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L'isola di Armando anteprima

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L’ISOLA DI ARMANDO

MARSHA DIANE ARNOLD · ANNE YVONNE GILBERT

L’ISOLA DI ARMANDO

© 2023 Marsha Diane Arnold (testo)

© 2023 Anne Yvonne Gilbert (illustrazioni)

Titolo originale Armando‘s Island

Traduzione dall’inglese di Dante Della Torre

Edizione originale 2023 Creative Editions, un marchio di The Creative Company, Mankato, MN, USA.

© 2026 orecchio acerbo s.r.l.

Viale Aurelio Saffi, 54 · 00152 Roma www.orecchioacerbo.com

Stampa: Print Best (Estonia)

Finito di stampare nel mese di maggio 2026

MARSHA DIANE ARNOLD · ANNE YVONNE GILBERT

L’ISOLA DI ARMANDO

TRADUZIONE

DI DANTE DELLA TORRE

Sotto panneggi di chiome ondulanti come un oceano verde, in un’antica foresta, abitava Armando.

Ogni mattina si svegliava al profumo della terra, alle voci e ai canti delle cime degli alberi, al sapore di bacche appena colte.

Crescendo, aveva imparato gli stati d’animo della foresta pluviale: il tuono rabbioso, la pioggia sconfinata, la tenebra profonda del suolo forestale, il sole-serpente che si faceva strada in un varco luminoso dove un albero enorme era crollato.

Camminava scalzo sullo scrocchiare delle foglie, giocava lungo il fiume con il fango che filtrava tra le dita dei piedi, scavalcava i tronchi caduti come un grillo, scalava le liane tra fuggi-fuggi di lucertole, e si sentiva intimamente legato al suo rifugio verdeggiante.

Con il passare del tempo, le gambe di Armando saltavano di meno e si arrampicavano con più prudenza.

Ma al primo canto del tucano, si ricordava:

rincorrere farfalle lungo torrenti dorati, lanciare il richiamo delle scimmie urlatrici che penzolano alte lassù, ballare al ritmo della pioggia con una foglia per ombrello.

Un giorno, un tagliaboschi andò da Armando.

«Questi alberi ci servono per fare case e mobili. La tua terra ti renderà ricco.»

«Io sono già ricco» rispose Armando, contemplando il giardino smeraldo attorno a sé.

Così, il tagliaboschi portò i suoi denari al vicino di Armando, più a nord.

I macachi zittirono i loro stridi.

Le scimmie smisero di ciondolarsi.

Le rane arboricole smisero di tuffarsi.

Un

mattino, su al nord, il crepitare delle motoseghe e il brontolio delle ruspe fece tremare la terra.

I bradipi dalla pelliccia verde sgranarono gli occhi assonnati mentre fuggivano verso sud, da Armando.

SEGUE…

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