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Il Biancorosso n.12 - periodico de "La Gazzetta del Mezzogiorno"

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Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 12 / ₏ 0,70 piÚ il prezzo del quotidiano

il

periodico di informazione sportiva de

O BIANC ROSSO

BARI

MANIA


BR

il

LAVAGNA TATTICA Davide Lattanzi

foto S. Scagliola

IL SARTO CORNACCHINI E I VESTITI SU MISURA

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A

l suo posto magari in tanti starebbero comodamente seduti in panchina, attendendo un colpo delle tante star a disposizione. Un lusso che chi allena una fuoriserie come il Bari potrebbe tranquillamente permettersi. Giovanni Cornacchini, invece, non sta un attimo fermo. Studia, dà consigli, si arrabbia pure. Sì, perché il tecnico di Fano non vuole semplicemente vincere. Desidererebbe anche infondere un’anima alla sua creatura, sfruttare le doti della sua rosa coniugando un calcio piacevole e redditizio. E allora, in tre turni, spesso ha rivoltato il Bari pure nel corso dello stesso match adottando varianti in grado di agire sul modulo e offrire soluzioni più efficaci per trovare la via della rete. Un atteggiamento che lo presenta come allenatore analitico piuttosto che come integralista dipendente da schemi fissi. Ecco, allora, l’evoluzione del “suo” Bari nei primi 270’ della stagione.

5 ottobre 2018 anno II n. 12


IL 4-3-1-2

IL “FINTO” 4-4-2

Il modulo di partenza, il “vestito” prescelto con ogni probabilità in modo funzionale alla rosa che ha ricevuto in dono. Una decisione adottata soprattutto per esaltare esterni “super” per la categoria come Floriano e Neglia, non a caso già autori di cinque reti in due. Non solo. Un centravanti come Simeri è portato al dialogo con le ali: non è certo la prima punta d’area che attende il pallone senza partecipare alla manovra. Il 4-3-3 si sposa anche con la volontà di schierare due “under” nella posizione di terzini, così come i centrocampisti sono abbastanza duttili da interpretare a dovere sia lo spartito da mediani, sia quello da interni. Con tale assetto, ognuno è impiegato senza essere snaturato. Unica eccezione, la mezzala a centrocampo: Langella nasce come centrale puro, Piovanello come esterno offensivo. Entrambi, però, possiedono le doti per riciclarsi con prospettiva. A Messina, tutto scorre facilmente: Floriano e Neglia “spaccano” le fasce. Lo 0-1, in particolare, viene da un’azione sviluppata a sinistra e chiusa da Floriano sulla corsia opposta approfittando di una corta respinta del portiere.

La Sancataldese alla seconda giornata riesce almeno in avvio a contenere le corsie, raddoppiando su Floriano e Neglia. Cornacchini, allora, sfrutta la capacità delle ali di trasformarsi in seconde punte. Così, sposta a turno uno tra Floriano e Neglia in posizione di trequartista, avvicinando l’altro a Simeri. I frutti arrivano immediati: le prime due reti arrivano dal centro. L’1-0 con invenzione di Floriano per Neglia, il raddoppio con l’ex Foggia ancora devastante in percussione centrale e Neglia abile a trasformare dal limite dell’area. La “variante” va spesso in scena quando in campo c’è Bollino: il ragazzo prelevato dalla Sicula Leonzio, infatti, nasce fantasista, anche se non ha problemi a reinventarsi esterno.

Così lo ha definito il trainer dei galletti nel post partita con la Cittanovese. I calabresi, individuando in Bolzoni la fonte di gioco barese, decidono di “soffocare” il regista con una marcatura a uomo mutuata direttamente dagli anni ’80. La strategia, però, funziona perché il Bari fatica a costruire. Di qui, la decisione di aggiungere un centrale in impostazione: Hamlili, quindi, si trasforma da mezzala in mediano puro, Bollino diventa esterno a tutta fascia a destra, Piovanello da mezzala va a fare il tornante a sinistra, mentre Neglia va vicino a Simeri. È vero: occorre un rigore per sbloccare la sfida. Ma è altrettanto evidente che nel frattempo il Bari era riuscito a ritrovare logica tale da mettere pressione all’avversario. Ci sarebbe pure la difesa a tre fra le modifiche apportate dal mister barese. Tuttavia, la si è vista solo per pochi minuti nei finali di match, a risultato ampiamente acquisito. I lavori, però, proseguono: chissà che non rappresenti il prossimo step del Cornacchini pensiero.

5 ottobre 2018 anno II n. 12

foto S. Scagliola

IL 4-3-3

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