Studio dell’IRE: il potenziale dei dipendenti senior
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Camera di commercio: dati sulla congiuntura pagg. 8-9
“Per superare le sfide legate alla carenza di forza lavoro è essenziale utilizzare il potenziale di tutte le generazioni. Il know-how dei dipendenti senior è una risorsa preziosissima per l’azienda e dovrebbe essere preservato quanto più a lungo possibile.”
Michl Ebner
Presidente della Camera di commercio di Bolzano
“Dall’attuale rilevazione emerge come il contributo dei dipendenti senior sia fondamentale per il mercato del lavoro in Alto Adige. Per salvaguardare questo potenziale nel tempo, occorrono interventi mirati e incentivi adeguati, in modo da mantenere i professionisti esperti più a lungo attivi nel mondo del lavoro.”
Alfred Aberer
Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano
Il potenziale dei dipendenti senior in Alto Adige
Alla luce della progressiva carenza di personale, cresce l’interesse verso il potenziale rappresentato dai dipendenti senior. Uno studio recente dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano esamina le modalità utili per motivare e supportare i dipendenti over 55 affinché rimangano più a lungo attivi nel mondo del lavoro.
Attualmente in Alto Adige sono presenti 39.000 lavoratori e lavoratrici dipendenti che superano i 55 anni. Questo dato corrisponde a circa un quinto dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti totali. Un’indagine rappresentativa mostra che il 44 percento di questi dipendenti sarebbe disponibile a continuare a lavorare anche dopo il pensionamento. Proiettando questo dato sull’intera popolazione interessata, emerge un potenziale di circa 17.000 persone. Considerando che entro il 2040 si prevede una carenza fino a 30.000 lavoratori qualificati, questo gruppo rappresenta una risorsa importante che finora è stata sfruttata in modo inefficiente.
Soddisfazione sul lavoro come elemento determinante
Le motivazioni che spingono a continuare l’attività lavorativa sono principalmente di natura in-
trinseca. Tra i motivi principali si riscontrano la soddisfazione nello svolgere il proprio lavoro, il sentirsi utili, il desiderio di mantenere contatti sul piano interpersonale e il legame con l’azienda.
Le valutazioni di tipo economico, invece, contano meno in questo contesto. Coloro che non si di-
chiarano disponibili a proseguire l’attività lavorativa, sono mossi dal desiderio di godersi la pensione. Problematiche legate alla salute oppure esperienze di discriminazione, invece, incidono raramente.
La soddisfazione sul lavoro è un fattore determinante che influen-
Tra le principali ragioni che spingono a continuare a lavorare ci sono la passione per l’attività svolta e il desiderio di coltivare relazioni sociali.
In Alto Adige, molti dipendenti senior sarebbero disposti a lavorare anche dopo il pensionamento.
za la disponibilità a proseguire l’attività lavorativa. Risultano avere un effetto particolarmente positivo un buon rapporto con la dirigenza, una retribuzione soddisfacente, la possibilità di crescita personale e un equilibrio tra lavoro e vita privata. Al contrario, un carico psicofisico elevato ha effetti negativi.
Condizioni lavorative adeguate all’età
"Warum würden sie nicht nach dem Renteneintritt
"Perché non continuerebbe a lavorare dopo la pensione
Distribuzione percentuale dei dipendenti 55+ non disposti a lavorare dopo la pensione
Voglio godermi la pensione
Ich möchte meinen Ruhestand genießen
Per motivi di salute
Aus gesundheitlichen Gründen
Non mi sento più all'altezza del lavoro
Mein Beruf ist mir zu viel geworden
Nel mio ambiente sociale è normale
In meinem sozialen Umfeld ist das normal
L'incentivo finanziario non è sufficiente
Der finanzielle Anreiz ist nicht ausreichend
Devo occuparmi di parenti/bambini
Ich muss Angehörige/Kinder betreuen
Il lavoro non mi piace
Die arbeitet bereitet mir keine Freude
Oltre alla soddisfazione sul lavoro, ci sono altri elementi che incidono sulla possibilità di proseguire l’attività lavorativa dopo il pensionamento. Essere in buona salute e avere una situazione finanziaria stabile sono aspetti particolarmente rilevanti. Si riscontrano differenze anche in base al settore, al genere e alle dimensioni dell’azienda: donne e dipendenti nel settore dei servizi privati mostrano minore propensione a proseguire l’attività lavorativa, mentre i dipendenti delle piccole imprese risultano più disponibili.
Il mio datore di lavoro non lo consente
Meine Arbeitgeber möchte es nicht
Sono già discriminato a causa della mia età
Ich werde wegen meines Alters diskriminiert
Strategie
2.6 mette in evidenza che una buona situazione finanziaria del nucleo familiare di appartenenza dei dipendenti più anziani si accompagna a una maggiore soddisfazione lavorativa.
Anteil der Mitarbeitenden 55+, die nach dem Renteneintritt nicht weiterarbeiten würden, in Prozent; Mehrfachnennungen möglich
Soddisfazione del posto di lavoro per situazione finanziaria
Abbastanza soddisfatto Insoddisfatto
Aumentare la soddisfazione lavorativa è di fondamentale importanza. Le aziende possono raggiungere quest’obiettivo nella misura in cui si impegnano a promuovere una cultura manageriale basata sul riconoscimento, offrono modelli di retribuzione competitivi e continuano a proporre a dipendenti più anziani incarichi stimolanti e opportunità di crescita. Parallelamente, occorre ribadire l’importanza di ridurre i carichi di lavoro. Oltre a misure preventive contro lo stress, è fondamentale favorire l’uso di postazioni ergonomiche e di strumenti tecnici di supporto per alleggerire gli sforzi fisici.
Incentivi finanziari, come le agevolazioni fiscali, possono favorire la prosecuzione dell’attività lavorativa dopo la pensione.
Situazione finanziaria piuttosto positiva
Situazione finanziaria negativa
Quali interventi possono essere adottati per favorire la permanenza dei dipendenti senior nel mercato del lavoro?
dovrebbe essere informata in modo più chiaro in merito alle possibilità di continuare a lavorare dopo il pensionamento. Nel lungo periodo sembra inevitabile anche un graduale innalzamento dell’età pensionabile effettiva.
3.3 Condizioni per cui i dipendenti over 55 continuerebbero a lavorare anche dopo la pensione
Un punto di partenza importante riguarda l’adeguamento del quadro giuridico: le restrizioni relative al lavoro post-pensionamento nel settore pubblico dovrebbero essere superate e la popolazione
Oltre a ciò, sono necessari degli incentivi finanziari. Questi includono le agevolazioni fiscali e le esenzioni dai contributi previdenziali per chi decide di proseguire l’attività lavorativa. Un primo
dipendenti over 55 che si sono detti disposti a continuare a lavorare dopo il pensionamento è stato anche chiesto quante ore vorrebbero lavorare durante la settimana, per capire quali condizioni andrebbero realizzate per trovare un punto d’incontro. Come si evince dalla figura 3.4, dalle risposte emerge una tendenza per una settimana lavorativa più breve, in quanto solo il 13,2% degli intervistati ha affermato che sarebbe disposto a lavorare tra le 31 40 ore settimanali.
"Per quante ore alla settimana sarebbe disposto a lavorare?"
2.2.2. Caratteristiche del posto di lavoro
passo è stato, ad esempio, l’introduzione in Italia, a partire dal 2023, dei “nuovi voucher” che prevedono piccoli incarichi occasionali. Si tratta di strumenti particolarmente interessanti per chi è in pensione, in quanto i redditi fino a un limite annuo di 5.000 euro sono esenti da imposte e cumulabili con la pensione. Misure di questo tipo devono essere da un lato rese più note e dall’altro ampliate in termini di portata.
Un ulteriore elemento chiave consiste nell’incrementare la flessibilità, ad esempio attraverso modelli di lavoro part-time con un numero ridotto di ore settimanali (tra 10 e 20), così da favorire un migliore equilibrio tra vita professionale e privata per i dipendenti senior.
INFO
Un quadro chiaro emerge anche per quanto riguarda la dimensione aziendale: quanto più piccola è l’azienda, tanto maggiore è la soddisfazione dei dipendenti over 55. Infatti, la quota di dipendenti molto soddisfatti nelle aziende più piccole, ovvero con meno di dieci dipendenti totali, si attesta al 76,8%, mentre nelle grandi aziende con 250 o più dipendenti raggiunge “solo” il 51,1%.
"Wie viele Stunden pro Woche möchten Sie nach Ihrem Pensionseintritt arbeiten, wenn Sie die Arbeitszeit selbst bestimmen können?"
Distribuzione percentuale dei dipendenti 55+ disposti a continuare a lavorare dopo la pensione
Verteilung der Mitarbeitenden 55+, die nach dem Renteneintritt weiterarbeiten würden, in Prozent
Arbeitszufriedenheit nach Unternehmensgröße (Anzahl Beschäftigte)
Verteilung der Mitarbeitenden 55+ in Prozent
Soddisfazione del posto di lavoro per dimensione aziendale (numero totale di dipendenti) Distribuzione percentuale dei dipendenti 55+
Molto soddisfatto Abbastanza soddisfatto Insoddisfatto
Nelle piccole imprese i dipendenti mostrano una maggiore soddisfazione e sono più inclini a restare attivi più a lungo nel mondo del lavoro.
IRE Rapporto 2.25 – Il potenziale dei
Quelle: WIFO (eigene Erhebung)
Figura 3.3
Figura 3.4
Fonte: IRE (rilevazione propria)
Fonte:
(rilevazione propria)
Il potenziale dei dipendenti senior in Alto Adige
Quali
fattori incidono sulla scelta di lavorare anche dopo il pensionamento?
Soddisfazione sul lavoro
Il grado di soddisfazione lavorativa è molto alto sia tra i giovani sia tra i più anziani; le differenze tra i due gruppi sono minime.
Condizioni di salute
Il benessere fisico è strettamente legato alla soddisfazione lavorativa.
Piuttosto positivo
Disponibilità a lavorare dopo il pensionamento
Circa 17.000 persone sarebbero disposte a proseguire l’attività lavorativa a determinate condizioni.
Sicuramente sì
Molto soddisfacente
Il lavoro è importante/ mi sento utile
Piuttosto soddisfacente
cente
Piuttosto negativo Molto negativo
Assolutamente no
Piuttosto no
Argomenti a favore
Mi sento ancora giovane e in forma
Apprezzo i rapporti interpersonali sul lavoro
L’azienda significa molto per me
Apprezzo il prestigio sociale del mio lavoro
bisogno di un reddito aggiuntivo
Nel mio contesto sociale è normale
Vorrei reinventarmi sul piano professionale
La persona con cui vivo lavora ancora Vorrei godermi la pensione
Per motivi di salute
Argomenti contrari
Piuttosto sì
Il mio lavoro è diventato troppo impegnativo
Nel mio contesto sociale è normale
Il mio datore di lavoro non lo consente Devo occuparmi di parenti/ bambini
Il vantaggio economico non è sufficiente Il lavoro non mi soddisfa
Sono discriminato a causa della mia età
Fonte: Rapporto dell’IRE 2.25
Webinar sulla cosmetica
Webinar gratuito su responsabilità, obblighi normativi ed etichettatura per le imprese del settore cosmetico organizzato dal servizio Etichettatura e sicurezza dei prodotti.
Il 6 maggio 2026, dalle 11:00 alle 12:30, si terrà un webinar gratuito per imprese, distributori e strutture ricettive che commercializzano cosmetici con il proprio marchio.
Un incontro con indicazioni pratiche per fare chiarezza su responsabilità legali e obblighi di etichettatura. L’incontro sarà arricchito dalla testimonianza dell’azienda Trehs – Sarner Natur Srl.
guistiche e le indicazioni per la corretta menzione nell’etichetta degli ingredienti o della composizione.
Un esempio pratico
Il programma prevede anche l’intervento di Andrea Bortolameotti, CEO di Trehs – Sarner Natur Srl. Bortolameotti porterà l’esperienza concreta di un’azien-
La normativa
Le imprese possono immettere sul mercato solo cosmetici sicuri per la salute dei consumatori e delle consumatrici. Il Regolamento (UE) n. 1223/2009 stabilisce l’obbligo di designare una persona responsabile, di notificare ogni prodotto alla Commissione europea attraverso il portale CPNP e di rispettare precise regole sulla composizione, elencando le sostanze vietate o soggette a restrizioni. Questo e tanto altro sarà oggetto dell’intervento di Sara Pellicari (As Cosmeceutic Labor), la quale offrirà una panoramica aggiornata e di facile comprensione sul quadro normativo nel settore cosmetico. Tra i temi trattati figurano inoltre le disposizioni lin-
Omaggio a Mauro
Pellegrini
La Camera di commercio di Bolzano rende omaggio a una persona che per molti anni ha segnato profondamente il panorama economico altoatesino.
da del territorio, soffermandosi sulle principali sfide e il potenziale competitivo delle materie prime del territorio, come il pino mugo della Val Sarentino e il fieno dell’Alpe di Siusi.
La partecipazione al webinar è gratuita, tuttavia è richiesta l’iscrizione entro il 4 maggio 2026. Consultando la pagina della Camera di commercio di Bolzano dedicata agli eventi, è possibile accedere al link per l’iscrizione. Il webinar si terrà in italiano e in tedesco senza traduzione simultanea.
INFO
Servizio di Etichettatura e sicurezza dei prodotti
Camera di commercio di Bolzano tel. 0471 945 660 - 698 sicurezzaprodotti@camcom.it
Mauro Pellegrini si è spento il 31 gennaio 2026 all’età di 82 anni. Con la sua scomparsa, l’Alto Adige perde una figura che ha sempre interpretato la responsabilità come servizio al bene comune lasciando un segno importante nell'economia, soprattutto nel settore della panificazione. Per molti anni Mauro Pellegrini ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige (hds Unione) e di Vicepresidente dell’Associazione dei panificatori dell’Alto Adige. Con grande equilibrio, discrezione e lungimiranza si è sempre impegnato a favore degli interessi dell’economia. Inoltre, dal 1994 al 2013, è stato membro del Consiglio e della Giunta della Camera di commercio di Bolzano. Mauro Pellegrini lascia un’eredità viva anche come imprenditore. In qualità di Amministratore delegato e, in seguito, di Presidente del consiglio di amministrazione, ha guidato per molti anni l'azienda di famiglia Lemayr, il più grande panificio dell'Alto Adige. Insieme alla moglie Johanna Lemayr ha seguito la forte espansione dell'azienda, realiz-
zata anche attraverso importanti acquisizioni. Fino a tarda età ha continuato a essere presente quotidianamente in azienda, dimostrando con il proprio esempio che il lavoro può essere fonte di realizzazione personale. La sua frase, spesso citata: “Sono in pensione e quindi ormai lavoro solo otto ore al giorno” testimonia il suo approccio, il forte senso del dovere e la passione per la sua attività.
Resterà soprattutto il ricordo della sua grande umanità: Mauro Pellegrini era una persona capace di costruire ponti, un interlocutore affidabile e una persona che ha sempre posto il bene comune al centro del proprio impegno. La sua dedizione, la sua modestia e il suo senso del dovere restano esemplari. Mauro Pellegrini lascia un grande vuoto. Sarà ricordato con gratitudine e stima come imprenditore, rappresentante delle istituzioni, modello e come uomo.
INFO
Segreteria generale Camera di commercio di Bolzano tel. 0471 945 615 segreteriagenerale@camcom.bz.it
Il 6 maggio 2026 si terrà un webinar gratuito per imprese, distributori e strutture ricettive che commercializzano cosmetici con il proprio marchio.
Per oltre quarant’anni Mauro Pellegrini ha segnato l’economia e l’artigianato dell’Alto Adige, sia come imprenditore che come funzionario.
Il Registro delle imprese ha festeggiato il suo 30° anniversario
Da 30 anni il Registro delle imprese garantisce dati aziendali affidabili, contribuendo in modo decisivo alla trasparenza e alla certezza del diritto nell’economia.
Lo scorso febbraio il Registro delle imprese ha festeggiato il suo trentesimo anniversario. È stata un’occasione per ripercorrere i suoi sviluppi nel tempo: esso, infatti, è passato da un elenco puramente amministrativo a un
moderno sistema informativo digitale.
Le origini del Registro delle imprese risalgono al 1942, anche se la sua effettiva attivazione avvenne nel 1996 come risultato della fusione tra il registro ditte e il re-
gistro delle società gestito dalle cancellerie dei tribunali. Nel corso degli anni il servizio è stato progressivamente digitalizzato e reso accessibile a livello nazionale tramite il portale www.registroimprese.it. “Fin dalla sua istituzione il Registro delle imprese ha segnato una svolta in termini di trasparenza e affidabilità economica, cambiando in modo duraturo il modo in cui vengono rese disponibili le informazioni”, ha affermato Josef Rottensteiner, Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano dal 1997 al 2011. Con oltre 3,2 milioni di pratiche gestite digitalmente ogni anno, il Registro delle imprese è oggi una colonna portante dell’infrastruttura economica e uno strumento indispensabile per il pubblico, le
Domicilio digitale: un obbligo per tutte le imprese
imprese e le amministrazioni. Da tre decenni accompagna numerose riforme legislative, promuove la digitalizzazione e rafforza la certezza del diritto. Georg Tiefenbrunner, Conservatore del Registro delle imprese della Camera di commercio di Bolzano, ha sottolineato: “Il Registro delle imprese è molto più di una semplice raccolta di dati aziendali: è un sistema dinamico e in continuo aggiornamento, che favorisce trasparenza, promuove l’innovazione digitale e pone le basi per la fiducia nei rapporti economici.”
INFO
Registro delle imprese tel. 0471 945 638 registroimprese@camcom.bz.it www.camcom.bz.it
Le imprese sono obbligate a comunicare al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale (indirizzo PEC) e a mantenerlo sempre attivo. In caso contrario, la Camera di commercio procede all’assegnazione d’ufficio di un nuovo domicilio digitale (PEC) ed è tenuta a emettere una sanzione amministrativa.
Le imprese costituite in forma individuale o societaria sono obbligate a comunicare al Registro delle imprese il proprio indirizzo PEC (il cosiddetto “domicilio digitale”) e a mantenerlo sempre attivo. Come funziona
La mancata comunicazione di esso al Registro delle imprese o la sua invalidità/inattività comporta la conseguente assegnazione d’ufficio di un nuovo indirizzo PEC per l’impresa. Tale indirizzo sarà composto dal codice fiscale dell’azienda seguito da @impresaitalia. it e potrà ricevere solo messaggi in entrata, senza possibilità di inviare comunicazioni. Dal punto
Il domicilio digitale funge da canale ufficiale per la ricezione elettronica di tutte le comunicazioni da parte degli enti pubblici.
di vista giuridico ha la stessa validità di un normale indirizzo PEC e sarà pubblicato sia nella visura camerale sia in INI-PEC.
Tutte le comunicazioni ufficiali da parte di enti pubblici, comprese le sanzioni amministrative, potranno essere recapitate a questo
nuovo domicilio digitale. L’accesso alla casella spetta ai legali rappresentanti dell’impresa tramite Digital Company Box su impresa. italia.it o attraverso l’app dedicata, utilizzando l’identità digitale SPID o la carta CNS. L’assegnazione d’ufficio di un nuovo indirizzo PEC comporta inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 60 euro per le imprese individuali e 412 euro per le società, a cui si aggiungono 5 euro per la notifica.
INFO
Registro delle imprese tel. 0471 945 633 – 661 registroimprese@camcom.bz.it www.camcom.bz.it
Oggi il Registro delle imprese rappresenta un sistema digitale di informazione che garantisce a imprese e istituzioni l’accesso continuo a dati affidabili.
Le sorelle dalle confetture artigianali
Le due sorelle Sandra e Claudia Bertoglio si sono specializzate nella produzione di confetture di frutta. Prodotte in una piccola cucina a Bolzano, sono conosciute con il marchio kleinesGlück. Il loro motto è “100 % handmade”.
Cosa fa esattamente kleinesGlück?
Sandra Bertoglio: Produciamo confetture. Principalmente con frutta dell'Alto Adige.
Claudia Bertoglio: (sorride) Niente sciroppi né chutney, perché anche questo ci viene chiesto spesso.
Sandra Bertoglio: La nostra gamma comprende le varietà classiche, come albicocca, fragola e lampone, ma anche proposte più creative, ad esempio con zenzero, cocco o spezie.
Quando è stata fondata kleinesGlück e chi ha avuto l’intuizione che ha portato alla fondazione dell’azienda?
Sandra Bertoglio: Le marmellate sono sempre state uno dei miei hobby. Durante la maternità, quando i miei figli erano piccoli, ho iniziato a prepararle con sempre maggiore frequenza. Le persone le apprezzavano molto e così mi sono chiesta: perché non trasformare questa passione in un’attività? Era il 2022.
In cosa si differenziano le confetture di kleinesGlück rispetto a quelle della concorrenza?
Claudia Bertoglio: Diversamente dalle altre aziende, la nostra ha
(destra) ha fondato l’azienda kleinesGlück nel 2022. Dall’inizio del 2025 anche sua sorella Claudia Bertoglio (sinistra) ha iniziato a collaborare. Mentre Sandra segue la produzione e gli acquisti, Claudia si occupa dell'organizzazione, dell'assistenza clienti, dei fornitori e della promozione sul mercato.
dimensioni ridotte. Facciamo tutto a mano e senza additivi. Prendiamo ogni frutto singolarmente, controlliamo che abbia il giusto grado di maturazione e verifichiamo la qualità e il sapore di ogni lotto. Solo ciò che abbiamo selezionato con cura finisce nella nostra pentola. Questo ci permette di garantire un’elevata qualità…
Sandra Bertoglio: … Ci riforniamo principalmente dai contadini locali, che ci avvisano appena la frutta è matura. Già il giorno successivo viene cotta e lavorata.
I primi anni dalla fondazione dell’impresa si sa, sono i più duri. Quali sono state le difficoltà maggiori da affrontare?
Sandra Bertoglio: Sì, è vero. All’inizio ero un po’ ingenua. Ogni volta che pensavo di aver guadagnato qualcosa, arrivava una nuova bolletta, un’imposta, un’assicurazione o un versamento pensionistico, e gran parte dei miei guadagni spariva di nuovo.
Claudia Bertoglio: Il posizionamento sul mercato è stato piuttosto impegnativo. Far conoscere il prodotto ai consumatori e costruire canali di vendita è stato e con-
tinua a essere molto dispendioso in termini di tempo.
Vi siete avvalse finora dei servizi della Camera di commercio? Se sì, quali?
Sandra Bertoglio: Sì, nella fase iniziale ho richiesto delle consulenze al servizio Creazione d’impresa. In un secondo momento mi sono rivolta al servizio Etichettatura e sicurezza dei prodotti, che mi ha aiutato molto nell’elaborazione delle etichette.
Claudia Bertoglio: Io ho seguito diversi corsi offerti dal WIFI –
L’elenco dei punti vendita di kleinesGlück è disponibile sul sito web www.kleinesglueck.it.
Formazione e sviluppo del personale.
Riuscite sempre a garantire lo stesso gusto e la stessa qualità? Se sì, come?
Sandra Bertoglio: Non è per niente facile. Continuo sempre a sperimentare e ad apportare cambiamenti, ed è proprio questo che mi appassiona così tanto. A seconda del tipo di frutta e del grado di maturazione, occorre ad esempio una quantità maggiore o minore di succo di limone. Se non sono soddisfatta della qualità della frutta, a volte scarto alcuni pezzi.
Claudia Bertoglio: … che mangia direttamente il mio cavallo (sorride).
Come immaginate kleinesGlück tra dieci anni?
Sandra Bertoglio: Certamente desideriamo espanderci ulteriormente, ma non puntiamo a diventare un grande gruppo industriale: vogliamo continuare a lavorare con agricoltori locali e restare fedeli alla produzione artigianale. L’importante è poterci guadagnare da vivere.
Claudia Bertoglio: …e continuare a lavorare con così tanta passione.
Incertezza tra le imprese altoatesine per l’aumento del prezzo dell’energia
Dall’edizione primaverile del Barometro dell’economia dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano si evince che, dopo un 2025 positivo, attualmente cresce la preoccupazione per l'aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti.
le aziende altoatesine cresce la preoccupazione per l'aumento dei prezzi del carburante e dell'energia a causa dell'instabilità della situazione politica mondiale.
Rispetto alla rilevazione dello scorso autunno, mostra un miglioramento dei giudizi delle imprese altoatesine sulla redditività conseguita nel 2025, che ora viene valutata soddisfacente da oltre nove aziende su dieci. Lo scoppio della guerra in Iran e le sue immediate ripercussioni sui prezzi energetici gettano però ombre di
Cos’è il barometro dell’economia?
Il Barometro dell’economia è la principale indagine congiunturale dell’IRE. Tre volte all'anno, circa 2.500 imprese sono chiamate a valutare l'andamento di redditività, del fatturato, degli investimenti, dell'occupazione e del contesto economico. La rilevazione copre tutti i settori dell’economia altoatesina: cooperative agricole, manifattura, edilizia, commercio all'ingrosso e al dettaglio, turismo, servizi e trasporti.
altoatesino dell’1,1 percento nel 2025. Nel 2026 la crescita potrebbe attestarsi tra lo 0,5 e lo 0,9 percento, a seconda della durata e dell’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Economia altoatesina
incertezza sui prossimi mesi. L’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano stima un aumento del PIL
Clima di fiducia nell'economia altoatesina: andamento fino al 2025 e previsioni per il 2026
Indice: differenza tra la quota di giudizi “redditività buona” e “redditività insoddisfacente”
Fonte: IRE - Barometro dell'economia
L’indice IRE del clima di fiducia per il 2026 resta positivo, ma evidenzia un calo rispetto allo scorso scorso.
La dinamica congiunturale in Alto Adige ha leggermente accelerato nell’ultima parte dello scorso anno. Conseguentemente sono migliorate le valutazioni delle imprese sulla redditività raggiunta nel 2025, ora considerata soddisfacente nel 92 percento dei casi. Lo scorso esercizio si è caratterizzato per una crescita dei fatturati, soprattutto per le imprese di maggiori dimensioni. L’aumento del giro d’affari è stato particolarmente significativo per le cooperative agricole e gli operatori del commercio all’ingrosso e dei servizi, ma anche i trasporti, il turismo, il commercio al dettaglio e la manifattura mostrano un chiaro segno positivo. Gli investimenti hanno fatto registrare una leggera crescita, soprattutto grazie alla componente degli autoveicoli. Il mercato del lavoro mostra ancora un andamento favorevole: nel 2025 le persone dipendenti in Alto Adige erano mediamente circa 235.200, con un incremento dell’1,9 percento rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è sceso all’1,8 percento.
Sulle attese per il 2026 pesa la situazione di instabilità in Medio Oriente, che ha causato forti rialzi del prezzo dei carburanti e dell’energia. Secondo le imprese, nei prossimi mesi i fatturati dovrebbero ancora aumentare, ma ciò sarà dovuto anche agli aumen-
ti dei prezzi di vendita necessari a coprire – almeno parzialmente –l’incremento dei costi. Le prospettive di redditività rimangono positive, ma evidenziano un calo rispetto allo scorso anno: il corrispondente indice IRE del clima di fiducia delle imprese scende infatti da +28 punti per il 2025 a +20 punti per il 2026. La grande incertezza e preoccupazione dovuta alla crisi inciderà inoltre sull’attività di investimento, che pare destinata a ristagnare.
Economia internazionale
Nella seconda metà del 2025 il raggiungimento di una tregua nel conflitto in Palestina e la parziale riduzione dei dazi commerciali da parte degli Stati Uniti a seguito di accordi con diversi Paesi hanno dato respiro alla congiuntura internazionale. Le ultime stime elaborate dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per lo scorso anno evidenziano una crescita dell’economia mondiale pari al 3,3 percento.
La dinamica del PIL statunitense ha beneficiato dei massicci investimenti pubblici e privati in tecnologie connesse allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e nell’industria degli armamenti, tanto da evidenziare un incremento del 2,1 percento.
Andamento in Europa
Anche la crescita dell’Eurozona per il 2025 è stata rivista al rialzo, portando la stima all’1,4 percento. Per quanto riguarda il 2026, nell’ultima previsione pubblicata a marzo la Banca Centrale Europea (BCE) prefigurava un incremento del PIL dell’Eurozona dello 0,9 percento.
Tuttavia, l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la conseguente impennata dei prezzi dei beni energetici si traducono in un inevitabile rallentamento della congiuntura in Europa, la cui entità dipenderà dagli sviluppi politici.
Indice:
Cooperative agricole
Settore manifatturiero Costruzioni
Commercio e riparazione veicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Trasporti
Alberghi e ristoranti Servizi
Economia altoatesina (media)
ranti e nel commercio all'ingrosso.
l’IRE, quest'anno l'economia altoatesina
Crescita debole in Italia
Nonostante la performance positiva del PIL nel quarto trimestre, l’economia italiana nel 2025 è cresciuta solamente dello 0,5 percento. Inoltre, avendo conseguito un rapporto deficit/PIL pari al 3,1 percento, nel 2026 non uscirà dalla procedura di infrazione europea. L’andamento del mercato del lavoro rimane invece positivo: a gennaio 2026 il tasso di occupazione era pari al 62,6 percento, mentre il tasso di disoccupazione ha toccato un nuovo minimo storico, pari al 5,1 percento. Per il 2026 il FMI prevedeva a gennaio una crescita del PIL italiano dello 0,6 percento. Con ogni probabilità, però, il conflitto mediorientale comporterà nei prossimi mesi un ridimensionamento delle previsioni.
PIL altoatesino
Alla luce del miglioramento del clima di fiducia delle imprese negli ultimi mesi dello scorso anno, nonché dell’andamento positivo del mercato del lavoro, delle presenze turistiche e delle esportazioni, l’IRE rivede al rialzo le stime di crescita dell’economia altoatesina per il 2025, portandole all’1,1 percento.
Per il 2026, l’impatto della guerra in Iran sulla congiuntura altoatesina dipenderà soprattutto dall’evoluzione del prezzo di energia e carburanti e dai conseguenti effetti inflazionistici, che potranno frenare i consumi e le esportazioni. La forte incertezza si ripercuoterà inoltre negativamente sulle decisioni di investimento delle imprese. Nell’ipotesi di una cessazione delle ostilità in Iran entro l’estate, la crescita del PIL dovrebbe attestarsi tra lo 0,5 e lo 0,9 percento.
INFO
registrare una
IRE – Ricerca economica Camera di commercio di Bolzano tel. 0471 945 700 ire@camcom.bz.it
2025 2026
Economia altoatesina: clima di fiducia per nel 2025 e nel 2026 per settore
Fonte: IRE - Barometro dell'economia
differenza tra la quota di giudizi “redditività buona” e “redditività insoddisfacente”
2026 IRE
Secondo
dovrebbe
crescita compresa tra lo 0,5 percento e lo 0,9 percento.
Il clima di fiducia è positivo soprattutto nei settore dei trasporti, degli alberghi e risto-
Il Barometro economico è l'indagine congiunturale più importante condotta dall’IRE della Camera di commercio di Bolzano.
Controllo delle esportazioni: molto più di un obbligo normativo
Il servizio Internazionalizzazione affianca le imprese esportatrici altoatesine con informazioni e consulenza sugli aspetti tecnici delle operazioni di export, tra cui anche il controllo delle esportazioni. A questo tema sarà dedicato un seminario compatto gratuito del WIFI il 21 maggio 2026, con Matthias Merz, che spiega perché il controllo delle esportazioni rappresenta un aspetto centrale per le imprese attive nel commercio internazionale.
Anche solo singole operazioni transfrontaliere pongono le piccole e medie imprese di fronte a questioni complesse. Oltre agli aspetti doganali e fiscali, alle transazioni internazionali e alla logistica dei trasporti, anche il controllo delle esportazioni sta assumendo un’importanza crescente. Per anni molte aziende non hanno considerato più di tanto il controllo delle esportazioni, vedendolo talvolta un ostacolo burocratico e spesso un freno all’export.
Importanza strategica
Oggigiorno la consapevolezza della sua importanza strategica è cresciuta sensibilmente. L'inasprimento delle sanzioni e i notevoli rischi legati alla responsabilità civile hanno dimostrato che il controllo delle esportazioni è una componente fondamentale per una gestione efficace dei rischi.
Il controllo delle esportazioni in un contesto geopolitico complesso
Tradizionalmente, il controllo delle esportazioni riguarda merci,
Paesi, persone e usi finali. Negli ultimi anni, però, gli sviluppi geopolitici ne hanno ampliato il ruolo. Oggi non si tratta più solo di un’attività di verifica, ma di uno strumento chiave nelle tensioni economico-politiche tra Stati Uniti, Cina e Unione europea. Restrizioni tecnologiche e normative extraterritoriali costringono le imprese a operare con circospe-
zione tra diversi sistemi giuridici. In particolare, i pacchetti di sanzioni dell’UE nei confronti della Russia, progressivamente inaspriti dall’inizio del conflitto in Ucraina, incidono profondamente sui rapporti commerciali esistenti. In questo modo, il controllo delle esportazioni influenza oggi in maniera determinante le decisioni di mercato, le catene di approvvi-
Embarghi, sanzioni e procedure obbligatorie di autorizzazione richiedono una conoscenza puntuale della normativa europea vigente.
gionamento e le cooperazioni internazionali.
Implicazioni per le aziende
Le imprese dovrebbero integrare il controllo delle esportazioni nella gestione operativa dell’azienda. Chiarezza operativa nei processi decisionali, gestione delle informazioni fondamentali sui materiali, processi supportati digitalmente, monitoraggio costante delle evoluzioni normative e formazione continua dei dipendenti sono elementi fondamentali per garantire certezza giuridica e mantenere al contempo la capacità di operare a livello internazionale.
INFO
Internazionalizzazione
Camera di commercio di Bolzano tel. 0471 945 656 - 692 international@camcom.bz.it www.camcom.bz.it
Seminario compatto del WIFI: come orientarsi tra compliance, embarghi e sanzioni
Per le imprese attive nel commercio internazionale il rispetto delle norme sul controllo delle esportazioni sta diventando sempre più impegnativo. Embarghi, sanzioni e procedure obbligatorie di autorizzazione, soprattutto in relazione alle attuali misure nei confronti di Russia e Bielorussia, richiedono una conoscenza approfondita della normativa europea vigente. Programma:
- Struttura e concetti di base del controllo delle esportazioni
- Autorizzazioni e divieti: il concetto di embargo
- Restrizioni relative alle persone: Paesi critici/embarghi
Rischi specifici legati agli embarghi, ad esempio operazioni indirette, tentativi di elusione, “best efforts” e divieti di acquisto e vendita etc.
Rischi di elusione: indicazioni della Commissione europea
Certificato di Utente Finale (End-User Certificate - EUC) e strumenti di tutela
Organizzazione (“ICP”), e indicazioni per l’implementazione di un programma di compliance per il controllo delle esportazioni
Siti web utili per ricerche e verifiche sugli embarghi
L’evento si terrà la mattina del 21 maggio 2026. La partecipazione è gratuita; è richiesta l’iscrizione entro il 14 maggio. INFO & Iscrizione
Matthias Merz, Direttore di AWA AUSSENWIRTSCHAFTS-AKADEMIE GmbH
Risolvere controversie: la Camera arbitrale è un’alternativa
Sempre più imprese scelgono la procedura arbitrale per risolvere una controversia. L’avvocato Hartwig Amplatz illustra in questa intervista come opera la Camera arbitrale della Camera di commercio di Bolzano e quando questo percorso risulta particolarmente vantaggioso.
classe 1958, ha frequentato il Liceo scientifico a Bolzano e ha studiato giurisprudenza presso le Università di Innsbruck e Padova. Dopo aver superato l’esame di avvocato presso la Corte d’appello di Trento, ha aperto studi legali a Bolzano e a Egna. Dal 2011 al 2019 è stato membro del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bolzano, collaborando in diverse commissioni specialistiche. Inoltre, dal 2016 al 2020 ha fatto parte del Consiglio giudiziario presso la Corte d’appello di Trento, organo periferico del Consiglio Superiore della Magistratura di Roma. Dal 2019 è membro del Consiglio arbitrale della Camera di commercio di Bolzano e, dal 1° dicembre 2025, ne è Presidente.
Hartwig Amplatz: Una Camera arbitrale viene attivata, in alternativa alla giurisdizione statale, in presenza di determinate condizioni. Essa opera su richiesta di una o più parti in conflitto e decide su controversie di diritto privato tra persone, imprese o società. La procedura arbitrale è disciplinata da un regolamento arbitrale. A seconda del valore o dell’oggetto della controversia, l’arbitrato è deciso da un arbitro unico o da un collegio composto da tre arbitri. La decisione viene presa sotto forma di sentenza (lodo arbitrale). Il lodo si basa sui fatti presentati dalle parti e sulle domande formulate, risultando vincolante per le stesse.
In quali ambiti può decidere la Camera arbitrale?
La Camera arbitrale può decidere fondamentalmente su diritti disponibili. Tra questi rientrano, ad esempio, richieste di pagamenti, pretese contrattuali o diritti di proprietà. Non può invece pronunciarsi su diritti che non sono disponibili per le parti e che sono tutelati nell’interesse pubblico. In particolare, ciò riguarda i diritti della persona o le questioni di sta-
to civile, come separazioni, divorzi o azioni di paternità. Le controversie in materia di diritto del
la nomina viene effettuata dal Consiglio arbitrale. Questo è composto da rappresentanti di diver-
Le informazioni sulla nuova clausola compromissoria e sull’accesso ai procedimenti arbitrali o di perizia sono disponibili tramite il codice QR.
lavoro possono essere portate davanti a una Camera arbitrale solo se previsto esplicitamente dalla legge o dal contratto collettivo.
Come vengono nominati gli arbitri?
In linea di principio, le parti possono scegliere direttamente gli arbitri, purché vi sia accordo in tal senso. Nel caso di un arbitro unico, le parti devono concordarne la nomina; nel caso di un collegio, devono almeno concordare chi assumerà il ruolo di presidente. Se non si raggiunge un accordo o si tratta di controversie societarie,
se categorie professionali, garantisce imparzialità e seleziona gli arbitri dagli elenchi ufficiali oppure, se necessario, nomina altri esperti qualificati.
Quali requisiti fondamentali deve possedere un arbitro?
Gli arbitri devono essere completamente indipendenti e imparziali. Persone che hanno legami personali o professionali con una parte oppure un interesse diretto all’esito della procedura non possono essere nominate. Il controllo su questo aspetto è molto rigo-
roso e gli arbitri sono obbligati a rilasciare una dichiarazione scritta di indipendenza.
Quali vantaggi offre la procedura arbitrale?
Un vantaggio essenziale è la rapidità della procedura. Le parti ottengono una decisione in tempi relativamente brevi, ottenendo certezza del diritto, un elemento di particolare rilievo per le imprese. Al tempo stesso, viene assicurata un’attenta analisi dei fatti. Inoltre, le parti vengono ascoltate personalmente e possono esporre dettagliatamente le proprie argomentazioni. Gli arbitri dedicano il tempo necessario, ascoltando le parti anche in più udienze. Questo dialogo spesso crea le condizioni per trovare un accordo prima del lodo arbitrale.
Quando è competente una Camera arbitrale?
La competenza si basa su un accordo tra le parti. Questo può essere stipulato dopo l’insorgere della controversia oppure preventivamente come clausola compromissoria nell’ambito di un contratto. Una redazione accurata di tali clausole e un’adeguata consulenza legale sono fortemente consigliate.
Signor Amplatz, come funziona la Camera arbitrale?
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