O BIANC ROSSO
il
periodico di informazione sportiva de
Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 11 / € 0,70 più il prezzo del quotidiano
L’intervista
L’analisi
Il personaggio
Il sindaco Decaro racconta i retroscena che hanno portato all’assegnazione del titolo sportivo alla famiglia De Laurentiis e spiega i motivi della scelta
Gran parte della rosa annovera elementi con vasta esperienza in serie C: eccezione straordinaria sono Valerio Di Cesare, Francesco Bolzoni e Franco Brienza
Questi sono tornei in cui corsa e cattiveria sono fattori fondamentali. I valori tecnici vengono dopo e solo in un secondo momento possono fare la differenza
LA MISSIONE IMPOSSIBILE
a pag. 6
SUPER SQUADRA TUTTI I SEGRETI
a pag. 8
DOUDOU: VI SPIEGO COME SI VINCE LA D
a pag. 12
BENTORNATO
BARI
BR
il
L’INTERVISTA
DECARO
Gaetano Campione
«È STATA LA SCELTA MIGLIORE»
IL SINDACO E IL PRESIDENTE
Antonio Decaro e Luigi De Laurentiis durante la presentazione della squadra del Bari In alto a destra: i biancorossi al gran completo
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eglio di così, l’avventura verso la serie C non poteva partire. Adesso Antonio Decaro può finalmente sorridere e rilassarsi: l’autorevolezza messa in mostra sul campo del Messina, dalla squadra biancorossa, premia anche la sua scelta. Quella di consegnare il titolo sportivo nelle mani dei De Laurentiis. Tanto contento al punto di sottoscrivere il primo abbonamento. Sindaco, ha mai pensato di non farcela in questa che sembrava una missione impossibile? «Devo ammettere di aver avuto molto timore di sbagliare. All’inizio di questa complicata vicenda, in un momento di grande sconforto per tutti, ho sentito su di me tutta la responsabilità di una situazione che ha poco a che fare con la politica e l’amministrazione della città. Poi, però, ho pensato di affrontare, passo dopo passo, tutte le fasi con i tifosi, condividendo ogni passaggio con loro, incontrandoli allo Stadio della Vittoria e ascoltando dalle loro voci ciò che si aspettavano dalla nuova dirigenza. Direi che alla fine è andata bene». Cosa rappresenta il calcio per la nostra città? «È un patrimonio collettivo, un vero e proprio strumento di coesione sociale. Credo che il calcio e la passione per la nostra squadra siano un fattore identitario unico per i baresi. L’ho capito ancora di più in questi ultimi due mesi». Aurelio De Laurentiis è come un vulcano: litigate sempre? «Abbiamo cominciato litigando e credo che litigheremo ancora. Io dico sempre che fortunatamente il presidente del Bari si chiama Luigi, altrimenti sarebbe davvero difficile… A parte gli scherzi, credo che Aurelio sia una persona imprevedibile, e quindi diventa complesso relazionarsi a lui, ma una volta stabilito un rapporto vero, diventa tutto più semplice». Lei ha fatto la sua parte: ora cosa si aspetta dai baresi? «Nulla di più di ciò che stanno dimostrando da quando la Fc Bari 1908 non c’è più: tanta passione e sostegno per la squadra della nostra città. D’altronde, la nuova proprietà ha le giuste credenziali per far crescere l’entusiasmo intorno alla nuova squadra». «Quanto ritiene sia motivato Luigi De Laurentiis?». «È un imprenditore serio e strutturato, oltre che una persona molto intelligente. Sa bene di essere in una piazza importante del Sud e dell’Italia intera. Personalmente 21 settembre 2018 anno II n. 11
lo vedo molto motivato, pur essendo alla sua prima esperienza nel mondo del calcio. Ma è partito bene, ha voglia di dimostrare quanto la famiglia De Laurentiis, e lui in particolare, tengano al progetto Bari. Sono certo che saprà dimostrarlo». Le ultime vicende societarie hanno responsabilizzato la città nel vigilare e sostenere la squadra? «Credo proprio di sì, anche perché nessuno accetterebbe ancora ciò che è accaduto in questi ultimi anni. Immagini che, tra le tante richieste che mi sono pervenute di persona o via mail ed sms, la più gettonata è stata la voglia di trasparenza. E quando ho incontrato i 5mila tifosi nel vecchio stadio, ho visto nei loro occhi il forte desiderio di riprendersi ciò che è loro perché, sebbene la società sia privata, la squadra è un bene di tutti, non dimentichiamolo». Lo stadio. Quali progetti ci sono? Quello di riqualificazione è stato abbandonato? «Non vogliamo abbandonare affatto il progetto ma, di certo, per ora dobbiamo sospendere sogni e aspettative rispetto alla riqualificazione. Purtroppo, con una squadra che deve ripartire dalla serie dilettantistica non è semplice discutere o avviare iter così complessi da un punto di vista finanziario e infrastrutturale. Allo stesso tempo abbiamo fiducia che la società restituisca quanto prima tutto ciò che spetta alla storia calcistica cittadina e ai suoi tifosi. Ne riparleremo più in là». Pensa che con questa proprietà il Bari 21 settembre 2018 anno II n. 11
«IL PROGETTO DELLA FAMIGLIA DE LAURENTIIS È UN PERCORSO VINCENTE LA SERIE A? STAREMO A VEDERE»
possa cambiare la sua storia sportiva? «Penso di sì ma sarà il campo a dirlo. Quando ho contattato Aurelio De Laurentiis per testare un suo reale interesse per il titolo sportivo, l’ho fatto sapendo di potermi affidare a un imprenditore in gamba, che ha dato grandi prove e raggiunto risultati enormi in diversi settori, compreso quello calcistico. E credo di aver scelto il migliore tra i partecipanti». Scegliendo De Laurentiis si potrebbe bloccare il percorso del Bari verso la serie A? «Non credo, anzi. Il progetto della famiglia De Laurentiis è un percorso vincente. Non avrebbe avuto senso intraprendere questa nuova avventura se non ci fossero state le condizioni per poterla condurre al meglio. Ci vuole ancora molto tempo prima di arrivare in A, staremo a vedere». Lei ha detto che la proprietà di Lotito sulla Salernitana ha influito sulla scelta definitiva: non è lo stesso per De Laurentiis e il Napoli? «La mia scelta non è stata affatto semplice proprio per la caratura dei due imprenditori. Ma, anche in base ai consigli e ai suggerimenti della commissione che mi ha supportato nei lavori, abbiamo scelto De Laurentiis, anche perché, e sottolineo anche, non ha alcuna squadra di proprietà in serie B, una categoria di fatto molto più vicina alla nostra rispetto alla A. Sono sicuro che, fra tre anni, come tutti ci auguriamo, la famiglia De Laurentiis saprà trovare la giusta soluzione».
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