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Salerno breve storia urbana

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Salerno, breve storia urbana 26 novembre 2014, di Giuseppe Carpentieri

Figura 1 Elaborazione personale su dati Istat.

Conoscendo la storia urbana della propria città è possibile comprendere la realtà in cui viviamo, e comprendere i cambiamenti sociali ed economici dei nostri luoghi. Le città sono gli ambienti che determinano l’esistenza dei cittadini sotto tutti i punti di vista: ambientale, culturale, sociale, economico etc. La storia di Salerno è di grande interesse poiché svela retroscena poco raccontati ai cittadini, a volte nascosti affinché non si comprendano le origini dei disagi, e quindi si lasci tutto così com’è, a favore dello status quo che ha costruito le disuguaglianze economiche e sociali. Omettere e/o trascurare i processi che hanno determinato la realtà aiuta a deresponsabilizzare il ceto dirigente (politico e imprenditoriale) passato e presente. Osservando la città attuale figlia dell’insieme di errori urbanistici succedutisi nel corso dei decenni, oggi ci rendiamo conto che per migliorare l’attuale società è necessario ridistribuire le risorse “sequestrate” da un gruppo di famiglie, che hanno vissuto, e vivono, per decenni attraverso le rendite parassitarie senza contribuire minimamente allo sviluppo umano della comunità. E’ la storia della rendita che ha costruito una città figlia della speculazione edilizia che ha usurpato risorse a tutti gli abitanti e negato diritti soprattutto ai ceti economiche più deboli. Dobbiamo sapere, prima di tutto, che nel corso della storia l’ingiustizia prodotta dall’urbanizzazione moderna figlia della teologia capitalista fu contrastata efficacemente in quei Paesi dove la critica socialista fu compresa (Germania, Olanda, Russia, e paesi scandinavi) mentre in Italia tale critica non fu presa in considerazione dal ceto politico dominante poiché la borghesia liberale riuscì a stringere un reciproco legale di interesse con i partiti di governo e chiese una parte di quei profitti creati comodamente dalle scelte politiche locali. Ciò che in tutto l’Occidente era noto come una rapina alla collettività, diventò un profitto da concentrare nelle mani di pochi. Per capirci meglio, speculazione edilizia e abusivismo sono fenomeni inesistenti in determinati paesi, poiché esiste una tradizione ben consapevole del fatto che il disegno urbano debba avere sempre una regia pubblica e che la rendita debba essere tassata progressivamente ed adeguatamente per redistribuire alla collettività le risorse create dal piano stesso. In 1 Salerno, breve storia urbana, di Giuseppe Carpentieri


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