Ilaria Genzano ARCHITECTURE portfolio
Ciò che cerchiamo in un’op diverso da ciò che cerchiamo che definiamo belli sono ve amiamo.
pera architettonica non è o in un amico. Gli oggetti ersioni delle persone che
Alain de Botton
My projects
01 02
District Park Riqualificazione quartiere Mirafiori Sud, incrocio via Artom-via Somalia Docenti: Angelo Sampieri, Silvia Crivello, Quirino spinelli, Beatrice Agulli In collaborazione con Alessandro Barra, Cecilia Beccari, Francesco Bulzoni, Giulia Fiocca A.A. 2019/2020
Urban Stitch Riqualificazione quartiere Madonna del Pilone, tra corso Casale e il fiume Po Docenti: Massimo Crotti, Ilaria Tonti, Claudio Germak, Arianna Astolfi, Lodovica Valetti, Alberto Iossetti, Greta Minelli In collaborazione con Mariachiara Capocotta, Sara Ciravegna A.A. 2020/2021
03 04 05
Agri-Cool Tour Riqualificazione ex Colonia, La Salle (AO) Docenti: Roberto Dini, Francesca Thiebat , Alice Gorrino, Alessia Griginis, Corrado Carbonaro, Alessandro Depaoli, Stefano Girodo, Matteo Tempestini In collaborazione con Luca Cina, Daniel Diemoz, Giulia Fiocca A.A. 2019/2020
Ollomont Project Riqualificazione Casa dei Padri Barnabiti, Ollomont (AO) Docenti: Antonio De Rossi, Daniela Bosia, Roberto Dini, Davide Maria Giachino In collaborazione con Tiziano Uriel Monteu Cotto, Lucrezia Vicedomini A.A. 2017/2018
Re(market)able Riqualificazione Mercato dei Fiori, Borgo Rossini (TO) Docenti: Alessandro Armando, Edoardo Piccoli In collaborazione con Tiziano Uriel Monteu Cotto A.A. 2017/2018
01
Distric
Park
District Park Il distretto del Riuso
All’interno dello scenario che si delinea nel quartiere Mirafiori Sud, via Somalia risulta essere una perfetta linea guida per un dipinto racchiuso nella cornice composta dal Sangone a Sud e da Via Artom e Via Sestriere rispettivamente a Ovest e Est. Si tratta di un quartiere ricco di aree dismesse sottoutilizzate, per il quale si prevede l’inserimento nuove strutture nella griglia urbana, oltre al recupero edifici esistenti attualmente dismessi con l’obiettivo riarticolare i sistemi viari e produttivi.
e di di di
Si dipinge cosi un possibile futuro scenario basato su una logica di partecipazione e maggiore consapevolezza, uno scenario cosciente della limitatezza delle risorse e capace di conferire valore al rifiuto. Il progetto, avente come fulcro via Somalia, sottolinea le connessioni tra la stessa ed il fiume a sud comprendendo nella sua logica le aree sopra citate, talvolta valorizzate dall’inserimento di nuovi edifici sperimentali, e le preesistenze pensate nell’ottica di una riqualificazione. Un progetto di densificazione che diventa promotore di un sistema innovativo dal punto di vista economico, ambientale e sociale, un progetto che ha come fine quello di conferire un nuovo carattere al quartiere attraverso una nuova forma dell’abitare ed una nuova immagine di officina. La storica Mirafiori diventa lo sfondo di una nuova fabbrica in cui le persone abitano e lavorano, una fabbrica che azzera le distanze con la vegetazione e gli spazi collettivi, una fabbrica che sostiene una nuova tipologia di commercio garantita anche dall’autoproduzione di energia, una fabbrica non più contraddistinta da muri grigi e non permeabili.
1 km
GEOGRAFIE DELLE OPPORTUNITÀ
STATO DI FATTO
Connessioni e luoghi del riuso
LUOGHI DELLA PRODUZIONE E DEL RIUSO
Zona ZTL
*
Spazi della produzione Spazi della produzione dismessi
SPAZI APERTI
SISTEMA DELLA MOBILITÀ Linea metro esistente
Stazioni ferroviarie Percorso ciclabile
Uscita tangenziale E70
Stazioni metro
Collegamento tangenziale E70
Orti Strade di scorrimento
Parchi e giardini pubblici
Strade di quartiere
Spazi boschivi e incolti
*
*
1 km
CONDIZIONI DI OPERATIVITÀ
STATO DI FATTO
1
2
6 1
2
6
5
5
4 3 4 3
1 6
2
5
4 3 300 m LUOGHI COMMERCIALI E DEL RIUSO Aree dismesse
LUOGHI COMMERCIALI E DEL RIUSO Aree dismesse
SPAZI APERTI
SISTEMA DELLA MOBILITÀ
300 m
Supermercato Centro sportivo “Le cupole”
Via Sestriere e via Artom
Percorso ciclabile
Linee e fermate autobus
Ferrovia
SISTEMA DELLA MOBILITÀ
Supermercato
Via Sestriere e via Artom
Centro sportivo “Le cupole”
Linee e fermate autobus
Stazione metro in completamento
SPAZI APERTI
Parchi e giardini pubblic Spazi boschivi e incolti
Percorso ciclabile
Parchi e giardini pubblici
Ferrovia
Spazi boschivi e incolti
Spazi agricoli
in completamento StazioneLinea metrometro in completamento
Spazi agricoli Orti
Linea metro in completamento
Orti
ABITARE TRA LA PRODUTTIVITA’
PROPOSTA PROGETTUALE
GESTIONE DELLA PRODUZIONE Città
GESTIONE DELLA PRODUZIONEResidenze Città
Residenze RIVENDITA TRASFORMAZIONE STOCCAGGIO RIVENDITA del materiale TRASFORMAZIONE
VIA SOMALIA
A
STOCCAGGIO del materiale STOCCAGGIO del materiale TRASFORMAZIONE
VIA SOMALIA
STOCCAGGIO RIVENDITA del materiale TRASFORMAZIONE RIVENDITA
Residenze
Natura Residenze
RESIDENZE
RESIDENZE
1. Forma a corte chiusa
1. Forma a corte chiusa
2. Maggiore accessibilità
2. Maggiore accessibilità
100 m 3. Apertura della corte LUOGHI COMMERCIALI E DI INTERVENTO
USO DEL SUOLO
100 m
Centro sportivo “Le cupole”
SPAZI APERTI Giardini
Pavimentazione continua drenante Pavimentazione in autobloccanti
LUOGHI COMMERCIALI E DI INTERVENTO Centro sportivo “Le cupole”
LUOGHI COMMERCIALI E DI INTERVENTO
Centro sportivo “Le cupole”
3. Apertura della corte
SPAZI APERTI Spazi boschivi e incolti Giardini
Pavimentazione continua drenante
USO DEL SUOLO
Supermercato
Parchi pubblici
USO DEL SUOLO
100Supermercato m
Pavimentazione in autobloccanti
SPAZI APERTI Giardini
Pavimentazione continua drenante Pavimentazione in autobloccanti
Parchi pubblici Spazi boschivi e incolti
Parchi pubblici
Supermercato
Spazi boschivi e incolti
ci
SEZIONE A-A’
Centri raccolta
VIA SOMALIA
ACCESSO PRODUZIONE
Camere di 30 mq
PRODUZIONE
Urbanistica: Angelo Sampieri - Sociologia dell’ambiente: Silvia Crivello -collaboratori: Quirino Spinelli, Beatrice Agulli, Agostino Strina
CICLO PEDONALE
Spazio cucina in comune
Pannelli oscuranti per schermare la luce del sole
RESIDENZE
RESIDENZE foglio n. 4
foglio n. 5
Spazi comuni per i residenti
0
CICLO PEDONALE
10
50
FIUME
Urbanistica: Angelo Sampieri - Sociologia dell’ambiente: Silvia Crivello -collaboratori: Quirino Spinelli, Beatrice Agulli, Agostino Strina
Natura
02 Urban Stitch Il progetto Urban Stitch nasce per l’area di Madonna del Pilone: un quartiere pre-collinare situato a nord-est della città di Torino, delimitato dal fiume Po sul lato ovest e dalle prime pendici della collina sul lato Est. Esso si configura come un borgo a sé stante le cui basi identitarie risalgono alla legenda che diede impulso alla costruzione dell’omonima Chiesa. Il borgo presenta una spiccata vocazione naturalistica disturbata dall’infrastruttura di Corso Casale: un importante asse viario che collega la città di Torino e il comune di San Mauro Torinese, che attraversa il borgo costituendo una frattura nel tessuto urbano. Il progetto Urban Stitch si propone due obiettivi principali: quello di ricucire gli spazi frammentati del borgo, ricollegando il lungofiume con il tessuto urbano dall’altro lato di Corso Casale e quello di riattivare la partecipazione dei cittadini nei luoghi cardine del borgo. Per risolvere il problema della connettività il progetto propone la riqualificazione degli assi trasversali al Corso già esistenti ma attualmente occupati da parcheggi (è il caso di Via Sebastiano Po) o nascosti ed esclusivamente carrabili (è il caso della via che da Corso Casale conduce alla bocciofila). L’asse Piazzale Marco Aurelio – fiume Po viene suddiviso in “stanze” a diverse quote ispirate alle curve di livello che descrivono l’altimetria dell’area. Lo spazio acquisice così l’aspetto di una lieve discesa a passo costante, suddivisa in gradonate sul lato Nord e terreno a pendenza costante sul lato Sud. La discesa termina con una passerella a sbalzo sul fiume: uno dei due belvedere di progetto collocati al termine delle due assialità strada-fiume, i quali offrono viste aperte sul fiume oltre la cortina di alberi che separa il sentiero dall’acqua.
ANALISI IDROGRAFICA La sezione di Corso Casale viene modificata conferendo al marciapiede una maggiore ampiezza. Il marciapiede allargato include il passaggio di una pista ciclabile e diventa inoltre luogo di piccoli rain gardens che aumentano la permeabilità del suolo e arricchiscono Corso Casale di alberi e piante. Per diminuire i livelli sonori generati dal traffico, causa dell’inquinamento acustico, il corso viene inoltre rivestito con asfalto fonoassorbente e definito come zona 30km/h. Dal marciapiede di Corso casale diparte il secondo asse trasversale, che conduce alla bocciofila e al secondo belvedere, a forma di L. Quest’asse viene rivalutato tramite una nuova pavimentazione in lastre di pietra di luserna e destinato a una percorribilità ciclo-pedonale, ribaltando così la situazione di partenza.
MATRICE DI PROGETTO
L’accesso alla bocciofila dal secondo asse viene liberato tramite la demolizione dell’edificio della bocciofila esistente, le cui funzioni verranno portate a termine dal nuovo edificio di progetto. L’area della bocciofila diventa una vera e propria foresta di alberi e di funzioni sportive. I filari di alberi già presenti vengono usati come griglia di partenza per il disegno dello spazio esterno. Le varie stanze costituitesi fra i filari diventano spazi in cui svolgere attività di gruppo all’aperto, e per questo dotate di una pavimentazione in resina simile a quella dei campi da tennis che sia di supporto alle attività sportive.
CONNESSIONI
Infine, La piazza della Chiesa diventa una piazza pedonale, restituita agli abitanti, e il parcheggio per le automobili viene limitato a una piccola area in collegamento con Corso Casale. La piazza è scandita da alcuni gradini che creano una zona leggermente sopraelevata e protetta da due barriere acustiche accanto alla Chiesa: una zona più raccolta e adibita alla sosta e alla conversazione. L’illuminazione segue le linee di progetto, disegnando la forma degli spazi e indicando il percorso verso il fiume lungo le piazze pedonali. Vengono implementati gli apparecchi esistenti a palo per rispondere al problema della scarsa illuminazione nella piazza mercatale e della piazza pedonale. Delle luci a sospensione vengono collocate in prossimità delle sedute per garantire un livello di luminosità sufficiente per la sosta in orari serali. Infine gli apparecchi di orientamento incassati a pavimento aiutano ad individuare il percorso di discesa verso il Po.
SPAZI PUBBLICI
GIARDINO RAMPANTE PIAZZA DEL MERCATO A
N
A
N PIAZZA PEDONALE PARCHEGGIO TEMPORANEO
LABORATORI DIDATTICI
B ORTI DIDATTICI
F D
H
H I
LUNGOFIUME E SPORT
I
I
I
G AFFACCIO
AFFA
MARCIAPIEDE VERDE
M
N
L
PARETI VERDI
ACCIO PARCHEGGIO DRENANTE
1
2
3
4
5
1
03 Agri-Cool Tour Edificio su tre piani fuori terra destinati a funzione ricettiva con l’aggiunta dell’utilizzo del preesistente piano interrato interamente dedicato a parcheggio. A partire da quest’ultimo, raggiungibile direttamente dalla strada adiacente, l’utente potrà accedere al piano superiore in cui troverà la reception caratterizzata dalla duplice natura, che la vede anche come bottega. A partire da essa sarà possibile raggiungere i piani superiori in cui sono collacate le camerate o le camere, singole o doppie, oppure raggiungere la struttura adiacente attraverso una manica così da raggiungere le aree comuni di collegamento, caratterizzate dalla presenza di un giardino d’inverno, di un’area svago, di un bar e di un ristorante munito di rete calpestabile su cui sdraiarsi e godere del panorama. La terza struttura, anche’essa apparentemente collegata da una manica che nei fatti accoglie la cucina del risto-bar, è destinata invece alla collocazione di due appartamenti due piani fuori terra come terza soluzione di ricettività. E’ il piano terreno a far da collegamento tra i vari ambienti e tra questi ultimi e le vie d’accesso, quali la strada adicente all’edificio e la via d’accesso alla ferrovia.
PIANO TERRA
1
5 2
10
PIANO TERRA
PIANO PRIMO
PIANO SECONDO CAMERE CAMERE
BOTTEGA FERMATA AGRICOOLTOURALE MAGAZZINO
STRADA AREA SVAGO
RISTORANTE
FERROVIA
APPARTAMENTI
GIARDINO D’INVERNO
VISTA e SEZIONE
04 Ollomont Project L’edificio preso in esame è una struttura appartenente ai Padri Barnabiti la cui casa madre è milanese. La struttura, sita ad Ollomont, nelle Valpelline (Val d’Aosta) è stata gestita dal ramo genovese dell’ordine. Si tratta di un edificio nato negli anni ’20 di matrice tardo eclettica con struttura tradizionale in muratura portante, all’epoca molto frequentato da studenti dell’Università di Genova. L’attuale Ollomont non rispecchia i tempi passati. In passato si trattava infatti di una realtà importante per la villeggiatura estiva, mentre la situazione attuale necessita di accorgimenti che ne sviluppino l’aspetto ricettivo. Nella zona sono dislocati vari fabbricati e luoghi d’interesse: colonia estiva per scout, spazio di ristorazione, edifici nel passato dedicati al soggiorno di minatori, palestra di arrampicata, micro skilift, pista di sci di fondo, percorso di un’ippovia, snow park invernale.
+22.4
Il progetto si propone di mantenere la struttura preesistente per quanto riguarda l’edificio maggiore, che assume la funzione di albergo e di locali per laboratori, con l’aggiunta di un nuovo volume. Il volume aggiunto funge da punto di collegamento per i locali della struttura, collegandosi da un lato all’edificio minore e dall’altro all’edificio principale, tramite una passerella che si sviluppa lungo il lato settentrionale dell’edificio. Tale passerella è la vera protagonista del progetto: raggiungibile tramite una scala ed un piccolo ascensore situati nel volume di collegamento, serve la zona dei laboratori, disinpegnando l’entrata ovest che avrebbe reso altrimenti tali locali spazialmente non abbastanza ampi per le funzioni di laboratorio.
+7.6
+12.6
+6.9
La passerella termina in un corpo scala che collega tutti i piani dell’edificio. Dal punto di vista tecnologico si è optato per un rivestimento dell’edificio con un cappotto esterno, che ne migliori le condizioni termiche, ma al contempo per il mantenimento dell’originaria facciata sud, simbolo della struttura e impronta indelebile del passato della struttura come Casa dei Padri Barnabiti.
EX CASA DEI PADRI BARNABITI progetto di riqualificazione, fruibile ad una società eterogenea, in linea con gli standard normativi
+0.00
2
PROSPETTO SUD ore 14.00
2
TAVOLA DEL PROGETTO ARCHITETTONICO
SCALA 1:100
GRUPPO 20
Genzano Ilaria 241152
Monteu Cotto Tiziano Uriel 241148
Vicedomini Lucrezia 240864
PIANTA PIANO TERRA
1 2 B
0.50
5
3.48
laboratori 80 mq rin
sso p
0.00
ingre
IN G R
cipale
RECEPTION 40 mq RECEPTION
0.50
LABORATORI 80 mq LABORATORI
LE C IPA P R IN E ESSO C IPA L P R IN ESSO R G IN
0 mq
tion 4
recep
1.18
1.43
camera + bagno 18 + 5 mq
0.50
CAMERA + BAGNO 18 mq + 5 mq
giardino interno 250 mq rante ristoSALA qRISTORANTE 115 m 115 mq SALA RISTORANTE
GIARDINO INTERNO 250 mq
A’
A
a CUCINA cucin 23 q mq CUCINA 23 m
2.93
1.43 0.50
ensa
isp
d DISPENSA
PIANTA PIANO TERRA +2.93
ing IN G R
+15.70
rio
onda
sec resso
0.00
1.93
A R IO OND SEC A R IO OND ESSO SEC O S ES IN G R
2.93
1.73
+10.89
N
B’
PIANTA PIANO TERRA
+8.59
PIANTA PIANO TERRA +5.81
N
N PIANTA PIANO PRIMO +5.81
PROSPETTO NORD ore 07.00
PROSPETTO EST ore 11.00
0.55
0.55
0.80
SEZIONE C C’
TECNICO DI TORINO
DAD - DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E DESIGN
CORSO DI LAUREA IN ARCHITETTURA
A.A. 2017/2018
ATELIER COSTRUIRE NEL COSTRUITO B
docenti : A. De Rossi, R. Dini, D. Bosia.
4 2
3
1
5
7 6 8
05 Remark(et) able L’ex Mercato dei Fiori, sito in Via Perugia 29, è stata la sede storica del Mercato fiori di Torino, a partire dal l’1 ottobre 1960. Attualmente l’edificio è dismesso ed abbandonato. La struttura si fonda su plinti in calcestruzzo armato e continue in calcestruzzo, poichè in corso d’opera è stata rivelata la presenza di terreni argillosi e limacciosi (profondità massima di 18 m, scarsamente portanti). La struttura portante è composta da cemento armato con muratura di riempimento a casse vuote, mentre gli orizzontamenti sono in cemento armato a struttura mista, con laterizi forati e nervature (incrociate per il piano terra e parallele per la copertura). La copertura è a tetto piano per la zona adibita ad uffici, a falda curva, invece, con lucernari in vetrocemento a curvatura opposta per il salone del mercato. La facciata esterna del fabbricato del mercato è in mattoni scelti con struttura in cemento armato a vista. Il progetto prevede la demolizione dell’intero edificio che non è stato ritenuto di particolare pregio, ad eccezione della copertura. Quest’ultima risulta essere il prodotto di un’elegante ricerca formale propria di un architetto (Cesare Bersia, di cui non si conoscono notizie biografiche) che lo differenzia e lo connota rispetto alle altre opere pubbliche di minore importanza realizzate in quegli anni dagli uffici dei lavori pubblici.
STRALCIO ASSONOMETRIA DI PROGETTO
VIA MODENA
EX GALLETTIFICIO MILITARE
ABITAZIONI COPERTURA A FALDA CURVA
I lucernari della copertura vengono utilizzati strategicamente per dare luce agli edifici costruiti ex novo e creare un’atmosfera raccolta ed intima. Al di sotto della coperture si trovano edifici adibiti ad abitazioni, zone di ristoro ed una palestra. Nella parte di mercato non presa in esame è stato progettato un teatro. L’idea progettuale si basa sulla ripetizione di un modulo abitativo e sulla sua variazione: si creano cosi degli edifici che possiedono una loro autonoma identità ma che allo stesso tempo sono leggibili coralmente in un contesto più ampio.
ZONA RISTORO e PALESTRA
VIA PERUGIA
PIANO TERRA E SEZIONI
2
1 5
10