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GP Magazine novembre 2021

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l’evento del mese

Frances ca Anastas i con il Principe Gu gliel mo Giovane ll i e il M arche se Giuse ppe Fe rrajol i

Defilèe Luxury Rome Il grande evento del lusso della Capitale

Strepitoso successo per l’evento del lusso svolto nella magica dimora storica della Principessa Ginevra Giovanelli Fogaccia, grazie alla stilista Francesca Anastasi, organizzatrice ed ideatrice dell’evento, che ha dato vita ad una favola per l’apertura della serata con la fiaba di cenerentola, interpretata dalla bellissima Madrina Josephine Alessio di Rai News 24, facendola comparire in una carrozza di cristallo circondata dai ballerini Simone Ripa e Cinzia Del Duca, che si sono esibiti ballando con classe un valzer in abiti d’epoca, regalando un attimo fiabesco a tutti gli ospiti presenti Questo evento è stato il primo nella Capitale post Covid, che ha ospitato oltre 400 invitati, rispettando tutte le normative vigenti. Ha presenziato molta della borghesia romana, due su tutti: il Principe Guglielmo Giovanelli e il Marchese Giuseppe Ferrajoli. Per l’occasione sono state consegnate delle targhe premio: la prima al volto di Rai News 24 Josephine Alessio per il giornalismo, alla proprietaria della magnifica dimora, la Principessa Ginevra Giovanelli Fogaccia per la villa che compie più di cento anni, all’artista Ilian Rachov famoso per la creazione del logo di Ver-

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sace, al regista Pierfrancesco Campanella, reduce dell’ultimo lavoro il cortometraggio con Maria Grazia Cucinotta, poi sorpresa finale, Francesca Anastasi ha sbalordito tutti premiando la propria nonna che l'ha cresciuta con una targa “Sei il faro della mia vita”. Sette sono stati gli stilisti che si sono alternati sulla passerella con oltre 40 fra modelle e modelli in questo elegante défilé, costumi di Francesca Anastasi, piumini della designer Carmen Alessio con il brand Starevolution, Silvia Actis Perino con abiti da sera, Di Donato abiti uomo, Paioletti abiti eleganti per cerimonia, Damiana fiorentini veste con le sue collane gioiello su abiti total black, Marco Di Leone abiti da sposa, sul palco cantanti e musicisti del calibro del Maestro violinista Tonin Xhanxhafili e la sua orchestra, la cantante Charlot De Melo, la pianista Marina Subutari, la soprano Laura Teofani e il tenore Andrea Ricci. Per la scenografia una grandissima luna che si specchiava nel laghetto. nel frattempo all'interno della villa erano presenti con le loro esposizioni sei bravissimi gioiellieri, che tutti gli ospiti hanno potuto ammirare e comprare. A fine serata, Francesca Anastasi ha annunciato in anteprima il prossimo evento del lusso che si svolgerà sulla Costa Crociere Smeralda per una settimana di navigazione nel mediterraneo con tanti ospiti e tantissime sorprese in mare aperto. Tantissimi gli ospiti sia Vip che non: tra i primi arrivi segnaliamo, l'attore Gianluca Magni, la cantante Pietra Montecorvino moglie di Eugenio Bennato, in taxi come sempre l'arrivo del Principe Guglielmo Giovanelli Marconi e il Marchese Giuseppe Ferrajoli, la splendida modella Andreea Duma accompagnata dal marito l’avv. Antonio Castellani, la cantante attrice Giò Di Sarno, l'attrice Luciana Frazzetto con il marito il produttore Massimo Milazzo, il regista Pierfrancesco Campanella, L'icona della movida romana Conny Caracciolo in compagnia di Lucia Bornigia,la ex Miss Italia dei Sordi Elisabetta Viaggi, l'attore trasformista Cocò Famigliolo con la cantante attrice Laura Sorel, il ballerino delle dive Simone Ripa, il Principe de Marinis Fulvio Rocco con la pittrice Rita Belpasso, il volto della Rai pubblica utilità Antonietta Di Vizia con Marco Bardeggia, l'attrice Eleonora Manara, l'attrice Emanuela Mari, il Cav, Ugo Mainolfi in dolce compagnia, lo chef Bruno Brunori, il Cavaliere Riccardo Sant'Elia, il parrucchiere delle dive Michele Spanò, Lo stilista Ilian Rachov, la giornalista Maridì Vicedomini, l'attore Giuliano Del Gaudio, il bellissimo d'italia 2020 Marco Adamo, il violinista Gaspare Maniscalco con la

giornalista Paola Zanoni, il presentatore Carlo Senes, Giovanni Roberti, Roselyne Mirialachi con l’imprenditore Emile Amicucci, Massimiliano Infantino agenzia FD manager, Rino Sortino, Mauro Calandra della Rai, l’agente Claudio David, il Filosofo Luciano Bernazza con Graziella Moschetta e tanti altri. Madrina dell’evento: Josephine Alessio, Barbara Castellano. Presentatrice, direzione artistica: Francesca Anastasi. Ufficio stampa: Giò Di Giorgio.

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© Le foto di Emanuela Au r eli sono di Maur iz io D’Avanz o

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Il suo sorriso, la forza che emana, la dinamicità artistica, l’impegno quotidiano di tenere insieme lavoro e famiglia, showbiz e affetti, la rendono una donna di spettacolo davvero unica e… inimitabile! Tante le voci che animano Emanuela Aureli, ed è proprio il caso di dirlo: imitatrice, esordisce con Corrado, e da quel momento non si ferma più. Attrice, voce radiofonica, diventa poi vocal coach del programma di Rai Uno – “Tale e Quale Show”. E quest’anno gli impegni televisivi raddoppiano, con il suo ingresso a “I fatti vostri”. Emanuela, come riesci a conciliare i tuoi impegni con la famiglia? “Bella domanda. Non lo so! È davvero difficilissimo, a volte mi sento un super eroe. Ci vorrebbero le ragnatele di Spiderman per arrivare ovunque e tenere tutto insieme. Oppure andare a Lourdes e chiedere un miracolo. Per fortuna c’è mio marito che non mi fa mancare mai il suo sostegno. Mi aiuta soprattutto con nostro figlio, Giulio, che adesso ha cominciato la prima elementare”. Il tempo per stare con tuo figlio è poco, immagino. Cosa gli racconti? Come gli spieghi che non puoi stare di più, con lui? “Lo vedo al mattino, prima di uscire. Di solito vado via prima di lui. E poi la sera, quando va a letto. A volte, rientro che già dorme. Ma quando stiamo insieme, gli racconto la favola mia… sai, come la straordinaria canzone di Renato Zero. Gli racconto la mia, di favola, di questo lavoro che mi piace tanto, delle cose che faccio. Cerco di condensare in quei momenti tutto l’amore per lui. Certo, è pesante per me. Quest’anno Giulio va in prima elementare, e fa i conti con la mia assenza. Ma ha un papà molto presente e attento”. A proposito di maestri e di scuole, chi sono i tuoi punti di riferimento nel tuo lavoro? “Sicuramente il grande e indimenticabile Gigi Sabani, che è stato davvero un grande maestro per me. E poi Alighiero Noschese, Loretta Goggi. Ci sono anche altri personaggi che mi hanno insegnato a vivere il mio lavoro a trecentosessanta gradi: Maurizio Costanzo, Fabrizio Frizzi, Lorena Bianchetti, Carlo Conti. Un posto particolare lo riservo a Michele Guardì, grande professionista, persona di spessore, che mi sta dando tanto anche dal punto di vista umano”. Hai citato Loretta Goggi, che è stata la prima donna imitatrice. Qual è il rapporto delle

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donne con questo settore del mondo dello spettacolo? Qual è la tua visione? “Io credo che sia necessario dare sempre maggiore spazio alle donne, e anche alle donne imitatrici. Abbiamo bisogno di un rinnovamento artistico e culturale, e di dare nuove opportunità alle giovani generazioni. Un lavoro come il mio può dare alle donne la possibilità di esprimersi e di far venire alla luce quello che hanno dentro. Bisogna impegnarsi per cercare nuove voci femminili. Il mondo dello spettacolo si arricchirebbe, e poi porteremmo avanti la parità di genere, che anche nel nostro ambiente va rispettata e tutelata”. Nella tua carriera ci sono stati tanti momenti importanti, e oggi vivi un periodo di grande soddisfazione, con il doppio impegno televisivo. C’è un’esperienza particolarmente significativa? “Un po’ tutte, devo dire. Ognuna ha il suo sapore particolare. In realtà, ogni volta che affronto un nuovo progetto, mi rimetto in gioco, ricomincio daccapo. Penso sempre che, una volta finito, non ce ne sarà un altro migliore, e invece non è così. Ogni volta si va più su, più lontano. È questo il bello del mio mestiere: rinnovarsi sempre”. Artista, moglie, mamma. Emanuela ha tanti volti, tante voci. C’è un prezzo da pagare? “L’unico prezzo che pago è la corsa contro il tempo. Devo impegnarmi ogni giorno a far funzionare tutto. Ma per fortuna ho una famiglia solida, che mi sta accanto. Voglio ringraziare mio marito in particolare, e dire che per fortuna ci sono uomini come lui, che credono nella collaborazione e nella condivisione di un progetto. È questo il valore del matrimonio: camminare a testa alta nella stessa direzione”. Questa tua testimonianza è molto importante, in un periodo in cui purtroppo quotidianamente veniamo a conoscenza di violenze e sopraffazioni contro le donne. “Sì, è una cosa terribile. Invece, io credo che gli uomini debbano imparare il valore della condivisione, della collaborazione. Se c’è amore e rispetto, tutto diventa facile. Mio marito sta al mio fianco ogni giorno, si occupa di Giulio, sopperisce alla mia assenza. Credo che la forza della coppia sia questa. Collaborare, condividere. Io devo ringraziarlo tanto, perché è anche grazie a lui che posso fare il mio lavoro”.

Dopo aver fatto così tante cose, hai ancora un sogno nel cassetto? “Rispondo con una frase bellissima di Enrico Vaime: i sogni nel cassetto se li mangiano le tarme! Ho fatto e sto facendo tutto quello che desideravo, non potrei chiedere di più. Sono grata per tutto quello che mi è successo. Niente viene da niente, bisogna essere capaci di affrontare sacrifici, pur di realizzare i propri sogni. Io non chiedo tanto, ho già tutto: salute, famiglia, lavoro, soddisfazioni. Sono felice così!”.

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giungere i contenuti che interessano loro. Iniziano dalle fotografie dei genitori, poi cercano i video di cui possono ascoltare anche gli audio. Esistono molti giochi semplici adatti ai bambini e suddivisi per età, alcuni di questi hanno anche una funzione educativa, stimolano la motricità fine e la fantasia. E’ da tener presente che i bambini hanno facilità nel suo utilizzo poiché hanno le dita piccole e umide, spesso appiccicose, come sanno bene i genitori”. A quale età è indicato il loro uso nei bambini? “In ogni giocattolo: costruzioni, pongo, pupazzetti, bambole, automobiline, trenini, è indicata l’età anche sulla confezione. Come ad esempio, non è indicato il pongo ad un bambino di un anno o un aeroplanino telecomandato ad un bambino di tre anni, neppure un cubo di pezza ad un bambino di dieci anni, così la stessa cosa vale per i dispositivi elettronici, essi sono pensati per gli adulti e sulla loro confezione non è indicata nessuna età minima di utilizzo, mentre sui giochi elettronici è chiaramente indicata. Questo fa supporre in alcuni casi, ai genitori, che anche i bambini possano usarli e che i giochi si equivalgano, ma in realtà non è così. È vero che esistono giochi per bambini pensati per gli smartphone, però questi sono dispositivi 'multifunzione' e se hanno una scheda dati, i bambini si possono collegare ad internet con i rischi ben noti della rete. Credo che tutti i dispositivi elettronici debbano avere l'età minima di utilizzo indicata chiaramente sulla confezione, come accade per i videogiochi. I bambini possono giocare con il cellulare dei genitori, in presenza dei genitori, senza dati, dai 5 anni in poi e non più di 15 minuti al giorno. Crescendo, possono poi arrivare ad un’ora, tenendo presente che a scopo ricreativo, escludendo la scuola in DAD, è già molto!”. E negli adolescenti? “Gli adolescenti di oggi sono i bambini nati e cresciuti con lo smartphone. L’uso è talmente abituale che il Ministero della Pubblica Istruzione ha pubblicato un decalogo per un'educazione consapevole all'uso intelligente di tutti gli strumenti tecnologici. Dopo la DAD in questi due anni di pandemia, ormai l’educazione al suo utilizzo inizia fin dalla Scuola Primaria, con il 'coding'. In alcuni progetti pilota lo smartphone può essere usato in modalità geolocalizzazione, per applicazioni didattiche e per la consultazione di libri digitali, preferibilmente sul tablet, ma anche sullo smartphone, purché in modalità 'offline'. Sarebbe un errore pensare che gli adolescenti delle cosiddette net e touch generation siano responsabili dell’uso che fanno dei tablet e degli smartphone se sono messi a loro disposizione

fin da piccoli senza insegnare come si usano e con la protezione del 'parental control'. Se invece preparati e abituati da adolescenti, sapranno come utilizzarli. Sarebbe come dare loro un’arma giocattolo ad aria compressa senza spiegare che i piombini di plastica possono procurare gravi ferite e colpevolizzarli poi se malauguratamente colpiscono un compagno e lo feriscono. Un gioco piacevole e innocuo sullo smartphone può diventare pericolosissimo se dato ai figli senza sorveglianza dei genitori e di adulti responsabili che insegnino loro come usarli e mettendoli in guardia contro i pericoli in rete”. Quali consigli si sente di dare ai genitori sull’uso dello smartphone nei bambini? “Non prima dei cinque anni; limitare a un’ora al giorno, in casi eccezionali due ore; mai l’accesso a internet; scaricare giochi adatti alla loro età; Nnon deve essere usato per calmare i bambini; rispettare l’ora al giorno poiché il loro uso affatica e riduce la capacità di concentrazione; mai utilizzarlo dopo le 19.00 poiché può causare agitazione fisica e disturbi del sonno; evitare l’uso prolungato perché toglie tempo al gioco e allo studio; spiegare ai bambini come funzionano e come si usano; favorire le amicizie e la frequentazione dei coetanei per sviluppare l'intelligenza emotiva. Oltre a questo, è importante favorire attività manuali per la motricità e lo sviluppo psicomotorio (disegno, pasta di sale, decoupage, etc.), poiché sviluppano la creatività psichica, la capacità di risolvere i problemi e la coordinazione. Inoltre, è sempre bene organizzare uscite all’aperto, la sedentarietà favorisce l’aumento di peso e i disordini alimentari e predispone all’obesità da adolescenti e da adulti”. Quando i figli crescono, come è possibile guidare ancora i figli nell’utilizzo degli smartphone? “I genitori hanno un grande influenza sui loro figli per i quali sono un modello da seguire, sono di esempio, da loro si sentono protetti e amati. Per questo, è importante che i genitori prendano coscienza di quanto tempo utilizzano il loro smartphone quando sono con i figli a casa e nei momenti di svago. Se i figli vedono i loro genitori distratti dai telefonini, si sentono ignorati, poco importanti, talvolta non amati. Quando si sta con i figli, è necessario che siano la loro la priorità, non lo smartphone che può essere usato in altri momenti della giornata, ad esempio, quando i figli sono a scuola. È buona regola, impostare il telefono in modalità silenziosa e disattivare le notifiche quando ci si sta godendo il tempo con loro, anche quando diventano adolescenti”.

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se manteniamo un contatto ravvicinato con un malato per un po’ di tempo, e, soprattutto, se non abbiamo attive le nostre difese. Pertanto, se presentiamo sintomi influenzali, evitiamo di baciare ed abbracciare il prossimo, laviamoci le mani spesso e, in caso di febbre, restiamo a casa. Per la prevenzione dobbiamo pensare a rinforzare il nostro sistema difensivo. I modi sono tanti. Fare una vita attiva, all’aria aperta, a contatto con persone piacevoli, facendo attività che amiamo è un buon punto di partenza. Ricordiamoci che lo stress/paura abbassa le difese immunitarie Mangiare in maniera 'naturale' alimenti di stagione permette di introdurre le vitamine e gli antiossidanti di cui necessitiamo per affrontare l’autunno e l’inverno. Non è un caso se la Natura ci offre splendidi alimenti proprio in questa stagione, come il mondo delle crucifere (broccoli, cavoli, ecc.) e il melograno, che sono potenti antiossidanti, e gli agrumi che ci donano la vitamina C, tanto per fare alcuni esempi. Nei nostri pasti ricerchiamo gli alimenti sani, cioè non raffinati dall’industria alimentare. Non facciamo mai mancare nel nostro piatto una buona dose di verdure ad ogni pasto e un frutto come merenda. Manteniamo sempre un minimo di areazione negli ambienti domestici anche nelle sere più fredde, e di giorno facciamo ben areare tutta la casa. Altro consiglio importante è quello di fare dei lavaggi nasali con acqua salata (come il mare) tiepida. Ciò tiene pulite le vie aeree ed è un’ottima prevenzione dei catarri e raffreddamenti ad ogni età”. Quanto e come è importante ricorrere alla medicina integrata per prevenire l'influenza e i malesseri stagionali dell'autunno/inverno? “La medicina integrata ci fornisce utili consigli per integrare ciò che non riusciamo a prendere dall’alimentazione e da una vita sana. Ad esempio, è fondamentale assumere almeno per l’autunno e l’inverno una supplementazione di vitamina D (colecalciferolo). Quale sia la dose adeguata lo dovrà decidere il medico. Io consiglio una supplementazione giornaliera di vitamina D proveniente da fonti naturali. In alcuni casi è utile anche integrare vitamine e minerali. Molto utile anche l’uso di probiotici (fermenti lattici). L’intestino è fondamentale per le nostre difese immunitarie”. Cosa offre la natura come prevenzione dell'influenza e l'eventuale cura della stessa? “Tra i rimedi naturali più utili per la prevenzione e cura dell’influenza si può segnalare l’Echinacea, la Propoli, il Colostro bovino o caprino, il Sambuco, l’Andrographis paniculata, la Rosa canina, i polifenoli del Tè verde. Molti integratori raggruppano insieme alcune delle suddette sostanze proprio per offrire una protezione ampia. Il meccanismo d’azione è quello di introdurre antinfiammatori, antiossidanti, antivirali, che supportano le naturali

(*) Il dottor Antonio Gorini è esperto di Nefrologia, Oncologia Integrata, Medicina Funzionale di Regolazione, Low Dose Medicine, Medicina Integrata, Fitoterapia, Omeopatia e Omotossicologia, Microimmunoterapia, Ossigeno Ozono Terapia, Statistica della Ricerca e Pratica Clinica, Agopuntura. E’ docente presso l’International Academy of Physiological Regulating Medicine

difese dell’organismo”. Sul fronte omeopatico su cosa potremmo contare? “L’omeopatia offre molti rimedi per la cura della sindrome influenzale. Come sempre il rimedio viene scelto in base alla sintomatologia e alla Persona. Più semplice l’utilizzo di rimedi omotossicologici, quindi sempre basse dosi omeopatiche, ma costituiti da più rimedi messi insieme per affinità di intenti. Inoltre, i rimedi omotossicologici possono essere utilizzati anche nella prevenzione grazie alle loro proprietà di drenaggio dalle tossine e di rinforzo dei sistemi di difesa. Esistono, pertanto, dei farmaci complessi in cui troviamo insieme i rimedi più utilizzati per l’influenza come l’Eupatorium perfoliatum, l’Aconitum, la Bryonia, la Belladonna, ecc. Sicuramente nei bambini, nei poliallergici ai farmaci e nelle donne in gravidanza dovrebbero essere la prima scelta terapeutica”. Spesso, ai primissimi sintomi e alle prime linee di febbre si fa ricorso al paracetamolo. Quant'è sbagliato il fai-da-te? “L’assunto che la febbre sia un nemico da combattere è entrato nel sentire comune. In realtà la febbre è un’ottima difesa che mettiamo in atto proprio per rendere 'inabitabile' al germe il nostro organismo. L’alta temperatura uccide il germe e ne impedisce la replicazione. Per questo motivo non è un bene sopprimere la febbre ai primi sintomi, anzi, bisogna aiutare il nostro organismo a difendersi con i rimedi suddetti. Inoltre, non dimentichiamo di bere adeguatamente e non preoccupiamoci se non abbiamo appetito. L’appetito tornerà con la fine dell’influenza. Evitiamo anche l’uso indiscriminato degli antibiotici. L’influenza è causata da un virus, pertanto è inutile, anzi dannosa, l’autoprescrizione di un antibiotico ai primi segni influenzali”. Via Archimede, 138 - Roma www.biofisimed.eu Tel 0664790556 (anche whatsapp) antonio.gorini@biofisimed.eu https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

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categoria Women Physique. Ho vinto in tutte le Federazioni per poi passare al professionismo”. In gara devi per forza mostrarti… e così fai anche sui social. “Con i social ho un ottimo rapporto, tanto del mio successo lo devo a loro da cui spesso ho tratto la forza per continuare a fare ciò che amo. Sono molto seguita, senza nessuna pretesa di essere una influencer. Al contrario, attraverso i social ho dato sempre l’immagine della culturista mantenendo ben distante l’immagine della body-builder con quella della donna sexy. Dei social amo il fatto di poter conoscere bene le persone, al contrario mi infastidisce l’ignoranza e la violenza”. Nel quotidiano, come appare Giulia Cima? “Non amo esibirmi: sto sempre in tuta, amo molto i tacchi ma la mia stazza me li fa indossare per poco tempo! Adoro i pantaloni aderenti, mi differenzia dal resto del mondo femminile il mio umorismo inglese e la semplicità”. Cos’altro bisogna sapere di te? “Le mie passioni sono, in ordine sparso, lo sport, la storia, la fisica quantistica, l’occulto, il paranormale e… tutto ciò che mi permette di essere protagonista senza filtri”. CONTATTI SOCIAL https://www.facebook.com/giulia.cima.1 https://www.instagram.com/cimagiulia/

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verso un’alimentazione corretta e degli esercizi mirati. Gli atleti del body building sottopongono il fisico ad estenuanti esercizi di carico ed ad alimentazione ipercalorica; quelli della men’s physique imparano a gestire esercizio fisico ed alimentazione senza alcuna estremizzazione dell’uno o dell’altra”. Nel 2020 hai vinto il titolo di Campione Nazionale Assoluto Men’s Physique che di Campione di Categoria. Una bella soddisfazione? “Bellissima, soprattutto se consideri che mi sono dovuto allenare nel bel mezzo della restrizione con tutte le difficoltà che il periodo comportava sia per la pratica degli esercizi che per la ricerca dei prodotti con cui nutrirmi ma, come si suol dire, 'è stata dura ma ce l’abbiamo fatta!'. A questa aggiungo anche la soddisfazione del Campionato 2021 da cui sono uscito Campione di Categoria e, aggiungerei, futuro marito di Claudia, la mia compagna cui ho voluto dedicare la Coppa chiedendole proprio sul palco se voleva sposarmi”. Davvero? Glielo hai chiesto davanti a tutti? “Sì e per fortuna ha accettato!”. Quindi non la preoccupa doverti cucinare ricette utili alla tua disciplina? “Evidentemente no forse anche perché sa che ho sempre curato da solo la mia alimentazione che peraltro è vegana”. Vuoi dire che non ti nutri di alimenti di origine animale? “Assolutamente no. Mi sono avvicinato al vegano nel 2013 durante la mia permanenza in Australia dove lavoravo e studiavo per migliorare la lingua. Sono partito onnivoro e sono tornato vegano e non perché non mi piacesse la carne: la mia è stata una scelta etica ragionata sull’apprendimento di come vengano trattati gli animali destinati al consumo e di come vengano uccisi per alimentarci. Mi sono avvicinato alla dottrina vegana, l’ho appresa, ci ho ragionato sopra e ho deciso di abbracciarla non ritenendo che la carne fosse indispensabile alla mia alimentazione. Venite a dimostrarmi il contrario: peso 100 chili e ho vinto tre titoli da atleta vegano!”. Tre titoli sono un traguardo importante: la tua famiglia ti ha sostenuto nel percorso? “No, non hanno mai creduto in quello che facevo e un po’ mi è mancato. A sostenermi oltre che ad aiutarmi nell’espletamento degli esercizi è stato Davide Tirabassi il mio preparatore atletico, anche lui detentore di titoli, un grande sportivo che si è avvicinato a questa disciplina giovanissimo”. A questo proposito, sbaglio o anche tu sei un preparatore atletico?

“Sì, sono preparatore nel team della Eagle, la palestra di Via Casale d’Elsa a Monte Sacro in cui peraltro mi alleno”. Che fa un preparatore atletico? “Beh, anche se molti non se ne rendono conto, è una professione di grande importanza perché in base alle analisi dell’atleta, agli approfondimenti sulle sue abitudini alimentari, sui suoi ritmi di vita professionale e sulle sue abitudini, il preparatore valuta una dieta oltre che gli esercizi da svolgere in palestra”. In pratica gli cambi la vita? “Se vuole veramente migliorare il suo stato fisico direi di sì!”. E i risultati? “Molte volte sono immediati, altre volte un poco più lunghi nel tempo ma comunque sono visibilissimi se davvero c’è la volontà di perseguire un obiettivo. Un po’ come in tutte le cose della vita”.

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gusto mente in mesi di lavoro, quindi con tante difficoltà ma ce l’abbiamo fatta e adesso siamo una realtà. Il mio fiocco è stato riconosciuto come un dolce tipico napoletano al pari del babà, della sfogliatella, della pastiera… ed oggi facciamo grandi numeri, ne vendiamo migliaia ogni giorno! “. Tra gli amanti dei vostri “fiocchi” anche tantissimi personaggi famosi. Ci puoi raccontare qualche aneddoto? “La mia più grande soddisfazione l’ho ricevuta dal Presidente Mattarella quando è venuto in visita alla Sanità. Mi ha mandato a chiamare, sono andato emozionato pensando solo ad una stretta di mano invece prima di andarsene mi disse: 'Conosco la tua storia perché me l’hanno raccontata, ma oggi voglio sentirla da te!', (in passato ho avuto anche cose brutte alle quali mi sono ribellato). Dopo gli ho dato il fiocco in mano, pensando che non l’accettasse, invece l’ha mangiato davanti a me. Quando vengono i suoi collaboratori mando sempre un pacco anche per lui. Un giorno mi è arrivata una lettera che ho letto solo dopo dieci giorni: 'Grazie per i tuoi dolci. Al nostro Ciro Poppella, il Presidente Mattarella'. Tutta scritta a mano, per me, è stata una soddisfazione enorme. Qui vengono tutte le istituzioni, ti dico la verità sono state loro ad aiutarmi e farmi rimanere qui! Mi vogliono bene tutti, la città, la Sanità, gli altri commercianti. Napoli è bella, ma la Sanità deve avere un passo in più perché c’è molta cultura e storia. Non riesco nemmeno ad andare in vacanza! Tutti cercano Ciro, per andare in ferie devo solo chiudere per qualche giorno”. Come è andata, invece, con Francesco Totti che ha scelto i tuoi fiocchi per il compleanno della figlia? “Quando sono andato pensavo fosse una persona difficile da avvicinare, invece ho trovato un altro Ciro, un ragazzo umile con il quale abbiamo parlato di tante cose. Non chiedermi cosa ci siamo detti, ma ti posso dire che è difficile trovare una persona così umile, soprattutto nel calcio. Sono andato personalmente io, nel mezzo della pandemia, perché quando una persona importante chiama è il titolare che deve muoversi. Pensa che mentre giravamo per Roma mi bussavano sul furgone, brandizzato Poppella, perché la gente voleva i fiocchi!”. Ormai esportate i “fiocchi di neve” in tutta Italia, ristoranti, bar, nelle case… Pensate di continuare su questa linea? O avete in progetto anche nuove aperture magari anche a Roma? “Durante la pandemia ci ha aiutato tutta l’Italia,

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abbiamo iniziato una grande distribuzione, anche al nord vogliono i nostri dolci. Siamo arrivati addirittura a Londra e Bruxelles. Aprire nuovi negozi ci sta perché il mio marchio non si deve fermare però dare solo il mio nome non mi piace. Io sono già nonno ma i miei figli sono giovani, quando saranno più maturi allora penseremo a salire più su. A Roma, se tutto va bene, mi piacerebbe aprire in zona Prati così posso prendere sia il turista che il romano. Altri progetti ci sono ma io fino a quando non firmo non parlo, posso dirti però che ci sarà una bella cosa qui alla Sanità, ne riparleremo”. Il 3 luglio scorso Ciro Scognamillo, in arte Poppella, uomo di grande umanità e generosità, sempre molto attivo nel sociale, viene insignito dell’ambito riconoscimento di Ambasciatore di Napoli per aver dato lustro alle eccellenze napoletane nel mondo.


web

Elites

Fenomeni del web e dei Social

A oggi gli Elites contano più di 3 milioni di followers totali su YouTube, più di 1 milione su Instagram, 1.4 milioni su TikTok e 500 mila su Twitch e con oltre 1 miliardo di visualizzazioni dei loro contenuti video. Con all'attivo molteplici collaborazioni insieme a grandi brand e aziende del settore, hanno da poco raggiunto un grande riconoscimento per il loro lavoro: sono stati gli unici influencer italiani ad essere stati invitati a partecipare alla finale di EURO2020 a Wembley. Come e quando vi siete conosciuti e quando è nato il progetto Elites? “Ci siamo conosciuti sul web grazie alle communities legate al mondo del gaming. Non ci siamo mai fatti 'spaventare' dalla lontananza, pur provenendo da regioni diverse. Nel corso degli anni la nostra amicizia è diventata sempre più forte e le nostre collaborazioni sempre più frequenti, fino a decidere nel 2019 di unirci ufficialmente come gruppo, gli Elites”. Se doveste indicare un momento preciso, quando è nato il vostro progetto? “Nell’inverno del 2019 sono spuntate le prime idee a proposito. Diversi brainstorming, confronti e iniziative di lancio ci hanno poi portati a scegliere la data di uscita, ovvero 1 luglio 2019”. Voi giocate a calcio? “Giochiamo per lo più mossi dalla passione e per intrattenere i nostri followers nei video. È lo sport che più ci prende e in questo caso può dirsi il vero punto in comune che abbiamo. Del resto è l’argomento principe dei nostri contenuti”. Su Youtube e sui social avete raggiunto un successo davvero notevole. Come avete fatto? Qual è il vostro segreto?

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Il gruppo Elites composto da sei amici, Andrea Fusco, Mirko Fusco, Antonio Fusco in arte “Fius Gamer”, Omar Aamoum in arte “Ohm”, Enrico Lazzarato in arte “Enry Lazza” e Salvatore Marrali in arte “T4tino23”, ha iniziato a creare contenuti di gruppo nel 2019 raggiungendo in pochissimi anni milioni di visualizzazioni grazie ad una sfrenata e comune passione: quella per il calcio. I loro contenuti video si sono sempre distinti per originalità e creatività tanto da aver coinvolto nei loro format social anche personalità del calcio e della musica come Alessandro del Piero, Fabio Cannavaro, Shade, Clementino, Luca Toni, Domenico Criscito e Gianluca Zambrotta, solo per citarne alcuni

“Non esistono segreti o formule magiche. Il nostro punto di forza è sicuramente la naturalezza con la quale ci rapportiamo alla fan base, come se fossimo praticamente un gruppo esteso di amici. Traspare poi quella sintonia che abbiamo in video e che porta alla creazione di gag e momenti di puro divertimento in modo totalmente spontaneo”. Voi utilizzate una forma più video, perché avete le capacità e la possibilità di coinvolgere l’utente in modo più forte, in modo che ognuno possa immedesimarsi. Secondo voi, la forma video diventerà predominante nel panorama social? “Lo è già. Se pensiamo ai social più usati al momento, tutti hanno nella componente video il motore principale. In video si può comunicare in maniera efficace e completa il messaggio, coinvolgendo al massimo gli utenti”. Durante l’Europeo ci avete accompagnato con i vostri video fantastici. Credete di rappresentare il prototipo del tifoso italiano? “Spesso sono proprio i nostri followers che lo dicono, noi facciamo tutto in maniera naturale. Ci sentiamo di tifare in quel modo e la partita ci coinvolge a pieno. Tifare per la prima volta tutti assieme la Nazionale ci ha dato una carica pazzesca”. Quali sono, secondo voi, i vostri prossimi passi? “Il nostro obiettivo è quello di tornare a viaggiare in giro per il mondo, portando contenuti sempre più particolari. Elites ha in serbo ancora tante sorprese…Non ci nascondiamo nel dire che il nostro sogno più grande al momento è andare in Qatar per i Mondiali 2022. Abbiamo portato tanta fortuna alla nostra Nazionale durante gli Europei, magari possiamo fare il bis!”.


“La prosa è un flusso naturale di discorso – per la contiguità con il linguaggio della vita quotidiana – che consente di dispiegare la narrazione con compiutezza e concretezza, oltre che in modo poetico, ma con un peso vincolante delle strutture sintatticogrammaticali. La poesia, invece, ricorre a qualità estetiche, ritmiche, creative del linguaggio che puntano piuttosto a evocare il significato. Entrambe le forme richiedono ponderatezza, pur prevalendo nella poesia l’intuizione illuminante che tesse e alimenta immagini – solo apparentemente – senza fili”. La leggerezza del romanzo allevia il peso dell’esistenza, facendo sorridere e al tempo stesso invitando a riflettere. Per te che vieni dalla poesia è stato semplice o complicato scrivere un libro intriso d’ironia? “L’ironia era già presente nelle mie poesie: quelle in cui dipingo frammenti di vita attraverso la lente dell’umorismo, inteso in senso pirandelliano. E’ stato quindi naturale far sorridere – mi piace far ridere la gente – per far riflettere su contraddizioni e mistificazioni del reale”. Nel libro tu parli di multinazionali indagate, politici corrotti, di sessismo e misoginia irridendo personaggi pubblici. Quanto ti sei “tristemente divertita” a trovare nel reale la rappresentazione della dissolutezza, come riflesso del mondo del mito? “Mi sono tristemente divertita a constatare che il reale sembra essere dominato da un Fato – che ha nomi e cognomi – che nonostante tutto perpetua violenze, corruzioni, ingiustizie, sessismo. Benché l’attuale sensibilità li percepisca come grotteschi e incompatibili con gli ideali progressisti del mondo in cui viviamo”. L’Olimpo si macchia di infanticidio, di stupro, menzogna, corruzione. Secondo te, nel mondo antico le bassezze commesse dagli Dei erano un modo per legittimarle tra gli uomini, o un sistema per scongiurarle? “L’Olimpo era lo specchio delle contraddizioni umane: gli dèi, così simili agli uomini, incarnavano grandezza e bassezze in modo paradigmatico. Gli uomini li veneravano ma nello stesso tempo li temevano. Forse perché, come in uno specchio, il riflesso rimandava sia al divino che è nell’animo umano che al male insito nella natura dell’uomo”. Fra gli dèi, e le dee, chi ti suscita più simpatia, empatia?

“Passando in rassegna dèi e dee, per ridipingerne ironicamente il profilo, ho spesso subito la tentazione di guardare a qualcuno di loro con maggiore empatia. Alla fine però tutti, tutte, ahimè, si rivelano funzionali a un sistema di potere – il cui solo fine è perpetuare se stesso. Tutti, in vario grado, appaiono incuranti del destino degli uomini”. Zeus ‘governa la collera ma non la subisce’. A millenni di distanza dal mondo classico, non fa pensare che ancora oggi accada ad opera dei potenti ciò che l’oscura macchinazione divina dispensava ai mortali, soverchiati e abbindolati? “Anche oggi sotto un moralismo ammantato di ideologia si celebra la liturgia che santifica – costi quel che costi – il teatrino del potere. Con i potenti che, spesso incuranti dei mali del mondo, si nascondono spesso dietro i loro cinici bla bla bla”. Processando un potente, anzi un Onnipotente, tu sostieni che gli uomini di potere non amano ascoltare la coscienza… Ritieni che nella realtà del mondo ci siano uomini di potere che sappiano ascoltare la propria voce interiore? “I potenti, purtroppo, per la conservazione del potere spesso preferiscono praticare l’aborto terapeutico della coscienza. Serve un nuovo DNA del potere”. A proposito dei reality, affermi che si nutrono della banalità dell’errore. Come dire, agli spettatori piace sempre più gustare l’eccesso, assistere alle défaillance, al deliquio della ragione? “Nei reality sembra che i partecipanti, tesi a inseguire l’eccesso, non si rendano conto di fare cose sbagliate e che siano interessati soprattutto alla celebrità ottenuta con ogni mezzo. Con gravi pericoli per chi non ha sviluppato forti e fondanti valori di vita”. Come finisce questo processo? “Il romanzo si chiude con il processo a Zeus. La liturgia del potere si scontrerà con le istanze di progresso reclamate dalle donne, in uno scenario ammorbato da una diffusa cultura che tende a edulcorare le pulsioni predatorie maschili – spesso derubricate a fatali eccessi passionali. Una tale visione poteva essere narrata solo con l’ironia”.

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ad uscire di casa ed a vivere, a riprendere i rapporti interpersonali e ‘Brindiamo per tutte le volte’ che ce la stiamo facendo, che stiamo rinascendo. Il brano è uscito l’8 ottobre e sta già riscuotendo il consenso del pubblico. In questo momento lo si può ascoltare su tutti i più importanti digital store, ma presto sarà in rotazione in radio. A novembre uscirà il videoclip e stiamo valutando anche dei preorder su supporto fisico”.

rale attuale”. Parli sempre del tuo team, vuoi dirci chi sono e che significato dai all’essere team? “Premetto che il brano esce senza etichetta ed in maniera indipendente proprio perché l’abbiamo voluto tutto nostro. Il mio team attualmente è composto dalla mia produttrice Sara Lauricella e dal gruppo di Italian Music News, dal mio producer e dirArt Michele Cammarota Aka Micam coadiuvato da Rufio, che ha collaborato anche con la © Ser viz io f otog raf ico di Ant one ll o Arie le M art one splendida chitarra, l’immancabile grafica di Simone Pardi e l’apporto di Andrew Superview che presto scoprirete nel video. Ma a me piace considerare team anche tutti i fotografi, tutti coloro che mi danno spazio nelle radio, nelle testate, nelle serate e, soprattutto, tutti gli amici ed il pubblico che mi segue. Siamo tutti importantissimi ognuno con l’apporto che può dare. Essere team è un intreccio di mani che si tengono l’un altro”. Dove possiamo venire ad ascoltarti live? “Al momento ci stiamo concentrando sulle interQuesto è il primo brano che scrivi con altri au- viste in radio e testate, e voi di GP Magazine siete tori, cosa ti ha fatto venire voglia di questo stati tra i primi. A dicembre abbiamo due live precambio percorso? visti, per adesso posso anticiparvi che il 9 sarò al “Avevo voglia di uscire un po’ dalla mia scrittura Quid. Mentre abbiamo presentato 'Per tutte le ma senza snaturarmi e ne ho parlato con la mia volte, in versione band, al release party qui a Roma, produttrice. Lei mi ha subito proposto un incontro a Molo Zero, serata in cui ho eseguito anche i brani con Michele Cammarota, definendolo come un del precedente EP 'Nel Paese dei Balocchi' ed il producer professionale, sensibile e rispettoso. brano di '#recmyback', il progetto in cui ho propoSenza pensarci troppo su, abbiamo chiesto un in- sto la mia versione acustica di alcune cover che mi contro, ci siamo organizzati per rispettare tutte le hanno ispirato. Non potranno mancare, nella senormative anti-Covid e siamo andati nel suo studio rata, anche i due brani che ho presentato da Fionei pressi di Napoli, con il terrore di farci del male rello: 'Traffico come Bollino Rosso' a 'Viva Rai Play' per il semplice fatto di essere vicini ma anche con nel dicembre 2019 e 'Fino a Tre' ad Edicola Fiore nel la grande forza della speranza di andare avanti. Il 2016, quest’ultimo è anche il brano con cui ho vinto brano parla proprio di questo: dell’up e down della il Deejay On Stage di Radio Deejay nel 2018. Per il vita, della consapevolezza delle difficoltà, dei tra- calendario delle date dobbiamo aspettare ancora dimenti ricevuti, della difficoltà di vivere i rapporti un po’”. ma anche del desiderio di rinascita e della soddi- Dove e come possiamo tenerci aggiornati? sfazione che si prova nel riuscire ad andare avanti. “Su tutti i miei profili social ma anche su quelli del 'Per tutte le volte' è una canzone che mi rispecchia team e, mi raccomando, se mi cercate su Istagram molto e che è molto calata nella situazione gene- sono @mattewsica. Vi aspetto!”.

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GP Magazine novembre 2021 by Alessandro Cerreoni - Issuu