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VICENDE
Handicap, la storia di Danny In giro per l'Europa a far concerti Danny Lamb è un canadese di 25 anni che ha appena concluso un giro dell'Europa in cui ha organizzato un concerto in ogni città che ha visitato. Quando aveva tre anni gli sono state diagnosticate la spina bifida e l'idrocefalia. Per sensibilizzare le persone ha organizzato il tour chiamato A song, a city (una canzone, una città): partito da Dublino, poi Edimburgo, Londra, Amsterdam e Bruxelles, fino in Turchia di MAURIZIO MOLINARI
ROMA - Danny Lamb è un canadese di venticinque anni, un ragazzo come tanti che ha appena concluso un giro dell'Europa in cui - col perenne cappellino da baseball in testa e con due amici, Jessie e Jay - ha organizzato un concerto in ogni città che ha visitato. Per Danny, che vive vicino alle cascate del Niagara, la musica è una passione. Di lavoro fa il cameriere in un ristorante e il barista e dà lezioni su come usare la voce. Eppure proprio un ragazzo come tanti non lo è, perché quando aveva tre anni gli sono state diagnosticate la spina bifida e l'idrocefalia, due patologie collegate che possono assumere gravità diverse a seconda dei casi. Ma Danny, nonostante la sua disabilità, ha sempre voluto vivere la vita appieno, pensando a quello che può fare invece di concentrarsi sugli aspetti negativi che l'essere idrocefalo e affetto da spina bifida portano con sé. Il tour A song a city. E' proprio per sensibilizzare le persone che incontra su cosa siano queste due disabilità, che a Danny è venuta l'idea del tour europeo chiamato A song, a city (una canzone, una città): partito da Dublino, insieme ai suoi due compagni di viaggio è poi stato a Edimburgo, Londra, Amsterdam e Bruxelles per sbarcare infine in Turchia, dove ha partecipato alla conferenza internazionale delle organizzazioni che rappresentano le persone affette da spina bifida e idrocefalia. In ogni città e su ogni città ha scritto una canzone - da qui il nome dato al tour - e ha incontrato tanta gente a cui ha spiegato che, a dispetto della sua disabilità, la vita può essere comunque divertente. Il calcio nel cuore e un sorriso sulle labbra. Danny voleva fare il calciatore, e nonostante la disabilità che gli era stata diagnosticata, fino a quattordici anni ha in effetti giocato a calcio. Poi, un giorno, il tubicino che gli era stato applicato per drenare il liquido che aveva nel cervello, che in termini tecnici si chiama "shunt", si è rotto, e dai sogni di gloria su un campo da calcio è dovuto tornare coi piedi per terra. Sono seguiti mesi duri, con diverse operazioni e molti dolori, ma Danny non si è dato per vinto. Nella sua vita ha preso sempre più spazio la musica, il suonare il piano e la chitarra e lo scrivere e cantare canzoni. Si ispira a Bono Vox degli U2 Danny, e il suo sogno è di incontrarlo prima o poi e chissà, magari anche di suonare con lui una volta. In cerca di Bono degli U2. "A Dublino - racconta - ho chiesto alla gente se sapevano come potevo incontrare Bono. Ho visto la sua casa, e qualcuno mi ha persino detto che se lo avessi incontrato davvero sarei probabilmente rimasto deluso, ma io non ci credo, io I tuoi argomenti Consigliati per te Repubblica Blu (https://apps.facebook.com/gsrepubblica/) Accedi voglio assolutamente conoscerlo". Tornando al ragazzo che ha dovuto giocoforza smettere di giocare a calcio, e scusate il gioco di parole, almeno in maniera competitiva, e che ha scoperto la passione per la musica, intorno ai diciotto anni Danny ha anche cominciato a lavorare come giovane ambasciatore per l'associazione dell'Ontario che rappresenta le persone affette da spina bifida e da idrocefalia. In questo suo ruolo di rappresentanza ha girato l'Africa e l'Europa, e da questi viaggi ha imparato parecchio: "Già è difficile essere disabile in un paese del primo mondo - mi ha detto - figuriamoci in un paese del terzo". Prevenire si può, anzi si deve. La spina bifida è una patologia per cui la colonna vertebrale del feto non si chiude correttamente entro il ventottesimo giorno dal concepimento, mentre l'idrocefalia è la presenza di troppo liquido nel cranio che quindi non riesce a essere drenato dall'organismo. Sono almeno trecentomila i bambini che ogni anno, al mondo, nascono affetti da spina bifida, di cui più di 4500 in Europa (una gravidanza su mille). Ewa Kampelmann, portavoce dell'International Federation for Spina Bifida and Hydrocephalus (http://www.ifglobal.org/it/), spiega: "Entrambe le patologie si possono prevenire con migliori diagnosi prenatali e con un'adeguata somministrazione di vitamina B9 (acido folico) alle future madri, sia prima che immediatamente dopo il concepimento. L'opera di informazione e prevenzione è essenziale per migliorare la vita di centinaia di migliaia di bambini nel mondo e delle loro famiglie. Per questo, presto lanceremo una piattaforma online chiamata Push (People United for spina bifida and hydrocephalus) che permetterà lo scambio di know how e buone pratiche fra esperti di queste patologie, persone affette e loro familiari e organizzazioni che operano nel campo della prevenzione".