www.xinsidemagazine.com numero 38
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2016 X-CALENDAR
Bike test Husqvarna 701 SM X-Inside Racing practice Kawasaki KX 450
NUMERO
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REDAZIONE: Via della Taccona 27/A, - 20900 Monza (MB) Italia Tel: +39 039 325106 - Fax: +39 039 325107 info@studioocus.com DIRETTORE RESPONSABILE: Davide Messora Foto Coordinator: Riccardo Tagliabue DIREZIONE ARTISTICA: Cristina Balestrini
WEBMASTER: Fabio Principe Responsabile attività social: Gianmarco Cicuzza
CONTRIBUTORS: Fabio Principe, Davide Messora, Filippo Camaschella FOTOGRAFIE: Davide Messora Fabio Principe Marcello Motisi Chiara Villa
Numero Registro Stampa N° 563 Decreto Presidente Tribunale Novara del 27/05/2013
Eccoci siamo giunti anche alla fine di questo 2015! Un anno importante per X Inside Magazine, il nostro progetto continua siamo arrivati a circa 90.000 lettori in un anno e questo per tutti noi della redazione è un grande traguardo. Ma è stato un anno sportivo incrdibile, il mondiale Motocross è stato uno dei più belli e combattuti degli ultimi anni, abbiamo due campioni giovani e agguerriti e nella MXGP della stagione che partirà tra poco ne vedremo delle belle. Noi siamo pronti a ripartire e vogliamo ripartire insieme a tutti i nostri lettori che ci seguono con entusiasmo, per il 2016 abbiamo in serbo ancora tante novità. Per iniziare al meglio il nuovo anno potrete scaricare gratuitamente il calendario ufficiale. Tutta la redazione di X Inside Magazine vi auguro buone feste e che il 2016 sia ricco di soddisfazioni sportive e non solo! Ci vediamo a fine gennaio!!!!! Buona lettura!!!!!
Davide Messora
CONTENUTI
KAWASAKI KX 450 X - Calendar 2016 HUSQVARNA 701 SM SX GINEVRA Preparazione Fisica
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Per scaricare il calendario clicca qui
Testo e Foto Davide Messora
Kawas La nuova Kawasaki 450 modello 2016 ha fatto un balzo in avanti in quanto a linea e sovrastrutture, le nuove plastiche e il suo disegno la rendono bellissima e attuale come linea. Il nuovo modello sviluppato sotto la supervisione dei suoi piloti ufficiali è una moto performante, è migliorata molto in diverse parti sia di telaio che di motore, Rayn Villopoto è l'ambasciatore per Kawasaki, il pilota americano ha lavorato a stretto contatto con i tecnici per migliorare la moto 2016, sarà un peccato non vederlo più sulle piste. I nostri due tester Davide Gaurneri ed Elia Sammartin hanno provato la verdona sulla pista di Serle in provincia di Brescia, tracciato vecchio stile situato sulla costa delle montagne, fondo duro e veloce, ottimo banco di prova per la nuova Kawa.
Riders Davide Guarneri - Elia Sammartin
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Ecco le opinioni di Davide Guarneri che nel 2011 aveva corso in Kawasaki: “Appena sali in sella la moto presenta l'avantreno un po' alto rispetto alle concorrenti, con le piastre X Trig che sono un valore aggiunto presentano dei raiser altini, il manubrio ha una piega molto confortevole abbassandolo un po' si riesce ad ovviare alla sensazione di altezza, poi dipende molto da come un pilota è abituato. La moto è molto snella rispetto a quando la guidavo io, è molto più leggera e maneggevole nella guida, le Kawasaki di qualche anno fa erano macchinose nello stretto e il modello 2016 è migliorata tantissimo sotto questo aspetto, sicuramente non è la migliore delle 450 sullo stretto ma si guida bene ed è rimasta molto stabile sul medio veloce. Hanno raggiunto un discreto compromesso di guidabilità. Il suo punto di forza sono le curve ad ampio raggio con una velocità media dove la metti lei stà ed è molto gestibile. Il motore va forte, non allunga tantissimo, ma ai medi regimi funziona molto bene, quando prendi in mano il gas o sei in una marcia lunga esce fuori bene da qualsiasi situazione, prende bene le marce. Oggi sulla pista di Serle dove ci sono delle salite la moto la moto rispondeva senza problemi, mura un pochino in alto, ma su un 450 basta dargli una marcia e la moto va, per essere completa ci vorrebbe un po' più di spinta agli alti regimi. Cambio e frizioni buoni lo standard
giapponese si sente, se si tende a tenere la frizione puntata come piace a me tendeva a scaldarsi e a gonfiarsi ma con il gioco normale non abbiamo avuto problemi. Reparto dolente della moto sono le sospensioni, non perché le Showa sono delle brutte sospensioni ma la taratura non è delle migliori. Le sospensioni sono estremamente morbide sia davanti che dietro. Cercando di indurire il mono in accelerazione si siede e mura e tende a scalciare anche se il ritorno era tutto chiuso. Le forcelle davanti con la pressione standard si aveva la sensazione sukl viscido che fossero dure a partire e la scorrevolezza non è un gran. Alzando la pressione delle camere e chiudendo i click la forcella è diventata molto nervosa e su grossi impatti si abbassava tanto. La taratura di forcella e mono non mi è piaciuta e comprometto un po' il valore generale della moto, anche se negli ultimi anni hanno fatto un grandissimo lavoro di miglioramento. Naturalmente lavorandoci sulle sospensioni si può ovviare a queste problematiche. Il pregio più grosso è il motore che è ottimo e la maneggevolezza e il peso.” Elia Sammartin ci racconta le sue sensazioni: “Mi è piaciuto molto il motore del Kawa, elettrico, ti aiuta molto in tutte le situazioni anche quelle difficili, molto lineare e pieno. Il telaio è ottimo maneggevole e mi è sembrata molto stabile sui tratti veloci, ti permette di girare molto bene nelle
curve strette. Qualche problemino con la taratura delle sospensioni, anche a me non hanno convinto tanto, la moto comunque è molto leggera e ti permette di guidarla con facilità, anche nei salti riesci a fare quello che vuoi con questa moto. Ottimi i freni buona la frenata molto ben gestibile e modulare, ho provato a fare qualche partenza ma non ho trovato il lunch control formidabile. Una cosa che non mi è piaciuta ma è un mia impressione è la posizione dell'avantreno molto alta, e non mi sono trovato a mio agio, ma solo spostando la posizione del manubrio il problema in parte è stato risolto. I comandi gas e frizione sono ottimi. Nel complesso per un amatore è una gran bella moto pronto gara, per un pilota di un'altro livello bisogna andare a lavorare sul comparto sospensioni.”
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Testo Davide Messora
Huskv
Con Husqvarna è molto tempo che inseguivo una moto da provare e con l'amico Paolo Carrubba eravamo rimasti d'accordo che dopo Eicma si sarebbe fatto qualcosa. Alla nostra ennesima mail Paolo ci ha proposto la nuovissima 701 Supermoto, e senza esitare un attimo abbiamo deciso di buttarci in questa prova avventura. In redazione dopo alcuni meeting per decidere dove poter provare il poderoso monocilindrico ci siamo detti: “andare sulle strade di montagna sarebbe stato poco veritiero a causa delle rigide temperature” ma guardando la moto dentrolo studio fotografico ci siamo detti: “è la moto del milanese e allora andiamo a provarla a Milano durante l'ora dell'aperitivo!!!”.
Foto D.Messora - F.Principe - M.Motisi - C.Villa
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La 701 Supermoto si presenta subito come una moto importante, sembra grossa ed ingombrante ma una volta saliti in sella questa sensazione sparisce, anche la sella che ha una conformazione molto particolare non è per niente scomodata e averci passato una giornata in sella non ci ha fatto diventare il “culo” piatto. La posizione in sella è eretta e il manubrio e le leve sono ben rapportate, unico neo la pedana sx, il collettore di scarico porta via un po' di spazio alla pedana e più di una volta ci è scivolato il piede, problema risolvibile togliendo la parte in gomma che ricopre la pedana, va benissimo per “le scarpe degli avvocati” ma per i veri motociclisti vogliono sentire le pedane sotto i piedi. La prima parte della prova l'abbiamo compiuto all'interno del parco di Monza dove abbiamo potuto tirare qualche marcia senza essere “arrestati”, centralina e sospensioni le abbiamo lasciate standard, per la mappatura non ci è sembrato il caso di avere tutta la potenza anche perché riuscire a portare in temperature le gomme non è stata cosa facile. In sella la prima cosa che ci ha lasciati di stucco è stata la frizione, comando morbidissimo sembrava quasi non fare fatica a tirare la leva, in città è un pregio incredibile, a Milano si è sempre con in mano la frizione e con moto di grossa cilindrata ci si stanca in fretta, l'Husqvarna invece è stata fenomenale e anche il cambio preciso con gli innesti e veramente morbido.
La parte di sospensione ci ha ben impressionato sulle strade cittadine molto sconnesse e anche sul pavè del centro di Milano hanno evidenziato un ottimo funzionamento, in un paio di occasioni dove abbiamo cercato una frenata a fondo le forcelle in versione standard si sono evidenziata un pochino morbide ma il problema si può superare trovando un setting dedicato. I freni sono di primissima qualità frenata precisa e ben modulabile e con l'impianto anteriore Brembo ad attacco radiale ci si può permettere delle staccate da “panico”, l'Abs entra in maniera precisa e puntuale e non è troppo invasivo. Il motorono della 701 è qualcosa di portentoso 67 cv, diretto discendente di quel motore Ktm 690 Duke che ha regalato tante emozioni nel passato. La coppia straordinaria riesce a spingerti fuori dalle curve con forza, nella nostra prova fatta nella caotica città di Milano il propulsore della 701 bisogna trattarlo con rispetto se non vuoi avere la ruota anteriore alzata ad ogni partenza del semaforo, il suo terreno preferito sono sicuramente le strade con molte curve e ci riproponiamo di provarla con temperature più primaverili. Sulle gomme Continental non possiamo dare un giudizio in quanto le basse temperature non ci hanno permesso di osare più di tanto. La nostra prova si conclude a Sesto San Giovanni con le ultime forze, le mani congelate e anche tutto il resto ma siamo sicuri di dire che questa Hu-
sqvarna 701 Supermoto è una gran bella moto, il pensiero prima di togliere guanti e casco è già proiettato a primavera quando potremo testare a fondo e spremere tutti suoi cavalli su qualche strada di montagna!!! Per la prova sono stati utilizzati Casco Just One Carbon Fluo Yellow costo Euro 399,00 Giacca Axo Brave JKT Black/Yellow Fluo Euro 179,00 Guanti Axo Shield Black/Yellow Fluo Euro89,00 Maschera Ariete modello ‘Adrenaline Profi’ Euro 82,00
Voglio ringraziare i partner che ci hanno supportato per questa prova ma soprattutto i miei due amici/colleghi Fabio Principe e Marcello Motisi per la gelida serata che gli ho fatto passare
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Testo e Foto Samantha Pacolini
Nella nebbiosa città svizzera, nel Palexpo cittadino, la grande ricorrenza: 30 anni di Supercross per raccontare la terza e ultima tappa europea che permette, agli appassionati, di veder correre americani ed europei fianco a fianco e coronare il King of Gineve, ancora una volta. E’ stato un magnifico compleanno, festeggiato con entusiasmo dal pubblico svizzero, che ha accolto con calore ed enfasi gli sportivi col tutto esaurito e tifo da stadio. Spazio espositivo, zona ristorazione e organizzazione impeccabile dal contorno al fascino che solo questa disciplina sa regalare. Un tracciato impegnativo, ma ben fatto, con tabletop, whoops, e un double triple freestyle centrale, che permetteva, da ogni punto di vista, di seguire senza problemi lo svolgimento delle gare. Sono stati diversi i piloti a partecipare nelle due categorie SX1 e SX2: i francesi con i campioni di supercross in carica, Fabien Izoird e Cédric Soubeyras; i piloti MXGP Valentin Gulliod e Greg Aranda; gli americani Justin Brayton e Malcom Stewart, che l’hanno fatta da padrone; assente, invece, l’atteso Marvin Musquin, Re di Ginevra negli ultimi due anni.
Assente, ma ospite dell’evento, è stato Angelo Pellegrini, fuori gioco per colpa di un anno non proprio fortunato, mentre a rappresentare l’Italia c’era Matteo Bonini, che ha ottenuto buone prestazioni e tempi; è stato notevole vederlo a fianco agli americani e, nonostante la prestazione del sabato, deve ritenersi soddisfatto per aver, comunque, ottenuto un ottimo risultato. Rispetto alla gara, già dal venerdì, la situazione era ben delineata: SX1 divisa in due gruppi, a farla da padrone sempre gli americani, seguiti dai francesi, Fabien Izoird e Cédric Soubeyras, e un sorprendente Valentin Teillet, che fa un’ottima cgara, ottimi tempi, una rimonta notevole, mentre Matteo Bonini si posiziona quarto in classifica nella chiusura del venerdì. Ottime gare, tirate tutte di un fiato come lasciano intendere anche i tempi: tutto in attesa del sabato sera, che arriva veloce, assieme al tifo da stadio. La tensione che sale, l’attesa delle luci che devono ancora alzarsi, la bellezza delle ragazze, i motori che si riscaldato, l’incitamento dello speaker e poi, il momento del culmine delle attese: le luci si alzano e i cancelletti si abbassano. Nuovamente come al venerdì la SX1 composta in due gruppi, con gli americani divisi uno per ciascun gruppo. Americani che ancora non s’incontrano nella stessa manche. Brayton lascia dietro di se’ i piloti francesi, sembra volare, si muove leggero, ma straordinariamente veloce, nessun azzardo: la competizione è sua, mostra sangue freddo, decisione, ha una guida elegante, poco scattosa, ricorda il nostro 64
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Cairoli. Nel secondo gruppo c’è Malcom, diversa guida, molto più istintiva. Si ritorna con lo sguardo di Brayton, che ritroviamo primo, ancora una volta, ma i francesi non gli rendono la vita facile, lo stesso Bonini se lo troverà accanto ad un certo punto, ma alla fine la spunta su tutti e ancora una volta un americano in testa. Ottima, però, la prestazione di Bonini, che si posiziona terzo in classifica nella semifinale. Se Valentin Teillet corre veloce, le sfide tra Greg Aranda e Cédric Soubeyras regala spettacolo. L’ultima manche è quella che ha regalato maggiore emozione, finalmente i due americani l’uno al fianco dell’altro, i campioni francesi a giocarsi le ultime carte per la vittoria e un Matteo Bonini che lascia ottime aspettative per il prossimo anno. Forse si è fatta sentire la mancanza di Marvin Musquin, ma la storia è solo una e quest’anno a vincere il titolo di King of Geneve è stato Justin Brayton per la quarta volta nella sua carriera, tornando a riprendersi il proprio posto; seguito da Malcom Stewart, che, pur avendo subito un contatto con un altro pilota che ne ha determinato la caduta, ha combattuto riconquistando le posizioni, e nonostante tutto, i punti in classifica lo pongono al secondo posto; in terza posizione Fabien Izoird che, durante le gare, per colpa di una caduta, ha permesso a Soubeyras di recuperare i punti persi nella sera precedente. L’italiano Matteo Bonini, invece si posiziona ottavo in classifica finale. Nella SX2 a farla da padrona, sia il venerdì sia il sabato, sono i due giovani piloti Florent Richier e Thomas Do, 66
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entrambi già a padroneggiare il campionato generale con ottime prestazioni in guida e velocità. La differenza ha provato a farla Yannis Irsuti, che, in entrambe le serate, non ha reso il gioco facile soprattutto a Richier. Durante il sabato, è stato, invece, importante l’ottima partenza e il tentativo di rimanere davanti di Adrian Lopes, che ha rimescolato le carte in tavola e ha visto i tre piloti in carica rischiare il tutto per tutto per riconquistare le prime posizioni. Nonostante questi attimi di spettacolo e gli importanti risultati di Irsuti, il titolo di Prince of Geneve è conquistato, senza esitazione, da Thomas Do. Le gare di supercross, però, non sono state, di certo, le uniche al centro dell’attenzione durante le serate, infatti l’accoglienza del pubblico si è fatta sentire forte anche durante gli spettacoli di freestyle, ai quali erano presenti piloti di nazionalità diverse: Gilles Dejong (BE), Genki Watanabe (JPN), Nate Adams (USA), Kenny Bell (USA), Vicki Golden (USA), Emma McFerran (AUS), lo svizzero Mat Rebeaud e Josh Sheehan l’australiano che ha incantato tutti facendo un impeccabile double backflip. Si chiude cosi questo 2015 a Ginevra. Ora non resta che attendere e spostare lo sguardo oltreoceano.
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Testo Samanta Pacolini Foto Davide Messora - Samanta Pacolini
Matteo Bonini & il CARRY ON Annata 85, inizia nel motocross, passa per l’Europeo, approda nel mondiale e prosegue nel Supercross, non si ferma, crea un team e vede negli USA una possibilità di poter crescere ancora. Apparentemente sulle sue, si dimostra invece cordiale e dal sorriso pronto. Non è la prima volta che ci regala uno scambio di parole, e questa volta lo incontriamo nel paddock del palexpo svizzero, prima della gara del sabato sera, durante la seconda serata dell’evento di Supecross, iniziato dal venerdì. “Ciao Matteo, ci incontriamo a Ginevra; Sono contenta di vederti in occasione del trentesimo anno di supecross. La tua impressione? In particolar modo di ieri sera?” “Mha, direi bene, abbastanza inaspettata nel senso, in questo ultimo periodo mi sto sentendo bene, sono in forma. Qui c’è qualche americano, piloti forti, quindi
non pensavo in un bel risultato. Più che altro nella finale mi sono toccato in partenza con un pilota e ho dovuto frenare e sono partito ultimo, ho provato immediatamente a cercare di recuperare il più possibile i primi giri e pian piano sono venuto su, e sono riuscito a fare questa quinta posizione finale, terzo del campionato perché gli americani corrono fuori classifica, quindi è il mio primo podio stagionale e direi come prima serale molto bene” “Bene. Ho visto che sei riuscito a fare la Holeshot!” “Sì, nella semifinale. Nella semifinale ho fatto un’ottima partenza, poi Bryton mi è entrato all’interno, però…” “Rispetto!” [rido] “Eh sì, sì, [ride] ci sta! Dai, ci sta. [ritorna serio] No, è un peccato per la finale perché se facevo un’altra partenza cosi, magari, si poteva puntare anche ad attaccare Aranda per il terzo posto” “Per questa sera non ti dico e chiedo nulla” “Ce la metterò tutta!” [sorride] “Esattamente [sorrido] E invece, sei abbastanza soddisfatto del tuo 2015?” “Si. Perché è cominciato malino, nel senso che a maggio dovevo firmare con Suzuki, mi è saltato. All’ultimo ho deciso di farmi un team privato, quindi ho dovuto cercami le moto, organizzare tutto, sponsor dopo sponsor, e 76
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sono arrivato alla prima gara di Supercross un po’ tirato, poco allentamento e ho fatto un po’ fatica, insomma. Impegnato, diciamo. Però siamo riusciti a vincere il Campionato Italiano, quindi bene, son contento. Ho avuto anche problemi con la pista di supercross privata a casa, quindi ulteriore problema nell’allenarsi nel supercross, infatti sto entrando in forma adesso, perché dopo gara dopo gara…” “ Ti sei allenato in gara, in pratica” “In pratica sì, e quindi con la vittoria dell’Italiano, soddisfatto. In Germania sta andando anche bene, settimana scorsa ho fatto quarto, la seconda giornata. E qui…sta andando bene, però peccato un po’ ritardo perché ormai il campionato è finito, però, diciamo che per l’anno prossimo parto bene. “A proposito. Per il prossimo anno che programmi hai?” Sto valutando perché’ vorrei tornare anche al Motocross, un po’ di più, quindi probabilmente farò tutto l’italiano motocross, forse la prova di Mondiale in Italia di motocross, e dopo tutto il Supercross di nuovo: il campionato francese, tedesco, italiano probabilmente. Quasi sicuramente, diciamo [sorride] quindi spero di …partendo prima, allenandomi meglio, di fare dei bei campionati” “ Ti manca il motocross? Se vuoi ritornarci oppure son diverse e…?” “ Sì. Sono cose diverse. Tipo magari il 79
Mondiale, sì, era bello. Ma purtroppo anche l’ultimo anno che l’ho fatto, 2012, ci sono tante spese ma ormai anche arrivi intorno al decimo, dodicesimo, non ti calcola più nessuno e anche economicamente è difficile, anche perché in Italia gli sponsor son calati. Supercross ancora si guadagna bene, e poi la manutenzione delle moto, gli allenamenti, si consuma molto meno, quindi è anche meno dispendioso per noi come team. “Che è importante, visto che è il tuo team” “ Secondo me il motocross serve per il supercross, come il supercross serve per il motocross. Quindi l’interesse mio di tornare al motocross è anche di allenarmi pure in previsione di tutti gli altri campionati. “Comunque dai la priorità al supercross” “ Sì. Anche perché’ l’anno scorso sono stato vicino a Gennaio ad andare a fare qualche gara in America di SX, ed è l’unica cosa che mi manca nella mia carriera. Sto lavorando su un piccolo progettino per andare là, quindi se facessi tutto l’anno fatto bene, mi piacerebbe poi, finalmente, andare a provare là!” “ Che penso che sia tutto un altro mondo” [rido] “ Si, si, si, infatti!” [sorride] “ Hai avuto già modo di andare in 80
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America in passato?” “No, perché’ l’unico anno che hanno fatto il mondiale [NdA. In America] io ero infortunato, quindi non sono andato. Mi manca. L’anno scorso mi hanno dato la possibilità, ma, era solo di due settimane, fare una cosa cosi veloce secondo me, essendo un altro mondo, non vale molto. Quindi quello che vorrei fare, il programma, è quello di andare la qualche mese prima, in modo di allenarmi sulle loro piste. Se si prova a fare, si prova a far bene.” “Mi sembra giusto” [sorrido] quindi il progetto se ne parla nel 2017, o comunque nel 2016 inoltrato!” “Fine 2016” [sorride] “Va bene [sorrido] Ohi, io ti lascio che dovrai prepararti, e ti ringrazio! “Grazie mille!” “In bocca al lupo!” “Crepi!’”
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TRAINING by Filippo Camaschella
La ginnastica posturale e la sua importanza. La ginnastica posturale e la rieducazione della postura sono oggi un momento fondamentale, un tassello che non può mancare durante la nostra preparazione atletica oltre ad essere importanti per un corretto stile di vita. “La postura è la posizione che il corpo assume nello spazio, sia come atteggiamento rispetto all’ambiente che come relazione spaziale tra i vari segmenti scheletrici. Essa viene identificata come l’atteggiamento che il corpo assume per adattarsi all’ambiente.” Questo primo mese del 2016, vorrei iniziarlo con un articolo di fondamentale importanza secondo il mio punto di vista. Ormai oggi giorno si pensa che più attività fisica si svolge, maggiore sarà la nostra forza, resistenza, ecc.. . Purtroppo non è così e, per ottenere ve85
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ramente dei risultati positivi bisogna mixare in modo ottimale tutte le componenti. Ritengo che la ginnastica posturale sia una delle parti più importanti per raggiungere questo obiettivo. Senza una corretta distribuzione dei carichi, un ottimo equilibrio muscolo-articolare e una corretta percezione dei movimenti del nostro corpo nell’ambiente, tutte le attività che si andrebbero a svolgere risulterebbero vane o comunque, darebbero pochi frutti. Bastano pochi semplici esercizi giornalieri/settimanali per iniziare a prendere confidenza e capire l’importanza di tutto questo. Attraverso questa ginnastica, ed una sua relativa educazione posturale, mireremo al raggiungimento di diversi obiettivi, quali: - percezione e conoscenza del proprio corpo - rilassamento muscolare - riconoscimento e affermazione della lateralità - coordinazione oculo-manuale - educazione respiratoria - educazione posturale (mediante esercizi atti a migliorare la coordinazione statica e dinamica dei muscoli) - organizzazione dinamica del sé. Non andando troppo nello specifico e nel teorico, iniziamo ora a vedere insieme alcuni semplici esercizi attraverso i quali inizieremo a sviluppare alcuni obiettivi tra quelli sopra citati.
Autopostura con interessamento della catena posteriore. Gruppi muscolari particolarmente allungati: grande catena posteriore – spinali – muscoli addutori del braccio – anteriori del braccio, dell’avam87
braccio e della mano – inspiratori – glutei profondi – polpacci – fascia lata.
Esecuzione: allungato sul dorso, gambe piegate, ginocchia serrate, fate aderire i glutei al muro. Respirare utilizzando il diaframma, inspirando dal naso ed espirando a bocca aperta come un “sospiro di sollievo”.
Esecuzione: dalla postura precedente, piegate e divaricate le ginocchia. Mettete i piedi a contatto pianta a pianta e con le mani tirate delicatamente i talloni verso il basso.
Esecuzione: riposizionate le braccia a circa 45°, gomiti tesi, palmo della mano verso il soffitto. Liberate le spalle. Tutte le modifiche devono effettuarsi contemporaneamente insistendo sulla espirazione profonda.
Autopostura in carico con interessamento della catena anteriore Eseguire l’esercizio prendendo coscienza della posizione ricreata, rimanendo fedeli alla foto.
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Autopostura in carico con interessamento della catena anteriore Eseguire l’esercizio prendendo coscienza della posizione ricreata, rimanendo fedeli alla foto.
Iniziamo con queste semplici posture grazie alle quali andremo ad allungare globalmente le nostre principali catene muscolari dove, oltre ad acquistare maggior elasticità muscolare, viene a diminuire il rischio di infortuni muscolari. Vi auguro un felice e grandioso 2016 all’insegna dello Sport e divertimento… Gas!
Al prossimo numero, vi aspetto! Buon allenamento! Filippo.
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