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Rassegna Stampa 21 Luglio 2016

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RASSEGNA STAMPA GIFFONI 21/07/2016


RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI


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RASSEGNA STAMPA ONLINE


21/07/2016 www.laredazione.eu Giffoni Film Festival. Intervista a Claudio Gubitosi

“Un’esperienza da vivere” commenta così, dopo sette giorni di lavoro, Claudio Gubitosi, direttore artistico del Giffoni Film Festival. “Un bilancio, almeno fino a questo momento positivo, all’insegna di un’edizione potente, forte e carica di iniziative – continua poi Gubitosi – Noi conosciamo il Festival grazie alle televisioni, ma è un momento che va vissuto – conclude – Si tratta di un progetto formato da decine di programmi, con la presenza dei più grandi brand europei” .


21/07/2016 www.vanityfair.it Luca Marinelli: «Volevo essere Indiana Jones» Inizia ogni risposta con un un «grazie», sottinteso della domanda, e finisce quasi sempre con un «ho risposto?», rassicurandosi, di quando in quando con un «credo di sì». Luca Marinelli sembra sinceramente emozionato di fronte all'accoglienza e ai quesiti dei ragazzi del Giffoni Film festival, domande lunghe che a volte finiscono in dissolvenza e che spesso contengono così tante subordinate da confonderlo: «Non ricordo ma proverò a rispondere». Per Luca Marinelli, romano, classe 1984, il 2016 resterà un anno indimenticabile per via della sua interpretazione in due film tanto anomali quanto di successo che lo hanno consacrato come uno dei migliori giovani attori italiani: Non essere cattivo, l'ultimo film di Claudio Caligari, morto il 26 maggio dello scorso anno poco dopo la fine delle riprese, e Lo chiamavano Jeeg Robot, il debutto alla regia cinematografica di Gabriele Mainetti. Qui sotto alcune sue considerazioni sul successo, ricordi dei due set e anticipazioni sui progetti futuri. cominciato a costruire il personaggio molto prima di iniziare le riprese. Un giorno abbiamo incontrato alcuni bambini affetti dalla sindrome di Asperger: un'esperienza forte. Per preparami, chiesi a Paolo Giordano (L'autore del romanzo da cui è stato tratto il film, ndr) di darmi i suoi appunti dei tempi in cui studiava all'Università». «NON ESSERE CATTIVO» «All'inizio avrei dovuto essere Vittorio, il personaggio che poi ha interpretato Alessandro Borghi. I primi provini li ho fatti per quello. All'ennesimo callback, è arrivato Claudio Caligari. Ricordo che eravamo tutti molto agitati. Ha fatto un gesto con la mano come per dire “invertiamo”. Mi ha fatto molto piacere che alla fine mi abbia scelto per interpretare Cesare, ero felice perché mi piaceva un sacco . Quando mi ha detto: “Sei tu”, sono rimasto senza parole. “Ma sei contento?”, mi ha chiesto. “Sì”, gli ho risposto, “è che sono timido”». IL SUCCESSO «La fama è bellissima. Soprattutto quando incontri persone che hanno amato i tuoi film. Ma ti viene anche da chiederti: “E adesso?”. Mi rispondo: “Luca, fai quello che


ti piace, non preoccuparti. Vai avanti”. Questa popolarità improvvisa la chiamo “fiammatona”. Perché il prossimo anno potrebbero esserci solo le braci».


21/07/2016 www.agopress.info Giffoni Film Festival, a Matteo Garrone il Premio Truffault Una giornata speciale per Matteo Garrone al Giffoni Film Festival, dove il regista ha ricevuto il Premio Truffaut 2016. L’attenzione di Garrone al Giffoni 2016 è tutta rivolta ai ragazzi:. “Sono qui per raccontare il mio percorso di regista – ha detto – Alla loro età, però, volevo fare il tennista: ero la disperazione dei miei genitori, che avrebbero voluto leggessi di più. Ma ho sempre amato disegnare, segno di una tendenza verso le arti visive fin dall’infanzia. Finché resto nel mondo della visione, anche visionaria, sono nel mio territorio”. Tra gli ospiti della rassegna, nella giornata di ieri, l’attrice Matilde Gioili, nel cast del film “Il capitale umano” di Paolo Virzì. All’attrice è stato consegnato il premio “Explosive Talent Award”, un riconoscimento al talento. “Sono davvero molto emozionata – ha detto Gioli – di ricevere questo premio con voi, con i ragazzi è una grande emozione”. “Fare l’attrice – ha confessato ai ragazzi della Masterclass – non era nei miei sogni, non c’avevo mai pensato. Ci sono un po’ inciampata. Mia mamma aveva letto ad un semaforo che cercavano ragazzi con accento settentrionale per fare la comparsa per il film di Virzì. Dopo un po’ di tempo ho ricevuto una telefonata. Virzì ha voluto vedermi ed è iniziata così. Ora sto andando avanti, ma non era nei miei piani”. I giurati del Giffoni Film Festivano hanno incontrato anche Luca Marinelli, alias “lo zingaro”, il villain del film-evento dell’anno, “Lo chiamavano di Jeeg Robot”.Ai ragazzi ha consigliato di tenere fuori dai sogni rabbia e invidia: “State molto attenti a non rovinare la vostra energia – ha detto – Rimanete sempre puliti, senza giudicare o parlare male di nessuno. Tempo fa ci sono cascato anchh’io ma ora ho capito che se alcune cose non avvengono forse la colpa è in parte mia. Meglio pensare alle cose belle da fare”.


21/07/2016 www.tgcom24.mediaset.it Garrone a Giffoni "Il mio Pinocchio sarà tutto italiano" Al Giffoni Film Festival è stata la giornata di Matteo Garrone. Il regista ha incontrato i ragazzi, curiosi di conoscere alcuni dettagli dei suoi film più noti, da"Gomorra" a "Il racconto dei racconti". Garrone ha annunciato che il suo prossimo progetto, "Pinocchio", sarà girato in Italia con attori italiani. "Stiamo continuando a fare provini, è un ruolo molto complesso. Dovrei iniziare a girare in primavera del prossimo anno ed uscire nel 2018". Garrone ha aggiunto: "Stiamo cercando il bambino protagonista, su cui poggia tutto il film. Finora ne abbiamo fatti tanti a Catania, a Roma e nel napoletano. La lingua sarà neutra, non gli dò una connotazione territoriale. Di questo nuovo progetto parlerò in modo più specifico più avanti ma posso dire che resterò legato alla fiaba". A chi gli chiedeva come mai avesse deciso di realizzare il nuovo film legato al mondo delle favole, ha spiegato: "La lezione che ho imparato con 'Il racconto dei racconti' mi sarà utile anche con Pinocchio, io ogni volta voglio proporre qualcosa di diverso, voglio esplorare un territorio nuovo". Il regista ha anche risposto a chi gli hanno chiesto cosa pensasse delle polemiche di alcuni attivisti che contestano la serie Gomorra: "Non voglio entrare nelle polemiche sulla serie. Sono abituato a parlare di cose che conosco, sono venuto qua per incontrare i ragazzi. Dopo il mio film da Gomorra ho dovuto cambiare numero di telefono perchè 'Il Mattino' mi perseguitava e mi chiamava per ogni rapina e omicidio che succedeva a Napoli. Ma il mio Gomorra va al di là di quella realtà, è una fiaba nera che parla di archetipi e va al di là di Napoli, anche chi vive in Messico o nelle favelas ci si può immedesimare". "Quando nel 2006 ho iniziato a lavorare su Gomorra e ho incontrato Saviano a poche settimane dall'uscita del libro - ha raccontato il regista - dissi al produttore che sarebbe stato più intelligente fare una serie televisiva per rendere al meglio il testo. Io allora avrei voluto realizzarla, ma non c'erano ancora i presupposti per farla come mi sarebbe


piaciuto, mentre oggi ci sono un grande mercato e un pubblico intorno alle serie tv. Quando mi è stato proposto di farla dopo il film, ho detto di no perchè per me non aveva senso ritornare in quei luoghi". Ma, ha sottolineato Garrone, "è stato sacrosanto e giustissimo realizzarla, non entro nel merito, ma è un grande successo".


21/07/2016 www.ilmanifesto.info Da Basile a Pinocchio, «la fiaba è il mio elemento»

«Girerò in Italia e in italiano» annuncia Matteo Garrone – reduce dal cast internazionale di Il racconto dei racconti – a proposito del suo prossimo progetto: un adattamento cinematografico di Pinocchio. L’occasione per parlarne è il suo incontro con la stampa al Giffoni Film Festival, dove è ospite per ricevere il Premio Truffaut 2016 e dove ha tenuto ieri una Masterclass per un pubblico di giovani tra i 18 e i 26 anni con cui ha discusso della genesi del suo recente Tale of Tales. Al momento, racconta Garrone, si stanno tenendo i provini per trovare il piccolo attore che interpreterà Pinocchio: «È un ruolo molto complesso, e tutto il film si appoggia proprio sul bimbo protagonista». Il piano, continua il regista dell’Imbalsamatore, è di cominciare a girare la prossima primavera, in modo che il film sia pronto per il 2018. Un’altra fiaba dunque, dopo che il suo ultimo film era stato tratto dai racconti seicenteschi di Giambattista Basile. Il «visionario», spiega infatti Garrone, «è il mio territorio. L’elemento fiabesco è presente in tutti i miei film. PerfinoL’imbalasamatore potrebbe essere visto come un racconto moderno di Basile». E infatti c’era anche l’idea di trarre una serie tv dai racconti dello scrittore napoletano, che però poi «non è andata avanti». Dal Giffoni il regista parla anche di un’altra serie tv: quella tratta da Gomorra di Roberto Saviano così come il suo film del 2008. «Nel 2006 quando ho iniziato a lavorare su Gomorra mi sono incontrato con Saviano, che aveva pubblicato il libro da poche settimane. A lui e al produttore dissi subito che la cosa migliore sarebbe stata fare una serie televisiva, che avrebbe consentito di affrontare tutti i temi trattati dal libro». All’epoca però, continua Garrone, «non c’erano i presupposti per fare una serie tv: il mercato non era così grande e forte come è ora».


Quando finalmente le condizioni erano favorevoli, e gli è stato proposto di girare la serie targata Sky, Garrone ha rifiutato: «sarebbe stato difficile perché sarei dovuto tornare negli stessi luoghi». Trarre una serie tv da Gomorra è stata comunque una scelta «sacrosanta», dice il regista che ci tiene però a specificare che il suo film « è una fiaba nera che va al di là della realtà strettamente napoletana, del luogo in cui era ambientato. Tratta temi universali».


21/07/2016 www.rtl.it Giffoni, Luca Marinelli star di Jeeg Robot: "Non rovinate i sogni" Un anno incredibile costellato da grandi successi e soprattutto dai premi tra cui il David Di Donatello per il ruolo terribile de lo Zingaro nel film cult "Lo chiamavano Jeeg Robot".Luca Marinelli è sbarcato al Giffoni Film Festival per incontrare i giovanissimi e a loro ha dato qualche consiglio. "State molto attenti a non rovinare la vostra energia - ha detto - rimanete sempre puliti, senza giudicare o parlare male di nessuno. Tempo fa ci sono cascato anch'io ma ora ho capito che se alcune cose non avvengono forse la colpa è in parte mia. Meglio pensare alle cose belle da fare". Per lui la recitazione non è solo lavoro: "Il film - ha spiegato - è la metafora della vita: comincia, si svolge e finisce. Difficilmente però a fine riprese riesco a distaccarmi da un personaggio".


21/07/2016 www.cinema.popcorntv.it Matilde Gioli ha ricevuto il premio “Explosive Talent Award” al Giffoni Film Festival 2016 Matilde Gioli, giovane attrice e modella italiana che di recente abbiamo anche ammirato in vesti di valletta in prima serata su Rai1 al fianco del conduttore tv, Fabio Fazio per il doppio appuntamento speciale dedicato allo storico quiz Rischiatutto, è stata ospite ieri mercoledì 20 luglio 2016 alla sesta giornata del Giffoni Film Festival, il famoso cinema per ragazzi che si svolge ogni anno per 10 giorni nella splendida e suggestiva città di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Matilde Gioli è stata infatti la protagonista della seconda Masterclassdella giornata del festival durante la quale le è stato anche consegnato il premio “Explosive Talent Award”, un riconoscimento al talento: “Sono davvero molto emozionata – ha confessato la giovane attrice – ricevere questo premio con voi, con i ragazzi è una grande emozione”. Una laurea in filosofia con tesi su Aristotele e varie esperienze televisive, laGioli non aveva mai penato di fare l’attrice e come la stessa ha dichiarato, è stata proprio sua madre a segnalarle il casting per “Il capitale umano” di Virzì. “Fare l’attrice - ha confessato la bella interprete italiana ai ragazzi della Masterclass – non era nei miei sogni, non c’avevo mai pensato. Ci sono un po’ inciampata. Mia mamma aveva letto ad un semaforo che cercavano ragazzi con accento settentrionale per fare la comparsa per il film di Virzì. Dopo un po’ di tempo ho ricevuto una telefonata. Virzì ha voluto vedermi ed è iniziata così. Ora sto andando avanti, ma non era nei miei piani”. Matilde Gioli ha avuto la fortuna di iniziare la sua carriera di recitazione lavorando da dubito con un grande regista e con un cast italiano d’eccezione: “Tutto quello che ho imparato sul set de Il capitale umano –ha spiegato l'attrice - è stato fondamentale per me. La condivisione generosa dei quattro attori protagonisti e degli altri è stata importantissima. Sono cose che mi porto dietro nei set di oggi, è iniziare con i migliori”.


21/07/2016 www.fashiontimes.it Claudio Cupellini al Giffoni: la cultura è necessaria Il regista padovano Claudio Cupellini, regista di Gomorra – La Serie, si è confrontato a lungo con i ragazzi sulla sua esperienza personale nel mondo del cinema e della produzione televisiva. “Quello che vedrete nella terza stagione di Gomorra non sarà totalmente dissimile dalle prime due: in termini stilistici abbiamo preferito rimanere nel solco di quanto già realizzato, seppur con qualche aggiustamento e cambiamento peculiare. Questo perché, come negli anni precedenti, le caratteristiche di una serie sono anche la sintesi delle singole personalità coinvolte in cui il regista diviene suddito degli attori e della storia”. Un professionista con un gran desiderio di apprendere ancora e migliorarsi. “Nel corso degli ultimi anni ho visto tanti registi di talento non possedere una cultura cinematografica importante. Una vera nota dolente per chi fa questo mestiere, perché è fondamentale appropriarsi di quanto di buono è stato realizzato al fine di crescere e migliorarsi. Trovo che sia una lezione universale, applicabile in qualunque contesto lavorativo”.


21/07/2016 www.ilponente.com Giffoni Film Festival, è il Gomorra day Ma quel che fate qui è una grande alternativa " ha detto l'attrice nell'incontro con i giurati, sgombrando il campo dei rischi 'sociali' del titolo e ribadendo che "Gomorra non spinge all'emulazione, anzi è una serie catartica: se conosci il male lo eviti". Si è svolto il tanto atteso Gomorra day nell'ambito della nuova edizione del Giffoni film festival, alcuni protagonisti si sono cosi raccontati ai microfoni della stampa presente alla rassegna. Di fronte alle polemiche di quanti vedono in Gomorra solo la rappresentazione del male, Marco Palvetti replica che "i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualità, la nostra onestà nel rappresentare una realtà che va oltre la serie". Ecco l'effetto di Gomorra, la serie venduta in 150 paesi pronta per la terza stagione, "di cui non sappiamo nulla", rivela Marco D'Amore. L'altra donna imperturbabile della serie è Patrizia, interpretata da Cristiana Dell'Anna che prende la parola: "Come tutti Patrizia ha sentimenti buoni e cattivi". "Ciro e Genny si rincorrono, forse andando verso un progetto comune". Voi spettatori dovete godere del risultato. Lei, che non manca mai di ringraziare Fabio De Caro, alias Malammore suo zio nella serie -, per averla guidata al suo arrivo nella serie: "Io ringrazio il cielo di aver iniziato con lui". Un anno di successi per Salvatore Esposito si è chiuso con il gran finale della seconda stagione di Gomorra del maggio scorso ma, come si suol dire, chiusa una porta, si apre un portone e i progetti per lui si sono solo moltiplicati. "All'orfanotrofio conoscerà il gruppo che lo accompagnerà negli anni successivi". Salvatore Esposito è ormai un vero e proprio mito per i ragazzi che seguono e amano la serie e che lo seguono sui social dove nei giorni scorsi ha annunciato la sua presenza al Giffoni 2016. "Genny, infettato dal veleno della famiglia, è diventato proprio quello che i genitori avrebbero voluto". Se il sindaco di Afragola dice di no alle riprese alle Salicelle è perché sa che fanno schifo. Prima di lasciarli al Blue Carpet, spazio alla consegna dell'Explosive Talent Award a De Caro, Dell'Anna e Donadio, del Best Talent Award a Marco D'Amore e del Giffoni Experience Award a Salvatore Esposito e Marco Palvetti, che rivolge ai ragazzi l'ultima esortazione: "Con le vostre scelte potete cambiare le regole del mercato".


21/07/2016 www.studio24.com Evanna Lynch, Luna Lovegood di Harry Potter al Giffoni Film Festival È la prima storia ufficiale di Harry Potter a essere rappresentata a teatro. Intanto Salani ha annunciato anche una nuova edizione, arricchita e definitiva, che uscirà nel 2017 in data da definirsi. Harry Potter E La Maledizione Dell'Erede è disponibile in preordine in sconto e con spedizione gratuita su IBS. Harry Potter e la Maledizione dell'Erede si può già prenotare al prezzo di 19,80 euro, anche se è un salto nel vuoto. Nel frattempo siamo in attesa della prima mondiale dello spettacolo che si terrà a Londra il 30 luglio. Sarà lo stesso Luigi Spagnol, presidente della Salani, a curare la traduzione che, come gli addetti ai lavori ben sanno, è sempre stata una sfida per chi si è cimentato con i testi della saga. Per leggere "Harry Potter e la maledizione dell'erede" (in anteprima pubblichiamo la copertina) dunque, bisognerà aspettare il 24 settembre. In contemporanea, uscirà anche l'ebook italiano, pubblicato da Pottermore, l'editore digitale globale di J.K. Rowling. Una trama avvincente, nonostante si sappia poco del libro. Anzi, come ha confessato ai suoi giovani fan giffonesi, si arrabbierebbe moltissimo se quel ruolo dovesse essere affidato a un'altra attrice, come accaduto per la trasposizione teatrale di "Harry Potter and the cursed child", in cui il ruolo di Hermione adulta - col beneplacito di Emma Watson - è stato affidato all'attrice di colore Noma Dumezweni. Nella nuova storia, Harry Potter, impiegato al Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare, e il secondogenito Albus, devono fare i conti con un passato che non vuole rimanere tale.


21/07/2016 www.maridacaterini.it Giffoni 2016, arrivano Dean-Charles Chapman e Sam Claflin L'attore inglese Dean-Charles Chapman, conosciuto per aver interpretato Tommen Baratheon nella serie Il Trono di Spade in onda su Sky Atlantic, arriva al Giffoni per incontrare il pubblico del Festival e per partecipare all'anteprima di “Fungus The Bogeyman”, film tv in live-action prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television, tratto dall’omonimo libro per bambini di Raymond Briggs e in prima visione a settembre su Sky Cinema Family HD (canale 306). Il giovane attore inglese ha conquistato le platee teatrali come protagonista di Billy Elliot the Musical e si prepara a catturare il pubblico dei più giovani con le due puntate dedicate alla storia di Fungus (Bogeyman, L’Uomo Nero), strano essere che vive nel sottosuolo insieme alla moglie Mildew e al figlio Mould, e il cui lavoro (come quello di tutti i Bogeymen), è fare scorribande notturne nel “Mondo di sopra”, quello degli umani, per seminare il panico tra di loro. Ancora mondi 'possibili' e paralleli per l'attore, classe 1997, che ha vissuto per tre stagioni il clima de Il Trono di Spade. Dopo l'incontro con il cast di Gomorra - La Serie e con Evanna Lynch, la Luna Lovegood di Harry Potter, il programma di Meet the Stars attende DeanCharles Chapman al Giffoni il 23 luglio. Oggi, invece, a Giffoni oggi è previsto l'arrivo in Cittadella di Sam Claflin, la giovane star protagonista diHunger Games che, nella saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins, interpreta la parte di Funnick Odair. 30 anni compiuti da poco, l'attore inglese è uno dei volti nuovi del cinema internazionale. I fan della serie sono già in fibrillazione da giorni al Giffoni Film Festival e si apprestano a passare la notte all'aperto per non perdere la possibilità di incontrare da vicino l'attore che ha da poco intepretato, assieme a Rachel Weisz, "My Cousin Rachel", diretto da Roger Mitchell. Ma soprattutto Claflin presenterà in anteprima l'intensissimo "Me before you", film diretto da Thea Sharrock, uno degli eventi dell'edizione del Festival del cinema per ragazzi. Tra i film in concorso, "Ma révolution" (+13) di Ramzi Ben Sliman, storia adolescenziale sullo sfondo della Primavera Araba nel cuore di Parigi. Attesa anche per il film turco "Blue Bicycle" (+10) di Unit Koreken, su un dodicenne il cui padre è rimasto ucciso in


seguito ad un incidente sul lavoro.E grande attesa anche per "Urban Hymn" (+18), nuovo film di Michael Caton-Jones, regista di Scandal, Rob Roy e The Jackal. Continua la presenza di star italiane a Giffoni: oggi saranno di scena Paolo Genovese, pluripremiato regista di "Perfetti sconosciuti", Chiara Francini e Greta Scarano, due dei volti nuovi del cinema italiano.


21/07/2016 www.goldwebtv.it Giffoni 2016. 'Io prima di te', cresce l'attesa per la star del film Sam Clafin Giffoni Valle Piana (Sa). Settimo giorno della 46a edizione del Giffoni Experience. Oggi giornata dedicata a 'Io prima di te', il film tratto dall'omonimo best seller di Jojo Moyes. Sin da ieri la Cittadella è stata invasa dai fan di Sam Clafin, protagonista del film insieme a Emilia Clarke. Questa mattina alle 9.30 il film è stato proiettato in anteprima per la stampa poi ci saranno due proiezioni aperte al pubblico alle ore 19.30 e alle ore 22. Alle ore 12 appuntamento con il Meet the Stars in cui Clafin incontrerà i fan e nel pomeriggo incontrerà i ragazzi delle giurie. Trama. Louisa "Lou" Clark (E. Clarke) vive in una tipica cittadina della campagna inglese. Non sa bene cosa fare della sua vita, ha 26 anni e passa da un lavoro all'altro per aiutare la sua famiglia. Il suo inattaccabile buonumore viene però messo a dura prova quando si ritrova ad affrontare una nuova sfida lavorativa. Trova infatti lavoro come assistente di Will Traynor (S. Clafin), un giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente e la cui vita è cambiata radicalmente in un attimo. Lou gli dimostrerà che la vita vale ancora la pena di essere vissuta.


21/07/2016 www.cinetivu.com Giffoni Film Festival 2016, anche i piccoli giurati a caccia di Pokemon Go Anche il Giffoni Film Festival non riesce a resistere alla tentazione e cede al Pokemon Go, il nuovissimo gioco uscito pochi giorni fa anche in Italia. I giurati del sono stati coinvolti nella mega-caccia ai Pokemon che ha contagiato tutto il mondo, Italia comprese. L’iniziativa, che prederà il via questa sera a partire dalle ore 19, coinvolgerà tutti i giurati del Festival del cinema per ragazzi più importante del mondo, presso il Parco Hollywood, proprio all’interno della Cittadella. Tutti i giovani giurati saranno coinvolti nella caccia ai Pokemon, il nuovissimo gioco della Nintendo a distanza di un solo giorno dall’uscita ha già superato ogni record diventando la prima applicazione di gaming per smartphone più popolare di sempre. Persone di tutto il mondo sono davvero disposte a tutto pur di avere Times Square al Colosseo, di persone pronte a tutto pur di catturare Pokemon rari.


21/07/2016 www.affaritaliani.it Luca Marinelli al Giffoni: Mi ispiro ai cattivi visti da bambino Cattivo ma solo sul grande schermo: Luca Marinelli, alias lo "Zingaro" di "Lo chiamavano Jeeg Robot" e ragazzo di vita in "Non essere cattivo" si racconta ai giovani giurati del Giffoni Film Festival e rivela quali ruoli di "villain" lo hanno affascinato da piccolo:"Ci sono delle ispirazioni naturalmente: da quando sono bambino fino ad ora ne ho visti tanti di cattivi e tanti che mi sono piaciuti, dal joker di Jack Nicholson al Silenzio degli Innocenti, dove c'è sia Anthony Hopkins che l'attore che fa Buffalo Bill - rivela - e poi c'è quest'opera caravaggesca del joker di Heath Ledger. Però sono tutte cose che uno vede, come se ti facessi un bagno in un mare meraviglioso, poi ti asciughi e dici 'ora ci provo io'. Queste ispirazioni sono belle, ti danno la possibilità di dire 'allora vado'...".Sui nuovi progetti - "Lasciati andare" diretto da Francesco Amato con Toni Servillo e "Tutto per una ragazza", nuovo film di Andrea Molaioli ("La ragazza del lago") tratto dal libro di Nick Hornby, dice:"Sono due ruoli minori, due piccole parti, che però mi sono piaciute molto. Quello che dicevo prima: se una cosa mi piace non importa la grandezza la si fa. Mi sembra un progetto molto bello in uno ho incontrato il regista che conoscevo solo per un film che aveva fatto, Francesco Amato, ho capito che mi interessava molto. Poi anche il privilegio di poter lavorare con Toni Servillo. Nell'altro caso il personaggio è completamente differente: un giovane padre un po' particolare, lì c'è Andrea Molaioli, sappiamo bene quello di cui è capace. La storia è molto bella. Devo ancora vedere i film, spero di vederli presto".


21/07/2016 www.close-up.it Giffoni Film Festival 2016 - "Urban Hymn" Prima di arrivare al fulcro di questo meraviglioso film inglese, Urban Hymn, non si può non partire dal notevole regista che l’ha diretto. Michael Caton-Jones, dopo aver studiato alla NFTS (National Film and Television School) di Londra, ha iniziato presto la propria carriera registica nel corso della quale ha diretto, tra gli altri, diverse star hollywoodiane del calibro di Liam Neeson, Jessica Lange e Tim Roth. Famoso inoltre per aver scoperto il talento del giovane Di Caprio, scegliendolo non a caso per il cast del film This Boy’s Life (1993), basato sulle memorie dello scrittore Tobias Wolf, Caton-Jones, prima di dedicarsi aUrban Hymn, si è dedicato anche all’ambiente televisivo firmando la regia della mini-serie in otto puntate World Without End. Arrivando al suo ultimo prodotto audiovisivo possiamo effettivamente constatare che si tratta di un profondo dramma che, sullo sfondo delle rivolte estive britanniche del 2011, racconta la parabola ascendente, dalla violenza di strada alla redenzione attraverso la musica, della bella diciassettenne protagonista Jamie, ribelle per natura domata dalla grandezza di un’assistente sociale che nel suo lavoro di catarsi sulla ragazza ci mette veramente tutto il corpo e tutta l’anima. La poesia di Jamie che esce pian piano dalla droga, dallo sballo e dalla perdizione è tutta ambientata nel sud-est di Londra e vede come controcanto l’amicizia sentita e morbosamente malata di Leanne, l’unica rimasta accanto a Jamie dopo la morte della madre tossicodipendente. Ma il cordone ombelicale, soprattutto quando lega tra loro un passato troppo pesante per far spazio al presente e un futuro troppo bello e promettente per essere vero, va tagliato. E a volte, per farlo, bisogna trovare il coraggio sia fisico che psicologico di scontrarsi frontalmente con tutto quello che distanzia se stessi dai propri sogni… La musica come vocazione. La musica come salvezza. La musica come passione. La musica, come filtro d’ascolto e di lettura delle chiavi emotive più intime di ogni essere umano, regna nel cinema cosiddetto “urbano”, quello in cui si unisce di proposito il mondo della strada a quello delle alte aspirazioni artistiche di coloro i quali desiderano raggiungere il cosiddetto “American Dream” sulla scia di note che possano veramente cambiare la vita. Da


sempre una colonna portante della settima arte, da Sister Act (Emile Ardolino, 1992) aWhiplash (Damien Chazelle, 2014, vincitore di ben tre Premi Oscar nel 2015, tra cui quello per il Miglior Attore Non Protagonista conferito al superbo J. K. Simmons), passando attraverso La leggenda del pianista sull’oceano (Giuseppe Tornatore, 1998), 8 Mile (Curtis Hanson, 2002), School of Rock (Richard Linklater, 2003) e Jersey Boys (Clint Eastwood, 2014), la musica non solo entra prepotentemente a far parte della bellezza sia estetica che visiva del cinema ma, soprattutto, diventa spesso e volentieri il vero e proprio personaggio principale, caratterizzando in modo profondamente diegetico non solo il genere del musical, ma anche tutti gli altri tipi di film in cui, senza di essa, non si raggiungerebbe neanche lontanamente lo stesso apice emozionale.


21/07/2016 www.ilmeridianonews.it Garrone al Giffoni Film Festival, per il prossimo film desidera un volto di Napoli Si è tenuta ieri la premiazione al Giffoni Film Festival per il premio Truffaut2016 che ha visto protagonista il regista Matteo Garrone, che nell’ultimo anno ha vinto diversi premi grazie al suo onirico “Il Racconto dei Racconti”. Durante la premiazione Garrone rivela alcune novità sulla sua prossima opera, nuovamente fiabesca e di sangue partenopeo, si parla infatti di portare sul grande schermo “Pinocchio” di Collodi e il regista ha confessato la volontà di cercare il volto del protagonista tra i bambini del suolo napoletano. “Qui si cresce prima, cerco forza caratteriale per questo ruolo” , una scelta importante questa che però non influenzerà la lingua del film, di fatti Garrone non utilizzerà il dialetto per il lungometraggio né, come nel “Racconto dei Racconti”, la lingua inglese.


21/07/2016 www.radiowebitalia.it Sam Claflin al Giffoni Film Festival presenta il nuovo film ‘Io prima di te’ Un eroe del secondo decennio degli anni Duemila.Sam Claflin è sbarcato al Giffoni Film Festival atteso da ieri sera da fan adoranti, ragazze che hanno sfidato la notte all’aperto pur di non perdersi l’incontro con l’attore inglese 30enne che, dopo aver esordito nel 2010 nel ruolo di Richard nella miniserie tv I pilastri della terra, ha prima dato il volto a Philip, il missionario che si innamora di una sirena, nel quarto episodio dei Pirati dei Caraibi accanto a Johnny Depp, poi è stato il principe William di Biancaneve e il cacciatore accanto alla regina malvagia Charlize Theron. Ma soprattutto Claflin ha conquistato il cuore delle adolescenti di tutto il mondo vestendo i panni di Finnick Odair, protagonista della saga Hunger Games. “Quando ho fatto i primi provini per Finnick non avevo letto i libri di Hunger Games e non sapevo che fine avrebbe fatto il personaggio. Poi ho cominciato ad informarmi su wikipedia e ho capito pian piano quale potenziale aveva -racconta Claflin nel suo incontro con i fan- Alla fine dell’ultimo film Finnick muore e, se ci sarà mai un altro film di Hunger Games, so che lui non ci sarà. Un po’ è triste ma è stato un personaggio eroico, tutto quello che ha fatto l’ha fatto per Katniss, la sua migliore amica”. A Giffoni Claflin presenta il suo nuovo film “Io prima di te” distribuito in Italia a settembre dalla Warner, un film intensissimo che ha commosso i ragazzi del Festival: nella pellicola, diretta da Thea Sharrock, Claflin interpreta Will Traynor, un giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente; il ragazzo, che ha perso la voglia di vivere, imparerà che molte cose hanno ancora un senso per lui grazie alla sua nuova assistente Lou, interpretata da Emilia Clarke. Un film che parla di amore, soprattutto: “Le persone dovrebbero incontrare l’amore, non cercarlo. Dovremmo incontrare l’amore nelle nostre famiglie e tra i nostri amici più che andarlo a cercare”, spiega Claflin che indica gli anni del suo apprendistato all’Accademia di Musica e Arte drammatica di Londra come quelli decisivi per la sua formazione: “E’ stato il periodo più bello della mia vita -spiega l’attore di Ipswich- ho imparato tantissime cose, ho incontrato amici e fatto esperienze fondamentali. Quei tre anni mi hanno fatto capire che avrei potuto fare l’attore, da quel momento in poi


ci ho creduto”. Poche parole in italiano per ringraziare i fan, specialmente le fan, adoranti ed entusiaste. Ma anche un’ammissione di colpa sincera: “Ad essere onesto non ho mai visto un film italiano -ammette- Non sono abbastanza intelligente da imparare velocemente le lingue. Ho un figlio piccolo che mi toglie molto tempo e mi riporta a vedere film che vedevo quando ero bambino. Scusate, lo so che non è bello dirlo, ma è la verità. Sono una persona orribile”, ammette. Meglio quando parla della sua grande passione per il calcio, coltivata quando era ragazzino e portata avanti finché un grave infortunio gli ha provocato rottura di entrambe le caviglie e gli ha stroncato sul nascere una possibile carriera di goleador: “Se avessi giocato io con l’Inghilterra avremmo vinto gli Europei… -scherza- Comunque non ho rimpianti, nella vita bisogna guardare avanti. Quando giocavo a pallone mia madre mi diceva che ero un calciatore-attore: piangevo quando subivamo un gol, mi comportavo sempre come se ci fossero le telecamere a riprendermi anche se non c’erano, quando cadevo per terra o segnavo iniziavo ad interpretare un personaggio. Evidentemente dentro di me c’era già la grande passione della recitazione”. Ai ragazzi consiglia di coltivare le proprie passioni, anche con i nuovi mezzi tecnologici: ” Le nostre vite sono molto cambiate, sono diventate più veloci le conversazioni, i siti di incontri ci fanno conoscere persone che mai avremmo incontrato. Io sono una persona romantica vecchio stampo, credo che le persone debbano guardarsi negli occhi. Ma si può essere romantici anche su whatsapp”. Claflin ha da poco terminato le riprese di My Cousin Rachel al fianco di Rachel Weisz, in uscita l’anno prossimo. “Mi piace alternare film con grande produzioni e film a basso budget -dice- Nei film indipendenti si crea familiarità e collaborazione sul set e questo mi interessa molto”. Infine, il suo significato di destinazione, il tema del Giffoni Film Festival 2016: “La mia destinazione è quella che sto vivendo ora che è anche fatta di incertezza. Non so neanche se ci sarà un nuovo film nella mia vita ma sono contento così. Non auguro ai ragazzi di vivere nell’incertezza ma a me piace non sapere quale sarà la mia prossima destinazione”.


21/07/2016 www.cilentonotizie.it Il Giffoni Film Festival riserva un'accoglienza calorosissima a Sabina Guzzanti

Da quindici anni non compare in video con un suo programma e al Giffoni Film Festival Sabina Guzzanti incontra i giurati di Generator +13, quei ragazzi che non hanno mai potuto vederla perciò sul piccolo schermo, ma che comunque ne conoscono le gesta. Quelle cinematografiche di “Viva Zapatero” e de “La trattativa” fino all’epopea web di TG Porco che le ha consentito di ritornare in tv nella prossima stagione di La7. Accoglienza calorosissima quella che le riserva Giffoni e la Guzzanti recepisce e rilancia: “Sono commossa”. E poi entra subito nel merito della questione: “Ho qualche problema a lavorare in televisione – ha così esordito - mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni”. Inevitabile il riferimento alla politica: “Non mi sono mai candidata, non ho mai fatto politica. Mio padre è stato senatore di Forza Italia per un periodo. Forza Italia non mi è mai piaciuta. Su questo io e i miei fratelli abbiamo rotto molto le scatole a nostro padre. La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che da un po’ di tempo a questa parte si registra un indebolimento della democrazia. Il neo-liberismo ha fatto fa sì che la democrazia diventi come una formalità, il voto dei cittadini conti sempre meno, la partecipazione sia impossibile, l’informazione censurata, la cultura di regime. Tutto ciò indebolisce la politica e così fanno politica sempre più spesso i disinteressati al bene comune, coloro, cioè, che sono interessati più ai fatti propri”. La televisione è cambiata negli ultimi venti anni. Oggi che ruolo ha la tv? Per Sabina Guzzanti l’evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione: “Quando era libera – ha dichiarato – la tv scatenava una grande


partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l’istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente. Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide”. Se la morte della satira è una banalità che ciclicamente si ripete, per la Guzzanti l’Italia vive un momento di difficoltà sotto il profilo della qualità e della tenuta democratica del Paese: “Penso – ha detto sollecitata dai ragazzi - che con Berlusconi ci sia stato un arresto dello sviluppo democratico. Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è un fondamento della democrazia. Sono riemersi i fantasmi del passato. Oggi il fascismo sembrerebbe non esserci più, ma in realtà alla fine le soluzioni prospettate, come quelle per l’immigrazione, sono le stesse, sono violente”. Nelle domande dei ragazzi di Giffoni emerge l’apprezzamento per Sabina Guzzanti non solo come artista, ma come donna libera: “Per quindici anni – ha spiegato - non ho lavorato in tv. Anche per questo ho iniziato a fare cinema, poi a fare documentari e poi ho fatto altri film. Non c’è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende. Se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro al posto tuo e, invece, noi dobbiamo riuscire a costruire il futuro che vogliamo”.


21/07/2016 www.spettacoli.leonardo.it Evanna Lynch, la star di Harry Potter, incanta il Giffoni Per quanto le grandi saghe facciano questo effetto è incredibile notare come l’entusiasmo per tutto l’universo di Harry Potter non sia mai scemato davvero: la prova sta nella festosa accoglienza che i fan del maghetto hanno riservato nel corso del Giffoni Film Festival di quest’anno a Evanna Lynch. Per chi non lo ricordasse l’attrice aveva vestito i panni di Luna Lovegood, una delle più atipiche allieve di Hogwarts, cui aveva conferito un aspetto originale grazie alla sua recitazione ma anche attraverso i suoi lineamenti ben poco hollywoodiani. L’interprete irlandese di 24 anni ha presentato nel corso del festival il suo ultimo film, My Name is Emily, che racconta la storia di una ragazza che fugge dalla casa famiglia alla quale è affidata per tentare di liberare il padre dall’istituto mentale in cui è rinchiuso. Tuttavia durante il botta e risposta che si è tenuto durante il momento della Giffoni Experience la maggior parte delle domande che sono state rivolte a Evanna Lynch hanno riguardato Harry Potter, come era facile immaginarsi. Tra le risposte più interessanti quella relativa all’utilizzo di un’attrice di colore per interpretare Hermione nello spettacolo teatrale Harry Potter and the Cursed Child (dal quale potrebbe o non potrebbe essere tratto un film): “La trovo una decisione giusta. Il personaggio di Hermione ha un’anima libertaria, lotta per chi è in difficoltà, ha totalmente senso immaginarla come parte di una minoranza. Una delle cose più belle di J.K Rowling, che per me è un punto di riferimento, è il modo in cui utilizzi i suoi personaggi per comunicare un messaggio.” La Lynch ha poi mostrato di essere molto attaccata al personaggio che ha interpretato, al punto da riferire di essere pronta a fare carte false pur di tornare a darle corpo in una nuova versione (il riferimento è ancora a The Cursed Child): “Se ci fosse un film basato sull’opera teatrale non perderei un attimo. La verità è che non riesco a dire addio al mio personaggio e spero di tornare a vestire i suoi panni, in una versione più matura.” E all’ipotesi di una sostituzione Evanna non vuole neanche pensare: “Mi arrabbierei molto, sarei davvero gelosa anche solo all’idea che possa succedere e non credo me la farei piacere”.


21/07/2016 www.radiowebitalia.it Paolo Genovese al Giffoni Film Festival: ‘In Italia manca una politica culturale’ “In Italia manca una politica culturale”, Paolo Genovese, dalla Cittadella del Cinema, richiama le Istituzioni a un organico progetto educativo sulla settima arte. “Ormai i giovani comunicano tra di loro attraverso l’audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale, ma manca l’eduzione alla qualità, dovuta all’eccessiva pirateria che non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell’immagine e del sonoro. Anche qui c’è una responsabilità delle Istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l’illegalità ed è un problema per il cinema italiano” precisa il regista. Sorride quando sente parlare di rinascita del cinema nazionale: “Un’annata buona non basta a farlo rinascere. Se rinasce è perché in realtà continua a morire. Se pensiamo agli incassi, al netto del fenomeno Zalone, siamo messi male. Ci vogliono risultati costanti, qualitativamente e quantitativamente, per almeno un decennio. La colpa è anche nostra: se il pubblico non va al cinema a vedere film italiani è anche perché non sono abbastanza belli. Ogni nostro film fa bene a quello successivo. Bisogna innestare un circolo virtuoso. Anche in questo caso è importante il ruolo delle Istituzioni: potrebbero sostenere la distribuzione dei nostri film all’estero, magari coprendo parte delle spese di promozione, piuttosto che fare eventi sparsi nel mondo”. A proposito di responsabilità, sono tante anche quelle che vengono da un successo come quello di Perfetti Sconosciuti, di cui è “strafelice perché inaspettato e perché le commedie non sempre incontrano i favori della critica, vincono premi e vengono esportati”. E confessa “I produttori mi avevano chiesto di bissare questo successo con la realizzazione di eventuali seguiti cinematografici, serie televisive, web series, tracce per filoni pubblicitari. Ma non mi interessava fossilizzarmi in un filone così preciso”. La ‘destinazione’ successiva, infatti, sarà totalmente diversa: “Il successo porta maggiori responsabilità, nel cinema come in politica. Penso, ad esempio, al risultato plebiscitario di Virginia Raggi a Roma: un’occasione così va sfruttata, perché dopo certi numeri, qualunque cosa io porti oggi a un produttore mi dice di sì. Proprio per questo farò qualcosa di rischioso, fuori dagli schemi”.


Arriva così un nuovo film con un cambio di marcia: “Stranamente ho solo il titolo, ‘Il primo giorno della mia vita’. Non ci sarà l’amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita. Un’idea cinematografica differente, che dal successo di Perfetti sconosciuti riprenderà comunque la voglia di offrire un prodotto non allineato con gli orizzonti d’attesa del pubblico. “Continuerò a rischiare, piuttosto che realizzare film banali. La mia filosofia professionale, del resto, e sempre stata chiara: non offrirò mai prodotti che piacciono, ma continuerò a proporre progetti che il pubblico non immaginava potesse amare”. E, a proposito di positività, il Giffoni Film Festival viene visto dal regista come un segnale concreto di riscatto “Mi emoziona stare qui perché qui si fa cultura con e per i ragazzi. È fondamentale”.


21/07/2016 www.ilvescovado.it Jennifer Aniston sceglie prima la Costiera Amalfitana. Ex moglie Brad Pitt a Ravello e sabato al Giffoni Film Festival La bellissima attrice statunitense, di stanza presso un albergo extra lusso di Ravello, godrà di alcuni giorni di completo riposo prima di salire sul Blue Carpet del Giffoni Film Festival, in programma sabato 23 luglio. Per l'ex moglie di Brad Pitt una super suite, servizio a cinque stelle e un rigidissimo servizio di sicurezza, con circa venti guardie del corpo! Sabato la Aniston incontrerà la giuria di ragazzi che animerà la manifestazione estiva e la conferenza sarà anche l'occasione per celebrare la sua fantastica carriera. « Erano due anni che tentavamo di portarla a Giffoni - ha rivelato il direttore artistico Claudio Gubitosi - e ce l'abbiamo fatta anche con lei, che i festival li schiva da sempre». L'attrice ha ottenuto il riconoscimento in tutto il mondo per aver interpretato Rachel Green nella popolare sitcom televisiva Friends (1994-2004), un ruolo che le è valso un Premio Emmy, un Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award. I suoi successi al botteghino includono Una settimana da Dio (2003), Ti odio, ti lascio, ti... (2006), Io & Marley (2008), Mia moglie per finta (2011), Come ammazzare il capo e vivere felici (2011) e Come ti spaccio la famiglia (2013), ognuno dei quali hanno incassato oltre $200 milioni di entrate in tutto il mondo. Di recente eletta dalla rivista americana People "donna più bella del mondo per l'anno 2016", è stata per anni la fidanzata d'America anche dopo l'invidiatissimo matrimonio con Brad Pitt naufragato dopo soli tre anni. E dopo aver collezionato non poche delusioni d'amore, la star ha saputo anche ricostruire se stessa raggiungendo una nuova serenità sentimentale al fianco di Justin Theroux.


21/07/2016 www.movieplayer.it MARCO D'AMORE, DA GOMORRA A GIFFONI 2016: "CIRO È CONDANNATO" Sguardo pensieroso e testa rasata: per quanto si sforzi, Marco D'Amore è ormai indissolubilmente legato a Ciro l'Immortale, uno dei personaggi più controversi di Gomorra - La Serie. Nonostante il pubblico continui, e continuerà ancora a lungo, a identificarlo con il protagonista della serie Sky, D'Amore è prima di tutto un attore di teatro e ora anche uno sceneggiatore, avendo contribuito alla scrittura di Un posto sicuro, film d'esordio di Francesco Ghiaccio, pellicola che racconta il dramma dell'Eternit in Piemonte.Uscito nelle sale italiane lo scorso 3 dicembre, il film è stato presentato al pubblico del Giffoni Film Festival, che ha avuto la possibilità di confrontarsi con il regista e con D'Amore, entrambi entusiasti di poter parlare di un tema così delicato, quello della malattia provocata dall'amianto, con una platea di giovanissimi: "È importantissimo informare i più giovani" ci ha detto Ghiaccio, continuando: "Tanti non sanno nulla dell'amianto: non sanno che è ancora presente nelle nostre città. Bisogna portare consapevolezza. Il film poi ha anche un valore cinematografico e narrativo: confrontarsi con i ragazzi è stato bellissimo". A proposito di gioventù, abbiamo chiesto a D'Amore che tipo di ragazzo fosse quando aveva la stessa età del pubblico di Giffoni: "Ero un ragazzo molto turbolento, pieno di passioni" ha ammesso, continuando: "Ho fatto anche delle scemenze, come è giusto che sia: questa è un'età in cui dev'essere concesso sbagliare e poi capire come raddrizzare il tiro. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che mi ha molto stimolato: mio padre aveva una passione per il cinema americano e il cinema politico italiano. Mia mamma invece era legata a film molto più romantici e alla commedia. Ho preso spunto da tante cose: sono grato per aver avuto la possibilità di vedere cose diverse grazie a cui costruire un mio personalissimo bagaglio". Il film preferito su tutti però è: "C'era una volta in America, per ragioni sentimentali: ogni anno lo rivedo con mio padre e mio fratello. Ci ripetiamo le battute a memoria". Nessuna anticipazione sulla terza stagione di Gomorra da parte dell'attore campano, solo una certezza: "Per Ciro la sua presunta immortalità è una condanna: ormai è già


morto dentro. Dopo la morte della moglie e della figlia è un guscio vuoto. Ormai Gomorra è un campo minato, è un racconto epico che va oltre i suoi personaggi".


21/07/2016 www.badtaste.it Giffoni 2016: la nostra video intervista a Pepa San Martin, regista di Rara! Qualche giorno fa, nella splendida cornice del Giffoni FIlm Festival e dopo la presentazione in Sala Truffaut di Rara (qui la nostra recensione del film), film in concorso nella categoria Generator +13, il nostro Gabriele Niola ha avuto il piacere di poter parlare con Pepa San Martin (La Ducha, Gleisdreieck), regista cilena di questo dramma adolescenziale. Il lungometraggio ha partecipato al Festival di Berlino vincendo come Miglior Film all’interno della sezione Generation Kplus International Jury. Vi ricordiamo che ogni mattina, alle 10.00, presso la Sala De Sica si terrà la BadAcademy, una serie di incontri durante i quali il nostro Francesco Alò presenterà, mostrerà e analizzerà, assieme ai giovani ragazzi in sala, le opere degli autori o degli attori che nel pomeriggio saranno presenti per interagire con i partecipanti alla MasterClass (presso le Antiche Ramiere).


21/07/2016 www.movieforkids.it GIFFONI 2016, MAGGIE E BIANCA FASHION FRIENDS CONQUISTANO IL PUBBLICO Sono giovani, pieni di talento e pronti a conquistare con la loro allegria travolgente bambini e tweens. I protagonisti di Maggie e Bianca Fashion Friends sono saliti ieri sul palco del Giffoni Film Festival 2016 e hanno fatto ballare e cantare tutti i piccoli spettatori al ritmo delle fantastiche canzoni della serie tutta italiana. Creata dagli studi Rainbow da un’idea di Iginio Straffi (autore del fenomeno delle Winx), Maggie e Bianca Fashion Friends segue le avventure di due ragazze dalle personalità totalmente opposte che riescono a diventare amiche per la pelle grazie alla passione comune per la musica e per la moda. Nel corso della giornata del 20 luglio i bimbi presenti a Giffoni hanno potuto vedere in anteprima assoluta un episodio della serie, che andrà in onda regolarmente a partire da settembre su Rai Gulp. Nella puntata proiettata l’insegnante di Maggie e Bianca assegna alla classe un compito: ognuno dovrà realizzare un abito ispirato allo stile del proprio compagno di stanza, imparando così a mettersi nei panni dell’altro. Per le due protagoniste, che non si sopportano proprio, il compito è particolarmente difficile perché mette a nudo tutte le loro differenze. Maggie è stravagante, amichevole, sempre positiva, caotica e non si cura di ciò che pensano gli altri, anche se a volte i compagni la definiscono “strana”. Bianca invece è elegante, precisa, ordinata, forse un poco viziata e vuole che ogni cosa sia perfettamente al suo posto. Dopo la proiezione e la live performance, durante la quale i ragazzi e il corpo di ballo hanno eseguito un medley di varie canzoni tratte dalla serie, il cast ha risposto alle domande dei bambini in sala. Nella vita reale avete la stessa personalità e lo stesso stile dei vostri personaggi? Bianca: No, e aggiungerei per fortuna! Bianca a volte risulta un po’ antipatica… nella vita io mi sento più Maggie. Per quanto riguarda lo stile direi di sì, anche se Bianca indossa spesso colori pastello come rosa e azzurro che io indosso meno.


Maggie: Io assolutamente sì, sono stravagante come Maggie. Per lo stile invece direi di no perché lei è molto strana e mescola troppi colori diversi. Che emozioni avete provato nel girare la serie? Bianca: È assolutamente un sogno che diventa realtà per tutti noi. Io ci speravo fin da piccola, proprio come immagino facciano molti di voi. E ora eccomi qui! Qualcuno di voi ha avuto altre esperienze in televisione? Maggie: Io ho fatto altre serie, ma tutte piccole produzioni. Questo è il primo ruolo importante. Quinn: Conoscete la serie Rainbow Mia & Me? Ecco, io facevo parte del cast… adesso ho lasciato Centopia e mi sono trasferito alla Fashion Academy di Milano! Vi conoscevate da prima o vi siete incontrati sul set? Quinn: Non ci conoscevamo prima di girare la serie, ma adesso viviamo insieme e stiamo letteralmente 24 ore su 24 insieme! Per fortuna andiamo molto d’accordo e siamo diventati subito migliori amici. Maggie: Adesso ci sentiamo come una grande famiglia! Eduard: Io conoscevo le ragazze che interpretano Nausica e Yuki, ovvero le antagoniste della serie, perché ci siamo incontrati al casting. Poi ho incontrato anche tutti loro e adesso siamo molto uniti. Quale scena vi è piaciuto di più girare e con chi vi trovate meglio sul set? Maggie: Io adoro le scene con Bianca nella nostra stanza, perché ne combiniamo di tutti i colori e ci divertiamo un mondo, e poi ovviamente i concerti e i momenti musicali al bar. Non c’è una persona in particolare con cui mi piace lavorare. Le scene di gruppo sono bellissime perché ormai siamo molto affiatati. Forse direi con Bianca perché essendo le protagoniste abbiamo più scene insieme e condividiamo di più. Avete qualche consiglio per giovani aspiranti attori? Bianca: Continuate a provarci e a inseguire il vostro sogno! Come vi ho detto, anch’io alla vostra età fantasticavo sempre pensando “chissà se un giorno potrò diventare un’attrice…”. E ora sono la prova vivente che i sogni si realizzano! Avere un sogno è la cosa più importante e vi porterà sempre avanti nella vita. Maggie: Ci saranno tanti momenti difficili sul vostro cammino, ma se sarete determinati ogni vostro desiderio diventerà realtà! La cosa più bella poi è condividere il tuo sogno con gli amici come è successo a noi. Jacques: Qualunque sia il vostro sogno, non solo quello di fare l’attore, l’importante è svegliarsi la mattina sapendo che state facendo la cosa che vi piace di più.


I ragazzi hanno infine concluso il loro Q&A con una fantastica notizia: anche se la prima stagione non è ancora andata in onda, loro sono già sul set della seconda. Nuove canzoni, nuove avventure e nuovi amori in arrivo! L’appuntamento è quindi a settembre su Rai Gulp.


21/07/2016 www.huffingtonpost.it Paolo Genovese al Giffoni Film Festival: "Un film è come il cibo: bisogna sempre cambiare. Viva il sushi ma anche McDonald" Una maglietta nera e un paio di pantaloni leggeri. Capelli sfumati di grigio, un paio di baffi sottili, e un tono di voce gentile. Siamo al Giffoni Film Festival. Paolo Genovese, regista di "Perfetti Sconosciuti", parte dall’inizio, dalla distinzione tra comicità e commedia: “Sono due generi diversi. Uno deve far ridere, l’altro spesso contiene il dramma, il sentimentale e il comico insieme”. E poi va oltre: “La nostra commedia migliore è quella che è in grado di raccontare la vita, in cui comico e drammatico si devono fondere in un realismo di identificazione”. Che è un po’ il segreto di Perfetti Sconosciuti. “Perfetti Sconosciuti racconta il quotidiano e il sociale di tante coppie. Lo fa con toni ironici e divertenti, ma anche con temi drammatici. Non è un caso che il pubblico esca dalla sala con un pugno allo stomaco. E con una riflessione – spero - profonda: quanto poco conosciamo le persone che ci circondano. Questa è la commedia che mi piace fare”. Una che fa riflettere. “Con leggerezza ma assolutamente non con superficialità. Con ironia, con garbo, per far riflettere su cose vere. Nel momento in cui c'è immedesimazione vuol dire che hai fatto centro. Che hai toccato delle corde profonde del pubblico”. Come ha vissuto il successo al Tribeca di New York, dove Perfetti Sconosciuti ha vinto il Premio della Sceneggiatura? “Chiaramente è stato inaspettato. Tribeca insieme al Sundance è uno di quei festival molto considerati a livello mondiale e americano per una serie di motivi. Immagina l'emozione per essere stati selezionati in concorso. Per me è stata già una vittoria. Siamo stati capiti da una giuria internazionale. E poi il premio alla sceneggiatura è arrivato all’improvviso: la ciliegina sulla torta”. Un premio vinto nonostante la differenza di lingua. “Negli Stati Uniti la sceneggiatura è la cosa più importante di un film. È quella


attraverso la quale si monta, si decide che fare; è la fase più lunga, quella che viene vista al microscopio. Gli sceneggiatori negli Stati Uniti sono importanti quanto i registi, se non più importanti”. E infatti quando scioperano… “Si blocca tutto. Non si muove più nulla. Per loro [gli americani, ndr] il Premio alla Sceneggiatura è un premio importante. Per quello l'ho ricevuto con una gioia enorme e come un riconoscimento per un film italiano”. E pensare che all’inizio fare il regista non era nemmeno il suo obiettivo. Ha studiato Economica e Commercio e ha fatto il pubblicitario. “Ho avuto un percorso strano, è vero. Mi è sempre piaciuto raccontare storie. Però non ho mai pensato di poterlo fare come lavoro. Da piccolo raccontavo storie in tutti i modi. Le scrivevo, avevo una piccola compagnia teatrale, facevo cortometraggi, quando i cortometraggi non erano di moda”. Ha cominciato con Luca Miniero. “Sì, con Luca. E con i cortometraggi: uno, che mi è andato particolarmente bene, mi ha dato la possibilità di farne un altro, poi un altro, e poi ho capito che poteva diventare la mia vita”. Non una vita facile, soprattutto agli inizi. “Dipende molto dall'approccio. Ognuno la vive in maniera diversa. Ci sono quei registi che raccontano sempre la stessa storia, in maniera sempre diversa. Pensa a George Lucas, che ha dedicato una vita a Guerre Stellari. E poi ci sono i registi che cambiano sempre. Le storie si raccontano ogni volta per un motivo diverso. Io personalmente non ho una tematica prevalente. Ogni volta voglio raccontare storie diverse. Sono passato a "Perfetti Sconosciuti", che è un film cinico, amaro, per qualcuno anche profondo, dopo un film che sembrava una favoletta, "Sei mai stata sulla Luna"”. Un cambiamento deciso. “Molti mi chiedono perché l'abbia fatto. Avevo voglia di raccontare una storia semplice, leggera, sognante. Prima ho fatto "Una famiglia perfetta", che è un film pesante, e poi "Immaturi", che parla del tempo che passa. Ogni volta c'è uno stimolo diverso. È un po' come il cibo: io non ho voglia di mangiare sempre le stesse cose. A volte posso avere una voglia pazzesca di mangiare un hamburger di McDonald, e a volte un sushi sofisticato”. Cambiare è una cosa che fa spesso Gabriele Salvatores. “Forse è il mio regista italiano preferito. Perché non si è mai seduto. Ha fatto dei film


incredibili: con uno, Mediterraneo, ha vinto anche l'Oscar. Ha fatto una serie di film sull'amicizia, ma non ha insistito. Ha detto tutto quello che voleva dire. E ha avuto il coraggio di cambiare. Ha fatto un film uno diverso dall'altro, senza preoccuparsi di quello che poteva piacere. Ha raccontato le sue storie. Questo è un modo di approcciarsi a questo lavoro che mi piace sicuramente molto”. A che cosa sta lavorando al momento? “Sto lavorando a un film nuovo, a un'idea nuova, molto strana, curiosa, completamente diversa da tutti gli altri film. Si chiama "Il primo giorno della mia vita", e però è veramente ancora l'inizio, quindi non saprei nemmeno che cosa dirti...” Ai ragazzi del Giffoni, invece, che vogliono fare i registi, che consiglio dà? “Oggi c'è un grosso vantaggio. Quello di non avere la barriera all'entrata della tecnica. Io per fare un corto ho faticato tanto. Non perché non avessi l'idea, ma perché un corto tecnicamente accettabile era difficile da fare. Oggi basta un iPhone e un pc. Chiunque può farsi il suo cortometraggio. La tecnica non è importante. Conta avere una buona idea. Se hai una buona idea, realizzala. E anche se verrà realizzata male, sarà apprezzata”.


21/07/2016 www.cinematographe.it Giffoni 2016 – Giampaolo Morelli: “Vorrei essere l’Ispettore Coliandro per tutta la vita” Ospite del quinto giorno di Giffoni 2016 l’attore Giampaolo Morelli è stato accolto molto calorosamente dai giurati, dalla stampa e da tutti i ragazzi di Giffoni Film Festival. L’attore è amato oltre che per il talento e la bravura, anche per la simpatia e l’affabilità con cui si rivolge a grandi e più piccoli.Giampaolo Morelli da cinque stagioni interpreta il divertente Ispettore Coliandro e confessa: “Nei panni di Coliandro ci sto così comodo potrei farlo per tutta la vita”. Sono molti gli impegni futuri dell’attore, dal cinema alla conduzione; lo vedremo infatti nel sequel del film Smetto Quando Voglio, la brillante commedia di Sydney Sibilia che racconta il mondo dei giovani laureati e disoccupati con una chiave di lettura inedita, ironica e un pizzico misteriosa che al primo film ha conquistato tutti. Circa il suo personaggio di questo film dice: “Sono un ingegnere che non trova lavoro e finisce per costruire armi da vendere alle milizie ribelli di qualche staterello che tenta colpi di Stato” – spiega l’attore, che reciterà al fianco di Edoardo Leo, Libero De Rienzo, Neri Marcorè, Pietro Sermonti e molti altri divi. Giampaolo Morelli sarà poi impegnato nella conduzione televisiva in un divertente show di Rai 1 ispirato al format inglese “Car pool Karaoke”: “Del classico karaoke ha davvero poco: io e l’ospite siamo in macchina, facciamo due chiacchiere ripercorrendo la sua carriera e poi cantiamo le sue canzoni come chiunque di noi farebbe, fermo nel traffico. Nessuna gara, solo un modo per conoscere meglio un personaggio”. Ci sarà poi anche spazio per la fiction, con la miniserie C’era una volta Studio Uno, dedicato allo storico show del sabato sera degli anni ’60, e per il nuovo film dal titolo


ancora incerto dei Manetti Bros dopo il successo di Song’e Napule. Una carriera variegata di cui seguiremo certamente i futuri esiti.


21/07/2016 www.adnkronos.com Sabina Guzzanti: "Quando la tv era libera scatenava una grande partecipazione" "La televisione, quando era libera, scatenava una grande partecipazione. La gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. la vita si è fatta angosciante, l’istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente e ti riempiono la testa di cose stupide e grette". Sabina Guzzanti, ospite oggi del Giffoni Film Festival, sollecitata dalle tante domande dei ragazzi, ha parlato anche di televisione. E, naturalmente, del suo ritorno con 'Tg Porco' su La7: "Ho qualche problema a lavorare in televisione, mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni". Non manca un riferimento critico al modo di fare giornalismo di questo periodo storico e del perché: "La questione delle persone che fanno informazione e non vengono pagate non riguarda solo internet, ci sono anche testate non indipendenti che pagano niente o quasi i loro collaboratori e questo accade anche nei giornali cartacei". "Poi ci chiediamo - continua - perché il giornalismo italiano è così vile, è così inconsistente. Tuttavia bisogna anche sapere che i giornalisti, soprattutto se non fanno parte di quella generazione che viene considerata privilegiata, arrivano a guadagnare anche 2 euro ad articolo, 30 euro ad inchiesta. Questo è uno dei tanti modi per censurare l'informazione perché è chiaro che se la gente non può vivere con questo lavoro è come dire che non può farlo". "La stessa cosa - osserva Sabina Guzzanti - accade per la cultura. Quando ti dicono che non vogliono finanziare la cultura, quella è censura. Dicono che con la cultura non si mangia ma questo festival, per esempio, sicuramente ha fatto bene all'economia della zona. Non è che la cultura non porti indotto, è che semplicemente preferiscono fare soldi con mezzi che mantengono la gente sotto controllo e non permettono che la creatività venga liberata. "Non capisco perché


alla Fiat - aggiunge - devono dare dei miliardi, che poi intascano loro e portano le fabbriche all'estero. Questo non restituisce nulla alle famiglie italiane che con i soldi delle loro tasse hanno tappato i buchi di dirigenti spesso incapaci: quelli sono i soldi pubblici buttati, non quelli per il cinema che produce denaro. Il vero problema è che il cinema non produce solo denaro ma produce anche indipendenza e libertà ".


21/07/2016 www.adnkronos.com Cinema: Genovese, dopo 'Perfetti sconosciuti' un film sulla bellezza della vita "Sono strafelice del successo di 'Perfetti sconosciuti' perché inaspettato e perché le commedie non sempre incontrano i favori della critica, vincono premi e vengono esportati. I produttori mi avevano chiesto di bissare questo successo con la realizzazione di eventuali seguiti cinematografici, serie televisive, web series, tracce per filoni pubblicitari. Ma non mi interessava fossilizzarmi in un filone così preciso". A parlare così è il regista Paolo Genovese che, ospite del Giffoni Film Festival, confida ai ragazzi che la prossima 'creazione' sarà totalmente diversa. "Il successo porta maggiori responsabilità, nel cinema come in politica - dice -. Penso, ad esempio, al risultato plebiscitario di Virginia Raggi a Roma: un'occasione così va sfruttata, perché dopo certi numeri, qualunque cosa io porti oggi a un produttore mi dice di sì. Proprio per questo farò qualcosa di rischioso, fuori dagli schemi" ma per il momento "stranamente ho solo il titolo, 'Il primo giorno della mia vita'. Non ci sarà l'amaro cinismo di 'Perfetti Sconosciuti', anzi sarà il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita. Un'idea cinematografica differente, che dal successo di 'Perfetti sconosciuti' riprenderà comunque la voglia di offrire un prodotto non allineato con gli orizzonti d'attesa del pubblico". "Continuerò a rischiare - promette - piuttosto che realizzare film banali. La mia filosofia professionale, del resto, e sempre stata chiara: non offrirò mai prodotti che piacciono, ma continuerò a proporre progetti che il pubblico non immaginava potesse amare". E, a proposito di positività, il Giffoni Film Festival viene visto dal regista come un segnale concreto di riscatto: "Mi emoziona stare qui, perché qui si fa cultura con e per i ragazzi. È fondamentale". "In Italia manca una politica culturale - osserva Genovese, richiamando le Istituzioni a un organico progetto educativo sulla settima arte - Ormai i giovani comunicano tra di loro attraverso l'audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale, ma manca l'educazione alla qualità, dovuta all'eccessiva pirateria che non solo toglie


circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell'immagine e del sonoro. Anche qui c'è una responsabilità delle Istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l'illegalità ed è un problema per il cinema italiano". Genovese sorride quando sente parlare di rinascita del cinema nazionale: "Un'annata buona non basta a farlo rinascere. Se rinasce è perché in realtà continua a morire. Se pensiamo agli incassi, al netto del fenomeno Zalone, siamo messi male. Ci vogliono risultati costanti, qualitativamente e quantitativamente, per almeno un decennio. La colpa è anche nostra: se il pubblico non va al cinema a vedere film italiani è anche perché non sono abbastanza belli". "Ogni nostro film - evidenzia il regista - bene a quello successivo. Bisogna innestare un circolo virtuoso. Anche in questo caso è importante il ruolo delle Istituzioni: potrebbero sostenere la distribuzione dei nostri film all'estero, magari coprendo parte delle spese di promozione, piuttosto che fare eventi sparsi nel mondo". Un rimbrotto e un suggerimento.


21/07/2016 www.sorrisi.com Sam Claflin a Giffoni: "Hunger Games mi mancherà" L'attore britannico diventato famoso nei panni di Finnick Odair è stato accolto dai suoi fan al "Meet The Stars" del Giffoni Film Festival 21 Luglio 2016 | 19:01 di Antonella Silvestri E venne il giorno di Sam Claflin al Giffoni Experience. Centinaia di fan scatenati per l'arrivo dell'attore britannico, una delle star internazionali più attese nella 46esima edizione della kermesse di Giffoni Valle Piana, ideata e diretta da Carlo Gubitosi. Durante l'incontro "Meet The Stars", Claflin ha ammesso a malincuore di non conoscere per niente la lingua italiana e di avere familiarità solo con le espressioni "Ciao, grazie mille, ti amo, pizza". Il giovane attore ha avuto ruoli importanti nella miniserie cult "I pilastri della Terra" e nelle pellicole "Biancaneve e il cacciatore", "#ScrivimiAncora (Love, Rosie)" e "Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare", ma la sua celebrità è legata alla saga di "Hunger Games". Claflin è entrato nel cuore dei fan con l'interpretazione di Finnick Odair, uno dei Tributi Vincitori del Distretto 4, sopravvissuto alla 65a edizione dei giochi avvenuta dieci anni prima. Sorteggiato per l'Edizione della Memoria, stringe subito un'alleanza con Katniss, affiancandola nella squadra speciale a capo della rivolta fino alla morte. E sulla morte di Finnick ha detto: "Quando ho fatto i provini non conoscevo i libri, li ho letti solo successivamente per poi scoprire la sua tragica fine. Cosa mi fa più male? Immaginare che se dovesse continuare la saga io non potrò più farne parte". "Non ho mai visto un film italiano" In Italia è amatissimo. "Devo essere completamente onesto, non ho mai visto un film italiano, o forse l'ho visto senza sapere che fosse un film italiano. Non sono molto bravo ad imparare le lingue, ho un figlio piccolo che mi porta via tanto tempo e ultimamente non guardo molta tv. Il mio consiglio è però quello di vedere quanti più film è possibile, perché ci permettono di crescere", ha dichiarato Claflin durante l'incontro sfoderando poi tutta la sua ironia anglosassone nel precisare: "Mi scuso ancora per non aver visto nessun film italiano, sono una persona orribile". Il giovane interprete ha poi parlato del suo rapporto con l'amore


ai tempi della tecnologia. Parlando del film "#Scrivimi ancora (Love, Rosie)" Claflin ha precisato: "La distanza ha un certo effetto certo, grazie alle nuove tecnologie però oggi posso parlare con mia moglie e mio figlio anche se sono distante. Il lato negativo della distanza è che a volte rischio di non vedere i miei amici per mesi". E mantenendosi sul filo dell'ironia si è congedato dai fan con "Potete farmi altre domande su Twitter se volete". Intanto a settembre uscirà in Italia, distribuito dalla Warner Bros, "Io Prima di te" (My before you) diretto da Thea Sharrock e tratto dall'omonimo best seller di "Moyes Joio". Nella pellicola, l'attore indossa i panni di un giovane e ricco banchiere, Will Traynor, finito sulla sedia a rotelle per un incidente. Sarà la nuova assistente Louisa "Lou" Clark (interpretata da Emilia Clarke) a dimostrargli che la vita vale ancora la pena di essere vissuta. Ma gli impegni non finiscono qui. Claflin ha da poco terminato le riprese di "My Cousin Rachel" al fianco di Rachel Weisz, in uscita il prossimo anno.


21/07/2016 www.video.ilsole24ore.com Sabina Guzzanti: Scanzi pessimo giornalista, mette bocca su tutto "Ho trovato molto stupido l'articolo di Scanzi come quasi tutto cio' che scrive, io non ne ho nessuna stima, del resto è uno che si occupa di politica, di televisione, di vino, di calcio, mi sembra uno di quei personaggi che mettono bocca su tutto senza capirci nulla". Lo ha detto Sabina Guzzanti, durante un incontro con i ragazzi al Giffoni Film Festival, attaccando il giornalista de "Il fatto Quotidiano", Andrea Scanzi, che in un articolo ha proclamato la fine della satira. "Questo fatto della fine della satira è una banalità, la tirano fuori di continuo, ogni tre anni ho letto articoli sulla morte della satira. In quell'articolo, tra l'altro, sosteneva che volevo candidarmi in politica ma non ho avuto il coraggio, cosa che è inventata di sana pianta, lo sanno tutti. Io penso che sia davvero un pessimo giornalista e mi dispiace che scriva per il Fatto".


21/07/2016 www.video.ilsole24ore.com Sabina Guzzanti: in tv programmi pensati per renderci passivi "Sicuramente la tv, quando voi non eravate nati, era libera, scatenava grande partecipazione e la gente aveva anche la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più, ti fanno pensare che tanto non cambia niente e potrà essere solo peggio, e ti riempiono di programmi fatti apposta per renderci passivi". Così Sabina Guzzanti parlando ai giovani giurati al Giffoni Film Festival in un incontro in cui ha toccato vari argomenti, dall'attualità alla politica, fino alla tv, dove tornerà l'anno prossimo dopo una lunga assenza, su La7. "La vita è sempre più angosciante - ha detto - quindi l'istinto ci porta alla fuga, ma non pensando a niente, in realtà, ti riempiono la testa di cose molto stupide e meschine che lavorano dentro di te e costruiscono la tua personalità in quel mondo". "Si sente dire tante volte che usiamo solo il 10% del nostro cervello e pensiamo che dobbiamo trovare delle strade per far funzionare il restante 90%. Non è che usiamo solo il 10% del cervello, perché l'altra parte è inaccessibile, ma perché è piena di idiozie, questo è il punto".


21/07/2016 www.video.ilsole24ore.com Luca Marinelli al Giffoni: Mi ispiro ai cattivi visti da bambino Cattivo ma solo sul grande schermo: Luca Marinelli, alias lo "Zingaro" di "Lo chiamavano Jeeg Robot" e ragazzo di vita in "Non essere cattivo" si racconta ai giovani giurati del Giffoni Film Festival e rivela quali ruoli di "villain" lo hanno affascinato da piccolo: "Ci sono delle ispirazioni naturalmente: da quando sono bambino fino ad ora ne ho visti tanti di cattivi e tanti che mi sono piaciuti, dal joker di Jack Nicholson al Silenzio degli Innocenti, dove c'è sia Anthony Hopkins che l'attore che fa Buffalo Bill - rivela - e poi c'è quest'opera caravaggesca del joker di Heath Ledger. Però sono tutte cose che uno vede, come se ti facessi un bagno in un mare meraviglioso, poi ti asciughi e dici 'ora ci provo io'. Queste ispirazioni sono belle, ti danno la possibilità di dire 'allora vado'...". Sui nuovi progetti - "Lasciati andare" diretto da Francesco Amato con Toni Servillo e "Tutto per una ragazza", nuovo film di Andrea Molaioli ("La ragazza del lago") tratto dal libro di Nick Hornby, dice: "Sono due ruoli minori, due piccole parti, che però mi sono piaciute molto. Quello che dicevo prima: se una cosa mi piace non importa la grandezza la si fa. Mi sembra un progetto molto bello in uno ho incontrato il regista che conoscevo solo per un film che aveva fatto, Francesco Amato, ho capito che mi interessava molto. Poi anche il privilegio di poter lavorare con Toni Servillo. Nell'altro caso il personaggio è completamente differente: un giovane padre un po' particolare, lì c'è Andrea Molaioli, sappiamo bene quello di cui è capace. La storia è molto bella. Devo ancora vedere i film, spero di vederli presto".


21/07/2016 www.affaritaliani.it Giffoni experience, fan in delirio per l'arrivo di Sam Claflin Fan in delirio, levatacce mattutine e giovani accampati per la notte: al 46esimo Giffoni Experience di Giffoni Valle Piana (Sa) è il giorno di Sam Claflin.L'attore idolo delle teenager, protagonista del recente "Io prima di te" di Thea Sharrock in uscita in Italia il primo settembre, dopo i successi di film cult per i giovani come "Pirati dei caraibi" e "Hunger games" ha incontrato i giovani di Giffoni giovedÏ 21 luglio 2016 in due occasioni: il "Meet the stars" e il "blu carpet".


21/07/2016 www.affaritaliani.it Matteo Garrone: "Giffoni Una passione invincibile MATTEO GARRONE: "GIFFONI? UNA PASSIONE INVINCIBILE" Dalle fiabe di Basile a Pinocchio, passando per la 'favola' del Giffoni 2016: Matteo Garrone, protagonista di un attesissimo incontro con i giurati e di una gremita Masterclass, conferma il progetto di trasposizione cinematografica della storia di Collodi. "Inizieremo a girare nella primavera 2017. Stiamo facendo molti test anche sugli effetti speciali e siamo ancora alla ricerca del protagonista". Il film, che dovrebbe uscire nel 2018, sarà girato in Italia e in italiano: un cambio di rotta dopo l'esperienza in inglese de Il Racconto dei Racconti, che intanto potrà gareggiare agli Oscar 2017 in tutte le categorie. L'interesse di Garrone, però, è tutta rivolto ai ragazzi: "Sono qui raccontare ai ragazzi il mio percorso di regista e il lavoro fatto per Il Racconto dei Racconti. Quando avevo la loro età, però, volevo fare il tennista: ero la disperazione dei miei genitori, non leggevo mai, ma ho sempre amato disegnare. Una tendenza verso le arti visive, in fondo, l'ho sempre avuta. Finché resto nel mondo della visione, anche visionaria, sono nel mio territorio". Esorta i giurati che cercano la propria Destinazione nel mondo a seguire "la passione, quella autentica, l'unica che può portarti dritto al proprio obiettivo". Una passione che si respira al Giffoni Film Festival: "C'è da tanti anni e mi sembra in costante crescita: ha un'energia e una passione invincibile". Nel corso dell'incontro con i Masterclass all'Antica Ramiera, Garrone ha spiegato: "I temi del Racconto dei racconti sono un po' gli stessi di altri film che ho fatto: l'ossessione, il desiderio, la trasformazione dei corpi. Nel "Racconto" c'è un grosso lavoro di effetti speciali, la libertà degli altri film non riuscivo ad averla. È un film con una struttura molto ingombrante nella lavorazione con una troupe di circa cento persone: è stato un film molto faticoso, il primo film in lingua inglese che ho girato e per la prima volta ho lavorato con star internazionali: è un film non commerciale, ma che sento mio, nonostante tutte le difficoltà che ho avuto. Mi sono messo alla prova". "Non rifarei il film con attori inglesi - confessa il regista - pensavo che avrei avuto vantaggi, considerando che era un film costoso. È stato un errore: Pinocchio lo farò in italiano, con attori italiani. L'internazionalità è


data dalla qualità e dall'originalità del film: se fai un film in Italia, lo fai in italiano... È un film più femminile e al femminile. Parla di donne in tre età diverse. Gomorra, invece, è un film maschile e al maschile".


21/07/2016 www.cinematografo.it Ri-animazione a quattro zampe Il mio cane si chiama vento, un corto di Peter Marcias: a Giffoni Experience, in Concorso, sabato 23 luglio Ri-animazione a quattro zampe Il fedele cane morto, il lutto da elaborare e, forse, una nuova felicità. E' Il mio cane si chiama vento, cortometraggio d'animazione di Peter Marcias, il regista de La nostra quarantena. Prodotto da Sardegna Film Commission e Progetto Heroes 20.20.20, passa in concorso a Giffoni Experience sabato 23 luglio: lungo una decina di minuti, è sceneggiato da Marco Porru, disegnato e animato da Riccardo Atzeni. Andrea, 6 anni, ha perso da poco il suo cane, e non sa farsene una ragione: la madre lo invita a prenderne un altro, ma lui non vuole tradire la memoria del suo amato compagno di giochi, finché... Disegni semplici ma fascinosi, dialoghi e rumori "in presa diretta", poetica semplice ma empatica, Il mio cane si chiama vento elabora il lutto con le coordinate della favola, celebra il rapporto privilegiato tar uomo e cane (animale), inneggia alla libertà di sentire, muoversi e condividere. C'est la vie.


21/07/2016 www.cinematografo.it Garrone, in cerca di Pinocchio "Sto facendo provini con bambini in tutta Italia, quello del personaggio creato da Collodi è un ruolo complesso", dice il regista. A Giffoni per il premio Truffaut Garrone, in cerca di Pinocchio Matteo Garrone al Giffoni Film Festival Matteo Garrone è pronto per Pinocchio, la sua nuova avventura cinematografica. Il regista, a Giffoni per ricevere il prestigioso premio Truffaut, conferma il suo prossimo impegno cinematografico, tratto dalla fiaba di Collodi. "Sarà legato alla favola, girerò in Italia e in italiano. Sto facendo provini con i bambini in tutta Italia, quello di Pinocchio è un ruolo molto complesso. Girerò in primavera per uscire nel 2018", annuncia. "Anche Il Racconto dei Racconti aveva un rapporto fiabesco con le immagini come in tutti i miei film". Garrone ricorda poi l'avventura di Gomorra: "Quando nel 2006 incontrai per la prima volta Roberto Saviano, che allora non era ancora conosciuto come oggi e aveva pubblicato il libro da poche settimane, decidemmo di lavorare a quel progetto per rendere al meglio visivamente le pagine del libro. Ma dissi subito che la cosa migliore sarebbe stata fare una serie televisiva perchè si sarebbe potuto trattare tutti i temi che affrontava il libro. All'epoca non c'erano i presupposti per fare una serie tv perchè il mercato non era così grande e forte come è ora. Quando dopo il film mi proposero la serie non aveva senso perchè sarei dovuto tornare negli stessi luoghi e sarebbe stato difficile. Ma penso che aver fatto una serie tv sia suna scelta sacrosanta e giustissima, ha avuto un enorme successo e hanno fatto un ottimo lavoro". Garrone si tiene ben distante dalle polemiche che hanno coinvolto la serie: "Gomorra è un film che va aldilà del luogo in cui era ambientato ed è un film che parla di temi universali", dice. A Napoli, dove sono ambientati quasi tutti i suoi film, Garrone riconosce la possibilità di offrire "espressioni, facce e caratteri importantissimi per un film". E ai ragazzi che stanno iniziando a fare cinema dà un consiglio: "Per arrivare alla vostra destinazione ci vuole la passione autentica non mimetica. Io a 13 ani volevo fare il tennista, non


leggevo neanche un libro e i miei genitori erano disperati. Quando ho fallito da tennista ho ripiegato nel cinema", scherza il regista.


21/07/2016 www.ilmattino.it Da Hollywood al blu carpet, fan in delirio per Claflin: «Ti amo Giffoni» Un ciao squillante seguito da un «ti amo». Sam Claflin, ospite della settima giornata del Giffoni Experience 2016, manda in delirio i fan assiepati in cittadella sin da ieri sera. Le prime domande, inevitabili, su Hunger Games, pellicola campione di incassi che lo ha visto protagonista: «Molti attori hanno sperimentato lo scetticismo e il disappunto dei fan quando sono stati scelti per alcuni ruoli. Io tendo ad ignorare le critiche. Interpretare Finnick stato un regalo immenso". Rimpianti? " Non mi guardo mai indietro ma ammetto che sapere che il mio personaggio muore nella saga e non potrà tornare in eventuali sequel mi rattrista molto». L'attore inglese per l'occasione ha presentato la sua ultima fatica cinematografica, «Io prima di te», tratto dall'omonimo romanzo e proiettato in anteprima al Giffoni Film Festival.


21/07/2016 www.ilmattino.it Omaggio Scarano: «Qui energia straordinaria, vado via depressa» È una carriera breve ma già ricca di grandi esperienze quella che Greta Scarano, ultima ospite della settima giornata della Masterclass del Giffoni Experience 2016, ha avuto la possibilità di raccontare ai giovani cinefili all'interno dell'Antica Ramiera, location fra le più belle della kermesse picentina. Un incontro che ha colpito non poco l'attrice (nota per aver recitato in Ris Roma, Romanzo Criminale e Un Posto al Sole): «Ho riscontrato un'energia e un interesse non comuni. Ora me ne andrò via depressa perché so che fino al prossimo Gff non potrò più rivivere le stesse emozioni». L'attrice sarà sul grande schermo ad ottobre con «La verità sta in cielo», pellicola di Roberto Faenza con Riccardo Scamarcio e Valentina Lodovini.


21/07/2016 www.ilmattino.it Eugenio Bennato live a Giffoni: «Io sempre controcorrente» «Destinazione è punto di arrivo e punto di partenza. La mia è quella di essere sempre controcorrente». Sarà il «Taranta Power» di Eugenio Bennato il protogonista della settima giornata del Campania Sound Experience, contest musicale del Giffoni Experience 2016. Il musicista napoletano, che si esibirà questa sera in piazza Lumiere, porterà sul palco i brani più famosi del suo repertorio, contenuti nella raccolta «Canzoni di contrabbando» uscita lo scorso 29 gennaio. «Il sud, a livello creativo, ha sempre avuto una marcia in più - racconta Bennato - ora sta riscoprendo anche le sue ricchezze, ed i tanti festival dedicati alla musica, da Melpignano a Caulonia, lo testimoniano. Napoli è diventata la capitale di una sonorità che si discosta dalla moda globalizzante».


21/07/2016 www.ilmattino.it Genovese sul blu carpet: «Il mio nuovo film nel 2017» Si intitolerà «Il primo giorno della mia vita» il prossimo film di Paolo Genovese, reduce dal successo di pubblico e di critica di «Perfetti sconosciuti». A dare l'annuncio lo stesso regista, ospite della settima giornata del Giffoni Experience 2016: «Al momento c'è solo il titolo». Nel festival dedicato ai giovani un consiglio per coloro che muovono i loro primi passi nel mondo del cinema: «Difficile dare consigli perché questo è un mestiere soggettivo. Quello che mi sento di dire ai ragazzi è: non pensate alla tecnica, se avete un'idea raccontatela con qualsiasi mezzo».


21/07/2016 www.askanews.it Sabina Guzzanti: in tv programmi pensati per renderci passivi "Sicuramente la tv, quando voi non eravate nati, era libera, scatenava grande partecipazione e la gente aveva anche la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più, ti fanno pensare che tanto non cambia niente e potrà essere solo peggio, e ti riempiono di programmi fatti apposta per renderci passivi". Così Sabina Guzzanti parlando ai giovani giurati al Giffoni Film Festival in un incontro in cui ha toccato vari argomenti, dall'attualità alla politica, fino alla tv, dove tornerà l'anno prossimo dopo una lunga assenza, su La7. "La vita è sempre più angosciante - ha detto - quindi l'istinto ci porta alla fuga, ma non pensando a niente, in realtà, ti riempiono la testa di cose molto stupide e meschine che lavorano dentro di te e costruiscono la tua personalità in quel mondo". "Si sente dire tante volte che usiamo solo il 10% del nostro cervello e pensiamo che dobbiamo trovare delle strade per far funzionare il restante 90%. Non è che usiamo solo il 10% del cervello, perché l'altra parte è inaccessibile, ma perché è piena di idiozie, questo è il punto".


21/07/2016 www.optimaitalia.it Al Giffoni Film Festival 2016 Gabriele Mainetti “Jeeg Robot 2? Mai dire mai!” Un boato dei ragazzi del Giffoni Film festival accoglie Gabriele Mainetti, l’acclamato regista di Lo chiamavano Jeeg Robot. Era prevedibile, visto l’immaginario fumettistico su cui si regge il film, perfettamente in sintonia con le predilezioni dei giovani. Ma l’operazione del regista romano ha un respiro anche più ampio, annodando con grande intelligenza ispirazione pop e tensione realista, frullati attraverso una sensibilità che ha accenti romantici e un lirismo che posa sui personaggi uno sguardo sempre umanissimo e non giudicante. Ed è proprio dalle curiosità relative ai personaggi principale di Lo chiamavano Jeeg Robot che è cominciato il dialogo tra Gabriele Mainetti è la platea del Giffoni Film Festival. Primo, lo Zingaro, il cattivo intrepretato magistralmente da Luca Marinelli: “ Lo Zingaro è molto amato perché ha una vulnerabilità che ci riguarda tutti – esordisce il regista –, lui ha bisogno di mettersi in vetrina, posta su youtube i suoi video. Subisce la grande nevrosi contemporanea del like che è un problema generalizzato. Però non ho voluto sottolineare questo elemento per fare una denuncia di un male contemporaneo: era un espediente per raccontare un cattivo diverso, che possedesse una sua sensibilità e ambiguità. È anche la ragione della sua sessualità poco definita. È un uomo che ha disperatamente bisogno di essere amato, che il punto di debolezza dell’uomo d’oggi. Per questo dico che Lo chiamavano Jeeg Robot è un film sull’identità”.


21/07/2016 www.goldwebtv.it Giffoni 2016. Sorpresa in conferenza stampa per Chiara Francini, ecco cosa è successo L'attrice Chiara Francini ospite oggi della 46a edizione del Giffoni Experience. Un ritorno per la Francini già ospite nel 2012 della kermesse dedicata al cinema per ragazzi. Chiara è reduce dal successo televisivo della fiction 'Non dirlo al mio capo' in cui interpretava il ruolo di Perla. In autunno la vedremo in teatro accanto a Raul Bova nello spettacolo 'Due' per la regia di Luca Miniero. La Francini dello spettacolo ci ha detto:"La scena si apre con loro due che vanno a vivere insieme per la prima volta e stanno montando un letto. Iniziano a farsi domande del tipo come saremo tra vent'anni, ovviamente è la donna che fa tutte queste domande. Pensano a come saranno i figli, pensano a quelli che sono stati gli amanti del passato. E' anche una sorta di riflessione su come nei rapporti d'amore siano importanti le ingerenze esterne. E' un testo - conclude - in cui si ricoscerenno tutte le persone che sono in coppia uomini e donne." Al termine della conferenza stampa una sorpresa per la Francini. Un mypuppit con le sue sembianze ha generato in lei tantissimo entusiasmo. Dopo l'incontro con la stampa sfilerà sul blu carpet ed incontrerà la giuria Elements+10.


21/07/2016 www.inthemovie.com Giffoni Film Festival: Annuncio Dean-Charles Chapman Dean-Charles Chapman al Giffoni 2016 per un Meet the Stars che si preannuncia già 'reale' in programma sabato 23 luglio. L'attore inglese, conosciuto per aver interpretato Tommen Baratheon nella pluripremiata serie Il Trono di Spade in onda su Sky Atlantic, arriva al Giffoni per incontrare il pubblico del Festival e per partecipare all'anteprima di “Fungus The Bogeyman”, film tv in live-action prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television, tratto dall’omonimo libro per bambini di Raymond Briggs e in prima visione a settembre su Sky Cinema Family HD (canale 306). Un'occasione da non perdere per i fans del giovanissimo e versatile attore inglese, che ha conquistato le platee teatrali come protagonista di Billy Elliot the Musical e che si prepara a coinvolgere il pubblico dei più giovani con le due puntate dedicate alla storia di Fungus (Bogeyman, L’Uomo Nero), strano essere che vive nel sottosuolo insieme alla moglie Mildew e al figlio Mould, e il cui lavoro (come quello di tutti i Bogeymen), è fare scorribande notturne nel “Mondo di sopra”, quello degli umani, per seminare il panico tra di loro. Ancora mondi 'possibili' e paralleli per l'attore, classe 1997, che vivrà l'emozione del 'mondo reale' del Giffoni 2016 dopo aver vissuto per tre stagioni il clima de Il Trono di Spade. Dopo l'incontro con il cast di Gomorra - La Serie e con Evanna Lynch, la sognante Luna Lovegood di Harry Potter, il programma di Meet the Stars si arricchisce, quindi, di un nuovo straordinario appuntamento: Dean-Charles Chapman vi aspetta al Giffoni il 23 luglio.


21/07/2016 www.italpress.com PAOLO GENOVESE "DOPO PERFETTI SCONOSCIUTI FILM POSITIVO "In Italia manca una politica culturale". Paolo Genovese, dalla Cittadella del Cinema, richiama le Istituzioni a un organico progetto educativo sulla settima arte. "Ormai i giovani comunicano tra di loro attraverso l'audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale, ma manca l'eduzione alla qualità, dovuta all'eccessiva pirateria che non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell'immagine e del sonoro. Anche qui c'è una responsabilità delle Istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l'illegalità ed è un problema per il cinema italiano" precisa il regista. Sorride quando sente parlare di rinascita del cinema nazionale: "Un'annata buona non basta a farlo rinascere. Se rinasce è perché in realtà continua a morire. Se pensiamo agli incassi, al netto del fenomeno Zalone, siamo messi male. Ci vogliono risultati costanti, qualitativamente e quantitativamente, per almeno un decennio. La colpa è anche nostra: se il pubblico non va al cinema a vedere film italiani è anche perché non sono abbastanza belli. Ogni nostro film fa bene a quello successivo. Bisogna innestare un circolo virtuoso. Anche in questo caso è importante il ruolo delle Istituzioni: potrebbero sostenere la distribuzione dei nostri film all'estero, magari coprendo parte delle spese di promozione, piuttosto che fare eventi sparsi nel mondo". A proposito di responsabilità, sono tante anche quelle che vengono da un successo come quello di Perfetti Sconosciuti, di cui è "strafelice perché inaspettato e perché le commedie non sempre incontrano i favori della critica, vincono premi e vengono esportati". E confessa "I produttori mi avevano chiesto di bissare questo successo con la realizzazione di eventuali seguiti cinematografici, serie televisive, web series, tracce per filoni pubblicitari. Ma non mi interessava fossilizzarmi in un filone così preciso". La 'destinazione' successiva, infatti, sarà totalmente diversa: "Il successo porta maggiori responsabilità, nel cinema come in politica. Penso, ad esempio, al risultato plebiscitario di Virginia Raggi a Roma: un'occasione così va sfruttata, perché dopo certi numeri, qualunque cosa io porti oggi a un produttore mi dice di sì. Proprio per questo farò qualcosa di rischioso, fuori dagli schemi". Arriva così un nuovo film con


un cambio di marcia: "Stranamente ho solo il titolo, 'Il primo giorno della mia vita'. Non ci sarà l'amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita. Un'idea cinematografica differente, che dal successo di Perfetti sconosciuti riprenderà comunque la voglia di offrire un prodotto non allineato con gli orizzonti d'attesa del pubblico. "Continuerò a rischiare, piuttosto che realizzare film banali. La mia filosofia professionale, del resto, e sempre stata chiara: non offrirò mai prodotti che piacciono, ma continuerò a proporre progetti che il pubblico non immaginava potesse amare". E, a proposito di positività, il Giffoni Film Festival viene visto dal regista come un segnale concreto di riscatto "Mi emoziona stare qui perché qui si fa cultura con e per i ragazzi. È fondamentale"


21/07/2016 www.quotidianodipuglia.it Comunicazione digitale, uno studente salentino vince il concorso Optima Erasmus Dario Rizzo, 25 anni, di Surano, studente di Economia e gestione degli intermediari finanziari all'Università di Siena, ha vinto la III edizione di Optima Erasmus, il primo "#Sociality" dedicato agli studenti immatricolati nelle università italiane e spagnole, vincitori di borsa Erasmus 2015-2016, lanciato da Optima Italia Spa, multiutility italiana attiva nel mercato dell'energia e delle telecomunicazioni. Rizzo, da poco tornato dall'esperienza Erasmus a Reading (Inghilterra), era inizialmente candidato insieme ad altri 500 ragazzi delle università italiane e spagnole vincitori di borsa di studio Erasmus 2015/2016. Lo studente leccese ha superato due prove: una votazione online e una attraverso una giuria di esperti. I sei finalisti hanno così potuto partecipare alla terza edizione di Optima Erasmus, raccontando quotidianamente le loro esperienze su una piattaforma sviluppata ad hoc, www.optimaerasmus.com, dove la rete e una giuria di qualità hanno votato e giudicato la creatività delle iniziative di comunicazione digitale presentate. Ora è tornato in Italia, dove ha iniziato una Summer school in "Communication in a global context" della Purdue University (Usa), che si tiene a Siena e dal 15 luglio ha preso parte al Giffoni Dream Team, un gruppo di studenti provenienti da varie parti del mondo e chiamati a sviluppare progetti, prototipi e item per il mercato della digital education e del digital learning, nell'ambito della storico appuntamento Giffoni Film Festival, in corso a Giffoni Valle Piana. Oltre alla borsa di studio, Optima Italia darà al vincitore l'opportunità di accedere a uno stage formativo presso un'azienda partner del progetto e consegnerà un premio strettamente legato alle sue attitudini personali e professionali.


21/07/2016 www.giornaledellospettacolo.it Matteo Garrone: "Sono alla ricerca del bambino giusto per Pinocchio "Stiamo continuando a fare provini per cercare il bambino protagonista, su cui poggia tutto il film. Finora ne abbiamo fatti tanti a Catania, a Roma e nel Napoletano. La lingua sarà neutra, non gli dò una connotazione territoriale". Lo ha anticipato il regista a Giffoni Experience, dove ha ricevuto il Premio Truffaut. "Di questo nuovo progetto parlerò in modo più specifico più avanti - ha aggiunto - ma posso dire che resterò legato alla fiaba. Dovrei girare in primavera dell'anno prossimo, stiamo già facendo molti test anche legati agli effetti speciali. Il film dovrebbe essere pronto nel 2018". A chi gli chiedeva come mai avesse deciso di realizzare il nuovo film legato al mondo delle favole, ha spiegato: "La lezione che ho imparato con 'Il racconto dei racconti' mi sarà utile anche con Pinocchio, io ogni volta voglio proporre qualcosa di diverso, voglio esplorare un territorio nuovo".


21/07/2016 www.gossip.it Miriam Leone, t-shirt bianca e gonna colorata al Giffoni Experience L'attrice siciliana protagonista a Salerno durante un incontro con i ragazzi Look fresco e colorato per la bella rossa che vedremo presto al cinema Miriam Leone beata tra i giovani al Giffoni . L'attrice siciliana è stata la protagonista del Giffoni Experience , il festival cinematografico che si svolge ogni anno, a luglio, per la durata di circa dieci giorni, nella città di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno . Miriam Leone è stata ospite al Giffoni Experience, il festival cinematografico che si svolge ogni anno La bella rossa è stata ospite di un incontro con i giovani giurati. L'attrice ed ex Miss Italia ha parlato del ruolo delle donne, del suo rapporto con la tv e il cinema: 'Le ragazze di oggi stanno potenziando il loro girl power, studiano, lavorano, escono di casa, sono sempre più libere di fare le proprie scelte. Le donne però dovrebbero fare più squadra, come gli uomini'. Look fresco e colorato per Miriam che ha indossato una Tshirt bianca e una gonna a pieghe con stampa floreale, borsa a tracolla GG Marmount in pelle rossa matelassé, sandali a tacco alto in pelle oro. Quest'anno l'attrice ha devuttato come co-conduttrice su Mediaset insieme a Fabio Volo e Geppi Cucciari a le Iene : 'E' stato molto divertente, sono felice di averlo fatto, ma sapevo che per gli altri impegni non avrei potuto ripeterla, quindi, addio Iene' .


21/07/2016 www.lettera43.it Sabina Guzzanti: in tv programmi pensati per renderci passivi 'Sicuramente la tv, quando voi non eravate nati, era libera, scatenava grande partecipazione e la gente aveva anche la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più, ti fanno pensare che tanto non cambia niente e potrà essere solo peggio, e ti riempiono di programmi fatti apposta per renderci passivi'.Così Sabina Guzzanti parlando ai giovani giurati al Giffoni Film Festival in un incontro in cui ha toccato vari argomenti, dall'attualità alla politica, fino alla tv, dove tornerà l'anno prossimo dopo una lunga assenza, su La7.'La vita è sempre più angosciante - ha detto - quindi l'istinto ci porta alla fuga, ma non pensando a niente, in realtà, ti riempiono la testa di cose molto stupide e meschine che lavorano dentro di te e costruiscono la tua personalità in quel mondo'.'Si sente dire tante volte che usiamo solo il 10% del nostro cervello e pensiamo che dobbiamo trovare delle strade per far funzionare il restante 90%. Non è che usiamo solo il 10% del cervello, perché l'altra parte è inaccessibile, ma perché è piena di idiozie, questo è il punto'


21/07/2016 www.lettera43.it Giffoni experience, fan in delirio per l'arrivo di Sam Claflin Fan in delirio, levatacce mattutine e giovani accampati per la notte: al 46esimo Giffoni Experience di Giffoni Valle Piana (Sa) è il giorno di Sam Claflin.L'attore idolo delle teenager, protagonista del recente 'Io prima di te' di Thea Sharrock in uscita in Italia il primo settembre, dopo i successi di film cult per i giovani come 'Pirati dei caraibi' e 'Hunger games' ha incontrato i giovani di Giffoni giovedÏ 21 luglio 2016 in due occasioni: il 'Meet the stars' e il 'blu carpet'.


21/07/2016 www.lettera43.it Matteo Garrone annuncia: "Pinocchio Primo ciak in primavera" E' la giornata di Matteo Garrone al Giffoni Film Festival. Il regista ha incontrato alcuni giovani, tenendo una masterclass con ragazzi curiosi di conoscere alcuni dettagli dei film più noti da lui diretti, da 'Gomorra' a 'Il racconto dei racconti'.Garrone ha anche annunciato che il suo prossimo progetto, 'Pinocchio', sarà totalmente italiano, girato in Italia con attori italiani.'E' vero che farò Pinocchio, lo farò in Italia e in italiano'. 'Stiamo continuando a fare provini, è un ruolo molto complesso. Dovrei iniziare a girare in primavera del prossimo anno ed uscire nel 2018'.Mentre sulla serie tv Gomorra, il regista afferma: 'Nel 2006, quando ho incontrato Saviano che aveva appena pubblicato il libro, decidemmo insieme di lavorare a quel progetto, dissi al produttore che per riuscire a rendere al meglio il testo sarebbe intelligente fare una serie televisiva piuttosto che un film. Volevo già farla nel 2006, ma non c'erano i presupposti per fare una serie come avrei voluto farla io. Mentre oggi ci sono'.


21/07/2016 www.badtaste.it Giffoni 2016: la nostra intervista a Sabina Guzzanti! La seconda MasterClass di questo caldo pomeriggio di Giffoni Film Festival è stata dedicata alla filmografia di Sabina Guzzanti (Viva Zapatero!, Draquila - L'Italia che Trema, La Trattativa), irriverente e cinica regista, sceneggiatrice nonché (e prima di tutto) comica italiana ospite dell'evento mediato dal nostro Francesco Alò. Ecco cosa ci ha raccontato in video. Vi ricordiamo che ogni mattina, alle 10.00, presso la Sala De Sica si terrà la BadAcademy, una serie di incontri durante i quali il nostro Francesco Alò presenterà, mostrerà e analizzerà, assieme ai giovani ragazzi in sala, le opere degli autori o degli attori che nel pomeriggio saranno presenti per interagire con i partecipanti alla MasterClass (presso le Antiche Ramiere). Noi di BadTaste.it, in qualità di Media Partner ufficiali, seguiremo per voi tutti gli eventi nonché i numerosi ospiti sia all'interno della nostra Sezione Speciale dedicata al festival sia sui nostri Social:Facebook, Twitter e Instagram.


21/07/2016 www.badtaste.it Giffoni 2016: la nostra video-intervista a Paolo Genovese, regista di Perfetti Sconosciuti! Quest'oggi, dopo aver visto Perfetti Sconosciuti con i giovani e attenti Giurati del Giffoni Film Festival, film italiano uscito nelle sale lo scorso anno arrivando a incassare più di 18 Milioni di Euro, abbiamo avuto l'occasione di parlare con il regista della pellicola, Paolo Genovese (La Banda dei Babbi Natale, Immaturi, Tutta Colpa di Freud, Sei Mai Stata Sulla Luna?), dopo un'intensa MasterClass durata ben due ore presso le Antiche Ramiere. Di seguito potete scoprire cosa ha raccontato al nostro Francesco Alò, mediatore dell'evento. Vi ricordiamo che ogni mattina, alle 10.00, presso la Sala De Sica si terrà la BadAcademy, una serie di incontri durante i quali il nostro Francesco Alò presenterà, mostrerà e analizzerà, assieme ai giovani ragazzi in sala, le opere degli autori o degli attori che nel pomeriggio saranno presenti per interagire con i partecipanti alla MasterClass (presso le Antiche Ramiere). Noi di BadTaste.it, in qualità di Media Partner ufficiali, seguiremo per voi tutti gli eventi nonché i numerosi ospiti sia all'interno della nostra Sezione Speciale dedicata al festival sia sui nostri Social:Facebook, Twitter e Instagram.


21/07/2016 www.filmforlife.org Jennifer (Aniston) è una di noi Il 23 luglio sarà una giornata speciale per quanti saranno presenti alla 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Ospite d'eccezione sarà infatti la bellissima Jennifer Aniston che incontrerà i ragazzi rispondendo alle loro domande. La conferenza sarà anche l'occasione per raccontare una carriera costruita grazie a successi al botteghino e sul piccolo schermo, dalla sitcom che l'ha resa celebre nel mondo alle ultime pellicole. Questo ci dà anche a noi l'occasione per rispolverare alcune curiosità sulla vita e sulla carriera di una delle attrici più brave e affascinanti di Hollywood. La sua carriera comincia sui palco palcoscenici di off-Broadway, per poi approdare nel 1989 alla tv con la serie Molloy. Ma il successo e la fama arrivano con la sit-com più divertente di tutti i tempi, Friends nella quale interpreta l'indimenticabile e icona di numerose generazioni, Rachel Green. Un ruolo che le ha consegnato un Emmy Award nel 2002 come Miglior Attrice Protagonista in una serie comica e un Golden Globe nel 2003 come Miglior Attrice in una commedia o serie musicale. Dopo la tv sono numerosi i ruoli ottenuti per il cinema, soprattutto in commedie, Una settimana da dio, ...E alla fine arriva Polly, Vizi di famiglia, Ti odio, ti lascio, ti..., Io & Marley, Il cacciatore di Ex, Mia moglie per finta, ma anche in diversi film drammatici, Derailed - Attrazione letale, Cake. Attualmente Jennifer Aniston è nelle sale italiane con Mother's Day, in cui insieme a Kate Hudson, Julia Roberts, Jason Sudeikis è la protagonista di una serie di storie intrecciate che esaltano il legame materno spesso conflittuale, ma sempre fortissimo, talvolta folle! Nel frattempo sta girando la commedia natalizia Office Christmas Party con Jason Bateman mentre è previsto per il prossimo autunno, l'arrivo nei cinema della pellicola The Yellow Bird, tratto dall'omonimo romanzo di Kevin Powers in cui Jennifer interpreta la madre di un soldato impegnato nella guerra in Iraq. jenniferanistonMolto movimentata e sempre al centro della curiosità dei fan è stata anche la vita privata della "donna più bella del mondo per l'anno 2016", così come è stata definita dal magazine People. Bellissima, icona di uno stile acqua e sapone, per anni è stata fidanzata e poi sposata con il sex symbol Brad Pitt. Dopo la forte delusione per il tradimento e il fallimento del matrimonio e dopo diverse altre pene d'amore,


ha saputo ricostruire se stessa, trovando una nuova serenità al fianco di Justin Theroux, dal quale ha smentito di recente a gran voce di aspettare un figlio. Jennifer è un'attrice brillante ma è soprattutto è una donna, una di noi, quella che tutte potremmo e vorremmo essere se credessimo molto di più in noi stesse, se non ci facessimo condizionare la vita da un tradimento, dal ruolo che la società vorrebbe imporci (madre, moglie), se focalizzassimo tutte le nostre energie e forze nel migliorare le nostre potenzialità. #JenniferUnadiNoi


21/07/2016 www.fanpage.it Sabina Guzzanti: "Non mi hanno fatto lavorare in tv per 15 anni, la satira è proibita" La comica, che tornerà in tv su la7, parla senza peli sulla lingua al Giffoni Film Festival: "La censura mi ha toccato da vicino, mi cacciano sempre. La tv non è più libera". Sabina Guzzanti: Tra i tantissimi ospiti che stanno popolando questa edizione del Giffoni Film Festival, è apparsa anche Sabina Guzzanti, intervenuta per una Masterclass davanti al giovane pubblico della manifestazione cinematografica. Per la comica e regista, è stata l'occasione per un interessante discorso sulla satira in tv. Dichiarazioni, quelle della Guzzanti, destinate a sollevare un ampio dibattito Ho qualche problema a lavorare in televisione, . Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia con un green screen. Un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni. Oggi non c'è satira perché non si può fare, non perché non ci sia chi sappia farla. Non te la fanno fare, è proibita oggi. Chi fa satira li vedi nei cabaret, ma non ti fanno fare qualcosa di prestigioso. "La censura mi ha toccato da vicino, la tv non è più libera" La Guzzanti è pronta a tornare finalmente sul piccolo schermo, con la copertina di Piazzapulita su La7. Mi sono battuta per la libertà di espressione, la censura mi ha toccato da vicino. Per 15 anni non ho lavorato in tv, ma ho fatto cinema e documentari. Non c'è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende, altrimenti lo lasci decidere agli altri. Dobbiamo costruire il futuro che vogliamo. Quando era libera, la tv scatenava partecipazione, reazioni, anche la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante, l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente e ti riempiono la testa di cose stupide e grette. La Guzzanti ha parlato anche del suo ultimo film, "La trattativa", su cui, dopo il passaggio alla Mostra di Venezia 2014, c'è stato il silenzio più totale: "C'è stata una forte irritazione di Napolitano verso il film e c'è stata una chiusura praticamente totale della stampa. Ci sono state pressioni anche a livello internazionale, ne sono


certa. I miei film sono sempre usciti in Francia con un'incredibile attenzione della stampa. Su questo film, invece, non è uscito nulla. Non può essere un caso". Su Berlusconi: "Felice di avere contribuito alla sua caduta" Infine, un immancabile accenno all'eterno "nemico" Silvio Berlusconi Avevo 22 anni quando l'ho incontrato. Berlusconi aveva censurato un programma di Ricci che si chiamava Matrioska e ci invitò ad Arcore per altri progetti, visto che non voleva perdere alcuni di noi. Avevo aspettative molto alte: Craxi era ancora abbastanza in auge e non si pensava a una discesa in campo di Berlusconi. Sembrava l'imprenditore in gamba che voleva creare spazi nuovi in tv. Ma sono rimasta delusa da subito: ho avuto la sensazione di una persona di estrema volgarità , antidemocratica. L'ho subito percepito come un pericolo enorme. Sono felice di avere contribuito anche in minima parte alla sua caduta.


21/07/2016 www.assodigitale.it Abel - Il figlio del vento: ecco trailer italiano Ecco il trailer italiano di Abel - il figlio del vento. Arriverà nelle nostre sale il 29 settembre, dopo essere stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2016, Abel - il figlio del vento , pellicola diretta da Gerardo Olivares e Otmar Penker che vede nel cast Jean Reno, Tobias Moretti e il giovanissimo Manuel Camacho . Qui sotto trovate il trailer: L'aquilotto più forte è destinato a scacciare dal nido il fratello più debole: questo è solitamente ciò che accade quando due piccoli di aquila si trovano a condividere lo stesso nido. Spesso accade anche tra gli uomini che, a ferirli, siano proprio le persone più vicine. Lukas, infatti, soffre a causa della freddezza che il padre mostra nei suoi confronti successivamente alla dolorosa perdita della moglie, morta nel tentativo di salvare il piccolo Lukas da un incendio. Il bambino porta sulle sue giovani spalle il peso della morte della madre. La storia della nostra aquila ha inizio nel nido in cui è nata. L'aquilotto primogenito scaccia il fratello più debole dal nido condannandolo a morte certa una volta caduto nel bosco. Ma il destino dà una mano al cucciolo: Lukas trova l'aquilotto, lo chiama Abel e decide di prendersene cura in segreto, offrendogli tutto l'amore e la compagnia che gli sono invece negati a casa. Sarà pronto Lukas, quando arriverà il tempo di restituire Abel alla natura selvaggia dalla quale proviene, a cominciare una nuova vita?


21/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - Incontro con Luca Marinelli Uno dei protagonisti della scorsa stagione cinematografica, con "Non essere cattivo" di Claudio Caligari e "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti: abbiamo incontrato Luca Marinelli al Giffoni Film Festival 2016. Il tuo personaggio dello Zingaro in "Lo chiamavano Jeeg Robot" ricorda molto il Joker di Heath Ledger ne "Il cavaliere oscuro" di Nolan. Ti sei ispirato a lui? Ci sono sempre delle ispirazioni, naturalmente, anche inconsapevoli, guardiamo qualcosa che ci piace e un po' di quella cosa rimane in noi. Posso dire che il Joker di Jack Nicholson, l'Hannibal Lecter di Anthony Hopkins, il caravaggesco e strepitoso Joker di Ledger, sicuramente, sono tra le cose più forti a livello recitativo che io abbia mai visto. Un attore, come dicevo prima, guarda le cose, le introietta, e poi cerca di rifarle, o quantomeno ci prova. Cosa pensi della crisi attuale del cinema italiano? Perchè i produttori scelgono sempre la via più facile per arrivare ai grandi incassi? Perché vogliono fare soldi, e se i film incassano cercano di ripetere all'infinito la formula che credono vincente. Non è possibile, al contempo, che "Non essere cattivo" abbia rischiato di non vedere mai le sale, rischio che si è corso anche per Jeeg Robot, Gabriele Mainetti ha dovuto aprire una sua casa di produzione, e buon per lui che avesse i fondi necessari a farlo. Io dico che bisogna fidarsi del pubblico, il pubblico è intelligente, può vedere di tutto, basta farglielo arrivare in sala. I personaggi principali che hai interpretato nella tua carriera, Cesare, lo Zingaro, ma anche il tuo ruolo ne "La grande bellezza", hanno sempre grandi aspirazioni, spesso frustrate dalla durezza della realtà. Può essere proprio la bellezza di Roma, della tua città, che influenza e provoca queste grandi aspirazioni? Interessante quello che hai detto, Roma ha un ritmo tutto suo, ha un cinismo "comico", una depressione romantica, e indubbiamente essere romano mi ha aiutato a confrontarmi con quei personaggi, ho già quei ritmi, quei tempi ... È stato più difficile interpretare lo Zingaro o Cesare di "Non essere cattivo"? Sono state due avventure meravigliose, non posso e non riesco a scegliere. Li si accomuna spesso perchè secondo molti sono due "cattivi", ma io non sono per niente d'accordo. Cesare non è cattivo, è disperato, e sono stati alcuni carcerati che ho


incontrato durante una delle presentazioni del film che lo hanno definito così, e io davvero credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro. In "La solitudine dei numeri primi" interpretavi un personaggio con un trauma infantile trascinato fino all'età adulta. Hai studiato o incontrato persone reali con queste esperienze? Era il mio primo film, ero emozionatissimo. Il lavoro con Saverio Costanzo è partito molto prima delle riprese, anche perchè dovevo avere un cambiamento fisico che ha cambiato molto anche me, e di questo mi sono accorto poi solo in seguito. Ho incontrato dei bambini afflitti dalla sindrome di Asperger, ho incontrato Paolo Giordano, l'autore del libro, mi sono preparato moltissimo. Il tuo modello attoriale, se ne hai uno? Ogni film che ho visto mi ha ispirato in qualche modo. Vedere belle cose ti aiuta sempre a fare belle cose, possiamo sintetizzare così. Se questi due film, parliamo sempre di "Non essere cattivo" e Lo chiamavano Jeeg Robot", fossero arrivato in un momento diverso pensi avrebbero avuto lo stesso successo? E' il momento giusto per provare a fare un po' di cinema "diverso" anche in Italia? Devo dire che io tutta questa crisi nel cinema italiano non la vedo, in tutta onestà. Faccio parte della giuria dei David di Donatello dal momento in cui sono stato nominato per "Tutti i santi giorni", abbiamo un sito dal quale possiamo guardare tutti i film italiani dell'anno, e devo dire che vedo tanti film davvero belli, che magari poi non arrivano nemmeno in nomination. Guido di "Tutti i santi giorni" e lo Zingaro vivono nella stessa Roma, cosa li fa diventare così realistici, così credibili? Probabilmente è tutta la struttura che hanno intorno, il regista, lo sceneggiatore, tutto questo contribuisce a rendere "reali", come hai detto tu, questi personaggi. A volte, quando ti mandano questi script meravigliosi da leggere, vorresti correre immediatamente a fare il provino. Chiudo questa risposta con una citazione di cui non mi ricordo l'autore, ma mi sembra particolarmente calzante: "Osservare il quotidiano è elevarlo". Ti senti un ragazzo maledetto quanto i tuoi ultimi personaggi? No, sono una persona abbastanza normale, qualunque cosa questo voglia dire, un po' tormentata magari, ma normale. Alessandro Borghi, qui qualche giorno fa, ha dichiarato di aver subito una sorta di perdita dell'io mentre interpretava Vittorio. È successo anche a te? Accade inconsciamente. Per "Non essere cattivo" ci sono due momenti che sono rimasti scolpiti nella mia memoria, uno è il primo provino con Alessandro, quando ci siamo subito "riconosciuti", non riesco a trovare un termine migliore. Un altro momento è stato quando abbiamo girato la scena in cui ci picchiamo nel bar di Vittorio: la mattina in cui dovevamo girarla non ci siamo parlati, nemmeno salutati, e non ce l'eravamo detto prima, per tre ore ci siamo ignorati. Quando poi abbiamo fatto la scena, e Caligari ha dato il "buona", ci siamo abbracciati per più di un minuto. È importante per un attore, per te, avere una preparazione accademica? Cosa pensi di quei registi che invece utilizzano gli attori trovandoli per strada, non professionisti? La prendo un po' alla lontana: non bisogna rovinare la propria


energia, marcire, parlare male o giudicare gli altri, e lo dico soprattutto perchè è successo spesso anche a me, non voglio fare la morale a nessuno. Non dobbiamo lamentarci perchè non ci arrivano le occasioni giuste, bisogna sempre pensare che è anche un po' colpa nostra. Mai essere categorici, è molto pericoloso per se stessi guardare al mondo con rabbia, lo sottolineo ancora una volta perchè lo ritengo importante, specie farlo capire a voi che siete molto giovani. Sulla questione della distinzione tra attori con preparazione accademica e non, io dico che ci sono diverse scuole di pensiero. Il professionismo è importante, ma non possiamo assolutamente affermare che si può essere attori solo dopo aver frequentato una scuola, altrimenti non avremmo avuto tanti attori meravigliosi nella storia del cinema. La cosa fondamentale non è essere professionisti ma professionali, questo non è un lavoro scientifico, è "magico", c'è qualcosa d'inspiegabile, ed è proprio questo il bello. L'attore accademico rischia di perdere la spontaneità, quella freschezza che magari un regista trova in un non professionista. Hai lavorato con registi molto diversi, come Paolo Sorrentino o Gabriele Mainetti. Chi ti ha lasciato più libero di trovare da solo il tuo personaggio? Esperienze molto diverse. Purtroppo con Sorrentino ho lavorato solo tre giorni, ne "La grande bellezza" avevo una piccola parte. Lui venne a vedermi a teatro, e dopo lo spettacolo ricevetti un messaggio con la sua chiamata; mi piacerebbe lavorare di più con lui, mi piacerebbe lavorarci ancora. Con Gabriele il rapporto è stato completamente diverso, più personale, abbiamo davvero costruito tutto insieme attraverso una lunga preparazione, il lavoro è durato due mesi. Con Gabriele, con Claudio Santamaria, con Ilenia Pastorelli, con gli attori che facevano parte della banda dello Zingaro abbiamo inventato scene che non c'erano nella sceneggiatura, abbiamo trovato le canzoni giuste. Mainetti si è fidato di me e io di lui. Come ci si sente a lasciare per sempre un personaggio a fine riprese? Un film è come una vita, inevitabilmente a un certo punto finisce. "Non essere cattivo" è stata un'esperienza ultraterrena, che che pare non finire mai perchè l'abbiamo portato ovunque in giro per oltre un anno, sono ancora qui a parlare di questo, mi sento ancora pervaso dallo spirito di Claudio Caligari. Non porto più i capelli di Cesare, non vesto più anni 90, ma ogni volta che rivedo il film mi emoziono al quadrato, perchè so cosa c'è dietro quelle scene. Quali sono le doti che deve avere, secondo te, un buon attore? Un buon attore deve ascoltare, essere presente sulla scena con le antenne dritte per carpire ogni cosa. Diceva il mio maestro Carlo Cecchi alla "Silvio D'Amico": "Non lasciatevi in camerino". La seconda qualità fondamentale, per me, è il coraggio, non avere mai paura di osare e di sperimentare cose nuove. Ti piace interpretare i cattivi? Ogni attore ti direbbe di sì, perché è divertente, è terapeutico, è un fiume in piena, quando mai capita nella vita di avere la libertà di abbandonarsi ai propri istinti che io ho provato interpretando lo Zingaro?


21/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 Matilde Gioli "Mi sono divertita con Rischiatutto ma il mio futuro è il cinema" La giovane attrice de "Il capitale umano" incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival. Una carriera in ascesa, che dopo la parentesi televisiva, è tutta dedicata al cinema. "Sempre che qualche regista mi voglia!" 21 luglio 2016 di Stefano Fedele Matilde Gioli incontra i ragazzi della Masteclass del Giffoni Film Festival e sembra quasi intimidita, lei cosi giovane, nella posizione dell'insegnante. "Altro che insegnante, sono io che ho imparato da loro". Matilde è un'attrice molto promettente, esplosa all'improvviso con il suo incisivo ruolo d'esordio ne Il capitale umano di Paolo Virzì. Un'occasione nata quasi per caso - "ci sono un po' inciampata", dice Matilde - che le ha cambiato la vita. L'aneddoto curioso è che, quando si presentò al provino, non conosceva per niente i film di Virzì. "Ovviamente ho fatto una serie di gaffe, ma fortunatamente lui è andato oltre questo. Ma ancora adesso lui mi prende in giro per la mia ignoranza del cinema italiano. Però sono brava, mi sono messa a studiare. Ed è sorprendente quanti film bellissimi ci siano nel cinema italiano. Un po' mi sento fortunata, perché vuol dire che ho ancora tante cose da vedere". Matilde è stata incantata dai ragazzi del Giffoni Film Festival: "Attenti, appassionati, con una luce negli occhi che dà speranza. Dopo questo incontro ho capito che devo impegnarmi ancora di più come attrice, proprio perché so che saranno ragazzi come loro a vedermi". Dopo Virzì sono venuti Belli di papà con Diego Abatantuono e Un posto sicuro, il film sul dramma dellEternit accanto a Marco D'Amore. Come sceglie i suoi ruoli Matilde Gioli? "Non ho ancora capito bene come si fa questo mestiere. E quindi l'unico modo è provare, spaziare il più possibile". Anche in televisione, quindi, dove è stata la valletta del nuovo Rischiatutto targato Fabio Fazio. "È stato molto divertente, ma resta una parentesi. L'esperienza in tv mi ha fatto capire ancora meglio che voglio fare il cinema. Sempre che qualche regista mi voglia!".


21/07/2016 www.optimaitalia.it Il ministro Poletti al Giffoni film festival: «Voi siete il futuro che deve innovare il Paese» Il rappresentante del governo Renzi ha incontrato i ragazzi del Dream Team 21 luglio 2016 di Vincenzo Sbrizzi «L'Italia ha una grande tradizione di microimprese e artigiani, bravissimi nel fare, ma che non sanno innovare. Dovete farlo voi che sarete i nuovi professionisti dei settori digitali per recuperare e dare valore ai mestieri della grande tradizione». È questa la speranza e il compito che il ministro Giuliano Poletti ha dato ai ragazzi del Dream Team nell'incontro di questa mattina. La visita del ministro Poletti al Giffoni film festival è stata dedicata al confronto con i giovani giurati nella speranza di riuscire a motivarli nell'essere il motore dell'innovazione dell'Italia che verrà. «Credo che tutte le attività economiche incorporano conoscenza, competenza e capacità innovativa. L'Italia è piena di piccole imprese che sono un bacino di conoscenze. Se a questo bacino riusciamo ad applicare l'innovazione possiamo aprire nuovi mercati. Tanti elementi che se usati con creatività ci possano dare grandi risposte». Secondo il titolare del dicastero del Lavoro, i giovani dovranno avere questo ruolo nel futuro dell'impresa italiana e l'ha detto chiaramente anche ai ragazzi di Giffoni. Non a caso visto che «Giffoni è una grande laboratorio che ha avuto il coraggio di mettere un piede nel futuro e diventare un punto di riferimento nell'informazione e nell'innovazione». Un coraggio fondamentale per traghettare nel futuro il nostro paese. Per farlo secondo Poletti è necessario che i «giovani abbiano la libertà di sbagliare» per poi passare ad enunciare quello che è il ruolo fondamentale del governo del Paese in questo processo. «Noi come governo dobbiamo produrre le migliori condizioni possibili per favorire lo sviluppo e l'innovazione» ha detto senza mezze misure il ministro che poi si è soffermato sull'importanza delle idee e sulla loro capacità di raccontarle e fare in modo che vengano prese ad esempio. «Quando i ragazzi tornano qui e un'idea si realizza diventa la dimostrazione che qualcosa si può fare nella vita. Dobbiamo avere questa voglia e la curiosità. Se continueremo ad essere curiosi continueremo a


scoprire coseÂť. La curiositĂ come motore dell'economia e come base per l'innovazione, decisamente il pane quotidiano dei ragazzi di Giffoni.


21/07/2016 www.salernotoday.it Saluta il pubblico in italiano e sorride: fan in delirio per Sam Clafin Tante le domande su Hunger Games: ""Molti attori hanno sperimentato lo scetticismo e il disappunto dei fan quando sono stati scelti per alcuni ruoli. Io tendo ad ignorare le critiche. Interpretare Finnick stato un regalo immenso" Roberto Junio Ler Saluta in italiano con un ciao squillante seguito da un "ti amo": Sam Claflin manda in delirio i fan del Meet The Star in pochi secondi. Presenta al pubblico l'amico che lo accompagna al Festival, abbraccia due ragazze e versa l'acqua al traduttore. Insomma il perfetto gentleman inglese che promette di far piangere di commozione l'audience con Io prima di te, in sala dal primo settembre e in anteprima al Giffoni Film Festival. La storia tratta dall'omonimo romanzo Mondadori. Le domande in sala partono da Hunger Games. "Molti attori hanno sperimentato lo scetticismo e il disappunto dei fan quando sono stati scelti per alcuni ruoli. Io tendo ad ignorare le critiche. Interpretare Finnick stato un regalo immenso". Rimpianti? " Non mi guardo mai indietro ma - aggiunge - ammetto che sapere che il mio personaggio muore nella saga e non potrĂ tornare in eventuali sequel mi rattrista molto".


21/07/2016 www.salernotoday.it Giffoni Film Festival, la Guzzanti ai giurati: "Niente vi può fermare, il futuro si costruisce Accoglienza calorosissima per l'artista italiana che da quindici anni non compare in video con un suo programma. Tante le domande sui programmi televisivi attuali e sulla politica Roberto Junior Ler Altra sfilata di vip nella giornata di oggi al Giffoni Film Festival. Da quindici anni non compare in video con un suo programma ma all'interno della Cittadella del Cinema Sabina Guzzanti incontra i giurati di Generator +13, quei ragazzi che non hanno mai potuto vederla perciò sul piccolo schermo, ma che comunque ne conoscono le gesta. Quelle cinematografiche di "Viva Zapatero" e de "La trattativa" fino all'epopea web di TG Porco che le ha consentito di ritornare in tv nella prossima stagione di La7. Accoglienza calorosissima quella che le riserva Giffoni e la Guzzanti recepisce e rilancia: "Sono commossa". E poi entra subito nel merito della questione: "Ho qualche problema a lavorare in televisione - ha così esordito - mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni". Inevitabile il riferimento alla politica: "Non mi sono mai candidata, non ho mai fatto politica. Mio padre è stato senatore di Forza Italia per un periodo. Forza Italia non mi è mai piaciuta. Su questo io e i miei fratelli abbiamo rotto molto le scatole a nostro padre. La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che da un po' di tempo a questa parte si registra un indebolimento della democrazia. Il neo-liberismo ha fatto fa sì che la democrazia diventi come una formalità, il voto dei cittadini conti sempre meno, la partecipazione sia impossibile, l'informazione censurata, la cultura di regime. Tutto ciò indebolisce la politica e così fanno politica sempre più spesso i disinteressati al bene comune, coloro, cioè, che sono interessati più ai fatti propri". Ma la comica italiana si è soffermata a lungo anche sul ruolo che, oggi, occupa la televisione: "L'evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione. Quando era libera - ha dichiarato - la tv scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi


che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente. Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide". Se la morte della satira è una banalità che ciclicamente si ripete, per la Guzzanti l'Italia vive un momento di difficoltà sotto il profilo della qualità e della tenuta democratica del Paese: "Penso - ha detto sollecitata dai ragazzi - che con Berlusconi ci sia stato un arresto dello sviluppo democratico. Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è un fondamento della democrazia. Sono riemersi i fantasmi del passato. Oggi il fascismo sembrerebbe non esserci più, ma in realtà alla fine le soluzioni prospettate, come quelle per l'immigrazione, sono le stesse, sono violente". Nelle domande dei ragazzi di Giffoni emerge l'apprezzamento per Sabina Guzzanti non solo come artista, ma come donna libera: "Per quindici anni - ha spiegato - non ho lavorato in tv. Anche per questo ho iniziato a fare cinema, poi a fare documentari e poi ho fatto altri film. Non c'è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende. Se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro al posto tuo e, invece, noi dobbiamo riuscire a costruire il futuro che vogliamo".


21/07/2016 www.spettacoli.leonardo.it

Evanna Lynch, la star di Harry Potter, incanta il Giffoni Per quanto le grandi saghe facciano questo effetto è incredibile notare come l'entusiasmo per tutto l'universo di Harry Potter non sia mai scemato davvero: la prova sta nella festosa accoglienza che i fan del maghetto hanno riservato nel corso del Giffoni Film Festival di quest'anno a Evanna Lynch. Per chi non lo ricordasse l'attrice aveva vestito i panni di Luna Lovegood, una delle più atipiche allieve di Hogwarts, cui aveva conferito un aspetto originale grazie alla sua recitazione ma anche attraverso i suoi lineamenti ben poco hollywoodiani. L'interprete irlandese di 24 anni ha presentato nel corso del festival il suo ultimo film, My Name is Emily, che racconta la storia di una ragazza che fugge dalla casa famiglia alla quale è affidata per tentare di liberare il padre dall'istituto mentale in cui è rinchiuso. Tuttavia durante il botta e risposta che si è tenuto durante il momento della Giffoni Experience la maggior parte delle domande che sono state rivolte a Evanna Lynch hanno riguardato Harry Potter, come era facile immaginarsi. Tra le risposte più interessanti quella relativa all'utilizzo di un'attrice di colore per interpretare Hermione nello spettacolo teatrale Harry Potter and the Cursed Child (dal quale potrebbe o non potrebbe essere tratto un film): "La trovo una decisione giusta. Il personaggio di Hermione ha un'anima libertaria, lotta per chi è in difficoltà, ha totalmente senso immaginarla come parte di una minoranza. Una delle cose più belle di J.K Rowling, che per me è un punto di riferimento, è il modo in cui utilizzi i suoi personaggi per comunicare un messaggio." La Lynch ha poi mostrato di essere molto attaccata al personaggio che ha interpretato, al punto da riferire di essere pronta a fare carte false pur di tornare a darle corpo in una nuova versione (il riferimento è ancora a The Cursed Child): "Se ci fosse un film basato sull'opera teatrale non perderei un attimo. La verità è che non riesco a dire addio al mio personaggio e spero di tornare a vestire i suoi panni, in una versione più matura." E all'ipotesi di una sostituzione Evanna non vuole neanche pensare: "Mi arrabbierei molto, sarei davvero gelosa anche solo all'idea che possa succedere e non credo me la farei piacere".


21/07/2016 www.askanews.it Sabina Guzzanti: mai arrendersi, la censura non mi ha fermata Il messaggio ai ragazzi al Giffoni: "Costruite il vostro futuro" Accoglienza calorosa al Giffoni Film Festival, il festival del cinema dedicato ai ragazzi, per Sabina Guzzanti che ha incontrato i giurati tra i 13 e i 15 anni, troppi giovani per conoscere i suoi programmi cult in tv, ma che tra poco la potranno vedere su La7, nel suo Tg Porco, promosso dal web al piccolo schermo nella striscia prima di "Piazzapulita". Un incontro a tutto campo in cui ha risposto alle domande dei ragazzi su attualità, satira, politica e sulla sua carriera. "Io ho preso posizioni su questioni politiche, ma in realtà mi sono battuta soprattutto per la libertà d'espressione quando nel Paese è iniziata la censura, molto forte sulla satira, quindi mi sono trovata direttamente coinvolta. E devo dire che anche se non mi hanno fatto lavorare in tv per tanti anni, 15 anni, ho cominciato a fare cinema, che forse non avrei mai fatto". Ed è così che ha lavorato al primo documentario "Viva Zapatero", che parla proprio della censura. Il messaggio per i giovani è: mai arrendersi, perché niente e nessuno può fermare una persona. Il futuro lo costruisce ciascuno, lo costruiamo tutti noi, se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro, sicuramente per i suoi interessi, e non per i tuoi, quindi bisogna costruire il futuro che vogliamo". La tv secondo Sabina Guzzanti un tempo era diversa, oggi l intrattenimento a tutti i costi l'ha uccisa. Ma dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide. "Smettere di riempire la testa con cose stupide, che ti fanno pensare che i problemi siano altri, fidarsi più di quello che sentiamo e voi che siete giovani avete sicuramente una sensibilità più intensa, molto più potente, dovete fidarvi di quello che sentite".


21/07/2016 www.askanews.it Sabina Guzzanti: Andrea Scanzi Un pessimo giornalista "Ci vuole del tempo per cancellare una cosa così orrenda come una dittatura per cui la gente non riesce a pensare più con la propria testa e viene coinvolta, come nel caso del fascismo, in genocidi, e in esperienze spaventose e violente. Dopo il fascismo, il nostro paese ha cominciato a fare tanti progressi anche se con molte difficoltà dovute all' avvento della mafia . Con il berlusconismo c'è stato un arresto nel giudizio dello sviluppo democratico perché siamo tornati alle censure". Così Sabina Guzzanti , ospite del Giffoni Film Festival , sollecitata dalle tante domande dei ragazzi, ha parlato di politica e non solo. "Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è il fondamento della democrazia: se le persone possono votare ma non hanno la possibilità di acquisire gli strumenti per ragionare e per capire, il voto diventa troppo manipolabile". "La possibilità di partecipazione è stata annientata - ha aggiunto - Il nostro paese ha fatto un passo indietro , io credo siano riemersi i fantasmi del passato e oggi il fascismo è una presenza". Tra i tanti temi toccati dall'artista c'è anche la presenza di suo padre, Paolo Guzzanti , giornalista, politico e saggista italiano, nel Popolo delle Libertà come senatore. "Io e mio fratello Corrado gli abbiamo rotto le scatole, Forza Italia non mi è mai piaciuta", mentre sulla situazione attuale della politica italiana, ha aggiunto "La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che si sta registrando un indebolimento della democrazia". Non è mancato l' argomento Andrea Scanzi , dopo che il giornalista aveva attaccato la Guzzanti e proclamato la fine della satira . "Ho trovato molto stupido l'articolo di Scanzi come tutto ciò che scrive, lui è uno di quei personaggi che mettono bocca su tutto . Si occupa di politica, di televisione, di vino, di calcio. La fine della satira è una banalità. Ogni tre anni ho letto articoli sulla morte della satira. Quell'articolo, tra l'altro, sosteneva che volevo candidarmi, tutti sanno che è una cosa inventata di sana pianta. Un pessimo giornalista , mi dispiace che scriva per il Fatto". Il suo ritorno in tv con "Tg Porco" su La7 lo spiega così: "Ho qualche problema a lavorare in televisione, mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia con un green screen, un prodotto


fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni". Sabina Guzzanti si è poi soffermata sul ruolo che tv ha oggi "La televisione quando era libera scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante, l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente e ti riempiono la testa di cose stupide e grette. Voi giovani dovete fidarvi di quello che sentite"


21/07/2016 www.cinefilos.it Abel il figlio del vento: trailer italiano Ecco il trailer italiano di Abel il figlio del vento, il film di Gerardo Olivares e Otmar Penker con protagonisti Jean Reno, Tobias Moretti e Manuel Camacho. Abel il figlio del vento arriverà nelle sale italiane il 29 settembre con Adler Entertainment, e sarà presentato in anteprima nazionale durante la 46esima edizione del prestigioso Giffoni Film Festival, in concorso nella categoria Elements +10. Abel- il figlio del vento è un'intensa favola di scoperta e di speranza che vede protagonisti Jean Reno, Tobias Moretti e il giovanissimo Manuel Camacho sullo sfondo di un paesaggio mozzafiato. La storia dell'aquila protagonista ha inizio nel nido in cui è nata. In natura, infatti, l'aquilotto primogenito scaccia il fratello più debole dal nido condannandolo a morte certa una volta caduto nel bosco. Ma il destino dà una mano al cucciolo: Lukas, un timido ragazzino, trova l'aquilotto, lo chiama Abel e decide di prendersene cura in segreto, offrendogli tutto l'amore e la compagnia che gli sono invece negati a casa. Sarà pronto Lukas, quando arriverà il momento, a restituire Abel alla natura selvaggia dalla quale proviene, e a cominciare una nuova vita? Una profonda amicizia che regalerà al ragazzo serenità e coraggio e che permetterà al piccolo aquilotto di crescere e spiccare il volo verso le più alte vette alpine. Dal film sarà tratto un libro omonimo, edito in Italia da Mondadori e disponibile da settembre.


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com Next generation 2016 Cultura digitale, sharing economy, idee di impresa, industrie creative, crowdfunding day, strategie per lanciare la pubblica amministrazione nel mondo dei social, competizioni per migliaia di startup e una squadra di talenti under 26 al lavoro per realizzare progetti per la Multimedia Valley, la più grande area dedicata alla creatività del Sud Italia: a Giffoni arriva la Rassegna di Innovazione per Ragazzi NEXT GENERATION. Dieci giorni di avventure e eventi organizzati all'Antica Ramiera di Giffoni Valle Piana (Sa) dalla creative agency Giffoni Innovation Hub (giffonihub.com) nell'ambito del Giffoni Experience dal 15 al 24 luglio 2016. "Next Generation - spiega Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub - è la nuova scommessa di Giffoni per intercettare il futuro delle generazioni del secondo millennio, sempre più smart e connesse. La rassegna tra format, eventi e competizioni mette i ragazzi a confronto con le sfide imminenti del settore innovazione. Vogliamo trasformare il festival, da anni custode dei sogni dei giovani, in un dinamico laboratorio di visioni, dialoghi e progetti per condurre i talenti emergenti nel mondo delle industrie creative e culturali e offrire loro opportunità formative e occupazionali, convinti come siamo che l'innovazione costituisca la chiave d'accesso al futuro del paese e del Sud". GIFFONI DREAM TEAM 15 -24 Luglio - Antica Ramiera Giffoni Dream Team è la community di talenti reclutati da Giffoni Innovation Hub attraverso una call rivolta a giovani creativi da tutto il mondo di età compresa tra 18 e 26 anni. I 25 selezionati, affiancati da mentor esperti di innovazione digitale e new media e non solo, saranno immersi in sessioni intensive di ricerca e laboratori operativi. Obiettivo? Sviluppare in 10 giorni progetti innovativi da lanciare sul mercato delle industrie creative e culturali. In particolare, il Dream Team 2016 affronterà una prova ambiziosa: la creazione di prodotti e servizi a marchio Giffoni da inserire nella Giffoni Multimedia Valley. Tra i tanti mentor: il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, il digital life


coach Jacopo Guedado Mele, il consulente in comunicazione Fulvio Zendrini, il sociologo Domenico de Masi. Partner ufficiale del progetto è Optima Italia che invierà a Giffoni gli studenti protagonisti di Optima Erasmus 2016, il primo sociality per studenti Erasmus. DIGITAL LABS POWERED BY POSTE ITALIANE 15-24 luglio Giffoni Village - Stand Poste Italiane I Digital Labs, a cura di Poste Italiane, consistono in un percorso di laboratori multimediali e interattivi, rivolti a bambini e ragazzi di età compresa da 6 a 13 anni. Innovazione e cultura digitale, le tematiche su cui si incentrano i workshop: si va dal coding al gaming, dalla realtà aumentata alla realtà virtuale fino alla robotica. La finalità è sensibilizzare i più giovani a un utilizzo consapevole del web e della tecnologia, favorendo nuove modalità di apprendimento e approccio alla cultura digitale in tutte le sue forme. GIFFONI BIG DATA 15-24 luglio Giffoni Big Data promuove per la prima volta in assoluto la raccolta, l'analisi e lo studio di una serie di dati sulla comunità di partecipanti al festival. Il progetto identifica Giffoni come piattaforma di sperimentazione di test di mercato per aziende, organizzazioni e enti pubblici. Un lavoro - realizzato attraverso strumenti digitali e modalità analitiche innovative - che sarà interamente curato da Giffoni Innovation Hub. I dati raccolti, elaborati in un approfondito report, saranno pubblicati durante i sei mesi successivi al Giffoni Experience. LOGIN. IL GIORNO IN CUI L'ITALIA SCOPRÌ INTERNET 15 luglio - Sala de Sica - ore 20 "Login. Il giorno in cui l'Italia scoprì Internet" racconta la prima connessione Internet in Italia, avvenuta il 30 aprile 1986. Un viaggio nella storia dei pionieri che hanno collegato e reso a portata di click il nostro paese e il mondo intero. Il documentario, scritto dal giornalista Riccardo Luna, numero uno in Italia nei settori startup e innovazione, è prodotto da StartUpItalia! per la regia di Alice Tomassini in collaborazione con Rai Cultura. TECHGARAGE 2016 PREMIAZIONE FINALE COMPETIZIONE "A SCUOLA DI STARTUP" 20 luglio - Sala Truffaut - ore 10.30 La finale nazionale del tour "TechGarage 2016 - A scuola di startup 2016", progetto targato auLAB e dPixel in collaborazione con Giffoni Innovation Hub, promosso da Associazione Techgarage, Microsoft YouthSpark e Fondazione Cariplo con il supporto di Hp Italia e Cisco Italia. La competizione rivolta ai ragazzi di età compresa tra 16 e 20 anni favorisce la diffusione della cultura d'impresa attraverso un percorso formativo di accompagnamento allo sviluppo di idee e progetti imprenditoriali. Il tour è alla sua seconda edizione e, da ottobre 2015, ha coinvolto 30 scuole e più di 5000 studenti raccogliendo oltre 100 idee d'impresa. I 20 migliori team, selezionati in tutta Italia, partecipano a due giorni di formazione intensiva (18 e 19 luglio) con i mentor di dPixel e auLAB, ospiti di Giffoni Innovation Hub per affinare i progetti realizzati durante il tour. Solo 10 si aggiudicheranno un posto alla finalissima del 20 luglio per presentare sul palco della Sala Truffaut i progetti da cui saranno scelti i tre vincitori. Condurrà l'appuntamento Gianluca Dettori, chairman di dPixel e Shark di Italia1.


ROUND TABLE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 3.0 - In collaborazione con la internet company axélero 20 luglio - Aula magna Antica Ramiera - ore 10.30 Un appuntamento per analizzare scenari e impatti della comunicazione sui social media del comparto della Pubblica Amministrazione e per suggerire linee strategiche e operative che consentano alla P.A. di interagire nel modo più efficace con le nuove generazioni attraverso una reinterpretazione del lessico e della semantica istituzionale, capace di captare le esigenze e le sensibilità del mondo giovanile. I partecipanti alla Round Table, organizzata in collaborazione con la internet company axélero, lavoreranno alla stesura di un paper illustrativo delle tendenze e degli indirizzi della comunicazione digitale per la Pubblica Amministrazione, raccogliendo esperienze significative, dati rilevanti, spunti di riflessione. Tra gli ospiti, Valeria Fascione, assessore alle startup, innovazione e internazionalizzazione della Regione Campania; Mario De Rosa, responsabile per la comunicazione multimediale del presidente della Regione Campania; Francesco Nicodemo, consigliere per la comunicazione di Palazzo Chigi; Roberta Maggio, coordinatrice comunicazione web Palazzo Chigi; Ewelina Jelenkowska, responsabile Media e Social media Commissione Europea in Italia; Costantino Caroppo, chief corporate development officer di axélero, Egidio Murru, head of digital sales training di axélero e Stefano Cereseto, COO di axélero. ROUND TABLE SHARING ECONOMY 21 luglio - Aula magna Antica Ramiera - ore 11 Un focus group su un modello economico in ascesa fondato sulla condivisione e sullo scambio e orientato alla promozione del benessere collettivo. La Sharing Economy attrae eserciti crescenti di innovatori e startupper e si candida con ogni probabilità a essere il futuro dell'economia "dal basso", promossa dai "consumattori" del ventunesimo secolo. La Round Table sarà strutturata come un gruppo di lavoro, il cui obiettivo sarà la stesura di un paper illustrativo che comunichi esperienze significative, dati rilevanti, spunti di riflessione correlati al modello del consumo collaborativo. Tra i relatori, Valentina Cillo, scientific advisor Heroes- Euromediterranean Coinnovation Festival; Gianluca Dettori, chairman di dPixel; Luisa Crisigiovanni, segretario generale di Altroconsumo; Doris Messina, chief fintech officer Banca Sella Holding; Edoardo Imperiale, direttore divisione Innovazione e Imprese di Sviluppo Campania; Gianluca Ranno, CEO e co-founder di Gnammo; Antonio Zullo, public & regulatory affairs director di Optima Italia Spa; Roberto Vona, docente di Economia all'Università di Napoli Federico II; Ivana Pais, docente di sociologia economica all'Università Cattolica del Sacro Cuore; Guido Smorto, docente di Analisi economica all'Università di Palermo; Francesco Giuseppe Palumbo, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno. ROUND TABLE INDUSTRIE CREATIVE 22 luglio - Aula magna Antica Ramiera - ore 11 Un confronto tra i diversi settori che vivono dell'energia, delle idee e delle rivoluzioni generate dai creativi: un flusso in continua espansione da valorizzare


attraverso strumenti utili alla promozione e distribuzione dell'offerta. Obiettivo della Round Table, organizzata in collaborazione con il British Council, sarà dare vita a un piano per la costruzione di un network di operatori che favorisca: le relazioni sul mercato internazionale delle industrie creative e culturali; l'accesso a bandi europei e il reperimento di sponsor. Linee guida e spunti saranno raccolti in un report e pubblicati in un manuale: un handbook sulle buone pratiche e sui parametri fondamentali per lo sviluppo dei nuovi hub creativi. Tra i relatori, Fabio Borghese, founder Creactivitas Laboratorio di economia creativa, Lynsey Smith (Arts Programme Specialist Europe) e Stephen Benians (Director Programmes and Partnerships Italy) del British Council; Andrea Coluccia, creative Europe desk media Italia; Rosario Mattera, presidente Malazè; Fabio Mazzeo, presidente Fondazione Exclusiva; Pier Luigi Sacco, docente di Economia della Cultura della Iulm; Giorgia Turchetto, cultural manager Fondazione Torino Musei; Christian Zegna, co-founder Socializers (Social Media Agency accelerata in SELLALAB). CROWDFUNDING DAY 23 luglio - Sala de Sica - ore 11.30 Una giornata dedicata alle nuove opportunità di produzione e finanziamento per artisti, startup creative e mercati culturali. Protagonista: il crowdfunding, l'innovativa strategia di raccolta fondi per realizzare progetti culturali, civici e d'impresa all'insegna dello slogan "se l'idea funziona, le persone la finanziano". L'evento darà voce a esperienze e analisi dei soggetti che orbitano intorno al fenomeno con un focus sulle novità emergenti: dalle PMI ai creativi, dagli innovatori alle grandi aziende, dalle amministrazioni alle comunità di cittadini. Un osservatorio per descrivere lo stato dell'arte e le possibili evoluzioni della nascente industria del crowdfunding al quale prenderanno parte esperti del settore tra cui Massimo Angelini, direttore generale Wind Italia, Claudio Calveri, content manager di DeRev, Giacomo Cassinese, direttore del Crowdfest; Anna Maria Siccardi, fondatrice di www.retedeldono.it, le crowdfunding specialist Anna Ruggiero e Marcella Loporchio, Maurizio Imparato di Master-mind.it e i rappresentanti delle principali piattaforme di crwodfunding italiane. I PARTNER DEL PROGETTO NEXT GENERATION 2016 axélero, Aulab, Banca Sella, British Council Italia, DeRev, dPixel, HEROES Euro-Mediterranean Coinnovation Festival, Il Sole 24Ore, ItaliaCamp, Optima Italia, Poste Italiane, Predixit, Techgarage e Wired Italia.


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com Sabina Guzzanti a Giffoni Da quindici anni non compare in video con un suo programma e al Giffoni Film Festival Sabina Guzzanti incontra i giurati di Generator +13, quei ragazzi che non hanno mai potuto vederla perciò sul piccolo schermo, ma che comunque ne conoscono le gesta. Quelle cinematografiche di "Viva Zapatero" e de "La trattativa" fino all'epopea web di TG Porco che le ha consentito di ritornare in tv nella prossima stagione di La7. Accoglienza calorosissima quella che le riserva Giffoni e la Guzzanti recepisce e rilancia: "Sono commossa". E poi entra subito nel merito della questione: "Ho qualche problema a lavorare in televisione - ha così esordito - mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni". Inevitabile il riferimento alla politica: "Non mi sono mai candidata, non ho mai fatto politica. Mio padre è stato senatore di Forza Italia per un periodo. Forza Italia non mi è mai piaciuta. Su questo io e i miei fratelli abbiamo rotto molto le scatole a nostro padre. La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che da un po' di tempo a questa parte si registra un indebolimento della democrazia. Il neoliberismo ha fatto fa sì che la democrazia diventi come una formalità, il voto dei cittadini conti sempre meno, la partecipazione sia impossibile, l'informazione censurata, la cultura di regime. Tutto ciò indebolisce la politica e così fanno politica sempre più spesso i disinteressati al bene comune, coloro, cioè, che sono interessati più ai fatti propri". La televisione è cambiata negli ultimi venti anni. Oggi che ruolo ha la tv? Per Sabina Guzzanti l'evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione: "Quando era libera - ha dichiarato - la tv scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente.


Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide". Se la morte della satira è una banalità che ciclicamente si ripete, per la Guzzanti l'Italia vive un momento di difficoltà sotto il profilo della qualità e della tenuta democratica del Paese: "Penso - ha detto sollecitata dai ragazzi - che con Berlusconi ci sia stato un arresto dello sviluppo democratico. Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è un fondamento della democrazia. Sono riemersi i fantasmi del passato. Oggi il fascismo sembrerebbe non esserci più, ma in realtà alla fine le soluzioni prospettate, come quelle per l'immigrazione, sono le stesse, sono violente". Nelle domande dei ragazzi di Giffoni emerge l'apprezzamento per Sabina Guzzanti non solo come artista, ma come donna libera: "Per quindici anni - ha spiegato - non ho lavorato in tv. Anche per questo ho iniziato a fare cinema, poi a fare documentari e poi ho fatto altri film. Non c'è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende. Se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro al posto tuo e, invece, noi dobbiamo riuscire a costruire il futuro che vogliamo".


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com Ospiti istituzionali a Giffoni Continua l'intenso programma di ospiti istituzionali in visita alla 46esima edizione del Giffoni Film Festival: nella giornata di domani, venerdì 22 luglio è la volta del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini (arrivo previsto alle 11.30 nella Cittadella del Cinema); del vicepresidente della Camera, l'onorevole Luigi Di Maio (a Giffoni dalle 14.30) e dell'assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani (alle 17.30). Dopo l'accoglienza da parte del sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, del presidente del Giffoni Experience, Piero Rinaldi, del direttore Claudio Gubitosi, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini farà visita, alle ore 12, al cantiere di Giffoni Multimedia Valley. Alle ore 12.30 incontrerà in Sala Truffaut i giurati della sezione Generator +13. Domani pomeriggio, alle ore 16 all'Antica Ramiera di Giffoni Valle Piana, il Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio sarà ospite di Giffoni Innovation Hub per incontrare i ragazzi del Dream Team, la community di giovani innovatori under 26 anni al lavoro per realizzare prodotti e format per il mercato delle industrie creative e digitali. Il Vicepresidente della Camera, alle 16.30, visiterà il cantiere di Giffoni Multimedia Valley. Una vera e propria esperienza a 360 gradi per Di Maio che parteciperà anche all'incontro con Nicholas Hoult e Mika (ore 17) e chiuderà il suo tour con la visita ai laboratori e agli stand del Village (ore 18). Sarà presente domani, anche l'assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani che, alle 18.15, parteciperà alla proiezione del film Un Bacio di Ivan Cotroneo e al successivo dibattito con la partecipazione dell'autore. La visita si concluderà con una tappa (ore 21) alle attività dello Street Fest.


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com Luca Marinelli a Giffoni Cattivo, anzi cattivissimo, ma solo su grande schermo: Luca Marinelli, alias lo Zingaro, il villain del filmevento dell'anno, Lo chiamavano di Jeeg Robot, si confessa ai giovani giurati del Giffoni Film Festival con un mix di autoironia e poesia: "Ho sudato pure la giacca mentre parlavo con loro - ammette, serafico - spero solo di aver dato risposte adeguate. Mi sembra un'altra delle cose belle che sto vivendo in questo anno magico". Ai ragazzi del festival ha consigliato di tenere fuori dai sogni rabbia e invidia: "State molto attenti a non rovinare la vostra energia - ha detto loro - rimanete sempre puliti, senza giudicare o parlare male di nessuno. Tempo fa ci sono cascato anchh'io ma ora ho capito che se alcune cose non avvengono forse la colpa è in parte mia. Meglio pensare alle cose belle da fare". Per lui la recitazione non è solo lavoro: "Il film - spiega - è la metafora della vita: comincia, si svolge e finisce. Difficilmente però a fine riprese riesco a distaccarmi da un personaggio".


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com "Maggie e Bianca - Fashion friends" Vivere di moda e musica è il desiderio segreto di moltissime ragazze, un sogno raccontato agli Elements +10 del Giffoni Film Festival da Emanuela Rei (Maggie Davis) e Giorgia Boni (Bianca Lussi), protagoniste dell'attesissimo MAGGIE & BIANCA - FASHION FRIENDS. Insieme a tutto il cast della nuova serie, firmata dal genio di Iginio Straffi, le due giovani protagoniste hanno improvvisato un vero e proprio spettacolo al termine dell'evento speciale dedicato al nuovo prodotto di casa Rainbow. "È la prima volta che veniamo ospitati ad un Festival cinematografico hanno detto i giovani attori ai ragazzi - è una grande emozione, la vostra energia è contagiosa. La serie è un sogno che diventa realtà, per voi deve essere la prova che, qualsiasi desiderio abbiate, con costanza e determinazione, può diventare realtà". Sul piccolo schermo il teen drama arriverà a settembre su Rai Gulp, intanto è in lavorazione anche la seconda serie. La storia è quella di due ragazze molto diverse tra di loro che finiranno per diventare inseparabili amiche grazie a una passione comune. Maggie è una ragazza americana con il sogno nel cassetto di diventare una grande stilista, speranza che la porterà a Milano per frequentare la prestigiosa Fashion Academy. Lì conosce Bianca, figlia di un famoso imprenditore italiano nel settore della moda e costretta dal padre a frequentare l'accademia nonostante la sua vera passione sia quella della musica. Le due si incontrano e si scontrano a causa dei loro caratteri opposti, ma infine riescono a fondere le loro due passioni creando una band: i MoodBoards. Insieme a loro gli amici Jacques, Quinn, Yuki e Eduard.


21/07/2016 www.convenzionali.wordpress.com Giffoni contro la droga Si è svolta presso la Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana, nell'ambito degli eventi organizzati durante la sesta giornata della 46esima edizione del Giffoni Film Festival 2016, l'esercitazione pubblica dei cani antidroga dell'Unità Cinofila della Guardia di Finanza. Un momento sia formativo che ricreativo, quello svoltosi presso lo stand della Guardia di Finanza, organizzato allo scopo di coinvolgere quanti più bambini e ragazzi possibile. "Svolgiamo spesso questa esercitazione in pubblico - ha affermato il Tenente Dario Gattiglio - soprattutto per i giovani, per mostrare come il cane antidroga è in grado materialmente di ricercare la droga e trovarla. Oggi sono qua con i miei due appuntati e il cane di nome Ralis, il vero protagonista della scena. Questa - ha proseguito il tenente - è una vera e propria lezione di legalità, che a noi serve come punto di contatto con il mondo dei giovani. Giffoni è piena di bambini e ragazzi di ogni età: i giovani sono importanti in quanto rappresentano il futuro, ma in un certo senso anche il presente, poiché già sono cittadini fatti e finiti. Quindi interagire con loro con momenti di formazione consente di mettersi in contatto con quelli che saranno i cittadini di domani".


21/07/2016 www.ilmeridianonews.it Garrone al Giffoni Film Festival, per il prossimo film desidera un volto di Napoli Si è tenuta ieri la premiazione al Giffoni Film Festival per il premio Truffaut2016 che ha visto protagonista il regista Matteo Garrone, che nell'ultimo anno ha vinto diversi premi grazie al suo onirico "Il Racconto dei Racconti". Durante la premiazione Garrone rivela alcune novità sulla sua prossima opera, nuovamente fiabesca e di sangue partenopeo, si parla infatti di portare sul grande schermo "Pinocchio" di Collodi e il regista ha confessato la volontà di cercare il volto del protagonista tra i bambini del suolo napoletano. "Qui si cresce prima, cerco forza caratteriale per questo ruolo" , una scelta importante questa che però non influenzerà la lingua del film, di fatti Garrone non utilizzerà il dialetto per il lungometraggio né, come nel "Racconto dei Racconti", la lingua inglese.


21/07/2016 www.larampa.it Pasta Antonio Amato, partner della 46ma Edizione di Giffoni Film Festival Pasta Antonio Amato di Salerno è partner della quarantaseiesima edizione di Giffoni Film Festival, il più famoso e importante Festival del Cinema per Ragazzi. Il Festival si svolge dal 15 al 24 luglio prossimi e, come ogni anno, attirerà a Giffoni Valle Piana, per partecipare attivamente alla manifestazione, centinaia di ragazzi e giovani famiglie provenienti da tutto il mondo. E proprio alle giovani famiglie Antonio Amato di Salerno rivolge un'attenzione speciale, famiglie alla ricerca quotidiana di piatti al tempo stesso gustosi e genuini, come insegna la gastronomia salernitana. Un evento, quindi, che sposa idealmente i valori di Antonio Amato di Salerno: la pasta come simbolo essenziale di comunione e scambio culturale, condivisione e ospitalità. La sponsorizzazione del Festival rientra, inoltre, fra le iniziative messe in campo dal brand salernitano tese a sottolineare il forte legame con il territorio d'origine, immediatamente richiamato nel packaging dei prodotti, caratterizzato dai motivi grafici e dai colori delle ceramiche locali. Pasta Antonio Amato sarà presente a Giffoni Valle Piana durante le giornate del Festival attraverso un contest fotografico su Instagram dal titolo "Il piacere è una cosa semplice...come una foto", che coinvolgerà le famiglie e i giurati presenti al Giffoni Film Festival, invitati a rappresentare in una fotografia il proprio concetto di "piacere semplice", da postare poi sul popolare social con l'hashtag #antonioamatogiffoni. Il contest sarà promosso sia sul sito web www.giffonifilmfestival.it che sulla Fanpage del Giffoni Film Festival e consentirà agli autori delle 5 foto più creative di vincere l'accesso ad una delle attività "Meet The Stars" previste dal programma del Giffoni Film Festival 2016. Seguendo i canali social di GFF e di Pasta Antonio Amato è possibile scoprire la dinamica del contest. Inoltre, durante le giornate del Festival, presso la Cittadella del Cinema sarà proiettato il video prodotto da Pasta Antonio Amato e dedicato alla valorizzazione delle biodiversità cilentane. Antonio Amato, brand ambassador del territorio e della Dieta Mediterranea La pasta Antonio Amato nasce a Salerno, la città che abbraccia il Cilento e la Costiera Amalfitana, luoghi in cui la Dieta Mediterranea è uno stile di vita. Situata tra le due splendide Costiere, Salerno gode di un microclima unico per la produzione di pasta e altre materie prime, grazie


all'aria salmastra proveniente dal mare e alla ricca vegetazione delle vicine montagne. La cultura gastronomica salernitana combina ingredienti semplici e genuini, prodotti unici che danno vita, ogni giorno, a una cucina sana, gustosa ed equilibrata. La pasta è l'alimento ideale per raccontare la storia di un territorio e Antonio Amato vuol essere Ambasciatore di Salerno e delle due Costiere, in Italia e nel mondo, interprete dello straordinario patrimonio culturale, della creatività, delle tradizioni e dei sapori tipici della gastronomia salernitana. Antonio Amato sostiene le biodiversità cilentane Il concetto di Dieta Mediterranea rimanda a uno stile di vita complessivo e a un modello alimentare salutare, oltre che a un insieme di alimenti tipici di un territorio, che incentivano l'interazione sociale e il pasto in comune come base dei costumi sociali e della condivisione di momenti quotidiani e festività. Per questo motivo, Antonio Amato sostiene attivamente le Feste della Biodiversità cilentana, al fine di promuovere e tutelare i prodotti espressione della cultura gastronomica salernitana. Abbiamo scelto di supportare i festival e le manifestazioni legate alla cultura del cibo e della buona tavola, espressione dell'eccellenza viva del nostro territorio, il tutto nel massimo rispetto della memoria storica, delle tradizioni e delle tipicità culturali e gastronomiche. Eccone alcune: Festa del Carciofo di Paestum IGP - Paestum Festa del Pescato di Paranza - Castellabate Festa del Pesce e delle Alici - Pisciotta Festa dell'antica Pizza Cilentana - Giungano Sagra dei Ciccimmaretati - Stio Festa dei Ceci - Cicerale Festa della Cipolla - Vatolla La proprietà Antonio Amato di Salerno è un marchio del Pastificio Di Martino Gaetano & F.lli Spa, pastai gragnanesi da tre generazioni (1912). La pasta Di Martino, nel 1915, è stata la prima pasta ad attraversare il canale di Panama. Il 93% della produzione è esportata in 32 Paesi nel mondo: dagli Stati Uniti al Sud America, dall'Est Europa all'Asia all'Australia, per un totale di 8 milioni di piatti di pasta prodotti al giorno e un fatturato di 105 milioni di euro nel 2015. Una pasta ricca di gusto e proteine La nuova pasta Antonio Amato è ancora più buona, ha un gusto ricco e una consistenza corposa. L'impasto sapientemente dosato e l'alto contenuto proteico garantiscono una perfetta tenuta in cottura e l'esaltazione di ogni condimento, per un piatto più gustoso. I prodotti I prodotti Antonio Amato sono un piacere autentico e genuino che ogni giorno arriva sulla tavola per regalare un sorriso. È un nostro preciso impegno mantenere e assicurare un'alta qualità a un prezzo accessibile per tutti, scegliendo i migliori ingredienti della tradizione e della cultura gastronomica salernitana. L'offerta di Antonio Amato di Salerno - oltre alla categoria della pasta di semola - accoglie nel suo paniere altre specialità tipiche della Dieta Mediterranea (olio, pomodori, semola rimacinata, farine) e, forte di un assortimento di 80 referenze, il marchio sta registrando uno sviluppo significativo nel retail nazionale. Sono stati ideati, fra gli altri, i Rossi, composti da passata, pomodorini, pelati e polpa, in formati dai 400 ai 690 grammi. C'è poi la gamma delle


farine, per pane, pizza, dolci e la semola rimacinata, oltre all'olio extravergine di oliva leggermente fruttato (in latta da un litro). Per quanto riguarda il posizionamento della gamma, lo sguardo è rivolto alle giovani famiglie, alla ricerca di piatti al tempo stesso gustosi e genuini, come insegna la gastronomia salernitana. L'obiettivo di Antonio Amato è riconquistare le posizioni di vertice nel panorama dei principali marchi italiani di pasta di semola di qualità, recuperando la quota di mercato che il brand deteneva in passato, quando si posizionava tra i primi dieci player in Italia. Alcuni Eventi e Partnership Antonio Amato (Piano Promozionale 2015-2016) Il nuovo packaging e la nuova gamma di prodotti Antonio Amato sono stati presentati a buyer e operatori del settore in occasione della Fiera Internazionale dell'Alimentare - Tuttofood a Milano (maggio 2015). Antonio Amato ha realizzato un product placement nel format televisivo Cuochi e Fiamme, la trasmissione condotta dallo spumeggiante chef Simone Rugiati, in onda, dallo scorso aprile, su La7D. Il pastificio Antonio Amato è Partner di Giffoni Film Festival, il Festival del Cinema per Ragazzi più importante del mondo. Pasta Antonio Amato di Salerno ha partecipato a "I Primi d'Italia", il Festival Nazionale interamente dedicato al mondo dei Primi piatti svoltosi (24-27 settembre 2015) a Foligno. Giunta alla XVII edizione, la manifestazione gastronomica ha ospitato l'eccellenza dei prodotti alimentari italiani, promuovendone la loro storia e tradizione e valorizzandone le specialità. Il brand salernitano del Pastificio Di Martino Gaetano & F.lli Spa ha partecipato a I Primi d'Italia in partnership con Rovagnati, storica azienda leader in Italia nella produzione di salumi. Presso la Taverna Badìa, aperta per tutto il periodo della manifestazione, l'Executive Chef del Borgobrufa SPA, ha realizzato per gli ospiti favolosi piatti di pasta preparati con i salumi Rovagnati e la pasta Antonio Amato. La partnership con Rovagnati testimonia l'attenzione e l'apprezzamento che il progetto di rilancio del brand Antonio Amato sta ricevendo dal settore del food italiano e da aziende di primaria importanza nazionale. Pasta Antonio Amato di Salerno è stato partner della 4° edizione di Cinecibo, il Festival Internazionale del Cinema a tema gastronomico (1-3 ottobre 2015) svoltosi a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Antonio Amato è stato protagonista di degustazioni e showcooking su temi legati al cinema e all'alimentazione con particolare riferimento alla dieta mediterranea.


21/07/2016 www.larampa.it Giffoni. Sabina Guzzanti: "Niente vi può fermare. Il futuro si costruisce, non si attende" Da quindici anni non compare in video con un suo programma e al Giffoni Film Festival Sabina Guzzanti incontra i giurati di Generator +13, quei ragazzi che non hanno mai potuto vederla perciò sul piccolo schermo, ma che comunque ne conoscono le gesta. Quelle cinematografiche di "Viva Zapatero" e de "La trattativa" fino all'epopea web di TG Porco che le ha consentito di ritornare in tv nella prossima stagione di La7. Accoglienza calorosissima quella che le riserva Giffoni e la Guzzanti recepisce e rilancia: "Sono commossa". E poi entra subito nel merito della questione: "Ho qualche problema a lavorare in televisione - ha così esordito - mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni". Inevitabile il riferimento alla politica: "Non mi sono mai candidata, non ho mai fatto politica. Mio padre è stato senatore di Forza Italia per un periodo. Forza Italia non mi è mai piaciuta. Su questo io e i miei fratelli abbiamo rotto molto le scatole a nostro padre. La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che da un po' di tempo a questa parte si registra un indebolimento della democrazia. Il neoliberismo ha fatto fa sì che la democrazia diventi come una formalità, il voto dei cittadini conti sempre meno, la partecipazione sia impossibile, l'informazione censurata, la cultura di regime. Tutto ciò indebolisce la politica e così fanno politica sempre più spesso i disinteressati al bene comune, coloro, cioè, che sono interessati più ai fatti propri". La televisione è cambiata negli ultimi venti anni. Oggi che ruolo ha la tv? Per Sabina Guzzanti l'evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione: "Quando era libera - ha dichiarato - la tv scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c'è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l'istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente. Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide". Se la morte della satira è una banalità che ciclicamente si ripete, per la Guzzanti l'Italia vive un


momento di difficoltà sotto il profilo della qualità e della tenuta democratica del Paese: "Penso - ha detto sollecitata dai ragazzi - che con Berlusconi ci sia stato un arresto dello sviluppo democratico. Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è un fondamento della democrazia. Sono riemersi i fantasmi del passato. Oggi il fascismo sembrerebbe non esserci più, ma in realtà alla fine le soluzioni prospettate, come quelle per l'immigrazione, sono le stesse, sono violente". Nelle domande dei ragazzi di Giffoni emerge l'apprezzamento per Sabina Guzzanti non solo come artista, ma come donna libera: "Per quindici anni - ha spiegato - non ho lavorato in tv. Anche per questo ho iniziato a fare cinema, poi a fare documentari e poi ho fatto altri film. Non c'è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende. Se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro al posto tuo e, invece, noi dobbiamo riuscire a costruire il futuro che vogliamo".


21/07/2016 www.larampa.it Giffoni16. Luca Marinelli ai giurati: "Ragazzi tenete fuori la rabbia dai sogni" Cattivo, anzi cattivissimo, ma solo su grande schermo: Luca Marinelli, alias lo Zingaro, il villain del filmevento dell'anno, Lo chiamavano di Jeeg Robot, si confessa ai giovani giurati del Giffoni Film Festival con un mix di autoironia e poesia: "Ho sudato pure la giacca mentre parlavo con loro - ammette, serafico - spero solo di aver dato risposte adeguate. Mi sembra un'altra delle cose belle che sto vivendo in questo anno magico". Ai ragazzi del festival ha consigliato di tenere fuori dai sogni rabbia e invidia: "State molto attenti a non rovinare la vostra energia - ha detto loro - rimanete sempre puliti, senza giudicare o parlare male di nessuno. Tempo fa ci sono cascato anchh'io ma ora ho capito che se alcune cose non avvengono forse la colpa è in parte mia. Meglio pensare alle cose belle da fare". Per lui la recitazione non è solo lavoro: "Il film - spiega - è la metafora della vita: comincia, si svolge e finisce. Difficilmente però a fine riprese riesco a distaccarmi da un personaggio".


21/07/2016 www.salerno.irno.it Giffoni Film Festival, attesa per l'arrivo di Dean Giffoni Valle Piana. Dean-Charles Chapman al Giffoni 2016 per un Meet the Stars che si preannuncia già "reale" in programma sabato 23 Luglio. L'attore inglese, conosciuto per aver interpretato Tommen Baratheon nella pluripremiata serie Il Trono di Spade in onda su Sky Atlantic, arriva al Giffoni per incontrare il pubblico del Festival e per partecipare all'anteprima di "Fungus The Bogeyman", film tv in liveaction prodotto da Imaginarium Studios Production per Sky Television, tratto dall'omonimo libro per bambini di Raymond Briggs e in prima visione a settembre su Sky Cinema Family HD (canale 306). Un'occasione da non perdere per i fans del giovanissimo e versatile attore inglese, che ha conquistato le platee teatrali come protagonista di Billy Elliot the Musical e che si prepara a coinvolgere il pubblico dei più giovani con le due puntate dedicate alla storia di Fungus (Bogeyman, L'Uomo Nero), strano essere che vive nel sottosuolo insieme alla moglie Mildew e al figlio Mould e il cui lavoro (come quello di tutti i Bogeymen) è fare scorribande notturne nel "Mondo di sopra", quello degli umani, per seminare il panico tra di loro. Ancora mondi possibili e paralleli per l'attore, classe 1997, che vivrà l'emozione del mondo reale del Giffoni 2016 dopo aver vissuto per tre stagioni il clima de Il Trono di Spade. Dopo l'incontro con il cast di Gomorra - La Serie e con Evanna Lynch, la sognante Luna Lovegood di Harry Potter, il programma di Meet the Stars si arricchisce, quindi, di un nuovo straordinario appuntamento.


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Rassegna Stampa 21 Luglio 2016 by Giffoni Experience - Issuu