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RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI
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23/07/2016 www.orizzontescuola.it Giannini ai ragazzi del Giffoni Film Festival. "La società in futuro andrà dove la porterà la scuola" Il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha fatto visita alla Cittadella del Cinema ed ha incontrato 750 giovani giurati della sezione Generator +13 del Giffoni Film Festival. "A loro non descriverò il futuro - ha detto - ma dirò come la scuola deve preparararli ad un futuro che è pieno di incognite. Parlerò di una scuola aperta che fa dell'inclusione il proprio punto di riferimento, il modello. Darò due parole chiave: cooperazione e competizione. La scuola è ma deve continuare ad essere il luogo nel quale si socializza e si cresce insieme ma anche il luogo nel quale si acquisiscono competenze e nascono le eccellenze, perché la società in futuro andrà dove la porterà la scuola". Il Ministro ha parlato anche della chiamata diretta. "Aspetto cruciale, che interessa la selezione degli insegnanti. Mette un punto di novità: da una parte il fabbisogno della scuola, dall'altro il dirigente scolastico che si assume la responsabilità di convocare sulla base di criteri chiari e trasparenti". Il Ministro ha poi sottolineato parlando di innovazione tecnologica: "Le LIM ormai sono preistoria. Non bastano quelle, occorrono avanguardia, tecnologia, eccellenza. Contiamo con le prossime risorse - circa 1 miliardo di euro - di garantire connettività a tutti gli Istituti scolastici. Nel 2013 eravamo al 32%, adesso oltre la metà".
23/07/2016 www.rumors.it Nicholas Hoult a Giffoni, non solo film: "Brexit? Non me l'aspettavo" L'attore al Giffoni Film Festival si è raccontato ai ragazzi in visibilio per lui. In tanti hanno dormito accampati nella Cittadella del Cinema di Giffoni per guadagnarsi la prima fila del blu carpet, e vedere da vicino l'attore Nicholas Hoult, ex fidanzato di Jennifer Lawrence. C'è gli ha chiesto in regalo la bottiglietta d'acqua da cui aveva bevuto e chi ha fatto 600 km per essere lì. All'incontro con i ragazzi diversi sono stati i temi toccati dall'attore britannico che non si è sottratto nemmeno a temi politici: "Non mi aspettavo che potesse succedere quello che è accaduto in Inghilterra. A me piace essere europeo. Devo dire che ci sono rimasto piuttosto male, non me l'aspettavo. Chissà però che le cose non si sistemino da sole". Sul set di "Mad Max" e "Dark Places" accanto al Premio Oscar Charlize Theron, di lei ha detto "E' una donna forte, molto generosa e puntuale. Sul set di Mad Max ci siamo trovati particolarmente bene perché abbiamo un senso dello humor molto simile. Riusciva a catturare l'energia del set e sprigionarla attorno a sé". Molte sono state le curiosità su Skins, la serie cult britannica che gli ha regalato il successo dopo il ruolo nel film About a boy con Hugh Grant. "Per me - ha affermato - ha rappresentato una grande palestra formativa. Ha cambiato il modo di raccontare i ragazzi perché era scritta anche da loro coetanei. - ha aggiunto - E pensare che ai provini quando mi hanno proposto il ruolo del ribelle, non capivo perché mi avessero proposto un ruolo così differente da me".
23/07/2016 www.ilponente.com Raffaele Cantone a Giffoni: "Il GFF è un miracolo italiano" A dieci anni dalla sua prima volta, l'attrice Gabriella Pession è tornata ieri al Giffoni film festival: ha appena terminato di girare "La Porta rossa", la nuova serie noir, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli. I ragazzi salgono sulle sedie per cercare di scattare qualche foto ricordo, poi tutti seduti ad ascoltare gli attori che rispondono alle domande del giovane pubblico. Ad accogliere il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Claudio Gubitosi e Piero Rinaldi (rispettivamente fondatore e presidente della rassegna), più il sindaco Antonio Giuliano. Qui non c'erano le condizioni di partenza, certo un bel territorio, una realtà con un basso tasso di criminalità organizzata, una realtà amministrativa con meno problemi di altre zone, ma si trattava di una realtà oggettivamente provinciale. "E Giffoni è il luogo più adatto per parlarne, perché qui ci sono persone consapevoli, che vivono quest'esperienza come occasione di formazione". "Sul set ci siamo divertiti tanto e questo è servito anche per la resa. Questo - ha sottolineato - è un fiore all'occhiello per una regione con tantissimi problemi ma anche tante potenzialità". E, soprattutto, una chiacchierata con le tante anime coinvolte nella kermesse internazionale: Raffaele Cantone arriva al Giffoni Film Festival per un incontro coi giovani giurati e con il "dream team" del Giffoni Innovation Hub. "Le telecamere di Gomorra sono impietose: dietro le nostre facce non ci sono scenografie". E ancora: "Perché provare a parlare di corruzione con i ragazzi?". "E' come se uno vede Batman e poi si butta dalla finestra pensando di essere un pipistrello", taglia corto Palvetti, il Salvatore Conte della serie. Una su tutte la risposta di Marco Palvetti a proposito di ciò che rappresentano quei personaggi: "al di sopra di ogni personaggio c'è qualcosa di più grande, il destino. Ho comprato i diritti dell'adattamento teatrale della Signorina Julie, tragedia di August Strindberg, realizzata da Patrick Marber, l'autore di Closer e nominato agli Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura con il film Diario di uno scandalo, che ha anche in ballo l'idea di una coproduzione cinematografica con l'Irlanda per un film in lingua inglese". "Lavoriamo su corde invisibili che fanno parte della nostra intimità - ha aggiunto
ancora - Voi spettatori dovete godere del risultato e non devi sapere cosa c'è dietro".
23/07/2016 www.movieforkids.it GIFFONI 2016, NICHOLAS HOULT TRA ZOMBIE E X-MEN Continua l’invasione di attori inglesi al Giffoni Film Festival 2016. Dopo Sam Claflin, il 22 luglio è stato il turno di Nicholas Hoult, altro idolo dei giovanissimi grazie a personaggi come Bestia nella recente saga di X-Men, Nux in Mad Max – Fury Road e Tony nella serie tvSkins. Questo giovane talento ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo già da bambino e per questo a Giffoni non ha esitato a dare consigli agli aspiranti attori. Importantissimo, secondo Hoult, restare sempre sé stessi e valutare attentamente con chi lavorare: circondarsi dei talenti migliori sulla piazza è il miglior modo per diventare sempre più bravi, sostiene l’attore. E a proposito di talenti, Hoult ha rivelato di essere sempre alla ricerca di nuove figure nel panorama internazionale del cinema e che gli piacerebbe lavorare con un giovane regista italiano emergente. Non sono mancate poi dichiarazioni sui suoi personaggi più amati, sui progetti futuri (interpreterà lo scrittore J. D. Salinger nel film Rebel in the Rye di prossima uscita) e ovviamente su Equals, il film presentato a Giffoni in cui recita a fianco di Kristen Stewart. Ecco tutto ciò che Nicholas Hoult ha raccontato ai ragazzi di Giffoni: Come ti sei avvicinato al mondo della recitazione? Nicholas Hoult: Ho iniziato a recitare molto presto e completamente per caso. Avevo tre anni e un regista teatrale mi notò: gli serviva un bambino con una buona capacità di concentrazione per un ruolo. Da lì ho iniziato ad avere alcune piccole parti ed è diventato un po’ il mio hobby. I miei compagni di classe facevano sport nel tempo libero e io mi divertivo a fare l’attore qua e là. Qual è secondo te la chiave del successo nel mondo del cinema? Ti posso dire che è molto importante trovare delle storie che ti appassionino, storie che senti di voler raccontare. Ed è anche fondamentale cercare di lavorare con
persone di talento. Un attore dipende completamente dagli altri sul set: dal regista, dai make up artist… per questo è importante scegliere di lavorare con i migliori. Altro consiglio da tenere a mente: non si finisce mai di imparare. Non ci sarà mai un momento in cui ti sentirai perfetto, ogni volta che riguarderai le scene in cui hai recitato troverai mille particolari che vorresti poter cambiare. Perciò si deve sempre cercare di migliorarsi. Noi ragazzi in sala siamo tutti adolescenti e viviamo i problemi tipici della nostra età. Tu come li hai affrontati, dato che quando eri piccolo già eri nel mondo dello spettacolo? I problemi dell’adolescenza li abbiamo affrontati tutti. È un’età in cui credi di essere adulto e pronto a fare qualunque cosa, ma poi quando guardi indietro qualche anno dopo ti accorgi che in realtà eri ancora un bambino. Per quanto riguarda il lavoro, in realtà c’è poco da fare… devi semplicemente andare avanti giorno dopo giorno e affrontare tutte le difficoltà che incontri. Questi momenti però possono anche essere utili a chi lavora nel mio campo, perché si possono prendere i sentimenti che si provano e farli diventare parte del personaggio trovando loro un senso e facendo sì che altre persone possano rispecchiarcisi. Hai interpretato molti personaggi al limite della follia: come ti prepari per questi ruoli? Ogni ruolo è diverso, quindi la preparazione è differente e cambia a seconda della sceneggiatura e delle indicazioni del regista. Per esempio, in Warm Bodies ero uno zombie e ho passato del tempo in una sorta di “scuola di zombie” con un coach che mi ha insegnato a muovermi e a fare versi da zombie e altre cose abbastanza strane. Invece, in Mad Max – Fury Road il mio personaggio era malato, quindi ho dovuto subire proprio una trasformazione fisica per perdere peso e sembrare malato. In generale cerco di osservare molto la realtà per trovare delle persone che siano simili ai personaggi che devo interpretare. Poi ovviamente prendo ispirazione da molte altre cose come libri, film, musica, esperienze passate che ho vissuto. Nel tuo nuovo film Equals i personaggi non possono provare emozioni. Tu come reagiresti se ti trovassi in un mondo come quello? Oh, sarebbe terribile! In realtà penso che una cosa simile sia capitata a tutti prima o poi, per esempio quando riceviamo una brutta notizia ma poi siamo costretti a nascondere i nostri sentimenti e a fare finta di niente perché magari dobbiamo andare al lavoro. Diventare questo personaggio è stato molto strano e difficile, anche perché il mio compito come attore praticamente era… non recitare. Che ne pensi del progetto della Marvel di produrre una serie tv sugli X-Men?
In realtà non ne so molto a livello professionale, però sono sicuro che sarà un bellissimo show. Sono cresciuto guardando il cartone animato di X-Men e penso che sia un universo enorme tutto da esplorare, con tanti personaggi bellissimi. Bestia ovviamente era il mio preferito. Secondo te prima o poi i film di supereroi passeranno di moda? Spero di no! Sicuramente i film vanno a periodi… per esempio in questo momento sono molto in voga i supereroi e le fiabe. Ma dipende tutto dalle richieste del pubblico: adesso piace questo, ma domani chissà! Di sicuro i supereroi hanno i fumetti e quindi la letteratura alle spalle, inoltre i personaggi sono molto complessi ed è facile immedesimarsi in loro, quindi spero che continuino ad avere così tanto pubblico per molto tempo. Che rapporto hai con i media e come influenzano la tua vita? La mia vita non è particolarmente influenzata dai media, posso dirmi fortunato per questo. Penso sia una buona cosa non solo per me, ma anche dal punto di vista artistico perché se il pubblico sa poco di te, quando ti vedrà sullo schermo si concentrerà sul personaggio e non sull’attore. Chi è il tuo eroe e cosa ammiri di lui? Mio padre per quanto riguarda la vita privata. Invece nel campo lavorativo mi ispiro a molti attori, ma mi piace particolarmente Jim Carrey. Se mi lasci ti cancello e The mask sono due dei miei film preferiti e amo il modo in cui usa il corpo, i gesti e le sue espressioni facciali. Con quale regista ti piacerebbe lavorare? Ce ne sono tantissimi! Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Ridley Scott… ma potrei continuare davvero in eterno.
23/07/2016 www.contattonews.it Al Giffoni Film Festival 2016 parla Mika: presto al debutto come attore? Un giudizio drastico su Donald Trump Nonostante la sensibilità, il garbo e la dolcezza siano in lui connaturati,Mika non è tipo da tirarsi indietro quando bisogna parlare chiaro, si tratti di un giudizio a X Factor oppure – non c’è differenza – di un commento di politica estera. Su quest’ultima ha le idee molto chiare, perché al Giffoni Film Festival su domanda di un giovane giurato ha detto la sua su Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli USA. TRUMP? NON FA PIÙ RIDERE – «Trump? E’ una bruttissima figura che faceva ridere ma adesso non fa più ridere. Capisco i tanti che hanno detto di no all’utilizzo delle proprie canzoni per supportare i discorsi di Trump», ha detto chiaro e tondo a chi gli chiedeva se fosse giusto prestare le proprie canzoni per fini commerciali, aggiungendo a mo’ di esempio: «Io ho detto no quando mi hanno chiesto la mia canzone ‘Grace Kelly’ per pubblicizzare dei divani colorati e altre canzoni per un cibo per cani e gatti. Quando mi hanno chiesto perché avevo rifiutato ho risposto che quel cibo faceva schifo». NASCITA DI UN PERSONAGGIO – Il cantautore libanese naturalizzato britannico ha poi raccontato come è nato il personaggio Mika, che ha creato da solo «Sono io che ho deciso a 15 anni di mettere la kappa nel mio nome perché pensavo fosse meglio come logo. Ricordo ancora le facce attonite di mia mamma e di mia nonna mentre dicevo queste cose. Io ho messo sempre tutto della mia vita nelle canzoni, è stato un modo per superare momenti difficili e dolorosi. Anche se ci sono dei pubblici davanti ai quali non è sempre facile parlare di sessualità, traumi, della storia della mia famiglia. Spesso mi trovo a cantare in certi Paesi dove i temi che tratto sono vietati, ma per me la musica è una terapia e una bandiera. Come diceva Oscar Wilde: ‘devi essere vero ma permetterti di avere un po’ di follia’» PROGETTI IMMEDIATI E FUTURI – Dopo l’abbandono di X Factor, Mika ha parlato del suo one man show che partirà a novembre su Rai2, ma ha sottolineato che quello con il talent di Sky è solo un arrivederci: «X Factor è un programma che mi piace molto perché in Italia è fatto davvero bene. Mi piace anche di più di quando ero entrato in giuria» La vera novità
tuttavia sembra essere un progetto ‘esterno’ alla musica: Mika potrebbe prepararsi al debutto come attore: «Mi avevano già offerto di recitare in tre altri film ma avevo sempre detto di no. Qualche mese fa però sono andato a un casting, ho fatto un provino e ai produttori è piaciuto. Me l’hanno mandato ma ho paura a guardarlo, devo dargli una risposta sul ruolo. E’ un grande rischio, non so ancora cosa farò»
23/07/2016 www.contattonews.it Giffoni Film Festival 2016: Nicholas Hoult si è raccontato alla Kermesse cinematografica GIFFONI FILM FESTIVAL 2016: NICHOLAS HOULT ALLA KERMESSE CINEMATOGRAFICA – Nichols Houltal Giffoni Film Festival si è raccontato ai ragazzi. Puntualissimo, gentile e saggio: Nicholas Hoult si è presentato così ai ragazzi del Giffoni Film Festival, accorsi da tutta Italia per incontrarlo. In tanti hanno dormito accampati nella Cittadella del Cinema di Giffoni per guadagnarsi la prima fila del blu carpet, una di loro gli ha raccontato di aver viaggiato 600 km per salutarlo, un’altra gli ha chiesto in regalo la bottiglietta d’acqua da cui aveva bevuto. Rosso in viso per la sorpresa, l’ha accontentata volentieri con un abbraccio. Diversi sono stati i temi toccati dall’attore. “Non mi aspettavo che potesse succedere quello che è accaduto in Inghilterra. – ha detto l’attore britannico a proposito della Brexit – A me piace essere europeo. Devo dire che ci sono rimasto piuttosto male, non me l’aspettavo. Chissà però che le cose non si sistemino da sole. Sembra che la paura stia dividendo le persone e il mondo stia diventando più piccolo. Anche per questo è bellissimo stare qui”. Molte sono state le curiosità su Skins, la serie cult britannica che gli ha regalato il successo dopo il ruolo nel film About a boy con Hugh Grant. “Per me – ha affermato – ha rappresentato una grande palestra formativa. Ha cambiato il modo di raccontare i ragazzi perché era scritta anche da loro coetanei. – ha aggiunto – E pensare che ai provini quando mi hanno proposto il ruolo del ribelle, non capivo perché mi avessero proposto un ruolo così differente da me”. Sul set di “Mad Max” e “Dark Places” accanto al Premio Oscar Charlize Theron, di lei ha detto “E’ una donna forte, molto generosa e puntuale. Sul set di Mad Max ci siamo trovati particolarmente bene perché abbiamo un senso dello humor molto simile. Riusciva a catturare l’energia del set e sprigionarla attorno a sé”.
23/07/2016 www.videonola.tv Giffoni Film Festival 2016: domani cerimonia di chiusura Si chiude domani 24 luglio, con l’attesa proclamazione dei film vincitori, la 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Tanti gli ospiti attesi per la chiusura, il cast di Braccialetti Rossi, Massimiliano Gallo, Madalina Ghenea, Antonio Catania, Franco Trevisi. Alla cerimonia finale interverrà Rosa D’Amelio, presidente del consiglio regionale della Regione Campania. Ricco anche il programma della giornata, oltre cast di Braccialetti Rossi, che incontrerà i fan in Sala Sordi, prevista anche la proiezione del primo episodio della terza stagione; ci saranno Pif , il conduttore, regista e attore parteciperà all’incontro con le giurie Generator con il cast della fiction di Rai 1.
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Mika senza confini: "Musica, tv e cinema, mi metto in gioco" Arrivano da tutta Italia. C’è chi si è appostato dalle quattro del mattino, chi ha dormito direttamente in cittadella e chi non ha dormito proprio. Al Giffoni Film Festival l’entusiasmo è alle stelle per Mika, il cantante britannico di origine libanese, tre volte giudice di X Factor, che ha venduto oltre 10 milioni di album e che sta concludendo una tournée di 18 mesi grazie al successo del disco di Platino No Place In Heaven. Qualcuno piange, qualcun altro si sbraccia con un vinile o un disegno in mano per farselo autografare, intanto risuona in cittadella la hit We are Golden. Anche Mika è entusiasta di incontrare i ragazzi. "Qui si respira un’atmosfera di creatività e uno spirito di sana competizione — commenta — sono reduce da un concerto in Francia e quando sono arrivato a Giffoni sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto di vedere centinaia di giovani per strada, senza i poliziotti che imbracciano i mitra. Con gli ultimi eventi terroristici siamo abituati a vivere per strada come in aeroporto. Qui l’infanzia si vive come deve essere vissuta. Senza paure". IL PROGETTO — Il 4 agosto terminerà il tour a Beirut, sua città natale, ("Non vedo l’ora, sono stanco", dice), poi Mika si dedicherà al programma in 4 serate che andrà in onda a novembre su Raidue: "Sarà un varietà con ospiti (tra cui Virginia Raffaele) e cercheremo di raccontare il mio rapporto con l’Italia. Ora conosco meglio l’italiano: lo parlo male non malissimo", sorride. Mika lascia Sky per mamma Rai. "Dopo tre anni avevo paura di ripetermi, di perdere la mia spontaneità e la mia freschezza — rivela — mi mancava quella sensazione di scomodità che mi permette di affrontare nuove sfide. Con questo nuovo show voglio divertirmi e fare qualcosa che mi assomigli". In libertà Nel futuro del cantante libanese, naturalizzato inglese, ci potrebbe essere oltre alla musica e alla tv anche il cinema. "Ho ricevuto diverse proposte e ho sostenuto anche un provino: mi piacciono le sfide, ma non il suicidio", afferma sorridendo. Infine lascia un commento su Trump e sul decreto-ponte del 15 agosto sulle unioni civili: "Trump? Prima mi faceva ridere, ora è una figura tragica.
Sulle unioni civili: l’intolleranza provoca situazioni pericolose, la tolleranza fa solo bene. Non c’è da discuterne".
23/07/2016 www.laredazione.eu #GiffoniFilmFestival: Teenage circus per Mika, fan in delirio per l’arrivo del cantante Protagonista dell’ottava giornata del Giffoni Film Festival, è stato il cantante Mika, amato soprattutto dai più giovani che si rivedono molto nei testi delle sue canzoni. Si è fatto conoscere anche per aver presto parte alla giuria del noto programma X Factor Italia per ben tre anni (2013-2015). Si è intanto già in attesa anche per il suo debutto da one man show a novembre su Rai Due, e ci sarebbe anche la possibilità di vederlo prossimamente in un progetto cinematografico, ma il cantante dichiarato di non aver ancora deciso. Intanto ieri , in attesa del suo arrivo sul blue carpet, ci siamo aggirati tra i fans, tanto emozionati e speranzosi di ottenere un selfie o un autografo!
23/07/2016 www.larampa.it Giffoni. Mika: “Trump? Una bruttissima figura che non fa più ridere” Commosso ed entusiasta, Mika ha salutato e ringraziato il pubblico del Giffoni Film Festival per la gioia e la passione verso l’arte e il cinema. Dopo tre anni come giudice a X-Factor, il cantante è pronto a nuove esperienze professionali, ma sempre con un denominatore comune: “Ho sempre messo tutto della mia vita nelle canzoni, è stato un modo per superare momenti difficili e dolorosi. Anche se ci sono dei pubblici davanti ai quali non è sempre facile parlare di sessualità, traumi, della storia della mia famiglia. Spesso mi trovo a cantare in certi Paesi dove i temi che tratto sono vietati ma per me la musica è una terapia e una bandiera”. A sorpresa, Mika ha confessato di aver sostenuto vari provini cinematografici: “Finora ho detto di no, ma qualche mese fa sono andato ad un casting e ai produttori è piaciuto. Un grande rischio, non so ancora cosa farò”. “Trump? E’ una bruttissima figura che faceva ridere ma adesso non fa più ridere”. Mika, ospite del Giffoni Film Festival, risponde così a un giovane giurato che gli chiede se sia giusto prestare le proprie canzoni per fini commerciali. “Capisco i tanti che hanno detto di no all’utilizzo delle proprie canzoni per supportare i discorsi di Trump – spiega Mika- Io ho detto no quando mi hanno chiesto la mia canzone ‘Grace Kelly‘ per pubblicizzare dei divani colorati e altre canzoni per un cibo per cani e gatti. Quando mi hanno chiesto perché avevo rifiutato ho risposto che quel cibo faceva schifo”.
23/07/2016 www.larampa.it Giffoni. L’assessore regionale Chiara Marciani: “Questo film festival è una corazzata” Prima visita al Giffoni Film Festival per l’Assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Regione Campania Chiara Marciani, accolta in Cittadella dal Sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, dal Presidente del Giffoni Experience, Piero Rinaldi, dal direttore, Claudio Gubitosi, dalle autorità e dai dirigenti del Festival. “Ho sempre seguito la crescita del Festival, ma essere qui è un’emozione del tutto diversa. Ho Giffoni nel cuore” ha dichiarato l’Assessore Marciani in sala De Sica a margine della proiezione del film Un Bacio, di Ivan Cotroneo, un’opera sull’adolescenza che affronta i temi del bullismo e dell’omofobia, su cui si concentra anche l’attività dell’assessorato: “Era un’occasione che non volevo perdere – ha continuato l’assessore Marciani – confido che questo primo incontro possa essere l’inizio di una solida partnership con il Festival per la formazione dei ragazzi sulle politiche contro il bullismo e l’omofobia“. Un primo passo, quindi, per una collaborazione futura che passa anche attraverso il progetto della Multimedia Valley: “La carta vincente del progetto è la fruibilità. Quella che sta nascendo non è affatto una cattedrale nel deserto Qui si fa attività per tutto l’anno ed è la miglior garanzia per l’Europa” specifica l’assessore regionale, già coordinatrice del team di Assistenza Tecnica di Programmi operativi regionali (POR) finanziati dal fondo comunitario FESR ed esperta in programmazione, attuazione e controllo dei Fondi europei. A colpire l’assessore, dunque, le due anime del Festival: la concretezza del piano di sviluppo strutturale della Cittadella e la sua atmosfera. “I ragazzi – ha così concluso – mi hanno colpito per l’acutezza delle loro domande e per la loro passione”.
23/07/2016 www.fashiontimes.it Sam Claflin al Giffoni presenta “Io prima di te” Sam Claflin, nato a Ipswich nel 1986, sin da bambino sognava di diventare un grande calciatore ma un infortunio gli costa la rottura di entrambe le caviglie, stroncando sul nascere la possibile carriera. La madre però lo incoraggia a seguire la strada della recitazione, definendolo spesso un maestro del dramma nella vita di tutti i giorni. Frequenta quindi a Londra l’Accademia di Musica e Arte Drammatica dove si diploma nel 2009. Il grande pubblico inizia a conoscerlo nel 2010 con il ruolo di Richard nella miniserie tv I pilastri della Terra, tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore britannico Ken Follett e prodotta da Ridley e Tony Scott. Il debutto sul grande schermo è al fianco di Johnny Depp e Penélope Cruz nel quarto film della serie Pirati dei Caraibi (2011). Diventa sempre più popolare anche grazie ad un altro ruolo fantasy, il principe William in Biancaneve e il cacciatore (2012), accanto alla regina malvagia Charlize Theron, alla sua figliastra Kristen Stewart e al cacciatore Chris Hemsworth. Ma il successo arriva con Hunger Games: entra nel cuore dei fan nei panni di Finnick Odair, sopravvissuto alla 65esima edizione dei Giochi avvenuta 10 anni prima che sarà poi sorteggiato per l’Edizione della Memoria. Dopo reciterà nella commedia romantica #ScrivimiAncora (Love, Rosie) a fianco di Lily Collins, e nel film generazionale Posh (The Riot Club). Ha da poco terminato le riprese di My Cousin Rachel al fianco di Rachel Weisz, in uscita il prossimo anno, mentre uscirà a settembre in Italia, distribuito dalla Warner Bros, Io Prima di Te (Me Before You), diretto da Thea Sharrock e tratto dall’omonimo acclamato best seller di Jojo Moyes. Il film, presentato in anteprima al Giffoni 2016, vede Sam Claflin nei panni di un giovane e ricco banchiere, Will Traynor, finito sulla sedia a rotelle per un incidente. Sarà la sua nuova assistente Louisa “Lou” Clark (interpretata da Emilia Clarke) a dimostrargli che la vita vale ancora la pena di essere vissuta. Al Giffoni saluta in italiano con un ciao squillante seguito da un ‘ti amo’: Sam Claflin manda in delirio i fan del Meet The Star in pochi secondi. Presenta al pubblico l’amico che lo accompagna al Festival, abbraccia due ragazze e versa l’acqua al traduttore. Insomma il perfetto gentleman inglese che promette di far piangere di
commozione l’audience con ‘Io prima di te’, in sala dal primo settembre. Le domande in sala partono da Hunger Games: “Molti attori hanno sperimentato lo scetticismo e il disappunto dei fan quando sono stati scelti per alcuni ruoli. Io tendo ad ignorare le critiche. Interpretare Finnick ė stato un regalo immenso”. Rimpianti? “ Non mi guardo mai indietro ma ammetto che sapere che il mio personaggio muore nella saga e non potrà tornare in eventuali sequel mi rattrista molto”.
23/07/2016 www.newscinema.it GIFFONI 2016: DUE EURO L’ORA, IL PREZZO DELLA VITA Due euro l’ora, il film di Andrea D’Ambrosio con Peppe Servillo e Chiara Baffi di passaggio al Giffoni Film Festivalnella sezione Parental Control, si preannunciava come un film di denuncia: del lavoro nero al di fuori di ogni controllo di sicurezza, dell’omertà, dell’incoscienza e del bisogno economico che opprimono intere comunità nel cuore di un’Italia che sembra inesorabilmente piccola, isolata e soffocata. Il film è tutto questo, e centra il suo obiettivo anche perché racconta una storia bella e drammatica d’amore e di amicizia. D’Ambrosio, profondamente toccato dalla tragica vicenda dell’incendio della fabbrica clandestina di materassi nel Salernitano dove nel luglio 2006 morirono soffocate due operaie, Giovanna Curcio di soli quindici anni e Maria Mercadante, per la prima volta abbandona il genere del documentario e con Donata Carelli scrive una storia di fiction ambientata nel piccolo centro di Montemarano in Irpinia. Peppe Servillo è Enzo Blasi, l’arrogante e spietato padrone di una sartoria abusiva, dove cinque donne lavorano in un seminterrato insicuro per due euro l’ora, vessate e ricattate, eppure grate di avere quell’occupazione in una realtà che appare priva di alternative. Gladys(Chiara Baffi), immigrata di ritorno dal Venezuela, una donna nubile e innamorata della vita, stringe un’amicizia speciale con la giovanissima Rosa (Alessandra Mascarucci), che ha lasciato di nascosto la scuola per guadagnare il denaro necessario a raggiungere il fidanzato emigrato in Svizzera. Grazie alla relazione con Aldo (Paolo Gasparini), Gladys comincerà a mettere in discussione la tracotanza di Blasi, ma neanche la sua denuncia alle autorità riuscirà a spezzare la catena drammatica di circostanze che lega i personaggi. L’ammiccante connivenza dei carabinieri che si bevono la tazzulella’e cafè offerta dal padrone, la crisi che morde, il licenziamento del padre di Rosa, un camionista retto, onesto e così sfinito dal lavoro da non avere le forze per seguire la figlia, congiurano per spingere di nuovo le protagoniste in quell’orribile e pericoloso seminterrato. Servillo, con una smorfia sprezzante perennemente dipinta sul volto, incarna il modello di un italiano convinto della propria assoluta impunità,
incurante di ogni regola, prevaricatore e avido, che sopravvive sempre, grazie alla paura, al silenzio complice, all’insicurezza delle sue vittime e dei tanti che scelgono di non vedere. Chiara Baffi (che per questo ruolo è stata premiata al festival di Bari come Miglior attrice) gli contrappone il volto di una donna ancora capace di credere e di sperare, e che preferisce ridere per non annegare nelle lacrime. “Don Luigi Ciotti dice che tutti noi abbiamo bisogno e diritto alla rabbia e questo è il mio personale modo di esprimere la rabbia che provo, perché è stata la nostra indifferenza ad uccidere Giovanna Curcio”, ci ha raccontato il regista, con la voce rotta per la commozione. “Questo film parla di Sud, di lavoro, ma anche di amore, di adolescenza, di padri e figli. E’ stato presente soltanto un mese nelle sale, in una ventina di copie, ma ora sta girando l’Italia per numerosi festival ed eventi, con grande affluenza di pubblico. Ha appena vinto il Bari International Film Festival, sarà presente a Libero Cinema in Libera Terra (il festival itinerante legato a Libera, che porta i film nei luoghi confiscati alla mafia), e poi andrà al Festival di Annecy in Francia. Il pubblico italiano, se ha la possibilità di vedere qualcosa di intelligente, ci va.” Il Giffoni Film Festival, con il suo pubblico di giovanissimi, è un contenitore ideale per questo film, che sprona alla consapevolezza dei diritti e al rispetto di sé e degli altri, basi ineludibili della legalità e della società civile. D’Ambrosio, abbandonato il genere del documentario con cui aveva anche vinto il Nastro D’Argento per Biutiful Cauntri nel 2008 , ha scelto la finzione per raggiungere con maggiore efficacia gli spettatori, coinvolgendoli in una storia di solidarietà ed amicizia che si spera contribuisca a spezzare una bolla di complice silenzio che ferisce il nostro paese tanto quanto l’illegalità.
23/07/2016 www.ilgiornale.it Guzzanti contro Scanzi: "Pessimo giornalista" Volano stracci tra Andrea Scanzi e Sabina Guzzanti. Giorni fa, la comica, durante il Giffoni Film Festival, aveva sparato a zero sul giornalista del Fatto quotidiano: "Ho trovato molto stupido l'articolo di Scanzi come tutto ciò che scrive, lui è uno di quei personaggi che mettono bocca su tutto. Si occupa di politica, di televisione, di vino, di calcio. La fine della satira è una banalità. Ogni tre anni ho letto articoli sulla morte della satira. Quell'articolo, tra l'altro, sosteneva che volevo candidarmi, tutti sanno che è una cosa inventata di sana pianta. Un pessimo giornalista, mi dispiace che scriva per il Fatto". La replica del diretto interessato non si è fatta attendere ed è arrivata a stretto giro di posta. Scanzi ha scritto un lungo post su Facebook definendo la Guzzanti "pessima come attrice; come regista; come comica; come teatrante; come politologa. E pure come punching ball di Giuliano Ferrara". E ancora: "Mi piace quella sua coerenza da vecchia sinistrorsa duropurista che, dopo avere zimbellato per anni Grillo e i grillini, cerca scodinzolando il loro soccorso per dare uno strapuntino di visibilità a un suo film".
23/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: è il giorno di Jennifer Aniston, Dean-Charles Chapman e Claudio Santamaria Arriva oggi al Giffoni Film Festival il simbolo della commedia al femminile americana,Jennifer Aniston. L’attrice brillante protagonista della serie cult “Friends” e di film come “Io & Marley”, “Una settimana da Dio”, sarà alla Cittadella del Cinema di Giffoni per incontrare i giovani giurati della manifestazione. Altra star internazionale di oggi è Dean-Charles Chapman, il giovane attore britannico che interpreta il ruolo di Tommen Baratheon nella serie tv “Il Trono di Spade”, sarà a Giffoni per presentare “Fungus the bogeyman”, film tv in live-action prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television e tratto dall’omonimo libro per bambini di Raymond Briggs. Il film racconta la storia di Fungus (Bogeyman, L’Uomo Nero), strano essere che vive nel sottosuolo insieme alla moglie Mildew e al figlio Mould, il cui lavoro è fare scorribande notturne nel “Mondo di sopra”, quello degli umani, per seminare il panico tra di loro. Nel cast Timothy Spall (Il discorso del re e Turner) nelle sembianze umane di Fungus. L’opera andrà in onda in due puntate in prima visione a settembre su Sky Cinema Family HD (canale 306 di Sky) all’interno del nuovo appuntamento Family Time. Nella stessa giornata sul blue carpet uno degli interpreti maschili più apprezzati da pubblico e critica, Claudio Santamaria, l’acclamatissimo Enzo Ceccotti di Lo chiamavano Jeeg Robot, eSimone Montedoro, il capitano dei Carabinieri Giulio Tommasi della fiction Don Matteo. Speciale teaser preview, infine, di “Un sacchetto di biglie” di Christian Duguay che sarà distribuito in Italia da Notorius Pictures. Il film racconta la storia di due fratelli ebrei che amano giocare con le biglie, in una fuga dalla Francia oppressa dall’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.
23/07/2016 www.cinetivu.com Giffoni Film Festival 2016, Paolo Genovese: “Voglio fare un film sulla bellezza della vita” Il regista romano è intervenuto come ospite anche al Giffoni Film Festival 2016 e ha detto la sua sul cinema italiano. Un’annata buona non basta a farlo rinascere, se rinasce è perché in realtà continua a morire. Ha dichiarato il regista intervistato da Sky Cinema suggerendo il modo per cambiare il pubblico. Quanto più aumenti la base di un pubblico colto, in termini di audiovisivo, tanto più crei l’industria. Potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale, ma non si educa più alla qualità: la pirateria non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell’immagine e del sonoro. Anche qui c’è una responsabilità delle Istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l’illegalità e questo è un problema per il cinema italiano. Stranamente ho solo il titolo, Il primo giorno della mia vita. Non ci sarà l’amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, sarà molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita. E secondo me per fare un film internazionale non c’è bisogno di andare fuori, il tema deve essere internazionale. Penso, ma non ho ancora deciso, di girarlo fuori dall’Italia perché ho bisogno di un crocevia di culture, dove l’interrazialità e lamulticulturalità siano credibili. Un luogo come New York, Londra, Shangai. Il cast lo sto pensando, forse sarà un misto di italiani e stranieri, vedremo…
23/07/2016 www.cinematpgraphe.it Giffoni 2016 – Paolo Genovese svela il titolo del suo prossimo film La voglia di inventarsi, raccontare storie fornendo sempre chiavi di lettura limpide e talvolta con lo sguardo critico verso il mondo contemporaneo: Paolo Genovese quest’anno è reduce del grande e a tratti inaspettato successo di Perfetti Sconosciuti. A Giffoni 2016, nonostante l’ondata positiva di talenti emersi in questa stagione cinematografica dice: “La riprese del cinema italiano non è ancora arrivata. Il problema in Italia è la mancanza di una politica culturale per la settima arte. Il cinema ‘va insegnato anche a scuola, ci vuole un’educazione all’immagine e non si percepisce il grave danno portato dalla pirateria, che toglie il 30% di mercato a un film”. Paolo Genovese a Giffoni 2016 si dimostra soddisfatto ma con la voglia di migliorare ancora il cinema italiano. L’anno prossimo comincerà a lavorare su un nuovo film. Tesse parole di lode a Giffoni Film Festival: “Abbiamo bisogno di eventi come questi. L’educazione è tutto per dare importanza alla cultura. Qui si fa ed è bellissimo”. Una considerazione anche a proposito del successo di Perfetti Sconosciuti: “Le commedie non sempre vengono ben accolte dalla critica. Il successo è stato sinceramente inaspettato. Ho affrontato con lucido cinismo qualcosa di molto vicino. La forza è nella sceneggiatura e negli interpreti giusti. Nel caso di Perfetti Sconosciuti tutti gli attori hanno accettato subito”. Del film campione di incassi si sta preparando un remake made in Usa, a tal proposito Genovese dice: “Sto collaborando alla sceneggiatura. Mi avevano chiesto anche di girarlo ma ho detto di no. Ho altre destinazioni”.
Il progetto che ha in cantiere avrà comunque molto probabilmente un respiro internazionale: “Stranamente ho solo il titolo, ‘Il primo giorno della mia vita’ e forse sarà ambientato all’estero, tra New York e Shanghai. Non ci sarà l’amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita”.
23/07/2016 www.universalmovies.it Giffoni Film Festival – Terza Masterclass per il regista Ivan Cotroneo Terza Masterclass per l’autore del film Un bacio. Ivan Cotroneo, regista e sceneggiatore cinematografico e televisivo, torna a confrontarsi con i ragazzi della sezione + 18 del Giffoni Film Festival per un incontro carico di contenuti e riferimenti alla cultura della settima arte. Ecco quanto ha espresso il regista ai giovani presenti al festival: “Il mio ultimo film è stata una vera esigenza. Quando nel 2010 uscì il libro non immaginavo potesse nascerne una versione cinematografica ma, grazie ai tantissimi attestati ricevuti da adolescenti e non, mi è sembrato doveroso renderlo anche per un pubblico più ampio. L’adolescenza merita di essere analizzata, e di conseguenza compresa, da più punti di vista. A proposito del felice riscontro di pubblico e critica, Cotroneo ha ribadito quanto segue: “Ogni scelta registica, anche apparentemente distante dall’andamento del libro, è stata funzionale a far comprendere la dannosità del bullismo e delle discriminazioni. Con grande tatto e attenzione ho cercato di tracciare un quadro realistico e molto poco stereotipato del mondo dei teenagers. La critica stessa ha compreso il mio punto di vista e, in più occasioni, mi è stato riconosciuto uno sguardo oggettivo, spassionato, per nulla ovattato e irrealistico“. Per l’artista napoletano, il confronto rimane il segreto per qualunque scelta professionale: “Ho speso anni per comprendere l’essenza dell’ispirazione, senza accorgermi che il solo contatto con l’altro riesce a generare crescita. A voi giurati del Festival, notoriamente considerati come pubblico esperto e preparato, invito a proseguire sulla via della razionalità e dell’apertura. Forti di questa regola morale sarete capaci di qualunque risultato“.
23/07/2016 www.cinematpgraphe.it
Ivan Cotroneo a Giffoni 2016 – “È bellissimo confrontarsi con i ragazzi” Ormai è a Giffoni Film Festival l’autore del film Un bacio è un veterano. Ivan Cotroneo (Un bacio) torna a confrontarsi con i ragazzi della sezione +18 di Giffoni 2016 per un incontro carico di contenuti e riferimenti alla cultura della settima arte. “Il mio ultimo film è stata una vera esigenza. Quando nel 2010 uscì il libro non immaginavo potesse nascerne una versione cinematografica ma, grazie ai tantissimi attestati ricevuti da adolescenti e non, mi è sembrato doveroso renderlo anche per un pubblico più ampio. L’adolescenza merita di essere analizzata, e di conseguenza compresa, da più punti di vista”. Ivan Cotroneo confessa ai ragazzi di Giffoni 2016: “Ho dovuto aspettare le ispirazioni giuste per fare un film. Anche grazie al confronto con i ragazzi come voi si può crescere”. Prodotto di scelte ben ponderate, il suo ultimo film ha conquistato i favori del pubblico e della critica: “Ogni scelta registica – ha chiarito il cineasta -, anche apparentemente distante dall’andamento del libro, è stata funzionale a far comprendere la dannosità del bullismo e delle discriminazioni. Con grande tatto e attenzione ho cercato di tracciare un quadro realistico e molto poco stereotipato del mondo dei teenagers. La critica stessa ha compreso il mio punto di vista e, in più occasioni, mi è stato riconosciuto uno sguardo oggettivo, spassionato, per nulla ovattato e irrealistico”. Per l’artista napoletano, il confronto rimane il segreto per qualunque scelta professionale: “Ho speso anni per comprendere l’essenza dell’ispirazione, senza accorgermi che il solo contatto con l’altro riesce a generare crescita. A voi giurati di Giffoni 2016, notoriamente considerati come pubblico esperto e preparato, invito a proseguire sulla via della razionalità e dell’apertura. Forti di questa regola morale sarete capaci di qualunque risultato”.
23/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: Ivan Cotroneo, “l’adolescenza è un momento bello e terribile, degno di rispetto” Ivan Cotroneo, autore del film Un Bacio torna a confrontarsi con i ragazzi della sezione + 18 del Giffoni Film Festival per un incontro carico di contenuti e riferimenti alla cultura della settima arte. “Il mio ultimo film è stata una vera esigenza. Quando nel 2010 uscì il libro non immaginavo potesse nascerne una versione cinematografica ma, grazie ai tantissimi attestati ricevuti da adolescenti e non, mi è sembrato doveroso renderlo anche per un pubblico più ampio. L’adolescenza merita di essere analizzata, e di conseguenza compresa, da più punti di vista”. Prodotto di scelte ben ponderate, il suo ultimo film ha conquistato i favori del pubblico e della critica: “Ogni scelta registica – ha chiarito il cineasta -, anche apparentemente distante dall’andamento del libro, è stata funzionale a far comprendere la dannosità del bullismo e delle discriminazioni. Con grande tatto e attenzione ho cercato di tracciare un quadro realistico e molto poco stereotipato del mondo dei teenagers. La critica stessa ha compreso il mio punto di vista e, in più occasioni, mi è stato riconosciuto uno sguardo oggettivo, spassionato, per nulla ovattato e irrealistico”. Per l’artista napoletano, il confronto rimane il segreto per qualunque scelta professionale: “Ho speso anni per comprendere l’essenza dell’ispirazione, senza accorgermi che il solo contatto con l’altro riesce a generare crescita. A voi giurati del Festival, notoriamente considerati come pubblico esperto e preparato, invito a proseguire sulla via della razionalità e dell’apertura. Forti di questa regola morale sarete capaci di qualunque risultato”.
23/07/2016 www.close-up.it Giffoni Film Festival 2016 - "The Violin Teacher" Ancora una volta, come nel caso del film in concorso ieri nella sezione +18, Urban Hymn(Michael Caton-Jones, U.K., 2016), anche oggi la 46° Edizione del Giffoni Film Festival presenta, stavolta nella sezione +16, un altro film incentrato sul valore salvifico della musica: The Violin Teacher. Il realizzatore dell’opera Sergio Machado, che esordì alla regia nel 1993 con il cortometraggio Troca De CabeçAs, ha accresciuto il proprio percorso cinematografico grazie alla collaborazione con Walter Salles (I diari della motocicletta - Diarios de motocicleta, 2004) a partire dal 1995. Prima assistente alla regia, poi sceneggiatore, infine co-autore di Madame Satã (Karim Ainouz, 2002), ha cominciato poi a dirigere documentari (Onde A Terra Acaba, vincitore di quindici festival tra i quali quelli di Biarritz, dell’Avana e di Rio) e infine veri e propri film (con la sua opera prima,Cidade Baixa, ha vinto in tutto oltre trenta premi). Nella sua presente opera il grande violinista Laerte, che si prepara da anni per entrare nella più prestigiosa orchestra sinfonica sudamericana, la OSESP, il giorno dell’audizione è talmente teso che, vittima di una crisi nervosa, non riesce a suonare. Trovandosi quindi senza soldi né altrettanto valide alternative, Laerte si convince ad insegnare musica nella scuola pubblica di Heliopolis, una delle favelas di San Paolo nota per essere tra le più difficili e violente. Per quanto all’inizio non venga ben accettato, dato che la sua disciplina ferrea sembra lontanissima dal mondo di strada nel quale si è ritrovato, ben presto la classe di studenti che lo segue diventa sempre più attaccata alla sua figura di guida verso l’uscita dallo stato di precarietà e miseria in cui versa la maggior parte dei ragazzi facenti parte della scuola. Quando poi Laerte riconosce in due ragazzi in particolare, Samuel e VR, un notevole talento, la sua emotività si mette realmente in gioco e le cose cominciano a cambiare davvero. Come spesso accade all’interno del linguaggio cinematografico, ciò che colpisce soprattutto in The Violin Teacher è il contrasto. Contrasto tra la musica classica di alto livello, caratterizzata da una levatura quasi sacra, e la profanità, pur sempre bella e d’effetto, della musica pop e commerciale brasiliana,
ballata a ritmi serrati dai giovani che fanno parte della classe di Laerte e che riescono ad amare Vivaldi e Bach perché prima di tutto, nel sangue, hanno sempre avuto il senso stesso dell’orecchio e delle note. Contrasto tra la serietà assoluta del maestro, che si affianca alla musica come un fedele si potrebbe affiancare al copro di Cristo, e la giovane e spericolata vocazione all’attimo fuggente, che sembra essere l’unica lingua effettivamente parlata e capita dai ragazzi di Heliopolis. Contrasto, infine, tra la morte, che accompagna col suo manto nero tutta la seconda parte del film, e la rinascita, unico elemento su cui investono tutti quei giovani che non hanno talmente nulla da perdere da decidere di andare a lezione di violino anche il sabato, pur sapendo che il padre li picchierà a casa per non aver portato soldi alla famiglia, perché la musica è e diventa l’unica vera catarsi che riescono a raggiungere nel corpo e nell’anima.
23/07/2016 www.ilponente.it Matteo Garrone al Giffoni: "Pinocchio si farà e uscirà nel 2018" Sto facendo provini con i bambini in tutta Italia, quello di Pinocchio è un ruolo molto complesso. Ospite al Giffoni Film Festival 2016 per ricevere il premio Truffaut, il regista ha parlato del suo prossimo impegno che lo vedrà ale prese con la celebre fiaba di Collodi. La nuova avventura cinematografica è un giusto prosieguo del premiatissimo Il racconto dei racconti e conferma la volontà di evolversi in direzioni molteplici, di narrare per il puro gusto di farlo, con tratti personali e trovate fiabesche. "Non andrò lontano dalla favola, inoltre girerò in Italia e sarà tutto in italiano". In cittadella, però, c'è anche tempo per un commento su "Il racconto dei racconti", ultimo lungometraggio del regista romano, che ha diviso la critica. In terra campana, non potevano ovviamente mancare i ricordi legati a Gomorra, il film tratto dall'opera letteraria di Roberto Saviano che racconta la camorra dalle viscere: "Quando ho incontrato Roberto per la prima volta, quando ancora non aveva tutta l'attenzione mediatica di oggi, abbiamo subito pensato a un film per trasformare in immagini le parole". Volevo già farla nel 2006, ma non c'erano i presupposti per fare una serie come avrei voluto farla io. Quando dopo il film mi proposero la serie non aveva senso perche' sarei dovuto tornare negli stessi luoghi e sarebbe stato difficile. Ma, ha sottolineato Garrone, "è stato sacrosanto e giustissimo realizzarla, non entro nel merito, ma è un grande successo". A Napoli, dove sono ambientati quasi tutti i suoi film, Garrone riconosce la possibilità di offrire "espressioni, facce e caratteri importantissimi per un film". "Quando ho fallito da tennista ho ripiegato nel cinema", scherza il regista.
23/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: Nicholas Hoult si racconta ai ragazzi del festival con trasparenza e spontaneità Nicholas Hoult si mette a nudo nell’incontro con i giovani giurati del Giffoni Film Festival, raccontandosi con trasparenza e spontaneità. Lo abbiamo visto al cinema e in tv, dal mutante Bestia della saga degli X-Men allo zombie di Warm Bodies fino al ribelle della serie Skins. Si è detto affascinato dai grandi registi italiani del passato, e spera di girare presto con uno dei nostri cineasti contemporanei. “Conosco e amo La dolce vita di Federico Fellini – dice – e ammiro la carriera di Sergio Leone, che ha creato pietre miliari del genere western con una squisita maestria. Su quelli attuali sono meno preparato, ma se mi fate una lista so chi tenere d’occhio in futuro”. Hoult lo rivedremo presto al cinema con due nuovi film: Equals, dal 4 agosto per Adler, e Autobahn, da fine settembre per M2Pictures. Nel primo affianca Kristen Stewart, che definisce “sveglia, preparata e talentuosa”, in un mondo senza emozioni: “Sul set – ricorda – mi sono trovato a fare l’opposto di quello che viene chiesto di solito ad un attore e così invece di esternare i sentimenti dovevo nasconderli”. Nel secondo è innamorato di Felicity Jones ed è disposto a tutto pur di salvarla. Ma non è tutto perché il giovane attore ha in serbo molti altri progetti a partire daRebel in the Rye dove vestirà i panni dello scrittore J.D. Salinger, affianco a Kevin Spacey, e sul set di The death and life of John F. Donovan con Natalie Portman, diretto da Xavier Dolan, di cui si considera “grandissimo fan”. Sull’argomento che gli universi Marvel e Fox si fondano per dar vita a una lega di supereroi capace di coalizzare mutanti e vendicatori, si dice entusiasta: “Il progetto mi sembra affascinante e fin da piccolo ho sempre amato gli X-Men, quindi chissà che un giorno non partecipi anch’io a quest’idea affascinante”. L’artista britannico conclude poi spiegando di non aver ricevuto molti suggerimenti tra un ciak e l’altro: “Il mondo dello spettacolo non è un posto dove i colleghi ti danno consigli, quello
che serve è l’esempio. E, con un pizzico di intuizione, si può osservare i grandi e imparare da loro”.
23/07/2016 www.mondotivu.info Giffoni Film Festival 2016, Matteo Garrone: da Gomorra a Pinocchio "Sono qui per raccontare il mio percorso di regista - ha detto - Alla loro età, però, volevo fare il tennista: ero la disperazione dei miei genitori, che avrebbero voluto leggessi di più". Qualche parola Matteo Garrone la rivolge anche a Gomorra, il film che diretto nel 2008 e che rappresenta la prima trasposizione audiovisiva del romanzo di Roberto Saviano, a tal proposito, il regista (come anche gli interpreti di Gomorra - La Serie hanno fatto anche a Giffoni 2016 e in diverse occasioni) ci tiene a sottolineare: "Gomorra è un film che va aldilà del luogo in cui è ambientato ed è un film che parla di temi universali". Sto facendo provini con i bambini in tutta Italia, quello di Pinocchio è un ruolo molto complesso. "Sara' legato alla favola, girero' in Italia e in italiano". Attualmente il progetto è in fase di sviluppo e il regista sta cercando i protagonisti. La lingua sarà neutra, non gli do una connotazione territoriale. Garrone ha anche annunciato che il suo prossimo progetto, "Pinocchio", sarà totalmente italiano, girato in Italia con attori italiani. "Finché resto nel mondo della visione, anche visionaria, sono nel mio territorio". Il regista ha incontrato alcuni giovani, tenendo una masterclass con ragazzi curiosi di conoscere alcuni dettagli dei film più noti da lui diretti, da "Gomorra" a "Il racconto dei racconti". Volevo già farla nel 2006, ma non c'erano i presupposti per fare una serie come avrei voluto farla io. Mi è stata proposta DOPO il film, ma a quel punto non aveva senso riproporre la stessa poetica, lo stesso stile. "Ma penso che aver fatto una serie tv sia una scelta sacrosanta e giustissima, ha avuto un enorme successo e hanno fatto un ottimo lavoro".
23/07/2016 www.maridacaterini.it Giffoni 2016, Mika su Trump Berruti e Jacopini su Squadra antimafia 8 E' stato il giorno di Mika, Giulio Berruti e Davide Jacopini. Tre personaggi differenti del mondo dello spettacolo che hanno incontrato i ragazzi del Giffoni Film Festival e risposto alle loro domande. Mika che sarà il protagonista di un one man show musicale su Rai2 ha parlato anche di Donald Trump. "Trump? E' una bruttissima figura che faceva ridere ma adesso non fa più ridere". Mika, ospite del Giffoni Film Festival, risponde così a un giovane giurato che gli chiede se sia giusto prestare le proprie canzoni per fini commerciali. "Capisco i tanti che hanno detto di no all'utilizzo delle proprie canzoni per supportare i discorsi di Trump - spiega Mika- Io ho detto no quando mi hanno chiesto la mia canzone 'Grace Kelly' per pubblicizzare dei divani colorati e altre canzoni per un cibo per cani e gatti. Quando mi hanno chiesto perchè avevo rifiutato ho risposto che quel cibo faceva schifo". Mika è stato coach a X Factor, ma non sarà ppresente nella proaasima edizione. New entry di Squadra Antimafia 8, nuovo capitolo della saga di Taodue in onda a settembre su Canale 5, Giulio Berruti e Davide Iacopini hanno presentato una clip de Il ritorno del Boss e raccontato la loro esperienza dei nove mesi di set. "Fare gli attori ci rende felici" dicono i due protagonisti, che annunciamo una stagione molto più action rispetto al passato e sempre più attenta alle dinamiche di un gruppo, quello della squadra Duomo,ormai cambiato e in cerca di un suo assestamento. "I nostri personaggi vengono da mondi molto diversi: il mio, Carlo Nigro, è il nuovo vicequestore della Duomo e viene dall'esperienza cruda della Omicidi - dice Berruti mentre Giano Settembrini, interpretato da Davide, è più sanguigno. Entreremo subito in conflitto, ma la nostra iniziale e reciproca diffidenza si trasformerà in una bella amicizia, non senza colpi di scena". Se una delle prossime destinazioni di Berruti sarà Che Dio ci Aiuti, fiction Rai con Elena Sofia Ricci protagonista, Davide Iacopini ha in cantiere diversi progetti, ma ancora top secret. Non sarà però nel cast di Suburra - La Serie, prima produzione italiana di Netflix tratta dal film di cui è stato protagonista. "Non rinunciate al gioco, è sempre il modo migliore per imparare ed è
fondamentale anche per recitare" dice ai ragazzi Iacopini, cui fa eco Berruti che racconta di aver iniziato a recitare intorno ai 20 anni per combattere la timidezza e affrontare il blocco che puntualmente gli faceva fare scena muta agli esami: "La recitazione è un percorso che ci permette di conoscerci meglio. L'importante è ascoltarsi, sentire i propri sogni e non fermarsi di fronte agli ostacoli che la vita dissemina sulla nostra via".
23/07/2016 www.salernonotizie.it Jennifer Aninston dal Giffoni Festival: ”Ragazzi, staccatevi dai telefonini” Nono giorno del Giffoni Film Festival e ancora tanti ospiti alla celebre kermesse di Gubitosi. Presenti tanti vip anche oggi tra i quali la nota e amatissima star del cinema Jennifer Aninston. «Continuate ad imparare, a osservare gli altri.Restate interessati, staccatevi dai telefoni e guardate invece alla vita».È quello che vorrebbe consigliare l’ Aniston ai ragazzi di oggi. L’attrice, che prima del bagno di folla ha incontrato I giornalisti, si è soffermata anche sui suoi nuovi film: The yellow birds di Alexandre Moors, storia «sulla perdita dell’innocenza attraverso la guerra» e la commedia di Josh Gordon e Will Speck Office Christmas party, con Jason Bateman. E non solo: dopo dieci anni di tentativi, racconta, sta per avviare la produzione di The Goree girls ( che potrebbe diventare anche un musical teatrale) dalla storia vera di una band country femminile nata in prigione in Texas negli anni ’40. «Il film lo dirigerà Mimi Leder, dovremmo iniziare a girare l’anno prossimo». Lei non sarà fra gli interpreti: «dieci anni fa l’avrei fatto, ora la mia finestra per quel ruolo si è chiusa», dice sorridendo.
23/07/2016 www.optimagazine.com A Giffoni 2016 Ivan Cotroneo “Ragazzi fate cose nuove. È questo che ci aspettiamo da voi” Ivan Cotroneo incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival. Non è una novita per lui parlare con i giovani. Il suo ultimo film, Un bacio, che racconta una storia di bullismo e omofobia con al centro tre diciottenni, è tratto dal romanzo omonimo del 201o scritto dallo stesso Cotroneo. Il quale aveva già incontrato negli incontri con le scuole tantissimi ragazzi, che gli sono stati utilissimi poi per definire ancora meglio una psicologia il più possibile attendibile dei personaggi del film. E dopo l’uscita della pellicola il regista, ovviamente, ha ricominciato il suo giro d’Italia tra le scuole. È un film che si prende dei rischi Un bacio, a partire dai tre volti scelti come protagonisti, dei quasi esordienti: “Non ho cercato attori popolari – sottolinea Ivan Cotroneo –, “forti sul target”, come si dice. Sarebbe stata una scelta più semplice produttivamente, ma io volevo fortemente tre volti nuovi. Leonardo Pazzagli e Valentina Romani avevano qualche piccola esperienza alle spalle, lui studiando al Centro Sperimentale, lei con qualche lavoro sul set. Ma Rimau Grillo Ritzberger, che interpreta l’omosessuale Lorenzo, il personaggio principale, è un esordiente assoluto. In totaleavrò visionato quasi 2000 ragazzi. Rimau l’ho incontrato per caso in un casting aperto e quando gli ho fatto fare un provino insieme agli altri due attori, ho capito che era la scelta giusta”.
23/07/2016 www.close-up.it Giffoni Film Festival 2016 - "Nelly’s Adventure" Il viaggio per le vacanze estive della tredicenne Nelly in Romania, che già non era partito al meglio considerando il difficile rapporto, a causa dell’età, con i suoi genitori, subisce una drammatica svolta quando la ragazza scopre d’improvviso il segreto nascostole della sua famiglia: si sarebbero traferiti a vivere lì per via del lavoro paterno. In fuga per la rabbia e per sfuggire al suo destino, Nelly finisce nelle mani di un gruppo di rapitori che la vogliono portare dal proprio capo, un imprenditore tedesco corrotto che cercherà di ricattare il padre della giovane affinché se ne vada dalla Romania e non riesca a portare a termine il suo progetto di costruire un sistema energetico alternativo ed ecosostenibile. Ma quando gli stessi rom, che l’avevo prima derubata e poi nascosta all’interno del loro villaggio, fanno amicizia con Nelly e scoprono la sua natura generosa e genuina, decidono di aiutarla a scappare. Tra corse disperate, l’oscura e piovosa foresta della Transilvania e galoppi al cavallo in mezzo ad una natura aspra e selvaggia, il giovane rom Tibi, che s’innamora di Nelly, riesce ad accompagnarla lungo la via della salvezza. A tal punto che, pur una volta ritrovata la sua famiglia, insieme alla possibilità di tornare a casa, la ragazza decide effettivamente di trasferirsi in Romania, mischiandosi profondamente con gli usi e i costumi della gente del luogo. Venuti direttamente dalla Germania, sono stati presenti al confronto con il pubblico della sezione +10, per cui il film è stato proposto in concorso, il regista Dominik Wessely (che il presentatore del gruppo Elements ha confessato di aver riconosciuto in un piccolo cammeo alla fine del film), l’attrice protagonista Flora Thiemann, la produttrice Arek Gielnik, l’attore che interpreta il ruolo del papà di Nelly, Kai Lentrodt, e la compositrice musicale, Franziska Henke. Tutti hanno sottolineato, sotto la spinta delle domande e del grande interessamento da parte dei piccoli spettatori, che il tema fondamentale del film è anche il suo vero punto di forza: l’integrazione razziale tra culture diverse e lontane tra loro. E, in effetti, il contatto con il popolo rom, per quanto sia stato già affrontato in molti altri film - dai celeberrimi Gatto nero, gatto
bianco di Emir Kusturica (1998) e Train de vie, di Radu Mihăileanu, sempre del 1998, al più recente e italiano Io rom romantica (Laura Halilovic, 2014) - viene affrontato in questo film tedesco per ragazzi con qualche novità interessante. Infatti il fatto che, durante la vita nel villaggio rom, Nelly, prototipo della tedesca di alto livello sociale, bionda e con gli occhi chiari, vada a dormire nel letto di Roxana, sua coetanea gitana che, peraltro, l’aveva inizialmente anche derubata, e le due si mettano a chiacchierare di vita, di sesso, di ragazzi e d’amore, allarga ampiamente lo sguardo di un pubblico giovane, come quello chiamato a giudicare il film, indirizzandolo verso una visione della realtà lontana dai preconcetti di violenza – i quali, pur partendo a volte da basi veritiere, non possono certo permettere generalizzazioni in tal senso – che si attribuiscono troppo spesso e con grande facilità al mondo degli zingari.
23/07/2016 www.radiowebitalia.it Dean-Charles Chapman al Giffoni Film Festival presenta ‘Fungus the Bogeyman’ “Lasciare il cast è stato triste. La scena finale non è stata la mia ultima scena, però. L’ultima è stata con tutto il cast e alla fine c’è stato un lungo applauso, emozionante”, racconta così Dean-Charles Chapman, protagonista per tre stagioni de Il Trono di Spade nel ruolo di Tommen Baratheon, la sua uscita di scena al termine della sesta, già trasmessa da Sky Atlantic. Ospite del Giffoni Film Festival per presentare il suo nuovo impegno, Fungus the Bogeyman, film tv in live-action prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television, l’attore inglese ha parlato del suo personaggio ne “Il Trono di Spade” “Tommen aveva un sacco di pressioni, anche se non è lui che prende le decisioni visto che viene manipolato. Quando decide di togliersi la vita ero contento, perché finalmente sceglie da sé” ha proseguito Chapman “A dire il vero sono rimasto scioccato dalla sua fine: non pensavo avrebbe scelto quel modo di morire. Pensavo al massimo sarebbe stato divorato da qualche fiera. Anche se la morte peggiore della serie per me è quella di Ramsay Bolton”. La morte del suo personaggio diventa anche l’occasione per riflettere sul fenomeno della depressione giovanile, che spesso conduce i ragazzi al suicidio: “Quello che possiamo fare nel nostro piccolo è parlare con chi è in difficoltà, sorridere, diffondere la voglia di vivere”, proprio come accade qui al Giffoni. Tra le critiche che hanno accompagnato negli anni la serie, c’è stata quella di essere troppo violenta e con troppo sesso: “È vero, ci sono sesso e violenza, ma ci sono anche nella realtà, fanno parte della nostra società e quindi è giusto che ci siano. L’unica cosa che non è reale in Game of Thrones sono i draghi”. Il messaggio della serie è ” proprio quello di non farsi abbindolare dalla bramosia di potere – dice l’attore – e in particolare la storia di Tommen insegna a non aver paura e a vivere la propria vita, non quella che gli altri vogliono per noi”. Tante le destinazioni di Chapman nel prossimo futuro: è impegnato in Will, una miniserie made in USA su Shakespeare, ha in antiere un action-film con Liam Neeson – The Commuter, di Jaume Collet-Serra, di cui si prevede l’uscita nel 2017 – ed è nel cast di Breathe, diretto da Andy Serkis, in cui interpreta un uomo che cerca di sopravvivere alla
poliomielite. Stasera al Giffoni 2016, però, sarà proposta in anteprima la miniserie Fungus the Bogeyman, film tv in live-action prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television, tratto dall’omonimo libro per bambini di Raymond Briggs, di cui Chapman è tra i protagonisti e che sarà trasmesso a settembre in prima visione su Sky Cinema Family HD (canale 306).
23/07/2016 www.salernotoday.it
Sorpresa al Festival di Giffoni: due sposi salgono sul palco prima della Aniston Si sono appena sposati e hanno scelto il Giffoni Film Festival per la prima foto di rito. Alessandro Albarella, 40enne di Battipaglia e sua moglie Brigida, 34enne di Pontecagnano, questa mattina si sono giurati amore eterno nella Parrocchia Maria Ss. Immacolata di Pontecagnano Faiano. "Abbiamo scelto questo luogo - spiega Brigida - perché i miei nonni sono originari di Giffoni. Inoltre amiamo il Festival, è una realtà splendida dove si vivono grandi sogni. Proprio come l'amore". Sorrisi e abbracci sul photocall dove in questi giorni si stanno intervallando, tra gli altri, ospiti internazionali e star del cinema italiano. Tra poco toccherà a Jennifer Aniston ammaliare i tanti fotografi presenti. Ma prima di lei, è stata la coppia dei neosposi ad attrarre le attenzioni dei fotografi e dei tanti presenti che li hanno accolti con un lungo applauso. Ad assistere a questo fuori programma anche il direttore Claudio Gubitosi che si è detto "felice di un evento del genere. Aspetteremo i futuri figli nella nostra giuria. E' la prima volta - aggiunge il direttore - che durante il GFF una coppia di sposi sceglie come set fotografico il nostro Festival. E' davvero il caso di dire che regaliamo emozioni lunghe una vita non solo ai giurati ma a chiunque. Qui si respira felicità, amore, entusiasmo"
23/07/2016 www.tuttoggi.info Gubitosi direttore di Umbria Jazz? “Non lascio il Giffoni” Per Umbria Jazz non c’è pace. Dopo le polemiche sfociate con la conferenza stampa di chiusura dell’edizione 2016 del festival perugino, nei giorni scorsi i commenti erano stati tanti, sia istituzionali che sui social network. Un’intera città si è schierata, chi da una parte chi dall’altra, con in mano il vessillo della cultura perugina. Motivo del contendere, almeno fino a qualche giorno fa, erano stati soprattutto gli investimenti pubblici (del Comune di Perugia, nello specifico) destinati a Umbria Jazz e a Perugia 1416. Su quest’ultima manifestazione si era pronunciato anche il patron di Uj, Carlo Pagnotta, il quale, in alcuni video pubblicati dalla stampa locale, aveva tuonato: “è una buffonata. Umbria Jazz invece è unico“. Oggi la polemica tocca alla direzione di UJ, che potrebbe essere assegnata, in base ad una recente dichiarazione del consigliere di maggioranza di Palazzo dei Priori, Carmine Camicia, al presidente del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi. In un suo ordine del giorno, Camicia aveva annunciato di aver “invitato a partecipare nella commissione competente, il rappresentante nel CDA di UJ del Comune di Perugia, Gian Luca Laurenzi, al quale il sottoscritto chiederà, di farsi portavoce all’interno del CDA affinché il direttore artistico, stanco e forse con problemi di salute, sia sostituito da un vero professionista che potrebbe essere o l’attuale assistente o dal Maestro Claudio Gubitosi, soprannominato l’architetto dell’immaginario, noto sia per essere direttore artistico del Giffoni film festival, che come presenze supera di gran lunga UJ, e noto per essere stato anche il direttore artistico di umbria fiction“. Camicia nella stessa nota ha dichiarato di voler chiedere a Laurenzi, e con la presenza dell’assessore Fioroni, “attraverso un accesso agli atti, tutti i rimborsi a piè di lista versati al direttore artistico, nonché tutti gli altri rimborsi erogati a terzi, non visibili nel bilancio della fondazione”. Messo al corrente della notizia, Gubitosi non si è lasciato sfuggire il commento: “leggo dai giornali locali e dai siti umbri che si è fatto il mio nome, come nuovo direttore, per Umbria Jazz, uno dei più grandi eventi europei. Io non lascerò mai Giffoni. Sono convinto, inoltre, che per fare il direttore di un posto devi vivere il territorio, conoscerlo in ogni suo aspetto. Se il direttore
deve rimanere solo due anni, al massimo, come può un direttore immaginare di fare un percorso legato al territorio? Il suo obiettivo è quello di fare un buon programma, se ci riesce e se glielo fanno fare. Bisogna, invece, scegliere uomini almeno per cinque anni, che hanno contatti con le persone e vivono il territorio; altrimenti sono tutte protesi che hanno un momento di visibilità ma può succedere che le protesi vengano rigettate dal corpo. Anche in Campania – conclude Gubitosi – si verificano iniziative del genere, dove non si capisce perché, pur avendo fatto grandi investimenti, i risultati sono abbastanza scadenti”. Camicia non è comunque nuovo a polemiche del genere: già nei giorni del festival musicale perugino, con un’altra sua nota, aveva definito Umbria Jazz come “una manifestazione spenta, per la quale l’organizzazione poteva spendersi di più“. A riguardo Pagnotta non aveva esitato a rispondere: “è perfino imbarazzante essere trascinati in una polemica tra uno dei più grandi festival del mondo ed unoscuro cacciatore di notorietà a buon mercato“.
23/07/2016 www.movieplayer.it NICHOLAS HOULT: "NUX ORA È NEL VALHALLA A DIVERTIRSI" Nicholas Hoult è al Giffoni Film Festival per presentare Equals, dal 3 agosto nelle sale italiane. Lo abbiamo incontrato chiedendogli di Mad Max: Fury Road e dei suoi nuovi progetti, tra cui The Death and Life of John F. Donovan, l'ultimo progetto di Xavier Dolan. Sono passati 14 anni da About a boy - Un ragazzo, film in cui interpretava Marcus, ragazzino paffuto e introverso che cerca di sistemare a tutti i costi la madre (Toni Collette) con Hugh Grant: tanti centimetri (supera il metro e novanta) e pellicole dopo, Nicholas Hoult è oggi uno degli attori più promettenti e versatili della sua generazione, passando con disinvoltura dal sofisticato A Single Man (2009) di Tom Ford all'adrenalinico Mad Max: Fury Road (2015) di George Miller, passando per la nuova trilogia di X-Men, in cui è Beast. Archiviata una chiacchierata relazione con la collega Jennifer Lawrence, Hoult è sommerso dal lavoro, con diversi progetti in lavorazione: presterà la voce aFiver, personaggio della serie animata Watership Down, in cui lavorerà a fianco di altri interpreti inglesi (insieme a lui anche Ben Kingsley, James McAvoy, John Boyega, Gemma Arterton e molti altri); ha ultimato le riprese di Rebel in the Ryedi Danny Strong, in cui è J.D. Salinger, sotto la guida di Kevin Spacey, che interpreta Whit Burnett, mentore dello scrittore, e quelle di Sand Castle, pellicola ambientata durante l'occupazione dell'Iraq da parte degli USA, e sarà presto sul set di The Death and Life of John F. Donovan, nuova pellicola diXavier Dolan dal cast stellare (oltre a Hoult il regista canadese può contare suSusan Sarandon, Jessica Chastain, Natalie Portman, Kit Harington, Kathy Bates, Michael Gambon, Thandie Newton,Sarah Gadon, Bella Thorne e la cantante Adele). Prima di volare sul set di Dolan, Hoult ha fatto una pausa in Italia, dove è ospite del Giffoni Film Festival, per presentare Equals, film di Drake Doremus, presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, in cui recita al fianco di Kristen Stewart, in uscita nelle sale italiane il 3 agosto. Abbiamo incontrato l'attore in un agriturismo tra i monti di Giffoni, entusiasta della bellezza del paesaggio campano: "Ho letto un articolo scritto da Steinbeck nel '53 suPositano: diceva che combattere la Seconda Guerra Mondiale non è stato spaventoso come guidare per le stradine strette di Positano!" ci ha detto Hoult, continuando: "Parlava
anche del calore della gente ed è una cosa che ho notato anche io. Ho fatto un corso di cucina e tutti sono stati gentilissimi e ospitali. Inoltre mi ha colpito la bellezza del posto: non è stata contaminata da multinazionali, non ci sono catene di ristoranti o edifici che rovinano la sua bellezza naturale e la storia". Visto che ha citato Steinbeck, impossibile non chiedergli di Rebel in the Rye, in cui interpreta J.D. Salinger, il leggendario autore di Il giovane Holden: "Amo gli scrittori, mi meraviglia quello che riescono a creare. È un onore interpretare uno dei miei autori preferiti. Con ogni ruolo riesci a imparare qualcosa dal vissuto di quel personaggio, ti insegna a vedere il mondo da un punto di vista differente: la vita di Salinger è intrigante, è un personaggio pieno di fascino. Ho cercato di entrare nella sua testa e interpretarlo è stato un piacere. L'ultimo giorno di riprese ero davvero triste: non volevo separarmi da questo ruolo". Nel film Hoult recita con il due volte premio Oscar Kevin Spacey: "Kevin è un attore incredibile: questo ruolo significava molto per lui, perché ha una fondazione che supporta e incoraggia giovani registi a raccontare le loro storie e realizzare film, proprio come Whit Burnett, il suo personaggio nel film, la persona che ha aiutato Salinger a emergere, perché lo ha ispirato e messo in riga. Salinger era una persona molto complicata, ma Whit è il primo che ha intravisto tutto il suo potenziale. Il loro è stato un rapporto turbolento e questo mi ha permesso di interpretare delle scene incredibili con Kevin: quando lo guardi recitare non puoi che farti ispirare da lui. Inoltre è bravissimo con le imitazioni, al punto che sul set sembrava di trovarsi con i personaggi che imitava: fa un perfetto Marlon Brando. Sul set raccontava anche storie: è stato molto divertente lavorare con lui". Nonostante la giovane età, Hoult ha fatto delle scelte consapevoli in campo lavorativo, fatto che fa pensare a una buona testa ma anche a una buona guida: gli abbiamo chiesto qual è il miglior consiglio che ha ricevuto per la sua carriera d'attore: "Consigli non se ne ricevono tanti, i migliori sono quelli appresi sul campo: si impara guardando i colleghi sul set, li studi e vedi come si comportano. Si impara moltissimo osservando la gente e usando l'intuito. Credo che il consiglio migliore mi sia stato dato da Melissa Jaffer, che in Mad Max: Fury Road interpreta la Custode dei semi: abbiamo passato insieme tanto tempo sul camion del film, parlando per giorni interi. È una donna fantastica, piena di esperienza e vitalità: mi ha dato un suggerimento semplice, ama e fatti amare, niente di straordinario ma buono".
23/07/2016 www.lacittadisalerno.gelocal.it Giffoni: coppia di sposi sceglie il festival come set fotografico GIFFONI VALLE PIANA. Si sono appena sposati e hanno scelto il Giffoni Film Festival per la prima foto di rito. Alessandro Albarella, 40enne di Battipaglia e sua moglie Brigida, 34enne di Pontecagnano, questa mattina si sono giurati amore eterno nella Parrocchia Maria Ss. Immacolata di Pontecagnano Faiano. «Abbiamo scelto questo luogo - spiega Brigida - perché i miei nonni sono originari di Giffoni. Inoltre amiamo il Festival, è una realtà splendida dove si vivono grandi sogni. Proprio come l'amore». Sorrisi e abbracci sul photocall dove in questi giorni si stanno intervallando, tra gli altri, ospiti internazionali e star del cinema italiano. Tra poco toccherà a Jennifer Aniston ammaliare i tanti fotografi presenti. Ma prima di lei, è stata la coppia dei neosposi ad attrarre le attenzioni dei fotografi e dei tanti presenti che li hanno accolti con un lungo applauso. Ad assistere a questo fuori programma anche il direttore Claudio Gubitosi che si è detto «felice di un evento del genere. Aspetteremo i futuri figli nella nostra giuria. È la prima volta - aggiunge il direttore che durante il GFF una coppia di sposi sceglie come set fotografico il nostro Festival. È davvero il caso di dire che regaliamo emozioni lunghe una vita non solo ai giurati ma a chiunque. Qui si respira felicità, amore, entusiasmo».
23/07/2016 www.tvblog.it Giffoni 2016, Jennifer Aniston: "Torno alla regia" L'impressione è che sia rimasta davvero colpita dal Giffoni. E ne siamo contenti. "E' un'esperienza che non dimenticherò mai" e per ricordarsene scatta anche una foto al pubblico. Grandi abbracci all'interprete, Caterina, a Manlio Castagna, al direttore. Si è davvero emozionata. E anche noi. E lascia la sala da un ingresso laterale. Ti piacerebbe fare la regista le chiede una ragazza indiana: "Sì, mi piacerebbe fare la regista. Per ora ho diretto un corto Room 10 con Robin Wright e Kris Kristofferson, e poi uno in un ciclo di 5 corti sul cancro al seno. Ho in programma di continuare a dirigere". Arriva anche un quadro. Lei ne è contenta. TI è mai capitato di essere in disaccordo con un regista su una scena. E se succede taci o cerchi un modo per mediare? "Agli inizi della mia carriera non mi è mai passato per la testa di essere in disaccordo. Eseguivo gli ordini. Poi cresci e capisci di avere una tua voce. Una volta ho lasciato il set arrabbiatssima perché stava trattando malissimo una sceneggiatrice. Quando ho finito la scena me ne sono andata, mi sono chiusa in una stanza e quando è venuto da me gli ho detto tutto quel che pensavo. E che non doveva permettersi di trattarla così". "Un consiglio? Non siate pigri. Quando ero in teatro a fare Cechov mi prendevo molto sul serio, ma vedevo che il pubblico tendeva a ridere. Il mio insegnante mi disse che rideva perché ero divertente. Io mi sono anche offesa perché pensavo di essere brava in quel ruolo. Il punto è che lui mi disse di non essere pigra, nel senso di non chiudermi nella mia 'zona comoda', di adagiarmi sugli allori, ma di entrate nei personaggi. E in quell'occasione ho capito che avrei potuto dare diverse sfumature ai miei personaggi e tentare anche un'altra strada rispetto a quella drammatica".
Emilio, dalla Spagna: come hai deciso di diventare un'attrice e come hai fatto a diventarlo. "Mio padre e il mio padrino erano attori, sono nata in questo mondo, il mio primo ruolo l'ho fatto a 11 anni in teatro, poi ho fatto il liceo d'arte. Il consiglio è quello di studiare continuamente, di vedere più film che puoi, come mi disse un mio insegnante all'epoca". C'è un attore o un regista con cui vorresti lavorare: "Ce ne sono tanti. David O Russell, Steven Sodeberg, De Niro, morirei per dividere il set con Robert Downey Jr. la lista è troppo lunga". C'è anche una ragazza di Los Angeles, arrivata fino a Giffoni per incontrarla. "Come ammazzare il capo e vivere felici, è il ruolo più distante da me". Il ruolo che ti ha cambiato la vita? "Penso quello di Cake, un ruolo fatto un paio di anni fa. Era un ruolo per il quale ho combattuto: arriva un momento in cui rischi di restare chiuso in uno stereotipo, perché Hollywood tende a chiuderti in un recinto e pensavano che ci sarebbe stato qualcuno migliore di me per un ruolo drammatico e intenso. Ho dimostrato di poterlo fare. Con grande determinazione ho agguantato questo ruolo e sono felice di averlo fatto". "Sei la mia ispirazione. Le tue qualità espressive sono straordinarie. Arriva però sempre un momento nella vita in cui non ti riconosci più. Come l'hai affrontato?" chiede una ragazza. Jennifer si commuove. "Sono delle domande straordinarie, sembra una seduta di terapia". E aggiunge: "Mi successo tante volte, più di quante voi possiate immaginare. Alla fine della giornata ti chiedi se tutto questo peso sia troppo grande per te, come fare a sopravvivere un altro giorno, sono abbastanza brava per farcela? Ma siamo esseri umani e dobbiamo sempre trovare la forza di andare avanti. Non pensiate che gli attori siano diversi da voi: i tuoi beniamini hanno avuto gli stessi dubbi. Il modo per farcela è parlare con gli altri, non chiudersi in se stessi". Nella vita di ogni attore c'è un momento in cui, come direbbe Shakespeare, bisogna 'Essere o non Essere', in cui la vita professionale mette i bastoni tra le ruote alla vita professionale o viceversa. "No, non ho mai trovato nulla di più eccitante del mio lavoro. Ringraziando il cielo non mi è mai successo durante la carriera. Perserverate, non demordete". Che consiglio puoi darci per entrare in questo mondo? "E' fonte di tale ispirazione ed emozionante essere qui e scoprire quel che fate a Giffoni. in una stanza piena di ragazzi uniti dall'amore per il cinema. Io penso che siete un passo avanti agli altri, me compresa alla vostra età. Continuate a imparare, formarvi, prendere lezioni, guardateti intorno, scrivete quello che vivete e non accettate mai un no come risposta".
Una domanda da una ragazza australiana: qual è il messaggio che ti piacerebbe mandare alle donne di domani? "Supportatevi l'un l'altra. Io sono stata molto fortunata a essere cresciuta in una cerchia di amiche con le quali ci siamo nutrite spiritualmente, sostenute. Amate sempre quello che siete, senza cercare di cambiarvi, non importa quello che dicono gli altri. Sarete più forti". Arriva la domanda di un ragazzo di New York: "Mai stata stressata da un ruolo o da un film tanto da pensare di lasciare". Mi è capitato tante volte di sentirmi stressata dal rapporto col regista o perché non riuscivo a fare una scena come volevo io. A volte ti capita perché sei troppo sensibile. Lo stress però fa parte del gioco, anche perché sei sempre sottoposta ai giudizi altrui. Ma non credo nel mollare, nel perseverare nel superare le prove e nell'andare sempre avanti". Ingabbiata da Rachel: "Io sarò eternamente grata di aver potuto interpretare Rachel Sono estramamente onorata di averla fatta. E' stata un grande regalo poter far parte di quell'esperienza, di aver fatto parte di quello show, che voi ancora amate, e di quel personaggio". Hai interpretato tanti ruoli diversi nella tua carriera, un po' folli e un po' precisini. "Bisogna avere un po' di follia o essere sempre precisa. Un po' ci follia ci vuole, ma anche di perfezione. Io non pongo limiti ai ruoli che potrei interpretare anche perché ci può essere quel tocco di perfezione del personaggio di Io & Marley e quello di follia di altri. A me piace recitare tanti ruoli diversi perché mi piace dare sfogo a tutte le coloriture". Tema bullismo, in uno degli episodi di Friends Rachel viene a sapere che Ross aveva fondato un club Noi odiamo Rachel (Che scemo, dice Rachel): "Forse era in una puntata del Ringraziamento? Tutti siamo stati vittimi di bull. Comunque il consiglio è quando c'è un bullo dovete fare gruppo e impedirgli di darvi fastidio. Oggi è ancora più diffuso e subdolo: prima li vedevamo girare per strada, adesso con Internet c'è tanta di quella gente che può dire quello che vuole nascosto dietro una tastiera. Spegnete i pc e parlate tra voi. Anche questo difende dai bulli." Persone con il tuo successo dovrebbero parlare del sessismo in Hollywood: "La discussione sia già iniziata sui tabloid. Non si deve parlare delle donne sono per come appaiono. Sta a noi dare più potere alle donne e rimpossessarci dei nostri valori per stabilire l'uguaglianza tra i sessi". Arriva una domanda da una ragazza della Giordania che le chiede come si possano raccontare le battaglie quotidiane delle donne: "I giovani scrittori dovrebbero iniziare a scrivere delle buone storie buone. E spero che qui ce ne siano di scrittori". Si è commossa a vedere il video. C'è differenza tra il recitare in teatro? Non ho ancora fatto Broadway, ma in teatro è la reazione del pubblico che ti dà l'adrenalina,
l'eccitazione. Al cinema ti senti più solo, hai un contatto meno immediato col pubblico. E' in sala. Parte il filmato Welcome to Giffoni. Ma si trattiene parecchio sul Blue Carpet a firmare autografi. Una sorpresa. Rapidissimo Photocall. Vi dico solo che il corteo è formato da tre auto. Anzi nella quarta. Forse nella quinta? In attesa di Jennifer Aniston.
23/07/2016 www.corrierequotidiano.it Giffoni chiude rassegna con "Braccialetti rossi day" Chiusura in grande per la 46esima edizione del Giffoni Film Festival con il 'Braccialetti Rossi day' e l'attesa premiazione dei film in concorso giudicati dagli oltre 4mila giovani giurati provenienti da tutto il mondo. Domani nella Cittadella del Cinema per il 'Braccialetti Rossi Day' arrivano tutti i protagonisti della seguitissima serie (coproduzione Rai Fiction - Palomar in collaborazione con Big Bang Media), firmata da Giacomo Campiotti e giunta con successo alla sua terza stagione. L'incontro con le giurie 'Generator' farà da preludio alla proiezione in anteprima della prima puntata di 'Braccialetti Rossi 3' che andrà in onda a partire dal 16 ottobre in prima serata su Rai Uno. Tanti altri gli appuntamenti per i protagonisti (Carmine Buschini, Brando Pacitto, Aurora Ruffino, Denise Tantucci, Silvia Mazzieri, Mirko Trovato, Pio Luigi Piscicelli, Lorenzo Guidi, Cloe Romagnoli, Nicolo' Bertonelli, Maria Melandri), ospiti del Festival tra cui la visita all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno e il Meet The Stars. l 'Braccialetti Rossi Day' si concluderà in serata con il concerto di Niccolò Agliardi. Ospite a sorpresa al Braccialetti Rossi day di Giffoni sarà Pif. L'attore e regista incontrerà con i giovani protagonisti di Braccialetti Rossi e annuncerà la sua prima serie tv 'La Mafia uccide solo d'estate' che vedrà Nino Frassica tra i suoi protagonisti. Sarà mostrato, inoltre, in anteprima al Giffoni il trailer della fiction che sarà, insieme ai 'Braccialetti Rossi 3' tra gli eventi del prossimo autunno di Rai 1. A salutare questa edizione ci saranno anche Madalina Ghenea, spalla di Carlo Conti nel corso della 66ª edizione del Festival di Sanremo e l'attore napoletano Massimiliano Gallo, volto del boss Valentino Gionta nel film di Marco Risi, 'Fortapàsc'. La 46esima edizione del Giffoni Film Festival si chiuderà con la grande festa di premiazione dei film in concorso. Storie di amicizia oltre ogni pregiudizio, coraggio e determinazione, voglia di riscatto problematiche adolescenziali, tematiche forti e quanto mai attuali arrivate da tutto il mondo in anteprima assoluta hanno caratterizzato i 105 i titoli in competizione, selezionati su oltre 4mila e 600 produzioni in preselezione e presentati nelle sezioni competitive 'Elements +3' (3-5 anni), 'Elements +6' (6-9 anni), 'Elements +10' (10-12 anni),
'Generator +13' (13-15 anni), 'Generator +16' (16-17 anni), 'Generator +18' (dai 18 anni in su) e Gex Doc.
23/07/2016 www.napolisera.it Il Giffoni Film Festival chiude alla grande: Jennifer Aniston e Claudio Santamaria sul Blue Carpet Alla penultima giornata del Giffoni Film Festival, che si chiuderà nella giornata di domani, 24 luglio, altri ospiti chiave di questa edizione sono passati per il blue carpet, verra effigie della manifestazione. Parliamo di Jennifer Aniston, nota attrice greca che ha recitato in importanti film e serie tv, tra tutte “Friends”, molto nota tra i giovani. Oltre al bagno di folla, all’interno della sala Truffaut del festival ha risposto a molte domande dei suoi fan più giovani, riguardo la sua crescita professionale e personale. L’attrice ha colto l’occasione per lanciare un appello importante, rivolto soprattutto alle sue sostenitrici. “Tra ragazze bisogna supportarsi le une con le altre, per crescere al meglio ed essere più forti. Accettare come si è fatte, qualsiasi sia l’altezza, la taglia, o il colore della pelle, non bisogna pensare di dover cambiare quello che è il proprio corpo, perchè qualcosa non va. Anche se si incontra qualche bullo o qualcuno che ci sminuisce, bisogna isolare tale persona, e continuare per la propria strada. Io sono cresciuta così, con una cerchia di amiche molto unite”. Chiudendo inoltre con un appello relativo all’uso eccessivo agli smartphone odierno: “Staccatevi dai telefoni e guardate invece alla vita. Osservate e imparate dagli altri”. Un intervento denso di significato per i più giovani. Molti fan sono arrivati sia dalla zona limitrofa di Salerno che da altre regione d’Italia, trascorrendo la notte davanti al blue carpet in attesa dell’arrivo della propria beniamina. Claudio Santamaria invece ha parlato del proprio futuro dopo il passaggio doveroso vicino ai propri fan. Attualmente è impegnato in un film con Marco d’Amore, dal titolo “Brutti e Cattivi”, in uscita a settembre. Commentando la sua esperienza relativa all’ultimo film di cui era protagonista: “Lo chiamavano Jeeg Robot”, accolto da critica e pubblico, ha dichiarato di averlo visto ben nove volte e di aver seguito un programma alimentare dedicato per arrivare a pesare cento chili e riuscire a interpretare al meglio il suo personaggio in alcune scene. Non si è pronunciato sul suo futuro, in quanto non è ancora certo del suo prossimo impiego nel mondo del cinema.
23/07/2016 www.adnkronos.com Santamaria anticipa 'Brutti e Cattivi': "Un titolo omaggio al film di Scola" "Il titolo è un omaggio al film di Scola. Anche questo parla di emarginati. E’ la rivincita dei reietti e degli emarginati. Non ha le gambe, è sposato con una ballerina senza braccia e se ne fregano. Era già cult sulla carta. Sarà un altro piccolo grande film di culto". Claudio Santamaria, ospite oggi del Giffoni Film Festival, anticipa il suo prossimo film in uscita nell’autunno del 2016, 'Brutti e Cattivi', che lo vedrà recitare accanto a Marco D’Amore. L’attore ha anche parlato del film 'Jeeg Robot', fenomeno cinematografico dell'anno. "Appena ho letto la sceneggiatura, avrei iniziato il film il giorno dopo. Conosco Gabriele Mainetti da venti anni. Lui voleva fare l’attore per imparare a dirigere gli attori. Ha studiato regia in America. Sa di cosa parla. Ha frenato il mio entusiasmo e ha detto: ti devo fare prima il provino. Sapevo che avrebbe avuto successo, che i ragazzi l’avrebbero visto e rivisto più volte perché tocca una parte infantile ma non mi aspettavo questa trasversalità di pubblico sia per età che per fasce intellettuali". "'Jeeg Robot' - dice Santamaria - segna uno spartiacque nel cinema italiano. Non ci credo ancora di aver fatto un film così. 'Jeeg Robot' ha dato una grande sveglia a tutti. Ha fatto alzare la testa a molti registi che avevano progetti nel cassetto. Ma anche a molti produttori. Si diceva che in Italia i film di genere non interessavano. Mainetti ha aspettato cinque anni per vederselo produrre. Poi Rai Cinema ha creduto in qualche modo in questo film. Ma Gabriele ha creato la sua casa di produzione e se l’è prodotto da solo. Ha dato una sveglia anche agli spettatori. E’ un film molto importante anche per questo". Altra pellicola importante per lui è stata 'Diaz'. "Un film importante a livello personale - dice - E’ stato un lavoro potente perché ha toccato qualcosa dentro di noi. Eravamo tutti scossi nell’interpretare qualcosa di così recente, una pagina buia accaduta nel nostro Paese. Il film ha avuto un produttore molto coraggioso. E’ stata una grande tappa per me. Facendo film del genere senti che il tuo lavoro non ha solo funzione di intrattenimento, ma anche funzione sociale". In attesa di rivederlo sul grande schermo, Santamaria presto sarà di nuovo sul set di 'E’ arrivata la felicità', fiction di successo targata Publispei di Verdiana Bizio. "Mi è piaciuta per scrittura acuta,
pungente, anche cinica. La melensità dietro l’angolo era sempre stemperata da una forte dose di ironia. E' una serie scritta bene, in maniera intelligente. Avevo bisogno di leggerezza. In Italia ci sono commedie intelligenti, ma poche. In tv da un bel po’ di tempo hanno iniziato a produrre cose di qualità". "Le persone - osserva Santamaria vanno meno al cinema, sono più esigenti, c’è il web, c’è la pay tv. Il segreto è scegliere ciò che ti piace, ciò che guarderei, cose che mi sembrano scritte bene. Certo, a volte ‘è un po’ didascalica rispetto al cinema, l’immagine è sacrificata ma si trovano cose ben scritte, ben fatte. Lo stesso film di Bernardo Bertolucci 'L’assedio' era un film per la tv, poi andato al cinema". Tante, oltre alla recitazione, le passioni di Claudio Santamaria, prima fra tutte la musica. "Ho fatto una tournée con un’orchestra jazz dedicata ai grandi autori della musica italiana, da De André a Tenco, poi Piero Ciampi e Rino Gaetano. Tutto è partito dal referendum sull’acqua. E ora ho una band più rock". "Facciamo sempre cover - racconta - mettersi a scrivere è un’altra cosa, è un’altra carriera, ma lo farò. Il problema è che gli attori americani possono fare un film ogni due anni perché li pagano tanto. Qui no, dobbiamo lavorare". Infine, un ricordo delle sue passioni cinematografiche adolescenziali: "Da piccolo guardavo l’Esorcista e Profondo rosso. Ero appassionato di fantascienza, di cose molto forti. Le commediole le guardavo con una punta di imbarazzo. Mi piaceva 'Soul man'. Evidentemente ero pesante già da allora", ha ironizzato.
23/07/2016 www.repubblica.it/spettacoli Mika a Giffoni: "La musica, una terapia che abbatte i muri" È vestito di bianco, sorridente come sempre, per la prima volta non ha fatto tardi a un appuntamento, anzi è persino in anticipo. Lo ha scritto suo profilo Twitter e poi lo ha ribadito all’incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival. Perché a questa giornata Mika ci teneva tanto. L'artista ha parlato di sé, dei suoi progetti e delle sue idee, guidato dalle domande dei fan. Lo ha fatto in italiano, lingua che ha imparato in occasione del suo lavoro da giurato a X Factor. Sbaglia raramente qualche parola e quando un termine non gli viene usa l'inglese o il francese. Perché Mika – nato da madre libanese e da padre britannico - è così, cittadino del mondo: “Non ho una casa, non ho un luogo fisso in cui stare e questo mi piace. All'inizio credevo di farlo perché non avevo ancora scelto dove fermarmi, ma poi ho capito che la mia era una scelta. Ho scelto di vivere senza un punto fisso”. Il tema del festival quest’anno è “Destinazione”, una parola che a Mika non piace molto: “Io non voglio mai arrivare, cambio sempre piano appositamente. La destinazione è un po’ come il Natale: l’attesa e i preparativi sono bellissimi, ma quel giorno la magia finisce”. “Credo che dovremmo dimenticare questa continua attesa del futuro a cui siamo spinti – continua – io non so cosa farò tra un paio d’anni e va bene così. Bisogna avere paura della mediocrità e rincorrere l’eccellenza. Il valore è ciò che fa la differenza in qualsiasi campo, che si faccia il cantante o il pasticcere”. Mika ha sempre detto molto con le sue canzoni. E anche sul palco di Giffoni, dove non è aiutato dalla sua musica, dice ai ragazzi quello che pensa: “Non credo al lieto fine delle fiabe. Ci piace Cenerentola perché non vediamo cosa succede dopo il matrimonio. Non sappiamo del tradimento del principe, né delle liti con i figli o dell’improvvisa ossessione di Cenerentola per il suo aspetto fisico”. La vita non è una favola. Lui lo sa bene. “Quando avevo 16-17 anni – racconta ai giovani del festival - ogni momento del giorno era un ostacolo. Ero arrabbiato. E la rabbia è un sentimento pericoloso, quando sei così arrabbiato come lo ero io in quel momento vuoi fare del male e lo
fai a te stesso oppure agli altri. Io, invece, ho scritto Over my shoulder, ho trasformato la rabbia in qualcosa di bello”. Nella sua musica si è raccontato e per questo ne è geloso. Ha rifiutato tante volte che le sue canzoni facessero da colonna sonora a spot pubblicitari o film. Le eccezioni sono state Un bacio di Ivan Cotroneo perché “è intimo come una tragedia greca” e il sequel di Zoolander, sebbene poi la scena girata a Roma non sia entrata nel fim. “É sempre pericoloso perché le parole hanno delle conseguenze”, dice Mika prima di citare una frase dell’attivista Rosa Parks: “Le persone dimenticano le parole ma non dimenticano il sentimento che le tue parole hanno provocato”. Ecco perché, spiega ai ragazzi duranti l’incontro, tanti artisti si rifiutano di far utilizzare le proprie canzoni a Donald Trump, “una bruttissima figura che non fa più ridere”. La musica d’altronde è un’arma potente. Mika la definisce “una terapia”. “Quando ho accettato di lavorare a X Factor stavo uscendo da un brutto periodo lavorativo. Le mie canzoni erano andate male e non volevo più parlare. Avevo creato un muro – racconta - e il talent show mi ha aiutato ad abbatterlo. Avevo paura perché non conoscevo la lingua e non avevo mai fatto televisione. Ma abbiamo il dovere di provare cose nuove, che non sappiamo fare. È così che si cresce”. E lui di crescere ha voglia costante. Ancora una volta ha deciso di mettersi alla prova accettando di fare un provino per un film. La produzione è soddisfatta, ora sta a lui decidere se sperimentare o meno anche il cinema.
23/07/2016 www.cinquequotidiano.it Il cast di Braccialetti Rossi al Giffoni Film Festival Si chiude domenica 24 luglio, con l’attesa proclamazione dei film vincitori, la 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Tanti gli ospiti attesi per la chiusura: il cast di Braccialetti Rossi, Massimiliano Gallo, Madalina Ghenea, Antonio Catania, Franco Trevisi. Alla cerimonia finale interverrà Rosa D’Amelio, presidente del consiglio regionale della Regione Campania. Ricco il programma della giornata: oltre cast di Braccialetti Rossi, che incontrerà i fan in Sala Sordi (prevista anche la proiezione del primo episodio della terza stagione), ci sarà anche Pif (il conduttore, regista e attore parteciperà all’incontro con le giurie Generator con il cast della fiction di Rai Uno). E proprio il cast dell’amata serie “Braccialetti Rossi” farà visita ai piccoli ai pazienti dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona per regalare attimi di gioia e serenità. Grazie ad Aura, l’espressione sociale del Giffoni Experience, durante l’ultima giornata del Festival i piccoli pazienti del reparto di Pediatria del nosocomio salernitano avranno la possibilità di incontrare il cast di Braccialetti Rossi, serie televisiva italiana, ormai alla sua terza stagione, trasmessa su Rai 1e Rai HD. All’incontro parteciperanno il direttore medico di presidio Angelo Gerbasio e la presidente di Aura, Alfonsina Novellino. La fiction, scelta apposta per la sua tematica dura ma affrontata con la leggerezza insita nel mondo adolescenziale, segue le vicende di alcuni ragazzi – Leo, Vale, Cris, Davide, Toni e Rocco – che in ospedale fanno amicizia, si innamorano, ridono e soffrono insieme. «Non potevamo dimenticare il nostro territorio – ha commentato Alfonsina Novellino – dopo l’appuntamento inaugurale con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, arricchito anche dalla presenza del grande Lino Banfi, ci è sembrato doveroso offrire un’occasione di svago altrettanto importante ai piccoli pazienti salernitani». Un modo per portare un pezzetto del Festival fuori dalle mura della Cittadella, coinvolgendo anche chi non può vivere l’esperienza della rassegna cinematografica perché costretto in un letto di ospedale. Gli interpreti della fiction si confronteranno con i giovani pazienti, trascorrendo alcune ore con loro,
un’occasione di dialogo ed avvicinamento reciproco che regalerà un momento prezioso ai giovani ricoverati e alle loro famiglie. «Siamo sicuri che i nostri pazienti non dimenticheranno questa giornata – ha aggiunto il direttore di presidio Angelo Gerbasio – è importante che un Festival come quello di Giffoni riesca ad entrare anche nelle corsie d’ospedale, specialmente quando si tratta di pediatria. Grazie ad Aura, per qualche ora, riusciremo a distrarre i bambini dalla routine di cure a cui sono sottoposti, donandogli un po’ di serenità».
23/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 Ivan Cotroneo “Ragazzi fate cose nuove. È questo che ci aspettiamo da voi” Ivan Cotroneo incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival. Non è una novita per lui parlare con i giovani. Il suo ultimo film, Un bacio, che racconta una storia di bullismo e omofobia con al centro tre diciottenni, è tratto dal romanzo omonimo del 201o scritto dallo stesso Cotroneo. Il quale aveva già incontrato negli incontri con le scuole tantissimi ragazzi, che gli sono stati utilissimi poi per definire ancora meglio una psicologia il più possibile attendibile dei personaggi del film. E dopo l’uscita della pellicola il regista, ovviamente, ha ricominciato il suo giro d’Italia tra le scuole. È un film che si prende dei rischi Un bacio, a partire dai tre volti scelti come protagonisti, dei quasi esordienti: “Non ho cercato attori popolari – sottolinea Ivan Cotroneo –, “forti sul target”, come si dice. Sarebbe stata una scelta più semplice produttivamente, ma io volevo fortemente tre volti nuovi. Leonardo Pazzagli e Valentina Romani avevano qualche piccola esperienza alle spalle, lui studiando al Centro Sperimentale, lei con qualche lavoro sul set. Ma Rimau Grillo Ritzberger, che interpreta l’omosessuale Lorenzo, il personaggio principale, è un esordiente assoluto. In totaleavrò visionato quasi 2000 ragazzi. Rimau l’ho incontrato per caso in un casting aperto e quando gli ho fatto fare un provino insieme agli altri due attori, ho capito che era la scelta giusta”. Ivan Cotroneo ha apportato dei cambiamenti importanti al protagonista nel passaggio dal romanzo al film. “Eravamo diventati un po’ insofferenti in fase di sceneggiatura rispetto al personaggio di Lorenzo del libro – puntualizza Cotroneo –, che era troppo timido, angelico, quasi una vittima predestinata. Il Lorenzo del libro è più accattivante, è più facile volergli bene. Invece quello del film è eccessivo, fa battute ciniche e anche scelte non codivisibili. E secondo me è una scelta più giusta perché, lo dico da spettatore e cittadino, il senso è che dobbiamo rispettare anche una persona che possiede tratti che non ci piacciono”. La storia di Un bacio sfocia in un finale fortemente drammatico: “Non volevo che Lorenzo si salvasse – sottolinea Ivan Cotroneo – perché volevo raccontare quanto bullismo e omofobia siano pericolosi. Sapevo che sarebbe stato più duro con il finale che ho scelto. Ma ci tenevo troppo,
avevo bisogno di dire quello che ho detto perchéavverto un forte senso di responsabilità verso le cose che scrivo. Che dipende da me, ma anche dalla considerazione del contesto in cui mi muovo”. Un aspetto caratteristico dello stile di Ivan Cotroneo è la passione per la cultura pop, che regala accenti fantasiosi e colorati ai suoi film e alle sue sceneggiature. Accade anche ne Un bacio, in cui Lorenzo, per reagire alle brutture della realtà, si rifugia in un mondo fantastico in cui immagina di essere una popstar. Da dove arriva questa predilezione? “Il pop ha influito molto sulla mia giovinezza, è un fatto generazionale, tutti quegli artisti degli anni Settanta, penso a David Bowie, quindi questi riferimenti entrano quasi naturalmente nelle mie storie. Tutti pazzi per amore, per esempio, non nasce da una ricerca a tavolino, è stato tutto quasi automatico”. “Durante una lezione, il grande Furio Scarpelli ci ammonì che non si poteva fare cinema nutrendosi di cinema. Dovete leggere molto, ci disse, anche le cose che non vi piacciono. E poi bisogna stare in mezzo alla gente, ascoltare musica. Questo significa, se parliamo dell’oggi, che bisogna frequentare anche internet, perché si può trovare un’idea interessante anche in un video di Justin Timberlake. Naturalmente – continua Ivan Cotroneo – un po’ ti deve piacere tutto questo. A me la cultura pop diverte tanto. Per questo finisce nelle mie storie. L’ultima battuta è dedicata al suo lavoro per la tv. Ivan Cotroneo è anche un autore televisivo, dal già citato Tutti pazzi per amore a Sirene, di cui è showrunner, una serie che sarà trasmessa nel prossimo autunno su Rai Uno. “Lavoro per la tv generalista anche perché voglio parlare a tutti i tipi di spettatori. Non nel senso di girare cose che vadano bene per tutti, ma per entrare in dialogo con pubblici che non la pensano come te. Non bisogna mai parlarsi addosso o cercare la complicità del pubblico. Pensiamo aPerfetti sconosciuti, il film di Paolo Genovese: ha avuto un grande successo, ma è un film molto duro, per niente conciliante. E lo dico a voi ragazzi – questa la lezione finale di Ivan Cotroneo –, fate dei prototipi, fate delle cose nuove. È questo che ci aspettiamo da voi”.