RASSEGNA STAMPA GIFFONI 17/07/2016
RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI
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17/07/2016 Pag. 23 Ed. Ostia
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RASSEGNA STAMPA ONLINE
17/07/2016 www.ansa.it Giffoni: Manetti, 'Nun è Napule' è il nostro Grease Dopo il successo di 'Song'e Napule' di tre anni fa, i Manetti Bros sono tornati nel capoluogo campano per una nuova storia tra musical, commedia gialla e ironia, 'Nun è Napule' (il titolo è provvisorio). "E' un po' il nostro Grease, usiamo le canzoni come fanno in quel film", spiegano Marco ed Antonio Manetti, protagonisti oggi a Giffoni Experience di una masterclass. "Siamo al montaggio, anche se abbiamo da girare ancora una settimana ancora a New York ad agosto. L'uscita è prevista per l'anno prossimo con 01". Nel film troveremo, tra gli altri, un boss (Carlo Buccirosso) che tenta di cambiare vita sparendo nel nulla con l'aiuto della moglie (Claudia Gerini); un'infermiera sognatrice (Serena Rossi) e un killer (Giampaolo Morelli), che per amore fa una scelta inaspettata. I Manetti torneranno presto anche all''Ispettore Coliandro', la serie ripresa con successo su Rai2 dopo un lungo stop. "Non ne possiamo fare a meno - dicono sorridendo i registi -. La stanno già scrivendo, dovremmo andare sul set all'inizio dell'anno prossimo".
17/07/2016 www.ansa.it Giffoni: Esposito, animali di Gomorra sono perdenti Urla da stadio, richieste di baci e abbracci ed entusiasmo, cellulari a manetta per scattare foto e fare video, ma anche domande intelligenti che non hanno lasciato da parte l'attualità e le polemiche hanno punteggiato l'incontro di oggi dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha più detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore, che poi, rispondendo a una ragazza pugliese, ha accennato al recente disastro ferroviario: "Solo nel sud Italia può accadere quello che è successo a Corato... è una vergogna". E Esposito ha aggiunto: "poi ci sono politicanti che danno la colpa a Gomorra per i problemi del Paese". Cristina Donadio, una delle new entry della seconda stagione nel ruolo di Scianel, spiega: "Non vogliamo essere simboli. Sono felice di farmi tutti i selfie che volete se li chiedete all'interprete di cui apprezzate il lavoro, non se idealizzate il mio ruolo. Dovete considerare questi personaggi come fumetti". Marco Palvetti pensa che l'unico eroe positivo della serie sia "il destino oscuro che incombe su tutti i protagonisti". Eppure non mancano i fan che prendono tutto sul serio, tanto che Fabio De Caro, interprete di Malammore, ha ricevuto minacce sui social dopo che il suo personaggio ha ucciso la figlia di Ciro nella serie: "Mi sono arrivati messaggi
deliranti anche dall'estero - spiega l'attore -. Si è creato un corto circuito tra realtà e finzione... la gente si è scimunita". Una cosa del genere è successa anche a Cristiana dell'Anna, per il suo ruolo di due gemelle in Un posto al sole: "Una signora m'ha afferrato per strada chiedendomi perché mi comportassi così male". Riguardo alla terza stagione di Gomorra, le cui riprese dovrebbero iniziare a ottobre, gli attori sottolineano di non sapere nulla della sorte dei loro personaggi: "Sappiamo tutti di far parte di un racconto epico che va oltre quello che succederà ai nostri personaggi, e che va anche oltre Napoli, riguarda tutti, il mondo reale in cui viviamo - dice D'Amore -. Per Ciro posso dire che ormai è arrivato a una morte interiore. Penso si ripartirà da lì". Palvetti glissa sulla possibilità che ritorni in qualche modo il suo personaggio, il boss Salvatore Conte ucciso nell'ultima stagione: "Ad oggi non sono al corrente di nulla del genere".
17/07/2016 www.ansa.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.repubblica.it Manetti Bros al Giffoni Film Festival: "Orgogliosamente di nicchia "Siamo sempre stati orgogliosamente di nicchia. Spesso abbiamo pagato la necessità di girare solo ciò che ci piaceva, ma siamo felici che film come "Song e Napule" incontri critica e pubblico". I Manetti Bros, Marco e Antonio, ospiti della 46esima edizione del Giffoni Film Festival, parlano del loro ultimo film e del loro modo di fare cinema. "Abbiamo conosciuto Napoli e i napoletani e ci siamo resi conto di quanto questo popolo sia assolutamente oggetto di luoghi comuni, molto più di tanti altri hanno raccontato - Gli stereotipi sui napoletani, a nostro avviso, sono ingiusti. Abbiamo voluto raccontare Napoli per ciò che è, non per quello che vorrebbero che fosse". Da alcuni giorni, i Manetti hanno concluso le riprese del loro secondo film napoletani, "Nun è Napule" (titolo provvisorio), interpretato da Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Raiz e Marco Mario De Notaris. Si tratta di un musicalo che si avvale delle coreografie di Luca Tommassini ("X Factor" e una collaborazione con Madonna), le musiche di Aldo e Pivio De Scalzi e la fotografia di Francesca Amitrano.
17/07/2016 www.lacittadisalerno.gelocal.it Giffoni: oggi il Gomorra day Oggi arrivano i protagonisti della serie tv. L'appuntamento proseguirà poi in serata con il concerto degli artisti che hanno firmato la colonna sonora GIFFONI VALLE PIANA. Oggi arrivano al Giffoni film festival i protagonisti della serie tv "Gomorra". L'appuntamento con "Gomorra" proseguirà poi in serata con il concerto degli artisti che hanno firmato la colonna sonora originale della serie: Mokadelic, 'Ntò e Lucariello. Ieri uno dei protagonisti, l'attore Marco D'Amore, che in "Gomorra" è Ciro, ha incontrato gli allievi della Master class. D'Amore ha parlato del film di denuncia "Un posto sicuro" di cui è interprete ma anche sceneggiatore e produttore, lungometraggio presentato fuori concorso al festival, sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. «Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me è qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza - ha detto D'Amore Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro è dove si pensa positivo». "Un posto sicuro" è un film dedicato alla vicenda dell'Eternit, protagonista una famiglia segnata dalla malattia e in cerca di riscatto. «È stata un'esperienza di crescita parlare di questi argomenti ai ragazzi», ha detto l'attore. «Il film era un modo di avvicinare a questo argomento la gente, farlo con i ragazzi ha un valore aggiunto», ha aggiunto. Ma che ragazzo era Marco D'Amore? «Ero un ragazzo difficile - spiega l'attore - pieno di turbamenti e di passioni. Ho fatto una serie di scemenze, come tutti, poi ho incontrato il cinema che mi ha catturato l'anima». E qual è stato in quegli anni il suo film preferito? «C'era una volta il west, Once upon in a time in the west, con mio padre e mio fratello sapevamo tutte le battute a memoria e per anni le abbiamo ripetute» ha detto. Sul filo della riflessione l'incontro al Festival con Antonia Liskova, attrice di cinema, teatro e televisione ed ora anche protagonista di web series. «Il Giffoni film festival è un evento bellissimo - ha detto Liskova - Mi fa venire in mente mia figlia che ha undici anni, con tutte le sue domande sul mondo, sulla vita. Mi vengono in mente i ragazzi delle giurie che sono un foglio bianco, ancora tutto da scrivere. Questi anni
per loro sono fondamentali. Avverto tanta energia positiva. È giusto che i ragazzi facciano qualcosa per cambiare la realtà, per uccidere questa superficialità, questo materialismo, questa folle corsa verso il niente». A dieci anni dalla sua prima volta, l'attrice Gabriella Pession è tornata ieri al Giffoni film festival: ha appena terminato di girare "La Porta rossa", la nuova serie noir, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli. Attesi oggi Alessandro Tersigni, consacrato al grande pubblico per fiction come "I Cesaroni", "Un medico in famiglia", e Ricky Memphis. Evento speciale, inoltre, con i registi di "Gatta Cenerentola", il nuovo film in animazione della factory napoletana Mad Entertainment che racconta di una Cenerentola che vive in una magica nave ferma nel porto di Napoli.
17/07/2016 www.adnkronos.com Cinema: i 'Ghostbusters' invadono il Giffoni Film Festival I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni Film Festival 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potrĂ riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. Sul blue carpet il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d'attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all'aiuto dell'affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga Thor in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarietĂ tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.sorrisi.com Giffoni 2016: in diretta il Gomorra day Un bagno di folla ha accolto questa mattina il cast di Gomorra al Giffoni Experience. Nella sala Sordi della cittadella del cinema gli attori Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti e Fabio De Caro hanno risposto alle domande delle centinaia di ragazzi ospiti della 46 esima edizione della kermesse di Giffoni Valle Piana. "Il male non è Gomorra, semmai tutto quello che accade fuori. Se pensiamo alla tragedia di Corato, all'omertà di Caivano dove i bambini vengono violentati e buttati giù, dobbiamo farci un esame di coscienza. Noi facciamo solo vedere cosa combinano i maiali a cui noi diamo un volto": questo il commento unanime degli interpreti di una delle serie TV più seguite. Gomorra, che da agosto andrà in onda anche negli USA, è stata venduta in 130 paesi del mondo. "Un vero successo. Dobbiamo ringraziare solo il pubblico ma vi preghiamo: guardateci solo come attori. Noi non siamo ciò che rappresentiamo" dicono.
17/07/2016 www.affaritaliani.it Esposito, in Gomorra animali perdenti GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO), 17 LUG - Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha più detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.televisionando.it
Gomorra Day al GFF 2016: tutti i retroscena sulla serie
Al Giffoni Film Festival 2016 va in scena il Gomorra Day con tanti retroscena sulla celebre serie tv di Sky. Marco D’Amore ha svelato alcuni segreti del ‘suo’ Ciro Di Marzio, ma non sono mancate considerazioni e dietro le quinte da Salvatore Esposito (Genny), Cristiana Dell’Anna (Patrizia), Cristina Donadio (Scianel), Marco Palvetti (Salvatore Conte), Fabio De Caro (Malammore) e Carmine Monaco (O’Track), anche loro sul blue carpet del Festival: attenzione, sono presenti spoiler pesantissimi sulla seconda stagione di Gomorra – La serie. Retroscena su Gomorra – La serie: Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco sono protagonisti del Gomorra Day al Giffoni Film Festival 2016 e offrono alcuni dietro le quinte sulla serie tv di Sky. La premessa è che non ci sono (molti) spoiler e anticipazioni sugli episodi di Gomorra 3: ‘La destinazione della nuova stagione la decideranno gli sceneggiatori‘, dichiara Donadio, che è stata confermata nel cast di Gomorra 3 con Dell’Anna, De Caro e D’Amore, tutti sul set in autunno. ‘Ciro e Genny si rincorrono, forse andando verso un progetto comune. Ma s’adda aspetta’ la terza stagione‘, l’anticipazione (in dialetto) di D’Amore. E proprio D’Amore rivela tanti retroscena e segreti sul suo personaggio di Gomorra, Ciro Di Marzio: per l’attore, c’è una parte della vita di Ciro che il pubblico non conosce e che racconta molto di lui: il persoaggio, a 10 anni, vive la devastante scossa del terremoto in Irpinia del 1980 e ‘si ritrova sotto un tavolo a chiamare terrorizzato mamma e papà. Non sapeva ancora che i suoi genitori erano morti: da lì inizia la sua formazione criminale. All’orfanatrofio conoscerà il gruppo che lo accompagnerà negli anni successivi‘. Il soprannome di Ciro è l’Immortale, ma D’Amore lo è per gli sceneggiatori? L’attore risponde che Gomorra è un campo minato, un progetto così ampio che va oltre i suoi personaggi, un racconto epico e perfetto per Napoli. ‘Per Ciro, però – aggiunge l’attore – l’Immortalità è una condanna: lui è già morto dentro, prima con l’omicidio della moglie e poi con la morte della figlia‘. Alla domanda sul come sia riuscito a girare le ultime scene della seconda stagione, D’Amore risponde che di non sapere cosa voglia dire perdere un
figlio, e confessa che ‘Non mi piace parlare del mio lavoro sul personaggio. Voi spettatori dovete godere del risultato‘. Quanto al resto del cast di Gomorra, al Giffoni Film Festival 2016 Palvetti spiega che non c’è nessun personaggio positivo, perché ‘un uomo che uccide la moglie o uccide un bambino è un uomo già morto‘. A proposito del suo personaggio, Salvatore Conte, morto nelle prime puntate della seconda stagione, l’attore aggiunge che ‘Il suo punto debole è stato l’amore, che non poteva vivere come avrebbe voluto. Mi chiedete se il mio personaggio è morto perché amava un transessuale? Non sono io che scrivo le sceneggiature‘. Per D’Amore, comunque, tutti i protagonisti di Gomorra sono devoti ai loro personaggi, definiti dei veri abissi che non finiscono mai di offrire qualcosa, mentre a chi si complimenta per la crescita del suo Genny, Esposito risponde invertendo che ‘In Gomorra Gennaro non cresce, regredisce. La sua è una involuzione morale che per un attore rappresenta una sfida bellissima. Genny, infettato dal veleno della famiglia, è diventato proprio quello che i genitori avrebbero voluto‘. Con De Caro, infine, si parla delle polemiche seguite alla tanto discussa scena che ha visto Malammore uccidere a sangue freddo la figlia di Ciro Di Marzio: l’attore ha ricevuto le scuse di una mamma che, dalla platea del Meet The Stars del Gomorra Day in scena al GFF 2016, gli ha rivolto a nome di quanti lo hanno aggredito sui social, e ha spiegato che l’1% degli spettatori che lo hanno aggredito via social ha dei problemi, ma è rassicurato dal calore del giurato del Giffoni e definisce l’episodio ‘acqua passata’.
17/07/2016 www.corrieredellosport.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.ilgiornaledivicenza.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.ilmattino.it La Gatta Cenerentola diventa film d'animazione: «I racconti delle mamme e delle nonne di Napoli» Dopo "L'Arte della Felicità" la nuova sfida della Mad Entertainment si chiama "Gatta Cenerentola", film d'animazione diretto da Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e Alessandro Rak. I registi hanno fatto tappa al Giffoni Film Festival per raccontare lo spirito, il senso e la cifra stilistica della prima trasposizione cinematografica della favola di Giambattista Basile. Il film di animazione sarà pronto entro il 2016 e debutterà il prossimo anno. "Proponiamo - spiegano i registi - la rielaborazione di una favola che appartiene al nostro patrimonio culturale. Basile ha trascritto i racconti del popolo, i racconti delle mamme e delle nonne di Napoli. È una favola del '700 e diversamente dalla Cenerentola tradizionalmente intesa ci sono elementi più cruenti che abbiamo inteso conservare. Così come abbiamo conservato un'ambientazione noir e abbiamo mantenuto tutti gli archetipi della favola". C'è Napoli in questa trasposizione cinematografica? "Ambientiamo continuano gli autori del film di animazione - la favola in un presente parallelo, in un futuro improbabile. C'è un aspetto magico che viene valorizzato attraverso la presenza degli ologrammi. L'idea è quella di descrivere luci ed ombre di una città. Che non è Napoli ma che può essere Napoli. Attraverso questo tipo di narrazione abbiamo il modo di sentirci nel vivo di una città, di contribuire al cambiamento di una città". Di questo hanno parlato al Giffoni Film Festival: "Per la prima volta dicono gli autori - partecipiamo ad un festival dedicato ai ragazzi ed in cui i ragazzi sono protagonisti come giurati. Abbiamo apprezzato molto l'effervescenza che si respira qui a Giffoni". "La Gatta cenerentola" ha avuto un prestigioso riferimento teatrale nel maestro Roberto De Simone. È stato riferimento anche per i quattro registi della Mad Entertainement? "Noi - dicono - abbiamo inteso regalare questa fiaba al cinema così come De Simone l'ha portata in teatro. Siamo fortemente legati alla fiaba originaria che ci dà il nutrimento narrativo".
17/07/2016 www.ilmattino.it Dal Paradiso delle Signore a Giffoni: «Contro la violenza continuiamo a viaggiare» "L'unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore". Questo l'appello di Alessandro Tersigni, l'affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. "È un'attualità difficile da raccontare - ha continuato - i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l'Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?". Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l'eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. "Il film - ha spiegato - è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata - ha aggiunto - una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme"
17/07/2016 www.ilmattino.it Cristiana Dell'Anna: Gomorra, una sfida da piccola sognavo un film con Di Caprio Diplomata in arte drammatica in Inghilterra, con una passione per Leonardo DiCaprio, fuori dai panni di Patrizia, personaggio nuovo ma già cult della serie Sky «Gomorra 2», Cristiana Dell'Anna vuole conservare «la voglia di osare e di provare». «La mia passione per la recitazione - ha spiegato ai ragazzi del Giffoni Film Festival l'attrice napoletana - è nata quando avevo circa 13 anni. Ero innamorata di Leonardo Di Caprio e speravo, in un futuro non troppo lontano, di poterlo affiancare. Negli anni a seguire, nonostante le tante passioni, non ho mai smesso di coltivare un amore sincero per il teatro. Il momento della svolta, però, è arrivato alla fine del liceo, quando ho dovuto scegliere che cosa fare della mia vita. A quel punto, dopo varie discussioni con i miei genitori, non ho potuto negare a me stessa questo amore e ho deciso di seguirlo fino alle estreme conseguenze: sono partita per l'Inghilterra, mi sono diplomata in arte drammatica e in territorio britannico ho iniziato a muovere i primi passi». Con lo stesso coraggio, e ormai arricchita di un'esperienza importante, Cristiana è tornata per caso a recitare in Italia: «Non avevo alcuna intenzione di tornare, ma la proposta per il cast di »Un posto al sole« mi è sembrata un segno: dopo anni di distanza anche emotiva, la recitazione mi permetteva di riavvicinarmi alla mia terra e provare ad amarla e comprenderla. Con lo stesso spirito ho scelto di affrontare la sfida offertami da Gomorra». Nel congedarsi dai giovani giurati, infine, l'attrice non ha avuto dubbi sul come descrivere la sua professione: «È un mestiere complesso, in cui non vale l'improvvisazione. In realtà, qualunque cosa vogliate fare, non pensate di riuscirci senza una solida formazione».
17/07/2016 www.ilsussidiario.net GIFFONI FILM FESTIVAL 2016/ Gomorra day, calendario eventi e ospiti: il cast della serie incontra i giurati (oggi, 17 luglio) Giornata speciale al Giffoni film festival 2016, che nel "Gomorra day" ospiterà i protagonisti della fortunata serie ispirata al romanzo di Roberto Saviano. Il cast incontrerà i giovani giurati della kermesse cinematografica dedicata ai ragazzi. Sono quindi attesi sul Blue Carpet della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana (Salerno) gli attori Salvatore Esposito, Marco D'Amore, Marco Palvetti, Fabio De Caro, Cristiana Dell'Anna e Cristina Donadio. L'appuntamento con loro è alle 12 nella Sala Sordi per tutti coloro che conquisteranno un posto al Meet the Stars. Alle 17 invece le giurie li incontreranno in Sala Truffaut. La giornata si concluderà poi alle 22.00 in piazza Lumière con un concerto dedicato a Gomorra - La Serie per il Campania Sound Experience: ad esibirsi saranno infatti i Mokadelic, autori della colonna sonora originale della serie Sky, insieme ai repper Ntò e Lucariello.
17/07/2016 www.lagazzettadelmezzogiorno.it Giffoni: Esposito, animali di Gomorra sono perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.lagazzettadelmezzogiorno.it_puglia Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.larena.it Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.liberoquotidiano.it I 'Ghostbusters' invadono il Giffoni Film Festival I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni Film Festival 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potrĂ riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. Sul blue carpet il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d'attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all'aiuto dell'affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga Thor in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarietĂ tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.ecodibergamo.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.lettera43.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.nanopress.it Il cast di Gomorra al Giffoni 2016: 'Futili le polemiche sulla serie tv' Il cast di Gomorra ospite al Giffoni Film Festival 2016: sul blue carpet della manifestazione, i protagonisti della serie tv, e nello specifico Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco, che hanno parlato delle polemiche sulla e intorno alla serie. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco: questi i protagonisti del cast della serie tv Gomorra ospiti del Giffoni Film Festival 2016. Oltre a qualche anticipazione e retroscena sulla terza stagione, che potete leggere su Televisionando, gli attori si sono soffermati sulle polemiche che la serie, da anni, si porta dietro, nello specifico di essere 'solo' la rappresentazione del male. Una critica cui D'Amore ha replicato invitando il pubblico a non 'chiudere' il cast in un solo personaggio, ricordando come tutte le star di Gomorra facciano anche 'altre bellissime cose', mentre Palvetti ha dato atto ai ragazzi di aver saputo riconoscere la qualità della serie, e l'onestà di cast e autori nel rappresentare una realtà che va oltre la serie. 'Gomorra esiste perché c'è la camorra, non il contrario', la risposta della Donadio. Anche in Campania non sono mancate le polemiche su Gomorra: ospite del Giffoni Film Festival 2016, Esposito ha sottolineato come 'Gomorra è una cassa di risonanza molto comoda, usata anche da politici che ne hanno approfittato per far campagna elettorale, anche dicendo di aver negato il permesso per riprese che non erano mai state richieste'. D'Amore, invece, ha ricordato che le telecamere di Gomorra sono impietose, perché dietro gli attori non ci sono scenografie. 'Se il sindaco di Afragola dice di no alle riprese alle Salicelle è perché sa che fanno schifo e dovrebbe poi spiegare come si fa a far vivere i propri concittadini in quella maniera', per poi aggiungere che tutto ciò avviene a 2 km da una metropoli europea e chiedendosi cosa ci sia davvero dietro, se sia magari 'un potere più pulito, magari in giacca e cravatta, che fa più paura delle pistole'. Esposito ha inoltre ricordato l'ingente
indotto di Gomorra, che viene girata per 9 mesi l'anno, con investimenti di 16/18 milioni di euro: una realtà che in Italia non fa notizia, mentre tutti impazziscono per il vibratore di Scianel. D'altronde, come ha aggiunto D'Amore, l'Italia è anche il Paese in cui un ragazzo di 26 anni (Roberto Saviano, ndr) scrive un libro e finisce per avere piÚ detrattori di quelli di cui racconta. Insomma, per concludere sulle polemiche che 'circondano' Gomorra, quelli che si indignano per una serie tv sono magari gli stessi che non raccontano quello che hanno visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna (De Caro) o sono i 'politicanti' che preferiscono indignarsi per una serie e far finta che il resto non esista.
17/07/2016 www.padovanews.it I 'Ghostbusters' invadono il Giffoni Film Festival I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni Film Festival 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potra' riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. Sul blue carpet il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d'attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all'aiuto dell'affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga Thor in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarieta' tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.tuttosport.com Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.badtaste.it Ieri pomeriggio, subito dopo aver mediato la MasterClass con Francesco Ghiaccio e Marco d'Amore presso le Antiche Ramiere di Giffoni, il nostro instancabile Francesco Alò ha incontrato Francesco Apolloni, sceneggiatore, regista e attore italiano protagonista del secondo e animato incontro della giornata. Accompagnato dal suo bellissimo cane, il fedele Sancho Panza, ci ha parlato di Ovunque Tu Sarai, film che ha scritto e nel quale recita al fianco di Ricky Memphis (oggi ospite di Giffoni Film Festival), Francesco Montanari e Primo Reggiani sotto la direzione di Roberto Capucci. Per scoprire la trama del suo lungometraggio e i suoi progetti futuri non vi resta che vedere la nostra video-intervista: Vi ricordiamo che ogni mattina, alle 10.00, presso la Sala De Sica si terrà la BadAcademy, una serie di incontri durante i quali il nostro Francesco Alò presenterà, mostrerà e analizzerà, assieme ai giovani ragazzi in sala, le opere degli autori o degli attori che nel pomeriggio saranno presenti per interagire con i partecipanti alla MasterClass (presso le Antiche Ramiere). Noi di BadTaste.it, in qualità di Media Partner ufficiali, seguiremo per voi tutti gli eventi nonché i numerosi ospiti sia all'interno della nostra Sezione Speciale dedicata al festival sia sui nostri Social: Facebook, Twitter e Instagram.
17/07/2016 www.faschiontimes.it Al Giffoni i Ghostbusters: la versione tutta al femminile! I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni Film Festival 2016 per presentarsi con un anteprima dedicata al pubblico italiano. Sarà poi nelle sale italiane il 28 luglio: un reboot tutto al femminile diretto da Paul Feig. Sul blue carpet del Festival il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpatico ectoplasma simbolo del film. In Sala invece giurati e stampa hanno indossato le t-shirts del film e hanno giocato a passarsi enormi balloon bianchi e verdi. Gli appassionati della saga anni '80 non saranno delusi. Di certo si tratta di una versione nuova, per una nuova generazione: ma in sala non ha deluso nessuno. Il cast, tutto al femminile, è formato dalle maestre del cinema comico Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones. Abby ed Erin sono una coppia di scrittrici semi sconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi. La loro tesi consiste nell'affermare che questi sono assolutamente reali. Tempo dopo Erin ottiene un prestigioso incarico come docente della Columbia University. Quando il libro sugli spettri, ormai dimenticato, ricompare, diventerà lo zimbello della facoltà e sarà costretta a lasciare il lavoro. La sua credibilità è persa ed Erin decide a quel punto di riunirsi ad Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi. Scelta che si rivela vincente: Manhattan è invasa da una nuova ondata di spettri e non ci sarà altro da fare per il team che dargli la caccia. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi grazie anche all'aiuto dell'affascinante, ma goffo, centralinista Chris Hemsworth. La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarietà tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.newscinema.it Il cast di Gomorra la serie al Giffoni 2016: "Una umanità senza via di uscita" Il 17 Luglio è stato il Gomorra Day al Giffoni Film Festival. Gran parte del cast della serie tv made in Italy più seguita degli ultimi anni è stato ospite del festival dedicato al cinema per ragazzi giunto alla sua 46° edizione. L'avventura, iniziata sul grande schermo nel 2008 con il film di Matteo Garrone, ha raggiunto un successo inaspettato trasformando l'omonimo romanzo di Roberto Saviano in un racconto seriale organizzato in due stagioni andate in onda su Sky Atlantic con un record di ascolti. "Ciascuno di noi è devoto al proprio personaggio. Questi sono degli abissi che non finiscono mai e ti regalano sempre cose nuove" ha dichiarato Marco D'Amore che ha incontrato il giovane pubblico del Giffoni Film Festival insieme a Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Fabio De Caro, Marco Palvetti, Carmine Monaco e Cristina Donadio. Il cast di Gomorra La Serie al Giffoni Film Festival "Genny è protagonista di una regressione, non di una crescita. Nel corso degli episodi ha vissuto un' involuzione morale e una caduta verso l'abisso. Come attore è stata una bella sfida, capita raramente di interpretare un personaggio con così tante sfumature. Genny si è gradualmente trasformato in un assassino senza cuore, quello che i genitori volevano che fosse fin dall'inizio della prima serie" ha aggiunto Esposito, ricordando che il cuore di questa serie è lo scontro violento e continuo tra il clan dei Savastano e quello degli Scissionisti per conquistare il controllo della zona e controllare il traffico di armi e droga. Quattro registi, Stefano Sollima, Claudio Cupellini, Francesca Comencini e Claudio Giovannesi, si sono confrontati con questa visione realistica e oscura di una drammatica verità del nostro paese, collaborando con il cast per un'evoluzione emotiva dei vari personaggi. "Entrare nelle vite degli altri è il nostro mestiere. Personaggi come questi sono impegnativi per il nostro animo e li consideriamo come archetipi del male. Per Chanel io mi sono ispirata a figure come Medea o Lady Macbeth portandole a Secondigliano. Chanel rappresenta il male e l'orrore. Quando incontriamo i giovani, loro devono essere in grado di separare le cose: se mi chiedono un selfie perché apprezzano il mio lavoro come attrice ok, ma se vogliono fare il selfie con Chanel perché le attribuiscono un
valore che non merita allora non approvo" ha dichiarato Cristina Donadio che interpreta il ruolo di una donna forte, un capo tra i capi che deve essere all'altezza del mondo che la circonda, prevalentemente maschile. "La sua filosofia è fare finta di non aver capito niente e poi agire" ha sottolineato l'attrice. Le domande del pubblico in sala sono state numerose e hanno permesso agli ospiti di definire alcuni dei punti di forza di Gomorra La Serie che si prepara a tornare sul piccolo schermo con una terza stagione nel 2017. "Raccontiamo personaggi con un'umanità che non ha una via di uscita. Questi "animali" ammazzano, tradiscono, spacciano per finire morti o in prigione; non risolvono nulla" ha sottolineato Marco D'Amore, aggiungendo: "Noi attori non siamo contemplati nel processo di sceneggiatura, quindi ancora non sappiamo nulla della terza stagione. Io per il personaggio di Ciro mi sono ispirato a Iago, considerando Ciro come un'epigone di questo modello letterario, che tesse la tela in cui fa cadere tante persone fino a quando non viene trascinato lui stesso in quell'abisso. Questa serie ha la struttura di racconto epico, è un racconto di umanità che va oltre Napoli". Gomorra La Serie è stata al centro di diverse polemiche visto il tema trattato, superando i limiti sui social network dove l'attore Fabio De Caro che interpreta il violento Malammore è stato offeso e minacciato come se avesse fatto realmente gli atti criminali del suo personaggio. "Ho subito un po' di polemiche sui social come se De Caro e Malammore fossero la stessa persona. Mi hanno addirittura chiesto di pubblicare la foto della bambina uccisa come se fosse morta davvero. Mi hanno contattato anche avvocati e poliziotti da tutto il mondo. E' durata due tre giorni ma ora è acqua passata. Malammore non avrebbe mai potuto rifiutare un ordine di Don Pietro, e ora vedremo come va a finire, non lo so nemmeno io" ha spiegato l'attore, sottolineando la delicatezza del confine tra realtà e fantasia che per alcuni non è così chiaro come sembra. "In Gomorra non ci sono personaggi positivi o eroi. Il destino è un po' un eroe amaro e l'unico protagonista. Perché se intraprendi questa strada il tuo destino è la morte, anche quando sei ancora vivo sei morto comunque" ha aggiunto Marco Palvetti che interpreta Salvatore Conte nella serie.
17/07/2016 www.newscinema.it Giffoni 2016: Thank You For Playing, un videogioco per combattere la malattia Una schermata di videogioco: una coppia di genitori seduta di fronte ad un medico, figure astratte, senza volto e senza espressione. L'ambiente è neutro, divani, colori lievi. La voce del medico: Le metastasi del vostro bambino sono aumentate, dobbiamo ripartire con una nuova cura. La stanza lentamente si riempie d'acqua, arriva alle caviglie, poi sempre più su. Si distingue la prua di una barchetta che salpa, in soggettiva. La scena iniziale del documentario Thank you for playing (in concorso al GFF 2016) non potrebbe essere più coinvolgente nella sua apparente astrazione, ed i registi David Osit e Malika Zouhali Worral conducono in porto il loro lavoro con commovente e poetica efficacia. Questa è la storia di Ryan Green e della sua famiglia, una moglie e tre bambini, ed è una storia che inizia con la malattia del piccolo Joel: ha un anno quando gli vengono dati quattro mesi di vita, che diventeranno invece quattro anni. Di fronte a questo immane dolore, a questo stupore, i Green, una coppia di creativi, uniti da quando erano quindicenni, reagiscono in maniera imprevedibile, decidendo di creare un videogioco che racconti questa avventura. Il protagonista è Joel, cavaliere coraggioso, che viene inseguito da Dragon Cancer. Pur tra mille dubbi, portano avanti insieme con i loro bambini questa impresa, parallelamente al lavoro dei registi che li seguono passo passo, in una dimensione di naturalezza e condivisione, con misura, pudore e grande rispetto. In un momento in cui il tema della malattia tiene banco sullo schermo e nella narrativa, questa storia autentica e particolare spicca per la sua sincerità e per la delicatezza con cui porta in primo piano gli interrogativi e gli stati d'animo che attraversano tanti genitori, chiusi dietro le porte di stanze d'ospedale. Proprio queste porte chiuse sono una delle motivazioni che muovono i Green, desiderosi di condividere quanto accade per raccontare ciò che loro sono veramente: come dice Ryan, siamo tutti plasmati dai diversi accadimenti, che danno alle persone una forma, drammatica e meravigliosa insieme. E così, desiderosi di rivolgersi ad un'America che ancora non osa parlare della paura della morte, un uomo e una donna si dedicano a questo atto creativo, scrivono i testi, studiano i disegni, in un
processo che li aiuta a scavare dentro di sé e a dare un significato a ciò che accade, in una immersione che alla fine può anche diventare un tentativo di evasione, attraverso l'astrazione. Il film alterna le riprese della vita dei Green con le scene animate del videogioco, e con il suo making of, commovente soprattutto nella riprese audio delle irresistibili risate del piccolo Joel. "Ora odio questa stanza. C'è stato invece un momento in cui tutto questo era un'avventura" racconta Ryan nella camera d'ospedale, in una fase avanzata della malattia. "Allora ero un padre coraggioso che difendeva il proprio figlio nella tempesta, potevo tenerlo stretto, stavamo riparati nella fessura di una roccia mentre il vento infuriava, e pensavo che fino a che potevo tenerlo stretto non sarebbe successo niente." La malattia avanza, e questa famiglia dove ogni giorno c'è più amore reciproco procede con ostinazione, interrogandosi sul perché sia più facile raccontare il dolore che decodificare la gioia, che miracolosamente si impadronisce dei piccoli gesti quotidiani. "Ho deciso che non mi sarei gustata nessun attimo della nostra vita insieme se avessi pensato a prepararmi a vederlo morire. Non potevo pensarci" racconta la mamma. Ogni giorno è più duro, i segnali della fine si avvicinano. Arriva il momento in cui si sta affogando, e bisogna imparare a riposarsi mente si affoga, riflette Ryan, creando una delle immagini più poetiche della versione animata. I Green si interrogano per primi, con consapevolezza, sul perché abbiano deciso di esporsi in questo modo. E se all'inizio l'aspetto prevalente era il desiderio che tante persone potessero conoscere Joel, ed amarlo, man mano che si avvicina il momento della morte è la loro stessa paura di dimenticarle Joel ad animarli, a costringerli compulsivamente a mettersi tutti davanti ad una telecamera per bloccare ogni istante condiviso, per conservare tutto, per poter un giorno forse capire questo figlio che non ha mai potuto parlare, di cui hanno accolto il dolore, cercando di comprenderlo come persona, con amore immenso. In tanti si interrogheranno probabilmente sul senso dell'operazione di questo videogioco, ma durante la visione il gioco assume quasi un ruolo di pretesto, e diventa un eco del profondo amore che lega queste persone tra loro, e della vita che va avanti con una nuova gravidanza. Joel è morto durante la notte, in casa sua, insieme alla sua famiglia, cullato dal canto degli amici. Joel parte, sulla sua piccola barca, prende il mare: i genitori non possono raggiungerlo. Nasce Zoe, la sua sorellina. I momenti più forti ed appassionanti della vita possono realizzarsi quando accade la cosa più terribile: e questo, ci dicono i Green, è meraviglioso.
17/07/2016 www.newscinema.it Giffoni 2016: Being Charlie, la tossicodipendenza giovanile secondo Rob Reiner Being Charlie, in anteprima al Giffoni Film Festival, è l'ultima opera di Rob Reiner, il poliedrico regista che ha firmato film di grande successo e dai generi differenti, da Misery non deve morire ad Harry ti presento Sally, da Stand by me a Codice d'onore. Qui Reiner, sempre attento ai temi sociali e grande attivista politico, rivolge uno sguardo lucido e mai retorico, anche se drammatico, su una storia di tossicodipendenza giovanile e di crescita personale, ambientata tra le luci e le ombre di una certa società bene californiana, dove idealismi e opportunismi si intrecciano in maniera ambigua. Being Charlie film Charlie (Nick Robinson), nel giorno del suo diciottesimo compleanno, scappa dall'ennesimo centro di riabilitazione per tossicodipendenti, tra i puritani dello Utah, per tornare a casa a Los Angeles. Lo aspetta Adam (Devon Bostick), amico di sempre e compagno di eccessi, ma deve fare i conti con l'opposizione della famiglia, una ricca coppia che incarna tutti gli stereotipi della upper class americana. Il padre David (Cary Elwes), ex attore ora candidato a governatore della California, sembra preoccupato esclusivamente per la sua campagna elettorale, ma neppure la madre Liseanne (Susan Misner), bella, fragile e sottomessa, trova un suo spazio nel gestire un figlio così problematico. Charlie dovrà sparire di scena e rinchiudersi in un nuovo centro di recupero, dove l'incontro con un'altra giovane ospite, Eva (Morgan Saylo) sembra aiutarlo a trovare un obiettivo per resistere e cercare una via d'uscita dalla dipendenza. La strada però non potrà essere semplice né diretta, e Charlie dovrà attraversare aspre difficoltà ed entrare nel buio più profondo di se stesso, per trovare il suo percorso. Being Charlie Giffoni Il regista Reiner racconta con tono asciutto e un giusto ritmo. Segue il suo protagonista ora nelle anguste e soffocanti stanze dei centri di riabilitazione, ora nelle splendide ville di famiglia, perfette e impersonali come appena ritratte per qualche raffinata rivista d'arredamento, fin nello squallore sudicio e triste di rifugi tossici; tra tutto questo, regala squarci di luce e poesia nelle splendide scene in esterno, dove una felice fotografia rende tutta la potenza vivificante di un paesaggio naturale selvaggio, che sembra entrare in
risonanza con il desiderio di salvezza dei protagonisti. Con grande misura e senza eccessi, sorretto da una bella sceneggiatura firmata dal figlio Nick Reiner e dal giovane Matt Elisofon, il regista tratteggia con sincerità i suoi personaggi che, pur rientrando in categorie potenzialmente stereotipate, hanno comunque una forte carica umana. Così, in questo viaggio alla ricerca di un'identità, emergono quei grandi temi da cui non si può sfuggire, l'amicizia, l'amore, la famiglia, e mentre ogni personaggio corre incontro al proprio diverso destino, il regista sottolinea con intensità come l'amore e il senso di responsabilità personale siano la chiave di volta della vita di tutti noi. Ottima prova per i giovani protagonisti. Nick Robinson, già baby attore Disney e visto in Jurassic World oltre che in varie serie televisive, tratteggia con delicata misura il personaggio di Charlie, in bilico tra egoismo e tenerezza, disperazione e desiderio di sopravvivenza; sensibili interpreti anche Morgan Saylo, già vista in Homeland, e Devon Bostick, noto per la serie tratta da Diario di una schiappa.
17/07/2016 www.newscinema.it Giffoni 2016: From Nowhere, crescere come un giovane immigrato nel Bronx From nowhere è presentato al Giffoni Film Festival nella categoria consigliata per la giuria che comprende i ragazzi dai 18 anni. Come molti dei film presentati al festival, affronta i temi difficili ed attuali dell'immigrazione e della crescita nella realtà di oggi, raccontati attraverso gli occhi dei giovani che vivono queste situazioni in prima persona, in un periodo in cui questi argomenti sono i più dibattuti in politica e tra le persone comuni. From nowhere è infatti la storia di tre ragazzi: Moussa (J. Mallory McCree), nato in Guinea, Sophie (Octavia Chavez Richmond), originaria della Repubblica Dominicana, e Alyssa (Racquel Castro), peruviana. I tre condividono la stessa scuola nel Bronx, gli stessi sogni e tutti e tre desiderano più di ogni altra cosa restare negli Stati Uniti, il paese dove sono cresciuti e l'unico che riescano a ricordare. Quindi, quando una dei loro insegnanti (Julianne Nicholson) offre loro la possibilità di ottenere i documenti che tanto desiderano attraverso l'aiuto di un avvocato, tutti e tre, con le loro differenti personalità e condizioni familiari, decidono di scavare nella storia della loro famiglia, alla ricerca delle informazioni che permetteranno loro di restare e di vivere il loro futuro come desiderano. Il regista Matthew Newton, dopo essersi laureato al National Institute of Dramatic Arts di Sidney, ha avuto una carriera da attore di teatro e televisione in Australia, e la premiere del suo primo film da regista e sceneggiatore, Three blind mice, è stata presentata al Festval di Toronto ed è stata acclamata dalla critica. Anche in questo nuovo film, dove sono inquadrati spesso i volti dei protagonisti e della loro famiglia, descrive con realismo e delicatezza una storia difficile e contemporanea, riuscendo a comunicare allo stesso tempo le emozioni contrastanti dei tre protagonisti e la speranza, fragile e forse vana, di un futuro sicuro e lontano da ogni preoccupazione.
17/07/2016 www.fanpage.it Marco D'Amore su Gomorra 3: "Ciro l'Immortale è già morto" Sono passate poche settimane dalla fine di Gomorra 2 - La Serie, il prodotto targato Sky che è riuscito a tenere attaccati allo schermo i telespettatori italiani e non solo, con le vicende che hanno riguardato la faida tra i Savastano, Ciro Di Marzio e i nuovi ptotagonisti di questa seconda stagione. Il finale è oramai noto a tutti, il personaggio interpretato da Marco D'Amore ha infatti ucciso Don Pietro Savastano "per mano" di suo figlio Genny Savastano. Un finale eclatante, con un'ultima puntata segnata dall'uccisione della figlia dell'Immortale, una delle scene più toccanti e criticate di questa stagione. In occasione della presenza dell'intero cast al Giffoni Film Festival, gli attori hanno parlato di questa stagione appena conclusa ed anche di quella che verrà, visto che Gomorra 3 - La Serie è già in preparazione ed andrà in onda nella prossima primavera, su Sky. Marco D'Amore si è concentrato proprio sul suo personaggio che interpreta, che in questa stagione ha subito la definitiva metamorfosi verso la spietatezza pura Gomorra è un campo minato; è un progetto così ampio che va oltre i suoi personaggi. È un racconto epico, perfetto per Napoli. Per Ciro, però, l'Immortalità è una condanna: lui è già morto dentro, prima con l'omicidio della moglie e poi con la morte della figlia D'Amore ha anche spiegato la sua reticenza nello spiegare il suo metodo di studio dei personaggi: "Come sono riuscito a girare le ultime scene della seconda stagione? Non so cosa voglia dire perdere un figlio e a dir la verità non mi piace spiegare di come cerco le emozioni. E' un lavoro molto intimo. Per quella scena ho deciso di farmi crescere i capelli, che non ho, ho deciso di tornare da solo sulla tomba di Imma, dove avremmo girato la scena, ho pensato magari a dettagli banali. Lavoriamo su corde invisibili che fanno parte della nostra intimità. Voi spettatori dovete godere del risultato e non devi sapere cosa c'è dietro".
17/07/2016 www.bresciaoggi.it Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 Esposito, in Gomorra animali perdenti Urla da stadio, foto e video a manetta, ma anche domande sull'attualità e sulle polemiche hanno punteggiato l'incontro dei ragazzi al Giffoni Experience con il cast di Gomorra. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco hanno risposto a domande sui loro personaggi ma anche sugli attacchi subiti dalla serie e Roberto Saviano. "I personaggi di Gomorra sono animali che non raggiungono nulla. Ammazzano, rubano, distruggono per finire morti o al massimo in galera" ha detto Salvatore Esposito, che ha ricevuto anche una divertita dichiarazione d'amore da una ragazza che sta per sposarsi -. Genny ad esempio ha subito una regressione, alla fine è diventato l'assassino che i genitori volevano". Questo "è un Paese strano in cui un ragazzo che a 26 anni ha avuto il coraggio di raccontare quello che vedeva, Roberto Saviano, oggi ha piÚ detrattori dei camorristi che descriveva" ha aggiunto Marco D'Amore.
17/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - From Nowhere Per il secondo film in concorso nella sezione Generator +18 di questa edizione del Giffoni Film Festival, il tema di quest'anno "Destinazioni" viene riletto alla luce di una tematica mai come oggi di scottante attualità: quello degli immigrati senza documenti. Il titolo dell'opera del regista australiano Matthew Newton, "From Nowhere", riassume perfettamente la condizione sociale ed esistenziale di queste persone. Fuggiti troppo giovani dal loro paese di origine, rifiutati dal paese che loro oramai considerano e riconoscono come casa, vivono in un limbo dal quale è difficile, quasi impossibile uscire. Tre adolescenti senza documenti - una domenicana, un africano e una peruviana - stanno per diplomarsi in una scuola del Bronx. Come tutti i ragazzi della loro età, non desiderano altro che vivere una vita normale, tentando di vivere come tutti il sogno americano. Ma, a differenza dei loro compagni, i tre vivono nel costante terrore di essere scoperti dalle autorità, e rischiano di essere rimandati in un paese con cui non hanno ormai nessun legame d'appartenenza. Una loro insegnante li metterà in contatto con un avvocato per aiutarli ad ottenere i documenti. Sarà l'occasione per scavare a fondo nelle vite e nelle storie di questi ragazzi, mentre continuano a fare i conti con i problemi derivanti da questa loro precaria situazione. Un film duro e necessario, quello di Matthew Newton, che non fa sconti, che non lascia spazio a buonismi di sorta (nella vita, purtroppo, non sempre si arriva ad un lieto fine). La storia di Moussa, Sophie e Alyssa, è quella di migliaia e migliaia di giovani come loro, sparsi ad ogni latitudine del globo. La regia di Newton segue i personaggi con piglio documentaristico, inquadrandoli spesso in campo molto stretto, soffermandosi sui volti, sulle espressioni: il loro sorriso è sempre amaro, quello di chi ha un grosso fardello da portare (in contrapposizione a quello dei loro coetanei americani "di diritto"), e ci comunica un grosso senso di empatia. È questo infatti lo scopo del regista, quello di presentarci i personaggi non come immigrati, ma come semplici ragazzi, in cui lo spettatore può riconoscere il proprio figlio, o fratello, o il vicino della porta accanto. Sono perfettamente integrati, intelligenti e meritevoli, ma vivono in una situazione kafkiana in cui la mancanza di una semplice "carta" può definitivamente distruggere le loro promettenti vite, e devono giustificare la loro presenza ad un sistema ottuso
ricercando la tra tragedia nel loro passato ("Genocidi, torture, arresti, sono beneaccetti" sono le prime parole che dice loro l'avvocato che deve aiutarli per i documenti), perchÊ la semplice normalità dell' esistere, per loro, non è sufficiente.
17/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - Learn By Heart In questa terza giornata del Giffoni Film Festival 2016 sembra che la scuola sia il tema centrale dei film presentati in concorso. Come nella pellicola presentata nella sezione +18, anche in questo secondo film dei Generator +13, "Learn By Heart" (titolo originale "La vie en grand") l'istituto scolastico assume importanza centrale, in questo caso come possibilità di riscatto sociale e come luogo sicuro e protettivo all'interno di realtà disagiate come possono esserlo le banlieue parigine. Mathieu Vadepeid - regista, sceneggiatore, e direttore della fotografia per registi come Jacques Audiard ed Eric Toledano (Quasi Amici) - parte da elementi autobiografici (il suo legame con l'Africa, il suo rapporto conflittuale e complesso con la scuola) per un piccolo racconto di formazione che, come approccio, si rifà in qualche modo all' Antoine Doinel dei "Quattrocento colpi" di truffautiana memoria (lo sguardo in macchina finale del piccolo protagonista parla chiaro). Adama è un ragazzo di 14 anni che vive con la madre in un piccolo appartamento di due stanze a Stains, nella periferia di Parigi, luogo in cui la criminalità prolifera per le strade, e le lotte con le forze dell'ordine sono giornaliere. Nonostante sia un ragazzo brillante e dall'incredibile intelligenza, a scuola non ottiene grandi risultati. Ma, a causa di un evento imprevisto, e con l'aiuto dell'amico Mamadou, Adamà cambierà le cose. Il regista ci presenta il nostro giovanissimo protagonista come una persona piena di qualità: estremamente sveglio e altruista, costretto a crescere troppo in fretta poiché nato e cresciuto in un contesto sociale sbagliato (famiglia povera e immigrata, quartiere pieno di criminali con i quali è inevitabile il confronto). La macchina da presa pedina il piccolo Adama nei suoi pellegrinaggi tra la casa e la scuola, e soprattutto, per le strade, dove il mondo della criminalità tenterà di assorbirlo, di distruggerlo, ma che lui grazie alla sua intelligenza tenterà di sfruttare a suo vantaggio, per il bene suo e di chi gli sta attorno. Tra lui e il mondo criminale si frappone la scuol, come luogo di salvifico, ed è qui che forse il film s'indebolisce. Sebbene il messaggio sia tra i più nobili, "Learn By Heart" non riesce appieno a stabilire un equilibrio tra le sue due anime: quella tra crime movie e film educativo.
Se la prima parte è avvincente, e fotografa con realismo la realtà delle periferie parigine, con tutti i suoi conflitti, senza dimenticare quel pizzico di ironia che non guasta (bellissimi i siparietti tra Adama ed il suo buddy Mamadou), il secondo atto, quello del riscatto, ricade in un buonismo ed una retorica francamente eccessivi. Il nostro protagonista si cava d'impaccio da una pericolosissima situazione in maniera fin troppo facile, e il sistema delle lezioni che inframezzano la narrazione spiegando le scene precedenti, è fin troppo didascalico ed abusato, cosa che dà alla pellicola un sapore di già visto.
17/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - The Day Will Come La rassegna Generator +13 del Giffoni Film Festival 2016 non poteva aprirsi in maniera migliore: "The Day Will Come", film del regista danese Jesper W. Nielsen (noto qui da noi per aver diretto molti episodi della serie "Borgen"), è un forte ed accorato appello in favore del diritto inalienabile di sognare, di avere speranza, e su come tutto ciò possa tramutarsi in un atto rivoluzionario, in contrapposizione ad un sistema repressivo e violento, in cui vige la legge del più forte, e chi conserva la sua umanità è destinato a soccombere. Partendo da fatti realmente accaduti, il film narra le vicende di due fratelli: Erick , il fratello maggiore, pratico sveglio ed estremamente protettivo nei confronti di Elmer, sensibile e sognatore (vuole fare l'astronauta), menomato fisicamente. Mentre giungono notizie sulla corsa allo spazio e dell'imminente approdo dell'uomo sulla luna (siamo in Danimarca, alla fine gli anni 60), i due fratelli vengono privati della libertà e sistemati in un orfanotrofio alla mercè del perfido direttore Heck, un idealista alla vecchia maniera in un periodo di radicale cambiamento, che gestisce l'istituto con pugno di ferro, convinto che disciplina e regole severe siano strumenti necessari per la salvezza dei giovani. Le vicende narrate, come già detto, traggono spunto da fatti realmente accaduti, ma Nielsen li utilizza per orchestrare una parabola che ha più di un punto in comune con i romanzi di formazione dickensiani ("Oliver Twist" su tutti, vista l'ambientazione). Attraverso tribolazioni, angherie, umiliazioni e dolore (tanto, a volte al limite dell'emotivamente sostenibile), i ragazzi capiranno che essere dei sognatori non è una colpa, ma un dovere, se si vogliono cambiare le cose. Non a caso, la pellicola inizia con un filmato d'epoca in cui J.F.Kennedy (uno dei grandi sognatori del secolo passato), annuncia l'impegno degli USA nella corsa allo spazio. Per il piccolo Elmer, il sogno di diventare astronauta si fa metafora della sua volontà di essere libero, la sua creatività espressa tramite piccole storie fantascientifiche da lui inventate, coinvolgerà anche gli altri "ospiti" dell' infernale istituto, portandolo ad essere leader di una piccola grande rivoluzione : "la fantasia al potere!" si diceva in quei tempi. Si gioca molto con i rimandi cinematografici, citando e strizzando l'occhio ai
film che hanno fatto la storia di questo sottogenere cinematografico: da "Magdalene" a "Le ali della libertà ", passando per "Sleepers" e , francamente, a volte il gioco è fin troppo scoperto (per questo una mezza stelletta in meno). Parlando di spazio e tenendo conto del periodo storico in considerazione, non poteva mancare una citazione a "2001: Odissea nello spazio": come la scimmia di kubrickiana memoria, il nostro piccolo Elmer assumerà coscienza di se in un modo che farà la gioia dei cinefili (e che piacerebbe molto ad un regista come Michel Gondry, altro non posso dire).
17/07/2016 www.loudvision.it Giffoni 2016 - Ghostbusters Uno dei film più odiati di sempre ancora prima della sua uscita è stato presentato in anteprima nazionale al Giffoni Experience 2016 e, come era quasi scontato visti i nomi coinvolti, si è rivelato una commedia godibile colma di battute esilaranti. Il citazionismo pop, vera cifra espressiva della commedia 2.0 del nuovo secolo, è qui presente in maniera massiva, perchè il reboot (ebbene sì, di questo si tratta) dedicato ai mitici Ghostbusters, scritto (insieme a Katie Dippold) e diretto da Paul Feig, scherza con (quasi) ogni pellicola di successo degli ultimi quarant'anni, con tutte le sottoculture, con la tv del (finto) reale, con YoutTube, si cala insomma pesantemente nella contemporaneità: se vi piacciono i Simpson e tutte le serie animate satiriche dell'ultimo decennio, se adorate la ricontestualizzazione, se (naturalmente) avete visto e rivisto i due film originali, dovete assolutamente correre in sala a partire dal 28 luglio e vi assicuro che non rimarrete delusi. Abby (Melissa McCarthy) ed Erin (Kristen Wiig) sono una coppia di scrittrici semisconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi, libro diventato di culto dopo molti anni. Erin, quando è in procinto di ottenere un prestigioso incarico alla Columbia University, viene associata al libro, diventa lo zimbello della facoltà, ed è costretta a lasciare il lavoro. Insieme a Jillian (Kate McKinnon) e Patty (Leslie Jones), Abby ed Erin decidono di diventare acchiappafantasmi, proprio quando Manhattan sta per essere invasa da una massiccia ondata di spettri. L'operazione è, in pratica, molto simile a quella del film originale del 1984: riunire i migliori comici del Saturday Night Live in una commistione tra commedia e horror capace di attirare ogni tipologia di pubblico. Qui l'horror è davvero all'acqua di rose, a dir la verità, e si preme, invece, l'acceleratore sulla commedia, con un'overdose di battute che spesso vanno a segno, specie se si entra nel giusto mood e se i gusti sono quelli elencati nell'introduzione di questa recensione. Dicotomia tra scienza ufficiale e paranormale, writers ed haters, invasione cinese del mercato, e poi "Frankenstein Junior", "Lo squalo", la mistica del pubblico femminile intorno a Patrick Swayze, perfino una suggestione visiva proveniente da "Superman II", ma con una resa decisamente moderna e cool. Di tutto e di più insomma, Feig impara la lezione dal
fallimentare "Pixels" di Chris Columbus dello scorso anno e aggiusta il tiro, realizzando un prodotto che comunque, a mio parere, sarà maggiormente apprezzato dagli ultratrentenni contemporanei delle pellicole originali. Che dire delle quattro attrici? Kristen Wiig e Melissa McCarthy non riescono a scomparire nei personaggi e rimangono se stesse, amiche della sposa in vacanza sci-fi, Kate McKinnon è una sorta di Q ultranerd, Leslie Jones carica lo stereotipo della formosa donna di colore all'inverosimile, e lo script le lascia alcuni dei momenti più divertenti. Funzionano, quindi? I personaggi no (sfido chiunque di voi a ricordare i cognomi delle quattro dopo la prima visione), le attrici sì, e non stupitevi dell'apparente paradosso. Si poteva fare qualcosa di meglio che evitare il più possibile il confronto con gli originali cambiando sesso alla squadra, in modo da infilarsi commercialmente nel solco delle eroine femminili in voga a partire dal filone young adult? D'imbastire un confronto tra esclusi che diventa un metagioco che sfrutta meravigliosamente, nella seconda parte, il corpo di Chris Hemsworth (sì, c'è anche lui, è Janine...)? Probabilmente no. Narrativamente il bisogno di proporre una ripartenza, un nuovo inizio, porta ad un'introduzione davvero troppo veloce, nelle due ore scarse di proiezione c'è tantissima carne al fuoco, e qualche segmento inevitabilmente perde di smalto. Ma nella memoria rimangono i singoli momenti, alcuni davvero fantastici, su tutti il crescendo finale che ricalca l'originale pedissequamente, scena per scena. Vi aspettate che vi dica qualcos'altro? Volete la conferma della presenza dei sopravvissuti del cast originale (il film è doverosamente dedicato alla memoria di Harold Ramis)? Non posso e non voglio dirvi nulla ma se gli ottusi fan degli originali sparano sull'operazione a palle incatenate ancora prima del trailer, e il film rischia di essere affossato dal passaparola negativo al botteghino americano (ma gli incassi del primo weekend sembrano superiori alle aspettative, evviva) ... e chi chiamerai? P.S. Non azzardatevi ad uscire dalla sala prima della fine dei titoli di coda. P.S. 2 Non ho menzionato la resa del 3D, perché qui a Giffoni ci hanno mostrato la versione bidimensionale, sarete voi a dirlo a me...
17/07/2016 www.optimaitalia.it Marco Palvetti a Giffoni 2016 torna bambino: libri, pallone e Gomorra Dopo il successo di Gomorra 2, Marco Palvetti torna bambino e ci racconta di partite a pallone e letture serali 17 luglio 2016 di Piera Scalise È il Gomorra Day al Giffoni Film Festival 2016 e l'atmosfera non poteva essere delle migliori. Marco Palvetti e i ragazzi del cast di Gomorra 2 sono sbarcati nella cittadella campana per la gioia dei fan che li hanno accolti calorosamente come solo attori di questo calibro meriterebbero. Urla, risate e il click degli smartphone hanno fatto da colonna sonora all'arrivo del boss dei boss quelli che tutti continuano a chiamare Salvatore Conte ma che in realtà è il fantastico Marco Palvetti. L'attore napoletano è alla sua seconda esperienza al Giffoni Film Festival ma questo non cambia l'emozione che ha provato incontrando giovani registi in erba e fan pronti a fargli mille domande. L'attore è uscito di scena in uno dei primi episodi della seconda stagione di Gomorra e i fan per un po' erano convinti che lo avrebbero rivisto presto come accade nelle migliori serie tv americane, ma non è stato così. Noi di OptiMagazine lo abbiamo incontrato e ci siamo avvicinati con cautela per porgli qualche domanda sulla sua vita da bambino di 10 anni. Ecco il video dell'intervista: Con tanto di fiocco rosso da scolaretto e zainetto in spalla, Palvetti ha raccontato alcuni dettagli del suo essere giovane senza social e telefoni e quindi a caccia di suoi coetanei in Chiesa o per strada grazie ad un pallone. L'attore risponde: "Giocavo a calcio, quello era il mio luogo d'aggregazione, oppure la Comunità stavamo insieme in Chiesa un gruppo di ragazzi e portavamo avanti queste cose [...] a 10 anni non avevo il telefono, credo che sia sbagliato. Se non hai una tua coscienza personale non va bene perchè sei confuso dal mercato". Tra una domanda e l'altra, in pieno stile interrogazione a scuola, Palvetti chiede supporto alla sua mamma che lo ha accompagnato all'evento. Proprio a lei chiede informazioni per rispondere alla domanda sul suo "preserale" quando aveva solo 11 anni: "Prima di andare a dormire mi preparavo la cartella per il giorno dopo [.....] però non mi ricordo, dovrebbe dirlo mia madre, cosa facevo la
sera quando avevo 11 anni?" e la risposta della madre è stata "leggevi". Dedito allo studio sin da piccolo, un vero bambino modello Marco Palvetti.
17/07/2016 www.optimaitalia.it Al Giffoni Film Festival 2016 i Manetti Bros "Raccontiamo una Napoli senza stereotipi" Ospiti del Giffoni Film festival i registi di "Song 'e Napule" raccontano il loro cinema e il rapporto con Napoli. Dove hanno appena finito di girare il loro prossimo film. Dopo il successo di Song 'e Napule i Manetti Bros. sono tornati "sul luogo del delitto" e hanno appena finito di girare nella città partenopea un nuovo film che per ora ha un titolo di lavorazione provvisorio che è "Nun è Napule". Quasi inevitabile quindi che l'incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, orchestrato dal critico Francesco Alò, finisse per parlare di una città per la quale Marco e Antonio Manetti hanno maturato un affetto profondo. "Abbiamo voluto fare un film sul pregiudizio esordiscono i Manetti Bros. -, quel pregiudizio che dipinge Napoli come brutta e triste. Ma questo è inevitabile se alla fine tutti i racconti sulla città sono incentrati su periferie e camorristi. Invece Napoli è una città allegra e solare, e noi abbiamo cercato di restituire anche questi aspetti. Ci ha aiutato molto, per esempio, girare nel centro di Napoli. Siamo stati i primi a farlo, incassando lo scetticismo degli stessi operatori del settore che ci sconsigliavano di farlo, dicendo che era logisticamente troppo difficile. Noi ci siamo intestarditi su questa scelta, e abbiamo scoperto che era una cosa facilissima. Questo ha aiutato a dare un certo sapore al film. E oggi tante produzioni hanno riscoperto il centro della città, forse anche un po' per merito nostro". Altro fattore contro i pregiudizi di Song 'e Napule è quello che riguarda il modo in cui vengono raccontati i neomelodici. "L'idea iniziale del film - continuano i Manetti Bros. -, che veniva da Giampaolo Morelli, era quella di un poliziotto che fa l'infiltrato e grazie a un neomelodico riesce ad arrivare al boss della camorra. Ma così ci saremmo fermati allo stereotipo del neomelodico colluso con la malavita. Perciò alla fine abbiamo costruito un ritratto del mondo dei cantanti napoletani molto diverso, che secondo noi corrisponde assai più alla realtà. È la ragione per cui nel film non abbiamo mai voluto usare il termine "neomelodico", che ormai è
un'etichetta svalutante per un mondo di artisti assai più vario di quel che si pensi". "La stessa cosa abbiamo fatto - continuano i Manetti Bros. - con il personaggio del camorrista Serracane. Per prima cosa l'abbiamo fatto interpretare da un attore di un'innata eleganza, Peppe Servillo. E poi abbiamo costruito il personaggio in maniera non monolitica: la prima volta in cui appare è in una scena con i figli, in cui mostra la sua umanità. Perché anche un criminale incallito può possedere dei tratti positivi e noi volevamo arricchire il personaggio con elementi secondo noi più realistici. Non capiamo invece come sia possibile per i napoletani riconoscersi nei personaggi così cupi di Gomorra, mentre nella mia esperienza diretta i partenopei sono allegri, solari. Questo volevamo fare, raccontare Napoli per quello che è". Ciò non significa che i Manetti Bros. vogliano fare dei film di impegno civile, in questo sono assai chiari: "Se si ha bisogno di lanciare un messaggio non capiamo perché scegliere il cinema, sarebbe molto meglio scrivere un saggio. La funzione del cinema, dell'arte è così ampia e importante che verrebbe sminuita se ridotta alla veicolazione di un messaggio. E non è nemmeno vero che un film sia migliore perché parla, faccio un esempio, del dramma degli extracomunitari nella luce moralmente più giusta. Così si rischia di ingabbiare il racconto. La bellezza e la profondità di un film va al di là della positività dei messaggi che veicola, è legata alla forza della storia, dei personaggi, delle emozioni. Che vengono persino prima dell'estetica, della bella fotografia o dei movimenti di macchina perfetti".
17/07/2016 www.optimaitalia.com Alessandro Borghi a Giffoni Film Festival 2016 "L'essenza del ... Ospite della prima giornata del Giffoni Film Festival uno dei più talentuosi attori del nuovo cinema italiano, protagonista di "Non essere cattivo" e "Suburra". Alessandro Borghi è uno dei nostri più talentuosi attori emergenti, protagonista in quest'ultima stagione di due ruoli tra i più belli del cinema italiano recente: il borgataro in cerca di redenzione di Non essere cattivo, film testamento di Claudio Caligari e il giovane boss Numero 8 di Suburra, la dura storia di crimine di Stefano Sollima che fotografa una Roma sull'orlo di un'apocalisse. È ricca di aneddoti la bella conversazione che Alessandro Borghi ha avuto con i ragazzi del Giffoni Film Festival, orchestrata da Gianmaria Tammaro, a partire dal legame fortissimo sul set di Non essere cattivo che si è creato con Luca Marinelli. "È stata una storia curiosa: nel film precedente, Suburra, avevamo fatto il provino per lo stesso ruolo, che alla fine ho avuto io. Perciò temevo, arrivati sul set di Non essere cattivo, che potesse essere un po' irritato per questa cosa. E invece si è creato un rapporto molto intenso, al punto che quando è finito il film e lui è tornato a Berlino mi è rimasto un senso di vuoto fortissimo". Ma col cinema è sempre così, dice Alessandro, anche in rapporto ai personaggi: "Facendo Suburra ho capito cosa intendono gli attori americani quando parlano di immedesimazione. Si crea un legame che quando finisce il film ti manca, anche se il personaggio che interpreti è un cattivo come Numero 8". Altro legame intenso quello con Claudio Caligari che, ricordiamolo, morì subito dopo la fine delle riprese: "Ho capito cos'è il cinema lavorando con lui, la sua dedizione totale al cinema. E facendo film così inevitabilmente alzi l'asticella, aumenti le pretese perché hai l'ambizione di poterti riavvicinare a quella verità. Perché come diceva Caligari, bisogna non fare, ma essere". C'è anche spazio per una riflessione sulle differenze tra cinema e tv di Alessandro Borghi, che ha frequentato entrambi, avendo recitato in diverse serie televisive, da Distretto di Polizia 6 a RIS 5 passando per Squadra Narcotici e Romanzo Criminale 2. "C'è una differeza enorme: la fiction tv è pensata
per un pubblico generalista, e questo inevitabilmentre ti porta ad autocensurarti a essere meno libero. E l'essenza del mestiere d'attore è la libertĂ . Questo non vuol dire che l'esperienza della tv non sia fondamentale. Ăˆ solo molto diversa". Finale all'insegna dell'ironia nell'intervista di OM, che gli ha chiesto cosa guardava in tv da bambino: "Un sacco di cartoni animati. Su tutti KenShiro, il protagionista di Ken il Guerriero. Forse vuol dire che ero destinato a essere un delinquente!".
17/07/2016 www.optimaitalia.com Al Giffoni Film Festival 2016 Cristiana Dell'Anna "Patrizia mi ha insegnato a non avere paura" L'attrice resa famosa dal personaggio di Gomorra si racconta ai ragazzi di Giffoni. Il rapporto con gli altri protagonisti, da Fortunato Cerlino a Salvatore Esposito. E il lavoro coi registi, in particolare Francesca Comencini. E adesso l'attende una parte nel prossimo film di Alessandro Siani: "Un ruolo comico, per staccarmi da Patrizia". 17 luglio 2016 di Stefano Fedele Cristiana Dell'Anna ha voluto fortemente Gomorra. Ci aveva già provato con la prima serie, ma fu scartata a un provino per un ruolo minore. "Quella volta non mi richiamarono nemmeno per dirmelo", ricorda sorridendo nel suo incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival. "Per la seconda serie invece ebbi subito l'intuizione che Patrizia sarebbe stato il mio personaggio. Doveva esserlo. Una volta ottenuta la parte, mi sono trovata catapultata su un set dove tutti erano amici e io ero l'ultima arrivata. Il primo giorno - continua Cristiana ero terrorizzata, anche perché i tempi di lavorazione erano frenetici. La notte successiva non ho dormito, ma poi ho trovato subito la chiave giusta, e grazie all'ironia mi sono inserita in quel gruppo fantastico". Per Cristiana Dell'Anna è determinante interagire con gli altri attori per capire la natura di una scena e del suo personaggio. "Sfrutto sempre molto quello che mi rilanciano i colleghi, recito reagendo a loro. Ricordo la scena del primo confronto col Genny Savastano di Salvatore Esposito. Lui è una figura imponente, con una voce minacciosa: ma il segreto del mio personaggio in quel momento stava nel non farsi intimorire. Proprio come mi aveva suggerito Claudio Cupellini, ed è bastato quello per trovare la chiave giusta". Gomorra risente naturalmente anche dello stile dei diversi registi: "È stato molto bello lavorare con Francesca Comencini - continua Cristiana Dell'Anna -, lei è molto attenta a alla fase che precede una scena, tutto quello che non si vede. Riguardo al primo incontro con Pietro Savastano, Francesca ha dedicato molto tempo per spiegarmi il complesso bagaglio di sentimenti e motivazioni che erano
dietro il mio personaggio in quel frangente. Ed è un metodo di lavoro che aiuta tantissimo l'attore". Un tema che non poteva non emergere era il confronto tra Cristiana e Patrizia. "Il personaggio insegna sempre tantissime cose all'attore. Bisgona prima di tutto trovare un punto di contatto col ruolo, altrimenti non puoi interpretarlo. Devi entrare nella sua psicologia. Prendiamo una scena molto delicata, il confronto con Pietro Savastano in cui Patrizia dice "io non potrei mai fare la controfigura di un fantasma", riferendosi a donna Imma, la prima moglie del boss". Lì ho davvero capito le motivazioni di Patrizia, il senso di insoddisfazione di una giovane donna costretta a sacrificare tutta la sua vita per la famiglia, una donna priva di alternative. E allora coglie quest'occasione per cambiare, avvicinandosi a un uomo che rappresenta il suo lato oscuro. Non voglio dire - continua Cristiana Dell'Anna - che bisogna giungere a giustificare il proprio personaggio, ma capirlo sì. È indispensabile. E quando lo fai arrivano dei regali inattesi. Perché il tuo personaggio ti insegna a fare cose di cui non pensavi di essere capace. A me Patrizia ha insegnato a non avere paura". Nell'immediato futuro di Cristiana Dell'Anna, oltre alla nuova serie di Gomorra, anche una parte nel prossimo film di Alessandro Siani: "È un ruolo comico, l'ho voluto proprio per staccarmi da Patrizia". E ai ragazzi che le chiedono cosa bisogna fare per diventare attore dice: "Studiate, leggete, frequentate l'Accademia se potete. E buttatevi. Non avete occasioni? Createvele, oggi si può fare partendo anche dal web, guardate per esempio cosa hanno fatto i The Jackal. E alla fine incrociate le dita, perché ci vuole sempre fortuna".
17/07/2016 www.rumors.it A Giffoni Cristiana Dell'Anna di Gomorra 2: "Sognavo un film con Di Caprio L'attrice napoletana, ospite del Giffoni Film Festival "Gomorra è stata una sfida". Diplomata in arte drammatica in Inghilterra, con una passione per Leonardo Di Caprio, fuori dai panni di Patrizia, personaggio nuovo ma già cult della serie Sky "Gomorra 2", Cristiana Dell'Anna vuole conservare "la voglia di osare e di provare". "La mia passione per la recitazione - ha spiegato ai ragazzi del Giffoni Film Festival l'attrice napoletana - è nata quando avevo circa 13 anni. Ero innamorata di Leonardo Di Caprio e speravo, in un futuro non troppo lontano, di poterlo affiancare. Negli anni a seguire, nonostante le tante passioni, non ho mai smesso di coltivare un amore sincero per il teatro. Il momento della svolta, però, è arrivato alla fine del liceo, quando ho dovuto scegliere che cosa fare della mia vita. A quel punto, dopo varie discussioni con i miei genitori, non ho potuto negare a me stessa questo amore e ho deciso di seguirlo fino alle estreme conseguenze: sono partita per l'Inghilterra, mi sono diplomata in arte drammatica e in territorio britannico ho iniziato a muovere i primi passi". Con lo stesso coraggio, e ormai arricchita di un'esperienza importante, Cristiana è tornata per caso a recitare in Italia: "Non avevo alcuna intenzione di tornare, ma la proposta per il cast di "Un posto al sole" mi è sembrata un segno: dopo anni di distanza anche emotiva, la recitazione mi permetteva di riavvicinarmi alla mia terra e provare ad amarla e comprenderla. Con lo stesso spirito ho scelto di affrontare la sfida offertami da Gomorra". Nel congedarsi dai giovani giurati, infine, l'attrice non ha avuto dubbi sul come descrivere la sua professione: "È un mestiere complesso, in cui non vale l'improvvisazione. In realtà, qualunque cosa vogliate fare, non pensate di riuscirci senza una solida formazione".
17/07/2016 www.salernotoday.it Giffoni Experience: è Gomorra Day con il cast della serie tv al completo Cristiana Dell'Anna ai ragazzi: "Giffoni è l'alternativa al male. Quel che frega le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta. Ma quel che fate qui è una grande alternativa, da non farsi scappare" Diana Della Mura 17 luglio 2016 18:11 Weekend 15-17 luglio: ecco cosa fare a Salerno e provincia Sbarca alla Cittadella del Cinema il cast della serie tv italiana più seguita degli ultimi anni. I personaggi di "Gomorra - la serie" arrivano a sfilare sul blue carpet ed è delirio: "Siete bellissimi! Giffoni è il Festival più bello del mondo!", è così che gli attori hanno salutato i partecipanti al primo "Meet the Stars" dell'edizione 2016 del festival, e non si potevano incontrare star migliori. Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco sono stati tutti molto disponibili e aperti all'incontro con i fans: "Giffoni è l'alternativa al male" dice Cristiana Dell'Anna, alias Patrizia "Quel che frega le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta. Ma quel che fate qui è una grande alternativa, da non farsi scappare". Proprio come ha fatto Carmine Monaco, alias 'O Track che afferma: "Io vengo dai Quartieri Spagnoli e certe situazioni raccontate nella serie io le ho viste, qualche amico mio 'che ha sbagliato' le ha anche vissute. Ho sofferto a preparare il mio personaggio, anche perché ero circondato da professionisti, ma devo dire che dal vostro entusiasmo è andata bene". Per ribattere alle polemiche di chi vede in Gomorra solo la rappresentazione del male, Marco Palvetti che nella serie ha interpretato il boss Salvatore Conte, replica: "i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualità, la nostra onestà nel rappresentare una realtà che va oltre la serie" e Cristina Donadio, la spietata Scianèl, ha aggiunto: "Gomorra esiste perché c'è la camorra, non il contrario. Considerateci dei fumetti, non degli eroi. Tra di noi non c'è nessun personaggio positivo. Un uomo che uccide la moglie o uccide un bambino è un uomo già morto". Molti complimenti sono arrivati per Salvatore Esposito sull'evoluzione o involuzione di cui è stato protagonista il suo personaggio: "Gennaro non cresce, regredisce. La sua è una involuzione morale che per un attore rappresenta una sfida bellissima. Genny,
infettato dal veleno della famiglia, è diventato proprio quello che i genitori avrebbero voluto". A chi ha criticato e continua a criticare la serie tv, però, gli attori ribadiscono che "Nessuno dice che Gomorra è un indotto importante: giriamo per 9 mesi di fila, con investimenti di 16-18 milioni di euro che portano lavoro, ma questo non fa notizia: in Italia fa notizia il vibratore di Scianel" e ancora importante è l'accorato appello che tutti si sentono di esprimere in nome di quel sud Italia sempre maltrattato e dimenticato da tutti: "Quelli che si indignano per Gomorra magari sono gli stessi che non raccontano quello che hanno visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna", conclude De Caro, mentre Esposito che aggiunge: "Sono i politicanti che preferiscono indignarsi per una serie e far finta che il resto non esista".
17/07/2016 www.movietele.it Giffoni 2016, Film in Concorso Domenica 17 Luglio Tanti i film in concorso nella seconda giornata della 46a edizione del Giffoni Film Festival, domenica 17 luglio 2016, con almeno un film per tutte le sezioni in concorso, tranne gli Elements +3. Per la Sezione +16 in programma BEING CHARLIE di Rob Reiner (Stati Uniti, 2015) con protagonista il diciottenne Charlie, mandato dal padre in un centro di riabilitazione per adulti, dove su innamora della giovane Eva e dove dovrà combattere contro le droghe, amore sfuggenti e genitori separati. BEING CHARLIE è la storia di come un giovane uomo impari a prendere il controllo della propria vita commettendo degli errori, facendo delle scelte, infrangendo delle regole, ascoltando il suo cuore ed esprimendo il suo pensiero. Tutto ciò lo porta a confrontarsi con l'ombra del padre, ex attore passato alla politica, e ad intraprendere il viaggio verso il delineamento della propria identità. Per la Sezione +18 in programma BLIND VAYSHA di Theodore Ushev (Canada, 2016), in cui la protagonista Vaysha è una ragazza molto speciale sin dalla nascita, in quanto il suo occhio sinistro può vedere solo il passato, il destro solo il futuro. Il passato è familiare e sicuro, il futuro è sinistro e minaccioso. Il presente è un punto cieco. Per la stessa Sezione +18 in programma poi FROM NOWHERE, di Matthew Newton (Stati Uniti, 2016), che racconta la storia di tre adolescenti - una ragazza domenicana, un ragazzo africano e una ragazza peruviana - pronti per diplomarsi e come molti loro coetanei desiderano uscire con gli amici, innamorarsi, e scegliere il college, ma a differenza dei loro compagni americani vivono col terrore di essere scoperti dalle autorità. Per la Sezione +6 in programma ZIP & ZAP AND THE CAPTAIN'S ISLAND di Oskar Santos (Spagna, 2016), in cui Zip e Zap riprendono a fare i loro soliti scherzi, ma vanno troppo oltre e vengono puniti: non faranno le vacanze natalizie, bensì un noioso viaggio in nave coi loro genitori in un'isola remota in cui vive Miss Pam insieme ad gruppo di orfani. Ed è in questo luogo bizzarro che i loro genitori improvvisamente scompaiono. Aiutati dai loro nuovi amici, Flecky, Macky e Pippi, i fratelli dovranno scoprire che cosa c'è dietro la sparizione dei genitori. Per la Sezione +10 in programma FLY AWAY HOME - MAIKAFER FLIEG di Mirjam Unger (Austria,
2016), film ambientato nella Vienna del 1945, quando dopo la resa dei soldati tedeschi subentrano i russi di cui tutti, tranne la piccola protagonista Christine, hanno paura. La distribuzione italiana del film è della Wanted Cinema. Per la Sezione +13 in programma LEARN BY HEART - LA VIE EN GRAND di Mathieu Vadepied (Francia, 2015): il giovane quattordicenne Adama vive con la madre in un piccolo appartamento di due stanze a Stains, nella periferia di Parigi. A scuola, nonostante sia un ragazzo brillante, non ottiene grandi risultati. Ma a causa di un evento imprevisto, e con l'aiuto di Mamadou, un ragazzo più piccolo di lui, Adama cambierà le cose. Per la sezione GEX DOC, infine, in programma THANK YOU FOR PLAYING di David Osit e Malika Zouhali-Worrall (Stati Uniti, 2015). E' la storia di Ryan Green, un programmatore di videogiochi che, a causa della malattia del figlio Joel, di appena un anno, crea uno speciale videogame per onorare la vita del bimbo. THANK YOU FOR PLAYING segue Ryan e la sua famiglia per oltre due anni nella creazione di "That Dragon, Cancer", nella sua evoluzione da esercizio catartico in un'opera acclamata dalla critica.
17/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: da Reiner a Caton-Jones, è l'anno dei grandi registi L'edizione 2016 del Giffoni Film Festival è caratterizzata, oltre che dal consueto cartellone ricco di film ricchi di spunti e interesse in concorso, anche dalle prime di grandi registi che hanno scelto proprio la giuria giovanile della Cittadella per le loro premiere. E' il caso di Rob Reiner, pluripremiato regista di Stand by me, Misery non deve morire e Harry ti presento Sally, che porta in concorso per la categoria riservata ai maggiori di 16 anni il suo nuovo film Being Charlie: protagonista è un diciottenne, interpretato da Nick Robinson, fuggito da un centro di riabilitazione per tornare a casa dove però il padre, ex star del cinema, è candidato al governo della California e non ha intenzione di essere intralciato nella sua corsa elettorale. Nella categoria +18 c'è l'attesissimo Urban Hymn di Michael Caton-Jones, scopritore di Leonardo Di Caprio nel 1993 con This Boy's Life e poi regista di Scandal e The Jackal. A Giffoni porterà una storia ambientata sullo sfondo delle rivolte estive britanniche del 2011 con la ribelle Jamie che comincia ad usare il canto come una sorta di liberazione. Nel cast anche Ian Hart. Ma sono molti i film destinati a lasciare un segno in questa edizione numero 46 di Giffoni: nella sezione +13 occhio a Fanny's Journey della regista Lola Doillon, ambientato nella Francia occupata dai nazisti del 1943 con la storia di undici bambini improvvisamente abbandonati a loro stessi che cercano di raggiungere il confine con la Svizzera per sopravvivere. E se King Jack dell'americano Felix Thompson affronta il tema del bullismo e Rara della cilena Pepa San Martin parla di una figlia con una madre che vive con un'altra donna, The day will come del danese Jesper Westerlin Nielsen racconta la storia, ispirata a fatti realmente accaduti, di due ragazzi che lottano contro il direttore del loro orfanatrofio armati solo della propria immaginazione e speranza. Actresses from left to right: Agustina Muñoz, Mariana Loyola, Julia Lübbert, Emilia Ossandón La paura di
crescere è alla base dell'australiano Girl asleep di Rosemary Myers mentre il brasiliano Il maestro di violino di Sergio Machado parla della straordinaria storia di un insegnante nel ghetto più violento di San Paolo. Entrambi sono inseriti nella categoria +16 come l'altro film attesissimo, My name is Emily, di Simon Fitzmaurice, regista premiato anche al Sundance che vive completamente paralizzato a causa della Sla: la pellicola racconta il rapporto tra due ragazzi che cercano di scoprire la verità sui rispettivi genitori. Nella categoria +18 c'è il nuovo film di Joe Stephenson (già regista di The alchemistic suitcase e di diversi video tra cui l'ultimo di Natalie Imbruglia) Chicken. Nella stessa categoria From nowhere dell'americano Matthew Newton parla della storia di tre adolescenti che vivono con l'incubo di essere clandestini e di essere scoperti dalle autorità. Ma anche le sezioni per i più piccoli contengono film molto interessanti: nella categoria +3 c'è un corto di Luca Bigliazzi, su un T-Rex vegetariano, e uno di Fabrizio Gammardella su una bambina cieca che sogna di volare. Nella categoria +6 occhi puntati su Wild soccer bunch del tedesco Joachim Masamnek, storia di un gruppo di ragazzi ossessionati dal calcio mentre nella sezione +10 molto atteso Tsatsiki, Dad and Olive War della svedese Lisa Larsson che affronta il tema della crisi greca vista con gli occhi di un bambino.
17/07/2016 www.myreviews.it Giffoni 2016: arrivano i Ghostbusters, ecco le foto della première Sul blue carpet del Giffoni Film Festival ieri il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. Si esatto, i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potrà riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d'attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo.
17/07/2016 www.contattonews.it Giffoni Film Festival 2016: il programma completo e gli ospiti GIFFONI FILM FESTIVAL, GRANDE SPETTACOLO DAL 15 AL 24 LUGLIO 2016 - Venerdì 15 luglio 2016 è partito il Giffoni Film Festival 2016 con un ricchissimo programma di eventi che si concluderanno domenica 24 luglio. Sono tante le star di fama internazionale attese durante i dieci giorni del Festival, e tra queste ci sarà Jennifer Ariston, Mika, Evanna Lynch ed il cast di Braccialetti rossi. Vediamo insieme il programma completo del Festival dal 17 al 24 luglio. Nei giorni scorsi sono state presenti al Festival le bellissime attrici Gabriella Pession e Antonia Liskova, molto amate ed apprezzate dal pubblico italiano. Oggi, domenica 17 luglio, alle ore 17, è atteso il cast di Gomorra: Salvatore Esposito, Marco D'Amore, Marco Palvetti, Fabio De Caro, Cristiana Dell'Anna e Cristina Donadio incontreranno la giuria del Giffoni Film Festival! Alle 18.10, invece, sarà presente l'attore Ricky Memphis. Lunedì 18 luglio ci saranno altri grandi nomi: Lorenzo Richelmy, Gabriele Mainetti, Evanna Lynch. Ci sarà l'anteprima di New York Academy con Nicholas Galitzine, Michael Damian e Janeen Damian. Martedì 19 luglio saranno presenti Marco Bianchi, Alice Antonelli, Miriam Leone, Giampaolo Morelli e Claudio Cupellini. Mercoledì 20 luglio sarà la volta di Luca Marinelli, Matteo Garrone e Matilde Gioli. Giovedì 21 luglio saranno tanti gli artisti amati che saranno presenti a Giffoni: Sabina Guzzanti, Paolo Genovese, Sam Claflin, Chiara Francini, Paolo Genovese e Greta Scarano. Venerdì 22 luglio ci sarà l'attesissimo Mika, ed inoltre ci saranno Nicholas Hoult, Giulio Berruti, Davide Iacopini, Ivan Cotroneo e Sara Serraiocco. Sabato 23 luglio ci sarà una grande star internazionale: si tratta della bellissima attrice Jennifer Aniston! Saranno, inoltre, a Giffoni: Claudio Santamaria, Simone Montedoro, Matteo Rovere, Antonio Catania e Franco Trevisi. Domenica 24 luglio ci sarà la giornata conclusiva del Giffoni Film Festival e ci sarà la cerimonia di premiazione del film vincitore in compagnia del cast di Braccialetti rossi, Madalina Ghenea, Massimiliano Gallo, Antonio Catania e Franco Trevisi.
17/07/2016 www.larampa.it Giffoni 2016, 'Meet the Stars' di Gomorra La Serie: "Il Festival è l'alternativa al male" "Siete bellissimi! Giffoni è il Festival più bello del mondo!": così il cast di Gomorra La Serie ha salutato i partecipanti al primo Meet the Stars organizzato dal GFF che ha dato a centinaia di fans l'occasione di incontrare Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco. "Giffoni è l'alternativa al male" dice Cristiana Dell'Anna, la Patrizia della serie. "Quel che frega le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta. Ma quel che fate qui è una grande alternativa, da non farsi scappare". Una di quelle occasioni che non si è fatto sfuggire Carmine Monaco, 'O Track nella serie: "Io vengo dai Quartieri Spagnoli e certe situazioni raccontate nella serie io le ho viste, qualche amico mio 'che ha sbagliato' le ha anche vissute. Ho sofferto a preparare il mio personaggio, anche perché ero circondato da professionisti, ma devo dire che dal vostro entusiasmo è andata bene", le parole dell'attore. Di fronte alle polemiche di quanti vedono in Gomorra solo la rappresentazione del male, Marco Palvetti replica che "i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualità, la nostra onestà nel rappresentare una realtà che va oltre la serie". "Gomorra La Serie esiste perché c'è la camorra, non il contrario" ha ricordato Cristina Donadio, la spietata Scianèl, che esorta il pubblico a non considerare simboli i personaggi della serie. "Non si meritano i vostri selfie, sono il male. Considerateci dei fumetti, non degli eroi" aggiunge Donadio, cui fa eco Palvetti: "Tra di noi non c'è nessun personaggio positivo. Un uomo che uccide la moglie o uccide un bambino è un uomo già morto". Ruoli ai quali gli interpreti non hanno paura di restare imprigionati come precisa D'Amore: "Ciascuno di noi è devoto al proprio personaggio. Sono dei veri abissi, non finiscono mai di offrire qualcosa. La paura non deriva dai personaggi ma dalle logiche dell'industria cinematografica", aggiunge l'attore, pur esortando il pubblico a non chiuderli in un solo ruolo: "Voi avete il potere commerciale di
scegliere, siete voi che dovete seguirci nei nostri altri progetti, al cinema o in teatro, e scoprirete che ciascuno di noi fa tante altre bellissime cose. Pretendete dagli attori serietà, rigore, qualità: nel nostro paese c'è chi fa del nostro mestiere solo una mostra di vanità, alimentata da anni di prodotti medio-bassi che hanno finito per portare il pubblico a identificare ruoli e attori". A chi si complimenta per la crescita del suo Genny, Salvatore Esposito risponde invertendo la prospettiva: "Gennaro non cresce, regredisce. La sua è una involuzione morale che per un attore rappresenta una sfida bellissima. Genny, infettato dal veleno della famiglia, è diventato proprio quello che i genitori avrebbero voluto". Quanto alle polemiche seguite alla tanto discussa scena che ha visto Malammore uccidere a sangue freddo la figlia di Ciro Di Marzio, l'interprete Fabio De Caro ha raccolto le scuse che una mamma, dalla platea, gli ha rivolto a nome di quanti lo hanno aggredito sui social: "Quell'1% che mi ha minacciato via social ha dei problemi: per questi però ci vuole solo un medico. E' acqua passata. Il vostro calore mi rassicura". Ai tanti che in Campania si sono schierati contro la serie, Esposito replica che "Gomorra La Serie è una cassa di risonanza molto comoda, usata anche da politici che ne hanno approfittato per far campagna elettorale, anche dicendo di aver negato il permesso per riprese che non erano mai state richieste. "Le telecamere di Gomorra sono impietose: dietro le nostre facce non ci sono scenografie. Se il sindaco di Afragola dice di no alle riprese alle Salicelle è perché sa che fanno schifo. Dovrebbe poi spiegare come si fa a far vivere i propri concittadini in quella maniera - precisa D'Amore - La vera domanda è come è possibile che quello che raccontiamo avvenga a 2 km da una metropoli europea. Cosa c'è davvero dietro? Forse un potere più pulito, magari in giacca e cravatta, che fa più paura delle pistole" ha aggiunto. "Nessuno dice che Gomorra La Serie è un indotto importante: giriamo per 9 mesi di fila, con investimenti di 16/18 milioni di euro che portano lavoro. Ma questo non fa notizia: in Italia fa notizia il vibratore di Scianel" rincara Esposito, rispondendo a una domanda posta da una ragazza di Corato, località balzata alla cronaca per il disastro ferroviario che ha ucciso 23 persone. "Solo nel Sud Italia dimenticato da tutti può succedere quello che è successo a Corato! È una vergogna! - si scalda D'Amore, sostenuto da un lungo e caldo applauso che dalla platea ha ricordato le vittime. - Questo è anche quel Paese in cui un ragazzo di 26 anni scrive un libro e finisce per avere più detrattori di quelli di cui racconta" aggiunge l'attore, citando così Roberto Saviano, cui si deve l'idea di un libro che ha conquistato il mondo e una serie venduta in 150 Paesi del mondo. L'invito che arriva da cast è quello di imparare ad andare dentro le cose, come invita a fare Gomorra, senza lasciarsi trascinare dalla polemica facile. "Quelli che si indignano per Gomorra La Seriemagari sono gli stessi che non raccontano quello che hanno visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna", conclude De Caro, con Esposito che aggiunge "O sono i politicanti che preferiscono indignarsi per
una serie e far finta che il resto non esista". Gomorra appassiona, non solo sullo schermo.
17/07/2016 www.larampa.it Alessandro Tersigni a Giffoni: "Viaggiare, l'antidoto contro la violenza" "L'unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore". Questo l'appello di Alessandro Tersigni, l'affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. "È un'attualità difficile da raccontare - ha continuato - i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l'Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?". Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l'eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. "Il film - ha spiegato - è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata - ha aggiunto - una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme". Il fascino del Festival non ha di certo lasciato indifferente l'attore romano: "Ho sentito le testimonianze dei miei colleghi sopravvissuti, ci sono ragazzi preparatissimi pronti a torturarci". Sulle sue "destinazioni" future parafrasando il tema di quest'anno - ha svelato: "mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema, intanto a novembre ricominciano le riprese de Il Paradiso delle Signore 2, sul piccolo schermo arriverà nel 2017".
17/07/2016 www.larampa.it Giffoni Film Festival. Marco D'Amore: "Io ex ragazzo difficile" "Per girare questo film abbiamo incontrato molti detrattori. Forse questo è un paese che non vuole sentirsi ricordare i suoi problemi e le sue angosce, perché andare al cinema e a teatro deve far svagare", così Marco D'Amore ospite oggi del Giffoni Film Festival insieme a Francesco Ghiaccio, parla del film di denuncia "Un posto sicuro", lungometraggio sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. D'Amore e Ghiaccio, anche regista del film, hanno fondato la casa di produzione Piccola Società per raccontare in questa piccola opera una volontà d'impegno, scrivendola insieme. Abbandonati così per un po' i panni di Ciro nella serie "Gomorra", D'Amore si scopre produttore ed eccellente sceneggiatore. "Abbiamo vissuto un anno e mezzo a contatto diretto con la popolazione e i familiari delle vittime. - ha affermato l'attore - Abbiamo scoperto in corso che esiste un inquinamento che va al di là della fabbrica. Volevamo mostrare un rapporto intenso padre-figlio ma anche quello di due giovani belli e innamorati che vengono inquinati nel loro sentimento e faticano per riconquistarlo nella loro bellezza". Il film, intenso e commovente, racconta la storia del giovane Luca (Marco D'Amore) che, dopo aver accantonato il sogno di fare l'attore, torna nel suo paese Casale Monferrato, per fare l'intrattenitore. Suo padre Eduardo (Giorgio Colangeli), che non vede da una vita, ex-operaio dell'Eternit, sta morendo di tumore, causato dalle polveri di amianto che hanno segnato anima e territorio. Riscoprendo il rapporto col padre, Luca riscoprirà anche la sua vocazione e le sue sofferenti radici, magari aprendosi al rapporto con Raffaella. "Questo film fa piangere di rabbia - ha proseguito D'Amore - Siamo vittime e carnefici di una società che necessariamente ci distrugge. Produciamo rifiuti per forza di cose. A fare la differenza però può essere la consapevolezza. Il materiale che oggi reputiamo eccezionale e sa di futuro potrebbe essere lo stesso di come veniva considerato l'amianto 20 anni fa". "Viviamo in un mondo apparentemente informato, che ti illude di conoscere. Ma in realtà non hai la forza e la conoscenza di approfondire e
intervenire, cosa che purtroppo accade quotidianamente a chi vive la tragedia dell'eternit".
17/07/2016 www.rbcasting.com Alessandro Tersigni a Giffoni: a novembre comincio le riprese de "Il Paradiso delle Signore 2" Alessandro Tersigni ospite al Giffoni Film Festival 2016 ha rivelato che da novembre sarà sul set della nuova stagione dell'acclamata serie "Il Paradiso delle Signore 2" in cui interpreta il ruolo dell'affascinante Vittorio Conti, in tv dal 2017. Tersigni, che è tra i protagonisti di "Noi eravamo", il nuovo film di Leonardo Tiberi sulla Grande Guerra, ha anche svelato che gli piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco. Alle domande sui tragici fatti di attualità ha detto: "L'unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, scoprire e conoscere. Non bisogna vivere nel terrore". Questo l'appello di Alessandro Tersigni, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. "L'attualità è difficile da raccontare - ha continuato - i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l'Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta.
17/07/2016 www.rbcasting.com Giffoni 2016, invasione dei Ghostbusters I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto la 46esima edizione del Giffoni Film Festival per presentarsi al pubblico italiano, che potrĂ riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. Sul blue carpet del Festival il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti con t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d'attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all'aiuto dell'affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga "Thor" in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarietĂ tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.sportfair.it Attentato a Nizza: il Giffoni Film Festival rende omaggio alle vittime L'attentato a Nizza ha sconvolto tutto il mondo. Il Giffoni Film Festival sarà dedicato alla Francia e ai morti dell'immana strage Commozione, solidarietà, vicinanza autentica e sincera: questi i sentimenti che hanno animato la cerimonia di inaugurazione della quarantaseiesima edizione del Giffoni Film Festival che si è tenuta venerdì 15 luglio, nella Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana. Impossibile non dedicare questa edizione alla tragedia di Nizza, al ricordo e alla memoria dei tanti bambini, dei tanti ragazzi uccisi dalla follia e dall'orrore. Lo ha sottolineato Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, intervenuto per il taglio del nastro: "Vogliamo dedicare questa edizione - ha detto, rivolgendosi ai tanti giurati presenti - alla Francia, alle vittime di questa orrenda strage, ai tanti bambini e ragazzi morti in questo attentato. Anche per noi è una giornata segnata dal dolore e dalla tristezza. È diventata, ancor di più, l'edizione della solidarietà". Alla cerimonia erano presenti alcuni giurati francesi, Célie Chollois, Moyra Arrebot Natou, Camille Royant, Solène Leclerc, Chloé Winieski e Pénélope Douillet ai quali De Luca ha donato un mazzo di fiori che richiama i colori della Francia, il bianco, il blu e il rosso. Dolore e commozione dalle parole della giovanissima giurata francese, Camille Royant, "addolorata per quello che è accaduto a Nizza". Da Giffoni parte il messaggio più forte ed efficace per contrastare l'odio e la violenza, un messaggio di integrazione e di solidarietà: "Abbiamo - ha aggiunto De Luca - riconfermato che i contenuti del Giffoni Film Festival rappresentano il modo più forte per contrastare la barbarie del terrorismo, che punta a diffondere paura e violenza nel nostro modo di vivere, a creare barriere, divisioni, odio tra i popoli. Il Festival, invece, è l'evento che accomuna i popoli, che porta qui bambini da decine di Paesi del mondo. L'incontro e il dialogo possono e devono essere occasione di crescita umana e culturale. La risposta del Giffoni, dell'Italia, dell'Europa è questa: l'apertura al dialogo, la tenacia nel mantenere aperti i canali della comprensione e della solidarietà fra i popoli. Il Gff è la risposta più forte al terrorismo e a questa violenza rispondiamo con la cultura dell'accoglienza, della creatività e della solidarietà". Al taglio del nastro erano
presenti il direttore del Giffoni Experience, Claudio Gubitosi, il presidente del Giffoni Experience, Piero Rinaldi e il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. Parole di vicinanza alla Francia per i tragici fatti di Nizza sono state pronunciate da Gubitosi: "Abbiamo scelto la strada della solidarietà alla Francia per l'inaugurazione del Festival. Non potevamo fare diversamente. Questo è il luogo dell'integrazione. Qui c'è la Campania creativa, quella che il mondo deve prendere a modello: qui si pensa, si sogna e si realizza". Un saluto ai 4150 giurati anche da Rinaldi: "I ragazzi sono i protagonisti di questa edizione. La loro presenza è il frutto del lavoro di un anno intero, un lavoro svolto egregiamente e che fa del Giffoni un evento riconosciuto in tutto il mondo". Debutto al Festival per il sindaco Antonio Giuliano: "Siamo tutti sconvolti - ha dichiarato - per quello che è accaduto a Nizza. Esprimiamo piena solidarietà e vivo cordoglio a tutta la Francia. Qui da 46 anni cerchiamo di mettere in campo un ponte culturale e di integrazione. Lo facciamo anche quest'anno con la presenza di 51 Paesi e 170 città. È così che affermiamo il valore della pace che batte la guerra".
17/07/2016 www.ansa.it Marco D'Amore, io ex ragazzo difficile conquistato dal cinema GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO) - "Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me e' qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza. Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro e' dove si pensa positivo". Parola di Marco D'Amore, al Giffoni film festival per incontrare i ragazzi che hanno visto appunto Un posto sicuro, il film di Francesco Ghiaccio presentato fuori concorso. E' un film dedicato alla vicenda dell'Eternit, protagonista una famiglia segnata dalla malattia e in cerca di riscatto. "E' stata un'esperienza di crescita parlare di questi argomenti ai ragazzi", dice l'attore. "Il film era un modo di avvicinare a questo argomento la gente, farlo con i ragazzi ha un valore aggiunto", chiosa il regista. Ma che ragazzo era Marco D'Amore, l'interprete straordinario del Ciro di Gomorra? "Ero un ragazzo difficile - spiega - pieno di turbamenti e di passioni. Ho fatto una serie di scemenze, come tutti, poi ho incontrato il cinema che mi ha catturato l'anima". E qual e' stato in quegli anni il suo film preferito? "C'era una volta il west, Once upon in a time in the west, con mio padre e mio fratello sapevamo tutte le battute a memoria e per anni le abbiamo ripetute", dice sicuro. L'importante e' non fermarsi, insomma, e qui sembra anche parlare di quel Gomorra di cui sta per affrontare la terza serie ma di cui proprio non vuole parlare: "Non bisogna avere mai paura delle cose brutte, bisogna invece guardarle in faccia ed affrontarle per riuscire a superarle". Lui il mondo lo guarda dritto negli occhi - per la gioia delle tante fan assiepate ad aspettarlo - e non ama nemmeno la mediazione dei social network. "C'e' la leggenda metropolitana che parla della sindrome di Paoli, quella secondo cui ci sono alcune persone che se entrano in contatto con la tecnologia generano un corto circuito: ecco io sono cosi', il contatto con le persone lo preferisco sempre fisico. Un contatto e' parlare, come stiamo facendo ora". E come faranno domani a Giffoni i suoi colleghi del cast di Gomorra per il Gomorra day che vedra' nella cittadella del cinema la presenza di Fabio De Caro, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Salvatore Esposito e Marco Palvetti. (ANSA).
17/07/2016 www.maridacaterini.it Giffoni 2016, è il giorno di Gomorra, di Moran e della Gatta Cenerentola Come vi abbiamo anticipato l'appuntamento con Gomorra è per oggi e proseguirà poi in serata con il concerto degli artisti che hanno firmato la colonna sonora originale della serie: Mokadelic, 'Ntò e Lucariello. Dal cinema alle serie tv, nello stesso giorno eccezionale appuntamento per i giurati di Masterclass anche conPatrick Moran vice presidente esecutivo di ABC Studios che ha prodotto serie tv di successo come Grey's Anatomy, American Crime, Scandal e attualmente al lavoro per la nuova serie “Freeform” Dead of Summer. Moran spiegherà ai ragazzi come si realizza e si mette in produzione una serie, svelando aspetti inediti e si soffermerà sull'importanza che riveste il rapporto con gli attori, gli sceneggiatori, il regista. Per la sezione "Masterclass Off", neonato appuntamento che ha l’obiettivo di raccontare quelli che sono i nuovi volti simbolo dell’entertainment italiano, ci sarà Maccio Capatonda.Noi vi abbiamo anticipato che sta preparando una nuova stagione di Casa Mariottide con Nino Frassica. Evento speciale, inoltre, con i registi di "Gatta Cenerentola", il nuovo film in animazione della factory napoletana Mad Entertainment che racconta di una Cenerentola che vive in una magica nave ferma nel porto di Napoli, in un non lontano futuro di conflitti e di criminalità dominante. Il team de "L'Arte della Felicità", premiato agli European Film Awards 2014 come Best European Animated Feature Film presenta in esclusiva a Giffoni le prime scene del nuovo lungometraggio attualmente in produzione e diretto da Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak e Dario Sansone. La serata odierna è dedicata alla solidarietà con l’attesa e ormai annuale Asta di Beneficenza, realizzata da Aura e Genea Antichità, per raccogliere fondi per le famiglie del territorio in difficoltà. Ed ecco i film in concorso domenica 17 luglio in tutte le sezioni, tranne gli Elements +3. Nella Sezione +16 (Sala Truffaut, ore 10) è l’ora di Being Charlie di Rob Reiner (Stati Uniti, 2015). Duplice proiezione nella Sezione +18 (Sala Lumiere, ore 10): si parte con Blind Vaysha di Theodore Ushev (Canada, 2016), in cui la protagonista vede il passato con l’occhio sinistro, il futuro
con l’occhio destro, mentre il presente è un punto cieco. C’è poi From nowhere, di Matthew Newton (Stati Uniti, 2016), storia di tre adolescenti - una ragazza domenicana, un ragazzo africano e una ragazza peruviana – che sognano, come tutti i propri coetanei, di uscire con gli amici, innamorarsi e scegliere il college, nel terrore di essere scoperti dalle autorità. La Sezione +6 (Sala Lumiere, ore 14,30) presenta Zip & Zap and The Captain's Island di Oskar Santos (Spagna, 2016), in cui Zip e Zap tornano con i loro soliti scherzi, ma vanno troppo oltre e vengono puniti: Nella Sezione +10 (Sala Sordi, ore 14,30) troviamo Fly away home di Mirjam Unger (Austria, 2016): siamo nella Vienna del 1945, dopo la resa dei soldati tedeschi. Segue la Sezione +13 (Sala Truffaut, ore 14,30) con Learn by heart- la vie en grand di Mathieu Vadepied (Francia, 2015): la storia di un quattordicenne Adama vive con la madre a Stains, nella periferia di Parigi, La sezione GEX DOC (Sala De Sica, ore 14,45), infine, propone Thank you for playing, di David Osit e Malika Zouhali-Worrall (Stati Uniti, 2015): è la storia di Ryan, un uomo che, a causa della malattia del figlio Joel, di appena un anno, crea uno speciale videogame per onorare la vita del bimbo.
17/07/2016 www.cubemagazine.it Giffoni 2016: Gomorra Day oggi 17 luglio con Salvatore Esposito, Marco D’Amore e il cast Dopo l’enorme successo avuto con la seconda stagione, il cast della serie tv arriverà nella Cittadella: sfileranno sul blu carpet Salvatore Esposito (Genny Savastano), Marco D’Amore (Ciro Di Marzio), Marco Palvetti, (il boss Salvatore Conte), Fabio De Caro (Malamore, il più fedele soldato di Pietro Savastano), Carmine Monaco (O’Track), le due new entry femminili Cristiana Dell’Anna (Patrizia) e Cristina Donadio (Scianel). Alle ore 12:00 gli attori vedranno i fan in Sala Sordi con il Meet the Stars, mentre alle 17:00 si terrà l’incontro con le giurie Generator in Sala Truffaut. Sempre oggi 17 luglio alle ore 22 in piazza Lumière, il concerto gratuito della serata per il Campania Sound Experience sarà dedicato proprio a Gomorra – La serie: si esibiranno infatti i Mokadelic, autori dell’original-soundtrack della serie tv, insieme ai rapper Ntò e Lucariello. Nella giornata di oggi ci saranno anche altri eventi non legati a Gomorra. Sono attesi infatti oggi anche Alessandro Tersigni e Ricky Memphis; terranno una Masterclass i Manetti Bros e Patrick Moran, vice presidente esecutivo degli ABC Studios americani (produttori tra gli altri di Grey’s Anatomy); sarà protagonista della Masterclass Off Maccio Capatonda; il team della factory napoletana Mad Entertainment presenterà in esclusiva a Giffoni le prime scene del nuovo lungometraggio; infine in serata spazio alla solidarietà con l’attesa e ormai annuale Asta di Beneficenza, fortemente voluta da Aura e Genea Antichità, per raccogliere fondi per le famiglie del territorio in difficoltà.
17/07/2016 www.darumaview.it Giffoni Film Festival – Gabriella Pession annuncia: “Il Sistema 2 si farà” A dieci anni dalla sua prima volta, Gabriella Pession torna al Giffoni Film Festival e spalanca i suoi splendidi occhi di fronte alla sua trasformazione: “In questi anni avete fatto un lavoro eccezionale. Ho visto le nuove strutture della Multimedia Valley: è fantastico che in Italia si concretizzino progetti di questo tipo, orientati alla cultura del cinema” ha dichiarato l’attrice all’arrivo nella Cittadella arricchita dagli allestimenti dell’anteprima italiana di Ghostbuster. Quasi un segno del destino, visto che Gabriella ha appena terminato di girare La Porta Rossa, la nuova serie noir, con più di un accenno al paranormale, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli che la vede accanto a Lino Guanciale: “Abbiamo finito di girare questa notte alle 4: sono esausta ma è stata un’esperienza straordinaria. È una storia di fantasmi in cui interpreto la moglie di un poliziotto che viene ucciso e io, che ho sempre creduto nei fantasmi, cerco di fare i conti con la perdita di mio marito. È un lavoro sulla memoria molto forte e con una sceneggiatura inusuale per la Rai perché lavora molto sull’introspezione”. La sua prossima destinazione, però, sembra essere la produzione teatrale: “Ho comprato i diritti dell’adattamento della Signorina Julie, tragedia di August Strindberg, realizzata da Patrick Marber, autore di Closer e nominato agli Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura con il film Diario di uno scandalo” ha annunciato l’attrice, che ha anche in ballo l’idea di una coproduzione cinematografica in Irlanda per un film in lingua inglese . Nel frattempo ci si aspetta una seconda stagione de Il Sistema, serie di Rai 1 che l’ha vista accanto a Claudio Gioé e che ha incrociato gli eventi di Mafia Capitale: “Lo scandalo è uscito due mesi dopo l’inizio delle riprese ma evidentemente gli autori ci avevano visto lungo. Ancora non sappiamo quando si partirà ma ci stiamo lavorando. Rispetto alla prima serie, il tema di Mafia Capitale sarà affrontato, spero, in modo più duro e
meno edulcorato”, ha dichiarato ancora la Pession. Nei dieci anni intercorsi tra la sua prima partecipazione al Giffoni e il Blue Carpet della 46esima edizione, la Pession dice di aver trovato la sua “destinazione”: “Sono molto più serena adesso e devo dire che preferisco la Gabriella di oggi a quella di allora”. Ma oggi come allora è attesa dai piccoli giurati del Festival: l’emozione continua.
17/07/2016 www.ottopagine.it Giffoni: grandi anteprime e Gomorra Day E' partita ieri alle 11 con un omaggio alle vittime della strage di Nizza la 46esima edizione del Giffoni Film Festival. Una cerimonia sobria e sentita alla quale hanno partecipato il direttore artistico del Festival Claudio Gubitosi, il presidente Piero Rinaldi, il sindaco di Giffoni Antonio Giuliano e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Destinazioni: questo il tema di un' edizione è partita proprio con il desiderio di lanciare a tutto il mondo un messaggio forte di solidarietà e d'integrazione, contro ogni forma di odio o violenza. Lo hanno dimostrato in silenzio i 4.150 giurati,tutti insieme per la prima volta ad una cerimonia inaugurale all'aperto, che ha visto sfilare la bandiera francese. Poi si è entrati nel vivo del festival alle 12 con la prima proiezione, per lasciare spazio all'evento più atteso l'anteprima del cartoon Disney-Pixar “Alla ricerca di Dory”, proiettato in serata in sala Truffaut e ancora l'incontro della giuria con gli attoriGabriella Pession e Valerio Mastandrea. Anche oggi grande anteprima con il film della Warner Bros Entertainment,Ghostbuster.Tra gli appuntamenti del fine settimana il Gomorra Day, il cast del telefilm sky incontra i giurati, sfileranno sul blue carpet:Salvatore Esposito, Marco d'Amore, Marco Palvetti, Cristina Donadioe Cristiana Dell'Anna e in serata l'appuntamento con Ricky Memphise Alessandro Tersigni.
17/07/2016 www.larampa.it Giffoni Film Festival. Marco D’Amore: “Io ex ragazzo difficile” “Per girare questo film abbiamo incontrato molti detrattori. Forse questo è un paese che non vuole sentirsi ricordare i suoi problemi e le sue angosce, perché andare al cinema e a teatro deve far svagare”, così Marco D’Amore ospite oggi del Giffoni Film Festival insieme a Francesco Ghiaccio, parla del film di denuncia “Un posto sicuro”, lungometraggio sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. D’Amore e Ghiaccio, anche regista del film, hanno fondato la casa di produzione Piccola Società per raccontare in questa piccola opera una volontà d’impegno, scrivendola insieme. Abbandonati così per un po’ i panni di Ciro nella serie “Gomorra”, D’Amore si scopre produttore ed eccellente sceneggiatore. “Abbiamo vissuto un anno e mezzo a contatto diretto con la popolazione e i familiari delle vittime. – ha affermato l’attore – Abbiamo scoperto in corso che esiste un inquinamento che va al di là della fabbrica. Volevamo mostrare un rapporto intenso padre-figlio ma anche quello di due giovani belli e innamorati che vengono inquinati nel loro sentimento e faticano per riconquistarlo nella loro bellezza”. Il film, intenso e commovente, racconta la storia del giovane Luca (Marco D’Amore) che, dopo aver accantonato il sogno di fare l’attore, torna nel suo paese Casale Monferrato, per fare l’intrattenitore. Suo padre Eduardo (Giorgio Colangeli), che non vede da una vita, ex-operaio dell’Eternit, sta morendo di tumore, causato dalle polveri di amianto che hanno segnato anima e territorio. Riscoprendo il rapporto col padre, Luca riscoprirà anche la sua vocazione e le sue sofferenti radici, magari aprendosi al rapporto con Raffaella. “Questo film fa piangere di rabbia – ha proseguito D’Amore – Siamo vittime e carnefici di una società che necessariamente ci distrugge. Produciamo rifiuti per forza di cose. A fare la differenza però può essere la consapevolezza. Il materiale che oggi reputiamo eccezionale e sa di futuro potrebbe essere lo stesso di come veniva considerato l’amianto 20 anni fa”. “Viviamo in un mondo apparentemente informato, che ti illude di conoscere. Ma in realtà non hai
la forza e la conoscenza di approfondire e intervenire, cosa che purtroppo accade quotidianamente a chi vive la tragedia dell’eternit�.
17/07/2016 www.larampa.it Giffoni Film Festival. Il blues di James Senese per la seconda serata di Campania Sound Experience E’ sentimento la parola chiave dell’incontro con James Senese, protagonista della seconda serata di Campania Sound Experience, percorso musicale che accompagnerà i dieci giorni dell’evento valorizzando il made in Campania. Il sentimento è il filo conduttore di un’esistenza dedicata alla musica. Il sentimento è l’amore per la sperimentazione, per la ricerca. Il sentimento è il trasporto verso l’arte in tutte le sue modalità espressive. Il sentimento è l’onesta intellettuale. Il sentimento è la sincerità dell’amicizia. “Il sassofono – ha dichiarato il musicista – l’ho incontrato quando avevo dodici anni. L’ho ascoltato da un juke box. Poi ho scoperto che era un sax. Sono andato a San Sebastiano a Napoli e ne ho comprato uno. E’ stato il primo. Da lì è partito tutto”. Poi l’esperienza di Napoli Centrale: quarant’anni dedicati alla musica intesa come ricerca, come capacità di esprimere sentimenti, di incanalare la rabbia per un sistema che implode, che è fallito, che non favorisce l’integrazione. Fino a “’O sanghe”, ultimo lavoro discografico firmato Senese. “Il disco sta andando molto forte – ha dichiarato il musicista – dentro c’è tutta la rabbia che vediamo in giro e ci sono tutti i nostri sentimenti, quelli per cui ci battiamo da sempre per contrastare un sistema che fa di tutto per non farci capire dove stiamo andando. Dentro c’è la nostra musica. Sono quarant’anni che facciamo avanguardia, che precorriamo i tempi”. E se l’amicizia è un punto fermo nella vita di Senese, quella che l’ha legato e lo lega a Pino Daniele è stato un sentimento autentico: “Io – ha aggiunto – sono stato il primo a scoprire Pino. E oggi Pino non ci manca perché è sempre presente con noi. Perché noi abbiamo fatto grandi i suoi successi e ancora oggi ogni nota che suoniamo delle sue canzoni è piena del suo sentimento. Ci legava un’amicizia sincera, autentica. Ci sentivamo spessissimo. E’ stato per me come un fratello”. Senese al Giffoni Film Festival, evento dedicato ai giovani, ai ragazzi. Quali consigli sente di dare alle nuove generazioni? Il musicista non ha dubbi: “I ragazzi –
dice – devono perseguire l’onestà . Devono amare la famiglia, devono comportarsi in maniera da non tradire i propri sentimenti�.
17/07/2016 www.vocedinapoli.it Giffoni Film Festival 2016: Marco d’Amore e la sua nuova esperienza l Giffoni Film Festival entra nel vivo con eventi e grandi ospiti. Nella giornata di sabato, intorno alle ore 15, Marco D’Amore, famoso interprete di Ciro Di Marzio in “Gomorra – La serie” è stato ospite della bellissima cornice dell’Antica Ramiera di Giffoni, per un Masterclass insieme ai ragazzi. L’attore ha partecipato al film “Un posto sicuro” del regista Francesco Ghiaccio, scrivendone anche la sceneggiatura. Il tema della pellicola sono i disastri dell’eternit nel Monferrato e nel film il trattamento della tematica è stato fatto da un punto di vista molto profondo, viene infatti messa in evidenza più la psicologia dei protagonisti che il fatto in sé. Tantissime presenze importanti oggi al Giffoni come quella del sassofonista James Senese che si è esibito a favore degli ospiti dell’evento.
17/07/2016 www.repubblica.it A Giffoni Ciro di Gomorra. D'Amore: "Io ragazzo difficile conquistato dal cinema" "Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me è qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza. Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro è dove si pensa positivo". Parola di Marco D'Amore, al Giffoni film festival per incontrare i ragazzi che hanno visto appunto Un posto sicuro, il film di Francesco Ghiaccio presentato fuori concorso. E' un film dedicato alla vicenda dell'Eternit, protagonista una famiglia segnata dalla malattia e in cerca di riscatto. "E' stata un'esperienza di crescita parlare di questi argomenti ai ragazzi", dice l'attore. "Il film era un modo di avvicinare a questo argomento la gente, farlo con i ragazzi ha un valore aggiunto", chiosa il regista. Ma che ragazzo era Marco D'Amore, l'interprete straordinario del Ciro di Gomorra? "Ero un ragazzo difficile - spiega pieno di turbamenti e di passioni. Ho fatto una serie di scemenze, come tutti, poi ho incontrato il cinema che mi ha catturato l'anima". E qual è stato in quegli anni il suo film preferito? "C'era una volta il west, Once upon in a time in the west, con mio padre e mio fratello sapevamo tutte le battute a memoria e per anni le abbiamo ripetute", dice sicuro. L'importante è non fermarsi, insomma, e qui sembra anche parlare di quel Gomorra di cui sta per affrontare la terza serie ma di cui proprio non vuole parlare: "Non bisogna avere mai paura delle cose brutte, bisogna invece guardarle in faccia ed affrontarle per riuscire a superarle". Lui il mondo lo guarda dritto negli occhi - per la gioia delle tante fan assiepate ad aspettarlo - e non ama nemmeno la mediazione dei social network. "C'è la leggenda metropolitana che parla della sindrome di Paoli, quella secondo cui ci sono alcune persone che se entrano in contatto con la tecnologia generano un corto circuito: ecco io sono così, il contatto con le persone lo preferisco sempre fisico. Un contatto è parlare, come stiamo facendo ora". E come faranno domani a Giffoni i suoi colleghi del cast di Gomorra per il Gomorra day che vedrà nella cittadella del cinema la presenza di
Fabio De Caro, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio, Salvatore Esposito e Marco Palvetti.
17/07/2016 www.dazebaonews.it Giffoni film festival. Lo shock dei giurati francesi per Nizza GIFFONI - "Sentiamo un sentimento di profonda fatica ma non dobbiamo scivolare nella paura del diverso. Dobbiamo restare uniti e non cadere nell’estremo opposto". Sòlene ha 16 anni è a Giffoni per partecipare alla giuria del Film festival : è una delle ragazze francesi che fa parte dei quasi 4.200 giovani giurati provenienti da tutto il mondo ed ha il volto segnato dalla paura mentre si confronta con i suoi coetanei. "E’ scioccante quello che è accaduto a Nizza - dice Sòlene che viene da Rouen, in Normandia- E’ importante per me essere qui a Giffoni perché con il confronto con gli altri e dalla comprensione reciproca possono far cadere le barriere culturali. E questo può aiutarci ad essere più uniti per affrontare questi problemi. Ormai in Francia è diventata un’abitudine , è il terzo attentato che subiamo. Charlie Hebdo è stato un attacco alla libertà di stampa, quello al Bataclan un attacco alla libertà individuale e ora è un attacco alla nostra storia, alle radici del nostro paese in un giorno simbolo: il 14 luglio. Questo è un attacco alla libertà del popolo francese nel giorno che ricorda la nascita della nostra Repubblica. Il problema non è solo della Francia ma di tutta l’Europa e del mondo intero". Gli fa eco Tommaso, italiano che da un anno frequenta a Parigi il liceo scientifico. "Certo che abbiamo paura -dicesono attentati che colpiscono anche tanti ragazzi come noi. Ma non smetteremo di sognare un mondo migliore, questo no". Il dolore traspare dai volti di altri giurati francesi di Giffoni, Celie, Moyra, Camille, Chloé, Pénélope: stamattina sono stati loro ad aprire il Festival portando un bouquet di fiori con i colori francesi donato loro dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Sono addolorata per quello che è accaduto -dice Chloe- è difficile non pensarci". A due passi, Alessandro, di Salerno, 13 anni, prova a capire: "Non sappiamo come difenderci ma sappiamo come stare insieme -dice- Starci vicino non farà tornare in vita le persone morte ma è un modo di ricordare e di avere meno paura".
17/07/2016 www.informareonline.com Giffoni Film Festival Il Giffoni Film Festival nasce nel 1971 per volere di Claudio Gubitosi, tuttoggi direttore artistico e di un gruppo di giovani appassionati di cinema. Agli inizi ha rappresentato un’occasione per animare il piccolo centro salernitano e presentare ai ragazzi – e al pubblico adulto – film ‘estranei’ ai principali circuiti commerciali e soprattutto dedicati ai più piccoli. Il tema della 46esima edizione del Giffoni Film Festival è “Destinazioni”, e si tiene dal 15 al 24 luglio 2016 a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Partecipano oltre 4100 giurati di età compresa tra i 3 e gli over 18 anni, provenienti da circa 50 Paesi, tra cui Australia, Corea del Sud, Francia, Giordania, India, Iraq, Libano, Palestina, Pakistan, Qatar, Tagikistan, USA e valuteranno i film in concorso nelle diverse sezioni competitive, incontrando ospiti e assistendo alle anteprime e ai teaser preview inseriti in programma. Le sezioni competitive sono Elements+3 (3-5 anni); Elements+6 (6-9 anni); Elements+10 (10-12 anni); Generator+13 (13-15 anni); Generator+16 (16-17 anni); Generator+18 (dai 18 anni in su) e GexDOC. La svolta si ebbe nel 1982, quando a Giffoni arrivò François Truffaut, che di fatto tenne a battesimo sulla scena internazionale il Festival del cinema per ragazzi, definendolo “tra tutti i festival il più necessario”. Il volano del testimonial portò i suoi frutti e così la stampa iniziò a seguire questo ‘piccolo’ Festival, sempre più articolato e sempre più meta di ospiti nazionali e internazionali. Nell’edizione del quarantennale il Giffoni Film Festival ha ‘cambiato nome’ puntando su Giffoni Experience: un modo per sottolineare le tante attività del Giffoni, che nel corso dell’anno organizza i Movie Days, veri e propri moduli didattici e di intrattenimento destinati alle scuole che hanno modo di vedere e commentare con gli esperti del Festival film appositamente selezionati, e ha ormai spin-off in tutto il mondo, da Hollywood all’Australia, dall’Albania alla Polonia, dal Qatar a San Paolo del Brasile. Nonostante la dimensione Experience, per tutti l’evento resta il ‘Giffoni Film Festival’. Sono i ragazzi gli unici giudici delle pellicole in concorso, da sempre. Negli anni si è passati da una giuria unica a una giuria articolata in più sezioni,
distinte per fasce d’età. A metà degli anni ’90 avviene una prima segmentazione con First Screen (9-12 anni), Free to fly (12-14) e Finestra sul cortile (15-19), ciascuna con un propria selezione di lungo e cortometraggi. Negli ultimi anni la strutturazione delle giurie si è ulteriormente affinata fino a coprire un arco che va dai 3 ai 24 anni con le sezioni Elements +3, +6, +10 e con le sezioni Generator +13, +16, +18, cui si aggiunge la giuria Masterclass, dedicata a ‘ex’ giurati, ormai fuori età, cui il Festival dedica incontri e lezioni con personaggi di spicco del cinema e dall’edizione 2013 anche della musica. Ormai il Festival accoglie ogni anno circa 3000 giurati provenienti da tutto il mondo, ai quali presenta circa 80 lungometraggi e oltre 100 cortometraggi in e fuori concorso. Al miglior film per categoria viene consegnato il Grifone d’Oro.
17/07/2016 www.freelancenews.it Senese: "Uno adda fa’ chell ca s’sent e fa’” Col suo solito stile semplice e senza peli sulla lingua, James Senese, il noto sassofonista e cantante napoletano, è approdato al Giffoni Film Festival accolto dal calore di tutti i partecipanti. Quando si incontra James Senese non si può che pensare alla sua musica, al calore dei quartieri napoletani e alla maestria con cui è capace di colore ogni cosa col suono del suo sax che, come lui stesso dice, porta le cicatrici e i dolori della sua vita. “Facimm ambress uagliù”, questa la sua prima affermazione alle domande dei tanti giornalisti che lo hanno atteso con entusiasmo. Intervistare James Senese significa poter ricevere dalle sue risposte un pezzetto della storia di quei quartieri in cui James è cresciuto, i quartieri che hanno visto in fasce anche il caro amico Pino Daniele che non riesce a fare a meno di citare, raccontandone un aneddoto simpatico: una telefonata che Pino gli fece fingendosi d’essere un’altra persona. Con Senese si parla, ovviamente, anche del festival e sul tema dell’anno “destinazione” aggiunge, nel suo dialetto partenopeo: “uno adda fa’ chell ca s’sent e fa’”. Lui, che ha soli 13 anni aveva già chiara la sua destinazione, avendo da subito amato lo strumento che lo avrebbe reso tanto celebre, il sax, aggiunge che l’errore più grande che un ragazzo possa fare durante il proprio percorso sia quello di cedere a compromessi. “Io non ho mai ceduto ad un compromesso, da ragazzino ho sempre lavorato per portare i soldi a casa, sempre a testa alta, senza mai cedere a niente. Uno nella vita deve essere onesto e deve sempre avere, per prima cosa, la coscienza apposto” Stasera James Senese terrà un concerto per il Giffoni Film Festival alle 22.00 presso Piazza Fratelli Lumière, il fermento dell’attesa è da ore già nell’aria.
17/07/2016 www.kikapress.com Giffoni Film Festival, è il Gomorra day A parlare agli allievi della Master Class ci ha pensato Marco D’Amore, che in Gomorra è Ciro, parlando del film Un posto sicuro, di cui è interprete ma anche sceneggiatore e produttore, pellicola presentata fuori concorso al festival, che fa luce sulla vicenda dei morti per amianto alla fabbrica Eternit. "Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me è qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza – ha detto D’Amore – Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro è dove si pensa positivo".
17/07/2016 www.cno-webtv.it Giffoni Film Festival: Gomorra Day e ospite Gabriella Pession E’ partita venerdì 15 luglio la 46ima edizione del Giffoni Film Festival. Il Festival cinematografico accende nuovamente i riflettori sulla cittadina di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, che per dieci giorni si trasforma in una specie di “piccola Hollywood” tutta italiana. Il Giffoni Film Festival anche per quest’edizione 2016 ha in programma tanti eventi con la partecipazione di illustri ospiti del mondo del cinema nazionale ed internazionale ed innumerevoli incontri. Tra gli ospiti più attesi di quest’edizione ci sono: Jennifer Aniston, Sam Claflin, Evanna Lynch, Nicholas Hoult e il cantante Mika. Per la giornata di oggi, domenica 17 luglio, il Giffoni Film Festival celebra il grande successo di critica e pubblica di Gomorra – La serie con la partecipazione di Salvatore Esposito, Marco D’Amore, Cristiana Donadio, Cristiana Dell’Anna e Fabio De Caro. I protagonisti di Gomorra – La Serie sono i personaggi più attesi non solo sul red carpet, ma anche da parte dei giovanissimi che avranno la possibilità di incontrarli e far loro delle domande. Inoltre sono previste anche due masterclass alla presenza del regista e degli attori della serie. Marco D’Amore, protagonista principale di Gomorra, ha raccontato anche delle enormi difficoltà incontrate nel girare il lungometraggio “Un posto sicuro” del regista Francesco Ghiaccio: “per girare questo film abbiamo incontrato molti detrattori. Forse questo è un paese che non vuole sentirsi ricordare i suoi problemi e le sue angosce, perché andare al cinema e a teatro deve far svagare”. Un’altra protagonista della 46ima edizione del Giffoni Film Festival è Gabriella Pession. L’attrice italiana ritorna al festival dei giovani a dieci anni esatti di distanza dalla sua prima partecipazione confermando il suo amore per il festival cinematografico ideato da Claudio Gubitosi. “In questi anni” – ha detto – “avete fatto un lavoro eccezionale. Ho visto le nuove strutture della Multimedia Valley: è fantastico che in
Italia si concretizzino progetti di questo tipo, orientati alla cultura del cinema”. L’attrice ha raccontato dei suoi progetti futuri e degli impegni televisivi e teatrali che la vedranno protagonista nei prossimi mesi. Per la televisione ha concluso proprio in questi giorni le riprese de “La Porta Rossa”, fiction che la vedrà recitare accanto a Lino Guanciale: “è stata un’esperienza straordinaria. E’ una storia di fantasmi in cui interpreto la moglie di un poliziotto che viene ucciso e devo fare i conti con la perdita di mio marito. E’ un lavoro sulla memoria molto forte con una sceneggiatura inusuale per la Rai”. Non solo tv visto che l’attrice durante delle interviste ha dichiarato di aver comprato i diritti dell’adattamento della Signorina Julie, la celebre tragedia di August Strindberg, che porterà a teatro prossimamente. Durante il Giffoni Film Festival non mancherà la musica con il Campania Sound Experience. Sarà la Campania, infatti, il motore vibrante degli eventi musicali ad ingresso gratuito che si terranno sino al 24 luglio in Piazza Lumière. Questa sera in occasione del Gomorra Day suoneranno Mokadelic + Ntò + Lucariello. Nei prossimi giorni sono attesi Enzo Gragnaniello, Enzo Avitabile, gli Almamegretta, Eugenio Bennato e gran finale con Niccolò Agliardi e i suoi Braccialetti Rossi.
17/07/2016 www.lagazzettadellospettacolo.it Gabriella Pession: ci sarà Il Sistema 2 ed un noir Gabriella Pession direttamente dal Giffoni Film Festival, ci conferma che ci sarà la nuova stagione della serie di Rai Uno “Il Sistema“. Racconta la Pession: “Ancora non sappiamo quando si partirà ma ci stiamo lavorando…rispetto alla prima serie il tema di Mafia Capitale sarà affrontato in modo più duro e meno edulcorato“. La Pession arriva a Giffoni dopo avere terminato le riprese de “La Porta Rossa” la nuova serie noir uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli. Anche su questa dice: “Arrivo a Giffoni direttamente dal set, ieri notte abbiamo terminato le riprese. E’ una storia di fantasmi in cui interpreto la moglie di un poliziotto che viene ucciso e io, che ho sempre creduto nei fantasmi, cerco di fare i conti con la perdita di mio marito. E’ un lavoro sulla memoria molto forte e con una sceneggiatura inusuale per la Rai perché lavora molto sull’introspezione“. Ma nel futuro di Gabriella Pession, c’è anche la produzione: “Mi lancerò in produzione iniziando dal teatro. Ho comprato i diritti dell’adattamento teatrale della Signorina Julie, tragedia di August Strindberg, realizzata da Patrick Marber, l’autore di Closer e nominato agli Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura con il film Diario di uno scandalo, che ha anche in ballo l’idea di una coproduzione cinematografica con l’Irlanda per un film in lingua inglese“.
17/07/2016 www.contattonews.it Giffoni Film Festival 2016, look, tagli capelli: le bellissime Gabriella Pession ed Antonia Liskova Giffoni Film Festival 2016, look, tagli capelli: Gabriella Pession ed Antonia Liskova hanno conquistano il pubblico della fomosa kermesse con un look davvero elegante e raffinato. Ieri è stata la seconda giornata del Giffoni Film Festival 2016. Tra le bellissime ospiti presenti ci sono stateGabriella Pession ed Antonia Liskova. LaPession ha sfoggiato il suo magnifico taglio di capelli bob in versione wavy, ed un miniabito celeste chiarissimo con volants, sopra al ginocchio, della collezione Pinko, e, a dieci anni dalla sua prima volta al Giffoni Film Festival, ha manifestato la sua sorpresa difronte alla trasformazione, chiaramente in positivo dell’evento: “In questi anni avete fatto un lavoro eccezionale. Ho visto le nuove strutture della Multimedia Valley: è fantastico che in Italia si concretizzino progetti di questo tipo, orientati alla cultura del cinema”. La Pession ha confermato che ci sarà la seconda stagione della serie della fiction di successo Il Sistema. L’attrice ha detto: “Ancora non sappiamo quando cominceranno le riprese, ma stiamo già lavorando alacremente al progetto”. Poi ha anticipato: “Rispetto alla prima serie, il tema di Mafia Capitale sarà affontato in una maniera ancora più dura e meno edulcorata”. Gabriella Pession è arrivata al Giffoni Film Festival 2016 dopo aver concluso le riprese della nuova serie La Porta Rossa, tratta dai romanzi dello scrittore giallista Carlo Lucarelli. Si tratta di una serie dalle atmosfere noir girata prevalentemente a Trieste, in cui ha recitato accanto a Lino Guanciale, appena lascito nella serie Il Sistema. “Arrivo al Giffoni direttamente dal set”, ha dichiarato l’attrice. Bellissima visione e splendido look anche per la bravissima attrice Antonia Liskova, che ha conquistato il pubblico con un miniabito a fantasia con sfondo rosso, a miche lunghe, con cravatta, formato Atoslombardini, handbad nera, e sandali con striscette marroni. e ha parlato della sua bella esperienza a Giffoni: “Il Giffoni Film Festival è un evento bellissimo. Mi fa venire in mente mia figlia che ha undici anni, con tutte le sue domande sul mondo, sulla vita. Mi vengono in mente i ragazzi delle giurie che sono un foglio bianco, ancora tutto da
scrivere. Questi anni per loro sono fondamentali. Avverto tanta energia positiva. È giusto che i ragazzi facciano qualcosa per cambiare la realtà, per uccidere questa superficialità, questo materialismo, questa folle corsa verso il niente”. Antonia Liskova rivela che non avrebbe mai immaginato di riuscire a fare l’attrice: “Quello che ho ora non era nemmeno nei miei più segreti sogni. Credo che se oggi sono qui a questo festival, vuol dire che tutto è possibile. Non avrei mai sperato di arrivare dove sono arrivata. Certo, mi è costata anche tanta fatica, ma costa sempre fatica raggiungere quel che vogliamo. La nostra destinazione si costruisce con l’impegno, non bisogna mollare mai. Oggi la mia destinazione è solo il domani”
17/07/2016 www.spettacoli.tiscali.it Giffoni, il Film Festival invaso dagli acchiappafantasmi GIFFONI - Si entra nel vivo del festival del cinema con il reboot di Ghostbusters, film diretto da Paul Feig che vedrĂ protagonista una nuova squadra di acchiappafantasmi tutta al femminile composta da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones. Nonostante la diffidenza dei piĂš radicali che prevedevano un colossale flop, la pellicola ha giĂ raccolto 17,2 milioni di dollari nella giornata di ieri e sarebbe in carreggiata per un weekend da circa 46,5 milioni di dollari: se i dati venissero confermati, sarebbe un risultato superiore alle stime della Sony, che prevedeva un incasso in apertura oscillante tra i 38 e i 40 milioni.
17/07/2016 www.artslife.com Ghostbusters: quando la nostalgia diventa la carta vincente, o quasi. Prendete un cult generazionale come Ghostbusters (1984), incoronato da un sondaggio dell’American Film Institute come una delle migliori duecento commedie statunitensi, e provate a portarlo nel 2016: è questa la missione impossibile a cui è stato sottoposto Paul Feig, il regista di questo omonimo reboot che riporta i fantasmi tra le strade di Manhattan a distanza di trentadue anni dalla pellicola originale. Ghostbusters, che approderà nei cinema italiani il 28 luglio, è stato presentato in anteprima per l’Italia al Giffoni Film Festival, giunto quest’anno alla quarantaseiesima edizione. La storia è ambientata ai tempi di oggi e parla di Abby (Melissa McCarthy, sì, Sookie di Una Mamma Per Amica) ed Erin (Kristen Wiig), due appassionate di scienza e di fenomeni paranormali che, in gioventù, hanno pubblicato un libro sui fantasmi. La loro tesi consiste nell’affermare che i fantasmi esistono, sono presenze tangibili e, soprattutto, reali. Alcuni anni dopo la pubblicazione del libro, Erin ottiene un prestigioso incarico dalla Columbia University. Quando il libro sugli spettri -dimenticato dai più- ricompare su internet Erin sarà costretta dall’Università a lasciare la cattedra. È a questo punto che Erin decide di riunirsi ad Abby e aprire una ditta di acchiappafantasmi. La scelta si rivelerà vincente: Manhattan infatti è invasa da una nuova ondata di spettri e il team, composto anche dall’algida -ma solo all’apparenza- Jillian Holtzmann (Kate McKinnon) e dall’acchiappafantasmi “per caso” Patty (Leslie Jones), sarà costretto a dargli la caccia. Feig, sceneggiatore e regista di commedie “al femminile” di successo tra le quali Corpi da reato (2013) e Le amiche della sposa (2011), risponde con la scelta vincente di un team tutto al femminile alla valanga di critiche che lo avevano travolto sin dall’annuncio del progetto ispirato all’originale Ghostbusters del 1984. Lo stile del regista, uno dei re delle commedie romantiche -ma al vetriolohollywoodiane, è riconoscibile ma non predonima sul “prodotto” Ghostbusters, che si dimostra all’altezza dell’originale in quanto a ironia e al politicamente scorretto,
per quanto scorretto possa essere un film vietato ai minori di tredici anni. Ghostbusters che andrebbe visto con gli occhi della nostalgia, come si fa con le foto di una vecchia vacanza o con la maratona di Non è la Rai. Dall’inizio alla fine della pellicola, oltre al già citato cast vincente, a divertire è quasi unicamente la ricerca del piccolo e all’apparenza insignificante particolare che rimanda al film originale. Un piacevole e prolungato “easter egg” per i più nerd. Succede persino con le scenografie, con i costumi, con alcune battute: il brivido che riscatta il film dallo status di semplice reboot è proprio quello della nostalgia. Se questo sia un bene o un male, o più semplicemente una peculiarità di un progetto simile, spetterà al pubblico deciderlo. I primi risultati al botteghino americano per ora già superano le stime della Sony.
17/07/2016 www.adnkronos.com I 'Ghostbusters' invadono il Giffoni Film Festival I fantasmi e gli ectoplasmi sono avvisati: i Ghostbusters sono tornati e hanno scelto il Giffoni Film Festival 2016 per presentarsi al pubblico italiano, che potrà riempire le sale cinematografiche dal 28 luglio per il reboot al femminile, anche in 3D, diretto da Paul Feig. Sul blue carpet il denso fumo ha lasciato spazio alla Ecto Mobile che ha fatto strada ad una numerosa squadra di acchiappafantasmi, pronti a catturare il simpaticissimo ectoplasma simbolo del film: il mitico Slimer. In Sala Truffaut i giurati, tutti rigorosamente con indosso le t-shirts nere dei Ghostbusters, hanno giocato a passarsi cinque giganti balloon bianchi e verdi. Le luci si spengono, la proiezione ha inizio. Gli appassionati della saga anni '80 presenti al Festival fanno la conoscenza del poker d’attrici tutto da ridere formato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones con le due proiezioni in versione originale con sottotitoli in italiano previste per questa seconda giornata della 46esima edizione, riservata alle giurie Generator +13 e +16 e la seconda, aperta al pubblico riuscito a prenotarsi per tempo. Le quattro eroine sono pronte a salvare New York dalla presenza di ectoplasmi non proprio simpatici grazie all’aiuto dell’affascinante, ma imbranato, centralinista Chris Hemsworth (attualmente sul set del terzo film della saga Thor in cui interpreta il semidio protagonista). La ricetta del successo per questa commedia che ha tutte le intenzioni di far tornare in vita un vero e proprio mito sta nelle parole del regista: "Divertimento puro, solidarietà tra outsider e lotta contro i pregiudizi".
17/07/2016 www.lacittadisalerno.gelocal.it Giffoni: oggi il Gomorra day Oggi arrivano al Giffoni film festival i protagonisti della serie tv “Gomorra”. L’appuntamento con “Gomorra” proseguirà poi in serata con il concerto degli artisti che hanno firmato la colonna sonora originale della serie: Mokadelic, ’Ntò e Lucariello. Ieri uno dei protagonisti, l’attore Marco D’Amore, che in “Gomorra” è Ciro, ha incontrato gli allievi della Master class. D’Amore ha parlato del film di denuncia “Un posto sicuro” di cui è interprete ma anche sceneggiatore e produttore, lungometraggio presentato fuori concorso al festival, sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. «Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me è qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza – ha detto D’Amore – Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro è dove si pensa positivo». “Un posto sicuro” è un film dedicato alla vicenda dell’Eternit, protagonista una famiglia segnata dalla malattia e in cerca di riscatto. «È stata un’esperienza di crescita parlare di questi argomenti ai ragazzi», ha detto l’attore. «Il film era un modo di avvicinare a questo argomento la gente, farlo con i ragazzi ha un valore aggiunto», ha aggiunto. Ma che ragazzo era Marco D’Amore? «Ero un ragazzo difficile – spiega l’attore – pieno di turbamenti e di passioni. Ho fatto una serie di scemenze, come tutti, poi ho incontrato il cinema che mi ha catturato l'anima». E qual è stato in quegli anni il suo film preferito? «C'era una volta il west, Once upon in a time in the west, con mio padre e mio fratello sapevamo tutte le battute a memoria e per anni le abbiamo ripetute» ha detto. Sul filo della riflessione l’incontro al Festival con Antonia Liskova, attrice di cinema, teatro e televisione ed ora anche protagonista di web series. «Il Giffoni film festival è un evento bellissimo – ha detto Liskova – Mi fa venire in mente mia figlia che ha undici anni, con tutte le sue domande sul mondo, sulla vita. Mi vengono in mente i ragazzi delle giurie che sono un foglio bianco, ancora tutto da scrivere. Questi anni per loro sono fondamentali. Avverto tanta energia positiva. È giusto che i ragazzi
facciano qualcosa per cambiare la realtà, per uccidere questa superficialità, questo materialismo, questa folle corsa verso il niente». A dieci anni dalla sua prima volta, l’attrice Gabriella Pession è tornata ieri al Giffoni film festival: ha appena terminato di girare “La Porta rossa”, la nuova serie noir, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli. Attesi oggi Alessandro Tersigni, consacrato al grande pubblico per fiction come “I Cesaroni”, “Un medico in famiglia”, e Ricky Memphis. Evento speciale, inoltre, con i registi di “Gatta Cenerentola”, il nuovo film in animazione della factory napoletana Mad Entertainment che racconta di una Cenerentola che vive in una magica nave ferma nel porto di Napoli.
17/07/2016 www.optimaitalia.com Al Giffoni Film Festival 2016 Cristiana Dell’Anna “Patrizia mi ha insegnato a non avere paura” Cristiana Dell’Anna ha voluto fortemente Gomorra. Ci aveva già provato con la prima serie, ma fu scartata a un provino per un ruolo minore. “Quella volta non mi richiamarono nemmeno per dirmelo”, ricorda sorridendo nel suo incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival. “Per la seconda serie invece ebbi subito l’intuizione che Patrizia sarebbe stato il mio personaggio. Doveva esserlo. Una volta ottenuta la parte, mi sono trovata catapultata su un set dove tutti erano amici e io ero l’ultima arrivata. Il primo giorno – continua Cristiana – ero terrorizzata, anche perché i tempi di lavorazione erano frenetici. La notte successiva non ho dormito, ma poi ho trovato subito la chiave giusta, e grazie all’ironia mi sono inserita in quel gruppo fantastico”. Per Cristiana Dell’Anna è determinante interagire con gli altri attori per capire la natura di una scena e del suo personaggio. “Sfrutto sempre molto quello che mi rilanciano i colleghi, recito reagendo a loro. Ricordo la scena del primo confronto col Genny Savastano di Salvatore Esposito. Lui è una figura imponente, con una voce minacciosa: ma il segreto del mio personaggio in quel momento stava nel non farsi intimorire. Proprio come mi aveva suggerito Claudio Cupellini, ed è bastato quello per trovare la chiave giusta”. Gomorra risente naturalmente anche dello stile dei diversi registi: “È stato molto bello lavorare con Francesca Comencini – continua Cristiana Dell’Anna –, lei è molto attenta a alla fase che precede una scena, tutto quello che non si vede. Riguardo al primo incontro con Pietro Savastano, Francesca ha dedicato molto tempo per spiegarmi il complesso bagaglio di sentimenti e motivazioni che erano dietro il mio personaggio in quel frangente. Ed è un metodo di lavoro che aiuta tantissimo l’attore”. Un tema che non poteva non emergere era il confronto tra Cristiana e Patrizia. “Il personaggio insegna sempre tantissime cose all’attore. Bisgona prima di tutto trovare un punto di contatto col ruolo, altrimenti non puoi interpretarlo. Devi entrare nella sua psicologia.
Prendiamo una scena molto delicata, il confronto con Pietro Savastano in cui Patrizia dice “io non potrei mai fare la controfigura di un fantasma”, riferendosi a donna Imma, la prima moglie del boss”. Lì ho davvero capito le motivazioni di Patrizia, il senso di insoddisfazione di una giovane donna costretta a sacrificare tutta la sua vita per la famiglia, una donna priva di alternative. E allora coglie quest’occasione per cambiare, avvicinandosi a un uomo che rappresenta il suo lato oscuro. Non voglio dire – continua Cristiana Dell’Anna – che bisogna giungere a giustificare il proprio personaggio, ma capirlo sì. È indispensabile. E quando lo fai arrivano dei regali inattesi. Perché il tuo personaggio ti insegna a fare cose di cui non pensavi di essere capace. A me Patrizia ha insegnato a non avere paura”. Nell’immediato futuro di Cristiana Dell’Anna, oltre alla nuova serie di Gomorra, ancheuna parte nel prossimo film di Alessandro Siani: “È un ruolo comico, l’ho voluto proprio per staccarmi da Patrizia”. E ai ragazzi che le chiedono cosa bisogna fare per diventare attore dice: “Studiate, leggete, frequentate l’Accademia se potete. E buttatevi. Non avete occasioni? Createvele, oggi si può fare partendo anche dal web, guardate per esempio cosa hanno fatto i The Jackal. E alla fine incrociate le dita, perché ci vuole sempre fortuna”.
17/07/2016 www.positanonews.it Gomorra oggi al Giffoni Film Festival Oggi arrivano al Giffoni film festival i protagonisti della serie tv “Gomorra”. L’appuntamento con “Gomorra” proseguirà poi in serata con il concerto degli artisti che hanno firmato la colonna sonora originale della serie: Mokadelic, ’Ntò e Lucariello. Ieri uno dei protagonisti, l’attore Marco D’Amore, che in “Gomorra” è Ciro, ha incontrato gli allievi della Master class. D’Amore ha parlato del film di denuncia “Un posto sicuro” di cui è interprete ma anche sceneggiatore e produttore, lungometraggio presentato fuori concorso al festival, sulla vicenda delle morti per amianto relative alla fabbrica Eternit. «Dopo la strage di Nizza, in questi giorni di tragedia, un posto sicuro per me è qui a Giffoni dove ci sono migliaia di ragazzi che guardano al futuro in modo positivo e sono pieni di speranza – ha detto D’Amore – Altrove sento solo un clima molto negativo, un clima di guerra e di sconforto. Un posto sicuro è dove si pensa positivo». “Un posto sicuro” è un film dedicato alla vicenda dell’Eternit, protagonista una famiglia segnata dalla malattia e in cerca di riscatto. «È stata un’esperienza di crescita parlare di questi argomenti ai ragazzi», ha detto l’attore. «Il film era un modo di avvicinare a questo argomento la gente, farlo con i ragazzi ha un valore aggiunto», ha aggiunto. Ma che ragazzo era Marco D’Amore? «Ero un ragazzo difficile – spiega l’attore – pieno di turbamenti e di passioni. Ho fatto una serie di scemenze, come tutti, poi ho incontrato il cinema che mi ha catturato l'anima». E qual è stato in quegli anni il suo film preferito? «C'era una volta il west, Once upon in a time in the west, con mio padre e mio fratello sapevamo tutte le battute a memoria e per anni le abbiamo ripetute» ha detto. Sul filo della riflessione l’incontro al Festival con Antonia Liskova, attrice di cinema, teatro e televisione ed ora anche protagonista di web series. «Il Giffoni film festival è un evento bellissimo – ha detto Liskova – Mi fa venire in mente mia figlia che ha undici anni, con tutte le sue domande sul mondo, sulla vita. Mi vengono in mente i ragazzi delle giurie che sono un foglio bianco, ancora tutto da scrivere. Questi anni per loro sono fondamentali. Avverto tanta energia positiva. È giusto che i ragazzi facciano qualcosa per cambiare la realtà, per uccidere questa superficialità, questo
materialismo, questa folle corsa verso il niente». A dieci anni dalla sua prima volta, l’attrice Gabriella Pession è tornata ieri al Giffoni film festival: ha appena terminato di girare “La Porta rossa”, la nuova serie noir, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli. Attesi oggi Alessandro Tersigni, consacrato al grande pubblico per fiction come “I Cesaroni”, “Un medico in famiglia”, e Ricky Memphis. Evento speciale, inoltre, con i registi di “Gatta Cenerentola”, il nuovo film in animazione della factory napoletana Mad Entertainment che racconta di una Cenerentola che vive in una magica nave ferma nel porto di Napoli.
17/07/2016 www.molisedoc.com Giffoni Experience: Gabriella Pession e Antonia Liskova ospiti del secondo giorno E' partita venerdì 15 luglio la 46ima edizione del Giffoni Film Festival. Il Giffoni infatti è un festival che si tiene ogni anno nel mese di luglio a Valle Piana, in provincia di Salerno e sono i bambini ad essere protagonisti e giurati della manifestazione. Tra gli ospiti più attesi di quest'edizione ci sono: Jennifer Aniston, Sam Claflin, Evanna Lynch, Nicholas Hoult e il cantante Mika. Marco D'Amore, protagonista principale di Gomorra, ha raccontato anche delle enormi difficoltà incontrate nel girare il lungometraggio "Un posto sicuro" del regista Francesco Ghiaccio: "per girare questo film abbiamo incontrato molti detrattori". Quasi un segno del destino, visto che l'attrice ha appena terminato di girare La Porta Rossa, la nuova serie noir, con più di un accenno al paranormale, uscita dalla penna del giallista Carlo Lucarelli che la vede accanto a Lino Guanciale: "Abbiamo finito di girare questa notte alle 4: sono esausta ma è stata un'esperienza straordinaria. Ho visto le nuove strutture della Multimedia Valley: è fantastico che in Italia si concretizzino progetti di questo tipo, orientati alla cultura del cinema", ha dichiarato l'attrice all'arrivo nella Cittadella arricchita dagli allestimenti dell'anteprima italiana di Ghostbuster. "È un lavoro sulla memoria molto forte e con una sceneggiatura inusuale per la Rai perché lavora molto sull'introspezione". "Nel suo futuro cè anche la produzione mi lancerà in produzione iniziando dal teatro Ho comprato i diritti dell'adattamento teatrale della Signorina Julie, tragedia di August Strindberg, realizzata da Patrick Marber, l'autore di Closer e nominato agli Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura con il film Diario di uno scandalo" - ha annunciato l'attrice - che ha anche in ballo l'idea di una coproduzione cinematografica con lIrlanda per un film in lingua inglese. A parlare agli allievi della Master Class ci ha pensato Marco D'Amore, che in Gomorra è Ciro, parlando del film Un posto sicuro, di cui è interprete ma anche sceneggiatore e produttore, pellicola presentata fuori concorso al festival, che fa luce sulla vicenda dei morti per amianto alla fabbrica Eternit. Durante il Giffoni Film Festival non
mancherà la musica con il Campania Sound Experience. Questa sera in occasione del Gomorra Day suoneranno Mokadelic + Ntò + Lucariello.
17/07/2016 www.dailynews24.it In attesa dell’uscita ufficiale nelle sale, il 28 Luglio, del reebot al femminile di Ghostbusters, al Giffoni Film Festival 2016 sul blue carpet arrivano gli acchiappafantasmi per dare il via alla proiezione in sala con la versione originale sottotitolata. A salvare New York dagli ectoplasmi questa volta non sarà la squadra formata da Peter Venkman, Ray Stantz, Egon Spengler e l’aggiunto Winston Zeddemore; ma il team tutto al femminile interpretato da Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones. Il regista Paul Feig parla di “Divertimento e lotta ai pregiudizi” per descrivere il nuovo film che già ha guadagnato un grande successo; nonostante le iniziali incertezze. Oltre alle quattro protagoniste nel film ci sarà l’aiutante interpretato da Chris Hemsworth, che ritroviamo già nel film Thor. Al Giffoni Festival nel pomeriggio di ieri una squadra di acchiappafantasmi ha invaso il blue carpet con un denso fumo pronta per catturare Slimer, la mascotte del team. Nella sala Truffaut è stato proiettato il film ai giurati dai 13 anni che indossavano tutti la t-shirt dei Ghostbusters. Una versione al femminile dunque molto attesa per andare oltre i limiti di genere, grazie a questa nuova chiave interpretativa di uno dei migliori film uscito negli anni 80. Questa commedia fantastica ambientata a New York fece un enorme successo e venne inoltre giudicato positivamente dalla critica. Nel 1989 uscì anche il seguito “Ghostbusters II” visti gli incassi del primo. A distanza di 27 anni i fantasmi stanno tornando, ma a tenerli a bada ci sarà questo nuovo team, e chissà se sarà all’altezza del primo: il 28 Luglio tutti al cinema per scoprirlo.
17/07/2016 www.intelligonews.it I Ghostbusters sbarcano al Giffoni Film Festival. Anzi, le Ghostbusters. Nel reboot diretto da Paul Feig, al cinema dal 28 luglio, i nuovi acchiappafantasmi sono Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones. Un film che negli Usa ha suscitato qualche polemica per via dello stravolgimento di un vero e proprio cult degli anni '80, anche se il pubblico giovanissimo del Giffoni non ha di questi problemi: sono troppo piccoli per ricordarsi Murray, Akroyd e gli altri a caccia di ectoplasmi. I vecchi interpreti sono peraltro presenti con dei cammei: un professore studioso del paranormale ma scettico per Murray, un taxista scontroso per Akyroyd, un becchino sprint per Hudson. Mancava Harold Allen Ramis, l'indimenticabile Egon Spengler, il cervellone della squadra, venuto a mancare nel febbraio 2014. Se a caccia di fantasmi vanno le donne, la nouvelle vague femminista fa sì che in segreteria la bellezza senza cervello sia interpretata da un uomo anziché da una donna, ovvero da Chris Hemsworth. Insomma, un film figlio delle polemiche sui generi di quest'epoca, che tuttavia piace molto ai più giovani. O, almeno, sembra essere piaciuto molto alla platea in erba del Giffoni. Meno, probabilmente, a chi è stato un fan dei primi due film ed è ancora appassionato alla vecchia, forse u po' “maschilista” squadra dei Ghostbusters.
17/07/2016 www.optimaitalia.com Al Giffoni Film Festival 2016 i Manetti Bros “Raccontiamo una Napoli senza stereotipi” Dopo il successo di Song ’e Napule i Manetti Bros. sono tornati “sul luogo del delitto” e hanno appena finito di girare nella città partenopea un nuovo film che per ora ha un titolo di lavorazione provvisorio che è “Nun è Napule”. Quasi inevitabile quindi che l’incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, orchestrato dal critico Francesco Alò, finisse per parlare di una città per la quale Marco e Antonio Manetti hanno maturato un affetto profondo. “Abbiamo voluto fare un film sul pregiudizio – esordiscono i Manetti Bros. –, quel pregiudizio che dipinge Napoli come brutta e triste. Ma questo è inevitabile se alla fine tutti i racconti sulla città sono incentrati su periferie e camorristi. Invece Napoli è una città allegra e solare, e noi abbiamo cercato di restituire anche questi aspetti. Ci ha aiutato molto, per esempio, girare nel centro di Napoli. Siamo stati i primi a farlo, incassando lo scetticismo degli stessi operatori del settore che ci sconsigliavano di farlo, dicendo che era logisticamente troppo difficile. Noi ci siamo intestarditi su questa scelta, e abbiamo scoperto che era una cosa facilissima. Questo ha aiutato a dare un certo sapore al film. E oggi tante produzioni hanno riscoperto il centro della città, forse anche un po’ per merito nostro”.
17/07/2016 www.cilentonotizie.it Alessandro Tersigni al Giffoni Film Festival «Viaggiare, l’antidoto contro la violenza» “L’unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore”. Questo l’appello di Alessandro Tersigni, l’affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. “È un’attualità difficile da raccontare – ha continuato – i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l’Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?”. Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l’eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. “Il film – ha spiegato - è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata – ha aggiunto - una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme”. Il fascino del Festival non ha di certo lasciato indifferente l’attore romano: “Ho sentito le testimonianze dei miei colleghi sopravvissuti, ci sono ragazzi preparatissimi pronti a torturarci”. Sulle sue “destinazioni” future – parafrasando il tema di quest’anno – ha svelato: “mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema, intanto a novembre ricominciano le riprese de Il Paradiso delle Signore 2, sul piccolo schermo arriverà nel 2017”.
17/07/2016 www.larampa.it Alessandro Tersigni a Giffoni: “Viaggiare, l’antidoto contro la violenza” “L’unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore”. Questo l’appello di Alessandro Tersigni, l’affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. “È un’attualità difficile da raccontare – ha continuato – i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l’Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?”. Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l’eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. “Il film – ha spiegato – è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata – ha aggiunto – una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme”. Il fascino del Festival non ha di certo lasciato indifferente l’attore romano: “Ho sentito le testimonianze dei miei colleghi sopravvissuti, ci sono ragazzi preparatissimi pronti a torturarci”. Sulle sue “destinazioni” future – parafrasando il tema di quest’anno – ha svelato: “mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema, intanto a novembre ricominciano le riprese de Il Paradiso delle Signore 2, sul piccolo schermo arriverà nel 2017”.
17/07/2016 www.newscinema.it GIFFONI 2016: BEING CHARLIE, LA TOSSICODIPENDENZA GIOVANILE SECONDO ROB REINER Being Charlie, in anteprima al Giffoni Film Festival, è l’ultima opera di Rob Reiner, il poliedrico regista che ha firmato film di grande successo e dai generi differenti, da Misery non deve morire ad Harry ti presento Sally, da Stand by me a Codice d’onore. Qui Reiner, sempre attento ai temi sociali e grande attivista politico, rivolge uno sguardo lucido e mai retorico, anche se drammatico, su una storia di tossicodipendenza giovanile e di crescita personale, ambientata tra le luci e le ombre di una certa società bene californiana, dove idealismi e opportunismi si intrecciano in maniera ambigua. Charlie (Nick Robinson), nel giorno del suo diciottesimo compleanno, scappa dall’ennesimo centro di riabilitazione per tossicodipendenti, tra i puritani dello Utah, per tornare a casa a Los Angeles. Lo aspetta Adam (Devon Bostick), amico di sempre e compagno di eccessi, ma deve fare i conti con l’opposizione della famiglia, una ricca coppia che incarna tutti gli stereotipi della upper class americana. Il padre David (Cary Elwes), ex attore ora candidato a governatore della California, sembra preoccupato esclusivamente per la sua campagna elettorale, ma neppure la madre Liseanne (Susan Misner), bella, fragile e sottomessa, trova un suo spazio nel gestire un figlio così problematico. Charlie dovrà sparire di scena e rinchiudersi in un nuovo centro di recupero, dove l’incontro con un’altra giovane ospite, Eva (Morgan Saylo) sembra aiutarlo a trovare un obiettivo per resistere e cercare una via d’uscita dalla dipendenza. La strada però non potrà essere semplice né diretta, e Charlie dovrà attraversare aspre difficoltà ed entrare nel buio più profondo di se stesso, per trovare il suo percorso. Il regista Reiner racconta con tono asciutto e un giusto ritmo. Segue il suo protagonista ora nelle anguste e soffocanti stanze dei centri di riabilitazione, ora nelle splendide ville di famiglia, perfette e impersonali come appena ritratte per qualche raffinata rivista d’arredamento, fin nello squallore sudicio e triste di rifugi tossici; tra tutto questo, regala squarci di luce e poesia nelle splendide scene in esterno, dove una felice
fotografia rende tutta la potenza vivificante di un paesaggio naturale selvaggio, che sembra entrare in risonanza con il desiderio di salvezza dei protagonisti. Con grande misura e senza eccessi, sorretto da una bella sceneggiatura firmata dal figlioNick Reiner e dal giovane Matt Elisofon, il regista tratteggia con sincerità i suoi personaggi che, pur rientrando in categorie potenzialmente stereotipate, hanno comunque una forte carica umana. Così, in questo viaggio alla ricerca di un’identità, emergono quei grandi temi da cui non si può sfuggire, l’amicizia, l’amore, la famiglia, e mentre ogni personaggio corre incontro al proprio diverso destino, il regista sottolinea con intensità come l’amore e il senso di responsabilità personale siano la chiave di volta della vita di tutti noi. Ottima prova per i giovani protagonisti. Nick Robinson, già baby attore Disney e visto in Jurassic World oltre che in varie serie televisive, tratteggia con delicata misura il personaggio di Charlie, in bilico tra egoismo e tenerezza, disperazione e desiderio di sopravvivenza; sensibili interpreti anche Morgan Saylo, già vista in Homeland, e Devon Bostick, noto per la serie tratta da Diario di una schiappa.
17/07/2016 www.newscinema.it GIFFONI 2016: FROM NOWHERE, CRESCERE COME UN GIOVANE IMMIGRATO NEL BRONX From nowhere è presentato al Giffoni Film Festival nella categoria consigliata per la giuria che comprende i ragazzi dai 18 anni. Come molti dei film presentati al festival, affronta i temi difficili ed attuali dell’immigrazione e della crescita nella realtà di oggi, raccontati attraverso gli occhi dei giovani che vivono queste situazioni in prima persona, in un periodo in cui questi argomenti sono i più dibattuti in politica e tra le persone comuni. From nowhere è infatti la storia di tre ragazzi: Moussa (J. Mallory McCree), nato in Guinea, Sophie (Octavia Chavez Richmond), originaria della Repubblica Dominicana, e Alyssa (Racquel Castro), peruviana. I tre condividono la stessa scuola nel Bronx, gli stessi sogni e tutti e tre desiderano più di ogni altra cosa restare negli Stati Uniti, il paese dove sono cresciuti e l’unico che riescano a ricordare. Quindi, quando una dei loro insegnanti (Julianne Nicholson) offre loro la possibilità di ottenere i documenti che tanto desiderano attraverso l’aiuto di un avvocato, tutti e tre, con le loro differenti personalità e condizioni familiari, decidono di scavare nella storia della loro famiglia, alla ricerca delle informazioni che permetteranno loro di restare e di vivere il loro futuro come desiderano. Il regista Matthew Newton, dopo essersi laureato al National Institute of Dramatic Arts di Sidney, ha avuto una carriera da attore di teatro e televisione in Australia, e la premiere del suo primo film da regista e sceneggiatore, Three blind mice, è stata presentata al Festval di Toronto ed è stata acclamata dalla critica. Anche in questo nuovo film, dove sono inquadrati spesso i volti dei protagonisti e della loro famiglia, descrive con realismo e delicatezza una storia difficile e contemporanea, riuscendo a comunicare allo stesso tempo le emozioni contrastanti dei tre protagonisti e la speranza, fragile e forse vana, di un futuro sicuro e lontano da ogni preoccupazione.
17/07/2016 www.cinemotore.com Alessandro Tersigni a Giffoni: “Viaggiare, l’antidoto contro la violenza” “L’unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore”. Questo l’appello di Alessandro Tersigni, l’affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. “È un’attualità difficile da raccontare – ha continuato – i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l’Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?”. Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l’eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. “Il film – ha spiegato – è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata – ha aggiunto – una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme”. Il fascino del Festival non ha di certo lasciato indifferente l’attore romano: “Ho sentito le testimonianze dei miei colleghi sopravvissuti, ci sono ragazzi preparatissimi pronti a torturarci”. Sulle sue “destinazioni” future – parafrasando il tema di quest’anno – ha svelato: “mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema, intanto a novembre ricominciano le riprese de Il Paradiso delle Signore 2, sul piccolo schermo arriverà nel 2017”.
17/07/2016 www.nanopress.it Il cast di Gomorra al Giffoni 2016: ‘Futili le polemiche’ Il cast di Gomorra ospite al Giffoni Film Festival 2016: sul blue carpet della manifestazione, i protagonisti della serie tv, e nello specifico Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco, che hanno parlato delle polemiche sulla e intorno alla serie. Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco: questi i protagonisti del cast della serie tv Gomorra ospiti del Giffoni Film Festival 2016. Oltre a qualche anticipazione e retroscena sulla terza stagione, che potete leggere su Televisionando, gli attori si sono soffermati sulle polemiche che la serie, da anni, si porta dietro, nello specifico di essere ‘solo’ la rappresentazione del male. Una critica cui D’Amore ha replicato invitando il pubblico a non ‘chiudere’ il cast in un solo personaggio, ricordando come tutte le star di Gomorra facciano anche ‘altre bellissime cose‘, mentre Palvetti ha dato atto ai ragazzi di aver saputo riconoscere la qualità della serie, e l’onestà di cast e autori nel rappresentare una realtà che va oltre la serie. ‘Gomorra esiste perché c’è la camorra, non il contrario‘, la risposta della Donadio. Anche in Campania non sono mancate le polemiche su Gomorra: ospite del Giffoni Film Festival 2016, Esposito ha sottolineato come ‘Gomorra è una cassa di risonanza molto comoda, usata anche da politici che ne hanno approfittato per far campagna elettorale, anche dicendo di aver negato il permesso per riprese che non erano mai state richieste‘. D’Amore, invece, ha ricordato che le telecamere di Gomorra sono impietose, perché dietro gli attori non ci sono scenografie. ‘Se il sindaco di Afragola dice di no alle riprese alle Salicelle è perché sa che fanno schifo e dovrebbe poi spiegare come si fa a far vivere i propri concittadini in quella maniera’, per poi aggiungere che tutto ciò avviene a 2 km da una metropoli europea e chiedendosi cosa ci sia davvero dietro, se sia magari ‘un potere più pulito, magari in giacca e cravatta, che fa più paura delle pistole‘. Esposito ha inoltre ricordato l’ingente indotto di Gomorra, che viene girata per 9 mesi l’anno, con investimenti di 16/18 milioni di euro: una realtà che in Italia non fa notizia, mentre tutti impazziscono per
il vibratore di Scianel. D’altronde, come ha aggiunto D’Amore, l’Italia è anche il Paese in cui un ragazzo di 26 anni (Roberto Saviano, ndr) scrive un libro e finisce per avere più detrattori di quelli di cui racconta. Insomma, per concludere sulle polemiche che ‘circondano’ Gomorra, quelli che si indignano per una serie tv sono magari gli stessi che non raccontano quello che hanno visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna (De Caro) o sono i ‘politicanti‘ che preferiscono indignarsi per una serie e far finta che il resto non esista.
17/07/2016 www.aise.it A GIFFONI FILM FESTIVAL FRANCO AZZINARI DIPINGE IL MONDO EMOZIONALE DI FRANCIS FORD COPPOLA - DI RENATO GUZZARDI Il maestro Franco Azzinari è conosciuto in tutto il mondo come ll pittore del vento; pittore del vento del sud, quel vento che modella i campi di grano maturo, le distese di papaveri rossi, le ginestre in fiore e gli ulivi secolari tipici del paesaggio meridionale. La definizione, coniata dalla genialità creativa di Sergio Zavoli, col passare del tempo si è imposta come straordinariamente appropriata per evidenziare la specificità del maestro. Infatti per un lungo periodo nella vita artistica di Franco il vento è stato sempre presente, palpabile e vigoroso. Basta fermarsi a guardare le sue prime opere per sentire la sensazione del vento in faccia: a volte associato al suo possente ululato, a volte delicato con la sua brezza leggera, a volte intriso degli odori dei pollini che trasporta e dei sapori delle cose buone che accarezza. Poi il tempo è passato e Franco si è evoluto, sia come artista sia come persona, diventando cittadino del mondo. Quel cittadino del mondo che si ferma nei posti che visita per respirarne l’aria e parlare con le persone che incontra per capirne le emozioni più riposte. Emozioni che poi trasforma in dipinti inseriti in bellissime collezioni artistiche che hanno sullo sfondo i luoghi del mito mediterraneo, la gente di mare della vibrante Cuba e il coloratissimo mondo Keniota. I suoi dipinti sono centrati sui volti di persone comuni, ne scoprono le emozioni più profonde, ne descrivono gli amori, i sogni, le speranze e anche la tanta fatica quotidiana. È straordinaria la capacità del maestro di trasformare persone comuni in giganti mostrando la loro fierezza e la loro dignità di essere. Ora Franco si è evoluto ancora, passando dalle persone comuni alle espressioni dei volti dei grandi della storia recente e contemporanea. I personaggi da lui dipinti sono tutti caratterizzati da una fortissima carica emozionale, culturale, sociale e politica e tutti hanno occupato ed ancora occupano
spazi rilevanti del dibattito recente tra arte e miti della società contemporanea. Tra i personaggi dipinti dal maestro, un posto di rilievo è tenuto da Ernest Hemingway di cui ricordiamo la bellissima monografia "Looking for Hemingway" del 2013 contenente le ricerche iconografiche realizzate fin dagli anni 2000. In questo lavoro il maestro dipinge il contesto geografico e umano della Cuba tanto amata da Hemingway. Altra pietra miliare, tra le ricerche iconografiche condotte la maestro, è quella ispirata a Gabriel Garcia Marquez (2011). "Espressioni di Gabriel Garcia Marquez" contiene i risultati di una lunga ricerca iniziata nel 2010. Poi ancora la monografia pittorica dedicata al leader massimo Fidel Castro (2012), denominata "El Rostro de la Historia" in occasione del suo ottantaseiesimo compleanno. Anche questa volta il maestro non si fermato a dipingerne solo il volto del leader massimo, ma è entrato dentro il personaggio cogliendone emozioni, valori, debolezze come monografie d’arte profonde, dettagliate e intimistiche. Il lavoro che oggi presentiamo è la sintesi di una ricerca intimistica condotta da Franco Azzinari centrata sul maestro del cinema Francis Ford Coppola. Francis Ford Coppola, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di grandissimo talento, nasce a Detroit nel 1939 da una famiglia di origine lucana, suo padre musicista era figlio di emigranti provenienti da Bernalda in provincia di Matera e sua madre, anche lei di origine italiana, era figlia del proprietario di una sala cinematografica di Brooklyn. L'infanzia di Francis Ford Coppola fu segnata dalla poliomielite, che lo costrinse in casa per lunghi periodi. Fu proprio nella sua convalescenza che sviluppò la passione per il cinema decidendo di diventare regista. Successivamente Coppola, nel corso della sua vita, realizzerà con grande successo questo suo sogno realizzando film come "Il padrino" del 1972, "Apocalypse Now" del 1979, "Bram Stoker’s Dracula" del 1992 fino al recente "Twixt" del 2011, che lo hanno collocato tra i grandi della storia del cinema americano assieme a Brian De Palma, George Lucas, Martin Scorsese e Steven Spielberg. Naturalmente non mancarono i riconoscimenti per la sua straordinaria carriera ricevendo 6 Oscar, 9 Nomination Oscar, 6 Golden Globe, un Leone d’oro alla carriera e tantissime altre onorificenze in tutto il mondo. I rapporti di Coppola con l’Italia ed in particolare con la Basilicata, sono fortissimi. Infatti a Bernalda, cittadina di origine del nonno Agostino, ha acquistato un antico palazzo per trasformarlo nel "Palazzo Margherita", resort di grande prestigio e sua residenza italiana preferita. È a Palazzo Margherita che Franco incontra per la prima volta il maestro del cinema iniziando questa straordinaria collaborazione che ha dato come risultato questa monografia artistica. Le opere di Franco su Coppola contenute in questa monografia non sono semplici dipinti su tela, ma sono opere animate capaci di espandersi e riempire tutto lo spazio circostante. I tratti maturi del volto di Coppola, la rugosità ed i colori della sua pelle, l’ossatura delle mani, la vivacità dei suoi occhi, la profondità dello sguardo, il
vissuto storico della possente barba, magicamente armonizzano con i colori utilizzati dal maestro trasformando immagini statiche in entità multidimensionali che, prima rarefatte, poi sempre più nitide e definite si trasformano, nell’immaginario dell’osservatore, in forme quasi ologrammatiche multidimensionali. Ma la magia non si ferma e continua ad evolversi, cosi le immagini già animate, crescono e si sviluppano nella "realtà emozionale aumentata" ovvero nel mondo dove l’arricchimento delle percezioni sensoriali si realizza, non attraverso le tecnologie ma, mediante le percezioni emozionali dell’arte. È quindi nella realtà aumentata che, per l’osservatore, diventa possibile percepire le emozioni profonde del grande maestro del cinema: le sue passioni, i suoi amori, la sua irrequietezza, il suo legame con le sue radici meridionali, il suo carattere forte e sensibilmente attento. In questo nuovo paradigma, il maestro Azzinari associa i tratti emozionali di Francis Ford Coppola a vari sfondi: i campi di grano cullati dal vento lucano; l’immagine del castello di Bernalda molto cara al maestro del cinema; i vicoli e le case di Matera patrimonio dell’UNESCO e capitale europea della cultura e di altri piccoli insediamenti urbani tipici del territorio lucano compresi gli interni della sua residenza di Bernalda. Sarà stato il fato, ma dall’incontro di questi due maestri dell’arte è nato un nuovo modo di fare arte tra artisti che io oserei definire della "contaminazione reciproca". È la magia dove i due artisti si integrano, si complementano, si infiuenzano, si arricchiscono della conoscenza reciproca, aggiungondo valore aggiunto alla sommatoria dei loro valori individuali. Così fra i due nasce il progetto "Il Mondo emozionale di Francis Ford Coppola": 20 ritratti ad olio, formato cm100x70. La prima esposizione è allestita dal 15 al 26 luglio al Convento San Francesco, Giffoni Valle Piana (Sa), in occasione del Giffoni Film Festival 2016. Mi piace definire il nuovo Franco Azzinari come il pittore delle emozioni ed i suoi dipinti come "ologrammi emozionali della realtà aumentata". Anche perché ci fanno viaggiare in spazi dove vivono le emozioni profonde dell’essere umano come l’irrequietezza e la voglia di sognare.
17/07/2016 www.todaynewspress.it GIFFONI 2016, ‘MEET THE STARS’ DI GOMORRA LA SERIE: “IL FESTIVAL È L’ALTERNATIVA AL MALE” “Siete bellissimi! Giffoni è il Festival più bello del mondo!”: così il cast di Gomorra La Serie ha salutato i partecipanti al primo Meet the Stars organizzato dal Giffoni Film Festival che ha dato a centinaia di fans l’occasione di incontrare Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Cristina Donadio, Marco Palvetti, Fabio De Caro e Carmine Monaco. “Giffoni è l’alternativa al male” dice Cristiana Dell’Anna, la Patrizia della serie. “Quel che frega le persone che vivono in contesti disagiati è il non avere altra scelta. Ma quel che fate qui è una grande alternativa, da non farsi scappare”. Una di quelle occasioni che non si è fatto sfuggire Carmine Monaco, ‘O Track nella serie: “Io vengo dai Quartieri Spagnoli e certe situazioni raccontate nella serie io le ho viste, qualche amico mio ‘che ha sbagliato’ le ha anche vissute. Ho sofferto a preparare il mio personaggio, anche perché ero circondato da professionisti, ma devo dire che dal vostro entusiasmo è andata bene”, le parole dell’attore. Di fronte alle polemiche di quanti vedono in Gomorra solo la rappresentazione del male, Marco Palvetti replica che “i ragazzi hanno invece saputo riconoscerne la qualità, la nostra onestà nel rappresentare una realtà che va oltre la serie”.“Gomorra esiste perché c’è la camorra, non il contrario” ha ricordato Cristina Donadio, la spietata Scianèl, che esorta il pubblico a non considerare simboli i personaggi della serie. “Non si meritano i vostri selfie, sono il male. Considerateci dei fumetti, non degli eroi” aggiunge Donadio, cui fa eco Palvetti:“Tra di noi non c’è nessun personaggio positivo. Un uomo che uccide la moglie o uccide un bambino è un uomo già morto”. Ruoli ai quali gli interpreti non hanno paura di restare imprigionati come precisa D’Amore: “Ciascuno di noi è devoto al proprio personaggio. Sono dei veri abissi, non finiscono mai di offrire qualcosa. La paura non deriva dai personaggi ma dalle logiche dell’industria
cinematografica”, aggiunge l’attore, pur esortando il pubblico a non chiuderli in un solo ruolo: “Voi avete il potere commerciale di scegliere, siete voi che dovete seguirci nei nostri altri progetti, al cinema o in teatro, e scoprirete che ciascuno di noi fa tante altre bellissime cose. Pretendete dagli attori serietà, rigore, qualità: nel nostro paese c’è chi fa del nostro mestiere solo una mostra di vanità, alimentata da anni di prodotti medio-bassi che hanno finito per portare il pubblico a identificare ruoli e attori”. A chi si complimenta per la crescita del suo Genny, Salvatore Esposito risponde invertendo la prospettiva: “Gennaro non cresce, regredisce. La sua è una involuzione morale che per un attore rappresenta una sfida bellissima. Genny, infettato dal veleno della famiglia, è diventato proprio quello che i genitori avrebbero voluto”. Quanto alle polemiche seguite alla tanto discussa scena che ha visto Malammore uccidere a sangue freddo la figlia di Ciro Di Marzio, l’interprete Fabio De Caro ha raccolto le scuse che una mamma, dalla platea, gli ha rivolto a nome di quanti lo hanno aggredito sui social: “Quell’1% che mi ha minacciato via social ha dei problemi: per questi però ci vuole solo un medico. E’ acqua passata. Il vostro calore mi rassicura”. Ai tanti che in Campania si sono schierati contro la serie, Esposito replica che“Gomorra è una cassa di risonanza molto comoda, usata anche da politici che ne hanno approfittato per far campagna elettorale, anche dicendo di aver negato il permesso per riprese che non erano mai state richieste. Le telecamere di Gomorra sono impietose: dietro le nostre facce non ci sono scenografie. Se il sindaco di Afragola dice di no alle riprese alle Salicelle è perché sa che fanno schifo. Dovrebbe poi spiegare come si fa a far vivere i propri concittadini in quella maniera – precisa D’Amore – La vera domanda è come è possibile che quello che raccontiamo avvenga a 2 km da una metropoli europea. Cosa c’è davvero dietro? Forse un potere più pulito, magari in giacca e cravatta, che fa più paura delle pistole” ha aggiunto. “Nessuno dice che Gomorra è un indotto importante: giriamo per 9 mesi di fila, con investimenti di 16/18 milioni di euro che portano lavoro. Ma questo non fa notizia: in Italia fa notizia il vibratore di Scianel” rincara Esposito, rispondendo a una domanda posta da una ragazza di Corato, località balzata alla cronaca per il disastro ferroviario che ha ucciso 23 persone.” Solo nel Sud Italia dimenticato da tutti può succedere quello che è successo a Corato! È una vergogna! – si scalda D’Amore, sostenuto da un lungo e caldo applauso che dalla platea ha ricordato le vittime. – Questo è anche quel Paese in cui un ragazzo di 26 anni scrive un libro e finisce per avere più detrattori di quelli di cui racconta” aggiunge l’attore, citando così Roberto Saviano, cui si deve l’idea di un libro che ha conquistato il mondo e una serie venduta in 150 Paesi del mondo. L’invito che arriva da cast è quello di imparare ad andare dentro le cose, come invita a fare Gomorra, senza lasciarsi trascinare dalla polemica facile. “Quelli che si indignano per Gomorra magari sono gli stessi che non raccontano quello che hanno
visto al parco Verde di Caivano dove è morta la piccola Fortuna”,conclude De Caro, con Esposito che aggiunge “O sono i politicanti che preferiscono indignarsi per una serie e far finta che il resto non esista”. Gomorra appassiona, non solo sullo schermo.
17/07/2016 www.todaynewspress.it Alessandro Tersigni a Giffoni: “Viaggiare, l’antidoto contro la violenza” “L’unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, a scoprire, a conoscere. Non bisogna vivere nel terrore”. Questo l’appello di Alessandro Tersigni, l’affascinante Vittorio Conti de Il Paradiso delle Signore, ai giurati della 46esima edizione del Giffoni Film Festival. “È un’attualità difficile da raccontare – ha continuato – i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l’Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Che vuoi dire ad un bambino? Come glielo spieghi che esistono delle storpiature e delle persone in grado di uccidere alla cieca?”. Tersigni è tra i protagonisti di Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, che porta al cinema l’eco della Grande Guerra, incorniciato da storie e racconti di un tempo lontano, ma tremendamente moderno. “Il film – ha spiegato – è incentrato sulla storia di due fratelli, figli di una famiglia trevigiana emigrata in Argentina, pronti a tornare in Italia come volontari per supportare il proprio Paese. È stata – ha aggiunto – una prova difficile ma stimolante. Ho rivissuto quei tempi grazie ai racconti di mio nonno, in particolare ricordo la fame: non potevo alzarmi da tavola se prima non avevo finito tutto. In compenso, in quegli anni, era fortissimo il senso di unità e collaborazione. Oggi abbiamo perso il valore dello stare insieme”. Il fascino del Festival non ha di certo lasciato indifferente l’attore romano: “Ho sentito le testimonianze dei miei colleghi sopravvissuti, ci sono ragazzi preparatissimi pronti a torturarci”. Sulle sue “destinazioni” future – parafrasando il tema di quest’anno – ha svelato: “mi piacerebbe vestire i panni di Luigi Tenco al cinema, intanto a novembre ricominciano le riprese de Il Paradiso delle Signore 2, sul piccolo schermo arriverà nel 2017”.
17/07/2016 www.todaynewspress.it GABRIELE MAINETTI AL GIFFONI FILM FESTIVAL Con il regista de “Lo chiamavano Jeeg robot” arriva anche Edison for Nature, il progetto di cinema collettivo su energia e ambiente di Edison Roma, 17 luglio 2016 – Lunedì 18 luglio al Giffoni Film Festival sarà la giornata di Gabriele Mainetti, pluripremiato regista de “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Mainetti incontrerà i ragazzi ospiti della manifestazione per una Masterclass alle 16.00 e alle 16.45 circa presenterà a loro e alla stampa Edison For Nature, progetto ideato da Edison, di cui è testimonial e curatore assieme al documentarista Andrea Segre. Un progetto di cinema collettivo aperto a chiunque abbia un’idea e una storia da raccontare nell’ambito dei temi: Comportamenti sostenibili, L’energia del futuro e I mestieri dell’energia. Un contest al quale sarà possibile partecipare attraverso video (video interviste o cortometraggi della durata massima di 90 secondi), parole (sceneggiature e testi di massimo 5.000 battute), immagini (fotografie, disegni, fumetti, fino a un massimo di 10 foto o tavole) e audio (audio messaggi della durata massima di 60 secondi). Un’occasione irripetibile per i ragazzi del Giffoni 2016 per parlare di cinema, ma anche di energia, uomo e natura, di cultura della sostenibilità e di risparmio energetico, temi cari a Edison, azienda leader nel settore dell’energia, da sempre impegnata nella diffusione di pratiche rispettose dell’ambiente.
17/07/2016 www.todaynewspress.it Giffoni Film Festival, ENZO GRAGNANIELLO e SON PASCAL in concerto Enzo Gragnaniello può considerarsi uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco. Compone le prime canzoni a 18 anni; sono storie sentite da chi aveva fatto la guerra e storie di emarginati. Sono canzoni d’amore e di rabbia, ma anche di speranza. Nel 1977, insieme a Gennaro De Rosa, Lorenzo Piombo, Roberto Porciello, Francesca Veglione, forma il gruppo musicale “Banchi Nuovi” con lo scopo di avvicinarsi alla riscoperta delle radici popolari della musica e della canzone napoletana. Questa prima esperienza di musica impegnata porta Enzo a pubblicare i suoi primi album: Enzo Gragnaniello del 1983, e Salita Trinità degli Spagnoli del 1985 il cui titolo si ispira al nome della via di Napoli dove Enzo tuttora vive, nei Quartieri Spagnoli. Nel 1986 vince l’importante Targa Tenco, riconoscimento che otterrà anche nel 1990 e nel 1999. Numerose sono le sue collaborazioni con grandi artisti come Mia Martini per cui scrive le straordinarie Stringi di più e Donna. Nel 1991 rilancia la canzone napoletana moderna con il brano “Cu’mmè” che interpreta con la stessa Mia Martini e Roberto Murolo. Il brano raggiunge una tale popolarità da essere tradotto in diverse lingue e nel 1994 viene scelto come colonna sonora per lo spot televisivo del G7 che si tiene a Napoli in quell’anno. Nel 1999 Gragnaniello è tra i più acclamati big in gara al 49° Festival di Sanremo con la canzone Alberi, interpretata con la partecipazione di Ornella Vanoni. Nel 2003, dalla collaborazione con James Senese nasce il disco Tribù e Passionecon cui i due artisti si immergono nelle radici della canzone classica napoletana per riscoprirne la vera forza, l’essenza e la profonda passione. Misteriosamente è il nuovo album di Enzo Gragnaniello, pubblicato nel 2015, (su etichetta Nar International/Fujente Music – distr. Self) a quattro anni di distanza dal suo lavoro precedente, Radice. Dodici brani firmati, prodotti e arrangiati dal cantautore in cui spiccano Misteriosamente – il brano che dà il titolo all’album, cantato in duetto con Raiz- e Quale futuro vuoi – interpretato con Nino Buonocore. Nel disco hanno suonato gli amici del cantautore, alcuni dei più accreditati musicisti italiani, a cominciare da Franco Del Prete, tra i nomi più conosciuti del Neapolitan
Power: Daniele Sepe, Piero Gallo, Erasmo Petringa, Aniello Misto, Gennaro Porcelli, Ciccio Merolla e Riccardo Veno. Misteriosamente rappresenta ancora di più il cuore pulsante di Napoli in cui è nato e che non ha mai abbandonato, la polis più autentica in cui continua orgogliosamente a vivere e creare canzoni di rara bellezza. Enzo Gragnaniello sarà presto in tour in tutta Italia. Son Pascal (Pasquale Caprino) è nato a Battipaglia, in provincia di Salerno, ma è cresciuto a Paestum. Attualmente vive a Astana, Kazakhstan. Ha iniziato a suonare in vari locali in Italia, tra Napoli e Roma, per poi trasferirsi a Londra, dove entra a far parte dei Like the Beatles, una delle più note cover band dei Beatles della Gran Bretagna. Il lavoro ed i buoni risultati non mancano, ma non è abbastanza. Una notte in un bar, incontra una fan, sorella di un famoso attore in Kazakistan che aveva deciso di organizzare un talent show musicale, chiamato A-Tunes. Pasquale decide di partecipare al programma, arrivando secondo in finale. L’esperienza estera è il vero trampolino di lancio per la sua carriera. Posta su YouTube una cover della canzone Englishman in New York di Sting intitolata Englishman in Shymkent (https://youtu.be/ EDLUeyw53uo); il video diventa subito un fenomeno virale. Nel 2012 Son Pascal duetta con Al Bano in un brano reggae in russo, inglese e italiano intitolato Ainalain che tutt’ora è uno dei brani con più cover eseguite dai fan in Kazakistan (quasi 500.000 views). Dopo il successo kazako, decide di far riproporre la sua musica e far conoscere le sue esperienze anche nel suo paese e nel 2013 inizia la collaborazione con Deejay TV, e diventa protagonista del programma televisivo Pascalistan, un docu-reality in due serie, in cui racconta la sua vita in Kazakistan, tra eventi, viaggi e concerti. Nel 2015 partecipa alla quarta edizione di Pechino Express (Rai2) con Christian Bachini Kang con cui forma la squadra degli Espatriati, arrivando secondi in finale. A giugno 2016 pubblica il suo primo singolo in italiano Amore Ubriaco. A presentare tutti i live show sarà la giornalista-blogger e rockettara Anna Trieste che con la sua verve e ironia tagliente introdurrà i protagonisti delle serate live in programma.