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Rassegna Stampa - Appello al Ministro Dario Franceschini - 26 ottobre 2020

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APPELLO AL MINISTRO DARIO FRANCESCHINI 26 OTTOBRE 2020


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GIFFONI FILM FESTIVAL - Rassegna Stampa 26/10/2020 - 26/10/2020

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PAESE :Italia

DIFFUSIONE :(9000)

PAGINE :2

AUTORE :Marianna Vallone

SUPERFICIE :24 %

Città (IT) [La] 26 ottobre 2020

Luci spentein sala eancoragiù il sipario La culturasi ferma Il gridodi doloredeglioperatorisalernitanidellospettacolo

«Abbiamo investitotantoperriprendere,oraèla fine...»

.

SALERNO

Peril mondodellaculturaedello spettacoloè lockdown.Perché le misuredel nuovoDpcm prevedonola sospensione,a partireda oggi, di tutti gli spettacoli apertial pubblicoin sale teatrali,saleda concerto,sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto, fino al 24 novembre.Il testofirmato dal premierGiuseppeConteè un duro colpoperunsettorealcollasso. A farne le spesesono soprattutto le piccole realtà,teatri e cinemadella provinciasalernitana. Il loro è un gridounanime: «È un disastro–dicono– Il nostro settorenon è mai ripartito ». L’appello a Franceschini.DaGiffoni è arrivatosubitounappello alministroper i Beni ele Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.Lo ha lanciato in unaletteraClaudioGu-

ri. In entrataed in uscitasi applicano tutte le normedi sicurezza. Eppurequestononè ba-

al mondo scientificoper tenerefuori lesaleda questeulteriori restrizioni appenavarate ». E haaggiunto:«Mi sembra che ormai siamoentrati inuna sorta di cimitero della creatività. Il cinemami sembraavviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza». Poi l’invito a Franceschini «a predisporretutti i beneficipossibiliperil settoree con certezzadel ristoroe tempestività. Il mio,però,è un ulteriore eaccoratoinvito a rivedestato

questaposizioneal più precon il ComitatoTecnico Scientifico al qualevoi fategiustamente riferimento». I teatri,luoghi sicuri.«È undisastro, il colpo di grazia– comre

sto

direttoree fondatoredel menta sconsolato Antonello Giffoni Film Festival. «Al mo- Ronga, registasalernitano– Se mento non ci sonodati che ci abbiamoavuto la forzadi rialconferminoquanticinema,do- zarci, fare programmazione, po il primo lockdown,abbiano continuareadinvestiree cercachiusodefinitivamente- scrive re di mantenereaperti nonoi protocolliinfiniti dase- da quandosonostati riaperti, stante conquesta batostamolti i cinemae i teatri sonoi luoghi guire, più sicuridove poterstareinsie- di noi avrannomolta difficoltà me. Unasaladamille postipuò nel continuarea farequestolacontenernesolo duecento,di- voro. Perchéè un lavoro e non un hobby.Abbiamofatto molstanziati, perfinoconseparatobitosi,

tissimi investimenti per le mi-

di sicurezzaconingegneri chestabilisserole distanze.Ci stannoimpedendodi fareil nostro lavoro,nel mio casocome regista,formatore,compagnia. Nonabbiamoavutoaiuti,a parte un piccolo bonusad aprile». «Il teatroè un posto estremamente sicuro.– spiegaRonga– Vorrei capireperché– e lo dico daferventecattolico– lachiesa rimaneapertae il teatrochiude. È comese ci si infettassea teatro e non negli stadi, sui mezzipubblici,aimatrimoni». Un settorein ginocchio. «Ci viene dapiangere–dice l’etoile Pina Testa- Durante il lockdown pertre mesi abbiamofatto lezione online, senzaprendere sure

un centesimo.Lo abbiamofat-

to per lenostreallieve, per non crollare. Adesso però è diverso». «Abbiamo riaperto, sof-

tantissimo,le persone che vengono al cinema sono statepochissimeper la paura. Dopo tutte le speseaffrontate peradeguarcialle misuredi sicurezza ora chiudono,è assurdo», commenta Raffaele Vaglia, gestoredelcinema“ Alambra di Cava de’ Tirreni e del multisala“La Fenice”di Pagani. «Il problemaèche i prodotti cinematograficifatti li lanciano frendo

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26 ottobre 2020

sulle piattaforme,i film girano online, perdiamo una grossa fetta di mercato.In Franciatutil to ciò non è stato permesso, cinemaè cautelato.In Italia si parla di tutto ma mai deicinema, contanosolo ristorantiealberghi ».«Sono sconcertato- aggiunge GennaroVaglia, gestore del cinemaApollo di SalernoChiudiamo sìmanon avevamo neanchela genteda far contagiare neicinema.Hannochiuso unarealtàcheeragià chiusa. Ci hanno dato un motivo per farlo, altrimentida qui a poco lo avremmodovuto fare per inattività.Lagenteha paura,la

Lettereaperte al premier eal ministroFranceschini «Teatro,cinemaedanza nonpossonofermarsi»

prevenzioneè giustama non dovevamofarne le spesenoi chepossiamogarantirelamasSiamo i primi a sima sicurezza. chiuderee gli ultimi a riaprire, è l’unicacosacheso». La lettera a Conte. «Chi opera nel settoredella cultura - spiega Claudio Tortorain unalettera apertaal premier- è consapevole dell’importanzache essa ricopre soprattuttoin momenti difficili comequello che ci troviamoad affrontare.Sarebbe ungravedannoper i cittadini privarli della possibilità di sognaree di farsi trasportare lontanooltre i confinidellapro». «È soprattutpria quotidianità to perl’importanzadi non privare l’Italia delproprioimmaginario collettivo, Presidente, chele chiedoa nomedellaAssociazione CulturaItaliae che rappresento, e dunquedi tutti i compartie i generidellospettacolo dal vivo, dei produttoricidegli esercenti, nematografici, di mantenereiluoghidellacultura aperti- aggiunge TortoraSiamo importantiperla società civile perchè vi supportiamo nel vostro difficile compitoistituzionale a mantenereelevato lo spirito dei cittadini». «Il teatro e il cinemanonpossono fermarsi - conclude Tortora - perchè sonola riservainvisibile di senso,perla vita pubblicae individuale dei nostriconcittadini. Tuteliamolapartevisibile di questariserva di senso». MariannaVallone ©RIPRODUZIONERISERVATA

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25 ottobre 2020 - 11:06

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• Home • Covid, appello Gubitosi (Giffoni) a Franceschini: rivedere decisione di chiudere cinema e teatri (2)

Covid, appello Gubitosi (Giffoni) a Franceschini: rivedere decisione di chiudere cinema e teatri (2) Per visualizzare l'articolo integrale bisogna essere abbonati. Per sottoscrivere un abbonamento contatta gli uffici commerciali all'indirizzo marketing@agcult.it. Se invece vuoi ricevere settimanalmente una selezione delle notizie pubblicate da AgCult registrati alla Newsletter settimanale gratuita.

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Covid, appello Gubitosi (Giffoni) a Franceschini: rivedere decisione di chiudere cinema e teatri

"Sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19. Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrĂ rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori... Per visualizzare l'articolo integrale bisogna essere abbonati. Per sottoscrivere un abbonamento contatta gli uffici commerciali all'indirizzo marketing@agcult.it. Se invece vuoi ricevere settimanalmente una selezione delle notizie pubblicate da AgCult registrati alla Newsletter settimanale gratuita.

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Giffoni, appello di Gubitosi al ministro Franceschini: Se chiudete le sale è la morte del cinema 

da ildenaro.it - 25 Ottobre 2020

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in foto Claudio Gubitosi

“Siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema si avvia su un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività”: Claudio Gubitosi, fondatore e direttore di Giffoni Opportunity, lancia un accorato appello al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, perché si eviti di chiudere le sale. Ecco il testo della lettera:

“Caro Ministro Franceschini,

sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a

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tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19. Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire. Mi appello a te oggi perché, alla luce della recentissima firma del Dpcm da parte del Presidente Conte, tra le tante realtà della nostra società coinvolte in questa seconda fase di restrizioni, come i bar, i ristoranti, la filiera del turismo, i centri sportivi, tutti quegli spazi cioè, dove ognuno di noi si reca per esigenze personali ma anche di svago, rientrano anche i luoghi della cultura che si preparano a vivere un momento ancora più critico ed acuto del precedente. Al di là delle connessioni e collusioni con gruppi criminali o espressioni politiche estreme, che vanno condannate su tutta la linea e senza tentennamenti per il bieco tentativo di cavalcare le debolezze delle persone in questa fase così delicata, è indubbio – e voi tutti lo sapete – che se prima covava una esasperazione generale, oggi inizia a prendere corpo e forma in ampi strati della nostra società. In questo contesto, ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie. Centinaia di migliaia di persone disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare. Caro ministro, mi soffermo adesso su quello che è il sistema cinematografico italiano, partendo dalle sale. Da oggi e fino al 24 novembre cinema e teatri dovranno restare chiusi. Lo faccio con cognizione di causa perché, oltre a rappresentare il mondo di Giffoni, che tu ben conosci, siamo anche esercenti cinematografici. Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente. I combattenti e reduci, però, avevano ripreso lentamente questa importante funzione sociale, culturale ed economica, per riconquistare la fiducia del pubblico, di chi vuole stare al cinema, di chi ama la sala, di chi vuole godersi un film. Non è stato facile, ma eravamo incamminati bene verso questo obiettivo così importante. Abbiamo rispettato e applicato con sacrifici, anche contraendo debiti, tutti i protocolli vigenti. E adesso si chiude, sapendo quando si riaprirà, ma non come. Da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi più sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non è bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate. Adesso salta tutto inesorabilmente. Come tu sai il trimestre novembre-gennaio è tradizionalmente quello più proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell’esercizio. I film di Natale erano già pronti per andare in sala. I film italiani annunciati saltano e non avranno la benché minima possibilità di essere distribuiti e presentati nelle sale. Le distribuzioni sono già sul lastrico, avendo perso centinaia di milioni di euro, e ormai le major dirottano obbligatoriamente e sistematicamente su piattaforme le loro produzioni. Mi sembra che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività. Il mio, però, è un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al più presto con il Comitato Tecnico – Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento. Se i viaggi e gli spostamenti restano interdetti, proviamo a non privarci di un viaggio ugualmente importante, quello della fantasia e delle emozioni, proprio come il cinema, il teatro, la cultura sanno fare e ci insegnano. Anzi, apriamo subito i cinema ed i teatri; avremo meno gente nelle piazze e meno persone depresse ed esasperate nelle case”.

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«Per favore, non chiudete cinema e teatri», da Gi oni l’appello al Ministro Franceschini Di Redazione - 25 Ottobre 2020

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Caro Ministro Franceschini, sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19. Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire. Mi appello a te oggi perché, alla luce della recentissima firma del Dpcm da parte del Presidente Conte, tra le tante realtà della nostra società coinvolte in questa seconda fase di restrizioni, come i bar, i ristoranti, la filiera del turismo, i centri sportivi, tutti quegli spazi cioè, dove ognuno di noi si reca per esigenze personali ma anche di svago, rientrano anche i luoghi della cultura che si preparano a vivere un momento ancora più critico ed acuto del precedente. Al di là delle connessioni e collusioni con gruppi criminali o espressioni politiche estreme, che vanno condannate su tutta la linea e senza tentennamenti per il bieco tentativo di cavalcare le debolezze delle persone in questa fase così delicata, è indubbio – e voi tutti

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lo sapete – che se prima covava una esasperazione generale, oggi inizia a prendere corpo e forma in ampi strati della nostra società. In questo contesto, ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie. Centinaia di migliaia di persone disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare. Caro Ministro, mi soffermo adesso su quello che è il sistema cinematografico italiano, partendo dalle sale. Da oggi e fino al 24 novembre cinema e teatri dovranno restare chiusi. Lo faccio con cognizione di causa perché, oltre a rappresentare il mondo di Giffoni, che tu ben conosci, siamo anche esercenti cinematografici. Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente. I combattenti e reduci, però, avevano ripreso lentamente questa importante funzione sociale, culturale ed economica, per riconquistare la fiducia del pubblico, di chi vuole stare al cinema, di chi ama la sala, di chi vuole godersi un film. Non è stato facile, ma eravamo incamminati bene verso questo obiettivo così importante. Abbiamo rispettato e applicato con sacrifici, anche contraendo debiti, tutti i protocolli vigenti. E adesso si chiude, sapendo quando si riaprirà, ma non come. Da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi più sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non è bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate. Adesso salta tutto inesorabilmente. Come tu sai il trimestre novembre-gennaio è tradizionalmente quello più proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell’esercizio. I film di Natale erano già pronti per andare in sala. I film italiani annunciati saltano e non avranno la benché minima possibilità di essere distribuiti e presentati nelle sale. Le distribuzioni sono già sul lastrico, avendo perso centinaia di milioni di euro, e ormai le major dirottano obbligatoriamente e sistematicamente su piattaforme le loro produzioni. Mi sembra che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività. Il mio, però, è un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al più presto con il Comitato Tecnico – Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento. Se i viaggi e gli spostamenti restano interdetti, proviamo a non privarci di un viaggio ugualmente importante, quello della fantasia e delle emozioni, proprio come il cinema, il teatro, la cultura sanno fare e ci insegnano. Anzi, apriamo subito i cinema ed i teatri; avremo meno gente nelle piazze e meno persone depresse ed esasperate nelle case. Claudio Gubitosi Fondatore e Direttore Giffoni Opportunity Giffoni Valle Piana (SA), 25 ottobre 2020

Redazione https://www.liberopensiero.eu

Quotidiano indipendente online di ispirazione ambientalista, femminista, nonviolenta, antirazzista e antifascista.

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“Caro Ministro, si ravveda: non chiuda cinema e teatri” Dal Gi oni Film Festival la lettera del patron Claudio Gubitosi al Ministro Franceschini  25 OTTOBRE 2020

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Movida, ultimo weekend con chiusura alle 23:00: verifiche per 451 esercizi...  25 OTTOBRE 2020

Vertice con il sindaco: “A Salerno chiesta la riapertura immediata della...

La lettera di Claudio Gubitosi al Ministro Franceschini Caro Ministro Franceschini,

 25 OTTOBRE 2020

Il Dpcm in breve: su coprifuoco e scuole si

sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19.

attende decisione...

Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura

C’è il Dpcm: Bar e ristoranti

riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire.

chiusi alle 18. Chiudono

Mi appello a te oggi perché, alla luce della recentissima firma del Dpcm da parte del Presidente Conte, tra le tante realtà della nostra società coinvolte in questa seconda fase di restrizioni, come i bar, i ristoranti, la filiera del turismo, i centri sportivi, tutti quegli spazi GIFFONI FILM FESTIVAL WEB - Rassegna Stampa 26/10/2020 - 26/10/2020

 25 OTTOBRE 2020

palestre...  25 OTTOBRE 2020

Piano Socio-Economico, la proposta da Salerno della Cna

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25/10/2020 17:21 Sito Web

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cioè, dove ognuno di noi si reca per esigenze personali ma anche di svago, rientrano anche i luoghi della cultura che si preparano a vivere un momento ancora più critico ed acuto del precedente.

 25 OTTOBRE 2020

Al di là delle connessioni e collusioni con gruppi criminali o espressioni politiche estreme, che vanno condannate su tutta la linea e senza tentennamenti per il bieco tentativo di cavalcare le debolezze delle persone in questa fase così delicata, è indubbio – e voi tutti lo sapete – che se prima covava una esasperazione generale, oggi inizia a prendere corpo e forma in ampi strati della nostra società. In questo contesto, ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie. Centinaia di migliaia di persone disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare. Caro Ministro, mi soffermo adesso su quello che è il sistema cinematografico italiano, partendo dalle sale. Da oggi e fino al 24 novembre cinema e teatri dovranno restare chiusi. Lo faccio con cognizione di causa perché, oltre a rappresentare il mondo di Giffoni, che tu ben conosci, siamo anche esercenti cinematografici. Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente. I combattenti e reduci, però, avevano ripreso lentamente questa importante funzione sociale, culturale ed economica, per riconquistare la fiducia del pubblico, di chi vuole stare al cinema, di chi ama la sala, di chi vuole godersi un film. Non è stato facile, ma eravamo incamminati bene verso questo obiettivo così importante. Abbiamo rispettato e applicato con sacrifici, anche contraendo debiti, tutti i protocolli vigenti. E adesso si chiude, sapendo quando si riaprirà, ma non come. Da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi più sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non è bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate. Adesso salta tutto inesorabilmente. Come tu sai il trimestre novembre-gennaio è tradizionalmente quello più proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell’esercizio. I film di Natale erano già pronti per andare in sala. I film italiani annunciati saltano e non avranno la benché minima possibilità di essere distribuiti e presentati nelle sale. Le distribuzioni sono già sul lastrico, avendo perso centinaia di milioni di euro, e ormai le major dirottano obbligatoriamente e sistematicamente su piattaforme le loro produzioni. Mi sembra che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività. Il mio, però, è un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al più presto con il Comitato Tecnico – Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento. Se i viaggi e gli spostamenti restano interdetti, proviamo a non privarci di un viaggio ugualmente importante, quello della fantasia e delle emozioni, proprio come il cinema, il teatro, la cultura sanno fare e ci insegnano. Anzi, apriamo subito i cinema ed i teatri; avremo meno gente nelle piazze e meno persone depresse ed esasperate nelle case.

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Cronaca / Giffoni Valle Piana

Nuovo Dpcm, Gubitosi scrive a Franceschini: "Rivedere chiusura cinema e teatri" Il direttore e fondatore del Giffoni Film Festival lancia un appello al ministro dei Beni Culturali dopo l'entrata in vigore delle nuove normative anti-Covid Redazione

25 ottobre 2020 18:56

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Franceschini e Gubitosi

I

n estate, nonostante l'emergenza Covid, il Giffoni

APPROFONDIMENTI

Film Festival ha organizzato la 50esima edizione in

totale sicurezza, consentendo la partecipazione di ospiti e giurati. Oggi, dopo la firma del nuovo Dpcm, da Giffoni arriva un appello al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, in riferimento alla chiusura delle sala cinematografiche e dei teatro.

Conte firma il nuovo Dpcm anti-Covid: nuove regole per bar e ristoranti, scattano le prime chiusure 25 ottobre 2020

L'appello A lanciarlo in una lettera è Claudio Gubitosi, direttore e fondatore del Giffoni Film Festival. "Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, GIFFONI FILM FESTIVAL WEB - Rassegna Stampa 26/10/2020 - 26/10/2020

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25/10/2020 18:56 Sito Web

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dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente - scrive - da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi piu' sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non e' bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate". Il tutto proprio nel "trimestre novembre-gennaio" che "è tradizionalmente quello piu' proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell'esercizio". "Mi sembra - sottolinea - che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da piu' parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestivita'. Il mio, pero', e' un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al piu' presto con il Comitato Tecnico - Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento". Per Gubitosi e' necessario riaprire "subito i cinema ed i teatri; avremo meno gente nelle piazze e meno persone depresse ed esasperate nelle case".

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Chiusura cinema e teatri, le reazioni: “con questo dpcm la cultura è finita” di Redazione , scritto il 25/10/2020, 22:10:38 Categorie: Attualità Tante le reazioni alla chiusura di cinema e teatri stabilita dal dpcm approvato oggi. Ne abbiamo qui raccolte alcune. Sono tantissime le reazioni al dpcm che impone la chiusura di cinema e teatri. Partendo dal mondo della politica, la giornata è cominciata con l’appello degli assessori alla cultura delle grandi città italiane (Roma, Milano, Genova, Firenze, Torino, Bologna, Venezia, Ancona, Bari, Cagliari) che ritengono “ingiustificata” la serrata, considerano “opportuna e necessaria una revisione di questa disposizione” e si mettono a disposizione per “concertare misure per rendere ancora più efficaci e sicure le riaperture dei luoghi di spettacolo delle nostre città e di tutta Italia”. Nella giornata di oggi si sono susseguite le prese di posizione dell’opposizione, da Matteo Salvini della Lega (“Chiudere attività come palestre, cinema e teatri che negli ultimi mesi hanno investito tanto per adeguare gli standard di sicurezza sanitaria è una sciocchezza. Luoghi sicuri e controllati, perché prendersela con loro”) a Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (“A maggio il governo ha imposto dei protocolli di sicurezza per ripartire, gli imprenditori hanno investito soldi per adeguarsi. Ora il governo chiude piscine, palestre, cinema e teatri e impone a bar e ristoranti chiusura alle 18. Conte ha il dovere di chiedere scusa e risarcirli”). Ma a esprimere contrarietà sono anche esponenti della maggioranza: il presidente della commissione cultura del Senato, Riccardo Nencini del gruppo Italia Viva-PSI, ha promosso una petizione, lanciata dalla stessa Italia Viva, in cui si afferma che “Cinema e teatri devono restare aperti. E anche palestre e piscine! La priorità adesso è limitare il contagio, mettendo in campo tutte le misure possibili per contenere il diffondersi del Coronavirus in questa, come viene definita, seconda ondata”. Dello stesso avviso anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che intervenendo alla trasmissione Non è l’arena su La7 ha usato parole molto dure: “con questo dpcm la cultura è finita”, ha detto. “Il Teatro san Carlo, il più antico d’Europa, 1.250 posti, non riesco a capire perché si debba chiudere, ma faccio un esempio e ne potrei fare altri”, ha aggiunto de Magistris secondo cui “intere categorie di giovani andranno definitivamente in situazione di disperazione con queste misure”. Sulla stessa linea anche Walter Veltroni, che avanza il paragone tra cinema e chiese: “mi chiedo se è giusto autorizzare le messe e non i teatri e i cinema dove non c’è stato alcunché”, si è domandato alla trasmissione Che tempo che fa su Rai Tre. Si rivolge invece direttamente al ministro dei beni culturali Dario Franceschini l’attivista Aboubakar Soumahoro: “ministro Franceschini, è calato il sipario sulla cultura, cibo dell’anima e presidio di speranza che sconfigge dittatura della mediocrità. Occorre avere visione strategica per tutelare salute, diritti degli invisibili della musica, teatro e cinema e il loro valore socio-economico”. Dal mondo della cultura, tra i primi a prendere posizione c’è l’autrice, scrittrice e volto tv Serena Dandini. “Non chiudete i cinema e i teatri. Sono luoghi di necessità, e sono soprattutto posti sicuri. Mi associo ai tanti appelli che si sono susseguiti in queste ore, dal ‘Vissi d’arte’ di tanti esponenti della cultura a quello dei Cento Autori fino a quello di tanti assessori alla Cultura d’Italia”. Così invece l’attore Lino Guanciale: “Oggi non è facile. Con tanto lavoro, passione e professionalità abbiamo provato a rimettere in moto la macchina dello spettacolo dal vivo. Non possiamo fermarla ora”. Guanciale invita a firmare la petizione di Cultura Italiae, una delle tante che si stanno susseguendo in queste ore. E ancora, la cantante Fiorella Mannoia: “Finora nei teatri dove si sono esibiti, colleghi, attori e scrittori... c’è stato un solo caso di Covid, tutto è stato fatto secondo le regole e il teatro a oggi è uno dei luoghi più sicuri. Ma le fiere, le chiese, i musei, le partite di campionato rimarranno aperti. Ma noi no”. Intervenendo a Domenica In, l’attore e conduttore Ezio Greggio ha dichiarato: “È un errore madornale quello di chiudere i cinema e i teatri. Sono i luoghi più sicuri

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25 ottobre 2020 - 21:13

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in assoluto. Già c’è poca gente che va al cinema in generale, quindi limitare l’accesso al cinema significa togliere libertà, togliere cultura”. Il regista Gabriele Muccino: “Chiudere i cinema e i teatri dice solo una cosa: che nessuno tra coloro che hanno voluto questa misura, si è preso la briga di andare al cinema negli ultimi due mesi. Avrebbe trovato al massimo 10 persone in sala per ogni spettacolo. Al massimo! Non ce n’era davvero motivo”. “Non si può stare zitti, qui c’è da diventare pazzi”, dice invece la regista Emma Dante. “Questa ulteriore chiusura delle sale è una guerra, una guerra al nostro settore, ingiusta e ingiustificabile. E sì che i teatri e i cinema, e lo dico a chiare lettere, sono sicuri quanto gli ospedali. Sono amareggiata, sto pensando a qualche azione pubblica per protestare. Sì, voglio pensare a qualcosa di forte nei prossimi giorni perché questa chiusura è una cosa che non posso che definire vergognosa”. Usa l’arma dell’ironia l’attore Andrea Pennacchi, che già ieri scriveva su Twitter: “ma chiudiamoli, sti teatri, postriboli, luridi focolai di contagio”. Anche il doppiatore Luca Ward esprime il proprio disappunto, definendo un “delirio” la scelta di chiudere cinema e teatri. E poi, il direttore e fondatore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi, rivolge “un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al piu’ presto con il Comitato Tecnico - Scientifico”. Al momento, scrive Gubitosi, “non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente - scrive - da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi piu’ sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza”. Quelle di cui sopra sono solo alcune delle tantissime reazioni al dpcm, e molte altre ne sopraggiungono minuto dopo minuto.

Chiusura cinema e teatri, le reazioni: “con questo dpcm la cultura è finita” Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte. al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente. ABBONATI A FINESTRE SULL'ARTE

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25 ottobre 2020 - 18:01

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DPCM, CINEMA E TEATRO, UN CORO DI PROTESTE

61 Views Ottobre 25, 2020

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Economia, Lavoro, News Elisabetta Donadono

Il Dpcm che entra in vigore domani chiude cinema e teatro per circa un mese. Una decisione drastica che vede contrari gli operatori del settore che hanno sperato sino alla fine di non dover chiudere le sale. Appelli a individuare sin da subito soluzioni provengono dagli artisti, da responsabili di teatri e del settore cinematografico.

Appello a Franceschini Claudio Gubitosi, Fondatore e Direttore Giffoni Opportunity scrive in una lettera al ministro, Dario Franceschini. “Caro Ministro, E adesso si chiude, sapendo quando si riaprirà, ma non come. Da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi più sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non è bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate. Adesso salta tutto inesorabilmente. Come tu sai il trimestre novembre-gennaio è tradizionalmente quello più proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell’esercizio. I film di Natale erano già pronti per andare in sala. I film italiani annunciati saltano e non avranno la benché minima possibilità di essere distribuiti e presentati nelle sale. Le distribuzioni sono già sul lastrico, avendo perso centinaia di milioni di euro, e ormai le major dirottano obbligatoriamente e sistematicamente su piattaforme le loro

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25 ottobre 2020 - 18:01

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produzioni. Mi sembra che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività. Il mio, però, è un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al più presto con il Comitato Tecnico – Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento”.

Lettera agli spettatori Mentre il direttore del Teatro Nazionale di Napoli, Roberto Andò si rivolge direttamente agli spettatori scrivendo una lettera nella quale evidenzia gli sforzi fatti in questi mesi dal Teatro Nazionale e sottolineando la necessità di una legge che individui forme di sostegno concreto in favore dei lavoratori dello spettacolo. Commenti commenti

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25 ottobre 2020 - 16:59

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GIFFONI, IL DIRETTORE DEL FESTIVAL GUBITOSI: “RIVEDERE LA DECISIONE DI CHIUDERE CINEMA E TEATRI”

Ottobre 25, 2020Ottobre 25, 2020 Redazione cinema, franceschini, Giffoni, gubitosi Appello di Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival al ministro della Cultura Franceschini dopo la stretta su cinema e teatri come da Dpcm Caro Ministro Franceschini, sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19. Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire. Mi appello a te oggi perché, alla luce della recentissima firma del Dpcm da parte del Presidente Conte, tra le tante realtà della nostra società coinvolte in questa seconda fase di restrizioni, come i bar, i ristoranti, la filiera del turismo, i centri sportivi, tutti quegli spazi cioè, dove ognuno di noi si reca per esigenze personali ma anche di svago, rientrano anche i luoghi della cultura che si preparano a vivere un momento ancora più critico ed acuto del precedente. Al di là delle connessioni e collusioni con gruppi criminali o espressioni politiche estreme, che vanno condannate su tutta la linea e senza tentennamenti per il bieco tentativo di cavalcare le debolezze delle persone in questa fase così delicata, è indubbio – e voi tutti lo sapete – che se prima covava una esasperazione generale, oggi inizia a prendere corpo e forma in ampi strati della nostra società. In questo contesto, ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie. Centinaia di migliaia di persone disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare. Caro Ministro, mi soffermo adesso su quello che è il sistema cinematografico italiano, partendo dalle sale. Da oggi e fino al 24 novembre cinema e teatri dovranno restare chiusi. Lo faccio con cognizione di causa perché, oltre a rappresentare il mondo di Giffoni, che tu ben conosci, siamo

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anche esercenti cinematografici. Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente. I combattenti e reduci, però, avevano ripreso lentamente questa importante funzione sociale, culturale ed economica, per riconquistare la fiducia del pubblico, di chi vuole stare al cinema, di chi ama la sala, di chi vuole godersi un film. Non è stato facile, ma eravamo incamminati bene verso questo obiettivo così importante. Abbiamo rispettato e applicato con sacrifici, anche contraendo debiti, tutti i protocolli vigenti. E adesso si chiude, sapendo quando si riaprirà, ma non come. Da quando sono stati riaperti, i cinema e i teatri sono i luoghi più sicuri dove poter stare insieme. Una sala da mille posti può contenerne solo duecento, distanziati, perfino con separatori. In entrata ed in uscita si applicano tutte le norme di sicurezza. Eppure questo non è bastato al mondo scientifico per tenere fuori le sale da queste ulteriori restrizioni appena varate. Adesso salta tutto inesorabilmente. Come tu sai il trimestre novembre-gennaio è tradizionalmente quello più proficuo per tutto il sistema delle produzioni, della distribuzione e dell’esercizio. I film di Natale erano già pronti per andare in sala. I film italiani annunciati saltano e non avranno la benché minima possibilità di essere distribuiti e presentati nelle sale. Le distribuzioni sono già sul lastrico, avendo perso centinaia di milioni di euro, e ormai le major dirottano obbligatoriamente e sistematicamente su piattaforme le loro produzioni. Mi sembra che ormai siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema mi sembra avviarsi su di un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività. Il mio, però, è un ulteriore e accorato invito a rivedere questa posizione al più presto con il Comitato Tecnico – Scientifico al quale voi fate giustamente riferimento. Se i viaggi e gli spostamenti restano interdetti, proviamo a non privarci di un viaggio ugualmente importante, quello della fantasia e delle emozioni, proprio come il cinema, il teatro, la cultura sanno fare e ci insegnano. Anzi, apriamo subito i cinema ed i teatri; avremo meno gente nelle piazze e meno persone depresse ed esasperate nelle case.

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25 ottobre 2020 - 16:17

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Nuovo Dpcm, mondo della cultura lancia sos Dopo il nuovo Dpcm firmato da Conte il mondo della cultura chiede aiuto Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto. Lo si legge nel nuovo Dpcm varato dal Governo. Uno stop durissimo per il mondo della cultura. Il nuovo Dpcm firmato questa notte punta il dito contro cultura e ristorazione. «Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale», dichiara Claudio Gubitosi, fondatore del Giffoni film festival, in una lettera indirizzata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. «Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire». «Anche i luoghi della cultura che si preparano a vivere un momento ancora piu’ critico e acuto del precedente – sottolinea Gubitosi – ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie, disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare”. L’allarme è trasversale. Così trasversale che tra le agenzie si palesa una nota firmata dagli assessori alla Cultura dei Comuni di Napoli, Roma, Milano, Genova, Torino, Bologna, Venezia, Ancona, Bari, Cagliari e Firenze. Nella missiva gli assessori alla cultura sottolineano come la misura messa in campo dal Governo «colpisce il settore produttivo italiano che più di ogni altro ha saputo adottare misure efficaci e responsabili nel contrasto alla diffusione epidemica da Covid-19». Un autogol per gli amministratori locali che appare «ingiustificata visto che le misure disposte considerano invece compatibili altre attività che per la propria natura non possono garantire i livelli di protezione adottati nei luoghi di spettacolo, per il pubblico come per gli operatori». Una nuova chiusura delle attività legate allo spettacolo che comporterà, secondo l’Agis – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, «un colpo difficilmente superabile e una drammatica ricaduta sulle decine di migliaia di lavoratori ed artisti già al limite del sostentamento a causa del crollo del reddito».

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25 ottobre 2020 - 15:03

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Giffoni, appello di Gubitosi al ministro Franceschini: Se chiudete le sale è la morte del cinema

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Giffoni | appello di Gubitosi al ministro Franceschini | Se chiudete le sale è la morte del cinema Di domenica 25 ottobre 2020 Segnalato da : ildenaro

Denial of Responsibility! Tutti i diritti sono riservati a ildenaro© Giffoni, appello di Gubitosi al ministro Franceschini: Se chiudete le sale è la morte del cinema (Di domenica 25 ottobre 2020) “Siamo entrati in una sorta di cimitero della creatività. Il cinema si avvia su un binario morto. Questo dobbiamo impedirlo con ogni forza. Ti invito, come si legge da più parti, a predisporre tutti i benefici possibili per il settore ma ti esorto a farlo con certezza del ristoro e tempestività”: Claudio Gubitosi , fondatore e direttore di Giffoni Opportunity, lancia un accorato appello al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini , perché si eviti di chiudere le sale . Ecco il testo della lettera: “Caro ministro Franceschini , sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli

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