

Immagini: gli Incontri di inizio anno 2026
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Nuovo studio dell’IRE: vendita diretta di prodotti agricoli in Alto Adige
pagg. 2-3-4
Intervista a Irene Visentini e Sofía Sánchez
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Immagini: gli Incontri di inizio anno 2026
pag. 5
Nuovo studio dell’IRE: vendita diretta di prodotti agricoli in Alto Adige
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Intervista a Irene Visentini e Sofía Sánchez
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La vendita diretta dei prodotti agricoli contribuisce a garantire il reddito degli agricoltori e assicura un’offerta diversificata di prodotti alimentari regionali. Nel novembre 2025, ossia a cinque anni dal primo sondaggio, l’IREl’Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano ha redatto un nuovo rapporto in cui mostra un’analisi aggiornata della vendita diretta in Alto Adige. All’indagine online hanno partecipato 268 aziende attive nella vendita diretta.

In Alto Adige, la vendita diretta dei prodotti agricoli si è ormai affermata come parte integrante dell’agricoltura. L’indagine attuale mostra che, tra il 2019 e il 2024, il numero delle aziende attive nella vendita diretta è cresciuto del 34 percento, passando da 455 a 610. Oltre il 70 percento delle aziende si trova a più di 600 metri di altitudine, contribuendo così indirettamente anche al rafforzamento dell’agricoltura di montagna. Il 77 percento delle aziende è gestito come attività principale, ma la vendita diretta rappresenta una fonte di reddito importante anche

per le attività secondarie. La quota di aziende biologiche è superiore alla media dell’agricoltura complessiva ed è ulteriormente salita al 28 percento.
Aumento del fatturato
Tra il 2019 e il 2024, il fatturato derivante dalla vendita diretta è aumentato da 44,7 milioni di euro a 61,1 milioni di euro (+36,6 percento). Il ricavo medio per azienda è rimasto stabile a circa 100.000 euro, sebbene si osservi una forte dispersione tra aziende piccole e grandi. Il 45 percento delle azien-
de realizza meno di 50.000 euro di fatturato, mentre il 30 percento supera i 100.000 euro. Per quanto riguarda i gruppi di prodotti, si registra una forte dinamica nella frutta e verdura fresca (+132 percento delle aziende) e nei prodotti a base di carne (+64 percento delle aziende). È aumentato anche il numero degli operatori nel settore del vino e delle altre bevande alcoliche, mentre si osserva un calo nei prodotti diversi di origine animale. Complessivamente, tre quarti del fatturato totale provengono da prodotti vegetali (di cui quasi 30 milioni di euro dal vino), un quarto da prodotti di origine animale.
I canali di vendita si sono ulteriormente diversificati. Circa un terzo del fatturato proviene dalla vendita diretta ai consumatori finali (15,3 milioni di euro al maso, 3,8 milioni di euro nei mercati contadini). Due terzi derivano invece dalla vendita a imprese: in particolare sono cresciuti i ricavi attraverso intermediari (+43 percento) e la ristorazione (+36 percento). La domanda è sostenuta sia dai turisti che dai residenti, il che sottolinea l’importanza centrale della vendita diretta per l’economia locale e per garantire l’approvvigionamento a livello regionale. Il turismo, invece, è importante soprattutto per i prodotti a lunga conservazione, come vino e formaggio: circa il 40 percento delle vendite dirette al maso e nei mercati contadini è destinato ai turisti.
Sfide
Le sfide sono rimaste in gran parte le stesse: la metà delle aziende valuta il carico di lavoro e l’applicazione delle disposizioni legali come molto dispendiose, un’azienda su tre invece segnala criticità nella commercializzazione e nei costi di investimento. Nonostante questi oneri, le aziende guarda-



“La vendita diretta rafforza il valore economico regionale, favorisce l’occupazione locale e riduce la dipendenza da catene di fornitura esterne, contribuendo concretamente agli obiettivi climatici e all’autonomia nell’approvvigionamento locale.”
Michl Ebner
Presidente della Camera di commercio di Bolzano
no con fiducia al futuro. Oltre la metà dei produttori che pratica la vendita diretta prevede di ampliare la propria attività soprattutto attraverso un aumento dei volumi di produzione, ma anche con un ampliamento della gamma di prodotti. Grandi potenzialità sono evidenti in particolare per ortaggi e frutta fresca, prodotti a base di carne e vino. Per sfruttare appieno il potenziale ancora inutilizzato, in modo particolare nel turismo, risultano decisive una maggiore
cooperazione con la ristorazione, iniziative comuni e una migliore collaborazione tra tutti gli attori lungo la catena del valore. Infine, strategie unitarie di qualità e di marca sono indispensabili per garantire la competitività a lungo termine.
INFO
IRE – Ricerca economica tel. 0471 945 708 ire@camcom.bz.it www.ire.bz.it/studi

“L’attuale rilevazione lo dimostra in modo evidente: in Alto Adige la vendita diretta di prodotti agricoli si è ormai affermata come elemento strutturale dell’agricoltura altoatesina. Con circa 600 aziende, garantisce reddito, rafforza la varietà e l’autenticità della nostra offerta alimentare e fornisce un contributo significativo all’agricoltura di montagna.”
Alfred Aberer
Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano
610 contadini vendono direttamente i loro prodotti
155 aziende in più rispetto a cinque anni fa 7,7ha di superficie media
Il ricavo medio per azienda ammonta a 100.200 €
da 10.000 € a meno di 50.000 €
da 50.000 € a meno di 100.000 €
da 100.000 € a meno di 200.000 €
da 200.000 € e oltre
Le aziende utilizzano diversi canali di vendita: quasi tutte vendono direttamente ai consumatori finali.
Oltre la metà delle aziende (55%) prevede di ampliare la propria attività.
77 % aziende agricole a tempo pieno
34 % delle aziende offre servizi di agriturismo
60 % quota media della vendita diretta sul fatturato totale
3/4 del fatturato è generato da prodotti di origine vegetale, in particolare dal vino
prodotti di origine animale
diversi prodotti provenienti da coltivazioni vegetali
frutta e verdura fresche
formaggi e latticini
uova
carne e prodotti a base di carne
Soprattutto le aziende miste, con diverse categorie di prodotti, segnalano un carico di lavoro particolarmente elevato:
“Assicurare il benessere: il valore aggiunto delle persone” era il filo tematico che ha caratterizzato gli Incontri di inizio anno 2026 organizzati dalla Camera di commercio di Bolzano.
Quest’anno gli Incontri di inizio anno della Camera di commercio di Bolzano sono giunti alla quindicesima edizione. In tre appuntamenti serali è stato approfondito il tema “Assicurare il benessere: il valore aggiunto delle persone”. Il primo evento della serie 2026 ha preso il via l’8 gennaio presso la cooperativa frutticola MIVOR, a Laces. È proseguito il 19 gennaio con un incontro al NOI Techpark di Brunico e si è concluso il 20 gennaio presso il gruppo Ober Alp a Bolzano.

INFO
Camera di commercio di Bolzano
Segreteria generale tel. 0471 945 615
segreteriagenerale@camcom.bz.it

dei relatori. Erano presenti: Michl Ebner, Presidente della Camera di commercio di Bolzano; Hansjörg Mantinger, Presidente della cooperativa frutticoltori MIVOR; Luis Walcher, Assessore provinciale per Agricoltura, foreste e turismo; Monika Ohrwalder, Direttrice della cooperativa frutticoltori MIVOR; Magdalena Amhof, Assessora provinciale per Europa, lavoro e personale; Mirko Udovich, fondatore e CEO di Staff&Line – Personnel Management Strategies; Alfred Aberer, Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano (nell’immagine da sinistra).


Al secondo Incontro di inizio anno, tenutosi presso il NOI Techpark a Brunico, hanno preso parte: Michl Ebner, Presidente della Camera di commercio di Bolzano; Erwin Rauch, Professore per la produzione intelligente e sostenibile presso la Libera Università di Bolzano; Sandra Unterweger della ditta Profiservice di Rodengo; Waltraud Deeg, Consigliera provinciale; Wolfgang Lukas Strohmayer, Console Generale d’Austria a Milano; Alfred Aberer, Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano (nell’immagine da sinistra). Il pubblico ha seguito con coinvolgimento gli interventi.

Gli Incontri di inizio
dell’azienda

a
la serata interessante
organizzazione
In Europa, i requisiti in materia di rendicontazione di sostenibilità sono interessati da profondi e rapidi cambiamenti. La tassonomia UE e la normativa sulla rendicontazione di sostenibilità, ossia la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ridefiniscono il contesto in cui aziende e banche operano, tra nuove sfide e opportunità strategiche. Questo è stato un tema emerso chiaramente in un webinar di Vitalpin, che ha fatto il punto sulla situazione attuale e sulle implicazioni per aziende e istituti finanziari.

Vitalpin è un’iniziativa che promuove lo sviluppo sostenibile dell’economia, del turismo e della qualità della vita nei territori alpini. Nell’immagine il comitato direttivo di Vitalpin (da sinistra): Alfred Aberer (Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano), Manuel Lutz (Direttore di Vitalpin), Elmar Pichler Rolle (Presidente di Vitalpin), Jürgen Pichler (Direttore marketing di Doppelmayr), Viktoria Haberl (Camera dell’economia austriaca), Josef Reiter (Membro del direttivo di Mayrhofner Bergbahnen) e Silvio Schmid (Associazione Bergbahnen Graubünden). Nell’immagine mancano: Manfred Pinzger, Klaus Dengg e Matthias Wendorf.
Aggiornamenti normativi: meno burocrazia, maggiore trasparenza
I recenti sviluppi normativi in materia di sostenibilità si basano sull’Agenda ONU 2030, sull’Accordo di Parigi e sul Green Deal europeo, che punta alla neutralità climatica entro il 2050. La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) introduce per le grandi imprese l’obbligo di rendicontare in modo dettagliato le informazioni di sostenibilità secondo gli
Standard Europei di Rendicontazione della Sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS) e il principio della doppia materialità. La cosiddetta normativa Omnibus mira a ridurre gli adempimenti burocratici e a semplificare l’applicazione della direttiva CSRD.
Per le aziende che rientrano nelle “ondate 2 e 3” è previsto un rinvio di due anni dell’obbligo di rendicontazione e l’introduzione di nuove soglie. Questo riduce il numero di imprese europee sog-
gette all’obbligo di rendicontazione da circa 50.000 a 11.000, alleggerendo sensibilmente il carico amministrativo. L’obbligo riguarda imprese con più di 1.000 dipendenti, oltre 50 milioni di euro di fatturato o più di 25 milioni di euro di bilancio.
Il cambiamento climatico come fattore di rischio economico
Soprattutto nelle regioni alpine, l’aumento delle temperature medie procede a una velocità quasi doppia rispetto alla media mondiale. Le ripercussioni sono significative: dai costi diretti provocati da alluvioni, tempeste e siccità, agli effetti indiretti come interruzioni delle catene di fornitura, calo della domanda e perdita di produttività, fino a danni non materiali quali instabilità sociale, migrazioni e riduzione della biodiversità. Tra il 1980 e il 2020, i danni economici causati da eventi estremi nell’area economica europea hanno raggiunto circa 510 miliardi di euro.
Perché i dati sulla sostenibilità sono importanti per le banche
“I rischi climatici sono anche rischi finanziari”: questo principio influisce sempre più sulle decisioni di concessione del credito. Le banche analizzano le imprese in base alla capacità di gestire i rischi climatici e di adottare modelli economici sostenibili. In questo contesto distinguono tra rischi fisici (ad esempio danni legati al clima), rischi di transizione (come la tariffazione delle emissioni di CO2 o la dipendenza dai combustibili fossili) e rischi sociali (ad esempio migrazioni o perdita di valore degli immobili).
Le banche sono tenute per legge a rilevare dati sulla sostenibilità al fine di adempiere agli obblighi normativi e di rendicontazione. Inoltre, devono dimostrare il livello di sostenibilità delle proprie operazioni di finanziamento. I dati ESG (ambientali, sociali e di governance) permettono di valutare quanto un’azienda sia resiliente e orientata al futuro e influiscono direttamente sulle decisioni di credito e investimento. Di conseguenza, le imprese sono chiamate indirettamente a fornire dati in modo continuativo.
I vantaggi strategici della rendicontazione ESG
Comunicare in modo trasparente i risultati raggiunti in materia di sostenibilità rafforza la fiducia di
clienti, dipendenti, banche e investitori. La rendicontazione ESG rappresenta quindi un vantaggio strategico e un segnale concreto di propensione al futuro. Le PMI, tuttavia, devono spesso far fronte a numerose richieste di dati ESG non coordinate tra loro, con un conseguente aumento degli oneri amministrativi e dei costi, aggravato dalla mancanza di linee guida chiare e standard condivisi.
Supporto e standard di riferimento per le PMI
A livello europeo, è stato introdotto il Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-listed SMEs (VSME), uno standard di rendicontazione volontario e semplificato per le piccole e medie imprese (PMI), volto a garantire comparabilità, trasparenza e uniformità. Lo standard supporta concretamente le imprese nella raccolta e divulgazione strutturata dei dati sulla sostenibilità. Le banche lo indicano espressamente come riferimento utile. Inoltre, in Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha elaborato una guida che invita gli istituti bancari ad applicare il principio di proporzionalità nella richiesta dei dati ESG.
I dati ESG come leva strategica della moderna gestione aziendale
I dati ESG costituiscono una sorta di “doppia rendicontazione”,


che combina indicatori finanziari e non finanziari. Questo approccio permette alle aziende di valutare in modo complessivo il proprio rendimento economico, ambientale e sociale. La raccolta e l’utilizzo sistematico dei dati ESG migliorano la gestione dei rischi, l’efficienza operativa e la reputazione aziendale. Le imprese che integrano attivamente i dati ESG nei propri processi decisionali rafforzano l’accesso al mercato, promuovono l’innovazione e garantiscono la competitività nel lungo termine.
Esempio pratico: riqualificazione energetica
Il risanamento energetico rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla tutela del clima, intervenendo direttamente sull’involucro edilizio e sugli impianti. Rispetto alle nuove costruzioni, consente di ridurre fino a due terzi di emissioni grigie e produce un duplice effetto: - sul piano ambientale: riduce il consumo energetico e le emissioni di CO2 - sul piano economico: abbassa i costi operativi e migliora la sostenibilità finanziaria. Certificazioni come KlimaHaus, DGNB o Minergie rafforzano la credibilità e l’accesso agli incen-
tivi. Una pianificazione accurata, il coinvolgimento del personale e una gestione professionale dei finanziamenti sono determinanti per il successo dell’intervento.
INFO
Vitalpin tel. +43 664 85 12 154 info@vitalpin.org www.vitalpin.org

“Per molte aziende, le nuove regole sulla rendicontazione della sostenibilità sono una sfida, ma allo stesso tempo offrono anche la possibilità di rafforzare la loro resilienza futura e la fiducia della clientela, di partner commerciali e di investitori.”
Manuel Lutz Direttore di Vitalpin
La fondazione Silvius Magnago e la Camera di commercio di Bolzano sono alla ricerca di persone che si sono trasferite in Alto Adige per amore e desiderano condividere la propria esperienza nell’ambito del progetto “Südtirol per amore”.

Il progetto “Südtirol per amore” nasce per valorizzare chi ha scelto di trasferirsi in Alto Adige per seguire l’amore. Spesso per molte di queste persone all’inizio è stato tutt’altro che semplice, ma con pazienza e perseveranza (e appunto, per amore) sono riuscite a superare le difficoltà. Nel frattempo, si sentono a casa e sono riuscite a trovare la loro dimensione in Alto
Adige. Queste persone offrono un contributo prezioso alla società, al mondo del lavoro e al tessuto comunitario.
Diverse collaborazioni
“Südtirol per amore” si ripropone di dare visibilità alla pluralità dei percorsi e delle esperienze, mettendone in luce il valore e l’uni-
cità. L’obiettivo è raccontare come queste persone si siano integrate nella comunità altoatesina, sottolineando il ruolo delle loro testimonianze nel promuovere una cultura dell’accoglienza e del senso di appartenenza. L’iniziativa è promossa dalla Camera di commercio di Bolzano in collaborazione con la Fondazione Silvius Magnago, l’associazione Altoate-
sini nel mondo e Südstern, la rete degli altoatesini all’estero, e RAI Alto Adige.
I contenuti del progetto saranno resi accessibili in vari modi: sotto forma di reportage, trasmissioni radiofoniche, contributi sui social media, nonché in versione digitale e cartacea. Ogni contenuto sarà elaborato con cura e sensibilità e adattato al canale specifico di diffusione per creare un risultato finale coerente.
Le persone interessate possono rivolgersi al servizio Work in Alto Adige della Camera di commercio di Bolzano.
Fondazione Silvius Magnago Camera di commercio di Bolzano tel. 0471 945 642 suedtirolperamore@camcom.bz.it www.camcom.bz.it www.workinaltoadige.com

Irene Visentini e Sofía Sánchez hanno fondato insieme a Bolzano la cooperativa sociale studio comune, uno spazio dedicato a coaching, formazione e innovazione sociale. Per otto anni hanno portato avanti insieme questo progetto comune, accompagnando persone e organizzazioni nella crescita, nell’apprendimento e nella collaborazione. Dall’inizio del 2025 hanno scelto di proseguire l’attività come libere professioniste, restando unite da valori comuni, dall’amicizia e dal desiderio di creare un equilibrio tra lavoro, famiglia e tempo per sé. L’ufficio condiviso sotto i portici di Bolzano rimane la base operativa del loro lavoro.

Dopo aver lavorato insieme otto anni alla cooperativa sociale, nel 2024 avete deciso di intraprendere la strada della libera professione. Per quale motivo?
Irene Visentini: Sofía e io avevamo maturato la consapevolezza che la cooperativa, sebbene garantisse sicurezza e fosse per noi preziosa, comportava anche delle limitazioni. Il passaggio al lavoro autonomo è stato come respirare a pieni polmoni. Ora entrambe possiamo dedicare più energia a ciò che desideriamo realmente fare, con un lavoro più libero e maggiormente focalizzato sul senso e sull’impatto.
Lei afferma di lavorare con la stessa energia, ma in maggiore libertà. Cosa significa questo per Lei?
Sofía Sánchez: La libertà conquistata è stimolante e impegnativa allo stesso tempo. Decidere autonomamente tempi e collaborazioni rende il lavoro più leggero, pur senza ridurne l’intensità. È una scelta consapevole che ha
Irene Visentini (a destra), cresciuta a Bolzano, è mediatrice, formatrice ed esperta in innovazione sociale, sviluppo organizzativo e pedagogia ludica. Dopo gli studi in scienze politiche a Bologna, ha lavorato a lungo in ambito formativo e delle cooperative sociali, svolgendo anche attività di volontariato. Co-fondatrice di studio comune e madre di tre figli, integra nelle sue attività struttura, creatività ed empatia.
Sofía Sánchez (a sinistra), cresciuta in Spagna, è antropologa, coach e formatrice in innovazione sociale, sviluppo del talento e delle organizzazioni. Ha lavorato a Salamanca in progetti sociali e si è trasferita a Bolzano per amore. Nel 2016 ha fondato insieme a Irene studio comune. Nel suo lavoro accompagna persone e organizzazioni nei percorsi di cambiamento, combinando chiarezza di visione, un tocco di ironia e grande attenzione alla dimensione umana. Sofía è madre di una figlia.
rafforzato e avuto un impatto positivo anche sul legame professionale con Irene, con cui continuo a collaborare.
Irene, Lei usa metodi ludici come LEGO® Serious Play® e carte. Quale ruolo ha il gioco nei processi di cambiamento?
Irene Visentini: Attraverso il gioco si accede a dimensioni che il
linguaggio verbale fatica a raggiungere. Rende visibili emozioni, idee e desideri e permette di sperimentare senza paura. Creare momenti di gioco significa offrire uno spazio sicuro che favorisce apertura e sviluppo.
Qual è il profilo della Sua clientela e quali bisogni emergono più spesso?

Sofía Sánchez: Lavoro prevalentemente con scuole, organizzazioni, aziende o amministrazioni locali. Chi si affida a me non cerca risposte immediate, ma un percorso di accompagnamento fatto di ascolto e orientamento. L’obiettivo è ritrovare ciò che è essenziale e chiarire il rapporto con sé stessi, con il lavoro e con la comunità.
Lei è particolarmente impegnata per la parità di genere. Come valuta la situazione delle donne in termini di pensione e stabilità economica?
Sofía Sánchez: Questo resta ancora una zona d’ombra nella nostra società. A fronte di un grande contributo dato nel corso della vita, molte donne si trovano prive di un’adeguata sicurezza economica. Vorrei una società in cui il lavoro di cura venga riconosciuto come tale, in cui si normalizzino modalità di lavoro part-time per tutti. Solo così l’equilibrio di cui si parla tanto diventa concreto, non solo teorico.
Con l’iniziativa Talent Management, il WIFI offre percorsi mirati e strumenti concreti per attrarre, valorizzare e garantire la continuità dei loro dipendenti più qualificati.
Reperire personale qualificato sta diventando sempre più complesso, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda. Trovare dipendenti validi è raro, mentre i talenti più richiesti hanno l’imbarazzo della scelta e sono sempre più contesi. Per emergere nella competizione per i migliori profili, oggi è fondamentale distinguersi come datore di lavoro.
Attraverso l’iniziativa Talent Management, il WIFI propone in primavera percorsi formativi studiati per affiancare le aziende nella ricerca e nella valorizzazione del personale. Il programma prevede due appuntamenti di particolare rilievo.
6° WIFI Talent Event
Datori di lavoro attrattivi
Imprenditori e responsabili delle risorse umane troveranno al Talent Event di quest’anno risposte alla domanda centrale: Come rendere la propria azienda più attrattiva per i dipendenti e favorirne la continuità?
Speaker di alto profilo affronteranno il tema da diverse prospettive, illustrando i fattori chiave che

rendono un’azienda attrattiva. Il pubblico scoprirà quali elementi fanno la differenza per diventare un datore di lavoro competitivo e quale ruolo svolgono la leadership e il clima aziendale. La mattinata si concluderà con consigli operativi ed esempi pratici tratti dalla realtà altoatesina. L’evento si terrà il 15 aprile 2026, in mattinata. La partecipazione è gratuita e offre anche un’interessante occasione di networking. I posti sono limitati.
Guidare e motivare il personale è una responsabilità centrale per chi ricopre ruoli manageriali. Il 14 maggio 2026, in mattinata, si terrà l’evento special “Strategie vincenti nella gestione e motivazione del personale”, rivolto alle figure dirigenziali. Attraverso role playing e sketch, verranno affrontate situazioni tipiche della gestione dei team: feedback, motivazione, cambiamento, lavoro
organizzato per seguire i Campionati mondiali delle professioni WorldSkills
di squadra eccetera. Un’esperienza formativa dinamica e coinvolgente, con un approccio metodologico innovativo.
INFO
WIFI - Formazione tel. 0471 945 527 wifi@camcom.bz.it www.wifi.bz.it



Per l’iscrizione contattare direttamente “Moser Reisen”: katzensteiner@moser.at a partire da € 2.150,in stanza doppia Iscrizioni entro il 20 giugno 2026
La famiglia imprenditoriale Santini è erede e custode di una lunga tradizione che oggi guida l’omonimo gruppo. Abbiamo conosciuto più da vicino questa realtà di riferimento nella raccolta, nel trasporto e nella valorizzazione dei rifiuti parlando direttamente con Mauro Santini (CEO).

Signor Santini, il sistema RENTRI rappresenta un punto di svolta nella gestione dei rifiuti. Come ha affrontato il Gruppo Santini l’introduzione dei nuovi strumenti digitali per la tracciabilità?
Mauro Santini: RENTRI (il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) è il nuovo sistema informativo per la gestione e la tracciabilità dei rifiuti in Italia. Il passaggio a RENTRI è stato complesso ma anche entusiasmante. Ha rappresentato un forte stimolo alla digitalizzazione e al miglioramento dei processi interni, ma soprattutto ha rafforzato il rapporto con la clientela. Lo abbiamo vissuto come un laboratorio di cambiamento, che ha reso evidente come la tracciabilità potesse diventare un valore condiviso. In Alto Adige le imprese hanno risposto in maniera positiva e costruttiva, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di crescita.
Come vede il ruolo della Camera di commercio di Bolzano in questo passaggio cruciale per le imprese?
La Camera di commercio di Bolzano ha svolto un ruolo fondamentale, affiancando le aziende
con iniziative mirate e strumenti operativi. L’Albo Gestori Ambientali della Camera di commercio di Bolzano offre alle imprese un supporto concreto e competente.
L’ottimizzazione della gestione dei rifiuti ha generato benefici misurabili?
Il RENTRI, pur richiedendo inizialmente più lavoro ai produttori, ha permesso a molte aziende di adottare sistemi di controllo più evoluti. Questo ha migliorato la gestione dei flussi, ridotto inefficienze e portato a un approccio più attento agli scarti. Il produttore deve imparare a vedere il proprio scarto come una risorsa e non più come un problema.
Da qualche giorno è operativo il formulario digitale. Può spiegare brevemente cos’è e perché rappresenta un’opportunità?
La digitalizzazione è un obiettivo naturale per le aziende del territorio. Può comportare iniziali frizioni operative e gestionali, ma il tempo, insieme alla capacità e alla volontà di adattamento delle imprese, rappresenta la strada giusta per affrontare un contesto sempre più strutturato e digitalizzato.
Mauro Santini (nell’immagine a sinistra), imprenditore e Vicepresi dente di Confindustria Alto Adige, è nato e cresciuto a Bolzano. Fin da giovane vive a stretto contatto con l’impresa di famiglia, sviluppando spirito imprenditoriale e concretezza operativa. Dopo la laurea in Economia aziendale, ha conseguito un Master in Management ambientale d’Impresa presso l’Università LUISS di Roma, acquisendo le competenze necessarie per guidare la crescita e l’innovazione del Gruppo Santini. Oggi affianca il fratello Andrea (nell’immagine a destra) e il padre Sergio (nell’immagine al centro) nella gestione aziendale, portando avanti l’eredità del nonno Marino, fondatore dell’impresa.

Il Gruppo Santini, azienda specializzata nella gestione sostenibile dei rifiuti, conta oltre 80 anni di storia, 170 dipendenti e 10.000 clienti.
Il Gruppo Santini, realtà storica con sede a Bolzano, è impegnata costantemente nella gestione delle sfide legate ai rifiuti, anticipando e implementando soluzioni integrate e innovative. Grazie a pratiche virtuose, i materiali vengono recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo, riducendo l’impatto ambientale e creando valore per il territorio.
Italiano commerciale
Italienischer Schriftverkehr
Italiano scritto per l‘ufficio 19. Mai 2021
Besonderer und schwieriger Schriftverkehr
Wie schreibe ich es am besten? 19. Mai 2021
Social Media Advertising: LinkedIn, Twitter u. a.
Gezielt und wirksam werben in sozialen Medien 21. Mai 2021 vormittags (Italienisch)
Arbeiten für mehrere Vorgesetzte
Unterschiedliche Ansprüche und Arbeitsstile meistern 27. Mai 2021
Wie wird man AEO - Authorized Economic Operator?

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Informazioni e iscrizione
WIFI – Formazione e sviluppo del personale
Tel. 0471 945 666 | wifi@camcom.bz.it
Iscrizione online: www.wifi.bz.it
IMPRESSUM
Per l’economia – Bollettino d’informazione della Camera di commercio, industria, artigianato, turismo e agricoltura di Bolzano, 28° anno, 1/2026
Editore: Camera di commercio, industria, artigianato, turismo e agricoltura di Bolzano
Direzione e amministrazione: via Alto Adige 60, 39100 Bolzano tel. 0471 945 672, e-mail: communication@camcom.bz.it
Direttore responsabile: dott. Alfred Aberer
Redazione: Camera di commercio, industria, artigianato, turismo e agricoltura di Bolzano
Progetto grafico: Friedl Raffeiner Stampa: Fotolito Varesco Alfred Srl
l’ECONOMIA
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Foto: Gruppo Santini, Camera di commercio di Bolzano, IDM/Cogoli Franco, IDM/Filz Alex, IDM/Schwienbacher Patrick, Lutz Manuel, Lobis Maria, Sánchez Sofía, Shutterstock, cooperativa sociale studio comune, Tschager Alfred, Vitalpin/Lichtraum Fotostudio, Visentini Irene. Autorizzazione del Tribunale di Bolzano: n. 3/99
Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana – USPI, Roma
