volumes: despite insect pressure, quality levels have been maintained in regions such as Tuscany, Abruzzo and Lazio. Lazio, however, is experiencing a production decline of around 40%, sim
Annata difficile per rese e clima, con forti differenze territoriali, ma l’olio extravergine italiano conferma un’elevata qualità: competenza, biodiversità e scelte consapevoli fanno la differenza
A difficult year for yields and climate, but Italian extra virgin olive oil confirms high quality thanks to expertise and biodiversity
Una collezione di bicchieri per la degustazione professionale, realizzati in vetro soffiato a bocca artigianalmente, seguendo rigorosamente le indicazioni del Consiglio Oleicolo Internazionale.
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MECCANICA ED ENOLOGIA VERSO NUOVI SCENARI
TESTO/WORDS
Elisa Berti
La fiera di Bari alza l’asticella: più superficie espositiva, buyer internazionali e tecnologie in campo per l’intera filiera olivicola, olearia e vitivinicola
Enoliexpo 2026 cambia passo e si presenta come una piattaforma strategica per chi guarda all’innovazione come leva competitiva.
Dal 19 al 21 marzo 2026, la Fiera del Levante di Bari ospiterà l’edizione più ambiziosa di sempre della manifestazione dedicata alle tecnologie per i settori olivicolo-oleario e vitivinicolo, con un format potenziato che mette al centro business, internazionalizzazione e trasferimento di know-how.
A segnare il salto di qualità è innanzitutto la forte vocazione internazionale. Grazie alla collaborazione rinnovata con ITA – Italian Trade Agency, Enoliexpo accoglierà una selezione mirata di buyer provenienti da Marocco, Tunisia, Turchia, Algeria e Grecia, affiancati da operatori e grandi player di Albania, Nord Africa e Medio Oriente. Un bacino strategico che rafforza il ruolo della fiera come hub mediterraneo per le tecnologie agroindustriali.
La risposta del mercato non si è fatta attendere: sono già numerose le aziende italiane ed estere che hanno confermato la partecipazione, il che ha spinto l’organizzazione, curata da Globe Trotter, ad ampliare significativamente gli spazi espositivi. Oltre al Nuovo Padiglione, sarà infatti operativo anche il piazzale 47, destinato alle dimostrazioni di meccanizzazione agricola. La superficie complessiva raggiungerà così circa 20.000 metri quadrati.
Grande attenzione anche all’area dimostrativa outdoor, dove le macchine saranno protagoniste in condizioni operative reali, e alle attività di networking evoluto. Con questa edizione, Enoliexpo non si limita a crescere: ridefinisce il proprio posizionamento, candidandosi a essere uno dei principali appuntamenti europei per l’innovazione tecnologica applicata all’agroindustria. www.enoliexpo.com
ENOLIEXPO 2026 REDEFINES
THE FUTURE OF AGRICULTURAL MECHANICS AND OENOLOGY
The Bari trade fair raises the bar: more
exhibition space, international buyers and technologies in the field for the entire olive, oil and wine production chain Enoliexpo 2026 is moving forward and positioning itself as a strategic platform for those who see innovation as a competitive advantage. From 19 to 21 March 2026, the Fiera del Levante in Bari will host the event’s most ambitious edition yet, focused on technologies for the olive oil and wine sectors. The new, enhanced format emphasizes business, internationalisation, and knowledge transfer. The leap in quality is highlighted by a strong international focus. Thanks to renewed collaboration with ITA – Italian Trade Agency, Enoliexpo will welcome selected buyers from Morocco, Tunisia, Turkey, Algeria, and Greece, along with operators and major players from Albania, North Africa, and the Middle East. This strategic audience confirms the fair’s role as a Mediterranean hub for agro-industrial technologies. Market response was immediate: many Italian and foreign companies have already confirmed their participation, prompting organisers Globe Trotter to expand the exhibition space significantly. Along with the New Pavilion, Square 47 will host live agricultural machinery demonstrations. The total area will reach 20,000 m². There will also be a strong focus on outdoor demo areas, with machines operating in real conditions, and on high-level networking. This edition of Enoliexpo is not just growing — it’s redefining its role as one of Europe’s leading events for technological innovation in agro-industry.
ENOLIEXPO 2026: COSA ASPETTARSI
Beertech: tecnologie e soluzioni per il comparto della birra artigianale
Proiezione internazionale: incoming strutturato di buyer da Mediterraneo, Nord
Africa e Medio Oriente
Convegni e seminari: trend, scenari e strategie per olio, vino e birra
tArea dimostrativa esterna: macchinari agricoli in azione dal vivo
Job Area: incontro tra imprese e professionisti del settore
ENOLIEXPO 2026: WHAT TO EXPECT
Beertech: technologies and solutions for the craft beer sector
International projection: structured influx of buyers from the Mediterranean, North Africa and the Middle East
Conferences and seminars: trends, scenarios and strategies for oil, wine and beer
Outdoor demonstration area: agricultural machinery in action
Job Area: meeting place for companies and professionals in the sector








RACCOLTA DELLE OLIVE


OLIVICOLTURA A CONFRONTO
Giovanni Caruso, professore associato del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, spiega le scelte agronomiche per l’impianto di un oliveto
Il paesaggio olivicolo mondiale è diversificato e rappresenta già in maniera figurativa e rappresentativa tre metodologie differenti di coltivazioni, da quella tradizionale a quelle più moderne.
Giovanni Caruso spiega che “gli oliveti terrazzati e quelli secolari rappresentano un patrimonio da preservare ma la loro gestione presenta dei limiti, soprattutto, alla meccanizzazione e alla tecnica agronomica, comportando costi elevati. Gli oliveti tradizionali, spesso con sesti irregolari e basse densità di impianto, sono più problematici da gestire per la potatura e la raccolta, rendendo difficile garantire una redditività elevata.”
“La decisione di realizzare un impianto superintensivo dipende dalle condizioni orografiche (terreni pianeggianti o in dolce collina) e dalla disponibilità idrica, poiché questi impianti necessitano di irrigazione e di una gestione precisa degli input agronomici per essere performanti. Il limite principale degli impianti superintensivi riguarda le cultivar utilizzabili, prevalentemente spagnole o straniere, che non rientrano nei disciplinari delle denominazioni di origine italiane, rendendo difficile la produzione di oli certificati con queste varietà.”
“Gli impianti intensivi, con 300-500 piante per ettaro, rappresentano una soluzione intermedia che consente di aumentare la produttività, avvicinandosi ai livelli dei superintensivi ma con maggiore flessibilità. Le moderne tipologie di impianto permettono di gestire in modo più efficiente le risorse, contribuendo all’aumento della produzione italiana, soprattutto in contesti dove è possibile una maggiore meccanizzazione e irrigazione.” Caruso conclude sostenendo che “non esiste un sistema unico di impianto; la scelta dipende dagli obiettivi produttivi, dalla certificazione desiderata e dalla territorialità.” Le scelte agronomiche che possono incidere sulla scelta di impianto sono scelte riguardanti l’economicità, la redditività, ma soprattutto le caratteristiche territoriali e identitarie dell’azienda.
Non esiste un modello unico: tra tradizione e intensivo, la scelta dipende da territorio, costi e obiettivi produttivi









L'anima dell'olio
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