RASSEGNA STAMPA GIFFONI 22/07/2016
RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI
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22/07/2016 www.ansa.it/english At Giffoni FF, Mika to host RAI TV show Giffoni Valle Piana, July 22 - British singer and songwriter Mika will host a television show on RAI Channel 2 public broadcaster in November and could debut in a feature film, the artist said Friday at the Giffoni children's film festival in Campania. Mika, whose real name is Michael Holbrook Penniman Jr., said he has turned down parts in three different movies in the past. However he said he is considering accepting a part he got after a recent audition. "It's a big risk," he said. "I still don't know what I'm going to do". Mika's first full-length studio album, Life in Carton Motion, was released in 2007 and sold over 5.6 million copies worldwide, helping him win a Brit Award the following year. His latest album, No Place in Heaven, was released in 2015. The Giffoni film festival for kids and teens founded and directed by Claudio Gubitosi opened on July 15 and runs through July 24. The theme of this year's edition is "destination".
22/07/2016 www.adnkronos.com Nicholas Hoult, bagno di folla al Giffoni Film Festival Fan in delirio al Giffoni Film Festival per Nicholas Hoult. Il 27enne attore britannico, star di X-Men, si è presentato al pubblico e ai fotografo del paesino della Val di Piana in una berlina nera, accolto dalle urla di centinaia giovani del Giffoni. Elegantissimo, in camicia celeste e capelli impomatati in perfetto stile british, l'attore si è fermato al photocall facendosi immortalare anche con un gruppo di giovani giurati. Alle 17 Hoult incontrerà il pubblico dei giurati nella Sala Truffaut della Cittadella del cinema di Giffoni.
22/07/2016 www.tgcom24.mediaset.it Di Maio: "Modificheremo lo statuto M5s, ma la posizione di Grillo non si discute" "Grillo e il suo futuro non sono in discussione nel Movimento 5 Stelle". Lo ha assicurato il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ospite al Giffoni Film Festival. "Dobbiamo metter mano allo statuto per adeguare qualche articolo, ma tutto quello che decideremo sarà ratificato dai nostri iscritti e non sarà niente che stravolgerà il Movimento", ha spiegato a Tgcom24. Lo statuto e il Movimento - La questione della modifica allo statuto è tornata di nuovo alla ribalta. "Dobbiamo metter mano allo statuto per adeguare qualche articolo, ma tutto quello che decideremo sarà ratificato dai nostri iscritti e non sarà niente che stravolgerà il Movimento. Voglio rassicurare tutti - ha spiegato - perché ho letto tante cose in queste ore". Di Maio è poi tornato sulle polemiche per la "lobby del cancro": "Sono un cittadino della Terra dei Fuochi. Ho spiegato chiaramente che non c' era nessun fine di offendere, e ci mancherebbe, i malati di cancro". "Mi batto in Parlamento da tre anni contro l'inquinamento ambientale che ha causato tanti morti per tumore".
22/07/2016 www.quartaparetepress.it Jeeg Robot protagonista a Giffoni Questa 46esima del Giffoni Film Festival è l’edizione di Lo chiamavano Jeeg Robot, diretto da Gabriele Mainetti e vincitore di ben sette David di Donatello. Non solo una proiezione speciale per i partecipanti alla Masterclass del Festival, ma anche la presenza dello stesso Mainetti e di Luca Marinelli, interprete del villain della pellicola, lo Zingaro. Il film, un omaggio alle storie di anime e manga in chiave borgatara unico nel suo genere, ha incassato oltre 4 milioni di euro, superando tutte le aspettative. Il seguito generatosi col passaparola è giunto fino a Giffoni, dove alte sono state le aspettative e curiosità nei confronti dei due ospiti. Marinelli, arrivato alla Cittadella il 20 luglio, ha incontrato i giovani giurati e con generosità ha risposto alle tante domande sull’approccio al personaggio da cattivo che lo ha reso celebre vincendo la statuetta italiana come miglior attore non protagonista: “Bisogna saper ascoltare ed usare il cuore” il suo consiglio, rivelando quanto lo Zingaro gli abbia permesso di esplorare a fondo sé stesso e di lasciarsi andare alla cattiveria, divertendosi. Speciale il rapporto con Mainetti e la stima reciproca che li lega: “Siamo stati sul set due mesi, fidandoci l’uno dell’altro, costruendo il personaggio da zero.” Che il lungometraggio campione d’incassi fosse il frutto di un percorso lungo – durato quasi sei anni – lo ha confessato lo stesso regista durante l’incontro con gli allievi della Masterclass il 18 luglio. I ragazzi si sono mostrati entusiasti e hanno tempestato Mainetti di osservazioni tecniche argute. Primo film del regista romano che ha studiato negli Stati Uniti, Lo chiamavano Jeeg Robot segue una serie di cortometraggi, di cui due, Basette e Tiger Boy, sempre influenzati dal mondo anime e dei supereroi, rispettivamente a Lupin e all’Uomo Tigre. Viene naturale da chiedersi, dunque, se a questa “trilogia dell’anime”, come qualcuno l’ha definita, si aggiungerà un quarto capitolo ancora legato ai motivi giapponesi. “No”, ha annunciato Mainetti, “il prossimo film, di cui c’è già il soggetto, non sarà ispirato ad alcun cartone animato. Va fatto anche qualcosa di diverso, no?”, ha aggiunto ridendo. Diverso, certo, e innovativo, così come lo è stato Lo chiamavano Jeeg Robot. Anche questo, ha raccontato, sarà un lavoro coraggioso di mescolanza dei
generi di fronte al quale forse qualche produttore storcerà il naso. “Mi era stato consigliato di tenere questo qui come terzo o quarto lungometraggio, invece che come secondo”, ha riferito “ed è allora che ho detto: facciamolo adesso!”. Il soggetto su cui sono all’opera Mainetti e Nicola Guaglianone, già sceneggiatore della pellicola con protagonista Claudio Santamaria, prevede anche ruoli femminili chiave, come quello di Alessia, la bambina intrappolata nel corpo di un’adulta a cui ha dato il volto Ilenia Pastorelli, anche lei vincitrice del David. Mainetti a Giffoni ha presentato, inoltre, un progetto a cui tiene molto, in collaborazione con il documentarista Andrea Segre ed Edison. L’obiettivo del contest “Edison for nature”, aperto a tutti, è inviare idee o brevi clip che abbiano come tematica la sostenibilità ambientale. Le migliori dieci diventeranno cortometraggi a tutti gli effetti, realizzati proprio con l’aiuto dei due registi. Tanti i nuovi progetti, dunque, eppure è stato impossibile non tentare di sciogliere l’annosa questione sul sequel di Jeeg Robot. Se la versione ufficiale sembra essere un secco no, Mainetti si è lasciato andare e gli si è riusciti a strappare un “Mai dire mai”. Non è molto, ma è abbastanza per tutti coloro che vorrebbero sapere di più delle avventure di Enzo Ceccotti, anche noto come Hiroshi Shiba.
22/07/2016 www.larampa.it Giffoni16. Giannini: “Lavoriamo ad una scuola sempre più aperta” Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ospite istituzionale della giornata odierna della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Alla Cittadella del Cinema sono intervenuti per accoglierla il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, e ovviamente il direttore Claudio Gubitosi. A seguire il saluto all’Antica Ramiera, ai ragazzi del Dream Team e a tutti coloro che in questi giorni stanno animando il Giffoni Innovation Hub. “La sfida più grande – ha detto il ministro – è vincere le resistenze al cambiamento, che non è cosa da poco. Ogni giorno lavoriamo in tal senso. Anche nel mio settore, che è il campo dell’innovazione per eccellenza, si registra questo fenomeno di resistenza al cambiamento che è un fatto in qualche modo naturale ma che va superato”. Poi il riferimento al Giffoni Film Festival: “Dal 1971 ad oggi è cambiato e si è evoluto, divenendo più di quello che era in origine. Anche questo è segno di cambiamento”. “A Giffoni – ha aggiunto – registro un’atmosfera superiore alle mie aspettative che si lega alla bellezza dei luoghi, di Salerno. Parlo volentieri con i ragazzi di quella che è la mia ossessione quotidiana: rendere migliore la scuola, l’università, il mondo della ricerca. Giffoni dà l’opportunità di aprire la scuola in linea con quello che abbiamo fatto con la riforma. La scuola deve essere aperta perché fuori dalla scuola ci sono tante opportunità, ma anche tante cose complicate ed è nella scuola che dovete trovare gli strumenti per capire quello che vi gira intorno”. Il ministro Stefania Giannini è stata, poi, accolta con grande entusiasmo nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema dai ragazzi della giuria Generator +13. Immancabili i riferimenti alle prospettive della scuola in Italia, alla riforma da poco varata. “Della riforma – ha commentato il ministro – se ne sente parlare molto bene o molto male. E’ una delle riforme che questo governo ha avuto il coraggio di fare. Introdurre innovazione nel mondo della scuola come in tutti i mondi che hanno tradizione secolare procura sempre una certa resistenza. Quello che intendiamo fare, come già detto, è coltivare l’apertura attraverso l’innovazione, soprattutto nel metodo. Altro obiettivo è il rapporto con il mondo del
lavoro. Io vi dico che fino ad oggi si è pensato che il mondo del lavoro dovesse stare dopo il momento di imparare, di formazione. Vorremmo superare questa concezione attraverso l’alternanza scuola-lavoro�.
22/07/2016 www.spettacoli.tiscali.it Giffoni Film Festival: il Ministro Giannini incontra i ragazzi Il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha fatto tappa al Giffoni Film Festival per incontrare e confrontarsi con i numerosi giovani presenti, e protagonisti, della kermesse.“A Giffoni registro un’atmosfera superiore alle mie aspettative che si lega alla bellezza dei luoghi, di Salerno. Parlo volentieri con i ragazzi di quella che è la mia ossessione quotidiana: rendere migliore la scuola, l’università, il mondo della ricerca. Giffoni dà l’opportunità di aprire la scuola in linea con quello che abbiamo fatto con la riforma. La scuola deve essere aperta perché fuori dalla scuola ci sono tante opportunità, ma anche tante cose complicate ed è nella scuola che dovete trovare gli strumenti per capire quello che vi gira intorno. Stiamo lavorando ad una scuola che coinvolga sempre di più i ragazzi. La scuola non deve essere solo il luogo che vi fa studiare, che via dà i compiti, che vi valuta, la scuola deve coinvolgervi. E, allora, vanno bene le versioni, ma servono tante attività come quelle che si svolgono a Giffoni. Questa è la buona scuola”.
22/07/2016 www.tecnicadellascuola.it
Giannini: la scuola è competizione “La scuola deve restituire la competizione, che non significa lotta tra pari per rubarsi il pane, ma sviluppare al meglio il proprio talento”. A dirlo è stato il il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, ospite il 22 luglio al Giffoni Film festival, in programma a Giffoni valle Piana (Salerno) fino a domenica 24, dinanzi ad un platea di oltre settecento ragazzi. “La scuola e la società devono tornare ad essere competitive. C'è il bisogno di restituire competitività soprattutto alla società italiana che molta ne ha persa", ha spiegato il responsabile del Miur. La sua sottolineatura è giunta al termine di un lungo intervento, partito dalla scuola da intendere come “luogo elettivo della libertà di pensiero”, dove il cittadino deve “acquisire un punto di vista sul mondo”. Parlando della scuola italiana, Giannini ha detto che “è un'ottima scuola, che ha alla base un principio di inclusione dal momento che cerca di non lasciare indietro nessuno. La società andrà dove la scuola la porta, per cui si tratta di una responsabilità enorme". "Questo tipo di iniziative – ha aggiunto - ci aiutano moltissimo a fare quello che noi abbiamo voluto fare con una legge: aprire la scuola alla società. La scuola è il primo luogo dove si deve mirare a superare queste disuguaglianza. La nostra scuola è inclusiva e per questo penso alla cooperazione. Oltre all'inclusione dobbiamo però pensare alla competizione”. A quel punto, il ministro ha quindi rimarcato: per fare un vero salto di qualità, il nostro sistema scolastico deve tornare ad essere competitivo. Pensando al tema della 46esima edizione del GFF, Destinazione, il ministro ha aggiunto: "La scuola italiana sta andando nella giusta direzione". In mattinata, Giannini aveva incontrato il Giffoni Dream Team, la community di giovani creativi e specialisti della web economy di età compresa tra i 18 e i 26 anni che, affiancati da esperti di innovazione digitale e new media, sono immersi in sessioni di ricerca e sviluppo tra workshop e laboratori operativi. A conclusione della sua visita, il ministro ai microfoni di Radio Immaginaria (l'unica radio di adolescenti in Italia), ha detto: "Più Giffoni e meno versioni. Stiamo lavorando a questo, ad una scuola che coinvolga sempre di più i ragazzi. La scuola non deve essere solo il luogo che vi fa studiare, che vi dà i compiti, che vi valuta, la
scuola deve coinvolgervi. E, allora, vanno bene le versioni, ma servono tante attività come quelle che si svolgono a Giffoni. Questa è la buona scuola".
22/07/2016 www.salernotoday.it Il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha fatto visita ai giovani giurati del Giffoni Film Festival "A Giffoni 45 anni fa è stato piantato un seme che adesso è diventato una foresta rigogliosa". Il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini fa visita alla Cittadella del Cinema e si prepara ad incontrare in questi minuti 750 giovani giurati della sezione Generator +13. "A loro non descriverò il futuro - aggiunge prima di raggiungerli in Sala Truffaut - ma dirò come la scuola deve preparararli ad un futuro che è pieno di incognite. Parlerò di una scuola aperta che fa dell'inclusione il proprio punto di riferimento, il modello. Darò due parole chiave: cooperazione e competizione. La scuola è ma deve continuare ad essere il luogo nel quale si socializza e si cresce insieme ma anche il luogo nel quale si acquisiscono competenze e nascono le eccellenze, perché la società in futuro andrà dove la porterà la scuola". Il Ministro si esprime anche sul tema - assai dibattuto - della chiamata diretta. "Aspetto cruciale, che interessa la selezione degli insegnanti. Mette un punto di novità: da una parte il fabbisogno della scuola, dall'altro il dirigente scolastico che si assume la responsabilità di convocare sulla base di criteri chiari e trasparenti". Da Giffoni Valle Piana, capitale del cinema per ragazzi ma anche osservatorio sul mondo, il Ministro Giannini si sofferma sulla "situazione drammaticamente inquietante che si vive in Turchia". Si riferisce alla sospensione della Convenzione sui diritti umani. La visita a Giffoni Valle Piana era cominciata all'Antica Ramiera ed era proseguita con una veloce chiacchierata con i ragazzi del Dream Team. "Voi che fate? Pensate? Innovate?", ha esordito il Ministro. La risposta non s'è fatta attendere: "Noi in verità pensiamo di innovare innanzitutto la scuola partendo dal tesoro di Giffoni. Vogliamo creare progetti - hanno detto i suoi giovani interlocutori - vogliamo affrontare temi importanti quali razzismo, inclusione, omosessualità utilizzando tutti gli strumenti a disposizione degli Istituti, le Lavagne Interattive Multimediali". Il Ministro ha ascoltato e poi ha sottolineato: "Le LIM ormai sono preistoria. Non bastano quelle, occorrono avanguardia, tecnologia, eccellenza. Contiamo con le prossime risorse circa 1 miliardo di euro - di garantire connettività a tutti gli Istituti scolastici. Nel
2013 eravamo al 32%, adesso oltre la metĂ ". Gubitosi, patron del GFF, ha snocciolato numeri che Giannini ha ascoltato con piacere e anche con un pizzico di meraviglia: "Vengono a farci visita durante l'anno scolastico 40mila studenti di tutta la Regione e 7mila scuole italiane sono collegate qui con noi".
22/07/2016 www.salernotoday.it
Mika incontra i giurati di Giffoni: "Non ho destinazione, rinuncio al posto fisso" C'è chi piange e chi scatta foto, chi fa domande e chi consegna fiori. Arriva Mika alla Cittadella del Cinema e la star del pop internazionale - oltre 10 milioni di album venduti - fa il pieno di applausi e sorrisi. Gli fanno una sorpresa. Una signora irrompe in Sala Truffaut e gli consegna un fascio di girasoli. Mika, di bianco vestito, lascia il palco e la incontra. Ringrazia, poi esclama: "Ma tu non sei un'adolescente". Risponde a tutte le piccole, grandi domande in modo apparentemente scansonato e invece prende tutto maledettamente sul serio, perché di fronte ha adolescenti che si emozionano e talvolta piangono quando gli spalancano il proprio cuore e addirittura gli chiedono un consiglio sul futuro che si accingono ad affrontare, sui dubbi, le scelte, il bivio. "Mika, cosa consigli a chi come me non sa ancora in che modo impegnare il proprio futuro e quale direzione prendere?". Un sorriso apre le porte alla risposta prima telegrafica, poi dolce, argomentata: "Lo chiedi a me che non so neppure cosa farò nei prossimi due anni? Non ti preoccupare tanto del futuro - dice Mika alla fan - non viverlo con angoscia. Dai, invece, valore e sapore al presente. Non avere paura di cadere e di fallire; abbi paura, invece, della mediocrità". Lui non ha avuto paura di lanciare messaggi attraverso le proprie canzoni. "Ho cantato anche qualcosa di scomodo nei Paesi dove era in qualche modo proibito, vietato, insomma c'era un muro - confessa - ma io mi sono accorto che la musica arriva al cuore di tutti, la musica è linguaggio universale". Gli chiedono anche cosa gli abbia lasciato l'esperienza di X-factor. "Non avevo mai fatto la tv. Parlavo poco e male l'italiano, ero angosciato. Poi mi sono accorto che mi è servita ad uscire da un isolamento nel quale volontariamente o involontariamente ero sprofondato". Con la canzone Hurts ha contribuito alla colonna sonora del film "Un bacio" di Ivan Cotroneo ma non "è certo che accada ancora - aggiunge - dipende da cosa si tratti. Ad esempio ho detto no a una canzone per cibo di cani e gatti. Quando mi hanno chiesto il motivo ho detto che quel cibo faceva schifo e non lo volevo dare ai miei cani". Centinai di giovani hanno fogli per gli autografi e conoscono a memoria le sue canzoni. Mika, però, spiazza quando inizia a canticchiare Paolo Conte: "Chips, chips,
vieni via con me. Mi piace. A voi?", dice sornione. Fioccano domande, ce n'è pure una sul tema del Festival. "Destinazione per te è un punto d'arrivo o un'occasione per ripartire?". Mika guarda la fan e risponde d'istinto: "E' come Natale. Prima che arrivi sono tutti belli e buoni e poi diventano di nuovo cattivi e litigano. Allora io preferisco non arrivare mai a destinazione. Cambio sempre la mia destinazione. Non vivo in nessun posto del mondo, ho una casa a Londra ma non ci vado mai. Questa è una scelta, non una rinuncia: non voglio il posto fisso".
22/07/2016 www.sfilate.it Giffoni Film Festival: Greta Scarano veste Gucci È una carriera breve ma già ricca di grandi esperienze sul set quella che Greta Scarano, ultima ospite della settima giornata della Masterclass del Giffoni Experience 2016, ha raccontato ai giovani cinefili all’interno dell’Antica Ramiera. Per l’occasione l’attrice, che sarà sul grande schermo ad ottobre con «La verità sta in cielo», pellicola di Roberto Faenza con Riccardo Scamarcio e Valentina Lodovini, ha scelto di scommettere sulla creatvità iper vitaminica di Gucci. Per lei un abito in seta rosa con gonna a pieghe e profili rossi, borsa in pelle oro con dettaglio testa di gatto, sandali a tacco alto in pelle oro con perle al photocall del Giffoni Film Festival.
22/07/2016 www.movieforkids.it SAM CLAFLIN A GIFFONI 2016: «VOLEVO FARE IL CALCIATORE» Fan in delirio per l’arrivo a Giffoni Film Festival2016 di Sam Claflin, attore inglese diventato negli ultimi anni idolo dei ragazzi per ruoli come Philip in Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare, William in Biancaneve e il cacciatore e soprattutto Finnick nella popolare saga di fantascienza Hunger Games. L’attore è arrivato a Giffoni per presentare il suo ultimo film, Io Prima di Te, in cui recita fianco a fianco con Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen della serie Il trono di spade. Nella pellicola, Claflin si è calato nei panni di un uomo che dopo un incidente rimane paralizzato perdendo ogni ragione di vita. Tutto potrebbe cambiare però con l’arrivo nella sua vita della frizzante Louisa (Emilia Clarke), che si pone come obiettivo quello di dimostrargli che il mondo nasconde ancora molte sorprese per cui vale la pena lottare. I ragazzi di Giffoni sono stati tra i primi in Italia a vedere in anteprima il film diretto da Thea Sharrock, che arriverà nelle nostre sale il 1 settembre. Ovviamente c’è stato spazio anche per le domande al protagonista, che oltre a raccontare la sua esperienza nei panni di Will Traynor ha svelato aneddoti curiosi sulla sua infanzia (uno su tutti: sognava di fare il calciatore), consigli utili per gli aspiranti attori e persino vizi e virtù della collega Emilia Clarke. Ecco cosa ha raccontato Sam Claflin ai ragazzi e al pubblico di Giffoni: Perché hai scelto di fare l’attore? Sam Claflin: «Non penso di averlo scelto, credo sia stato il mestiere a scegliere me. Quando ero piccolo giocavo a calcio e volevo fare il calciatore. Pensavo che fosse proprio quello il mio futuro, fino a quando purtroppo mi sono infortunato e il mio sogno è sfumato. Comunque mia madre dice sempre che ero abbastanza teatrale anche quando ero in campo: per esempio, se subivo un fallo mi buttavo a terra urlando oppure quando segnavamo esultavo in modo esagerato. Quindi penso proprio che sotto sotto il mio destino sia sempre stato quello di fare l’attore». Qual è la cosa più difficile del tuo mestiere? «È un mestiere che comporta molte sfide. La più grande credo sia ottenere un
ingaggio, perché effettivamente non sai mai quando e se lavorerai di nuovo. Io poi sono molto insicuro, non amo riguardarmi sul grande schermo e non ho una grandissima opinione delle mie performance e neanche del mio aspetto fisico, quindi devo fare molti sforzi per mantenermi determinato e positivo. Più di tutto ho imparato a saper attendere e ad essere fiducioso che le buone occasioni arriveranno a chi ha pazienza». Quanto è stato difficile prepararti per interpretare il personaggio di Will in Io Prima di Te? «È stato il ruolo più difficile che io abbia mai affrontato. Non conoscevo nessuno affetto da tetraplegia e quindi è stata necessaria una lunga preparazione. Ho fatto molte ricerche, studiato molto e incontrato persone in quella condizione, medici e operatori sanitari che mi hanno raccontato le loro esperienze. Per me poi è stato particolarmente complicato perché sono una persona e un attore molto fisico, gesticolo molto e parlo con tutto il corpo. Non è stato per niente semplice entrare nel personaggio e nel suo particolare stato». Il film parla di un tema molto attuale come il suicidio assistito e il tuo personaggio dopo l’incidente non desidera più vivere. Tu condividi la sua scelta? «Come attore è mio dovere capire le motivazioni del personaggio e non giudicarlo. Quindi ho dovuto mettere da parte le mie convinzioni e imparare ad essere d’accordo con lui, altrimenti non avrei potuto interpretarlo al meglio. Io ho parlato con molte persone che si trovano nella stessa situazione di Will e ho capito che tutti sono diversi e che ognuno reagisce in modo diverso. Non potrei mai sapere come reagirei io se dovesse capitarmi un incidente di quel tipo. Quello che penso è che è importante avere sempre una scelta, ovvero è giusto avere l’opzione di poterlo fare, proprio perché nessuno sa come potrebbe reagire in una situazione del genere. C’è chi perde ogni ragione di vita e chi invece ne acquista una nuova. L’importante è avere la libertà di scegliere, proprio come ha fatto il mio personaggio. Lui nella sua mente non si sentiva più la persona che voleva essere e pensava che la sua non fosse vera vita, quindi ha fatto la sua scelta». Tu come affronti il cambiamento? «Cerco di non combatterlo ma di trarne sempre il meglio. Il cambiamento è normale, soprattutto alla vostra età: crescendo si cambia molto velocemente. Non abbiate paura di cambiare e cercare di volgere in positivo anche i momenti più difficili». C’è stato un momento della tua vita che ti ha reso cinico come il tuo personaggio? Chi ti ha aiutato in quella situazione? «Io credo di essere una persona abbastanza cinica in generale, ma girare questo film mi ha insegnato a non prendere le cose per scontate e mi ha mostrato quanto siamo
fortunati e quanto la vita sia meravigliosa. Non ho mai avuto un momento difficile come quello di Will, sono sempre stato molto fortunato e in questo momento sto vivendo davvero la mia vita dei sogni. Le persone che mi aiutano nei momenti più duri sono soprattutto i membri della mia famiglia: i miei genitori, mia moglie, mio figlio». Com’è sul set Emilia Clarke? «Non ho ben capito se sia un’ottima attrice o se sia veramente Louisa Clark, cioè il suo personaggio, anche nella vita vera. È davvero affascinante e ogni volta che entra in una stanza illumina tutto con il suo sorriso. Infatti, è davvero difficile non innamorarsi di lei quando sorride. Per esempio, nella scena in cui Louisa e Will si incontrano per la prima volta io dovevo essere duro con lei, ma lei arrivava con quel sorrisone e veniva da ridere anche a me. È imbranata e combina sempre un sacco di disastri. È davvero adorabile». Ti piacerebbe recitare in una serie tv come la tua collega Emilia Clarke? «Adoro le serie tv, ne guardo moltissime insieme a mia moglie. Penso che in una serie sia molto più facile sviluppare ed esplorare completamente un personaggio, perché ovviamente c’è più tempo rispetto a due ore di film. Mi piacerebbe molto lavorare in una serie tv, ma penso che le migliori (Game of Thrones, House of Cards, Bloodline) ormai siano già tutte occupate. Comunque per me la cosa più importante non è tanto il format, ma sono la storia e lo spessore dei personaggi». Hai mai visto un film italiano? «Non conosco l’italiano quasi per niente… so dire solo “ciao”, “grazie mille”, “ti amo” e “pizza”. Quindi sarò completamente onesto: non ho mai visto un film italiano. Non sono molto bravo a imparare le lingue e poi ultimamente non ho tanto tempo per la tv e il cinema perché ho un figlio piccolo. Scusate, lo so che non è bello dirlo… sono una persona orribile. Il mio consiglio comunque è di vedere più film possibile perché ci permettono di imparare molto». Parlando di destinazioni, cioè il tema di Giffoni 2016, quale sarà la tua prossima destinazione? «La mia destinazione in realtà è avvolta nell’incertezza. Sarò in un film con Rachel Weisz intitolato My Cousin Rachel e sono in trattative per interpretare il leggendario calciatore inglese Robin Friday in un film a lui dedicato, che però per il momento è ancora in fase di sviluppo e non è stato confermato. Per il resto, non so neanche se ci saranno nuovi film nella mia vita, ma sto bene così. Non vi auguro di vivere nell’incertezza, però a me piace il brivido di non sapere quale sarà la mia prossima destinazione».
22/07/2016 www.today.it Sabina Guzzanti: "Censurata dalla tv, non ho lavorato per 15 anni"
Torna in tv dopo 15 anni Sabina Guzzanti, che da settembre, su La7, firmerà la copertina di Piazzapulita con il suo Tg Porco. Un'assenza forzata, come ha spiegato senza peli sulla lingua al Giffoni Film Festival: "Ho qualche problema a lavorare in televisione. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco, che ho girato a casa mia con un green screen. Un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni. Oggi non c'è satira perché non si può fare, non perché non ci sia chi sappia farla. Non te la fanno fare, è proibita oggi. Chi fa satira li vedi nei cabaret, ma non ti fanno fare qualcosa di prestigioso". E sulla censura la comica ha incalzato: "Mi sono battuta per la libertà di espressione, la censura mi ha toccato da vicino. Per 15 anni non ho lavorato in tv, ma ho fatto cinema e documentari. Non c'è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende, altrimenti lo lasci decidere agli altri. Dobbiamo costruire il futuro che vogliamo". Un invito importante ai giovani protagonisti del Giffoni Film Festival, poi ancora una frecciatina alla tv di oggi: "Quando era libera, la televisione scatenava partecipazione, reazioni, anche la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante, l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente e ti riempiono la testa di cose stupide e grette".
22/07/2016 www.globalist.it Sam Claflin porta il tema dell'eutanasia a Giffoni film festival Sam Claflin, l'attore idolo delle teenager, protagonista del recente "Io prima di te" di Thea Sharrock in uscita in Italia il primo settembre, dopo i successi di film cult per i giovani come "Pirati dei caraibi" e "Hunger games" ha incontrato i giovani di Giffoni giovedì 21 luglio 2016 in due occasioni: il "Meet the stars" e il "blu carpet". L'attore ha rivelato: "È il ruolo più complesso della mia carriera". "Il film - commenta Claflin ruota attorno alla libertà di scegliere. Nessuno, me compreso, può dire cosa farebbe al posto di Will. Ecco perché il senso della storia si riassume in due parole, vivere coraggiosamente. Ci sono voluti 3-4 mesi di prove sulla sedia a rotelle per capire cosa significasse vivere come lui, affidarmi solo agli occhi e alle espressioni facciali per far arrivare emozioni e sentimenti". "L'importante - ha detto ai ragazzi - è circondarsi di persone solide che ti mantengano con i piedi per terra. Non a caso a Giffoni ho portato un amico storico". Prima di ricevere il Giffoni Experience Award ha spronato la platea all'ottimismo: "Se guardiamo alle scelte come opportunità vivremo con consapevolezza maggiore. Mamma diceva che quando rincorrevo il pallone sul campo di calcio ero talmente teatrale che la mia strada sarebbe stata un'altra. Aveva ragione: inseguite i sogni senza lasciarvi condizionare dalle critiche: quelle ci saranno sempre".
22/07/2016 www.zon.it 21 luglio, settimo giorno Giffoni Film Festival: la SINTESI Il settimo giorno del Giffoni Film Festival, giovedì 21 luglio, è stato davvero uno spettacolo. Un connubio perfetto di colori, allegria, gioia e voglia di stare insieme per i tanti eventi che questa lunga e ricca giornata ha offerto. Si è partiti dal regista Paolo Genovesi alle ore 12, seguito dall’ospite internazionale del giorno Sam Claflin, in occasione dell’anteprima del film“Io prima di te” che lo vede protagonista. È stato poi il turno dell’attrice comica Sabina Guzzanti, che con la sua irriverenza ha tenuto un bell’incontro con le Giurie Generator +13 in sala Tuffaut. Alle ore 16.30, dopo aver calcato il blue carpet,Chiara Francini ha incantato la folla con la sua bellezza prima di recarsi in Sala Sordi con i +10. In chiusura di giornata, l’artista musicale Eugenio Bennato e l’attriceGreta Scarano concludono questa energica e colorata settima giornata del Giffoni Film Festival.
22/07/2016 www.agopress.info Giffoni Film Festival. Sabina Guzzanti: “La televisione deve tornare a suscitare partecipazione” Da quindici anni non compare in video con un suo programma. I giovani giurati del Giffoni Film Festival non hanno mai potuto vedere Sabina Guzzanti sul piccolo schermo, se non in alcune apparizioni. Ma in tv tornerà a breve. Nella prossima stagione porterà su La 7 il programma “Tg porco”. “Ho qualche problema a lavorare in televisione – ha detto ai ragazzi del Giffoni – perchè mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni”. Oggi che ruolo ha la tv? Per Sabina Guzzanti l’evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione: “Quando era libera – ha dichiarato – la tv scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l’istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente. Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide”. Altro ospite del Giffoni Film Festival, nella giornata di ieri, il regista Paolo Genovese, che ha lanciato un appello alle istituzioni affinché promuovano un progetto educativo sulla settima arte. “Ormai i giovani comunicano tra di loro proprio attraverso l’audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale – ha detto – Ma non si educa più alla qualità: la pirateria non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell’immagine e del sonoro. Anche qui c’è una responsabilità delle ustituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l’illegalità ed è un problema per il cinema italiano”. Nel futuro di Genovese c’è un nuovo film, di cui ha annunciato il titolo, “Il primo giorno della mia vita”. “Non ci sarà l’amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, molto positivo – ha spiegato – Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita”. Impegnata tra teatro, cinema, tv e un romanzo, Chiara Francini ha raccontato le sue
prossime destinazioni in un incontro pieno di energia. “Sembra di essere a un concerto rock – ha detto l’attrice, amatissima per il ruolo di Perla in “Non dirlo al mio capo”, serie di Rai 1 che l’ha vista al fianco di Vanessa Incontrada. “È un personaggio che mi è entrato nel cuore. È scritto così bene, ma anche così politically uncorrect, che temevo potesse non piacere al pubblico dell’Ammiraglia Rai: è caustica e sarcastica proprio come me”. Chiara Francini spera in una seconda stagione della serie: “Ma penso che si farà” ha detto, scatenando l’entusiasmo della sala. Da bambino sognava di diventare calciatore, ma un infortunio ha fermato la carriera di Sam Claflin. Ecco come l’attore inglese ha dato una svolta alla sua vita e a 16 anni ha deciso di votarsi alla recitazione. Lo ha raccontato al Giffoni Film Festival in occasione dell’anteprima nazionale del suo prossimo film, “Io prima di te”, in arrivo nei cinema italiani dal primo settembre. “È il ruolo più complesso della mia carriera” ha spiegato. Nel film è Will Traynor, un giovane di successo che a causa di un incidente è costretto a vivere su una sedia a rotelle paralizzato dal collo in giù. L’arrivo della buffa Lou Clark (Emilia Clarke della serie Il trono di spade), la nuova assistente domiciliare, trasforma la sua grigia quotidianità in un’esplosione di colori, donandogli un nuovo ottimismo. Su di loro, infatti, incombe il desiderio del ragazzo di ricorrere all’eutanasia in una clinica svizzera. “Il film – commenta Claflin – ruota attorno alla libertà di scegliere. Nessuno, me compreso, può dire cosa farebbe al posto di Will. Ecco perché il senso della storia si riassume in due parole, vivere coraggiosamente. Ci sono voluti 3-4 mesi di prove sulla sedia a rotelle per capire cosa significasse vivere come lui, affidarmi solo agli occhi e alle espressioni facciali per far arrivare emozioni e sentimenti”. Le sonorità etno world di Eugenio Bennato sono state protagoniste della sesta serata del Campania Sound Experience. Dal cantautore, parole di elogio verso il Giffoni Film Festival. “E’ un’idea vincente – ha detto – Un evento che attira attenzione nazionale e internazionale in una cittadina in provincia di Salerno. E’ un modo per abbandonare quel senso di vittimismo del meridione, in cui sembra che non ci crei mai nulla”. Bennato ha ripercorso i suoi inizi. “Il cinema è il motivo per cui decisi di fare musica – ha ricordato -, senza dover necessariamente prestare il proprio volto sul palco, ma lavorando dietro le quinte. Comporre musica che si ponga al servizio delle immagini, significa creare melodie narratrici. La musica ha valore di racconto straordinario, ancor più se legato a cartoni animati.”
22/07/2016 www.tvzap.com Sabina Guzzanti: ‘Un Tg Porco per spettatori attivi’ A quattro anni da Un due tre stella, programma satirico andato in onda da marzo a maggio 2012 su La7, Sabina Guzzanti torna in televisione proprio sulla settima rete, con la striscia Tg Porco, in cui, in otto minuti, promette di riportare la satira pungente in televisione, dopo anni di allontanamento forzato, dovuto alle sue opinioni politiche forti: “Io ho preso posizioni su questioni politiche, ma in realtà mi sono battuta soprattutto per la libertà di espressione quando nel nostro Paese è iniziata la censura forte sulla satira” ha detto al Giffoni Film Festival, di cui è ospite in questi giorni, davanti a una platea di giovanissimi, continuando: “Mi sono sentita coinvolta direttamente. Devo dire la verità: anche se non mi hanno fatto lavorare in televisione per tanti anni (quindici!), ho cominciato a fare cinema, cosa che non avrei mai fatto probabilmente se non ci fosse stato questo episodio di censura”. Il fatto di non mollare mai sembra una delle caratteristiche principali dell’attrice, regista e sceneggiatrice romana: “Non c’è nulla che si possa fare per fermare una persona: siamo soltanto noi che possiamo arrenderci. Se una persona non si arrende, qualsiasi cosa succeda, per quanto apparentemente negativa, si può trasformare in una cosa molto positiva. La tenacia è tutto nella vita”. Partendo da questo spirto guerrier, Guzzanti ha ideato, prodotto e realizzato il web show satirico TG PORCO – Informazione e Vendetta, lanciato a giugno 2015 sul suo canale YouTube: nonostante la natura artigianale del prodotto, lo show ha realizzato presto milioni di visualizzazioni, tanto da convincere La7 a portarlo in televisione, a settembre, prima della nuova edizione di Piazzapulita, programma di approfondimento politico condotto da Corrado Formigli. Tg Porco manterrà la sua struttura di telegiornale, in cui la Guzzanti interpreta diversi personaggi originali – la giornalista in studio Venezia Cartolani, l’inviata “aggratis” Mara Ventura, la “fuffologa” Ezia De Mita, la sindacalista della ULA (Unione Lavoratori Aggratis) Zzazzetti e l’agente della CIA Madison – e imitazioni di persone note, come Maria Elena Boschi, Lucia Annunziata e, il suo cavallo di battaglia, Massimo D’Alema. Del suo ritorno in televisione la Guzzanti ha detto: “Ho qualche problema a
lavorare in televisione, mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie a Tg Porco, che ho girato a casa mia con un green screen, un prodotto casalingo, solo per la circolazione web, che però ha fatto una decina di milioni di visualizzazioni”. Lo scopo del programma è quello di non narcotizzare gli spettatori con uno spettacolo passivo, ma di tornare a farli pensare: “La televisione, quando era libera, scatenava una grande partecipazione: la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più: ci riempiono la testa con programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante, l’istinto ci porta alla fuga perché non si vuole pensare a niente e ci bombardano di cose stupide e grette. I giovani devono fidarsi di quello che sentono, senza farsi condizionare”.
22/07/2016 www.cno-webtv.it Cantone al Giffoni Film Festival: “È sbagliato dire che i giovani sono il futuro” Raffaele Cantone è stato ospite al Giffoni Film Festival. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nel corso dell’incontro con i giudici, ha parlato dei giovani, della legalità e dell’informazione al giorno d’oggi I temi affrontati da Raffaele Cantone al GFF: Raffaele Cantone al Giffoni Film Festival, il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha incontrato i giudici della kermesse. Il tradizionale Festival del Cinema per ragazzi si svolge ogni anno, nell’arco di dieci giorni in estate, nella città di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Cantone al Giffoni Film Festival ha parlato di legalità, del ruolo dei giovani nella società di oggi e dell’informazione ai tempi di internet. Tante tematiche importanti per i partecipanti e per il festival stesso, che lancia messaggi positivi e ricchi di contenuto ogni anno. “I giovani sono molto più attenti ai comportamenti che alle parole, usate spesso in modo indebito. C’è una parola, su tutte, di cui si abusa ed è la parola legalità. I giovani vogliono vedere gli esempi rispetto alle semplici parole. Dove ci sta la maggiore corruzione, si registra la maggiore fuga di cervelli. Per questo parlare di corruzione ci deve interessare necessariamente. A volte, erroneamente, pensiamo che ai giovani non interessano queste problematiche e invece non è così. Effettivamente i ragazzi sono molto smaliziati, hanno una attenta capacità dei fatti che avvengono. E’ sbagliato dire che i giovani sono il futuro, crea aspettative“, queste le parole di RaffaeleCantone al Giffoni Film Festival. Il Giffoni Film Festival terminerà il 24 di luglio, un’esperienza che si ripete annualmente e che costituisce un punto di riferimento per i giovani amanti del cinema. Un evento che lancia sempre messaggi positivi, ricco di attività e di incontri con personaggi del cinema italiano ed internazionale che ogni anno si recano a Giffoni Valle Piana per parlare di progetti e di giovani e cinema.
22/07/2016 www.popcorntv.it Il regista romano Paolo Genovese ospite al Giffoni Film Festival racconta i suoi nuovi progetti Paolo Genovese è stato ospite al Giffoni Film Festival 2016 il noto festival del cinema dei ragazzi che ogni anno si svolge a luglio nella città di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Il regista romano giunto alla Cittadella del Cinema e reduce dal successo della sua ultima fatica cinematografica, la pellicola Perfetti Sconosciuti, vincitrice del David di Donatello comemiglior film, ha raccontato dei suoi prossimi impegni lavorativi e non solo. Paolo Genovese ha richiamato anche le istituzioni affinchè queste si impegnino nella realizzazione di un progetto educativo sulla settima arte. Ecco le dichiarazioni del regista che vi riportiamo dal comunicato stampa ufficiale del GFF: "In Italia manca una politica culturale e il Giffoni mi emoziona proprio perché qui si fa cultura con e per i ragazzi. È fondamentale. Ormai i giovani comunicano tra di loro proprio attraverso l'audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale. Ma non si educa più alla qualità: la pirateria non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell'immagine e del sonoro. Anche qui c'è una responsabilità delle istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l'illegalità ed è un problema per il cinema italiano". Il regista nostrano ha inoltre precisato che "La colpa è anche nostra se il pubblico non va al cinema a vedere film italiani è anche perché non sono abbastanza belli. Ogni nostro film fa bene a quello successivo. Bisogna innestare un circolo virtuoso. Anche in questo caso è importante il ruolo delle istituzioni: potrebbero sostenere la distribuzione dei nostri film all'estero, magari coprendo parte delle spese di promozione, piuttosto che fare eventi sparsi nel mondo". Infine Paolo Genovese ha anche confessato di essere fiero del successo ottenuto con Perfetti Sconosciuti: "Strafelice perché inaspettato e perché le commedie non sempre incontrano i favori della critica, vincono premi e vengono esportati" ma il regista non si ferma qui e rivela anche di avere in cantiere un nuovo film: "Stranamente ho solo il titolo, 'Il primo giorno della mia vita'. Non ci sarà l'amaro cinismo di Perfetti
Sconosciuti, anzi sarĂ il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita".
22/07/2016 www.cilentonotizie.it Il consigliere regionale Alfieri al Giffoni Film Festival, l'importanza della Dieta Mediterranea
"Ogni anno, il Giffoni Film Festival coinvolge migliaia di famiglie e ragazzi provenienti non solo dalla Campania e dal resto d'Italia, ma da numerosi paesi del mondo. Rappresenta, dunque, il contesto ideale per sensibilizzare le nuove generazioni all’adozione di una sana e corretta alimentazione incentrata sul consumo di prodotti certificati, di stagione e della nostra terra, quindi a ‘chilometro zero’. Non dimentichiamo, poi, che la Campania è la patria della Dieta Mediterranea, nel 2010 dichiarata dall'Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità". Lo ha detto, quest'oggi, Franco Alfieri, consigliere delegato del Presidente della Regione Campania all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca ospite al Giffoni Film Festival dove ha incontrato i giurati. "Grazie alle nostre iniziative, - rimarca - i ragazzi imparano non solo a mangiare in modo salutare, ma anche a conoscere la Campania. In pochi sanno che ben il 90% del territorio regionale è rappresentato da aree rurali - aree agricole, aree a pascolo, foreste e parchi - a cui dobbiamo prodotti agroalimentari che tutto il mondo ci invidia (e copia). Come gli Oli di extra vergine di Oliva, la Mozzarella di Bufala Campana, il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino, la Mela Annurca Campana e la Nocciola di Giffoni, solo per citare alcuni tra quelli della provincia di Salerno. Anche la pesca è un altro fiore all’occhiello della Campania. Facciamo conoscere ai ragazzi l’importanza di questo settore e le eccellenti qualità nutritive dei prodotti ittici, in particolare del cosiddetto ‘pesce azzurro’". Il consigliere Alfieri, poi, ha parlato con i ragazzi dell'importanza della Dieta Mediterranea. "Prima di tutto - consiglia ai giurati - vanno consumate frutta e verdura di stagione. Ogni giorno non devono mancare sulla tavola pane, pasta o cereali. Per condire le pietanze, utilizzare solo olio extra vergine. Il pesce, soprattutto quello azzurro, va consumato con una certa frequenza, almeno un paio di volte alla settimana. Senza dimenticare i legumi, che sono la fonte principale di proteine nobili. Si tratta, come si vede, di prodotti per i quali la Campania vanta una
ricca e variegata disponibilità. I prodotti campani sono sempre più sicuri perché sempre più controllati e certificati. Non è giustificato, quindi, alcun allarmismo". Secondo Alfieri: "Il quadro è assolutamente rassicurante. È quanto rivela sia il sistema di controlli dalla Regione Campania, realizzato su impulso del Presidente Vincenzo De Luca attraverso le azioni di tre assessorati (Agricoltura, Ambiente e Salute), sia le analisi e controlli svolti dall'Istituto Zooprofilattico di Portici. A tal proposito è giusto citare la strategia Campania SiCura che ha dato vita: al Piano di Monitoraggio Integrato denominato Campania Trasparente finalizzato a garantire la sicurezza dei prodotti agroalimentari della Regione Campania, tramite l’analisi dei prodotti stessi e del contesto ambientale di produzione; al progetto Qr Code Campania, che offre ai consumatori maggiore trasparenza sui prodotti alimentari; al Piano di fattibilità “Terra dei fuochi”, per il rilancio dell’immagine del comparto agroalimentare e della qualità dei suoi prodotti, attraverso azioni di Comunicazione trasparente, di Marketing e di Supporto alle imprese agroalimentari interessate”.
22/07/2016 www.cinetivu.com Giffoni Film Festival 2016, Matteo Garrone: da Gomorra a Pinocchio Dopo Gomorra e Il racconto dei racconti, Matteo Garrone sta per lanciarsiPinocchio, la sua nuova avventura cinematografica. Ospite al Giffoni Film Festival 2016 per ricevere il premio Truffaut, il regista ha parlato del suo prossimo impegno che lo vedrà ale prese con la celebre fiaba di Collodi. Sarà legato alla favola, girerò in Italia e in italiano. Sto facendo provini con i bambini in tutta Italia, quello di Pinocchio è un ruolo molto complesso. Girerò in primavera per uscire nel 2018. Ha spiegato il regista che ricorda la sua esperienza con Gomorra. “Quando nel 2006 incontrai per la prima volta Roberto Saviano, che allora non era ancora conosciuto come oggi e aveva pubblicato il libro da poche settimane, decidemmo di lavorare a quel progetto per rendere al meglio visivamente le pagine del libro. Ma dissi subito che la cosa migliore sarebbe stata fare una serie televisiva perché si sarebbero potuti trattare tutti i temi che affrontava il libro.All’epoca non c’erano i presupposti per fare una serie tv poiché il mercato non era così grande e forte come è ora. Poi, una volta uscito il film, mi proposero la serie ma non aveva senso perché sarei dovuto tornare negli stessi luoghi e sarebbe stato difficile. Però penso che aver fatto una serie tv sia una scelta sacrosanta e giustissima, ha avuto un enorme successo e hanno fatto un ottimo lavoro. Ha raccontato il regista esaltando anche la città di Napoli dove si ambienta la maggior parte del suo cinema perché offre espressioni, facce e caratteri importantissimi per un film.
22/07/2016 www.adnkronos.com Giffoni, per Mika folla di giurati in attesa Sono giovani ma veri e propri cinefili, che da oltre una settimana visionano film e seguono dibattiti e conferenze in attesa di proclamare il vincitore. Ăˆ la tribĂš del Giffoni Film Festival, la manifestazione dedicata al cinema per ragazzi nata nel 1971 che ogni anno, a luglio, si svolge a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Oggi folla quasi raddoppiata per la presenza di Mika, il cantautore libanese naturalizzato britannico ospite del Festival, che stasera incontrerĂ proprio la Giuria.
22/07/2016 www.tvzap.kataweb.it Mika al Giffoni: “Trump? Una bruttissima figura”. E per lui un film in arrivo E’ dolce, sensibile e garbato e fa sorridere quando – sempre più raramente – prova ad usare difficili paroloni italiani storpiandoli. Ma Mikanon è certo uno che le manda a dire, che si tratti di un giudizio ad X Factoro un commento di politica internazionale. Sulla quale sembra avere le idee chiarissime, perché al Giffoni Film Festival interrogato da un giovane giurato ha detto la sua su Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti. Trump? E’ una bruttissima figura che faceva ridere ma adesso non fa più ridere. Capisco i tanti che hanno detto di no all’utilizzo delle proprie canzoni per supportare i discorsi di Trump Ha detto senza mezzi termini a chi gli chiedeva se fosse giusto prestare le proprie canzoni per fini commerciali, e poi ha aggiunto un esempio: “Io ho detto no quando mi hanno chiesto la mia canzone ‘Grace Kelly’ per pubblicizzare dei divani colorati e altre canzoni per un cibo per cani e gatti. Quando mi hanno chiesto perché avevo rifiutato ho risposto che quel cibo faceva schifo”. Il cantautore libanese naturalizzato britannico ha poi raccontato come è nato il “personaggio” Mika, e di averlo creato da solo Sono io che ho deciso a 15 anni di mettere la kappa nel mio nome perché pensavo fosse meglio come logo. Ricordo ancora le facce attonite di mia mamma e di mia nonna mentre dicevo queste cose. Io ho messo sempre tutto della mia vita nelle canzoni, è stato un modo per superare momenti difficili e dolorosi. Anche se ci sono dei pubblici davanti ai quali non è sempre facile parlare di sessualità, traumi, della storia della mia famiglia. Spesso mi trovo a cantare in certi Paesi dove i temi che tratto sono vietati, ma per me la musica è una terapia e una bandiera. Devi essere vero ma permetterti di avere un po’ di follia Ha detto poi, citando Oscar Wilde. Sui progetti di quest’anno, dopo l’abbandono di X Factor, Mika ha parlato del suo one man show a novembre su Rai2 ma ha promesso che con il talent di Sky è solo un arrivederci: X Factor è un programma che mi piace molto perché in Italia è
fatto davvero bene. Mi piace anche di più di quando ero entrato in giuria.Ma la novità potrebbe essere un progetto che esula dalla musica: Mika potrebbe presto debuttare anche come attore Mi avevano già offerto di recitare in tre altri film ma avevo sempre detto di no. Qualche mese fa però sono andato a un casting, ho fatto un provino e ai produttori è piaciuto. Me l’hanno mandato ma ho paura a guardarlo, devo dargli una risposta sul ruolo. E’ una grande rischio, non so ancora cosa farò.
22/07/2016 www.cinemachepassione.it GIANNINI: GIFFONI IN LINEA CON LA MIA RIFORMA Il Ministro dell’Istruzione ospite del Gff: lavoriamo ad una scuola sempre più aperta. La sfida è battere la resistenza al cambiamento. Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ospite istituzionale della giornata odierna della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Alla Cittadella del Cinema sono intervenuti per accoglierla il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, e ovviamente il direttore Claudio Gubitosi. A seguire il saluto all’Antica Ramiera, ai ragazzi del Dream Team e a tutti coloro che in questi giorni stanno animando il Giffoni Innovation Hub. "La sfida più grande – ha detto il ministro – è vincere le resistenze al cambiamento, che non è cosa da poco. Ogni giorno lavoriamo in tal senso. Anche nel mio settore, che è il campo dell'innovazione per eccellenza, si registra questo fenomeno di resistenza al cambiamento che è un fatto in qualche modo naturale ma che va superato”. Poi il riferimento al Giffoni Film Festival: “Dal 1971 ad oggi è cambiato e si è evoluto, divenendo più di quello che era in origine. Anche questo è segno di cambiamento". “A Giffoni – ha aggiunto - registro un’atmosfera superiore alle mie aspettative che si lega alla bellezza dei luoghi, di Salerno. Parlo volentieri con i ragazzi di quella che è la mia ossessione quotidiana: rendere migliore la scuola, l’università, il mondo della ricerca. Giffoni dà l’opportunità di aprire la scuola in linea con quello che abbiamo fatto con la riforma. La scuola deve essere aperta perché fuori dalla scuola ci sono tante opportunità, ma anche tante cose complicate ed è nella scuola che dovete trovare gli strumenti per capire quello che vi gira intorno”. Il ministro Stefania Giannini è stata, poi, accolta con grande entusiasmo nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema dai ragazzi della giuria Generator +13. Immancabili i riferimenti alle prospettive della scuola in Italia, alla riforma da poco varata. “Della riforma – ha commentato il ministro - se ne sente parlare molto bene o molto male. E’ una delle riforme che questo governo ha avuto il coraggio di fare. Introdurre
innovazione nel mondo della scuola come in tutti i mondi che hanno tradizione secolare procura sempre una certa resistenza. Quello che intendiamo fare, come già detto, è coltivare l’apertura attraverso l’innovazione, soprattutto nel metodo. Altro obiettivo è il rapporto con il mondo del lavoro. Io vi dico che fino ad oggi si è pensato che il mondo del lavoro dovesse stare dopo il momento di imparare, di formazione. Vorremmo superare questa concezione attraverso l’alternanza scuolalavoro”.
22/07/2016 www.newscinema.it GIFFONI TEEN DIARY: FOLLE IMPAZZITE PER SAM CLAFLIN Il meet and greet di oggi al Giffoni Film Festival era con Sam Claflin, star di Hunger Games e del nuovo film Io Prima di Te, e idolo di una generazione. Se per Evanna Lynch l’attesa era tanta, per Finnick Odair era ancora di più, e già ieri pomeriggio i fan si erano accampati intorno al Blu Carpet del festival, con collane della ghiandaia imitatrice e copie dei libri originali, sperando di strappare autografi e selfie all’ex tributo del distretto 4, e pronti a passare la notte all’aperto pur di vederlo dalla prima fila. I più fiduciosi speravano addirittura in un abbraccio o in un saluto proprio destinato a loro. E alcuni l’hanno avuto! L’attore, molto disponibile con tutti i ragazzi della giuria, si è fatto abbracciare da alcune delle sue fan e ha presentato i suoi amici (che a quanto pare sono “persone orribili”) a tutta la sala, raccontando come loro cerchino di tenerlo abbastanza vicino a casa e lo obblighino a non stare via per troppo tempo. Tuttavia, come ha detto rispondendo ad una domanda, non cambierebbe mai lavoro, nonostante quello dell’attore sia un mestiere complicato, dove bisogna impegnarsi e fare sempre del proprio meglio per esprimere tutte le sfaccettature di un personaggio (anche se sembra convinto che se avesse fatto il calciatore come desiderava da bambino la nazionale inglese avrebbe sicuramente vinto gli europei). La recitazione è una parte importante della sua vita, fin da quando da piccolo fingeva reazioni esagerate durante le partite di calcio e immaginava telecamere a riprenderlo, e come consiglio ai ragazzi che vorrebbero fare gli attori o frequentare come lui l’accademia di arte drammatica suggerisce di credere in se stessi e nelle proprie capacità, perché un’occasione, per chi la desidera veramente, arriverà sempre. L’incontro con i ragazzi è continuato tra applausi e battute: Sam ha ammesso con vergogna di non aver mai visto un film italiano, ma tutti i giurati sono stati disponibili a perdonarlo immediatamente; dopotutto, come dice uno dei personaggi del suo nuovo film “non è bello vedere i film con i sottotitoli…”. E poi sembra che avendo un bambino piccolo e poco tempo libero preferisca guardare cartoni animati che gli ricordano la sua infanzia. Si può dire poi che l’unico momento
di gelo che si è verificato è stato quando “Finnick” ha nominato la moglie, infrangendo le speranze della maggior parte delle spettatrici, che sognavano segretamente di sposarlo… Però si è riscattato subito, dando la sua opinione sulle questioni d’amore e sulle lettere e la loro versione digitale: ”non saprei dire se il digitale abbia cambiato le cose in meglio, ma di sicuro è più veloce! Anche se aspettare una lettera è sempre bello”. L’ultima domanda, come sempre molto odiata (questi incontri durano sempre troppo poco), è arrivata ancora una volta troppo presto, ma di sicuro è stata molto interessante: considerando il tema del Giffoni, Destination, qual è la tua destinazione come attore? Questo genere di domande può portare a risposte banali, ma Sam Claflin ha risposto diversamente da quello che forse ci si poteva aspettare. Lui non sa la sua destinazione finale, “il mondo del cinema non è fatto di granitiche certezze“, ma non gli importa: ama l’incertezza del suo lavoro, quella che gli permette di non dare le cose per scontate e di apprezzare ogni momento della sua carriera come unico e irripetibile. Sta fluttuando verso qualcosa che conosce, ma niente potrà togliergli la voglia di scoprirlo. Come il suo personaggio inHunger Games, Sam non ha paura e di sicuro questo gli porterà il successo e la stima dei suoi fan.
22/07/2016 www.socialup.it GIFFONI FILM FESTIVAL 2016 – TUTTO IL MEGLIO DELLA 46ESIMA EDIZIONE E’ iniziato il 15 Luglio il festival del cinema per ragazzi più in voga in Europa e forse ci azzardiamo a dire anche nel mondo. Sono più di 180.000 i partecipanti, tra cui giovani adolescenti e bambini provenienti da tutta Italia chiamati a giudicare e premiare i migliori film (dopo un’accurata visione di essi) con alcuni premi. Avete capito di quale evento stiamo parlando? Proprio così, il Giffoni Film Festival, uno dei più importanti eventi cinematografici che si svolge ogni anno a metà luglio per la durata di dieci giorni (quest’anno dal 15 al 24 Luglio) nella città di Giffoni Valle Piana (in provincia di Salerno). In questa 46esima edizione sono stati proposti ben 104 film con 4150 giurati al cospetto, impegnati a decidere i vincitori del Gryphon Award per le categorie miglior lungometraggio e cortometraggio. Quest’anno gli organizzatori del Giffoni Film Festival hanno scelto un tema che è in sé un obiettivo: destinazioni. Si parla di destinazioni individuali, quelle dei ragazzi che cercano se stessi in anni in cui “trovarsi” è la meta più ambita e destinazioni collettive, perché infondo nessun eroe viaggia da solo, c’è sempre un mentore a indicargli la strada. A Giffoni i mentori spesso sono costituiti dai film in concorso. Cosa c’è di meglio del buon cinema a indicarti la strada? O di un grande attore che si racconta nella sua esperienza di vita e di lavoro? “Niente meglio dell’arte rimette ordine nell’inutilità retorica e mette gli uomini solo e soltanto di fronte a loro stessi. Noi, di Giffoni, siamo pronti. Con le braccia aperte e le maglie colorate a sederci insieme, di fronte a un bel film, a confrontarci nel dibattito… Insomma siamo pronti a essere umani. Soltanto esseri umani“, queste le parole con le quali è stata aperta la 46esima edizione del Giffoni. Come in ogni festival cinematografico una folla di vip (attori, registi..) calcherà il Blue carpet e chissà se i più fortunati riusciranno a lasciarsi concedere qualche selfie o qualche autografo con i loro attori del cuore. Il primo a incontrare pubblico e giurati è stato Valerio Mastandrea, reduce dalla performance (impeccabile) in “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese (anche lui ospite al Giffoni). Attesissimo anche il cast di Gomorra con tutti i beniamini come Marco d’Amore e Salvatore Esposito. Primo
ospite internazionale è stato Nicholas Galitzine, interprete di “New York Academy”, film presentato il 18 Luglio. Ma la celebrity che probabilmente il pubblico più scalpita per incontrare è Jennifer Aniston, l’amata Rachel Green della sitcom “Friends” e brillante protagonista in tante altre commedie (nonchè invidiatissima ex di Brad Pitt come tutti ricorderemo)!! La bella attrice americana arriverà a Giffoni il 23 Luglio per conversare sulla sua carriera e per regalarci qualche altra emozione. Infine a salutare e chiudere questa edizione saranno la splendida Madalina Ghenea, braccio destro di Carlo Conti nell’ultima edizione di Sanremo e l’attore napoletano Massimiliano Gallo. Per quanto riguarda invece le Premiere dei film non possiamo non citare “Ghostbusters” diretto da Paul Feig e proiettato il 16 Luglio, “New York Academy” il 18 Luglio e “Me before you” presentato al Giffoni il 21 Luglio (in Italia uscirà il 1 Settembre). Inoltre l’ultimo giorno (il 24 Luglio) si terrà il Braccialetti Rossi Day: i protagonisti della fortunata serie diretta da Giacomo Campiotti incontreranno i fans e si potrà assistere alla visione della prima puntata della terza serie che andrà in onda in autunno. Insomma, una 46esima edizione con i fiocchi questa del Giffoni Film Festival piena di appuntamenti da non perdere. Per i più interessati qui di seguito potete trovare il programma completo con date, film e incontri con i personaggi protagonisti del festival. Buona visione!
22/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 Paolo Genovese, “Perfetti sconosciuti 2? Mai e poi mai!” Protagonista della masterclass coi ragazzi del Giffoni Film Festival, Paolo Genovese è decisamente il regista dell’anno. Il suo Perfetti sconosciuti è stato un grandissimo successo, che ha messo d’accordo il pubblico – oltre 17 milioni di euro di incassi – e gli esperti, con il David di Donatello vinto come miglior film italiano dell’anno. Paolo Genovese nel parlare coi ragazzi è affascinato dalle raffinate interpretazioni che propongono del film, molte delle quali vanno al di là delle stesse intenzioni esplicite del regista. “Ma è normale, ognuno legge a proprio modo un film, e non vuol dire che esista un’interpretazione giusta e una sbagliata” – dice Paolo Genovese. E aggiunge un aneddoto paradossale: “Il mio primo cortometraggio, Incantesimo napoletano, girato con Luca Miniero nel 1998, fu con mia grande sorpresa selezionato al prestigioso festival di Locarno. Arrivo emozionatissimo nella grande piazza di Locarno per la proiezione. Dramma: errore del proiezionista che sbaglia il mascherino, per cui il corto risulta completamente sfocato. Mi veniva da piangere, me ne tornai a Roma molto depresso”. Ma cosa succede? “Qualche giorno dopo – continua Paolo Genovese – mi arriva una telefonata, dovevo tornare a Locarno perché il corto aveva vinto il festival. Motivazione ufficiale? “Aver avuto il coraggio di raccontare il disagio della protagonista attraverso l’espediente del fuori fuoco”. Lì ho capito che davvero tutto è relativo”. Perfetti sconosciuti è una commedi amara, che racconta la cena tra un gruppo di amici che deflagra in un dramma collettivo per colpa delle vite segrete nascoste nei cellulari. Come è nato il progetto? “La prima suggestione – racconta Paolo Genovese – era legata a una frase di Gabriel García Márquez, che ha scritto che “Ognuno di noi ha tre vite, una privata, una pubblica e una segreta“. Mi colpì l’idea della vita segreta, ma per molto tempo non ero riuscito a trovare un punto di vista originale per svilupparla. Poi successe che una persona che conoscevo ebbe un incidente in motorino, nulla di grave, però fu condotto in ospedale e i suoi effetti personali, tra cui il cellulare, furono consegnati alla moglie.
La quale sul telefonino scoprì un mondo: l’amante, un’altra casa, una vita parallela. E commentando quell’evento a cena insieme agli amici ho capito che non si trattava d’un caso straordinario. Avevo finalmente un punto di vista”. Ambientato tutto nello spazio angusto di una casa, Perfetti sconosciuti è un film d’attori: un cast corale, da Valerio Mastandrea ad Alba Rohrwacher, Anna Foglietta e Marco Giallini, Kasia Smutniak, Edoardo Leo e Giuseppe Battiston. Come si fa a gestire un gruppo così? “Non nascondo – ammette Paolo Genovese – che per quanto riguarda la direzione degli attori questo è stato il mio film più difficile. Sei sempre faccia a faccia con sette attori, incattiviti da sei settimane di gnocchi, sempre gli stessi, e del vino che in realtà è succo di mirtilli. Poiché non amo il teatro di posa ho girato in location in tempo reale, cioè giravamo di notte. E gli attori erano esigentissimi, ogni sera mi tempestavano di domande sui loro personaggi e io ero costretto ad arrivare sempre preparatissimo”. Per trovare la chiave giusta per raccontare la storia Paolo Genovese ha fatto una cosa singolare: “Ho fatto una esperimento che ripeterò per i prossimi film. Ho preso sette attori giovani e ci siamo chiusi in un teatro per tre giorni. Due per studiarci la sceneggiatura, il terzo per recitarla. È stato utilissimo, mi ha aiutato a capire cosa funzionava e cosa no”. Enorme successo dicevamo. Ma in partenza la situazione era ben diversa. “Perfetti sconosciuti non voleva farlo nessuno – sottolinea Paolo Genovese – Se dici ai produttori che vuoi raccontare la storia di sette persone che stanno intorno a un tavolo per un’ora e mezza, ti chiedono immediatamente: ma non succede nient’altro? Erano molto dubbiosi, ma poiché avevo alle spalle dei film di successo, ho avuto il coraggio di rischiare”. Ovviamente adesso, come spiega Paolo Genovese ai microfoni di OM, la situazione è ben diversa. “I produttori mi hanno chiesto di tutto: Perfetti sconosciuti 2, 3, il libro, la serie tv. Io in line adi principio non sono neanche contrario ai sequel o alle derivazioni in altre forme mediatiche. Però deve essere perché hai ancora qualcosa da dire e non solo per sfruttare il successo. Nel caso di Perfetti sconosciuti, il film racconta tutto quello che avevo da dire. E quindi ho rifiutato qualunque proposta”.
22/07/2016 www.sentieriselvaggi.it
GIFFONI 2016 – Luca Marinelli e Paolo Genovese incontrano i ragazzi Per non perdersi neanche un’intervista con i “talent” in area lounge o le cene di ricevimento al Convento di San Francesco, la stampa che a Giffoni segue una sorta di percorso parallelo rischia di non accorgersi del reale cuore pulsante del Festival, ovvero l’Experience, come la chiamano da queste parti, vissuta dai ragazzi alle prese con un percorso di visioni e dibattiti in preparazione alle lunghe chiacchierate con registi, attori, autori, spesso particolarmente sinceri e generosi davanti a interlocutori così attenti. Mi sono intrufolato in un paio di pregnanti, appassionate, affollate Masterclass nella suggestiva Antica Ramiera, ovvero la sala al riparo dal gioioso sovraffollamento di piccoli giurati della Cittadella, e ho avuto conferma di quanto osservi chiunque di noi si sia trovato a “formare” sul cinema degli sguardi nati non più tardi del 1996. E cioè che questa generazione pretende dalle storie che vede sul grande schermo una percentuale di credibilità altissima, una rilevanza assoluta e un’attenzione costante a coerenza interna e verosimiglianza, e insomma della magica ingenuità del dispositivo come noi lo amiamo pare davvero non farsene un bel niente. Luca Marinelli è accolto da una standing ovation e da cori di “Daje!” dopo che i ragazzi hanno studiato a Giffoni su Jeeg Robot eCaligari: “la grande lezione di un maestro come Claudio, e del suo cinema che resta anche al di là dei suoi tre film”, dice l’attore, “è quella di sforzarsi sempre di non giudicare i personaggi.” Come si può infatti non provare una certa simpatia anche per il cattivissimo Zingaro del film di Mainetti? “Su quel set mi sono lasciato andare, non ho avuto alcun freno: a 8 anni adoravo Il silenzio degli innocenti e la perfidia di
Hannibal e del killer Buffalo Bill, quando ho visto che lo Zingaro aveva dei riferimenti espliciti al film di Demme, come gli stessi tatuaggi, mi sono sentito a casa.” Marinelli spiega che il trucco per risultare sempre convincenti sullo schermo è quello di continuare a fare “solo quello che ti piace”, ed è più o meno quanto racconta anche Paolo Genovese, che incontra i ragazzi di Giffoni il giorno dopo. “Perfetti sconosciuti era un film rischioso”, ricorda il regista, “ed è stata una scelta coraggiosa quella di farlo nel modo in cui l’ho girato, nonostante la sicurezza dei successi di pubblico che avevo alle spalle. Ma è stato il film più difficile da realizzare per me, in un’atmosfera molto meno rilassata di quella di Immaturi Il viaggio, per dire.” Il film premio David di Genovesi viene dissezionato dai giovani analisti della masterclass, che ne notano i numerosi simbolismi tipici dell’autore de Una famiglia perfetta: gli scacchi, la luna, l’anello, il posto vuoto dello spettatore, il valore delle voci che ascoltiamo dai telefoni e della breve apparizione della coppia di genitori anziani… fino al discussissimo finale:“senza quella scena conclusiva lo script non avrebbe fatto quel salto di senso necessario per far davvero riflettere gli spettatori sulle tematiche affrontate. Un film funziona solo se funziona la sceneggiatura, non credo a chi dice che un copione si possa poi aggiustare durante le riprese. Far rispettare lo script a questi sette interpreti molto esigenti è stata una grande fatica, ma rifiuto la definizione di Perfetti sconosciuti come di un film teatrale. L’idea di film teatrale non esiste, chi la usa non ha capito nulla né del teatro né del cinema”. E’ un’intuizione interessante, una scintilla come quella che fa realizzare a Claudio Caligari che Luca Marinelli è perfetto per il ruolo di Cesare, non di Vittorio come invece aveva pensato il produttore Mastandrea. Tra Gipi e Sorrentino, l’attore ricorda come “una fortuna” aver lavorato con Paolo Virzì per Tutti i santi giorni: “Virzì è un regista che sa tenere le fila del set, e crea una empatia assoluta con la sceneggiatura. Per me l’empatia è fondamentale, solo allora riesco a decifrare un copione alla mia maniera.” Sia per Marinelli che per Genovese questo è stato “l’anno della fiammata”, e l’attore spera che tra qualche mese non rimangano solo le braci: “sento la responsabilità del mio prossimo film, è come un incubo bianco, un incubo buono.” Genovese spera di poter replicare l’espediente di mettere in scena, prima di girare, lo script a teatro a porte chiuse con giovani attori delle scuole di recitazione, che lo ha aiutato particolarmente ad affinare il testo di Perfetti sconosciuti, ma quello che sappiamo è che il suo prossimo sarà un ritorno al clima surreale dei primi exploit. E di sicuro, ancora una volta una storia interpretabile attraverso una celebre massima di Gabriel García Márquez che l’autore sembra aver trasformato nella base della sua poetica (si pensi anche a Tutta colpa di Freud…): Tutti gli esseri umani hanno tre vite: una pubblica, una privata e una segreta.
22/07/2016 www.salernonotizie.it Ministro Giannini al Giffoni: Festival in linea con la mia riforma Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ospite istituzionale della giornata odierna della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Alla Cittadella del Cinema sono intervenuti per accoglierla il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, e ovviamente il direttore Claudio Gubitosi. A seguire il saluto all’Antica Ramiera, ai ragazzi del Dream Team e a tutti coloro che in questi giorni stanno animando il Giffoni Innovation Hub. “La sfida più grande – ha detto il ministro – è vincere le resistenze al cambiamento, che non è cosa da poco. Ogni giorno lavoriamo in tal senso. Anche nel mio settore, che è il campo dell’innovazione per eccellenza, si registra questo fenomeno di resistenza al cambiamento che è un fatto in qualche modo naturale ma che va superato”. Poi il riferimento al Giffoni Film Festival: “Dal 1971 ad oggi è cambiato e si è evoluto, divenendo più di quello che era in origine. Anche questo è segno di cambiamento”. “A Giffoni – ha aggiunto – registro un’atmosfera superiore alle mie aspettative che si lega alla bellezza dei luoghi, di Salerno. Parlo volentieri con i ragazzi di quella che è la mia ossessione quotidiana: rendere migliore la scuola, l’università, il mondo della ricerca. Giffoni dà l’opportunità di aprire la scuola in linea con quello che abbiamo fatto con la riforma. La scuola deve essere aperta perché fuori dalla scuola ci sono tante opportunità, ma anche tante cose complicate ed è nella scuola che dovete trovare gli strumenti per capire quello che vi gira intorno”. Il ministro Stefania Giannini è stata, poi, accolta con grande entusiasmo nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema dai ragazzi della giuria Generator +13. Immancabili i riferimenti alle prospettive della scuola in Italia, alla riforma da poco varata. “Della riforma – ha commentato il ministro – se ne sente parlare molto bene o molto male. E’ una delle riforme che questo governo ha avuto il coraggio di fare. Introdurre innovazione nel mondo della scuola come in tutti i mondi che hanno tradizione secolare procura sempre una certa resistenza. Quello che intendiamo fare, come già detto, è coltivare l’apertura attraverso l’innovazione, soprattutto nel metodo. Altro obiettivo è il rapporto con il mondo del
lavoro. Io vi dico che fino ad oggi si è pensato che il mondo del lavoro dovesse stare dopo il momento di imparare, di formazione. Vorremmo superare questa concezione attraverso l’alternanza scuola-lavoro”. Altri ospiti. Puntualissimo, gentile e saggio: Nicholas Hoult ė una rarità tra i giovani attori a Hollywood. Lo ha dimostrato ai ragazzi del Meet and Greet al Giffoni Film Festival, accorsi da tutta Italia per incontrarlo. Una di loro gli ha raccontato di aver viaggiato 600 km per salutarlo, un’altra gli ha chiesto in regalo la bottiglietta d’acqua da cui aveva bevuto. Rosso in viso per la sorpresa, l’ha accontentata volentieri con un abbraccio tenerissimo. In molti gli hanno chiesto di “Skins”, la serie cult britannica che gli ha regalato il successo dopo il ruolo nel film “About a boy” con Hugh Grant. “Per me – ha detto – ha rappresentato una grande palestra formativa, ha cambiato il modo di raccontare i ragazzi perché era scritta anche da loro coetanei. E pensare che ai provini quando mi hanno proposto il ruolo del ribelle mi sono detto: Ma perché vorranno proprio me? Io e lui siamo agli opposti”. A chi gli ha chiesto come si rapporta ai registi ha risposto: “Tutta questione di fiducia. Ti devi sentire protetto, al sicuro. E lasciarti andare… ma senza perdere chi sei”. Per l’attore britannico, il Giffoni ha un valore ancor più importante date i tempi che viviamo, come ha sottolineato a chi gli ha chiesto cosa ne pensi della Brexit: “Ci sono rimasto piuttosto male, non me l’aspettavo. A me piace essere europeo. Chissà però che le cose non si sistemino da sole. Sembra che la paura stia dividendo le persone e il mondo stia diventando più piccolo. Anche per questo è bellissimo stare qui”. La sua giornata al Festival continua, così come l’esperienza dei ragazzi qui al Giffoni 2016: “Divertitevi al GFF, continuate a seguire il cinema e a scrivere le vostre cose. È da quelle che nasce l’ispirazione per tutto”.
22/07/2016 www.adnkronos.com Giffoni Film Festival, bagno di folla per la star di X-Men Nicholas Hoult Fan in delirio al Giffoni Film Festival per Nicholas Hoult. Il 27enne attore britannico, star di X-Men, si è presentato al pubblico e ai fotografi del paesino della Val di Piana scendendo da una berlina nera, accolto dalle urla di centinaia giovani accorsi per lui alla manifestazione. Elegantissimo, in camicia celeste e capelli impomatati in perfetto stile british, l'attore si è fermato al photocall facendosi immortalare anche con un gruppo di giovani giurati. L'attore, nato a Wokingham il 7 dicembre 1989, ha esordito al cinema a soli 6 anni, partecipando al film di Philip Goodhew 'Relazioni Intime', ha visto la notorietà arrivare qualche anno più tardi, nel 2002, quando veste i panni di Marcus, il ragazzino che in rompe nella vita del superficiale Will (Hugh Grant) in 'About a Boy' di Chris e Paul Weitz. Da lì, un fioccare di proposte che lo hanno portato a prendere parte a pellicole come 'The Weather Man' con Nicholas Cage e 'A Single Man' di Tom Ford. Nel 2010 interpreta Eusebios nel blockbuster fanta-mitologico 'Scontro fra titani': è il preludio alla prova epica di 'X-Men: L'inizio' (2011, di Matthew McVaughn), in cui l'attore è Hank McCoy/Bestia. La sua animalesca trasformazione dal genio dal carattere introverso al mutante dal folto pelo blu convince e conquista il pubblico della saga, anche nei sequel firmati da Brian Singer. Alle 17 Hoult incontrerà il pubblico dei giurati nella Sala Truffaut della Cittadella del cinema di Giffoni.