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Il Biancorosso n.21 - periodico de "La Gazzetta del Mezzogiorno"

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O BIANC ROSSO

il

Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 21 / € 0,70 più il prezzo del quotidiano

periodico di informazione sportiva de

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BR

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l’analisi

IL re dei bomber una corsa a tre Tutti per uno, uno per tutti. Roberto Floriano, Simone Simeri e Samuele Neglia: ecco i tre moschettieri del gol. Magari il Bari non ha il bomber da venti reti. Tuttavia, in tre hanno realizzato ben 29 gol, contribuendo a rendere l’attacco biancorosso il migliore del girone I, nonché tra i più forti reparti offensivi dell’intera serie D. 11 gol per Floriano, dieci per Simeri, otto per Neglia: distanze minime li separano. Ma, a meno di un clamoroso arrivo a braccetto, uno solo di loro si toglierà la soddisfazione di essere il capocannoniere dei galletti. E chissà che qualcuno non guardi addirittura il trono dei bomber generale del girone. In fondo, Floriano è già sul podio, ad un solo gradino da Crucitti della Cittanovese e a quattro da Longo della Turris. Vediamo, allora, chi può spuntarla in questa sfida interna. 6

ROBERTO FLORIANO Roberto Floriano 22 presenze, 1.377’ giocati, 11 gol Non è tiratore scelto per eccellenza. Vero è che in carriera ha raggiunto la doppia cifra solo quattro volte (Bari è la quinta): nel biennio con la Colognese (11 e 10 gol dal 2008 al 2010, in serie D), al Mantova nel 2013-14 (in C2, record personale di marcature), alla Carrarese in C (11 centri nel 2016-17). Tuttavia, ora comanda lui tra le punte biancorosse e non cederà volentieri la mano.

Perché sì

Per colpi, classe, estro e passo, non ci sarebbe gara. Floriano è decisamente avanti ai suoi concorrenti. Tecnica sopraffina, accelerazione bruciante, freddezza sotto rete: il 32enne nato in Germania è giocatore di altra categoria. Nello spazio aperto è devastante, con il destro ha una precisione chirurgica, tatticamente vanta un’esperienza tale da farlo essere sempre al posto giusto nel momento giusto. Sta andando in gol con grande regolarità: mai più di quattro giornate a digiuno. E poi è suo il primo gol della stagione biancorossa: chissà che non sia un segno del destino…

Perché NO

È un esterno offensivo e la posizione defilata, inevitabilmente, un po’ lo penalizza. Non solo: è chiamato a scatti ripetuti e sforzi prolungati che lo espongono a continue sollecitazioni muscolari e, talvolta, a lievi intoppi. La sua tecnica in velocità, inoltre, si esalta sui campi grandi e regolari. Finisce, invece, con il soffrire su terreni piccoli e su superfici poco omogenee. Non a caso, ha segnato soltanto tre gol lontano dal San Nicola. Essendo un perno troppo importante per il Bari, infine, Cornacchini tende a gestirlo risparmiandogli i finali di gara. Il minutaggio ridotto, in questo caso, non si rivela amico.

Presenze 22 Minuti 1.377’ Gol 11

2 marzo 2019 anno II n. 21


SIMONE SIMERI

SAMUELE NEGLIA

Simone Simeri 25 presenze, 1.618’ giocati, 10 gol Lui è stato ingaggiato per trascinare il Bari a suon di reti. Infatti, porta il numero nove sulle spalle. Da cinque stagioni di fila raggiunge puntualmente la doppia cifra: con il Rende in D (10 gol nel 2014), quindi a Potenza (13 bersagli, ancora in D), con la Folgore Caratese (21 gol sempre in D, il suo massimo in un campionato), con la Juve Stabia (11 gol in C) ed ora con il Bari. L’almanacco, insomma, è un suo alleato.

Perché sì

È la punta centrale, quindi il deputato principale a segnare. Movimenti e fiuto non gli mancano: riesce sempre a procurarsi occasioni da gol. Particolare non trascurabile: tra i tre attaccanti biancorossi è quello che ha maggior confidenza con il gioco aereo, pur non avendo le misure dell’ariete. Non gli manca, insomma, la varietà di soluzioni: ha segnato dalla grande distanza o sotto misura, con prodezze balistiche o di rapina. E ancora: quando non c’è Brienza, è lui il rigorista (due su due dal dischetto, con Cittanovese e Roccella): un’arma in più che potrebbe rivelarsi decisiva nello sprint finale.

Perché NO

L’impulsività lo frena. Non sono poche le reti divorate, alcune anche in maniera clamorosa. Nel complesso, lascia l’impressione di raccogliere meno di quanto semini: sul piano della freddezza deve decisamente migliorare. Non gli giova, inoltre, la concorrenza spietata nel ruolo, rappresentata da Pozzebon e Iadaresta, centravanti come lui. Nell’ambito delle rotazioni, è toccato anche a lui partire dalla panchina e trovarsi magari a dover capitalizzare soltanto una mezzoretta a disposizione. Per tecnica individuale, infine, è inferiore a Presenze 25 Floriano e Neglia, Minuti 1.618’ entrambi più rafGol 10 finati e precisi.

2 marzo 2019 anno II n. 21

Samuele Neglia 24 presenze, 1.404’ giocati, otto gol È il meno attaccante del terzetto. Sebbene con caratteristiche prettamente offensive, è un’ala e persino soffre quando deve agire da punta pura. In carriera, soltanto due volte ha raggiunto la doppia cifra, entrambe a Viterbo: 10 gol nel 2015-16 in serie D, 13 la stagione successiva, disputata in serie C. Sulla carta, è quello che ha meno chance. Ma la distanza dai compagni resta esigua e potrà giocarsi fino in fondo le sue carte.

Perché sì

Per le doti tecniche, innanzitutto. Calcia con grande precisione, incrociando le traiettorie con entrambi i piedi. Ottimo contropiedista, un po’ come Floriano, diventa imprendibile a campo aperto. Altre due doti gli giocano a favore: la freddezza e la prontezza. Raro, infatti, vedergli fallire una clamorosa occasione: al momento opportuno, colpisce senza pietà. In più, non ha mai bisogno di rodaggio. Che parta dall’inizio o a gara in corso, risponde sempre presente alla chiamata, riuscendo a lasciare un’impronta anche quando il minutaggio non è dei più generosi.

Perché NO

Per uno come lui, il gol è un extra, non la principale peculiarità. In teoria, per caratteristiche sarebbe più portato all’assist che alla soddisfazione personale. Scontato, poi, che la caratura superiore Presenze 24 lo renda prolifico Minuti 1.404’ in serie D. Ma nel Gol 8 terzetto biancorosso, è il meno vicino alla porta. In più, c’è un altro fattore: quando gioca Brienza, è difficile che ci sia anche lui. E data l’irrinunciabilità di Floriano e le caratteristiche differenti da Simeri, sul piano degli equilibri rischia di essere il più sacrificato in termini di spazio quando scende in campo il capitano. E siccome è difficile rinunciare pure a Brienza (soprattutto in casa), dovrà arrangiarsi spesso in porzioni di gara.

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