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Io e tutti anteprima

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© 2019 Ylva Karlsson (testo)

© 2019 Sara Lundberg (illustrazioni)

© 2026 orecchio acerbo s.r.l.

Viale Aurelio Saffi 54, 00152 Roma www.orecchioacerbo.com

Titolo originale: Jag och alla

Traduzione dallo svedese di Maria Valeria D’Avino

Italian edition published in agreement with Koja Agency

The cost of this translation was supported by a subsidy from the Swedish Arts Council, gratefully acknowledged Stampa: Florjancic (Slovenia)

Finito di stampare nel mese di marzo 2026

Traduzione di Maria Valeria D’Avino

Io sono Olivia.

Sto andando in moto con mia mamma.

In mano ho una scimmietta di plastica.

Oggi la faccio vedere ai miei compagni a scuola.

Sono seduta dietro mamma, con la guancia appoggiata alla sua schiena e penso.

Penso a qualcuno che non sono io.

A qualcuno che sta da tutta un’altra parte e ha pensieri tutti diversi dai miei.

Pensieri che forse io non ho mai pensato e non penserò mai.

In ogni macchina e in ogni casa c’è qualcun altro e io mi chiedo come sarebbe essere loro e a cosa pensano.

In un prato ci sono delle mucche e dei bambini con le casacche gialle e io mi chiedo come sarebbe essere uno di loro, essere un bambino che va a trovare una mucca.

Io sono Musse.

Sto sdraiato su una mucca.

Sento la sua pelle sul palmo delle mani.

È morbida e calda.

Mi piacerebbe dormirci, qui sopra.

Gli altri bambini stanno già mangiando il pranzo al sacco.

Ma io non scenderò mai da questa mucca.

La signora della fattoria è gentile. Mi aspetta.

Ride e parla con mio nonno. Lei parla svedese e lui parla arabo.

Poi nonno va a guardare la mungitrice.

Nonno sa un sacco di cose sulle mucche. E sulle pecore.

Quando sarò grande avrò anch’io delle mucche. Tantissime.

E un trattore. Giallo o verde.

O rosso, come quello che vedo dall’altra parte della strada quando apro gli occhi.

Mi chiedo come sarebbe essere quello che sta seduto su quel trattore e lo guida.

Io sono John.

Sto seduto su un trattore.

Ho in mano il volante e Sara tiene le mani sulle mie.

Guidiamo insieme.

E abbiamo tutti e due le cuffie di protezione sulle orecchie.

Le mie sono verdi, quelle di Sara rosse.

Nelle sue si può sentire anche la musica, soprattutto Mozart o Beethoven.

Quando torneremo a casa li ascolteremo insieme.

Come sempre. Sara si fa la doccia con la porta accostata, io ascolto la musica e Nina prepara la cena.

Ma stasera dobbiamo sbrigarci. In chiesa c’è il concerto.

Andremo lì in macchina e io terrò la custodia con il violino di Sara.

In lontananza vedo il campanile della chiesa.

È lì che andremo stasera.

Mi chiedo se lì c’è qualcuno anche adesso.

Qualcuno in piedi davanti a una tomba, triste.

SEGUE…

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