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IGE Magazine n.6 Luglio-Agosto 2026

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Gaming e Turismo. Quando il vero prodotto diventa l’esperienza

Per anni abbiamo pensato al turismo come a un insieme di servizi: trasporto, ospitalità, ristorazione, intrattenimento. Oggi non è più così. Nel nuovo paradigma economico, ciò che il visitatore acquista non è il viaggio, ma l’esperienza che quel viaggio gli permette di vivere, raccontare e ricordare. È il passaggio che gli economisti definiscono “Experience Economy”, dove il valore non nasce più dal semplice consumo di un servizio ma dal coinvolgimento emotivo che esso riesce a generare. In questo scenario il gaming assume un ruolo sempre più strategico. Non soltanto come settore industriale autonomo, ma come strumento capace di aumentare attrattività, permanenza, spesa e fidelizzazione dei visitatori. In altre parole, il gioco diventa un acceleratore di valore turistico.

Lo vediamo nelle destinazioni che hanno trasformato il divertimento in una leva economica strutturale: dai grandi resort integrati asiatici e americani ai distretti dell’intrattenimento, dai family entertainment center alle gaming hall, dagli esports agli ambienti immersivi in realtà virtuale e aumentata. Ma il fenomeno va oltre. Oggi il gaming entra nella progettazione stessa delle destinazioni. Attraverso la gamification dei territori, percorsi interattivi, esperienze digitali, format partecipativi e tecnologie immersive, il visitatore non è più spettatore passivo ma protagonista di una narrazione. È qui che turismo e gaming iniziano a parlare la stessa lingua. Entrambi operano infatti nel business dell’esperienza. Entrambi cercano di aumentare il tempo di permanenza, il coinvolgimento emotivo, la propensione alla spesa e la condivisione sociale. Entrambi competono per conquistare una risorsa sempre più scarsa: l’attenzione delle persone.

Ma l’Italia sta davvero sfruttando queste opportunità? Il nostro Paese dispone di asset unici al mondo in termini di patrimonio culturale, paesaggistico e turistico. Tuttavia, quando si osservano le strategie di integrazione tra entertainment, gaming e destinazioni turistiche, emerge ancora un significativo divario rispetto a mercati più maturi. L’Italia sembra ancora muoversi prevalentemente attraverso iniziative isolate, spesso innovative ma raramente inserite in una visione sistemica. Eppure le opportunità esistono. Per questo abbiamo scelto di dedicare questo numero all’incontro tra gaming e turismo. Analizzando casi di successo, ascoltando il punto di vista degli operatori e degli esperti di turismo, esplorando modelli di business emergenti e provando a comprendere quali prospettive si aprano per un comparto che può contribuire in modo significativo alla competitività delle destinazioni. Perché il tema non riguarda soltanto il futuro del gaming. Riguarda il futuro dell’esperienza. E nell’economia contemporanea, è proprio l’esperienza il prodotto più prezioso che un territorio possa offrire. Intanto, andiamo a visitare Londra con la scusa di iGBLive!.

GAMING AND TOURISM WHEN EXPERIENCE

BECOMES THE REAL PRODUCT

For years, we have thought of tourism as a collection of services: transportation, hospitality, dining, and entertainment. Today, that is no longer the case. In today’s economic paradigm, what visitors purchase is not the journey itself, but the experience that journey enables them to live, share, and remember. This is the shift economists describe as the Experience Economy—an economy in which value is generated not merely through the consumption of a service, but through the emotional engagement it creates. Within this context, gaming is assuming an increasingly strategic role. Not only as an industry in its own right, but as a powerful tool for enhancing a destination’s appeal, increasing visitor dwell time, driving spending, and fostering loyalty. In other words, gaming is becoming an accelerator of tourism value.

We can see this in destinations that have transformed entertainment into a structural economic driver: from major integrated resorts across Asia and North America to entertainment districts, family entertainment centers, gaming halls, esports venues, and immersive virtual and augmented reality environments. Yet the phenomenon extends far beyond that. Today, gaming is becoming part of destination design itself. Through territorial gamification, interactive itineraries, digital experiences, participatory formats, and immersive technologies, visitors are no longer passive spectators but active protagonists in a narrative. This is where tourism and gaming begin to speak the same language. Both operate within the business of experience. Both seek to increase dwell time, emotional engagement, spending propensity, and social sharing. Both compete for an increasingly scarce resource: people’s attention.

But is Italy truly capitalizing on these opportunities? Our country possesses unique assets in terms of cultural heritage, landscapes, and tourism appeal. Yet when it comes to integrating entertainment, gaming, and tourism strategies, a significant gap remains between Italy and more mature international markets. Instead, Italy still appears to rely largely on isolated initiatives—often innovative, yet rarely embedded within a broader, systemic vision. And yet, the opportunities are there. This is why we have chosen to dedicate this issue to the intersection of gaming and tourism. Through the analysis of Italian and international success stories, insights from industry leaders and tourism experts, and an exploration of emerging business models, we aim to better understand the opportunities that lie ahead for a sector capable of making a significant contribution to the competitiveness of destinations. Because this conversation is not simply about the future of gaming. It is about the future of experience. And in today’s economy, experience has become the most valuable product a destination can offer.

Meanwhile, let’s take the opportunity to visit London under the pretext of attending iGB Live!.

# 6 LU G /A G O·2026

Il riordino del settore dei giochi rappresenta una riforma attesa da oltre dieci anni e credo sia arrivato il momento di portarla finalmente a compimento con equilibrio e pragmatismo.

4 · L ʼ INTERVISTA

MAURO D ’ ATTIS

Una visione organica per

il gioco pubblico

Il deputato di Forza Italia Mauro D’Attis sottolinea l’importanza del riordino del settore e auspica una disciplina che assicuri controlli, tutela e sicurezza.

Vincent H. Eade, professore all’University of Nevada, svela la chiave di Las Vegas e del suo appeal turistico. Di cui il gioco è solo una componente

10 · GIOCO E HOTEL: L’INTEGRAZIONE VINCENTE

Il Casino de la Vallée, unica casa da gioco in Italia, dispone di due hotel: ecco il valore strategico, per diversificare e fidelizzare la clientela, del Grand Hôtel Billia e del Parc.

12 · ECOSISTEMI A CONFRONTO

Turismo è casinò: quali sono le differenze tra il modello italiano e quello estero? L’analisi di Gianfranco Scordato.

18 · NORMATIVA

L’ingombro del distanziometro

In molte Regioni il distanziometro è non retroattivo. La ricognizione territorio per territorio conferma un legislatore consapevole dell’effetto espulsivo, mentre le desertificazione del prodotto avanza.

SPECIALE

14 · IL MODELLO SLOVENIA

Un ecosistema nazionale solido che ha legato a doppio filo gaming e turismo. Nel primo trimestre, oltre 218mila i pernottamenti dall’Italia.

16 · MALTA ALL-IN CON LA COPPIA GIOCO E TURISMO

L’isola del Mediteranneo rappresenta un modello perfetto di funzionamento dell’industria del gaming a favore del “brand” Malta e del turismo

20 · IGB LIVE: LONDRA CHIAMA IL GAMING GLOBALE

Stuart Hunter illustra la strategia “All In” che punta a rafforzare il ruolo dell’evento come hub internazionale per innovazione, business e connessioni di alto livello.

24 · IGB LIVE: L’ITALIA DETTA L’AGENDA

A Londra, protagonista il mercato del gaming italiano e le nuove regole sulla pubblicità con la partecipazione dell’Autorità Garante della Comunicazione (Agcom) nel panel di IGE.

ATTUALITÀ · SPECIALE GIOCO E TURISMO
8 · NIENTE AZZARDI SULL’INTRATTENIMENTO

Play’n GO: intrattenimento e innovazione pilastri del successo

Play’n GO è saldamente ai vertici mondiali dei fornitori di casino games. Michele Stefanelli, che ne è head of account management, spiega i motivi e si concentra sul mercato italiano e sulle novità in arrivo.

30 · SPARETHOUGHTS

32 · SOSTENIBILITÀ Il genere che fa la differenza

Dal Nevada una nuova ricerca su gioco d’azzardo problematico e tempo libero: emerge un diverso approccio al “leisure” tra uomini e donne, tutto da approfondire.

40 · SCOMMESSE Pvr, che spavento! La rete tiene e il mercato vede il futuro

Abbiamo analizzato lo stato di due reti di Punti vendita e ricarica molto importanti nel mercato italiano che hanno dovuto attraversare l’onda anomala delle nuove regole: ecco com’è andata.

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corso Tacito, 101 | Terni (TR) 05100

Iscrizione ROC n. 18462

52 · POKER

Italia e Wsop Las Vegas, batti un colpo se ci sei

Solo il ‘solito’ Dario Sammartino alle World Series of Poker nella Sin City iniziate a fine maggio: quattro risultati per lui ma mancano in tanti e Dario Alioto non ci sarà e ci racconta la sua storia.

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DIRETTORE RESPONSABILE

Alessio Crisantemi IN REDAZIONE

Anna Maria Rengo

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Vincenzo Diocleziano

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HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Alfonso ‘Alfi’ Amarante

Ewa Bakun

Michele Bragantini

Geronimo Cardia

Simona Clarizio

Marco Fiore

Ginevra Letizia Lanciati

Il settore ha tante potenzialità, ma gli ippodromi italiani soffrono, spesso, per mancanza di visione, ma anche per l'assenza di una riforma complessiva e per il taglio dei finanziamenti.

44 · AMUSEMENT

Parchi a tema: centrali per il turismo

L’associazione

Assoparchi a tutto campo sul settore, con dati su occupazione e indotto che fanno ben sperare

46 · I l potere dell’attrazione

50 · TUTTOESPORT

51 · GAMING RETAIL

54 · CASINÒ Pensando al territorio, guardando all’Europa

Il direttore generale e amministratore delegato della Giochi del Titano, Salvatore Caronia, illustra i progetti della Sala Diamond, che punta a un rinnovamento in grado di offrirle un nuovo posizionamento.

56 · LA QUINTA CARTA

57 · GOING TO IGE

58 ·

Giancarlo Marzo

Francesco Scardovi

Marta Soligo

Hélène Thibault

Marco Trucco

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UNA VISIONE ORGANICA PER IL GIOCO PUBBLICO

di Anna Maria Rengo

Una riforma dai mille ostacoli, ma da portare a compimento.

È quella del gioco pubblico, prevista dalla Delega fiscale e oggetto, tra gli altri, della disamina sui temi “caldi” della politica italiana da parte del deputato di Forza Italia Mauro D’Attis, membro della commissione Bilancio e vice presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie.

Tra gli obiettivi del Governo c’è il riordino del gioco fisico. Come valuta il suo lungo iter e quali sono gli obiettivi prioritari da raggiungere?

“Il riordino del settore dei giochi rappresenta una riforma attesa da oltre dieci anni e continua a essere un passaggio fondamentale per garantire certezza normativa, tutela dei cittadini e contrasto all’illegalità.

Le notizie emerse nelle ultime settimane sembrano indicare un rallentamento del percorso relativo al gioco fisico. Se così fosse, credo sia importante comprendere le motivazioni tecniche e amministrative che hanno portato a questa scelta, evitando però che il rinvio si trasformi nell’ennesimo rinvio senza una prospettiva chiara.

In questi anni il settore ha vissuto una stratificazione normativa complessa, caratterizzata dalla sovrapposizione di norme nazionali, regionali e comunali spesso non coordinate tra loro. Questa situazione genera incertezza per gli operatori e rende più difficile garantire regole uniformi su tutto il territorio nazionale.

Per questo ritengo che il riordino resti necessario. L’obiettivo deve essere quello di arrivare ad una disciplina organica e stabile, capace di assicurare controlli efficaci da parte dello Stato, tutela delle persone più vulnerabili e condizioni di certezza per tutti gli attori coinvolti.

Qualunque sia la tempistica che il Governo riterrà più opportuna, l’importante è non disperdere il lavoro svolto finora e mantenere aperto il confronto con istituzioni, enti territoriali e operatori del comparto per arrivare ad una riforma equilibrata e sostenibile.”

Nel corso dell’ultimo ventennio il gioco è stato tra i settori più oggetto di normative e dibattito. Quale può essere un approccio non ideologico al settore?

“Negli ultimi vent’anni il settore del gioco è stato probabilmente uno dei più esposti a cambiamenti normativi continui, e spesso, anche ad un dibattito pubblico fortemente ideologizzato. Si è passati da una fase di liberalizzazione e regolazione ad una stagione caratterizzata da interventi restrittivi, talvolta dettati più da esigenze simboliche che da

Il deputato di Forza Italia

Mauro D’Attis sottolinea l’importanza del riordino del settore e auspica una disciplina che assicuri controlli, tutela e sicurezza.

una valutazione concreta dei risultati ottenuti.

Io credo che serva un approccio laico ed equilibrato. Il gioco legale non deve essere demonizzato, perché rappresenta un’attività autorizzata e controllata dallo Stato, sottoposta a regole rigorose e a sistemi di verifica e tracciabilità. Allo stesso tempo, sarebbe sbagliato sottovalutare i rischi legati al gioco patologico e alla tutela delle persone più fragili.

La politica deve evitare sia il proibizionismo ideologico sia la deregulation. Dove arretra il gioco legale, infatti, spesso trovano spazio circuiti illegali che non garantiscono alcuna tutela ai cittadini e alimentano fenomeni criminali.

Mauro DʼAttis

Il percorso avviato dal Governo ha avuto il merito di riportare il tema su un piano più concreto e meno ideologico. Oggi resta da capire come evolverà il dossier relativo al gioco fisico, ma l’esigenza di una regolazione equilibrata, moderna ed efficace continua ad essere attuale e non può essere rinviata indefinitivamente.”

In che modo si può combattere il gioco illegale?

“Il gioco illegale, sia fisico sia online, rappresenta ancora oggi una delle principali criticità del settore, anche perché le organizzazioni criminali hanno saputo adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e alle opportunità offerte dal digitale.

Per contrastarlo servono strumenti moderni, cooperazione istituzionale e una presenza forte dello Stato. È fondamentale rafforzare i controlli, investire nelle attività investigative e favorire la collaborazione tra Agenzia delle dogane e dei monopoli, forze dell’ordine e magistratura.

Sarebbe però un errore pensare di combattere l’illegalità comprimendo eccessivamente il circuito legale. Quando l’offerta autorizzata diventa poco competitiva o eccessivamente penalizzata, il rischio concreto è che una parte della domanda si sposti verso canali illegali e incontrollati.

Gli operatori legali rappresentano un presidio importante di legalità sul territorio. Applicano regole rigorose, rispettano obblighi antiriciclaggio e collaborano quotidianamente con le istituzioni. Per questo ritengo che debbano essere considerati interlocutori importanti nella costruzione delle politiche di contrasto all’illegalità.

Proprio per questo, qualunque riflessione sul riordino del settore dovrebbe mantenere come priorità

assoluta il rafforzamento degli strumenti di contrasto al gioco illegale, che continua a rappresentare la principale minaccia per la tutela dei consumatori e per la sicurezza economica del Paese.”

Distanziamenti e orari: sono gli strumenti adatti per proteggere i giocatori?

“Distanziometri e limitazioni orarie sono strumenti che possono avere una loro utilità, ma non possono essere considerati la soluzione principale al problema del gioco patologico. In molti casi abbiamo visto applicazioni estremamente rigide e disomogenee sul territorio nazionale, con effetti paradossali: chiusura o marginalizzazione del gioco legale e contemporaneo rafforzamento di quello illegale.

La tutela dei giocatori richiede strumenti più efficaci e mirati. Penso, ad esempio, alla tracciabilità delle giocate, ai sistemi di autoesclusione, ai limiti personalizzati di spesa, all’identificazione certa del giocatore, alla formazione degli operatori e a campagne informative serie. Anche la tecnologia può offrire strumenti molto avanzati di monitoraggio e prevenzione dei comportamenti a rischio.

Serve quindi un approccio più moderno e scientifico, basato sui dati e non su misure esclusivamente simboliche. L’obiettivo deve essere proteggere davvero le persone vulnerabili senza favorire indirettamente i circuiti illegali.

Anche per questo sarebbe utile arrivare con un quadro normativo nazionale più omogeneo, capace di superare le attuali disomogeneità territoriali e di garantire strumenti di tutela realmente efficaci su tutto il territorio.”

Parlando di gioco minorile, quanto è importante puntare sulla prevenzione e sul coinvolgi-

mento delle scuole?

“Il contrasto al gioco minorile deve partire innanzitutto dalla prevenzione culturale ed educativa. I controlli tecnici e i divieti sono indispensabili, ma da soli non bastano.

Bisogna lavorare sulla consapevolezza, sull’educazione digitale e sulla capacità di riconoscere i rischi. Naturalmente è altrettanto importante rafforzare gli strumenti di verifica dell’età e i controlli sulle piattaforme online, perché la tecnologia deve diventare un alleato nella tutela dei minori. Ma senza un investimento culturale e formativo, nessuna misura tecnica sarà davvero sufficiente.”

Che cosa ne pensa della devoluzione di parte dei proventi erariali del gioco direttamente a regioni ed altri enti locali?

“Il tema della devoluzione di una quota dei proventi erariali del gioco a regioni ed enti locali merita una riflessione seria e non ideologica. È comprensibile che i territori chiedano maggiori risorse, soprattutto considerando che spesso sono chiamati a gestire direttamente le attività di prevenzione sociale e sanitaria legate alle dipendenze.

Personalmente ritengo che una parte di queste risorse potrebbe essere utilmente destinata a finanziare progetti di prevenzione, sostegno sanitario, controllo del territorio ed iniziative educative.

Detto questo, bisogna evitare che la questione economica produca ulteriori frammentazioni normative. Il settore del gioco pubblico necessita di una cornice nazionale chiara e uniforme. Non possiamo avere venti modelli diversi a seconda delle regioni o centinaia di discipline differenti a livello comunale. Le autonomie locali devono essere sempre coinvolte, ma all’interno di regole nazionali certe e coerenti.”

NIENTE AZZARDI SULL’INTRATTENIMENTO

EN Vincent H. Eade, professore all’University of Nevada, Las Vegas, evidenzia come Las Vegas abbia raggiunto fama mondiale e grande appeal turistico grazie alla capacità di creare esperienze emozionanti a tutto tondo. Di cui il gioco è solo una componente.

Non solo slot machine, baccarat e poker.

Per attrarre turisti oltre che giocatori ci

vuole anche molto altro. Lo sanno bene a Las Vegas, considerata la capitale mondiale dei casino ma il cui appeal dipende, secondo gli esperti, da una molteplicità di fattori.

Il professore Vincent H. Eade, founding director, Unlv International Gaming Institute dell’Harrah College of Hospitality dell’University of Nevada, Las Vegas, spiega quale visione politica e imprenditoriale ha reso possibile questo posizionamento e come può essere mantenuto nel tempo, ammesso che sia possibile.

“Las Vegas non si occupa di gioco d’azzardo. Las Vegas si occupa di intrattenimento e questa attività è concepita per creare un’esperienza emozionante. Si può giocare d’azzardo ovunque, ma a Las Vegas accade qualcosa di diverso, di unico. La visione si basa sul far sì che i turisti possano godere di una gamma completa di esperienze favolose, che si tratti di gioco, concerti, eventi sportivi, convegni, shopping, camere d’albergo stravaganti, un’ampia scelta di ristoranti, meeting, matrimoni e così via. Dove altro si può vivere l’esperienza di Parigi, New York, Roma, un circo e un vulcano in eru-

DON’T GAMBLE WITH ENTERTAINMENT

VINCENT H. EADE, PROFESSOR AT THE UNIVERSITY OF NEVADA, LAS VEGAS, HIGHLIGHTS HOW LAS VEGAS HAS ACHIEVED WORLDWIDE FAME AND GREAT TOURIST APPEAL, THANKS TO ITS ABILITY TO CREATE EXCITING, ALL-ROUND EXPERIENCES. GAMING IS JUST ONE PART OF THIS.

It’s not just slot machines, baccarat, and poker. We need much more to attract tourists beyond gamblers. They know this well in Las Vegas, considered the casino world capital, but whose appeal depends, according to experts, on a variety of factors.

Professor Vincent H. Eade, founding director, Unlv International Gaming Institute at Harrah College of Hospitality at the University of Nevada, Las Vegas, explains the political and entrepreneurial vision that made this positioning possible and how it can be maintained over time, assuming it is even possible.

“Las Vegas is not in the gambling business. Las Vegas is in the entertainment business and this business is designed to create an exciting experience. You can gamble anywhere but something different, unique happens in Las Vegas. The vision is based on having tourists enjoy a full spectrum of fabulous experiences, whether that be gaming, concerts, sporting events, convention, shopping, extravagant hotel rooms, multiple restaurant choices, meetings, weddings, and so forth.

zione (ora sostituito da un’enorme torre alberghiera a forma di chitarra), uno spettacolo di fontane danzanti e più di 300 giorni di sole all’anno? Las Vegas ha avuto successo oltre ogni aspettativa grazie anche al ruolo svolto dal governo statale. Il gioco è considerato un privilegio e non un diritto. Coloro che desiderano gestire i casinò sono sottoposti a indagini approfondite e possono vedersi negata la licenza semplicemente perché sono ritenuti non idonei. Le normative sul gioco sono concepite per garantire che il settore del gioco di Las Vegas sia percepito come onesto e affidabile. Nel tempo Las Vegas deve continuare a fare ciò che ha fatto per anni... reinventarsi costantemente sapendo che il buono non è abbastanza e che il miglioramento continuo deve essere al centro della sua visione.”

Il legame tra gioco d’azzardo e turismo è storicamente forte, ma quali caratteristiche e servizi collaterali deve possedere il gioco d’azzardo per essere una forza trainante per il turismo?

“I casinò della Strip e del centro città di Las Vegas hanno abbracciato il concetto di resort integrato con casinò. Anziché limitarsi al semplice ‘gioco d’azzardo’ queste strutture offrono ora servizi che consentono a ospiti e turisti di soddisfare tutte le loro esigenze sotto lo stesso tetto. Pertanto queste strutture offrono alloggi; ristoranti; spazi per convegni e riunioni; luoghi per intrattenimento e concerti con grandi spettacoli; piscine e spa, club diurni e notturni e l’ultima attrazione... gli sport professionistici. Las Vegas si sta ora promuovendo come la capitale mondiale del gioco, dell’intrattenimento e dello sport. La città ospita ora una squadra di football professionistica; presto, una squadra di baseball della Major League; una squadra di hockey professionistica; una squadra di basket femminile professionistica; gare di Formula 1; tornei di golf; eventi di wrestling professionistico; e le scommesse sportive rappresentano un’importante fonte di reddito per i casinò. Il continuo sviluppo delle infrastrutture sarà un fattore chiave per la crescita.”

L’Italia ha caratteristiche storiche, culturali e sociali molto diverse da quelle del Nevada e di Las Vegas. Secondo lei quali elementi del modello di business di Las Vegas potrebbero essere esportati in Italia per rendere le località di gioco italiane attraenti anche dal punto di vista turistico?

“L’Italia ha una connotazione magica nel suo nome. La cultura, la storia, il cibo, i vini e il patrimonio culturale sono un’attrazione naturale. Integrare questi elementi nel panorama del gioco mi sembra una scelta sensata. L’offerta di giochi dovrebbe essere modificata in base al mercato turistico di riferimento.”

Where else can you experience Paris, New York, Rome, a circus, and erupting volcano (now replaced by an enormous hotel tower shaped like a guitar), a swaying fountain show, and sunshine 300+ days a year? Las Vegas has also succeeded beyond almost everyone’s expectations due to the role the State government has played. Gaming is considered a privilege and not a right. Those wishing to operate the casinos go through the most intrusive background investigation and can be denied a license simply because they are deemed unsuitable. Gaming regulations are designed to ensure Las Vegas gaming is viewed as honest and trustworthy. Overtime, Las Vegas must continue to do what it has done for years…keep reinventing itself knowing that good is not good enough and continuous improvement must be central to its vision.”

The connection between gambling and tourism is historically strong, but what characteristics and collateral services must gambling possess to be a driving force for tourism?

“The Las Vegas Strip and Downtown casinos have embraced the concept of the integrated casino resort. Rather than just “gambling,” these properties now offer amenities that make it possible for guests and tourists to have all their needs met under one roof. Thus, these properties offer lodging; restaurants; convention and meeting spaces; entertainment and concert venues featuring major performances; pools and spas, day/night clubs, and the latest attraction… professional sports. Las Vegas is now promoting itself as the Gaming Entertainment and Sports Capital of the World. The city now hosts a professional football team; soon, a major league baseball team; a professional hockey team; a professional women’s basketball team; Formula 1 racing; golf tournaments; professional wrestling events; and sports wagering is a major revenue source for casinos. Continued infrastructure development will be a key growth development.”

Italy has very different historical, cultural, and social characteristics from Nevada and Las Vegas. In your opinion, which of Las Vegas’ business components could be exported to Italy to make Italian gambling locations attractive from a tourism perspective as well?

“Italy has a magic connotation to its name. The culture, history, food, wines, and history are a natural draw. Incorporating these elements into its gaming landscape makes sense to me. Game offerings would need to be modified depending on the target tourist market.”

University of Nevada, Las Vegas

GIOCO E HOTEL

INTEGRAZIONE

VINCENTE

l gioco e il turismo sono due elementi strettamente collegati perché oggi il cliente cerca sempre più un’esperienza completa, non limitata soltanto alla sala da gioco. Avere a disposizione due strutture alberghiere rappresenta per il Casino de la Vallée un valore strategico unico nel panorama italiano: significa poter accogliere gli ospiti con un’offerta integrata che unisce ospitalità, intrattenimento, benessere, ristorazione e territorio. Questo ci consente di aumentare la permanenza media dei clienti, attrarre target differenti e destagionalizzare i flussi turistici. Inoltre, gli hotel diventano un importante strumento di fidelizzazione, perché permettono di costruire un’esperienza di soggiorno di alto livello attorno al Casinò e alle eccellenze della Valle d’Aosta.”

Lo afferma Severino Dellea, direttore del Grand Hôtel Billia, che sottolinea: “L’area hospitality rappresenta una componente sempre più significativa all’interno dell’offerta complessiva del gruppo. I dati confermano un equilibrio sempre più marcato tra clientela legata al gioco e ospiti che scelgono il Ghb

principalmente per l’esperienza turistica, wellness ed enogastronomica. Nel 2025 la produzione lorda totale ha raggiunto circa 14,5 milioni di euro: di questi, il 46% è riconducibile alla clientela del Casinò, mentre il 53% deriva dagli altri clienti della struttura alberghiera. Anche nei primi mesi del 2026 il trend si conferma molto equilibrato, con il 51% della produzione legata al Casinò e il 47% agli altri segmenti di clientela.

Si tratta di dati che evidenziano quanto oggi il modello integrato tra ospitalità, turismo e intrattenimento sia fondamentale per la crescita della struttura.

Inoltre, negli ultimi anni abbiamo registrato un interesse crescente verso la montagna anche nei mesi caldi, grazie alla combinazione tra relax, sport outdoor, benessere, eventi e gastronomia. L’estate, quindi, non è più considerata una stagione secondaria, ma un momento strategico che contribuisce in modo importante ai risultati complessivi”.

Il Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent “accoglie una clientela molto eterogenea, composta principalmente da coppie e ospiti leisure in una fascia d’età compresa tra i 30 e i 60 anni. La permanenza media si attesta intorno a 1,5 notti, dato che conferma la forte attrattività della struttura sia per soggiorni brevi sia per weekend dedicati al relax, al benessere e all’intrattenimento.

Abbiamo naturalmente una parte di clientela legata al mondo del gioco, ma negli ultimi anni è

Il Casino de la Vallée , unica casa da gioco in Italia, dispone di due hotel: ecco il valore strategico, per diversificare e fidelizzare la clientela, del Grand Hôtel Billia e del Parc.

cresciuta molto anche la domanda collegata al wellness, all’enogastronomia e alle esperienze outdoor

Da non sottovalutare inoltre il segmento meeting e congressi che negli anni è cresciuto e si è consolidato.

La posizione strategica di Saint-Vincent ci permette di intercettare sia il turismo di prossimità, proveniente da Nord Italia, Francia e Svizzera, sia una clientela internazionale interessata a una destinazione elegante, facilmente raggiungibile e immersa in un contesto unico.”

Da parte sua Chantal Bernini, responsabile commerciale Servizi alberghieri, osserva: “Il legame con il Casinò resta certamente un elemento distintivo e attrattivo, ma oggi l’ospite sceglie una destinazione soprattutto per la qualità complessiva dell’esperienza.

Per questo il territorio è fondamentale: la Valle d’Aosta offre paesaggi straordinari, cultura, eventi, sport, benessere e una tradizione enogastronomica di altissimo livello. Il nostro obiettivo è proprio quello di valorizzare questa integrazione.

Sempre più spesso il cliente arriva per vivere un soggiorno completo, in cui il Casinò rappresenta uno degli elementi dell’esperienza”.

E conclude: “L’estate rappresenta un’occasione importante per consolidare il posizionamento del Ghb e del Casinò come destinazione di riferimento per chi cerca una proposta esclusiva ma al tempo stesso autentica.” (Amr)

ECOSISTEMI A CONFRONTO S

e pensiamo al turismo nei casinò e alle grandi destinazioni come Macau o Las Vegas ci vengono in mente i cosiddetti Integrated Resort e le grandi concentrazioni che fanno dell’intrattenimento un unico ecosistema. In Italia invece qual è la situazione reale? Quali sono le differenze con il cosiddetto modello estero? Ne parliamo con Gianfranco Scordato, founder & managing partner di CasinoMarketWatch.

Negli ultimi tempi come è cambiato il turismo nei casinò?

“Innanzitutto occorre sfatare un altro luogo comune: il casinò non ha perso la sua capacità di generare mobilità. La sua clientela più fedele continua ancora oggi a viaggiare per frequentare determinate strutture. Il problema è un altro. Storicamente, i casinò europei e italiani non sono quasi mai riusciti a intercettare i grandi flussi turistici presenti nelle proprie destinazioni e a convertirli in clienti. La vera differenza emerge osservando i modelli internazionali di maggiore successo. Penso in particolare agli Integrated Resort, strutture che combinano gioco, hotel, ristorazione, shopping, congressistica, spettacoli e intrattenimento in un unico ecosistema. In questi casi il casinò non rappresenta più semplicemente una location di gioco ma diventa parte integrante di una destinazione. Quando più resort integrati si concentrano nella stessa area, si creano veri e propri distretti dell’intrattenimento, come ac-

caduto a Las Vegas o Macao.”

Ci sono differenze sostanziali con i casinò all’estero?

“Assolutamente sì. Il modello italiano nasce da una tradizione storica e culturale molto precisa. Le case da gioco sono state concepite come istituzioni territoriali legate a specifiche località e non come motori di un ecosistema dell’intrattenimento. Il modello internazionale più evoluto segue invece una logica completamente diversa. Qui il casinò è soltanto una componente di un’offerta molto più ampia che comprende ospitalità, ristorazione, retail, eventi, spettacoli e servizi. Esiste poi un’altra differenza fondamentale: la concentrazione. Le grandi destinazioni internazionali dimostrano che la concentrazione di più operatori nello stesso territorio genera valore per tutti. Las Vegas ne è probabilmente l’esempio più evidente. L’agglomerazione crea attrattività, aumenta la permanenza media e moltiplica le opportunità di spesa.”

Tornando all’Italia, quali sono le potenzialità che i casinò dovrebbero sviluppare meglio?

“Idealmente il rapporto tra casinò, alberghi, ristorazione, eventi e commercio dovrebbe evolvere verso la creazione di un vero distretto dell’intrattenimento. Tuttavia, nel caso italiano, la natura pubblica delle case da gioco ha spesso generato l’aspettativa che il casinò fungesse da strumento di sostegno economico al territorio più che da impresa orientata allo sviluppo. La collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale. A livello internazionale questo modello ha prodotto risultati straordinari. In Italia, invece, si è spesso tradotto in proces-

Turismo e casinò: quali sono le differenze tra il modello italiano e quello estero? L’analisi di Gianfranco Scordato , founder & managing partner di CasinoMarketWatch.

si lenti, frammentati e poco efficaci. Per i prossimi dieci anni considero prioritaria una riforma complessiva del settore, accompagnata da una liberalizzazione controllata e da una progressiva evoluzione verso modelli ispirati agli Integrated Resort, sempre sotto la supervisione di un’autorità pubblica forte e competente.”

Quali sono i cambiamenti che le sale da gioco hanno registrato nell’ultimo periodo?

“La trasformazione più importante è stata senza dubbio l’avvento del gioco online. A differenza di quanto molti immaginavano, il digitale non rappresenta una minaccia per i casinò terrestri. Al contrario, rappresenta una straordinaria opportunità. L’online permette di sviluppare modelli di cross-marketing e integrazione tra canali che fino a pochi anni fa erano semplicemente impossibili. Il cambiamento più significativo riguarda però le aspettative del cliente. La clientela tradizionale continua spesso a guardare al passato, mentre la nuova generazione di consumatori si informa, confronta offerte, condivide esperienze e modifica rapidamente le proprie preferenze. In questo scenario, intelligenza artificiale, CRM avanzati, analisi dei dati, personalizzazione dell’esperienza, pagamenti cashless e omnicanalità avranno un ruolo determinante. Per la prima volta il settore dispone degli strumenti necessari per affrontare problemi strutturali che per decenni sono rimasti irrisolti.”” (Cc)

IL MODELLO SLOVENIA

Nel panorama del gambling europeo quello della Slovenia è un caso di straordinario successo. Siamo di fronte a un intero ecosistema nazionale che ha saputo legare a doppio filo l’industria del gioco al turismo e all’ospitalità.

I numeri, infatti, posizionano la Slovenia come un hub del divertimento capace di generare un valore aggiunto che va ben oltre il Gross Gaming Revenue. Il gioco si inserisce in un trend macroeconomico di costante ascesa: i dati ufficiali dell’Ufficio statistico nazionale (Surs) certificano che il turismo sloveno ha raggiunto nel 2025 il suo record storico superando la quota di 7 milioni di arrivi, con i turisti stranieri che generano il 75 per cento delle presenze totali.

In questa geografia dei flussi, l’Italia gioca un ruolo da protagonista: nel primo trimestre di quest’anno, tra i mercati esteri quello ita-

liano mantiene una solida seconda posizione, seguendo la Croazia e precedendo l’Austria. Poco più di 218mila i pernottamenti italiani, con una crescita del 3,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Le destinazioni più amate si confermano Lubiana, Pirano e Nova Gorica. “I dati ci rendono particolarmente orgogliosi: crescere del 3,3 per cento sui pernottamenti italiani in un contesto geopolitico globale complesso e incerto è un risultato che premia anni di lavoro capillare. L’Italia è un mercato che ci regala grandi soddisfazioni, sia in termini di volumi sia di qualità del viaggio e fidelizzazione della clientela”, ha dichiarato Aljoša Ota, Direttore dell’Ente sloveno per il turismo in Italia.

Dominano le storiche strutture del Gruppo Hit e Novomatic, che hanno impresso una forte accelerazione al mercato. Attraverso il brand Admiral, ad esempio, il colosso austriaco ha implementato una strategia capillare di acquisizioni e riqualificazioni, da Kozina a Ptuj, passando per Škofije e la stessa Lubiana. Il vero punto di svolta sloveno è la trasformazione della sala da gioco in destinazione turistica

Un ecosistema nazionale solido che ha legato a doppio filo gaming e turismo. Nel primo trimestre, oltre 218mila i pernottamenti dall’Italia.

multifunzionale, dove emergono diversificazione ed esperienzialità. I casinò sono integrati in complessi alberghieri di alto livello, dotati di centri congressi che attraggono turismo d’affari e l’offerta gaming viene commercializzata insieme alle terme e al benessere, con la ristorazione d’eccellenza che è un ulteriore asset fondamentale.

Un altro aspetto importante da considerare è il quadro regolatorio. La legislazione slovena prevede che una parte significativa delle tasse sul gioco d’azzardo venga reinvestita nelle comunità locali e nello sviluppo delle infrastrutture. La Slovenia dimostra che quando il gioco d’azzardo è regolamentato e supportato con visione cessa di essere un comparto isolato. “Il segmento del gaming rappresenta un asset capace di intercettare target molto profilati e di generare un turismo solido, altospendente e soprattutto destagionalizzato - ha concluso Ota -. Se guardiamo al comparto dell’entertainment e dei casinò, il legame con il mercato italiano è storico. I dati ufficiali dell’Ufficio di statistica sloveno relativi al primo trimestre del 2026 evidenziano un trend positivo dall’Italia. In questo contesto, poli come Nova Gorica dimostrano come il gaming non sia un’attrazione a sé stante, ma il motore di un ecosistema integrato che unisce hospitality, benessere termale, enogastronomia d’eccellenza e grandi eventi. Siamo un Paese che fa dell’innovazione e della sostenibilità i suoi pilastri”.

MALTA

ALL-IN CON LA COPPIA GIOCO E TURISMO

Nel panorama globale del gioco, Malta fa (e vuole continuare a fare) la parte del leone. Da oltre vent’anni, la giurisdizione del Mediterraneo rappresenta un punto di riferimento regolatorio e operativo per i principali operatori del settore. Tuttavia, nell’attuale scenario in continua evoluzione, la competitività di un centro nevralgico come Malta non si misura più soltanto attraverso punti come ad esempio l’efficienza fiscale, la vera sfida si gioca sulla capacità di attrarre e trattenere il capitale umano e sulla creazione di un ecosistema integrato dove il business è capace di generare anche flussi turistici, soprattutto quelli ad altissimo valore aggiunto. Qui mare, cultura, outdoor, gastronomia, heritage, nightlife e lifestyle convivono in modo naturale.

“SE VUOI COSTRUIRE QUALCOSA
CHE DURI, FALLO QUI”

Al centro di quella che possiamo definire una complessa intersezione tra macroeconomia, industria

dell’intrattenimento e turismo (compresi chiaramente quello congressuale e d’affari) si colloca la GamingMalta Foundation, che vuole sì rafforzare la leadership ma vuole certamente garantire trasparenza, protezione dei giocatori e concorrenza leale. Sul palco dell’evento Next:io a La Valletta, l’Amministratore Delegato della fondazione, Ivan Filletti, ha tracciato una linea chiarissima ricordando la mentalità che guida le istituzioni dell’isola: “Malta non finisce mai. Se vuoi costruire qualcosa che duri, fallo qui”. Una filosofia che non si traduce semplicemente in uno slogan, ma in un impatto economico tangibile, capace di trasformare comparti come l’ospitalità e i servizi ricettivi in una risorsa strategica per le aziende di gioco. L’integrazione tra il settore pubblico e privato ha permesso dunque la nascita di un modello di sviluppo circolare. È emerso, nel campo iGaming, un target di crescita del 5-6 per cento di Cagr (Compound Annual Growth Rate), traducibile come tasso annuo di crescita composto, ovvero

L’isola consolida la sua leadership globale nel gaming integrando strategie macroeconomiche e flussi turistici. È fucina di talenti internazionali con l’Italia in prima fila.

l’indicatore finanziario che misura il tasso di rendimento medio annuo di un investimento o di una crescita aziendale in un periodo superiore a un anno, tenendo conto dell’effetto dell’interesse composto e un valore di 2,3-2,8 miliardi di Gva (Gross Value Added, o valore aggiunto lordo per settore, che è l’indicatore che misura il valore generato da un preciso comparto produttivo) entro il 2035. “Niente utopie, ma una visione per il 2050, che è essenzialmente un invito all’azione - ha spiegato Filletti -. La stella polare per il settore del gaming è molto chiara: vogliamo continuare a sostenere e consolidare l’industria. Questi sono i numeri che ci aspettiamo di raggiungere nei prossimi anni, abbiamo Kpi chiari e misurabili. E sapete, non si pubblica un numero se non si intende rispettarlo. Questa è responsabilità. Ed è responsabilità anche il nostro essere instancabili”, ha concluso.

ITALIA PRIMA PER NUMERO DI LAVORATORI SULL’ISOLA

Filletti dal palco di Next:io ha sottolineato, quindi, un approccio che è orientato alla responsabilità e alla trasparenza. Il volume d’affari si riflette sul turismo secondo metriche industriali ben precise, in primis la destagionalizzazione tramite il settore congressuale ed espositivo, ad esempio. Incontri di portata globale come Sigma o gli eventi d’élite a marchio Next convertono annualmente

decine di migliaia di delegati internazionali e dirigenti aziendali in visitatori ad alta capacità di spesa nei mesi di transizione, con tassi di occupazione stabili per le catene alberghiere di lusso che possono soffrire (non solo loro) la stagionalità estiva. Un centro economico come quello in questione, inoltre, per essere attrattivo nel lungo periodo deve saper gestire la forza lavoro transfrontaliera e offrire tutele reali. I dati mostrati in collaborazione con Identità (l’agenzia governativa maltese che gestisce i visti e i permessi di soggiorno) delineano una mappa geopolitica chiarissima dei professionisti che scelgono l’isola per lavorare nel gaming, divisi tra bacino Ue ed extra Ue. Nel comparto comunitario, l’Italia detiene la quota di maggioranza per proporzione percentuale, seguita dalle storiche roccaforti del gaming scandinavo e nordeuropeo, Svezia e Germania. Sul fronte non comunitario, le Filippine guidano la classifica, seguite dal Regno Unito e dai mercati emergenti dell’America Latina, come Colombia e Brasile.

LA CRESCITA DEGLI ESPORTS

Ma il gaming a Malta oggi vede un progressivo slancio del mondo esports. La strategia di diversificazione della GamingMalta Foundation non si limita più a considerare il gioco competitivo come una nicchia

per appassionati, ma lo ha elevato a pilastro fondamentale per l’evoluzione tecnologica, mediatica e anche turistica dell’isola. L’obiettivo è creare una catena del valore parallela che possa sfruttare le competenze tech già presenti sul territorio per intercettare il pubblico delle nuove generazioni che tanto ama i videogiochi. Le metriche presentate da Ivan Filletti sul posizionamento globale di Malta nel settore dei tornei d’élite (con un focus particolare su competizioni mondiali del calibro di Blast Premier e Dota 2) mostrano cifre che testimoniano la bontà degli investimenti effettuati: parliamo di 126 milioni di visualizzazioni in diretta complessive generate dagli eventi ospitati sulle piattaforme di streaming; o anche di 1,9 milioni di spettatori simultanei di picco, un dato che posiziona le trasmissioni maltesi al livello dei grandi eventi sportivi tradizionali. Questa imponente portata mediatica ha proiettato Malta nell’élite dell’intrattenimento digitale. “GamingMalta siede tra gli editori globali, gli organizzatori di tornei, le giurisdizioni e i gruppi di investimento da miliardi di dollari che stanno plasmando il futuro degli esports”, ha ricordato Filletti. Per l’economia locale, questo posizionamento genera un indotto ad altissimo rendimento. Un dinamismo che fa dell’isola un’avanguardistica capitale tecnologica della Generazione Z.

Ivan Filletti

Amministratore delegato

MaltaGaming Foundation

OLTRE 4 MILIONI DI ARRIVI

SULL’ISOLA IN UN ANNO

Nel 2025 l’arcipelago maltese ha accolto 4.022.310 turisti, il +12,9 per cento sul 2024, con una spesa totale che ha sfiorato i 3,9 miliardi di euro (+18,6 per cento). Nel solo primo trimestre di quest’anno sono già arrivati 806.563 turisti (+16,3 per cento sullo stesso periodo 2025 e +222 per cento rispetto al 2015), con una spesa di 585 milioni di euro (+76 milioni). L’Italia si conferma stabilmente tra i primi tre mercati di riferimento per la destinazione (14,5 per cento di share nel 2025 con 583.323 arrivi, seconda solo al Regno Unito). Quanto alle stime, si parla di una crescita tra il 5 e l’8 per cento a livello generale, con performance attese altrettanto positive sul mercato nostrano. In questo contesto, si inserisce l’organizzazione del Global Summit 2026 del World Travel & Tourism Council che rafforzerà ulteriormente il profilo internazionale e turistico di Malta.”.

Ivan Filletti, CEO di GamingMalta, durante i recenti interventi a Sbc Summit Malta e iNext Valletta.

L’INGOMBRO

DEL DISTANZIOMENTRO

a cura di Geronimo Cardia

In molte Regioni il distanziometro si atteggia come non retroattivo. La ricognizione territorio per territorio conferma un legislatore del territorio consapevole dell’effetto espulsivo, mentre dove la salvaguardia del preesistente manca o è solo a tempo la desertificazione del prodotto è già in atto. In ogni caso lacci e lacciuoli contribuiscono a ostacolare la permanenza.

Non si può prescindere dalla ricognizione, Regione per Regione, di come le ventuno discipline regionali e provinciali trattino le cosiddette realtà preesistenti rispetto ai distanziometri inflitti in particolare agli apparecchi. Il dato di fondo è netto: molti legislatori

del territorio hanno scelto di non applicare il divieto di distanza alle attività già esistenti all’entrata in vigore delle rispettive norme. È la conferma, su scala nazionale, di un legislatore consapevole della natura espulsiva dei parametri che esso stesso introduce. Negli altri casi la salvaguardia è assente o solo a tempo: l’adeguamento dei preesistenti è

già scattato o sta per scattare, e con esso l’espulsione del gioco fisico dal territorio. Il tutto mentre il gettito degli apparecchi continua a scendere, trascinando verso il basso quello dell’intero comparto. Oggi mettiamo a fuoco proprio le realtà preesistenti, perché è lì che si misura il grado reale della desertificazione in corso.

Molte regioni non applicano il distanziometro a chi c’era già: un dato che parla da solo Non applicano il divieto di distanza alle realtà preesistenti alcune regioni.

In più di un caso si tratta del frutto di revirement consapevoli in corso d’opera, di quelli di cui parliamo

da tempo, anche nel volume Il gioco pubblico in Italia. Riordino, questione territoriale e cortocircuiti istituzionali (Giappichelli).

Significativo è che in diversi casi la disciplina dei preesistenti si sia assestata nel tempo, con modifiche successive: la stessa decorrenza per le nuove realtà è stata in alcune Regioni spostata in avanti, segno di un percorso normativo tutt’altro che ordinato, tutt’altro che concluso. La ragione di fondo non è la tutela del singolo investimento privato, ma un interesse pubblico e generale: non desertificare i territori dall’offerta pubblica, salvaguardare il gettito, i livelli occupazionali e il presidio contro l’illegalità, senza alcun sacrificio sul piano della tutela della salute, posto che applicare il distanziometro ad un prodotto non riesce ad arginare il DGA, lo dicono i numeri.

La salvaguardia non è uniforme: lacci e lacciuoli riaprono il varco espulsivo

La ricognizione mostra tecniche normative diverse sul punto decisivo, quello degli eventi ordinari della vita d’impresa. Alcune Regioni escludono espressamente dal divieto il subingresso, la variazione di titolarità, il cambio di concessionario, la nomina di un nuovo rappresentante legale e la sostituzione degli apparecchi per guasto o vetustà (conserva l’esenzione fino alla scadenza del titolo, anche in caso di cessione).

Altre, all’opposto, equiparano alla nuova installazione il rinnovo del contratto, la stipula di un nuovo contratto anche con diverso concessionario e il trasferimento di sede. Dove vige questa seconda impostazione, il locale storico perde protezione al primo atto fisiologico della propria esistenza, riesponen-

dosi al distanziometro espulsivo.

In alcuni casi, ammettendo il subingresso a precise condizioni e il trasferimento se migliorativo della distanza, in altri sottoponendo invece il trasferimento alle distanze, ma facendo salva la sostituzione degli apparecchi.

È un’asimmetria che, caso per caso, finisce per vanificare la stessa scelta di salvaguardia.

Si dovrebbe avere il coraggio di almeno chiarire che per riconoscere la natura preesistente non si debba guardare la continuità aziendale dell’operatore di turno, ma la continuità della destinazione d’uso del locale: se in quell’area si giocava, si può continuare a giocare.

Alle oasi preesistenti (nel deserto provocato dai divieti) i legislatori locali affidano un’efficacia sanante rispetto a distanziometri altrimenti totalmente espulsivi: smarrirla significa incentivare una cancellazione progressiva e inesorabile dell’offerta pubblica, in particolare degli apparecchi.

e una proroga massima di sei mesi; la Sardegna (L.R. 2/2019) l’adeguamento dei preesistenti dal 17 gennaio 2024; la Provincia autonoma di Trento (L.P. 13/2015) dal 28 luglio 2020 e dal 28 luglio 2022; la Provincia autonoma di Bolzano dal primo gennaio 2016.

In questi casi i locali già adibiti al gioco chiudono non perché venga meno la domanda, ma perché è maturata una scadenza di legge.

Conclusioni

La fotografia nazionale è coerente con quanto sosteniamo da tempo: il legislatore del territorio conosce la natura espulsiva dei distanziometri. E probabilmente se ne compiace.

Molti legislatori del territorio hanno scelto di non applicare il divieto di distanza alle attività già esistenti all’entrata in vigore delle rispettive norme.

Per questo non ferma neanche gli effetti di chiusura indiretta che si consumano nei territori dove sono salvaguardate le realtà preesistenti.

Dove manca la salvaguardia, o è solo a termine, la desertificazione è già in atto Restano i territori in cui i preesistenti sono comunque destinati a soccombere, per scadenza di un termine e non per ragioni di mercato. Ad esempio l’Emilia Romagna (L.R. 5/2013 e delibere di Giunta 831/2017 e 68/2019) ha previsto mappature comunali, provvedimenti di chiusura

Le “ipotesi di cambio di titolarità” (in senso lato) continuano a far chiudere realtà che non dovrebbero chiudere, continuano a far perdere l’utilizzo di locali prima utilizzati, senza alcun ritorno sul piano della tutela della salute e mentre la domanda si sposta sull’on line, se non sull’illegalità. Il riordino del territorio deve dare delle risposte anche a questi temi.

NOTE D’AUTORE Geronimo Cardia

Avvocato cassazionista, dottore commercialista e revisore contabile

Studio Cardia www.gclegal.It

IGB L!VE 2026

LONDRA CHIAMA IL GAMING GLOBALE

Stuart Hunter illustra la strategia ’All In’ che punta a rafforzare il ruolo dell’evento come hub internazionale per innovazione, business e connessioni di alto livello.

In un’industria che evolve a una velocità senza precedenti, la capacità di anticipare il cambiamento diventa un fattore competitivo determinante. Il Managing Director di World Gaming, Stuart Hunter, spiega come iGB L!VE 2026 sia

“All In” sulla crescita del business, le tendenze del settore, l’innovazione, gli approfondimenti e le connessioni globali

Siamo alla seconda edizione a Londra dopo il trasferimento da Amsterdam. Quali risultati avete ottenuto finora e quali sono i nuovi obiettivi?

“L’evento continua a crescere, attirando professionisti da tutto il mondo e penso che ciò rifletta la forza del brand ma anche l’importanza degli eventi live in un settore basato sulla fiducia e sulle relazioni interpersonali. La nostra strategia per tutti gli eventi è quella di crescere in linea con il settore e con le sue esigenze, sia in termini di dimensioni fisiche sia adattando il nostro format e la nostra offerta: rimanere dinamici e focalizzati sul settore garantisce che iGB L!VE resti una piattaforma fondamentale per il business. Tutto ciò che i delegati vivranno a iGB L!VE a luglio è il risultato di centinaia di conversazioni che il team ha avuto con gli stakeholder. Da questo punto di vista, sono gli stessi partecipanti a iGB L!VE a modellare l’esperienza dell’evento”.

Può spiegare il tema “All In” a supporto di iGB L!VE 2026?

“E’ un tema che riguarda il casinò, gli affiliati e, nell’anno della Coppa del Mondo FIFA, anche gli operatori delle scommesse sportive. Organizzato dal team World Gaming, iGB L!VE riunisce operatori di scommesse

IGB L!VE 2026

LONDON’S GLOBAL GAMING AMBITION

STUART HUNTER OUTLINES THE “ALL IN” STRATEGY DESIGNED TO STRENGTHEN THE EVENT’S POSITION AS AN INTERNATIONAL HUB FOR INNOVATION, BUSINESS GROWTH AND HIGH-LEVEL NETWORKING.

n an industry evolving at an unprecedented pace, the ability to anticipate change has become a decisive competitive advantage. World Gaming Managing Director Stuart Hunter explains how iGB L!VE 2026 is going “All In” on business growth, industry trends, innovation, market insights, and global connections iGB Live 2026 will be the second London edition following the move from Amsterdam. What results have you achieved so far, and what strategic objectives have you set for this new phase of the event?

“iGB L!VE continues to grow, attracting industry professionals from throughout the world and I think that reflects the strength of the brand but also the importance of faceto-face events in a sector which places so much importance on trust and interpersonal relationships. The strategy across all of our live events is to grow in line with the industry and its ever-evolving needs, whether that’s in terms of physical size or by adapting our format and offering: remaining dynamic and industry focussed ensures that iGB L!VE remains a business-critical platform. Everything that delegates will experience at iGB L!VE in July is the result of many hundreds of conversations that the team has held with our stakeholders. None of the big decisions are taken in isolation which means that our events, are by the industry and for the industry. The post show research that we undertake after each show identifies both the initiatives that worked as well as those that require attention. In that

sportive, casinò, affiliati, fornitori tecnologici e provider a Londra per continuare le conversazioni e le connessioni del settore iniziate alle edizioni di gennaio di ICE e iGB Affiliate Barcelona. Si tratta di costruire su quelle partnership basate sulla fiducia che guidano la crescita del business. iGB L!VE presenta tecnologie rivoluzionarie, fornisce accesso agli insight di mercato e offre networking di alta qualità accuratamente selezionato”.

L’industria sta evolvendo rapidamente attraverso la regolamentazione, l’IA e la multicanalità. In che modo iGB Live 2026 rifletterà queste trasformazioni e quali ritiene i temi principali?

“Come organizzatori di eventi, il nostro ruolo è riflettere le tendenze dominanti che influenzano il settore e soddisfare le esigenze della nostra comunità internazionale di stakeholder. Ogni sfida e opportunità che interessa il settore sarà quindi discussa a iGB L!VE. Le questioni relative alla regolamentazione, alla protezione dei giocatori e al gioco sostenibile sono fondamentali. Sono orgoglioso del fatto che siamo stati i primi organizzatori di eventi a introdurre un’area dedicata alla protezione dei giocatori all’interno della fiera quando la Consumer Protection Zone (CPZ) è stata lanciata a ICE 2018. Da allora, la CPZ ha cambiato nome in Sustainable Gambling Zone (SGZ) per riflettere il pensiero attuale. La SGZ a iGB L!VE è la più grande mai presentata prima e con una presenza di primo piano. L’orientamento digitale dell’evento lo rende un luogo naturale per mostrare soluzioni guidate dalla tecnologia particolarmente applicabili ed efficaci nello spazio del gaming online. Molti degli operatori di livello 2 e 3 e degli operatori provenienti da mercati nuovi o emergenti che costituiscono il nucleo del pubblico dell’evento hanno bisogno di soluzioni per il gioco responsabile e il KYC, sia per prepararsi a future normative sia per posizionarsi in vista di acquisizioni. La SGZ offre ai visitatori l’opportunità di fare networking con colleghi che mettono il dovere di tutela e il gioco sostenibile al primo posto nella loro agenda, di apprendere dagli esperti e di sviluppare le soluzioni più efficaci per affrontare il gioco problematico. Per quanto riguarda le tendenze del settore, il feedback che riceviamo dai nostri stakeholder indica che le più recenti applicazioni dell’IA saranno una costante e verranno citate in ogni conversazione che si svolgerà a Londra. Hanno inoltre indicato temi quali il coinvol-

respect iGB L!VE attendees themselves are shaping the show experience”.

Can you explain the ‘All In’ theme in support of iGB L!VE 2026?

“‘All In’ is a theme which relates to casino, to affiliates and in the year of the FIFA World Cup to sports betting operators. Delivered by the World Gaming team, iGB L!VE ’26 will bring together casino, sports betting operators, affiliates, tech vendors, and game providers who will be in London to continue the industry conversations and connections that were started at January’s editions of ICE and iGB Affiliate Barcelona. It’s about building on those trust-based partnerships that drive business growth. In terms of its overarching credentials iGB L!VE showcases game-changing technologies, provides access to market insights, and delivers high-quality curated networking”.

The iGaming industry is rapidly evolving through regulation, AI, and the convergence of online and landbased gaming. How will iGB Live 2026 reflect these transformations and what do you see as being the key themes?

“As event organisers, our role is to reflect the dominant trends impacting the industry and meet the needs of our international community of stakeholders. What’s clear is that every challenge and opportunity impacting the industry will be discussed and debated at iGB L!VE. Issues surrounding regulation, player protection and sustainable gambling are fundamental. I’m extremely proud that we were the first event organisers to introduce a player protection area to the show floor when the Consumer Protection Zone (CPZ) was launched at ICE 2018. Since then, the CPZ has rebranded as the Sustainable Gambling Zone (SGZ) to reflect current thinking. The SGZ at iGB L!VE will be the biggest the show has featured and will have a high-profile presence. The digital-first focus of the show makes it a natural place to demonstrate technology-driven solutions that are particularly applicable and impactful in the online gaming space. Many of the tier 2 and tier 3 operators, new entrants and operators from new/emerging markets who make up the core of the show’s audience are in need of safer gambling/KYC solutions to either prepare for future regulations or to position themselves for acquisition. The SGZ provides an opportunity for visitors to network with industry peers who put the duty of care and sustainable play at the top of their agenda, to learn from experts and brainstorm the most effective solutions to tackle problem gambling. In terms of industry trends the feedback that we are receiving from our stakeholders is that the latest applications of AI will be a constant and referenced in every conversation that takes place in

gimento dei giocatori, la localizzazione, la crescita sostenibile, i nuovi segmenti di utenza e la creazione di esperienze sociali”.

Quanto è importante la dimensione internazionale di iGB L!VE e quali mercati state osservando più da vicino?

“Le sue credenziali internazionali rappresentano uno dei punti di forza distintivi di iGB L!VE London. Nel 2025 hanno partecipato professionisti provenienti da 149 Paesi, una rappresentanza internazionale seconda solo a quella di ICE Barcelona. Mantenere e ampliare questa portata richiede uno sforzo continuo e siamo impegnati a investire costantemente sia nel marketing sia nelle nostre partnership in tutto il settore. Una delle principali iniziative internazionali che si svolgeranno a iGB L!VE è il lancio dell’Africa Summit, in programma il 1° luglio. Questo evento riunirà regolatori africani, operatori internazionali, fornitori e stakeholder del settore per esplorare lo sviluppo del mercato e l’ingresso nei mercati, la cooperazione normativa, le opportunità di investimento e la crescita sostenibile nel continente. L’agenda dell’Africa Summit copre un’ampia gamma di temi chiave, tra cui cooperazione normativa, crescita attraverso le migliori pratiche, futuro della tassazione, adattamento dei prodotti globali ai pubblici locali, scommesse sportive, gioco responsabile, protezione dei giocatori e integrità, AML, mobile money, KYC e acquisizione di giocatori. Il programma include anche tavole rotonde specifiche per regione, focalizzate sui mercati dell’Africa occidentale, orientale e meridionale. Non vi è alcun dubbio che l’Africa rappresenti una delle opportunità di crescita più importanti nel gaming globale, ma il successo dipende dalla conoscenza del mercato, dalla comprensione normativa e da un coinvolgimento locale affidabile. Il Summit è stato creato per offrire ai partecipanti esattamente questo”. Quali nuovi elementi state introducendo per migliorare networking, contenuti e coinvolgimento del pubblico?

“Una novità estremamente entusiasmante è il lancio del World Gaming M&A Summit (WGM&A), in programma il 1° luglio. Si tratta dell’unico forum dedicato ai responsabili dello sviluppo aziendale e ai consulenti M&A che operano nell’iGaming. Riunendo la leadership di operatori pubblici e privati insieme a banche d’investimento specializzate nel settore, consulenti legali e specialisti della finanza aziendale, offriamo un’opportunità altamente focalizzata per interagire con i principali decisori, generare deal flow, valutare l’idoneità strategica e ottenere approfondimenti dai protagonisti

London. They have also cited topics including player engagement, localisation, sustainable growth, new player audiences and the delivery of social experiences”.

How important is the international dimension of iGB L!VE and which markets are you watching most closely?

“Its international credentials are a defining strength of iGB L!VE London. In 2025, professionals from 149 countries attended, international representation that’s second only to ICE Barcelona. Maintaining and growing that reach requires ongoing effort, and we are committed to continuously investing in both our marketing and our partnerships across the industry. A major international initiative taking place at iGB L!VE is the launch of the Africa Summit, taking place 1 July. The business-critical event will bring together African regulators, international operators, suppliers and industry stakeholders to explore market development and market entry, regulatory cooperation, investment opportunities and sustainable growth across the continent. We are partnering with the African iGaming Alliance, whose CEO Peter Emolemo Kesitilwe, the former Botswana gambling regulator and the partnership reflects our commitment to supporting operators and suppliers looking to understand and enter high-growth markets.There’s no doubt that Africa represents one of the most important growth opportunities in global gaming, but success depends on market knowledge, regulatory understanding and trusted local engagement. The Summit has been created to give delegates exactly that”.

In today’s B2B events landscape, visitor experience is increasingly important. What new elements are you introducing to improve networking, content, and audience engagement?

“‘New’ is a central aspect of the iGB L!VE experience, and attendees can expect that commitment to be evident throughout the event. An extremely exciting first is the launch of the World Gaming M&A Summit (WGM&A) taking place 1 July. The WGM&A represents the only dedicated forum for corporate development officers and M&A advisors working in iGaming. Convening leadership from public and private operators alongside sector-focused investment banks, legal advisors and corporate finance specialists, attendees will benefit from a highly focussed opportunity

attivi del mercato. L’evento fornisce accesso diretto alla profonda competenza settoriale di Londra, costruita in decenni di operazioni, e al suo ecosistema senza pari di acquirenti strategici, potenziali target, principali società di consulenza e leader aziendali lungo tutta la catena del valore dell’M&A. L’M&A è una necessità aziendale nell’attuale panorama dell’iGaming e questo evento presenta approfondimenti di consulenti specializzati e leader del settore, tra cui Laurence Hopkins di Morgan Stanley, Paolo Della Rovere e Robeson Reeves di Bally’s.

Saranno inoltre presenti le Strategic Intent Sessions, durante le quali i leader del settore ospiteranno tavole rotonde per spiegare le loro tesi di crescita, definire i criteri M&A e condividere la visione della propria azienda in materia di consolidamento e crescita.

Dopo le sessioni, i partecipanti saranno invitati al ricevimento cocktail e alla cena del Summit M&A, dove le conversazioni continueranno e gli accordi verranno consolidati.

Sappiamo quanto sia importante offrire ai partecipanti il miglior networking e la migliore ospitalità accuratamente selezionati. Per questo organizziamo il primo Summer Gala, che si terrà presso il Beaufort Bar del Savoy Hotel mercoledì 1° luglio (dalle 19:00 alle 21:00). Abbiamo inoltre ripensato gli annuali iGB Affiliate Awards. Un punto fondamentale degli Awards è che il processo di valutazione è il più rigoroso e imparziale del settore”.

In che modo iGB L!VE incoraggia l’imprenditorialità all’interno del settore?

“Come evento leader nell’industria del gioco, riteniamo sia nostra responsabilità sostenere l’innovazione e incoraggiare l’imprenditorialità. L’iGB Startups Accelerator, in programma il 30 giugno, è progettato per fondatori, innovatori, investitori e operatori. Un programma di mezza giornata focalizzato sulle aziende in fase iniziale che entrano o si espandono nel settore del gaming e delle scommesse, combinando approfondimenti di esperti, esperienze di fondatori, punti di vista degli investitori e sessioni interattive finalizzate ad accelerare crescita, finanziamenti e ingresso sul mercato. Crea inoltre forti opportunità di networking mettendo in contatto startup, società di venture capital, operatori e leader del settore. Parallelamente, Pitch iGB funge da competizione per startup nella quale cinque aziende in fase iniziale selezionate presentano dal vivo davanti a una giuria e a un pubblico di settore. Ogni azienda dispone di quattro minuti per la presentazione e di quattro minuti per una sessione di domande e risposte”.

to engage with key decision-makers, originate deal flow, assess strategic fit, and gain insights from active market participants. The event provides direct access to London’s deep sector expertise built over decades of transactions and its unparalleled ecosystem of strategic acquirers, potential targets, leading advisory firms, and business leaders across the M&A value chain. M&A is a business imperative in the current iGaming landscape and this event features insights from sector-specialist advisors and industry leaders including Morgan Stanley’s Laurence Hopkins, Paolo Della Rovere and Bally’s Robeson Reeves. Also featuring Strategic Intent Sessions, industry leaders will host round-tables to explain their growth theses, define their M&A criteria and share their business’ vision for consolidation and growth. Following the sessions attendees are invited to the M&A Summit cocktail reception and dinner where conversations will continue and deals will be cemented.

We know how important it is to provide attendees with the very best curated networking and hospitality. To deliver this we are hosting the first Summer Gala which will take place in the Beaufort Bar, at The Savoy Hotel, on Wednesday, 1 July (7pm to 9pm.) We have also reimagined the annual iGB Affiliate Awards. A key point about the Awards is that the judging process is the most rigorous and fair in the sector”.

How is iGB L!VE encouraging enterprise within the industry?

“As a leading event in the gambling industry, we see it as our responsibility to support innovation and encourage entrepreneurship. The iGB Startups Accelerator, taking place on 30 June, is designed for founders, innovators, investors, and operators. This half-day programme focuses on early-stage businesses entering or scaling within gaming and betting, combining expert insights, founder experiences, investor viewpoints, and interactive sessions aimed at accelerating growth, funding, and market entry. It also creates strong networking opportunities by bringing together startups, venture capital firms, operators, and industry leaders. Alongside this, Pitch iGB serves as a startup competition where five selected early-stage companies present live to a panel of judges and an industry audience. Each delivers a four-minute pitch followed by a four-minute Q&A session. The initiative highlights innovation while connecting founders with potential investors, partners, and operators. While these businesses may be small in size, they bring significant creativity and drive. Both programmes are designed to help forge the connections that are essential for emerging companies to succeed”.

L ’ ITALIA DETTA L ’ AGENDA

Tra i temi che stanno ridefinendo il panorama regolatorio del gioco pubblico in Europa, c’è senz’altro quello della comunicazione commerciale. Per questo motivo assume un significato particolare il panel dedicato all’Italia in programma il 2 luglio all’interno di iGB L!VE di Londra. uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per l’industria del gaming e dell’iGaming.

Un appuntamento organizzato da World Gaming in collaborazione con IGE – Italian Gaming Expo & Conference, che porterà per la prima volta sul palco della manifestazione londinese un confronto diretto tra Autorità, operatori e rappresentanti del settore sul tema dell’evoluzione delle regole in materia di pubblicità del gioco in Italia.

Intitolato “Italy Update: The New Rules for Gambling Advertising and Their Impact on the Market and Af-

filiates”, il panel si svolgerà il 2 luglio dalle 15:50 alle 16:30 e rappresenta un momento di particolare rilevanza per tutti gli stakeholder interessati al mercato italiano.

Un dibattito che arriva in un momento decisivo

A rendere particolarmente significativo l’incontro è il contesto normativo nel quale si inserisce. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha infatti recentemente avviato una consultazione pubblica finalizzata all’aggiornamento delle linee guida relative al divieto di pubblicità del gioco introdotto nel 2018 dal Decreto Dignità. Negli ultimi anni il quadro regolatorio ha subito importanti evoluzioni. Da un lato, nuove disposizioni legislative hanno aperto la strada alla possibilità di sviluppare campagne di comunicazione orientate al gioco responsabile; dall’altro, il

AGCOM, operatori e istituzioni a confronto sul futuro della comunicazione nel gaming

fenomeno dell’infotainment legato alle sponsorizzazioni sportive e ai contenuti digitali ha continuato a crescere, rendendo necessario un aggiornamento interpretativo delle regole esistenti.

In questo scenario, il panel di iGB L!VE offrirà una delle prime occasioni pubbliche per analizzare le possibili implicazioni della revisione normativa e il suo impatto sugli operatori, sui media, sugli affiliati e sull’intera filiera del gaming.

La partecipazione diretta di AGCOM

Elemento distintivo dell’iniziativa sarà la presenza diretta dell’Autorità. Per la prima volta AGCOM prenderà parte a iGB L!VE per confrontarsi con il mercato in una sede internazionale di assoluto prestigio.

A intervenire sarà Davide Gallino, Direttore Servizi Media di AGCOM, che porterà il punto di vista dell’Autorità sul percorso di aggiornamento delle linee guida e sulle sfide poste dall’evoluzione del mercato digitale.

Accanto a lui siederanno rappresentanti di primo piano dell’industria italiana, che offriranno la prospettiva degli operatori sulle conseguenze concrete delle nuove regole in termini di comunicazione, competitività e sviluppo del business.

IGB L!VE 2026
di Ginevra Letizia Lanciati
Davide Gallino Direttore dei servizi media di AGCOM

INTRATTENIMENTO E INNOVAZIONE I PILASTRI DEL SUCCESSO

Play’n GO è saldamente ai vertici mondiali dei fornitori di casino games. Michele Stefanelli, che ne è head of account management, spiega i motivi e si concentra sul mercato italiano e sulle novità in arrivo.

Dici “casino games” e pensi “Play’n GO”. Un’associazione che viene davvero naturale, dato che il fornitore è, da anni, tra i nomi più riconosciuti e acclamati del panorama del gioco online a livello mondiale, e che in Italia non si fa di certo eccezione, grazie a una forte propensione alla qualità dei prodotti, carta vincente per trovare il gradimento di giocatori selettivi ed esperti.

Con Michele Stefanelli, head of account management di Play’n GO, raccontiamo una storia di successo, storia

ENTERTAINMENT AND INNOVATION

THE PILLARS OF SUCCESS

Play’n GO is firmly among the world’s leading casino game providers. Michele Stefanelli, Head of Account Management, explains why and focuses on the Italian market and upcoming innovations.

You say “casino games” and you think “Play’n GO”. This association naturally comes, given that the provider has been among the most recognized and acclaimed names in the global online gaming landscape for years. Italy is certainly no exception, thanks to a strong commitment to product quality, a key asset for the appro -

che è però solo un trampolino di lancio verso un futuro che promette ancora tante sorprese.

Quanto è importante per voi il mercato italiano del gioco e come si è evoluto il vostro posizionamento nel corso degli anni?

“L’Italia è uno dei mercati di gioco regolamentati più importanti d’Europa e da tempo riveste un’importanza strategica per Play’n GO. È una giurisdizione matura con un quadro normativo chiaro, operatori altamente professionali e una base di giocatori che comprende la qualità. Queste sono esattamente le condizioni in cui i nostri contenuti ottengono i migliori risultati.

Il nostro posizionamento in Italia si è evoluto di pari passo con il mercato stesso. Inizialmente l’attenzione era rivolta alla costruzione della credibilità e alle prestazioni. Oggi è molto più importante la collaborazione a lungo termine e la sostenibilità. Collaboriamo a stretto contatto con gli operatori con licenza italiana per garantire che i nostri giochi siano conformi fin dalla progettazione, commercialmente solidi e in grado di generare valore nel lungo periodo. L’Italia premia le aziende che prendono sul serio la regolamentazione e investono nella qualità e questa filosofia ha plasmato il nostro successo in Italia.”

Quali caratteristiche distintive vi hanno permesso di raggiungere un tale successo in Italia e nel mondo?

“Alla base del nostro successo c’è un’idea molto semplice: il gioco dovrebbe essere prima di tutto intrattenimento. Tutto ciò che facciamo deriva da ciò. Investiamo molto in originalità, meccaniche di gioco, produzione audiovisiva e progettazione matematica per garantire che i nostri giochi siano esperienze davvero coinvolgenti, non semplici strumenti per profitti a breve termine.

L’innovazione è un altro elemento chiave di differenziazione. Siamo sempre stati disposti a esplorare nuovi format e a superare i limiti, che si tratti delle slot a griglia di cui Play’n GO è leader nel settore - comunemente note in Italia come cluster pay di nuove strutture di funzionalità o di meccaniche completamente nuove. Soprattutto facciamo ciò all’interno di mercati regolamentati e con un forte senso di responsabilità. Crediamo che il successo a lungo termine derivi solo dalla costruzione della fiducia –con giocatori, operatori e regolatori – e che la coerenza sia riconosciuta a livello globale, Italia compresa.”

Il mercato italiano ha caratteristiche particolari in termini di preferenze dei giocatori?

“I giocatori italiani sono esperti e selettivi. Apprezzano la chiarezza, l’equilibrio e la profondità e tendono a premiare i giochi che offrono una solida giocabilità e un’elevata rigiocabilità piuttosto che novità superficiali. Sebbene la popolarità di temi e format vari naturalmente,

val of selective and experienced players.

With Michele Stefanelli, head of account management at Play’n GO, we talk about a success story, a story that, however, is only a springboard to a future that promises many more surprises.

How important is the Italian gaming market to you, and how has your positioning in it evolved over the years?

“Italy is one of Europe’s most important regulated gaming markets and has long been strategically significant for Play’n GO. It is a mature jurisdiction with a clear regulatory framework, highly professional operators and a player base that understands quality. Those are exactly the conditions in which our content performs best. Our positioning in Italy has evolved in line with the market itself. In the early days, the focus was on establishing credibility and performance. Today, it is much more about long-term partnership and sustainability. We work closely with Italian-licensed operators to ensure our games are compliant by design, commercially resilient and capable of delivering value over the long term. Italy rewards companies that take regulation seriously and invest in quality, and that philosophy has shaped our success there.”

What distinctive characteristics have allowed you to be so successful in Italy and globally?

“At the heart of our success is a very simple idea: gaming should be entertainment first. Everything we do flows from that. We invest heavily in originality, game mechanics, audio-visual production and mathematical design to ensure our games are genuinely engaging experiences, not short-term revenue tools. Innovation is another key differentiator. We have consistently been willing to explore new formats and push boundaries, whether that is through Grid Slots that Play’n GO leads the industry on – commonly referred to as ‘cluster pays’ in Italy, new feature structures or entirely new mechanics. Importantly, we do this within regulated markets and with a strong sense of responsibility. We believe long-term success only comes from building trust — with players, operators and regulators alike — and that consistency is recognised globally, including in Italy.“

Does the Italian market

constatiamo costantemente che i giochi veramente validi trascendono i confini.

L’Italia è anche un mercato dove la longevità è importante. I titoli che possono rimanere in una lobby per anni, non per settimane, sono particolarmente preziosi per gli operatori. Questo si allinea perfettamente con la nostra filosofia di creare contenuti evergreen - giochi a cui i giocatori tornano perché sono divertenti, intuitivi e ben realizzati, non perché si basano su meccaniche aggressive o tendenze passeggere.”

Come affrontate le sfide normative italiane, incluso il divieto di pubblicità?

“Le restrizioni pubblicitarie in Italia sottolineano l’importanza della qualità del prodotto. Quando i canali di marketing tradizionali sono limitati il gioco stesso diventa il principale elemento distintivo. Dal nostro punto di vista questo non è uno svantaggio - è un’opportunità per lasciare che un ottimo contenuto parli da sé.

Supportiamo i nostri partner fornendo giochi che siano conformi fin dalla progettazione e in grado di operare in modo organico all’interno di ambienti di casinò regolamentati. Più in generale, vediamo la regolamentazione come qualcosa per cui progettazione, non da aggirare. Regole chiare creano stabilità e la stabilità consente alle aziende responsabili di investire, innovare e costruire per il lungo termine.”

Come operatore globale, come gestite i diversi quadri normativi?

“Operare a livello globale significa accettare la complessità. Ogni mercato ha la sua logica normativa, le sue aspettative culturali e il suo profilo di rischio. Il nostro approccio consiste nel mantenere principi fondamentali molto chiari, integrando la flessibilità nel nostro modo di operare localmente. Scegliamo di concentrare i nostri sforzi nei mercati regolamentati, interagiamo apertamente con i regolatori e assumiamo posizioni ferme dove riteniamo che sia in gioco la tutela dei giocatori. Questa coerenza ci permette di gestire la diversità normativa senza compromettere la nostra identità aziendale.”

C’è un progetto o un prodotto in particolare su cui state lavorando che potrebbe debuttare quest’estate?

“Uno degli sviluppi più interessanti è Reactoonz Blitzways, che si basa su una delle proprietà intellettuali più importanti nella storia moderna delle slot machine. Reactoonz non è solo un gioco di successo; è un franchise che ha contribuito a definire un intero genere e ha introdotto personaggi, meccaniche e un’identità visiva che i giocatori di tutto il mondo riconoscono immediatamente.

Con Reactoonz Blitzways continuiamo questo percorso, anziché rivisitare semplicemente il passato. Il gioco

have any particular characteristics in terms of player preferences?

“Italian players are experienced and discerning. They appreciate clarity, balance and depth, and they tend to reward games that offer strong gameplay and replayability rather than superficial novelty. While themes and formats naturally vary in popularity, we consistently see that truly great games transcend borders. Italy is also a market where longevity matters. Titles that can live in a lobby for years, not weeks, are particularly valuable to operators. That aligns perfectly with our philosophy of building evergreen content — games that players return to because they are enjoyable, intuitive and well crafted, not because they rely on aggressive mechanics or fleeting trends.“

How do you address Italy’s regulatory challenges, including the advertising ban?

“Italy’s advertising restrictions underline the importance of product quality. When traditional marketing channels are limited, the game itself becomes the primary differentiator. From our perspective, that is not a disadvantage — it is an opportunity to let great content speak for itself. We support our partners by delivering games that are compliant by design and capable of performing organically within regulated casino environments. More broadly, we view regulation as something to design for, not work around. Clear rules create stability, and stability allows responsible businesses to invest, innovate and build for the long term.“

As a global operator, how do you manage different regulatory frameworks?

“Operating globally means accepting complexity. Every market has its own regulatory logic, culturalexpectations and risk profile. Our approach is to maintain very clear core principles while building flexibility into how we operate locally. We choose to focus our efforts in regulated markets, we engage openly with regulators, and we take firm positions where we believe player protection is at stake. That consistency makes it possible to manage regulatory diversity without compromising who we are as a business.”

Is there a particular project or product you’re working on that might debut this summer?

“One of the most exciting developments is Reactoonz Blitzways, which builds on one of the most important IPs in modern slot history. Reactoonz is not just a successful game; it is a franchise that helped define an entire genre and introduced characters, mechanics and a visual identity that players around the world immediately recognise.

vede il ritorno di Garga, seguendo le sue avventure oltre la Terra, e riporta in auge l’universo di Reactoonz con rinnovata energia e un nuovo scopo. Dal punto di vista della giocabilità introduce la nostra meccanica Blitzways, che combina percorsi di pagamento dinamici con una giocabilità in stile cluster per creare un movimento costante, una tensione crescente e un potenziale di vincita estremamente coinvolgente.

Fondamentalmente si tratta di evoluzione, non di nostalgia. Reactoonz Blitzways rispetta il Dna che ha reso iconico l’originale, spingendo al contempo il franchise verso il futuro con una nuova struttura, ritmo e profondità. Questo riflette il nostro modo di concepire la proprietà intellettuale a Play’n GO: come mondi viventi che possono crescere, adattarsi e rimanere rilevanti per le nuove generazioni di giocatori, piuttosto che come successi isolati.”

With Reactoonz Blitzways, we are continuing that journey rather than simply revisiting the past. The game sees the return of Garga, following his adventures beyond Earth, and brings the Reactoonz universe back with renewed energy and purpose. From a gameplay perspective, it introduces our Blitzways mechanic, which combines dynamic payways with cluster-style gameplay to create constant motion, escalating tension and highly engaging win potential.

Crucially, this is about evolution, not nostalgia. Reactoonz Blitzways respects the DNA that made the original iconic, while pushing the franchise forward with new structure, pace and depth. It reflects how we think about IP at Play’n GO: as living worlds that can grow, adapt and remain relevant to new generations of players, rather than one-off successes.”

REACTOONZ BLITZWAYS. L’EVOLUZIONE DI UN’ICONA

Pochi titoli di slot hanno raggiunto lo status culturale e commerciale di Reactoonz. Fin dal suo lancio originale il gioco è diventato una del le proprietà intellettuali più riconoscibili nella storia moderna dei casinò online, contribuendo a definire il genere Grid Slot – spesso chiamato “cluster pays” in Italia – e introducendo un cast di personaggi con cui i giocatori di tutto il mondo si identificano immediatamente. Reactoonz non è solo un gioco di successo; è un franchise che è cresciuto insieme all’industria stessa. Reactoonz Blitzways rappresenta il capitolo successivo di questa storia. Invece di rivisitare il passato il gioco fa avanzare l’universo, com binando il Dna familiare con nuove idee audaci.

Centrale in questa evoluzione è il ritorno di Garga, ora di ritorno dalle sue avventure interstellari, che porta rinnovata energia e personalità nel mondo di Reactoonz. La sua ricomparsa rafforza l’idea dei Reactoonz come un universo viventeun universo che si evolve, viaggia e cresce anziché rimanere statico.

Dal punto di vista della giocabilità, Reactoonz Blitzways introduce la meccanica Blitzways di Play’n Go, che fonde percorsi di pagamento dina mici con una giocabilità in stile cluster. Il risulta to è un campo di gioco in continua evoluzione che offre ritmo, slancio e un coinvolgimento costan te, rimanendo fedele all’intuitività che ha reso il Reactoonz originale così amato.

Fondamentalmente Blitzways non è una novità fine a se stessa. Riflette l’approccio più ampio di Play’n Go all’innovazione: prendere idee col laudate, riprogettarle con uno scopo preciso ed estendere la durata della proprietà intellettuale di livello mondiale attraverso un’evoluzione signi ficativa. Reactoonz Blitzways è sia una celebra zione di ciò che ha reso Reactoonz iconico sia una dichiarazione d’intenti su dove il franchise – e il genere – possono andare in futuro.

Few slot titles have achieved the cultural and commercial status of Reactoonz. Since its origi nal launch, the game has become one of the most recognisable IPs in modern online casino history, helping to define the Grid Slot genre – often called ‘cluster pays’ in Italy, and introducing a cast of characters that players around the world instantly connect with. Reactoonz is not just a successful game; it is a franchise that has grown alongside the industry itself.

Reactoonz Blitzways represents the next chap ter in that story. Rather than revisiting the past, the game pushes the universe forward, combi

ning familiar Dna with bold new ideas. Central to that evolution is the return of Garga, now back from his interstellar adventures, bringing renewed energy and personality to the Reacto onz world. His reappearance reinforces the idea of Reactoonz as a living universe — one that evol ves, travels and grows rather than standing still. From a gameplay perspective, Reactoonz Bli tzways introduces Play’n GO’s Blitzways mecha nic, which blends dynamic payways with clu ster‑style gameplay. The result is a constantly shifting playfield that delivers pace, momen tum and sustained engagement, while staying

true to the intuitive feel that made the origi nal Reactoonz so beloved.

Crucially, Blitzways is not about novelty for its own sake. It reflects Play’n GO’s broader approach to innovation: taking proven ideas, re - enginee ring them with purpose, and extending the life span of world - class IP through meaningful evolu tion. Reactoonz Blitzways is both a celebration of what made Reactoonz iconic and a statement of intent for where the franchise — and the genre — can go next. REACTOONZ BLITZWAYS. EVOLVING AN ICON

e insegne color crema e bordeaux di William Hill hanno fatto parte del paesaggio urbano britannico per decenni, presidi familiari nelle high streets di ogni città inglese. Oggi quel capitolo si chiude. Evoke — la società che controlla William Hill e il brand 888 — è oggetto di un’offerta di acquisizione da parte di Intralot, gruppo greco quotato ad Atene, per circa 2,3 miliardi di sterline. Gli azionisti ricevono circa 52 pence per azione: un decimo del valore raggiunto al picco post-acquisizione.

Nel 2022, 888 acquisì William Hill International per 1,95 miliardi di sterline con circa 1,5 miliardi di debito, a tassi allora intorno al 4%.

Quando i tassi sono raddoppiati verso il 9%, l’architettura finanziaria del deal ha mostrato tutta la sua fragilità. A questo si sono sommate pressioni regolatorie su più mercati che hanno eroso oltre 300 milioni di sterline di ricavi online nei primi quattro anni. Il management ha risposto bene, portando l’Ebitda a 365 milioni nel 2025. Ma uno stretch finanziario aggressivo, in un settore ad alta esposizione regolatoria, non lascia margini per gli imprevisti.

QUANDO LA LEVA DIVENTA CATAPULTA

William Hill non è più inglese. La colpa è della politica, ma non solo.

La mossa fiscale che ha cambiato tutto L’imprevisto è arrivato con la legge di bilancio britannica del novembre 2025: la Remote Gaming Duty è passata dal 21% al 40% (dal 1° aprile 2026), mentre il betting online salirà dal 15% al 25% dal 2027. Per Evoke, il costo aggiuntivo è stimato in 125-135 milioni di sterline l’anno — sufficiente a rendere insostenibile la struttura finanziaria esistente e a spingere il consiglio verso la vendita.

Il confronto con l’Italia è istruttivo. Nel nostro paese le aliquote sugli operatori online sono cresciute gradualmente: scommesse sportive online al 24-24,5%

NOTE D’AUTORE

Matteo Marini

del margine, giochi di abilità al 25,5%. Anche la Legge di Bilancio 2025 ha previsto ritocchi, ma di pochi decimi di punto. Londra ha quasi raddoppiato la tassazione in un colpo solo: non è riordino fiscale, è discontinuità.

Il boomerang: lavoro e mercato illegale

Le conseguenze sono già visibili. Evoke ha annunciato la chiusura di circa 270 betting shops e migliaia di licenziamenti, con una perdita pretax 2025 superiore a 549 milioni di sterline. Entain stima un costo aggiuntivo di 200 milioni l’anno; Flutter prevede un impatto di 320 milioni di dollari sull’Ebitda 2026.

Matteo Marini si è occupato del settore del gioco legale negli ultimi 20 anni. Tra i fondatori del concessionario G.Matica – oggi Admiral Gaming Network - nel 2003, ne è stato presidente dal 2010 al 2013. Dal 2013 fino a dicembre 2022 ne è stato amministratore delegato. Nel periodo 2015-2016 ha ricoperto il ruolo di presidente dell’associazione dei concessionari Acadi, aderente a Confindustria SIT.

Il paradosso più acuto è la crescita del mercato illegale. Il Betting and Gambling Council stima che le somme giocate su siti non autorizzati possano passare da 17 miliardi di sterline nel 2025 a oltre 33 miliardi entro il 2028: una sterlina su cinque fuori dal mercato regolamentato. Il fenomeno non è solo digitale: a fine maggio la polizia di Manchester ha arrestato due persone in un’operazione contro una bisca clandestina in Chester Road; episodi analoghi a Birmingham. Il gioco illegale in UK è passato dallo 0,5% del mercato nel 2020 al 12-15% nel 2025.

La lezione per il settore La parabola di Evoke contiene due insegnamenti. Il primo è endogeno: le acquisizioni in settori ad alta esposizione fiscale devono incorporare scenari di stress severi che includano il rischio di discontinuità normativa. Il secondo è più strutturale: le aziende del gaming devono investire sistematicamente nella costruzione di consenso pubblico — non come lobbying, ma come presidio culturale. Il settore genera occupazione qualificata, gettito fiscale, campioni industriali. Se questa narrativa non viene presidiata con dati e trasparenza, il campo resta libero a chi dipinge il gambling come un’industria da comprimere senza conseguenze. Quando la politica arriva, arriva in fretta. Il mercato illegale di Manchester lo sa già.

IL GENERE

CHE FA LA DIFFERENZA

L’espressione inglese “leisure time” viene generalmente tradotta come “tempo libero”, spesso contrapposto a qualsiasi attività considerata necessaria, come il lavoro o le faccende domestiche. Un’analisi dettagliata, però, rivela sfaccettature più profonde. Prendiamo il caso del gioco d’azzardo: molti lo considerano uno svago, definendolo leisure, ma cosa succede quando si tratta di comportamenti a rischio che rendono difficile il controllo del proprio tempo libero?

È questo che io e Andrea Dassopoulos, della University of Nevada, Las Vegas, ci siamo chieste per uno studio recentemente pubblicato sulla rivista accademica “Leisure Studies”. La ricerca, finanziata dalla Nevada Division of Public and Behavioral Health in collaborazione con Unlv International Gaming Institute, ha prestato particolare at-

tenzione ai ruoli di genere e tempo libero nel gioco problematico. Abbiamo condotto quaranta interviste con persone che avevano completato un programma professionale di trattamento per il gioco d’azzardo patologico almeno un anno prima della data dell’intervista e che definivano il proprio percorso di recupero come riuscito. Il nostro campione comprendeva venti donne e venti uomini nati tra il 1946 e il 1988.

Ci siamo focalizzate sulla nozione di capitale di recupero (Recovery Capital, Rc), concetto introdotto per la prima volta da Robert Granfield e William Cloud nel 1999 per descrivere le risorse personali, sociali e istituzionali che le persone utilizzano nel percorso di recupero dalle dipendenze da droghe e alcol. In particolare, abbiamo tenuto in considerazione il lavoro dell’esperta Belle Gavriel-Fried, che evidenzia significative sovrapposizioni tra il

Dal Nevada una nuova ricerca su gioco d’azzardo problematico e tempo libero: dall’analisi delle studiose emerge un diverso approccio al “leisure” tra uomini e donne, tutto da approfondire.

capitale di recupero nelle dipendenze da sostanze e quello nelle dipendenze da gioco d’azzardo, nonché importanti differenze di genere.

Il primo risultato emerso è che la maggior parte degli intervistati ha spiegato che il proprio percorso di recupero è stato caratterizzato da una crescente disponibilità di tempo libero, in precedenza dedicato ad attività legate al gioco d’azzardo. Non giocavano per mettere alla prova la fortuna, bensì per evadere dalle condizioni stressanti della vita privata. Quindi, nel percorso di

recupero, il ruolo del tempo libero non consisteva semplicemente nel sostituire il gioco d’azzardo con altri hobby, ma nel riconfigurare il modo in cui venivano organizzati il tempo, le relazioni e gli obiettivi personali. In particolare, gli intervistati di sesso maschile hanno spiegato di aver compreso di voler utilizzare il tempo prima dedicato al gioco per trascorrere del tempo con la famiglia.

Nel secondo risultato abbiamo descritto i modi in cui gli intervistati costruivano il proprio tempo libero attraverso la responsabilità personale e la cura di sé. Alcuni partecipanti hanno sottolineato l’importanza di gestire in modo olistico comportamenti non direttamente collegati al gioco d’azzardo, ma comunque parte della loro dipendenza, come il consumo di alcol. Inoltre, una delle principali problematiche emerse è che in Nevada (dove risiedevano i partecipanti), molti luoghi dedicati al tempo libero—come piscine, teatri e spa—si trovavano all’interno di resort con casinò. Abbiamo osservato un tema ricorrente tra le donne intervistate, che sviluppavano strategie per affrontare questo aspetto, evitando deliberatamente le aree dedicate al gioco d’azzardo.

Il terzo risultato era incentrato sul capitale sociale e di comunità: la maggior parte delle donne intervistate ha sottolineato l’importanza delle amicizie. In particolare, le relazioni costruite durante il percorso di trattamento formale o nel corso di attività di supporto basate sulla comunità (come gli incontri di Gambler Anonymous) si sono trasformate in amicizie che continuano ancora oggi.

Le implicazioni di questi risultati sono molteplici, a partire dalla necessità che l’implementazione di programmi terapeutici basati sul

tempo libero tenga conto delle barriere strutturali e geografiche, soprattutto in uno stato come il Nevada, dove l’accesso ad attività ricreative non legate al gioco d’azzardo è spesso limitato. In molte comunità rurali, i casinò possono rappresentare una delle poche opportunità sociali o ricreative disponibili, diventando così un ambiente normalizzato e rischioso per le persone in fase di recupero. Queste condizioni rappresentano un ostacolo per gli individui che cercano di ricostruire routine sane. Senza attività mirate, gli interventi basati sul tempo libero rischiano di essere inaccessibili proprio a chi potrebbe trarne il maggior beneficio. Affrontare questi problemi richiede sostegno politico, investimenti nelle risorse comunitarie e collaborazioni in grado di ampliare l’accesso ad attività ricreative significative e favorevoli al recupero sia nelle aree urbane sia in quelle rurali.

I nostri risultati evidenziano una questione chiave: le differenze di genere nel gioco meritano ulteriori approfondimenti, poiché potrebbero riflettere norme sociali più ampie che influenzano il modo in cui uomini e donne interpretano e riferiscono i propri problemi legati al gioco. In particolare, lo stigma associato alla trascuratezza dei ruoli di responsabilità, in particolare quelli familiari, potrebbe scoraggiare le donne dal riconoscere pub-

NOTE D’AUTORE

Marta Soligo

blicamente il proprio problema. Di conseguenza, il fatto che il tempo trascorso con la famiglia sia stato menzionato più spesso dagli uomini che dalle donne potrebbe riflettere aspettative sociali che associano l’identità femminile ai ruoli di cura, come quelli di madre e di moglie. Le donne che hanno trascurato la famiglia durante il periodo di gioco potrebbero aver trovato più difficile ammetterlo, sia per paura dello stigma sia per un senso di perdita identitaria. Dall’altro lato, in contesti sociali in cui la mascolinità è associata alla forza e all’autocontrollo, gli uomini tendono a evitare di descrivere comportamenti passati che rivelano vulnerabilità o debolezza.

L’articolo accademico si conclude con un suggerimento per studi futuri, che dovrebbero adottare una prospettiva intersezionale, incorporando ulteriori componenti, quali la classe sociale e l’etnia. Questo consentirebbe di offrire una panoramica più completa delle esperienze di tempo libero nel percorso di recupero dalla dipendenza dal gioco d’azzardo.

In conclusione, il tempo libero rappresenta una componente centrale del recupero. In uno Stato come il Nevada, dove il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso e l’accesso ad alternative ricreative può essere limitato, sostenere il recupero significa ampliare le opportunità di svago non legate al gioco.

Marta Soligo è una sociologa ed è docente presso il William F. Har rah College of Hospitality della University of Nevada, Las Vegas. Le sue ricerche riguardano le intersezioni tra turismo, giustizia sociale e studi sulla comunità. Da più di dieci anni, inoltre, i suoi interessi si focalizzano sui gambling studies, analizzando temi quali il gioco responsabile, il capitale di recupero nel gioco problematico e il ruolo dell’IA nel gioco. Dal 2024 è giudice per gli Italian Gaming Awards.

Link all’articolo scientifico

Per avere maggiori informazioni sull’ICE Research Institute e sullo studio citato

Alla fine di maggio, a Las Vegas, ho partecipato alla 19th International Conference on Gambling and Risk Taking, uno dei principali momenti di confronto internazionale sul settore, molto diverso però dai tipici convegni di business, perché concentrato esclusivamente sulle ricerche accademiche.

Questa è un’area di crescente interesse anche per noi all’ICE, soprattutto dopo il lancio, quasi due anni fa, dell’ICE Research Institute, nato per sostenere ricerca indipendente e contribuire a un dibattito più informato e basato su evidenze.

Due degli studi finanziati dall’ICE Research Institute sono stati presentati durante il convegno. Tra questi, quello di David Pere Martínez Oró (Episteme e Università Autonoma di Barcellona): Social representations of private gambling in contemporary Spain (2011–2025). Uno studio che colpisce perché sposta completamente il punto di osservazione: non prova a spiegare quanto si gioca, ma come il gioco viene raccontato. Un tema che riguarda molto da vicino anche l’Italia.

La ricerca mostra come il dibattito pubblico si organizzi attorno a quattro grandi

CAMBIARE IL RACCONTO SUL GIOCO PER MIGLIORARE LE POLITICHE

La narrazione dell’industria del gaming e del gioco responsabile, come la prevenzione, non può essere lasciata al caso, ma necessità di studi scientifici.

“lenti”. Da un lato quella morale, che lega il gioco a rischio, colpa e deviazione. Dall’altro quella economica, che lo legittima come industria e risorsa fiscale. Accanto a queste, la dimensione ricreativa, che riconosce il gioco come pratica sociale e culturale. E infine la lente biomedica, oggi dominante, che lo interpreta come problema di salute pubblica.

Queste narrazioni convivono. Si sovrappongono. E spesso si contraddicono. Ma soprattutto, non sono neutre. Perché il modo in cui raccontiamo il gioco – soprattutto quando prevalgono le lenti morale e biomedica – finisce per costruire una narrazione fortemente centrata su rischio, perdita di controllo e responsabilità individuale.

L’intento è evidente: sensibilizzare, prevenire, attirare attenzione.

Eppure, il risultato può essere opposto. Più il racconto diventa allarmistico e stigmatizzante, più contribuisce a isolare il giocatore. Si costruisce una figura di “giocatore

problematico” estrema, quasi stereotipata, nella quale chi si trova in una fase iniziale o intermedia semplicemente non si riconosce. Ed è qui che emerge il paradosso. Chi non si riconosce nel problema tende a negarlo.

A non parlarne. E soprattutto, a non chiedere aiuto.

La narrazione pensata per prevenire rischia così di spingere verso l’invisibilità proprio le situazioni che si vorrebbero intercettare. È una riflessione che ha un peso anche nel contesto italiano, dove convivono le stesse tensioni: il gioco come risorsa economica e, allo stesso tempo, come emergenza sociale; una pratica diffusa e una narrazione pubblica spesso polarizzata. E anche in Italia il

NOTE D’AUTORE

linguaggio dominante tende a concentrarsi sul rischio e sulla responsabilità individuale. La domanda, allora, è inevitabile: questo approccio sta davvero aiutando la prevenzione? O sta contribuendo, come suggerisce la ricerca, a rendere il problema meno visibile? È qui che emerge il limite del paradigma del “gioco responsabile”, che concentra tutto sull’individuo: controllo, errore, soluzione. Lasciando sullo sfondo il contesto.

La proposta dello studio è diversa: parlare di “gioco di qualità con responsabilità condivisa”. Significa spostare l’attenzione: dal singolo al sistema, dalla colpa alla responsabilità distribuita, dal comportamento alla qualità dell’offerta. Ma soprattutto significa riconoscere che il linguaggio non è un dettaglio. È già parte della regolazione. Perché, in fondo, le politiche non nascono solo dai dati. Nascono dal modo in cui quei dati vengono raccontati.

E senza un cambio di narrazione, il rischio è continuare a chiedere al singolo di gestire un problema sistemico. La sfida, anche in Italia, non è eliminare il gioco. È governarlo meglio. E per farlo, bisogna partire da lì dove tutto prende forma: dal modo in cui scegliamo di raccontarlo.

Ewa Bakun

Direttrice delle strategie sui contenuti per Clarion Ga ming dal 2018, è nel gruppo da oltre 13 anni, dove ha ri coperto i ruoli precedenti di head of content, event di rector focalizzati sul gaming e di programme manager.

el Regno Unito, più di dieci milioni all’anno finiranno nelle tasche del Gambling Harms Research Centre dell’università di Glasgow, la cui direttrice militante Heather Wardle dichiara che il regolatore “non può ridurre il danno e nello stesso tempo mantenere il gioco legale” e si augura che la ricerca giustifichi l’abolizione dell’“aim to permit”, ossia il principio su cui è basata la legalità del gioco. Insomma, lavora per far diventare l’azzardo un crimine.

Pensateci. Gli operatori pagano gli stipendi dei loro aspiranti boia. Ma quello che è ancora più grave è che la ricerca, alla faccia della scienza e di qualunque simulacro di indipendenza, sia funzionale a raggiungere un obiettivo. Alla industry è vietato partecipare, ma è permesso assumere attivisti contro il gioco come ricercatori. Nei panel che raccolgono le “esperienze vissute” nel gioco sono ammessi solo coloro che denunciano di aver subito un danno. Le persone con esperienze positive non sono benvenute. Praticamente, scegliendo chi far partecipare, vengono selezionate le risposte che si vogliono ottenere. Questi poi sono i documenti a cui si aggrappano i professionisti del proibizionismo, a cui

NOTE D’AUTORE

AL MERCATO DEL PESCE... IN FACCIA

Il nuovo fondo per la ricerca sul gioco in UK, finanziato con 22 milioni di sterline tramite un’imposta prelevata agli operatori, andrà a centri di ricerca il cui obiettivo dichiarato è quello di abolire il gioco.

vengono spalancate le porte di ogni onorevole e di ogni commissione, per chiedere nuovi giri di vite contro il settore. Queste sono le ricerche che finiscono sul tavolo dei regolatori, non solo quello inglese, a giustificazione di una nuova mutilazione del prodotto o del marketing. Dopodiché i giocatori (non solo quelli problematici) trovano il modo di evadere le nuove restrizioni, finiscono a giocare sui siti criminali, sviluppano nuovi problemi e crisi, finiscono nei centri di ascolto a raccontarle, viene pubblicata una nuova ricerca, i proibizionisti strillano più forte, i policymaker vanno in panico di nuovo, i regolatori cavano un altro occhio agli operatori e la giostra riparte. Non è un fenomeno nuovo nell’ambito accademico. Peter Boghossian rivela da anni casi

Nato a Torino nel 1974, è uno dei pionieri del poker online. Dal 2010 a oggi ha guidato le operazioni online di diversi gruppi, tra cui Everest Poker, Eurobet, PokerStars e fino a giugno 2023 GGPoker. Ora è chief marketing officer del gruppo Immense Group (ex Videoslots).

di ricerche ideologicamente indirizzate, soprattutto sui temi sociali eticamente sensibili in cui l’obiettivo è dimostrare quello che si vuole dimostrare, e fornire i puntelli alle campagne politiche che li sostengono. Ma mentre per molto tempo è stato il modus operandi dell’accademia sottomessa a poteri autoritari e liberticidi, è ora diventata prassi comune anche nel mondo woke. Dice benissimo Vaughan Lewis, ex direttore affari pubblici di Evoke: “Questa non è ricerca. Sono 22 milioni di sterline pubbliche spese per confermare un pregiudizio”. Lewis ha inoltre anche rivelato che la Gambling Commission ha insabbiato un sondaggio effettuato nel 2021 sulla reazione degli inglesi agli affordability checks ossia i controlli di valutazione del reddito e del patrimonio che si vogliono introdurre come parte del processo di verifica del giocatore online. Ebbene, la ricerca rivelò che più di un quarto dei giocatori si rifiuterebbe di fornire la documentazione e piuttosto giocherebbe sui

siti illegali. Ma la ricerca fu nascosta in un cassetto, e solo tramite molteplici richieste di accesso agli atti è stata infine pubblicata, però nel 2024, quando ormai la revisione del Gambling Act era finita. Questo dimostra come il regolatore abbia divulgato ogni studio a favore di maggiori restrizioni al gioco e imboscato quelli che ne rivelano le conseguenze. Ora, andate a leggere, se ne avete lo stomaco, gli (orrendi) atti d’indirizzo presentati dal PD e M5S sul riordino del gioco italiano. In mezzo alla solita melassa sul gioco come causa di ogni male, e un riferimento ai desideri della CEI (alla faccia del PD) troverete l’obiettivo di impedire che il gioco sia considerato “socialmente accettabile”. Che è un altro modo di dire che dovrebbe essere inaccettabile, ossia illegale, senza alcuna distinzione tra gioco problematico e no. E poi c’è la richiesta di ripristinare i fondi per il Fondo per la Prevenzione e l’Osservatorio presso il Ministero della Salute. Indovinate a che condizione? Che partecipino solo “comunità scientifica, famiglie, consumatori e terzo settore” mentre chiedono di “introdurre clausole rigorose di incompatibilità e prevenzione del conflitto d’interessi, escludendo da osservatori, consulte, tavoli tecnici,[…]i soggetti che abbiano rapporti economici, contrattuali, professionali, consulenziali, di sponsorizzazione o finanziamento con imprese attive nel settore del gioco pubblico”. Insomma, la ricerca finanziata solo agli amici, e solo per provare ciò che fa comodo.

Il mercato dei pubblici esercizi

I pubblici esercizi che ospitano apparecchi da gioco (bar, tabacchi, sale giochi) continuano ad essere oggetto di verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. Nel mirino dei verificatori, in particolare, vi sono: la presunzione di maggiori ricavi in applicazione dei punteggi Isa (indici sintetici di affidabilità fiscale) e la pretesa applicazione dell’Iva sui proventi percepiti dalle slot collocate presso i locali.

Il caso in esame

Nonostante tale orientamento consolidato, nel caso che riguarda un esercizio pubblico di Caserta, l’Ufficio accertatore aveva presunto sia maggiori ricavi in diretta applicazione degli Isa, sia ancora una volta l’imponibilità dei proventi da slot ritenendo il rapporto privatistico con il gestore. La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, con sentenza del 20 giugno 2025, accoglieva il ricorso del contribuente in merito alla presunzione di maggiori ricavi mentre, sorprendentemente, rigettava la parte riferita all’esenzione da Iva. Come accaduto in altri casi negli ultimi anni, se pur in via sempre più residuale, a trarre in errore l’Ufficio e anche i Giudici di primo grado, ha probabilmente inciso il richiamo alle note sentenze di Cassazione che, nel Giugno 2021, avevano sancito l’imponibilità Iva dei proventi percepiti dagli esercenti in presenza

ISA E IVA VINCE L’ESERCENTE

Un’altra sentenza di pieno accoglimento delle ragioni dell’esercente che subisce accertamento in materia di Isa ed esenzione da Iva sui proventi da slot.

di un rapporto privatistico con i soli gestori. Come più volte illustrato nel corso dei vari processi svolti negli anni successivi, tali sentenze si riferivano ai primi nove anni di Convenzione (fino al 2013) in cui alcuni concessionari instauravano rapporti contrattuali con i soli gestori, delegando poi questi ultimi a rapportarsi con gli esercizi convenzionati. Con l’avvio della Convenzione nel 2014, tutto il comparto si è allineato alle indicazioni fornite dall’Amministrazione e dalla

Circolare 2014 “Sale Giochi e Biliardi”, tra cui l’obbligo, per l’installazione degli apparecchi presso i locali, di due separati contratti del concessionario: uno con il gestore e l’altro con l’esercente (salvo l’intervento di ulteriori incaricati alla raccolta). Rapporto integrato dall’accordo commerciale tra

Francesco

gestore (delegato dal concessionario) e l’esercente al fine di pattuire compensi e responsabilità nell’ambito della collaborazione instaurata con il concessionario.

La sentenza della Corte tributaria della Campania Recependo integralmente le motivazioni addotte dal contribuente, la Corte di Giustizia Campana, con sentenza del 3 giugno 2026 ha rigettato l’appello incidentale dell’Ufficio relativamente agli Isa, ribadendo come gli stessi “costituiscono strumenti di analisi … idonei ad orientare l’attività di controllo ma non tali da integrare, di per se soli, una prova grave, precisa e concordante dell’esistenza di maggiori ricavi”. Per quanto riguarda i proventi da slot, la Corte, con estrema chiarezza, ha

Dottore Commercialista e Revisore legale

Partner Studio Scardovi & Giordani

Consulente Commissione Gioco Illegale 18^ Legislatura

fscardovi@scardovigiordani.eu

sancito che:

“la sentenza impugnata, nel richiamare correttamente in astratto i principi della Corte di cassazione, li ha tuttavia applicati ad una fattispecie non sovrapponibile, omettendo di verificare nel concreto la portata del rapporto documentato con il concessionario” (….) “L’errore di sussunzione è decisivo. Le pronunce richiamate dalla sentenza di primo grado, escludono l’esenzione quanto l’attività sia svolta tra gestore ed esercente in assenza di affidamento diretto da parte del concessionario; non affermano invece l’imponibilità generalizzata dei compensi percepiti dall’esercente quando l’attività risulti regolata da un rapporto con il concessionario e funzionalmente collegata alla raccolta delle giocate”.

La sentenza chiude con la condanna dell’Ufficio alla refusione delle spese del giudizio di secondo grado. Ci auguriamo che una sentenza così chiara ed inequivocabile concorra ad evitare, in futuro, ulteriori ingiustificati e onerosi (anche per l’erario) contenziosi su una vexata questio oramai definitivamente acclarata.

Giancarlo Marzo

Managing partner

Studio legale e Tributario Marzo Associati

giancarlo.marzo@marzoassociati.it

NOTE D’AUTORE
Scardovi

PVR CHE SPAVENTO!

LA RETE TIENE E IL MERCATO VEDE IL FUTURO

Diciamolo: il panico tra concessionari e addetti commerciali delle reti di punti vendita e ricarica, dopo l’introduzione delle nuove norme — dall’albo dei punti ai limiti

BGAME

Dalle criticità e i primi contraccolpi sulla rete, alla fase di transizione e quindi alla piena funzionalità dei Punti vendita e ricarica con nuove prospettive in vista per il mercato. Uno dei network più importanti del gioco pubblico italiano è senz’altro quello di Bgame.it, concessionaria di igaming storica e che ha ovviamente ottenuto una delle nuove licenze del riordino voluto dal Governo e attuato dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

“All’inizio il contraccolpo c’è stato - ha spiegato Ernesto Iuliano che fa parte della rete con i suoi servizi BullPay - i giocatori hanno dovuto cambiare abitudini che ave-

di ricarica e alla gestione delle transazioni — è stato molto alto (e in parte persiste).

Parliamo di 35.300 pubblici esercizi censiti e attivi tra cui bar, tabaccherie, edicole e sale giochi che costituiscono circa il 42% dell’intera

Abbiamo analizzato lo stato di due reti di Punti vendita e ricarica molto importanti nel mercato italiano che hanno dovuto attraversare l’onda anomala delle nuove regole: ecco com’è andata.

rete commerciale nazionale legata al comparto dei giochi regolamentati. Il rischio di toccare buona parte della raccolta e di metterla a rischio favorendo il gioco illegale, era alto. Ma, da quello che abbiamo raccolto dagli operatori, forse la riforma farà “anche cose buone”. Dal tracciamento totale all’istituzionalizzazione della rete, ora che i numeri confortano, gli operatori possono tirare un sospiro di sollievo e intravedere pure nuove forme di sviluppo e soprattutto una stabilità tanto necessaria quanto auspicabile.

vano ormai metabolizzato da anni. Col cambio delle regole abbiamo provato a informare il più possibile i nostri partner e i nostri Pvr. Abbiamo fatto il massimo ma la maggior parte dei nostri clienti ha recepito le novità solo al momento in cui lo switch è stato effettuato. Tra ritrosie iniziali e alcune battute sulle nuove procedure che molti hanno trovato farraginosa, adesso possiamo dire che l’operatività è tornata a regime in attesa che tutta la rete passi ai nuovi sistemi di gestione”. Un segreto per traghettare il network dalle vecchie alle nuove procedure sono state le soluzioni messe in campo da Bgame: “L’e-

sclusiva che ha la nostra rete è la partnership con Buffetti, società leader nella gestione dei pagamenti e dei servizi in collegamento con tutti i sistemi autorizzati a livello statale. La piattaforma è autorizzata al 100% e in linea con la normativa vigente e riesce a tracciare in maniera totale depositi e prelievi rispondendo a pieno alle indicazioni Adm. Grazie a queste soluzioni, oltre all’impegno serrato dei nostri desk di concerto con quelli Bgame, siamo riusciti a rendere ancora meno indolore il passaggio alle nuove procedure sia per i Pvr che per i nostri

giocatori”, ha proseguito Iuliano.

Come in tutti i cambiamenti dalle criticità si può passare alla creazione di nuove opportunità per il mercato? “Superato lo scoglio dell’abbandono delle abitudini e delle vecchie consuetudini, adesso

BETITALY

“L’esperienza di questi mesi per la nostra rete di Punti vendita e ricarica è stata quella tipica di ogni cambiamento. Tutte le evoluzioni normative portano sempre incertezza e serve un po’ di tempo per assorbire e metabolizzare le nuove norme. Comunque il network sta tenendo e, per quello che ci riguarda, non abbiamo riscontrato grandissimi scostamenti di fatturato”. Ad analizzare il mercato è Andrea Fersino, manager storico del concessionario Betitaly.it che opera in maniera omnichannel nell’industry, dai negozi di gioco storici sul territorio ai Pvr, fino all’offerta completa di igaming.

Quali sono stati gli elementi utili per attutire il cambiamento: “Oggi quasi tutti i clienti hanno a disposizione un mezzo finanziario abilitato e in linea con le normative attuali. Questo ci ha aiutato molto per attutire il cambiamento. Specie per la fascia d’età 18-40 anni le difficoltà non ci sono state, eccetto

LE REGOLE IN VIGORE

LIMITE RICARICA IN CONTANTI

Ciascun utente non può superare il limite di ricarica di 100 euro complessivi a settimana in contanti per ciascun conto gioco.

possiamo dire che l’operatività può tornare al 100% oltre a sviluppare nuove possibilità. Del resto i servizi che offriamo con BullPay, dal gaming ai servizi molteplici come il pagamento delle bollette, le ricariche e l’acquisto di ticket e molto al-

tro ancora, si sposa benissimo con i nuovi sistemi messi a disposizione per la rete da Bgame. Il pannello a disposizione dei punti offre una serie di nuove funzionalità che si possono trasformare in grande opportunità”, hanno concluso.

qualche spavento nei clienti e nei punti gioco dettati dal cambiamento. Ovviamente per le fasce d’età successive qualche criticità in più si avverte ma col tempo tutto è risolvibile”.

Betitaly ha valutato con favore la prova del cambiamento: “Abbiamo compreso che i Pvr sono una rete sana che nel tempo ha aperto i conti di gioco e lavorato per la missione per cui erano stati creati. L’utente nelle nostre reti ora è autonomo: può ricaricare il conto, giocare e anche prelevare con gli strumenti finanziari abilitati. Sarà inevitabile e purtroppo fisiologico perdere una parte dell’utenza che si sposterà verso i mercati illegali. Tuttavia la percentuale si è rivelata molto minore rispetto alle aspettative di quando vennero annunciate le nuove norme”.

Il periodo, comunque, non aiuta: “L’introduzione delle norme e le settimane di transizione hanno coinciso con una stagionalità non proprio

TRACCIABILITÀ AUTOMATICA

Ogni ricarica in contanti viene registrata e associata al codice fiscale del cliente tramite il protocollo PACG dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

ideale per le scommesse e capire più avanti l’effettivo stato di salute del settore - prosegue Fersino - i Mondiali 2026, poi, non aiutano. Tra l’assenza dell’Italia, gli orari sconvenienti per gli scommettitori e il broadcast, dopo i 10 giorni su cui si può contare su molti eventi, assisteremo ad un calo dell’attenzione da parte degli scommettitori rispetto alle edizioni passate”.

Per concludere, si attende l’udienza di merito per l’Albo dei Punti Vendita Ricarica di gioco che si terrà presso il Consiglio di Stato il 24 settembre 2026: “Il settore potrà dirimere le ultime problematiche. Su tutte la disparità di trattamento per i circoli dove possono essere installate le slot ma non i Pvr. Se i giudici comprenderanno questa distorsione delle regole si potrebbe colmare un vuoto che ora non comprendiamo”, ha concluso il manager Betitaly.

IDENTIFICAZIONE DEL CLIENTE

L’apertura e la ricarica del conto richiedono l’identificazione del cliente. I PVR utilizzano SPID, CIE o documenti d’identità per assolvere a questo obbligo.

IPPICA E TURISMO CONNUBIO A METÀ

Tra tradizione sportiva, valorizzazione del territorio e sviluppo economico, il rapporto tra ippica e turismo rappresenta oggi una delle sfide più interessanti per il rilancio di entrambi i settori. Gli ippodromi, le manifestazioni equestri e gli eventi legati al mondo del cavallo non sono più soltanto occasioni di competizione sportiva, ma diventano strumenti di attrazione turistica capaci di generare flussi di visitatori, promuovere le eccellenze locali e sostenere l’economia delle comunità ospitanti. In un contesto in cui il turismo esperienziale è sempre più richiesto, l’ippica può

offrire un patrimonio unico fatto di storia, cultura, paesaggi e tradizioni, contribuendo a creare nuove opportunità di crescita e sviluppo sostenibile per i territori. Ma di strada in tal senso ce n’è ancora da fare, nonostante le buone intenzioni. Il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D’Alesio, sottolinea: “L’ippica in generale e gli ippodromi in particolare potrebbero dare un grande contributo per lo sviluppo del turismo territoriale come, peraltro, è avvenuto fino alla fine degli anni novanta quando gli ippodromi nazionali erano oltre cinquanta ed erano frequentati da migliaia di persone: famiglie, anziani, giovani ed anche da tanti turisti per vedere le bellissime corse dei cavalli e trascorrere una bella giornata nei grandi ’teatri’ all’aperto che sono gli ippodromi. All’epoca c’era l’Unire (Unione nazionale incremento razze equine) istituito nel

Il settore ha tante potenzialità, ma gli ippodromi italiani soffrono, spesso, per mancanza di visione, ma anche per l'assenza di una riforma complessiva e per il taglio dei finanziamenti

1932, che svolgeva un grande lavoro di promozione insieme alle società di corse che investivano molto anche nella pubblicità, organizzando anche tante iniziative promozionali. Purtroppo quell’epoca è finita e l’Unire è stato chiuso nel 2012, ed anche molti ippodromi sono stati chiusi. Ad oggi ne sono rimasti aperti solo 27 (quest’anno hanno chiuso anche Roma, Taranto, Follonica e Trieste) e i finanziamenti che ricevono dal Masaf non consentono di poter investire nella pubblicità e nella promozione. Sono così insufficienti che rendono quasi impossibile la gestione ordinaria e la cura dei servizi per il pubblico. Ad oggi le società di corse non hanno ancora il contratto con il ministero e sono tutte in grandissima difficoltà economica. C’è il forte rischio che vengano chiusi altri ippodromi. Nella gravissima crisi che stiamo attraversando, purtroppo, non può essere dato nessun contributo per lo sviluppo del turismo.”

Cosa si deve fare per rilanciare tale connubio? “Gli ippodromi potrebbero tornare ad essere grandi teatri per l’intrattenimento degli appassionati e per l’attrazione turistica, ma è necessaria ed urgente una grande riforma dell’ippica che preveda la costituzione di una ’Agenzia’ (una nuova Unire), dedicata alla gestione del settore, con finanziamenti adeguati per assicurare la continuità dell’attività e raggiungere anche questi obiettivi.”

Quanto conta il legame da tradizione e valorizzazione del territorio nel turismo legato al mondo dei cavalli?

“Il legame tra il mondo dei cavalli ed il territorio potrebbe portare un grande contributo anche allo sviluppo del turismo oltre che alla ’salvezza’ dell’ippica nazionale, ma serve, come detto prima, l’urgente riforma del settore e spero che il Governo ed il Parlamento si mettano a lavorare anche su questo tema molto delicato.”

Esistono esempi virtuosi in Itali o all’estero?

“Soprattutto in Francia ed in

LUCI A SAN SIRO

In occasione della conferenza stampa promossa da Flutter Southern Europe & Africa (Sea) dedicata alla presentazione dei grandi eventi della stagione ippica al via in questi giorni a Milano e al percorso di trasformazione dell’Ippodromo Snai San Siro, Remo Chiodi - direttore generale per l’Ippica del Masaf - ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori per accompagnare il settore in una fase di evoluzione e modernizzazione: “La qualità degli impianti, degli investimenti infrastrutturali e dell’offerta sportiva rappresentano

Remo Chiodi direttore generale per l’ippica del

Inghilterra molti eventi ippici hanno importanti ricadute economiche e turistiche oltre che un grande legame con il territorio e con le istituzioni. In Francia ci sono 330 ippodromi ed in Inghilterra oltre 50 ippodromi ed in occasione dei Grandi Premi ci sono sempre tanti turisti e l’intero territorio è coinvolto nell’evento, con tante iniziative e feste sia in ippodromo che in città ed i rappresentanti delle istituzioni sono sempre presenti. Nella necessaria riforma dell’ippica nazionale sarebbe molto opportuno prendere a riferimento sia il sistema francese che quello inglese.”

un elemento centrale per rendere l’ippica sempre più attrattiva e competitiva in una logica di sinergica partnership tra pubblico e privato. Realtà come l’Ippodromo Snai San Siro dimostrano come sia possibile coniugare tradizione e innovazione, preservando il valore storico dell’ippica ma aprendola anche a nuovi pubblici e nuove opportunità”. Chiodi ha, inoltre, evidenziato come l’assegnazione del Derby Italiano a Milano e l’appuntamento annuale con le Oaks d’Italia rappresentino “un’opportunità per tutto il movimento ippico nazionale”, valorizzando un impianto oggi in grado di garantire “standard organizzativi, tecnici e infrastrutturali di altissimo livello anche in chiave

Per avvicinare il pubblico ed i giovani all’ippica è quindi “necessario che venga fatta quanto prima la riforma dell’intero settore, facendo diventare gli ippodromi grandi luoghi di intrattenimento dove poter assistere alla bellissima e storica competizione sportiva qual è la corsa dei cavalli, che fu disputata in Grecia alle prime Olimpiadi. C’è molto lavoro da fare e certamente tutti gli ippodromi sono pronti a dare il loro contributo per raggiungere questo obiettivo. Occorre che il Masaf affronti queste tematiche e lavori per realizzare il prima possibile tale riforma.”

Marco Chantre Bompiani

Racetracks & Asset

Development Senior Director Snai

internazionale. Il Masaf intende estendere gli sforzi di Flutter Sea per rendere lo spettacolo ippico coinvolgente ed emozionante.”

Marco Chantre Bompiani - Racetracks & Asset Development Senior Director Snai - ha raccontato come l’ippodromo Snai San Siro rappresenti oggi “un’eccellenza dal punto di vista ippico”, sempre più aperta a nuovi pubblici e a una fruizione continuativa degli spazi. “Vogliamo che l’ippodromo diventi una location dove poter venire tutti i weekend per trascorrere una giornata di sport e intrattenimento, non un luogo da vivere solo durante i grandi eventi”, ha affermato Chantre Bompiani. “Qui si viene per le corse, ma anche per stare insieme, fare sport, ascoltare musica, vivere esperienze in uno dei polmoni verdi più belli di Milano”. Il manager ha inoltre ricordato i risultati già ottenuti nei primi mesi del 2026 grazie alla partecipazione dell’Ippodromo Snai San Siro a importanti iniziative culturali come le Giornate Fai di Primavera, MuseoCity e Piano City Milano, che hanno portato migliaia di visitatori all’interno della struttura, confermando il crescente interesse dei cittadini nel riscoprire un patrimonio di oltre un secolo di storia.

Masaf.

PARCHI A TEMA

CENTRALI PER IL TURISMO

Iparchi a tema non sono più soltanto luoghi di svago: negli ultimi anni si sono affermati come veri e propri motori di sviluppo turistico, capaci di attrarre milioni di visitatori, generare indotto economico e rafforzare l’attrattività dei territori. In Italia, da nord a sud, queste strutture rappresentano un segmento sempre più strategico dell’offerta turistica, contribuendo ad allungare la permanenza dei visitatori, destagionalizzare i flussi e valorizzare le destinazioni che le ospitano. Grazie a investimenti continui, innovazione tecnologica e un’offerta sempre più diversificata, i parchi a tema si confermano oggi un volano per la crescita del turismo italiano, in grado di coniugare intrattenimento, occupazione e promozione del territorio. A ribadire il legame tra parchi a

tema e turismo è il direttore generale dell’associazione Assoparchi, Maurizio Crisanti, insieme al presidente Luciano Pareschi, in questa intervista duplice. Quanto incidono i parchi giochi e tematici sull’attrattività di una destinazione turistica?

“Molto: se in passato il parco divertimenti era considerato un’escursione in giornata, oggi spesso diventa il motivo stesso della vacanza, come dimostra l’incremento molto forte delle vendite di pacchetti parco + hotel da parte dei player più strutturati, con fatturati dell’ordine di milioni di euro.”

Negli ultimi anni avete registrato un cambiamento nel profilo dei visitatori? Più famiglie, giovani o turisti stranieri?

“La distribuzione dei turisti stranieri è eterogenea e cambia in funzione della dimensione e della posizione del parco: nel caso delle strutture più grandi nelle zone turistiche, come Gardaland e Mirabilandia, raggiunge anche il 40%. Nel complesso, l’offerta è molto diversificata e, come tale, intercetta tipologie

L’associazione Assoparchi a tutto campo sul settore, con dati su occupazione e indotto che fanno ben sperare

di pubblico differenti, di tutte le età. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una progressiva evoluzione dei format e dei contenuti di intrattenimento, con l’obiettivo di allargare il target”.

In che modo i parchi possono contribuire alla destagionalizzazione del turismo?

“I parchi contribuiscono alla destagionalizzazione stimolando la domanda anche nei periodi di media e bassa stagione con contenuti differenziati, legati ad esempio ad Halloween e a Natale. Alcuni parchi a tema sono arrivati ad allungare i periodi di apertura quasi a tutto l’anno, come Leolandia, che apre a febbraio con Carnevale e chiude il 6 gennaio, garantendo un flusso continuo di visitatori. Questo, oltre ad estendere la fruibilità dell’esperienza durante l’anno, permette di attivare il territorio circostante, creando ricadute positive per hotel, ristorazione, servizi e imprese locali nei mesi tradizionalmente meno frequentati.”

Quanto conta oggi l’innovazione tecnologica nell’esperienza offerta ai visitatori?

“L’innovazione tecnologica conta moltissimo e attraversa tutte le componenti dell’esperienza di visita. Il primo ambito è naturalmente quello del prodotto: nuove tecnologie, soluzioni immersive, realtà aumentata, sistemi audio-video evoluti e strumenti di interazione digitale

Caribe Bay

permettono di sviluppare spettacoli e attrazioni sempre più ambiziosi e coinvolgenti, in grado di superare le aspettative del pubblico. C’è poi un tema fondamentale legato alla sicurezza, dove la tecnologia ha un valore imprescindibile: dai sistemi di monitoraggio e controllo alla manutenzione predittiva, fino agli strumenti di prevenzione e gestione dei flussi, l’innovazione garantisce un miglioramento continuo degli standard operativi. Infine, la digitalizzazione del customer journey e l’integrazione dell’intelligenza artificiale permettono di rendere l’esperienza sempre più completa e personalizzata. Questo vale prima, durante e dopo la visita, abbracciando l’acquisto dei biglietti, la gestione del parcheggio, la prenotazione di pasti e pernottamenti, i sistemi salta-code, le app con notifiche in tempo reale e l’offerta di servizi pensati per accompagnare il visitatore in ogni fase della giornata. La tecnologia, però, non sostituisce il valore dell’esperienza fisica, che resta il cuore dei parchi divertimento. Al contrario, la rafforza: permette di ridurre le frizioni, migliorare la qualità del tempo trascorso nel parco e costruire un rapporto più continuativo con il visitatore, che cerca comunque un’esperienza fisica, reale, facilitata dalla tecnologia. Uno strumento strategico per aumentare soddisfazione, accessibilità, sicurezza e attrattività dell’offerta.” Ma qual è il rapporto tra parchi divertimento e territorio locale? Che impatto economico hanno sulle comunità circostanti?

A rispondere è Luciano Pareschi, presidente di Assoparchi e Caribe Bay Jesolo: “Il settore comprende più di 400 strutture in Italia. Con un fatturato dalla sola vendita dei biglietti di oltre 300 milioni di euro, 21,1 milioni di visitatori certificati

Siae e 25mila posti di lavoro diretti, i parchi divertimento si collocano a pieno titolo tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia. In alcuni casi essi rappresentano vere e proprie destinazioni in grado di attivare e sviluppare economie locali, alimentare flussi di visitatori, sostenere l’ospitalità, la ristorazione, i servizi, i trasporti e l’intera filiera del tempo libero, oltre a tutti i servizi e le attività accessorie, come quelle legate alla manutenzione. Il nostro Osservatorio ha calcolato il valore dell’indotto del comparto in 8 miliardi di euro, a fronte di circa 60mila posti di lavoro. Numeri che confermano il ruolo dei parchi come presidi di sviluppo, occupazione e attrattività per i territori in cui operano.”

Che messaggio si sente di dare alle istituzioni per sostenere maggiormente il comparto dei parchi e del turismo legato all’intrattenimento?

“Al Governo chiediamo quindi misure che riconoscano questo ruolo e sostengano la competitività delle imprese. Una proposta, condivisa con la Rete Imprese di Spettacolo/ Agis riguarda la riduzione dell’Iva sui biglietti, come avvenuto in Gran Bretagna: un intervento concreto per rendere l’offerta più accessibile, sostenere i consumi per il tempo libero e rafforzare il sistema italiano. Da tempo chiediamo inoltre una revisione di alcune norme nate per altri settori e ingiustamente applicate ai parchi. Un esempio è rappresentato dalle regole sul secondary ticketing: pensate per contrastare il bagarinaggio negli eventi dal vivo, finiscono nella pratica per imporre procedure complesse che rendono più difficile la distribuzione dei biglietti attraverso le piattaforme online specializzate in attività, escursioni e turismo esperienziale.

Luciano Pareschi presidente associazione Assoparchi

Stimiamo che una maggiore apertura verso queste piattaforme potrebbe generare una crescita tra il 3 e il 5% dei volumi complessivi del comparto, con ricadute positive sul turismo e sul gettito fiscale dei territori. Un ulteriore tema di attualità riguarda il dynamic pricing, su cui a livello europeo si sta valutando l’introduzione di possibili limiti: anche in questo caso è fondamentale distinguere le pratiche speculative emerse in altri segmenti dell’intrattenimento dal modello adottato dai parchi. Nel nostro settore esiste un prezzo massimo praticato alla cassa e la modulazione tariffaria avviene al ribasso, per premiare chi prenota in anticipo o sceglie giornate meno affollate. È quindi uno strumento che amplia l’accessibilità, consente di distribuire meglio i flussi e contribuisce a migliorare l’esperienza.” All’interno dei parchi divertimento le sale giochi tradizionali che peso hanno?

“I parchi tematici hanno spesso al loro interno sale giochi tradizionali. Nei parchi a tema si trovano spesso stand che propongono anche giochi di abilità, tipici delle fiere, come tiri ai barattoli, lancio di cerchietti e altre tipologie simili. Si tratta di un’offerta quantitativamente limitata, anche se sempre gradita dal pubblico, e contribuisce all’offerta di esperienze che rispondono ai diversi gusti del pubblico. Ovviamente questi giochi, automatici o di abilità, non incidono sui bilanci in modo sostanziale, ma arricchiscono l’offerta e permettono sfide tra genitori e figli o gruppi di amici.”

IL POTERE DELL’ATTRAZIONE

I prodotti su licenza aumentano il coinvolgimento dei giocatori, come ci raccontano da InterGame

Il mondo delle licenze nel settore dell’intrattenimento e delle attrazioni può sembrare semplice a prima vista, ma nasconde molte più complessità di quanto si possa immaginare. Le attrazioni su licenza sono affascinanti: questo è indiscutibile. Chi non vorrebbe immergersi nel mondo del proprio libro, programma televisivo o film preferito? Le attrazioni basate su licenze offrono qualcosa che quelle originali non possono garantire: un pubblico già esistente che conosce e comprende la storia alla base dell’esperienza. Nonostante il loro fascino, però, possono rappresentare un vero campo minato. Trattative complesse con i titolari dei diritti e costi più elevati sono solo alcuni degli ostacoli che possono scoraggiare gli sviluppatori. Uno degli ambiti in cui le licenze si dimostrano particolarmente efficaci è quello dei premi. Un premio su licenza ha spesso un valore percepito superiore rispetto a un prodotto equivalente senza marchio e può diventare il pezzo forte di qualsiasi redemption room. Michael Aisenberg, marketing manager di Rhode Island Novelty, spiega: “Il vantaggio principale è la riconoscibilità. Una licenza forte genera una reazione immediata: gli ospiti la vedono e pensano subito “Lo voglio”, anche se non erano entrati con l’intenzione di giocare per ottenerla. C’è anche un senso di esclusività, soprattutto quando si tratta di un oggetto che non si può semplicemente acquistare in negozio. Con prodotti come Squishy-Ishies, i visitatori sanno che l’unico modo per ottenerli è vincerli giocando, e questo rende il premio ancora più gratificante. È proprio questa combinazione di familiarità ed esclusività a spingere le persone ad accumulare biglietti o punti.”

Joe Kirby, regional sales manager del distributore Betson Enterprises, evidenzia come le licenze cinematografiche e musicali siano tra le più forti. “Chi acquista una licenza sa esattamente cosa sta ottenendo, spiega. Sa che quei film o quella musica non scompariranno. La nostalgia gioca certamente un ruolo importante,

PULLING POWER

LICENSED PRODUCTS DRIVE ENGAGEMENT WITH PLAYERS, AS INTERGAME TELLS US.

The world of licensing in amusements and attractions is one that at first might seem simple, but under the surface has more complexities than you might expect.

Licensed attractions are cool – that’s a given. Who doesn’t love stepping in to the world from their favourite book, TV show or movie? Licensed attractions offer something that unlicensed options cannot – a ready-made audience that already understands the story of the attraction. But, despite their appeal, licensed attractions can often be a minefield, with difficult negotiations with licence holders and higher costs just a couple of issues that can put off developers.

One place where licences are most effective is in the world of prizes. A licensed prize often has a higher perceived value than its unlicensed sibling and can make a wonderful centrepiece for any prize room. Michael Aisenberg, marketing manager at Rhode Island Novelty told us: “The biggest benefit is recognisability. A strong licence creates an instant reaction where guests see it and think, ‘I want that,’ even if they didn’t walk in planning to play for it.

ma il prodotto deve essere stato valido fin dall’inizio. Abbiamo visto abbastanza giochi andare e venire per sapere che il semplice fatto di appartenere al passato non basta.”

Questi giochi offrono un’opportunità rara: permettere ai fan di vivere in prima persona i personaggi che amano. Mentre un prodotto retail su licenza può limitarsi a riprodurre l’immagine di un personaggio, un’attrazione può trasportare gli ospiti all’interno delle loro storie preferite, rafforzando il legame emotivo con il marchio. Andrew Neerdaels, licensing manager di Dimensional Branding Group, società appartenente a Village Companies che comprende anche Bay Tek Entertainment, sottolinea il valore di questa opportunità:

“La bellezza delle licenze nel settore dei Family Entertainment Center è che permettono ai fan di interagire con i loro marchi preferiti in modi normalmente impossibili. I centri di intrattenimento familiare ospitano giochi straordinari; alcuni, come Skee-Ball, esistono da oltre cento anni. In uno spazio così competitivo, associare un grande marchio a un’esperienza di qualità crea immediatamente una connessione emotiva con gli ospiti e, se l’esperienza è all’altezza, genera giocate ripetute nel tempo.”

Alan-1 ha sfruttato con successo diverse licenze nei suoi prodotti più recenti, tra cui il crane game Butts on Things. Davin Anderson, chief revenue officer dell’azienda, afferma: “Una proprietà intellettuale forte riduce drasticamente il tempo necessario per prendere una decisione. Gli ospiti non devono capire cosa sia il prodotto: hanno già un’opinione o una sensazione associata ad esso. Nel caso di Butts On Things, quella sensazione è immediatamente umorismo e divertimento. In una struttura dedicata al bowling, dove gli operatori competono per aumentare il tempo di permanenza e la spesa accessoria, una gru che fa sorridere le persone prima ancora che abbiano inserito una moneta rappresenta un vantaggio significativo. Inoltre, i prodotti su licenza ottengono risultati migliori sui social media, ampliando organicamente la portata promozionale delle location che ospitano le gru Butts On Things e i relativi giocattoli collezionabili.”

Per Apple Industries, le licenze sono diventate un elemento centrale dell’offerta delle cabine fotografiche Faceplace. Contenuti concessi da colossi come Marvel, Disney e squadre sportive di tutto il mondo non solo attirano più clienti, ma aumentano

“There’s also a sense of exclusivity, especially when the item isn’t something they can just go buy at a store. With something like Squishy-Ishies, guests know the only way to win it is to play for it, which makes it feel more rewarding. That combination of familiarity and exclusivity is what really drives people to save up tickets or points.”

Joe Kirby, regional sales manager at distributor Betson Enterprises highlights licences from film and music as being the strongest. “The licensee knows what they’re getting,” he explained, “they know the films or music aren’t going anywhere. Nostalgia plays its part, but it’s something that must be great to begin with. We’ve seen enough games come and go that end up obscure Jeopardy answers to know that just being from the past isn’t enough.”

Licensed attractions offer a rare opportunity to allow fans to experience the characters that they love firsthand. While a licensed retail product might merely include a likeness, an attraction can take guests inside of their favourite stories, deepening an emotional connection to the brand.

For Apple Industries, licensing has become a key part of its overall offering in its Faceplace photo booths. Licensed content from huge names like Marvel, Disney and sports teams across the world not only pulls in more customers, but also increases what they’re willing to spend on the experience.

When you think of iconic licensed arcade games, there’s one manufacturer that probably sticks out more than most. Stern Pinball has made a name for itself over the past few decades, manufacturing pinball tables that feature some of the biggest names from the worlds of film and music right on the playfield. It is an example

anche la loro disponibilità a spendere per l’esperienza.

Danielle Sullivan, marketing content manager dell’azienda, spiega i criteri di selezione delle licenze: “Le licenze di maggior successo tendono ad avere una notorietà trasversale, community di fan molto attive e una forte componente collezionistica. La nostalgia può svolgere un ruolo fondamentale, soprattutto quando un marchio riesce a coinvolgere più generazioni. Star Wars ne è un perfetto esempio, perché unisce il richiamo nostalgico a una continua rilevanza culturale grazie ai nuovi contenuti e a una fanbase estremamente appassionata.”

Quando si pensa ai giochi arcade su licenza più iconici, c’è un produttore che probabilmente viene in mente prima di tutti: Stern Pinball. Negli ultimi decenni l’azienda si è costruita una reputazione realizzando flipper dedicati ad alcuni dei più grandi nomi del cinema e della musica. È un esempio perfetto di come una licenza possa diventare parte integrante del prodotto, portando nel mondo del flipper un pubblico già consolidato. L’ultima novità è il flipper Pokémon, basato sul franchise d’intrattenimento più redditizio del mondo.

Zach Sharpe, senior director marketing di Stern Pinball, afferma: “Le migliori licenze sono quelle che possiedono un’eredità iconica e fanbase fedeli, capaci di rimanere rilevanti nel tempo. La nostalgia gioca certamente un ruolo importante, perché i classici del

of the licence being integral to the product, bringing a ready-made audience to the world of pinball. Its latest game is Pokémon pinball, utilising the licence from the world’s biggest entertainment franchise. Zach Sharpe, senior director marketing at Stern Pinball, said: “The license was a great fit for pinball because the core themes of Pokémon, such as catching, battling rivals, progression and collecting achievements, already translate naturally into gameplay. The franchise’s iconic characters, music and visual identity also help create an instantly immersive experience on the machine. This multi-generational fanbase allowed Stern to reach beyond traditional pinball audiences and connect with both long-time Pokémon fans who grew up with the brand and younger players discovering it today. As an additional draw, this collaboration celebrated the anniversaries of both Stern Pinball and Pokémon, positioning the launch as a cultural moment that explores the powerful symmetry of two legacies intersecting.”

Sega Amusements has a long history of licensed hits, and one of those favourites has been refreshed for a modern audience. The company’s sales and marketing executive, Lester Travasso, says that an emotional connection to the brand is key. “Licensed IP brings instant familiarity and emotional connection, helping attractions stand out on a busy arcade floor,” he said. “A great example is Daytona Championship USA Motion Edition, which leverages a hugely recognisable racing brand and high-energy motion gameplay to draw in both fans and new players, boosting footfall and repeat play.”

Another similarly powerful brand is the Smurfs, which manufacturer Elaut has utilised in a recent product. It joins its other licensed products like Wizard of Oz to offer something for everyone. Laurens De Smedt, Elaut’s CEO, said: “A strong IP can completely elevate a game. Elaut’s Mistral is a great example - solid on its own but transformed into a global hit when launched as Wizard of Oz in the US.

“Today, the Wizard of Oz six-player pusher still leads the charts.

“Recognisable characters, storytelling and especially music create instant emotional connection, drawing players in and increasing repeat play.”

Licensing is a two-way street and while an IP holder must do its due diligence on any potential partner, the developer must do the same. Jim Wyatt, president of VR coaster manufacturer Rilix highlighted that the choice of partner is key, saying: “Once you’re selling an IP-licensed piece, your brand becomes linked to that property. Select partners with long-standing positive reputations. While

passato sono molto efficaci nel riconnettere i giocatori ai franchise che già conoscono e amano, soprattutto quando vengono accompagnati da un approccio moderno al gameplay. Proprietà intellettuali di grande richiamo come Pokémon sono altrettanto importanti per attrarre pubblici più ampi e spesso più giovani.

Stern Pinball non si concentra su una singola nicchia, ma privilegia una combinazione di collaborazioni con IP storicamente significative e classici contemporanei, con l’obiettivo di riunire generazioni diverse sotto la comune passione per il flipper.”

Sega Amusements vanta una lunga tradizione di successi su licenza e uno dei suoi titoli più amati è stato recentemente aggiornato per il pubblico moderno. Lester Travasso, sales and marketing executive dell’azienda, sottolinea l’importanza della connessione emotiva: “Le proprietà intellettuali su licenza portano familiarità immediata e coinvolgimento emotivo, aiutando le attrazioni a distinguersi in una sala giochi affollata”.

Ma le licenze sono una strada a doppio senso. Se da una parte il titolare dei diritti deve effettuare tutte le verifiche necessarie sul potenziale partner, dall’altra anche lo sviluppatore deve fare altrettanto. Jim Wyatt, presidente del produttore di montagne russe VR Rilix, evidenzia l’importanza della scelta del partner:“Quando si commercializza un prodotto basato su una proprietà intellettuale concessa in licenza, il proprio marchio diventa inevitabilmente associato a quella proprietà. È quindi fondamentale scegliere partner con una reputazione positiva consolidata nel tempo. Anche se controversie che coinvolgono marchi familiari affermati sono rare, vale comunque la pena considerare questo aspetto durante la valutazione.”

Neerdaels sottolinea inoltre come la durata delle trattative renda essenziale scegliere licenze destinate a mantenere il proprio valore nel tempo. Mentre secondo Travasso di Sega, sono le licenze capaci di generare una reazione emotiva quelle che ottengono i migliori risultati.

controversy around established family brands is rare, it’s worth factoring into your evaluation.”

Aisenberg at Rhode Island Novelty says that a proven track record of successful products can make a manufacturer more seem like a safer bet for a prospective licensor. He said: “It really depends on your experience and the volume you can support. If you have a strong track record, it makes those conversations a lot smoother.

“One thing that’s consistent across the board is that licensors are very focused on how their brand is represented. They’re usually very involved in the design process and want to make sure everything meets their standards. That’s why it’s so important for your design team to stay closely aligned with them from start to finish.”

Neerdaels explained that, due to the length of negotiations for licensed products, any licence that is chosen must have staying power. He said: “Longevity must be a filter because contract negotiations can go from a couple of months to over a year to get to the finish line. After the contract is dialled in the approval process can also be an unanticipated hurdle for many manufacturers. Brand owners, especially very popular ones are, understandably rigorous with their intellectual property approvals. Approvals alone can add unforeseen weeks, even months to the project timeline.”

Elaut’s De Smedt highlighted just how tough negotiations around licensed products can sometimes be, saying: “Negotiations can be demanding, with high upfront fees and minimum guarantees. This makes development a calculated risk, but one that can pay off significantly. At Elaut, strong partnerships and proven gameplay concepts consistently result in high-performing, operator-favourite games.”

E De Smedt di Elaut conclude evidenziando quanto possano essere impegnative le trattative legate alle licenze: £Le negoziazioni possono essere molto esigenti, con costi iniziali elevati e garanzie minime significative. Questo rende lo sviluppo un rischio calcolato, ma uno che può generare ritorni considerevoli. In Elaut, solide partnership e concept di gioco già collaudati continuano a tradursi in prodotti dalle prestazioni eccellenti e particolarmente apprezzati dagli operatori.” amusement

on è solo una questione di gioco per Roblox, piattaforma gigantesca che ogni mese sfiora i 400 milioni di utenti connessi e che oggi rappresenta un’autentica opportunità per brand e destinazioni turistiche. Ne abbiamo discusso con Sander Migliavacca, cofounder di Atopos, creative company che si pone l’obiettivo di far entrare aziende e istituzioni nei mondi social gaming con una visione strategica, culturale e creativa.

Perché Roblox?

“Perché oggi è molto più di una piattaforma di gioco: è un ecosistema sociale globale, dove le nuove generazioni passano tempo, interagiscono, scoprono contenuti e costruiscono identità digitali. Per noi rappresenta una grande opportunità perché unisce community, media, creatività e pubblici diversi. Detto questo, non siamo legati solo a Roblox: proponiamo anche Fortnite, Minecraft o altre piattaforme quando sono più adatte agli obiettivi del brand. La nostra filosofia è consulenziale: aiutiamo aziende e istituzioni ad avvicinare il proprio brand ai giovani in modo credibile e

ROBLOX

NON È SOLO UN GIOCO

Viaggio dentro un ecosistema sociale globale che accompagna brand e destinazioni turistiche dove le nuove generazioni passano il tempo e interagiscono.

rilevante”.

Quali i vantaggi e quali i limiti tecnici e di pubblico che una piattaforma del genere offre rispetto ad altri motori di gioco o mondi virtuali?

“Il vantaggio principale è che Roblox è già popolato, accessibile e social. Un brand non deve costruire da zero un mondo virtuale e poi portare lì gli utenti: entra in un ecosistema dove il pubblico è già presente. Dal punto di vista tecnico offre molta libertà: si possono creare

mondi narrativi, minigame, eventi, percorsi educational. Inoltre, essendo una piattaforma, permette costi di sviluppo e mantenimento più sostenibili. Il limite vero è progettuale: bisogna conoscere il linguaggio di Roblox. Un’esperienza troppo statica o troppo pubblicitaria non funziona”.

Come Roblox può trasformarsi in uno strumento di marketing territoriale efficace?

“Per una destinazione turistica, Roblox può diventare uno strumento potente di awareness e desiderabilità. Non sostituisce il viaggio fisico, ma può anticiparlo:

fa scoprire un luogo a un pubblico internazionale che magari non lo conosce ancora. Su Roblox una destinazione non si guarda soltanto, si esplora e si vive. Monumenti, paesaggi, tradizioni e cultura possono diventare missioni, storie, oggetti digitali e momenti interattivi. Alcuni esempi internazionali esistono già, come Qatar Adventure o le Canarie”.

Quando si ricrea una destinazione reale su Roblox, qual è il giusto equilibrio tra fedeltà geografica e storica e necessità di rendere l’esperienza divertente e gamificata?

“Il nostro approccio è sempre game first. La fedeltà visiva e culturale è importante, perché rende il luogo riconoscibile, ma non basta. Se l’esperienza non è divertente, gli utenti entrano e se ne vanno. Bisogna quindi selezionare gli elementi identitari più forti e reinterpretarli con meccaniche di gioco e reward ingaggianti. Non serve una copia 1:1 del luogo reale, serve una versione giocabile e memorabile”.

Quanto è pronta l’Italia a sfruttare questi canali?

“L’Italia ha un potenziale enorme, forse superiore a quasi tutti gli altri Paesi, ma non lo ha ancora espresso davvero su questi canali. Probabilmente c’è ancora diffidenza verso il gaming, percepito come troppo giovane o poco istituzionale. In realtà, se l’obiettivo è parlare con le nuove generazioni è uno dei linguaggi più naturali”.

contro ogni previsione, tra guerre e disastri vari, leggi che non ci sono e quando ci sono sarebbe meglio che non ci fossero, anche quest’anno siamo arrivati all’estate. Uno dei temi ricorrenti, oltre a bere molto, non giocare a tennis nelle ore calde e così via, è quello relativo all’importanza delle attività di intrattenimento nei luoghi di vacanza. Parlo di tema ricorrente perché tutto sommato un pensiero univoco in questo senso non c’è, abbiamo delle correnti che ritengono inutile investire in maniera strutturale nell’ intrattenimento del nostro settore, parlando sia di gaming che di gambling, in quanto le persone in vacanza vogliono stare all’aperto, vogliono godersi natura, panorama, buoni ristoranti. Abbiamo invece altre visionisecondo me corrette, poichè basate sui numeri - le quali ritengono che un investimento sistematico in attività ludiche in contesti di villeggiatura, non solo sia premiante, ma che si inserisca naturalmente nella filiera dell’offerta estiva. Ciò vale soprattutto nelle località balneari. Forse un discorso a parte andrebbe fatto in montagna per la tipologia stessa del turismo che fa questo tipo di scelta, ma mi soffermerei a fare alcune considerazioni laddove credo si esprimano i numeri più importanti. Questa filosofia di investimento nel Leisure al mare, dicevamo essere ampiamente supportata dai numeri: chi lavora nel settore conosce il business delle sale

NON DI SOLO BEACH VOLLEY!

L’importanza di gaming e amusement come completamento delle giornate al Mare

estive, quanto importanti siano e quanto vengano frequentate, senza scomodare i grandi parchi come Gardaland o Mirabilandia, giusto per citarne due. Inoltre sulla base della mia esperienza diretta, anche le sale dedicate ai Bingo posizionati i luoghi di villeggiatura, vedono d’estate un volume di lavoro di tutto il rispetto. Quindi sia che si punti sul target bambini, giovani e famiglie, sia che si facciano considerazioni relative alle attività di gambling, non va assolutamente trascurato quella parte di target che si sposta dalle grandi città e che, anzi, nel periodo delle vacanze, ha voglia di spendere. Intendiamoci: in questo contesto valgono sempre e comunque le regole del gioco che valgono tutto l’anno. Non è più sufficiente alzare la saracinesca la mattina e chiedo alla sera per avere un “cassetto“” significativo. Il nostro cliente cerca di dare al proprio denaro il massimo significato, quindi lavorare su offerte, accoglienza, sul creare dei luoghi di aggregazione e non di mera spesa, diventa la leva strategica più importante. Oggi più che mai valga il concetto di far percepire al cliente che non

gli si sta portando via i soldi di tasca, ma anzi gliela si sta riempiendo la tasca, con un controvalore superiore allo sforzo economico che sta facendo. Ugualmente, diventa importante, per gli stessi motivi di cui sopra, la natura dell’offerta, fatta di novità, di esclusive, ma anche e soprattutto di eventi, di occasioni di consumo, diciamo così, che coinvolgano il cliente e lo facciano permanere piacevolmente nei nostri locali. Spendere qualche euro all’inizio di stagione per dare una pitturata con nuovi colori, inserire qualche elemento in più legato alla scenografia dei nostri locali, arricchire un’insegna, possono diventare piccoli investimenti estremamente produttivi che premiano il cliente ricorrente, che di anno in anno viene nella stessa località e viene nei nostri locali, dando quel senso di novità che va ad aggiungere un altro tassello importante all’experience di gioco. A proposito della frequenza, (lo ripeto sempre, frequenza permanenza), ho sperimentato positivamente il fatto che, seppur la durata di una vacanza media raramente supera le due settimane, mettere in atto dei programmi di fideliz-

zazione a brevissimo termine e mediamente gratificanti, che può anche essere un buono per la consumazione da utilizzarsi il giorno dopo, diventa premiante, soprattutto per aumentare il numero di visite del cliente. Va fatta a questo punto una considerazione in merito al concetto di concorrenza, che in queste situazioni si allarga non solo ad altre offerte analoghe alla nostra, ma anche ad alternative di svago che distraggano la spesa del nostro cliente, compreso il gelato sul lungomare. È importante quindi sfruttare anche momenti di intercetto apparentemente non canonici, come un piccolo aperitivo da offrire a chi rientra dalla spiaggia prima di tornare in hotel o a casa. Ancora più facile per chi, come i Bingo, disponga di una parte food & beverage strutturata. Se poi si utilizzano sistemi avanzati per la gestione della sala, per esempio, di un sistema di gestione con tessere elettroniche per Video Arcade, vale sicuramente la pena pianificare degli orari in cui si propongono ai clienti degli Happy Hour, con tutti i giochi ad un costo più basso per un’ora. Mi fermo, comunque la parola d’ordine resta che in una situazione di intrattenimento generale, essere presenti in maniera determinante non può che essere pagante, con una logica costante di evento, di offerta speciale, di coinvolgimento dei nostri clienti, che non debbono, nemmeno nei nostri locali, dimenticarsi di essere in vacanza.

ITALIA E WSOP LAS VEGAS BATTI UN COLPO SE CI SEI

Solo il ‘solito’ Dario Sammartino alle World Series of Poker nella Sin City iniziate a fine maggio: quattro risultati per lui ma mancano in tanti e Dario Alioto non ci sarà e ci racconta la sua storia.

Italia assente in queste prime tre settimane delle World Series of Poker a Las Vegas, arrivate alla 57esima edizione della storia

dell’Hold’em (e delle sue infinite varianti) mondiale.

Un’intervista che vi proponiamo in questo speciale ad uno dei campioni del mondo, seppur Europe, e con tantissimi cash conquistati nella Sin City, Dario Alioto, sembra essere stata profetica in tempi non sospetti. Del resto l’offerta di poker live in Europa, al di là di quello che pensa l’esperto di Mixed Game, è enorme e molti players non solo sono prosciugati dai tanti eventi organizzati tutte le settimane ma potrebbero scegliere di restare proprio nel vecchio continente du-

Solo il ‘solito’ Dario Sammartino alle World Series of Poker nella Sin City iniziate a fine maggio: quattro risultati per lui ma mancano in tanti e Dario Alioto non ci sarà e ci racconta la sua storia.

rante i mesi estivi. Anche perché le spese per Vegas sono lievitate, specie nella città dove prima si poteva anche vivacchiare senza spendere miliardi tra Nobu, night life e shopping sfrenato.

In molti si stanno preparando per volare alle Wsop, specie per il periodo del Main Event. Ma mancano ancora tanti giocatori e solo Dario Sammartino ha centrato 4 risultati finora per il nostro Paese. Ottima la regolarità del campione napoletano con un braccialetto sfiorato nel $1.500 Mixed Games: Dealers Choice dove ha centrato un’altra deep run nel Championship dello stesso format da 21 giochi. A conferma della sua completezza di gioco in attesa dei tornei più importanti di No Limit Hold’em dove, nel 2018, ha centrato il secondo posto nel Main Event per ben 6 milioni di bigliettoni. ’

RYU,

IL MI G LIORE NEL POT

LIMIT OMAHA, A LAS VE G AS NON CI SARÀ

Come abbiamo detto, un certo Dario “Ryu” Alioto mancherà quest’anno alle Wsop. Negli ultimi due anni i due “Darii”, nei mixed games hanno fatto il bello e il cattivo tempo per tutti e due i mesi e mezzo delle Series. Quest’anno Sammartino è “solo” e Alioto, coi suoi 16 cash in due anni, circa 3,5 milioni di dollari vinti in carriera e qualche braccialetto sfiorato (il titolo Wsop lo vince 16 anni fa a Londra nell’edizione Europe), non ci sarà.

In un’intervista abbiamo cercato di capire perché e, soprattutto, abbiamo parlato di Pot Limit Omaha, di cui Alioto è massimo esperto sia nella teoria che nella pratica: “In questo ultimo periodo ho giocato poco dopo due anni e mezzo in cui mi sono tolto quasi tutte le soddisfazioni che mi dovevo togliere. Quasi tutte perché, in realtà, il braccialetto è mancato un paio di volte. Ho fatto due secondi posti e un pizzico di delusione c’è stata in mezzo a tantissimi risultati. Potendo scegliere avrei preferito vincere il braccialetto ma va bene lo stesso, anzi, sono davvero contento del gioco che ho espresso. Non frequento i tavoli da gennaio, ora è aprile, e forse parteciperò ad una partita cash a Bratislava dove vivo per buona parte dell’anno con la mia compagna”.

Quindi è ufficiale, alle Wsop non parteciperai? “No. Non sarei dovuto andare neanche lo scorso anno. Poi, a Montecarlo, ho cambiato idea e sono tornato per il secondo anno di fila dopo 10 edizioni di assenza - prosegue Alioto - non vado non perché non mi piaccia giocare a Las Vegas. A me non piace stare nei due mesi più belli dell’estate chiuso

dentro un casinò. Se avessero organizzato le Series in un altro periodo dell’anno sarei andato volentieri”.

Tutti i risultati più importanti sono arrivati nel Pot Limit Omaha e nelle varianti. Tanti anni fa, quando il Plo ancora faticava in Italia, mi dicesti che negli States non erano più forti di noi, giocavano solo di più, senza farsi troppi problemi. Dopo questo lasso di tempo com’è la situazione adesso? “Sono molto contento che negli ultimi 2-3 anni si sta provando a giocare molto di più e che i tornei Plo e mixed sono sempre più presenti negli schedule degli organizzatori. Quando sono nei paraggi di chi propone eventi cerco di premiare partecipando ai tornei in programma anche se i buy in sono spesso troppo piccoli per me.

Per quanto riguarda l’America è evidente che lì si giochi molto di più e ovviamente sono sempre più avanti di qualche anno rispetto a noi. Tuttavia in questo momento giocano un Plo molto diverso e che io non apprezzo molto. Noi europei dobbiamo prendere consapevolezza di essere più avanti in questo momento. E i players statunitensi non si rendono conto che esiste questo gap, possiamo prenderci dei vantaggi”.

Non lo diciamo troppo forte, quindi? “Tranquillo, sono molto egocentrici e penseranno che siamo sempre indietro e continueranno a fare quello che fanno”, assicura Ryu.

Hai raggiunto livelli altissimi in carriera. A parte il braccialetto Wsop quale può essere l’ambizione che potrebbe riportarti ai tavoli dopo una pausa? “Faccio fatica a fare progetti futuri e via dicendo perché non sono in una fase in

cui penso molto al poker. Tuttavia rimane pur sempre la più grande passione della mia vita e quindi, quando posso, gioco. Sono un integralista del Plo - conferma Alioto - e mi piace pensare che io possa aver contribuito alla crescita del movimento anche fosse solo per l’1%, e questo mi rende felice. Spero che si continui su questa strada. Ho apprezzato il PPtour a Bratislava che ha inserito il Plo nello schedule, le varianti che si giocano alle Isop a Campione d’Italia e anche nei club come l’Imperium di Milano”.

Una curiosità: c’è un erede di Dario Alioto in Italia, o qualche allievo che hai visto crescere molto? “Credo che Youness Barakat sia davvero fortissimo. Ha la bandiera italiana ma vive da tanti anni nel Regno Unito. Per questo non si è formato nel nostro Paese come accaduto per tantissimi giocatori che 10-11 anni fa non avevano la possibilità di formarsi. L’Omaha non esisteva quasi o era relegato in un angolo. Adesso, invece, le scuole e i mezzi per crescere tecnicamente ci sono e da qui a qualche anno potremmo finalmente vedere i frutti della crescita del movimento”, ha concluso il braccialetto Wsope!

PH. CHRISTIAN ZETZSCHE

PENSANDO AL TERRITORIO GUARDANDO ALL’EUROPA

Piccolo è bello, ma può anche crescere. Specie quando i conti sono in ordine e si hanno idee chiare e che trovano consenso da parte della proprietà.

Parliamo dalla Sala Diamond, conosciuto come “casinò” di San Marino e che giunge al giro di boa del 2026: che bilancio possiamo tracciare per questo primo semestre e quali sono invece le risultanze del 2025? La parola a Salvatore Caronia, direttore generale e amministratore delegato della Giochi del Titano, che gestisce la struttura collocata a Palazzo Diamond, nella zona industriale di Rovereta.

“Dalla fine del Covid, l’esercizio

2025 è il primo che chiudiamo registrando una lieve flessione dei ricavi, pari all’1 percento. Si tratta però di un grande risultato che significa un consolidamento della crescita: i ricavi iscritti a bilancio sono infatti aumentati del 69 percento rispetto al pre-Covid. Inoltre la società ha prodotto un risultato, tra imposte e utili, pari a 22,2 milioni di euro, per un utile netto di 8,5 milioni di euro. Quanto all’andamento del primo semestre, è molto positivo e si attesta a una crescita di circa il 12 percento degli incassi rispetto all’analogo periodo del 2025.”

Quali sono i progetti di breve o lungo periodo che vi terranno impegnati nei mesi a seguire?

“Siamo concentrati su un doppio

Il direttore generale e amministratore delegato della Giochi del Titano, Salvatore Caronia , illustra i progetti della Sala Diamond, che punta a un rinnovamento in grado di offrirle un nuovo posizionamento.

obiettivo. La continuità dell’attività di impresa richiede un focus attento e proseguiremo dunque nell’attività di investimenti già indicati nel budget relativamente al rinnovo parziale del parco slot e al miglioramento dei servizi alla clientela. Perseguiamo poi l’obiettivo strategico legato alla definizione dei progetti tecnici e urbanistici per ottenere le approvazioni formali che ci consentiranno di procedere alla cantierabilità della ristrutturazione dell’immobile del Palazzo Diamond, già acquistato nella sua interezza. Contiamo di avere le licenze edilizie nei primi mesi del ’27, così da avviare i lavori entro la fine del prossimo anno.

Interventi e investimenti già approvati dal Socio stimati dal Piano originario a circa 10 milioni di euro che necessariamente dovranno essere attualizzati.

La Società ha un bilancio solido per realizzare una struttura che potrà misurarsi con quelle più importanti che ci sono in Italia e in Europa.”

Anche voi avete deciso di diversificare l’offerta e di puntare sulla cultura e sull’intrattenimento.

Con quali finalità e come ciò rafforza il legame con il territorio?

“L’attività culturale che svolgiamo comincia ad avere un suo storico e si affianca ai party estivi. C’è poi una terza attività non connessa all’attività di gioco, dedicata e ispira-

ta al nostro ex presidente Rino Chezzi, scomparso prematuramente e amante dell’arte, essendo lui stesso pittore-artista oltre che commercialista. Si tratta di un premio che diamo a un giovane sammarinese, all’esito di un concorso creativo che si conclude con una bella cerimonia e con l’esposizione delle opere presentate in concorso. Questa è anche un’occasione per raccogliere i giovani del territorio e per creare un rapporto con la comunità.”

La Sala Diamond soffre di non potere disporre di un’offerta online?

“Questo rappresenta una limitazione alla nostra possibilità di business ma allo stesso tempo è anche un’opportunità. Da un lato infatti ci consente di concentrarci sul business dal vivo, dall’altro ci stimola a tirare fuori ancora di più tutte le nostre competenze per essere accattivanti nell’offerta.”

Allargando lo sguardo ai casinò italiani, dopo un periodo di flessione di incassi che pareva inarrestabile e dopo difficoltà gestionali molto gravi, come definisce lo stato di salute complessivo del settore?

“Vedo con piacere che i casinò italiani, ma anche noi, dopo il Covid stiamo andando meglio che nel passato, un trend generalizzato a parte qualche momento di interruzione. Si tratta di un fenomeno quasi inspiegabile, se si considerano elementi come inflazioni, guerre, difficoltà geopolitiche, ma pare che la gente voglia divertirsi di più che prima e che abbia cambiato il proprio atteggiamento nei confronti della spesa considerata meno necessaria e utile. In particolare, sembrano i settori legati al benessere personale a essere maggiormente in crescita: ristorazione, gioco, ospitalità alberghiera, estetica, non invece l’automotive, e la Banca cen-

trale ci informa che la propensione al risparmio è diminuita. Abbiamo beneficiato di politiche economiche espansive avviate grazie al Pnrr e storicamente la crescita del gioco è associata a quella del Pil.”

Per una serie di motivi il costo del personale è sempre stato una spina nel fianco dei casinò italiani (ovviamente dal punto di vista delle proprietà e delle società di gestione): com’è la situazione a San Marino, dove peraltro la proprietà del Casinò è anch’essa pubblica?

“Il costo del personale credo e mi auguro essere un problema superato e che tutti i casinò se lo siano messi alle spalle, figlio di una gestione che si basava sul monopolio del gioco. Finito il monopolio, quello del personale era il costo meno revocabile, più strutturale e che più pesava sui bilanci ma nel corso degli anni, anche grazie ai rinnovi contrattuali e alle politiche di turnover, la situazione si è evoluta.

Per quanto ci riguarda, penso che oggi dobbiamo fare i conti con un mercato che si sta modificando completamente dal punto di vista sociale e demografico. Tenendo presente che quella nei casinò è un’attività lavorativa che si svolge di notte o nelle giornate di festa, servono politiche di fidelizzazione dei dipendenti. Sono un convinto sostenitore del fatto che essi debbano essere giustamente retribuiti e che invece dobbiamo concentrarci sull’organizzazione del lavoro e sulla sua flessibilità.

La vera sfida è il modello di cui ci si dota e che deve consentire efficienze operative ed efficacia produttiva. La capacità di adattamento

è fondamentale e su questo la Giochi del Titano ha fatto già molti passi avanti.”

Infine: negli anni passati il poker ha attirato nei casinò grandissime folle, portando magari non a grossi guadagni in termini di incassi, ma certo enormi per quanto attiene ingressi, visibilità e indotto. Questa onda lunga di popolarità si è infranta o è ancora possibile cavalcarla?

“Come tutte le onde è una questione di mode. Quanto il poker a torneo sbarcò dall’America fu aiutato dai mezzi televisivi che lo trasmettevano anche in diretta e sui canali generalisti, facendone un fenomeno di massa. Oggi non lo è più ma resta fenomeno importante. Il poker all’interno dei casinò è stato vissuto come un qualcosa che si andava ad aggiungere, come prodotto, all’offerta complessiva. Un prodotto non propriamente originario ma che si doveva gestire. Poi purtroppo il poker non è stato regolamentato, il tentativo legislativo fatto è caduto nel vuoto e questo è stato un errore, in quanto ciò ha consentito lo sdoganamento senza regole e l’Italia è diventata piena di circoli di poker. Mi passi l’eufemismo, “quando la briscola te la fanno sotto casa, è inutile andare a giocarla nei casinò!’”

Salvatore Caronia amministratore delegato e direttore generale, Giochi del Titano

Ho avuto l’opportunità di scrivere molto sul gioco d’azzardo trattando i temi più disparati. Alcuni mi sono stati sempre più cari di altri.

Uno di questi è l’aspetto ludico che è una delle principali componenti che caratterizzano il mondo di cui mi occupo.

Letteratura e filmografia hanno in molte occasione raccontato il mondo dei casinò: in alcuni casi attribuendogli un fascino speciale, ricco di glamour, come nei film di James Bond, in altri associandolo alla peggiore criminalità.

Non amo gli eccessi, non li ho mai amati, sia in senso positivo che in quello negativo. Vero è che nel passato, nella vecchia Europa, i casinò erano frequentati solo ed

CASINÒ E TURISMO

UN MATRIMONIO DI LUNGA DATA

Las Vegas è forse la destinazione che più ha creduto sul turismo abbinato al gioco. Lo ha fatto grazie a una filosofia di gestione del business fortemente orientata alla novità e a strategie di marketing aggressive che hanno portato in dote ai gestori dei casinò tassi di frequentazione una volta impensabili.

esclusivamente dalla nobiltà o da persone molto abbienti trasmettendo un’idea di esclusività e lusso riservati a pochi. Così come è altrettanto vero che la mecca del gioco, Las Vegas, negli anni ’40 e ‘50 è più volte balzata all’onore delle cronache per infiltrazioni mafiose nelle gestioni delle case da gioco.

In realtà la diffusione nei primi anni ‘80 dei cosiddetti giochi americani, slot machine in primis, ha trasformato il mix della clientela che decide di accedere alle sale da gioco. Un fenomeno che ha cambiato il mercato del gioco d’azzardo in modo radicale.

La componente ludica prende il sopravvento: il casinò diventa luogo dove ci

si diverte, dove si può assistere a spettacoli e gustare specialità enogastronomiche a prezzi contenuti. Certo si spende per giocare, ma l’emozione del gioco ci ripaga abbondantemente del costo sostenuto.

Ci tengo a precisare, ancora una volta, che occorre avvicinarsi al gioco d’azzardo in modo assolutamente responsabile perché il rischio di cadere vittime della dipendenza esiste. Un fenomeno che dalle statistiche ufficiali risulta fortunatamente limitato.

Si deduce da ciò che la maggior parte dei frequentatori dei casinò è pertanto animato solo dalla voglia di divertimento e l’ampia offerta di destinazioni in cui

si può giocare ha progressivamente generato flussi turistici molto significativi. Dal mare ai monti, alle principali capitali europee e più in generale del mondo, non mancano le opportunità per regalarsi un week-end o una vacanza più lunga in cui abbinare relax, benessere, enogastronomia, intrattenimento e gioco.

Las Vegas è forse la destinazione che più ha creduto sul turismo abbinato al gioco. Lo ha fatto grazie a una filosofia di gestione del business fortemente orientata alla novità e a strategie di marketing aggressive che hanno portato in dote ai gestori dei casinò tassi di frequentazione una volta impensabili. Oltremodo vincente si è da subito confermata la scelta di offrire accoglienza alberghiera di assoluto livello abbinata alle sale da gioco.

Un successo che è frutto di una scelta di base molto importante, di cui non smetterò mai di scrivere, la decisione di essere sempre aperti al cambiamento e di investire senza sosta per proporre alla propria clientela sempre il meglio di quanto disponibile a livello mondiale in tema di accoglienza, di divertimento e di intrattenimento.

La velocità con cui oggi viaggia l’innovazione è spaventosa, ne consegue che occorre essere attenti e rapidi nell’approfittare di ogni occasione che si presenta per continuare a primeggiare.”

l comparto del gioco pubblico italiano è in un passaggio cruciale: nuove regole, assetti competitivi in evoluzione, tecnologie che accelerano, reputazione da presidiare, interlocuzioni istituzionali decisive. In momenti come questi diventa evidente che non ci si può più limitare soltanto a reagire. In questo scenario l’Executive Gaming Club di IGE non aggiunge un appuntamento al calendario dell’industria: costruisce un luogo stabile di pensiero, relazione e responsabilità.

La forza del Club è nella continuità. Se IGE - Italian Gaming Expo & Conference rappresenta il grande momento pubblico di confronto e visione del settore, l’Executive Club ne raccoglie l’eredità durante l’anno e la porta in una dimensione più riservata, operativa e profonda. Non una platea da intrattenere, ma una community da attivare.

Il format è pensato per C-level, figure apicali, concessionari, fornitori, advisor, professionisti e stakeholder

executive gaming club

IGE EXECUTIVE GAMING CLUB

DOVE IL GAMING IMPARA A FARE SISTEMA

che condividono la necessità di leggere il mercato prima che i cambiamenti diventino emergenze. Una comunità ristretta, selezionata non per logiche di rappresentanza, ma per capacità di contribuire. Ogni partecipante porta esperienza, visione, responsabilità. Da questo scambio nasce l’intelligenza collettiva di chi ogni giorno decide in un comparto regolato e ad alta esposizione pubblica.

La nuova programmazione diventa il racconto dei grandi temi che attraversano il gaming. Al centro ci sono i nuovi assetti del mercato, con tutto ciò che comportano in termini di concessioni, equilibrio competitivo, modelli industriali e rapporto con il regolatore.

Un’occasione per interrogarsi non solo su cosa sta cambiando, ma su come il settore può governare il cambiamento senza subirlo.

Accanto ai verticali più tecnici, il Club apre spazi di alta formazione per allargare lo sguardo dei leader. Geopolitica, CEO intelligence,

intelligenza artificiale, regolazione delle piattaforme e trasformazioni del sistema globale non sono più temi lontani dal gaming: incidono su infrastrutture, pagamenti, filiere tecnologiche e scelte strategiche. Per questo il Club non insegue soltanto l’attua lità normativa, ma costruisce cultura manageriale. Un altro asse decisivo è quello della compliance, della comunicazione, del gioco responsabile e della legalità. Qui si misura una delle sfide più delicate del comparto: consolidare fiducia da parte delle istituzioni, dell’opinione pubblica, dei consumatori e degli stessi operatori. Parlare di responsabilità significa parlare anche di linguaggio, trasparenza, reputazione e capacità di raccontare il valore del gioco pubblico in modo credibile e maturo.

La programmazione guarda poi alla dimensione personale della leadership. In sistemi complessi e regolati, guidare un’azienda non significa soltanto conoscere norme, numeri e processi. Significa comunicare, costruire autorevolezza, proteggere la

propria reputazione professionale, decidere in contesti esposti. Per questo crescita personale, personal branding e leadership entrano nel perimetro del Club: perché il futuro del settore passa anche dalla qualità dei suoi leader. Anche i payment nel gaming rientrano in questo percorso: un terreno in cui innovazione, tracciabilità, sicurezza e sostenibilità regolatoria si incontrano, e che richiede un confronto serio e multilaterale. Ne nasce un filo rosso tra analisi, dialogo istituzionale e sintesi strategica. Ma il vero elemento distintivo dell’Executive IGE Club resta il metodo. Gli incontri non sono conferenze, panel tradizionali o passerelle. Sono tavoli riservati, costruiti secondo una logica di confronto franco, protetto, in formato Chatham House. Uno spazio in cui si può parlare con libertà, condividere dubbi, anticipare scenari, mettere a terra problemi e soluzioni senza la rigidità della comunicazione pubblica. È questa riservatezza a generare qualità: quando le persone giuste si siedono allo stesso tavolo, il dialogo diventa più vero e più utile. L’Executive Club di IGE è molto più di un programma di contenuti. È un’infrastruttura relazionale. Un luogo in cui l’industria può riconoscersi come sistema, costruendo continuità con le istituzioni e con il progetto IGE. Una community che non si limita a commentare il futuro del gaming, ma prova a prepararlo.

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Per “esperienza immersiva” si intende qualsiasi evento, istallazione o attività in cui il pubblico, grazie all’uso di tecnologie, viene trasportato in una realtà alternativa e chiamato a interagire con un ambiente multisensoriale. In questo modo, il pubblico da spettatore diventa attore, penetrando mondi che prima osservava da fuori. Ciò grazie all’uso combinato di dispositivi hardware (ad es. tablet, dispositivi indossabili, sensori di movimento e diffusori olfattivi) e tecnologie software di Extended Reality (XR), come realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e realtà mista (MR). L’uso dell’IA consente poi di generare contenuti creativi e modificarli, anche in tempo reale, grazie all’utilizzo dei dati raccolti dagli utenti nel corso dell’esperienza. Tale forma di intrattenimento riscontra un successo sempre maggiore ed è una nuova opportunità di business per i titolari di diritti che, grazie all’utilizzo delle tecnologie più avanzate, trovano nuove forme di ricavi e nuovi pubblici con cui interagire. Destinazioni turistiche, musei, istituzioni culturali ma anche società sportive, proprietari di infrastrutture

NOTE D’AUTORE

Hélène Thibault

ESPERIENZE IMMERSIVE DOVE LA COMPLIANCE È PIÙ COMPLESSA

DELLA TECNOLOGIA

Una gestione ardua tra proprietà intellettuale e beni culturali per un viaggio tra realtà fisica e virtuale sempre più richiesto.

Hélène Thibault è avvocato dal 2003 e socio dello studio legale Tonucci & Partners. Specializzata in di ritto della proprietà intellettuale e delle nuove tec nologie, vanta un’esperienza pluriennale nei settori del gaming, dell’entertainment e dello sport.

sportive e altri spazi dedicati all’organizzazione di eventi e/o spettacoli di ogni genere sono infatti sempre più propensi ad accogliere questo tipo di esperienza e a produrre contenuti immersivi propri da poter monetizzare. L’organizzazione e lo sviluppo di questa tipologia di contenuti innovativi richiede tuttavia un’attenta gestione legale delle relative attività. Primo tema di rilievo è quello dei contenuti creativi utilizzati nell’esperienza. La loro gestione, complessa, coinvolge potenzialmente opere protette sia dal diritto d’autore che dal Codice dei Beni Culturali, anche cumulativamente. Ebbene, è noto che l’utilizzo di un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore richiede l’autorizzazione dell’autore o dei suoi aventi diritti. A tale proposito, si ricorda che anche una volta caduta in pubblico, l’opera continua a godere della

tutela offerta dal diritto morale d’autore, il quale sopravvive all’autore e può essere legittimamente esercitato dai suoi eredi. Parimenti, anche l’utilizzo di beni culturali non è libero, e la loro riproduzione è condizionata all’ottenimento del previo consenso del titolare o depositario. Sarà quindi importante prestare la massima attenzione all’utilizzo di sistemi di IA generativa, che dovrà avvenire nel rispetto dei limiti della c.d. text and data mining exception prevista dalla Direttiva Europea n.019/790 (“Direttiva Copyright”), trasposta in Italia dalla legge n.132/2025. Ai sensi della suddetta normativa, in estrema sintesi, è consentito utilizzare contenuti protetti per allenare sistemi di IA generativa a condizione che sia consentito al titolare di diritti opporsi a tale utilizzo (c.d. opt-out). È quindi essenziale, per evitare di incorrere in violazioni, implementare specifici strumenti legali e tecnologici volti a garantire che il sistema acceda legalmente al contenuto e che sia effettivamente consentito utilizzare

uno specifico contenuto protetto prima di procedere al suo utilizza effettivo. Altro tema delicato è la raccolta e trattamento dei dati degli utenti nell’ambito dell’esperienza, specialmente quelli biometrici, sottoposto a rigide condizioni di consenso da parte del Regolamento UE 2016/679 “Gdpr”. La gestione dei dati dovrà quindi essere integrata già dalla progettazione dell’esperienza, seguendo un modello di privacy by design, se non si vuole rischiare sanzioni anche molto gravose. Gestiti adeguatamente i contenuti e il trattamento dei dati, sarà opportuno provvedere alla tutela del proprio investimento attraverso l’attivazione degli opportuni strumenti di protezione legale della creatività espressa nell’esperienza stessa. In particolare, potrebbero essere opere protette dalla legge sul diritto d’autore sia il progetto curatoriale che il format dell’esperienza e/o i singoli elementi creativi della stessa, sempreché siano riuniti i requisiti di creatività e di originalità richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza. Si ricorda che i contenuti interamente generati dall’intelligenza artificiale non sono tutelabili dal diritto d’autore e che in base alla nuova redazione dell’art.1 della legge sul diritto d’autore, solo in caso di intervento preponderante dell’essere umano, un’opera creata con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale potrebbe godere della tutela autoriale.

GIOCO RESPONSABILE

UNA SFIDA CONDIVISA

l convegno “Universo Azzardo”, svoltosi a giugno a Genova presso Palazzo Tursi e promosso come ogni anno dalla campagna nazionale Mettiamoci in Gioco, ha offerto un’importante occasione di riflessione su un tema che continua a interrogare istituzioni, operatori sociali, servizi sanitari e industria del gioco. Dagli interventi dei relatori è emersa con chiarezza la

NOTE D’AUTORE

necessità di guardare al fenomeno del gioco d’azzardo nella sua complessità. Se da un lato il settore rappresenta una realtà economica rilevante e una forma di intrattenimento praticata dalla maggioranza dei cittadini senza particolari conseguenze, dall’altro non possono essere ignorati i costi sociali, sanitari e relazionali che gravano sulle persone più vulnerabili e sulle loro famiglie.

Riccardo Zerbetto

È psichiatra e direttore del Centro Studi di Te rapia della Gestalt. Dal 2007 è direttore scien tifico di Orthos, associazione per lo studio e il trattamento dei giocatori d’azzardo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla crescita del gioco online, alla diffusione di modalità di gioco sempre più accessibili e alla maggiore esposizione di giovani e soggetti fragili a comportamenti problematici che possono sfociare in indebitamento, isolamento e compromissione delle relazioni affettive e lavorative. La sfida che emerge oggi non sembra essere quella di contrapporre in modo ideologico proibizionismo e liberalizzazione, bensì di costruire un modello di gioco responsabile fondato su un equilibrio tra libertà individuale, sostenibilità economica e tutela della salute pubblica.

In questa prospettiva

diventa fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione, promuovere una corretta informazione sui rischi, sviluppare sistemi di identificazione precoce dei comportamenti problematici e garantire percorsi di cura accessibili ed efficaci per le persone che sviluppano una dipendenza.

Parallelamente, anche l’industria del gioco è chiamata ad assumere un ruolo sempre più attivo nella promozione di pratiche responsabili, attraverso limiti, sistemi di autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti a rischio e collaborazione con i servizi territoriali.

Il messaggio emerso da Genova è chiaro: dietro i numeri del mercato esistono persone, famiglie e comunità. Solo una strategia condivisa tra istituzioni, terzo settore, operatori sanitari e comparto industriale potrà consentire di ridurre i danni dell’azzardo patologico senza rinunciare a una regolazione equilibrata del fenomeno. Una sfida complessa, ma necessaria, per coniugare libertà, responsabilità e protezione delle fasce più fragili della popolazione.

Genova, Palazzo Tursi

Con Roller Coaster, Nazionale Elettronica propone una piattaforma multigioco che racchiude otto titoli differenti all’interno di un’unica esperienza di intrattenimento. Un prodotto che punta sulla varietà, alternando meccaniche classiche e funzionalità moderne per offrire al giocatore un vero e proprio viaggio tra ambientazioni e stili di gioco diversi.

DESIGN E GRAFICA

Fin dal nome, Roller Coaster richiama il concetto di adrenalina e divertimento. L’interfaccia principale è costruita attorno all’immagine delle montagne russe, elemento che diventa il filo conduttore dell’intera proposta. All’interno della piattaforma trovano spazio ambientazioni molto diverse tra loro: dal circo alle atmosfere esotiche, passando per il tema spaziale e le classiche suggestioni da casinò. La varietà grafica rappresenta uno dei punti di forza del prodotto, consentendo al giocatore di scegliere ogni volta un’esperienza differente senza uscire dalla stessa piattaforma.

ROLLER COASTER

Otto avventure in un’unica piattaforma

Tipologia: Multi Game Videoslot

Nome:  Roller Coaster

Data rilascio:  2026

Produttore: Nazionale

Elettronica

Giochi presenti:  8

Linee di vincita: da 15 a 20 a seconda del titolo

Bonus game : multipli

RTP : fino a 96%

Jackpot: Link Bonus e premi progressivi

STRUTTURA DI GIOCO

La raccolta comprende otto titoli: Super Jumbo Extreme, Happy Cruise, Space Conquests, Black 21 Link, Gold Crown Link, Secret of Nile, Discover Jungle e Golden Egg Ogni gioco mantiene una propria identità e specifiche caratteristiche tecniche, con configurazioni che

spaziano da 15 a 20 linee di vincita e differenti livelli di puntata. L’elemento che accomuna l’intera proposta è la ricerca di una giocabilità immediata ma ricca di eventi speciali.

FUNZIONALITÀ SPECIALI E BONUS

La ricchezza delle feature è il vero cuore di Roller Coaster. Super Jumbo Extreme propone una meccanica bonus basata sulla raccolta

In questa rubrica in ogni numero proponiamo uno dei prodotti “top” sul mercato, tra Awp, Vlt e Videoslot, scelto dalla nostra redazione.

di simboli e sull’accumulo di premi, mentre Happy Cruise introduce Free Spin ottenibili attraverso le combinazioni dedicate. Nei titoli Black 21 Link e Gold Crown Link trovano spazio evoluzioni delle meccaniche Link Spin, con premi progressivi e moltiplicatori. Secret of Nile punta su Wild espandibili e sequenze di giri gratuiti concatenati, mentre Discover Jungle propone Free Game con simboli speciali replicati sui rulli. Completano l’offerta Space Conquests e Golden Egg con ulteriori bonus e Free Spin dedicati.

IL VERDETTO

Con Roller Coaster, Nazionale Elettronica sceglie la strada della varietà, concentrando in un’unica piattaforma alcune delle meccaniche più apprezzate dal pubblico. Il risultato è un prodotto completo, dinamico e particolarmente adatto alle sale che desiderano offrire un’esperienza diversificata senza rinunciare a immediatezza e intrattenimento. Una proposta che punta tutto sulla capacità di sorprendere il giocatore, proprio come una vera corsa sulle montagne russe: veloce, coinvolgente e ricca di emozioni.

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida Agcom (Delibera n. 132/19/Cons.)

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ENGAGE THE FUTURE

In questa rubrica vogliamo premiare gli sforzi delle aziende di gaming che partecipano ai principali eventi di settore, andando a premiare lo stand che ci ha colpito di più, attraverso una selezione che coinvolge i nostri esperti di gaming e di retail.

QUANDO L’INNOVAZIONE DIVENTA ESPERIENZA

Per questa edizione de Il Bello del Gioco abbiamo scelto lo stand di Soft2Bet allo SBC Summit Canada, una presenza che ha saputo distinguersi per eleganza, coerenza progettuale e capacità di trasformare la tecnologia in esperienza. Un risultato che l’azienda ha poi replicato con successo anche al successivo SBC Summit Americas di Miami, confermando una strategia espositiva ormai riconoscibile e perfettamente allineata alla propria identità di brand innovatore. In un settore dove spesso l’impatto visivo rischia di prevalere sul contenuto, Soft2Bet ha trovato un equilibrio efficace tra design, networking e valorizzazione della propria proposta tecnologica, mettendo al centro la piattaforma MEGA (Motivational Engineering Gaming Application), oggi vero elemento distintivo dell’azienda.

tribuito a creare un ambiente professionale ma accogliente, capace di attirare l’attenzione senza ricorrere a effetti scenografici eccessivi.

L’organizzazione degli spazi favoriva sia gli incontri business sia la dimostrazione delle soluzioni tecnologiche. Le aree lounge e meeting offrivano un contesto riservato per le conversazioni commerciali, mentre i display digitali permettevano di approfondire le funzionalità della piattaforma MEGA, protagonista assoluta della presenza fieristica dell’azienda.

EN

LA GAMIFICATION COME ELEMENTO CENTRALE

UNO SPAZIO CHE RACCONTA LA TECNOLOGIA

Lo stand presentava un’estetica contemporanea e pulita, caratterizzata da superfici scure, illuminazione a LED e una forte presenza del marchio, valorizzato attraverso elementi luminosi visibili da ogni punto della fiera. Il contrasto tra il nero dominante dell’allestimento e gli accenti luminosi ha con-

Più che una semplice esposizione di prodotto, Soft2Bet ha costruito un racconto attorno al concetto di engagement. La piattaforma MEGA è stata infatti il fulcro dell’esperienza proposta ai visitatori, mostrando come la gamification possa trasformarsi in uno strumento concreto di acquisizione, fidelizzazione e aumento del valore del giocatore. Questo approccio ha permesso all’azienda di posizionarsi tra i brand più visibili sul fronte dell’innovazione durante l’evento, rafforzando ulteriormente una reputazione costruita negli anni attraverso investimenti costanti in tecnologia proprietaria ed esperienze fieristiche ad alto impatto.

WHEN INNOVATION BECOMES AN EXPERIENCE

or this edition of The Beauty of Gaming, we selected Soft2Bet’s stand at SBC Summit Canada, a presence that stood out for its elegance, design consistency, and ability to transform technology into a tangible experience. The company successfully replicated this achievement at the subsequent SBC Summit Americas in Miami, confirming an exhibition strategy that is now both recognizable and perfectly aligned with its identity as an innovation-driven brand. In an industry where visual impact can sometimes overshadow substance, Soft2Bet found the right balance between design, networking, and the presentation of its technological offering, placing its MEGA platform (Motivational Engineering Gaming Application) at the center of the experience. Today, MEGA represents the company’s most distinctive competitive advantage.

A SPACE THAT SHOWCASED TECHNOLOGY

The stand featured a contemporary and refined aesthetic, characterized by dark surfaces, LED lighting, and a strong brand presence enhanced through illuminated elements visible from every corner of the exhibition floor.

The contrast between the dominant black design and the bright lighting accents created an environment that was both professional and welcoming, attracting attention without relying on excessive visual effects. The layout was carefully designed to facilitate both business meetings and technology demonstrations. Lounge and meeting areas provided a private setting for commercial discussions, while digital displays allowed visitors to explore the capabilities of the MEGA platform, the undisputed centerpiece of the company’s exhibition presence.

GAMIFICATION AT THE CORE

More than a simple product showcase, Soft2Bet built a narrative around the concept of engagement. The MEGA platform served as the focal point of the visitor experience, demonstrating how gamification can become a powerful tool for player acquisition, retention, and long-term value generation. This approach positioned the company among the most visible innovation-focused brands at the event, further strengthening a reputation built over years of investment in proprietary technology and high-impact exhibition experiences.

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale,ai sensi delle Linee Guida Agcom (Delibera n. 132/19/Cons.)

THE GREATEST SHOW IN GAMING

LUGLIO | JULY

fino al 2

INTERNATIONAL BOWL EXPO 2026

Gaylord Rockies Resort & Convention Center, Aurora, Colorado, Stati Uniti www.bpaa.com/bowlexpo

1—2

IGB LIVE 2026

London ExCel

Londra, Regno Unito www.igblive.com

2

Convegno

ITALY UPDATE: THE NEW RULES FOR GAMBLING ADVERTISING AND THEIR IMPACT ON THE MARKET AND AFFILIATES

Igb Live, London ExCel, Londra www.igblive.com/#02-jul-2026

ItalianGamingNews.it

2

GAMING IN SPAIN CONFERENCE 2026

Madrid www.gamingin.eu/spain

14-15 FOUNDATIONS ENTERTAINMENT UNIVERSITY 2026

Franklin Marriott Cool Springs Franklin (Nashville), Tennessee, Stati Uniti

www.foundationsuniversity.com

GLI APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI AI QUALI NON PUOI MANCARE

The international appointments that you can’t lose

15—16

SBC SUMMIT TBILISI 2026

Grand Tbilisi Metechi Palace Tbilisi, Georgia

https://sbcevents.com/sbcsummit-tbilisi

29—30

GAT EXPO BRASIL 2026

San Paolo, Brasile www.gatevents.net/gat-exposao-paulo-2026/

30—31

IGAMING STUDIO

SUMMIT 2026

Radisson Blu Hotel & Spa, Daugava, Riga, Latvia www.eventus-international.com/ igaming-studio

AGOSTO | AUGUST

5—7

SIGMA AFRICA 2026

Cape Town, South Africa www.sigma.world/africa/

5—7

SPICE SOUTHEAST ASIA 2026

Bangkok, Thailandia www.spiceseries.com/spicephilippines

6—7

SAGSE PARAGUAY 2026

Ciudad del Este, Paraguay www.sagselatam.com/sagseparaguay/

11—13

AGE 2026AUSTRALASIAN GAMING EXPO

ICC Sydney, Darling Harbour, Sydney, Australia www.austgamingexpo.com

26—30

GAMESCOM 2026

Fiera di Colonia, Germania www.gamescom-cologne.com

Londra ( IgbLive! / IgbAffiliate 2026 , 1—2 Luglio/July)
Tbilisi ( Sbc Summit Tbilisi , 15—16 Luglio/July)

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