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Il Biancorosso n.14 - periodico de "La Gazzetta del Mezzogiorno"

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O BIANC ROSSO

il

Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 14 / € 0,70 più il prezzo del quotidiano

periodico di informazione sportiva de

D

LA GIUSTA IREZIONE

L’ANALISI

IL FUTURO DI PIOVANELLO

IL LOGO

COSÌ È NATO IL NUOVO GALLETTO


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il

L’ANALISI TATTICA

PIOVANELLO

MULTITASKING Davide Lattanzi

A

volte il mondo può ruotare attorno ad un “under”. Chi l’avrebbe mai detto? Nel campionato di serie D i giovani sovente vengono visti come un obbligo da ottemperare per rispettare il regolamento. Come una sorta di “tassa” da pagare per non incorrere in sanzioni. E allora, ecco che si scatena la caccia a quelli in grado di fare la differenza: i migliori, però, spesso preferiscono prolungare l’esperienza nel settore giovanile di una big piuttosto che patire la gavetta tra i dilettanti. E allora, si ricorre a quelli che, almeno, facciano meno danni e siano in grado di rispettare il compitino, limitando le sbavature. Non mancano, tuttavia, le eccezioni. Enrico Piovanello, ad esempio, sta provando a ritagliarsi un futuro da calciatore “vero”. 18 anni, nato a Padova, proprio nella compagine veneta ha mosso i primi passi percorrendo l’intero cammino nel settore giovanile. Fino a stregare Pierpaolo Bisoli, non uno qualunque, bensì un tecnico navigato e famoso per essere un sergente di ferro. Eppure, il trainer emiliano lo scorso anno non ha avuto dubbi: Piovanello è stato stabilmente aggregato alla prima squadra ed ha collezionato le prime presenze con i biancoscudati che lottavano per conquistare la promozione in B, poi ottenuta. Avrebbe potuto restare a casa sua, il “bimbo” che sogna di emulare Alessandro Del Piero (anche il campione ex juventino partì dal Padova). Invece, ha scelto di giocare con continuità nell’inferno della D ed in una piazza che, dopo mille umiliazioni, pretende il ritorno nel calcio che conta a tempo di record. Ma Piovanello non ha avuto paura. E pian piano si sta riscoprendo un inamovibile nel Bari di stelle che vantano curriculum di prestigio. Pur essendo mancino, usa benissimo pure il destro: corsa, “gamba” e resistenza lo rendono ideale per coprire più di una posizione. Non a caso, Cornacchini sta spesso spostando lui per cambiare l’ordine tattico delle sue pedine. Chiamate alle quali Piovanello sta rispondendo da veterano. Fino a ricevere contro il Locri il premio più bello: l’applauso convinto del San Nicola al momento della sua sostituzione. Ed ecco, nel dettaglio, i suoi “mille volti”.

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A VOLTE IL MONDO PUÒ RUOTARE ATTORNO AD UN “UNDER”

2 novembre 2018 anno II n. 14


L’esordio mezzala nel 4-3-3 L’intero match in panchina contro il Messina, così il battesimo è avvenuto contro la Sancataldese: gli sono bastati 24’ (subentrando a Langella) per trovare, seppur in modo rocambolesco, il primo gol stagionale. Provato dall’inizio in Coppa Italia contro il Bitonto, ha poi debuttato da titolare in campionato al terzo turno, contro la Cittanovese. Pur nascendo esterno d’attacco, ha dovuto reinventarsi mezzala nel 4-3-3, poiché la prima linea era già affollata dai vari Neglia, Floriano e Bollino. Probabilmente non ha ancora il fisico da interno in mediana: prova a compensare con corsa ed inserimento. Nel complesso, non ha demeritato, ma è presto per dire se sarà questo il suo futuro definitivo. 3 novembre 2018 anno II n. 14

A Marsala esterno offensivo Nella complicata trasferta siciliana, Cornacchini ha infoltito il centrocampo puntando, per conservare il vantaggio maturato, sull’esperienza di Hamlili, Bolzoni e Feola. Pertanto, Piovanello è stato spostato nel suo ruolo naturale. Pur non brillando nella circostanza, l’opzione tattica resta valida. Se occorre una mediana più solida e muscolare, il 18enne veneto può essere avanzato nel tridente offensivo garantendo magari un apporto minore sul piano della qualità rispetto a Floriano, Neglia o Bollino, ma senz’altro uno spirito di sacrificio encomiabile nella doppia fase.

Il futuro Contro il Locri La traccia impostata con i calabresi potrebbe tracciare il prossimo futuro. Di Piovanello e dell’intero assetto offensivo del Bari. Il baby da ala nel 4-2-3-1 è parso trasformato: accelerazioni, dribbling, assist, senza tralasciare la quantità. Soprattutto, questa disposizione sembra l’unica in grado di permettere a Brienza di occupare la posizione prediletta (trequartista dietro una punta). Certo, tenere fuori contemporaneamente due tra Neglia, Floriano e Bollino non è semplice. Ma la manovra, illuminata dalla qualità di Brienza, è sembrata completamente trasformata. Ed in tal senso, il contributo di Piovanello è stato tangibile. Toccherà a lui adesso confermarsi su tali standard.

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