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Il Biancorosso n.17 - periodico de "La Gazzetta del Mezzogiorno"

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O BIANC ROSSO

il

Supplemento al numero odierno de La Gazzetta del Mezzogiorno Anno II numero 17 / € 0,70 più il prezzo del quotidiano

periodico di informazione sportiva de

CAMPIONI D’INVERNO

OBIETTIVO CENTRATO

L’ANALISI

IL RITRATTO

GLI SCUDIERI DELLA MEDIANA

COSTANTE TIVELLI IL KEEGAN DEL SUD

IL POSTER

MAURO BOLLINO ESTRO E FANTASIA


BR

il

L’ANALISI

GLI SCUDIERI DELLA MEDIANA Davide Lattanzi

U

n poker di uomini nel reparto pensante. Spesso si dice che il centrocampo sia il settore nevralgico di una squadra. Magari anche la componente che ne descrive le principali caratteristiche. Non a caso, la mediana del Bari rivela gran parte dell’idea su cui la formazione biancorossa è stata costruita. Francesco Bolzoni, Zaccaria Hamlili, Andrea Feola e Cristian Langella sono gli uomini utilizzati dal tecnico Giovanni Cornacchini

FRANCESCO BOLZONI

ZACCARIA HAMLILI

Presenze: 14 da titolare: 13 subentrato: 1 minuti giocati: 1.156’ sostituzioni subite: 4 gol: 1

Presenze: 13 da titolare: 12 subentrato: 1 Minuti giocati: 1.004’ sostituzioni subite: 8 gol: 0

Il “cervello”

Cuore e polmoni

Ha dovuto reinventarsi, l’ex ragazzo prodigio cresciuto nell’Inter. Già, perché Bolzoni proprio non nasce regista. In un centrocampo a due, in carriera ha spesso svolto le mansioni di fatica, più recuperatore di palla che costruttore. Tuttavia, per chi è passato dalla Champions League (esordio con i nerazzurri a soli 18 anni) e ha vinto a Siena sotto la guida di Antonio Conte e poi in una piazza come Palermo, i panni di leader in serie D diventano fin troppo comodi. Ed in effetti, meraviglia vederlo, a soli 29 anni, in una categoria che nulla a che spartire con lui. Forte di tanta esperienza, Cornacchini ha consegnato a lui le chiavi della manovra, chiedendogli di essere il polo di riferimento per i compagni. Bolzoni sta compiendo al meglio tale missione: ogni azione parte o passa dai suoi piedi. E non si limita soltanto al suggerimento semplice per i compagni d’attacco. Il cambio gioco ed il lancio illuminante fanno parte integrante del repertorio. Scontato sottolineare che sia un irrinunciabile nell’undici barese. Lo certificano i numeri: Cornacchini lo ha utilizzato costantemente risparmiandogli il minimo indispensabile quando non l’ha visto al meglio. Consapevole di non potersi permettere il lusso di perderlo.

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L’italo marocchino aveva condiviso con Cornacchini l’esperienza all’Ancona ed il trainer di Fano l’ha espressamente richiesto per vincere a Bari. Un mistero la carriera del 27enne nato a Manerbio: per corsa, ritmo ed intensità avrebbe meritato senza alcun dubbio una chance in B. Invece, il suo percorso si è svolto tra C e D, nella speranza che sia il nuovo corso biancorosso a consegnargli l’agognata ribalta. Nel centrocampo pugliese, Hamlili è indispensabile. E’ l’autentico uomo ovunque, in grado di pressare e ripartire, interdire e riproporre. Sul piano tattico, coniuga alla perfezione le conoscenze della mezzala (all’attivo un paio di assist sovrapponendosi dal fondo) con quelle del centrale puro. Ancor più determinante sotto l‘aspetto agonistico. Malgrado incorra in qualche ammonizione di troppo, è una vera furia: il classico “cagnaccio” che non molla una palla, ringhiando su qualsiasi avversario. Il prototipo di calciatore che ogni squadra dovrebbe avere per la feroce dedizione ed il cuore sempre oltre l’ostacolo. Una lacuna? Gli manca il gol. Ma ha tempo a sufficienza per trovare il premio a tanti sacrifici. 15 dicembre 2018 anno II n. 17


a centrocampo. Un numero esiguo, in verità. Soprattutto se si considera che il trainer di Fano spesso ne ha schierati ben tre in avvio di match. Ragion per cui, se il mercato dovesse portare ulteriori novità, è possibile che i futuri innesti (probabilmente giovani) avvengano proprio in seconda linea. C’è, tuttavia, un motivo se i centrocampisti dei galletti sono tali di numero e di peculiarità. La società, infatti, nell’ottica di vincere il campionato archiviando la pratica nel più breve tempo possibile, ha puntato moltissimo su un reparto offensivo cospicuo, nonché formato da autentici fuoriclasse della categoria. Cornacchini ha puntualmente proposto il suo Bari a trazione anteriore. Il centrocampo, perciò, ha avuto un compito ancor più delicato. Ovvero, quello di garantire corsa in quantità e raddoppi per sostenere la qualità offensiva. Allo stesso tempo, occorrevano fisicità, muscoli e doti agonistiche per calarsi nella realtà della quarta serie. Ebbene, in tal senso, la scelta si è rivelata perfetta all’uso. Ognuno dei quattro interpreti biancorossi ha recitato a puntino la parte assegnata. Eccoli, quindi, uno per uno, ai raggi X.

ANDREA FEOLA

CRISTIAN LANGELLA

Presenze: 14 da titolare: 3 subentrato: 11 Minuti giocati: 425’ Sostituzioni subite: 0 Gol: 0

presenze: 13 da titolare: 5 subentrato: 8 minuti giocati: 584’ sostituzioni subite: 2 gol: 2

Pronto all’uso

Giovane e bello

Soltanto nel Bari Feola è destinato a partire spesso dalle retrovie, diventando il giocatore più subentrato tra i galletti. Paradossale, per chi ha vissuto sempre tra B e C e sarebbe titolare in molte compagini nella categoria superiore. Senza batter ciglio, ha scelto il sacrificio per la causa divenendo l’uomo per ogni soluzione nel corso del match. Praticamente sempre presente, ma titolare con il contagocce e con un minutaggio nel complesso ridotto. Lui, però, interpreta ogni chance come una possibilità di offrire il suo contributo. Che sia per un tempo, per mezzora o per un minuto, come talvolta gli è capitato. Per caratteristiche, è una carta preziosa: mezzala di nascita, si relega senza problemi da centrale puro offrendo svariate soluzioni. Cornacchini non perde occasione per lodarne la professionalità e ricorre comunque al suo impiego: se c’è da rafforzare gli argini per difendere un risultato oppure se occorre un uomo in più in mezzo per suggerire meglio verso l’attacco. Se poi manca uno tra Hamlili e Bolzoni, il suo impiego da titolare diventa automatico. 15 dicembre 2018 anno II n. 17

È uno dei gioiellini che maggiormente brillano nella vetrina biancorossa. Langella ha colto a volo l’occasione e fin dalla prima giornata ha mostrato quanto potesse essere utile al Bari. Attenzione a questo 18enne proveniente dal Pisa. Nato esterno offensivo, oggi si è trasformato in un centrocampista completo. Da mezzala sa far valere passo e tecnica di base, ma se la sta cavando egregiamente pure da centrale, grazie a corsa, coraggio ed applicazione. Non gli mancano, inoltre, personalità e visione della porta. Non a caso, è il centrocampista del Bari con il maggior numero di gol in campionato (2). Se le promesse saranno mantenute, Langella ha davanti a sé un futuro dorato e potrebbe essere importante anche nel futuro del Bari, data la necessità di avere giovani di valore pure in C. Per completare la trasformazione in centrocampista, gli manca la giusta fisicità. La struttura leggera costa nei contrasti e lo limita nel gioco aereo. Ma a 18 anni può lavorare serenamente pure sullo sviluppo fisico.

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