O BIANC ROSSO NEGLIA
il
GOL RITROVATO
L’ANALISI IL POSTER FOCUS
TERZINI VIVA GLI UNDER
FEOLA IL DUTTILE
LANGELLA IL FILOSOFO
Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 15 / € 0,70 più il prezzo del quotidiano
periodico di informazione sportiva de
BR
il
L’ANALISI TECNICA
TERZINI SI PUNTA SUGLI UNDER
Giovanni Cornacchini si è dimostrato fin qui tutt’altro che un integralista. Il tecnico biancorosso ha ruotato uomini e moduli, dall’inizio dei match o a gara in corso. Sempre alla ricerca della soluzione ideale che mettesse i suoi big nella condizione di rendere al meglio. Pochi i “dogmi” sposati dall’allenatore di Fano. Tra questi, la difesa a quattro (puntualmente proposta fin dall’avvio di ogni incontro), nonché la dislocazione degli under: il por-
Davide Lattanzi
NICOLA ALOISI
PRESENZE
6
LUIGI D’IGNAZIO
GOL
0
PRESENZE
MINUTI GIOCATI 540’ SOSTITUZIONI SUBITE FATTE
0 0
È l’etichetta che si è guadagnato perché nelle prime sei giornate non ha saltato nemmeno un minuto. Ha disputato persino l’unico match del Bari in Coppa Italia di serie D. Figlio d’arte (il padre Antonio ha calcato la serie A con le maglie di Ascoli, Torino e Cagliari) lui è, invece, partito dalla dura gavetta crescendo nel settore giovanile dell’Ascoli per poi passare un biennio in D, al Monticelli.
I pregi
Il passo è da categoria superiore. Corsa, gamba e rapidità non sono quelli di un under. “Ara” la fascia destra un’infinità di volte, mostrando una resistenza invidiabile. Doti che potrebbero davvero rappresentare le credenziali per una carriera luminosa. Completo, inoltre, nelle due fasi perché pur prediligendo la spinta, è puntiglioso in marcatura. Fermato da un infortunio muscolare, per rivederlo ci vorranno due settimane. Ma se manterrà le promesse, riuscirà a recuperare il terreno perduto. La tecnica individuale. Per quante volte arriva sul fondo, sarebbe lecito aspettarsi rifiniture più precise. Invece, spesso si perde al momento del dunque: il cross non è ancora calibrato a dovere, la lettura dell’assist non sempre è lucida. Se lavora su questi particolari, ha tutto per sfondare tra i professionisti.
6
GOL
1
MINUTI GIOCATI 424’
L’IRRINUNCIABILE
DA MIGLIORARE
6
SOSTITUZIONI SUBITE FATTE
2 0
LA PROMESSA
Arriva con il curriculum più prestigioso, direttamente dal settore giovanile del Napoli. Un’alcova da cui non è mai uscito, se non per una breve parentesi al Cuneo, accumulando sette presenze in serie C. A livello Primavera, era ritenuto tra i migliori terzini sinistri in circolazione. Una nomea che ora deve confermare.
I PREGI
Il sinistro è “educato”: preciso e potente. La tecnica gli consente di essere affidabile in fase di impostazione e di poter guardare avanti lanciando verso centrocampisti o punte, senza rifugiarsi nel passaggio arretrato al difensore centrale. La personalità, inoltre, non gli manca. Non a caso, nel poker di terzini, è l’unico ad aver provato la gioia del gol con un gran tiro dalla distanza contro l’Igea Virtus.
DA MIGLIORARE
La fase difensiva. Sovente in tale fondamentale ha lasciato a desiderare. Impreciso nella posizione, morbido in marcatura, in difficoltà nell’uno contro uno. Lacune su cui dovrà lavorare urgentemente se vorrà coltivare ambizioni. Perché in serie D gli avversari possono perdonare, ma passando di livello, le amnesie costano punti.
17 novembre 2018 anno II n. 15
tiere, un centrocampista (con Piovanello a sdoppiarsi tra il ruolo di interno e quello di mezzala) ed i due terzini. Le corsie laterali difensive hanno, perciò, proposto un intrigante tourbillon che vede protagonisti un poker di giovani: Nicola Aloisi, Luigi D’Ignazio, Cosimo Nannini e Nicola Turi. Nel rispetto della regola dei baby, si sono composte praticamente due coppie “di fatto”: Aloisi-D’Ignazio e Turi-Nannini, nella rigida alternanza tra un nato nel 1998 ed uno nel ’99, con Marfella (l’altro ’99) tra i pali ed un “2000” (Piovanello o Langella) a centrocampo. Un canovaccio che si è proposto puntualmente nei dieci turni fin qui disputati. Con una sola eccezione: la breve parentesi di Coppa Italia con il Bitonto, nella quale hanno giocato Aloisi e Nannini, mettendo in scena un Bari ancor più giovane. Quest’alternanza probabilmente segnerà l’intera stagione biancorossa, a meno di improbabili interventi sul mercato in due ruoli che paiono sufficientemente coperti. Sul piano tecnicotattico, scopriamo, pertanto, pregi, difetti e prospettive del quartetto di laterali dei galletti. COSIMO NANNINI
PRESENZE
7
NICOLA TURI
GOL
0
PRESENZE
MINUTI GIOCATI 566’ SOSTITUZIONI SUBITE FATTE
4
GOL
0
MINUTI GIOCATI 360’
0 2
L’INSOSTITUIBILE
SOSTITUZIONI SUBITE FATTE
0 0
CUORE BIANCOROSSO
I PREGI
Nell’era della rinascita, gli spetta un’etichetta non da poco. È l’unico barese del Bari. Nel settore giovanile delle scomparse As Bari prima e Fc Bari 1908 poi è cresciuto, senza esordire in prima squadra. E’ andato a farsi le ossa in C a Vicenza, collezionando appena due apparizioni. Ora riparte dalla D, ma con la casacca della sua città: tutt’altro che un ridimensionamento.
DA MIGLIORARE
Il fisico. È il classico cavallone potente, statuario, ma anche armonico nei movimenti. La stazza si sposa con una feroce applicazione che lo rende il più sicuro tra i terzini biancorossi in marcatura. Buono il senso della posizione, difficile andargli via nell’uno contro uno. In più, è duttile: può giocare a destra, sinistra, persino laterale più alto a centrocampo.
Pur essendo appena 19enne, è tra quelli che meglio conoscono la serie D perché lo scorso anno è stato titolare inamovibile nella Sangiovannese collezionando ben 37 presenze condite da quattro reti. Scovarlo, quindi, è stata una felice intuizione, ma ora tocca a lui sfruttare la chance in una piazza contraddistinta da altissime aspettative. La progressione. Quando parte, impressiona non solo per velocità, ma per come la sua corsa sia fluida e pulita. In tal senso, ricorda i vecchi mancini fluidificanti, famosi per le loro cavalcate. Da sottolineare anche la prontezza di riflessi: ad ogni chiamata, anche quelle più inaspettate, ha puntualmente risposto presente.
I PREGI
L’attenzione. Su questo piano il percorso appare ancora lungo. Troppe volte in fase difensiva si fa scoprire impreparato (Acireale docet) mostrando lacune addirittura più evidenti nel posizionamento prim’ancora che nella marcatura. Anche sul piano fisico deve potenziarsi: al momento pare ancora “leggerino”.
DA MIGLIORARE
17 novembre 2018 anno II n. 15
La proposizione offensiva. In tal senso, è il meno appariscente tra i laterali. Raro vedergli tentare l’allungo in dribbling o in progressione. Alimenta l’azione con ordine, ma difficilmente raggiunge il fondo per crossare. Può darsi che sia timidezza momentanea. Ma se così non fosse, per fare strada dovrà essere più sfrontato.
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