



© 2026 Nino De Vita (testo)
© 2026 Giovanni Emilio Cingolani (illustrazioni)

© 2026 orecchio acerbo s.r.l. viale Aurelio Saffi 54, 00152 Roma ww.orecchioacerbo.com
Grafica: orecchio acerbo
Stampa: Dimograf (Polonia)
Finito di stampare nel mese di luglio 2026



IAndavano sempre là, in quel solito posto, a piedi, o pedalando: quando scuola non ce n’era, se voglia non ne avevano.


Buttavano, mulinandole, le lenze nel fondale del mare, basso, e dopo stavano a pazientare.

Martin pescatori e voli di gabbiani, aironi, pernici di mare, passavano. Posavano le folaghe, gli smergi, i tuffetti. Veniva il gheppio e stava alto, sospeso nell’aria.


La baldoria che c’era
della ragazzaglia, d’estate, allo Stagnone: scherzavano, si facevano dispetti, si rincorrevano, si tiravano addosso posidonie, muschio, oloturie.
Le sciarre che si accendevano tra di loro, le divisioni. Poi di nuovo amici stretti. E sciarre, ancora, rabbie che covavano.


