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Rassegna stampa - Julianne Moore a Giffoni

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RASSEGNA STAMPA JULIANNE MOORE AI RAGAZZI DEL GIFFONI: "NON LASCIATEVI MAI DIRE CHE NON POTETE FARE QUALCOSA" 17 LUGLIO 2017


RASSEGNA STAMPA AGENZIE 17 LUGLIO 2017


Giffoni: Moore, immigrazione ha fatto grande Usa

Giffoni: Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Attrice, tra italiani lavorerei con Guadagnino, è fenomenale (ANSA) - Giffoni VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Stati Uniti sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista oggi di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Stati Uniti". Gli Usa sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Bisogna convincere le persone che come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi ". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale".(ANSA). Y64 16-LUG-17 17:36 NNN


>>>ANSA/ Giffoni: Moore, volevo essere come Meryl Streep >>>ANSA/ Giffoni: Moore, volevo essere come Meryl Streep Attrice, immigrazione ha fatto grande Usa, regole per armi (di Francesca Pierleoni) (ANSA) - Giffoni VALLE PIANA, 16 LUG - Negli anni '70 ''ho scoperto la recitazione grazie a un'insegnante al liceo che mi ha detto che quella sarebbe potuta essere la mia strada. Poi un giorno sulla copertina di Time Magazine ho visto Meryl Streep, che era l'attrice emergente del momento. E' diventata il mio modello, volevo fare quello che fatto lei''. Lo dice con naturale candore, intelligenza e grazia, Julianne Moore, 56 anni portati splendidamente, protagonista oggi di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove ha ricevuto il premio Truffaut. Vestita in semplice ed elegante abito bianco è stata accolta dall'entusiasmo dei giovani giurati, che in un video hanno raccontato i film nei quali l'hanno amata di più, da Magnolia a quello che le ha portato l'Oscar Still Alice, da The Hours a Hunger Games. ''Essere genitore è una cosa che ho cercato, è stato un grandissimo regalo, e ai miei figli (Caleb di 19 e Liv di 15, avuti con il marito regista Bart Freundlich) come ai ragazzi qui a Giffoni voglio soprattutto dire di non sottovalutare quanto sia importante seguire le proprie passioni. Attraverso quelle potete arrivare a capire quello che veramente volete fare nella vita''. L'essere mamma, l'ha spinta anche ad impegnarsi nella battaglia per avere più regole sull'uso delle armi negli Usa: ''Il mio è un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Bisogna convincere le persone che come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi''. Sente questo impegno più forte ora che c'è Trump come presidente? ''E' una battaglia che sento di dover portare avanti, come cittadina e come madre, qualunque sia l'amministrazione al governo". In ogni modo l'attrice ha contestato anche le politiche del presidente Usa anche partecipando a una campagna contro le limitazioni all'immigrazione: ''In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Stati Uniti sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Nel suo percorso artistico, spiega, ci sono stati degli incontri che hanno segnato le sue scelte, come quello con Robert Altman (''il suo lavoro mi ha ispirato profondamente come attrice'') o con Todd Haynes, che l'ha diretta in Safe, Lontano dal paradiso e ora nel fantasy Wonderstruck, per il quale potrebbe ottenere una nuova nomination agli Oscar: ''Todd ha una voce così originale, è un grande artista e ha un'anima bellissima'', dice. Per quale altro film, le sarebbe piaciuto ricevere un Oscar? ''Sarei stata felice di riceverlo per uno qualunque - risponde sorridendo -. E' un riconoscimento che ti cambia la vita, perché ti viene dato dalle persone con cui lavori e che stimi, dai colleghi''. Tra i prossimi film, ha in uscita Kingsman: The Golden Circle di Matthew Vaughn, sequel delle avventure delle elegantissime spie british dove lei fa la 'cattiva' (''Julianne nel film è come una Martha Stewart sotto acidi'', ha detto in un'intervista il regista) e Suburbicon, commedia nera di George Clooney, che potrebbe debuttare, stando alle indiscrezioni, a Venezia, scritto dai fratelli Coen: ''George è un uomo molto generoso e divertente riesce a creare un'atmosfera magnifica sul set'', spiega. Che consiglio darebbe al neo papà? ''Di prepararsi a passare tantissimo tempio a giocare'', dice l'attrice che è anche autrice di libri per bambini. Ha anche in preparazione per Amazon una serie tv da 160 milioni di dollari, ancora senza titolo, diretta da David O. Russell e interpretata con Robert De Niro: ''sarà la storia di una grande famiglia con moltissimi personaggi, gireremo a New York, perché David, Bob ed io viviamo là'', e per il grande


schermo la versione americana di Gloria, premiato a Berlino nel 2013 per l'interpretazione di Paulina Garcia, che come l'originale cileno, sarà diretto da Sebastian Lelio. Ha mai avuto proposte di film italiani? ''No e mi chiedo perché, mi piacerebbe''. Tra i cineasti italiani, ''amerebbe lavorare con ''Luca Guadagnino, è fenomenale''. Ora si sta godendo la vacanza in Italia: ''L'area della costiera amalfitana è spettacolare (alloggia in un albergo extralusso a Ravello, ndr). Sto vivendo un'esperienza sensoriale, tra cibo, acqua e incontri con le persone. E' un luogo molto accogliente e positivo, c'è una bellezza assoluta''.(ANSA). Y64 16LUG-17 20:00 NNN


RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI 17 LUGLIO 2017


INDICE GIFFONI FILM FESTIVAL 17/07/2017 Corriere della Sera - Nazionale «Volevo essere come Meryl Streep e le mie lentiggini non mi piacciono» 16/07/2017 La Repubblica - Napoli Oggi il premio Oscar Julianne Moore martedì è attesa Amy Adams 17/07/2017 Il Messaggero - Nazionale «E ora sogno un film italiano» 17/07/2017 Il Messaggero - Viterbo «E ora sogno un film italiano» 17/07/2017 La Stampa - Nazionale "Volevo essere Meryl Streep Sono riuscita a essere libera" 17/07/2017 Il Tempo - Nazionale Julianne Moore al Giffoni tra cinema e serie tv «Ma vorrei girare in Italia» 17/07/2017 La Gazzetta dello Sport - Nazionale moore, diva rossa a giffoni 17/07/2017 Leggo - Milano «Ragazzi, usate l'istinto» 16/07/2017 Corriere del Mezzogiorno - Napoli juliAnne moore giffoni da premio oscar 17/07/2017 La Liberta Julianne Moore ospite del Giffoni Festival «L'immigrazione ha fatto grandi gli Usa» 17/07/2017 Il Corriere di Brescia Julianne Moore: «Gli Usa, grandi grazie all'immigrazione»


17/07/2017 Pag. 37

diffusione:245885 tiratura:332759

«Volevo essere come Meryl Streep e le mie lentiggini non mi piacciono» Julianne Moore ai ragazzi di Giffoni : gli Usa sono diventati grandi grazie agli immigrati La confessione L'attrice: sarei felice se Luca Guadagnino mi chiamasse per recitare in uno dei suoi film Stefania Ulivi DALLA NOSTRA INVIATA GIFFONI «Quando ero piccola mi chiamavano Freckleface Strawberry, fragola lentigginosa. Non mi piacevo. A dire la verità, le lentiggini non mi piacciono neanche oggi ma la vita ti insegna a cambiare prospettiva. Vivo una vita bellissima e ho un lavoro che adoro». Julianne Moore è arrivata a Giffoni per ricevere il premio Truffaut e prende molto sul serio l'occasione di parlare con i giovanissimi giurati del festival. Anche loro non scherzano: nessuna domanda sulla sua presidente Alma Colin della saga Hunger Games . Al contrario, vogliono sapere tutto di film tostissimi, come Still Alice , per cui ha vinto l'Oscar, dei registi con cui ha lavorato, il maestro Robert Altman («Un grande osservatore della natura umana»), Paul Thomas Anderson («Un visionario»), Todd Haynes («Una voce originale, un'anima profonda, un vero autore»). Incontri fortunati, su cui ha costruito una carriera eccentrica e fortunata che non accenna a rallentare. È una delle protagoniste di uno dei film più attesi del momento, Suburbicon di George Clooney, per l'amico Todd Haynes si è invecchiata in Wonderstruck - La stanza delle meraviglie (uscirà in Italia entro fine anno). La vedremo in versione cattivissima in Kingsman 2. The golden circle di Matthew Vaughan. Sta per girare una serie tv con la regia di David O. Russell al fianco di Robert De Niro. A 56 anni, come l'amata Meryl Streep («Da ragazza non sapevo cosa avrei fatto da grande. È stata una professoressa a spingermi verso la recitazione. L'attrice emergente era Meryl e ho capito che io volevo essere come lei»), ha smentito alla grande uno dei teoremi di Hollywood: niente ruoli per le attrici dopo i 40 anni. «Ho sempre scelto ciò che volevo fare, senza badare se fossero o meno ruoli da protagonista. La cosa che amo di più in assoluto è leggere, mi piaceva l'idea di entrare dentro i libri. Come attrice lo faccio di continuo». Li ha anche scritti i libri. Ha cominciato quando il primo figlio, oggi diciannovenne, aveva sette anni e, come capita a tutti, si sentiva diverso dagli altri. «L'ho intitolato proprio Freckleface Strawberry , sono diventati una piccola saga di otto libri. Ne ho scritto un altro, My Mom Is a Foreigner, But Not to Me , per raccontare di mia madre, scozzese e di me, americana di prima generazione». Nessuna sorpresa su cosa pensi delle politiche di Trump in tema di immigrazione: «Negli Usa, a parte gli indiani nativi, siamo tutti immigrati. La nostra identità è frutto di quella mescolanza, è questo che ci ha reso grandi». L'attrice è in prima fila anche su un altro tema caldo, il controllo delle armi. «Usare la parola controllo in un Paese come gli Usa, dove il secondo emendamento garantisce il diritto di portare armi, può sembrare una limitazione. Meglio, credo, parlare di sicurezza, convincere le persone che come sono servite regole per evitare che le auto fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi». In quanto a Trump, la democratica Moore spiega: «Da cittadina rivendico il diritto di far sentire la mia voce indipendentemente da chi siede alla Casa Bianca». L'abbraccio dei ragazzi la commuove. Si concede anche toni materni. «Cercate di fare quello che vi piace, anche se altri vi diranno che è stupido. Siete voi che fate accadere le cose, credendoci». Essere madre, dice, le ha dato forza. «L'ho cercata. È un grande dono. Ogni cosa che insegni ai tuoi figli è un passo verso l'indipendenza e l'autonomia, devi insegnare loro di andar via, anche se ti spezza il cuore». Ha un consiglio anche per il neopadre Clooney. «È bene che sia pronto a giocare molto. E per molti anni...». In quanto a lei, non le dispiacerebbe un film in Italia. «Magari!». E cita Tilda Swinton. «L'ho vista in Io sono l'amore , recitava in italiano addirittura con l'accento russo. Ecco, Luca Guadagnino è un grande regista, GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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Il personaggio


16/07/2017 Pag. 15 Ed. Napoli

diffusione:218930 tiratura:316086

Oggi il premio Oscar Julianne Moore martedì è attesa Amy Adams Nel fine settimana spazio alle masterclass con i registi Salvatores e Muccino ILARIA URBANI Mare, natura e degustazioni di pesce, il Premio Oscar Julianne Moore, attesa oggi alla 47esima edizione del Giffoni Film Festival, si sta godendo da venerdì le bellezze della Costiera Amalfitana. Look da turista, occhiali da sole e paglietta, e il suo inconfondibile sorriso, la star alloggia in un albergo di super lusso a Ravello. La pluripremiata attrice americana, 56 anni, insignita della statuetta dall'Academy nel 2015 per l'interpretazione nel film drammatico "Still Alice" (per lo stesso ruolo vince anche il Golden Globe), sfilerà dalle 17 sul blue carpet di Giffoni per poi incontrare i giovani giurati del festival giunti . Julianne Moore, nata in North Carolina nel 1960, dopo anni di gavetta a off -Broadway che alternava al lavoro di cameriera, si fa notare in "America oggi" di Robert Altman. Ottiene la sua prima candidatura all'Oscar a 28 anni come attrice non protagonista in "Boogie Nights" di Paul Thomas Anderson. Nel 2001 l'attrice prenderà il posto che fu di Jodie Foster ne "Il silenzio degli innocenti" in "Hannibal" accanto ad Anthony Hopkins. Nel 2013 Hollywood celebra l'attrice con una stella nella Walk of Fame, è lo stesso anno in cui appare nel terzo film della saga "Hunger Games". Vedremo prossimamente la Moore nel film "Kingston: Il cerchio d'oro", con Jeff Bridges e Colin Firth, al cinema dal 21 settembre, e in "Wonderstruck"di Todd Haynes. Ma Giffoni oggi si prepara ad accogliere Clara Alonso, star tv argentina della serie Disney "Violetta", che incontra i giurati nella sala Sordi alle 16.45. Nei prossimi giorni Giffoni si annuncia sempre più una vetrina internazionale: martedì l'ospite d'eccezione sarà l'attrice Amy Adams, il giorno dopo Kit Harington, star della serie "Games of Trones" . La parata di star prosegue giovedì on Bryan Cranston da "Breaking Bad". Venerdì masterclass con Gabriele Salvatores, sabato con Gabriele Muccino.

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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GIFFONI


17/07/2017 Pag. 21

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«E ora sogno un film italiano» GEORGE È UN REGISTA METICOLOSO SONO FELICE CHE SIA DIVENTATO PADRE DEVE PREPARARSI SARÀ SFIANCANTE SCRIVO LIBRI PER BAMBINI DA 12 ANNI L'ISPIRAZIONE ME L'HA DATA MIO FIGLIO DA PICCOLO ERA UN PO' COMPLESSATO Francesco Alò Anche se ha vinto un Oscar giusto due anni fa per il bellissimo Still Alice nei panni di una malata di alzheimer, Julianne Moore ricorda come fosse ieri l'adolescenza difficile come figlia di immigrata scozzese tra compagni di classe americani pronti a deriderla per via delle sue lentiggini. Ha parlato di questo e di Robert Altman, George Clooney e del nostro Luca Guadagnino al Festival di Giffoni 2017 dove è la prima vera grande star cinematografica ospite della kermesse dopo il cantante e fantasista Mika. Siamo in un festival dove i bambini sono protagonisti. Che consigli darebbe, in base alla sua esperienza, circa la maternità? «È stato naturale per me essere un genitore e probabilmente questo dipende da come sono stata a mia volta educata da papà e mamma. Ho fortemente voluto i miei due figli. Il maschio ora ha 19 anni mentre la femmina 16. I figli li cresci e li allevi per indicare loro la strada che poi li allontanerà da te. Quello che rende una relazione amorosa sana è l'indipendenza finale della persona cui hai dato tutto l'amore possibile nei primi anni d'età». Qual è stata la linea guida della sua carriera d'attrice? «Ho sempre scelto ciò che amavo. Non mi ha mai interessato né il genere di film, né il budget, né il calcolo. Ho sempre deciso in base al mio gusto». Cosa ci può dire del suo rapporto con il regista Todd Haynes grazie al quale ottenne nel 2002 la sua quarta candidatura all'Oscar per Lontano dal paradiso? «La prima volta che lessi il copione del suo secondo lungometraggio Safe (da lei interpretato nel 1995, N.d.R.) rimasi scioccata. È un artista di estrema originalità. Il nostro è sempre stato un rapporto speciale». A dieci anni dalla scomparsa di Robert Altman come ricorda il regista che la diresse nella storica scena di nudo in America oggi? «Crescendo non avevo mai sentito parlare di lui. Il suo primo film che ho visto è stato Tre donne (1977). La sua umanità era tale da apprezzare di una persona, e quindi anche di un attore, qualsiasi cosa. Sia pregi che difetti. Era un vero amante della complessità della natura umana». Cosa ci può dire dell'ultimo film di George Clooney da regista in cui lei compare tra i protagonisti? «Non può esistere un essere umano che non ami George Clooney. È un regista meticoloso che crea un clima sul set di qualità grazie al coinvolgimento di collaboratori sopraffini. Sono anche molto felice che George sia diventato padre. Qualche consiglio? Deve essere pronto a giocare. Giocherà per anni e anni! Deve prepararsi perché sarà sfiancante». Ritiene che con Trump presidente l'attivismo per il controllo delle armi da parte di alcune star hollywoodiane come lei verrà in qualche modo contrastato per non dire represso? «Non penso. Ma vorrei che si cambiasse il termine "controllo" in "sicurezza". Noi possiamo proibire l'uso bensì l'abuso. Come cittadina, come madre e come persona penso che io possa esprimermi tranquillamente circa la pericolosità di un uso diffuso delle armi. Negli Stati Uniti abbiamo purtroppo ancora il secondo emendamento circa il diritto di possedere un'arma». Cosa pensa di come Trump sta affrontando il tema dell'immigrazione? «Per la maggior parte degli americani è una questione personale. Per molti di noi è normale avere una nazione formatasi negli anni da tante etnie e popoli. Fa parte della filosofia degli Stati Uniti d'America. Io stessa sono un'americana di prima generazione perché mia madre veniva dalla Scozia». Ha mai ricevuto una proposta per un film italiano? «No. Sarebbe bellissimo. Una volta incontrai Tilda Swinton nella hall di un albergo e mi complimentai con lei perché in Io sono l'amore di Luca Guadagnino non solo parlava italiano ma riusciva a farlo addirittura con un accento russo. L'ho invidiata perché l'ho trovata fantastica in quel film. Mi piacerebbe tanto un giorno lavorare con lui, anche se al momento non so parlare italiano». Cosa ci può dire del progetto di serie televisiva diretto da David O. Russell? «È un progetto ancora in sviluppo. Protagonista sarà una famiglia di New York perché è un luogo che è nel cuore sia del regista che del protagonista GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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L'intervista Julianne Moore La diva hollywoodiana, ospite al Festival di Giffoni , parla della sua carriera del progetto televisivo con De Niro, della pellicola con George Clooney


17/07/2017 Pag. 21 Ed. Viterbo

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«E ora sogno un film italiano» Anche se ha vinto un Oscar giusto due anni fa per il bellissimo Still Alice nei panni di una malata di alzheimer, Julianne Moore ricorda come fosse ieri l'adolescenza difficile come figlia di immigrata scozzese tra compagni di classe americani pronti a deriderla per via delle sue lentiggini. Ha parlato di questo e di Robert Altman, George Clooney e del nostro Luca Guadagnino al Festival di Giffoni 2017 dove è la prima vera grande star cinematografica ospite della kermesse dopo il cantante e fantasista Mika. Siamo in un festival dove i bambini sono protagonisti. Che consigli darebbe, in base alla sua esperienza, circa la maternità? «È stato naturale per me essere un genitore e probabilmente questo dipende da come sono stata a mia volta educata da papà e mamma. Ho fortemente voluto i miei due figli. Il maschio ora ha 19 anni mentre la femmina 16. I figli li cresci e li allevi per indicare loro la strada che poi li allontanerà da te. Quello che rende una relazione amorosa sana è l'indipendenza finale della persona cui hai dato tutto l'amore possibile nei primi anni d'età». Qual è stata la linea guida della sua carriera d'attrice? «Ho sempre scelto ciò che amavo. Non mi ha mai interessato né il genere di film, né il budget, né il calcolo. Ho sempre deciso in base al mio gusto». Cosa ci può dire del suo rapporto con il regista Todd Haynes grazie al quale ottenne nel 2002 la sua quarta candidatura all'Oscar per Lontano dal paradiso? «La prima volta che lessi il copione del suo secondo lungometraggio Safe (da lei interpretato nel 1995, N.d.R.) rimasi scioccata. È un artista di estrema originalità. Il nostro è sempre stato un rapporto speciale». A dieci anni dalla scomparsa di Robert Altman come ricorda il regista che la diresse nella storica scena di nudo in America oggi? «Crescendo non avevo mai sentito parlare di lui. Il suo primo film che ho visto è stato Tre donne (1977). La sua umanità era tale da apprezzare di una persona, e quindi anche di un attore, qualsiasi cosa. Sia pregi che difetti. Era un vero amante della complessità della natura umana». Cosa ci può dire dell'ultimo film di George Clooney da regista in cui lei compare tra i protagonisti? «Non può esistere un essere umano che non ami George Clooney. È un regista meticoloso che crea un clima sul set di qualità grazie al coinvolgimento di collaboratori sopraffini. Sono anche molto felice che George sia diventato padre. Qualche consiglio? Deve essere pronto a giocare. Giocherà per anni e anni! Deve prepararsi perché sarà sfiancante». Ritiene che con Trump presidente l'attivismo per il controllo delle armi da parte di alcune star hollywoodiane come lei verrà in qualche modo contrastato per non dire represso? «Non penso. Ma vorrei che si cambiasse il termine controllo in sicurezza. Noi possiamo proibire l'uso bensì l'abuso. Come cittadina, come madre e come persona penso che io possa esprimermi tranquillamente circa la pericolosità di un uso diffuso delle armi. Negli Stati Uniti abbiamo purtroppo ancora il secondo emendamento circa il diritto di possedere un'arma». Cosa pensa di come Trump sta affrontando il tema dell'immigrazione? «Per la maggior parte degli americani è una questione personale. Per molti di noi è normale avere una nazione formatasi negli anni da tante etnie e popoli. Fa parte della filosofia degli Stati Uniti d'America. Io stessa sono un'americana di prima generazione perché mia madre veniva dalla Scozia». Ha mai ricevuto una proposta per un film italiano? «No. Sarebbe bellissimo. Una volta incontrai Tilda Swinton nella hall di un albergo e mi complimentai con lei perché in Io sono l'amore di Luca Guadagnino non solo parlava italiano ma riusciva a farlo addirittura GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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La diva hollywoodiana, ospite al Festival di Giffoni , parla della sua carriera del progetto televisivo con De Niro, della pellicola con George Clooney


17/07/2017 Pag. 28

diffusione:150427 tiratura:216821

"Volevo essere Meryl Streep Sono riuscita a essere libera" L'attrice premio Oscar al festival del cinema per ragazzi di Giffoni MICHELA TAMBURRINO INVIATA A GIFFONI VALLE PIANA (SA) Prima di tutto, un'ubriacatura di mare, e che mare, in Costiera Amalfitana. Julianne Moore e marito, a bagno tra rocce e pesci, protezione cento per una pelle lentigginosa da rossa che ha mai amato troppo. Poi la full immersion con i ragazzi del Festival di Giffoni, o per meglio dire, Giffoni Experience, quello che vede i giovani giurati rapportarsi direttamente con i divi, senza imbarazzo. E Julianne ne è felice. Come sostiene chi la conosce bene, è dalla qualità della sua risata che si capisce quanto sia fresca nell'approccio con la vita, a 57 anni. La cinque volte candidata all'Oscar (una vittoria nel 2015 per Still Alice) vanta una Palma d'oro a Cannes per Maps to the Stars di David Cronenberg e passa con inusitata leggerezza da Lontano dal Paradiso di Todd Haynes a Hunger Games per tornare di corsa a Haynes per Wonderstruck presentato all'ultimo festival di Cannes. Non parla volentieri dei suoi impegni futuri e quando le si chiede di Suburbicon, il nuovo film di George Clooney che potrebbe essere alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, invece di raccontare la trama noir, si concentra su quanto Clooney sia bravo a contornarsi di talenti, anche tra la troupe tecnica. E pure sull'imminente Kingsman di Matthew Vaughn, si tiene vaga, eppure è stato proprio il regista a rivelare che lei interpreta una matta, una sorta di Martha Stewart sotto acidi, la perfettina Poppy, carina e precisina eppure pazza da legare. Signora Moore, quanto le piace stare tra i ragazzi? «Tantissimo, sarà perchè sono mamma. E per istinto. Non pensi di fare qualcosa che è contro natura mentre li cresci per allontanarli da te. È bello e terribile indicargli con candore la strada che dovranno prendere da soli». Che cosa sogna per loro? «La piena libertà. Come è successo a me, anche come attrice. Nella mia carriera ho scelto quello che mi piaceva, solo per attrazione. Decidere senza pensare al budget o al genere». C'è qualcuno a cui si ispira? «Non ci si crederà ma sì, ho un mio faro che mi guida. Fin da piccola leggevo moltissimo, anche le riviste. Negli Anni Settanta su Time Magazine vedo che in copertina c'è Meryl Streep, un colpo di fulmine. Andai da mio padre a dirgli: "Voglio fare quello che fa lei". A volte ho sperato di essere lei». E scegliendo scegliendo le è capitato anche Robert Altmann... «Quando si è fortunati al punto di vivere nella stessa epoca di un genio, può succederti anche di lavorarci. Quando vidi Tre donne mi si accese una luce e cominciai a indagare su questo artista immenso. Solo dopo ho avuto il bene di scoprire quanto fosse meraviglioso anche come uomo. Lui ti prendeva l'anima, la leggeva e la portava nel film». Di George Clooney ha detto tutto il bene del mondo. «Voglio aggiungere che sono felice per la sua paternità e gli voglio dire che ancora non sa quanto dovrà lavorare e per quanto tempo». Lei si è molto spesa in un'associazione contro l'uso delle armi e per il loro controllo. «Io non parlerei di controllo ma di sicurezza nell'uso delle armi. Anche con un'automobile che non sai maneggiare devi fare attenzione. Come cittadina credo sia giusto che io esprima un'opinione in proposito». Paragonare una pistola a un'auto è un po' forte. Ma parlando di immigrazione invece come la pensa? «Come americana credo fermamente nell'apertura, chi arriva deve essere accolto». Ci sono registi italiani con i quali vorrebbe lavorare? «Mi piace molto Luca Guadagnino. In California ho incontrato Tilda Swinton e mi sono complimentata per la sua interpretazione in Io sono l'amore, nel quale parlava in italiano con l'accento russo. fantastica». È noto che le piace molto il teatro. E la televisione? «Ho un progetto per la tv ancora in fase di sviluppo. Mi ha chiamata David O. Russell e c'è anche Robert De Niro. Ambientato a New York». E non pensa di mettere in scena i suoi libri? «Non ancora. Sono 12 anni che scrivo libri per bambini. La cosa è nata da mio figlio che a sette anni si guardava allo specchio e non si piaceva. Mi sono ricordata che a scuola mi chiamavano Fragola Lentigginosa. Ci soffrivo. Le lentiggini che ho non mi piacciono ancora oggi, ma ho cambiato la prospettiva, le inquadro in un contesto più ampio. Quando sei giovane però è difficilissimo, gli obiettivi che ti poni sono schematici, non pensi la vita vada in orizzontale. Invece è proprio così. E poi io scrivo per dire che i GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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Intervista JULIANNE MOORE


17/07/2017 Pag. 20

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Julianne Moore al Giffoni tra cinema e serie tv «Ma vorrei girare in Italia» Progetti Nelle sale in «Wonderstruck» Poi un serial con Robert De Niro Regista «Stimo molto Luca Guadagnino Mi piacerebbe lavorare con lui» Giulia Bianconi GIFFONI VALLE PIANA (SA) «Il regista italiano col quale mi piacerebbe lavorare? Luca Guadagnino». Ha recitato in oltre cinquanta film e affrontato ruoli sempre diversi, anche rischiosi, collezionando riconoscimenti in tutto il mondo fino all'Oscar con «Still Alice». Ma ciò che manca nella filmografia di Julianne Moore è una pellicola italiana: «Non so perché non mi sia ancora capitata» confessa. Al Giffoni Film Festival l'attrice statunitense, dall'inconfondibile bellezza a 56 anni, ha incontrato i giovani giurati della manifestazione e ricevuto il Premio François Truffaut. «Da piccola, guardando una rivista con l'immagine di Meryl Streep, mi sono detta: voglio diventare come lei» ha svelato ai ragazzi, ai quali ha poi rivolto un invito: «Fate nella vita ciò che vi piace». Noi abbiamo incontrato la star hollywoodiana in un agriturismo immerso nel verde, non lontano dalla Multimedia Valley, per parlare dei suoi progetti futuri. Sarà in una serie con Robert De Niro, nel nuovo film di George Clooney «Suburbicon» e, dopo il ruolo ambiguo in «Hunger Games», vestirà i panni della villain nel secondo capitolo di «Kingsman». Molto presto la vedremo nelle nostre sale anche protagonista de «La stanza delle meraviglie» («Wonderstruck») di Todd Haynes, presentato in concorso al Festival di Cannes. Nella sua carriera ha interpretato ruoli dalle mille sfaccettature, ma non sempre da protagonista. Perché? «Sono affascinata dai personaggi che mi sorprendono. Ed è un consiglio che do anche ai giovani del Giffoni: scegliete quello che vi piace nella vita». Ha dato lo stesso consiglio anche ai suoi figli? «Fare il genitore è stato un grande regalo, così naturale e istintivo. Ma è meraviglioso e scioccante al tempo stesso insegnare ai figli a mangiare, camminare, parlare per poi vederli diventare indipendenti. Io ne ho uno di 15 e uno di 19. Ciò che rende sana la nostra relazione affettiva è lasciarli liberi di andare per la loro strada». Lei ha scritto anche libri per bambini, ispirandosi alla sua adolescenza. È così? «Quando mio figlio aveva sette anni, mi diceva di sentirsi goffo per i suoi denti e mi sono ricordata di quando venivo presa in giro da piccola per i miei capelli rossi e le lentiggini. Anche oggi non li amo, ma è cambiata la prospettiva. Perché penso alle cose belle che ho: famiglia, amore, amicizie e lavoro». Parlando del suo lavoro, è tornata a lavorare con Todd Haynes... «È stata una fortuna incontrarlo ai tempi di "Safe". Todd ha una voce personalissima e un'anima straordinaria. Tra noi c'è una profonda relazione artistica e umana». E di Robert Altman che ricordi ha? «Ho visto "Tre donne" al college. Si è accesa una luce in me e ho scoperto che artista immenso fosse». Nel suo lungo curriculum, però, manca un film italiano... «Un giorno ho incontrato Tilda Swinton nella lobby di un hotel in California e le ho detto che mi era piaciuta sentirla parlare in italiano con un accento russo (in "Io sono l'amore", ndc). Una spettacolare performance in un film di Luca Guadagnino. Con lui mi piacerebbe molto lavorare». È vero che tra i suoi progetti futuri c'è anche una serie diretta con David O. Russell? «È ancora in via di sviluppo. Posso dire che ci sarà Robert De Niro e parlerà di una famiglia di New York». Ultimamente ha lavorato anche con George Clooney. Che regista è? «Generoso e molto preparato. Si sa circondare di ottimi talenti in tutti i settori». Ha un consiglio per lui che è diventato da poco papà? «Io mi sono goduta tanto la mia maternità e sono felice per lui. Quello che posso dirgli è: stai attento! Perché non sai per quanti anni ti toccherà giocare». Foto: Ruolo Julianne Moore in «Wonderstruck» di Todd Haynes. A destra l'attrice tra il pubblico a Giffoni

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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La star americana al Film Festival per i ragazzi


17/07/2017 Pag. 43

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«Gli Usa devono la loro identità all'immigrazione. Perché in America siamo tutti immigrati». L'attrice Usa Julianne Moore (foto Getty) interviene sul tema del momento, ospite del Festival di Giffoni. Poi confida: «Il mio modello, all'inizio, era Meryl Streep. Non mi hanno mai offerto un film italiano mi chiedo perché. Vorrei lavorare con Luca Guadagnino».

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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moore, diva rossa a giffoni


17/07/2017 Pag. 7 Ed. Milano

«Ragazzi, usate l'istinto» L'attrice:«Lodicoancheaimieifigli,cosìhofattolesceltemigliori» Alessandra De Tommasi GIFFONI VALLE PIANA (SA) - Il Premio Oscar Julianne Moore ha letteralmente incantato il Festival per ragazzi di Giffoni (in corso fino al 22 luglio) con la grazia e l'ironia che la contraddistinguono sul grande schermo. Eterea nel suo minidress bianco, ha anticipato i prossimi progetti, La stanza delle meraviglie , in cui interpreta un'artista non udente, e Suburbicon , di e con George Clooney, oltre ad un telefilm con Robert De Niro ancora senza nome, firmato da David O. Russell. Prima, però, ha raccontato la sua esperienza da turista . Cosa le piace della Costiera Amalfitana e del nostro Paese? «Mi ha subito colpito il calore e il senso di accoglienza, quella travolgente esperienza sensoriale che ti rapisce: mi piace tutto, l'aria, l'acqua, il cibo, la cultura che si respira qui. Guardare dalla barca il mare cristallino è stato come un tuffo al cuore». Si considera così istintiva anche nella scelta dei ruoli? «Sempre: lo ripeto ai miei figli e l'ho messo in pratica io per prima. Nella vita deve guidarti l'istinto, quando ami qualcosa lo devi inseguire, senza lasciarti influenzare da chi ti dice che quello che ti piace non ha senso o è stupido. Quando mi trovo davanti ad un copione non guardo il genere o il budget, ma cerco di capire se mi colpisce». E come se ne accorge? «Fin da bambina avevo un debole per la lettura, divoravo un libro dietro l'altro e questo mi ha permesso di sviluppare un intuito piuttosto buono nella scelta dei copioni. Se sulla carta una storia ha spessore difficilmente poi lo perde al cinema». Cosa hanno in comune i tre prossimi lavori che la vedono protagonista? «La fiducia nei registi che li dirigono: tutti vorrebbero stare in un set di Clooney, e non parlo solo di noi attori, ma anche di ogni singolo membro della troupe. George ha il dono quasi magico di far stare le persone a suo agio con semplicità e generosità». E Todd Haynes e David O. Russell? «Ho lavorato per la prima volta con Haynes quando era ad inizio carriera e mia stima per lui non è cambiata, anzi: non solo è un essere umano splendido ma anche un artista profondo che sa leggere l'umanità nel profondo. Di O. Russell mi piace questo senso di casa, di famiglia che sta mettendo nella trama». Ha detto che le sta molto a cuore il tema dell'immigrazione che con Trump è un nervo scoperto degli Stati Uniti. «Sono un'americana di generazione, mamma veniva dalla Scozia e sono convinta che la grandezza dell'America stia proprio nel fatto che sia nata grazie a persone provenienti da tutto il mondo. Ha una vocazione all'accoglienza che deve continuare a portare avanti». Foto: UNA DIVA GIOVANE Il pubblico del festival per ragazzi di Giffoni ha accolto con grande calore il premio Oscar Julianne Moore, ieri ospite per presentare il suoi prossimi tre lavori

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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CINEMA Il festival per ragazzi di Giffoni accoglie il premio Oscar, Julianne Moore che racconta dei tre film in cantiere


16/07/2017 Pag. 14 Ed. Napoli

juliAnne moore giffoni da premio oscar Biagio Coscia Per i cinefili Julianne Moore rappresenta una specie di polizza sul film. Quando c'è lei, le possibilità che il film sia un flop si riducono al minimo. L'attrice americana, dalle evidenti origini scozzesi, sarà oggi al Giffoni Film Festival e incontrerà le giurie alle 17, ma è già in Italia da qualche giorno e alcune voci la descrivono incantata a mare a bordo di un motoscafo. Se per alcuni rimane per sempre l'irresistibile Maude Lebowsky, nel celebre film dei fratelli Coen, ancora oggi Julienne, in testa tra i più rivisti su Netflix, per i ragazzini di Giffoni è soprattutto la presidentessa Alma Coin di due episodi di «Hunger Games». Intanto il prossimo film che vedremo con la star è il secondo episodio dell'adrenalinico Kingsman che si intitola «The Golden Circle», nelle sale alla fine di settembre. L'attrice è stata diretta da Steven Spielberg («Jurassic Park»), Robert Altman («Cookie's Fortune»), Ridley Scott («Hannibal»), David Cronenberg («Map to the stars») solo per citare qualche film. Ha vinto un Oscar nel 2015 come migliore attrice per «Still Alice», oltre ad avere avuto 5 nomination, 3 Golden Globe su 9 nomination, un Bafta, due Emmy Awards, un Orso d'Argento a Berlino e un premio al Festival di Cannes. A 57 anni, Julienne Moore è una delle attrici americane più premiate e, da quando lavora seriamente, non c'è stato un anno nel quale non sia stata premiata o non abbia avuto una nomination per qualche riconoscimento (solo nel 2003 furono più di 30) ma quello era l'anno in cui era la protagonista dell'intenso «Lontano dal paradiso» di Tod Haynes. Nonostante sia consapevole della sua statura artistica, sarà divertente vedere la faccia di Julianne quando nella sala Truffaut sarà invitata a guardare, senza preavviso, un breve filmato celebrativo della sua straordinaria carriera realizzato dai montatori di Giffoni. Le lacrime saranno assicurate. Oggi il programma prevede anche un incontro con l'attrice argentina Clara Alonso (alle 16.45) mentre la masterclass alle Antiche Ramiere è affidata allo chef esperto di canali digitali e autore televisivo Alessandro Borghese, giudice dell'edizione italiana di Junior Masterchef. Il film in anteprima nazionale di oggi è «Diario di una schiappa: portatemi a casa» con due proiezioni. Domani invece è il turno di Marco Giallini, attore romano molto richiesto dal cinema e dalla televisione in questi ultimi anni. Il film in anteprima sarà il terzo episodio di «Cattivissimo Me» e quindi ci saranno i doppiatori italiani, che sono Arisa, Max Giusti e Paolo Ruffini. Spazio domani alle 12 per i napoletani The Jackal, reduci dai successi di quest'anno anche in pubblicità, ormai noti protagonisti seriali su Youtube, mentre le masterclass di domani sono affidate la mattina al regista Alessandro D'Alatri, alla cantante Levante alle 15 e allo stesso Giallini alle 16.

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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La rassegna Oggi, ospite d'onore al film festival la premiatissima star hollywoodiana Riceverà in regalo un documentario celebrativo della sua straordinaria carriera Arrivano anche Marco Giallini, Clara Alonso, Max Giusti, Paolo Ruffini e Arisa


17/07/2017 Pag. 19

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Julianne Moore ospite del Giffoni Festival «L'immigrazione ha fatto grandi gli Usa» Negli Anni '70 «ho scoperto la recitazione grazie a un'insegnante al liceo che mi ha detto che quella sarebbe potuta essere la mia strada. Poi un giorno sulla copertina di "Time" Magazine ho visto Meryl Streep, che era l'attrice emergente del momento. E' diventata il mio modello, volevo fare quello che fatto lei». Lo dice con naturale candore, intelligenza e grazia, Julianne Moore, 56 anni portati splendidamente, protagonista ieri di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove ha ricevuto il premio Truffaut. Vestita in semplice ed elegante abito bianco è stata accolta dall'entusiasmo dei giovani giurati, che in un video hanno raccontato i film nei quali l'hanno amata di più, da "Magnolia" a quello che le ha portato l'Oscar "Still Alice", da "The Hours" a "Hunger Games". Moore, impegnata in politica a proposito della limitazione della circolazione delle armi, ha contestato di recente le politiche del presidente Usa anche partecipando a una campagna contro le limitazioni all'immigrazione: «In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Stati Uniti sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione».

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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IL PERSONAGGIO


17/07/2017 Pag. 30

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Giffoni Festival Ai ragazzi: «Seguite le passioni». Le lodi al regista Guadagnino: «È fenomenale» GIFFONI VALLE PIANA. Negli anni '70 «ho scoperto la recitazione grazie a un'insegnante al liceo. Poi, un giorno, su Time Magazine ho visto Meryl Streep. È diventata il mio modello». Lo dice Julianne Moore, protagonista ieri di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove ha ricevuto il Premio Truffaut. «Essere genitore ha detto - è stato un enorme regalo, e ai miei figli (Caleb di 19 e Liv di 15, avuti con il marito regista Bart Freundlich, ndr), come ai ragazzi qui a Giffoni, voglio dire di non sottovalutare quanto sia importante seguire le proprie passioni». L'essere mamma l'ha spinta a impegnarsi nella battaglia per più regole sull'uso delle armi negli States. Sente questo impegno più forte, ora che c'è Donald Trump come presidente? «È una battaglia che sento di dover portare avanti, come cittadina e come madre, qualunque sia l'amministrazione». Intanto, l'attrice ha contestato le politiche del presidente partecipando a una campagna contro le limitazioni all'immigrazione: «In America, a parte gli indiani nativi, siamo tutti immigrati. Gli Stati Uniti sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione». Con Clooney. Per quanto riguarda i film, ha in uscita «Kingsman: The Golden Circle» di Matthew Vaughn e «Suburbicon», commedia nera di George Clooney, che potrebbe debuttare a Venezia e ch'è stata scritta dai Coen: «George è un uomo molto generoso e divertente, riesce a creare un'atmosfera magnifica sul set». La Moore ha anche in preparazione per Amazon una serie tv da 160 milioni di dollari, diretta da David O. Russell e interpretata con Robert De Niro: «Sarà la storia di una grande famiglia». Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare con Luca Guadagnino: «È fenomenale». Foto: Attrice. Julianne Moore

GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 17/07/2017

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Julianne Moore: «Gli Usa, grandi grazie all'immigrazione»


RASSEGNA STAMPA ONLINE 17 LUGLIO 2017


INDICE LINK

http://www.ansa.it/campania/notizie/2017/07/16/moore-immigrazione-ha-fatto-grandeusa_1170ccf9-a196-49c7-bff2-f3d104c0d1ad.html

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Spettacolo/Moore-immigrazione-fatto-grande-Usa/1607-2017/1-A_047172129.shtml

http://www.lastampa.it/2017/07/17/spettacoli/volevo-essere-meryl-streep-sono-riuscita-aessere-libera-AlJ1YsXwH7UDv34FMqjVdO/premium.html

http://www.ilmattino.it/salerno/giffoni_giorno_di_julianne_moore_fan_delirio_blue_carpet2565790.html

http://www.leggo.it/pay/roma_pay/ragazzi_usate_l_istinto-2566344.html

http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/spettacoli/moore-immigrazione-ha-fatto-grande-usa1.5838008

http://www.mymovies.it/cinemanews/2017/143992/

http://www.bresciaoggi.it/home/spettacoli/moore-immigrazione-ha-fatto-grande-usa-1.5838010

https://amalfinotizie.it/julianne-more-escursione-ad-amalfi-del-giffoni-film-festival-foto/

http://www.lasicilia.it/news/cultura/95455/moore-immigrazione-ha-fatto-grande-usa.html


16/07/2017 19:40 Sito Web

Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Attrice, tra italiani lavorerei con Guadagnino, è fenomenale © ANSA Redazione ANSA GIFFONI VALLE PIANA 16 luglio 201719:40 Scrivi alla redazione Archiviato in (ANSA) - GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare, "con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale".

GIFFONI FILM FESTIVAL WEB - Rassegna Stampa 17/07/2017

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Moore, immigrazione ha fatto grande Usa


16/07/2017 17:42 Sito Web

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> Moore, immigrazione ha fatto grande Usa 17:42 (ANSA) - GIFFONI VALLE PIANA - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale".

GIFFONI FILM FESTIVAL WEB - Rassegna Stampa 17/07/2017

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Moore, immigrazione ha fatto grande Usa


16/07/2017 23:56 Sito Web

diffusione:7

Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 17/07/2017. "Volevo essere Meryl Streep. Sono riuscita a essere libera" L'attrice premio Oscar al festival del cinema per ragazzi di Giffoni Prima di tutto, un'ubriacatura di mare, e che mare, in Costiera Amalfitana. Julianne Moore e marito, a bagno tra rocce e pesci, protezione cento per una pelle lentigginosa da rossa che ha mai amato troppo. Poi la full immersion con i ragazzi del Festival di Giffoni, o per meglio dire, Giffoni Experience, quello che vede i giovani giurati rapportarsi direttamente con i divi, senza imbarazzo. E Julianne ne è felice. Come sostiene chi la conosce bene, è dalla qualità della sua risata che si capisc... continua michela tamburrino

GIFFONI FILM FESTIVAL WEB - Rassegna Stampa 17/07/2017

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"Volevo essere Meryl Streep. Sono riuscita a essere libera"


16/07/2017 19:07 Sito Web

Il Mattino.it (ed. Salerno)

Giffoni, è il giorno di Julianne Moore: fan in delirio sul blue carpet di Alessandro Mazzaro Cellulari all'insù e carta e penna alla mano: è un pubblico emozionato quello ha accolto sul Blu Carpet del Giffoni Experience 2017 Julianne Moore, super ospite della terza giornata. L'attrice premio oscar 2015 (con il film Still Alice) si è concessa una lunga "passeggiata" sul tappeto blu, salutando i tantissimi fans accorsi a Giffoni, molti dei quali sin dalle prime ore del mattino, per strappare una foto con la star americana. Dopo il bagno di folla l'incontro con la giuria in Sala Truffaut, dove la Moore ha risposto alle tantissime domande dei giovani giffoners e ricevuto il premio Truffaut. Un incontro ricco di spunti, durante il quale l'attrice ha raccontato molti aneddoti legati alla sua carriera artistica: «Ho cominciato con il cinema indipendente, a basso budget, che mi ha consentito di capire quanto sia difficile il mestiere dell'attore, chiamato ad adattarsi a tutte le condizioni. Se il regista deve imporre il suo punto di vista attraverso il racconto, l'attore deve interpretare il punto di vista del regista: è una condizione irrinunciabile». E il cinema italiano? «Lavorerei con Luca Guadagnino: lo trovo straordinario». Domenica 16 Luglio 2017, 19:07 - Ultimo aggiornamento: 16-07-2017 19:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giffoni , è il giorno di Julianne Moore: fan in delirio sul blue carpet


17/07/2017 05:03 Sito Web

Leggo.it

«Ragazzi, usate l'istinto» Alessandra De Tommasi GIFFONI VALLE PIANA (SA) - Il Premio Oscar Julianne Moore ha letteralmente incantato il Festival per ragazzi di Giffoni (in corso fino al 22 luglio) con la grazia e l'ironia che la contraddistinguono sul grande schermo. Eterea nel suo minidress bianco, ha anticipato i prossimi progetti, La stanza delle meraviglie, in cui interpreta un'artista non udente, e Suburbicon, di e con George Clooney, oltre ad un telefilm con Robert De Niro ancora senza nome, firmato da David O. Russell. Prima, però, ha raccontato la sua esperienza da turista. Cosa le piace della Costiera Amalfitana e del nostro Paese? «Mi ha subito colpito il calore e il senso di accoglienza, quella travolgente esperienza sensoriale che ti rapisce: mi piace tutto, l'aria, l'acqua, il cibo, la cultura che si respira qui. Guardare dalla barca il mare cristallino è stato come un tuffo al cuore». Si considera così istintiva anche nella scelta dei ruoli? «Sempre: lo ripeto ai miei figli e l'ho messo in pratica io per prima. Nella vita deve guidarti l'istinto, quando ami qualcosa lo devi inseguire, senza lasciarti influenzare da chi ti dice che quello che ti piace non ha senso o è stupido. Quando mi trovo davanti ad un copione non guardo il genere o il budget, ma cerco di capire se mi colpisce». E come se ne accorge? «Fin da bambina avevo un debole per la lettura, divoravo un libro dietro l'altro e questo mi ha permesso di sviluppare un intuito piuttosto buono nella scelta dei copioni. Se sulla carta una storia ha spessore difficilmente poi lo perde al cinema». Cosa hanno in comune i tre prossimi lavori che la vedono protagonista? «La fiducia nei registi che li dirigono: tutti vorrebbero stare in un set di Clooney, e non parlo solo di noi attori, ma anche di ogni singolo membro della troupe. George ha il dono quasi magico di far stare le persone a suo agio con semplicità e generosità». E Todd Haynes e David O. Russell? «Ho lavorato per la prima volta con Haynes quando era ad inizio carriera e mia stima per lui non è cambiata, anzi: non solo è un essere umano splendido ma anche un artista profondo che sa leggere l'umanità nel profondo. Di O. Russell mi piace questo senso di casa, di famiglia che sta mettendo nella trama». Ha detto che le sta molto a cuore il tema dell'immigrazione che con Trump è un nervo scoperto degli Stati Uniti. «Sono un'americana di generazione, mamma veniva dalla Scozia e sono convinta che la grandezza dell'America stia proprio nel fatto che sia nata grazie a persone provenienti da tutto il mondo. Ha una vocazione all'accoglienza che deve continuare a portare avanti». riproduzione riservata ® Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Ragazzi, usate l'istinto»


16/07/2017 Sito Web

16.07.2017 Tags: GIFFONI VALLE PIANA , Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Aumenta Diminuisci Stampa (ANSA) - GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale". Y64

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Moore, immigrazione ha fatto grande Usa


16/07/2017 16:40 Sito Web

Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Attrice, tra italiani lavorerei con Guadagnino, è fenomenale domenica 16 luglio 2017 - Ultima ora GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale". (ANSA)

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Moore, immigrazione ha fatto grande Usa


16/07/2017 Sito Web

Moore, immigrazione ha fatto grande Usa Aumenta Diminuisci Stampa (ANSA) - GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale". Y64

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14/07/2017 21:38 Sito Web

Amalfi Notizie

Julianne More, escursione ad Amalfi prima del Giffoni Film Festival / Foto Di Tweet su Twitter Escursione gastronomica ad Amalfi per una grande star internazionale. Si tratta di Julianne Moore, da ieri ospite dell'hotel Caruso a Ravello. L'attrice premio Oscar è stata oggi a colazione ad Amalfi. Esattamente sulla terrazza sul mare del ristorante Marina Grande dove è stata deliziata dalle specialità di mare rielaborate dallo chef Francesco Sardegna. Coccolata in terrazza da Gianpaolo e Enzo Esposito, l'attrice, che è attesa domenica al Giffoni Film Festival, ha degustato alcuni sfizi di antipasto a base di astice, polpo scottato e gamberetti. Poi un secondo di ricciola e tonno. Occhiali da sole e paglietta chiara l'attrice americana, Oscar nel 2016, sarà prossima protagonista di film come Kingsman e Wonderstruck. Da ieri in Costiera Amalfitana, i cui alberghi extra lusso ospitano da sempre le star in passerella al Giffoni, la Moore si sta concedendo qualche giorno di relax in vista della partecipazione alla rassegna diretta da Claudio Gubitosi. Il tema di quest'anno del Giffoni è «Into the magic» e l'inaugurazione è stata affidata oggi a Jasmine Trinca che ha aperto la manifestazione. La seguono domani, sabato 15, l'attrice Amy Adams e domenica 16 Julianne Moore, premio Oscar nel 2016. Alle due attrici di Hollywood si alleano due stelle del piccolo schermo: Kit Harington, il Jon Snow di Game of Thrones, e Bryan Cranston, storico volto di Walter White nell'acclamata serie Breaking Bad. CONDIVIDI

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Julianne More, escursione ad Amalfi prima del Giffoni Film Festival ...


16/07/2017 Sito Web

sei in » Cultura GIFFONI VALLE PIANA Moore, immigrazione ha fatto grande Usa 16/07/2017 - 18:00 Attrice, tra italiani lavorerei con Guadagnino, è fenomenale GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - "In America, a parte gli indiani nativi siamo tutti immigrati, anch'io sono di prima generazione. Gli Usa sono stati fatti grandi e devono la loro identità all'immigrazione". Lo dice Julianne Moore, parlando del suo impegno nella campagna contro i limiti all'immigrazione voluti da Trump. L'attrice, 56 anni portati splendidamente, protagonista di un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, dove riceve il premio Truffaut, si batte anche per "avere sempre più regole sull'uso delle armi negli Usa", che sono "un Paese dove il diritto ad avere un'arma è garantito dal secondo emendamento, quindi io preferisco parlare di sicurezza che di controllo sulle armi. Come sono servite regole per far sì che le auto non fossero strumenti mortali, così bisogna fare per le armi". Quando chiedono al premio Oscar se ha mai avuto proposte di film dall'Italia risponde, "no, e mi chiedo perché, mi piacerebbe". Tra i cineasti italiani amerebbe lavorare ,"con Luca Guadagnino, lo trovo fenomenale". COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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