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Stormwater Management Designing Change - ITALIAN

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STORMWATER MANAGEMENT

Cambiamenti climatici e nuove soluzioni per la gestione dell’acqua in città

PROGETTARE IL CAMBIAMENTO


Realizzato in occasione dell’evento Water Management: laboratorio Aniene (Roma, 22 maggio 2019) con un contributo della Regione Lazio ai sensi del Regolamento Regionale n. 19 del 17 luglio 2018. Avviso di cui alla Determinazione n. G13950, del 05/11/2018 n. 17852 del 31/10/2018 (Periodo: 1 febbraio – 31 maggio 2019). Comitato scientifico: Simone Amantia Scuderi, Gianni Celestini, Maria Cristina Tullio, Uta Zorzi Mühlmann Coordinamento evento 22 maggio 2019: Maria Cristina Tullio, Uta Zorzi Mühlmann Esito dell’evento e delle attività svolte: Progettare il cambiamento Stormwater Management – Cambiamenti climatici e nuove soluzioni per la gestione dell’acqua in città A cura di: Uta Zorzi Mühlmann Supervisione scientifica: Simone Amantia Scuderi Testi: Simone Amantia Scuderi, Francesca Neonato, Vincenzo Perrone, Maria Cristina Tullio Infografiche: Simone Amantia Scuderi, Mattia Proietti Tocca Progettazione e coordinamento editoriale: Vincenzo Perrone Progetto grafico e impaginazione: Gianluca Soddu Realizzato da: AIAPP, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, con il contributo scientifico di IFLA Europe Med_net working group


PREMESSA

N

el 2002, nella Conferenza mondiale di Johannesburg per lo sviluppo sostenibile, Nelson Mandela aveva affermato che “Senza acqua non c’è futuro. L’acqua è democrazia”. Da allora alluvioni e siccità si sono susseguiti in tutto il pianeta… Il superamento o la mitigazione di tali disastri deve avvenire, sicuramente, con soluzioni di livello globale ma anche con provvedimenti puntuali, tecnologici, di pianificazione e progettazione paesaggistica, oltre che diffondendo una nuova “cultura dell’acqua”. Sicuramente, oggi, possiamo considerare consolidata nelle popolazioni una maggior coscienza delle criticità in atto, soprattutto di tipo climatico, e, nel contempo, sono sempre più numerose e note le soluzioni tecniche, ormai sperimentate con successo in ambito internazionale. Poche sono ancora, invece, le applicazioni realizzate nel nostro Paese ed è quindi sempre più urgente attivare azioni concrete e formare tecnici e amministratori su queste tematiche, accrescendo la “cultura della gestione dell’acqua”. Con tale finalità, e grazie a un finanziamento della Regione Lazio, l’AIAPP (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) ha condotto un’esperienza applicativa nel territorio del Terzo Municipio a Roma, sul tema “WATER MANAGEMENT: LABORATORIO ANIENE”, ha attivato un confronto internazionale in collaborazione con IFLA Europe (International Federation of Landscape Architects) e redatto la presente pubblicazione.

Scopo dell’evento e della ricerca applicativa è la divulgazione di esperienze per la gestione responsabile dell’acqua (water management) e di soluzioni tecnico-costruttive che consentono di meglio rispondere alle criticità generate dai cambiamenti climatici globali, all’inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde, all’eccessiva impermeabilizzazione del suolo e agli sprechi, puntando su un modello di gestione centrato sul recupero e il riutilizzo dell’acqua, nel rispetto di rigorosi standard di qualità della risorsa idrica. Questo oggi significa cultura della gestione dell’acqua.

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Premessa

Perché il territorio del Terzo Municipio e l’Aniene? Il fiume Aniene si immette nel Tevere nel Municipio III e in questo ultimo tratto di scorrimento attraversa una zona densamente costruita (circa 200.000 abitanti). Il rapporto con l’acqua è strutturante in qualsiasi territorio e ne caratterizza il paesaggio, ma nel Lazio, corsi d’acqua come l’Aniene e il Tevere, laghi, sorgenti ecc. sono anche elementi di rilevanza storica e simbolica che hanno permesso espressioni architettoniche, paesaggistiche e artistiche d’interesse non solo nazionale. Ne sono un esempio gli acquedotti romani o aree come Villa d’Este e Villa Gregoriana a Tivoli, innervate proprio dall’Aniene. Oggi l’Aniene viene invece “umiliato” con scarichi illegali d’inquinanti, temuto nelle stagioni di pioggia e poco considerato come ecosistema capace di autorigenerarsi. Sarebbe sufficiente ripristinare alcune semplici situazioni che sono state alterate, permettendo al fiume e al sistema ripariale “di fare il fiume”, operando come sistema depurativo naturale e di rigenerazione dell’habitat, oltre che come polmone di compensazione, di straordinaria importanza per le aree urbanizzate. A tale potenzialità va aggiunta quella di riserva naturale, parco urbano che può migliorare la qualità della vita e la salute degli abitanti, anche grazie alle connessioni pedonali e ciclabili e alle possibili attività del tempo libero. A seguito di un workshop svolto nel 2016 dalla Sezione Lazio dell’AIAPP nel Terzo Municipio, erano state evidenziate le principali criticità, ma anche le potenzialità dei luoghi attraversati dal fiume Aniene. Come previsto dal progetto finanziato dalla Regione Lazio, sono state elaborate alcune schede progettuali, a indicare come risolvere le criticità, fornendo indicazioni tecniche e proponendo interventi applicabili nel territorio esaminato, ma anche ripetibili in diverse situazioni regionali. Le schede riportano una valutazione dei risultati che si possono ottenere in termini di miglioramento micro-climatico, assorbimento e depurazione dell’acqua e di miglioramento del paesaggio urbano. Maria Cristina Tullio (Consiglio di presidenza AIAPP) 2|


Nuovi equilibri

TRA TROPPO E TROPPO POCO

P

ossiamo non essere d’accordo sulle cause ma non possiamo ignorare i fatti: qualcosa sta accadendo al clima, anche alle nostre latitudini. Per rendersene conto non serve più nemmeno leggere le statistiche o ascoltare il parere di eminenti scienziati, per capirlo basta leggere nel cuore di ognuno di noi e ascoltare l’inquietudine con cui, sempre più spesso, scrutiamo il cielo, chiedendoci quanto caldo farà e per quanto tempo, oppure quanta acqua porterà quella nuvola nera all’orizzonte… I fenomeni estremi, le bolle di calore, i prolungati periodi di siccità e le alluvioni lampo con il loro potenziale distruttivo stanno diventando una nuova forma di “normalità”, che le nostre città, ormai troppo lontane da quello che la natura aveva predisposto, non sono più in grado di assorbire e gestire. E c’è qualcosa che non tutti hanno ancora compreso…

In un passato anche recente, il paesaggio urbanizzato conteneva ancora elementi in grado di adattarsi alle variabili climatiche. Oggi non è più cosi. Indietro non si torna, ma si possono e si devono trovare nuovi equilibri.

Due facce dello stesso fenomeno Penuria ed eccesso di acqua sono due aspetti dello stesso fenomeno, strettamente collegati. La durata dei periodi di siccità e l’aumento delle precipitazioni intense dipendono entrambi dall’intensificazione del ciclo idro-geologico, alterato dai cambiamenti climatici. Gli effetti dell’uno peggiorano gli effetti dell’altro estremo, con una reazione a catena. Per questo, per gestirli in modo efficace, serve un progetto coordinato di stormwater management, che li affronti insieme, contemporaneamente.

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Progettare il cambiamento

CHE COSA SIGNIFICA STORMWATER MANAGEMENT? ● Estese superfici impermeabili o con bassa permeabilità (asfalto, calcestruzzo ecc.) ● Bassa copertura arborea ● Aumento della quantità dell’acqua di scorrimento (run off) ● Aumento della velocità dell’acqua di scorrimento

● Sistema tradizionale per la gestione delle acque meteoriche

● Diminuzione della infiltrazione delle acque nel suolo: 1. minore ricarica della falda acquifera 2. erosione e dissesto idrogeologico 3. allagamenti

Piogge con elevata intensità (più di 30 mm per metro quadro in un’ora)

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o stormwater management, letteralmente la “gestione delle acque meteoriche” fa parte della gestione complessiva delle risorse idriche (water resources management). Il termine si riferisce alla gestione delle acque meteoriche, indipendentemente dalla loro portata,

dalla captazione fino allo smaltimento. La gestione dell’acqua potabile è invece un altro aspetto, che qui non viene preso in considerazione. Lo stormwater management presenta problematiche diverse in ambito extraurbano/agricolo e nell’ambiente urbano. Qui si tratterà solo lo stormwater management in ambiente urbano.


Tra troppo e troppo poco Le immagini in questa doppia pagina mostrano la situazione tipica di molti centri urbani in Italia e le relative problematiche legate all’eccesso di pioggia o alla sua mancanza prolungata ● Maggiore stress idrico della vegetazione ● Maggiore suscettibilità ai patogeni (minori difese contro malattie e infestazioni di parassiti) ● Formazione di isole di calore

● Accelerazione del processo di desertificazione (diminuzione della fertilità del suolo e perdita della sua capacità di trattenere acqua) ● Minore ricarico della falda acquifera ● Progressiva diminuzione delle risorse idriche esistenti

Maggiore durata dei periodi siccitosi Un sistema di stormwater management efficace riduce significativamente i costi di gestione delle reti tradizionali e soprattutto il costo delle conseguenze degli eventi estremi, inoltre fornisce gli strumenti necessari per meglio affrontare tutta la gamma delle condizioni idriche: dalla penuria all’eccesso di acqua, dalla siccità alle alluvioni, incluso le acque di prima pioggia (fino a 5mm) e di seconda pioggia (oltre 5mm).

Gli obiettivi dello stormwater management sono… • L a riduzione del run off (lo scorrimento superficiale delle acque meteoriche). • L a depurazione dell’acqua dagli inquinanti e il suo recupero per altri utilizzi. Obiettivo finale è il miglioramento globale della qualità della vita in città e la creazione di un sistema urbano più efficiente e adattabile, anche in presenza di eventi estremi.

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Progettare il cambiamento

RUN OFF QUANDO L’ACQUA CORRE…

È

un dato di fatto, che la cronaca fin troppo spesso ci ricorda: le nostre città, così come sono oggi concepite, risultano per lo più impreparate di fronte a fenomeni metereologici estremi. L’assorbimento dell’acqua piovana in eccesso si scontra con la presenza di estese superfici impermeabili, strade e palazzi che impediscono all’acqua di infiltrarsi nel terreno e aumentano la quantità e la velocità, e quindi il potenziale distruttivo, delle acque di scorrimento. Allo stesso tempo, la bassa percentuale di aree verdi si traduce in un mancato assorbimento delle acque meteoriche, mancato effetto filtrante e mancata ricarica della falda. Il sistema di collettamento, spesso con una gestione programmata poco efficiente, e la mancata separazione del sistema di raccolta delle acque reflue e delle acque grigie, che non consente una corretta depurazione, contribuisce ad alimentare il paradosso per cui l’eccesso di pioggia non si traduce in una maggiore disponibilità di acqua riutilizzabile per gli usi umani. L’eccesso di pioggia si trasforma infatti in uno strumento di raccolta e concentrazione degli inquinanti, per esempio i residui di oli combustibili e le polveri sottili depositate dal traffico sulle strade, che i fenomeni alluvionali raccolgono e convogliano verso il mare, i fiumi e i terreni circostanti.

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Tutto questo può essere affrontato e superato, rendendo le nostre città più vivibili, adattabili e sicure…


Tra troppo e troppo poco


Progettare il cambiamento

COSE DA FARE CHE SI POSSONO FARE Contrastare i cambiamenti climatici, quando si manifestano, è impossibile. Ma possiamo aiutare le nostre città a meglio adattarsi ai fenomeni in atto, migliorando la sicurezza e la qualità della vita di tutti. Ci sono le competenze, le tecnologie e le esperienze progettuali (best practices), serve passare all’azione… ● Rain gardens (1) ● Aumento delle superfici ad alta permeabilità ● Tetti verdi (13) ● Bacini di infiltrazione (6) ● Stagni permanenti e bacini di sedimentazione (4-5)

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Nuove soluzioni

● Riduzione delle superfici impermeabili o a bassa permeabilità

● Bacini di detenzione o di laminazione (2) ● Pavimentazioni drenanti (12)

● Stagni di ritenzione (3)

EFFETTI IMMEDIATI Diminuzione della quantità e della velocità dell’acqua di scorrimento

●

Minore intasamento dei sistemi tradizionali di gestione delle acque piovane

●

Diminuzione dei fenomeni di erosione e minore dissesto idrogeologico

●

Aumento delle infrastrutture verdi e dei loro servizi ecosistemici*

●

● Aumento della copertura arborea (14) ● Trincee infiltranti (7) e canali infiltranti (8) ● Fasce tampone e fasce filtro (10-11)

*I servizi ecosistemici sono i servizi indiretti che la vegetazione fornisce: depurazione dagli inquinanti atmosferici, produzione di ossigeno, habitat per uccelli, insetti e mammiferi, minore velocità nello scorrimento delle acque superficiali, occasioni di gioco e socializzazione, influssi positivi su gli stati emotivi della popolazione ecc. More info > gira pagina


Progettare il cambiamento

SOLUZIONI PER CONTENERE SITUAZIONI DI ECCESSO D’ACQUA Rain gardens Sono dei sistemi di filtrazione vegetati efficaci per il trattamento delle acque meteoriche provenienti dai tetti. La tecnica costruttiva è simile al sistema di fitodepurazione a flusso sub-superficiale. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino impermeabilizzato, un mezzo filtrante con ghiaia e sabbia su cui sono piantate piante palustri idonee. Funzioni: filtrazione e depurazione acque meteoriche dei tetti. Associazione: serbatoi di raccolta per lo stoccaggio e riuso delle acque depurate.

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Bacini di detenzione o di laminazione (Dry detention basins) Sono invasi progettati per contenere temporaneamente le acque di prima pioggia per poi rilasciarle lentamente, così da svuotarsi completamente nel giro di 24-48 ore e restare quindi asciutti. L’obiettivo di questi bacini è il controllo quantitativo attraverso la riduzione dei picchi di piena provocati dalle piogge oltre a consentire una parziale sedimentazione. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un argine o scavati direttamente nel suolo. Funzioni: gestione portate di run off e sedimentazione di sostanze inquinanti particolati. Associazione: bacini di ritenzione, stagni di sedimentazione primaria e canali di drenaggio.

bacino parzialmente impermeabilizzato. Funzioni: gestione portate di run off e sedimentazione particolati e solidi sospesi. Associazione: bacini di ritenzione, stagni di sedimentazione primaria e canali di drenaggio

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Stagni di ritenzione (Extended detention basins) Sono bacini dimensionati per immagazzinare le portate di pioggia e restituirle lentamente ma con un piccolo volume, dove l’acqua resta anche in assenza di pioggia. Attraverso la sedimentazione dei solidi sospesi sono anche in grado di ridurre i carichi inquinanti. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un

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Sistema di bacini e stagni, parco inondabile La Marjal, Alicante, Spagna, 2015. (Architetti e ingegneri della Municipalità di Alicante).

Stagni permanenti (Wet ponds) Sono bacini permanentemente allagati con un livello d’acqua variabile, così da poter accogliere le acque di pioggia. Il volume del bacino viene dimensionato in base alla capacità di ritenzione degli inquinanti richiesta, prevedendo se necessario un’area umida all’interno del bacino stesso. Il controllo dei flussi avviene controllando l’altezza del pelo libero del bacino attraverso gli apparati di scarico. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino impermeabilizzato. Funzioni: gestione portate di run off, trattamenti terziari di rimozione degli inquinanti. Associazione: bacini di ritenzione, fitodepurazione per trattamenti secondari, stagni di sedimentazione primaria.

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Nuove soluzioni Bacini di sedimentazione (Sedimention basins) Sono bacini a profondità variabile da 1.2 a 2.5m, con la funzione di ridurre la velocità del flusso d’acqua d’ingresso ai sistemi di fitodepurazione e di una preliminare sedimentazione dei solidi sospesi. Attraverso tale bacino il flusso viene poi immesso nell’area umida conseguente. Con turni di 5-10 anni deve essere effettuata la pulizia dei sedimenti raccolti sul fondo del bacino. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino profondo con sponde dotate di scogliere antierosione. Funzioni: gestione della velocità di ingresso dell’acqua e sedimentazione solidi sospesi. Associazione: sistemi di fitodepurazione, detenzione e ritenzione dell’acque grigie.

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Bacini di infiltrazione (Infiltration basins) Sono sistemi off-line progettati per contenere in modo non permanente discreti volumi di acqua di pioggia e di infiltrarla poi nella falda nell’arco di alcuni giorni. Il bacino può essere ricoperto di vegetazione utile a trattenere gli inquinanti e a favorire la permeabilità del suolo. Il loro scopo principale è quello di trasformare un flusso d’acqua da superficiale a sotterraneo e di rimuovere gli inquinanti attraverso i meccanismi legati alla filtrazione, l’adsorbimento e la conversione biologica mentre l’acqua percola attraverso il suolo. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino non impermeabilizzato con un fondo dotato di ghiaia di riempimento con granulometria differenziata. Funzioni: depurazione e infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: canali infiltranti.

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Bacino di laminazione con piante palustri in autunno, parco allagabile di Mattuglie, Venezia, 2012. (CZstudio Associati: Paolo Ceccon, Laura Zampieri, Venezia – foto: Laura Zampieri).

Sistema di trincee infiltranti, percorso di trekking urbano a Monte Mario, Roma, 2016. (Simone Amantia Scuderi, Roma – foto Simone Amantia Scuderi).

Trincee infiltranti (Infiltration trenches) La trincea inifiltrante ha la funzione di intercettare le acque di pioggia, infiltrarle parzialmente nel suolo e convogliarle verso altri sistemi di ritenzione o trattamento. Queste soluzioni possono ridurre i picchi di afflusso e nel medesimo tempo rimuovere sostanze particolate fini e solubili attraverso lo stoccaggio e l’infiltrazione nel terreno. Caratteristiche costruttive: trincea riempita con ghiaia o pietrame, separati dal terreno da un geotessuto filtrante e dotati nel fondo di tubi drenanti. Funzioni: depurazione e infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: bacini di infiltrazione, pozzi asciutti o bacini di ritenzione e stoccaggio.

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I rain gardens (1), le trincee infiltranti (7) e i canali infiltranti (8), sono efficaci sia in situazioni di eccesso che di carenza d’acqua.

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Progettare il cambiamento

Canali infiltranti (Infiltration swales) I canali infiltranti sono dei canali lineari aperti, con la superficie inerbita o con materiali aggregati con uno strato sottostante costituito da un letto di ghiaia e da un tubo dreno per convogliare l’acqua. L’acqua che scorre in superficie, rallenta la sua velocità, si infiltra nello strato sottostante, con un contemporaneo processo di filtrazione e depurazione, e infine viene convogliata attraverso i tubi drenanti. Generalmente sono utilizzati per le acque provenienti dai parcheggi e dalle strade. Caratteristiche costruttive: la superficie del canale è rivestita con una stuoia antierosiva, al di sotto è presente un strato di terreno sabbioso, un eventuale strato di separazione in geotessuto filtrante, uno strato di ghiaia e un tubo. Funzioni: filtrazione, depurazione, infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: bacini di infiltrazione, pozzi asciutti o bacini di ritenzione e stoccaggio.

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Sistema di canali infiltranti, Ecodistretto di Roque Fraïsse, Montpellier, Francia; 2016. (Les Ateliers UP+, Christian Matteau Landscape Architect).

Funzioni: infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: bacini di infiltrazione, pozzi asciutti o bacini di ritenzione e stoccaggio. Fasce tampone (Vegetated natural buffers) Sono aree poste a monte di canali recettori, ricoperte da vegetazione arbustiva e arborea, con la funzione di migliorare la qualità delle acque di scorrimento, ridurne le velocità e favorirne l’infiltrazione nel terreno. Caratteristiche costruttive: fasce di vegetazione arbustivo-arborea. Funzioni: deposito inquinanti, riduzione velocità acque di scorrimento, parziale depurazione e infiltrazione. Associazione: fasce filtro.

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Sistema di canali infiltranti, in costruzione, Ecodistretto di Roque Fraïsse, Montpellier, Francia; 2016. (Les Ateliers UP+, Christian Matteau Landscape Architect).

Pozzi asciutti (Dry wells) Sono delle fosse utilizzate principalmente per raccogliere le acque di pioggia in modo concentrato. Generalmente utilizzati per acque provenienti dai tetti, dalle trincee drenanti o dalle acque di drenaggio di parcheggi. Caratteristiche costruttive: le pareti sono costituite da anelli di cemento riempiti con ghiaia o pietrame, separati dal terreno da un geotessuto filtrante.

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Fasce filtro (Vegetated filter strips) Sono aree di terreno leggermente acclive in grado di convogliare le acque di scorrimento provenienti da un area urbanizzata adiacente e di distribuirle in maniera laminare attraverso superfici densamente alberate o con una fitta copertura arbustiva o solamente inerbite. Caratteristiche costruttive: aree acclivi di terreno con arginelli e sistemi di distribuzione laminare. Funzioni: rimozione delle sostanze particolate inquinanti attraverso la sedimentazione, infiltrazione nel suolo e riduzione velocità di scorrimento. Associazione: fasce tampone.

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Nuove soluzioni

Pavimentazioni drenanti Sono realizzate con materiali da costruzione con elevata porosità e posate in opera in modo da favorire l’infiltrazione dell’acqua. I materiali filtranti, utilizzati per le pavimentazioni drenanti, hanno un’elevata porosità che permette all’acqua di percolare e di raggiungere gli strati sottostanti, svolgendo inoltre una parziale funzione di trattenimento delle sostanze inquinanti. Caratteristiche costruttive: pavimentazioni continue o modulari realizzate con materiali ad elevata porosità. Funzioni: infiltrazione delle acque di run off e riduzione velocità di scorrimento. Associazione: trincee drenanti e pozzi asciutti.

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dell’effetto isola di calore, della mitigazione dell’inquinamento atmosferico e sonoro. Caratteristiche costruttive: sistema multistrato a norma UNI 11235. Funzioni: regimazione delle acque meteoriche, riduzione del consumo energetico degli edifici e mitigazione microclima. Associazione: pozzi asciutti e sistemi di raccolta dell’acqua piovana. Maggiore copertura arborea e arbustiva La componente arborea ed arbustiva delle aree verdi agisce da elemento riequilibrante il ciclo idrologico, intervenendo sia sulle caratteristiche fisiche del suolo (aumento della porosità grazie all’azione delle radici), che sui tempi di deflusso delle acque (intercettazione delle acque di pioggia ad opera della chioma e della copertura superficiale con materiali naturali). Caratteristiche costruttive: alberi e arbusti. Funzioni: regimazione delle acque meteoriche. Associazione: fasce tampone e fasce filtro.

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Pavimentazione drenante, Parco Talenti, Roma, 2018. (Maria Cristina Tullio, Roma – foto Maria Cristina Tullio).

Tetti verdi (Green roofs) È una struttura multistrato a copertura di superfici piane o inclinate degli edifici. Gli strati primari del tetto verde sono: l’elemento portante, di tenuta all’acqua, di protezione all’azione delle radici (integrato o meno), di protezione meccanica, di accumulo idrico, drenante, filtrante, il substrato e la vegetazione. I tetti verdi hanno vantaggi nell’ambito della regimazione delle acque meteoriche, della riduzione del consumo energetico degli edifici, della riduzione

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Pista ciclabile in pavimentazione permeabile, Calusco, Bergamo. (i.idro DRAIN di Italcementi S.p.A. – foto: Italcementi).

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Progettare il cambiamento

SICCITÀ QUANDO L’ACQUA NON C’È…

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iccità e fenomeni alluvionali sono fenomeni strettamente collegati: gli effetti dell’uno peggiorano gli effetti dell’altro ed entrambi si rafforzano in presenza di sistemi cittadini non più adeguati ai cambiamenti climatici in atto. Le estese superfici impermeabili urbane, che impediscono l’infiltrazione delle acque piovane nel suolo sottostante,

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portano a una progressiva diminuzione delle riserve idriche del terreno. Meno acqua in generale e la contemporanea presenza di una rete idrica unica, sia per usi potabili che irrigui, significa anche che, in caso di crisi, è il verde – pubblico e privato – a restare escluso. La mancata irrigazione e il contemporaneo aumento delle temperature significa la perdita


Tra troppo e troppo poco

della vegetazione più esigente e una generalizzata sofferenza di tutto il verde urbano, che si ritrova più fragile e maggiormente esposto alle malattie. Un segno evidente di questo processo è la progressiva perdita di superficie verde in città, che ha come effetto immediato un ulteriore aumento del calore percepito, oltre che una diminuzione

della qualità dell’aria. Meno verde, significa inoltre anche meno possibilità di recuperare e filtrare in modo naturale le piogge, con un ulteriore impoverimento delle falde acquifere disponibili. Anche su questo si può intervenire e si può farlo subito, migliorando la qualità della vita di tutti…


Progettare il cambiamento

COSE DA FARE CHE SI POSSONO FARE Nuove infrastrutture basate sul funzionamento dei sistemi naturali (NbS: Nature-based Solutions) sono la risposta giusta anche per affrontare i periodi di mancanza d’acqua, preservare le riserve idriche esistenti, contrastare le bolle di calore e offrire ai cittadini un tessuto urbano più piacevole e vivibile…

● Bacini di accumulo (7) ● Specie a basso consumo irriguo (5)

● Rain gardens (8)

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● Sistemi di fitodepurazione e lagunaggio (1-2-3)


Nuove soluzioni

● Infrastrutture verdi

EFFETTI IMMEDIATI

● Riuso acque (7)

● Xeriscaping (4) ● Trincee infiltranti (9) e canali infiltranti (10)

Diminuzione delle temperature massime percepite e maggiore vivibilità anche in presenza di ondate di calore

●

Diminuizione dei costi di gestione e manutenzione del verde pubblico

●

Conservazione e protezione delle risorse idriche esistenti

●

Aumento delle infrastrutture verdi e dei loro servizi ecosistemici*

●

*I servizi ecosistemici sono i servizi indiretti che la vegetazione fornisce: depurazione dagli inquinanti atmosferici, produzione di ossigeno, habitat per uccelli, insetti e mammiferi, abbassamento delle temperature massime percepite, occasioni di gioco e socializzazione, influssi positivi su gli stati emotivi della popolazione ecc. More info > gira pagina


Progettare il cambiamento

SOLUZIONI PER CONTRASTARE SITUAZIONI DI SCARSITÀ D’ACQUA Sistemi di fitodepurazione a flusso sommerso A flusso sommerso verticale o orizzontale sono canali o invasi impermeabilizzati, riempiti con materiale ghiaioso o pietrisco, dotati di un sistema di collettamento e distribuzione delle acque grigie o nere. L’intensa attività biologica all’interno del sistema rimuove una considerevole quota di sostanze nutrienti. Questi sistemi vengono utilizzati a valle dei trattamenti secondari come trattamento terziario o affinamento. Caratteristiche costruttive: canale o invaso impermeabilizzato, riempito con una matrice inerte e dotato di una copertura di piante palustri. Funzioni: depurazione delle acque meteoriche e dei reflui. Associazione: bacino di sedimentazione primaria, sistemi per trattamenti secondari, terziari e di affinamento.

Canale d’acqua con sistema di fitodepurazione a flusso superficiale, Parco di Herzliya, Herzliya, Israele, 2014. (Shlomo Aronson Architects, Gerusalemme – foto Barbara Aronson).

Sistemi di fitodepurazione a flusso superficiale (Constructed wetlands) È un sistema che comprende all’interno dell’invaso la presenza di aree ripariali e migliora la qualità dei reflui e delle acque che hanno subìto un trattamento primario o secondario. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino impermeabilizzato con aree dotate di piante galleggianti e zone spondali riempite con ghiaia piantate con piante palustri. Funzioni: depurazione terziaria di acque meteoriche e reflui. Associazione: serbatoi di raccolta per stoccaggio e riuso delle acque depurate.

Lagunaggi I lagunaggi o stagni di ossidazione sono bacini con elevati tempi di ritenzione idraulica e biologica e con elevato rendimento di rimozione degli inquinanti, specie della carica batterica. Inoltre, hanno la funzione di compensare le punte di carico idraulico e organico. Il fondo va impermeabilizzato per evitare la percolazione in falda. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino impermeabilizzato. Funzioni: gestione carichi idraulici e trattamenti terziari. Associazione: bacino di sedimentazione primaria, sistemi per trattamenti secondari, terziari e di affinamento.

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Nuove soluzioni

Stagno con sistema di fitodepurazione e lagunaggio, Parco di Herzliya, Herzliya, Israele, 2014. (Shlomo Aronson Architects, Gerusalemme – foto Barbara Aronson).

Xeriscaping È un approccio sistematico di progettazione del paesaggio per il risparmio dell’acqua d’irrigazione. Combina sette principi fondamentali: pianificazione e progettazione, miglioramento e ammendamento del suolo, irrigazione efficiente, zonizzazione delle piante (raggruppate per esigenze idriche e di esposizione), pacciamatura organica o inorganica, minimizzazione dell’utilizzo del tappeto erboso e un piano di manutenzione specifico. Caratteristiche costruttive: piante resistenti al secco, materiali e tecniche a basso consumo irriguo. Funzioni: basso consumo irriguo, bassa manutenzione. Associazione: sistemi di recupero delle acque meteoriche.

Scelta di specie a basso consumo irriguo La scelta delle piante è fondamentale nella progettazione di paesaggi a basso consumo irriguo. Tra le piante che resistono a condizioni di aridità ricordiamo quelle del clima mediterraneo, quelle di climi freddi secchi e le succulente. Per avere maggiore resistenza la scelta delle piante va associata a tecniche idonee di preparazione del sito d’impianto, di messa a dimora e di cura colturale. Caratteristiche costruttive: scelta di piante arido resistenti e tecniche di posa idonee. Funzioni: basso consumo irriguo. Associazione: xeriscaping e sistemi di recupero delle acque meteoriche.

Xeriscaping, Giardino Mediterraneo Centro Culturale Fondazione Stavros Niarchos, Atene, Grecia, 2016. (RPBW, Genova, architetto paesaggista Deborah Nevins & Ass., New York – foto Gabriele Rasconi).

Specie a basso consumo idrico, Giardino Mediterraneo Centro Culturale Fondazione Stavros Niarchos, Atene, Grecia, 2016. (RPBW, Genova, architetto paesaggista Deborah Nevins & Ass., New York – foto Gabriele Rasconi).

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Progettare il cambiamento

Tecniche e tecnologie di irrigazione efficienti Includono diverse tecnologie che riguardano parti diverse del sistema irriguo: utilizzo di sensori in grado di calcolare la quantità di acqua utile nel terreno, piccole stazioni meteo che calcolano l’evapotraspirazione giornaliera e il tipo di distribuzione più efficiente quali la subirrigazione con ali gocciolanti idonee. Tutte queste tecniche insieme consentono di fornire solo l’acqua effettivamente utile alle piante, senza sprechi. Caratteristiche costruttive: impianti irrigui altamente efficienti. Funzioni: risparmio dell’acqua di irrigazione Associazione: sistemi di recupero e stoccaggio delle acque meteoriche, xeriscaping, fitodepurazione.

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Sistemi di recupero e stoccaggio delle acque meteoriche Devono essere progettati dopo un accurato calcolo idrologico specifico per la zona microclimatica. In linea generale includono un sistema di sedimentazione per la separazione dei solidi sospesi e del materiale grossolano, uno o più sistemi di trattamento secondario, a seconda della provenienza delle acque, e un serbatoio o un bacino di accumulo e stoccaggio delle acque. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da più elementi combinati. Funzioni: depurazione e raccolta delle acque meteoriche. Associazione: rain garden, canali infiltranti, sistemi di fitodepurazione, stagni di sedimentazione primaria.

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● Diga in pietrame (facoltativa) come sfioro di superficie

RAIN GARDEN (ESEMPIO DI STRUTTURA)

● Tubo di sfioro con collegamento alla rete di smaltimento

● Geotessuto (opzionale, solo lateralmente)

● Strato di separazione

● Strato drenante (ghiaia o brecciame a granulometria differenziata) ● Terreno esistente 20 |

● Tubo dreno


Nuove soluzioni

Rain gardens Sono dei sistemi di filtrazione vegetati efficaci per il trattamento delle acque meteoriche provenienti dai tetti. La tecnica costruttiva è simile al sistema di fitodepurazione a flusso subsuperficiale. Caratteristiche costruttive: sono costituiti da un bacino impermeabilizzato, un mezzo filtrante con ghiaia e sabbia su cui sono piantate piante palustri idonee. Funzioni: filtrazione e depurazione acque meteoriche dei tetti. Associazione: serbatoi di raccolta per lo stoccaggio e riuso delle acque depurate.

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● Piante ornamentali idonee (palustri o xeriche)

Trincee infiltranti (Infiltration trenches) La trincea inifiltrante ha la funzione di intercettare le acque di pioggia, infiltrarle parzialmente nel suolo e convogliarle verso altri sistemi di ritenzione o trattamento. Queste soluzioni possono ridurre i picchi di afflusso e nel medesimo tempo rimuovere sostanze particolate fini e solubili attraverso lo stoccaggio e l’infiltrazione nel terreno. Caratteristiche costruttive: trincea riempita con ghiaia o pietrame, separati dal terreno da un geotessuto filtrante e dotati nel fondo di tubi drenanti. Funzioni: depurazione e infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: bacini di infiltrazione, pozzi asciutti o bacini di ritenzione e stoccaggio.

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Canali infiltranti (Infiltration swales) I canali infiltranti sono dei canali lineari aperti, con la superficie inerbita o con materiali aggregati con uno strato sottostante costituito da un letto di ghiaia e da un tubo dreno per convogliare l’acqua. L’acqua che scorre in superficie, rallenta la sua velocità, si infiltra nello strato sottostante, con un contemporaneo processo di filtrazione e depurazione, e infine viene convogliata attraverso i tubi drenanti. Generalmente sono utilizzati per le acque provenienti dai parcheggi e dalle strade. Caratteristiche costruttive: la superficie del canale è rivestita con una stuoia antierosiva, al di sotto è presente un strato di terreno sabbioso, un eventuale strato di separazione in geotessuto filtrante, uno strato di ghiaia e un tubo. Funzioni: filtrazione, depurazione, infiltrazione delle acque di pioggia. Associazione: bacini di infiltrazione, pozzi asciutti o bacini di ritenzione e stoccaggio.

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● Substrato con caratteristiche di alta capacità di ritenzione idrica

● Zona di raccolta d’acqua (stagno temporaneo) ● Deflusso (nella rete di smaltimento)

I rain gardens (8), le trincee infiltranti (9) e i canali infiltranti (10), sono efficaci sia in situazioni di eccesso che di carenza d’acqua.

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Progettare il cambiamento

STESSO COSTO MA VALGONO DI PIÙ Costi e benefici delle NbS (Nature-based Solutions), soluzioni tecniche basate su modelli naturali

L

e piante sono per loro natura multifunzionali, non assolvono ad un solo compito alla volta, ma è proprio l’insieme dei loro benefici ad elevare la qualità della vita per noi umani. A seconda della tipologia di verde, tuttavia, alcuni benefici (denominati anche servizi ecosistemici) possono essere prevalenti sugli altri. Negli ultimi decenni, infatti, sono stati messi a punto sistemi tecnologici basati sulle caratteristiche di diverse specie di piante per rispondere a specifiche problematiche. Si tratta delle cosiddette Naturebased Solutions (NbS), “soluzioni basate su modelli naturali”, definite dalla International Union for Conservation of Nature (IUCN) come “le azioni per proteggere, gestire e ripristinare in modo sostenibile gli ecosistemi naturali o modificati, affrontando le sfide sociali in modo efficace e adattivo, fornendo contemporaneamente benefici per la biodiversità e il benessere umano”. Tra le più interessanti NbS figurano i sistemi di gestione e regolazione delle acque piovane in città (ne abbiamo parlato nelle pagine precedenti), pensate per il trattamento dell’acqua piovana ma con ricadute positive anche in altri settori, come la conservazione della biodiversità, la qualità paesaggistica e la salubrità dei luoghi.

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Costi sempre più alti Per definizione dove non c’è più suolo drenante ma questo è stato reso impermeabile (con strade, pavimentazioni, edifici ecc.), esiste un problema di smaltimento delle acque piovane. Le alluvioni e le inondazioni sono spesso riconducibili all’artificializzazione dei corsi d’acqua e all’impermeabilizzazione dei suoli, attraverso un processo cresciuto con gli anni che ha portato a emergenze continue e a frequenti eventi calamitosi. La progressiva scomparsa

del sistema naturale di smaltimento delle piogge ha reso inoltre necessarie opere molto onerose. Tra queste figurano la costruzione e la manutenzione di opere idrauliche sempre più grandi e complesse, adatte a contenere flussi di portata sempre maggiore. Un nuovo approccio Un numero crescente di grandi città a livello mondiale ha deciso di affrontare in modo diverso il problema, cercando di prevenire questi eventi, limitando l’impermeabilizzazione dei suoli e progettando strutture verdi in grado di aiutare il deflusso naturale delle piogge. Tra queste, rain gardens e infiltration swales (o bioswales), considerati strumenti essenziali per la buona gestione delle acque in ambito urbano. Si tratta di impianti a verde basati sullo stesso principio: creare leggere depressioni del terreno, con uno strato drenante dove vengono piantate specie perlopiù autoctone (indigene), in grado di resistere sia in condizioni di allagamento sia di prolungata siccità. Ma mentre i rain gardens sono piccole aree verdi all’interno di giardini pubblici, privati e condominiali nei pressi di pluviali e pozzetti di raccolta, i infiltration swales hanno maggiori dimensioni e sono collocati vicino a sorgenti di flusso di acqua piovana, come strade carraie, piste ciclopedonali, parcheggi, superfici pavimentate. Possono presentarsi come strisce di prato a lato delle strade o come piccoli giardini, con alberi e arbusti. Anche i tree boxes rappresentano un’applicazione degli stessi concetti. Sono scatole in calcestruzzo atte ad ospitare un albero, riempite secondo una precisa stratigrafia e con un substrato adatto, che raccolgono, filtrano e convogliano in falda o in rete le acque piovane raccolte da marciapiedi o strade limitrofe. Tutte queste tipologie hanno anche un’importante funzione di


Costi e benefici

Inondazioni in aree densamente popolate mettono a rischio le vite dei cittadini e producono danni alle infrastrutture e alle attività produttive ogni volta superiori a svariati milioni di euro. Per questo cambiare approccio, utilizzando soluzioni basate sui sistemi naturali, non solo è necessario, ma anche estremamente conveniente depurazione da metalli pesanti, particolato, residui e sostanze organiche inquinanti che vengono filtrati dalle piante e dal terreno. Ma quanto costano e quanto convengono, economicamente, queste soluzioni?

Infografica: Urban Svegl

Il Valore Economico Totale Sono state fatte delle stime per la valutazione dei benefici forniti dalle NbS. Per riuscire a dare una stima attendibile dei servizi ecosistemici forniti (di supporto, regolazione, approvvigionamento e socio-culturali) è stato calcolato il relativo Valore Economico Totale (VET)1. Ciascun metro quadrato di questa tipologia di verde è potenzialmente in grado di erogare da un minimo di 0,50 a un massimo di 14,92 €/m²/anno, mentre i lori costi di realizzazione e gestione sono assimilabili a tipologie di verde semi-intensive o estensive, come giardini di quartiere e parchi naturalistici. La componente principale del VET per questa tipologia di verde così stimata è costituita dai servizi di regolazione, suddivisa in parti quasi

uguali fra le funzioni di regimazione idraulica e l’assorbimento di CO2. Detto in altre parole, le soluzioni basate su modelli naturali non costano più di qualsiasi altro tipo di verde pubblico ben realizzato. Ma in più assicurano benefici ecologici e ambientali, in grado di gestire se non prevenire i danni provocati dagli eventi meteorologici estremi, con una riduzione sensibile dei costi di realizzazione e gestione di manufatti (rete fognaria, condutture, pozzetti, vasche interrate ecc.).

Vecchio paradigma Tutti gli interventi e i finanziamenti disponibili vanno in infrastrutture sotterranee, il suolo viene sigillato e si cerca di rendere il più veloce possibile lo scorrimento delle acque verso i sistemi di scolo.

Nuovo paradigma A parità di spesa i finanziamenti prevedono anche strutture di superficie, in grado di abbellire il tessuto urbano e progettate per raccogliere e filtrare le acque meteoriche e rallentarne lo scorrimento verso i sistemi di scolo.

1. Francesca Neonato, Francesco Tomasinelli, Barbara Colaninno, 2019. Oro verde. Quanto vale la natura in città. Il Verde Editoriale Milano.

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Links to

BEST PRACTICES Un breve elenco, incompleto ma esemplare, di buone pratiche e soluzioni progettuali già realizzate in Italia e in Europa

Francia: Les Ateliers UP+ , Christian Matteau landscape architect, Roque-fraisse éco-quartier,

Montpellier • https://ateliersup-plus.fr/fr/roque-fraisseun-eco-quartier-mediterraneen Agence Ter, Henri Bava, Michel Hössler, Olivier Philippe, Gran Parc des Docks, Saint-Ouen, Paris • http://www.saint-ouen.fr/services-infospratiques/environnement-et-espacesverts/118-le-grand-parc.html D’Icy Là paysage et territoires, Sylvanie Grée, Claire Trappenard, Parc Bougainville, Marseille (project 2017-2019) • https://www.euromediterranee.fr/projets/ parc-bougainville Grecia: Renzo Piano Building Workshop (RPBW), Stavros Niarchos Park, Athens, 2008-2016 • http://www.rpbw.com • https://www.floornature.it/rpbw-centroculturale-fondazione-stavros-niarchoskallithea-12060/# • http://www.dnalandscape.com/

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Israele: Shlomo Aronson Architects: Herzliya Park + Glil Yam Park, Herzliya Municipality, 2014 • https://www.s-aronson.co.il/portfolioitem/herzelia-park/ • https://www.s-aronson.co.il The Commons, Tel Sheva Master Plan https://www.nachalat.com/copy-of-projecttel-sheva Rachelle Wiener Landscape & Architecture, Gazelle Valley Park, Jerusalem, 2013-2015 • https://www.gazelle-valley.com • http://www.jerusalemfoundation.org/ heritage/gazelle-valley.aspx Italia: Maria CristinaTullio, paesaggiepaesaggi, Parco Talenti, Rome, 2018 • http://www.paesaggiepaesaggi.it CZstudio Associati: Paolo Ceccon, Laura Zampieri, floodable park in Mattuglie, Venice, 2012 • http://czstudio.com/ Spagna: La Marjal Park, Alicante • https://www.alicante.es/ es/equipamientos/parquemarjal


IFLA Europe Med_net working group

N

el 2018 si è formato un network, l’IFLA Europe Med_net working group, che riunisce i paesi che si affacciano sul Mediterraneo o che ne condividono le caratteristiche climatiche e ambientali. Del gruppo fanno parte i delegati di tutti i paesi mediterranei affiliati a IFLA Europe (International Federation of Landscape Architects): Croazia, Francia, Grecia, Israele, Portogallo, Slovenia, Spagna e Turchia, con Italia come capofila e coordinatore. La mission di IFLA è di promuovere l’architettura del paesaggio nelle istanze istituzionali e politiche a tutti i livelli - locali, nazionali e globali - di stabilire standard di qualità per il progetto di paesaggio e per la formazione dei professionisti e di facilitare lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i membri. AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) è l’unica Associazione che rappresenta L’Italia tramite la figura del Delegato IFLA. Obiettivo del gruppo di lavoro è di ottimizzare il lavoro dei paesaggisti su tematiche simili concentrando gli sforzi, risparmiando energie e risorse, aumentando la consapevolezza e garantendo una più efficiente comunicazione. Le sfide comuni da affrontare – ovviamente dal punto di vista del paesaggista – toccano tanti aspetti della vita nei paesi mediterranei.

Durante il primo incontro del gruppo a giugno 2018 abbiamo elaborato una lista (aperta) delle possibili tematiche, di interesse per tutti i paesi del Mediterraneo, suddivisi in cinque macro-aree: ambiente, clima, sociale, cultura, politiche. Da questa lista verranno formulati dei temi specifici da trattare in maniera approfondita con ricerche su tecniche e tecnologie innovative, soluzioni progettuali (best practices) e normative o leggi che permettano di operare in maniera ottimale nei singoli paesi. Tutti i risultati dei lavori saranno condivisi con tutti i paesi membri del IFLA Europe Med_net working group. Ogni anno il gruppo sceglie un tema principale su cui concentrare le ricerche e la comunicazione per un certo periodo. Per il 2019/2020 il tema è: stormwater management. Uta Zorzi Mühlmann Delegato IFLA e Coordinatore IFLA Europe Med_net working group


Realizzato con un contributo della Regione Lazio ai sensi del Regolamento Regionale n. 19 del 17 luglio 2018. Avviso di cui alla Determinazione n. G13950, del 05/11/2018 n. 17852 del 31/10/2018 (Periodo: 1 febbraio – 31 maggio 2019).

Municipio Roma III


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