RASSEGNA STAMPA GIFFONI 19/07/2016
RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI
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19/07/2016 www.ansa.it Miriam Leone, c'è girl power ma bisogna far squadra Le ragazze di oggi "stanno potenziando il loro girl power, studiano, lavorano, escono di casa, sono sempre più libere di fare le proprie scelte. Parlo ovviamente per questa parte di mondo, non di altre zone, dove la condizione della donna è ferma al medioevo. Mi spaventano però le discriminazioni che colpiscono tutti. Noi donne dovremmo proteggerci facendo più gioco di squadra, come riescono a fare gli uomini". Ne è convinta Miriam Leone, oggi protagonista a Giffoni Experience di un incontro con i giovani giurati. "Io poi da siciliana mi porto dentro certe tradizioni in cui credo, come quella del pranzo a tavola, ma sento anche una forte spinta all'indipendenza", spiega parlando ai giornalisti. Miss Italia 2008, che ha debuttato in tv come conduttrice nel 2009 a Unomattina Estate ("E' stata la vera gavetta, con sveglia tutte le mattine alle quattro e mezzo"), quest'anno è arrivata anche a Cannes con Fai bei sogni di Marco Bellocchio ("Un maestro, che con te analizza ogni scena. Pur di lavorare con lui, giravo a Torino di giorno Non uccidere e di notte il suo film"). E' anche la protagonista femminile di un altro dei titoli più attesi della stagione, In guerra per amore di e con Pif (che potrebbe esordire a uno dei grandi festival d'autunno, ndr). "Visto che il film è ambientato durante lo sbarco in Sicilia speravo per una volta di poter girare nella mia terra, ma niente, il mio personaggio vive a New York e noi abbiamo girato a Cinecittà - dice sorridendo -. Pif è un uomo molto intelligente, un poeta, che nel suo modo così personale riesce anche a fare denuncia". Non le piace, spiega, "avere ruoli comodi, cose che mi mettano a mio agio, amo correre rischi". Finora è la tv "ad avermi regalato i due personaggi che più mi hanno segnato e fatta crescere, e curiosamente i loro nomi iniziano tutti e due con la lettera V". Sono Veronica Castello, l'aspirante showgirl pronta a tutto nella serie di Sky sugli anni di Mani Pulite, '1992', e l'ispettore della Omicidi Valeria Ferro nella serie di Rai3 'Non uccidere', già rinnovata per una seconda stagione. "Due ruoli molto diversi - spiega -. Dopo la donna che punta tutto sulla sua fisicità di 1992, per Valeria ho fatto un lavoro di scarnificazione, per trasmettere la sua ferita, il suo mondo interiore". E' una serie, ispirata alle atmosfere di certe produzioni
nordeuropee "che per la Rai costituisce qualcosa di nuovo, un esperimento". Nonostante i non altissimi ascolti, "ha piantato un piccolo seme, che sono convinta germoglierà". Impegnata ora nelle riprese della fiction Rai su Nino Manfredi, 'In arte Nino', con Elio Germano, sarà a breve anche di ritorno sul set per Sky: "Inizieremo prestissimo le riprese di 1993, ci hanno mandato le sceneggiature... ma non posso dire di più". E' conclusa invece l'esperienza di co-conduzione delle Iene: "E' stato molto divertente, sono felice di averlo fatto, ma sapevo che per gli altri impegni non avrei potuto ripeterla, quindi, addio Iene". Come attrice, Miriam Leone si sente arrivata ad un punto "in cui non mi interessa più tanto dimostrare ma essere spiega -. Amo questo lavoro, lo faccio con grande passione e umiltà e con la consapevolezza di avere ancora tanto da imparare".
19/07/2016 www.ansa.it Giffoni: al Festival il ricordo di Borsellino Il Giffoni Film Festival ha ricordato la strage di via D'Amelio e l'uccisione del magistrato Paolo Borsellino. Al Festival sono intervenuti il procuratore della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo, e il pm della Direzione Nazionale Antimafia Antonio Laudati. "Oggi è la giornata dedicata agli eroi - ha detto Laudati - dobbiamo ricordare Borsellino, ma le nostre società non possono vivere sul sacrificio e sull'eroismo di pochi. Borsellino ha dato un esempio straordinario, io sono particolarmente legato. Oggi basta usare un telefonino per rendere la nostra società migliore. Non dobbiamo girarci dall'altra parte quando accade qualcosa. La principale colpa che possiamo commettere è l'indifferenza" I magistrati Laudati e Lembo incontreranno i giovani della sezione "Generator +18" e assisteranno alla proiezione del film "Il Ragazzo che Sognava un Bar", prodotto dalla Fondazione Rossellini di Roma con il Comando Generale dell'Arma dei carabinieri e realizzato dall'Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-TV "Roberto Rossellini", in collaborazione con la Scuola Ufficiali dell'Arma.
19/07/2016 www.ansa.it Edison Green Movie e cinema sostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta.
19/07/2016 www.ansa.it Giffoni: Mainetti presenta progetto "Edison For Nature Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti -. Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta. E' importante abitarlo al meglio, perché il pianeta sta soffrendo. Sono contento - aggiunge il regista - che Edison mi abbia coinvolto in questa iniziativa, essendo io molto sensibile alle tematiche ambientali. E sono felice di curare questo percorso con un documentarista illuminante come Andrea Segre". "Per Edison - sottolinea Fabrizia De Vita, responsabile Progetti speciali - la promozione della cultura della sostenibilità si concretizza attraverso il sostegno a iniziative di sensibilizzazione ed educazione sui temi del cambiamento climatico, dell'efficienza energetica, dello sviluppo sostenibile, rivolte soprattutto ai più giovani. Edison con i progetti Green Movie, Green Music e Ecogeneration persegue questo obiettivo. A Giffoni presentiamo questa iniziativa di cinema collettivo e abbiamo scelto di farlo con Gabriele Mainetti che è il regista dell'anno". Quelli che saranno i dieci finalisti dovranno realizzare un cortometraggio sotto la direzione dei due "giudici", Mainetti e Segre, che, nell'ultima fase, monteranno i dieci cortometraggi per realizzare un mediometraggio collettivo di sensibilizzazione sulla natura e i comportamenti sostenibili. Tra i dieci autori selezionati, inoltre, ne sarà individuato uno che potrà partecipare alle riprese sul set del nuovo film di Gabriele Mainetti.
19/07/2016 www.ansa.it Giffoni: "Edison Green Movie" per cinema ecosostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta. "Ogni anno - spiega Fabrizia De Vita, responsabile Progetti speciali di Edison - in Italia l'industria cinematografica produce circa 5.600 tonnellate di CO2 per i consumi di energia e i trasporti dei set, cui si aggiungono l'uso dei materiali e la gestione dei rifiuti. Grazie al protocollo Edison Green Movie, l'unico marchio di certificazione a livello europeo, è possibile ridurre di almeno il 20% le emissioni inquinanti dovute alla realizzazione di un film. Edison Green Movie - aggiunge - analizza l'impatto ambientale di una produzione cinematografica e fornisce le soluzioni per abbatterlo. Se tutte le produzioni in Italia seguissero le indicazioni di Edison Green Movie (in Italia si producono circa 140 film l'anno per un totale stimabile di 5.880 giorni di riprese) si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari ad almeno 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all'illuminazione pubblica annuale di una città di oltre 10.000 abitanti o a 1.120 voli andata e ritorno Roma-Dakar".
19/07/2016 www.ansa.it Mainetti presenta "Edison For Nature Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato "Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti - Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia, a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto, alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta".
19/07/2016 www.it.notizie.yahoo.com_spettacoli A Giffoni l'esibizione dei "cani antidroga" della GF Oggi si terrà l'esibizione dei "cani antidroga" presso lo stand della Guardia di Finanza allestito nella Cittadella del Cinema, al Giffoni Film Festival 2016. Le migliaia di giovani presenti, oltre ai tanti visitatori, potranno incontrare le unità cinofile della Guardia di Finanza, assistere e partecipare a simpatiche dimostrazioni pratiche e soddisfare ogni curiosità sull'attività quotidianamente svolta. L'intento è quello di divertirsi vedendo in azione i cani antidroga, conoscendo al contempo i rischi e i pericoli delle droghe. L'attività si inserisce nel Progetto "Educazione alla Legalità Economica" che la Guardia di Finanza promuove annualmente presso le scuole di tutta Italia, coinvolgendo migliaia di studenti e che da quest'anno vede la Guardia di Finanza presente anche al "GFF", grazie alla sinergia con l'organizzazione del Festival.
19/07/2016 Edison Green Movie e cinema sostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta.
19/07/2016 www.sorrisi.com Miriam Leone a Giffoni: «I ruoli comodi non mi piacciono» Fisico statuario, occhi magnetici, bellezza mozzafiato, Miriam Leone ha incantato il pubblico del Giffoni Experience. L'ex Miss Italia (2008) è subito entrata nel vivo della kermesse della cittadina salernitana, giunta quest'anno alla sua 46esima edizione: «Giffoni ha una formula unica, originale e solo venendo qui ho capito l'energia e la meravigliosa aria che si respira. Sono stata accolta con grande affetto e calore da tutti». L'attrice e conduttrice tv ha parlato della sua carriera, cominciata a 23 anni come modella e speaker radiofonica fino alla corona della più bella d'Italia. Nel 2009 ha condotto, con Arnaldo Colasanti, "UnoMattina Estate"; più tardi Michele Guardì la scelse per sostituire Adriana Volpe nel programma "Mattina in Famiglia" su Rai2 al fianco di Tiberio Timperi. «La televisione mi ha regalato la gavetta, facendomi svegliare alle 4,30 del mattino. Orari da militari di cui vado orgogliosa» ha dichiarato la Leone durante l'incontro con i giornalisti. I saluti di Miriam Leone a Sorrisi.com Il suo debutto come attrice di fiction risale al 2010 con la produzione "Il ritmo della vita" per la regia di Rossella Izzo. Sempre nello stesso anno, ha esordito nelle sale cinematografiche con un piccolo ruolo in "Genitori&Figli: agitare bene prima dell'uso" di Giovanni Veronesi. Nel 2011 ha interpretato la escort Mara Fermi in "Distretto di polizia" e, l'anno successivo, ha vestito i panni dell'imbranata Astrid in sette episodi di "Un Passo dal Cielo" con Terence Hill. Ma è con "La scuola più bella del mondo", diretto da Luca Miniero, che la Leone ha fatto il suo ingresso da protagonista nel cinema nelle vesti della professoressa d'inglese Margherita Rivolta. Nel 2015, dopo la fiction "La Dama velata" su Rai1, al fianco di Lino Guanciale, Lucrezia Lante Della Rovere, Andrea Bosca e Jaime Olias, l'attrice siciliana ha riscosso un grande successo con la serie andata in onda su Sky Atlantic "1992", al fianco di Stefano Accorsi in cui interpretava il ruolo della soubrette Veronica Castello. «La serialità ti dà la possibilità di approfondire il personaggio. Ricordo che per affrontare i provini di questa serie così come quelli di "Non Uccidere" per Rai3 dove
interpretavo Valeria Ferro, non ho dormito la notte. Immaginavo come potesse essere la loro vita, la loro intimità, come camminavano queste donne» ha raccontato la Leone che ha ricordato un altro aneddoto: «Per il provino di "Non uccidere", mi presentai con un filo impercettibile di trucco. Il regista mi chiese di togliere anche quello e quella nudità mi ha dato forza per entrare nel personaggio. Grazie allo strucco ho ottenuto quel ruolo. È stato un progetto interessante con ascolti di nicchia ma importanti. Quel genere è stato la prima serie sperimentale sulla Tv generalista e per gli esperimenti ci vuole tempo. A noi interessa che ci sia stato il gradimento qualitativo» ha sottolineato l'attrice che ha parlato di un set molto impegnativo. Il provino più difficile? La Leone non ha dubbi: «Prima di girare con Marco Bellocchio per il film "Fai bei sogni", ho passato notti insonni. Bellocchio è un grande professionista. Prima di andare in scena, vede e rivede...». «Per interpretare Veronica Castello in "1992" ho seguito un altro percorso dirottando la mia ricerca di scarnificazione della esteriorità verso l'interiorità. La protagonista è sì bellissima ma man mano che conosci la sua storia, forse cominci a leggere le sue ferite» ha spiegato la Leone che, sul sequel "1993", è stata criptica limitandosi a dire: «Abbiamo avuto le sceneggiature in questi giorni. Ora comincerò a leggerle». Ma tra il set e le dirette TV, dove si trova più a suo agio? «Un artista può muoversi su più registri senza snobismo. La realtà è liquida e per fortuna si stanno scardinando certi pregiudizi e modi di pensare cristallizzati. Insomma, si possono fare tante cose... In diretta c'è l'irripetibilità per cui quando sbagli ti vedono tutti. Il lavoro dell'attrice è diverso. In realtà questo è il mio mestiere, lo amo con tutta me stessa. Lo faccio con passione, umiltà. Sono appena arrivata e devo imparare» ha precisato l'attrice, archiviando così la sua esperienza a "Le Iene": « È stato bellissimo e, se in un futuro, mi dovessero richiamare sarei felicissima. Ora devo dire addio perché ho altri impegni. È stato un programma che mi ha dato l'occasione di continuare a imparare. Non mi piace avere ruoli comodi. I conduttori delle Iene, oltre a fare da contraltare giocoso, sexy e glamour, lanciano servizi importanti». Il 27 ottobre sarà nelle sale con il film "In guerra per amore" diretta da Pif. « È un artista molto intelligente e ha un modo poetico di raccontare la realtà. Il film parla dello sbarco degli americani nel luglio 1943 e dell'origine dell'ascesa della mafia in quegli anni. Quando ho saputo che il film era ambientato in Sicilia, ho provato una grande gioia perché pensavo di vedere più spesso la mia famiglia. Ma in realtà il mio personaggio era di New York. Abbiamo girato, quindi, a Cinecittà» ha ricordato la Leone che, con la sua terra d'origine, ha un legame speciale. «Per cultura e per tradizioni di famiglia, io mi porto dentro ancora certi valori. Un esempio? Il pranzo a tavola... E poi sono cresciuta con una nonna che ha portato il lutto dal 1946 fino alla sua morte avvenuta nel '97. C'è una parte di me, dei miei affetti e dei valori che ho ereditato che conservo gelosamente e un'altra di propulsione verso tutto quello che
è nuovo, è futuro». Poi, inevitabile, è arrivata la riflessione sulla condizione femminile. «Ci sono parti del mondo in cui il ruolo della donna è quello che da noi era nel Medioevo. Detesto la discriminazione. Mi piacerebbe che tra donne ci fosse più complicità. Gli uomini riescono a fare più squadra. Noi no».
19/07/2016 www.sorrisi.com Marco Bianchi: «Muovetevi ogni giorno almeno 30 minuti» A Giffoni 2016 abbiamo incontrato il celebre divulgatore scientifico, ospite fisso de «La prova del cuoco» che ci ha dato alcuni utili consigli per vivere meglio 19 Luglio 2016 | 17:24 di Antonella Silvestri Divulgatore scientifico per la Fondazione Veronesi e Ambassador di Expo Milano 2015, Marco Bianchi da due anni e' tra i protagonisti de «La prova del Cuoco» con il suo spazio settimanale "La cucina della salute". Sul web, grazie al suo blog di cucina funzionale e ai suoi racconti social, raggiunge ogni settimana oltre un milione di utenti. " La dieta dimagrante non deve essere un'ossessione" spiega Bianchi ospite alla 46esima edizione del Giffoni Experience. E sui talent culinari, non ha dubbi: 'Nessun programma insegna a mangiare"
19/07/2016 www.sorrisi.com Giffoni 2016: la 4ª giornata da Cantone a Evanna Lynch Ospiti Giffoni Film Festival, il presidente dell'Autorità Anticorruzione, l'attrice di Harry Potter, Gabriele Mainetti, regista de "Lo Chiamavano Jeeg Robot" e Lorenzo Richelmy, il "Marco Polo" della serie Netflix 18 Luglio 2016 | 21:58 di Lorenzo Di Palma «Il Giffoni Film Festival è un piccolo miracolo non solo campano ma anche nazionale», ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ospite d'onore della quarta giornata di Giffoni Experience, lunedì 18 luglio. Poi, nell'incontro con i giovani giurati, incalzato dalla domande, ha continuato: «Perché territori bellissimi come quelli campani non hanno avuto le occasioni che meritavano? Proprio perché la criminalità organizzata ha impedito che vi fosse lo sviluppo che avrebbero potuto avere. È necessaria, perciò, la vostra consapevolezza, è necessario che voi sappiate che questi problemi possono incidere direttamente sulla vostra vita». Vera star del giorno, però è stata Evanna Lynch l'interprete di Luna nella saga di Harry Potter. Con lei sul blu carpet di Giffoni, tra i tanti ospiti che sempre animano il festival, anche Gabriele Mainetti, regista de "Lo Chiamavano Jeeg Robot" e Lorenzo Richelmy, protagonista nella serie tv "Marco Polo". Evanna Lynch: riportatemi a Hogwarts La maggior parte degli attori cerca una via d'uscita dal ruolo più ingombrante della carriera. Evanna Lynch no: l'interprete (da quando aveva solo 14 anni) di Luna nella saga di Harry Potter tornerebbe anche immediatamente nella Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, come ha raccontato al pubblico del Giffoni Film Festival 2016, dove ha presentato in concorso il nuovo progetto, "My name is Emily". «La verità è che non riesco a dire addio al mio personaggio e spero di tornare a vestire i suoi panni, in una versione più matura» ha detto la 24enne attrice irlandese, che al festival ha persino ricevuto un'impacciata richiesta di matrimonio da un fan. Rifiutata con garbo. Gabriele Mainetti: nessun sequel (per ora) di Jeeg Robot «Non pensate a come vi vorrebbero gli altri: siate voi stessi. È questa la vostra vera forza» così Gabriele Mainetti il regista de "Lo Chiamavano Jeeg
Robot" ha detto ai piccoli giurati di Giffoni, parlando di "supereroi". Per Mainetti è un ritorno: proprio qui, nel 2012, presentò in concorso il corto "Tiger Boy", il suo esordio. Alle domande dei giurati ha risposto che non si aspettava tanto successo e che «non penso dipenda dal tema "supereroi", in sé abusato, quanto dall'umanità dei personaggi, dall'universalità degli argomenti». Ha poi escluso un sequel di "Lo Chiamavano Jeeg Robot": «Dopo sei anni immerso in quel progetto è ora di cambiare» si guarda a un nuovo film che sta scrivendo con Nicola Guaglianone: «Una storia ancora più folle di quella di Jeeg Robot» promette il regista. Lorenzo Richelmy: essere Marco Polo «Ho viaggiato tantissimo - ha detto Lorenzo Richelmy anche prima di Marco Polo, tanto che, quando ho fatto il provino per la parte, ho detto che ero già stato in tutti i posti in cui era stato Marco Polo. Io amo viaggiare, il viaggio ti apre la mente, soprattutto quando viaggi da solo, scopri te stesso e ti metti in discussione. Aldilà dei social, dobbiamo imparare a stare da soli per capire dove andiamo». Richelmy, 26 anni, ha poi raccontato del ciclone che l'ha investito dopo aver conquistato il ruolo - inviando direttamente un provino all'agenzia di casting inglese - da protagonista nella serie tv di Netflix "Marco Polo" e raccontato segreti e trucchi per resistere alla tentazione di montarsi la testa.
19/07/2016 www.video.ilsole24ore.com A Giffoni tutti pazzi per Evanna, Luna Lovegood di Harry Potter L'avevamo conosciuta così, nei panni dell'eterea e un po' stralunata Luna Lovegood in "Harry Potter e l'ordine della fenice". Oggi, Evanna Lynch è una bella e prorompente ragazza bionda di 24 anni che, con il suo charme e il tacco 10, ha conquistato i 4mila giurati del 46esimo Giffoni Experience, il festival del cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano, dov'è giunta per presentare il suo film "My name is Emily" scritto e diretto da Simon Fitzmaurice, in concorso nella sezione Generator +16. Il film, ambientato in Irlanda, racconta del viaggio della giovane Emily per andare a salvare il padre, un ex scrittore famoso, rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ma la giovane attrice irlandese ammette di essere rimasta troppo legata al suo personaggio in Harry Potter e se ce ne fosse la possibilità non vedrebbe l'ora di ricalarsi nei panni di Luna Lovegood. Anzi, come ha confessato ai suoi giovani fan giffonesi, si arrabbierebbe moltissimo se quel ruolo dovesse essere affidato a un'altra attrice, come accaduto per la trasposizione teatrale di "Harry Potter and the cursed child", in cui il ruolo di Hermione adulta - col beneplacito di Emma Watson - è stato affidato all'attrice di colore Noma Dumezweni. I fan di Evanna sono giunti a Giffoni da tutta Italia per avere una foto o un autografo della propria beniamina, qualcuno ha addirittura passato la notte all'adiaccio pur di vederla, qualcun altro, invece, si è fatto audace e ha azzardato una proposta di matrimonio. "Riparliamone fra 10 anni - è stata la diplomatica risposta dell'attrice - ora devo dedicarmi ai miei gattini".
19/07/2016 www.affaritaliani.it Al Giffoni è la giornata della legalità "Il Giffoni Film Festival rappresenta la costruzione del futuro. Il nostro futuro non può che passare per i giovani. E per loro, per l'innovazione e la cultura passa la tutela della legalità. Qui a Giffoni si investe sulla nostra più grande risorsa che sono i giovani". A dirlo il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Antonio Laudati quest'oggi ospite al GFF per la Giornata della Legalità che cade in concomitanza con l'anniversario della strage di via D'Amelio. Ad accoglierlo all'ingresso della Cittadella del Cinema di Giffoni il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, ed il direttore Claudio Gubitosi. "Qui - ha aggiunto Laudati - si tocca con mano come la passione sia il motore di ogni cosa. E' qualcosa di straordinario". Il direttore Gubitosi conferma e rilancia: "Giffoni è un antidepressivo - ha detto - è una miscela di creatività e coraggio, il coraggio di credere nei propri sogni". E un sogno che si sta avverando è la Multimedia Valley di cui Laudati ha visitato il cantiere: "Questa struttura - ha aggiunto il direttore Gubitosi - ci consentirà di sviluppare ancora di più i quattro pilastri su cui si basa Giffoni che sono destagionalizzazione, l'internazionalizzazione, l'occupazione ed il ritorno economico sul territorio". Le nuove generazioni rappresentano, perciò, la destinazione di ogni sforzo e di ogni progetto che nasce qui a Giffoni: "Solo con l'investimento sulle nuove generazioni e sulla fiducia nel futuro - aggiunge in Laudati - possiamo sperare di risolvere i tanti problemi che abbiamo e di avere una società più giusta e più soddisfacente per tutti". Alla giornata della Legalità ha partecipato anche il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo il quale ha definito il Giffoni Film Festival come "qualcosa di straordinario". "Questa zona - aggiunge Lembo - avrebbe rischiato l'emarginazione, soprattutto per i giovani. E invece, grazie al Giffoni, abbiamo un polo di attrazione potente per questi ragazzi che sono il nostro futuro. Questa è una macchina per il futuro". In sintonia con quanto dichiarato ieri da Raffaele Cantone, Lembo aggiunge: "Il Giffoni Film Festival non è un miracolo solo italiano come dice Cantone, ma mi permetto di dire che è un miracolo internazionale, perché da qui partono i sogni. Qui la cultura
non è semplicemente declamazione, ma è anche attuazione di progetti e, appunto, di sogni". La legalità ovvero la cultura della responsabilità e della trasparenza, è questa la chiave di lettura della Giornata della Legalità così come declinata dal Giffoni Innovation Hub, con l'incontro dei ragazzi del Dream Team, all'Antica Ramiera, con Antonio Laudati, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, e con Corrado Lembo, procuratore capo di Salerno, entrambi protagonisti della giornata al Giffoni Film Festival. "Sono particolarmente felice di essere qui - ha esordito il procuratore Lembo - giovani sono il futuro della nostra società. La legalità è soprattutto cultura e la cultura è l'arma più forte a tutela della legalità e la cultura significa consapevolezza. Bisogna, perciò, puntare sulla promozione e sullo sviluppo della cultura intesa senso di appartenenza alla società". Per il Procuratore Capo di Salerno la vicenda ha una valenza esclusivamente culturale. Ed è su questo che bisogna intervenire: "In Gomorra è assente il personaggio principale: ovvero lo Stato - ha dichiarato - Il male viene commesso e consumato con naturalezza da personaggi come Savastano. È molto dannoso, da parte del pubblico, ammirare queste scene dove non compare lo Stato che, invece, nella realtà, esiste. Sul territorio salernitano c'è un'attività costante di intelligence. Riusciamo a scoprire e a neutralizzare intere organizzazioni criminali attraverso provvedimenti ristrettivi. A tal proposito - rimarca Lembo - voglio focalizzare l'attenzione sulla nostra realtà salernitana per far comprendere che, mentre nella fiction regna il male, nella realtà noi non stiamo a guardare. Nel 2015, infatti, sono state 643 le misure cautelari in carcere e 213 quelle domiciliari. Nel complesso, 508 riguardavano reati di competenza della direzione distrettuale antimafia. Nel primo trimestre del 2016, poi, abbiamo avuto ben 325 richieste di misure cautelari 110 reati competenza della Dda". Il sostituto procuratore alla Direzione nazionale Antimafia, Antonio Laudati, invece, ricorda le polemiche legate ad un'altra serie di qualche anno fa, "Il capo dei capi". "Va bene che ci sia - sottolinea Laudati - la libertà di comunicazione ma ci vuole anche una corretta discussione. Spesso il pubblico non ha la maturità di valutare. Da uno studio americano condotto sui crimini commessi dagli adolescenti, si evince che un americano medio viene cresciuto dalla tv, assiste a seicento scene di violenza all'anno e a trecento stupri. Questo significa che ci si abitua se non hai un filtro a considerare la violenza lo strumento per risolvere i problemi". E violenza c'è anche e soprattutto nel linguaggio mafioso che per Laudati va contrastato valorizzando il protagonismo dei singoli: "Tutti i giorni - ha dichiarato - è possibile la riscoperta della legalità. La principale colpa che possiamo commettere è l'indifferenza. Oggi abbiamo assistito ad un golpe sventato grazie a Face time, per fare un esempio. Oggi abbiamo tutti gli strumenti per contrastare questi fenomeni. Può bastare anche un telefonino. Oggi ricordiamo Borsellino. Da lui è arrivato un esempio straordinario. Ne ho un legame di tipo personale ma la nostra società non può vivere sul sacrificio
e sull'eroismo di pochi. Bisogna capire che lo sviluppo della legalità di un Paese non può essere affidato solo alle forze di polizia. Serve, al contrario, il protagonismo di ciascuno di noi".
19/07/2016 www.ilgiornaledivicenza.it Morelli, cervello in fuga per Sibilia Sa come smarcarsi dalle etichette Giampaolo Morelli, il 'Coliandro' tv, interprete di film come Song 'e Napule e presto conduttore su Rai1 in seconda serata di Fan car aoke che riprende Carpool Karaoke, format di canzoni e chiacchiere in auto, lanciato da James Corden. "L'importante è come ti proponi, non devi aver paura di essere ridicolo, ma amare alla follia il tuo lavoro, non prendendoti mai troppo sul serio", spiega a Giffoni Experience, dove è protagonista di una masterclass. E' nuovo il suo sodalizio con Sydney Sibilia, che l'ha voluto fra i protagonisti di Smetto quando voglio 2 (in uscita a febbraio) e 3: "Interpreto uno dei cervelli in fuga, scelta a cui spesso ti costringe questo Paese. Sono un ingegnere che costruisce armi all'estero anche per tribÚ che tentano dei golpe finirà tirato dentro nella banda della storia". L'attore ha appena finito il nuovo film dei Manetti Bros, che firmano anche la serie dell'Ispettore Coliandro: "Lo amo talmente tanto... Coliandro tutta la vita", dice l'attore.
19/07/2016 www.ilgiornaledivicenza.it Edison Green Movie e cinema sostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta.
19/07/2016 www.ilgiornaledivicenza.it Mainetti presenta "Edison For Nature” Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato "Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti - Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia, a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto, alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta"
19/07/2016 www.ilmattino.it Da Miss Italia a Giffoni, Leone nel nuovo film di Pif: «Per me è un poeta» Miss Italia nel 2008, poi il successo in televisione e con le serie Tv «1992» e «Non Uccidere» ed al cinema con le commedie «I soliti idioti», «La scuola più bella del mondo» ed «Un paese quasi perfetto». E' un percorso artistico ricco di sorprese quello della bellissima Miriam Leone, ospite della quinta giornata del Giffoni Experience 2016. «Un'accoglienza fantastica - sottolinea l'attrice siciliana - quella del Gff è una formula unica e originale». Nel festival dedicato ai giovani, inevitabile un riferimento alle nuove generazioni: «Le ragazzine di oggi stanno potenziando il loro girl power. Ciò che mi fa paura è la discriminazione senza genere: noi donne dovremmo fare più squadra, come fanno gli uomini». Numerosi i progetti in cantiere per la bella attrice, a cominciare dal nuovo film di Pif, «In guerra per amore». «Pif è un poeta - racconta - il suo modo di fare denuncia è unico nel suo genere». Miriam Leone, inoltre, sarà protagonista di 1993, sequel della serie tv 1992: «Sto leggendo la sceneggiatura proprio in questi giorni».
19/07/2016 www.ilmattino.it Bianchi sul blu carpet di Giffoni: «Viva la dieta mediterranea» Un divulgatore scientifico: si definisce così Marco Bianchi, ospite della quinta giornata del Giffoni Experience 2016. Noto per i suoi libri sull'alimentazione e per la sua partecipazione al programma di Rai 1 «La Prova del Cuoco», Bianchi non vuole essere etichettato come nutrizionista: «La mia missione è diffondere notizie che abbiano un fondamento scientifico in ambito di alimentazione consapevole e prevenzione. La dieta mediterranea? L'unica da prendere in considerazione».
19/07/2016 www.ilmattino.it M'Barka Ben Taleb al Giffoni Experience: «La musica è la mia vita» «Per me Napoli è come la Tunisia: sono tanti gli elementi che ci uniscono». Parola di M'Barka Ben Taleb, cantante di origine tunisina ma ormai napoletana di adozione, ospite della quinta giornata del Campania Sound Experience, contest musicale del Giffoni Experience 2016. Prima dell'esibizione in piazza Lumiere, questa sera alle ore 22, l'artista ha raggiunto la cittadella del cinema per un saluto ai fans. «Non so stare senza la musica - racconta - è un amore che non si può spiegare. Io e lei formiamo una coppia molto felice». Per concludere, un commento sul dramma dei profughi: «Nessuno che è felice nella sua terra vuole andarsene».
19/07/2016 www.ilmattino.it La promessa di Cupellini: «Gomorra 3 sarà entusiasmante» «La terza stagione di Gomorra? Penso che mi taglierebbero la gola se dicessi una sola parola sugli episodi». Claudio Cupellini, regista della fortunata serie Sky ed ospite della Masterclass della quinta giornata del Giffoni Experience 2016, non si sbottona sulle novità della terza stagione: «L'unica cosa che posso dire è che sarà una stagione entusiasmante». Netto il commento in merito alle polemiche scatenate dalla serie: «Le trovo piuttosto pretestuose. Ci sono politici che usano Gomorra per avere titoli più grossi sui giornali».
19/07/2016 www.ilmattino.it Legalità, il procuratore Lembo a Giffoni: «In Gomorra è assente lo Stato» "Il Giffoni Film Festival rappresenta la costruzione del futuro. Il nostro futuro non può che passare per i giovani. E per loro, per l'innovazione e la cultura passa la tutela della legalità. Qui a Giffoni si investe sulla nostra più grande risorsa che sono i giovani". A dirlo il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Antonio Laudati, ospite al Gff per la Giornata della Legalità che cade in concomitanza con l'anniversario della strage di via D'Amelio. Ad accoglierlo all'ingresso della Cittadella del Cinema di Giffoni il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, ed il direttore Claudio Gubitosi. "Qui - ha aggiunto Laudati - si tocca con mano come la passione sia il motore di ogni cosa. E' qualcosa di straordinario". Il direttore Gubitosi conferma e rilancia: "Giffoni è un antidepressivo - ha detto - è una miscela di creatività e coraggio, il coraggio di credere nei propri sogni". Alla giornata della Legalità ha partecipato anche il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo il quale ha definito il Giffoni Film Festival come "qualcosa di straordinario". "Questa zona - aggiunge Lembo - avrebbe rischiato l'emarginazione, soprattutto per i giovani. E invece, grazie al Giffoni, abbiamo un polo di attrazione potente per questi ragazzi che sono il nostro futuro. Questa è una macchina per il futuro". In sintonia con quanto dichiarato ieri da Raffaele Cantone, Lembo aggiunge: "Il Giffoni Film Festival non è un miracolo solo italiano come dice Cantone, ma mi permetto di dire che è un miracolo internazionale, perché da qui partono i sogni. Qui la cultura non è semplicemente declamazione, ma è anche attuazione di progetti e, appunto, di sogni". A proposito di cultura della legalità, il procuratore capo di Salerno ha quindi detto la sua sulla fiction Gomorra: "In Gomorra è assente il personaggio principale: ovvero lo Stato - ha dichiarato - Il male viene commesso e consumato con naturalezza da personaggi come Savastano. È molto dannoso, da parte del pubblico, ammirare queste scene dove non compare lo Stato che, invece, nella realtà, esiste. Sul territorio salernitano c'è un'attività costante di intelligence. Riusciamo a scoprire e a neutralizzare intere organizzazioni criminali attraverso provvedimenti ristrettivi.
A tal proposito - rimarca Lembo - voglio focalizzare l'attenzione sulla nostra realtĂ salernitana per far comprendere che, mentre nella fiction regna il male, nella realtĂ noi non stiamo a guardare. Nel 2015, infatti, sono state 643 le misure cautelari in carcere e 213 quelle domiciliari. Nel complesso, 508 riguardavano reati di competenza della direzione distrettuale antimafia. Nel primo trimestre del 2016, poi, abbiamo avuto ben 325 richieste di misure cautelari 110 reati competenza della Dda".
19/07/2016 www.ilmattino.it Morelli, un ispettore sul tappeto blu: «Che forza i baby giurati» «La napoletanità è un valore aggiunto. Non sarei mai potuto essere di Venezia o di Milano», esordisce così l'ispettore Coliandro, alias Giampaolo Morelli, pronto a tornare su Rai 1 con una fiction su Camilleri, "Donne". Nella sala stampa del Giffoni Experience 2016, l'ispettore più amato dalle donne dichiara: «Questi ragazzi sono una forza, sono felice di essere qui oggi per la prima volta a Giffoni. È molto emozionante».
19/07/2016 www.intoscana.it AL GIFFONI FILM FESTIVAL IL CINEMA SOSTENIBILE DI EDISON Edison partecipa al Giffoni Film Festival per presentare ai ragazzi due progetti che hanno a cuore l'ambiente e la sostenibilità: Edison for Nature ed Edison Green Movie. Lo fa con due testimonial d'eccezione, il pluripremiato regista di "Lo chiamavano Jeeg Robot" Gabriele Mainetti e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli. Alla platea dei ragazzi del Giffoni Mainetti, insieme al documentarista Andrea Segre, ha presentato Edison for Nature, il progetto di cinema collettivo sulla natura, l'uomo e l'energia. La partecipazione è aperta a chiunque abbia un'idea e una storia da raccontare e i registi hanno invitato i giovani a buttarsi nell'iniziativa portando le proprie idee e spunti sul sito www.edisonfornature.it. "Invito tutti a prenderlo come un gioco, come un gioco utile, a non intimidirsi nel dire la propria ha detto Mainetti -. Io e Andrea Segre saremo solo due tecnici e metteremo a disposizione le nostre competenze, ma mi piace che il progetto sia collettivo, credo che le idee di tante altre persone mi insegneranno moltissimo sulla questione." Tre gli ambiti del concorso: · Comportamenti sostenibili: i gesti nella vita di ogni giorno che possono influire positivamente sull'ambiente (alimentazione, mobilità, utilizzo delle risorse, consumi e scelte consapevoli); · L'energia del futuro: le innovazioni e le tecnologie per ottimizzare i consumi energetici e produrre in modo sostenibile (che sia qualcosa di reale o futuristico, l'idea è quella di sensibilizzare chi guarda sulla necessità di gestire i consumi, meno energia oggi per avere più energia domani). · I mestieri dell'energia: le persone, le competenze, le professioni dell'energia. È possibile partecipare attraverso quattro modalità espressive: video-interviste o cortometraggi della durata massima di 90 secondi; parole (sceneggiature e testi di massimo 5000 battute); immagini (fotografie, disegni, fumetti, fino ad un massimo di 10 foto o tavole); messaggi audio della durata massima di 60 secondi. Le iscrizioni sono aperte su www.edisonfornature.it fino al mese di settembre. Le fasi del progetto sono tre. La prima consiste nella raccolta delle idee sulla piattaforma web dedicata e a fine settembre nella selezione a cura di Mainetti e Segre dei 10 finalisti.
In questa fase, inoltre, il progetto più votato dagli utenti della rete riceverà in premio una strumentazione professionale da videomaker. Durante la seconda fase i 10 finalisti dovranno realizzare un cortometraggio della durata compresa tra i 3 e i 5 minuti affiancati da una troupe professionista sotto la direzione dei due "giudici" Mainetti e Segre. Nell'ultima fase del progetto, Mainetti e Segre avranno la direzione completa del lavoro e insieme monteranno i 10 cortometraggi per realizzare un mediometraggio collettivo di sensibilizzazione sulla natura e i comportamenti sostenibili. Tra i 10 autori selezionati, inoltre, ne sarà individuato uno (ad insindacabile giudizio dei registi) che potrà partecipare alle riprese sul set del nuovo film di Gabriele Mainetti. Il regista romano ha anche tenuto una masterclass per i ragazzi in cui ha rivelato aneddoti, ha parlato di sé e del suo lavoro artistico. Il consiglio di Mainetti ai giovani? Ascoltare sé stessi e non perdere mai la propria voce per far emergere il proprio talento. Nella giornata di oggi, spazio a Edison Green Movie e alla sostenibilità nel cinema. Alle 19.00 il divulgatore scientifico Massimo Temporelliterrà un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione". Una riflessione che va di pari passo con l'importanza di adottare un protocollo ecologico, come Edison Green Movie, per le produzioni cinematografiche. Edison Green Movie, infatti, permette di abbattere le emissioni inquinanti dovute alla realizzazione di un film in una forbice che varia dal 20% all'80%, di ridurre gli sprechi e contenere i costi di produzione. Ogni anno in Italia l'industria cinematografica produce circa 5.600 tonnellate di CO2 per i consumi di energia e i trasporti dei set, cui si aggiungono l'uso dei materiali e la gestione dei rifiuti. Se tutte le produzioni in Italia seguissero le indicazioni di Edison Green Movie (in Italia si producono circa 140 film l'anno per un totale stimabile di 5.880 giorni di riprese) si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari ad almeno 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all'illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti o a 1.120 voli di andata e ritorno tra Roma e Dakar. A chiudere la giornata, la proiezione di "Tomorrow", il documentario di Cyril Dion e Mélanie Laurent sulle crisi ecologiche dei nostri tempi e le possibili soluzioni per la salvaguardia del pianeta, attraverso gli occhi dei pionieri che in tutto il mondo stanno reinventando l'agricoltura, l'energia, l'economia e l'educazione. Edison Edison è tra i principali operatori di energia in Italia ed Europa con attività nell'approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica, nei servizi energetici e ambientali grazie anche alla propria controllata Fenice e nell'E&P. Con i suoi oltre 130 anni di storia, Edison ha contribuito all'elettrificazione e allo sviluppo del Paese. Oggi opera in 10 paesi nel mondo in Europa, Africa, Medio Oriente e Sud America, impiegando 5.000 persone. Nel settore elettrico Edison può contare su un parco impianti per una potenza complessiva di 7 GW.
19/07/2016 www.lagazzettadelmezzogiorno.it_puglia Morelli, cervello in fuga per Sibilia Sa come smarcarsi dalle etichette Giampaolo Morelli, il 'Coliandro' tv, interprete di film come Song 'e Napule e presto conduttore su Rai1 in seconda serata di Fan car aoke che riprende Carpool Karaoke, format di canzoni e chiacchiere in auto, lanciato da James Corden. "L'importante è come ti proponi, non devi aver paura di essere ridicolo, ma amare alla follia il tuo lavoro, non prendendoti mai troppo sul serio", spiega a Giffoni Experience, dove è protagonista di una masterclass. E' nuovo il suo sodalizio con Sydney Sibilia, che l'ha voluto fra i protagonisti di Smetto quando voglio 2 (in uscita a febbraio) e 3: "Interpreto uno dei cervelli in fuga, scelta a cui spesso ti costringe questo Paese. Sono un ingegnere che costruisce armi all'estero anche per tribÚ che tentano dei golpe finirà tirato dentro nella banda della storia". L'attore ha appena finito il nuovo film dei Manetti Bros, che firmano anche la serie dell'Ispettore Coliandro: "Lo amo talmente tanto... Coliandro tutta la vita", dice l'attore
19/07/2016 www.lagazzettadelmezzogiorno.it_puglia Mainetti presenta "Edison For Nature Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato "Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti - Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia, a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto, alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta"
19/07/2016 www.larena.it Morelli, cervello in fuga per Sibilia Sa come smarcarsi dalle etichette Giampaolo Morelli, il 'Coliandro' tv, interprete di film come Song 'e Napule e presto conduttore su Rai1 in seconda serata di Fan car aoke che riprende Carpool Karaoke, format di canzoni e chiacchiere in auto, lanciato da James Corden. "L'importante è come ti proponi, non devi aver paura di essere ridicolo, ma amare alla follia il tuo lavoro, non prendendoti mai troppo sul serio", spiega a Giffoni Experience, dove è protagonista di una masterclass. E' nuovo il suo sodalizio con Sydney Sibilia, che l'ha voluto fra i protagonisti di Smetto quando voglio 2 (in uscita a febbraio) e 3: "Interpreto uno dei cervelli in fuga, scelta a cui spesso ti costringe questo Paese. Sono un ingegnere che costruisce armi all'estero anche per tribÚ che tentano dei golpe finirà tirato dentro nella banda della storia". L'attore ha appena finito il nuovo film dei Manetti Bros, che firmano anche la serie dell'Ispettore Coliandro: "Lo amo talmente tanto... Coliandro tutta la vita", dice l'attore.
19/07/2016 www.larena.it Edison Green Movie e cinema sostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta.
19/07/2016 www.larena.it Mainetti presenta "Edison For Nature Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato "Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti - Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia, a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto, alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta".
19/07/2016 www.giornaledellospettacolo.globalist.it Lorenzo Richelmy: "Il mio Marco Polo e' nato nella mia cameretta La svolta che lo ha reso il protagonista di Marco Polo, la serie Usa, megaproduzione di Netflix, di cui stanno andando in onda da due settimane le puntate della seconda stagione, è nata nella cameretta di casa sua. Ecco cosa ha raccontato Lorenzo Richelmy: ''Cercavano il protagonista da molto tempo, in tutto il mondo - ha spiegato l'attore 26enne a Giffoni Experience dove è stato protagonista di una masterclass -. La casting italiana non mi reputava adatto, ma non mi sono arreso, con un amico regista ho preparato nella cameretta di casa mia un provino sulla mia idea di Marco Polo, e l'ho inviato alla responsabile a Londra. Due mesi dopo mi hanno chiamato per il casting call in Malesia''. Spigliato quanto rilassato, amante dei viaggi, anche prima di trovarsi nei panni di Marco Polo, figlio di due attori teatrali (''Mi hanno insegnato che prima del successo conta la qualità ''), Richelmy non si è fermato neanche davanti all'ostacolo di non conoscere, all'inizio, l'inglese.
19/07/2016 www.ilgiornaledellospettacolo.globalist.it Mainetti: "Sequel di Jeeg Robot Mai dire mai Il regista Gabriele Mainetti, a Giffoni Experience, protagonista di una masterclass e testimonial con Andrea Segre del progetto Edison for nature ha parlato di un possibile sequel di Jeeg Robot: ''Mai dire mai" ha risposto il cineasta romano a chi gli chiedeva se vedremo mai un seguito della suo film su un supereroe all'italiana. "Dipende tutto dal fatto che arrivi una buona idea per una storia che valga la pena realizzare, avevamo anche provato a lavorarci, vedremo''. Intanto però Mainetti è al lavoro su un nuovo film del tutto diverso, del quale ancora non vuole rivelare nulla, tranne che ''è una storia di sentimenti, come Jeeg Robot. Abbiamo appena finito di scrivere la scaletta, la prima stesura della sceneggiatura sarà per ottobre, poi ce ne saranno altre. Spero di cominciare a girare a aprile o ottobre 2017''.
19/07/2016 www.giornaledellospettacolo.globalist.it Il regista e comico Capatonda, sul set da settembre Capatonda è pronto al ritorno dietro e davanti alla camera da presa per la sua nuova commedia, "che potrebbe intitolarsi 'Omicidio all'italiana' o 'Chi l'ha acciso'. Ho finito di scrivere la sceneggiatura, dovrei iniziare le riprese il 20 settembre per un'uscita al cinema a febbraio con Medusa". Lo ha detto il comico e cineasta, star del web, della tv e della radio, a Giffoni Experience, dove è stato protagonista di una masterclass. "Nella storia parlo di un paese quasi morto che decide di rilanciarsi con un omicidio, per attirare il circo mediatico - ha spiegato -. Io e Herbert Ballerina interpreteremo due sindaci". Rispondendo alle domande dei ragazzi, Capatonda (all'anagrafe Marcello Macchia) ha spiegato che i suoi film, oltre a voler far ridere, hanno come obiettivo anche comunicare qualcosa sul mondo che ci circonda.
19/07/2016 www.lettera43.it A Giffoni il "male catartico" con Cantone e il cast di Gomorra 'Anche un film in cui si vedono tutti gli aspetti negativi è un film che nella sua negatività fa vedere gli aspetti deleteri. Anche un film che esalti i valori negativi, per chi ha valori positivi, serve a rafforzarli'.Insomma, la criminalità organizzata è una piaga del nostro Paese però parlarne, anziché nasconderla, serve a esorcizzarla. Parola del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che ha incontrato - al 46esimo Giffoni Experience, il festival internazionale del cinema per ragazzi - i giovani giurati e i membri under 26 del Dream Team che studia progetti per le industrie culturali.'Io sono per la libertà di stampa - ha continuato Cantone - credo che non si possa responsabilità dell'educazione a un film come Gomorra che è anche ben fatto. Ovviamente sbaglia chi prova a dare una visione realistica del film Gomorra'.E proprio i personaggi di 'Gomorra-la serie' sono stati protagonisti di un vero e proprio 'Gomorra-day' a Giffoni. Un autentico bagno di folla ha accolto i protagonisti della fiction con in testa Salvatore Esposito, alias Genny Savastano che ai ragazzi di Giffoni ha parlato di come il male - pur declinato in forme diverse - debba sempre essere osteggiato.'Il filo conduttore che si può trovare tra mafia, camorra ed estremisti islamici (perché è solo una piccola fetta specifica di pazzi scatenati, è solo la follia - ha detto l'attore - il voler sovrastare gli altri per un ideale sbagliato. Questo non so se trova radici nell'assenza dello Stato o delle Istituzioni però c'è da dire che è qualcosa da combattere fermamente perché quello poi ha spesso il sopravvento sulle menti deboli'.Nessun 'falso mito' da film e fiction come Gomorra, dunque. Raccontare anche al cinema gli aspetti negativi di mafia e camorra è soprattutto un altro modo per combatterle.'La sensazione di chi vede i personaggi alla Gomorra - ha concluso Cantone - è di provare ancora più schifo rispetto a certi soggetti'.
19/07/2016 www.movieplayer.it Alessandro Borghi: "Mi piacerebbe molto essere nel sequel di Lo chiamavano Jeeg Robot Dopo l'esordio al cinema del 2011 con 5 (Cinque) di Francesco Dominedò, il 2016 è stato decisamente il suo anno: con Non essere cattivo di Claudio Caligari e Suburra di Stefano Sollima, Alessandro Borghi si è imposto all'attenzione di pubblico e critica come uno degli interpreti più importanti di questa stagione cinematografica, ottenendo premi e nomination ovunque, tra cui il premio Cariddi al miglior interprete dell'anno al TaorminaFilmFest e due candidature ai David di Donatello. Alessandro Borghi in una scena di Suburra Occhi limpidi, sorriso sempre pronto e atteggiamento socievole, Borghi è ospite in questi giorni del Giffoni Film Festival, dove ha potuto interagire con un pubblico di giovanissimi. Lo abbiamo incontrato al festival campano, dove ci ha parlato di questo anno eccezionale: "Spero di continuare a essere viziato in questo modo dal cinema" ci ha detto, proseguendo col raccontare qualcosa dei suoi prossimi progetti: "Mi piacerebbe molto essere nel sequel di Lo chiamavano Jeeg Robot: lavorare con Gabriele Mainetti e il mio amico e collega Luca Marinelli sarebbe fantastico. Non so però se il progetto si farà, Gabriele è molto misterioso al riguardo" e dei film che amava quando era più giovane: "Il mio film preferito quando ero ragazzo è I Goonies: lo amo talmente tanto che praticamente continuo a guardarlo una volta a settimana".
19/07/2016 www.movieplayer.it Fantasmi al Giffoni Film Festival: arrivano i Ghostbusters! A 32 anni dal film originale - diretto da Ivan Reitman e scritto da Dan Aykroyd e Harold Ramis, nonché Acchiappafantasmi ufficiali insieme a Bill Murray ed Ernie Hudson -, arriva il 28 luglio nelle sale italiane il nuovo Ghostbusters, con Paul Feig alla regia e un nuovo cast tutto al femminile. Massacrato dal pubblico prima ancora di essere proiettato sul grande schermo per via del cambio di interpreti, criticate soprattutto, nemmeno tanto sottilmente, perché donne, il film ha già un record: quello del trailer più odiato della storia. Leggi la recensione del film: Ghostbusters, il reboot che vira sulla commedia e omaggia il passato Contenuto pubblicitario Ghostbusters a Giffoni 2016 Poco conosciute in Italia, le nuove interpreti, Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Leslie Jones e Kate McKinnon (un vero portento, una maschera comica perfetta) sono tra le migliori attrici comiche in America, veterane del Saturday Night Live e professioniste della risata. Come nei due film originali, Feig ha infatti puntato soprattutto sulla comicità, riunendo un gruppo ben assortito di protagoniste, mai volgari e dai tempi comici perfetti (la visione in lingua originale in questo caso è quasi d'obbligo). A fare compagnia alle quattro interpreti principali è un super auto-ironico Chris Hemsworth nei panni del segretario svampito Kevin, aitante quanto poco sveglio, che si prodiga sui titoli di coda (da guardare fino alla fine in vista di una sorpresa) in un balletto che è già cult. Leggi anche: Ghostbusters: Chi sono le nuove acchiappafantasmi che stanno infiammando il web? Marshmallow e tanta (troppa!) dolcezza con Ghostbusters a Giffoni 2016 Il film è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival, dove per l'occasione sono arrivati sul blue carpet proprio gli Acchiappafantasmi, a bordo della Ecto1, la macchina dei film anni '80. Sotto gli occhi spettrali di un gigantesco Uomo Marshmallow e di Slimer, la Ecto1 ha dato spettacolo, per la gioia soprattutto dei cinefili più stagionati. Il pubblico di giovanissimi, forse digiuno dei film originali, ha comunque apprezzato la pellicola, concedendo numerosi applausi a scena aperta: un messaggio positivo, che fa sperare in una nuova generazione di appassionati di cinema in grado di apprezzare un film in quanto tale e non per il genere dei protagonisti.
19/07/2016 www.napolitoday.it Cristiana Dell'Anna: "Ero innamorata di Leonardo Di Caprio L'attrice interpreta Patrizia, personaggio nuovo ma già cult della serie Sky 'Gomorra 2' Redazione 19 luglio 2016 04:58 Diplomata in arte drammatica in Inghilterra, Cristiana Dell'Anna - Patrizia della serie Sky 'Gomorra 2' - è stata tra i protagonisti del Giffoni Film Festival "La mia passione per la recitazione - ha spiegato l'attrice napoletana - è nata quando avevo circa 13 anni. Ero innamorata di Leonardo Di Caprio e speravo, in un futuro non troppo lontano, di poterlo affiancare. Negli anni a seguire, nonostante le tante passioni, non ho mai smesso di coltivare un amore sincero per il teatro. Il momento della svolta, però, è arrivato alla fine del liceo, quando ho dovuto scegliere che cosa fare della mia vita. A quel punto, dopo varie discussioni con i miei genitori, non ho potuto negare a me stessa questo amore e ho deciso di seguirlo fino alle estreme conseguenze: sono partita per l'Inghilterra, mi sono diplomata in arte drammatica e in territorio britannico ho iniziato a muovere i primi passi. Cristiana non aveva intenzione di tornare In Italia, ma la proposta per il cast di Un posto al sole le è sembrata un segno: "Dopo anni di distanza anche emotiva, la recitazione mi permetteva di riavvicinarmi alla mia terra e provare ad amarla e comprenderla. Con lo stesso spirito ho scelto di affrontare la sfida offertami da Gomorra".
19/07/2016 www.tvblog.it Miriam Leone: "Monica Guerritore valore aggiunto di Non Uccidere. Le Iene Lo rifarei Miriam Leone ospite della 46esima edizione del Giffoni Film Festival per raccontare la sua esperienza da attrice e conduttrice ai giurati che incontra questo pomeriggio. Un 2015 intenso per lei, protagonista per Rai 1 de La Dama Velata, su Sky della serie 1992 nel ruolo della soubrette Veronica Castello e su Rai 3 di una delle fiction più interessanti del panorama generalista nazionale, Non Uccidere, nella quale interpreta la poliziotta Valeria Ferro. Partendo dalla serie Sky, sono ormai prossime le riprese del sequel, 1993: "Sono arrivate le sceneggiature e abbiamo iniziato a leggerle" dice l'attrice, che rinnova il suo amore per quelli che definisce i ruoli più belli finora interpretati: "La lunga serialità ti permette di approfondire il personaggio, di esplorarne le sfaccettature. Quando ho fatto il provino per Veronica e Valeria non ci dormivo la notte: pensavo a come avrebbero dovuto muoversi, parlare, emozionarsi. E non vedo l'ora di andarli a riprendere". Prossimo anche l'inizio delle riprese di Non Uccidere. Proprio nelle ultime ore, peraltro, è arrivata la notizia dell'uscita dal cast di Monica Guerritore che ha parlato di 'incomprensioni' col team di scrittura. "Monica è stato un grande valore aggiunto per la serie. Ha portato quel calore mediterraneo da mamma passionale in una serie dai toni molto scandinavi, freddi. Ho imparato tanto da lei. Dai grandi si può solo imparare". Nel 2016 è sul grande schermo con la commedia Un paese quasi perfetto, di Massimo Gaudioso, e In guerra per amore, diretta da PIF, in uscita nelle sale il prossimo 27 ottobre. Al centro del film vi è ancora la Sicilia, protagonisti della storia sono sempre Arturo e Flora. Cambia però l'ambientazione storica: non più la Cosa Nostra degli anni Ottanta/Novanta ma lo sbarco degli alleati del luglio '43. L'opera racconta l'origine dell'ascesa della mafia in quegli anni. Arturo, il protagonista, si dovrà arruolare nell'esercito americano per riuscire ad ottenere la mano della sua amata Flora, promessa sposa ad un mafioso siciliano. "Flora è il motivo per cui Pif parte 'in guerra per amore'. Per me PIF è un poeta: ha un modo davvero poetico di raccontare la realtà" dice la Leone, reduce in tv anche dall'esperienza delle Iene? A
chi le chiede perché abbiano puntato per lei soprattutto sull'aspetto glamour e fashion, risponde con lucidità e con un sorriso: "Beh, se non c'è il rischio non mi chiamano. Non mi piacciono i ruoli comodi (sorride) ed era un'occasione per imparare qualcosa. Ma il ruolo di tutti i conduttori de Le Iene è lanciare i servizi: siamo la parte leggera del programma. È stata una bella esperienza che sapevo a essere a termine. Ma lo rifarei". Messa da parte la conduzione? Anche no. "Se hai più frecce al tuo Arco è bene usarle tutte, senza puzza sotto il naso. La tv aiuta in questo proprio perché quando sei davanti alla telecamera non puoi mentire. Se sbagli lo vedono tutti, non puoi rifare la scena come davanti alla macchina da presa" dice l'attrice che però ribadisce il suo amore per la recitazione: "Io faccio questo lavoro con gran umiltà, sono l'ultima arrivata e studio molto. Lo amo davvero".
19/07/2016 www.fashiontimes.it Alessandro Tersigni: intervista al Giffoni Film Festival Alessandro Tersigni, intervistato al Giffoni Film Festival ha svelato quale vorrebbe fosse la sua "Destinazione". Ecco l'intervista video. Alessandro Tersigni A Fashion Times ed The Italian Rêve Alessandro Tersigni (attore italiano noto per i Cesaroni, Romanzo Criminale e Il Paradiso delle signore) ha svelato cosa vorrebbe raggiungere nel suo futuro professionale, quali sono i collaboratori che l'hanno fatto più crescere professionalmente e, ovviamente, in tema con il Giffoni Film Festival, quale vorrebbe fosse la sua Destinazione. Tersigni è tra i protagonisti di "Noi eravamo", il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l'eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. "Il film - ha spiegato - è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme". Alla giuria ha poi dichiarato: "L'unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore. È un'attualità difficile da raccontare, i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l'Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?". Il suo sogno da attore? "Mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema".
19/07/2016 www.fashiontimes.it Gomorra Day al Giffoni: gli ospiti più attesi! Al Giffoni Film Festival i gli acclamatissimi protagonisti della serie tv Gomorra esordiscono così: "Siete bellissimi! Giffoni è il Festival più bello del mondo!". Per l'occasione sono arrivati ad incontrare i giurati Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco. "Giffoni è l'alternativa al male" dice Cristiana Dell'Anna, la Patrizia della serie. "Quel che frega le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta. Ma quel che fate qui è una grande alternativa, da non farsi scappare". Di fronte alle polemiche di quanti vedono in Gomorra solo la rappresentazione del male, Marco Palvetti replica che "i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualità, la nostra onestà nel rappresentare una realtà che va oltre la serie". "Gomorra esiste perché c'è la camorra, non il contrario" ha ricordato Cristina Donadio, la spietata Scianèl, che esorta il pubblico a non considerare simboli i personaggi della serie. "Non si meritano i vostri selfie, sono il male. Considerateci dei fumetti, non degli eroi" aggiunge Donadio, cui fa eco Palvetti: "Tra di noi non c'è nessun personaggio positivo. Un uomo che uccide la moglie o uccide un bambino è un uomo già morto". Ai tanti che in Campania si sono schierati contro la serie, Esposito replica: "Nessuno dice che Gomorra è un indotto importante: giriamo per 9 mesi di fila, con investimenti di 16/18 milioni di euro che portano lavoro. Ma questo non fa notizia: in Italia fa notizia il vibratore di Scianel". L'invito che arriva da cast è quello di imparare ad andare dentro le cose, come invita a fare Gomorra, senza lasciarsi trascinare dalla polemica facile. "Quelli che si indignano per Gomorra magari sono gli stessi che non raccontano quello che hanno visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna", conclude De Caro, con Esposito che aggiunge "O sono i politicanti che preferiscono indignarsi per una serie e far finta che il resto non esista". Gomorra appassiona, non solo sullo schermo. "Molti pensano che la serie crei falsi miti. Trovo invece che Gomorra sia catartico: conoscere il male ci permette di liberarcene": Cristiana Dell'Anna approfitta delle domande dei giurati Generator per ribadire il valore culturale e narrativo della serie
Sky che ha diviso l'opinione pubblica e conquistato la critica. Sono stati gli attori sul palco ad applaudire i ragazzi in platea, non senza emozione: "Sapete che fate quasi paura?", dice Fabio De Caro e suona quasi ironico per lo spietato Malammore. "Il lavoro dell'attore non è far amare il personaggio, è rispettarlo" sottolinea Marco Palvetti, alias Salvatore Conte uscito di scena nella seconda stagione: "Il suo punto debole è stato l'amore, che non poteva vivere come avrebbe voluto". Ma Ciro Di Marzio è davvero 'Immortale' per gli sceneggiatori? "Gomorra è un campo minato; è un progetto così ampio che va oltre i suoi personaggi. È un racconto epico, perfetto per Napoli. Per Ciro, però, l'Immortalità è una condanna: lui è già morto dentro, prima con l'omicidio della moglie e poi con la morte della figlia - spiega Marco D'Amore - Come sono riuscito a girare le ultime scene della seconda stagione? Non so cosa voglia dire perdere un figlio e a dir la verità non mi piace parlare del mio lavoro sul personaggio. Voi spettatori dovete godere del risultato. C'è però una parte della vita di Ciro che il pubblico non conosce e che racconta molto di lui: a 10 anni, pochi meno di quelli che avete voi, si ritrova sotto un tavolo a chiamare terrorizzato mamma e papà durante la devastante scossa del Terremoto del 1980. Non sapeva ancora che i suoi genitori erano morti: da lì inizia la sua formazione criminale. All'orfanotrofio conoscerà il gruppo che lo accompagnerà negli anni successivi". Cosa avverrà nella terza stagione? "La destinazione di Gomorra la decideranno gli sceneggiatori" dichiara Cristina Donadio - confermata nel cast della terza stagione con Dell'Anna, De Caro e D'Amore, tutti sul set in autunno. "Ciro e Genny si rincorrono, forse andando verso un progetto comune. Ma s'adda aspetta' la terza stagione" chiosa D'Amore in dialetto. Prima di lasciarli al Blue Carpet, spazio alla consegna dell'Explosive Talent Award a De Caro, Dell'Anna e Donadio, del Best Talent Award a Marco D'Amore e del Giffoni Experience Award a Salvatore Esposito e Marco Palvetti, che rivolge ai ragazzi l'ultima esortazione: "Con le vostre scelte potete cambiare le regole del mercato. Non perdete quest'occasione".
19/07/2016 www.newscinema.it Giffoni 2016: intervista a Gabriele Mainetti: "Preferisco i toni dark della DC" Se in Italia Jeeg Robot non è più solo il sinonimo del manga giapponese ideato da Go Nagai, il merito è di Gabriele Mainetti, il regista di uno dei più grandi successi cinematografici dell'anno: Lo chiamavano Jeeg Robot. Arrivato alla 46° edizione del Giffoni Film Festival, l'attore e autore italiano ha presentato Edison For Nature, il progetto di cinema collettivo sull'uomo, l'energia e la natura. La partecipazione al concorso, aperta a chiunque voglia raccontare una storia sui comportamenti sostenibili e l'energia del futuro, si delinea in video-interviste e cortometraggi, sceneggiature e testi, fotografie e audio messaggi. Un'iniziativa divisa in tre fasi, curata da Mainetti e Andrea Segre, che dà al primo classificato la possibilità di partecipare alle riprese del nuovo film dell'autore de Lo chiamavano Jeeg Robot. Oltre all'impegno per la sostenibilità, Gabriele Mainetti ha tenuto un'interessante masterclass dove ha raccontato ai ragazzi del Festival le origini del suo sguardo cinematografico. Vincitore di sette David di Donatello, Lo chiamavano Jeeg Robot cavalca il successo dei cinecomics aggiornando, tra sapore pulp ed eccellenti protagonisti come Claudio Santamaria e Luca Marinelli, un'industria cinematografica in bilico tra la commedia e il dramma. Noi di NewsCinema abbiamo incontrato Gabriele Mainetti nella cornice del Festival dei ragazzi e gli abbiamo chiesto tante curiosità sulla genesi de Lo chiamavano Jeeg Robot, sulla passione per i fumetti Marvel e Dc (e su quale tra le due case editrici preferisca), sull'amore per gli anime giapponesi, sulle difficoltà di presentare al cinema tricolore un'opera ricca di eroi, anti-eroi ed effetti speciali e sul prossimo progetto, definito estremo ma ancora avvolto dal mistero. Gabriele Mainetti ha risposto a tutte le nostre domande svelandoci l'origine del successo del 2016, presentato in anteprima alla scorsa edizione del Festival di Roma, e tanto altro...
19/07/2016 www.newscinema.it New York Academy: video intervista a Nicholas Galitzine e Michael Damian Il dance movie è una tradizione del Giffoni Film Festival che, dopo il successo di Step Up - All In di due edizioni fa, introduce al pubblico italiano New York Academy, il nuovo erede del franchise con Channing Tatum e Ryan Guzman. Diretto da Michael Damian, sceneggiato da Janeen Damian e interpretato dalle star in ascesa Nicholas Galitzine e Keenan Kampa, New York Academy racconta una storia di amore, amicizia, lotta per il successo. Johnnie (Nicholas Galitzine) è un violinista inglese trapiantato nella Grande Mela; Ruby (Keenan Kampa) è una giovane ballerina della New York Academy. Divisi da due situazioni diverse ma uniti dalla passione per la musica, i due partecipano a un concorso che potrebbe cambiare le loro vite. Ad aiutarli nell'impresa ci sarà una crew di ballo hip hop che arricchirà la loro performance, sospesa tra l'eleganza classica di Ruby e le emozionanti note di Johnnie. INTERVISTA A NICHOLAS GALITZINE Il regista Michael Damian, la sceneggiatrice e produttrice Janeen Damian e l'interprete principale Nicholas Galitzine ci hanno raccontato, nella splendida cornice del Giffoni Film Festival, il difficile ma non impossibile tentativo di unire cult come Grease di Randal Kleiser e Footloose di Herbert Ross alle sfumature pop di High School Musical di Kenny Ortega e Glee di Ryan Murphy. Il protagonista Nicholas Galitzine, modello e musicista inglese come il Johnnie della storia, ci ha svelato che cosa lo ha spinto a prendere parte al film, i suoi idoli cinematografici e i prossimi progetti, avvolti da un mistero che accresce la curiosità sulla star destinata a rubare la scena al lanciassimo Douglas Booth. Riuscirà New York Academy a bissare il successo di Step Up, la quintologia ideata da Duane Adler nel 2006? Lo scopriremo in tutti i cinema italiani il prossimo 18 agosto!
19/0/2016 www.newscinema.it Giffoni 2016: My Name is Emily, in viaggio per l'Irlanda con Evanna Lynch Una ragazza, un ragazzo, una vecchia automobile gialla che attraversa un'Irlanda piovosa e densa di luce, diretta a nord. Una figlia che cerca di salvare un padre fragile e forse folle dalla clinica psichiatrica, dopo che la morte della madre ha spezzato la vita di entrambi. My name is Emily, in concorso al GFF 2016, del regista irlandese Simon Fitzmaurice, è un film poetico, ironico e struggente. Protagonista è Emily (Evanna Lynch, attrice irlandese nota al grande pubblico come la stralunata Luna Lovegood della saga di Harry Potter), una ragazzina orfana di madre, ospite di una famiglia affidataria perché il padre Robert (Michel Smiley), brillante scrittore, è stato ricoverato in una clinica psichiatrica dopo la morte della moglie. Emily, fragile e chiusa, preoccupata perché non riceve più lettere dal padre, decide di scappare di casa ed andare nel Nord del paese per farlo evadere dalla clinica. Arden (George Webster), il suo unico amico, oppresso da un padre prepotente e freddo, decide in un lampo di buttarsi a capofitto nell'ignoto e fugge con lei. A bordo della vecchia macchina della nonna di Arden, tenera complice di questa avventura, i due partono verso Nord, affrontando un breve ed intenso viaggio che li porterà soprattutto a scoprire se stessi. Numerosi flashback rivelano allo spettatore cosa agita la mente di Emily, fatalmente bloccata nel ricordo struggente della madre e dei giorni trascorsi sola con il padre, da lei adorato. "I fatti sono soltanto punti di vista" insegna Robert alla figlia, mentre il desiderio di ritrovare la moglie perduta in ogni molecola dell'universo, in un filo d'erba o nell'acqua del mare, lo allontana inesorabilmente da Emily facendolo scivolare verso la follia. Sullo sfondo, il paesaggio di un'Irlanda che sembra riecheggiare gli stati d'animo dei protagonisti, fra piogge ostinate e spiagge deserte. Evanna Lynch presta un volto mobile ed espressivo ad Emily, rivelandosi un'attrice completa e sensibile, capace di andare con le proprie gambe ben oltre il personaggio della saga di Harry Potter, che le ha dato la fama e che ha rischiato di imprigionare altri suoi colleghi. "In questo film il mio personaggio ha difficoltà ad esprimere le emozioni" ha raccontato la Lynch ai giovani giurati del festival, "perché
cerca di proteggere se stessa, invece è importante anche esprimere le proprie fragilità. Nel costruirlo ho seguito il consiglio del regista, che mi ha suggerito di non preoccuparmi eccessivamente di tutto il peso della sua storia, ma di interpretarlo con semplicità. Mi sono anche lasciata ispirare dai miei colleghi, George Webster e Michael Smiley, perché penso che si impari sempre molto dagli altri, aprono nuove prospettive sulla vita e sui personaggi. Allo stesso modo traggo ispirazione dai libri, che adoro leggere chiusa nella mia stanza, e anche dai miei gatti, perché gli animali sono creature molto spirituali!" . Sorretti da una felice sceneggiatura, ricca di riferimenti letterari e non solo, in bilico tra una lacrima e una risata, Arden ed Emily incarnano il volto più profondo e sensibile dell'adolescenza, capace di toccare la verità delle cose sfidando le convenzioni. Come sempre accade, il viaggio li aiuterà a ritrovarsi, ad aprirsi all'ignoto e alla fiducia nell'altro. Il film scorre così in maniera avvincente, narrando una visione della vita estremamente personale, in un momento in cui un trend generale sembra invece privilegiare film che indulgono ad una rappresentazione stereotipata e quasi compiaciuta della perdita e del disagio. "Questa è una storia di redenzione. La gente è schiacciata tutti i giorni dalla tristezza e dalla perdita. Questo non è un tentativo di negarlo. Ma semplicemente una storia in cui ciò non accade" spiega il regista. E in effetti il tono del film, oscillante tra tristezza e ironia, trasmette un desiderio di leggerezza ed accettazione, sospeso tra dialoghi semplici e sinceri ed immagini fortemente simboliche. Fitzmaurice, affetto da SLA ed ormai completamente paralizzato, ha scritto e diretto il film comunicando con il movimento degli occhi attraverso un computer, in un certo senso incarnando in se stesso il messaggio del film. "Non siamo noi a scegliere cosa ci emoziona. Siamo scelti. Proprio come la SLA ha scelto me. Sei quel che sei. Sta a te decidere cosa fare. Volere sempre il lieto fine è una sorta di malattia, se nasce dalla paura di vedere le cose per quelle che sono. Ma c'è un altro impulso, più profondo della paura. La volontà di vivere. Vivere con la tristezza, la perdita e l'amore che fanno parte della vita. Affrontarla, senza mollare. Perché credo nel potere di accettare tutto ciò che ti capita senza farti schiacciare a morte dalla tristezza e dalla perdita." Un film che ha dunque un messaggio forte, come è da tradizione del Giffoni Film Festival, e narrato con un linguaggio cinematografico avvincente, dai dialoghi alla colonna sonora ed alla fotografia, che ci fa sperare in un suo approdo nelle sale italiane.
19/07/2016 www.universalmovies.it Giffoni Film Festival - Il cinema sostenibile di Edison, nuovo progetto di Gabriele Mainetti Edison partecipa al Giffoni Film Festival per presentare ai ragazzi due progetti che hanno a cuore l'ambiente e la sostenibilità: Edison for Nature ed Edison Green Movie. Lo fa con due testimonial d'eccezione, il pluripremiato regista di Lo chiamavano Jeeg Robot Gabriele Mainetti e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli. Alla platea dei ragazzi del Giffoni Mainetti, insieme al documentarista Andrea Segre, ha presentato Edison for Nature, il progetto di cinema collettivo sulla natura, l'uomo e l'energia. La partecipazione è aperta a chiunque abbia un'idea e una storia da raccontare e i registi hanno invitato i giovani a buttarsi nell'iniziativa portando le proprie idee e spunti sul sito www.edisonfornature.it. Invito tutti a prenderlo come un gioco, come un gioco utile, a non intimidirsi nel dire la propria ha detto Mainetti -. Io e Andrea Segre saremo solo due tecnici e metteremo a disposizione le nostre competenze, ma mi piace che il progetto sia collettivo, credo che le idee di tante altre persone mi insegneranno moltissimo sulla questione. Tre gli ambiti del concorso: · Comportamenti sostenibili: i gesti nella vita di ogni giorno che possono influire positivamente sull'ambiente (alimentazione, mobilità, utilizzo delle risorse, consumi e scelte consapevoli); · L'energia del futuro: le innovazioni e le tecnologie per ottimizzare i consumi energetici e produrre in modo sostenibile (che sia qualcosa di reale o futuristico, l'idea è quella di sensibilizzare chi guarda sulla necessità di gestire i consumi, meno energia oggi per avere più energia domani). · I mestieri dell'energia: le persone, le competenze, le professioni dell'energia. È possibile partecipare attraverso quattro modalità espressive: video-interviste o cortometraggi della durata massima di 90 secondi; parole (sceneggiature e testi di massimo 5000 battute); immagini (fotografie, disegni, fumetti, fino ad un massimo di 10 foto o tavole); messaggi audio della durata massima di 60 secondi. Le iscrizioni sono aperte su www.edisonfornature.it fino al mese di settembre. Le fasi del progetto sono tre. La prima consiste nella raccolta delle idee sulla piattaforma web dedicata e a fine settembre nella selezione a cura di Mainetti e Segre dei 10 finalisti.
In questa fase, inoltre, il progetto più votato dagli utenti della rete riceverà in premio una strumentazione professionale da videomaker. Durante la seconda fase i 10 finalisti dovranno realizzare un cortometraggio della durata compresa tra i 3 e i 5 minuti affiancati da una troupe professionista sotto la direzione dei due "giudici" Mainetti e Segre. Nell'ultima fase del progetto, Mainetti e Segre avranno la direzione completa del lavoro e insieme monteranno i 10 cortometraggi per realizzare un mediometraggio collettivo di sensibilizzazione sulla natura e i comportamenti sostenibili. Tra i 10 autori selezionati, inoltre, ne sarà individuato uno (ad insindacabile giudizio dei registi) che potrà partecipare alle riprese sul set del nuovo film di Gabriele Mainetti. Il regista romano ha anche tenuto una masterclass per i ragazzi in cui ha rivelato aneddoti, ha parlato di sé e del suo lavoro artistico. Il consiglio di Mainetti ai giovani? Ascoltare sé stessi e non perdere mai la propria voce per far emergere il proprio talento. Nella giornata di oggi, spazio a Edison Green Movie e alla sostenibilità nel cinema. Alle 19.00 il divulgatore scientifico Massimo Temporelli terrà un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione". Una riflessione che va di pari passo con l'importanza di adottare un protocollo ecologico, come Edison Green Movie, per le produzioni cinematografiche. Edison Green Movie, infatti, permette di abbattere le emissioni inquinanti dovute alla realizzazione di un film in una forbice che varia dal 20% all'80%, di ridurre gli sprechi e contenere i costi di produzione. Ogni anno in Italia l'industria cinematografica produce circa 5.600 tonnellate di CO2 per i consumi di energia e i trasporti dei set, cui si aggiungono l'uso dei materiali e la gestione dei rifiuti. Se tutte le produzioni in Italia seguissero le indicazioni di Edison Green Movie (in Italia si producono circa 140 film l'anno per un totale stimabile di 5.880 giorni di riprese) si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari ad almeno 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all'illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti o a 1.120 voli di andata e ritorno tra Roma e Dakar. A chiudere la giornata, la proiezione di Tomorrow, il documentario di Cyril Dion e Mélanie Laurent sulle crisi ecologiche dei nostri tempi e le possibili soluzioni per la salvaguardia del pianeta, attraverso gli occhi dei pionieri che in tutto il mondo stanno reinventando l'agricoltura, l'energia, l'economia e l'educazione.
19/07/2016 www.bresciaoggi.it Morelli, cervello in fuga per Sibilia Sa come smarcarsi dalle etichette Giampaolo Morelli, il 'Coliandro' tv, interprete di film come Song 'e Napule e presto conduttore su Rai1 in seconda serata di Fan car aoke che riprende Carpool Karaoke, format di canzoni e chiacchiere in auto, lanciato da James Corden. "L'importante è come ti proponi, non devi aver paura di essere ridicolo, ma amare alla follia il tuo lavoro, non prendendoti mai troppo sul serio", spiega a Giffoni Experience, dove è protagonista di una masterclass. E' nuovo il suo sodalizio con Sydney Sibilia, che l'ha voluto fra i protagonisti di Smetto quando voglio 2 (in uscita a febbraio) e 3: "Interpreto uno dei cervelli in fuga, scelta a cui spesso ti costringe questo Paese. Sono un ingegnere che costruisce armi all'estero anche per tribù che tentano dei golpe finirà tirato dentro nella banda della storia". L'attore ha appena finito il nuovo film dei Manetti Bros, che firmano anche la serie dell'Ispettore Coliandro: "Lo amo talmente tanto... Coliandro tutta la vita", dice l'attore.
19/07/2016 www.bresciaoggi.it Edison Green Movie e cinema sostenibile Edison Green Movie è il primo protocollo europeo per il cinema ecosostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l'adozione di soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale di un film. Il protocollo è stato presentato oggi, a Giffoni Valle Piana (Salerno) al Giffoni Film Festival da Edison, nell'ambito di una due giorni dedicata, appunto, ai recenti progetti messi in campo dall'azienda leader nel settore dell'energia. Fra le iniziative anche appuntamento con Edison Green Movie e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli, protagonista di un "racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l'evoluzione", e la proiezione di "Tomorrow", il documentario sulle soluzioni per conservare il pianeta.
19/07/2016 www.bresciaoggi.it Mainetti presenta "Edison For Nature Un progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura è stato presentato dalla Edison ai giurati del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno). A illustrare il progetto, denominato "Edison for Nature", ai ragazzi del GFF, insieme al documentarista Andrea Segre, è stato il testimonial e curatore del progetto, il regista Gabriele Mainetti, pluripremiato con la sua opera d'esordio "Lo chiamavano Jeeg Robot". "Vogliamo sensibilizzare le persone a raccontare quello che avviene tra l'uomo, la natura, l'ambiente e l'energia - spiega Mainetti - Ci è sembrato interessante poter spingere chiunque lo voglia, a proporre una serie di storie in varie forme, dal racconto scritto, alle fotografie, ai disegni, passando per i fumetti e i messaggi audio. Non è necessario essere filmmakers: l'importante è che ci sia la volontà, attraverso la propria creatività, di raccontare questi temi fondamentali per il futuro del pianeta"
19/07/2016 www.italia-news.it GIFFONI EXPERIENCE: VALORIZZAZIONE E TRASPARENZA. GRAZIE PRESIDENTE DE LUCA I consiglieri comunali di Giffoni Democratica ringraziano il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per la visita a Giffoni ed anche per aver assunto impegno formale a sbloccare il pagamento di sei milioni di euro che consentirà di completare lo stato d'avanzamento del Giffoni Multimedia Valley, finanziato anche grazie al contributo di Ugo Carpinelli. La nostra linea politica e programmatica in merito alla manifestazione del Giffoni Experience è in piena sintonia con le parole del Governatore, che intende sostenere con grande determinazione questo evento di estrema importanza per il prestigio e la crescita culturale della nostra città. De Luca nel corso della visita ha dichiarato "oggi bisogna fare i conti con i bilanci, bisogna capire che siamo entrati in una nuova fase dove occorre un rigore estremo nella gestione della risorse disponibili. Investire cinque, sei milioni di euro - ha sostenuto il Governatore - è un grande sacrificio". Nel condividere totalmente la dichiarazione del Presidente confermiamo la nostra pubblica posizione: valorizzare il Festival garantendo una gestione seria, democraticamente e moralmente più trasparente.
19/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - Intervista a Gabriele Mainetti pagerank: 4 Regista di uno dei film più acclamati dell'anno, quel "Lo chiamavano Jeeg Robot" che sorprese tutti fin dal passaggio alla Festa del Cinema di Roma dello scorso ottobre, sbarca al Giffoni Film Festival 2016 Gabriele Mainetti, qui presente, oltre che per incontrare la stampa, anche per sottoporsi al fuoco di fila delle domande dei ragazzi delle varie giurie e per presiedere ad un'affollata masterclass condotta dal critico e giornalista Francesco Alò. Gentile e disponibile con tutti, arriva dal sottoscritto a fine giornata e, nei pochi minuti a disposizione, riesce a rispondere con schiettezza e lucidità. Prima di dare il via al botta e risposta, consiglio a chiunque non abbia ancora visto il suo lungometraggio d'esordio di provvedere subito: da tempo il cinema italiano non riusciva ad inserirsi in maniera così personale e brillante in un filone commercialmente fecondo come è in questo momento il cinema supereroistico. Hai dichiarato che, probabilmente, non darai un seguito a "Lo chiamavano Jeeg Robot". Volevo chiederti il perché, visto che il pubblico, ma anche il sottoscritto, dava quasi per scontata la continuazione della storia con (almeno) un altro capitolo. Non ho detto che non lo farò, ho detto che non lo farò ADESSO. Le sintesi giornalistiche, probabilmente lo sai meglio di me, tendono, specie nei titoli, a semplificare brutalmente i concetti a volte distorcendone il senso. Se avremo l'ispirazione per scrivere una storia interessante tanto quanto la prima la faremo, altrimenti no. Ora siamo totalmente immersi, specie in questo momento, in un'altra storia totalmente diversa. Puoi anticiparci qualcosa? Preferisco di no, siamo ancora in una dimensione embrionale. Posso solo dire che è una storia, secondo me, particolarmente audace, e ho paura di come possano reagire o rispondere i vari produttori. Ho intenzione di strutturare prima il tutto in maniera ferrea, con una sceneggiatura solida che convince me per primo, e poi potrò cominciare a far trapelare qualcosa. Ripeto, ora siamo davvero all'inizio, siamo alla scaletta, alle biografie dei personaggi, questo è il modo di procedere. Quando i miei coproduttori, la Lucky Red, approveranno la prima stesura, che potrebbe essere pronta per i primi di ottobre, saprò che il progetto è davvero partito. Tra i mille riferimenti pop del tuo film, anche per quel "Lo chiamavano ..." nel titolo e per la fisicità e le azioni di Enzo, c'è anche Bud Spencer e il cosiddetto "ceffoni-movie" all'italiana. Confermi o smentisci? Guarda, te
la metto in questo modo: io ho vissuto quei momenti, quel cinema, ci sono cresciuto, come tutti quelli della nostra generazione, e quindi è inevitabile che, anche inconsapevolmente, possa entrare dentro in termini di suggestione, anche inconsapevole. Se avessimo girato "Lo chiamavano Jeeg Robot" a Napoli, ed era una cosa che tranquillamente sarebbe potuta accadere, il protagonista sarebbe stato diverso, anche se poi Pedersoli era napoletano in effetti ... Ecco mi ci stai facendo riflettere. Enzo ha comunque la tipica attitudine dei romani di periferia, quell'atteggiamento un po' stanco e totalmente disilluso. Quindi, per chiudere la risposta, un po' forse sì, comunque mi piace molto questo riferimento che hai tirato fuori. Quindi Ceccotti s'inserisce, per te, nella tradizione tipica del personaggio romano nel cinema e nel teatro, da Rugantino a Oreste Jacovacci per fare due esempi illustri, il personaggio che se ne frega di tutto e tutti ma che poi, quando la situazione si aggrava, è pronto anche a fare il sacrificio estremo. Monicelli diceva che l'italiano tira fuori l'orgoglio solo quando viene ferito nel profondo, nella sua intimità personale, non nel suo essere italiano. "La grande guerra", che hai citato assolutamente a proposito, mostrava proprio questo, no? Mi ricordo la vicenda di Fabrizio Quattrocchi, e il suo famoso "ora vi faccio vedere come muore un italiano vero". Personaggi, in sintesi, che hanno in loro stessi la speranza di essere un pochino migliori, ma che tirano fuori quest'attitudine solo in situazioni davvero estreme. Prima di ogni proiezione qui al Festival di Giffoni passa un appello dove tu e Andrea Segre spiegate il progetto "Edison for Nature", nel quale siete entrambi coinvolti. Ce ne puoi parlare brevemente? Cosa ci sarà tra gli extra del Blu-Ray di "Lo chiamavano Jeeg Robot", ce lo puoi anticipare? Ho sentito che Amazon ha annullato le prime ordinazioni perché l'elenco completo non era ancora disponibile, e quindi non c'era la possibilità d'indicare agli utenti tutto quello che avrebbero trovato al momento dell'acquisto. Pure qui c'è stato un difetto di comunicazione, noi abbiamo dichiarato i contenuti del Blu-Ray. E saranno: un backstage esteso di circa cinquanta minuti/un'ora, i provini degli attori (una cosa, secondo me, molto interessante, perché ci saranno i vari provini, dal primo introduttivo a quelli successivi quando eravamo più vicini alla decisione definitiva del casting, si potrà vedere proprio come cresce, da parte nostra e loro, la ricerca di un personaggio), il mio cortometraggio "Tiger Boy", dei bloopers, il mio storyboard delle scene d'azione del film, il videoclip integrale della sigla cantata da Claudio Santamaria, che non è mai passato su Internet, e... poi credo basta, mi sto probabilmente dimenticando qualcosa ma al momento non mi viene in mente nulla di più. Credo possa bastare, no? Per dire due parole in più sul backstage che durerà circa un'ora, come ho già detto (avevamo quasi tredici ore di girato, montarlo non è stato proprio semplicissimo), dove si darà voce a tutti quelli che hanno dato il loro contributo sul set, che ritengo una cosa importantissima. E' indubbiamente vero che un film debba avere una direzione
registica forte e chiara che indirizzi tutti verso il risultato sperato, ma rimane sempre un lavoro collettivo.
19/07/2016 www.nonsolocinema.com Giffoni Experience 2016 - "Learn by Heart" e "My name is... Quasi 900 km per assistere alle sfilate sul Blu Carpet (a Giffoni si è rigorosamente anticonformisti), a corsi di cinema, anteprime e agli imperdibili eventi collaterali del Giffoni Street Fest. E ogni volta le aspettative sono superate in meglio. "Ogni viaggio dell'eroe, per citare l'archetipo su cui si sono formate generazioni di "narratori di storie", ha la sua destinazione. Obiettivo si potrebbe anche dire. Quest'anno il Giffoni Film Festival sceglie un tema che è in sé un obiettivo: destinazioni. Destinazione Giffoni, potrebbe sembrare un gioco di parole. Ma in fondo ogni viaggio è sempre un ritorno a casa, a se stessi, alla propria identità. "Ritorno al futuro Giffoni", si potrebbe anche dire parafrasando il titolo del film cult diretto da Robert Zemeckis. Si viaggia per mettersi in discussione e quindi per autodeterminarsi". Oltre 4150 giovani giurati provenienti da circa 50 Paesi (tra cui Albania, Belgio, Brasile, Bielorussia, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Georgia, India, Israele, Qatar, Sud Africa e USA) suddivisi per fasce d'età (Elements +3 per i bambini dai 3 ai 5 anni; Elements +6 dai 6 ai 9 anni; Elements +10, dai 10 ai 12 anni; Generator +13 per i ragazzi dai 13 ai 16 anni; Generator +16 dai 16 ai 17 anni e Generator +18 per i ragazzi dai 18 anni in su) Dalle problematiche adolescenziali, passando agli argomenti di attualità, senza tralasciare le atrocità storiche: queste le tematiche scandagliate dalle opere proposte della sezione GENERATOR +13. La trappola della droga viene raccontata da Learn by Heart (La Vie en Grand) diretto da Mathieu Vadepied. learn-by-heart Adama è una ragazzo di 14 anni, vive con la madre in un piccolo appartamento nella periferia di Parigi, non ottiene grandi risultati a scuola anche se brillante e, purtroppo, entra nel mondo della criminalità locale; grazie al suo amico Mamadou riuscirà a cambiare le cose. La vie en Grand è il primo lungometraggio del regista, già nominato al Premio César per la miglior fotografia per i film Sulle mie labbra di J. Audiard) e Quasi amici di E. Toledano, O. Nakache). Di questa pellicola l'unica cosa che colpisce è la descrizione molto realistica della vita nel banlieu parigino di Stains. Evanna Lynch firma autografi al Giffoni Nella categoria +16 svetta, per ora, My name is Emily con Evanna Lynch (famosa per il ruolo di Luna Lovegood nella saga di Harry Potter) diretto da
Simon Fitzmaurice (affetto da SLA). Il film racconta la storia di Emily che , dopo aver perso la madre, perde anche il padre perché viene rinchiuso in uno ospedale psichiatrico, ma con l'aiuto di Arden riuscirà a trovarlo. New York Academy, in anteprima, è esattamente come il pubblico se lo aspetta. E' un film dalla trama un po' banale, pieno di cliché, ma le coreografie e le musiche ben curate.
19/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 Claudio Cupellini "Ho fatto un film come se fosse un romanzo dell'Ottocento" Claudio Cupellini incontra i giovani del Giffoni Film Festival, colpiti al cuore da uno dei più bei melodrammi degli ultimi anni, Alaska, protagonista Elio Germano. Uno di quei film dei quali di solito si dice che "non sembra un film italiano", per come costruisce un racconto che non dà fiato, con personaggi che rischiano persino di sembrare a tratti inverosimili nella forza estrema dei loro sentimenti. Ma questa è una scelta volontaria, come spiega Claudio Cupellini: "Alaska è una storia di colpa e redenzione e volevo che fosse raccontata così, senza pause. Volevo davvero che il film lasciasse lo spettatore senza respiro. Infatti è un film tutto di scene madri, sempre intenso". Alaska è la storia d'amore di due individui soli, il cameriere italiano Fausto (Elio Germano) e la modella francese Nadine (Astrid Bergès Frisbey), "vittime" di un colpo di fulmine che li sballotta tra Francia e Italia, con tanti rovesci di fortuna - come capita sempre nel melodramma - ma con un sentimento che non viene mai meno. Una storia estrema, appunto, come Claudio Cupellini rivendica con i ragazzi del Giffoni Film Festival: "Questa storia è un atto di fede, reputa sia possibile trovare qualcuno che conta davvero nella vita, anche se si condividono pochissime cose. Ho voluto rischiare - continua Cupellini - preoccupandomi poco anche della logica, perché voglio credere che certe cose esistano. Ho cercato di fare un film come fosse un romanzo dell'Ottocento". Insieme a Fausto e Nadine c'è un terzo protagonista, il capitale: "Ho voluto inserire in maniera programmatica la questione del denaro - puntualizza Claudio Cupellini -, che è centrale in ogni scena e per ogni personaggio, a partire dalle ambizioni di riscatto sociale di Fausto. Questo per me è il simbolo dell'ostilità del mondo di oggi, in cui non hanno importanza i sentimenti, e il valore è legato solo a quanto guadagni. Anche per questo Alaska è una storia d'amore, nella quale ho voluto tirare fuori tutta la forza sentimentale possibile. I personaggi di Alaska subiscono molti rovesci di fortuna e sono pieni di imperfezioni: "Li ho voluti così - spiega Claudio Cupellini - per rispecchiare la
complessità della vita, perché in realtà le persone sbagliano e quello che importa è saper andare oltre. I personaggi che mi piacciono di più sono fragili e commettono errori. Come il "tradimento" di Fausto ai danni di Sandro, un'altra figura molto importante nella storia, che poi farà una brutta fine. È la ragione anche per cui ho scelto quel nome per il personaggio di Elio Germano che, appunto come il Faust, è uno che si è venduto l'anima. Ma nei romanzi di formazione si cresce commettendo sbagli e così ho voluto fare io. Alla fine Fausto capisce: e l'uomo che pare un opportunista si sacrifica e sceglie di perdere tutto per l'amore che prova per Nadine".
19/07/2016 www.optimaitalia.it I magistrati Corrado Lembo e Antonio Laudati ricordano Borsellino al Giffoni Film festival La cultura come arma principale per diffondere legalità e trasparenza. È stata questa la ricetta proposta dai magistrati Corrado Lembo e Antonio Laudati che hanno incontrato i ragazzi del Dream Team al Giffoni film festival. Nel corso della quinta giornata il procuratore di Salerno e il sostituto all'Antimafia hanno portato la loro esperienza ai giovani giurati in un giorno sicuramente diverso dagli altri. Ricorre oggi, infatti, il 24esimo anniversario della strage di via D'Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino insieme agli uomini della sua scorta, e i due magistrati non hanno fatto a meno di ricordarlo. «La società non può vivere sul sacrificio e sull'eroismo di pochi. È cosa giusta rendere omaggio a Borsellino come esempio straordinario, ma se vogliamo essere liberi, dobbiamo partire dal presupposto che ognuno di noi ha un suo dovere, una sua partecipazione. Ognuno di noi deve contribuire a diffondere la legalità». Così ha sottolineato il giudice Laudati a cui ha fatto eco Lembo: «La cultura è l'arma più forte per diffondere la legalità. Occorre sviluppare un senso di appartenenza alla propria cultura - per poi ricordare l'esperienza salernitana entro la quale si inserisce il festival - a Salerno esiste la cultura della legalità. La legalità è cultura». Il numero uno della procura salernitana si è poi soffermato sulla cultura mafiosa e sulle organizzazioni mafiose nello specifico. «È impressionante il valore di omertà profondamente radicato al suo interno all'interno di queste organizzazioni. Dobbiamo renderci conto che la mafia è un sistema di potere che si sviluppa all'interno di una comunità. Negli anni si è creato un rapporto non più solipsistico all'interno dei clan, ma di relazione con il mondo circostante, civile e politico. Il sistema mafia ha interessi comuni con le comunità locali. Si creano legami sempre più stretti tra le comunità e i clan. Ci sono ormai interessi criminali, politici e imprenditoriali profondamente radicati nelle comunità». Il procuratore si è poi soffermato maggiormente sull'aspetto culturale del fenomeno mafia: «La mafia è un atteggiamento culturale oltre che
un'organizzazione criminale. Il problema è che nel nostro sistema esiste una cultura dell'illegalità. La vera cultura antimafia sta nella riscoperta della legalità nella vita di tutti i giorni. L'educazione è la vera risposta all'illegalità. Lo sviluppo della legalità di un paese non può essere affidato solo alle forze dell'ordine. Ognuno di noi deve contribuire e partecipare, senza restare indifferenti. Il problema del futuro è il protagonismo di ognuno di noi». In terra di cinema non è potuto mancare il riferimento fatto dal pubblico rispetto a serie tv che rappresentano e raccontano la malavita come Gomorra o Romanzo Criminale. Chiaro il pensiero dei due giudici. Secondo Lembo «Il problema è che il pubblico che assiste alle gesta della camorra non percepisce reazione da parte del mondo della legalità. Nel 2015 a Salerno sono state richieste e ottenute 856 richieste di misure custodiali. Di queste, 508 riguardavano la procura antimafia. Questo solo per dimostrare che si reagisce all'insediamento della criminalità attraverso azioni concrete». Dello stesso avviso Laudati: « Tante persone non hanno la maturità per capire e seguire certe storie. Ti abitui a considerare la violenza come mezzo di risoluzione dei problemi. Negli adolescenti c'è un problema diffuso di violenza ispirata a queste realtà. La nostra è una società libera, quindi libertà di comunicazione. La cosa importante è avere dei filtri che consentono di comprendere la realtà delle cose».
19/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 il guru del marketing Fulvio Zendrini incontra il "Dream Team" Il gruppo di ragazzi che sta lavorando alla creazione di idee d'impresa si confronta con un grande esperto di marketing e comunicazione. Che, come diceva Giorgio Gaber, insegna a "mangiare le idee" per trasformarle in progetti reali. 19 luglio 2016 di Stefano Fedele "Io non sono qui per insegnare, ma per imparare". È un vero guru del marketing e della comunicazione Fulvio Zendrini, un passato tra gli altri nell'agenzia Armando Testa, Ferragamo, settore telecomunicazioni, che oggi, nei giorni del Giffoni Film Festival, ha incontrato i giovani del Dream Team del Giffoni Innovation Hub - di cui fanno parte anche i ragazzi di Optima Erasmus - per valutare le loro idee progettuali di prodotti e servizi, emerse nell'intenso lavoro di workshop e confronto compiuto durante i giorni del Giffoni Film festival sotto l'attenta guida di coach e mentori come Gianmarco Covone e Jacopo Mele. Fulvio Zendrini ha una naturale attitudine all'ascolto. Ma nel preambolo fatto all'analisi delle idee del Dream Team - che sono finalizzate allo sviluppo in soli dieci giorni di progetti d'impresa da lanciare potenzialmente sul mercato in sei mesi - lancia una serie di suggestioni di grande ispirazione per chi ha l'obiettivo di creare start up nel settore delle industrie digitali. La prima è il celebre "mangiare un'idea" di Giorgio Gaber: "Chi fa impresa mangia idee per definizione - dice Fulvio Zendrini - le idee stanno nell'aria, sono nella mente delle persone, condivise attraverso i media e le tradizionali riunioni. Ma finché restano lì sono leggere, volano. Per riportarle a terra bisogna mangiarsele, cioè bisogna realizzarle. Il mio obiettivo con i ragazzi era proprio di spiegare questo passaggio dall'intuizione alla realizzazione". Altro punto su cui insiste molto Fulvio Zendrini, caratteristico di quest'era digitale della connessione e dell'interazione continua, è un fondamentale cambio di paradigma: il passaggio dalla vecchia "azienda", in cui c'era un solo manager a decidere il da farsi per generare profitto alla nuova "impresa", con decisioni collegiali e un diverso obiettivo, generare felicità. "Le aziende che hanno come obiettivo i soldi, che vengono spesi o mangiati, non hanno futuro. Se invece l'obiettivo d'impresa è
generare felicità per te stesso, i tuoi dipendenti e clienti, sarai molto più ricercato. E quindi più felice". Il lavoro con il Dream Team di Giffoni Innovation Hub si è rivelato molto proficuo: "Sono sempre contento di fare questo tipo di incontri, perché guadagno sempre molto più di quello che spendo. Con i ragazzi è come fare un corso di aggiornamento continuo: sono loro a dirti dove si sta andando, non tu".
19/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 il groove di Tullio De Piscopo, tra il ricordo di Pino Daniele e un messaggio ai giovani Il groove e la passione di Tullio De Piscopo a Giffoni 2016: la brillante carriera del batterista partenopeo, dagli esordi agli ultimi successi. 19 luglio 2016 di Martina Dessì Cuore, anima e istinto: il maestro Tullio De Piscopo approda a Giffoni 2016 dopo 26 anni, per celebrare i primi 50 anni di carriera nei quali la batteria è stata al centro della scena. L'occasione di tornare a Giffoni Valle Piana è stato il nuovo lavoro discografico dell'amatissimo batterista partenopeo, un cofanetto composto da 3 CD e intitolato 50. Musica senza padrone - 1965 -2015. A Giffoni 2016, Tullio De Piscopo ha accettato di tornare bambino per noi! Dopo un divertentissimo sketch, nel quale il maestro chiede la cartella alla mamma, il cantautore e batterista partenopeo confessa che ai suoi tempi - per i musicisti emergenti - non esistevano canali per sfondare. "Ai miei tempi non c'era niente, c'erano le balere. Molte delle quali in Emilia-Romagna. C'erano le radio, ma non le radio come adesso. C'era La Radio, solo quella. Adesso è tutto più facile, tutto più veloce. Siamo tutti un copiaincolla". L'avvincente racconto di De Piscopo, cadenzato da qualche intercalare in dialetto napoletano, non poteva che arrivare a Pino Daniele e ai loro esordi come musicisti. "Con Pino Daniele ci trovavamo per confrontarci sulle idee. Provavamo fino a che non si trovava il groove e l'intenzione che voleva lui". Dopo il trasferimento a Milano, per partecipare agli album di altri artisti, l'obiettivo raggiunto di Tullio De Piscopo è stato un ingaggio da parte di Gabriel Yared, l'arrangiatore di Minacantalucio. Il maestro di Andamento Lento si sofferma sulle modalità di arrangiamento del Premio Oscar, che scriveva la partitura interamente a mano. Il lavoro finale passava poi nelle mani di un copista, con il compito di trasferire tutte le parti di ogni musicista. Giffoni 2016 GUARDA TUTTE LE FOTO DI TULLIO DE PISCOPO A GIFFONI 2016 "Quando arrivavamo in studio, ci consegnavano le parti e provavamo. Dopodiché si registrava. Era sempre buona la prima! Non
esistevano degli strumenti elettronici come adesso. Ora mi dicono: Tullio, ti mando un file e tu metti la batteria sulla chiavetta. Ma come faccio a mettere la batteria sulla chiavetta? Bisogna andare in studio, per sentire l'adrenalina. Sulla chiavetta non si sente l'adrenalina, perchĂŠ sai che lo puoi rifare mille volte!" Sui miti della sua infanzia, Tullio De Piscopo non ha dubbi: "I miei occhi vedevano gli LP di Miles Davis, Charlie Parker, Max Roach. Io amavo il jazz. Come cantanti, invece, Ray Charles, Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald". Giffoni 2016 Batterista di Pino Daniele in diverse occasioni, Tullio De Piscopo ha saputo condurre una carriera da solista di prim'ordine, fino alla raccolta di successi che ha presentato al Campania Sound Experience. Da Canto D'Oriente a Destino e Speranza con il mitico James Senese passando per Funk virus: gli inediti del genio delle percussioni sono il giusto epilogo di un percorso costellato di successi, da Andamento Lento a Qui Gatta ci Cova. Nel triplo CD dedicato alla carriera di De Piscopo, celebrata da Campania Sound Experience, sono tre i brani inediti che il maestro ha voluto inserire, per scandire il lavoro svolto in 5 decadi dedicate interamente alla musica. Oltre a Canto D'Oriente, i brani inediti dell'ultimo capitolo discografico del batterista sono Destino e speranza e Funk Virus.
19/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 la scommessa di Giampaolo Morelli: "Dopo Coliandro, la sceneggiata napoletana" Anche Giampaolo Morelli ospite a Giffoni 2016: l'intervista a OM tra Coliandro e la sceneggiata napoletana dei Manetti Bros. 19 luglio 2016 di Claudia Gagliardi Tra i tanti ospiti di Giffoni 2016 quest'anno si è verificata una mini reunion dei talenti che hanno dato vita all'Ispettore Coliandro: Giampaolo Morelli è approdato in Cittadella due giorni dopo l'arrivo dei Manetti Bros, che lo hanno diretto in tutte le stagioni della serie tv ispirata ai romanzi di Carlo Lucarelli e dedicata allo strampalato ispettore napoletano trapiantato a Bologna che risolve i suoi casi a suon di disavventure e con un pizzico di fortuna. L'attore napoletano che negli ultimi anni è stato estremamente prolifico tra cinema e tv ha presentato a Giffoni i nuovi progetti per la prossima stagione. Tantissimi e tutti diversi. Su Rai1 lo ritroveremo nell'inedita veste di conduttore di una trasmissione musicale dal titolo Fan Car-Aoke ovvero l'adattamento italiano del Carpool Karaoke di James Corden con cui porterà in giro per le strade di Roma personaggi famosi intenti a cantare i loro brani preferiti. Ma ci sarà anche spazio per la fiction, con la miniserie C'era una volta Studio Uno, dedicato allo storico show del sabato sera degli anni '60, e per il nuovo film dal titolo ancora incerto dei Manetti Bros dopo il successo di Song'e Napule. Infine il cinema con Quel bravo ragazzo di Enrico Lando e due episodi della saga Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, l'atteso seguito del film sulla crisi del merito in Italia che ha spopolato lo scorso. Abbiamo incontrato Giampaolo Morelli a Giffoni 2016 per farci raccontare che ragazzino è stato: dall'idea dello smartphone "rubata da Steve Jobs" alla tv dell'infanzia come Bim Bum Ban con Bonolis, il volto di Coliandro ha scherzato coi nostri Simons tra ricordi e prese in giro. Di sicuro a undici anni come avrebbe visto L'ispettore Coliandro, in onda anche la scorsa stagione su Rai2, con simpatia e curiosità: "La forza di Coliandro è che parla un linguaggio comune, quello della strada, anche con qualche parolaccia non per il piacere di dirle, perché le diciamo tutti tra amici". Il nuovo progetto cinematografico sarà "una vera sceneggiata
napoletana, di quelle in cui gli attori all'improvviso cominciano a cantare: forse il titolo sarà Napoli canta e spara, ma non è certo" ha anticipato l'attore ai nostri microfoni. La scommessa è dunque far rivivere in modo ironico un genere classico della cinematografia partenopea come la sceneggiata, in modo ironico e contemporaneo. Non sarà però un sequel di Song'e Napule: l'esilarante personaggio di Lollo Love, dunque, non tornerà a cantare Cuoricina e le altre ballate neomelodiche, almeno per ora!
19/07/2016 www.optimaitalia.it Cristiana Dell'Anna al Giffoni Film Festival 2016: per la Patrizia di Gomorra una vita da secchiona! Dopo Gomorra 2 arriva al Giffoni Film Festival 2016 e parla della sua adolescenza solitaria e da secchiona 19 luglio 2016 di Piera Scalise Grandi applausi e grande accoglienza per una delle rivelazioni di Gomorra 2. Al Giffoni Film Festival 2016 è il Gomorra Day e tra i membri presenti c'è anche Cristiana Dell'Anna. Balzata agli onori del pubblico per il suo ruolo di Patrizia molti giovani presenti oggi nella cittadella campana la conosco già da anni per via del suo ruolo in Un Posto al sole. Il suo passaggio dalla soap napoletana di Raitre alla serie Sky non è stato traumatico per l'attrice che ha saputo inserirsi in una famiglia già ben formata e in un cast con degli ingranaggi già avviati. Cristiana ha saputo ritagliare il suo spazio e farsi notare con il suo personaggio, fragile e forte allo stesso tempo, che ha tenuto testa al boss che l'ha voluta come sua donna. Ecco il video della nostra intervista: Cristiana è approdata anche al cinema e lo ha fatto nel 2011 con Third Contact, un thriller psicologico britannico premiato all' Hof Internazional Film Festival l'anno dopo. L'attrice è poi tornata in Italia per il suo doppio ruolo (Micaela e Manuela Cirillo) in Un Posto al sole dove è rimasta dal 2012 al 2016. Ecco la nostra fotogallery: Clicca qui per vedere altre foto di Cristiana Dell'Anna a Giffoni 2016. Al Giffoni Film Festival 2016 domenica c'era anche lei seduta tra i "grandi" della serie e pronta a dire la sua rispondendo alle domande di noi di OptiMagazine curiosi di scoprire qualcosa di più di lei. Cosa abbiamo scoperto? Che dietro quella maschera di donna che ha saputo conquistare il boss, c'era una ragazza chiusa e dedita allo studio. La stessa Cristiana ha detto: "A dieci anni io mi vestivo malissimo e anche oggi mi vesto malissimo. Non seguivo molto la moda ero una bambina un po' strana, guardavo molti film, leggevo molti film, ero una secchiona e a 11 anni ho imparato l'inglese da sola".
19/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: Marco Palvetti si racconta e sottolinea l'importanza sociale dell'arte Eh sì, la classe non è acqua. E Marco Palvetti di classe ne ha da vendere. Bastano una camicia immacolata, semplici pantaloni blu e snickers ai piedi per apparire elegante. Casual ma elegante. Al Giffoni Film Festival è arrivato con la fidanzata, sguardi dolci e abbracci, senza dimenticare però l'importanza della sua presenza con i colleghi del cast di Gomorra . A chi poneva la solita domanda sulla pericolosità della serie televisiva e sulla possibilità di indurre comportamenti imitativi rispondeva con un semplice paragone: "Ci dev'essere un'attitudine dentro di noi per arrivare a porre in essere particolari dinamiche. Anche Batman potrebbe spingere qualcuno e gettarsi nel vuoto e a volare, ma se ci proibissero di vederlo per questo motivo, perderemmo un racconto che è carico di molto altro". L'arte, si sa è un veicolo traboccante di voci e suggestioni, che ognuno recepisce secondo la propria sensibilità. Se la censura avesse avuto mano libera in questo senso Flaubert non avrebbe mai potuto pubblicare "Madame Bovary", D.H.Lawrence "L'amante di Lady Chatterly e Dostoevskij "Delitto e castigo". E' possibile che qualche squilibrato abbia anche ucciso un'usuraia in un delirio di onnipotenza, ma cosa sarebbe della nostra letteratura, della nostra cultura, senza un personaggio come Raskolnikov? Questo tiene a dire Marco Palvetti, attore formatosi all'Accademia Silvo D'Amico, che sui russi pare saperla lunga. "Gomorra - riflette ancora l'indimenticabile Salvatore Conte della serie televisiva - non è altro che la fotografia di una possibile realtà. Te la riporta. Anzi, non ti porta degli eroi, ma questa forza che tutto domina, il Destino, che sta sopra ognuno di noi e che alla fine annienta tutti. Più netto di così, e più libero di così non si può. Un prodotto di questo genere ti offre la possibilità di scegliere di volta in volta la tua adesione emotiva e razionale"
19/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: Rara dell'esordiente Pepa San Martin in anteprima italiana al festival Sarà presentato in anteprima italiana al Giffoni Film Festival oggi martedì 19 luglio 2016, alle ore 14:30 in Sala Truffaut, 'Rara', esordio nel lungometraggio della regista cilena Pepa San Martin, che sarà presente alla proiezione accompagnata dall'attrice quattordicenne Julia Lübbert. Il film, che uscirà in sala a fine settembre 2016 distribuito da Nomad Film Distribution, è in concorso a Giffoni nella sezione Generator+13 e ha ricevuto, al Festival di Berlino di quest'anno il premio Miglior Film all'interno della sezione Generation Kplus International Jury. Sara vive con sua madre, sua sorella e la moglie di sua madre. La sua vita è felice e la sua quotidianità spensierata ma quando l'adolescenza si affaccia nella sua esistenza, l'impatto con le vite degli altri ragazzini e i primi confronti con l'altro sesso sollevano una serie di problemi. Le cose diventano ancora più complicate quando suo padre tenta a tutti i costi di ottenere la custodia delle sue figlie. La sceneggiatura del film è scritta in collaborazione con la nota regista cilena Alicia Scherson ed è basata su una storia vera, quella di una battaglia legale che un padre intraprende per ottenere la custodia di sua figlia, cresciuta in una famiglia omosessuale. Sin dall'immagine di apertura il film ci offre uno sguardo accurato e gradevole sulla vita di un'adolescente che deve lottare con i problemi di tutti i giorni. Ogni scena in questo film potente è costruita con economia di movimenti e di sceneggiatura. I personaggi e le loro relazioni descrivono una realtà che riflette il mondo nel quale viviamo e che al contempo ci fa interrogare sul concetto di famiglia perfetta. La recitazione, la sceneggiatura ma più di tutto la regia ci assorbono completamente in questa storia di lealtà, disperazione, speranza e di amore nelle sue molteplici forme. - Kplus International Jury Festival di Berlino 2016.
19/07/2016 www.askanews.it A Giffoni tutti pazzi per Evanna, Luna Lovegood di Harry Potter Proposta di matrimonio da un giurato, lei: parliamone tra 10 anni Giffoni V. Piana. L'avevamo conosciuta così, nei panni dell'eterea e un po' stralunata Luna Lovegood in "Harry Potter e l'ordine della fenice". Oggi, Evanna Lynch è una bella e prorompente ragazza bionda di 24 anni che, con il suo charme e il tacco 10, ha conquistato i 4mila giurati del 46esimo Giffoni Experience, il festival del cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano, dov'è giunta per presentare il suo film "My name is Emily" scritto e diretto da Simon Fitzmaurice, in concorso nella sezione Generator +16. Il film, ambientato in Irlanda, racconta del viaggio della giovane Emily per andare a salvare il padre, un ex scrittore famoso, rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ma la giovane attrice irlandese ammette di essere rimasta troppo legata al suo personaggio in Harry Potter e se ce ne fosse la possibilità non vedrebbe l'ora di ricalarsi nei panni di Luna Lovegood. Anzi, come ha confessato ai suoi giovani fan giffonesi, si arrabbierebbe moltissimo se quel ruolo dovesse essere affidato a un'altra attrice, come accaduto per la trasposizione teatrale di "Harry Potter and the cursed child", in cui il ruolo di Hermione adulta - col beneplacito di Emma Watson - è stato affidato all'attrice di colore Noma Dumezweni. I fan di Evanna sono giunti a Giffoni da tutta Italia per avere una foto o un autografo della propria beniamina, qualcuno ha addirittura passato la notte all'adiaccio pur di vederla, qualcun altro, invece, si è fatto audace e ha azzardato una proposta di matrimonio. "Riparliamone fra 10 anni - è stata la diplomatica risposta dell'attrice - ora devo dedicarmi ai miei gattini".
19/07/2016 www.larampa.it GFF16. Enzo Gragnaniello e Son Pascal per la terza serata di 'Campania Sound Experience' Continuano gli appuntamenti live targati Campania Sound Experience, progetto musicale della 46° edizione del Giffoni Film Festival, con le storiche voci partenopee e tante promettenti novità campane. Lunedì 18 luglio, Enzo Gragnaniello è stato uno dei due artisti che hanno animato il palco di Piazza Lumière a Giffoni Valle Piana, dalle 22.00, ad ingresso gratuito. Tutto il cuore di Napoli in Misteriosamente, suo ultimo lavoro discografico; dodici brani firmati, prodotti e arrangiati dal cantautore tra cui Il viaggio di un amico, dedicato all'amico Pino Daniele, un brano interamente strumentale per "Comunicare senza parole un'emozione - ha dichiarato Gragnaniello - solo così credo di poter arrivare all'essenziale, come una preghiera, perché non c'è bisogno di esprimere parola per raccontare e ricordare Pino." Un lavoro discografico che profondamente legato alle sue radici, ai quartieri spagnoli e al dialetto partenopeo: "C'è qualcosa nella musica napoletana che va oltre il dialetto, si chiama umore, tutta la magia della cultura napoletana sta negli umore di chi canta". Il musicista partenopeo ricorda con affetto il Festival: "Il Giffoni porta energia e tanta allegria sono stato vostro ospite un paio volte, e per me è sempre stata una manifestazione davvero importante per i giovani e soprattutto a loro che voglio parlare con la mia musica - continua - non come semplice involucro, ma come persone; l'anima e i sentimenti non hanno età." E quando gli si chiede un parere sul tema di questa 46esima edizione, Destinazione, Gragnaniello non ha dubbi: "Credo che la parola destinazione vada sempre collegata ad una parola per me frequente, radici. Se hai delle radici a cui aggrapparti, le destinazioni possono essere infinite, si arriva anche al paradiso". Ad condividere la scena con Gragnaniello, il salernitano Pasquale Caprino, in arte Son Pascal, cresciuto a Paestum, sulla costa cilentana, ma che, partendo da un breve trasferimento londinese, nel lontanissimo Kazakistan con la sua musica è diventato una vera e propria celebrità: "Noi campani siamo migranti nell'anima, ce l'abbiamo nel sangue - ammette Pascal - la mia fuga verso Londra è
stata necessaria e formativa, per amore della musica british, Oasis, Beatles, suonavo per locali le loro cover, mi è servito a capire la musica". La curiosità nasce spontanea, perché proprio il Kazakistan? "Al ritorno in Italia dal mio periodo londinese - racconta - ho conosciuto una ragazza kazaka, sorella di un famoso attore locale, mi ha invitato a visitare il suo paese e ho deciso di restare lì. Il kazakistan è stata la mia fortuna - presegue - la fama se non la si raggiunge in patria, devi rincorrerla un po' ovunque. Il kazakistan è una meta meno ambita dell'inghilterra o dell'america, c'è meno tradizione pop, quindi è stato facile comunicare con la mia musica, lì sono semplicemente stato me stesso." A proposito di Giffoni: "Venivo al Festival da bambino con la scuola, ricordo un'edizione con Remo Girone, un' esperienza fantastica. Vivere il kazakistan non è facile, e tornare in Campania in queste occasioni e per questi eventi, è sempre emozionante anche se fa paura pensare di dovermi esibire in un contesto così importante, soprattutto prima di un artista come Enzo Gragnaniello"
19/07/2016 www.larampa.it Gabriele Mainetti ai giurati del Giffoni 2016: "Escluso sequel Lo Chiamavano Jeeg Robot" "Non pensate a come vi vorrebbero gli altri: siate voi stessi. È questa la vostra vera forza": Gabriele Mainetti torna al Giffoni Film Festival dopo lo straordinario successo de Lo Chiamavano Jeeg Robot. "Questo è un posto davvero unico, che rigenera" dichiara subito il regista che proprio qui a Giffoni, nel 2012, presentò in concorso il cortoTiger Boy. "Ricordo che già allora parlavo di un progetto cinematografico che mi sarebbe piaciuto fare. Ora l'ho fatto e son tornato qui. Ne sono davvero contento", aggiunge il regista, curioso anche di scoprire le reazioni dei ragazzi al suo film. Non si aspettava tanto successo: "Non penso dipenda dal tema 'supereroi', in sé abusato, quanto dall'umanità dei personaggi, dall'universalità degli argomenti". La sua prossima 'destinazione', intanto, lo porta a Edison for Nature, progetto di cinema collettivo su natura, uomo ed energia che lo vede protagonista con il documentarista Andrea Segre: "È un'iniziativa nella quale credo molto ed è aperta a tutti quelli che abbiano un'idea e una storia da raccontare: l'obiettivo è realizzare un mediometraggio frutto dell'ispirazione collettiva sui temi della sostenibilità ambientale". Escluso un sequel di Lo Chiamavano Jeeg Robot: ("Dopo sei anni immerso in quel progetto è ora di cambiare") si guarda a un nuovo film che sta scrivendo con Nicola Guaglianone, già firma della pluripremiata opera interpretata da Luca Marinelli e Ilaria Pastorelli: "Abbiamo il soggetto e consegneremo la sceneggiatura a settembre. Sarà una storia ancora più folle di quella di Jeeg Robot " promette il regista.
19/07/2016 www.newsly.it Evanna Lynch, Luna Lovegood di Harry Potter al Giffoni Film Festival Ua marea di applausi ieri, 18 luglio 2016, al Giffoni Film Festival, kermesse cinematografica dedicata ai ragazzi che si svolge a Giffoni Valle Piana in provincia di Salerno, per la giovane Evanna Lynch. L’attrice è in concorso quest’anno, per la 46esima edizione del festival di Giffoni, col film “My name is Emily” di Simon Fitzmaurice, collocato nella sezione Generator +16, ma resta molto amata per il ruolo che l’ha resa celebre in tutto il mondo: Luna Lovegood nella saga di Harry Potter. Evanna ha recitato ne “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” del 2007, “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” del 2009 e in “Harry Potter e i doni della Morte” Parte 1 e 2 rispettivamente del 2010 e del 2011, diventando uno dei volti più amati dei personaggi nati dalla mente della scrittrice fantasy J. K. Rowling. Evanna ha poi lasciato la bacchetta per intraprendere ruoli diversi, come quello per il film “Monster Butler” di Duglas Rath del 2013, quello per “G.B.F.” di Darren Stein, sempre del 2013, dove veste i panni di una studentessa in cerca di fama, e infine “My name is Emily“, dove Evanna è una sedicenne che scappa di casa, insieme ad un amico, per cercare il proprio padre biologico, uno scrittore visionario rinchiuso in una clinica psichiatrica.
19/07/2016 www.siciliajournal.it Cinema, Al Giffoni festival “Figli del set” del regista catanese Alfredo Lo Piero e di Carlotta Bolognini Sarà proiettato nell’ambito del Giffoni film festival, mercoledì 20 luglio, alle ore 18.15, tra gli eventi speciali e fuori concorso, nella Sala De Sica, il docufilm “Figli del set”, da un’idea di Carlotta Bolognini, che ha firmato il soggetto e la sceneggiatura insieme al regista catanese Alfredo Lo Piero. Le riprese sono state effetuate nei mesi scorsi a Cinecittà e al Castello della Castelluccia a Roma, e poi alle Ciminiere di Catania, dove è ospitato Il Museo del cinema. Il film racconta oltre cinquanta anni di storia italiana e del cinema d’autore, attraverso le testimonianze di tanti figli d’arte che si ritrovano a cena, su invito di Carlotta Bolognini, che rappresenta una della più importanti famiglie di cineasti, con lo zio, il regista Mauro, scomparso da anni, e il padre, il produttore Manolo, che parteciperà alle riprese. Tanti altri nomi importanti tra i protagonisti: Renzo Rossellini, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Fabrizio Frizzi, George Hilton, Danny Quinn, Saverio Vallone, Alessandro Rossellini,Vera Gemma, Fabio Frizzi, Alex Partexano, Marina Baldi, Stefania Lerro, Alberto Dell’Acqua, Daniele Nannuzzi, Claudia Nannuzzi, Simone Bessi (Anna Mode), Pietro Tenoglio, Francesco Frigeri, Franco Corridoni, DesireeCorridoni, Maria Grazia Fantasia, Raffaella Fantasia, Margherita Spoletini, Giuditta Simi, Federica Tessari, Fabio Melelli, Carlotta Bolognini, Claudio Risi, Maria Teresa Corridoni, Claudio Pacifico “Figli del Set è un’operazione importante, in primo luogo perché raccoglie una memoria a rischio di estinzione, grazie alla quale si comprenderebbe meglio un periodo storico (il secondo dopoguerra), trascurato dalle scuole. Il film rappresenta una lezione per il cinema dei nostri giorni – piega Lo Piero -. Siamo orogliosi di essere presenti al Giffoni film festival che ha tra i propri scopi la diffusione della cultura del cinema e offrire il meglio della produzione filmica rivolta ai bambini, ai ragazzi, ai giovani” Per lo speciale rapporto che lega la famiglia Bolognini a Catania (dove furono girati “Il bell’Antonio”, regia di Mauro Bolognini, e “L’arte di arrangiarsi”, con un allora giovanissimo Manolo, segretario di produzione), Carlotta ha chiesto al regista Alfredo Lo Piero di avvalersi di tecnici siciliani, tra i quali il
gruppo di Giuseppe Bennica “Tivissima Italia”, e personale formato nella sua Scuola di cinema Catania, emanazione del Centro studi laboratorio d’artee altre professionalità catanesi come il costumista Alfonso Zappulla, lo scenografo Mirko Miceli, il musicista Matteo Musumeci. “E’ stata la dimostrazione di grande fiducia che mi inorgoglisce – sottolinea Alfredo Lo Piero – perché si concretizza il nostro progetto avviato da tempo di fornire al mondo del cinema maestranze qualificate che si sono formate “a bottega” nella nostra scuola, circa l’ottanta per cento del personale impegnato nella produzione. Un risultato che premia l’impegno e il sacrificio di docenti e allievi e dimostra che la Sicilia può dare tanto al cinema, non solo per la bellezza dei suoi paesaggi o le ambientazioni caratteristiche, ma soprattutto per la capacità degli “addetti ai lavori”, che alla competenza aggiungono un’insuperabile passione. Il film “I figli del set” è un progetto artistico-culturale non a scopo di lucro, destinato ai festival del cinema e ai canali dedicati alle pellicole d’autore. Il Giffoni è solo la prima, prestigiosa, tappa di un tour che porterà questa produzione romano-catanese nelle più importanti manifestazioni cinematografiche italiane.
19/07/2016 www.universalmovies.it Giffoni Film Festival – Il cinema sostenibile di Edison, nuovo progetto di Gabriele Mainetti Edison partecipa al Giffoni Film Festival per presentare ai ragazzi due progetti che hanno a cuore l’ambiente e la sostenibilità: Edison for Nature ed Edison Green Movie. Lo fa con due testimonial d’eccezione, il pluripremiato regista di Lo chiamavano Jeeg Robot Gabriele Mainetti e il divulgatore scientifico Massimo Temporelli. Alla platea dei ragazzi del Giffoni Mainetti, insieme al documentarista Andrea Segre, ha presentatoEdison for Nature, il progetto di cinema collettivo sulla natura, l’uomo e l’energia. La partecipazione è aperta a chiunque abbia un’idea e una storia da raccontare e i registi hanno invitato i giovani a buttarsi nell’iniziativa portando le proprie idee e spunti sul sito www.edisonfornature.it. Invito tutti a prenderlo come un gioco, come un gioco utile, a non intimidirsi nel dire la propria – ha detto Mainetti -. Io e Andrea Segre saremo solo due tecnici e metteremo a disposizione le nostre competenze, ma mi piace che il progetto sia collettivo, credo che le idee di tante altre persone mi insegneranno moltissimo sulla questione. Tre gli ambiti del concorso: · Comportamenti sostenibili: i gesti nella vita di ogni giorno che possono influire positivamente sull’ambiente (alimentazione, mobilità, utilizzo delle risorse, consumi e scelte consapevoli); · L’energia del futuro: le innovazioni e le tecnologie per ottimizzare i consumi energetici e produrre in modo sostenibile (che sia qualcosa di reale o futuristico, l’idea è quella di sensibilizzare chi guarda sulla necessità di gestire i consumi, meno energia oggi per avere più energia domani). · I mestieri dell’energia: le persone, le competenze, le professioni dell’energia.
È possibile partecipare attraverso quattro modalità espressive: video-interviste o cortometraggi della durata massima di 90 secondi; parole (sceneggiature e testi di massimo 5000 battute); immagini (fotografie, disegni, fumetti, fino ad un massimo di 10 foto o tavole); messaggi audio della durata massima di 60 secondi. Le iscrizioni sono aperte su www.edisonfornature.it fino al mese di settembre. Le fasi del progetto sono tre. La prima consiste nella raccolta delle idee sulla piattaforma web dedicata e a fine settembre nella selezione a cura di Mainetti e Segre dei 10 finalisti. In questa fase, inoltre, il progetto più votato dagli utenti della rete riceverà in premio una strumentazione professionale da videomaker. Durante la seconda fase i 10 finalisti dovranno realizzare un cortometraggio della durata compresa tra i 3 e i 5 minuti affiancati da una troupe professionista sotto la direzione dei due “giudici” Mainetti e Segre. Nell’ultima fase del progetto, Mainetti e Segre avranno la direzione completa del lavoro e insieme monteranno i 10 cortometraggi per realizzare un mediometraggio collettivo di sensibilizzazione sulla natura e i comportamenti sostenibili. Tra i 10 autori selezionati, inoltre, ne sarà individuato uno (ad insindacabile giudizio dei registi) che potrà partecipare alle riprese sul set del nuovo film di Gabriele Mainetti. Il regista romano ha anche tenuto una masterclass per i ragazzi in cui ha rivelato aneddoti, ha parlato di sé e del suo lavoro artistico. Il consiglio di Mainetti ai giovani? Ascoltare sé stessi e non perdere mai la propria voce per far emergere il proprio talento. Nella giornata di oggi, spazio a Edison Green Movie e alla sostenibilità nel cinema. Alle 19.00 il divulgatore scientifico Massimo Temporelli terrà un “racconto naturalistico per mostrare come la natura, madre di tutti i processi, da sempre sceglie la strada del risparmio energetico per sostenere l’evoluzione”. Una riflessione che va di pari passo con l’importanza di adottare un protocollo ecologico, come Edison Green Movie, per le produzioni cinematografiche. Edison Green Movie, infatti, permette di abbattere le emissioni inquinanti dovute alla realizzazione di un film in una forbice che varia dal 20% all’80%, di ridurre gli sprechi e contenere i costi di produzione. Ogni anno in Italia l’industria cinematografica produce circa 5.600 tonnellate di CO2 per i consumi di energia e i trasporti dei set, cui si aggiungono l’uso dei materiali e la gestione dei rifiuti. Se tutte le produzioni in Italia seguissero le indicazioni di Edison Green Movie (in Italia si producono circa 140 film l’anno per un totale stimabile di 5.880 giorni di riprese) si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari ad almeno 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all’illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti o a 1.120 voli di andata e ritorno tra Roma e Dakar. A chiudere la giornata, la proiezione di Tomorrow, il documentario di Cyril Dion e Mélanie Laurentsulle crisi ecologiche dei nostri tempi e le possibili soluzioni per la salvaguardia del pianeta, attraverso gli occhi dei pionieri che in tutto il mondo stanno reinventando l’agricoltura, l’energia, l’economia e l’educazione.
19/07/2016 www.optimaitalia.it Cristiana Dell’Anna al Giffoni Film Festival 2016: per la Patrizia di Gomorra una vita da secchiona! Grandi applausi e grande accoglienza per una delle rivelazioni di Gomorra 2. Al Giffoni Film Festival 2016 è il Gomorra Day e tra i membri presenti c’è anche Cristiana Dell’Anna. Balzata agli onori del pubblico per il suo ruolo di Patrizia molti giovani presenti oggi nella cittadella campana la conosco già da anni per via del suo ruolo in Un Posto al sole. Il suo passaggio dalla soap napoletana di Raitre alla serie Sky non è stato traumatico per l’attrice che ha saputo inserirsi in una famiglia già ben formata e in un cast con degli ingranaggi già avviati. Cristiana ha saputo ritagliare il suo spazio e farsi notare con il suo personaggio, fragile e forte allo stesso tempo, che ha tenuto testa al boss che l’ha voluta come sua donna. Ecco il video della nostra intervista: Cristiana è approdata anche al cinema e lo ha fatto nel 2011 con Third Contact, un thriller psicologico britannico premiato all’ Hof Internazional Film Festival l’anno dopo. L’attrice è poi tornata in Italia per il suo doppio ruolo (Micaela e Manuela Cirillo) in Un Posto al sole dove è rimasta dal 2012 al 2016. Al Giffoni Film Festival 2016 domenica c’era anche lei seduta tra i “grandi” della serie e pronta a dire la sua rispondendo alle domande di noi di OptiMagazine curiosi di scoprire qualcosa di più di lei. Cosa abbiamo scoperto? Che dietro quella maschera di donna che ha saputo conquistare il boss, c’era una ragazza chiusa e dedita allo studio. La stessa Cristiana ha detto: “A dieci anni io mi vestivo malissimo e anche oggi mi vesto malissimo. Non seguivo molto la moda ero una bambina un po’ strana, guardavo molti film, leggevo molti film, ero una secchiona e a 11 anni ho imparato l’inglese da sola“.
19/07/2016 www.darumaview.it Evanna Lynch presenta al Giffoni Film Festival My name is Emily ed incontra i giurati La maggior parte degli attori cerca una via d’uscita dal ruolo più ingombrante della carriera. Evanna Lynch no: l’interprete di Luna nella saga di Harry Potter tornerebbe anche immediatamente nella Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, come ha raccontato al pubblico del Giffoni Film Festival 2016, dove ha presentato in concorso il nuovo progetto, My name is Emily. L’universo magico creato dai romanzi della scrittrice J.K. Rowling, pubblicati in Italia da Salani, si sta infatti attualmente ampliando con un nuovo film al cinema (il 18 novembre in sala il primo della trilogia prequel, Animali fantastici e dove trovarli con il Premio Oscar Eddie Redmayne) e a teatro, con un’opera che segue le vicende del figlio del maghetto, dal titolo Harry Potter and the cursed child, in scena dal 30 luglio al The Palace Theatre, a Londra nel West End. Oltre a parchi a tema ed uscite editoriali, la magia è destinata a continuare e la 24enne attrice irlandese non vede l’ora di farvi parte di nuovo: “Se ci fosse un film basato sull’opera teatrale – ha confessato – mi ci fionderei subito. La verità è che non riesco a dire addio al mio personaggio e spero di tornare a vestire i suoi panni, in una versione più matura”. Se invece fosse “rimpiazzata” da un’altra attrice in un ipotetico adattamento futuro, invece, non reagirebbe con fair play: “Mi arrabbierei molto, sarei gelosissima anche solo all’idea che possa succedere e non credo me la farei andar bene”. Di tutt’altro avviso, invece, la collega Emma Watson: qualche giorno fa ha accolto a braccia aperte la collega Noma Dumezweni che interpreterà il suo ruolo, la strega Hermione, sul palcoscenico londinese. La scoperta di un’interprete di colore ha scandalizzato molti, ma non Evanna Lynch: “Il personaggio di Hermione ha come tratto caratteristico la lotta per gli indifesi, come gli elfi domestici, quindi ha senso che lei stessa faccia parte di una minoranza. Con questa scelta J.K. Rowling ha mostrato come un’artista possa mandare un messaggio sociale forte attraverso il suo lavoro. Per quanto mi riguarda, quello che conta è il talento, non il colore della pelle”. La giovane attrice ha ottenuto il ruolo nella saga del maghetto all’età di 14 anni, quando era una fan scatenata della storia: “Ho sempre avuto le mie idee su alcuni sviluppi narrativi, al
punto che un giorno sono andata dalla scrittrice a proporle una storia d’amore tra Luna e il Preside della scuola, Albus Silente. Le ho detto che non m’importava la differenza d’età tra loro e che li avrei visti bene insieme. Mi ha risposto: “Non è una questione anagrafica, la relazione sarebbe comunque impossibile perché è gay”. E così sono venuta a conoscenza di una delle grandi rivelazioni di J.K. Rowling”. L’universo di Harry Potter è sempre stato una grande metafora della lotta alle discriminazioni per l’uguaglianza dei diritti, una campagna condivisa dall’attrice: “Luna se ne infischia dei pregiudizi altrui, è uno spirito libero e mi ha aiutato a combattere le insicurezze, come sta facendo con milioni di persone nel mondo. Così nei progetti successivi ho pensato di sposare cause importanti. Ad esempio in G.B.F. interpretavo la ragazza perfida che detesta gli omosessuali. Il disagio provato nel dare vita alla sua meschinità mi ha fatto capire che sarebbe servito a dimostrare le premesse del film. Cerco comunque nuove sfide e ho una lista di attori con cui vorrei recitare, primo fra tutti Benedict Cumberbatch perché sono una fan del suo Sherlock tv”. Intanto al festival ha anche ricevuto un’impacciata richiesta di matrimonio da un fan. Rifiutata con garbo, sia chiaro: “Riparliamone tra dieci anni, per ora tutto il mio tempo libero lo dedico ai miei micetti, anzi spero di aprire presto un rifugio per ospitarne tantissimi e spendere tutti i miei soldi per la loro salvaguardia”. Ha poi salutato il giovane pubblico con un consiglio: “Siate comprensivi con i genitori, spiegate loro con calma i vostri sogni e aiutateli a capirne le motivazioni che vi spingono a sperimentare cose nuove. A volte possono proibirvi di tingervi i capelli o indossare certi abiti, ma lo fanno in buona fede, per proteggervi. Mia mamma, che oggi è qui con me in sala a Giffoni, mi ha dato regole severe ma mi ha anche lasciata libera di trovare la mia strada, ha capito che la ribellione adolescenziale non era un dispetto, ma un desiderio di capire chi fossi”.
19/07/2016 www.zon.it Quarto giorno del Giffoni Film Festival, la VIDEOSINTESI Sarà la prima di “My name is Emily” uno dei momenti più attesi del quarto giorno del Giffoni Film Festival. Il film è diretto dall’irlandese Simon Fitzmaurice, premiato per i suoi cortometraggi Full Circle e The SOund of people e affetto dalla SLA. Per presentare il suo nuovo film, nella categoria +16, ci sarà a Giffoni l’attrice Evanna Lynch, la Luna Lovegood della saga di Harry Potter. Sempre per i film in concorso, attesa per “King Jack”, nella categoria +13, dell’americano Felix Thompson e “Chicken” (+18) dell’inglese Joe Stephenson, già regista di cortometraggi apprezzati in tutto il mondo e di video tra cui “Instant crush” di Natalie Imbruglia. Sul blue carpet della Cittadella sfileranno due volti del nuovo cinema italiano:Gabriele Mainetti, regista del caso cinematografico dell’anno “Jeeg Robot”, e Lorenzo Richelmy, il prossimo Marco Polo di Netflix. In serata anteprima di “New York Academy”, film diretto da Michael Damian (noto per la sua interpetazione nella serie tv “Febbre d’amore”, cantante e regista) intepretato da Nicholas Galitzine e Keenan Kampa su due ragazzi che sognano di entrare nella più prestigiosa scuola di spettacolo di New York.
19/07/2016 www.salernonotizie.it Il Presidente Nazionale Sticchi ed il Presidente Provinciale Ionta al GFF per parlare di sicurezza sulla strada Domani pomeriggio, alle ore 16.30, il presidente dell’Automobile Club Salerno Giancarlo Ionta accompagnerà i vertici nazionali al Gff. In particolare saranno presenti il Presidente Nazionale ACI Angelo Sticchi Damiani, il segretario Nazionale Francesco Tufarelli e il responsabile ACI Sport Marco Rogano. L’incontro con i giovani fa parte delle iniziative messe in piedi a livello nazionale e provinciale per illustrare ai giovani i problemi legati alla strada, i pericoli in agguato di cui spesso non ci si rende conto se non quando è troppo tardi. Ecco una dichiarazione del presidente Giancarlo Iona in merito all’appuntamento di domani: “Il Giffoni Film Festival è giunto alla 46aedizione e, con il passare degli anni, assume sempre più valore nel panorama internazionale quanto realizzato in quella che viene universalmente riconosciuta come la città del cinema per ragazzi. Quest’anno partecipano oltre 4200 giovani di età tra i dieci e i 20 anni, ma non solo. Studenti che hanno terminato il regolare corso di studio continuano a recarvisi trovando sempre un ambiente fresco e giovanile dove potersi confrontare su temi di importanza sociale. Una platea importante, quindi, a cui parlare di sicurezza sulla strada, uno degli obiettivi principali che da sempre ha caratterizzato l’operato dell’Automobile Club Italia in generale e, in particolare l’Automobile Club Salerno. L’importanza dell’evento ci ha sollecitati a creare una sinergia tra l’ACS e l’organizzazione del GFF e quest’anno a suggellare tale intesa avremo la presenza, domani, martedì 19 luglio, presso la Cittadella del Cinema, del Presidente Nazionale Angelo Sticchi Damiani, del Segretario Nazionale Francesco Tufarelli e del responsabile della sezione Sportiva Aci Sport Marco Rogano. Questa presenza testimonia che anche a livello nazionale si è compresa l’importanza dell’evento ma, soprattutto, la valenza del poter essere presenti in mezzo a tanti giovani che , dopo tutto, sono gli automobilisti del futuro. Avremo un incontro con una folta platea di ragazzi in cui spiegheremo tutte le problematiche legate alla sicurezza stradale e dove ognuno potrà porre le domande che preferisce anche per capire le nuove normative, non ultima quella dell’omicidio
stradale, importante direttiva volta a limitare le stragi di sangue che troppo spesso vedono le vite dei ragazzi spezzarsi sull’asfalto. La sera, inoltre, ci sarà un incontro ristretto con gli organizzatori del GFF per concordare già successivi eventi che potranno essere messi in campo anche nei mesi precedenti l’edizione del 2017”.
19/07/2016 www.sevensalerno.it Raffaele Cantone al GFF 2016: i giovani sempre più consapevoli per contrastare il malaffare "Il Giffoni Film Festival è un piccolo miracolo non solo campano ma anche nazionale". A dirlo il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, nel corso della sua giornata a Giffoni: un programma molto ricco caratterizzato da incontri con i giovani giurati, con la stampa e con il Dream Team del Giffoni Innovation Hub. A fare gli onori di casa e ad accogliere il presidente Cantone all’ingresso della Cittadella del Cinema il sindaco di Giffoni, Antonio Giuliano. Il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, ed il direttore del Giffoni Film Festival,Claudio Gubitosi. "Qui – ha continuato Cantone- non c'erano le condizioni di partenza, non c’era una vera e propria appetibilità, certo un bel territorio, una realtà con un basso tasso di criminalità organizzata, una realtà amministrativa con meno problemi di altre zone, ma è una realtà oggettivamente provinciale. Giffoni, dunque, è la prova che in realtà come questa e con l'impegno costante, si possono fare piccoli miracoli. Le idee sono capaci di creare piccoli miracoli e questo lo è. Io sono campano e conoscevo questa realtà, anche se è la prima volta che partecipo. Questo è un fiore all'occhiello per una regione con tantissimi problemi ma anche tante potenzialità". Cantone a Giffoni per parlare di corruzione e di soluzioni per contrastarla: "Perché – ha detto - provare a parlare di corruzione con i ragazzi? La corruzione riguarda i politici, gli imprenditori, le istituzioni ma interessa anche i giovani perché riguarda il loro futuro. Dove c’è maggiore corruzione, si registra la maggiore fuga di cervelli e c’è la totale assenza di risorse per la ricerca. Tuto questo incide sulle prospettive di vita dei ragazzi. Per questo parlare di corruzione ci deve interessare necessariamente”. A seguire il presidente Raffaele Cantone ha visitato il cantiere della Multimedia Valley. Armato di caschetto di sicurezza, Cantone, in compagnia del direttore Gubitosi, ha avuto
modo di visitare gli ambienti che ospiteranno il Giffoni Film Festival non appena l’opera sarà terminata, un’opera che si caratterizza per modernità e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Poi l’incontro con i giurati Generator +18 che si è svolto presso la Sala Alberto Sordi. “Sono un magistrato – ha esordito Cantone - e mi sono occupato in passato di criminalità organizzata che è una palla al piede del nostro Paese. Perché territori bellissimi come quelli campani non hanno avuto le occasioni che meritavano? Proprio perché la criminalità organizzata ha impedito che vi fosse lo sviluppo che avrebbero potuto avere. E’ necessaria, perciò, la vostra consapevolezza, è necessario che voi sappiate che questi problemi possono incidere direttamente sulla vostra vita”. Interessanti le domande dei ragazzi che hanno consentito a Cantone di affrontare una disamina delle vicende del passato prossimo che hanno interessato l’Italia tra politica e corruzione, tra soluzioni e risultati raggiunti: “Da Tangentopoli ad oggi – ha detto Cantone - non credo che si possa dire che la situazione sia peggiorata, è cambiata ma non necessariamente peggiorata. La corruzione è cambiata con la crisi dei partiti perché i partiti usavano la corruzione come strumento di finanziamento. Oggi non più. Oggi la politica non è il fine della corruzione. Cos’è accaduto dopo Tangentopoli? Assolutamente niente. E questo è il punto. Per certi versi dopo Tangentopoli e per parecchi anni il fenomeno è stato ignorato. Si è dato per scontato che il problema fosse stato debellato. In questo ha giocato un ruolo il disinteresse del cittadino nei confronti della politica”. Infine Raffaele Cantone ha partecipato alla presentazione del progetto “Io sono qui” promosso dal Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza nell'ambito del Piano di azione giovani sicurezza e legalità del Ministero dell'Interno.
19/07/2016 www.movieforkids.it GIFFONI 2016, NICHOLAS GALITZINE SUL BLUE CARPET DI NEW YORK ACADEMY Affascinante ma umile e quasi timido, l’attore inglese Nicholas Galitzine ha incantato il blue carpet di Giffoni Film Festival per presentare il suo film New York Academy. Nelle sale dal 18 agosto, la pellicola racconta la storia di Ruby, una ballerina di danza classica che incontra in metropolitana un violinista di nome Johnnie. Entrambi hanno il grande sogno di essere ammessi alla più prestigiosa scuola di spettacolo di New York, ma Johnnie ha un problema: è immigrato in America illegalmente e senza un visto non potrà realizzare il suo sogno. La loro unica speranza è imparare a collaborare e vincere una competizione di ballo che mette in palio una borsa di studio proprio per la loro scuola dei sogni. La giovane promessa del cinema, alla sua seconda prova sul grande schermo, era accompagnata dal regista e dalla sceneggiatrice del film, Michael e Janeen Damian, coppia nel lavoro così come nella vita.
19/07/2016 www.mondotivu.info Giffoni Film Festival, De Luca: "La Regione è vicina al progetto" Napoli. L'intervento odierno del Governatore Vincenzo De Luca per l'emittente Lira Tv ha avuto luogo in una location diversa, ovvero la sede del Giffoni Film Festival, infatti è partita quest'oggi la 46esima edizione della storica kermesse cinematografica. Dopo la cerimonia ufficiale, alla quale parteciperanno le più alte autorità civili, militari e religiose, il presidente De Luca, accompagnato dal presidente Giffoni Experience, Piero Rinaldi, dal direttore Claudio Gubitosi e dal sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, farà un percorso speciale nel cantiere della Multimedia Valley. Il presidente della regione Campania ha donato un mezzo di fiori che richiama i colori della bandiera francese ai giurati francesi tra cui Celie Chollois, Camille Royant, Penelope Douillet. "Oggi - ha aggiunto De Luca confermiamo come i contenuti culturali del Giffoni Film Festival rappresentano il modo più forte per contrastare la barbarie del terrorismo, che punta a diffondere paura e violenza nel nostro modo di vivere, a creare barriere, divisioni, odio tra i popoli". La risposta del Giffoni, dell'Italia, dell'Europa è questa: l'apertura al dialogo, la tenacia nel mantenere aperti i canali della comprensione e della solidarietà fra i popoli. "Noi affermiamo ancora una volta - qui da Giffoni alla Campania - la linea della solidarietà". "Secondo me si tratta di un argomento molto importante, che dovrebbe esser trattato anche a scuola visto che è strettamente collegato alla nostra storia contemporanea". A proposito di battute, durante l'incontro con i giurati Mastandrea ha telefonato a Zerocalcare per strappargli la promessa di disegnare il manifesto del prossimo Giffoni Film Festival: "Quanto tempo c'è per la prossima edizione, un anno?". É un dovere valorizzare tutti i momenti di crescita culturale del Paese, ma dobbiamo sapere che i tempi sono difficili. "Il modo migliore per conservarli, è rinnovarli". Qui c'e'la Campania creativa, quella Campania che il mondo deve prendere a modello: "qui si pensa, si sogna e si realizza". "Vi sono
decenni di esperienza alle spalle e credo che sia maturo il ripensamento anche di questa esperienza e l'apertura di una nuova stagione". Vorrei veder partire da qui decine di start up nel campo della multimedialità. Questa è davvero una grande occasione di sviluppo e una garanzia che questo evento potrà durare a lungo negli anni. "Questo è l'evento che tutto il mondo ci invidia".
19/07/2016 ww.algheronewsitaly.com Strage di Nizza: Giffoni Film Festival dedica edizione alle vittime Prova a prendermi di Steven Spielberg, The Departed - Il Bene e Il Male, Shutter Island e The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese,Inception di Christopher Nolan: si apre oggi con una vera e propria maratona non stop dedicata al (finalmente) premio Oscar Leonardo Di Caprio la 46esima edizione del Giffoni Film Festival al via ufficialmente domani, venerdì 15 luglio, a Giffoni Valle Piana, nel salernitano, con un'inaugurazione con tanto di taglio del nastro e la scoperta di un'opera dedicata al mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi rappresentante la testa di King Kong che lui stesso aveva creato per il film di John Guillermin e che gli valse il suo primo Oscar. Alla cerimonia erano presenti alcuni giurati francesi, Célie Chollois, Moyra Arrebot Natou, Camille Royant, Solène Leclerc, Chloé Winieski e Pénélope Douillet ai quali De Luca ha donato un mazzo di fiori che richiama i colori della Francia, il bianco, il blu e il rosso. L'obiettivo dei terroristi è cambiare il nostro stile di vita con la paura e la violenza, creare barriere, divisioni, odio tra i popoli. Gff è l'evento che accomuna i popoli, che porta qui bambini e bambine da 100 paesi del mondo, che dimostra come l'incontro e il dialogo possano essere occasione di crescita umana e culturale. "Secondo me si tratta di un argomento molto importante, che dovrebbe esser trattato anche a scuola visto che è strettamente collegato alla nostra storia contemporanea". "Il Giffoni Film Festival è uno degli eventi di maggiore carattere internazionale che abbiamo in Italia". L'attesissima creazione cinematografica verrà presentata in anteprima nazionale al Giffoni Film Festival il prossimo 18 luglio, alla presenza del protagonista della pellicola, Nicholas Galitzine, e dei due autori, Michael e Janeen Damian. E' quanto assicurato dal presidente De Luca nel corso della visita alla Multimedia Valley in via di realizzazione. Qui c'e'la Campania creativa, quella Campania che il mondo deve prendere a modello: "qui si pensa, si sogna e si realizza". "Qui - ha concluso il presidente - vi sono decenni di esperienza alle spalle e credo che siano maturi i tempi per l'apertura di una nuova stagione. Trovo che le riflessioni dopo le grandi tragedie sianoinsopportabili ed ipocrite, vorrei meno condoglianze e più cantieri
aperti, questo è un altro esempio di quella che io chiamo palude burocratica". "Giffoni deve diventare laboratorio di start up in campo multimediale".
19/07/2016 www.mondotivu.info Attentato a Nizza: il Giffoni Film Festival rende omaggio alle vittime "Vogliamo dedicare questa edizione alla Francia - ha detto Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania- alle vittime di questa orrenda strage, ai tanti bambini e ragazzi morti in questo attentato". Alla cerimonia erano presenti i giurati francesi Célie Chollois, Moyra Arrebot Natou, Camille Royant, Solène Leclerc, Chloé Winieski, Pénélope Douillet ai quali De Luca ha donato un mazzo di fiori che richiamava i colori della bandiera francese, il bianco, il blu ed il rosso della bandiera francese. La risposta di Giffoni, dell'Italia, dell'Europa è questa: "l'apertura al dialogo, la tenacia nel mantenere aperti i canali della comprensione e della solidarietà fra i popoli". Noi affermiamo, ancora una volta, da qui, da Giffoni e dalla Campania, la linea della solidarietà. La sua vita è felice e la sua quotidianità spensierata ma quando l'adolescenza si affaccia nella sua esistenza, l'impatto con le vite degli altri ragazzini e i primi confronti con l'altro sesso sollevano una serie di problemi. Durante l'incontro con i giurati, Mastandrea ha telefonato a Zerocalcare per strappargli la promessa di disegnare il manifesto del prossimo Giffoni Film Festival: "Quanto tempo c'è per la prossima edizione, un anno?", dice il fumettista. Fino al 17 luglio i giurati della manifestazione cinematografica Giffoni Film Festival potranno mettersi alla prova partecipando al video contest Sicuri di essere sicuri che persegue la sicurezza stradale. Lo dichiara il presidente della Giunta regionale De Luca a margine dell'inaugurazione del GFF. Dunque, nessun dubbio sul sostegno pieno e convinto nei confronti di questa iniziativa, ma nella convinzione che dobbiamo tutti cambiare qualcosa. Questo è il luogo dell'integrazione. Lo sguardo è, infatti, rivolto al futuro di Giffoni con il progetto Multimedia Valley. "Anche il Giffoni Film Festival deve fare un salto di qualità, facendo accrescere il suo carattere internazionale, diventando sempre di più occasione di sviluppo, creazione di impresa, ricchezza". Qui c'è la Campania creativa, quella Campania che il mondo deve prendere a modello: "qui si pensa, si sogna e si realizza". "Vi sono decenni di esperienza alle spalle e credo che sia maturo il ripensamento anche di questa esperienza e l'apertura di una nuova stagione". Quest'anno è stato scelto un tema
che porta con sĂŠ un obiettivo, il Giffoni vuole essere un viaggio all'interno di se stessi e non solo, che ha come traguardo una destinazione.
19/07/2016 www.close-up.it Giffoni Film Festival 2016 - "Rara" La rivincita delle donne. Questo potrebbe essere il vero titolo dell’ultimo film, nonché opera prima in termini di lungometraggio, presentato dalla regista Pepa San Martìn in concorso all’interno della sezione +13 della 46° Edizione del Giffoni Film Festival. Rara, infatti, racconta una storia praticamente tutta al femminile, in cui l’unico ruolo maschile è rappresentato dal papà della protagonista Sara, che si configura come un uomo, per quanto affezionato alle sue due figlie, retrogrado dal punto di vista ideologico rispetto ai passi da gigante che sta facendo il mondo di oggi. Sara e sua sorella minore Cata vivono con la loro madre, Paula, e la compagna con cui lei convive da quando si è separata dal marito, Lia. Le vite delle due bambine sono assolutamente in linea con i problemi, gli infantilismi e le nuove scoperte del mondo adolescenziale e pre-adolescenziale, se non fosse per la compresenza di due figure femminili in qualità di educatori e tutori della famiglia. Il padre, intraprendendo una vera e propria battaglia per ottenere la custodia delle figlie, istiga litigi e malumori all’interno della casa delle piccole, perché il fatto che non condivida ideologicamente l’omosessualità della madre gli rende difficile accettare che Sara e Cata vivano sotto questo influsso, a suo modo di vedere le cose, negativo. Al termine della proiezione in sala sono venute la giovane attrice protagonista, Julia Lübbert (alias Sara), la distributrice italiana, Lidia Genchi, e la regista del film, Pepa San Martìn. Quest’ultima in particolare, rispondendo alla domanda di una giovane giurata georgiana che si è mostrata particolarmente interessata alla visione, ha spiegato che Rara è stato concepito proprio per gli omofobici. “Dobbiamo abituarci alle famiglie in cui la figura dominante sia univoca da un punto di vista sessuale e, soprattutto, dobbiamo abituarci all’idea di rispettare, quando non condividiamo, la crescita sana, libera e serena di un bambino che deve poter vivere senza essere soggetto al giudizio altrui” dice la San Martìn sorridendo, ma con decisione. Quello che emerge con chiarezza, in ogni caso, è che l’attenzione mediatica che si dà oggi al tema dell’omosessualità in generale, e femminile in modo particolare, è massima; a
dimostrazione del fatto che, evidentemente, tale fenomeno non solo sta prendendo piede, ma sta anche, se non monopolizzando, almeno concentrando su di sé l’attenzione dell’universo artistico e, soprattutto, cinematografico. Da La vie d’Adèle di Abdellatif Kechiche, vincitore della Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes nel 2013 a Carol di Todd Haynes, vincitore del New York Film Critics Circle Awards come Miglior Film nel 2015, stiamo assistendo a quella che si può effettivamente definire una ribalta del cinema delle donne, perché, come molti artisti cercano spesso di esprimere, il mondo della donna è un’eterna scoperta e riscoperta: della vita, dell’amore e della bellezza.
19/07/2016 www.salernotoday.it Giffoni Experience: è la Giornata della legalità tra Giampaolo Morelli e Miriam Leone
Sono approdati in Cittadella questa mattina gli eminenti ospiti della giornata di martedì 19, che è nata sotto il segno della legalità. A far da apripista sono stati il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Antonio Laudati, ospite al GFF per la Giornata della Legalità che cade in concomitanza con l'anniversario della strage di via D'Amelio. Ad accoglierlo all’ingresso della Cittadella del Cinema di Giffoni il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il presidente del Giffoni Film Festival, Piero Rinaldi, e il direttore Claudio Gubitosi. “Qui si tocca con mano come la passione sia il motore di ogni cosa. È qualcosa di straordinario” ha affermato Laudati, mentre il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo, ha aggiunto: "Questa zona avrebbe rischiato l'emarginazione, soprattutto per i giovani. E invece, grazie al Giffoni, abbiamo un polo di attrazione potente per questi ragazzi che sono il nostro futuro. Questa è una macchina per il futuro”. Sul blue carpet non potevano mancare quindi, i protagonisti delle fiction di maggior rilievo sotto il punto i vista della legalità, come Giampaolo Morelli, alias il commissario Coliandro, e Miriam Leone, la poliziotta Valeria Ferro di Non Uccidere. Morelli ai ragazzi ha raccontato di aver da poco concluso le riprese del nuovo film dei Manetti Bros “Napoli Canta e Spara”: “È una sceneggiata napoletana rivisitata in chiave moderna, con tutti i canoni del genere, dalle sparatorie alla musica. Sarò un ‘malamente’ atipico, lo vedrete”, mentre del set di Smetto Quando Voglio 2 racconta: “Sono un ingegnere che non trova lavoro e finisce per costruire armi da vendere alle milizie ribelli di qualche staterello che tenta colpi di Stato”. Quando gli è stato consegnato il Giffoni Experience Award, l’attore partenopeo ha dichiarato: “La mia prossima destinazione è avere sempre nuove destinazioni. Bisogna darsi sempre nuovi traguardi e non fermarsi mai”.
19/07/2016 www.solonews.net È arrivato il Gomorra Day al Giffoni Film Festival 2016 Al Giffoni Film Festival è il Gomorra Day, con la sfilata di tutti i protagonisti dell'amata serie tv. Hanno partecipato moltissimi membri del cast: Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Marco Palvetti, Cristiana Dall'Anna, Cristina Donadio e Carmine Monaco, Fabio de Caro. A parlare per primo è Marco D'Amore, che nella seria interpretaCiro "l'immortale" grande protagonista del finale di stagione. La sua Patrizia, affascinante new entry della seconda stagione, ha conquistato il pubblico, che l'ha inquadrata anche come uno dei personaggi più positivi della serie perché costretta al male dalla necessità di sostenere la famiglia e non per conquistare il potere. Nella seconda fortunatissima stagione ispirata all'omonimo romanzo di Roberto Saviano - che segue anche la sceneggiatura della serie tv - Ciro l'Immortale ha perso la figlia durante una sparatoria in auto, uccisa da Malammore, e ha pareggiato i conti con Don Pietro Savastano. Se pensiamo alla tragedia di Corato, all'omertà di Caivano dove i bambini vengono violentati e buttati giù, dobbiamo farci un esame di coscienza. "Considerateci dei fumetti, non degli eroi". E come si prepara per girare scene intense e crudeli? "Un uomo che uccide la moglie o che uccide un bambino è un uomo già morto". "Noi non siamo ciò che rappresentiamo" dicono. "Voi spettatori dovete godere del risultato e non devi sapere cosa c'è dietro". Alla polemica verso un Paese nel quale "nessuno dice che "Gomorra" è un indotto importante: giriamo per 9 mesi con investimenti di 16/18 milioni di euro che portano lavoro. Ma questo non fa notizia: fa notizia il vibratore di Scianel". Il film, intenso e commovente, racconta la storia del giovane Luca (Marco D'Amore) che, dopo aver accantonato il sogno di fare l'attore, torna nel suo paese Casale Monferrato, per fare l'intrattenitore. A fare la differenza però può essere la consapevolezza. E per questo siamo usciti in 20 sale. E poi, di fronte alle polemiche di quanti vedono in Gomorra solo la rappresentazione del male, ha
replicato che "i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualitĂ , la nostra onestĂ nel rappresentare una realtĂ che va oltre la serie". Negli anni a seguire, nonostante le tante passioni, non ho mai smesso di coltivare un amore sincero per il teatro. Subito sono partite foto e interviste, ma gli attori si sono prestati a tutto con piacere.
19/07/2016 www.primapaginaitaly.com Gomorra day al Giffoni Film Festival 2016 Allo stesso modo se qualcuno ha una dinamica affine a quella del potere in Gomorra può far leva su quest'attitudine, ma il fatto è che la serie fotografa e riporta la realtà, su cui regna il Destino sovrano che stermina tutti."Giffoni è l'alternativa al male" diceCristiana Dell'Anna, la Patrizia della serie. "Quello che inganna le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta". Ma ciò che fate qui è una grande alternativa. Ecco cosa ci ha raccontato Marco D'Amore ricordando la sua infanzia, quando all'inizio degli anni Novanta le sue passioni erano il pallone e la musica classica (sapevate che ha suonato clarinetto e flauto traverso?).Per D'Amore, comunque, tutti i protagonisti di Gomorra sono devoti ai loro personaggi, definiti dei veri abissi che non finiscono mai di offrire qualcosa, mentre a chi si complimenta per la crescita del suo Genny, Esposito risponde invertendo che 'In Gomorra Gennaro non cresce, regredisce.Nella seconda fortunatissima stagione ispirata all'omonimo romanzo di Roberto Saviano - che segue anche la sceneggiatura della serie tv - Ciro l'Immortale ha perso la figlia durante una sparatoria in auto, uccisa da Malammore, e ha pareggiato i conti con Don Pietro Savastano. "Quel soprannome non ha un'accezione positiva ma negativa, è costretto a vivere malgrado dentro sia morto". Questi ultimi hanno affollato il Festival in cerca di una foto o di un'occhiata ai loro beniaminiMarco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco che quest'oggi infiammeranno il blue carpet di Giffoni, ospiti pronti a dedicarsi ai loro appassionati con cui passeranno la giornata. "Io vengo dai Quartieri Spagnoli e certe situazioni raccontate nella serie le ho viste con i miei occhi", spiega Carmine Monaco, 'O Track nella serie. "È un condannato pur senza stare in carcere". Gomorra è a rischio emulazione? "Un posto sicuro è dove si pensa positivo".GIFFONI "Gomorra esiste perché c'è la camorra, non il contrario". Insomma, "considerateli fumetti, non eroi conclude Cristina Donadio - non si meritano i vostri selfie, sono il Male". Nessuno
dice che Gomorra è un indotto importante: giriamo per nove mesi di fila, con investimenti fino a 18 milioni di euro, che portano lavoro."Questo film fa piangere di rabbia - ha proseguito D'Amore - Siamo vittime e carnefici di una società che necessariamente ci distrugge".
19/07/2016 www.ciociariareport24.it Giffoni, arriva Evanna Lynch e al Festival trova pure... "marito" Giffoni V. Piana - L'avevamo conosciuta così, nei panni dell'eterea e un po' stralunata Luna Lovegood in "Harry Potter e l'ordine della fenice". Nella nuova storia, Harry Potter, impiegato al Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare, e il secondogenito Albus, devono fare i conti con un passato che non vuole rimanere tale. Evanna Lynch, l'interprete di Luna nella saga di Harry Potter, è al Giffoni Film Festival per presentare "My name is Emily", film diretto dall'irlandese Simon Fitzmaurice, regista premiato anche al Sundance che da cinque anni vive completamente paralizzato a causa della Sla. Il titolo scelto è "Harry Potter e la Maledizione dell'Erede": il prezzo del volume sarà 19,80€ e la traduzione sarà a cura di Luigi Spagnol. Da oggi sarà possibile prenotare la copia del libro considerando il fatto che, nel 2017, uscirà una versione arricchita e definitiva dello stesso. Anche se possiamo dire di non essere mai del tutto usciti dal mondo di Harry Potter, l'idea di poterci immergere un'altra volta in quelle magiche atmosfere con un nuovo episodio della saga ci riempie di gioia e di trepidazione. Tra le domande anche una sulla scelta di affidare il ruolo di Hermione adulta a un'attrice nera, Noma Dumezweni, in Harry Potter and the Cursed Child, sequel teatrale in scena a Londra: "La trovo una decisione giusta il personaggio di Hermione ha un'anima libertaria, lotta per chi è in difficoltà".
19/07/2016 www.quartaparetepress.it Evanna Lynch a Giffoni, per parlare del suo nuovo film e di Harry Potter and the Cursed Child
Mentre a Londra è aperta la caccia ai biglietti per Harry Potter and the Cursed Child, l’opera teatrale che continuerà la saga del mago creato da J.K. Rowling, al Giffoni Film Festival è arrivata Evanna Lynch, conosciutissima per il ruolo di Luna Lovegood, la bizzarra amica di Harry, Hermione e Ron. Evanna ha parlato volentieri del rapporto con il personaggio che le è valso la popolarità, tra attaccamento e voglia di dimostrare di potersene affrancare. A Giffoni per presentare My name is Emily, in concorso al Festival nella sezione Generator +16, l’attrice ha entusiasmato con la pellicola indipendente di cui è protagonista. Si tratta di un coming-of-age tale, un racconto di formazione in viaggio per l’Irlanda durante il quale la 16enne Emily, insieme all’amico Arden (George Webster), tenterà di liberare il padre scrittore (Michael Smiley) dall’istituto psichiatrico in cui è stato rinchiuso dopo la morte della moglie. Il film ha riscosso un buon successo durante la proiezione, tant’è che risulta essere tra i favoriti, riuscendo a toccare tematiche importanti senza perderne in leggerezza. L’interprete irlandese ha dichiarato di aver voluto fortemente la parte nel film di Simon Fitzmaurice, regista e scrittore che non si è lasciato abbattere dalla SLA e ha realizzato proprio con My name is Emily il suo primo lungometraggio. L’attrice ha espresso una sincera ammirazione anche per J.K. Rowling, l’instancabile autrice che ha firmato la storia di Harry Potter and the Cursed Child insieme a Jack Thorne e John Tiffany. «Mi piace Jo perché non ha paura di affrontare grossi rischi. Tutti vorrebbero che lei restasse incasellata nella figura di autrice di libri fantasy e invece lei non ci sta, scrive molto, sta pubblicando anche una serie di romanzi di genere crime. Ci vuole coraggio a uscire dai ruoli prestabiliti», ha spiegato. Impossibile non sentire in queste parole un riferimento alla propria volontà di crescita professionale. «È importante cercare di essere diversi?», le chiede qualcuno in sala. Lei risponde che è molto più importante provare a essere sé stessi, chè
l’unicità di ciascuno, quella è il vero potere magico. E con molta naturalezza spiega in merito come avesse proposto a J.K. Rowling una love story tra Luna e il professor Silente, nonostante la grossa differenza d’età, prima di scoprire che il personaggio del preside fosse gay. «Non sono rimasta sorpresa, in effetti», ha detto. Del resto, l’attrice si è sempre battuta per i diritti LGBT, schierandosi a favore del voto per le nozze gay nel 2015, voto con cui la cattolica Irlanda è diventata il primo paese a introdurre il matrimonio egualitario tramite votazione popolare. L’essere così open-minded nella vita le ha causato qualche problema nel film presentato al Tribeca Festival nel 2013 G.B.F. (in cui l’acronimo sta per Gay Best Friend), dove presta il volto a una ragazza meschina e omofoba, lontanissima dal suo essere, «ma il personaggio aveva il suo scopo, sebbene fosse odioso, quindi credo che sia servito a far capire qualcosa agli spettatori». Nonostante i suoi altri progetti – in futuro le piacerebbe lavorare con Benedict Cumberbatch –, Evanna è comprensibilmente legata al ruolo di Luna. L’attrice è riuscita a sconfiggere i suoi disordini alimentari per entrare nel cast del fenomeno mondiale e ha rappresentato un esempio per moltissimi giovani appassionati della saga. Disponibile con i ragazzi, molti pronti a sfoggiare il mantello della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts come se fosse un outfit abituale, la Lynch ha scherzato sul fatto che sarebbe gelosissima se qualcun’altra dovesse “soffiarle” la parte di Luna in un eventuale sequel. Perché sì, di un sequel della famosissima saga in otto film si parla costantemente e lei si è già dichiarata prontissima a rispolverare la sua divisa da Corvonero. Ma qualsiasi indiscrezione è prematura. Per il momento, i fan dell’universo magico nato dalla penna di J.K. Rowling dovranno “accontentarsi” dello spettacolo teatrale del West End o, se il Regno Unito è troppo lontano, del libro-copione, che verrà venduto a partire dal 31 luglio, il giorno successivo alla prima ufficiale. Alla domanda tanto attesa, ovvero se avesse già visto Harry Potter and the Cursed Child, in preview dal 7 giugno, Evanna ha risposto che non ne ha ancora avuto la possibilità. Intanto, i biglietti sembrano introvabili per i Babbani, con posti prenotati fino a gennaio dell’anno nuovo e oltre. Se non c’è riuscita neppure Luna Lovegood, allora non c’è magia che tenga.
19/07/2016 www.movieforkids.it GIFFONI 2016, EVANNA LYNCH: «SIATE SEMPRE VOI STESSI» Non chiamatela Luna Lovegood. Con il pubblico di Giffoni 2016 l’attrice irlandese Evanna Lynch è molto chiara: Harry Potter è stato certamente fondamentale per il suo passato, ma ora è pronta a guardare avanti e lanciarsi in nuovi progetti. L’attrice è infatti arrivata al festival non in qualità di Luna (anche se ovviamente questo è il motivo principale per cui il pubblico è corso numeroso a incontrarla), ma per presentare il suo ultimo film, un progetto indipendente irlandese dal titolo My name is Emily. In questa pellicola la Lynch interpreta una ragazza di 16 anni che è stata data in affido a causa dei problemi mentali del padre, uno scrittore al quale Emily è molto affezionata. L’unico contatto che le rimane con lui è il biglietto di buon compleanno che tutti gli anni le invia dall’istituto dove si trova in cura. Un giorno, però, inaspettatamente il biglietto non arriva più: Emily non esita a fuggire di casa per andare alla ricerca del padre, convinta che gli sia capitato qualcosa di grave. Nel corso della sua visita a Giffoni, Evanna Lynch si è fermata a rispondere alle domande dei tanti fan accorsi per incontrare la loro beniamina sul Blue Carpet. Da Harry Potter e il suo rapporto con J.K. Rowling fino alle sue iniziative come attivista e persino al suo amore per i gatti, la giovane attrice ha dimostrato in fondo di essere ancora un po’ Luna quando ha lanciato un messaggio fondamentale per tutti i piccoli spettatori in sala: «siate sempre voi stessi, parlate con i vostri genitori e raccontate loro i vostri sogni, vedrete che riuscirete in tutto ciò che volete fare». Quando hai iniziato a recitare? Evanna Lynch: «Ho iniziato a recitare molto presto, avevo solo 14 anni ed ero molto timida. Sicuramente questo è stato un problema su cui riflettere spesso, ma la mia voglia di dimostrare che potevo farcela mi ha aiutato a superarlo».
Quali altri personaggi di Harry Potter avresti amato interpretare e perché? «Mi sarebbe piaciuto interpretare un folletto tipo Dobby, perché è adorabile e fa molto ridere, oppure anche un professore». Torneresti mai a interpretare Luna in un eventuale sequel di Harry Potter? «Mi ci fionderei subito! Forse oggi potrei sembrare troppo vecchia per il mio personaggio, però se facessero un sequel dieci anni dopo parteciperei sicuramente. Mi piacerebbe interpretare una versione più matura di Luna. Più che altro, sarei veramente gelosissima se dovessero scegliere un’altra attrice al posto mio». Com’era l’atmosfera sul set e come ti sei trovata con il cast? «Sono stati tutti molto carini. Io non ho iniziato subito, sono arrivata circa a metà della saga e quindi ero molto nervosa. Inoltre ero già una super fan dei libri e quando sono arrivata sul set non riuscivo a credere che fossero vere persone, perché nella mia mente pensavo fossero davvero maghi e streghe! Ma alla fine mi sono trovata davvero benissimo». Quindi credi nella magia presente in tutti i film di Harry Potter? «Io penso di avere una mente molto aperta. Leggo molti fantasy e se la mia gatta un giorno iniziasse a parlarmi non mi stupirei affatto, ma le direi: “finalmente, perché ci hai messo tanto?”. L’immaginazione è uno strumento magico. Lo dimostra proprio la storia di Harry Potter: in fondo, tutto è iniziato da un’idea nella mente di qualcuno». Sei della casata Corvonero come Luna? «No, non sono Corvonero! Luna è una sorta di mio alter ego, soltanto più sfacciata di me, perché non si preoccupa di quello che dice la gente. Io comunque ho fatto il test su Pottermore 5 volte e non c’è dubbio: faccio parte della casata di Grifondoro». Qual è la tua coppia preferita in Harry Potter? «La mia coppia preferita è quella formata da Ron e Hermione. Però, a proposito di coppie, vi racconto questo episodio divertente. Sono stata la prima a capire che il personaggio di Silente era gay! Un giorno sono andata dalla Rowling a proporle una storia d’amore tra Luna e Silente perché pensavo che nonostante le differenza d’età potessero essere una bella coppia. Lei mi ha risposto: “non è una questione anagrafica, sarebbe impossibile, perché Silente è omosessuale”». Quali differenze hai notato tra lavorare alla saga di Harry Potter e lavorare al tuo ultimo film My name is Emily? «Harry Potter è un film gigantesco: ci sono tantissime persone dietro a ogni ripresa ed è molto bello perché ti senti in una specie di grande famiglia. Nelle produzioni più piccole invece c’è più spazio per te e per il tuo lavoro individuale come attore perché
hai più possibilità per lavorare su te stessa. Comunque mi piacciono entrambe le cose e non preferisco una all’altra». Che cosa ne pensi di Harry Potter and the Cursed Child e delle polemiche sul casting di un’attrice di colore per Hermione? «Penso che l’arte sia il mezzo più potente per comunicare un messaggio importante di carattere sociale. Sono contenta che abbiano scelto un’attrice di colore: Hermione ha come caratteristica la sua lotta per la difesa dei più deboli, ed è bello che l’attrice che la interpreta provenga da una minoranza. Per quanto mi riguarda, non ho pregiudizi sul colore della pelle ma guardo soltanto la bravura e il talento. Penso anche che J.K. Rowling abbia sempre un’idea molto chiara del personaggio e che quindi riesca sempre a trovare l’attore giusto per la parte». Ti sei mai sentita a disagio nell’interpretare un personaggio in uno dei tuoi film? «Sì, nel film GBF (Gay best friend). Interpretavo un personaggio contrario agli omosessuali e io la penso in modo completamente opposto rispetto a lei, secondo me ognuno è libero di amare chi vuole. Quel personaggio mi stava davvero stretto, mi sentivo un po’ ridicola». Ora sei un’ispirazione per molte ragazze, tu invece hai qualcuno che ti ispira? «Potrebbe sembrare un cliché, ma devo dire J.K. Rowling. Ho incontrato tante persone famose, sono tutte molto gentili, ma così generose come lei non ne ho mai conosciute. È sempre impegnatissima, ha mille progetti da sviluppare e bambini da salvare, ma trova comunque il tempo per aiutarti, per condividere con te la sua anima. È sempre stata molto carina con me. In più, anche se tutti la identificano come la mamma di Harry Potter, lei è impegnata in altri progetti come la sua nuova serie di gialli con protagonista Cormoran Strike. Anche io vengo sempre identificata con il mio personaggio di Harry Potter, ma come lei sono pronta ad altri progetti e a diventare altro». Quanto è importante per te essere diversa dalla massa? «Permettimi di cambiare leggermente la tua domanda. Non è importante essere diversi dalla massa, ma essere sempre sé stessi. La cosa fondamentale è accettarsi con i propri pregi e i difetti, esattamente come hanno fatto i personaggi di Harry Potter. È questo che ci rende diversi e ci fa andare avanti». Parlando di destinazioni, ovvero il tema del festival: quale sarà la tua prossima destinazione? «Il viaggio è un percorso importante per tutti noi perché ci aiuta a scoprire noi stessi. Mi sono resa conto dell’importanza della mia nazionalità quando ho iniziato a girare il mondo per lavoro e ho cominciato ad apprezzare tante piccole tradizioni del mio paese, l’Irlanda. Per quanto riguarda la mia prossima destinazione sicuramente
vorrei continuare a fare l’attrice in futuro, vorrei aprire un rifugio per ospitare tanti gatti abbandonati e devolvere i miei soldi per la loro salvaguardia». C’è un attore o un’attrice in particolare con cui ti piacerebbe lavorare? «Sono ossessionata da Benedict Cumberbatch e dalla sua serie tv Sherlock. Mi piacerebbe moltissimo lavorare con lui. Comunque sono sempre alla ricerca di nuove sfide e ho una lista di persone con le quali mi piacerebbe lavorare». Quale consiglio daresti ai giovani aspiranti attori? «Leggete tanto e cercate storie che vi appassionino e che vi facciano innamorare dei personaggi. Non tutti i personaggi o le storie fanno per voi. E non abbiate paura di osare! Non lasciatevi intimidire dalle difficoltà e circondatevi sempre di persone positive: vedrete che riuscirete in tutto quello che vorrete fare». Hai detto che tutti dovrebbero essere sé stessi, ma cosa ne pensi dei genitori che non permettono ai loro figli di esprimersi per quello che sono davvero? «È importante che impariate ad aprirvi con i vostri genitori: a volte possono vietarvi qualcosa, per esempio di tingervi i capelli o di indossare certi abiti, ma lo fanno solo perché vi vogliono bene e per proteggervi, anche se a voi può sembrare un’imposizione. Mia madre e mio padre non mi hanno mai imposto nulla, mi hanno dato delle regole ma mi hanno anche lasciata libera di essere me stessa. Parlate con i vostri genitori e raccontate loro con calma i vostri sogni. Aiutateli a capire le motivazioni che vi spingono a sperimentare cose nuove».
19/07/2016 www.optimaitalia.it A Giffoni 2016 Claudio Cupellini “Ho fatto un film come se fosse un romanzo dell’Ottocento” Claudio Cupellini incontra i giovani del Giffoni Film Festival, colpiti al cuore da uno dei più bei melodrammi degli ultimi anni, Alaska, protagonista Elio Germano. Uno di quei film dei quali di solito si dice che “non sembra un film italiano”, per come costruisce un racconto che non dà fiato, con personaggi che rischiano persino di sembrare a tratti inverosimili nella forza estrema dei loro sentimenti. Ma questa è una scelta volontaria, come spiega Claudio Cupellini: “Alaska è una storia di colpa e redenzione e volevo che fosse raccontata così, senza pause. Volevo davvero che il film lasciasse lo spettatore senza respiro. Infatti è un film tutto di scene madri, sempre intenso”. Alaska è la storia d’amore di due individui soli, il cameriere italiano Fausto (Elio Germano) e la modella francese Nadine (Astrid Bergès Frisbey), “vittime” di un colpo di fulmine che li sballotta tra Francia e Italia, con tanti rovesci di fortuna – come capita sempre nel melodramma – ma con un sentimento che non viene mai meno. Una storia estrema, appunto, come Claudio Cupellini rivendica con i ragazzi del Giffoni Film Festival: “Questa storia è un atto di fede, reputa sia possibile trovare qualcuno che conta davvero nella vita, anche se si condividono pochissime cose. Ho voluto rischiare – continua Cupellini – preoccupandomi poco anche della logica, perché voglio credere che certe cose esistano. Ho cercato di fare un film come fosse un romanzo dell’Ottocento”.
19/07/2016 www.badtaste.it Giffoni 2016: Claudio Cupellini ci parla delle MasterClass, di Gomorra 3 e del suo prossimo film! Precisamente a metà Giffoni Film Festival, subito dopo aver tenuto la consueta MasterClass con i giovani giurati nella cornice delle Antiche Ramiere, il nostro Francesco Alò ha video-intervistatoClaudio Cupellini, regista e sceneggiatore italiano recentemente protagonista nelle sale cinematografiche del nostro paese con Alaska, lungometraggio che ha per protagonisti Elio Germanoe Àstrid BergèsFrisbey. L’uomo ci ha rivelato alcune informazioni sulla terza stagione di Gomorra e il suo prossimo film che ha appena terminato di scrivere. Vi ricordiamo che ogni mattina, alle 10.00, presso la Sala De Sica si terrà la BadAcademy, una serie di incontri durante i quali il nostro Francesco Alò presenterà, mostrerà e analizzerà, assieme ai giovani ragazzi in sala, le opere degli autori o degli attori che nel pomeriggio saranno presenti per interagire con i partecipanti alla MasterClass (presso le Antiche Ramiere).
19/07/2016 www.zon.it L’Ispettore Coliandro, Giampaolo Morelli, al Giffoni Film Festival Primo ospite della quinta giornata del Giffoni Film Festival Giampaolo Morelli, attore che, smessi i panni de L’ Ispettore Coliandro (serie che ha battuto ogni record di ascolto su Raidue), abbiamo visto al cinema nel film di Luca Lucini Nemiche Per La Pelle insieme a Margherita Buy e Claudia Gerini. A giugno tornerà ad essere protagonista al cinema con il nuovo film dei Vanzina Miami Beach insieme a Ricky Memphis mentre a settembre tornerà su RaiUno come protagonista della miniserie C’era Una Volta Studio Uno (storico show Rai del sabato sera negli anni ’60) per la regia di Riccardo Donna e della serie di cortometraggi da dieci minuti tratti dai racconti di Donne di Andrea Camilleri dedicati ciascuno a una donna che lo scrittore a incontrato nel corso della sua vita (la Rai ha confermato la messa in onda dal 6 settembre). Terminate le riprese del film Quel bravo ragazzo di Enrico Lando, è attualmente sul set dei prossimi due episodi per il cinema della saga Smetto Quando Voglio (Reloaded e Revolution) per la regia di Sidney Sibilia. Prossimamente inizierà a girare il prossimo film dei Manetti bros Nunn’e’ Napule. Noi di ZON.it, insieme ai nostri intervistatori d’assalto qui al Giffoni Film Festival, i LifeinPills, abbiamo intervistato l’attore napoletano Giampaolo Morelli su un argomento che sicuramente in molti si sono chiesti: Dopo il successo cinematografico di Batman vs Superman, in Italia ci possiamo aspettare il colossal Coliandro vs Montalbano? «(Ride) Chi lo sa, ci si può pensare. Certo che lì sarebbero schiaffi! Però io penso sempre che Coliandro e Montalbano abbiano due linguaggi completamente diversi, quindi difficilmente penso possano incontrarsi».
19/07/2016 www.movieplayer.it LORENZO RICHELMY: "IN MALESIA CI SONO I POKEMON: GUARDANDO MARCO POLO TROVATE MEWTWO" Nato in una famiglia di artisti, attore fin da quando aveva otto anni e interprete formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Lorenzo Richelmy da due anni è diventato un volto conosciutissimo oltre oceano, paradossalmente molto più che in Italia: protagonista di Marco Polo, serie originale Netflix in cui è il celebre esploratore veneto, Richelmy ha dato prova di essere un attore in grado di fronteggiare il mercato internazionale, dando corpo e anima a un eroe romantico ma anche molto fisico e battagliero. Ospite del Giffoni Film Festival, ci ha raccontato di essersi costruito da solo il proprio destino, proponendosi di sua iniziativa alla direttrice casting inglese di Marco Polo: "La direttrice casting italiana di Marco Polo non ha creduto in me: pensava non fossi adatto per la parte. Allora nella mia stanza, con un amico regista e la fidanzata di allora a darmi una mano, ho girato un provino che ho mandato al casting inglese il 24 dicembre. Per due mesi non è successo nulla, poi il miracolo: sono stato convocato in Malesia per le selezioni". Dotato di intraprendenza e tenacia, Richelmy ha dovuto affrontare un altro ostacolo: "Non parlavo inglese, lì sul posto se ne sono accorti: mi hanno dato due settimane per imparare la lingua. Ho studiato tutti i giorni con una personal coach e i miei sforzi sono stati premiati". L'esempio positivo di Richelmy segue la scia di un anno strepitoso per i giovani del cinema italiano: Gabriele Mainetti con il suo Lo chiamavano Jeeg Robot, realizzato dopo anni di tentativi, l'esplosione di Luca Marinelli e Alessandro Borghi, la rivelazione Ilenia Pastorelli, passata dai reality a un David di Donatello come migliore attrice protagonista: "Questo è un anno cruciale per il cinema italiano" ci ha detto l'attore: "Il cinema italiano è stato investito da una nuova ondata che penso cambierà le cose: i giovani italiani non sono bamboccioni, sono pronti a realizzare i propri sogni rimboccandosi le maniche". Da volto di punta di Netflix, Richelmy non può non contribuire al binge watching, fenomeno esploso a livello mondiale proprio grazie alla piattaforma di streaming: "Sono diventato schiavo di Narcos : l'ho divorata in due giorni". In chiusura la rivelazione: "In Malesia
e Kazakistan non solo ci sono i Pokemon, ma ci sono i Pokemon piĂš rari: guardando Marco Polo con l'applicazione sicuramente riuscite a trovare Mewtwo".
19/07/2016 www.gazzettadimantova.gelocal.it Corniani conquista il Giffoni film festival con i suoi burattini MANTOVA. Maurizio Corniani incanta la giovanissima platea del Giffoni Film Festival, portando in scena il favoloso universo dei burattini. Chiamato ad animare alcuni degli eventi che ruotano attorno alla proiezione delle pellicole in concorso, l’artista mantovano sta strappando risate ed applausi a centinaia di bambini arrivati da tutto il mondo per sedere nella giuria della celebre rassegna internazionale di cinema per ragazzi. Ieri sera, nel giardino degli aranci di Giffoni Valle Piana, Corniani ha divertito il pubblico, rappresentando la fiaba “I tre porcellini”. «Ciascun protagonista simboleggia un’età della vita – spiega - dall’infanzia alla maturità, passando attraverso l’adolescenza, ogni spettatore si riconosce nelle difficoltà che accompagnano le fasi della crescita». Stasera il maestro mantovano del teatro di figura sarà di nuovo in scena sul grande palcoscenico del festival di Giffoni, questa volta con uno dei suoi cavalli di battaglia: “Le avventure di Fagiolino”, lo spettacolo con cui nel 2013, in Siberia, stregò la giuria del festival mondiale di Omsk, conquistando il titolo di miglior burattinaio. Un riconoscimento prestigioso, che ha premiato la capacità di Corniani di superare le barriere linguistiche ed arrivare al cuore del pubblico. «Gli organizzatori mi chiesero di restare per curare la produzione di un evento e dirigere 24 burattinai – racconta – ma, nonostante fosse una proposta molto allettante, rifiutai, perché avrei dovuto restare lontano da casa per parecchi mesi». Con una media di 200 spettacoli all’anno, portati in scena in tutta Italia, Corniani è considerato uno dei più importanti maestri del teatro di figura. «Mi occupo di burattini da 41 anni – spiega – Ho cominciato quando ne avevo solo 14 e fino al 1997 ho affiancato mio padre, che a sua volta aveva iniziato diciassettenne, nel 1944, allestendo i suoi primi spettacoli nei rifugi antiaerei». Un figlio d’arte che porta avanti la tradizione di famiglia, con il supporto della moglie, Elisa Gemelli. «Lei costruisce i burattini e le scenografie, io le storie, a cui poi do vita» racconta. Infine ci svela un sogno: «Vorrei realizzare a Mantova una scuola per burattinai. In questo settore la nostra città ha una gloriosa tradizione, che meriterebbe di essere valorizzata». In un’epoca in cui a farla da padroni sono i videogiochi e i social
network, il teatro di figura riesce ancora a far presa sui giovani? «Certo – conclude – Nonostante siano nati 1500 anni fa, i burattini continuano a piacere a bambini ed adulti dai 3 ai 99 anni, perché portano in scena storie tradizionali, ma sempre d’attualità, e il loro linguaggio si evolve continuamente per restare al passo con i tempi». Il segreto? «La purezza dei burattini, portatori sani di moralità e valori positivi».
19/07/2016 www.salernonotizie.net Campagna contro la violenza sulle donna al Giffoni Film Festival 2016Contrastare il fenomeno della violenza sule donne partendo dalla quotidianità e rivolgendosi agli uomini di tutte le età, a partire dai ragazzi in età scolastica. È questo il senso e lo spirito della campagna #cosedauomini a cura del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto è stato presentato al Giffoni Film Festival ai giurati della sezione Generator +13: all’incontro hanno partecipato Tiziana Zannini, dirigente del Dipartimento Pari Opportunità, Marino Di Nardo ed Elena Falcomatà, sempre del Dipartimento Pari Opportunità, Fabrizia Midulla, sceneggiatrice della web serie, Alessia Magnano, direttore di produzione e gli attori Valerio Di Benedetto e Ruggero Francica Nava. Il progetto ha scelto il web come canale di comunicazione e la serie come formato narrativo. Cinque gli episodi che raccontano cinque storie di uomini, uomini diversi tra di loro per età, per provenienza geografica, per formazione. Li lega una passione tipicamente maschile che è il calcetto. E’ possibile vedere le puntate della serie sul sito web www.cosedauomini.eu oppure direttamente su youtube attraverso l’hashtag #cosedauomini. Esiste anche una versione sottotitolata in inglese. È una campagna che vuol contrastare il fenomeno della violenza sulle donne e lo fa scegliendo la strada gentile del racconto ordinario, che fa, cioè, riferimento al quotidiano. L’obiettivo è dire no alla violenza senza mai mostrare la violenza stessa. Il Giffoni Film Festival ha sposato il progetto e la campagna. Lo sottolinea ai giurati il direttore del Gff, Claudio Gubitosi: “Si tratta – ha detto – di una campagna che abbiamo sposato da subito. Ci ha convinto la modalità narrativa perché non si crea mai uno steccato tra uomini buoni e uomini cattivi. Il progetto vuole far capire cosa c’è dietro la violenza sulle donne, vuole indagare sulle ragioni che portano gli uomini a diventare così violenti”. “Voglio ringraziare – ha dichiarato Tiziana Zannini, dirigente del Dipartimento delle Pari Opportunità – per questa opportunità che ci è stata data, quella di essere qui a Giffoni a presentare questo progetto. Qui rappresento il Governo e sapere che un progetto trova una risposta così positiva ci riempie di orgoglio, significa che abbiamo centrato l’obiettivo”. “Il progetto – ha aggiunto Marino Di Nardo, sempre del Dipartimento Pari Opportunità – nasce da
una cifra, da un numero, che è 6.288.000, quante sono le donne che in Italia hanno dichiarato di aver subito almeno una volta una forma di violenza. Significa una donna su tre”. “Questo progetto – commenta Fabrizia Midulla, sceneggiatrice – come ogni prodotto audiovisivo è un’opera collettiva. Abbiamo scelto la strada delle storie ordinarie. Non vedrete degrado, ma solo quotidianità. Il nostro obiettivo è far proprio questo messaggio, è dalle piccole cose che partono i cambiamenti culturali e di mentalità”.
19/07/2016 www.corriere.it
Morelli, cervello in fuga per Sibilia Sa come smarcarsi dalle etichette Giampaolo Morelli, il 'Coliandro' tv, interprete di film come Song 'e Napule e presto conduttore su Rai1 in seconda serata di Fan car aoke che riprende Carpool Karaoke, format di canzoni e chiacchiere in auto, lanciato da James Corden. "L'importante è come ti proponi, non devi aver paura di essere ridicolo, ma amare alla follia il tuo lavoro, non prendendoti mai troppo sul serio", spiega a Giffoni Experience, dove è protagonista di una masterclass. E' nuovo il suo sodalizio con Sydney Sibilia, che l'ha voluto fra i protagonisti di Smetto quando voglio 2 (in uscita a febbraio) e 3: "Interpreto uno dei cervelli in fuga, scelta a cui spesso ti costringe questo Paese. Sono un ingegnere che costruisce armi all'estero anche per tribÚ che tentano dei golpe finirà tirato dentro nella banda della storia". L'attore ha appena finito il nuovo film dei Manetti Bros, che firmano anche la serie dell'Ispettore Coliandro: "Lo amo talmente tanto... Coliandro tutta la vita", dice l'attore.
19/07/2016 www.quartaparetepress.it SPOILER ALERT: Ghostbusters fa ridere, l'anteprima nazionale al Giffoni Film Festival Ghostbusters, reboot dell'omonimo cult del 1984, ha battuto un record ancor prima di uscire: il suo trailer ha il maggior numero di "non mi piace" nella storia di YouTube. Non solo pollici versi, ma anche commenti di molti fan che danno un senso all'etimologia del termine: fanatici. Fanatici che si sono scagliati contro la versione diretta da Paul Feig con protagoniste alcune tra le migliori attrici comiche contemporanee: Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Leslie Jones e Kate McKinnon, tutte provenienti dal Saturday Night Live, esattamente come Bill Murray & co. all'epoca dei primi due film. La pellicola è stata presentata in anteprima italiana al Giffoni Film Festival, la nota rassegna di cinema per ragazzi. La metà dei presenti in sala neppure aveva visto i precedenti, lo si capisce dall'indifferenza con cui i giovanissimi hanno lasciato scorrere sullo schermo le facce degli attori tornati per un cameo al servizio dei più nostalgici. Se tale scarto generazionale ha permesso al pubblico di accostarsi al film senza preconcetti - e così è stato - ben venga. E prima che proviate a millantare i motivi per cui Harold Ramis, creatore dei personaggi e interprete di Egon Spengler, risulta assente, flash news: è morto nel 2014 e non è stato possibile farlo partecipare, nemmeno in quanto ectoplasma. Erin Gilbert (Wiig), professoressa alla prestigiosa Columbia University, ha un passato non proprio istituzionale: è autrice, insieme alla compagna di scuola Abby (McCarthy), di un libro che confermerebbe l'esistenza dei fantasmi. Quando l'università lo scopre, Erin viene licenziata e non le resta altro che riunirsi all'amica scienziata e alla collega di lei Holtzmann (Kate McKinnon) nella rischiosa attività di acchiappafantasmi. A completare il team, l'impiegata della metropolitana Patty (Jones), reduce da un incontro ravvicinato. Le quattro dovranno salvare New York dai perfidi piani del demone Rowan (Neil Casey). Rimaneggiare un classico è un'operazione rischiosa. Eppure, lo spettro del sessismo pare aleggiare sul nuovo lungometraggio della Sony molto più di quello del comprensibile conservatorismo. I detrattori sono avvisati:
Ghostbusters fa ridere. Non solo, fa anche riflettere. Siamo di fronte all'evento dell'anno? Certamente no, poiché il prodotto presenta delle pecche che, tuttavia, non ne impediscono la riuscita. A fronte di un cast affiatato, il CGI lascia un tantino a desiderare e la sceneggiatura, firmata dallo stesso Feig e da Kate Dippold, appare semplicistica e labile in alcuni segmenti, come nella costruzione del cattivo Rowan. Superato il mancato approfondimento di parte dei personaggi, i dialoghi restano divertenti e brillanti. Spesso rispondono per le rime a quegli utenti di Internet che, in una sfilza di lapidari giudizi sul reboot, avevano individuato nel femminismo "la peggior malattia che l'umanità abbia mai dovuto affrontare". Inoltre, il lavoro di Robert Yeoman, direttore della fotografia dei film di Wes Anderson, realizza una delicata e insolita composizione per una pellicola sci-fi. Dove, si badi bene, "delicato" non è sinonimo di "femminile". Infatti, il film contrasta gli stereotipi di genere a cui si è abituati. Uno spoiler può essere fatto: non c'è una singola scena da commedia romantica in 116 minuti. Persino il segretario Kevin (recitato con ironia da Chris Hemsworth) è in grado di ribaltare con intelligenza il cliché della "bella ma stupida", sostituendolo con quello del belloccio, molto più raro nel sistema hollywoodiano. Le tute del gruppo, tanto criticate perché mascoline, non hanno nulla da invidiare alla comodità di quelle del team originale. Perché le protagoniste sono donne di scienza, prima ancora di esserlo nell'accezione limitante di figlie, mogli e madri di bell'aspetto. E, in quanto tali, sono sottoposte a pressioni discriminatorie maggiori. Ed ecco che le quattro acchiappafantasmi, sebbene lodate per il proprio operato, sono costrette dall'Homeland Security a restare nell'ombra e a non poter godere del successo legittimamente conquistato. Suona come il replay della triste storia di tante scienziate, su tutte Rosalind Franklin, la "bisbetica Rosy" a cui Watson e Crick soffiarono la scoperta dell'elica del DNA. Certo, Ghostbusters parla di fenomeni paranormali che poco hanno a che vedere con la scienza accademica. Ma, di fronte a un'apparizione da brivido, non c'è razionalità che tenga e allora who you gonna call? È sconcertante che la risposta sembri essere "gli acchiappafantasmi, ovviamente, purché uomini". Portatori insani di simili opinioni meriterebbero davvero di fare un giro nella melma ectoplasmatica.