Fiore è un poliziotto. Anzi, è il capo della polizia. Ne ha fatta di strada da quando, appena dodicenne, si trovò coinvolta in un’oscura vicenda che contribuì brillantemente a risolvere. Ora, a più di cinquant’anni da quel lontano 2013, la racconta ai suoi nipotini, rievocando un’epoca scomparsa in cui i Falchi Rotanti si chiamavano ancora elicotteri e non esistevano virus informatici trasmissibili agli uomini. La storia prende le mosse dalla sua iscrizione a una famosa scuola di recitazione. Fiore è un’adolescente impacciata, solitaria e figlia unica di due brillanti avvocati. La frequentazione della scuola di teatro, però, dà una svolta decisiva alla sua vita. Insieme ad altri tre compagni di corso - Amina, Pietro e Bernardo - forma un gruppetto inseparabile. Ma ecco che una morte improvvisa e apparentemente inspiegabile sconvolge l’ambiente del teatro e la vita degli allievi. I quattro amici, capeggiati da Fiore, cominciano ad investigare per conto loro. Non sarà impresa facile, e d